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Germana Ernst

REDEUNT SATURNIA REGNA.

PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA


SUMMARY

The final work of Campanella was an Ecloga in Latin hexameters, written on


the occasion of the birth of the long-awaited Dauphin of France, the future
Sun King. Celebrating the event, the author hopes that the future sovereign
will be able to bring about a profound renovatio of Christianity and of the en

tire world. In the poem and in his annotations to it, Campanella once again
revives prophtie thmes and sources which had played a rle of great impor
tance in his life and in his thought since the attempted Calabrian conspiracy.
The aim of the article is to reconsider the most significant moments and mo
tives of this prophtie tension, paying particular attention to their presence
within the poem.
. Feste a Parigi

/^Vui si sta in allegrezza e festini per la miracolosa g


I 1 danza della regina, e li pretendenti e nemici intern

esterni van perdendo le speranze, e Dio benedetto rimir


alla piet del re e della regina con favorevole benevolen
za, scriveva da Parigi Campanella, il 19 gennaio 1938, a don Fi
po Colonna.1 Gi ai primi annunci della futura nascita dell'ere
trono Parigi era in festa, per un evento atteso da troppi anni e
pi sperato, che veniva a porre fine ai conflitti e agli intrighi p
successione, che avevano lacerato la stessa famiglia reale. Dopo
di vent'anni di un matrimonio sterile, la regina Anna avrebbe d
alla luce il sospiratissimo Delfino la mattina del 5 settembre. La
scita provoc un'incredibile esplosione di festeggiamenti, desc
vivacemente in cronache dell'epoca.2 La citt fu illuminata a gio

da enormi fiaccole di cera bianca collocate su candelabri di cuoio

all'esterno dei palazzi nobiliari e da lanterne di carta colorata sospe


se alle finestre. L'ambasciatore veneziano fece appendere all'ester
1 Lettere 2, p. 138

2 In un ampio Essais sur les moeurs et les usages du dix-septime sicle premesso all'edi

zione dei Mmoirs indits di Louis-Henri de Lomenie, conte di Brienne, segretario di


stato di Luigi XIV (Paris, 1828), Andr Barrire offre una descrizione molto vivace dei
festeggiamenti pubblici in occasione del fausto evento cos a lungo atteso, utilizzando
cronache del tempo.

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GERMANA

ERNST

no della sua residenza eleganti gh


percorrere le strade da un carro
quale risuonavano fanfare di mu
non vollero essere da meno : il t
chi d'artificio e curarono la rapp
commedia, recitata dai loro stud
rono una distribuzione generale
di

tutti

poveri

che

si

presentavan

In una simile circostanza non po


pi di uno. Su un terrazzino dell
en-Laye si era appostato con i suo
Villeffanche, il quale, dopo avere
del sovrano, pur grave, non sare
una munifica ricompensa, era sta
di matematiche al Collge Royal.
compilato un oroscopo del neona
Richelieu. Lo schema di nativit
numentale Astrologia gallica, insi
dittiva l'autore non manca di van
la morte del re Gustavo Adolfo q
to luogo, ammettendo di essersi
causa dell'imprecisione dei dati c
prio dal Cardinale, ansioso di con
che aveva stupito l'Europa con le
temesse, per predisporre appos

tunio mortale.1

Fra gli astrologi consultati c' anche Campanella. La regina, sem


pre tramite Richelieu, l'aveva convocato a palazzo, e il frate, dopo

avere osservato con attenzione il neonato che aveva fatto denuda

re, e dopo avere riflettuto per qualche giorno, ritornato alla reg
gia aveva espresso un sintetico e non adulatorio pronostico, in cui
sottolineava l'inclinazione alla lussuria e alla superbia del futuro
sovrano, il suo lungo regno, l'infelicit e la confusione degli ultimi
anni: Erit puer ille luxuriosus, sicut Henricus Quartus, et valde
superbus. Regnabit diu, sed dure, tamen feliciter; desinet misere,
et in fine erit confusio magna in religione et imperio.2 Quei tre
1J. . Morin (1583-1656), Astrologia Gallica principibus et rationibus propriis stabilita,

Hagae Comitis, 1661, pp. 399-401 (nativit di Gustavo Adolfo); p. 555 (nativit di Luigi
XIV).
1 Amabile, Castelli, 11, pp. 134-135 ; A. Soprani, Les rois et leurs astrologues, Paris, 1987, pp.

163-182; M-P. Lerner, Tommaso Campanella en France, Napoli, Bibliopolis, 1995, pp. 83-84.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 431

avverbi che, a dire dell'astrologo, avrebbero caratterizza

del sovrano dovettero colpire i contemporanei, perch


vero curioso rilevarlo, uno storico li attribuisce fantasi
un celebrato astrologo fatto venire appositamente dalla
da alcuni signori della corte, e che al momento della na
anch'egli installato in un luogo attiguo alla stanza della
cose che aveva visto nelle configurazioni astrali erano ri
fabili al punto che ne era rimasto per cos dire sopraffa
to dietro pressanti insistenze si era riusciti ad estorcerg
parole : diu, dure, feliciter.1
2. Il puer e la nuova et

Nelle settimane successive al fausto evento Campanella comp


gli esametri latini dell'Ecloga in nativitatem Delphini.2 La nasc

stato celebrata da una vera e propria ondata di odi e panegirici sc


da poeti, letterati, predicatori, e in tali composizioni in versi e in

sa, insieme con gli elogi della monarchia e di Luigi XIII, rito
con insistenza comuni auspici, primo fra tutti l'aspirazione
ce.3 Il coro pressoch unanime: dalla culla vengono scacciate
re megere che accendono le fiaccole funeste della discordia;
venuta del fanciullo si chiuderanno le porte di Giano e a lui to
mettere ordine nel caos che sconvolge l'Europa, la quale, final
riunita, ritrover l'armonia e la pace.4 Si auspica che i vincoli d
che accomunano le potenze in festa per il Delfino diventino n
po communia foedera, e quella culla si pone come il luogo-sim
verso il quale convergono e vengono depositate le aspirazioni
profonde. In un dotto carme umanistico intitolato Hellas, in
spunto celebrativo ed encomiastico si collega al genere dell'a
e del lamento, il greco Leone Allacci immagina che nel corte

