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Arbria: lingua, storia, tradizioni e natura

UNIARB
UNIONE DELLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI ARBRESHE
( BASHKIM I SHOQATAVET KOMBTARE ARBRESHE )
Numero speciale 01| settembre2016 |

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Sommario / Prmbajtja

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Nascer UNIARB
I soliti clich impacchettati
Spazio al dialogo
Loperato di UNIARB
La questione della Lingua
Beni materiali e immateriali
La spiritualit bizantina
Trasparenza e democrazia
UNIARB: la rivoluzione di un
Consorzio di Associazioni
19 I settori / laboratori. Progetti
e forme di intervento
22 Appendice

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ESCLUSIVA:

Legge 15 dicembre 1999, n.482 e interrogazioni a risposte scritte

UNIARB
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Nascer a breve

UNIARB
Unione delle Associazioni Nazionali Arbreshe
(Bashkim i Shoqatavet Kombtare Arbreshe)
per la difesa della Lingua Arbreshe, delle tradizioni popolari
e del rito bizantino greco/arbresh in tutto il territorio nazionale
usando lAssociazione a seconda delle opportunit pi congeniali e favorevoli sul terreno politico.
A tal proposito, dal sito
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/27/linciucione-della-fondazione/173450/

r-.

abbiamo stralciato alcuni passi, per avere una visione generale sulle fondazioni e le associazioni di
esponenti politici in Italia.

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Cosa ci distingue dagli altri...

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NIARB una federazione apartitica, di


nome e di fatto.
Il modo di fare di altri non ci piace, non ci appartiene, perch evidenzia soprattutto faziosit, spirito
di bottega e sete di potere.
Nominare un politico a capo di una fondazione
culturale apartitica un controsenso, un conflitto
di interessi macroscopico che viola i principi fondamentali della democrazia sanciti dagli statuti di
associazioni e fondazioni culturali.
Per questo motivo, UNIARB, non avr mai alla sua
guida qualcuno che fa politica attiva, che possa incidere trasversalmente negli ambiti di competenza,

Oggigiorno vi sono ... decine, forse centinaia di fondazioni e associazioni politiche fiorite negli ultimi anni.
Una febbre che invade minacciosamente lItalia intera.
... Per essere un politico decente bisogna averne almeno
una Le polemiche e gli scandali degli ultimi mesi, per,
sono legati da un filo invisibile: le fondazioni e le associazioni di esponenti politici. Sulla scena politica degli
ultimi anni, con i partiti defilati, sono loro i protagonisti: Soggetti perfettamente trasversali, che non hanno
nemmeno pi bisogno di quello sgradevole inciampo
che sono gli elettori e gli iscritti I segreti del loro successo, per, sono altri: le fondazioni con le assemblee e i
convegni sono un formidabile centro di potere. Lobbies
allamatriciana, tanto diverse da quelle americane. E
continua ... Ma non somigliano neanche ai think tank
del resto del mondo, ai salotti del potere tipo Davos. Qui
non sono in gioco gli eventuali gettoni di presenza, ma
lappartenenza, linfluenza, le poltrone. Una merce invisibile e, per, preziosissima. Ma soprattutto, grazie a
una disciplina molto benevola, da questi soggetti passano
finanziamenti per la politica. Per questo in tanti si sono
buttati a pesce nello spiraglio lasciato aperto (apposta?)
dalla legge. Niente di illegale, quindi, ma le inchieste
rischiano di scoperchiare il pentolone Ormai tanti
esponenti politici o aspiranti tali comunicano attraverso editoriali di fondazioni e associazioni.
da Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2011
articolo di Ferruccio Sansaqualcattiva, h

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I soliti clich,
bene impacchettati e
pronti alluso

NIARB contro chi sbandiera con puntuale scadenza, e in prossimit di elezioni, i


soliti clich, bene impacchettati e pronti alluso,
per la salvezza dellArbria (peraltro, tutti falliti!).
Schieramenti partitici che sono serviti a pi
persone di sistemarsi a dovere con laute pensioni, agevolazioni e quantaltro.
UNIARB non vi proporr mai un prontuario
di figure retoriche gi belle pronte e impacchettate, che si credono portavoci di verit assolute, capaci di manipolare a loro piacimento
le informazioni, separando la verit oggettiva
dalla verit funzionale ai sistemi di controllo e
condizionamento.
UNIARB vuole vivere unArbria trasparente,
in maniera spontanea, depurata della trappola
dellodio politico.
Questa depurazione porta a farsi liberamente
una propria opinione sui valori dellArbria,
sulle sue difficili sfide, ma anche sulle sue
meravigliose opportunit.
C chi crede che solo attraverso schieramenti
partitici possa esserci la salvezza dellArbria.

Non lasciate che


altri vivano quello che
gi successo con la
legge 482/99!

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E un bene, per l'Arbria, e di Uniarb in particolare,


non rimanere coinvolti in scelte di schieramento partitico,
ma promuovere tra gli Arbresh una sensibilit
sui valori morali in gioco sul fronte delle scelte
legislative e amministrative

Spazio al dialogo nella cultura contemporanea


In un periodo delicato per il mantenimento inalterato dellidentit
originaria, vogliamo costruire, dialogare e comunicare con le parole, con
i suoni, con le emozioni della lingua arbreshe.
Lazione di UNIARB, specie dopo la costituzione di altri organismi
similari, sar la via del dialogo, della convivenza pacifica fra gli Arbresh e della reciproca tolleranza e comprensione.
Siamo per il rispetto e il fare altrui, ma lasciate che gli altri vivano le
mille emozioni dellArbria con il suo patrimonio inestimabile di lingua, tradizioni, scrigno della memoria, dove ancora riecheggia lantica
lingua, custode di segreti e di emozioni. Una lingua antica che porta indietro nel tempo.
Lasciate che la gente comune continui a parlare e sognare in arbrisht,
la lingua dei nostri padri, la lingua di ogni giorno, la lingua dei sogni
con il suo suono antico e fiero, e con la voce dei sogni continuare a raccontare la fiaba dellArbria.
Siamo contro chi vuole manipolare le vite quotidiane, gli atteggiamenti mentali e sociali della gente comune, rinunciando, cos, a un sistema di
credenze e di valori universalmente riconosciuti e gelosamente custoditi
dagli Arbresh da oltre cinque secoli e mezzo.
Ecco perch, dei politici nostrani a senso unico, abbiamo piene le
tasche!
Una rosa rossa non egoista perch vuole essere una rosa rossa. Sarebbe orribilmente egoista se volesse che i fiori del giardino fossero tutti rossi!.
(Oscar Wilde)

UNIARB vuole comunicare lArbria


non soltanto con la parte razionale, ma soprattutto con
lintelligenza emotiva e con il cuore

Questa profonda consapevolezza dar a noi tutti la forza e il coraggio di


andare avanti, di amare lArbria e di sentirci veramente liberi, in pace con
noi stessi e in piena armonia con gli altri.
Liberi di parlare in arbresh e di tramandare agli altri il gusto di parlarlo
e scriverlo.
Le mille emozioni dellArbria ci metteranno in relazione con gli altri e
costituiranno una forma di comunicazione sincera e diretta con laltro.
Siamo sicuri che in questo modo otterremo buoni risultati in termini di approvazione sociale e consenso, e insieme a voi costruiremo qualcosa di molto
importante!

In tale direzione, loperato di UNIARB sar fondamentalmente incentrato


e focalizzato su alcuni punti ben precisi:

1. La difesa della lingua arbreshe a tutti i livelli: dal


parlato allo scritto;
2. La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio
culturale immateriale;
3. Il riconoscimento dei valori religiosi comuni della
tradizione bizantina greco-arbreshe.
Il contributo che si vuole dare, con la parola e con gli scritti, la crescita di
sensibilit e di impegno concreto per costruire in Arbria e nella comunit
civile, rapporti di pace e di giustizia, sperando che altri riconoscano ed apprezzino questo nostro contributo.

