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IL SISTEMA MIMETICO

INTRODUZIONE
Il sistema mimetico uno strumento concettuale che va inteso in una duplice
accezione: quella di copia, imitazione, riproduzione e quello di finzione,
inganno, sotterfugio. Ogni sistema mimetico, indipendentemente dallepoca,
ha il compito fondamentale di creare una barriera contro la morte.
CAPITOLO I
Molti studiosi hanno cercato di costruire la storia di tutti i grandi movimenti
artistici come variazioni su uno stesso tema; ci accade anche per quanto
riguarda la filosofia e con le scienze fisiche e sociali dove potremo parlare di
variazioni su Platone. Il filoso francese Paul Jorion ha fatto risalire le origini
del concetto di verit alla Grecia del IV sec a.C , mentre il concetto di realt
stato elaborato nellEuropa del XVI secolo. Luno discende dallaltro: a partire
dal momento in cui simpone lidea di una verit, dire la verit rinvia alla
descrizione della realt in quanto tale. Platone e Aristotele impongono la
realt come mezzo per superare le obiezioni scettiche dei sofisti, credendo in
un mondo sensibile (pi reale) rispetto a quello dei sofisti di un mondo
illusorio. Successivamente Copernico,Keplero e Galileo inventeranno il
concetto di realt oggettiva assimilando le discipline scolastiche
dellastronomia e quello della fisica. A causa delle continue innovazioni in
campo scientifico e tecnologico hanno portato a un modello di conoscenza
basato su un approccio che tende ad avvicinarsi allanalisi della realt di tipo
fisico, chimico o biologico. Molto importante la differenza tra la concezione
aristotelica rispetto a quella di Platone: questultimo svaluta la poesia in
quanto imitazione delle cose sensibili che allontana dalla vera realt, mentre
Aristotele non critica la poesia ma afferma che larte poetica imitazione
della realt sensibile o della natura: ma poich questultima realt a tutti gli
effetti, il valore della poesia resta legata allidea secondo cui limitazione
produce una vera conoscenza di ci che imita. Unaltra sostanziale differenza
su cui i due filosofi si scontrano riguardo la concezione della natura stessa
della poesia: nella quale Platone non vedeva unarte con le sue regole, che
possono essere insegnate ed apprese,cio una techne, bens il risultato di un
invasamento divino che coinvolge su piani diversi il poeta e il pubblico e
appartiene a una sfera irrazionale. Per Aristotele la poesia invece proprio
una techne: come ogni arte e attivit umana essa imita la natura perch non
c vera conoscenza se non nelluniversale. Coleridge afferma che tutti gli

uomini nascono platonici- cio sentono che le classi, gli ordini e i generi sono
realt-e aristotelici- che invece le considerano delle semplici generalizzazioni.
Il platonico sa che luniverso in qualche modo un cosmo, un ordine, tale
ordine per laristotelico pu essere un errore. Il mito della caverna fa
riferimento al discorso del sistema mimetico. Il mondo di cui la caverna
unimmagine, appare alluomo a partire da un duplice gioco di imitazioni
rapportato a un modello primordiale; imitare significa produrre delle copie. La
cultura che si diffusa nel corso degli ultimi anni 500 anni lUmanesimo,
che ha tentato di sostituire luomo a Dio, di mettere lumanit al centro
delluniverso e dunque di deificarla. Lumanesimo ha bisogno anche di
unetica, di un assioma morale per stabilire con fermezza le sue fondamenta.
Tale assioma dato dallethos umanistico, che si fonda sullideale del
carattere il punto dappoggio il valore dellonore,al quale obbedisce la
categoria del gentiluomo: il principio dellonore. Per capire al meglio il
concetto di onore ci dobbiamo rifare agli ultimi anni dellumanesimo
rinascimentale con Shakespeare e il suo racconto Giulio Cesare. Qui lo
scopo di Giulio Cesare quello di onorare il nome di Bruto, che viene ritratto
come lesempio pi alto delluomo e Shakespeare si propone di prendere in
esame cosa significhi trovarsi nei panni di Bruto. Bruto per Cesare come un
figlio, egli, uomo donore, vuole imporre la virt sulla legge e sulla tradizione
attraverso un atto di volont individuale (possiamo diventare ci che
vogliamo). Las Meninas dipinto di Velazquez rappresenta uno dei dipinti pi
importanti dellarte occidentale, raffigura al centro linfanta Margarita
(principessa dellet di 5 anni), sulla destra troviamo due nane di corte, una
serva e un maggiordomo,mentre sulla sinistra troviamo Velazquez mentre
dipinge. Sulle scale raffigurato il ciambellano della regina e vicino la porta
attraverso uno specchi sono raffigurati il re e la regina, non altro che un
quadro nel quadro. Linfanta unimmagine delicata di obbedienza allautorit
che ha appena fatto il suo ingresso in scena, nel dipinto vi anche lautorit
discreta ma onnipresente di re Filippo IV che da struttura a tutta lopera. Due
aspetti compromettono per la figura del re: il primo rappresentato dalla
porta aperta sullo sfondo che spezza il circolo chiuso del comando e
dellautorit regale (c una via duscita); il secondo legato allartista stesso.
La sua postura indica che si sta tirando indietro il suo sembra pi un
atteggiamento di sfida. Dal quadro nel quadro passiamo al teatro nel teatro
con Shakespeare con la seconda scena del terzo atto dellAmleto dove egli si
lamenta della vita, interrotto qua e la dalle vicende del dramma. Una delle
ragioni che gli impediscono di scegliere di compiere il suo dovere morale (la

vendetta) il fatto di aver conosciuto la morte. Il Don Chisciotte di Cervantes


uno dei pi importanti libri della storia della letteratura mondiale. Si tratta
della storia di Quijano che una appassionato dei libri di cavalleria che
porter il protagonista a finire per immedesimarsi nelle storie che legge fino a
perdere il senno. Il messaggio che per poter agire luomo deve essere
vittima di unillusione, al limite della pazzia. Verso la fine del XVII secolo le
due forze culturali emerse dal Rinascimento e dalle due Riforme
cominciarono a fronteggiarsi, infatti si assiste al tentativo di integrare il
Rinascimento e la Riforma Protestante attraverso un ideale del gentiluomo e
del puritano quella che viene definita da Carroll la fusione borghese. La
borghesia rappresenta un protestantesimo secolarizzato arricchito da diversi
elementi tratti dallUmanesimo. Casa e famiglia rappresentano il baricentro
dellideale borghese. Il punto dappoggio puritano della cultura borghese trae
la sua forza dal nucleo della sacralit basato sulle pratiche quotidiane della
casa e del lavoro: emblemi di presenza divina. Quando anche la fusione
borghese inizia a decadere si fa spazio ad un ultimo tentativo di ravvivare
lumanesimo attraverso due scuole opposte: lIlluminismo e il Romanticismo.
Da qui si iniziamo a parlare di metafisica umanistica che si incarna nei
concetti di volont ragione: cio Dio decide il corso degli eventi ma lascia agli
uomini la libert di cercare attraverso la loro volont la propria gloria. Per
quanto riguarda la ragione pu creare un mondo in cui lindividuo migliore e
pi felice. La borghesia costituisce, quindi, un mondo solido destinato a
durare nel tempo. Nel corso del XVIII secolo lIlluminismo a rappresentare il
vero compimento dellumanesimo, precursore fu Isaac Newton il suo metodo
lintelligenza critica cui scopo non pi quello di spiegare le vie del Signore
agli uomini, ma di comprendere la natura dellumanit e del suo mondo. Ma
oltre a newton vi unaltra figura post-rinascimentale Cartesio che far della
Ragione il dio dominante della cultura secolare occidentale. Il metodo
cartesiano noto come deduttivo, lunica cosa che lindividuo possiede
allinfinito lo strumento della ragione. Elemento fondamentale lirrompere
della storia che sostituisce il mito. Il Romanticismo condivide con lilluminismo
il concetto secondo cui si attribuisce grande valore allautonomia ed ostile ai
costumi, alle tradizioni e ai legami della comunit. Laddove lilluminismo
ragione, luce, ottimismo, il romanticismo emozione, oscurit e pessimismo.
Immanuel Kant capisce che la Ragione non pu sopravvivere senza un
fondamento morale, letica kantiana il capolavoro dellilluminismo che si
fonda sulla legge morale diversa dalla legge naturale studiate dalla scienza.
Secondo Kant la legge morale sacra e appresa attraverso la ragione essa

agisce per mezzo della volont la quale autonoma, cio libera (libero
arbitrio). La libert la condizione della legge morale, la coscienza
impossibile senza libero arbitrio, che rappresenta il solo principio delletica; il
motivo per obbedire alla legge morale non legoismo, cio il piacere, ma la
riverenza, il rispetto per lautorit della legge morale. Il punto fondamentale
che nella realt la ragione non determina la volont. Con la fine
dellilluminismo si ha linizio di una nuova fase dellumanesimo in cui la
ragione sopravvive ma senza onore diventando malvagia. Lindebolimento
dellautorit libera due tipi di forze: il rancore, che emerge quando gli dei
falliscono; e il caos che rappresenta la pretesa liberale di poter vivere
secondo la ragione e il libero arbitrio. Carroll propone uno schema sintetico
per valutare le modalit principali attraverso cui lumanesimo riceve il suo
smantella mento finale. Questo schema suddiviso in tre momenti: una
prima fase che ha come protagonisti Marx e Darwin. Marx capisce che lunica
forma culturale con una sua forza la borghesia e per questo decide di
annientarla con il rancore. Per Darwin la natura che comanda attraverso il
meccanismo della selezione naturale, qui non c pi spazio per il libero
arbitrio, n per la dignit o la morale. Questo no solo abbatte lumanesimo ma
anche la religione in quanto lumanit non ha origini divine poich secondo
Darwin luomo discende dalla scimmia non da Adamo. La seconda fase
quella del contrattacco nichilistico dinamico, cui protagonista fu Friedrich
Nietzsche. Egli rappresenta lultimo dei veri filosofi umanistici , egli sa
benissimo che arrivata la fine di questo filone culturale e per questo cerca
almeno di salvare lOrdine. Infine, abbiamo la terza fase cui rappresentante fu
Sigmund Freud che tenta di riconciliare la Ragione e il Sentimento.
Linventore della Psicoanalisi realista sulla natura del sentimento, di cui
vede la base istintuale nellinconscio, spinto da forze demoniache che
Nietzsche chiamava dionisiache. La civilt, la morale sono ci che provoca la
malattia, la nevrosi: la cura per Freud la conoscenza.
CAPITOLO II
Nel corso degli anni lo studio la conoscenza ha subito innumerevoli
cambiamenti con la diffusione delle nuove tecnologie digitali. La sociologia
della conoscenza ha il compito di individuare i presupposti che conducono gli
esseri umani ad assumere una determinata posizione epistemologica
piuttosto che unaltra. La capacit di conoscere strettamente legata alla
capacit pensare, la quale connessa alla parola. Parlare significa costruire
dei rapporti, creare dei legami tra gli individui appartenenti ad una comunit e

