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Universit degli Studi di Trieste

Dipartimento di Ingegneria e Architettura


Corso 099IN: Mobilit ed Infrastrutture di Trasporto
Modulo 2:
Infrastrutture di Trasporto

Lezione 02: Classificazione delle Strade

Roberto Roberti
Tel.: 040/558.3588
E-mail: roberti@dicar.units.it

Anno accademico 2013/2014

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Relazione tra urbanistica e sistema della mobilit


Evoluzione storica dei modelli urbanistici di citt
Normativa urbanistica ed infrastrutture viarie
Funzione delle strade
Classificazioni delle strade e delle reti stradali
CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE STRADE
DEFINIZIONE DEGLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLO SPAZIO STRADALE
SEZIONI STRADALI PARTICOLARI
DISPOSITIVI DI RITENUTA
COMPOSIZIONE E CARATTERISTICHE DELLA PIATTAFORMA SECONDO
IL DM DEL 2001

Sommario

Uso del
territorio

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Accessibilit

Sistema
Trasporti

Attivit

Trasporti e uso del territorio

Attivit

Spazi aperti

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Insediamento
Urbanistico

Spazi chiusi

Infrastrutture
di trasporto

Sentenza CORTE COSTITUZIONALE n.239 d.d. 20/12/1972 LURBANISTICA


comprende tutto ci che concerne luso del territorio ai fini della localizzazione e
tipizzazione degli insediamenti di ogni genere con le relative infrastrutture.

DPR 616 d.d. 24/07/1977. URBANISTICA: disciplina dell'uso del territorio comprensiva di
tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e
di trasformazione del suolo nonch la protezione dell'ambiente.

nellambiente modificato dalluomo, al fine di perseguire le migliori condizioni di vita di


ognuno.

Assetto
urbanistico
URBANISTICA: disciplina che studia la convivenza umana, sotto forma di insediamenti

(Offerta)

Mezzi di
trasporto

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Sistemi di
trasporto

Infrastrutture
di trasporto

Domanda

Utenti

SISTEMA DI TRASPORTO: insieme di componenti e delle loro reciproche relazioni che


realizzano la produzione ed il consumo del servizio di trasporto in un certo ambiente.

Sistemi di Trasporto

Spazi
aperti

Spazi aperti

Infrastrutture
di trasporto

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Spazi chiusi

Insediamento
Urbanistico

Spazi chiusi

Infrastrutture
di trasporto

Mezzi di
trasporto
(domanda)

Mezzi di
trasporto
(domanda)

Utenti
(Domanda)

Sistemi di
trasporto

Utenti
(Domanda)

Assetto Urbanistico e Sistemi di Trasporto

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La citt preistorica

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La citt antica

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La citt medioevale

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La citt Rinascimentale

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La citt nel 500

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La citt nellevo moderno 600

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La citt della rivoluzione industriale

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Utopisti del 800 (Owen)

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Utopisti del 800 (Fourier)

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La citt giardino di Ebenezer Howard, 1898

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Parigi nel 800 - Hausmann

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La metropoli di Eugene Henard, 1905 (1)

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Codifica 6 tipologie di circolazione allinterno della citt e associa a queste vie di


circolazione dedicate; Organizza le vie in reti stradali gerarchizzate

La metropoli di Eugene Henard, 1905 (2)

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La cittt industriale di Tony Garnier, 1901

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La citt di Le Corbusier (1925)

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La metropoli a sviluppo verticale

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Scuola Superiore
Poliambulatorio
Supermercato

Scuola elementare
Ambulatorio
Mercato rionale

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Citt
(centro abitato)

Quartiere

Universit
Ospedale
Ipermercato

Provincia, Regione
(Amb. Extraurbano)

Attivit e bacino di utenza

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Lo schema organizzativo in cui lurbanistica moderna ha concretamente tradotto questo


modello ideale lUNIT DI QUARTIERE (UdQ).

Labitazione che si trovi al di fuori di questo sistema di relazioni spaziali non risponde ai
requisiti che dovrebbero essere propri di uno standard residenziale urbano di qualit

3) regolato da rapporti quantitativi tra popolazione e i servizi di base, affinch sia


assicurata unadeguata offerta dei medesimi.

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2) ha una sua dimensione minima dipendente dalla soglia di indivisibilit tecnico-funzionale


dei servizi di base, in particolare quello scolastico;

1) ha unestensione massima definita dal bacino di accessibilit pedonale accettabile per


spostamenti casa servizi di base;

Una razionale organizzazione dello spazio residenziale esige che abitazioni e servizi di base
siano connessi da una buona accessibilit pedonale. Per cui il modello ideale dello spazio
residenziale:

Modello ideale di uno spazio residenziale

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WARD; NEIGHBOURHOOD UNIT, SUPERBLOCK DI CLUSTER, UNIT


DHABITATION.
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possibile identificare una classificazione tipologica di U.d.Q basata su quattro grandi


matrici storiche:

Dimensioni variabili in funzione del livello di scuola considerato come servizio di base, per
cui si possono avere quartieri da 5000 a 15000 abitanti.

UdQ si dovrebbe presentare come una sorta di isola autosufficiente per i servizi di base che
dovrebbero essere posti nei punti di massima accessibilit rispetto alle abitazioni del
quartiere.

La seconda uninterpretazione di tipo funzionale e urbanistico, per cui lU.d.Q. non


altro che unorganizzazione spaziale di abitazioni e di servizi sociali di base in modo
che tra abitazioni e servizi sia garantita unaccessibilit pedonale di breve raggio,
confortevole e sicura.

La prima uninterpretazione di tipo sociologico, per cui lU.d.Q. viene vista come
una comunit dotata di unidentit socioculturale e di una sua interna coesione sociale.

Occorre distinguere tra due interpretazioni dellU.d.Q. che in sede tecnica opportuno
tenere distinte:

Lunit di quartiere

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I ward di Ebenezer Howard, 1898

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Strade interne dimensionate per il traffico


interno e laccesso alle abitazioni.

Negozi posti ai margini, preferibilmente agli


incroci della viabilit principale;

La scuola ed altri servizi sono posti al centro;

Congrua superficie di aree verdi e spazi di


ricreazione allaperto;

Strade principali esterne alla NU;

Popolazione sufficiente a giustificare una scuola


elementare;

Neighbourhood Unit di Perry, 1922 (1)

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Si adatta bene alle citt esistenti. Di


fatto potrebbero rappresentare le
attuali zone 30

una disposizione che limita il traffico


veicolare interno alla NU.

Attivit commerciali collocati sul bordo


esterno;

Autosufficiente per i servizi di base


collocati allinterno, a cui si accede a
piedi;

Dimensione demografica 6000 abitanti, 400 metri di raggio.

