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Poesie di Arsenij Tarkovskij

Vot i leto prolo,


Slovno i ne byvalo.
Na prigreve teplo
Tolko etogo malo.

Anche lestate trascorsa,


come se non ci fosse stata.
tiepido al sole.
Ma questo non basta.

Vse to sbytsja moglo,


Mne, kak list pjatipalyj,
Prjamo v ruki leglo,
Tolko etogo malo.

Tutto quello che poteva avverarsi


a me come una foglia a cinque lobi,
caduto nella mano.
Ma questo non basta.

Ponaprasnu ni zlo,
Ni dobro ne propalo,
Vse gorelo svetlo,
Tolko etogo malo.

N il male n il beme
sono andati a vuoto.
Tutto bruciato dando luce.
Ma questo non basta.

izn brala pod krylo,


Beregla i spasala,
Mne i v pravdu vezlo.
Tolko etogo malo.

La vita mi ha preso sotto lala,


mi ha protetto e salvato.
A me davvero andata bene.
Ma questo non basta,

Listev ne oboglo,
Vetok ne oblomalo ...
Den promit, kak steklo,
Tolko etogo malo.

Le foglie non hanno preso fuoco,


i rami non si sono spezzati ....
Il giorno terso come il vetro
Ma questo non basta.

Nei presentimenti non credo


Preduvstvijam ne verju i primet
Ja ne bojus. Ni klevety, ni jada
Ja ne begu. Na svete smerti net.
Bessmertny vse. Bessmertno vse. Ne nado
Bojatsja smerti ni v semnadcat let,
Ni v semdesjat. Est tolko jav i svet,
Ni tmy, ni smerti net na etom svete.
My vse ue na beregu morskom,
I Ja iz tech, kto vybiraet seti,
Kogda idet bessmerte kosjakom.
ivite v dome - i ne ruchnet dom.
Ja vyzovu ljuboe iz stoletij,
Vojdu v nego i dom postroju v nem.
Vot poemu so mnoju vai deti
I eny vai za odnim stolom, A stol odin i pradedu i vnuku:
Grjaduee sveraetsja sejas,
I esli Ja pripodymaju ruku,
Vse pjat luej ostanutsja u vas.
Ja kadyj den minuvego, kak krepju,
Kljuicami svoimi podpiral,
Izmeril vremja zemlemernoj cepju
I skvoz nego proel, kak skvoz Ural.

Nei presentimenti non credo e i presagi non temo.


Non fuggo la calunnia n il veleno.
Non esiste la morte.
Immortali siamo tutti e tutto immortale.
Non si deve temere la morte n a diciassette
N a settantanni. Esistono solo realt e luce,
Le tenebre e la morte non ci sono.
Siamo gi tutti del mare sulla riva
E io sono tra quelli che traggono le reti
Mentre limmortalit passa di sghembo.
Se nella casa vivrete - essa non croller.
Un secolo qualsiasi richiamer,
Penetrandovi, e una casa vi costruir.
Ecco perch con me i vostri figli
E le vostre donne siederanno alla stessa tavola.
La stessa per lavo e per il nipote:
Si compie ora il futuro,
E se io una mano levo,
I cinque raggi suoi rimarranno a voi.
Del passato ogni giorno, come una fortezza,
Io con le spalle ho retto,
Da agrimensore ho misurato il tempo
E attraversato lho come gli Urali.

Ja vek sebe po rostu podbiral.


My li na jug, derali pyl nad stepju;
Burjan adil; kuzneik baloval,
Podkovy trogal usom, i proroil,
I gibelju grozil mne, kak monach.
Sudbu svoju k sedlu Ja pritoroil;
Ja i sejas, v grjaduich vremenach,
Kak malik, privstaju na stremenach

Il mio secolo lho scelto a mia misura.


Andavamo a sud, sostenendo la polvere
Delle steppe, il fumo delle erbacce.
Scherzavano i grilli, sfiorando i ferri dei cavalli
Con le antenne, come monaci profeti di sventura.
Ma io il mio destino fissato avevo alla mia sella.
E ancora adesso, nei tempi futuri,
Come un fanciullo sulle staffe io mi sollevo.

Mne moego besmertija dovolno


tob krov moja iz veka v vek tekla.
Za vernyj ugol rovnogo tepla
Ja zinju zaplatil by svoevolno,
Kogda b ee letuaja igla
Menja, kak nit, po svetu ne vela.

