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Corso di Energetica A.A.

2012/2013
Mini Idroelettrico Parte Quinta
Prof. Ing. Renato Ricci
Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche
Universit Politecnica delle Marche

Deflusso Minimo Vitale


Lestrazione incontrollata di acqua da un fiume o ruscello causa una variazione delle condizioni ambientali ed un
possibile asciugamento del letto del corso dacqua in alcuni tratti con notevole impatto sulla flora e fauna ittica. La
normativa introduce allora il concetto di DEFLUSSO MINIMO VITALE (DMV)

Per salvaguardia delle caratteristiche del corso d'acqua si


intende il mantenimento delle sue tendenze evolutive naturali
(morfologiche ed idrologiche), anche in presenza delle variazioni
artificialmente indotte nel tirante idrico, nella portata e nel
trasporto solido.
Per salvaguardia delle caratteristiche chimicho-fisiche delle
acque deve intendersi il mantenimento, nel tempo, dello stato di
qualit delle acque, in linea con il perseguimento degli obiettivi di
qualit previsti dagli artt. 4, 5 e 6 del D.Lgs. 152/99 e s.m.i. e della
naturale capacit di autodepurazione del corso d'acqua.
Per salvaguardia delle biocenosi tipiche delle condizioni
naturali da intendersi il mantenimento, nel tempo, delle
comunit caratteristiche dell'area di riferimento, prendendo in
considerazione anche i diversi stadi vitali di ciascuna specie.

definizione DMV:

la portata istantanea da determinare


in ogni tratto omogeneo del corso
dacqua che deve garantire la
salvaguardia delle caratteristiche
fisiche del corpo idrico, chimicofisiche delle acque nonch il
mantenimento delle biocenosi*
tipiche delle condizioni naturali
locali
[Decreto del Ministro dellAmbiente e della Tutela
del Territorio 28 luglio 2004 ]

Deflusso Minimo Vitale

Il DEFLUSSO MINIMO VITALE (DMV) si configura come una portata residua relativamente ad un utilizzo
umano della risorsa, e non ha niente a che vedere con il regime naturale di un fiume: nei periodi di
magra la portata naturale pu assumere valori inferiori al DMV stesso fino ad annullarsi.
In tali situazioni, il valore teorico di portata minima vitale ottenibile, ove ritenuto necessario, con
determinate azioni dei piani di bacino, il cui obiettivo principale quello di tendere al raggiungimento di
portate sufficienti a sostenere complesse situazioni ambientali, assicurando comunque la vita acquatica,
in particolare attraverso il rilascio di scorte accumulate nei periodi di disponibilit della risorsa
Il concetto di minimo vitale da vedersi come portata non derivabile o portata raccomandata:
se la portata del fiume scende al di sotto del DMV significa quindi che tutti i prelievi sul corpo idrico
devono cessare.
Per la normativa Italiana il DMV non un concetto legato alla sola portata, ma coinvolge una serie di
elementi rappresentativi dellecosistema acquatico attraverso lutilizzo di parametri di natura biologica,
microbiologica, chimica, fisica e idromorfologica.

Deflusso Minimo Vitale


Attengono alla determinazione del DMV aspetti di tipo naturalistico e di tipo antropico caratteristici di ogni tronco di
corso d'acqua di interesse:
aspetti naturalistici
- caratteristiche idrologiche e idrogeologiche
- caratteristiche geomorfologiche
- conservazione e recupero dell'ecosistema e dell'ambiente fluviale
aspetti antropici
- modificazioni dell'alveo
- presenza di carichi inquinanti residui da fonti puntuali e diffuse (a valle delle migliori tecnologie di rimozione)
da osservare che in base a soli elementi naturalistici, il DMV potrebbe assumere valori nulli in tronchi di corsi d'acqua
a carattere intermittente durante periodi "naturali" di asciutta dovuti ad assenza di precipitazioni o a locali condizioni di
rilevante permeabilit del letto del corso d'acqua stesso.
Con la determinazione degli aspetti di tipo antropico, anche in conseguenza delle differenti alternative di Piano, il DMV
pu differire da quello "naturale", in relazione alle esigenze di tutela che l'antropizzazione induce. Ad esempio, nel caso
prima citato di corsi d'acqua soggetti ad asciutta naturale, il DMV potr anche essere "innaturalmente" maggiore di zero
per tener conto degli effetti delle attivit umane ai fini degli obiettivi di qualit previsti dal Piano di tutela.
Pu essere opportuno individuare valori del DMV differenti per ciascun mese o stagione dell'anno, anche allo scopo di
impedire che i prelievi e le restituzioni siano effettuati in modo da lasciare in alveo una portata residua costante che
elimini la variabilit del regime naturale dei deflussi in base alla quale si formato l'equilibrio, sia fisico che biologico,
del corso d'acqua.
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NORMATIVA NAZIONALE
IL D.Lgs. 152/99 (art.44 dellAllegato 4) ed il successivo DM 28 luglio 2004 demandano alle
Regioni ed al Piano di Tutela delle Acque (PTA) la definizione quantitativa del DMV. Invero, in
attesa dei Piani di Tutela e comunque per i corsi dacqua non ancora interessati dalle
elaborazioni di Piano, il DMV potr essere definito in base ai criteri e alle formulazioni adottati
dalle Autorit di bacino delle Regioni. I metodi disponibili sono molteplici e si dividono in:
1. METODI REGIONALI : esprimono il DMV in funzione delle caratteristiche morfologiche
ed idrologiche del bacino. Si distinguono a seconda del tipo di grandezza utilizzata
come variabile indipendente.
2. METODI SPERIMENTALI: basati su tecniche di rilevamento sperimentali finalizzate
allaccertamento delle condizioni ambientali ottimali per una prefissata specie. Hanno
validit esclusivamente locale e limitata alle specie considerate.
REGIONE MARCHE
L'Assemblea legislativa regionale delle Marche ha approvato il nuovo Piano di Tutela delle
Acque (PTA) con delibera DACR n.145 del 26/01/2010. La pubblicazione avvenuta con il
supplemento n. 1 al B.U.R. n. 20 del 26/02/2010. Successivamente con DGR 1849/2010 del
23/12/2010 stata effettuata una prima modifica alle norme tecniche del PTA riguardanti art.
5, comma 3: Aggiornamento ed implementazione sezione C - Analisi Economica e sezione D Norme Tecniche di attuazione.
[fonte: http://areeurbane.regione.marche.it/tra/pta/index.htm]