NU insieme di isolati delimitato da strade primarie con funzioni di distributori locali.

un modello basato sul reticolo viario e sugli isolati urbani tipici della citt tradizionale
e quindi bene si adatta alla trama storica della citt.

Neighbourhood Unit di Perry, 1922 (2)

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Superblock di cluster di Stein, 1928 (1)

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Si adatta male alle citt esistenti, molto meglio alle


citt nuove.

Scomparsa del reticolo di strade, pi razionale


visione della viabilit;

Vi una strada che funge da distributore interno,


che si innesta su una strada di scorrimento, alla
quale si attaccano i vari cluster (strade a fondo
cieco intorno alle quali si aprono le singole unit
abitative).

un modello che potremmo definire a grappolo.

Superblock di cluster di Stein, 1928 (2)

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riconducibile al modello lecorbuseriano costituito da blocchi edilizi isolati, ad alta densit,


in mezzo ad una distesa verde; il tracciato viario risulta quasi indipendente rispetto alle
facciate degli edifici; abitazioni esterne, servizi centrali; si adatta male alla citt esistente;
risultati contrastanti.

Unit de habitation di Le Corbusier (1952)

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Viabilit interna non


interessata dal
traffico di
attraversamento ma
solo da traffico di
accesso alle abitazioni
e ai servizi di base.

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LUdQ servita da linee di trasporto pubblico, che la collegano al resto della citt,
permeata da una rete di capillare di percorsi pedonali e ciclabili, indipendenti o quasi dalle
strade veicolari

La citt dovrebbe essere razionalmente organizzata come arcipelago di unit di quartiere a


cui si aggiungono le attivit terziarie di rango urbano e regionale, le aree industriali, i parchi
e le attrezzature.

La viabilit della citt nuova

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le strade principali, destinate ai flussi di attraversamento, non devono essere


gravate da livelli insostenibili di traffico, devono diventare la rete di un efficiente
sistema di trasporto collettivo e devono evitare di costituire barriere che separano,
in modo inaccettabile, le abitazioni dai servizi di base.

lo spazio urbano va organizzato secondo ambiti residenziali, intesi come


insiemi di isolati la cui viabilit interessata solamente da traffico di accesso e
dove la mobilit pedonale e ciclabile risulta privilegiata;

Il modello, che si venuto progressivamente consolidando come termine di riferimento


per la riqualificazione ambientale dellesistente tessuto ad isolati, pu essere cos
descritto:

limitare e regolare il traffico veicolare.

aumentare lofferta di spazi destinati alla mobilit veicolare;

Per rispondere al problema del traffico veicolare di possono seguire due strategie:

uno dei maggiori problemi attuali, di difficile realizzazione adottando la citt come
arcipelago di UdQ (servizi policentrici invece che monocentrici; traffico veicolare di
attraversamento esterno allUdQ).

La riqualificazione della citt esistente

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D. M. 1444/68 d.d. 2 aprile 1968 Limiti inderogabili di densit edilizia, di altezza, di


distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti
residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, al verde
pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti
urbanistici o alla revisione di quelli esistenti, ai sensi dellart. 17 della legge 6 agosto
1967 n 765.

D. M. 1404/68 d.d. 1 aprile 1968 Distanze minime a protezione del nastro stradale
da osservarsi nella edificazione fuori dai centri abitati e nei nuovi insediamenti
previsti dagli strumenti urbanistici

Legge Regionale (FVG) 23 febbraio 2007 n. 5 Riforma dellurbanistica e disciplina


dellattivit edilizia e del paesaggio

Legge Regionale (FVG) 19 novembre 1991 n. 52 Norme regionali in materia di


pianificazione territoriale ed urbanistica e successive modifiche (B.U.R. 20/11/1991
n. 157);

Legge 17 agosto 1942 n. 1150 Legge Urbanistica e successive modifiche (G.U


16/10/1942 n. 244);

Normativa urbanistica di riferimento

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Allart 41 septies la legge prevede: fuori del perimetro dei centri abitati debbono
osservarsi nelledificazione distanze minime a protezione del nastro stradale misurata a
partire dal ciglio della strada. Tali distanze saranno definite successivamente dal DM
1404/68

Allart. 41 sexies la legge prevede una dotazione minima di parcheggi 1 mq ogni 10 mc.

Allart. 7 si cita testualmente che il PRGC deve indicare la rete delle principali vie di
comunicazione ecc..

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Legge 1150/42, 17/08/1942, legge urbanistica

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Art. 34 piani comunali di settore (per esempio quello dei trasporti) possono formare
oggetto di variante al PRGC.

Art. 30 indica i contenuti del PRGC, tra questi alla lettera f si indica in maniera
generica che le zone omogenee sono tali in virt ANCHE di una specifica dotazione di
infrastrutture, senza per altro indicarne i quantitativi ne le tipologie. Alla lettera i si
specifica che devono essere indicate le infrastrutture.

Legge regionale FVG 52/1991

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d) altre strade provinciali e comunali: distanza minima 20 m.

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c) altre strade statali, strade provinciali e comunali di larghezza 10,50 m: distanza minima
30 m;

b) strade statali di interesse nazionale e internazionale, strade di grande comunicazione o ad


elevato traffico (statali), tangenziali e raccordi di scorrimento veloce: distanza minima 40 m;

a) autostrade, e raccordi autostradali: distanza minima di edificabilit dal ciglio 60 m;

D. M. 1404/68 d.d. 1 aprile 1968. Distanze minime a protezione del nastro stradale da
osservarsi nella edificazione fuori dai centri abitati di cui all'art. 19 della legge 6 agosto 1967,
n. 765.

DM 1404/68

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CAMPO DI APPLICAZIONE
Le disposizioni del DM si applicano ai nuovi piani regolatori generali e relativi piani
particolareggiati o lottizzazioni convenzionate; ai nuovi regolamenti edilizi con annesso
programma di fabbricazione e relative lottizzazioni convenzionate; alle revisioni degli
strumenti urbanistici esistenti (art.1).

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D. M. 2 aprile 1968 Limiti inderogabili di densit edilizia, di altezza, di distanza fra i


fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e
spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare
ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o alla revisione di quelli esistenti, ai
sensi dellart. 17 della legge 6 agosto 1967 n 765.

DM 1444/1968 (1)

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Vengono considerate 6 zone territoriali omogenee (art.2) .


A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere
storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le
aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche,
degli agglomerati stessi;
B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si
considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici
esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e
nelle quali la densita' territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq;
C) le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino
inedificate o nelle quali la edificazione preesistente non raggiunga i limiti di
superficie e densita' di cui alla precedente lettera B);
D) le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad
essi assimilati;
E) le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui--fermo
restando il carattere agricolo delle stesse--il frazionamento della proprieta' richieda
insediamenti da considerare come zone C);
F) le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.