1 H. Ph. de Limiers, Histoire du rgne de Louis XIV, d., 1.1, parte i, Amsterdam,
p. 3.

2 Per l'edizione latina del testo e la traduzione italiana faccio riferimento a Scritti lett.,

pp. 282-313. Una traduzione in francese con ampio commento in T. Campanella, Ecloga
in portentosam Delphini nativitatem, Thse complmentaire de Doctorat d'tat prsen
te par F. Ducros (inedita), Universit de Paris-Sorbonne, 1969 (ringrazio J.-L. Fournel
per la segnalazione). Una puntuale lettura del componimento in P. Tuscano, L'autobio
grafia nella storia: l'Ecloga al Delfino, in Del parlare onesto. Scienza, profezia e magia nella
scrittura di Tommaso Campanella, Napoli, esi, 2001, pp. 243-264.
3 Per alcuni esempi di tale rigogliosa letteratura cfr. N. Ferrier-Caverinire, L'image
de Louis XIV dans la littrature franaise de 1660 tjij, Paris, Puf, 1981, pp. 17-23.
4 Cfr. ad es. J. Doujat, Ode sur la naissance de monseigneur le Daufin, Paris, chez Denys
Langlois, 1661, pp. 9-10.

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di

GERMANA

ERNST

persone

che

si

recano

ren

figura femminile dal nobile asp


rievocando le sue insigni tradiz
decadenza e servit, lo scongiur

Turchi.1

L'Ecloga campanelliana prende


quarta egloga di Virgilio, evoca
guito la citazione letterale del t

Saturno.

Come

noto,

anche

sione della nascita di un puer n


di un profondo rinnovamento.
dal cielo (iam nova progenies c
da alcuni in uno dei figli di As
pi tardi in Ges Cristo, ha iniz
Dopo che si saranno dissolte tal
vono dell'antica malvagit, e d
ti gi accaduti nel passato - Vi
che trasporti scelti eroi; vi saran
grande Achille sar inviato a Tr
una nuova et dell'oro, il cui spl
ferro delle guerre civili. Il fanci
dei e degli eroi, governer in un
gli armenti non temeranno pi
velenosa, mentre fiorir sponta
biondegger di messi, dai rovi i
querce stilleranno miele come r
Campanella aveva gi citato alc

gli Articuli prophetales, afferman


tio della nuova et, era stato ispir

verso

della

quarta

egloga

fa

un

della Sibilla cumana, che, com


tagonista nel vi canto dell 'En

regno dell'oltretomba. Ma gi n
da Eleno,3 che ne aveva preann
dia, l'insolita tecnica predittiva.
enigmatici oracoli delfici della P

1 L. Allacci, Hellas in natales Delphini G


lo, Il carme 'Hellas' di Leone Allacci, Pale
e neoellenici, Quaderni), che a un ampio
testo greco e quindi la traduzione italian

2 Art. proph., pp. 82, 87-88. 3 Aen. hi, 443-452.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 433

folle indovina (insana vates) era solita scrivere i propri


le foglie, che permanevano in una successione ordinata
fino a quando, socchiusa la porta dell'antro, non entrav

far turbinare le foglie e a scompigliare i versi profetici. Fog


Sibilla, del tutto indifferente alla trasmissione delle prop

ni, non si curava di raccogliere riordinare, suscitando


la delusione e le proteste di chi veniva a consultarla. Di q

canto, la richiesta di Enea che la profetessa non affidi i suo

foglie, che sarebbero volate via, ma comunichi a voce i s


si: ci che la Sibilla si adatta a fare con estrema riluttanz

il messaggio del dio Apollo che le si impone con violenz

non riesce a disarcionare dal suo cuore.1

La suggestione dei versi sibillini affidati alle foglie agitate dal ven
to non mancher di colpire anche Dante, che, nell'ultimo canto del
Paradiso, in versi delicati paragona lo svanire della visione di Dio allo
sciogliersi della neve al sole, e al disperdersi, lieve come lo svanire di
un sogno, delle foglie profetiche:
Cos come la neve al sol si disigilla;
cos al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla.2

3. L'Ecloga campanelliana
In una lettera al segretario di stato svedese Axel Oxenstern del 18 di
cembre 1638, Ugo Grozio gli comunica, fra le altre notizie, di inviar
gli una copia, verosimilmente manoscritta, dell'Ecloga campanellia
na: Ti invio anche il carme augurale per il Delfino di Campanella,
che attribuisce a se stesso l'arte di profetizzare dagli astri e da altre
fonti.3 In qualit di ambasciatore di Svezia, anche Grozio non aveva
mancato di fare visita e rendere omaggio al neonato, informando la
regina Cristina dei festini in suo onore e delle configurazioni celesti
bene auguranti. I nomi non sono dati a caso, sottolineava, e le stelle
che affiancano la costellazione del Delfino, quali l'Aquila, Pegaso,
la Freccia, l'Aquario, il Cigno, avrebbero senz'altro conferito i loro
doni al nuovo nato; le nove stelle della costellazione si dovevano poi
riferire alle nove Muse, che avrebbero ornato il giovane, che a sua
volta le avrebbe illustrate - ma Campanella, nel suo carme, affer
mer, pi accortamente, che il giovane avrebbe dato alle Muse solo
1 Ivi, vi, w. 42 sgg. 2 Dante, Par 33, 64-66.

3 H. Grotius, Epistolae, Amstelodami, 1687, n. 1085, p. 489: M


le, ex astris et aliunde divinandi artem sibi vindicantis, pr Del

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GERMANA

casti

ERNST

baci.1

Oltre

questi

segni

per fare a meno di comunicar


voracit insaziabile, e perch gi
guinava le mammelle delle nutri
di continuo. Al cadere dell'anno
preoccupato per quello che consi
scrive

all'amico

Barlaeus:

Il

Delfi

ma ne lacera a morsi le carni. Si


tura rapacit.2
L'Ecloga vedr la luce nel genna
apparire il carme non mancher
tava

che

l'aggettivo

portentosus

rif

to positivo, l'autore, in una pagin


notte, prover il contrario, sulla
classici.4 Altri poi giudicarono in
del sole alla terra, ci che indurr
verso.5 Vivamente colpito da talu
nasce di domenica, il 5 settembr
cui egli stesso era nato 70 anni p
astrali dell'evento, Campanella co
vero proprio oroscopo. Il titolo o
con la parola Horoscopus e anche
finitivo conserva un'innegabile c
suddivisa in due parti di lunghez
duplice invocazione alle Muse con
da parte si configura come una p
futuro sovrano, in connessione co
4 Poesia e profezia: il caso di Nostradamus

Non un caso, e non ci sorprende, che nell'ultima delle opere cam


1 Ecloga, . 44, p. 304.

2 Grotius, Epistolae, cit., n. 1089, p. 490: Delphinus [...] nutrices non lassat tantum,
sed et lacerat. Caveant vicini sibi a tam matura rapacitate; Limiers, op. cit., p. 4.

