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Fig. .

Andrea Ferrucci, Romolo Balsimelli e collaboratori,

Cappella Carafa di Santa Severina. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore.

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Eugenio Canone
LA CAPPELLA DELLO SPACCIO:

DUE CIELI IN UNO*


F ch'il mio lavoro sia occolto e sia aperto.
Spaccio de la bestia trionfante, dial.

j* 565-1575 Nel convento napoletano di San Domenico Maggior


I no trascorse il decennio decisivo della sua formazione, dopo g
JL. ni - probabilmente tre poco pi - nei quali, giovinetto, av
l'altro frequentato le lezioni di alcuni maestri dello Studio pubblic
decennio di intensi studi filosofici teologici letterari, ma anche un

travagliato da gravi dubbi, in parte espressi, e da conseguenti procedim

disciplinari. Egli stesso, nel corso del processo a Venezia, ebbe a di


di aver dubitato circa l'Incarnazione - e quindi circa la Trinit - gi
di diciotto anni, cio solo un anno dopo aver preso l'abito. Questo
be far riflettere sull'origine di certe posizioni anticristiane di Br
sono profondamente radicate nella sua esperienza biografica.
Un'incredulit verso i dogmi del cristianesimo - del resto alquan
fusa nel Cinquecento - che in Bruno si collega a un'ostilit nei con
dell'ebraismo, con l'idea di un Dio sentito come inclemente e vend
Nei suoi scritti, quell'atteggiamento di incredulit si esprimer n

in un rifiuto degli articoli di fede sul piano normativo pratico (valid

a livello giuridico sociale e storico, dunque relativamente e in rapp


diverse religioni e culture), quanto nel rigetto di una pretesa ver
versalmente valida - degli articoli di fede, quali garanti di una co
e una scienza dell'assoluto. Pi che la chiesa cattolica, come istitu
Bruno respinge la teologia cristiana e i suoi dogmi, una fede che v
essere una scienza. Tale incredulit, che comporta il riconoscime
l'eccezionale potere dell'immaginazione nella fede - l'irrazionale d
rebbe reale -, prende nel contempo le distanze da forme di scettic
confronti delle scienze, unendosi invece a un forte interesse verso

se espressioni del sapere umano nella prospettiva di un originale


pedismo. Va sottolineato che della teologia cristiana Bruno riconos
forza di alcune idee fondamentali, quali per es. la concezione dell'
di Dio e quella di un Dio d'amore e misericordioso, come pure la

zione di alcune entit intermedie tra l'uomo e la somma divinit. Si tratta

*11 presente contributo pu considerarsi solo l'avvio di una ricerca, come capitolo
di uno studio sulla formazione di Bruno. Ringrazio Michele Miele, Giulio Raio, Ada
Russo per le preziose indicazioni. Ringrazio inoltre Valeria Canone per il disegno della
Fig. 13 e Mario Setter per le riproduzioni fotografiche.

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EUGENIO

CANONE

di motivi ben presenti nelle sue


che queste e altre idee del cristia

Gregorio di Nissa, Agostino, p


pienza' precedente: una sapienza
mo si presenterebbe in parte stra
Nella vita e nell'opera di Bruno
lasci, nel bene e nel male, una t
meditazione sar, nei suoi scritti
della seconda met del Cinquecen

to e della chiesa.

In San Domenico Maggiore si trova un sacello dedicato a san Martino


(Fig. i), che pu in qualche modo considerarsi la cappella dello Spaccio de
la bestia trionfante. Di sicuro si tratta di una 'fonte' significativa di tale ope

ra, proprio perch in essa il giovane Bruno poteva scorgervi quel singola
re legame tra potenti immagini pagane e potenti immagini cristiane, con
l'idea di 'moralizzare' il cielo, che sar uno dei motivi guida dello Spaccio,
anche se in una visuale ben diversa rispetto al proposito edificante in sen
so cristiano della cappella nella chiesa domenicana. La cappella rimasta
finora sconosciuta agli studiosi di Bruno, nonostante ne avesse colto il
collegamento con lo Spaccio un visitatore d'eccezione: Aby Warburg. Un
Warburg sofferente, pur con una vivacit mentale impressionante, visit

San Domenico Maggiore nel maggio del 1929. Nell'ottobre dello stesso

anno lo studioso amburghese mor, senza aver potuto completare un suo


scritto su Bruno,2 autore che ritorna di frequente nelle lettere e negli ap
punti degli ultimi mesi della sua esistenza. Ma ritorner in seguito su tale
visita e sugli appunti di Warburg nel Tagebuch der Kulturwissenschaftlichen
Bibliothek Warburg.

La cappella funeraria cui faccio riferimento fu fatta edificare nei primi


decenni del Cinquecento da Andrea Carafa, conte di Santa Severina.3 L'ar
. In questa ottica, nello Spaccio si fa riferimento al culto dei santi (cff. bsp 249 sgg.,

268-269). del tutto evidente che nelle opere di Bruno - nello Spaccio, nella Cabala e
in altri testi - ci sono precisi elementi di avversione nei confronti dell'ebraismo e del
cristianesimo. Tale questione meriterebbe comunque un approfondimento, tenendo
anche conto dell'uso non solo strumentale della sapienza biblica nei suoi scritti.
2. Del taccuino di appunti su Bruno stata annunciata l'edizione a cura di Nicholas

Mann nella collana Aby Warburg, Opere (coedizione Nino Aragno-The Warburg
Intitute).