DM 1444/1968 (2)

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In particolare, per gli insediamenti residenziali, occorre assicurare PER OGNI


ABITANTE, la dotazione minima, inderogabile, di mq. 18 per spazi pubblici o riservati
alle attivit collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati
alle sedi viarie.
Tale quantit complessiva va ripartita, di norma, nel modo appresso indicato:
a) mq. 4,50 di aree per l' istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell' obbligo;
b) mq. 2 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali,
assistenziali, sanitarie, amministrative per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile,
ecc.) ed altre;
c) mq. 9 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente
utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade
d) mq. 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall' art.
18 della legge n. 765): tali aree--in casi speciali--potranno essere distribuite su diversi
livelli.

Vengono definiti (Art. 3) i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti
residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attivit collettive, a verde pubblico o a
parcheggi.

DM 1444/1968 (3)

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In particolare:
1) nei nuovi insediamenti di carattere industriale o ad essi assimilabili compresi nelle
zone D) la superficie da destinare a spazi pubblici o destinata ad attivit collettive, a
verde pubblico o a parcheggi (escluse le sedi viarie) non pu essere inferiore al 10%
dell' intera superficie destinata a tali insediamenti.
2) nei nuovi insediamenti di carattere commerciale o direzionale a 100 mq. di
superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la quantit
minima di 80 mq. di spazio (pubblico), escluse le sedi viarie, di cui almeno la met
destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all' art. 18 della legge n. 765); tale
quantit, per le zone A) e B) ridotta alla met purch siano previste adeguate
attrezzature integrative.

Il DM definisce poi (art. 5.) i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti
produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attivit collettive, a verde pubblico o a
parcheggi

DM 1444/1968 (4)

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per le diverse zone territoriali omogenee sono stabilite come segue:


1) Zone A):
per le operazioni di risanamento conservativo non e' consentito superare le altezze degli
edifici preesistenti computate senza tener conto di soprastrutture o di sopraelevazioni
aggiunte alle antiche strutture;
Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni che risultino ammissibili, l' altezza
massima di ogni edificio non pu superare l' altezza degli edifici circostanti di carattere
storico-artistico.
2) Zone B):
L' altezza massima dei nuovi edifici non pu superare l' altezza degli edifici preesistenti e
circostanti con la eccezione di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o
lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche, sempre che rispettino i limiti di
densit fondiaria di cui all' art. 7.
3) Zone C):
contigue o in diretto rapporto visuale con zone del tipo A): le altezze massime dei nuovi
edifici non possono superare altezze compatibili con quelle degli edifici delle zone A)
predette.
4) Edifici ricadenti in altre zone:
le altezze massime sono stabilite dagli strumenti urbanistici in relazione alle norme sulle
distanze tra i fabbricati di cui al successivo art. 9.

DM
1444/1968
(5)
Il DM (Art. 8) impone anche i limiti di altezza degli edifici. Le altezze massime degli edifici

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omogenee sono stabilite come segue:


1 ) Zone A: per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali
ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle
intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti computati senza tener conto di costruzioni
aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale;
2) Nuovi edifici ricadenti in altre zone: e' prescritta in tutti i casi la distanza minima
assoluta di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti;
3) Zone C: e' altres prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima
pari all' altezza del fabbricato pi alto; la norma si applica anche quando una sola parete
sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml. 12.
Le distanze minime tra fabbricati, tra i quali siano interposte strade destinate al traffico
dei veicoli (con esclusione della viabilit a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di
insediamenti), debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di: ml.
5 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml. 7; ml. 7,50 per lato, per strade di
larghezza compresa tra ml. 7 e ml. 15; ml. 10 per lato, per strade di larghezza superiore a
ml. 15.
Qualora le distanze tra fabbricati come sopra computate risultino inferiori all' altezza del
fabbricato pi alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura
corrispondente all' altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei
precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani
particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche

DM
1444/1968
(6)
Il DM fissa (Art. 9) i limiti di distanza tra i fabbricati per le diverse zone territoriali

Economica

Sociale

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realizzazioni di comunicazioni senza soluzioni di continuit del tipo porta a


porta.

possibilit quasi illimitata di punti di accesso ed uscita;

Nel caso delle reti stradali due sono gli elementi che differenziano tale sistema di
trasporto dagli altri:

Funz.

Funz.

STRADE

Trasportistica

Funz.

Funzione delle Infrastrutture Stradali

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Regolazione della circolazione.

Manutenzione della via;

La strada va inoltre gestita in termini di:

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Caratteristiche funzionali (attitudine a svolgere una funzione sociale o tecnica, per


esempio laderenza e la regolarit)

Caratteristiche strutturali (attitudine a sopportare dei carichi; pavimentazioni,


barriere, ecc.).

Caratteristiche geometriche (spazi per garantire una sicura ed adeguata circolazione);

Come ogni opera la strada va dimensionata in termini di:

La strada nasce e si sviluppa per esigenze di MOBILIT.

. si definisce STRADA larea ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei
veicoli e degli animali. (art. 2 C.d.S.)

INFRASTRUTTURA STRADALE: parte del territorio comprensivo di impianti, strutture,


attrezzature e simili necessarie alla realizzazione di mobilit (definizione urbanistica).

Le infrastrutture viarie

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Definizione Urbanistica (art. 18 legge 865/1971): il centro edificato delimitato, per ciascun
centro o nucleo abitato, dal perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con
continuit ed i lotti interclusi. Non possono essere compresi nel perimetro dei centri edificati
gli insediamenti sparsi e le aree esterne, anche se interessate dal processo di urbanizzazione.

Definizione ISTAT (Istruzioni per la revisione delle basi territoriali comunali): aggregato di
case continue o vicine con interposte strade, piazze e simili, o comunque brevi soluzioni di
continuit, caratterizzato dallesistenza di servizi od esercizi pubblici (scuola, ufficio
pubblico, farmacia, negozio o simili) costituenti la condizione di una forma autonoma di vita
sociale e generalmente determinanti un luogo di raccolta ove sono soliti concorrere anche gli
abitanti dei luoghi vicini per ragioni di culto, istruzione, affari e simili, approvvigionamento
e simili, in modo da manifestare lesistenza di una forma di vita sociale coordinata dal centro
stesso. I luoghi di convegno turistico, i gruppi di villini, alberghi e simili destinati alla
villeggiatura, abitati stagionalmente, devono essere considerati come centri abitati
temporanei, purch nel periodo dellattivit stagionale presentino i requisiti del centro.

Definizione trasportistica: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi
segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo,
ancorch intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di 25
fabbricati e da aree ad uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada. (art. 3 CdS)

Centro abitato

c
d

d
c

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Il sistema globale di infrastrutture stradali pu essere schematizzato come un insieme


integrato di reti distinte.