La mia immortalit mi basta,


Che da secolo in secolo scorra il sangue mio.
Per un angolo sicuro di tepore
Darei la vita di mia volont,
Qualora la sua cruna alata
Non mi svolgesse pi come un filo
Per le strade del mondo.

Primi incontri
Svidanij naich kadoe mnogovene
My prazdnovali, kak bogojavlene,
Odni na celom svete. Ty byla
Smelej i lege pticego kryla,
Po lestnice, kak golovokruene
erez stupensbegala i vela

Dei nostri incontri ogni istante


Festeggivamo come unepifania
Soli nelluniverso tutto. Pi ardita e lieve
Di un battito dali
Per le scale
Correvi come un capogiro,

Skvoz vlaznuju siren v svoi vladenja


S toj storony zerkalnogo stekla

Precedendomi fra cortine di umido lill,


Nel tuo regno dallaltra parte dello specchio.

Kogda nastala no, byla mne milost


Darovana, altarnye vrata
Otvoreny, i v temnote svetilas
I medleno klonilas nagota,
I prosypajas: Bud blagoslovenna!
Ja govoril i znal, to derznovenno
Moe blagoslovene: ty spala,
I tronut veki sinevoj vselennoj
K tebe siren tjanulas so stola,
I sinevoju tronutye veki
Spokojny byli, i ruka tepla.

Quando la notte venne,


Ebbi da te la grazia, si spalancarono
Le porte dellaltare e le tenebre illumin
Chinandosi lenta la tua nudit.
E io destandomi: Sii benedetta!
Dissi, pur sapendo che oltraggio
Era la mia benedizione: tu dormivi,
E a sfiorarti le palpebre col suo violetto
A te tendeva dal tavolo il lill
E le tue palpebre sfiorate di violetto
Erano quiete e calda la tua mano.

A v chrustale pulsirovali reki,


Dymilis gory, brezili morja,
I ty derala sferu na ladoni
Chrustalnuju, i ty spala na trone,
I -Boe pravyj!- ty byla moja.
Ty probudilas i preobrazila
Vsednevnyj eloveeskij slovar,
I re po gorlo polnosvunoj siloj
Napolnilas, i slovo ty raskrylo
Svoj novyj smysl i osnaalo: car.

E nel cristallo pulsavano i fiumi


Fumavano le montagne, luceva il mare,
E tu tenevi in mano la sfera di cristallo,
E tu in trono dormivi
E -Dio- tu eri mia.
Poi ti destasti e trasfigurando
Il quotidiano vocabolario umano
A piena voce pronunciasti tu
E la parola svel
Il vero suo significato e zar divenne.

Na svete vse preobrazilos, dae


Prostye vei -taz, kuvin, - kogda
Stojala medu nami, kak na strae,
Sloistaja i tverdaja voda.

Nel mondo tutto fu trasfigurato, anche


Le cose semplici -il catino, la broccaQuando lacqua stava fra noi come sentinella
Inerte e dura.

Nas povelo nevedomo kuda.


Pred nami rasstupalis, kak mirai,
Postroennye udom goroda,
Sama loilas mjata nam pod nogi,
I pticam s nami bylo po doroge,
I ryby podymalis po reke,
I nebo razvernulospred glazami...

Chiss dove fummo spinti.


Dinanzi a noi si stesero come miraggi
Citt nate da un prodigio.
La menta sola si stendeva sotto i nostri piedi,
E gli uccelli cerano compagni di viaggio,
E i pesci balzavano dal fiume,
E il cielo si spalancava di fronte ai nostri occhi

Kogda sudba po sledu la za nami,


Kak sumasedsij c britvoju v ruke.

Quando il destino seguiva i nostri passi


Come un pazzo col rasoio in mano.
3

Ja v destve zabolel
Ot goloda i stracha. Korku s gub
Sderu - i guby obliznu; zapomnil
Prochladnyj i solonovatyj vkus.
A vse idu, a vse idu, idu,
Siu na lestnice v paradnom, grejus,
Idu sebe v bredu, kak pod dudu
Za krysolovom v reku -sjadu - grejus
Na lestnice; i tak znobit i edak.
A mat stoit, rukoju manit, budto
Nevdaleke,a podojti nelzja;
ut podojdu - stoit v semi agach,
Rukoju manit; podojdu - stoit
V semi agach, rukoju manit.

