Sei sulla pagina 1di 130

Centro Studi Evolution

PIETRO LOMBARDO

LA GIOIA DI STUDIARE

Presentazione
Pietro Lombardo, pedagogista a orientamento psicologico, giornalista
pubblicista, scrittore, apprezzato conferenziere, fondatore e direttore
del Centro Studi Evolution di Verona ( www.cs-evolution.com) in cui
operano diversi professionisti in ambito educativo, psicomotorio,
psicologico, psicoterapeutico e diagnostico.
Il Centro Studi Evolution un'affermata realt che propone attivit
individuali o di gruppo, atte a favorire la promozione della crescita e
maturazione umana in cinque aree: Educazione, Evoluzione personale e
professionale (corsi per aziende), Insegnamento, Orientamento e
Studio.
Pietro Lombardo conduce diversi corsi di sviluppo personale e ama
definirsi il "coach"degli studenti, avendo maturato una lunga esperienza
all'interno del corso Mathesis. atto a favorire atteggiamenti e metodi per
la "gioia di studiare"
Conduce tre rubriche a Radio Evolution www.radioevolution.it:
"Volersi bene", ogni domenica sera alle ore 21, con replica il giorno
successivo, "I'm your coach"dal lunedi al venerd alle 14.30, con replica
alle 19. Crescere per educare"ogni e 3 mercoled del mese, con replica
il giorno successivo.
Centro Studi Evolution Va Leonardo Da Vinci, 41 - 37138 Verona TEL 045
8100020 - Fax 045 8100268 www.cs-evolution.com - info@cs-evolution.com
Per scrivere a Pietro Lombardo: p.lombardo@cs-evolution.com
Prima edizine: settembre 2014
Copertina e impaginazione: Giuseppe Mazzardi
L'editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti di riproduzione delle
fotografie e/o delle citazioni all'interno del libro senza riuscire a reperirli tutti:
ovviamente a piena disposizione per l'assolvimento di quanto occorra nei loro
confronti.

INTRODUZIONE
Se tutto quello che hai in mano un martello, il mondo ti apparir
un chiodo.

L'idea di questa pubblicazione nasce dal profondo desiderio di


comunicare la mia esperienza d'allenatore di studenti a chi, bambino o
preadolescente impegnato nella fatica dello studio, voglia scoprire il
gusto dell'apprendere e dell'affrontare ci che per lui risulta nuovo e
inedito. Sono convinto che ogni nostra azione possa trovare la sua
sorgente nel sentimento nativo, semplice e straordinario della gioia. Da
qui il titolo:"La gioia di studiare", dei consigli che vengono presentati,
in dieci capitoli, nelle pagine seguenti. Ogni pensiero, nella sua veste
scritta, volutamente risente del linguaggio parlato, si colora della forma
dialogica, pi immediata e comunicativa e si nutre dell'uso del "tu",
quasi ad indurre il lettore ad una sorta di comunicazione ideale con chi
scrive.
Pertanto, gi in premessa, mi rivolgo a te, giovane studente, per dirti
come affrontare le mie riflessioni e i tanti consigli che troverai.
Introduzione nelle pagine seguenti
Questa lettura migliora d'incisivit ed efficacia se rapportata alla
quotidianit della tua esperienza scolastica. Mentre leggi annota,
tramite appunti sintetici, ci che puoi mettere in pratica e che pu
migliorare il tuo rapporto con lo studio. Ogni argomento verr trattato
con esempi concreti e riducendo al minimo le spiegazioni teoriche che
ti annoerebbero e appesantirebbero la lettura stessa. Ecco perch
troverai poca teoria e continui riferimenti alla realt scolastica di tutti i
giorni, per facilitare un confronto con la tua esperienza di studi passata
e presente.
Ecco un breve elenco degli argomenti trattati:
La gioia di studiare: perch la si perde e come ritrovarla?
Alla scoperta del cervello: come funziona l'organo pi miracoloso
che possediamo?