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Un sistema pi o meno complesso di infrastrutture stradali viene denominato RETE


STRADALE, che costituita da un insieme di elementi componenti che si identificano con le
strade (archi), collegate tra loro da un sistema di interconnessioni (nodi).

Le Reti Stradali

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Pianificatori e Gestionali (Classificazione funzionale).

Costruttivi, Progettuali e Comportamentali (Classifica geometrica);

Amministrativi (Classifica amministrativa);

Nel campo delle infrastrutture stradali si classifica per diversi fini:

CLASSIFICARE: Raggruppare in classi (gruppi) secondo caratteri e qualit comuni.

La classificazione delle reti e strade

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Ex Stati Sardi legge del 1855 d.c.

Parma 1819 1821d.c.

Modena 1804 1819 d.c.

Toscana 1774 1825 d.c.

Regolamenti delle strade della Lombardia Austriaca (1778 d.c.)

Statuti delle Strade di Milano (1346 d.c.)

Specchio Sassone, Sachsenspiegel (1200 -1230 d.c.)

Codice Teodosiano (429 d.c.)

Lex Iulia Municipalis, emanata da Giulio Cesare nel 45 a.c.

Legge Sempronia (Gaio Gracco, 123 a.c)

Legge delle XII Tavole, Roma 451 450 a.c. (Tavola VII, si parla anche delle strade)

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Evoluzione CdS e classificazione strade (1)

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Legge n. 318 d.d. 22/07/1897 R.D. n. 540 d.d. 16/12/1897 Regolamento sui velocipedi

50

R.D. n. 124 d.d. 10/03/1881 Regolamento di polizia stradale e per garantire la libert della circolazione e la
materiale sicurezza del passaggio sulle strade pubbliche; suo regolamento R.D. 6843 d.d. 13/04/1890,
Regolamento per la circolazione di locomotive mosse dal vapore, o da altra forza fisica, sulle strade ordinarie

Leggi n. 6147 dd 27/06/1869; n. 2531 dd 30/05/1875; n. 333 dd 23/07/1881 (Costruzioni strade nazionali e
provinciali)

Legge n. 4613 dd 30/08/1868, Regolamento dd 11/09/1870, Regolamento dd 10/11/1877 (costruzione strade


comunali)

Regio Decreto n. 4697 d.d. 15/11/1868 Regolamento di polizia stradale e per garantire la libert della
circolazione e la materiale sicurezza di passaggio

Art. 69 - E vietato ai proprietari di piantare alberi e siepi lateralmente alla strada a distanze minori delle seguenti: a) per gli alberi di alto fusto, metri
3 misurati dal ciglio della strada; b) per le siepi, tenute all'altezza non maggiore di un metro e mezzo sul terreno, centimetri 50 misurati dal ciglio
esterno del fosso, ove questo esista, oppure dal piede della scarpa dove la strada in rilevato. In ogni caso la distanza non sar mai minore di un metro
misurato dal ciglio della strada; c) per le siepi di maggiore altezza la distanza sar di 3 metri misurati pure dal ciglio della strada.

Art. 66 - Pei fabbricati ed altre opere da farsi lungo le strade fuori degli abitati si osserveranno le seguenti distanze misurate dal ciglio: a) per le
fornaci, fucine e fonderie 50 metri; b) per le case ed altre fabbriche non che per i muri di cinta 3 metri.

Art. 22 - Il suolo delle strade nazionali propriet dello Stato; quello delle strade provinciali appartiene alle province, ed propriet dei comuni il
suolo delle strade comunali. Sono considerati come parte di queste strade per gli effetti amministrativi contemplati nella presente legge i fossi laterali
che servono unicamente o principalmente agli scoli delle strade, le controbanchine, le scarpe in rialzo e le opere d'arte d'ogni genere stabilite lungo le
strade medesime, non che le aiuole per deposito di materiali, le case di ricovero e quelle per abitazioni di cantonieri. Nell'interno delle citt e villaggi
fanno parte delle strade comunali le piazze, gli spazi ed i vicoli ad esse adiacenti ed aperti sul suolo pubblico, restando per ferme le consuetudini, le
convenzioni esistenti ed i diritti acquisiti. I tronchi delle strade nazionali e provinciali compresi nell'abitato di una citt o villaggio fanno parte delle
strade comunali, salvo il concorso dello Stato o della provincia nelle spese di mantenimento o di miglioramento come all'Art. 41 e seguenti.

Art. 10 - Non pu esservi strada nazionale fra due punti del territorio che siano collegati da una ferrovia.

Art. 9 - Le strade ordinarie d'uso pubblico sono distinte in nazionali, provinciali, comunali e vicinali.

Legge n. 2248 d.d. 20/03/1865 (allegato F) Legge fondamentale sui lavori pubblici (G.U. 27/04/1865)

Evoluzione CdS e classificazione strade (2)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Regio Decreto n. 24 d.d. 08/01/1905 Regolamento di polizia stradale e per garantire la libert della
circolazione e la sicurezza del transito sulle strade pubbliche

Legge n. 312 dd 08/07/1903 (costruzione delle strade daccesso alle Ferrovie e Porti)

51

Regio Decreto n. 416 d.d. 28/07/1901Regolamento per la circolazione delle automobili sulle strade ordinarie

Evoluzione CdS e classificazione strade (3)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Regio Decreto n. 3179 del 2/12/1928 Norme per la tutela delle strade e per la circolazione

Legge n. 1094 d.d. 17/05/1928 (Istituzione Azienda Autonoma Statale delle Strade)

Regio Decreto n. 3043 d.d. 31/12/1923 Disciplina circolazione stradale

Regio Decreto n. 2506 d.d. 15/11/1923 (legge Carnazza): nuova classificazione delle strade

Legge n. 739 d.d. 30/06/1912 e Regolamento n. 811 d.d. 02/07/1914

Regio Decreto n. 569 d.d. 17/07/1910 e Regolamento n. 642 d.d. 31/08/1910

Convenzione internazionale (R.D. 24 marzo 1910, n. 169)

52

Evoluzione CdS e classificazione strade (4)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

D.M. n. 6792 d.d. 05/11/2001 Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade

D. L. n. 285 d.d.30/04/1992 (e successive modificazioni): Nuovo Codice della Strada (3 CdS)

53

D.P.R. n. 393 d.d. 15/06/1959: Testo unico delle norme sulla circolazione stradale. (CODICE DELLA STRADA
1959), (2 CdS).

Strade Militari.