3 Scrivendo a Leone Allacci, Gabriel Naud (a sua volta autore di una breve compo
sizione In Natalem infantis Delphini: copia del placard conservata a Parigi, bnf, coli
Dupuy 837, c. 113V) lo informa che sono giunti a Roma molti esemplari del poema
campanelliano, sul quale esprime un giudizio negativo, definendolo maccaronico
citando in modo disordinato ed erroneo alcuni versi (Parigi, bnf, Ms ital. 2172, f. 66r-v
ringrazio l'amico Michel Lerner per avermi segnalato questo documento).

4 Cfr. Ecloga, nota 10, p. 1355. Per la fortuna dell'Ecioga e l'ampia Imitation et Amplifi
cation [...], s. . t. [ma Parigi, 1639], ad opera di J.-B. Poisson, vedi Lerner, op. cit., pp

86-90. 5 Firpo, Ricerche, pp. 239-242.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 435

panelliane date alle stampe, pur entro la cornice e

d'occasione, vengano a ricongiungersi e intrecciarsi m


delle sue dottrine astrologiche e aspettative profetich
prende che esse convergano in una composizione poe
Poetica giovanile, in forte polemica con una concezi
edonistica e dilettevole, Campanella insiste sul rappor
filosofia e profezia. Vero poeta il profeta, che non
solo chi prevede eventi futuri, ma chi comunica la v
vera ai principi la loro malignit e codardia, e a pop

e la sedizione e i mali costumi e a lui spetta, gra


fiore delle scienze, accendere il caldo amore della
ragione.1 Investito di un'alta missione educativa, il
sere istromento del legislatore e aiutarlo a drizzare
vivere [...] e gridare contro i tiranni e sediziosi, e acce
spegnere i vizi.21 mirabili strumenti linguistici di c

sono indurre effetti straordinari anche sugli animi degl

una sorta di potente magia, e le favole cui pu far r


porsi in ogni caso come veicolo della verit. I poeti ch
perfidi e bugiardi, ricorrono a favole false per sche
ne, corrompere i buoni costumi, irridere la virt, no
nome e sono bene accetti solo in una repubblica tira
comprano le bugie per fare ignorante il popolo.31 f
gli strumenti preferiti dei tiranni, in quanto grazie
viene mantenuto nell'ignoranza e nella schiavit, m
profeta, che ammaestra ed educa alla libert, da lo
perseguitato.
La poesia , in senso ampio, profetica, in quanto fi
questo punto di vista tutta la Scelta percorsa da tem
nel sapiente articolarsi del canzoniere campanelliano
anche composizioni che, oltre a tematizzare il ruolo e
profeta, riecheggiano in modo pi specifico motivi pr
logici. Va precisato subito, per, che anche in questo
campanelliana non presenta uno stile oracolare que
lusiva che possiamo ritrovare ad esempio in Nostrad
riferimento al pi famoso dei profeti moderni perc
negli anni francesi ha modo di leggerne l'opera, resta
piuttosto impressionato, come si ricava da un cenno
scritta al cadere del 1636 a Urbano Vili: Se mi d li

1 Poetica, in Tutte le opere, cit., pp. 359, 357. 2 Ivi, p. 32


3 Ivi, p. 320.

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quel che da Nostradamus si cava, che


diece altri anni; le cui dicerie esamina
stupore insolito, perch ci mette i n
tezza a quali versi del profeta france

mettere lunga vita a Urbano - dato

per il papa, che negli anni precedenti


predizioni di una morte imminente.
ca di individuare le quatrains che si r
gnala un passo che alluderebbe a papa
pretazione, nella centuria vi, 85, l'ini
che avrebbe portato di l a 5 anni all
notta, messo in relazione con l'asce
- premier d'est le jour du sacre Ur
dalla non perfetta corrispondenza de

Nostradamo da qualsiasi reponsabilit


me vedremo, non poi cos peregrin
risultare non del tutto esatti in quan

any rvlation of dates frorn the spir


exist.2 Il fatto che Campanella sia co

versetti delle Centurie e precisi eventi s

probabilmente ad indicare la conosc

primi devoti studiosi del testo, Jean-A


Gallici facies prior, stampato a Lione
il letterato aveva proprio tentato di
civili di Francia alla luce dei versetti
me un maestro, sottolineando che il v
dei segni, insieme con il fatto di non
del vero Dio, che garantiscono l'auten

che le enuncia.3

Il caso di Nostradamo non privo di interesse, anche se, e forse


proprio per questo, in un saggio di pi di vent'anni fa Jean Card
esordiva definendolo un caso particolarmente irritante.4 Ogni an
no esce almeno un libro su di lui, osservava lo studioso (pi di re
cente un altro calcola, pi realisticamente, che ne escano almeno
1 Lettere, p. 129.

2 G. Houghton-Brown, The popes of Rome and the Church according the oracles of No
stradamns, 1535-20jj, London, 1981, comm. di vi 85. Segnaliamo inoltre che in vni, 49,
due versetti, peraltro oscurissimi, alludono a un 'Chef Barbarin': ceux de Tardaigne
Bruge si grand brche/ qu' Ponteroso chef Barbarin mourra.
3 Su Jean-Aim de Chavigny cfr. J. Card,J. A. de Chavigny: le premier commentateur de
Nostradamus, in Scienze, credenze occulte, livelli di cultura, Firenze, Olschki, 1982, pp. 427

