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La Spagna nel cuore

Com'era Federico
Nel 1932 Neruda ritorna in Cile, dove vengono pubblicati El hondero entusiasta e Residencia en la
Tierra (scritta in Oriente). Nel 1933 diventa console cileno a Buenos Aires, dove una volta giunto l
conobbe Federico Garcia Lorca, arrivato in Argentina pi o meno nello stesso periodo per mettere
in scena la sua tragedia Bodas de sangre; tra i due nacque una bella amicizia. A questo punto per
spiegare la personalit e lo spirito del poeta spagnolo, Neruda, parte da un aneddoto riguardante un
banchetto in loro orone organizzato dal Pen Club: alcuni avversari cercarono infatti di boicottare
la cena telefonando ad ospiti, cuochi, personale dell'hotel, dicendo che questa sarebbe stata
annullata; tuttavia questo tentativo di boicottaggio fu sventato e la cena ebbe luogo. attraverso il
discorso tenuto durante la cena che si coglie la personalit poetica dei due artisti, che sotto proposta
di Garcia Lorca decidono di tenere un discorso ad alimn. Il significato di questo termine era
sconosciuto allo stesso Neruda, al quale il poeta spagnolo prontamente spieg: Due toreri possono
toreare contemporaneamente contro uno stesso toro e con un'unica cappa. uno degli esercizi pi
pericolosi dell'arte taurina. Per questo vi si assiste [] Non pi di due o tre volte in un secolo e
possono farlo solo due toreri che siano fratelli o che almeno abbiano sangue comune. La sera
della cena dunque al momento di pronunciare il discorso, i due poeti (che erano seduti in tavoli
separati) si alzarono contemporaneamente, suscitando l'imbarazzo dei commensali che cercavano di
farli sedere. Il discorso fu dedicato a Rubn Daro, poeta nicaguarense, che entrambi consideravano
uno dei pi grandi poeti e sperimentatori del linguaggio e che dunque rappresentava
simbolicamente quel legame di sangue necessario per toreare ad alimn. Ecco cosa recitava il
discorso: N: Ma noi richiameremo tra voi un morto, un commensale[...] vedovo della vita di cui ai
suoi tempi stato marito abbagliante. [] L: Noi nomineremo il poeta d'America e di Spagna. N:
FGL spagnolo, e io, cileno, decliniamo la responsabilit di questa notte da compagni verso quella
grande ombra che cant in maniera pi alta di noi [] la terra argentina che calpestiamo. L: PN
cileno, e io, spagnolo, abbiamo in comune la lingua e il gran poeta nicaguarense, argentino, cileno
e spagnolo, Rubn Daro. Il racconto continua poi con il racconto di un'avventura erotico-cosmica
(io direi pi comica) di Neruda avvenuta in casa di uno dei cosiddetti nuovi ricchi argentini, un
certo Natalio Botana, che li aveva invitati a cena. L'enorme giardino era pieno di gabbie di fagiani
multicolore, la biblioteca piena di libri antichissimi e il pavimento era ricoperto di pelli di pantera
cucite tra loro, che venivano procurate da agenti preposti, dal ricco direttore di una rivista
scandalistica, il cui unico scopo era quello di raccogliere per lui pelli di animali. Alla cena era
presente anche una poetessa, che per tutta la serata dedica sguardi e attenzioni a Neruda, il quale
ritrovatosi con lei e Garcia Lorca sul terrazzo comincia a baciarla e a spogliarla, sotto gli occhi
curiosi ed increduli del poeta spagnolo. Neruda gli intima di andare a controllare che non venga
nessuno ma Lorca preso dall'impeto di questa nuova missione scivola per le scale, continuando a
zoppicare per quindici giorni.