3. Dall'ingresso principale della chiesa di San Domenico Maggiore, la cappella Carafa


di Santa Severina la prima della navata destra. 11 migliore studio sulla cappella di An
drea Carafa si trova nel volume di R. Naldi, Andrea Ferrucci: marmi gentili tra la Toscana
e Napoli, Napoli, Electa, 2002 (Gli astri di Andrea Carafa, pp. 143-168). ale studio, con
un puntuale apparato documentario, ricostruisce le diverse fasi della costruzione della
cappella. Al lavoro di Naldi rinvio anche per la bibliografia. Ancora utile la lettura di R.
M. Valle, B. Minichini, Descrizione storica, artistica, letteraria della chiesa, del convento e
de' religiosi illustri di S. Domenico Maggiore di Napoli dal 1216 al 1854, Napoli, Stamperia del
Vaglio, 1854, pp. 89-103.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO1 DUE CIELI IN UNO 31

ma dei Carafa - uno scudo orizzontalmente scompartito da


gentee su fondo rosso - scolpita pi volte nella cappella.4 Il
del ramo dei Carafa 'della Spina',5 era un personaggio di sp
ciet napoletana tra fine Quattrocento e i primi decenni de
Andrea non ebbe figli; alla sua morte, nel 1526, la cappella
e fit poi venduta a Ferrante Carafa, marchese di San Lucid

servizio dei sovrani aragonesi, poi di Gonzalo Femndez


di Ferdinando il Cattolico, lungo un trentennio Andrea Ca
brillante carriera politica e occup i pi alti uffici, fino all
gotenente generale del regno con funzioni di vicer.7 Il Car
deva titoli feudali; pens dunque di acquistarne uno, diven
Santa Severina. Si tratta della stessa cittadina, in provincia
cui quarant'anni dopo la morte di Andrea sar arcivescovo u
molto legato ai carafeschi e noto al filosofo nolano: il somm

Antonio Santori.8 Conte di Santa Severina/arcivescovo di Santa Severina:

le due figure, con il richiamo ai Carafa e ai carafeschi, potevano essere


certo avvicinate da un osservatore acuto come Bruno. Un partito carafe
sco - ben consolidato sia a livello politico sia nel collegio cardinalizio e,
in generale, negli ambienti curiali - che nel corso del Cinquecento, oltre
all'intransigente Paolo IV Carafa, avrebbe espresso il non meno severo Pio

V Ghislieri.9

Nel programma iconografico della cappella in San Domenico Maggio


re Bruno poteva cogliere un preciso messaggio etico-religioso e politico,
4. L'arma dei Carafa figura pure in uno scudo diviso verticalmente con l'arma di
Maria del Balzo, moglie di Andrea. Nella cappella scolpito anche lo scudo con l'arma
della famiglia Pietramala, cui apparteneva la madre di Andrea. Cfr. R. M. Valle, B. Mi
nichini, op. cit., p. 94. Ovviamente l'arma dei Carafa anche lo stemma di Paolo IV.
5. Come viene ricordato da Naldi, Andrea Carafa utilizz anche l'impresa araldica
del ramo dei Carafa 'della Stadera', a voler sottolineare l'origine comune dei diversi
rami della famiglia (R. Naldi, op. cit., p. 149, nota 12).

6. Su Ferrante Carafa vedi la voce biografica di G. De Caro in Dizionario biografico


degli Italiani, voi. 19, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1976, pp. 543-545. Dopo
vari passaggi ereditari, nell'Ottocento la cappella in San Domenico Maggiore pass al

tenente generale Filippo Salluzzo, duca di Corigliano e consorte di Giulietta Carafa.


Il Salluzzo promosse alcuni lavori nella cappella, facendo anche costruire - sul lato si
nistro della cappella - un monumentale sepolcro, nei cui rilievi figurano tra l'altro un
cannone, tamburi e munizioni. Il sepolcro decisamente brutto e - come gi notava
Raffaele Valle altera non poco il bell'accordo di tutte le eleganti, dilicate, e svelte co
struzioni della cappella (R. M. Valle, B. Minichini, op. cit., p. 101; cfr. anche pp. 90-91,

99-100). Vedi R. Naldi, op. cit., p. 149, nota 7.


7. Andrea Carafa ricopr tale importante incarico tra la fine del 1523 e il 1526.

8. Anche dopo la nomina a cardinale (1570) Santori mantenne l'arcivescovato cala


brese. Su Santori cfr. il recente volume di S. Ricci, Il sommo inquisitore. Giulio Antonio
Santori tra autobiografia e storia (1532-1602), Roma, Salerno ed., 2002.
9. Bruno - stando a quanto egli stesso afferma nella Cabala del cavallo pegaseo - avreb
be dedicato a Pio V un suo scritto giovanile intitolato L'arca di No, opera menzionata
anche nella Cena de le Ceneri (cfr. boeuc ii 321 e boeuc vi 15).

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EUGENIO

CANONE

Fig. 2. Napoli, chiesa di San Dom


Severina. Rilievi marmorei del sot

superiore: Orion, Cetus, Hercule


Fascia inferiore: Centaurus, Ara

l'idea

cio

di

cristianizzare

e,

se

quattro sottoarchi della cappell


cielo di esaltazione di ninfe ero
metamorfosi del mondo uman
cielo ottavo delle stelle fisse
dello Spaccio e che i teologi cr
l'empireo, come lo era la creatu
due cieli tendono a convergere
to, Bruno allude infatti alle fig
di una riforma della sommers
che doveva per orientarsi in u
ma protestante. Due cieli in un
nello Spaccio tra un cielo stell
dell'immaginario ottavo cielo d
co e morale dell'uomo,13 in ra

10. Per i riquadri dei sottoarchi di in


per i pannelli dei sottoarchi laterali v
11. Per alcune osservazioni sui 'cieli
Le monde des sphres, I: Gense et tri
Lettres, 1996, cap. x, in part. pp. 20112. bsp 62.