Strade Vicinali;

Strade Comunali;

Strade Provinciali;

Strade Statali (suddivise in ordinarie e di grande comunicazione da successivo decreto del Min Lav.
Pub.);

Legge n. 126 d.d. 12/02/1958 (e successive modificazioni) Disposizioni per la classificazione e la sistemazione
delle strade ad uso pubblico: contiene i criteri di classificazione, che rimangono in vigore fino allemanazione
del NCdS. Le strade vengono distinte in:

Sentenza della Corte di Cassazione del 1939

Regio Decreto n. 1740 d.d. 08/12/1933 testo unico di norme per la tutela delle strade e per la circolazione (1
CdS)

Evoluzione CdS e classificazione strade (5)

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Al comma 4 dellart.2 del NCdS, vengono


definite le strade di servizio: strada affiancata
ad una strada principale (autostrada, strada
extraurbana principale, strada urbana di
scorrimento).

Fbis Itinerario ciclopedonale.

F Strade locali (extraurbane o urbane);

E Strade urbane di quartiere;

D Strade urbane di scorrimento;

C Strade extraurbane secondarie;

B Strade extraurbane principali;

A Autostrade (extraurbane o urbane);

Le strade sono classificate, riguardo alle loro


caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei
seguenti tipi (art. 2, comma 2, NCdS):

Le classificazioni del NCdS

54

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55

La classificazione amministrativa individua i soggetti sui quali incombono gli obblighi di:
classificare la rete di propria competenza secondo le caratteristiche tecniche; istituire e
tenere aggiornate cartografia e catasto strade; effettuare rilevazioni traffico; effettuare
la manutenzione; effettuare il controllo tecnico dellefficienza della strada, effettuare
lapposizione e la manutenzione della segnaletica; concedere accessi privati (art. 13 14,
22 NCdS)

Le strade urbane del tipo D, E, F sono sempre comunali, se situate nei centri abitati,
eccetto i tratti interni di strade statali, regionali, provinciali che attraversano centri
abitati con popolazione non superiore a 10.000 abitanti.

Ai fini del NCdS le strade vicinali sono assimilate alle strade comunali.

Statali, regionali, provinciali, comunali.

Le strade extraurbane del tipo B, C, F, si distinguono (art. 2, comma 6, NCdS) in:

Le Autostrade sono di propriet dello Stato ma in genere sono date in concessione.

Statali (Ente proprietario lo Stato), Regionali (Regione), Provinciali (Province),


Comunali (Comune).

Per esigenze di carattere amministrativo e con riferimento alluso e alle tipologie dei
collegamenti svolti le strade si distinguono (art. 2, comma 5, NCdS) in:

La classificazione amministrativa del NCdS

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Strade Comunali extraurbane

Strade provinciali

Strade a interesse regionale

Strade Regionali

Strade a gestione regionale

Strade a interesse Statale

Strade Nazionali

Autostrade

Classificazione secondo D. L. 461/99

56

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La classificazione CNR del 1973 (1)

57

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La classificazione CNR del 1980 (1)

58

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La classificazione CNR del 1980 (2)

59

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La classificazione CNR del 1978 (1)

60

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La classificazione CNR del 1978 (2)

61

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La classificazione CNR del 1978 (3)

62

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La classificazione CNR del 1978 (4)

63

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La classificazione CNR del 1978 (5)

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La classificazione CNR del 1978 (6)

65

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La classificazione CNR del 1978 (7)

66

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67

La base di questo processo che un viaggio (trasporto) implica dei movimenti allinterno
delle strade (reti stradali). La classificazione funzionale fa si che ogni movimento sia
canalizzato efficientemente allinterno delle reti stradali.

La classificazione funzionale raggruppa le strade in accordo con il servizio (funzione) che


esse devono provvedere.

La Classifica Funzionale delle strade

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Accesso e mobilit (1)

68

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69

Pi si scende nella gerarchia delle strade pi dovrebbe diminuire la mobilit ed aumentare


la possibilit di accesso.

la mobilit.

laccesso alla propriet;

Le caratteristiche funzionali della strada possono essere definite attraverso due aspetti che
sono tra loro antagonisti:

Accesso e mobilit (2)

USO PEDONALE

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70

In linea generale un sistema di trasporto stradale deve consentire una serie di tipologie di
movimento che sono: scorrimento (transito), transizione, distribuzione, penetrazione, accesso
e sosta.

Gerarchia dei movimenti

Geometria
della strada

COERENZA

Uso del
Territorio

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Condizioni
di Traffico

Funzione
della strada

Traffico

Progetto
stradale

71

Urbanistica

Effetti della Classificazione funzionale

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Applicazione alle strade

72

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Il rispetto dellambiente e degli immobili di notevole pregio.

la riduzione degli inquinamenti;

la sicurezza della circolazione di tutti gli utenti della strada;

73

quelli stabiliti dalle norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade
(livello quantitativo).
I Criteri ispiratori sono (art. 13 CsD):

quelli minimi indicati del codice (livello qualitativo);

disciplina della pubblicit sulla strada.


I requisiti infrastrutturali per le diverse classi sono:

disciplina a tutela della strada (distanze di rispetto, accessi, intersezioni);

norme di circolazione (tipi di utenti e loro attivit, limiti generali di velocit,


segnaletica);

La classificazione Funzionale costituisce il presupposto essenziale in materia di:

Classifica funzionale DM 5/11/2001 (1)

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F Strade locali (extraurbane o urbane).

E Strade urbane di quartiere;

D Strade urbane di scorrimento;

C Strade extraurbane secondarie;

B Strade extraurbane principali;

A Autostrade (extraurbane o urbane);

Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e


funzionali, nei seguenti tipi (art. 2, comma 2, CdS):

74

Ai fini di una valorizzazione delle infrastrutture stradali, dal punto di vista della
funzionalit e sicurezza, coordinata al rispetto delle risorse ambientali ed allo sviluppo socioeconomico dellarea territoriale di inserimento, risulta fondamentale individuare un
ordinamento delle strade basato sia sulla funzione ad esse associata nel territorio, sia sulla
funzione da esse assolta allinterno della rete stradale esistente (cap. 2 DM 5/11/2001).

Classifica funzionale DM 5/11/2001 (2)

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componenti di traffico e relative categorie.

funzione assunta nel contesto territoriale;

entit dello spostamento;

tipo di movimento servito ;

75

A tale scopo sono stati individuati alcuni fattori fondamentali che, caratterizzando le reti
stradali dal punto di vista funzionale consentono di collocare la rete oggetto di studio in una
classe precisa, essi sono:

che per tali reti si definisca il rapporto gerarchico basato sulla individuazione della
funzione assolta dalla rete nel contesto territoriale e nellambito del sistema globale
delle infrastrutture stradali.

disporre di una valutazione complessiva delle reti stradali a cui le singole strade
possono appartenere;

Per avere una classifica di tipo funzionale necessario:

Classifica funzionale DM 5/11/2001 (3)

strade locali extraurbane

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(di accesso)

d - rete locale

(di penetrazione)

c - rete secondaria

strade extraurbane secondarie

strade extraurbane principali

b - rete principale

(di distribuzione)

autostrade extraurbane
strade extraurbane principali

in ambito extraurbano

strade locali urbane

strade urbane di quartiere

strade urbane di scorrimento

autostrade urbane
strade urbane di scorrimento

in ambito urbano

STRADE CORRISPONDENTI SECONDO CODICE

a - rete primaria
(di transito, scorrimento)

RETE

76

In riferimento a quanto previsto dal CdS ed in considerazione dei 4 fattori fondamentali


(tipo di movimento, entit dello spostamento, funzione assunta nel contesto territoriale,
componenti di traffico) si possono individuare 5 (4 + 1) livelli di rete: Rete primaria, Rete
principale, Rete secondaria, Rete locale, a cui si aggiunge il livello Terminale.