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1. La questione della Lingua


La forma linguistica che vuole salvaguardare UNIARB
Sappiamo che da un p di anni llite politica e culturale giunta al potere,
con unoperazione ideologica dallalto verso il basso, legata allesercizio
del potere politico, culturale e sociale, ha imposto ladozione, nelle comunit arbreshe, della lingua standard dellAlbania, somministrata a
Scuola, negli Sportelli Linguistici e relativi supporti cartacei, sui Manifesti, come se fosse una medicina salva-vita, da assumere passivamente.
Sappiamo che la lingua arbreshe differisce dallodierno albanese
dAlbania, perch 5 secoli e mezzo sono stati capaci di fare danni - su
ambedue le sponde dellAdriatico -, sia al lessico che alla grammatica di
ambedue questi rami della medesima Lingua. Tanto da rendere lalbanese
dAlbania difficilmente comprensibile ai bambini delle scuole primarie
dei paesi albanofoni dItalia, e avulso e impraticabile negli Sportelli Linguistici dei paesi succitati. Per purtroppo questa imposizione della lingua dAlbania c stata, dal 2000 in qua, da parte di accademici interessati, usando, senza giustificazione, i fondi destinati, dalla legge n. 482 del
1999, ad altri utenti: agli Arbresh e alle loro Parlate locali.
Oltretutto la comunicazione dello standard albanese dAlbania non avviene con i gesti, i suoni, le emozioni e le parole della lingua arbreshe, dove
esiste gi unimpalcatura su cui il genitore e il suo bambino costruiscono un
dialogo attraverso corpo, voce e mente.
Come pu, poi, lodierno albanese standard dAlbania essere
considerata lingua madre dellarbrisht, che si parla in Italia dalle
comunit arbreshe, da quasi sei secoli?
Lalbanese parlato dalle comunit albanofone, oggi in Italia, per la sua antichit, non pu trovare, quindi, nel recente albanese standard dAlbania
la sua lingua madre, ma solo essere messo in relazione ad esso come ad
unaltra variante linguistica regionale.
Larticolo 4 comma 1 della legge suddetta recita anche: Nelle scuole
materne dei comuni di cui allarticolo 3, leducazione linguistica prevede,
accanto alluso della lingua italiana, anche luso della lingua di minoranza
per lo svolgimento delle attivit educative. Nelle scuole elementari e nelle
scuole secondarie di primo grado previsto luso anche della lingua della
minoranza come strumento di insegnamento.

Purtroppo, ancora oggi, nonostante il legislatore si sia espresso in


merito, in modo chiaro ed inequivocabile, per via delle debolezze del
basso (della gente comune), continua la dichiarazione della superiorit della lingua standard albanese dAlbania.
(E io pago!...)
Parlamentari nostrani a cui paghiamo vita natural durante, lassegno
mensile per la pensione cinque volte pi alta, rispetto a quello di un normale impiegato o operaio, e altri ricchi vitalizi elargiti fino a qualche anno
fa.
Rabbia, tanta tanta tanta, non basta dire indignazione perch qualcosa
cos forte che ti prende lo stomaco, fino ad odiare questa casta.
E pensare che sono esseri umani, come noi che siamo dallaltra parte
Se poi pensiamo che sono arbresh come me anche loro, mi fa quasi
piangere dalla sofferenza.
Una vergogna! uno schiaffo doppio: a chi lavora una vita e non riceve
nulla, agli arbresh traditi e dimenticati! E come se non bastasse, tolta
pure la lingua!
Gli errori avvenuti nel passato si ripetono, purtroppo, anche oggi,
quando alcuni personaggi vi invitano a formare la vostra opinione con
informazioni manipolate in base a quello che loro ritengono sia giusto o
sbagliato. La legge 482/99 un esempio lampante della mancanza di volont politica, dei nostri governanti e accademici locali, nel voler accettare lArbrisht quale forma linguistica da adottare nelle varie comunit
di minoranza storica Arbreshe, da secoli radicate in Italia, quale mezzo
dinsegnamento ai bambini e quale mezzo espressivo sia a livello di Sportello Linguistico che di scrittura corrente.
Ci hanno fatto credere - prima dellInterrogazione con risposta scritta
4-05982 presentata dallOn.le RENATO CAMBURSANO il 3.02.2010, nella
seduta della Camera n. 277 - che lunica lingua da adottare, in ambito arbresh, fosse lalbanese dAlbania.
Chi nella suddetta legge il termine albanese, lo traduceca come albanese dAlbania (e non come albanese usato dalla Minoranza Storica Arbreshe, cio parlate locali in uso) era libero di insegnare (e far insegnare
e usare) a maestri, professori e sportellisti nei rispettivi ambiti. Rovinando
linguisticamente l dove gi cerano macerie secolari.
E per nobile tellurica impresa, le autorit politiche e accademiche al

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potere erano libere di usare i fondi messi a disposizione dalla legge 482/99 cio
degli Arbresh!
Vergognoso!
Eccezion fatta per qualche regione lungimirante, soprattutto in Calabria,
hanno costretto persino le amministrazioni pubbliche, Scuole e Sportelli
Linguistici comunali, di fare riferimento allodierna lingua standard albanese
dAlbania.
Come se, chi osasse scrivere nella parlata arbreshe di Plataci, di San
Demetrio Corone, di Frascineto, di Cerzeto etc., commettesse un gesto di
lesa maest!
Se il legislatore non avesse fatto chiarezza in merito allerronea dicitura albanese (inserita volutamente dai nostri politicanti arbresh!) che creava confusione nellindividuazione della lingua oggetto di tutela, chiss per quanti decenni
ancora, avremmo continuato a ingoiare il rospo della necessit di adottare nelle
comunit arbreshe la lingua standard dellAlbania! Essere costretti a sopportare
qualcosa di cos assurdo stato molto sgradevole e umiliante per tutta lArbria!
Un vero fallimento, quindi, della legge 482/99 e della sua interpretazione
pro domo sua, veicolata da politici e accademici nostrani, esperti nella comunicazione virale.

Le implicazioni dellidentit linguistica o dellidentificazione


per mezzo della lingua
Ogni Associazione aderente ad UNIARB, si adoperer per sanare le
criticit della Lingua Arbreshe del proprio territorio
LArbresh deve parlare in arbresh e deve scrivere in arbresh: deve riprendere in mano, e dirigere, le sue Famiglie, i suoi Comuni, le proprie Scuole, i suoi
Sportelli Linguistici; la Legge Nazionale 482 e quelle regionali sulle Minoranze.
LArbresh deve tornare ad essere Arbresh. E poi deve creare Lavoro per i
suoi figli, con ci che ogni paese ha: cultura, usi, tradizioni artigianali; bellezze
naturali, ambientali, artistiche... (Jeta Arbreshe, nr. 81, 2016, p. 3).
LArbria ha diritto di esistere in quanto ha una individualit geografica,
storica, culturale, morale, di tradizione, di pensiero, letteraria ed artistica.
Queste sono le basi della sua identit che si condensano in una sua anima territoriale; e lanima, questo misto di sentimento e di razionalit, riflette i dati
esterni, naturali e sociali, nonch le reazioni che suscitano, la riflessione e il
sentimento.

LArbria diventa cos un fatto anzitutto spirituale. Come si esprime meglio


la spiritualit, il non visibile, linteriorizzato, il mentale, se non attraverso la
lingua?
Cos e qual la lingua alla quale possiamo assegnare un valore simbolico,
superiore ed unificante, dal momento che lestensione della lingua arbreshe
corrisponde a pi aree geografiche e non comunque ad un punto geografico,
ma nemmeno ad un solo ceto sociale?
Ci si trova dinnanzi alla necessit di dover decidere intorno alla questione
della lingua identitaria arbreshe, se tale lingua , o deve essere, unica e monolitica oppure se pu essere considerato anche laspetto variazionistico del linguaggio spontaneo della gente comune e delle famiglie. Oppure dare priorit
al primato identificante della lingua, riconosciuto ed inculcato come tale soprattutto dalle lites, nel suo processo di alfabetizzazione.
Noi pensiamo che lArberia, affinch continui ad avere una sua anima territoriale e identitaria localistica. Affinch la comunit di riferimento si riconosca,
bisogna favorire il pi possibile questa variet linguistica, e la adotti a sua volta
come rappresentativa, come daltronde ha sempre fatto in oltre cinque secoli di
permanenza in Italia. Queste sono le basi della sua identit che si condensano
in una sua anima territoriale.
In questo modo, la comunit di riferimento rimane unita e la lingua locale,
potr essere veicolata, soprattutto alle nuove generazioni, al fine della sua salvaguardia.
In un momento successivo, o da parte di chi vuole migliorare il proprio bagaglio linguistico locale con altri apporti arbresh e con studi approfonditi, o per
esigenze di scrittura arbreshe che arrivi a un pubblico di lettori arbresh pi
vasto e variegato, si user un mezzo linguistico pi culturale, pi adulto se
vogliamo. Ma sempre dentro i confini della Lingua Arbreshe.
LArbresh chiamato ad essere Arbresh, dalla lingua alle danze.
LAlbania ci preferisce cos: autentici e reali.
LEuropa ci difende, ma solo se siamo vera minoranza storica !
La Lingua dAlbania, invece, la si insegni e la si apprenda nelle
Sedi Universitarie apposite. Alla gente comune arbreshe non serve,
per vivere la loro quotidiana arbreshit!