Deflusso Minimo Vitale


REGIONE MARCHE - PTA
La Regione Marche ha deciso di adottare ununica formula di calcolo del DMV per tutti i corsi
dacqua incorporando in essa correzioni ponderate per i vari bacini.
Il metodo basato su quello impiegato dallautorit di Bacino del fiume Serchio (metodo
Regionale con variabili morfologiche tipo Valtellina).
Il metodo costituisce una prima valutazione del DMV, in attesa di valutazioni idrologiche pi
dettagliate e di analisi in sito con metodi sperimentali.

DMV = [qd.m.v. G A S P] [Gm E M max(N, IFF)]

componente
idrologica

componente
morfologica

qd.m.v. = RILASCIO SPECIFICO


G = FATTORE GEOGRAFICO
A = PARAMETRO DI ALTITUDINE MEDIA
S = SUPERFICIE IMBRIFERA
P = PARAMETRO DI PRECIPITAZIONE MEDIA
Gm = PARAMETRO GEOMORFOLOGICO
E = STATO ECOLOGICO DEI CORSI DACQUA
M = MODULAZIONE DI PORTATA
N = PARAMETRO DI NATURALITA
IFF = INDICE DI FUNZIONALITA FLUVIALE

Deflusso Minimo Vitale


DMV = [qd.m.v. G A S P] [Gm E M max(N, IFF)]

componente
idrologica

componente
morfologica

qd.m.v. = rilascio specifico = 1,6 l/(s km2)


Stabilisce una portata minima di riferimento
proporzionale al bacino associato al corso dacqua in
esame. I vari fattori moltiplicativi modificano questa
portata i riferimento.
G = fattore geografico
Fattore tabulato introdotto per rendere il valore della
componente idrologica della formula pari a circa al
10% della portata media annuale (Qm) dei corsi
dacqua della Regione, oppure inferiore al 10% per
quei corsi dacqua che presentano regimi di magra pi
accentuati. Per gli affluenti non espressamente indicati
si dovr utilizzare il valore riferito al corso dacqua
principale di cui sono tributari. Per i rimanenti corsi
dacqua della fasci costiera con recapito diretto a
mare, il valore da utilizzare per il parametro G di 0,2.
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DMV = [qd.m.v. G A S P] [Gm E M max(N, IFF)]

componente
idrologica

componente
morfologica

A = parametro di altitudine media


Modifica il valore della portata minima di riferimento in funzione della
maggiore/minore elevazione in quota del bacino di riferimento.

Hm (altitudine media)
[m s.l.m.]

< 400

400- 1000

1+[(Hm-400)/2000]

S = superficie imbrifera
E il bacino idrografico sotteso alla sezione del corpo idrico in esame e si
misura in km2

> 1000

1,3

P = parametro di precipitazione media


Modifica il valore della portata minima di riferimento in funzione della
maggiore/minore piovosit del bacino di riferimento. Le precipitazioni medie
annue del bacino possono essere recuperate dalla cartografia Campo medio
della precipitazione annuale sui bacini idrografici delle marche nel periodo
1950-1989 (fig. 2-A.1.4. del PTA). In alternativa si possono utilizzare dati
ufficiali o serie storiche di stazioni pluviometriche locali (almeno 30 anni di
dati).