442. 4 Card,]. A. de Chavigny, cit., p. 427.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 437

una mezza dozzina), ma chi legge ha l'impressione che non


mai nulla di nuovo, in quanto il metodo adottato sempre
isolano delle quartine, pi meno oscure, e ci si ingegna d
che Nostradamo ha predetto fatti ben precisi dell'avvenire
mento che dai suoi versi si pu ricavare qualsiasi rivelazio
trapposti a coloro che lo ritengono un ciarlatano, c' la folt
degli adepti, convinti che abbia previsto ogni evento e ogni
ne, dal cinema al dirigibile, all'aeroplano al telefono al tel
fors'anche dell'energia atomica - e non stupisce che recen
non sia mancato chi ha rintracciato nella selva delle quatrai
ti anticipatori dell' 11 settembre. Oltre ad esprimere l'esige
maggior rigore filologico, Card sottolineava un punto im
che meriterebbe di venire ripreso: sia che si respinga Nos
come mistificatore, sia che lo si esalti come straordinario v
in ogni caso si trascura la dimensione specificamente lett
fenomeno, e poneva l'accento su una peculiare retorica in c
e profezia risultano intrinsecamente connesse.1
Negli anni successivi, l'appello a un pi scrupoloso lavor
gico stato ampiamente raccolto. Sono usciti ponderosi r
bibliografici degli scritti di Nostradamo, che hanno mess
l'inaffidabilit e le contraffazioni di molte edizioni delle Ce
studi assai dotti e informati, come quello di Pierre Brind'Am
nel suo Nostradamus astrophile, prendendo con fermezza le
dagli autori che nostradamisent, vale a dire dagli interpr
da delirio profetico, rivendica la propria posizione di filo
storico, che si sforzato di comprendere l'opera di Nostra
luce delle sue fonti, con particolare attenzione per quelle
che, e del contesto storico in cui vive, et non la lueur in
l'avenir.3 Ma quando poi si chiede se, una volta scartate l
degli interpreti ispirati, sia possibile studiare in modo serio

come le Centurie, uno dei pi grandi successi librari di tutti i

e se sia possibile considerarlo qualcosa di diverso da un co


sensato (galimatias), frutto di una composizione aleatoria e

1 Ibidem, dove in nota si ricordano gli studi di F. Crouzet, Nostradamus pot


Paris, 1973 e di Y. Bellenger, Nostradamus prophte ou poteI, in Devins et ch
temps de la Renaissance, Paris, 1979, pp. 83-100.

2 M. Chomarat, avec la collaboration de J.-P. Laroche, Bibliographie Nos


xv-xvu-xvrrr sicles, Baden-Baden & Bouxwiller, V Koerner, 1989; R. Benaz
re chronologique nostradamique (1545-1989), prface de J. Card, La Grand C
Trdanel Editeur, 1990.

3 P. Brind'Amour, Nostradamus astrophile. Les astres et l'astrologie dans la vi


de Nostradamus, Klincksieck, Les Presses Universitaires d'Ottawa, 1993.

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casuale, la risposta lascia perplessi, in


e non coglie la specificit del caso. A s
di Nostradamo non solo non compl
rente', in quanto riflette problemi e
po, quali cataclismi, terremoti, malat

Di maggiore interesse invece la no


Riprendendo un cenno di Ronsard, c
mo si esprima comme un oracle ant
ribadisce che il profeta imite l'ambi
ne dit pas les choses clairement; il le
certain, de mystrieux; il procde pa
manaie volontiers l'anagramme et l'a
Si ricordato il caso estremo di Nos
sulla scena europea del '500 testi che s
ci costringe a confrontarci con alcun
Proprio come la Sibilla nell'antro di C
scrivere i suoi versi su foglie che poi
senza preoccuparsi del loro ordine, e d
vaticini risultino perspicui a chi cerca
menti sottintesi a questo tipo di disco
riferimento a una particolare immag
organizzato in una successione cron
po appiattito e orizzontale, senza un
in maniera estremamente audace, r
me eterno presente squadernato dava
immagine del tempo corrisponde u
colato, caratterizzato dall'affiorare d
spesso a loro volta alterate da anagram

fatto che il testo delle Centurie sia scrit

contribuisce ad accentuarne forteme

stica.

Mi piace concludere questo rapido excursus negli incerti territori


nostradamici con un cenno a uno degli esiti pi eleganti e anoma
li di tali studi, il volumetto di Georges Dumzil, ... Le moyne noir
en gris dedans Varenne,2 nelle cui pagine l'intrecciarsi con finezza
di divertissement, filo della memoria, finzione letteraria, e di una au
tentica fascinazione nei confronti del mistero del testo, consente al
1 Ivi, p. 12.

2 G. Dumzil, ...Le moyne noir en gris dedans Varenne. Sotie nostradamique suivie d'un
divertissement sur le dernires parole de Socrate, Paris, Gallimard, 1984 (tr. it. Milano, Adel
phi, 1987).

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 439

l'autore di cimentarsi in una nuova interpretazione di un


famose delle enigmatiche quatrain (ix, 20). Insoddisfatt
pretazione ottocentesca, troppo artefatta, di Le Pellett
conferirle un senso faceva ricorso al greco, al latino e

figure retoriche, Dumzil ne propone una a suo dire


ce e naturale, ma al tempo stesso sempre molto dotta,
comporta una conoscenza puntuale degli eventi storici

luogo al viaggio e alla notte fatale fra il 20 e il 21 giugno de

quartina, in cui spicca quel nome inusuale di una pre


geografica (Varenne), legata per sempre a un solo event
gli sembra prefigurare nel modo pi suggestivo la fuga
Luigi XVI e della consorte (De nuict viendra par la foresi

l'arresto a Varenne - Le moyne noir en gris dedans Varenne

del moyne noir sarebbe una anticipazione dell'imprigion


re nella Torre del Tempio, in abito da monaco -, episodio
conseguenze tragiche: alla caduta della monarchia faran
tempeste, feu, sang, tranche, dove la sinistra parola finale

evocare l'affilata lama della ghigliottina.


5. Sonetti profetali

I sonetti profetali della Scelta sono significativamente anticipati da


una sobria quanto efficace parafrasi del Pater noster, in cui Cristo
stesso insegna a pregare Dio perch il suo regno si realizzi anche
sulla terra, cui fanno seguito tre sonetti sulla medesima orazione,

che intendono precisare quali siano le condizioni perch tale av

vento possa verificarsi, e chi possa legittimamente rivolgersi a Dio


invocandolo come padre.1 La figliolanza di Dio viene definita in
contrasto con la pretesa di quanti si arrogano tale prerogativa senza
averne i requisiti. La polemica diretta soprattutto contro l'inganno
dei sofisti e degli ipocriti, che spacciano per virt e santit l'ignoran
za e una falsa umilt pecorina, affermando che ci riesce gradito
a Dio. Inoltre ci inducono a prestare ubbidienza a prncipi viziosi,
mentre essa dovuta solo a chi dotato di sapienza superiore : dalla
servit degli uomini s'incorre infatti nella servit delle bestie e delle
pietre; se l'idolatria rende servi, la religione basata sul Senno divino
emancipa, ed solo alla condizione di essere autentici figli di Dio
che si consegue la libert e la virt. Al contrario di quanto predicano
gli ipocriti, per Campanella proprio l'ignoranza ad essere all'origi
ne degli errori e dei mali che affliggono l'umanit, per cui il ritorno
1 Sonetti nn. 46-49, in Poesie, pp. 224-230.