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2. Beni materiali e patrimonio culturale immateriale


della tradizione
ti, di suoni, di danze
Esiste un mondo di sguardi, di ges
secoli, accompagnando la
che si tramandato nel corso dei
nno preceduto, nutrendosi
fatica delle generazioni che ci ha
delle tristezze dei nostri
e caratterizzandosi delle gioie e
antenati.
ato larrivo della priEsistono canti che hanno annunci
ina, testimoniato la dura
mavera, ritmato il rito della sem
monio di musiche popovita di campagna. Esiste un patri
ci hanno regalato con un
lari che, quanti vissero in Arberia,
o di un vecchio che, racatto damore, proprio come quell
i di vita vissuta, lo accontando ad un bimbo favole e fatt
ndo.
compagna allincontro con il mo
dendosi. Negli ultimi
Questo tesoro va purtroppo per
zione hanno promosso
decenni nuovi mezzi di comunica
ali; altre musiche ed altre
nuovi contenuti e modelli cultur
suggestive, hanno sostidanze, magari altrettanto belle e
dizione secolare.
tuito nella nostra memoria una tra
motiva ad un incontro
V per qualcosa daltro che ci
tonia che proviamo con
con questo mondo: la naturale sin
nostra gente; il sentirci
gli sguardi, i gesti, i suoni della
unit arbresh, interparte della storia delle nostre com
di queste comunit.
locutori privilegiati della memoria
delle vite di generazioni
Tanto riusciamo a scorgere i sensi
stre vite, sentono vivo, il
che ci hanno preceduto, tanto le no
accompagnava lArberia
patrimonio di melodie e ritmi che
dalla culla alla morte.

E la lingua viva che riunisce tutti i fili della nostra storia; e ora, come secoli fa, ci
rende archivisti del nostro passato, protagonisti del nostro presente, responsabili
del nostro futuro.
UNIARB vuole promuovere azioni di salvaguardia del patrimonio culturale intangibile, delle tradizioni orali e il linguaggio, delle arti dello spettacolo, delle consuetudini sociali, gli eventi rituali, festivi e cerimoniali, le concezioni e le pratiche
relative alluniverso e alla natura, fino ai saperi e le tecniche artigiane.

Servendoci della lingua viva, delle parlate arbreshe locali. Registrazione,


trascrizione, pubblicazione. Tre fasi molto importanti. Da affrontare subito, l
dove il patrimonio linguistico pi sfilacciato.
Si vuole avviare un programma strategico in favore dellimmenso patrimonio delle
tradizioni arbreshe, al fine di affermare la centralit di tale patrimonio nella storia di
oltre cinque secoli e mezzo dellArberia e di rafforzare i sentimenti di riconoscimento
simbolico per tale patrimonio anche attraverso forme di larga visibilit e di diffusa
sensibilizzazione.
E portare allattenzione delle Istituzioni questo patrimonio ha valore solo se veicolizzato dalla sua forma linguistica arbreshe, che certifica leffettiva esistenza in
vita della Minoranza stessa.
E ancora, favorire la crescita della sua conoscenza, attraverso un rafforzamento
degli studi, delle ricerche e del dibattito scientifico e al contempo affiancarsi al
vasto movimento che punta a valorizzare i patrimoni immateriali dei popoli.
E iniziare a responsabilizzare relatori e uditorio dei Convegni, anche se scientifici. Abituarsi a parlare in arbresh: il vero fiore allocchiello identitario per un
albanofono.
Proprio per raggiungere tali finalit, UNIARB ritiene strategicamente opportuno il ruolo di raccordo con il mondo delle Associazioni, che tanta parte rappresentano in questambito. Altrettanto importante sar il consolidamento della
rete istituzionale con la Commissione Nazionale italiana per lUNESCO e le
Amministrazioni locali, con lAccademia delle Scienze dAlbania e del Kossovo,
nella convinzione che solo un approccio sinergico sar in grado di dare dei frutti.
Lazione di UNIARB si esplicher nella sua volont e nel suo sforzo di implementare politiche efficaci di salvaguardia e promozione del patrimonio intangibile delle comunit arbreshe. Un patrimonio che pu e deve diventare anche una
risorsa.
La salvaguardia del prezioso patrimonio storico dellArbria, in un momento in
cui le Istituzioni locali sono fortemente responsabili di una mancata trasmissione di
certezze e di valori, acquista un significato profondo che ci d stimoli a ben operare
per il futuro.
In campo storico, urgente attraverso ricerche archivistiche e bibliotecarie
scrivere la storia dei paesi arbresh. La lingua gi certifica lorigine, vero, per le
vicende storiche completano e spiegano tante altre cose.
Non diffusa a livello locale, per esempio, lidea che sia necessario far qualcosa per salvare e valorizzare il canto tradizionale, e loralit in generale, per
trasmetterle alle future generazioni.
Lomogeneit sociale, culturale ed etnica degli Arbresh dItalia con lAlbania,
la nostra madre patria, si esprime con una comune radice, proprio attraverso i canti
con repertori vocali, legati a specifici momenti rituali, quali il matrimonio, le feste
religiose, i canti epici e leggendari del periodo pasquale, che hanno una specificit

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unica non soltanto per lemissione della voce, ma soprattutto per la prevalenza
della polifonia, a due, tre e quattro parti, che richiamano la ricca cultura polifonica che caratterizza lAlbania del sud, conosciuta come isopolifonia.
In questo contesto lIso-polifonia albanese entrata nella lista dei Capolavori
del Patrimonio Orale e Intangibile dellUmanit il 25 novembre del 2005, unendosi cos alle altre ricchezze della cultura albanese gi protette dallUNESCO.
Limportante riconoscimento che viene fatto allIso-polifonia albanese a livello
mondiale, mira a facilitare la salvaguardia di questa forma musicale straordinariamente interessante e unica nel suo genere per la multi-tradizione vocale che
possiede, concentrandosi in particolare modo sulla sua divulgazione e trasmissione alle nuove generazioni, per mantenerla viva.
LIso-polifonia Tosk si pu rintracciare anche nellItalia del sud, dove vivono gli Arbresh, che lasciarono lAlbania a iniziare dal XV secolo, a causa
dellinvasione turca.
Tutte le aree linguistiche dellArbria hanno un variegato repertorio di espressioni polivocali, che prendono denominazioni diverse in riferimento alla
localit geografica e alle modalit esecutive, e fanno supporre lesistenza di
antichi substrati.
La componente linguistica resta il mezzo per eccellenza per capire, trascrivere, tradurre. Nel ricevere e nel dare. Nelleterno lavoro di cinghie di trasmissione delle generazioni.

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Iso-polifonia albanese dAlbania

' ' 1 I lu

Iso-polifonia delle comunit arbreshe

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3. La tradizione religiosa e le esigenze spirituali


degli italo-albanesi
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- =

I valori spirituali e umani della minoranza storica albanese dItalia sono


ancora oggi conservati.
La tradizione bizantina non soltanto stata conservata, ma anche incarnata
nella cultura del luogo con il risultato della creazione di una tradizione locale,
con ladattamento del typikn comune bizantino, in aspetti liturgici (paraliturgie, canto, ecc.) e disciplinari, di cui rimangono tuttora tracce consistenti.
Il legame alla tradizione testimoniato dalla presenza in molte comunit
soprattutto quelle in cui presente il clero arbresh dei tratti distintivi della
loro cultura. evidente il ruolo culturale che ha avuto la chiesa nel corso di
cinque secoli e mezzo, per la conservazione della lingua e dellidentit arbresh.
LEparchia di Lungro, con tutti i paesi arbresh che la compongono, costituisce una mirabile e gloriosa corona che onora i secoli della nostra emigrazione e della nostra storia in terra italiana. Tanti papas illustri della nostra
Eparchia hanno trasmesso questi grandi valori anche nel campo letterario,
artistico, culturale, sociale e politico.
Una Chiesa viva che nel corso dei secoli stata un baluardo ed una difesa
per la fede cristiana, la lingua, la cultura albanese attraverso il mantenimento
costante del rito bizantino greco-arbresh e portatori di una civilt arbreshe,
che trasmette messaggi e valori di ecumenismo, fratellanza, amicizia.
La presenza della lingua Arbreshe allinterno delle Chiese Bizantine di
tipo strutturale: cio non si esaurisce con le Kalimere, ma presente in tutte
le ufficiature liturgiche del rito stesso, durante tutto il ciclo dellanno. Una
scelta puntuale del vescovo Stamati, a pochi anni dal Concilio Vaticano II,
confermata dal Sinodo di Lungro e dallIntersinodo di Grottaferrata, e puntualmente vieppi confermata dallattuale eparca Donato Oliverio.
Come giustamente si legge nelleditoriale di Jeta Arbereshe (nr. 81, 2016, p.
3), LEparchia di Lungro, fra poco tempo (2019), compir 100 anni. Dopo
lIntersinodo di Grottaferrata, molte sono le attese e le speranze. () E la
Purezza del Rito - come sostiene lEparca Donato - deve camminare mano
nella-mano con le Lingue Liturgiche: lArbreshe e la Greca. Tertium non datur. AllArbria occorrono due polmoni: la Lingua Arbreshe e il Rito Bizantino, impastate ben bene luna con laltro. Cos siamo venuti dallAlbania, cos
ci trover il Sesto Secolo, in diaspora. Eroi.