tra gli individui e il loro essere interiore. Il linguista Claude Hagge spiega nel
suo saggio come le lingue fossero gi diverse nel momento in cui
comparvero i primi miti e le prime religioni, ovvero le narrazioni antiche
attraverso le quali la realt stata elaborata e poi trasmessa agli uomini.
Unimportante riflessione sta nel fatto che molto spesso determinate lingue
prendono il sopravvento su altre portandole anche a scomparire, esempio
la lingua inglese che oggi giorno minaccia molte altre lingue. La storia della
comunicazione moderna si fa risalire al secolo dei lumi e successivamente al
XIX secolo cui idea si basa su lo sviluppo dei media e della libert di
comunicazione che rappresentano le condizioni essenziale del progresso
dellintera societ. In seguito si sviluppata una corrente di pensiero di
impostazione utopistica che ha fatto della comunicazione lasse centrale della
riorganizzazione della societ. Uno dei testi di maggiore importanza di
questultima corrente di pensiero quello di Philippe Breton lutopia della
comunicazione, qui la nostra societ viene legata allo sviluppo continuo dei
mezzi di comunicazione, cio essa vive attraverso il continuo sviluppo dei
mezzi di comunicazione. Egli si chiede come la societ della comunicazione
sia giunta a sostituire quelle che lhanno preceduta. La comunicazione e le
sue tecnologie sono aspetti costituitivi dellumanit e per quanto primitivo
fosse, luomo della preistoria dedicava una buona parte delle sue energie non
solo a comunicare, ma anche a riflettere su come far funzionare la
comunicazione. Secondo Breton tre grandi tappe ne hanno segnato lo
sviluppo che coinvolge tutta la societ: la prima tappa si colloca con la
nascita della cibernetica, cui obiettivo la costruzione di un campo
interdisciplinare che unifichi, sotto lo stesso nome, un insieme di fenomeni gi
noti nei campi della neurofisiologia, della telefonia, della matematica, della
fisica e dellantropologia; tutto ci ha portato alla nascita della nuova nozione
di comunicazione. Luso di questa nozione continuava a svilupparsi e ad
arricchirsi ad esempio con la teoria dellinformazione di Shannon, che diviene
la seconda tappa fondamentale per lepistemologia contemporanea,
risolvendo i fenomeni in reti di relazioni. Limmediato dopoguerra rappresenta
la terza e ultima fase che si compie in un rapporto diretto con levoluzione
della societ occidentale, segnata dal secondo conflitto mondiale. Qui tutto
viene messo in discussione. Breton pone lattenzione sulle relazioni esistenti
tra i fenomeni non come un aspetto tra gli altri, ma come integralmente
costitutive della modalit desistenza dei fenomeni stessi. Wiener spiega che
la comunicazione deve diventare un valore centrale, per evitare lanomia. Ci
contrappone linformazione allentropia, partendo dalla constatazione che tutti

i sistemi chiusi sono minacciati proprio dallentropia. Lopposto dellentropia


linformazione vivente che circola e rende aperti i sistemi. Tuttavia dobbiamo
notare come dietro linformazione/comunicazione e entropia si presentano
molte contraddizioni, infatti se la stessa informazione diventa merce,
lentropia contro la quale sembra combattere si sviluppa in modo devastante.
Stiamo, cos, assistendo allo sviluppo di un fenomeno che conduce allo
spostamento e allassorbimento della parte essenziale delle attivit umane
allinterno del mondo dei media: la comunicazione non pi fatta per luomo,
ma luomo fatto per la comunicazione. In tutti gli ambiti della vita sociale,
linformazione ha sostituito la parola a causa di un determinato uso della
matematica e del trattamento digitale dei dati che rendono possibile la
statistica e il computer. In un primo momento il termine parola veniva definito
come un concetto, disegno schizzo, successivamente, e ancora oggi, questo
assume il significato di ci che si porta a conoscenza di un pubblico.
Linformatica, che rappresenta la scienza dellinsieme di tecniche
automatizzate relative allinformazione, si basa sullidea secondo la quale
sarebbe possibile trasmettere delle informazioni in modo assolutamente
oggettivo, negando cos in partenza il valore antropologico del linguaggio.
Lanalisi matematica o meglio lanalisi numerica viene utilizzata come modello
per la soluzione di varie problematiche diventando cos una vera e propria
cultura, quella della conoscenza digitale. Secondo il filosofo francese Roland
Gori oggi essenziale comprendere lunione tra leconomia, le neuroscienze
e la psicologia dei comportamenti decisionali che danno vita ad una nuova
figura antropologica di un mondo e di un uomo digitali, che portano
allaallontanamento dalle societ della parola. Il computer non soltanto
laffascinante e meraviglioso strumento che permette delle scoperte, ma esso
anche la matrice formale che le determina: il linguaggio pu essere
compreso da una macchina poich stato ridefinito attraverso segni
dellanalisi numerica. La sociologia ha come oggetto di studio la societ,
essa rappresenta la disciplina che si avvale di quei settori del sapere che
indagano su oggetti di studio simili come lantropologia, la psicologia, la
biologia, le scienze politiche ed economiche; cio tutte quelle discipline che
hanno come fondamento lanalisi del logos. Nel greco antico i verbi parlare,
dire, raccontare si riferiscono al sostantivo logos. La forza che, sempre
secondo i greci, si contrappone al logos, cio alla parte razionale delluomo,
rappresentato dal pathos, che indica tutti gli istinti irrazionali che legano
luomo alla natura animale e gli impediscono di innalzarsi al livello divino. La
sociologia della conoscenza pone particolar importanza allalternarsi

dellutilizzo di alcuni approcci che fanno riferimento a paradigmi scientificiargomentativi o di tipo letterario. Il pensiero narrativo serve a rendere
compatibile lo scenario dellazione (ci che accade e a chi) e lo scenario della
coscienza ( ci che il narratore e i personaggi pensano, provano,
percepiscono, ovvero i contenuti cognitivi ed emotivi dellesperienza).
Friedrich Schiller aveva suddiviso i poeti in due categorie: gli ingenui che
sarebbero coloro che scrivono in modo quasi inconsapevole attraverso un
impulso istintivo che non considerano eventuali critiche o conseguenze
sociali del loro operare , e che si sentono ispirati da dio, dalla natura stessa o
da qualche entit minore ma non meno straordinaria; e i sentimentali che
scrivono in modo assolutamente consapevole, attenti ai metodi e alle
tecniche da utilizzare, angosciati dalle possibili conseguenze del prodotto del
loro ingegno, essi si ritengono semplicemente geniali, ingegnosi, e si
preoccupano di mettere tale capacit al servizio della societ in cui vivono e
delle conseguenze che il loro agire potrebbe avere sulla realt in cui operano.
Nel sistema mimetico gli uomini hanno tra i loro bisogni antropologici
fondamentali, quello di elaborare schemi o modelli di condotta utili ad
orientare il loro comportamento individuale e collettivo. Secondo Erik Kandel
gli artisti e gli scienziati sono riduzionisti, ma hanno modi diversi di conoscere
e dare un senso al modo: infatti gli scienziati si basano su misurazioni o
valutazioni oggettive, cio creano modelli elementari del mondo che possono
essere controllati e riformulati; mentre gli artisti creano impressioni soggettive
della realt ambigua che incontrano nella vita quotidiana. Creare modelli
una della funzioni del cervello umano che rende possibile la creazione di
unopera da parte di unartista o di una ricreazione da parte dello spettatore.
Larte ci aiuta a indovinare i comportamenti degli altri e a conoscerci a noi
stessi, il che presuppone un grande vantaggio di fronte alle specie meno
coscienti di se stesse. Semir Zeki, pioniere della neuro-estetica, ci ricorda che
la funzione principale del cervello acquisire nove conoscenze sul mondo:
larte estende le funzioni del cervello pi direttamente di altri processi di
acquisizione della conoscenza. Esistono alcuni tipi di conoscenza, come
lespressione del viso o linterazione di un gruppo sociale, che possono
essere acquisiti attraverso la visione. Poich la visione un processo attivo,
larte incoraggia anche lesplorazione attive e creativa del mondo. Un punto
fondamentale da ricordare che tutta la nostra conoscenza di tipo
congetturale. Nella nostra storia evolutiva il nostro cervello si sviluppato
rendendoci esperti nel generare conoscenze di carattere congetturale sempre
pi affidabili. Larte ha rappresentato lo strumento evolutivo necessario di cui