13. Cfr. ivi, pp. 10,18, 72-74.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 33

nell'unico cielo dell'universo infinito. Quell'ottavo cielo m

che, quale confine ultimo tra il visibile e l'invisibile, veniva


insidioso ancora nel Seicento, proprio in quanto 'figurato' da
pagani e moralmente biasimevoli. Basti pensare al disperato i
lius Schiller di cristianizzare non solo le tradizionali sfere pla
stesse immagini figurate delle stelle. Cos, se abbastanza ovvi
sostituzione di Sole-Luna con Cristo-Vergine Maria, meno sc
trasformazione delle costellazioni Perseo in San Paolo, Orion
seppe, Cassiopea in Santa Maria Maddalena, per non parlare
Tre Magi e Andromeda in Sepulchrum Christi.'4

Anche se l'epigrafe dedicatoria che appare sull'arco d'ingre


pella Carafa di Santa Severina indica la data del 1508,15 i lavo
tamento del sacello si protrassero per lungo tempo, coinvol
maestranze guidate - nei primi decenni del secolo - da alcuni
artisti attivi a Napoli in quel periodo. Sono da ricordare in
scultore fiesolano Andrea Ferrucci (1465-1526) e il pittore sal
drea Sabatini (1480-1530);16 quest'ultimo influenzato dal Per

Fig. 3. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore. Cappella Carafa


Severina. Rilievi marmorei del sottoarco di fondo (da sinistra a dest
Auriga, Aquila, Circulus Lacteus, Delphin, Serpentarius.

14. Il Coelum stellatum Christianum del gesuita Julius Schiller fu pubbl

burg nel 1627. Va sottolineato che Schiller intendeva, nell'ottavo cie


mondo mitologico greco ispirandosi anche all'Antico Testamento.
15. Cfr. Fig. 1. Questo il testo dell'epigrafe che si legge solo parzialm

gura: ANDREAS CARRAFA S<ANCTE> SEVERINE COMES / DIVO MARTINO D

MDViii. Il 1508 viene tradizionalmente inteso come anno di fondazione


16. Tenendo conto del nome del committente, la cappella pu quind

Andrea.

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EUGENIO

CANONE

Fig. 4. Napoli, chiesa di San Do


Cappella Carafa di Santa Severina. Ri
Leo,

Cancer,

Gemini,

Taurus,

coce divulgatore del raffaellismo


realizzazione dell'imponente arco
rilievi, nonch con ogni probabil
cappella.18 Romolo Balsimelli,19
rucci, sar impegnato in altri im
il monumento funebre dei genito
i due archi laterali.21 Andrea da S

17. Sull'attivit del Sabatini vedi il catal


nale, a cura di G. Previtali, Firenze, Cen
210-215).

18. Ad Andrea Ferrucci e collaboratori si deve forse anche l'arco di fondo della cap
pella. Vari rilievi marmorei della cappella furono eseguiti da artisti di bottega.
19. Romolo Balsimelli, anch'egli dei dintorni di Firenze (di Settignano), era nato nel
1479

20. Galeotto Carafa e Rosata Pietramala. Il monumento, come indica l'epigrafe, fu


eretto nel 1513.

21. Riguardo ai lavori di costruzione e ai rilievi della cappella sono noti alcuni do
cumenti e testimonianze. Da ricordare, in particolare, il brano dell'importante lettera
(del 1524) di Pietro Summonte a Marcantonio Michiel che fa riferimento ad Andrea
Ferrucci e a un 'Matteo Lombardo', nonch i due documenti (del 1512 e del 1515, pubbli
cati da Gaetano Filangieri) che fanno invece riferimento ai lavori eseguiti da Romolo
Balsimelli. Vedi G. Filangieri, Documenti per la storia, le arti e le industrie delle provincie

napoletane, 6 voli, Napoli, Tipografa dell'Accademia Reale delle Scienze, 1883-1891;


rist. anast. (con contributi introduttivi di R. De Lorenzo e N. Barrella): Napoli, Societ
Napoletana di Storia Patria, 2002, voi. in [1885], pp. 29-35. Pet la lettera di Pietro Sum

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 35

nianze, fu l'esecutore dell'affresco della cupola della cappe


che si poteva ancora vedere fino alla prima met del Settece
crollo della volta con la grave perdita delle pitture. Gaetano
in proposito un documento della seconda met del Settece
dei Monasteri soppressi: La detta cappella de' Conti di Sant
prima dipinta a fresco in tutta la scudella di sopra dal celeb
Andrea Sabbatino Salernitano, ma nell'anno 1744 poco si c
causa dell'umidit. Oggi 1781 non vi sta, perch nel d. anno
la fu sbuccata (sic).23 Dopo il crollo, la volta della cappella,

era a gavetta24 - con tre finestre circolari strombate nelle lun

della cupola -, fu modificata a vela, riempiendo gli spigo


modo che priva di archi di sostegno, in cambio de' quali
sull'incurvatura della volta, nel ristauro fatto dal Saluzzo, q
semicircolari, dipinti in tela dal cavalier de Vivo, espriment
ci.25 Sul soggetto dell'affresco della volta abbiamo una tes

Bernardo De Dominici, il quale - nelle Vite de' pittori, scultori,

napoletani (1742-1745) - scrive che le pitture rappresentavan


dre con Ges Cristo, la Beata Vergine in gloria, con alcuni
ne del suddetto Signore [Andrea Carafa].26 Si tratta di una
preziosa in quanto ci fa capire, considerando assieme i rili
dei sottoarchi, quello che era nella sua complessit il prog
grafico-concettuale astrologico e religioso della cappella, pr
un visitatore di oggi solo in parte pu cogliere, almeno se
dei mediocri dipinti di soggetto biblico che nell'Ottocento f

monte e per la segnalazione dei documenti relativi alla cappella Caraf


rina nel fondo 'Monasteri soppressi' dell'Archivio di Stato di Napoli
cit., pp. 80 e 149, nota 7.

22. Tra le testimonianze pi significative va ricordata quella di C

nella sua Napoli sacra (Napoli, 1623 e 1624) : La cupola di questa cappella
da Andrea di Salerno [...], cit. in R. Naldi, op. cit., p. 150, nota 19. A
stato nel passato attribuito anche il dipinto (raffigurante la Vergine,

altri santi e personaggi della famiglia Carafa) collocato sull'altare de


altri studiosi attribuiscono al fiammingo Comelis Smet (vedi Fig. 1).