Pam (precip. annue


medie) [mm]

< 1000

1000 - 1500

pam/1000

> 1500

1,5

Deflusso Minimo Vitale


DMV = [qd.m.v. G A S P] [Gm E M max(N, IFF)]

componente
idrologica

componente
morfologica

Gm = parametro geomorfologico
Parametro legato alle caratteristiche geomorfologiche locali dellalveo, (es. perimetro
bagnato, raggio idraulico, rapporto larghezza/profondit, ). Viene indicato
dallAutorit competente al rilascio della concessione. In attesa di ulteriori studi a
riguardo, assume un valore tra 0,9 e 1,1.

Classe
valore

Stato
Eologico
(SECA)

Elevato

II

Buono

1.1

III

Sufficiente

1.2

IV

Scadente

1.3

Pessimo

1.4

E = stato ecologico dei corsi dacqua = indice SECA


Si assume il valore del fattore corrispondente allo stato ecologico(determinato in funzione dellindice SECA) della
stazione ARPAM ubicata immediatamente a valle della derivazione. Se il corso dacqua non monitorato, si prende
come riferimento lo stato ecologico dellasta fluviale principale immediatamente a valle della confluenza. Il valore da
utilizzare il minimo degli ultimi cinque anni. Lelenco delle stazioni ARPAM riportato nel PTA della Regione
Marche.
M = modulazione di portata
Descrive le esigenze di variazione dei deflussi nellarco dellanno determinate dagli obiettivi di tutela dei singoli tratti
del corso dacqua (esigenze dellittiofauna, diluizione degli inquinanti, diversificazione del regime di flusso),
aumentando i valori del DMV minimi ottenuti dalla formulazione. In particolare, pu essere utilizzato per aumentare
i deflussi nei periodi di riproduzione e prima fase del ciclo vitale della ittiofauna. In assenza di studi specialistici locali
viene lasciato pari ad 1.
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DMV = [qd.m.v. G A S P] [Gm E M max(N, IFF)]

componente
idrologica

componente
morfologica

IFF = indice di funzionalit fluviale


Anche per questo parametro viene associato il valore pi elevato del tratto fluviale interessato dalla derivazione. I tratti
da considerare sono gli stessi dellindice di naturalit N. I valori da assegnare alle varie classi sono ancora da
determinare (per ora vale quindi 1); in ogni caso saranno compresi tra 1 e 1,2.
N = parametro di naturalit
Al parametro viene associato il valore dellindice di naturalit pi elevato del tratto fluviale interessato dalla
derivazione. Nel caso di restituzione in alveo, N sar determinato nel tratto compreso tra lopera di presa e lopera di
restituzione. Altrimenti sar determinato in un tratto a valle la derivazione di estensione determinata dallAutorit
concedente e comunque non inferiore a 10 km. I valori previsti sono indicati nella tabella. La corrispondenza dei vari
tratti di alveo alle classi di naturalit sar effettuata su apposite cartografie dallAutorit di Bacino Regionale delle
Marche.

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DMV = DMVidr [Gm E M max(N, IFF)]

componente
morfologica

METODO ALTERNATIVO PER LA COMPONENTE IDROLOGICA


Se il richiedente in grado di determinare la portata media annua naturalizzata Qm ed eventualmente la curva
di durata del corso dacqua interessato, questi potr proporre allautorit concedente un diverso metodo che
prevede il calcolo della componente idrologica del DMV come una percentuale compresa tra il 5 ed il 10 %
della Qm. Tale percentuale esclusivamente funzione del regime di magra del corso dacqua in condizioni
naturali. Una percentuale inferiore al 10% potr essere adottata solo per i corsi dacqua con regime di magra
pi marcato dove:

Q355 < 10%Qm

Il PTA della Regione Marche prevede una serie di metodologie per la stima della Qm (ppgg 229-230 sez. B del
PTA). Utilizzando tali metodologie ed in caso di assenza di misure della curva di durata delle portate o di
analisi specifiche sul regime di magra, la percentuale da utilizzare tabellata in funzione del bacino.
Per gli affluenti non espressamente indicati si dovr utilizzare il valore riferito al corso dacqua principale di cui
sono tributari. Per i rimanenti corsi dacqua della fasci costiera con recapito diretto a mare, il valore da
utilizzare il 5%.
Q355 = portata media giornaliera superata per almeno 355 giorni lanno
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ECCEZIONI
1. Per Bacini idrografici sottesi con superficie imbrifera </= 100 kmq o con altitudine media >/= 750 m
s.l.m. lAutorit concedente pu consentire lintroduzione di un fattore correttivo al DMVidr tra 1 e 4.
2. Per Bacini idrografici sottesi con superficie imbrifera </= 100 kmq e con altitudine media >/= 750 m
s.l.m. il valore minimo del DMV complessivo non dovr essere inferiore ai 50 l/s.
3. Per i corsi dacqua del bacino del Tronto (soggetto allAutorit di Bacino Interregionale) il parametro G = 1
4. Il fiume Nera a monte con la confluenza del torrente Ussita e lo stesso torrente Ussita seguono il metodo
di calcolo utilizzato dallAutorit di Bacino del fiume Tevere (ppgg. 241-244 sez. B del PTA).
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