luomo si dotato per generare e gestire la conoscenza congetturale. La


narrazione il metodo con cui possibile creare una realt o un mondo
possibile e non necessariamente certo, oggettivo e verificabile
empiricamente. La ricerca contemporanea evidenzia una ricerca orientata
non pi verso unanalisi descrittiva e formalizzata di determinati modi
dellessere, ma verso unanalisi narrativa delle intenzioni dellessere
nellambito di una realt da coniugare al congiuntivo, ovvero a quel modo
grammaticale le cui forme vengono usate per denotare unazione o uno stato
cos come vengono pensati (e non come un fatto) e perci usato per
esprimere un desiderio, un ordine, unesortazione, oppure un evento
contingente, ipotetico o previsto. Uno dei modi attraverso i quali possibile
analizzare la questione del rapporto tra realt e finzione quello di tornare
ancora una volta alla posizione delluomo dal punto di vista della sua
costituzione organica e bio-antropologica. Il sociologo olandese Johan
Huizinga ha esteso lanalisi del nostro comportamento attraverso
latteggiamento ludico. La fase ludica delluomo pu durare per tutta la loro
esistenza, attraverso il gioco che il bambino impara a comportarsi da
adulto. Anche Jos Ortega y Gasset attribuisce al comportamento ludico un
ruolo fondamentale per la costruzione antropologica dellessere umano; il
gioco viene visto come un modo per allontanarsi, sottrarsi dalla realt per
rifugiarsi in un altro mondo irreale o di fantasia. La realt in cui ci ritroviamo
quotidianamente a vivere viene definito da lui circostanza, poich la vita
dover essere, che lo voglia o no, sulla base di circostanze determinate. Il
punto essenziale che la vita non statica e predefinita, essa porta luomo a
dover continuamente scegliere quale azioni compiere e in che modo. Poich
luomo prigioniero delle sue circostanze in un mondo che non ha potuto
scegliere e che lo obbliga a s, cos egli costretto a trascenderlo. La
creazione di altri mondi fittizi attraverso larte risponde a questo bisogno
delluomo di poter avere la possibilit di scegliere una realt in cui
sospendere momentaneamente la vita. Attraverso il romanzo, per esempio,
veniamo distratti dalla nostra realt quotidiana e veniamo trasportati in un
mondo immaginario del romanzo. Dobbiamo sottolineare che il
coinvolgimento e la distrazione dalla realt legato alla variabile dellet:
poich il bimbo gioca, mentre un uomo adulto gioca a giocare, quindi vi un
modo diverso di vedere il bambino e luomo adulto nel mondo fittizio. Il nostro
senso pratico ci indica in modo naturale che dobbiamo comportarci come se
la realt della nostra mente corrisponda alla vera realt: il come se ci fa
comprendere che se la fiction assomiglia alla vita quotidiana perch la vita

quotidiana anchessa una fiction. Le fiction ci attraggono molto no perch


sono pieni di menzogne, ma perch anche quelle menzogne appartengono
alla realt. La menzogna nata dalla necessit di dire la cosa che non ,
nella nostra grammatica tutte le proposizioni che iniziano con se indicano
una possibile menzogna. La letteratura ha qualcosa da insegnare su molte
delle questioni su cui le diverse discipline scientifiche si dibattano da sempre.
Per le scienze sociali i modelli tratti dalla letteratura sono infiniti e possono
essere fatti risalire alle origini stesse del dibattito metodologico emerso al loro
interno. Lesempio migliore quello di Balzac che aveva trattato tre grandi
questioni che sono state analizzate soltanto negli anni 60 del Novecento dalle
scienze sociali: la marginalit, loppressione delle donne, la giovent. Il critico
e il romanziere inglese David Lodge in un suo recente saggio analizz il
problema della coscienza in letteratura partendo dallanalisi proposte dagli
scienziati Daniel Dennett e Francis Crick: il primo ritiene che per
comprendere la coscienza umana possa essere sufficiente pensare al
funzionamento di una macchina virtuale implementata sullarchitettura
parallela di un cervello, tale macchina virtuale che rappresenta la coscienza
svolge funzioni di sostegno necessarie allhardware biologico sul quale gira; il
secondo sostiene invece che ognuno di noi il risultato del comportamento di
un vasto assemblaggio di cellule nervose e delle molecole loro associate,
cio noi rappresenteremo un pacchetto di neuroni. Lodge mette in evidenza
la sfida che i nuovi studi scientifici sulla coscienza che si basavano sullidea
di una natura umana custodita nella tradizione religiosa giudaico-cristiana. La
cosa pi interessante che si trovano straordinarie e ineguagliabili
descrizioni dei qualia (essi sono nella filosofia della mente gli aspetti
qualitativi delle esperienze coscienti, cio i modi in cui le cose ci sembrano)
anche nella narrativa di prosa, che fa largo uso di metafore e similitudini
come strumento fondamentale per riprodurre i qualia (il bianco biancore, il
freddo spettacoloso, la strada azzittita). Ian Watt in uno dei suoi lavori si
dedica allanalisi della delicata questione dellaffermarsi dellidea del realismo
in letteratura. Il modo narrativo tipico del romanzo deve essere considerato
come la somma delle tecniche letterarie attraverso cui limitazione della vita
umana del romanzo segue le procedure adottate dal realismo filosofico nei
suoi tentativi di accertare e comunicare la verit e il rapporto con la realt. Il
termine realismo in filosofia utilizzato diversamente da quello utilizzato nel
senso comune: il realismo dei filosofi si basa sullidea che le vere realt sono
quelle universali, le classi o le astrazioni e non gli oggetti concreti e particolari
che si possono percepire con i sensi. C stato un forte dibattito sul realismo

in quanto fenomeno storicamente circoscritto e unidea di realismo in quanto


modalit del fare artistico o poetico, che possiamo definire mimesis. Questo
concetto si riferisce, secondo Platone e Aristotele alla funzione antropologica
primaria dellessere umano, per n Platone, n Aristotele riusciranno per a
fornirci una definizione univoca e definitiva del concetto. Pavel sostiene che
secondo la dottrina classica il realismo, inteso come tecnica di attenta
descrizione dei dettagli fisici e sensoriali, era diventato il metodo preferito per
le opere con soggetti sempre pi seri e si estesa allinsieme della
letteratura. Punto essenziale per Pavel la centralit che assume nella
produzione letteraria lindividuo: il suo rapporto con le norme, il suo desiderio
di abitare e inserirsi dal mondo, dalla realt della vita quotidiana, lanalisi
dettagliata della sua interiorit. Resta tuttavia il fatto che negli ultimi due
secoli la mimesis e la narrativa occidentali hanno acquisito, attraverso
laffermazione del romanzo, uno statuto del tutto nuovo ed originale, segno di
una metamorfosi tellurica dei rapporti fra letteratura e verit, fra mimasis e
verit, che ha avuto luogo alle soglie dellepoca moderna.
CAPITOLO III
Il sociologo Lewin Coser nella sua opera sul rapporto tra sociologi e
letteratura, afferma che da parte dei sociologi viene dato poca attenzione alle
opere letterarie e su questo punto si sofferma sottolineando che la letteratura
deve essere invece considerata una fondamentale testimonianza sociale di
carattere sia morale che storica: va considerata in particolare per la capacit
di produrre limmaginazione creativa. Nel corso degli ultimi due secoli con la
nascita del romanzo e successivamente del cinema si andata a crea re una
nuova forma-trama che porter con s un immaginario, una visione del
mondo di cui possibile isolare ed analizzare alcuni elementi costitutivi,
come se fossero dei sostituti funzionali dei vecchi miti. I grandi romanzi e i
grandi film che si affermano negli ultimi due secoli non raccontano soltanto
delle storie, ma scolpiscono il volto della societ fornendo uno stile un modo
di essere che lo rappresenter in tutto il mondo. Ci che le grandi narrazioni, i
grandi libri e le grandi opere cinematografiche riescono a fare prendere,
sistematizzare, attualizzare o ricreare, applicando una forma-trama originale,
quelli che possiamo considerare dei semi immortali. Ogni epoca ha bisogno
di modelli o schemi narrativi che possibile rilevare attraverso lesistenza di
forme-trama di tipo pi generico, che fanno riferimento a un gran numero di
miti di origini ed epoche diverse, e di tipo pi particolare, legati ad un mito
specifico. Per quanto riguarda i primi possiamo trovare due schemi di

riferimento: le odisee e le iliadi. Lodissea pu essere vista come una delle


storie orizzontali, una sorta di viaggio, un itinerario, un cammino in cui il
personaggio che avanza non torna mai indietro e ha una meta ben
determinata verso cui muovere con decisione; mentre liliade pu essere
considerata come elle storie verticali, degli itinerari che vengono percorsi,
senza necessariamente prevedere un fine preciso, avanti e indietro e in cui
previsto il ritorno a un determinato punto di partenza. Mentre per gli schemi
particolari li ritroviamo sia adattati a opere letterarie o cinematografiche,
ovvero storie che utilizzano la matrice mitica pur senza richiamarsi al mito.
Una delle analisi principali di Pavel si basa sullosservazione secondo cui il
romanzo moderno pi che rifiutare la tendenze antiche abbia invece sempre
tentato di riprenderlo e continuarlo, nella speranza di ritrovare un luogo
plausibile per la manifestazione di quelle stesse idealizzazioni. Pavel analizza
i modi attraverso i quali i generi narrativi premoderni hanno elaborato i loro
modelli della perfezione umana (lideale) mettendoli in relazione con i tentativi
moderni di rappresentare il loro inserimento di tali modelli ideali del mondo
dellesperienza quotidiana. La tesi di Pavel ha messo in evidenza il fatto che
lidealismo egualitario del XVIII secolo e il realismo sociale del XIX avevano
continuato ad essere sotterraneamente irrigati dai modelli formali dei vecchi
romanzi idealisti, cos come il modernismo che non aveva mai abbandonato
la lezione apportata dal realismo. Quello che Pavel vuole mettere in evidenza
come il romanzo ha sempre continuato ad influenzare le pratiche successive,
senza per che le diverse influenze venissero fatte notare. Le innovazioni
nelle tecniche del romanzo sono influenzate anche dallevoluzione della
struttura sociale e anche con la sovrastruttura religiosa e intellettuale. I
romanzi e tutti gli altri tipi di opere non descrivono la realt ma la reinventano
continuamente al fine di poterla comprendere al meglio, per Pavel lopera
narrativa propone unipotesi sostanziale sulla natura e lorganizzazione del
mondo umano. Questo perch ogni epoca possiede una sorta di
immaginazione antropologica dominante. Pavel sostiene che esiste una
solida stabilit che accompagna i temi principali dellantropologia del
romanzo. Nella fase del periodo assiale ci sar la comparsa di un genere di
letteratura il cui metodo narrativo contiene un fine e delle costanti che
diventeranno universali. Il fine quello di spiegare e giustificare lordine del
cosmo in cui gli uomini si trovano a dover vivere, spiegare vuol dire fornire
delle conoscenze relative alla genesi e al divenire del cosmo, accompagnate
a delle conoscenze di carattere orientativo sullo spazio e sui luoghi in cui lo
stesso cosmo collocato. Definiamo cosmografia il disegno o la descrizione