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Bolla Catholici fideles greci ritus del 13 febbraio 1919

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Trasparenza e democrazia al servizio


delle Associazioni e dellArbria

UNIARB

La rivoluzione di un Consorzio di Associazioni


Arbresh che guarda al futuro
La struttura, l'organizzazione e i servizi

LAssociazione Consortile UN
IARB sar protagonista in Arbria di importanti
scelte per la salvaguardia
dello straordinario patrimoni
o ancora oggi custodito
dagli Arbresh.
I partner dei progetti di coop
erazione, oltre alle Associazioni consorziate in Arb
ria, saranno scelti in Albania (dove ha sede unAssoc
iazione consorziata con
UNIARB) ed eventualmente an
che in Kosova.
Altri partner si sono aggiunt
i in questo periodo per
sostenere i progetti: associa
zioni con sedi a Milano,
Roma, San Marzano, Piana
degli Albanesi, Grottaferrata, Casalvecchio di Puglia,
in Svizzera, Francia, Argentina e in Canad.
I progetti saranno portati avan
ti anche in stretta collaborazione con i partner loca
li.
Un progetto nellambito dei
Partenariati strategici
per un impatto sugli individu
i coinvolti e sulle Associazioni con proposte di qual
it che meglio risponda
agli obiettivi e alle esigenze
della tipologia di partenariato per sviluppare un pr
ogetto in unottica transsettoriale.
Un progetto, quindi, coerent
e con gli obiettivi di
UNIARB e le finalit UE e de
llUNESCO che coinvolge
anche altri partner per diffo
ndere e salvaguardare la
lingua arbreshe, le tradizioni
popolari e la spiritualit
bizantina.
UNIARB nominer a breve sc
adenza due personalit
che cureranno i rapporti cultu
rali, diplomatici e politici
con lAlbania e il Kossovo, no
nch con le rispettive Ambasciate in Italia.

UNIARB, nasce come aggregazione orizzontale e non verticistica


Per una democrazia partecipativa e per ladozione delle relative decisioni si passa da un modello di associazione culturale verticistica ad uno orizzontale.
Il Presidente di UNIARB si spoglier di potere decisionale unilaterale per assumere un ruolo di coordinamento, di indirizzo, di sostegno e di promozione delle
sensibilit espresse dai laboratori / settori.

UNIARB strutturata in modo tale che ogni


associazione arbreshe consorziata sia diretta protagonista.
Come?
Per un nuovo approccio alle decisioni ed al fare, abbiamo pensato di predisporre quattro settori / laboratori tematici, coordinati dalla figura del dirigente e
dal presidente di UNIARB.
Per ogni settore / laboratorio verr nominato, quindi, un dirigente in possesso
dei requisiti previsti.
Allinterno di ogni settore saranno inserite le associazioni culturali specifiche
che insieme al dirigente decideranno il progetto da portare avanti con potere decisionale.
Il dirigente si riunisce con le associazioni del settore per decidere il progetto /
progetti da inserire nel piano annuale.
Approvati i progetti dal settore di competenza, su indicazione dei vari dirigenti,
il presidente di UNIARB approva i progetti che saranno consegnati ai tecnici per
la redazione tecnico-illutrativa.

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Ogni settore di UNIARB ha un referente tecnico specialistico,


che seguir dallinizio alla fine, la fase progettuale
e liter burocratico fino al finanziamento
Il progetto culturale/gestionale con la redazione tecnico-illutrativa, secondo la
tipologia e il settore, sar predisposto da nr. 2 tecnici competenti che seguiranno
le diverse fasi del progetto dallinizio alla fine, come un insieme di azioni ben definite, fino al finanziamento.
Lindividuazione dei collaboratori tecnici per la redazione dei progetti settoriali
saranno resi noti non appena UNIARB avr formalizzato la costituzione del Consorzio con regolare atto notarile. Saranno nominati, altres, i consulenti per la
gestione legale, fiscale e amministrativa di UNIARB.
Per ogni settore/laboratorio sar nominato un responsabile unico per gli scritti di
Lingua Arbreshe

Novit assoluta, sar la ripartizione degli incentivi per i


progetti specifici, divisa in parti uguali fra tutti
gli appartenenti al settore di competenza
Quali sono i settori/laboratori specifici individuati?
Quattro i settori/laboratori individuati:

1. SETTORE DELLE ATTIVITA ESPRESSIVE


2. SETTORE DEI BENI MATERIALI E PATRIMONIO
CULTURALE IMMATERIALE DELLA TRADIZIONE
3. SETTORE DELLA SPIRITUALITA BIZANTINA
4. SETTORE MEDIA PLANNING
E COMUNICAZIONE
Per ogni settore/laboratorio verr nominato, allinterno delle Associazioni consorziate, un responsabile in possesso dei requisiti previsti.

Forme di intervento per la predisposizione di progetti


nei vari settori / laboratori

1. SETTORE / LABORATORIO DELLE ATTIVITA ESPRESSIVE


- Editoria e didattica della Lingua Arbreshe;
- Teatro popolare in Lingua Arbreshe;
- Seminari/Laboratori permanenti di teatro popolare arbresh per la scuola primaria;
- Produzione di giochi didattici in Lingua Arbreshe online e risorse multidisciplinari per la Lim;
- La poesia della tradizione e della cultura arbreshe;
- Premio letterario nazionale per poesie e racconti arbresh;
- Sostegno ai periodici arbresh, cartacei ed online;
- Attivit espressive manuali: il telaio casalingo;
- Aspetti espressivi, comunicativi, linguistici ed operativi introdotti dalle tecnologie digitali;
- Pubblicazioni editoriali di libri, riviste, dizionari, cataloghi, CD-Rom, video cor
si, video libri, produzioni video in genere, ebook, dedicati esclusivamente alla
cultura arbreshe;
- Convegni e seminari, nazionali e internazionali, in lingua arbreshe, sulle problematiche linguistiche arbreshe.

2. SETTORE / LABORATORIO DEI BENI MATERIALI E PATRIMONIO


CULTURALE IMMATERIALE DELLA TRADIZIONE
- Seminari/laboratori permanenti sulla cucitura dellabbigliamento tradizionale;
- Seminari/laboratori permanenti sulla cucina tipica arbreshe;
- Organizzazione di eventi, convegni, fiere e workshop;
- Arte popolare e mostre;
- Gioco e giocattoli nella tradizione popolare arbreshe;
- Sostegno ai gruppi folk arbresh;
- Eventi annuali di gruppi folk e cantori arbresh;
- Eventi delle Pro-Loco in ambito folklorico;
- Evento permanente: Il Fanciullo e il Folklore Arbresh;

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- Seminari/laboratori di danza, canto tradizionale e strumenti della musica;


- Convegni e seminari, nazionali e internazionali di etnomusicologia;
- Archivio etnofonico dei repertori culturali delle comunit arbreshe;
- Cantanti e compositori arbresh;
- Museo online dei beni materiali e del patrimonio immateriale della tradizione
arbreshe;
- Accademia della cucina tipica arbreshe;
- Beni architettonici e urbanistici tradizionali: la tutela;
- Pubblicazioni editoriali di libri, riviste, dizionari, cataloghi CD-Rom, video
corsi, video libri, produzioni video in genere, ebook, dedicati esclusivamente
alla cultura tradizionale arbreshe.

3. SETTORE / LABORATORIO DELLA SPIRITUALITA BIZANTINA


- Seminari/laboratori delliconografia sacra;
- Seminari/laboratori del canto liturgico bizantino greco-albanese;
- Sostegno ai gruppi polifonici di rito bizantino greco-albanese;
- Archivio dei repertori etnofonici di canti bizantini delle comunit arbreshe;
- Realizzazione di concerti di musica e canti sacri di origine bizantina;
- Sostegno a musei diocesani di rito bizantino;
- Conservazione digitale dei Registri Parrocchiali delle comunit arbresh;
- Archivio storico delle comunit arbreshe;
- Archivio della cultura materiale;
- Ricerche sul campo dei riti della Settimana Santa e dei cicli dellanno liturgico;
- Pubblicazioni editoriali di libri, riviste, dizionari, cataloghi CD-Rom, video
corsi, video libri, produzioni video in genere, ebook, dedicati esclusivamente
al rito bizantino greco-arbresh;
- Mostre sullArte Sacra Bizantina;
- Eventi annuali.

4. SETTORE / LABORATORIO MEDIA PLANNING E


COMUNICAZIONE
- Rapporti culturali, diplomatici e politici con lAlbania e con la Kosova,
nonch con le relative Ambasciate in Italia;
- Sostegno ai siti web associati e notiziari online;
- Scrittura e pubblicazione di siti web e blog;
- Casa Editrice online per le Associazioni consorziate;

- Portale della casa editrice multimediale UNIARB;


- Sostegno per emittenti tv e radio locali arbresh consorziate;
- Strategia e sviluppo creativo per lattuazione di tutti i progetti;
- Realizzazione dei piani strategici di marketing;
- Produzione di video-clip per gli eventi di UNIARB e per le Associazioni
consorziate impegnate in progetti a sostegno della lingua arbreshe;
- Registrazione audio/video di conferenze ed eventi di UNIARB;
- Produzione audiovisiva e cinematografica incentrata sulla vita e sulla cultura
tradizionale arbreshe;
- Archivio visivo di conservazione dei documenti raccolti (Video-filmoteca; diafototeca; documenti sonori).
N.B.
1. Per la progettualit dei settori 2/3/4, ci sar senzaltro bisogno di un esperto
di lingua arbreshe per illustrare, in toto o in parte, la progettualit stessa nella
lingua della minoranza. Si far quindi ricorso al settore 1, e ad unapposita Associazione. Questa, quindi, entrer a far parte della stessa progettualit settoriale, in
caso di finanziamento, nella misura indicata dalla presidenza.
2. Per la progettualit dei settori 1/2/3, ci sar senzaltro bisogno di un esperto
di Laboratorio media planning e comunicazione, per veicolare la progettualit
stessa secondo precisi criteri mediatici. Si far quindi ricorso al settore 4, e ad
unAssociazione abilitata in questo. Questa, quindi, entrer a far parte della stessa
progettualit settoriale, in caso di finanziamento, nella misura indicata dalla presidenza.

