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Il brano scelto fa parte dei paragrafi 34, 35 e 36 dellorazione Sulla pace,

pronunciata attorno al 355 a. C, in cui semplificando molto Isocrate


invita gli ateniesi a non fidarsi di coloro che fanno pressioni per far
tornare Atene una potenza imperiale (anche se la prima parte del testo
unintroduzione molto pi generica sulla giustizia).

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Osservo che le persone che scelgono lingiustizia e ritengono che la cosa pi


preferibile in assoluto sia impossessarsi di una cosa che appartiene ad altri,
soffrono allo stesso modo di quelli che vengono presi allamo fra gli animali;
sulle prime godono di quello che hanno ottenuto, ma poco dopo si ritrovano in
gravissimi guai; (osservo) invece che gli uomini che vivono con onest e
giustizia veleggiano con sicurezza attraverso il presente e allo stesso tempo
mantengono felici aspettative per il futuro.
E seppure non vada cos in tutti i casi, succede in questo modo la maggior
parte delle volte. Ed necessario che gli uomini saggi dato che spesso non
riusciamo a capire che una certa cosa preferibile dimostrino di scegliere
ci che spesso utile. Daltra parte soffrono tremendamente fra tutti, gli
uomini coloro che ritengono che la giustizia sia [effettivamente] una pratica di
vita migliore e pi cara agli dei rispetto allingiustizia, ma che credono che chi
la rispetti viva peggio di quelli che scelgono lingiustizia.

Mi piacerebbe che, cos come facile lodare la giustizia, lo fosse altrettanto


persuadere gli ascoltatori a metterla in pratica. Ma temo che in questo
momento stia dicendo queste cose invano: per molto tempo siamo stati
rovinati da uomini che non riuscivano a fare altro che barare, i quali stimano il
popolo in tal modo, che qualora decidano di fare guerra a qualcuno, essendo
corrotti osano dire che bisogna prendere esempio dai nostri antenati, e non
permettere che veniamo presi in giro, o (permettere) che quelli che non
vogliono pagarci i tributi vadano per mare.