Tipi di rete - DM 5/11/2001

Distanze lunghe
Extraurbano: Nazionale, interregionale
Urbano: di intera area urbana
Componenti limitate

Entit dello spostamento

Funzione nel territorio

Componenti di traffico

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Transito, scorrimento

Movimento servito

Rete primaria

77

Distanze medie
Extraurbano: interregionale, regionale
Urbano: interquartiere
Componenti limitate

Entit dello spostamento

Funzione nel territorio

Componenti di traffico

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Distribuzione dalla primaria a


secondaria o ev. locale

Movimento servito

Rete principale

78

Distanze ridotta
Extraurbano: provinciale, interlocale
Urbano: di quartiere
Tutte le componenti

Entit dello spostamento

Funzione nel territorio

Componenti di traffico

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Penetrazione verso la rete locale

Movimento servito

Rete secondaria

79

Distanza breve
Extraurbano: interlocale, comunale
Urbano: interna al quartiere
Tutte le componenti

Entit dello spostamento

Funzione nel territorio

Componenti di traffico

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Accesso

Movimento servito

Rete locale

80

Nulla
Locale
Tutte le componenti, salvo limitazioni
specifiche

Entit dello spostamento

Funzione nel territorio

Componenti di traffico

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Sosta

Movimento servito

Livello terminale

81

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Esempio Classificazione funzionale

82

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Esempio di sviluppo delle reti

83

Funzione principale propria

Primaria

Secondaria

strada

Locali

Locale

Funzione principale della classe adiacente

Principale

di

Secondarie

Tipo

Principali

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Accesso

Penetrazione

Distribuzione

Transito, scorrimento

Funzione (rete)

Primarie

Aree di incertezza

Strade e reti

84

Nella rete secondaria e tra rete secondaria e rete locale


Nella rete locale

Interconnessione secondaria

Interconnessione locale

85

Nella rete principale e tra rete principale e rete secondaria

Interconnessione principale

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Nella rete primaria e tra rete primaria e rete principale

Interconnessione primaria

Per assicurare il funzionamento del sistema globale devono essere aggiunte le


interconnessioni che, se omogenee, collegano strade della stessa rete, e se disomogenee
collegano, di norma, strade appartenenti a reti di livello funzionale adiacente.

Interconessioni

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rete locale urbana (Strade locali urbane).

86

rete principale urbana (autostrade urbane, strade di scorrimento, strade di quartiere)

Allinterno delle direttive per i PUT la rete stradale suddivisa in:

Classificazione Funzionale PUT (1)

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Residenziali

Parcheggio

Pedonali,

87

STRADE A DESTINAZIONE
PARTICOLARE:

strade urbane interzonali.

strade urbane interquartiere,

Strade urbane a scorrimento


veloce,

Allinterno delle direttive per i


PUT alle strade previste dal
codice se ne aggiungono altre 3
con funzioni intermedie a
quelle previste dal CdS:

Classificazione Funzionale PUT (2)

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Altre Classificazioni (1)

88

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Altre Classificazioni (2)

89

Categorie di traffico
Volume di traffico

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Classificazione Funzionale

Velocit di progetto

90

Sezione trasversale

Andamento
plano-altimetrico

Progettazione e Classificazione Funzionale

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Animali

Veicoli

Pedoni

Componenti di traffico

91

Accesso privato diretto

Sosta

Sosta di emergenza

Movimento

Funzioni di traffico

Movimento; Sosta di emergenza; Sosta; Accesso privato diretto.

Le funzioni di traffico ammesse per la circolazione stradale:

Pedoni; Veicoli; Animali.

A norma del NCdS (art. 1) possono circolare sulle strade 3 componenti di traffico:

Le componenti di traffico e le funzioni


ammesse

Criteri di ammissibilit

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92

Ai fini di pervenire all'identificazione degli spazi stradali necessari alle diverse componenti
di traffico, per assolvere le funzioni previste nel rispetto dei criteri di sicurezza e regolarit
della circolazione, le componenti di traffico, le classi veicolari e le funzioni ammesse sono
state raggruppate in quattordici categorie di traffico, omogenee per caratteristiche ed
esigenze funzionali.

Categorie di traffico

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Ad ogni categoria corrisponde uno spazio stradale che, nella composizione finale della
sezione corrente, potr essere autonomo o comune a pi categorie compatibili.

Categorie di traffico e tipi di strada

93

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94

In particolare, la scelta del numero di corsie di marcia della sezione stradale e della
loro tipologia definisce l'offerta di traffico, mentre la scelta dell'intervallo di velocit di
progetto condiziona, in relazione all'ambiente attraversato dall'infrastruttura, le
caratteristiche plano-altimetriche dell'asse e le dimensioni dei vari elementi della
sezione.

determina, come scelta progettuale, la sezione stradale e lintervallo della velocit di


progetto.

dalla velocit media di deflusso;

dalla sua composizione;

dal volume orario di traffico;

La domanda di trasporto individuata:

Domanda di trasporto

A
B
C
D
E
F
F

Autostrada urbana

Extraurbana principale

Extraurbana secondaria

Urbana di scorrimento

Urbana di quartiere

Locale Extraurbana

Locale urbana

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Autostrada extraurbana

25 - 60

40 - 100

40 - 60

50 - 80

60 - 100

70 - 120

80 - 140

90 - 140

Intervallo velocit di progetto (km/h)

Tipo strada

Il limite inferiore dell'intervallo la velocit di riferimento per la progettazione degli elementi


plano-altimetrici pi vincolanti per una strada di assegnata sezione

Il limite superiore dell'intervallo la velocit di riferimento per la progettazione degli elementi


meno vincolanti del tracciato, date le caratteristiche di sezione della strada. Essa comunque
almeno pari alla velocit massima di utenza consentita dal "Codice della strada" per i diversi tipi
di strada (limiti generali di velocit).

Con il termine "intervallo di velocit di progetto" si intende il campo dei valori in base ai quali
devono essere definite le caratteristiche dei vari elementi di tracciato della strada (rettifili, curve
circolari, curve a raggio variabile).