Questa in estrema sintesi, la strategia di UNIARB per la difesa


della lingua arbreshe, delle tradizioni popolari e del rito
bizantino greco/arbresh.
Tutto il contenuto del presente comunicato, per quanto concerne
la struttura e lorganizzazione, nonch la tipologia di interventi per la
predisposizione di progetti, sar inserito nello Statuto
ufficiale del Consorzio UNIARB.
Altre tipologie di intervento potranno essere suggerite dalle
Associazioni consorziate, nella bozza dello Statuto
che invieremo prossimamente.
Per le Associazioni consorziate ad UNIARB sar una esperienza
irripetibile di democrazia partecipativa!

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Appendice
Legge 15 Dicembre 1999, n. 482
Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 20 dicembre 1999
________________________________________
Art. 1.
1. La lingua ufficiale della Repubblica litaliano.
2. La Repubblica, che valorizza il patrimonio linguistico e culturale della lingua italiana, promuove altres la valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla presente legge.
Art. 2.
1. In attuazione dellarticolo 6 della Costituzione e in armonia con i princpi generali stabiliti
dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il
franco-provenzale, il friulano, il ladino, loccitano e il sardo.
Art. 3.
1. La delimitazione dellambito territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di
tutela delle minoranze linguistiche storiche previste dalla presente legge adottata dal consiglio
provinciale, sentiti i comuni interessati, su richiesta di almeno il quindici per cento dei cittadini
iscritti nelle liste elettorali e residenti nei comuni stessi, ovvero di un terzo dei consiglieri comunali dei medesimi comuni.
2. Nel caso in cui non sussista alcuna delle due condizioni di cui al comma 1 e qualora sul
territorio comunale insista comunque una minoranza linguistica ricompresa nellelenco di cui
allarticolo 2, il procedimento inizia qualora si pronunci fa vorevolmente la popolazione residente, attraverso apposita consultazione promossa dai soggetti aventi titolo e con le modalit
previste dai rispettivi statuti e regolamenti comunali.
3. Quando le minoranze linguistiche di cui allarticolo 2 si trovano distribuite su territori provinciali o regionali diversi, esse possono costituire organismi di coordinamento e di proposta, che
gli enti locali interessati hanno facolt di riconoscere.
Art. 4.
1. Nelle scuole materne dei comuni di cui allarticolo 3, leducazione linguistica prevede, accanto alluso della lingua italiana, anche luso della lingua della minoranza per lo svolgimento
delle attivit educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado previsto luso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento.
2. Le istituzioni scolastiche elementari e secondarie di primo grado, in conformit a quanto
previsto dallarticolo 3, comma 1, della presente legge, nellesercizio dellautonomia organizzativa
e didattica di cui allarticolo 21, commi 8 e 9, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nei limiti dellorario
curriculare complessivo definito a livello nazionale e nel rispetto dei complessivi obblighi di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi, al fine di assicurare lapprendimento della lingua
della minoranza, deliberano, anche sulla base delle richieste dei genitori degli alunni, le modalit
di svolgimento delle attivit di insegnamento della lingua e delle tradizioni culturali delle comunit locali, stabilendone i tempi e le metodologie, nonch stabilendo i criteri di valutazione degli
alunni e le modalit di impiego di docenti qualificati.
3. Le medesime istituzioni scolastiche di cui al comma 2, ai sensi dellarticolo 21, comma 10,
della legge 15 marzo 1997, n. 59, sia singolarmente sia in forma associata, possono realizzare
ampliamenti dellofferta formativa in favore degli adulti. Nellesercizio dellautonomia di ricerca,
sperimentazione e sviluppo, di cui al citato articolo 21, comma 10, le istituzioni scolastiche adottano, anche attraverso forme associate, iniziative nel campo dello studio delle lingue e delle tra-

dizioni culturali degli appartenenti ad una minoranza linguistica riconosciuta ai sensi degli articoli 2
e 3 della presente legge e perseguono attivit di formazione e aggiornamento degli insegnanti addetti
alle medesime discipline. A tale scopo le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni ai sensi
dellarticolo 21, comma 12, della citata legge n. 59 del 1997.
4. Le iniziative previste dai commi 2 e 3 sono realizzate dalle medesime istituzioni scolastiche avvalendosi delle risorse umane a disposizione, della dotazione finanziaria attribuita ai sensi dellarticolo
21, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonch delle risorse aggiuntive reperibili con convenzioni, prevedendo tra le priorit stabilite dal medesimo comma 5 quelle di cui alla presente legge. Nella
ripartizione delle risorse di cui al citato comma 5 dellarticolo 21 della legge n. 59 del 1997, si tiene conto
delle priorit aggiuntive di cui al presente comma.
5. Al momento della preiscrizione i genitori comunicano alla istituzione scolastica interessata se
intendono avvalersi per i propri figli dellinsegnamento della lingua della minoranza.
Art. 5.
1. Il Ministro della pubblica istruzione, con propri decreti, indica i criteri generali per lattuazione
delle misure contenute nellarticolo 4 e pu promuovere e realizzare progetti nazionali e locali nel
campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali degli appartenenti ad una minoranza linguistica riconosciuta ai sensi degli articoli 2 e 3 della presente legge. Per la realizzazione dei progetti
autorizzata la spesa di lire 2 miliardi annue a decorrere dallanno 1999.
2. Gli schemi di decreto di cui al comma 1 sono trasmessi al Parlamento per lacquisizione del parere
delle competenti Commissioni permanenti, che possono esprimersi entro sessanta giorni.
Art. 6.
1. Ai sensi degli articoli 6 e 8 della legge 19 novembre 1990, n. 341, le universit delle regioni interessate, nellambito della loro autonomia e degli ordinari stanziamenti di bilancio, assumono ogni iniziativa, ivi compresa listituzione di corsi di lingua e cultura delle lingue di cui allarticolo 2, finalizzata ad
agevolare la ricerca scientifica e le attivit culturali e formative a sostegno delle finalit della presente
legge.
Art. 7.
1. Nei comuni di cui allarticolo 3, i membri dei consigli comunali e degli altri organi a struttura collegiale dellamministrazione possono usare, nellattivit degli organismi medesimi, la lingua ammessa
a tutela.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica altres ai consiglieri delle comunit montane, delle
province e delle regioni, i cui territori ricomprendano comuni nei quali riconosciuta la lingua ammessa a tutela, che complessivamente costituiscano almeno il 15 per cento della popolazione interessata.
3. Qualora uno o pi componenti degli organi collegiali di cui ai commi 1 e 2 dichiarino di non conoscere la lingua ammessa a tutela, deve essere garantita una immediata traduzione in lingua italiana.
4. Qualora gli atti destinati ad uso pubblico siano redatti nelle due lingue, producono effetti giuridici
solo gli atti e le deliberazioni redatti in lingua italiana.
Art. 8.
1. Nei comuni di cui allarticolo 3, il consiglio comunale pu provvedere, con oneri a carico del
bilancio del comune stesso, in mancanza di altre risorse disponibili a questo fine, alla pubblicazione
nella lingua ammessa a tutela di atti ufficiali dello Stato, delle regioni e degli enti locali nonch di enti
pubblici non territoriali, fermo restando il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua
italiana.
Art. 9.
1. Fatto salvo quanto previsto dallarticolo 7, nei comuni di cui allarticolo 3 consentito, negli uffici
delle amministrazioni pubbliche, luso orale e scritto della lingua ammessa a tutela. Dallapplicazione
del presente comma sono escluse le forze armate e le forze di polizia dello Stato.
2. Per rendere effettivo lesercizio delle facolt di cui al comma 1, le pubbliche amministrazioni
provvedono, anche attraverso convenzioni con altri enti, a garantire la presenza di personale che sia in