del mondo come si presenta attualmente nella sua struttura, nelleventuale


divisione in livelli, regioni, ecc. Con il termine cosmogonia si intende la
narrazione dellapparire delle cose o il racconto della cosmo genesi, cio
spiega il mondo cos com immaginato o concepito in un dato momento da
un determinato gruppo. Cosmologico un discorso espresso e non espresso,
come lesperienza, in cui ci che fa si che il mondo sia mondo non
presupposto, ma al contrario diventa implicitamente o esplicitamente un
problema. Secondo Pavel le costanti principali dellantropologia del romanzo
sono: la frattura tra il personaggio e un mondo ostile; lirriducibilit del
protagonista alle contingenze del suo destino; il ruolo salvifico delluomo. Il
romanzo il primo genere che giunge a concepire luniverso in quanto unit
che trascende la molteplicit delle comunit umane. Le scoperte e la
riorganizzazione del mondo ha dato luogo nellimmaginario antropologico premoderno a tre figure distinte: leremita, il popolo eletto e la coppia
predestinata. Leremita rappresenta il primo tentativo di far accettare alla
comunit umana lesteriorit del divino e al contemplo, l esistenza di un tipo
di individuo che scoprendo un ideale pi alto osa liberarsi da questi ultimi per
perseguirlo. Nel caso del popolo eletto la divinit garantisce alla vita
comunitaria una coesione senza pari: questo popolo appoggia Abramo e la
sua scelta. Il sacrificio del suo unico figlio Isacco assume la forma della
rinuncia ascetica, grazie alla quale luomo fuori dal mondo, rinunciando al
diritto alla discendenza ed abbandonandosi completamente al suo Dio
accetta una norma infinitamente pi alta di quella che governa il mondo. Un
altro esempio dellalleanza tra gli uomini e la divinit la coppia scelta dagli
dei e predestinata alla felicit, topos elaborato e sviluppato dal romanzo
ellenistico. La coppia predestinata riamane estranea la mondo che la
circonda e soltanto lamore corrisposto guida la vita dei giovani protagonisti
aiutandoli a superare una serie di ostacoli che rappresentano lingiustizia del
mondo terreno; una volta sconfitte le avversit la storia si conclude sempre
con le nozze sacre. La modernit occidentale, secondo Pavel, apre la strada
a tre figure del nuovo immaginario antropologico: il dualismo, il contratto
sociale e la bella anima innamorata. Il dualismo fu il tentativo di affermare
lesteriorit dello spirito umano e del mondo senza che la figura di un Dio
trascendente fosse indispensabile a realizzarla. Per distaccarsi dalla societ
olistica che lo circonda leremita si era alleato con la potenza divina. Nella
concezione olistica i bisogni delluomo venivano ignorati o generalmente
subordinati allinteresse generale mentre la concezione individualistica
ignorava o almeno posponeva ai bisogni dellindividuo le necessit della

collettivit. Mentre il dualismo garant allo spirito fuori dal mondo la sua
autonomia intellettuale, le teorie del contratto sociale resero superato il
concetto di alleanza collettiva con la divinit e fecero dipendere lesistenza
della comunit umana da un insieme di decisioni prese dagli individui.
Distinguendo lo stato di natura dallo stato sociale e descrivendo la
fondazione di questultimo attraverso la forma del contratto, i fautori del
pensiero politico moderno affermarono il primato dellindividuo su una societ
che lo incorporava senza privarlo dei suoi diritti naturali. Il romanzo del XVIII
secolo elabor una nuova espressione della perfezione umana:m la bella
anima innamorata che rappresentava un punto di partenza di una nuova
visione della coppia. Il romanzo abbandon il metodo ideografico e
concentrandosi sul rapporto dellanima esemplare con il mondo, insistette
sulla prospettiva soggettiva e sulla specificit dellambientazione materiale e
sociale. Con il tempo il romanzo ha ideato nuove condizioni nel rapporto
dellindividuo con luniverso: il radicamento, la comunit e lamore
impossibile. Per quanto riguarda il radicamento esso fu una risposta al
dualismo, di cui tent di moderare il carattere radicale. Qui lindividuo tenuto
a rinunciare al privilegio della singolarit, per sottomettersi ad una legge che
regola da tempo lambiente nel quale nato, il radicamento limita la libert di
movimento consentita allindividuo. Quanto alla comunit si afferma come
uno stato di fatto opposto al sogno del contratto sociale. Secondo la
tradizione gli uomini sono quello che sono grazie agli usi e ai costumi, alle
abitudini e alle istituzioni attraverso le quali sono nati e cresciuti. Ma ci che
rischia di contraddire la volont della comunit la passione amorosa:
inevitabile che questa passione porti il contrasto tra la felicit individuale e
linfelicit sociale e di conseguenza ladulterio diventa in questo periodo uno
dei temi pi utilizzati nei romanzi. Tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo
per lo statuto delluomo cambia radicalmente infatti egli cessa di essere
considerato il sovrano del sapere, cio colui che occupa il centro della
scena, per acquisire una posizione alquanto ambigua: egli infatti diventer
oggetto di un certo ambito di conoscenza e allo stesso tempo il soggetto che
conosce, cio non rappresenter pi un soggetto esterno alla natura, ma
diventer egli stesso un oggetto tra gli altri. Marx, Durkheim, Freud,
Saussure, finiranno per porre un paradigma che successivamente verr
utilizzato anche da molti altri scienziati caratterizzando una fase storica in cui
lantropologia assumer tre tratti caratterizzanti:
a)

Diversamente dalluomo aristotelico e da quello cartesiano, luomo


strutturale non possiede alcuna essenza;

b)

Diversamente dalluomo aristotelico, luomo strutturale non un essere


naturale;

c)

Diversamente dalluomo cartesiano, luomo strutturale non in grado di


determinare autonomamente i propri pensieri e la propria volont.

Col tempo le scienze umani e sociali non studieranno luomo in generale, ma


di volta in volta prenderanno in considerazione una parte della sua umanit
come per esempio i fatti sociali, le culture, levoluzioni delle societ, il
linguaggio, ecc.
Secondo Pavel si sono sviluppate nuove rappresentazioni cosmologiche e
dellimmaginario antropologico che si sono concretizzati nei seguenti temi:
labolizione dei legami, la comunit problematica e lapoteosi di Narciso. La
rappresentazioni dellabolizione dei legami aveva lambizione di sostituire
lideale della naturalizzazione delluomo, qui lindividuo cominciava ora ad
essere concepito indipendentemente da tutto ci che lo circondava. I rapporti
delluomo sono considerati solo attraverso le sue scelte. Laccesso alla vita
sociale diventa una missione faticosa da compiere e il rifiuto del mondo
sociale e delle sue convenzioni non viene rappresentato come un gesto
drammatico, ma come un diritto elementare di ogni persona. per questo
che molto spesso i protagonisti dei romanzi del XX secolo soffrono, essi
fanno parte di una comunit inaccessibile, essi si impegnano a favore di un
partito, di un gruppo, di una causa, di uno stile di vita. Come Narciso,
lindividuo trova la vera felicit nella contemplazione del suo viso e nella
soddisfazione delle proprie pulsioni. Avendo perso il desiderio di guardarsi
intorno, si contempla, si ascolta, agisce senza pensare, spinto dalle sue
pulsioni, che non vuole n sa controllare. Hanif Kureishi nel suo romanzo il
corpo presenta il caso di un anziano signore che riceve, da parte di un suo
coetaneo che gi aveva goduto dei benefici delloperazione, la sorprendente
proposta di poter acquisire il corpo di un giovane e calarvi dentro il proprio
cervello. Il protagonista accetta la proposta, ma solo come una sorta di prova
a tempo, non prima cio di aver patteggiato la possibilit di riprendersi
indietro il vecchio corpo alla scadenza di un periodo di prova della durata di
sei mesi. Tra la fine del XIX e la prima met del XX secolo ha origine una
nuova sensibilit e un nuovo modo di pensare luomo, la societ e lintero
cosmo. Dopo la Fede, anche la Ragione cessa di poter essere considerata
garante e punto di riferimento di ogni Sistema Mimetico. In questo periodo si
sviluppa lidea che la vita una lotta contro la morte, una continua agonia di
cui molti sono consapevoli: da qui lidea che la morte sia il fulcro del

sentimento dellAssurdo. Ren Marill Alberes not che a partire dal secondo
dopoguerra si sviluppato un nuovo modello di individuo che egli definiva
braccato, perseguitato e in qualche modo assediato dagli altri, dalla societ
dal mondo intero. Il mito dellessere braccato, delluomo perseguitato non va
visto soltanto come una moda letteraria ma considerato come un
indicatore-chiave relativo ai movimenti inconsci e ineluttabili dellevoluzione
delle idee e della sensibilit di fine- inizio secolo. Uno dei punti chiave
individuati da Alberes riguarda il fatto che la crisi di riferimenti certi come
quelli di personalit, volont. Ragione, onore, unicit, autonomia
accompagnati dalla progressiva scomparsa di un universo sacro di
riferimento, sembrerebbe aver suscitato una crisi dei fondamenti
dellimmagine delluomo moderno di derivazione umanistica. Molto importante
per comprendere meglio il Sistema Mimetico lopera di Franz Kafka la
tana che narra non tanto una storia, quanto una descrizione della nostra
esistenza, dei nostri sforzi per costruire un mondo razionale e ordinato che ci
consenta di proteggerci dallinquietante irrazionalit di cui sono portatori gli
altri esseri o la natura stessa. Tali sforzi piuttosto che donarci la libert
sperata finiscono inesorabilmente per costringerci ancora di pi in una gabbia
(la tana) che noi stessi ci costruiamo con immensa fatica. Kafka ci offre una
straordinaria descrizione del nostro abituale modo di agire e di pensare:
crediamo di tenere a bada le nostre angosce attraverso calcoli e progetti i
quali non fanno altro che perpetuarli (immortalarli). La tana invece di renderci
pi liberi ci incatena sempre di pi e come racconta il narratore dellopera di
Kafka noi continuiamo a costruire la nostra tana non per piacere o per
necessit logica, ma perch dobbiamo continuare a farlo. Verso la fine del
racconto il narratore comincia a sentire dei rumori nella sua tana. Comincia
cos ad andare alla ricerca delle cause di tali rumori: in una prima ipotesi si
fanno risalire questi rumori agli animaletti che vivono nella tana; in unipotesi
successiva il narratore comincia a pensare che si tratti di ununica e
pericolosa bestia che intende penetrare nella tana per ucciderlo. Cos il
mondo esterno comincia ad attaccarlo; dopo aver lavorato tanto per la
costruzione di una tana sicura, adesso passer a cercare di calcolare i
possibili movimenti del nemico al fine di potergli resistere: ma la protezione
della tana non ha fatto altro che ingannarlo e invece di renderla pi sicura,
lha indebolita. Kafka viene considerato il maestro dellassurdo, un attento
analista delloscuro; secondo Fabrice Midal egli cerca in realt di mostrarci
che cos la speranza: non lattesa di un futuro idealizzato, ma la ricerca di
ci che possibile nel presente. Nadja di Andr Breton un racconto