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GERMANA

ERNST

a Dio e il recupero della condiz


ritorno al Senno divino dal q
lontanati. Come dichiara lucid
per tornar alla figliolanza di
donde siamo traviati. Solo qu
saremo in grado di pregare

che venga il regno, ove il div


come si fa nelle celesti sfere
si

faccia

in

terra

frutti

ogn

Solo il ritorno alla figliolan


chiedere Dio che venga il suo

che i poeti chiamano secolo d'


vista finora, ma auspicata dai
che domina questo nucleo pro
ritorno dell'et dell'oro, di un
te regnino la giustizia e la sap
nel modo pi netto con l'osc
fieri giganti/ famosi al mon
sti e i tiranni, che irridono co
questo regno felice.

In un sonetto, Campanella
commedie, in quanto tale ge
concentrato su temi e pensier

gimenti radicali ormai prossim


presto a tenere corte e sacro
te mondane, e nella rinnovata
nobili spiriti che si protendon
pubblica si torner alle vesti b
tempi cristiani, e verr cos a
per il nero, immagine dell'ign
e il sonetto 55, tutto ispirato
di Cristo e dei santi in un ba
destrieri bianchi e bianchi ca
sar sconfitto il popol more

divine tube.3

L'avvento di un'epoca nuova confermato anche da particolari


configurazioni astrali, quali il trapasso delle grandi congiunzioni nel
trigono igneo. A partire dal 24 dicembre 1603, quando Giove e Satur
no si sarebbero congiunti nel segno del Sagittario, e per un periodo
1 Ivi, p. 230. 2 Ivi, p. 232. 3 Sonetto . 55, ivi, p. 244.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 441

di circa duecento anni le congiunzioni dei pianeti superior


bero verificate nei segni di fuoco, e non pi in quelli d'ac
nei precedenti duecento. Con il passaggio delle congiunzio
triplicit ignea, prendeva l'avvio un nuovo intero ciclo del
di 800 anni. Le intense aspettative di Campanella in un pro
novamento del cristianesimo sono confortate dal fatto che
igneo era quello stesso che aveva presieduto all'avvento del

alla diffusione della religione cristiana; inoltre, in virt di un

denza straordinaria, la congiunzione del 1603 era attesa pr


il 24 dicembre, entro un quadro astrale del tutto analogo a
giorno in cui era nato Cristo.1
La fiducia nel recupero di un'epoca originaria, gi realiz
passato, legittimata dal regolare avvicendarsi di configur
lesti che tornano a proporsi e garantiscono il ritorno di un
riore alla divisione e alla separatezza, un'et in cui sar ab
forma di possesso, origine di ogni male e discordia, e in cu
reciproco e il vero sapere prenderanno il posto dell'amor
della tirannide e dell'ignoranza: l'amore cieco si trasform
chiuto e modesto,/ l'astuzia ed ignoranza in saper vivo,/ e
lanza l'imperio funesto.2 Se le epoche del passato hanno
un Amore cieco ed egoistico, ora sta per tornar al mond

Amore, savio e puro, secondo ch'e' predice del secolo d


ro, dopo la caduta dell'Anticristo, e, come ribadisce il so

8, tutte le sofferenze dell'umanit (Carestie, guerre, pest


inganno,/ ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno) hanno or
sostentano nel cieco amor pro'prio, figlio degno/ d'ignora
Il nucleo profetale della Scelta si conclude, e anche qui n
so, con uno dei sonetti pi belli, intitolato Al carcere e isp
presenza, nella prigione dell'Inquisizione di Roma dove Ca
fa il suo ingresso 11 ottobre 1594, di nobili spiriti, quali
Pucci e Bruno, cui si aggiunger in seguito Nicolantonio S
Nel breve giro di questi versi, con una riflessione lucida e
sgomento, egli esprime, quasi a sancire il destino iscritto
gura del filosofo-profeta, l'ineluttabilit dell'incontro, in
che viene paragonato al labirinto di Creta, all'antro di Poli
1 Ivi, pp. 245-247. 2 Sonetto . 52, ivi, p. 236.

3 Ivi, pp. 111-112, 49-50. Mi sono soffermata su queste tematiche nel sagg
felice. Profezia, natura e politica in Tommaso Campanella inJ.-L. Fournel
Campanella e l'attesa del secolo aureo, Firenze, Olschki, 1998, pp. 61-88 (e o
Il carcere, il politico, il profeta. Saggi su Tommaso Campanella, Pisa-Roma, I
e poligrafici internazionali, 2002, pp. 61-80).

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442.

GERMANA

ERNST

palazzo di Adante, di coloro ch


un sapere convenzionale per avv
Un appuntamento fatale in un l
nel quale si sospinti per una so
la per cui la pietra non pu che
timente e scherzante, non ri
sospinge in modo irresistibile n
poi

la

divora.1
6. Sic erat in fatis

Con i versi del'Ecloga, punto di approdo della tensione verso


novamento e la riunificazione della cristianit e delle genti tut
che Campanella viene a depositare ai piedi della culla del neon
speranze e gli ideali di una vita, legittimati con il ricorso a una
tradizione profetica e l'apparire di specifici segni.2
L'Ecloga prende le mosse dall'attenzione per i mutamenti cele
Una costante del pensiero campanelliano consiste nella pi gr
attenzione per i dati della nuova astronomia, che sembrano c
mare la comparsa di quei segni nel sole, nella luna e nelle ste
di cui parla Luca, 21, 25, che avrebbero annunciato l'approssim

della fine del mondo. Se Aristotele aveva dedotto l'eternit del mon

do dalla fissit delle figure celesti e dalla regolarit dei moti astrali,
il confronto dei dati e il verificarsi di nuovi fenomeni - la comparsa
della stella nuova in Cassiopea nel 1572, l'apparizione di comete, co
me quelle, osservate di persona, del 1618, alle quali aveva dedicato
uno specifico opuscolo indirizzato al papa4 - smentiscono nel modo
pi evidente l'inalterabilit e la perpetuit di tale ordine e del mon
do stesso. I cardini della machina mundi, ritenuti immobili, in verit si

spostano, e ormai sono ben presenti quei segni che i vangeli e i padri
prospettavano come futuri. Le costellazioni non sono fisse come si
riteneva, e non lo sono gli apogei dei pianeti; l'obliquit solare va re
stringendosi e il sole si avvicina inesorabilmente alla terra, che finir
per essere incendiata, risultando vani tutti gli espedienti matematici
cui ricorrono gli astronomi, e lo stesso Copernico, per regolarizzare
le anomalie dei moti e gli spostamenti nello spazio degli astri. Cam
1 Poesie, p. 254.