Intervallo velocit progetto

95

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Elementi Costitutivi dello spazio stradale

96

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97

CORSIA: parte longitudinale della strada,normalmente delimitata da segnaletica orizzontale, di larghezza idonea a
permettere il transito di una sola fila di veicoli. Si distingue in:
a) corsia di marcia: corsia facente parte della carreggiata, destinata alla normale percorrenza o al sorpasso;
b) corsia riservata: corsia di marcia destinata alla circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli;
c) corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre, quali svolta,
attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che presentino basse velocit (corsia di
arrampicamento) o altro;
d) corsia di emergenza: corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei veicoli di
soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni.

CARREGGIATA: parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa composta da una o pi corsie di
marcia; pavimentata ed delimitata da strisce di margine (segnaletica orizzontale).

Carreggiate e Corsie

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98

BANCHINA: parte della strada, libera da qualsiasi ostacolo (segnaletica verticale, delineatori di margine, dispositivi di
ritenuta), compresa tra il margine della carreggiata e il pi vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede,
spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati.
Si distingue in:
"Banchina in destra", che ha funzione di franco laterale destro. E' di norma pavimentata ed sostituita, in talune
tipologie di sezione, dalla corsia di emergenza:
"Banchina in sinistra", che la parte pavimentata del margine interno.

Banchine

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SPARTITRAFFICO: parte non carrabile del


margine interno o laterale, destinata alla
separazione fisica di correnti veicolari. Comprende
anche lo spazio destinato al funzionamento
(deformazione permanente) dei dispositivi di
ritenuta.

MARGINE INTERNO: parte della piattaforma


che separa corsie percorse in senso opposto.

M<4

S <2,6

M >= 4

S P2,6

Spartitraffico

99

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MARCIAPIEDE: parte della strada, esterna alla


carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e
protetta, destinata ai pedoni.

Non rientra nella piattaforma il margine esterno.

PIATTAFORMA: parte della sede stradale che


comprende i seguenti elementi:
a) una o pi carreggiate complanari, di cui la corsia
costituisce il modulo fondamentale;
b) le banchine in destra e in sinistra;
c) i margini (eventuali) interno e laterale (comprensivi
delle banchine);
d) le corsie riservate, le corsie specializzate, le fasce di
sosta laterale e le piazzole di sosta o di fermata dei
mezzi pubblici (se esistenti).

Piattaforma stradale e Marciapiedi

100

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FASCIA DI RISPETTO: striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla
realizzazione, da parte del proprietario del terreno, di scavi, costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili.
Per la larghezza vedere gli articoli 26, 27 e 28 del DPR 495/92

SEDE STRADALE: superficie compresa entro i confini stradali.

se la strada in trincea.

CONFINE STRADALE: limite della propriet stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di
esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o
della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata

Fasce di rispetto del confine stradale

101

ic

ib

BANCHINA

ib

BANCHINA

> 0.50

> 0.50

ia

cs
l c = 8p c

p c > 10 cm

ELEMENTI DEL MARGINE ESTERNO

ia

cr

ELEMENTI DEL MARGINE ESTERNO

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CARREGGIATA

ic

CARREGGIATA

raccordo
ciglio in scavo
pendenza trasversale

d
cs
ia

larghezza cunetta
profondit cunetta
banchina

lc
pc
b

cr e cs

ciglio o arginello in
rilevato

banchina

pendenza trasversale

in curva

cr

ib

pendenza trasversale

ic

carreggiata in rettifilo

bordo carreggiata

striscia di delimitazione

DENOMINAZIONE

ib

BANCHINA

ELEMENTO

ic

CARREGGIATA

1/1

p c > 30 cm

2,5 %

vedi figure

0,80 m

4%

come cr

1,00 m

0,75 m
0,50 m

= ic

2,5 %

102

vedi Tab. 3.4.a al Cap. 3

tutte

tutte

tutte

ove previsto

ove previsto

A-B-C-D
E-F

tutte

tutte

0,12 m
0,30 m

F
tutte

0,25 m
0,15 m

A-B
C- D - E

DIMENSIONE

l c = 3p c

STRADA

ia

cs

ELEMENTI DEL MARGINE ESTERNO

Elementi marginali e di arredo

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- Norme UNI EN 1317

103

-Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 28 giugno 2011 (GU n. 233 del 610-2011). Disposizioni sull'uso e l'installazione dei dispositivi di ritenuta stradale.

- Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 62032 del 21/07/2010
Uniforme applicazione delle norme in materia di progettazione, omologazione e impiego
dei dispostivi di ritenuta nelle costruzioni stradali.

- Circolare del Ministero dei Trasporti n. 104862/RU/U del 15/11/2007 Scadenza della
validit delle omologazioni delle barriere di sicurezza rilasciate ai sensi delle norme
antecedenti il D.M. 21.06.2004

-Circolare M.I.T. 25 08 2004 Direttiva sui criteri di progettazione, installazione, verifica e


manutenzione dei dispositivi di ritenuta nelle costruzioni stradali

-Decreto M.I.T. 21/06/2004 n. 2367- (Gazzetta ufficiale 05/08/2004 n. 182) Aggiornamento


delle istruzioni tecniche per la progettazione, lomologazione e limpiego delle barriere
stradali di sicurezza e le prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza
stradale. Allegato: Istruzioni tecniche per la progettazione, lomologazione e limpiego dei
dispositivi di ritenuta nelle costruzioni stradali.

Dispositivi di ritenuta (1)

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Dispositivi di ritenuta (2)

104

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Dispositivi di ritenuta (2)

105

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (3)

106

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (4)

107

1
m (v sin )
2

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Lc =

Dispositivi di ritenuta (5)

108

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (6)

109

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (6)

110

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (7)

111

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (8)

112

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Dispositivi di ritenuta (8)

113

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

114

Spazi da assegnare alle categorie di traffico

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Composizione della carreggiata (1)

115

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Composizione della carreggiata (2)

116

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Composizione della carreggiata (3)

117

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Composizione della carreggiata (4)

118

375

375

375

375

70

375

70

375

2060

300

610

260

375

375

70

2500

400

260

3250

400

260

400

260

375

70

375

70

375

70

375

375

375

2385

300

260

610

300

375

300

350

50

350 125

Vp min. 40
Vp max. 100

Servizio

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

125

50

Soluzione a 2+2 corsie di marcia con


strade di servizio a 1 o 2 corsie di marcia

300

Soluzione a 3+3 corsie di marcia

300

Soluzione base a 2+2 corsie di marcia

Vp min. 90
Vp max. 140

CATEGORIA A
AUTOSTRADE
Principale
AMBITO EXTRAURBANO

375

375

375

375

70

375

150 125 375

50

300

2090

530

180

375

375

70

2420

320

180

3170

320

180

320

180

375

70

375

70

375

70

375

375

375

530
2290

300

50

300

300 180

375

300

350 50 150

BUS

Servizio
Vp min. 40
Vp max. 60

Principale
Vp min. 80
Vp max. 140

AUTOSTRADE

70

Soluzione a 2+2 corsie di marcia con


strade di servizio a 1 o 2 corsie di marcia
di cui 1 percorsa da autobus

300

Soluzione a 3+3 corsie di marcia

300

Soluzione base a 2+2 corsie di marcia

CATEGORIA A
AMBITO URBANO

119

Esempi di organizzazione della piattaforma (1)