autobiografico dallambizione romanzesca, racconta la relazione del narratore


con una malata mentale la cui ingenuit impregnata di poesia evoca il
meraviglioso nascosto nelle cose. Per Breton larte, lispirazione, anche la
malattia mentale rappresentano uno strumento di liberazione per le anime
legate al mondo materiale. Un altro autore che ha portato una nuova visione
del Sistema Mimetico fu nel Novecento Luigi Pirandello, secondo cui il fittizio
prevale sulla realt poich la natura del fittizio del tutto ideale, esso non
pi tributario n dellimperfezione n della menzogna inerenti alla realt
empirica. Luomo pirandelliano falso, incompleto e diviso. Questepoca
ossessionata dalla mancanza di sincerit e dalla falsit, al peccato si
sostituisce la menzogna, al peccatore subentra il commediante. Lessenza
dellopera di Pirandello sta nel fatto che luomo viene visto come imprigionato
nella menzogna e la sua vita consisterebbe nella lotta continua lotta per
liberarsene: qui vi lidea che tra gli uomini ci sia un malinteso di fondo, e
questo malinteso sar il centro di tutta la sua opera. Nei suoi racconti e nei
suoi romanzi il raggiungimento del benessere e della felicit non possibile a
causa di qualche malinteso, quindi la fiducia, lamore, lamicizia non possono
realizzarsi a causa di questo malinteso. Il romanzo Il fu Mattia Pascal di
Pirandello unopera scritta in prima persona: il racconto della propria vita da
parte del protagonista e delle vicende che lhanno condotto ad essere il fu di
se stesso. Mattia narratore in prima persona delle proprie vicende e spesso
il suo punto sugli eventi soggettivo e parziale, tanto da farci seriamente
dubitare della sua attendibilit, qui vengono mescolati elementi teatrali a una
sintassi vicina alloralit, per restituire limmagine della frantumazione
dellidentit contemporanea. Per quanto riguarda, invece, lopera Enrico IV, il
protagonista Enrico un alienato messo al margine della societ dei suoi
simili, di cui subisce la diversit. Egli innamorato di Matilde che un amore
strumentale, egli vede il matrimonio come il passaporto, se non per la
normalit, almeno per la conformit. Matilde per esita non perch non
ricambi il suo amore o perch non lo stimi, ma perch non disposta ad
affrontare il rischio di avvallare le qualit di lui contro tutti gli altri, che lo
chiamavano pazzo anche prima che lo fosse. Enrico diventa pazzo quanto
Belcredi, suo rivale in amore, punse il cavallo per farlo imbizzarrire e che nel
finale catartico viene punto a sua volta, trafitto senza speranza, lui
spadaccino temutissimo dalla spada acuta e vendicativa della follia, nella
quale Enrico si rifugia definitivamente. Emmanuel Bove nella sua opera Mes
Amis tratta la storia di un reduce della Grande Guerra che, rientrato a Parigi,
e senza pi legami prova inutilmente a crearsi delle relazioni di amicizia che

possano aiutarlo a soddisfare il suo sentimento di appartenenza frantumato


dallassurdit del conflitto al quale aveva partecipato. Lincapacit di riuscire a
trovare alcun legame di sincera amicizia, rappresenta straordinariamente
bene limpossibilit di poter dare un minimo di senso alla propria esistenza.
Victor Baton il protagonista della vicenda incarna lindividuo braccato e senza
difesa la cui vita appare come unavventura inutile e assurda. Un altra opera
di Bove le Pressentiment che narra le vicende di un uomo che un giorno,
di punto in bianco, decide di abbandonare la sua ordinaria vita borghese,
fatta di un lavoro prestigioso, una bella moglie ed elegante, un figlio, fratelli,
sorelle, amici e amante, per trasferirsi in un modesto appartamentino preso in
affitto in un quartiere povero e malfamato, a vivere solo, a trascorrere le sue
giornate scrivendo un diario, frequentando poche e sconosciute persone
incontrate pi o meno casualmente tra i suoi nuovi vicini. Addirittura quando i
fratelli lo metteranno alle strette, Charles si dichiarer disponibile anche a
rinunciare alla sua parte di eredit. Egli si ammaler gravemente e nel giro di
poco tempo morir. Al suo funerale qualcuno prover a giustificare il suo
inusuale comportamento facendo riferimento ad una sorta di presentimento.
Charles al momento della morte era un uomo di soli 47 anni esattamente
let in cui, circa dieci anni dopo il suo autore lascer definitivamente il nostro
mondo. Dobbiamo notare che in questopera sembra cominciare tutto con la
morte del padre del protagonista. Il presentimento uno dei libri pi
significativi di tutto il Novecento. Stanco di vivere in un ambiente in cui tutti
vivono come se fossero immortali, circondato da ipocrisie e cattiverie di varia
natura, leroe del romanzo prova la strada di un cambiamento radicale di vita.
Un altro libro di Bove La Coalition che rappresenta un libro-avvenimento:
qui il protagonista, Nicolas Aftalion, pu essere considerato un tipico
personaggio boviano, dopo la morte del padre, il giovane si trasferisce
insieme alla madre a Parigi, cercando conforto sia economico sia morale dai
vari parenti e amici di questultima. Tale ricerca si riveler per presto del
tutto illusoria e il lungo pellegrinare di Nicolas si concluder con un suicidio.
Louise Aftalion, la mdre del protagonista, invece una revenant: una figura
che rientra nel luogo in cui era cresciuta, con le persone che aveva amato;
luoghi e persone dai quali era stata per una serie di motivi respinta ed
allontanata. Nel ritornare dopo molti anni, e vedendo quanto siano cambiati
sia i luoghi sia le persone, ella avverte come nulla sopravviva e tutto si
dilegui. Secondo il protagonista il mondo intero responsabile del suo stato,
il che produce una sorta di paranoia per la quale lassenza del
riconoscimento desiderato dal soggetto si trasforma in una sorte di

persecuzione, lessere braccati. Dal romanzo si comprende che la


responsabilit di ci che succede al protagonista, le sue scelte, del padre
che alleva il figlio con un unico scopo quello di convincere tutti che si tratti di
un prodigio, obbligando il piccolo stesso ad interiorizzare uno stato di
eccezionalit che non corrisponder per nulla a quelle che saranno le sue
concrete e reali possibilit. La mediocrit del figlio provocher in un certo
senso la morte del padre cos come le colpe del padre segneranno il destino
del figlio. Il suicidio di Nicolas qualcosa di diverso paragonabile sia
metaforicamente sia narrativamente soltanto al modello che molti anni dopo
verr espresso da alcuni grandi maestri dellesistenzialismo e la cui chiave di
volta viene individuata nel meccanismo della ritirata dalla vita, della resa,
della rinuncia a quanto gi prestabilito, ma non gi da Dio, dagli dei o da
qualunque altra entit trascendente, qualunque sia la forma da essa assunta:
sar il padre il destinatario dellultimo messaggio che il suicida invier pi o
meno consapevolmente attraverso il suo estremo gesto. Nel romanzocapolavoro Delitto e Castigo di Dostoevskij, che rappresenta a pieno la tesi
dellimportanza della figura paterna descritta da Bove, levento chiave era
rappresentato da un duplice omicidio a scopo di rapina: quello premeditato di
unavida vecchia usuraia e quello imprevisto della sua pi giovane e
innocente sorella, per sua sfortuna comparsa sulla scena del delitto appena
compiuto. Lautore dei delitti era il protagonista del romanzo, un indigente
studente pietroburghese che rispondeva al nome di Rodion Romanovic
Raskolnikov. Una delle questioni centrali quello della ricerca del castigo: il
vero castigo verr rappresentato dal tormento interiore che lo accompagner
in seguito al delitto commesso. Alla fine del romanzo la morte della madre del
protagonista suggerir infatti tra le possibili vie di salvezza, una sorta di fuga
nel ritorno ad un modello di espiazione cristiana. Albert Camus nelle prime
righe che introducevano al celebre ragionamento assurdo affermava vi
solamente un problema filosofico veramnete serio; quello del suicidio.
Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, rispondere
al quesito fondamentale della filosofia. Il resto viene dopo. Dopo la morte di
uno dei suoi cari amici, lo scrittore surrealista Jacques Rigaut che si suicid,
Drieu La Rochelle, ispirandosi a questo tragico evento, pubblicher due anni
pi tardi un romanzo. Alain il protagonista del romanzo, definito da Camus
come luomo in rivolta, ovvero un individuo che non riuscendo ad integrarsi
nella societ in cui vive, di cui rifiuta la menzogna, il degrado, la mancanza
dio senso, decide di spendere la propria esistenza esprimendo tutto il suo
spirito di ribellione. Alain un trentenne bello, affascinante, che ha successo