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grado di rispondere alle richieste del pubblico usando la lingua ammessa a tutela. A tal fine istituito,
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari regionali, un Fondo nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche con una dotazione finanziaria annua di lire 9.800.000.000
a decorrere dal 1999. Tali risorse, da considerare quale limite massimo di spesa, sono ripartite annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni interessate.
3. Nei procedimenti davanti al giudice di pace consentito luso della lingua ammessa a tutela. Restano ferme le disposizioni di cui allarticolo 109 del codice di procedura penale.
Art. 10.
1. Nei comuni di cui allarticolo 3, in aggiunta ai toponimi ufficiali, i consigli comunali possono deliberare ladozione di toponimi conformi alle tradizioni e agli usi locali.
Art. 11.
1. I cittadini che fanno parte di una minoranza linguistica riconosciuta ai sensi degli articoli 2 e 3 e
residenti nei comuni di cui al medesimo articolo 3, i cognomi o i nomi dei quali siano stati modificati
prima della data di entrata in vigore della presente legge o ai quali sia stato impedito in passato di
apporre il nome di battesimo nella lingua della minoranza, hanno diritto di ottenere, sulla base di adeguata documentazione, il ripristino degli stessi in forma originaria. Il ripristino del cognome ha effetto
anche per i discendenti degli interessati che non siano maggiorenni o che, se maggiorenni, abbiano
prestato il loro consenso.
2. Nei casi di cui al comma 1 la domanda deve indicare il nome o il cognome che si intende assumere ed presentata al sindaco del comune di residenza del richiedente, il quale provvede dufficio a
trasmetterla al prefetto, corredandola di un estratto dellatto di nascita. Il prefetto, qualora ricorrano i
presupposti previsti dal comma 1, emana il decreto di ripristino del nome o del cognome. Per i membri della stessa famiglia il prefetto pu provvedere con un unico decreto. Nel caso di reiezione della
domanda, il relativo provvedimento pu essere impugnato, entro trenta giorni dalla comunicazione,
con ricorso al Ministro di grazia e giustizia, che decide previo parere del Consiglio di Stato. Il procedimento esente da spese e deve essere concluso entro novanta giorni dalla richiesta.
3. Gli uffici dello stato civile dei comuni interessati provvedono alle annotazioni conseguenti
allattuazione delle disposizioni di cui al presente articolo. Tutti gli altri registri, tutti gli elenchi e ruoli
nominativi sono rettificati dufficio dal comune e dalle altre amministrazioni competenti.
Art. 12.
1. Nella convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la societ concessionaria del servizio
pubblico radiotelevisivo e nel conseguente contratto di servizio sono assicurate condizioni per la tutela
delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza.
2. Le regioni interessate possono altres stipulare apposite convenzioni con la societ concessionaria
del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni giornalistiche o programmi nelle lingue ammesse
a tutela, nellambito delle programmazioni radiofoniche e televisive regionali della medesima societ
concessionaria; per le stesse finalit le regioni possono stipulare appositi accordi con emittenti locali.
3. La tutela delle minoranze linguistiche nellambito del sistema delle comunicazioni di massa di
competenza dellAutorit per le garanzie nelle comunicazioni di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249,
fatte salve le funzioni di indirizzo della Commissione parlamentare per lindirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Art. 13.
1. Le regioni a statuto ordinario, nelle materie di loro competenza, adeguano la propria legislazione
ai princpi stabiliti dalla presente legge, fatte salve le disposizioni legislative regionali vigenti che prevedano condizioni pi favorevoli per le minoranze linguistiche.
Art. 14.
1. Nellambito delle proprie disponibilit di bilancio le regioni e le province in cui siano presenti
i gruppi linguistici di cui allarticolo 2 nonch i comuni ricompresi nelle suddette province possono
determinare, in base a criteri oggettivi, provvidenze per leditoria, per gli organi di stampa e per le

emittenti radiotelevisive a carattere privato che utilizzino una delle lingue ammesse a tutela, nonch
per le associazioni riconosciute e radicate nel territorio che abbiano come finalit la salvaguardia delle
minoranze linguistiche.
Art. 15.
1. Oltre a quanto previsto dagli articoli 5, comma 1, e 9, comma 2, le spese sostenute dagli enti locali
per lassolvimento degli obblighi derivanti dalla presente legge sono poste a carico del bilancio statale
entro il limite massimo complessivo annuo di lire 8.700.000.000 a decorrere dal 1999.
2. Liscrizione nei bilanci degli enti locali delle previsioni di spesa per le esigenze di cui al comma 1
subordinata alla previa ripartizione delle risorse di cui al medesimo comma 1 tra gli enti locali interessati, da effettuare con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
3. Lerogazione delle somme ripartite ai sensi del comma 2 avviene sulla base di una appropriata
rendicontazione, presentata dallente locale competente, con indicazione dei motivi dellintervento e
delle giustificazioni circa la congruit della spesa.
Art. 16.
1. Le regioni e le province possono provvedere, a carico delle proprie disponibilit di bilancio, alla
creazione di appositi istituti per la tutela delle tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni considerate dalla presente legge, ovvero favoriscono la costituzione di sezioni autonome delle istituzioni
culturali locali gi esistenti.
Art. 17.
1. Le norme regolamentari di attuazione della presente legge sono adottate entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della medesima, sentite le regioni interessate.
Art.
18.
1. Nelle regioni a statuto speciale lapplicazione delle disposizioni pi favorevoli previste dalla presente legge disciplinata con norme di attuazione dei rispettivi statuti. Restano ferme le norme di tutela esistenti nelle medesime regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Fino allentrata in vigore delle norme di attuazione di cui al comma 1, nelle regioni a statuto speciale il cui ordinamento non preveda norme di tutela si applicano le disposizioni di cui alla presente
legge.
Art. 19.
1. La Repubblica promuove, nei modi e nelle forme che saranno di caso in caso previsti in apposite
convenzioni e perseguendo condizioni di reciprocit con gli Stati esteri, lo sviluppo delle lingue e delle
culture di cui allarticolo 2 diffuse allestero, nei casi in cui i cittadini delle relative comunit abbiano
mantenuto e sviluppato lidentit socio-culturale e linguistica dorigine.
2. Il Ministero degli affari esteri promuove le opportune intese con altri Stati, al fine di assicurare
condizioni favorevoli per le comunit di lingua italiana presenti sul loro territorio e di diffondere
allestero la lingua e la cultura italiane. La Repubblica favorisce la cooperazione transfrontaliera e interregionale anche nellambito dei programmi dellUnione europea.
3. Il Governo presenta annualmente al Parlamento una relazione in merito allo sta to di attuazione
degli adempimenti previsti dal presente articolo.
Art. 20.
1. Allonere derivante dallattuazione della presente legge, valutato in lire 20.500.000.000 a decorrere
dal 1999, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nellambito dellunit previsionale di base di parte corrente
Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per lanno 1998, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a lire 18.500.000.000,
laccantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri e, quanto a lire 2.000.000.000,
laccantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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Interrogazioni
Ecco le interrogazioni e le risposte in merito alla tutela delle forme linguistiche in uso nelle
varie comunit di minoranza storica, da secoli radicate in Italia con i loro usi e costumi.
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=21530&stile=6&hi
ghLight=1
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-05982
presentata da
RENATO CAMBURSANO
mercoled 3 febbraio 2010, seduta n.277
CAMBURSANO e SCILIPOTI Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dellinterno, al Ministro per i rapporti con
le regioni.
- Per sapere - premesso che:
da secoli sul territorio nazionale italiano esistono le minoranze linguistiche storiche citate
allarticolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482;
gli idiomi parlati da tali minoranze linguistiche non sono riconducibili alla lingua italiana o ai
dialetti italoromanzi perch essi, come nel caso degli arbresh (italo-albanesi: da qui in poi dicasi
solo arbresh), i Valser, i Grecanici, hanno antiche origini riconducibili allesterno del territorio
nazionale italiano;
gli idiomi parlati dalle minoranze storiche citate allarticolo 2 della n. 482 del 1999) sono di forma arcaica, quindi diverse dal codice linguistico attuale in uso nei territori dorigine: larbresh,
per esempio, che non si evoluto con linsieme delle altre forme linguistiche regionali extranazionali a lui collegate;
la lingua arbresh, che erroneamente, e creando confusioni, nella legge n. 482 del 1999 viene
citata come albanese, differisce dallalbanese dAlbania nelle preposizioni, nei gruppi consonantici, nelle desinenze, nella forma piena dei verbi, nel tempo dei verbi, nella fonetica, e in altro.
Va dunque precisato che, lerronea dicitura albanese crea confusioni nellindividuazione della
lingua oggetto di tutela;
gli idiomi citati alla n. 482 del 1999, per la loro arcaicit, nelle odierne lingue nazionali extranazionali non possono trovare la loro presupposta lingua madre, ma in loro, trovare affinit
come varianti linguistiche regionali extranazionali;
facendo il caso dellarbresh, esso non pu trovare la sua ipotetica lingua madre nellalbanese
dAlbania ma, insieme ad esso, pu essere iscritto in una famiglia linguistica pi ampia comprendenti altre varianti linguistiche regionali extranazionali: queste lingue, larbresh, lalbanese
dAlbania ed altre forme della stessa lingua parlate in Kosovo, Grecia e Macedonia, possono
trovare il loro sostrato pi antico, e quindi la loro ipotetica lingua madre, nello scomparso illiro
o tracio-illiro: cos come insegnato da due insigni linguisti, Ferdinand de Saussure in Corso di
linguistica generate e da Merritt Ruhlen in Lorigine delle lingue, le lingue possono trovare il
loro precursore in un sostrato pi antico a loro e mai in qualcosa a loro posteriore. Ora, lalbanese
arcaico parlato in Italia, per la sua antichit, non pu trovare nel recente ed artificiale albanese
standard dAlbania codificato solo nel 1953 la sua lingua madre, ma solo essere messo in relazione ad esso come ad unaltra variante linguistica regionale;
i parlanti gli idiomi riferiti alle minoranze linguistiche citate alla legge n. 482 del 1999 per gli