2 La composizione poetica corredata da annotazioni che rinviano a una fitta lettera


tura profetica: tali note sono attribuite da Campanella al discepolo Tommaso Borrelli,

ma si ritiene che siano invece opera sua. 3 Ecloga, v. 7 sgg., p. 283 sgg.

4 Cfr. G. Ernst, L. Salvetti Firpo, Tommaso Campanella e la cometa del 1618. Due lettere
e un opuscolo epistolare inediti, Bruniana & Campanelliana, 11,1996, pp. 57-88.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 443

panella non cos ingenuo cos sprovveduto da voler


la spiegazione scientifica dei fenomeni celesti con quell
ma richiede con forza che la spiegazione naturale non p
escluda interpretazione e l'apertura profetica. Campan
denunciare e smascherare la tacita congiura di coloro -

telici, gli astronomi, i politici - che, pur da punti di vista d


concordano nel negare irridere il valore profetico dei s

e perseguitano chi lo rivela, al fine di ingannare i popol


loro di vigilare e mantenerli in un sonno ingannevolmen
lo, in modo che vengano sorpresi dal giorno del Signor

un ladro nella notte.1

Sentinella dei giudizi divini, egli in grado di decifrare il linguag


gio scritto nei cieli e di conferire al portentosus puer l'investitura di
eroe destinato dai fati a realizzare l'impresa della riunificazione del
la cristianit. Come negli altri testi politici posteriori agli anni '30,
la Francia viene a sostituire la Spagna, che sta percorrendo un'ine

sorabile parabola discendente, nel ruolo di nazione guida d'Euro


pa. La Francia di cui Campanella ammira soprattutto la prosperit

economica, in stridente contrasto con le miserevoli condizioni della


Spagna e del sud Italia dissanguato da una dissennata politica fisca
le, e non un caso che egli dedichi la sua opera pi importante, la
Metaphysica, Bibbia dei filosofi, a Claude Bullion de Bonelles, so
vraintendente generale delle finanze del regno, autentico artefice
della prosperit della nazione. Quasi di sfuggita, ma il cenno di
grande interesse, nella Monarchia di Francia Campanella afferma che

in giovinezza, ancor prima che Dio rinovasse in casa Borbona la


gloria di Francia, e prima quindi di additare nel re Cattolico il so
vrano universale, aveva ritenuto che tale sovrano, preconizzato da
profezie e mutamenti astrali, sarebbe stato del sangue di Pepino.2
La statua, vista in sogno da Nabucodnosor e interpretata da Da
niele, sta a indicare che dopo la quarta e ultima monarchia, quella
romana, distinta in orientale e occidentale, e in dieci dita parte di
ferro, parte d'argilla, mal conglutinate, come son i regni ch'a quella
succedettero, avr inizio la monarchia universale del cristianesimo,
quando cade dal monte eterno Cristo, pietra angolare, senza mano
d'uomo e di donna e rompe tutta la statua, e cresce in tutto il mon
do, facendo l'imperio di Santi universale.3
Il poeta-profeta conferisce la solenne investitura al discendente dei
re di Francia, il cui scettro Dio stesso ha dotato di particolare virt
1 Cfr. Art. proph., pp. 118-120. 2 Mon. Francia, p. 388.
3 Ivi, . 374. Cfr. il sonetto n. 59, in Poesie, p. 250.

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444

GERMANA

ERNST

carismatica, di cui invano si fa


libert, egli gode finalmente di
oggetto di persecuzione, come
ze, rievocate in sobri ma comm
iscriversi anch'esse nella serie fa
delle scelte viene a identificars
no. Egli ricorda come il re di Sp
l'avesse condannato a lunghi de
fatto di avere profetizzato, qua
crollo delle mura del mondo e l
menti. Rinchiuso nell'antro di
che l'albero di Pallade aveva infi
ne potuto uscirne sano e salvo,
lo sacro e grazie a Urbano Vili,
era per riuscito a preservarlo d
un tempo dominato, ancora un
che

ritornava

(noctis

redeuntis

am

passioni quali l'invidia, l'ambizio


a lasciare Roma, approdando a
ligni persecutori non erano rius
dischiude il significato di questa
libert, lo aspettava il compito d
nutus reserare) e assistere alla n
altissimo

di

riunificare

il

mondo

e moderne; a lui, e non al 'sovr


Brahe e che era stato identificat

la Citt del sole.1

Uno dei temi-chiave delle profezie rinascimentali, che ben riflette


i timori e le speranze dell'Occidente, e che rivela nel modo pi evi
dente l'aspetto di propaganda politica che poteva assumere questo
genere di letteratura, quello della guerra contro i Turchi e della
riconquista cristiana di Gerusalemme.2 Il mito di una nuova crocia
ta circola ampiamente, alimentato ad arte da una rigogliosa pubbli
cistica. Secondo una delle predizioni pi diffuse, condivisa e temuta
1 Ecloga, . 94 sgg, p. 296 sg.

2 La letteratura sul profetismo riguardante i Turchi ricchissima; ci limitiamo qui a


segnalare alcuni studi, che contengono ulteriori informazioni bibliografiche: J. Deny,
Les pseudo-prophties concernant les Turcs au xvie sicle, Revue des tudes islamiques, t.
x, 2,1936, pp. 201-220; P. Preto, Venezia e i Turchi, Firenze, 1975 (un capitolo dedicato
a Le profezie sui Turchi) ; L. Pierozzi, La vittoria di Lepanto nell'escatologia e nella profezia,
Rinascimento, 11 s., xxxiv, 1994, pp. 317-363.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 445