23. G. Filangieri, Documenti per la stona, le arti e le industrie delle provi

voi. in, cit., p. 31, nota a (l'espressione la scodella fu sbuccata ovv


dersi 'fu bucata'). E da segnalare che dell'attivit di frescante del Sab
solo un affresco - San Benedetto in cattedra consegna la regola a Mauro
conserva nella Badia della Santissima Trinit di Cava dei Tirreni (cfr.
nel Rinascimento meridionale, cit., pp. 154-155).

24. La volta a gavetta la volta che si ottiene intersecando con un


una volta a padiglione (A. Duro, Vocabolario della lingua italiana, voi. 11
dell'Enciclopedia Italiana, 1987, p. 585).
25. R. M. Valle, B. Minichini, op. cit., p. 102. Murate le finestre, com
della cappella fu aperto un lucernario nella cupola.

26. Cit. in R. Naldi, op. cit., p. 144. Cfr. R. M. Valle, B. Minichini,


l'egregio artista Sabbatino da Salerno dipingeva a fresco la gloria de
volta di questa cappella, dipinto che ora lamentiamo perduto.

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36 EUGENIO CANONE

r
<C

i>

f 5i
Fig. 5. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore.
Cappella Carafa di Santa Severina. Rilievi marmorei del sottoarco destro: Libra,
Scorpius, Sagittarius, Capricornus, Aquarius, Pisces.

- forse per ripristinare il significato sacro unitario della cappella - sull'in


curvatura della volta.27 Per farsi un'idea di come doveva apparire l'affresco
della volta, in rapporto ai rilievi dei sottoarchi, si veda il disegno della fig.
13 del presente contributo. molto probabile che l'immagine del Cristo
fosse centrale (alla destra del Padre, ma in posizione centrale), come in
analoghe raffigurazioni dell'epoca.
Con l'indicazione del soggetto che era affrescato nella cupola, possiamo
comprendere il collegamento che si intendeva evocare nella cappella tra
il cielo teologico cristiano trionfante - quell'empireo che, come paradiso

escatologico, rimandava all'Apocalisse di Giovanni28 - e il subordinato


cielo fisico-astrologico 'pagano' cui facevano riferimento le immagini
nei sottoarchi della cappella: stelle e segni che, a loro volta, esercitavano
un'influenza nelle vicende del mondo sublunare. In tal senso, da segna

lare che sopra i quattro archi intemi della cappella figurano delle epigrafi
che accennano alle virt del condottiero, il quale pu aspirare alla gloria e
anche a un cielo che sovrasta quell'ottavo. Queste le epigrafi: honestae
militiae continuo / Comes Victoria (sull'arco di fondo); FULGERE COELO
DATUM EST / VIRTUTIS PRAEMIO BONIS (sull'arco sinistro); PIETATI ET ME
27. Le tele di Tommaso De Vivo (1790-1884) raffigurano: La creazione della luce, La
visita della regina di Saba a Salomone, L'adorazione dei Magi e L'ingresso della famiglia di
No nell'Arca.

28. Come, per es., nel celebre affresco di Correggio nella cupola della chiesa di San
Giovanni Evangelista di Parma.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 37

moriae / perpetuae sacrum (sull'arco destro); UTRAQVE PRO

/ constructo vita sacello (all'interno dell'arco d'ingresso)


tivo che tali epigrafi siano collocate sopra le immagini dell'o
alludendo a una trascendenza e a un premio che l'uomo virtu
- il quale riesce a liberarsi degli influssi astrali - pu consegu
lo superiore, divino. Opportunamente, Riccardo Naldi rinvia
Giovanni Pontano per la chiarificazione degli aspetti astrolo
e religiosi del programma iconografico della cappella.29 Va ri
l'opera di Pontano - in particolare l'Urania, edita nel 1505 -

citata da Fritz Saxl nell'articolo apparso in italiano nel 1934 su La


logica di Agostino Chigi.30 Nel contributo si prendono in esame s

schi31 del soffitto della Sala di Galatea della villa di Agostino


nesina, 1509 sgg.), sia il mosaico32 della volta della cappella fu
Chigi (ca 1516) in Santa Maria del Popolo a Roma. In un sagg

ancora alla Farnesina e pubblicato in inglese nel 1935, riferendosi

della Sala di Galatea, Saxl osserva che il Peruzzi ha dipinto tr


per il Chigi le radici celesti della sua felicit terrena; e questo
di esultanza rappresentato dalle bellissime figure dell'Olim
senza alcun accenno a un Padre Celeste che governi al di l de
Nel mosaico in Santa Maria del Popolo, invece, compaiono s
i segni dello zodiaco (in quanto rispettive case dei pianeti) m
angeli che governano le sfere celesti34 e al centro la figura d
che li domina. Tale cupola, rileva Saxl, la controparte del s
Farnesina. Evidentemente vuol significare che il corso del m
terminato dai pianeti e dalla loro posizione, ma questi non s

costretti come sono a eseguire la volont di Dio.35 Quan

da Saxl, in relazione al mosaico della cappella Chigi e circa il


fede astrologica e fede cristiana nel Rinascimento, pu riferi
cappella Carafa di Santa Severina. Sarebbe anzi utile un conf
programmi iconografici dei due sacelli, anche in rapporto ad a

'celesti' del Rinascimento.

Nei riquadri dei sottoarchi della cappella in San Domenico Maggiore so


no scolpite trenta delle quarantotto costellazioni elencate da Tolomeo nel
29. Cfr. R. Naldi, op. cit., p. 144.
30. La fede astrologica di Agostino Chigi, trad. it. di P. Meriggi con la collaborazione
dell'autore, ora in F. Saxl, La fede negli astri. Dall'antichit al Rinascimento, a cura di S.
Settis, Torino, Boringhieri, 1985, pp. 303-412.
31. Eseguiti da Baldassarre Peruzzi.
32. Realizzato da Luigi de Pace, su disegni di Raffaello.
33. La Villa Farnesina, in F. Saxl, Storia delle immagini, trad. it. di G. Veneziani, intr. di
E. Garin, Bari, Laterza, 1965, p. 118.
34. Le sette sfere dei pianeti e quella delle stelle fisse.
35. La fede astrologica di Agostino Chigi, cit., p. 409 (vedi anche la fig. 237 del volume).
Per alcune indicazioni circa il soggetto del mosaico e le sue fonti della cappella Chigi
cfr. G. Mori, Arte e astrologia, Firenze, Giunti, 1998, pp. 38-39.