sconvolgimenti geopolitici avvenuti negli ultimi secoli, non possono pi riferirsi ad un odierno
territorio dorigine che possa essere definito come loro madrepatria: il caso degli arbresh
(italo-albanesi da secoli stanziati in Italia), che in maggior parte sono provenienti dai territori
originari della Ciameria, della Morea, dellEpiro e del Peloponneso. Questi nominati territori
sono attualmente parte integrante della Grecia, ergo, gli italo-albanesi non possono riconoscersi
nella limitata regione dellattuale Albania come nella loro madrepatria;
la Carta costituzionale, nei suoi principi fondamentali, allarticolo 3 recita: tutti i cittadini
hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza,
di lingua e allarticolo 6 si legge che: la repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche;
la legge 15 dicembre 1999, n. 482 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche allarticolo 2 recita: In attuazione dellarticolo 6 della Costituzione e in armonia con i
princpi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua
e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle
parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, loccitano ed il sardo;
allarticolo 4 comma 1 recita: Nelle scuole materne dei comuni di cui allarticolo 3, leducazione
linguistica prevede, accanto alluso della lingua italiana, anche luso della lingua di minoranza
per lo svolgimento delle attivit educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di
primo grado previsto luso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento;
al comma 2 recita: ...al fine di assicurare lapprendimento della lingua di minoranza,...; al
comma 5 recita: Al momento della prescrizione i genitori comunicano allistituzione scolastica
interessata se intendono avvalersi per i propri figli dellinsegnamento della lingua di minoranza;
la legge 15 dicembre 1999, n. 482 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche, allarticolo 2 recita: ...la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi... e che questo ingenera confusioni su quale lingua e cultura la Repubblica intenda tutelare, se dunque intenda tutelare la lingua di minoranza nelle sue forme e la cultura riferita alte
popolazioni che da secoli hanno contribuito alla formazione dellattuale contesto italiano e quindi
popolazioni storiche stanziate sul territorio nazionale italiano, oppure, se la tutela delle lingue di
minoranza vada riferita alle lingue straniere in uso nelle attuati nazioni dAlbania, di Croazia, di
Grecia e altro;
la stessa legge agli articoli 7, comma 2 e 3, allarticolo 8, comma 1, allarticolo 9, commi 1 e 3,
e agli articoli seguenti, sempre in modo generico parla di ...lingua ammessa a tutela... senza
ulteriormente specificare se la lingua sia riferita al codice linguistico parlato dalle popolazioni di
minoranza linguistica di riferimento, oppure, se la tutela sia riferita alle lingue nazionali di paesi
esteri come lAlbania, la Croazia, la Grecia;
come evidenziato sopra, il generico nome usato nellarticolo 2 della citata legge n. 482 del 1999
...albanese, croato, greco, ... per la lingua posta a tutela, senza ulteriori specificazioni, genera
confusione sulla corretta interpretazione da attribuire ad essa e che lerrata interpretazione, che
ad una superficiale analisi, potr sembrare pura disquisizione linguistica, se non urgentemente
corretta, - oltre allevidente guasto apportato ad un patrimonio linguistico da tutelare -, si presta,
e potr prestarsi ad un indebito uso dei fondi destinati alla tutela delle minoranze linguistiche
storiche dItalia -:
se non ritengano utile ed opportuno promuovere una disposizione di interpretazione autentica della legge n. 482 del 15 dicembre 1999, in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche dItalia;
se risulti che i fondi destinati dalla legge n. 482 del 1999 siano stati usati erroneamente per la
promozione di lingue straniere e non dunque per la promozione delle lingue di minoranza nella
varie espressioni in uso nelle minoranze linguistiche storiche dItalia. (4-05982)
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Risposta scritta pubblicata luned 18 ottobre 2010
nellallegato B della seduta n. 384
AllInterrogazione 4-05982 presentata da
RENATO CAMBURSANO
Risposta. - Va preliminarmente evidenziato che la legge n. 482 del 1999 non si presta ad interpretazioni tali da consentire la tutela delle lingue straniere genericamente intese, e ci per varie considerazioni.
Innanzitutto, lobiettivo della legge desumibile non solo dal titolo, che fa riferimento espresso
alle minoranze linguistiche storiche ma anche dalla lettura coordinata dellarticolo 2 della legge con
il regolamento dattuazione. Ed inoltre, larticolo 2 specifica che le dodici minoranze individuate, tra
le quali compresa quella albanese, vengono tutelate ai sensi dellarticolo 6 della Costituzione e dei
princpi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali; tra questi ultimi, larticolo 1, lettera
a) della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie - adottata a Strasburgo il 5 novembre 1992,
firmata dallItalia e non ancora ratificata - esclude dal proprio ambito di applicazione sia i dialetti della
lingua ufficiale dello Stato sia le lingue degli immigrati; larticolo 1, comma 3, del regolamento di attuazione delle legge n. 482 citata, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2001,
n. 345, prevede che lambito territoriale e sub-comunale in cui si applicano le disposizioni di tutela di
ciascuna minoranza linguistica storica previste dalla legge coincide con il territorio in cui la minoranza
storicamente radicata e in cui la lingua ammessa a tutela il modo di esprimersi dei componenti della
minoranza linguistica.
Inoltre, dalla relazione introduttiva alla legge risulta con chiarezza che lintenzione del legislatore
quella di tutelare la lingua parlata dalle popolazioni espressamente elencate allarticolo 2, prescindendo da eventuali norme di tutela linguistica che si rendessero necessarie a seguito delle immigrazioni
verificatesi di recente nel nostro Paese.
Limpianto normativo viene altres confermato dalla Corte costituzionale che, in materia di tutela
delle lingue minoritarie ha ritenuto, da ultimo, con la sentenza n. 170/9010, che le regioni a statuto
ordinario debbano adeguare la propria legislazione ai princpi di cui agli articoli 2 e 3 della legge n.
482, precisando che la legge evita di stabilire in via definitoria un criterio astratto per lidentificazione
delle minoranze linguistiche e si rivolge, invece, sin dal titolo, soltanto a quelle considerate storiche
nellesperienza italiana, enumerando dettagliatamente, nello stesso articolo 2, le specifiche popolazioni destinatarie della tutela.
Il concreto rispetto delle disposizioni e dei princpi appena richiamati impedisce di tutelare le lingue
attualmente parlate dalla popolazione di recente immigrazione, in quanto niente affatto coincidenti
con quelle parlate dalle popolazioni storicamente presenti nei territori individuati ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica n. 345 del 2001 citata.
Quanto alleffettivo utilizzo dei fondi destinati dalla legge n. 482 del 1999, il dipartimento per gli
affari regionali - che gestisce i detti fondi per il finanziamento dei progetti finalizzati allattivazione di
sportelli linguistici ed alla promozione di attivit culturali presentati dagli enti locali dove insistono
minoranze linguistiche storiche, ai sensi degli articoli 9 e 14 della legge n. 482 del 1999 - ha comunicato
che gli stessi sono stati destinati alle comunit appartenenti alle minoranze linguistiche storiche, territorialmente delimitate, che ne hanno fatto richiesta, al fine di garantire il diritto alluso della lingua
parlata da queste popolazioni nei rispettivi ambiti geografici, ed in particolare nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Il Sottosegretario di Stato per linterno: Nitto Francesco Palma.

Perch i nostri parlamentari


e i politici regionali non hanno
mosso un dito, chiedendo delucidazioni, come ha fatto, per esempio,
lOn. Cambursano?

Chi ci capiosce
qualcosa e bravo!
Si ricordano di essere
paladini dellArberia
solo alla vigilia
elettorale. Ma...!