con le donne il quale manifesta apertamente quella malati epocale che si


definisce attraverso un sentimento di inadeguatezza e unincapacit di poter
vivere in sintonia con il mondo. Lydia una vecchia amica della moglie di
Alain, Dorothy, che giunta a Parigi da New York per visitare luomo che
oramai da diversi mesi in una casa di cura per disintossicarsi dalla droga.
Lydia cerca di convincere Alain che Dorothy non pi la donna che fa per lui,
perch lo abbandona troppo a se stesso, mentre lui avrebbe invece bisogno
di una donna che non si allontani di un passo, altrimenti diventa triste, e
disposto a fare qualsiasi cosa. Ci aveva gi provato la moglie, e ora ci stava
provando anche unaltra donna, a farlo rientrare in s, poi ci proveranno
anche il medico, gli infermieri, gli altri pazienti internati come lui nella casa di
cura e successivamente la cerchia dei vecchi amici. Nel suo rapporto con le
donne Alain un vero e proprio amante coinvolto e trascinato nella relazione
in particolare quella con Lydia. Lydia non insister pi di tanto nel suo
tentativo di salvarlo, infatti lo abbandoner a quella grigia giornata firmandogli
un sostanzioso assegno con il quale successivamente il protagonista si
finanzier il suo ultimo giorno di vita, trascorso percorrendo le strade di Parigi
nellinutile ricerca della sua vecchia vita, dei suoi vecchi amici, divenuti ormai
per lui sempre pi fantasmi. La casa di cura rappresenta la tana in cui poter
rifugiarsi per sfuggire ai pericoli e alle tentazioni del mondo esterno. Gli stadi
della droga che Alain sta ripercorrendo sono quelli di colui che presa
coscienza della menzogna percorre un crescente chiarezza i gradini di una
inesorabile discesa verso labisso. Nel 1963 il regista francese Louise Malle
ha diretto un film dallo stesso titolo, ispirandosi direttamente alle vicende in
esso narrate. Quello che Rigaut della fine degli anni Venti non poteva ancora
prendere in considerazione era lidea che quella che stava vivendo,
purtroppo, non era solo la sua condizione, ma cominciava ad essere la
situazione esistenziale propria di ogni uomo.
CAPITOLO IV
Oltre ai tanti tratti comuni, il malinteso, lidentit incerta, la solitudine, messi in
evidenza dai personaggi rappresentati da questi autori, ci che
fondamentale sottolineare ulteriormente quel profondo senso di estraneit
che essi provano di fronte al mondo che li circonda. come se si avvertisse
una specie di frattura che difficile da colmare. Questa estraneit che il
mondo esterno impone si rivela solvente in modo inatteso ed improvviso: i
personaggi fino ora citati sperimentano la non- appartenenza al mondo che li
circonda. LAssurdo o meglio il sentimento dellassurdo non altro che di

questa profonda frattura che conduce allestraneit e modifica tutti i principali


riferimenti dellesistenza umana. In termini sociologici possiamo dire che il
sentimento dellassurdo emerge ogni qual volta luomo si viene a trovare in
una cosiddetta situazione marginale, ovvero in una situazione che gli fa
percepire fino in fondo la precariet della propria realt e in ultima analisi
lineluttabile presenza della sua mortalit: lindividuo finisce per abbandonarsi
alle illusioni di una realt, di un mondo che diverso da quello che gli viene
rappresentato dai miti, dalle religioni o dalle altre grandi narrazioni. Lunico
atteggiamento possibile di fronte al silenzio di Dio da una parte e
alloscuramento della Ragione dallaltra sar quello collegato alla
rassegnazione ad una sorta di nuovo Fatalismo. Albert Camus prova a
descrivere le caratteristiche essenziali dellAssurdo; lassurdo fa la sua
comparsa in tutti gli ambiti che caratterizzano latteggiamento delluomo
contemporaneo. Il senso del tempo: viviamo in un mondo in cui si fa
affidamento al futuro: domani, pi tardi, con let capirai, ecc. Ci assurdo
poich quello che ci prospetta il futuro la morte. Il senso di estraneit: qui si
parla di quello che succede certi giorni in cui sotto il volto familiare di
qualcuno, ritroviamo quasi un estraneo in quello che una volta era il volto di
un amico o di una persona amata, questa densit e questa estraneit del
mondo costituiscono per Camus lassurdo. Il senso di inumanit: qui i nostri
gesti rendono stupido tutto ci che li circonda, questo malessere di fronte
allinumanit delluomo stesso questa incalcolabile degradazione
dellimmagine di ci che siamo, questa nausea rappresentano lassurdo. Il
senso della morte: come gi rilevato nel suo romanzo il presentimento di
Bove, su tale punto non ci si meraviglier mai abbastanza che tutti vivano
come se nessuno sapesse. Elemento fondamentale il mito ereditato
dallantica Grecia dove Sisifo avendo rilevato alcuni segreti sugli dei e avendo
osato ingannare addirittura la Morte stessa, egli sar punito in modo
esemplare da Ade, dio degli inferi: Sisifo sar condannato a trascinare un
enorme masso lungo un ripido pendio di una collina, per raggiungerne la
cima e farlo poi rotolare dallaltra parte, ma una volta giunto in prossimit
della vetta, il masso come sospinto da una forza divina rotolava nuovamente
a valle e Sisifo doveva ricominciare da capo, con il sudore che gli bagnava la
fronte mentre nuvole di polvere lo circondavano e questo per leternit. Nel
1942 viene pubblicato il Mito di Sisifo di Camus in cui facendo uso del
linguaggio letterario, di quello filosofico e di quello teatrale lautore intendeva
manifestare la sua posizione nei riguardi sia del concetto stesso, sia delluso
che ne facevano altri filosofi che ricadevano allepoca sotto lombrello

concettuale dellesistenzialismo: il suo obiettivo era quello di dimostrare


lesistenza di un vero e di un falso assurdo. Il vero assurdo in sostanza uno
stato danimo, una sensibilit in cui la tensione tra uomo e il mondo non
potr essere mai risolta; luomo deve assumere lassurdit del mondo in cui
vive e affrontare la sua condizione assurda innanzitutto accettandola per
quella che ( il mondo estraneo) e vivendo tormentosamente in s le sue
possibili contraddizioni. Luomo deve vivere e con la sua esistenza deve
testimoniare lassurdo, a nulla vale sfuggirlo, n tantomeno evitarlo cercando
di superarlo ricorrendo alla dialettica dellinganno mistificatore e della
speranza. Si tratta di un uomo che pur vivendo senza speranza, non
disperato; egli soffre e subisce la sua impotenza ed umiliazione ed
impegnandosi a testimoniare lassurdit. Lassurdo cos come la sua
esistenza ci data ma purtroppo non il suo significato. Il primo romanzo con
cui debutta Camus fu Lo straniero, esso suddiviso in due parti: la prima
parte suddivisa in sei capitoli, la seconda in cinque. La frase di apertura del
romanzo la pi celebre di tutta la storia della letteratura mondiale: oggi
mamma morta. O forse ieri, non so. Il protagonista il signor Meursault, ha
appena ricevuto il telegramma dallospizio in cui sua madre era ricoverata da
circa tre anni. Luomo chieder due giorni di permesso dal lavoro per recarsi
a vegliare la madre prima dei funerali. Durante quella giornata trascorsa
incontrer il direttore, parte del personale e alcuni dei degenti e degli amici
della madre che avevano condiviso con lei i suoi ultimi istanti di vita. I
seguenti capitoli descrivevano le abitudini e il modo di vivere di Meursault
nella sua quotidianit. Il protagonista frequenta una donna Marie Cardona
con cui ha una relazione damore e nel suo tempo libero oltre a frequentare la
donna passa molti suoi amici tra il quale Raymond Sintes, un uomo
abbastanza sinistro che un giorno lo invita a trascorrere una domenica sulla
spiaggia vicino ad Algeri, alla capanna di legno di un suo amico di nome
Masson. Raymond aveva messo al corrente Meursault del fatto di essere
stato recentemente minacciato e infastidito da alcuni arabi, e in particolare da
uno di essi, fratello di una sua ex amante. Larabo aveva intenzione di
vendicarsi per i suoi presunti maltrattamenti di cui la sorella era stata oggetto
da parte di Raymond. In questa giornata erano presenti anche la moglie di
Masson e Marie: nel bel mezzo del pranzo Raymond si accorge che due
uomini arabi li avevano seguiti e si aggiravano nei pressi del capanno. I tre
uomini allora scendono in spiaggia ed affrontano gli arabi, con i quali nasce
una colluttazione al termine della quale Raymond viene ferito ad un braccio
da una coltellata. Gli uomini rientrano al capanno, il ferito viene medicato e la

situazione sembra finita l. Poi Raymond, particolarmente nervoso, decide di


riscendere in spiaggia evidentemente per andare alla ricerca dellarabo che lo
aveva ferito, questa volta portando con s una rivoltella: insieme a lui vi era
Meursault. Ma i due arabi riescono ad allontanarsi prima che possa accadere
qualcosa. Accecato dal sole e stremato dal caldo Meursault decide di
incamminarsi nuovamente verso la spiaggia dove incontra larabo. Nel
vedersi i due si scrutano a vicenda e subito dopo prende vita levento
definitivo luccisione dellarabo con un colpo di pistola. Tutta la seconda parte
avr inizio subito dopo larresto del protagonista colpevole di assassinio. Lo
Straniero altro non se non la magistrale descrizione dellavventura di un
uomo che si ritrova ad essere diventato un criminale. Dal momento in cui il
protagonista della vicenda viene interrogato per la prima volta ci ritroviamo
proiettati in un microcosmo giudiziario. La sua colpa fondamentale sar
quella di aver vissuto gli eventi di cui stato partecipe, dalla morte della
madre fino allassassinio, senza la necessaria partecipazione emotiva, senza
il dovuto coinvolgimento, senza essere stato in grado di agire, sentire e
soprattutto credere nel modo in cui tutti gli altri si attendevano facesse. Egli
sar processato in modo formalmente ineccepibile: ci sar una giuria attenta,
un giudice impeccabile, un pubblico ministero, un avvocato difensore, dei
testimoni; la sentenza sar la pena di morte, gli sar tagliata la testa in una
pubblica piazza in nome del popolo francese. Altra opera molto importante di
Camus la peste. Il luogo in cui si svolge tutta la storia Orano, una citt
adagiata sul Mediterraneo, ricca di sole, mare e spiagge. Il 16 aprile il dottor
Bernard Rieux uscendo dal suo studio come tutte le mattine, inciampa in un
sorcio morto incontrato nel mezzo del pianerottolo davanti a casa. In un primo
momento il fatto non dest preoccupazione ma con il passare dei giorni il
numero dei topi trovati morti per strada cominci ad aumentare in modo
considerevole, fino al punto da interessare le autorit competenti: risultato
sar che la citt stata investita da unepidemia. Da questo momento in poi
la parola peste comincer a circolare: per evitare la diffusione del contagio,
la citt verr isolata dal resto del mondo con un solido cordone sanitario. La
citt si trasforma in una sorta di laboratorio in cui si manifestano tutte le
possibili passioni di unumanit al limite tra disgregazione e solidariet. Il
dottor Rieux trova nellesercizio della sua professione e nel compimento del
suo dovere la ragione e il senso della sua esistenza, tutto ci si realizza nella
lotta per strappare alla morte i suoi malati e si ribella contro lassurdit della
morte che non pu accettare come espiazione. La peste alla fine sar
sconfitta, ma sul male che essa rappresenta non ci potranno mai essere