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38 EUGENIO CANONE

Fig. 6a. Napoli, chiesa di San Domenico Magg


Severina. Sottoarco di fondo: riquadro con

Fig. 6b. Circulas Lacteus, in C. I. Hyginus, De m

Venezia, 1502, c. [15r].

l'Almagesto e alle quali Bruno si richiama


laterali appaiono le costellazioni zodiacali

36. Questo mondo - si legge nell'Epistola esplic


de stolti matematici, et accettato da non pi sagg

to imagini [...] viene ad essere principio e suggetto

p. io).

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 39

Fig. 6c. Circulus Lacteus, in C. I. Hyginus, Poeticon astronomicon, Venezia, 1482,

c. c8r. Da segnalare che, nel volume, il fascicolo 'c' segue quello 'd\

Fig. 6d. Circulus Iunonium, in T. Radini Tedeschi, Sideralis abyssus, Pavia, 1511,
c. 13V.

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40

EUGENIO

naie,37

CANONE

rilievi

marmorei

del

sottoa

lo Latteo38 - cinque costellazioni


Delfino, Serpentario/Ofiuco.39 Pi
delle due fasce dell'arco d'ingresso
secondo un ordinamento tradizion
si alternano a quelle del cielo aust
co (vedi Fig. 2, fascia superiore), d
costellazioni dell'emisfero Sud - O
dell'emisfero Nord: Ercole, Coron
interna del medesimo sottoarco (F
costellazioni australi - Centauro,42
boreali: Boote Artofilace, Lira,
zione sia dovuta a ragioni di caratt
sponda a precisi motivi del progra
con quell'intreccio che interessa a
religione e politica. In tal senso,
gresso e in quello di fondo sono ra
extrazodiacali paranatellonta che
loro sorgere e tramontare, esercit
nare, influsso che veniva consider
astrologi. Non comunque un cas
astrologica, Brano dar importanz
carattere cosmologico, assumeran
lico, come figure delle stelle nella
costellazioni zodiacali e i paranatel
catasterismi che tradizionalmente
nuova mappa del cielo dentro e fuo
sulla necessit di un profondo rin
che Se [...] purgaremo la nostra a
nostro cielo, nove saranno le coste

37- Vedi le Figg. 4-5 del presente contr


delle costellazioni zodiacali va considera
(se si tiene conto che i due sottoarchi so
ta chiara). da ricordare che le costella
38.
39.

Circulus Lacteus
Vedi Fig. 3.

Circulus

Iunonium

40. Per il pannello con Orione vedi Fig.


41. Per i riquadri degli asterismi Perseo
42. Chiron Phillyrides. Per il riquadro
43. Per il rilievo marmoreo di Boote v
denza tra le due fasce del sottoarco d'in
plessivamente cinque, collocate sulla sin
sulla destra).
44. Non escluso che per la definizione di tale programma furono coinvolti perso
naggi dell'ambiente culturale 'pontaniano' ( da ricordare che Andrea Carafa era amico

di Iacopo Sannazzaro).

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 41

nuove fortune.45 Va i
noltre evidenziato che

i miti legati ad alcuni di

tali asterismi - in par


ticolare Ercole, Per
seo, Orione - possede
vano un fascino parti

colare, proprio nel


la prospettiva dell'e

roicizzazione di virt

virili e militari. Certo,

nel sottoarco d'ingres

so del sacello in San

Domenico Maggiore

i catasterismi di Orio

ne e Perseo (entram
bi armati) hanno una

posizione strategica,
essendo le due pri
me figure - rispettiva

te sulla sinistra e sul


la destra - della fascia
esterna. Una collo

cazione che suggeri


sce un'opposizione e
che appare ancora pi
significativa se si tie

ne conto dei due ca

tasterismi che compa

iono nei riquadri ri

spettivi della fascia in

terna: Chirone e Pe

gaso. Se il rapporto
Perseo-Pegaso evi

dente con riferimento

al mito che coinvol

geva Medusa, quello

di Orione-Chirone lo

meno. A Bruno non

sar sfuggita la con

nessione, ed noto

che sia la figura di Per

seo - assieme ad Erco


45 BSP 73.

Fig. 7a. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore.


Cappella Carafa di Santa Severina.
Sottoarco di ingresso : riquadro con
la costellazione australe Orione.

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42.

EUGENIO

CANONE

le46

sia

quelle

ne avranno un ruolo decisivo

nello Spaccio, alludendo queste

ultime - nell'eversiva riscrittura

bruniana dei miti greci - a due


diverse immagini di Cristo: ag
gressivo cacciatore e mansueto
pastore di anime.47

Se si escludono le costella
zioni zodiacali dei sottoarchi

laterali, si pu osservare che


nei sottoarchi d'ingresso e di
fondo della cappella Carafa si
hanno complessivamente dodi

ci asterismi del cielo boreale e

cinque del cielo australe, rispet

to ai venti e ai sedici elencati

da Tolomeo. Mancano per es.

le due Orse e Draco;"s conside


rando poi la presenza di Perseus,
Fig. 7b. Orion, Cepheus,
in Hyginus,
De mun
Pegasus, Cetus, colpisce
sphere...

declaratione,
1502,
l'assenza dei catasterismi
fem c.

[31V].

46. Su Ercole cfr. ivi, pp. 21-22, 68,

90-94; su Perseo cfr. pp. 23, 66, 180

182. Va sottolineato che non solo

Ercole, ma anche Perseo (come mito


e riguardo alla costellazione) figura

chiave nella cultura del Rinascimen

to, una figura su cui hanno richiama


to l'attenzione sia Aby Warburg che

Fritz Saxl.