dagli stessi Turchi, l'Egira non sarebbe durata pi di m


il periodo fatale veniva a concludersi proprio fra '500
breve testo assai noto, quello del turco Bartolomeo Geo
seriva che, trascorso un determinato periodo di anni da
Costantinopoli, dopo le continue fortune e le clamorose
Turco sarebbe stato di nuovo scacciato e messo in fuga
cristiana. Questo oracolo turchesco, ristampato molte
fine degli anni '80 fu inserito anche nell'edizione curat
lino Regiselmo della fortunatissima raccolta dei Vaticin
gioachimiti sui pontefici romani, e il curatore, sulla ba
rati calcoli e riferimenti cabalistici, non esitava ad ann
il compiersi della profezia era ormai alle porte.1 Non
che una delle parti pi famose del De eversione Europae
prototipo del pronostico politico rinascimentale, attribu
co e astrologo ferrrarese Antonio Arquato, riguardi i c
Turchi. Dei quali il testo prediceva le vittoriose guerre
sta, i duri scontri con le potenze cristiane, le minacciose
in Europa: ma infine la sconfitta ad opera del re di Un
rovina a causa di discordie interne, che avrebbero favo
tanea iniziativa cristiana e la successiva conversione degl
Campanella conosce bene questi testi e questa letteratur
primi documenti difensivi ricorda il Pronostico di Arqua
il quale i Turchi, al tempo del loro quindicesimo impera
rebbero divisi nei due figli del loro sovrano - proprio co
loro emblema, a met del suo corso comincia a dividers
na -, uno dei quali avrebbe aderito al Cristianesimo, me
sarebbe stato sconfitto dal re di Spagna.3 Nell'Ecoga so
le profezie su Maometto, anche se, nel diverso contesto,
liberatore della cristianit dalla minaccia turca compete

vrano francese :

Vah, formidatus Mahometes, tempus adesse,


cum sibi Gallorum promittunt arma ruinam
dinumerans crebro, propria in formidine sentit.4
1 Vaticinia sive Prophetiae abbatis Joachimi et Anselmi episcopi Marsicani... quibus Rota et
Oraculum turcicum maximae considerationis adiecta sunt, una cum prefatione et adnotationi
bus Paschalini Regiselmi, Venezia, 1589; cfr. Art. proph., pp. 242-243, nota 7; 245, nota 2.

4 Per le stampe del Prognosticon e una bibliografia minima su Arquato rinvio alla nota
pubblicata nella Sphaera di questo fascicolo, pp. 635 sgg.
3 Firpo, Processi, pp. 103,126,148,190; Art. proph., p. 117, 241.

4 Ecloga, w. 78-80, pp. 296-297: Ecco, il temuto Maometto, rifacendo il computo di


continuo, sente nel proprio spavento ch' prossimo il tempo in cui le armi francesi sa

ranno la sua certa rovina.

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446 GERMANA ERNST

In Campanella le profezie su Maomet

lo sfondo escatologico della sconfitta d


pi controversi nelle polemiche con i
lo identificavano nel papa di Roma.1 N
prophetales, un vero e proprio trattate
la si impegnava in una minuziosa erme
lisse, di Daniele, di Ezechiele, per preci

storia e nei diversi regni, i precursori del

lare congetture sulla venuta della sua u


zione. Figura centrale della trattazione
e nelle cui dottrine possibile rintrac
denza con le note dell'Anticristo annun
la bestia dalle sette teste e le dieci corn
dal suo seme che avr origine il cornu
che ricapitoler nella sua persona tutti
dal cristianesimo nel passato. L'ultimo,
dell'Anticristo, Lutero, le cui dottrin
te riformate, non a caso, per Campane
affinit con le credenze maomettane,
umana e propongono l'immagine di u
tiranno, crudele, fraudolento e invidio
ranno, che ci comanda di fare il bene, m

al male.2

Nell'EcIogfl, che nelle note richiama le diverse fonti profetiche ri


guardanti l'Anticristo, gli echi biblici si compongono in modo quan
to mai immaginoso e icastico per delineare la figura-simbolo della
corruzione e della confusione. L'Anticristo la bestia che bestem

mia i nomi dei santi, che si fa beffe di quanto serio, che confon
de le cose sacre e quelle profane; la bestia dall'aspetto infernale, il
cuore di volpe, le bocche di Cerbero, dall'ingannevole forza femmi
nea; lo scimmiesco Apella, il buffone che inganna gli animi legge
ri con enigma bizzarro, l'orrendo mostro privo della vista sotto il
cui dominio non possibile distinguere i seguaci di Cristo da quelli
di Abaddon, l'angelo nero dell'Apocalisse che arma i suoi adepti al
suono della quinta tromba:
1 Mi limito a rinviare a A. Rotond, Anticristo e Chiesa romana. Diffusione e mutamen
ti di un libello antiromano del Cinquecento, in Forme e destinazione del messaggio religioso.
Aspetti della propaganda religiosa nel 'joo, a cura di A. Rotond, Firenze, Olschki, 1991, pp.

19-164. Un puntuale studio sulle diverse interpretazioni dell'Anticristo in J.-R. Armoga


the, L'Anticristo nell'et moderna. Esegesi e politica, Firenze, Le Monnier, 2004.
2 Art. proph., pp. 202, 225.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 447

Trs cum dimidio postquam regnaverit annos,


cornibus invisis nunc extemploque videndis,
bestia sanctorum blasphemans nomina et aedes,
seria ridiculis maculane et sacra prophanis,
quae facies est Orcus, vulpis cor, Cerberus ora,
foeminei sceleris vis, cercopithecus Apella,
scurra leves animos cerebroso aenigmate fallens
(omnibus arridens, dicteria dicit in omnes)
quod Daniel scripsit, flatuque occidet Iesus,
tune monstrum infelix sacrata decidet arce :

monstrum horrendum, immane, ingens, cui lumen ademptu


confondit tempus Christique et Abaddonis arma.
Contingentque Agno sextum reserante sigillum.'