vittorie definitive: un dramma collettivo dunque che spinge i protagonisti del


romanzo a cogliere i valori connessi allesistenza umana in quanto tale.
Rambert, ad esempio, imprigionato nella citt in quarantena, nel momento in
cui gli si presenta lopportunit di poter fuggire, rinuncer per poter entrare
nella squadra di volontari sanitari del dottor Rieux. Si crea cos una morale
collettiva: lamore delluomo contrapposto alla cieca Fatalit, gli uomini sono
infelici, ma possono aiutarsi tra loro. Altra opera di cui parleremo sempre di
Camus il Malinteso. Nel primo atto Martha, sorella di Jen il protagonista,
e la madre parlano di un viaggiatore straniero appena arrivato,
apparentemente solo e ricco, chiedendo una stanza del loro albergo per una
notte. Martha convince la madre della necessit di ucciderlo per poter
accumulare il denaro sufficiente a scappare finalmente da quel luogo e vivere
liberamente in un posto in riva al mare; significativa la presenza di scena di
un vecchio domestico, apparentemente muto, che giocher un ruolo
determinante in alcuni momenti della storia, come quando ad esempio eviter
che la sorella e la madre possano leggere il nome del viaggiatore sul
passaporto. Quando Jan fa ritorno dalla moglie Maria per raccontarle del suo
primo incontro con la madre e la sorella, ha luogo una conversazione molto
significativa soprattutto sul fatto che la madre e la sorella non labbaino
riconosciuto. Nel corso del secondo atto, Martha prepara la stanza per il suo
ospite, comunica con lui in modo molto formale e burocratico e infine gli
prepara un the con un sonnifero per poter successivamente ucciderlo con i
minori rischi. Poco prima di addormentarsi, Jan si ripromette di dire tutta la
verit al risveglio, pianificando anche il modo pi efficace per poterlo fare. Nel
momento in cui Martha estrae il denaro dal portafogli di Jan, il passaporto si
sfila e cade casualmente dietro al letto, sar il vecchio domestico a
raccoglierlo allinsaputa delle due donne. Il secondo atto finir nel momento in
cui le due donne colpiranno a morte il povero Jan riverso sul suo letto.
Allinizio del terzo atto, quando il crimine stato oramai gi consumato, le
due donne si trovano da sole nella hall dellalbergo quando il vecchio
domestico consegna loro il passaporto del figlio: la reazione sar glaciale. Poi
arriva Maria chiedendo notizie di suo marito e venuta a conoscenza della
tragedia cerca disperatamente delle spiegazioni, ma ottiene solo vaghi
consigli ad accettare lassurdit della situazione, della vita degli uomini, di
quella del suo Dio e del Cosmo intero. Madre e figlia si suicideranno. Tutto
accade per non aver saputo gestire bene i meccanismi della finzione, del
gioco. Un autore che si rif molto alluniverso letterario di Camus Edward
Hopper che affronta come temi principali quello dellestraneit e della

solitudine delluomo nella societ moderna: egli dipinge una serie di tavole i
cui temi centrali sono la freddezza e il vuoto delluniverso burocratico
newyorkese. Uno dei esempi pi celebri Office at night dove vengono
rappresentati tre personaggi che sembrano discutere tra loro: i rapporti che
intercorrono tra essi hanno un senso che a noi spettatori sfugge
completamente. Lartista non ci fornisce alcuna indicazione sulla situazione
che conduce questi tre personaggi ad incontrarsi. Cos come Meursault, i
newyorkesi dei dipinti di Hopper sono degli ordinari impiegati di un ufficio
burocratico. Il vuoto delluniverso di Hopper reso sensibile dai pannelli
colorati che attraversano questa luce ferita; una luce portatrice di caos e
violenza. I contrasti tra i colori e il gioco tra le luci e le ombre svolgono un
ruolo importante nel romanzo di Camus. Nella prima parte la luce
accecante, effetto di un sole definito inumano. Leffetto mette in evidenza la
sensazione di vuoto emozionale che emerge dal racconto. Il gioco di ombre e
luci si capovolger invece nella seconda parte dove predominer lombra in
cui la luce, di cui si avvertir invece fortemente la mancanza, passer solo
attraverso le sbarre della cella in cui il protagonista rester rinchiuso fino al
giorno dellesecuzione. Qui lassurdo rappresentato dal sole. Verso la met
del Novecento molta importanza acquista la struttura ontologica attribuito al
concetto di narrazione, secondo la quale tutti i processi conoscitivi si fondano
sulle storie. La percezione della realt vissuta dal soggetto determinata dal
suo essere irretito-in-storie: ogni cosa si inscriva nella sua storia e nei suoi
orizzonti storici. Luomo nasce dalle sue storie in quanto egli non da
intendersi come un essere in carne ed ossa. Al suo posto simpone la sua
storia come ci che egli ha di pi proprio. I Sistemi Mimetici servono
soprattutto a rispondere in ultima analisi alle richieste di senso e di significato
che fatalmente costellano le esistenze degli individui fornendo ad essi dei
modelli, degli schemi di condotta formulati linguisticamente in forma narrativa.
In altri termini quando noi interagiamo con un nostro amico, non solo
interagiamo con un essere in carne ed ossa che si manifesta davanti a noi,
con cui parliamo, discutiamo, ci confrontiamo, scherziamo; al contempo noi
vediamo sempre in lui anche un modello elaborato nellambito del Sistema
Mimetico al quale apparteniamo, intessuto da una storia irretita in altre storie.
Dobbiamo riflettere su due concetti chiave dellelaborazione dellimmagine del
mondo e di noi stessi: la volont e il destino. Rifacendoci alle categorie che
abbiamo introdotto precedentemente possiamo notare che: nelluomo antico
la volont individuale sembrerebbe completamente determinata e guidata da
forze esterne di carattere trascendente, la moira a muovere luomo e sono

gli dei a definire il loro destino sia a livello sociale sia a livello macrocosmico;
nelluomo cartesiano la volont individuale sembra rivestire un peso
maggiore, anche se la sua efficacia appare comunque legata alla capacit di
auto controllare i propri impulsi interiori, a loro volta strutturati intorno allidea
di una norma interiorizzata, il destino dipender dalla capacit umana di
saper agire sulla terra seguendo le norme che la propria religione prevede;
nelluomo strutturale le cose cominciano a cambiare, la volont individuale
verr stimolata ai fini del successo sociale, sar daltro canto sempre pi
controllata istituzionalmente, per quanto riguarda il destino esso comincer a
lasciare spazio allemergere di un rinnovato modello di fatalismo. Elemento
importante da affrontare in questo capitolo lelaborazione del concetto di
Genio che ritroviamo in varie opere. I personaggi omerici riconoscono
chiaramente una distinzione tra azioni normali e azioni compiute in stati di
ate. Questo ate, questo stato danimo viene nella cultura omerica attribuito
non a cause fisiologiche o psicologiche, ma ad una o pi entit esterne. Nella
cultura omerica lhomunculus occupava uno spazio sempre e comunque
esterno al S, successivamente esso verr via via sempre pi interiorizzato;
prima esso poteva essere pi o meno vicino allessere di cui manovrava le
gesta, ma derivava sempre e in ogni caso da unesteriorit alquanto
imprecisata che lo rendeva assolutamente altro. Una prima significativa
trasformazione della dinamica dellhomunculus quello che pu essere
riscontrata nel mondo romano, dove peraltro risiedono anche le radici
etimologiche di ci che verr poi conosciuto in Occidente come Genio.
Esistono due significati di questo termine: il primo ha a che fare con il
generare, il far nascere; il secondo riferito invece allo spirito di una persona
o di un luogo, quindi implica il rimando a qualcosa o a qualcuno che ci
influenza, determinando le nostre inclinazioni, la nostra capacit intellettuale
o immaginativa. Il Genius in questa seconda e certamente pi diffusa
accezione, era per gli antichi romani la divinit a cui ogni uomo veniva
affidato alla nascita motivo per il quale essi rendevano offerte al loro genius il
giorno del proprio compleanno. Il genius di una persona viene inteso come un
talento specifico che lo rende in grado di portare a termine in modo irripetibile
unattivit o unarte. Lo spazio immaginario in cui elaborare e collocare
lhomunculus comincia a divenire sempre di pi urgente ricollocarlo allinterno
del proprio S. Nel corso di tutta la modernit la ricerca di questo luogo
privilegiato de S, dellimmaginazione, del genius inteso non pi come
divinit che affianca luomo ma come una sua qualit superiore e intrinseca,
diventer uno dei percorsi pi seguiti da filosofi, psicologici, sociologi e, pi di