47. Cfr. ivi, pp. 277-282 e 298-301.

48. Nelle illustrazioni di Engonasin/

Hercules tradizionalmente veniva raf

figurato - senza indicazione di stelle


- anche un serpente avvolto intorno
a un albero, con riferimento al drago
posto da Era a guardia dei pomi d'oro
delle Esperidi (cfr. Figg. na-c). Ovvia
mente, in tali illustrazioni il serpente

non va identificato con la costellazio

ne del Drago. Nelle carte del cielo


boreale (per es. in quella disegnata
Fig.

7c.

da Durer) albero e serpente venivano


omessi, e la costellazione del Drago si
Orion, in Hyginus, Poetico
presentava correttamente sotto quel

astronomicon,
la di 1482,
Ercole.

c.

fir.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 43

minili che completano la saga

immortalata in cielo: Cassiopea

e Andromeda. Con ogni proba

bilit non deve trattarsi di una

mancanza casuale, se si tiene


conto della lettura essenzial

mente al maschile delle imma

gini dell'ottavo cielo nei rilievi

della cappella napoletana. Un

proposito di militarizzare e ma
scolinizzare le figure astrali che

risulta con evidenza se si con

frontano le immagini di alcune


costellazioni, cos come scolpite

nei sottoarchi, con quelle che

dovettero essere i loro modelli,

Fig. . Orion, in Radini Tedeschi, Sideralis


cio le xilografie che gi dagli

incunaboli corredavano tradi

abyssus, 1511, c. 62V.

zionalmente eli Astronomica di

Igino49 e che si rifacevano alle illustrazioni dei codici medievali e umanisti


ci.50 Tra le edizioni che ho potuto esaminare, ho riscontrato una notevole
somiglianza tra i rilievi marmorei della cappella Carafa e le xilografe che
illustrano l'edizione degli Astronomica apparsa a Venezia nel i502.51
Come esempio, si possono confrontare alcuni riquadri dei sottoarchi e
le corrispondenti xilografe nel volume del 1502.52 Per evidenziare la pecu
liarit di tali xilografe, si pu far riferimento anche a quelle che figurano
nell'edizione dell'opera di Igino stampata nel 1482.53 Per talune immagini,
il confronto pu essere inoltre esteso alle illustrazioni che compaiono in
un'opera pubblicata nel 1511 e che Bruno avr quasi sicuramente tenuto
49- L'editio princeps dell'opera del 1475.

50. Riguardo alle fonti dei rilievi della cappella Carafa, Naldi segnala le illustrazioni
che corredano gli Aratea di Germanico nell'edizione dei Matheseos libri vm di Firmico
Materno, pubblicata da Aldo Manuzio nel 1499 (R. Naldi, op. cit., p. 144 e , 150, nota

17). Va precisato che le xilografie che compaiono nelle edizioni quattro-cinquecente


sche degli Astronomica di Igino e degli Aratea di Germanico attestano una medesima tra
dizione iconografica che si basa sulle illustrazioni presenti nei manoscritti di tali opere.
51. Caius Julius Hyginus, De mundi et sphere ac utriusque partium declaratione cum
planetis et varijs signis historiatis, Venezia, Giovanni Battista Sessa, 1502 (ho esaminato

l'esemplare conservato nella Biblioteca Casanatense di Roma, coll.: ccc.n.vii. 23.2). E


da ritenere che per i modelli dei rilievi marmorei fu utilizzata questa edizione una
stampa con xilografie molto simili.
52. Per ragioni di spazio, il confronto pu qui limitarsi solo ad alcuni riquadri dei
sottoarchi, ma si potrebbero fare numerosi altri esempi per documentare l'affinit tra i
rilievi marmorei della cappella e le xilografie dell'edizione degli Astronomica del 1502.
53. Caius Julius Hyginus, Poeticon astronomicon..., Venezia, Erhard Ratdolt, 1482 (Bi
blioteca Casanatense, coll. : Inc. 1535).

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44 EUGENIO CANONE

presente nello Spaccio: il


Sideralis abyssus di Tom

maso Radini Tedeschi, che

si propone di moralizzare

le costellazioni elencate da

Igino.54 Nel Sideralis abyssus


54 Tommaso Radini Tedeschi,
Sideralis abyssus, Pavia, Iacobus
de Burgofranco, 1511 (ho esami
nato l'esemplare della Biblioteca
Vallicelliana, coll.: Inc. 314). E

da ricordare che lo stesso edito

!f

re stamper, nel 1513, anche gli


Astronomica di Igino. Nella sua
opera, Radini Tedeschi collega
le immagini delle costellazioni ad
alcune facolt-virt e quindi alle
virt cristiane (per es. Hercules

Ratio, Iustitia-Perseus, Perseveran


tia-Orion, Cetus-Magnanimitas, Sa
gittarius-Amicitia) con un costante

richiamo a san Tommaso, anche


come figura morale che possede
rebbe in massimo grado tali vir

t. Su Radini Tedeschi si veda il

saggio introduttivo di G. Berti in

T. Radini Tedeschi, Orazione con

tro Filippo Melantone, a cura di F.

Ghizzoni, Brescia, Paideia, 1973,


pp. 11-27. L'opera di Radini Tede
schi, di sicuro poco nota, stata
segnalata nella mostra sui Medici
del 1980 (cfr. la scheda di G. Er
nst nel catalogo La corte il mare i
mercanti. La rinascita della scienza.