Miguel Hernndez
All'inizio del 1934 Neruda viene trasferito a Barcellona, dove per presto, il console generale del
Cile in Spagna, descritto come gentile e affabile dal poeta, si accorge che Neruda (anche a causa
della sua poca dimestichezza con la matematica), non adatto alla citt e lo manda a Madrid dove
dice l poesia. A Madrid Neruda entr nel giro di amicizie di Lorca e Alberti diventando a tutti
gli effetti un poeta spagnolo, sebbene lo stesso poeta sottolinei alcune differenze (spagnoli = pi
solidali e allegri; americani = pi cosmopoliti). Tra i poeti spagnoli Neruda conobbe anche Miguel
Hernndez, un giovane pastore originario di Orihuela; ecco come lo descrive: Miguel era talmente
contadino che tutt'attorno emanava un odore di terra. Aveva un viso da zolla o da patata che si
scava fra le radici e che conserva una freschezza sotterranea. [] Questo scrittore era uscito dalla
natura come una pietra intatta. Va a vivere a casa di Neruda al quale racconta di come ascoltava il

latte arrivare alle mammelle delle capre, oppure dell'usignolo che amava imitare arrampicandosi
sulla cima degli alberi, per permettere a Neruda di sentirlo come se fosse vero (in Cile non ci sono
gli usignoli). Neruda si adopera per cercargli un lavoro e finalmente quando un visconte alto
funzionario degli esteri decise di aiutarlo, il poeta chiese a Miguel che lavoro gli sarebbe piaciuto
svolgere e questi dopo una lunga riflessione rispose: Il Visconte non potrebbe affidarmi un gregge
di capre, qui, vicino a Madrid?. Il paragrafo finisce con la descrizione di Miguel Hernandez poeta,
cui Neruda dedica parole molto sentite di apprezzamento Il ricordo di Miguel Hernande non pu
fuggirmi dalle radici del cuore [] Il suo viso era il viso della Spagna. Tagliato dalla luce, rugoso
come un campo seminato, con una fragranza di pane e di terra. [] Dalle sue parole vidi uscire gli
elementi stessi della poesia, ma trasfigurati ora da una nuova grandezza, da uno splendore
selvatico.
Caballo verde
Neruda continua la frequentazione assidua di Lorca, Alberti e il loro giro di amici: ogni giorno si
riuniscono in casa e nei caff e questo ricordo di una vita rumorosa e per certi versi alternativa lo
porta ad una riflessione metaforica sulla Spagna e i suoi poeti (con cui andavano a cercare bottai,
venditori di sparto e di corde). La Spagna secca e pietrosa [] Gli unici veri fiumi di Spagna
sono i suoi poeti. E in questa Spagna secca e pietrosa Neruda incontra tantissimi poeti, alcuni alle
prime armi, altri gi affermati come: Valle-Incln di cui dice mi parve che fuoriuscisse dalle
pagine dei suoi stessi libri; Ramn Gme de la Serna, di cui ricorda una voce forte almeno al pari
della sua personalit e per cui nutre grande ammirazione paragonandolo a Quevedo e Picasso;
Antonio Machado dolce e severo come come un vecchio albero di Spagna e Juan Ramn Jimnez
un demonio barbuto che ogni giorno lanciava i suoi strali contro questo o contro quello []
incaricato di farmi conoscere la leggendaria invidia spagnola che ogni domenica scriveva
qualcosa contro Neruda, ma al quale il poeta cileno non rispose mai.
Il poeta Manuel Altolaguirre che possedeva una tipografia un giorno and da Neruda per
comunicargli l'intenzione di pubblicare una rivista di poesia che racchiudesse il meglio del
panorama spagnolo e che solo il poeta cileno poteva dirigerla. Neruda era gi stato direttore di una
rivista Caballo de Bastos nel 1925 e memore della piacevole esperienza accetta la proposta di
Altolaguirre (La nuova rivista si chiam Cavallo verde e usc in cinque numeri) Neruda poi
continua sottolineando l'abilit tipografica di Manuel che dunque si dedicava alla poesia a 360 A
volte portava gli esemplari dell'edizione nella carrozzina di sua figlia [] la creatura era la Poesia
che andava in giro con il suo cavallo verde. La rivista pubblic poesie di tutti i poeti pi in vista
del momento, tra cui ovviamente Hernandez, Lorca e Alberti, che avrebbe preferito il che il cavallo
fosse stato rosso. Il sesto numero della rivista non fu mai pubblicato, sarebbe dovuto uscire il 19
Luglio 1936, ma il golpe di Franco cambi ogni cosa.