recente neuro scienziati. Lhomunculus riapparir dapprima sotto forma di


sostanza materiale, ma indipendente da altre sostanze, unentit misteriosa
che gestirebbe tutta lorganizzazione responsabile del funzionamento della
mente. Quando nel XVII secolo Cartesio si era posto la questione del
rapporto tra le due entit distinte e separate che costituivano luomo, quella
mentale e quella fisica, aveva provato a risolvere il problema
dellhomunculus ovvero il problema della gestione del corpo da parte della
mente. I neuro scienziati condividono la concezione materialistica del
problema mente-corpo. Tale concezione afferma che la mente un prodotto
del cervello, si tratta di comprendere come il cervello possa rendere possibile
lesistenza di una mente. LeDoux afferma che per comprendere il S
dobbiamo ancora spiegare in che modo gli apparati cerebrali sottesi a
pensiero, emozione e motivazione si sviluppino sotto linfluenza della natura e
della cultura, e in che modo ci consentono di gestire, percepire, apprendere,
memorizzare e rievocare le esperienze. Laltra strada individuata come
alternativa allEssenzialismo e alle illusioni esistenziali che esso contribuisce
ad alimentare, quella suggerita dalla morale della comprensione elaborata
da Albert Camus ne La peste e in alcune altre delle sue magistrali opere. Il
dottor Rieux un uomo di coraggio, che affronta lAssurdo dellesistenza
senza arrendersi, combattendo: di fronte alla sofferenza dei suoi simili egli
vuole affermare un valore quello della morale della comprensione, la spinta
ad occuparsi degli altri, ad accompagnarli nel loro destino. La Sym-phathei
quel fenomeno umano originario che implica un immediato consentire, uno
gioire- soffrire insieme, che rappresenta in ultima analisi lo sfondo affettivo di
ogni comportamento di apertura verso laltro. Secondo lo psicanalista HorstEberhard Richter si tratta di un fenomeno che precede ogni scelta: un legame
sentimentale originario tra la propria vita psichica e quella di un altro. Esso si
manifesta nel rapporto madre- figlio, ma nelluomo esso rappresenta una
sorta di strumento assolutamente determinante dal punto di vista evolutivo.
Esso ad esempio alla base della compassione, ovvero di quel sentimento
umano che indica la capacit di percepire emotivamente le sofferenze altrui,
accompagnata dal desiderio di agire altruisticamente al fine di alleviarle.
Frans de Waal si impegn ha dimostrare come lempatia abbia una lunga
storia evolutiva che pu riuscire a spiegare e giustificare alcuni
comportamenti umani in modo molto pi efficace di quanto non facciano le
altre pi celebri teorie basate sulla fuorviante idea di un naturale egoismo
delluomo. Quando si parla di atteggiamento empatico ci si riferisce non
soltanto ad un generico comportamento imitativo, ma soprattutto ad un

particolare sentimento in cui le emozioni dellaltro vengono proiettate dentro


di noi. Secondo lo stesso de Waal tutto sembra avere inizio con la
sincronizzazione dei corpi: se tiriamo fuori la nostra lingua di fronte ad un
neonato, restiamo sorpresi nellosservare che il piccolo reagir con un gesto
molto simile al nostro. Unaltra distinzione sulluso pratico dellempatia: la
capacit empatica se da un lato rappresenta uno straordinario strumento di
comprensione dellaltro, non detto che provochi necessariamente anche un
comportamento che conduce alla compassione. Recentemente il
neurofisiologo francese Alain Berthoz ha proposto una lettura particolarmente
originale correlabile a questi temi coniando anche un nuovo neologismo la
vicariance che viene definita come la sostituzione di un processo con un
altro che conduce allo stesso fine. Si tratta di uno strumento fondamentale
per la sopravvivenza di tutti gli organismi viventi, in quanto li dota di una
straordinaria capacit di creare, innovare e interagire con gli altri con
tolleranza e generosit. La tesi di Berthoz che la vicariance possa essere
considerata una delle conseguenze dellevoluzione del cervello umano;
levoluzione ha favorito la duplicazione, ma la vicariance qualcosa di pi di
una duplicazione: in questo casi il vicario un inventore. La nostra tesi che
la vicariance sia il nome di quei meccanismi del cervello che creano i mondi.
Si pensi ad un simulatore di volo per piloti: per simulare una tromba daria,
necessario introdurre nei programmi del computer responsabile dei
movimenti dellaereo molteplici informazioni, innanzitutto quelle connesse alle
propriet dinamiche dellaereo, poi quelle relative allambiente. Tali modelli
interni rappresentano un aereo virtuale, un doppio dellaereo. Questo doppio
virtuale dellaereo quello che Berthoz definisce un suo vicario, in grado di
assicurare una guida automatica: quello che definisce un processo di
vicarizzazione. Una forma particolarmente creatrice di vicariance la
serendipit, esso indica la facolt di scoprire, inventare o creare in
intenzionalmente qualcosa grazie ad unosservazione sorprendente. Il motore
della scoperta e della conoscenza rappresentato in questo caso dallo
stupore, dalla sorpresa, una qualit umana che pu essere fatta rientrare a
pieno titolo nel registro delle emozioni. Lemozione pu anchessa essere
considerata un tipico attore del processo di vicariance , che implica la
capacit di riuscire a liberarsi dalle maglie del reale, al fine di poter aver
accesso ai mondi fittizi che solo il cervello umano in grado di concepire. Da
ci possiamo collegare il teme della vicariance a quello di empatia. Uno dei
punti fondamentali del pensiero di Albert Camus il concetto del Il faut
vivre: bisogna vivere. Una sorta di dovere nei confronti della nostra stessa

dignit umana e nei confronti dellaltrui sofferenza, in nome di una morale


della comprensione. Anche la consapevolezza dellAssurdo deve alimentare
questo bisogno di vivere, luomo assurdo un essere che si ribella per
conquistare la libert. Nellelaborare il proprio mondo di invenzione le
narrazioni che vengono utilizzate nella realt della vita quotidiana cui fa
ricorso il testo narrativo per descrivere unopera di finzione, dando cos vita
ad una semantica che rende possibile la formazione di quella indispensabile
fucina di universi alternativi che hanno caratterizzato il nostro immaginario.
Nel 1995, ad esempio, viene pubblicato in Germania un libro destinato a
destare scalpore. Si tratta dellopera Frammenti che racconta la storia
dellinfanzia di un piccolo ebreo, Benjamin Wilkomirski, sballottato attraverso
gli orrori dellEuropa nazista tra il1939 e il 1948, narrata dallautore stesso. In
breve tempo il libro simpone allattenzione della critica come un vero e
proprio capolavoro sulla Shoah, tantoch il suo autore fu invitato presso
grandi universit e prestigiosi centri di ricerca dove riusc con la sua storia a
commuovere il numeroso pubblico. Un bel giorno,per, uninchiesta scaturita
da una lettera inviata da un giornalista alleditore tedesco Suhrkamp,
comincia a far insinuare un clamoroso dubbio: quel passato di cui si narra nel
libro, non corrisponderebbe a quello del suo autore. Lautore decide di
rispondere alle sempre pi pressanti richieste di chiarimento da parte
dellopinione pubblica, precisando che in realt i suoi genitori adottivi, una
coppia di svizzeri benestanti avevano effettivamente provveduto a questa
falsificazione di identit al fine deliberato di cancellare ogni possibile traccia di
quellorrendo passato di cui egli narra nel libro. Leditore tedesco a questo
punto richiede ulteriori approfondimenti che finiranno per per rendere
sempre pi traballante la versione proposta dallautore. Ci che risulter sar
infatti che fino al 1979 lautore del libro era stato un semplice cittadino
svizzero, figlio adottivo di una coppia come tante altre. Ma col tempo affior
unaltra origine dellautore egli sarebbe nato in Svizzera da madre celibe che
a causa di problemi personali lo avrebbe dato in adozione ai Dossekker. Si
in presenza di una versione menzognera, di una finzione che subisce il colpo
di grazia con la testimonianza diretta di unaltra sopravvissuta ai campi,
Karola, una giovane donna che il piccolo, quello autentico, Benjamin aveva
conosciuto ad Auschwitz. La donna racconta che la storia della deportazione
di cui si parla nel libro non altro che la versione un po fantasiosa della sua
stessa storia che in unoccasione lei aveva raccontato al giovane autore, cui
nome era Bruno ed era un musicista svizzero che lei aveva incontrato
casualmente su un treno. Come evidenzia lo scrittore francese Claude

Arnaud per poter sopravvivere psicologicamente il musicista si era


incorporato nel proprio racconto in modo da apparire come unincarnazione
vivente di questo unico libro. Alla fine di ci leditore tedesco finir per ritirare
il libro dal commercio. Un altro esempio che analizza le frontiere tra realt e
finzione il film italiano di Gabriele Salvatores intitolato Nirvana e uscito nelle
sale nel lontano 1997. Il film tratta essenzialmente di un videogame in cui il
personaggio principale, a causa di un virus, acquista improvvisamente
coscienza di s. Egli diventa cio consapevole di non essere un uomo reale,
bens il protagonista di un videogioco che qualcuno ha creato e che viene da
questi manipolato e programmato per compiere una serie di azioni ripetitive.
Nella finzione cinematografica, al momento di tale presa di coscienza da
parte del personaggio, il videogioco non ancora stato completato e quindi
non ancora stato duplicato e messo in commercio. proprio al fine di
evitare che ci avvenga, la creatura virtuale chiede al suo creatore di
distruggere il gioco e di essere cancellato, e quindi praticamente ucciso,
prima che avvenga la distribuzione, ovvero la clonazione che avrebbe
significato lirrimediabile condanna a dover ripetere allinfinito gli stessi atti. In
questo racconto presente il tema della creazione di un mondo fittizio, in
questo caso quello virtuale, in cui le scene si ripetono sempre uguali a se
stesse, tranne che per taluni piccolissimi mutamenti, comunque previsti dal
programmatore. Nellambito di una tale situazione, sinserisce per
limprevisto che stravolge tutto: lautocoscienza da parte dellattore, del
protagonista che, ad esempio, mentre viene ucciso dai nemici sa che
rinascer e che potr ricominciare daccapo, dal primo livello del gioco,
sempre secondo le medesime modalit e sempre incontrando le stesse
persone e ripercorrendo gli stessi tragitti. Ma proprio questa stessa
consapevolezza a rendere questo stesso mondo rassicurante anche una
realt allucinante.