Editoria e societ. Astrologia, magia

e alchimia, Firenze, Electa-Centro

wm. .*

>,

Di, 1980, p. 372). Non mi pos


sibile affrontare in questa sede
la questione di un confronto tra
lo Spaccio e il Sideralis abyssus.
Segnalo che gi Warburg aveva
colto un certo legame tra le due

opere (vedi A. Warburg, Tage

Fig. 8a. Napoli, chiesa di San Domenico


Maggiore. Cappella Carafa di Santa Severina.
Sottoarco di ingresso : riquadro con la
costellazione boreale Boote (Artofilace).

buch der Kulturwissenschaftlichen


Bibliothek Warburg, mit Eintrgen

von G. Bing und F. Saxl, hrsg.

von K. Michels und Ch. Schoell

Glass, Berlin, Akademie Verlag,


2001, p. 386; cfr. anche l'introdu

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 45

le figure degli asterismi sono


per lo pi tozze e risultano un

po' naif; esse sono simili ai di


segni dell'edizione degli Astro

nomica del 1482 e molto diverse

dai disegni dell'edizione del

1502.55 Nel rilievo marmoreo


con il Circolo Latteo (Fig. 6a)

abbastanza evidente il legame


con la xilografia del volume
del 1502 (Fig. 6b). Colpisce la
trasformazione delle due figu

re - solitamente femminili - in

personaggi maschili, anche se


alquanto ambigui. Abbastanza
evidente poi la dipendenza

della xilografia del Sideralis Fig.

abyssus (Fig. 6d) da quella del

8b. Bootes, in Hyginus, De mundi et

sphere... declaratione, 1502, c. [i6v].

volume del 1482 (Fig. 6c).


Di grande efficacia, nella cap

pella in San Domenico Maggio

re, il rilievo con Orione (Fig.

7a) che, assieme a Boote (Fig.


8a), si direbbe trasformato in
legionario romano. Da notare
la somiglianza tra i volti delle
due figure; i tratti sembrano
schematizzare un volto pre

ciso, se non di Andrea Carafa

forse di qualche personaggio a


lui vicino. Anche per Orione
si pu cogliere l'affinit con la
xilografia del volume del 1502
(Fig. 7b),56 mentre appaiono

simili i disegni dell'edizione

degli Astronomica del 1482 (Fig.

Fig. 8c. Bootes, in Hyginus, Poeticon


astronomicon, 1482, c. div.

zione di Maurizio Ghelardi in A. Warburg, E. Cassirer, Il mondo di ieri. Lettere, a cura


di M. Ghelardi, Torino, Aragno, 2003, p. 21).
55. Quindi, colui che ha inciso le figure del Sideralis abyssus si rifatto a un modello
pi antico rispetto alle figure che compaiono negli Astronomica pubblicati nel 1502. Ov
viamente, non detto che il modello delle figure del Sideralis abyssus sia il volume del
1482; infatti possibile che si sia trattato di un'edizione dell'opera di Igino in cui com
parivano illustrazioni simili a quelle del volume del 1482.
56. Lo stesso vale per Boote (vedi la Fig. 8a rispetto alle Figg. 8b e 8c; l'illustrazione
del Sideralis abyssus si richiama a quest'ultima).

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46 EUGENIO CANONE

7c) e del Sideralis abyssus

(Fig. zd).57 Rispetto alle


xilografie va evidenziato

che nel rilievo marmoreo

il bastone impugnato dal

mitico cacciatore diventa

una spada, di cui si scor


ge una parte del fodero

sul lato sinistro della fi

gura.58 Igino osserva che,


in cielo, il figlio di Irieo59
tiene una clava nella ma

57 Nella figura di Orione


del Sideralis abyssus l'artista

ha dimenticato di indicare
le stelle della costellazione.

chiaro che in queste illu


strazioni l'immagine figurata
risultava pi importante della
posizione delle stelle nelle co
stellazioni. Molto pi precise

saranno ovviamente le carte

stellari stampate nel Cinque


cento.

58. Come si pu vedere nel


le due xilografie degli Astro

nomica (Figg. zb-c), la spa


da appare nel fodero. Nel

disegno del Sideralis abyssus


(Fig. 7d) l'artista ha omesso
la spada.
59. Sulla singolare parteci

pazione di Giove, Nettuno

e Mercurio nella nascita di

Orione cfr. Ovidio, Fasti, v,

495 sgg. I tre di avrebbero


urinato su una pelle di bue,

da cui il nome del cacciatore

che deriverebbe da ,
che significa anche 'emette
re 0 liquido seminale'. Nello
Spaccio si legge: quell'Orio
ne dico, che fa per spavento

(come dicono gli etimolo

Fig. 9a. Napoli, chiesa


diorinare
San
Domenico
M
gisti),
il cielo?
(bsp
Cappella Carafa di Santa
Severina.
277), alludendo
al fatto che la Sottoa
ingresso : riquadro con
la costellazione
b
costellazione
sorge nel cielo
Perseo.

stellato dell'autunno.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 47

no destra.60 D'altra parte, in


greco il gigante beota era noto
pure come 'portatore di spada'
(). Nelle illustrazioni dei l to1

manoscritti medievali spesso

Orione impugna la spada.61 Ma

c', in particolare, un elemen

to da evidenziare nel rilievo di

JO

Orione della cappella napoleta

na, elemento che certo non sar

sfuggito a Bruno: sullo scudo


del potente cacciatore che, se

condo una versione del mito,62


avrebbe tentato di violentare

Diana appare lo stemma dei


Carafa! Un aspetto che attua
Fig. 9b. Perseus, in Hyginus, De mundi et
lizzava la figura del portatore
di spada', che diventava cos unsphere... declaratione, 1502, c. [20V].
minaccioso guerriero carafesco

e, possiamo aggiungere, agli


occhi di Bruno probabilmente

diveniva il temibile paladino di

una concezione marziale della

Chiesa, appunto quella dei cara

feschi. Di non minore efficacia

il riquadro con Perseo (Fig. 9a)


che, come ho ricordato, nel sot
toarco d'ingresso della cappella
si presenta all'opposto rispetto a
quello di Orione. Un Perseo nu
do, con lo scudo-specchio dato
gli da Minerva, i calzari alati di
Mercurio e con quella che Igino
chiama una falce di duro acciaio,
che gli avrebbe dato Vulcano e

con la quale mozz il capo di

Medusa.63 Anche in questo caso

mi sembra palese la vicinanza

Fig. 9c. Perseus, in Hyginus, Poeticon


astronomicon, 1482, c. dsv.

del rilievo con la xilografia degli Astronomica del 1502 (Fig. 9b) e la distanza

rispetto alla xilografia dell'incunabolo del 1482 (Fig. 9c), immagine cui si
60. Hyginus, De astronomia, m, 33.
61. Cfr. F. Saxl, La fede negli astri, cit., Figg. 129-131.
62. Cfr. per es. Hyginus, De astronomia, 11,34.
63. Ivi, 11,12.