Nella prospettiva dell'unificazione del mondo gioca u


ciale la scoperta del Nuovo Mondo, annunciata dalle
me uno dei segni della fine dei tempi e che Campanella
iscritta nella missione unificatrice della monarchia di S
per quanto convinto che Dio si serve anche delle passion
vevoli dell'uomo, quali l'ingordigia dell'oro, per compier
disegni, egli non pu che deplorare i mezzi violenti con
gnoli hanno realizzato la conquista, trasformandosi da p

del messaggio evangelico in boia e carnefici dell'umanit


spici dell'Ecloga, troviamo quello che i mari siano solcati
zioni costruite con i pregiati legni calabresi e che, al fine
pi agevole la navigazione, autentica linfa vitale e vincol
lontani e separati, adottino quell'artificio, suggerito da
stesso, che consentirebbe di navigare senza vele e in ass
to.2 Ma l'auspicio pi profondo che si realizzi un rappo
con gli abitanti del Nuovo Mondo, in modo che essi, dep
imparino ad amare i cristiani non pi protesi verso azion
sta e sfruttamento, e che siano liberati per sempre dalle

ferenze che sono state loro inflitte dalla costrizione a lavorare nelle
miniere :

1 Ecloga, w. 125-137, pp. 300-303: Dopo che avr regnato per tre anni e mezzo, con le

corna invisibili, ma ben tosto palesi, la bestia che bestemmia i nomi e le case dei san
ti, che macchia il serio col ridicolo e il sacro col profano, che ha volto di Orco, cuore
di volpe, bocche di Cerbero e violenza di femminea perfidia, lo scimmiesco Apella, il
buffone che inganna le menti frivole con enigma bizzarro (a tutti sorridendo, di tutti si
fa beffe), il mostro sciagurato, di cui scrisse Daniele e che Ges uccider con un soffio,
allora piomber gi dalla rocca consacrata: il mostro orrendo, immane ed enorme, che
privo della vista. Sono tra loro confuse nel nostro tempo le armi di Cristo e quelle di

Abaddon. Ci accadr mentre l'Agnello schiuder il sesto sigillo.


2 Cfr. Civitas Solis, in T. Campanella, Citt del Sole, a cura di N. Bobbio, Torino, Ei
naudi, 1941, p. 166.

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448 GERMANA ERNST

tellusque reperta Columbo

dieta ab Americo, Ausoniis heroibus


diligere asseclas Christi, exonerata d
quo natis effossa suis cruciata tremis

La sofferenza di chi lavora nelle minie


alla terra, che, come Campanella affer
e rispettata come la madre che ci som
profanata e sottoposta a pene crudeli
no che ingenerare grandi dolori:

naturale ricavare nutrimento dalla terra, n


somministra il cibo, l'acqua, il vino, l'olio e

latte dalle sue mammelle. Ma non bisogna

varne metalli e pietre utili soltanto ad affli


che i romani vietarono come cosa empia di s
talliche, perch, quasi emuli del matricida
di esplorare che cosa la madre nasconda nel

Nell'ultima composizione poetica c

convergenza fra utopia, astrologia e


de alle Muse di Calabria di spogliarlo
ancora una volta, i segni dei giudizi d
nell'approssimarsi di un'epoca in cui s
indici di pianto e di ignoranza, per in
cuori; un'epoca in cui, banditi gli inga
non temeranno il lupo, n gli armen
auspicato nella Citt del Sole, che il fa
dai fati ad edificare, i sovrani govern
cesser l'ozio e cessaranno le brutali
lavoro suddiviso equamente tra frate
quanto tutti figli di uno stesso padre:

pietas, prisca fides, candida cord


lugentum ignorantumque index atri ab
Exulet impietas, fraudes, mendacia, lit
nec timeant agnive lupum, aut arment

1 Ecloga, w. 201-204, 308-309: e la terra s


Amerigo Vespucci, italici eroi, aggiunger il su
dal peso delle sofferenze che fanno tremare i su
2 Oeconomica, in Op. lat., 11, p. 1046: Praeterea

propria, quae tellus est, accipere matre, ideoque


vinum, oleum, et liquores alios, tanquam lac e
effodienda est eviscerandaque, ut metalla et sax
affligendae, eruantur. Quapropter religiose Ro
artes exenterari vetuerunt, ne, quasi Nero matr
spiciendi cupidi viderentur.

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PROFEZIA E POESIA IN TOMMASO CAMPANELLA 449

inque bonum populi discent regnare tyranni;

ocia cessarunt et cessavere labores:

nam labor est iocus, in multos partitus amice,

quippe unum agnoscent omnes patremque Deumque.


Conciliabit amor firaternus cognitus omnes.1

Se la tensione profetica in Campanella gioca un ruolo dominante,


l'intero Cinquecento percorso da tracce profonde di un diffuso
bisogno di profezia, in un protendersi dell'immaginazione a indi
viduare possibili forme di autoidentificazione e di legittimazione,
a proiettare istanze di cambiamento. I testi profetici conoscono
una straordinaria fortuna, e a loro viene richiesta, paradossalmente,
una duplice e opposta prerogativa. In primo luogo, a conferma della
loro attendibilit, si richiede che siano veridici, e cio che abbiano
previsto eventi storicamente realizzati - esemplare il ricordato De
eversione Europae di Arquato, che si continua a ristampare e postilla
re fittamente ai margini per rilevare come avesse previsto fatti che
avevano cambiato il volto dell'Europa, quali l'avvento di Lutero, il
sacco di Roma, le imprese di Carlo V in Africa. Ma al tempo stesso
si richiede anche che non si esauriscano con la predizione avverata,
che siano suscettibili di sempre nuove interpretazioni, e che possa
no, proprio come la fenice, rinascere dalle proprie ceneri. Preroga
tiva, questa, che sottolinea lo stretto rapporto - eminentemente,
oggi diremmo, interattivo - che si viene a istituire fra le profezie
e i loro interpreti. Il testo profetico si pone, di volta in volta, come
spunto, occasione, pretesto, esortazione, minaccia. Sono i suoi in
terpreti che lo riempiono di significati, e la sua inesauribile vitalit

strettamente connessa al mobile colloquio con loro. Per questo uno


degli aspetti della profezia, ed quello in cui risiede il segreto del
la sua inesauribilit, sembra consistere proprio nella sua allusivit,
nel suo significare molteplici cose al tempo stesso, nel non esaurirsi
nei fatti realizzati, ci che le consente di rinascere a nuova vita e di
continuare a lanciare i propri messaggi e le proprie sfide. L'elusivit
e l'allusivit sono un elemento costitutivo della profezia, che oscilla
in un continuo gioco di offrirsi ai suoi interpreti, che si affannano a
decifrarla e verificarla, e di sfuggire e ritrarsi da coloro che, disvelato

il suo messaggio, non potrebbero che farla morire.


58 Ecloga, w. 222-230, pp. 310-311: piet, fede originaria, candidi cuori, lungi
sono i colori cupi, indici di pianto e d'ignoranza. Empiet, frodi, menzogne e liti esule
ranno, gli agnelli pi non temeranno il lupo, n gli armenti il leone, i tiranni apprende
ranno a regnare per il bene del popolo, cesser l'ozio, dopo che sar cessata la penosa
fatica: gioco infatti il lavoro ripartito amichevolmente fra molti, poich tutti ricono
sceranno un unico padre e Iddio.

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