Da bambino mi ammalai
Di freddo e di paura. Mi strappavo la crosticina
E mi leccavo le labbra. Ho ricordato
Il gusto fresco e salato.
E continuo a camminare, continuo a camminare,
Mi siedo sulla scala nellandrone, mi riscaldo
Vado col delirio addosso, come al suono di un piffero
Dietro al cacciatore di topi lungo il fiume -. SiedoMi riscaldo sulla scala; ho i brividi.
E mia madre l in piedi, mi fa segno con la mano,
Sembra vicina, ma non possibile avvicinarsi
Mi avvicino un po - lei a sette passi,
Mi fa segno con la mano, mi avvicino Lei a sette passi, mi fa segno con la mano.

arko
Mne stalo, rasstegnul Ja vorot, leg, Tut zatrubili truby, svet po vekam
Udaril, koni poskakali, mat
Nad mostovoj letit, rukoju manit I uletela.

Sentii caldo
Mi slacciai il colletto, mi misi disteso.
Qui squillarono le trombe, una luce mi fer
Le palpebre, galopparono via i cavalli, mia madre
Vola sul lastricato, mi fa segno con la mano E vol via.

I teper mne snitsja


Pod jablonjami belaja bolnica,
I belaja pod gorlom prostynja,
I belyj doktor smotrit na menja,
I belaja v nogach stoit sestrica
I kryljami povodit. I ostalis
A mat prila, rukoju pomanila i uletela ....

E ora sogno
Un bianco ospedale sotto i meli,
E un bianco lenzuolo sotto la gola
Un bianco dottore mi guarda
E una bianca infermiera sta in piedi
E muove le ali. Ed essi rimasero.
Mia madre invece venne, mi fece segno con la mano
E vol via

Merknet zrenie - sila moja,


Dva nezrimych almaznych kopja.
Glochnet sluch,polnyj davnego groma
I dichanija otego doma;
estkich myc oslabeli uzly
Kak na pane sedye voly,
I ne svetjatsja bole noami
dva kryla u menja za pleami.

Si oscura la vista - la mia forza


Sono due invisibili dardi adamantini.
Si offusca ludito, pieno del rimbombo lontano
E del respiro della casa paterna;
Si indeboliscono i gangli dei duri muscoli
Come buoi canuti allaratura,
E non pi quando notte alle mie spalle
Risplendono due ali .

Ja svea, Ja sgorel na piru.


Soberite moj vosk poutru,
I podskaet vam eta stranica,
Kak vam plakat i em vam gorditsja
Kak veselja poslednjuju tret
Razdarit i legko umeret,
I pod senju sluajnogo krova
zagoretsja posmertno kak slovo.

Sono una candela, nella festa mi sono consumato.


Raccogliete la mia cera al mattino,
E questa pagina vi suggerir
Di che cosa piangere e di che cosa essere fieri
Come donare lultima porzione di gioia
E morire in levit
E al riparo di un tetto casuale
Ardere dopo la morte come parola.

EURIDICE
Luomo ha un corpo solo,
solo come la solitudine.
Lanima stanca
di questo involucro senza connessure,
fatto di orecchie e di occhi,
quattro soldi di grandezza,
e di pelle cicatrice su cicatrice- tirata sulle ossa.
Dalla cornea vola dunque via
Nel pozzo spalancato del cieo,
sulla rotta di ghiaccio,
sulle ali di un uccello,
e sente dallinferriata
della sua vivente prigione il sussurare dei boschi e dei campi,
il rombo dei sette mari.
Senza corpo lanima si vergogna,
come un corpo svestito,
n pensiero, n azione,
n progetti, n scritti,
un enigma senza soluzione.
Chi ritorna sui suoi passi,
dopo aver ballato sul palco.
Dove nessuno balla?
E io sogno unanima
diversa, in una nuova veste:
che arde, passando
dal timore alla speranza.
Come fiamma che si alimenta nellalcool,
che vaga per la terra, priva di ombra,
lasciando a suo ricordo sul tavolo
un tralcio di lill.
Corri, bambino, non piangere sulla misera Euridice
e con la tua piccola asta per le vie del mondo
sospingi ancora il tuo cerchio di rame;
anche se udibile solo per un piccolo quarto, in risposta ad ogni tuo passo,
allegra e asciutta,
la terra ti mormora agli orecchi

GIORNO LUMINOSO
La pietra vicina al gelsomino.
Sotto a questa pietra c un tesoro.
Il padre in piedi sul sentiero.
E un giorno luminoso.
Il pioppo color argento in fiore.
C la centifoglia e, dietro di lei,
Rose rampicanti e erba medica
Non sono mai stato
Felice come allora.
Non sono mai stato
Felice come allora.
Tornare l non possibile
N possibile raccontare
Come era pieno di beatitudine
Questo giardino di paradiso