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48 EUGENIO CANONE

richiamer il disegno
del Sideralis abyssus.

Una medesima affini

t con le illustrazioni

del volume del 1502

si riscontra pure nei

rilievi marmorei di
altre costellazioni che

saranno significative
nello Spaccio, come la

Vergine - che nel ri


quadro della cappella

perde i suoi attributi

femminili e diventa

un efebo -, Ercole e il
Centauro.64

All'inizio di questo
contributo, ho ac

cennato al soggiorno
napoletano di Aby
Warburg - assieme a
Gertrud Bing - nella
primavera del 1929.
Warburg visit San
Domenico Maggiore
il 17 maggio. Va rile
vato che gli appunti
relativi alla cappella
Carafa di Santa Seve

rina presenti nel Tage

buch der Kulturwissen

schafllichen Bibliothek

ilV

Warburg sono stati


fraintesi, per cui re

centemente si parla
to della scoperta che
Warburg fa il 19 mag
64-Per i riquadri con

Fig. ioa. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore.


Cappella Carafa di Santa Severina.
Sottoarco di ingresso : riquadro con
la costellazione zodiacale Vergine.

la Vergine, Ercole e il

Centauro vedi Figg. ioa,


lia, 12a; per le xilografie
corrispondenti vedi Figg.

ob-c, nb-c, i2b-c.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 49

gio 1929 nella Cappella Carafa


(oggi Saluzzo) nella chiesa di S.

Domenico Maggiore a Napoli

- "la chiesa dei frati di Giordano

Bruno" - di un ciclo di affreschi

zodiacali (non pi visibili oggi)


che egli riteneva ispirati a Igi
no e nei quali crede di cogliere

l'aspetto fondamentale della


cosmologia "figurata" brunia

na.65 Riporto per intero il bra


no del Tagebuch nel quale si fa

riferimento sia all'affresco - che

Fig. iob. Virgo, in Hyginus, De mundi et

non era di soggetto astrologico

sphere... declaratione, 1502, c. [2\.

e che and distrutto con il crollo

della volta gi nel Settecento -,

'vr. -

sia ai rilievi marmorei dei sot

toarchi della cappella, questi s

di soggetto astrologico e che

Warburg ebbe modo di vedere,


collegandoli agli Astronomica di
Igino e a Giordano Bruno.
Abends [Warburg si riferisce al 16

maggio] teilt Gertrud Bing mit,


in San Domenico in der cappella

Carafa als Reliefschmuck der Bo

genlaibungen den Zodiacus und


die Fixsterne als Reliefs gefunden

zu haben. Kirche des Mnches

Giordano Bruno !

Am 17. Mai 92966 infolgedes

sen zuerst nach San Domenico.

Fig. loc. Virgo, in Hyginus, Poeticon

Ganze Anlage hnlich wie bei

astronomicon, 1482, c. C4V.

65. Cos scrive Maurizio Ghelardi nell'introduzione a A. Warburg, E. Cassirer, II


monda di ieri. Lettere, cit., p. 21. In un contributo, anch'esso recente, di Nicholas Mann

si legge: Bing, meanwhile was engaged, at least in the daytime, on reconnaissance


work: Warburg had acquired a copy of Scipione Volpicella's Descrizione storica di alcuni
edificii principali della citt di Napoli (Naples, 1850), and Bing appears attentively to have

read the part relating to the church of S. Domenico Maggiore, attached to the mo
nastery where the young Giordano Bruno had made his profession. There are heavy
pencil marks alongside the description of the Carafa chapel dedicated to S. Martino,
and decorated with a series of astrological frescoes which are unfortunately no longer
visible today (. Mann, Denkenergetische Inversion: Aby Warburg and Giordano Bruno,
Publications of the English Goethe Society, lxxii, 2003, pp. 33-34).
66. Nel testo la data sottolineata.

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50

EUGENIO

CANONE

Fig. u. Napoli, chiesa di San


Cappella Carafa di Santa S
Sottoarco di ingresso : riquadro

Chigi; nur ailes schwcher in der


Ausfuhrung. Kuppel oben offen.

Blendendes Licht: 18 Fixsterne

&

fehlen. Ohne Zweifel Hygin Vor


bild. Bing67 zu Hause sofort fest

gestellt. Kuppel war von Andrea


da Salerno freskiert. 1744 schon
durch Feuchtigkeit ruiniert. Mit

te 18. Jahrhundert eingesturzt


(Filangieri, Documenti, Romolo
di Antonio da Settignano, durch
Kontrakte iiber Marmorempfang
als Bildhauer festgestellt).68

Fig. 11b. Hercules, in Hyginus, De mundi et


sphere... declaratione, 1502, c. [17V].

67. Nel testo il nome in grassetto.


68. A. Warburg, Tagebuch der Kulturwissenschafilichen Bibliothek Warburg, cit., p. 456.

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LA CAPPELLA DELLO SPACCIO: DUE CIELI IN UNO 51

Fig. ne. Hercules, in Radini Tedeschi, Side


ralis abyssus, 1511, c. or.

Fig. 12a. Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore. Cappella Carafa d


na. Sottoarco di ingresso: riquadro con la costellazione australe Cen

Fig. 12b. Phillyrides, in Hyginus,


Fig. 12c. Phillyrid.es, in Hyginus,
Poeticon astronomicon, 1482,
De mundi et sphere... declaratione, 1502,
c. [33V].

c. f3r.

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52

EUGENIO

CANONE

Fig. 13. Napoli, chiesa di San Dom


na (disegno di Valeria Canone). Il d
collegamento tra i rilievi dei sotto
tra il cielo astronomico-mitologic
gnalare che al di sopra della corn
cupola, si aprivano probabilmente,
corrispondenza delle pareti co
(R. Naldi, Andrea Ferrucci...,

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