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE

375

375

375

350

425

2175

375

375

375

350

2950

375

350

375

50 250 50

375

375

375

375

1850

425

175 200

375

175

375 125

50

175

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

125 350

50 200 175

350

2200

50 250 50

375

Soluzione a 2+2 corsie di marcia con


strade di servizio a 1 o 2 corsie di marcia

175

Soluzione a 3+3 corsie di marcia

175

50 250 50

Servizio
Vp min. 40
Vp max. 100

Principale
Vp min. 70
Vp max. 120

EXTRAURBANE PRINCIPALI

Soluzione base a 2+2 corsie di marcia

CATEGORIA B

Soluzione base 2 corsie di marcia

CATEGORIA C

125 350

150 375

950

375 150

350 125

1050

C2

C1

120

Vp min. 60
Vp max. 100

Principale

EXTRAURBANE SECONDARIE

Esempi di organizzazione della piattaforma (2)

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE

325

2080

280

325

325

2730

280

325

50 180 50

325

325

325 100 150

325 100 150

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

150 100 325

Soluzione a 3+3 corsie di marcia

150 100 325

50 180 50

Servizio
Vp min. 25
Vp max. 60

Principale
Vp min. 50
Vp max. 80

URBANE DI SCORRIMENTO

Soluzione base a 2+2 corsie di marcia

CATEGORIA D

325

325

50

150 125

375

50

1770

330

180

325

100

325

50

Soluzione a 2+2 corsie di marcia con


strade di servizio ad 1 o 2 corsie di marcia
di cui 1 percorsa da autobus

150 100 350

BUS

2780

280

280

325

180 50

325

180 50

325

100

325

1945

330

180

275

50

350 100 150

BUS

350 50 150

BUS

121

Servizio
Vp min. 25
Vp max. 60

Principale
Vp min. 50
Vp max. 80

URBANE DI SCORRIMENTO

Soluzione base a 2+2 corsie di marcia


con corsia percorsa da autobus

CATEGORIA D

Esempi di organizzazione della piattaforma (3)

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE

BUS

300 50 300

1750

300 50 300

600

350 50 150

BUS

2700

300

corsia di
manovra

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

150 50 350

Soluzione a 2+2 corsie di marcia


di cui 1+1 percorsa da autobus

150 50 300

Soluzione a 2+2 corsie di marcia


con fascia di sosta laterale

300 50 150

1000

150 50 300

500

150

sosta a 90

Vp min. 40
Vp max. 60

Principale

URBANE DI QUARTIERE

Soluzione base a 1+1 corsie di marcia

CATEGORIA E

122

Esempi di organizzazione della piattaforma (4)

ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE

325

100

900

350

100

Soluzione base a 2 corsie di marcia

325

100

100

F2

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

850

350

F1

Principale
Vp min. 40
Vp max. 100

Soluzione a 2 corsie di marcia


con due file di stalli

950

150 50 275 275 50 150

Soluzione base a 2 corsie di marcia

CATEGORIA F
LOCALI
AMBITO URBANO

1250

150 200 275 275

sosta
parallela

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE

ASSE
STRADALE
ASSE
STRADALE

CATEGORIA F
LOCALI
AMBITO EXTRAURBANO

200 150

Vp min. 25
Vp max. 60

Principale

123

Esempi di organizzazione della piattaforma (5)

sosta
parallela

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

124

Sulle opere di scavalcamento (ponti, viadotti, sovrappassi) devono essere mantenute invariate
le dimensioni degli elementi componenti la piattaforma stradale, relative al tipo di strada di
cui fanno parte dette opere.

Sezioni stradali particolari per viadotti (1)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

7 cm

7 cm

metri 1.00

125

Sulle strade urbane di tipo D, occorre introdurre sul lato destro di ciascuna carreggiata e al
di l della banchina un marciapiede, di larghezza adeguata ma non minore di metri 1,50,
delimitato verso la banchina da un ciglio sagomato e protetto da dispositivo di ritenuta
invalicabile.

Sezioni stradali particolari per viadotti (2)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

15 cm

7 cm

metri 1.00

126

Nelle strade tipo E ed F in ambito urbano e nelle strade di servizio delle autostrade urbane e
delle strade di scorrimento, il marciapiede sar delimitato verso la banchina da un ciglio non
sormontabile sagomato (cordolo se marciapiede a raso), di altezza non superiore a 15, senza
protezione e con parapetto o barriera parapetto al limite esterno.

Sezioni stradali particolari per viadotti (3)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

127

Nella progettazione di unopera di sovra/sottopasso,la piattaforma della strada sottostante


deve mantenere immutate le proprie dimensioni e composizione. Le strutture di sostegno
dellopera di scavalcamento dovranno essere previste al di fuori della piattaforma e
comunque a distanza non inferiore a quella compatibile con il corretto funzionamento dei
depositi di ritenuta

Sezioni stradali particolari per sottopassi (1)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

metri 5.00

128

Solo allorch la strada sottostante sia a carreggiate separate ed abbia un margine interno
compatibile con il funzionamento dei dispositivi di ritenuta, pu prevedersi un sostegno
centrale dellopera di scavalcamento

Sezioni stradali particolari per sottopassi (2)

metri 5.00

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

129

Un esempio di cattiva progettazione

Sezioni stradali particolari per sottopassi (3)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Per le strade a carreggiata unica in ambito


extraurbano (tipo C, F).

130

Per le strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico (tipo A, B e D) devono


prevedersi gallerie a doppio foro.

Sezioni stradali particolari per gallerie (1)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

131

Per i tipi di strada D, E ed F in ambito urbano e nelle strade di servizio delle autostrade
urbane e delle strade di scorrimento dovr essere previsto sulle carreggiate ed affiancato
alla banchina in destra (che conservano la dimensione di cui allesterno) un marciapiede, di
larghezza adeguata ma non minore di metri 1,50.

Sezioni stradali particolari per gallerie (2)

Roberto Roberti e-mail: roberti@dicar.units.it

Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica:


non c' niente che funzioni... e nessuno sa il perch!

La pratica quando tutto funziona e nessuno sa il


perch.

La teoria quando si sa tutto e niente funziona.

Albert Einstein (1879 1955):

Discussione

132