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Interrogazione Parlamentare, a risposta scritta n.4-01266, dei senatori Giordano-Mazzaracchio, Pdl
Bashkimi i Shkollavet t Katundevet Arbresh
Oggetto : Interrogazione Parlamentare a risposta scritta n.4-01266. Tutela Minoranze Linguistiche
Coordinamento Enti Locali per Accorpamento Scuole Elementari e Medie di Piccoli Paesi di Lingua
Italo-Albanese presenti nel Meridione Previsione se nella nuova Riforma presente un Piano per
Ridimensionare le Scuole facenti capo alla Minoranza Albanese.
GIORDANO, MAZZARACCHIO Al Ministro dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca
Premesso che:
-secondo quanto prescritto dallarticolo 6 della Costituzione Italiana, la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche;
-la legge 15 dicembre 1999, n.482, recante Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche prevede allart.2, in attuazione della norma costituzionale, la tutela, tra le altre, della lingua e
la cultura delle popolazioni albanesi;
- la minoranza albanese particolarmente presente nel Mezzogiorno dItalia, esattamente in 50 comuni sparsi in 7 regioni (Sicilia, Calabria, Basilata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo) e 10 province
(Palermo, Catanzaro, Crotone, Cosenza, Potenza, Avellino, Taranto, Foggia, Campobasso e Pescara)
per un totale complessivo di circa 200.000 abitanti;
- larticolo 3 della citata legge, al comma 3, prevede la possibilit, per le minoranze linguistiche, che
si trovano distribuite su territori provinciali o regionali diversi, di costituire organismi di coordinamento e di proposta che gli enti locali interessati hanno facolt di riconoscere. Per questo motivo le passate riforme scolastiche hanno stabilito che le scuole elementari e medie dei piccoli paesi italo-albanesi
fossero accorpate tra loro;
- spesso, tuttavia, che le scuole aventi la stessa origine linguistico-culturale fossero state accorpate,
per comodit, a scuole italiane vicine;
gli interroganti chiedono di sapere
se nella riforma scolastica di iniziativa del Ministro in indirizzo sia previsto un piano atto a ridimensionare le scuole facenti capo alla minoranza presente nel Mezzogiorno e, in caso affermativo, quali
siano; ci al fine di garantire la tutela e la sopravvivenza della lingua e della cultura albanese in Italia
in armonia con quanto prescritto dalla nostra Costituzione. (4-01266).
Risposta scritta
Con linterrogazione parlamentare specificata in oggetto, la S.V. Onorevole ritiene che leventuale
accorpamento degli istituti scolastici interessati possa compromettere la tutela delle minoranze linguistiche albanesi presenti nelle regioni Meridionali.
In linea generale si rileva al riguardo che il decreto del Presidente della Repubblica del 18 giugno
1998, n.233 regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche
e per la determinazione degli organici funzionali, a norma dellart.21 della legge 16/07/1997, n. 59 attribuisce alle Regioni e agli Enti Locali la competenza in materia di definizione degli ambiti territoriali
di operativit delle suddette istituzioni e alle caratteristiche demografiche, geografiche, economiche e
socio-culturali del territorio.
Gli indici a cui detti Enti devono fare riferimento per assicurare lottimale impiego delle risorse
professionali e strumentali sono individuati dal richiamato D.P.R. n.233 del 1998 in una popolazione

scolastica, consolidata e prevedibilmente stabile per almeno un quinquennio, compresa tra i 500 e 900
alunni.
Peraltro, il parametro minimo pu essere ridotto fino a 300 alunni quando listituzione scolastica
si trovi ad operare nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche contraddistinte da
specificit etniche o linguistiche.
In materia intervenuto larticolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo
2009, n. 81, il quale rimette la definizione di nuovi criteri al dimensionamento della rete scolastica e dei
punti di erogazione del servizio scolastico allemanazione di un decreto del Ministro dellistruzione,
delluniversit e della ricerca, da adottarsi di concerto con il Ministro dellEconomia e delle finanze e
previa intesa in sede di conferenza unificata.
Nelle more delladozione del citato decreto, il medesimo D.P.R n.81 del 2009 dispone che continuino
a trovare applicazione i parametri previsti dal D.P.R. n.233 del 1998.
Con riferimento alle Regioni interessate, si rileva che la Regione Puglia ed i Comuni di Casalvecchio, Chieuti e San Marzano di San Giuseppe, dopo lapprovazione del piano di ridimensionamento
adottato nellanno 1999, non hanno effettuato interventi di razionalizzazione della rete scolastica nei
comuni in cui sono presenti comunit di italo-albanesi.
Analoga situazione si verificata nella regione Sicilia e nella Regione Basilicata.
In relazione alla Calabria, la Regione ha approvato tutte le proposte delle province in data 29 dicembre 2008.
Nella Regione Campania, stante lesiguo numero di studenti nel comune di Greci, 15 alunni e tutti
frequentanti la scuola primaria, sono state attivate nellanno scolastico 2009-2010 due pluriclassi, nonostante la normativa vigente preveda in tale circostanza lautorizzazione di una sola pluriclasse.
Il Ministro
Maria Stella Gelmini

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LA LEGGE 482/99 E PER LE PARLATE ARBRESHE, NON PER LA LINGUA ALBANESE


(da Jeta Arbreshe, anno 2010, nr. 68, p. 3)
La Legge 482/99 chiama noi Arbresh Minoranza Linguistica Storica, cio ci onora come una
Comunit con cultura e lingua diverse, non ci tocca la libert di parlare e scrivere come sappiamo. In
arbresh. La Legge 482 tutela tutte le Parlate delle Minoranze Linguistiche Storiche dItalia, cos come
sono oggi, senza legame con le loro lingue-madri: perch le loro lingue-madri sono estranee al territorio nazionale italiano. Sono lontane. Cos la lingua Ladina diversa dalla lingua tedesca, la lingua
Franco-Provenzale diversa dalla lingua francese, la lingua Arbreshe diversa dalla lingua albanese,
eccAnche se queste Parlate delle Minoranze sono guaste, queste sono le Parlate che usano i popoli
delle Minoranze: con queste sono nate e cresciute, con queste vivono e moriranno.
Noi questo lo sappiamo da dieci anni. E labbiamo ribadito e scritto pi volte. Ma ci sono professori universitari arbresh che, da dieci anni in qua, hanno fatto e hanno detto come se la Legge 482/99
fosse stata scritta per le Lingue-madri delle Minoranze, non per le Parlate delle Minoranze. E su questa
sabbia hanno costruito il loro dire e il loro fare. Sarebbe bastato chiedere ai parlamentari arbresh
di quel tempo, a Cesare Marini di San Demetrio e a Mario Brunetti di Plataci, che si trovavano nel Parlamento Italiano, nellanno 1999, quando venne approvata la Legge 482.
E invece no, a qualcuno interess teorizzare che la Lingua Arbreshe non valeva pi, era morta, e
che il suo posto la doveva prendere la Lingua-madre, la lingua Albanese. Ci sono professori universitari arbresh che, in questi dieci anni, hanno organizzato corsi, convegni e master, per gli Sportellisti Arbresh e per gli Insegnanti Arbresh, come se stessero tenendo corsi universitari su lingua
e letteratura albanese. Non hanno voluto capire che agli Sportellisti e agli Insegnanti Arbresh, che
lavorano con gli Arbresh e in mezzo agli Arbresh, non gli serve conoscere la lingua e la letteratura albanese, ma le Parlate Arbreshe, le Tradizioni Arbreshe, la Storia Arbreshe, la Letteratura
Arbreshe. Non hanno voluto capire che le ragazze e i ragazzi arbresh, nelle loro classi, vogliono
sentire e parlare e scrivere la loro Parlata. La Lingua della madre. Quella Arbreshe.
E cos, dopo dieci anni, lAssociazione Culturale Vatra Arbreshe di Chieri (To) ha chiesto a due
deputati del Parlamento Italiano, onn. Cambursano e Scilipoti, di interessarsi della Interpretazione
vera della Legge 482/99. E questi deputati hanno presentato unInterrogazione Parlamentare, a cui ha
risposto, per iscritto, lon.Nitto Palma, sottosegretario agli Affari Interni. E cosa ha risposto il Sottosegretario? Che la Legge 482/99 per le Parlate Arbreshe, difende le Parlate Arbreshe. Non la lingua
albanese!
E adesso? Cosa diranno adesso quei professori universitari arbresh che in tutti questi anni passati hanno fatto quel che hanno voluto con i soldi della Legge 482/99? I soldi della 482/99 servono agli
Arbresh: ai Comuni, alle Scuole, agli Insegnanti, agli Sportellisti, alle Associazioni, ai Circoli, alle
Riviste Arbreshe, che lavorano per il bene dellArbria e degli Arbresh. Non devono andare pi in
mano a quei professori universitari arbresh che da anni predicano la morte delle Parlate Arbreshe.
Questi con le parole hanno cambiato significato alla Legge 482, con le mani le hanno distratto soldi. Noi
pensiamo che i soldi spesi per la lingua albanese, e non per le Parlate Arbreshe, andrebbero restituiti.
Quantomeno ci vorrebbe una Commissione Regionale, per sapere come sono stati spesi. Ma chi gliela
rid indietro la loro Parlata Arbreshe ai ragazzi e alle ragazze, a cui per anni si parlato e insegnato
in lingua albanese?
Una volta i nemici degli Arbresh si chiamavano Turchi. Poi Italiani. Adesso i nemici degli
Arbresh sono...gli Arbresh!
Se risorgesse Girolamo De Rada, questi professori universitari - arbresh di nome - li farebbe neri.
Col suo bastone.

Per alcuni politici, lArberia


come un giocattolo abbandonato, rispolverato in
qualche rara occassione.
Quella elettorale, per esempio.
Muovono qualche pedina, anzi parecchie pedine!
Il solito campanello che sentiamo da parecchi anni!

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Unione delle Associazioni Nazionali

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