L'ambiente di studio: come dovrebbe essere il luogo in cui studi?


Una corretta alimentazione: quali sono gli alimenti che nutrono il
tuo cervello?
Dormire bene: perch importante la qualit del sonno e come
dormire meglio?
Il metodo di studio: quali sono le migliori strategie per apprendere
con efficacia?
L'organizzazione del tempo: come gestire nel migliore dei modi il
tuo tempo per lo svolgimento delle attivit scolastiche ed evitare il
fenomeno della dispersione?
Educare la volont: che differenza c' tra la voglia e la volont di
studiare? Come puoi allenare il muscolo della volont e ritrovare la
motivazione ad apprendere?
Coltiva la tua autostima: come puoi imparare a credere in te stesso,
acquisire maggiore fiducia e sicurezza?
. Assumersi le proprie responsabilit: che cosa significa divenire una
persona artefice del proprio destino? Come si possono superare le
inevitabili difficolt?
Se posso darti un saggio consiglio prima di iniziare la lettura, vorrei
dirti di essere profondamente onesto con te stesso, perch la sincerit
con se stessi l'unico modo che abbiamo, come esseri umani, per
renderci conto se dove ci troviamo stiamo bene o male e, di
conseguenza, cambiare in meglio la nostra esistenza e il corso degli
eventi. Mi auguro che tutto ci che leggerai possa aiutarti a svolgere
una serena riflessione e ti permetta di fare anche un solo piccolo passo
verso il"dare del tuo meglio"per raggiungere cos la "gioia di vivere e di
studiare". E un nuovo viaggio sta per incominciare... Grazie!

A genitori e insegnanti
Le cose pi belle della vita non possono essere n viste n toccate.
Devono essere sentite col cuore.
Hellen Keller
A tutti concessa la possibilit di sentire! Quando eravamo bambine
e bambini avevamo il dono della sensibilit, di percepire l'amore dei
nostri genitori, la delicatezza di un bacio, la tenerezza di una carezza, la
luminosit di uno sguardo, la protezione di un abbraccio o l'accoglienza
di un volto. Sentire nella parte pi intima di noi la bellezza della vita
rimanere eterni innamorati, nonostante le delusioni, le amarezze e le
ferite che tutti, prima o poi, incontriamo. Dobbiamo tutti impegnarci
per riparare le cose rotte, per raddrizzare quelle storte, per rimettere in
equilibrio quelle squilibrate, questo il potere pi grande che ci
concesso nel corso dell'esistenza: elaborare, trasformare, guarire! Solo
che non possiamo fare tutto questo da soli! Abbiamo bisogno di chi ci
aiuti a scrivere nelle pagine della nostra vita ci che giusto, vero e
bello. L'idea di questa pubblicazione nasce proprio dal desiderio di
sostenere bambini e preadolescenti nell'attivit pi impegnativa della
loro et: lo studio.
Sono tanti anni che mi confronto con studenti, genitori ed insegnanti
sulle tematiche dell'apprendimento, che fanno parte di un processo pi
ampio del solo aspetto cognitivo. L'intelligenza solo uno dei
molteplici fattori che concorrono al buon esito dell'impegno scolastico.
Vi sono molti altri aspetti da considerare: le dinamiche della crescita
psicologica, la natura delle relazioni affettive e sociali, la percezione di
s in termini di autoefficacia e autostima, per citarne solo alcune.
L'intelligenza intrecciata, ad esempio, con le nostre emozioni,
l'organizzazione del tempo, le procedure di autocontrollo, l'acquisizione
di un corretto metodo di studio, la concentrazione mentale, la gestione
dell'ansia e la motivazione ad apprendere, ecc. Tutto questo ci fa
comprendere che se vogliamo essere genitori o insegnanti efficaci,
dobbiamo svolgere con la massima autorevolezza possibile le funzioni
del ruolo educativo e formativo di nostra competenza, senza invadere
quello altrui.
Credo che un problema di studio non debba mai diventare il muro di

Berlino tra genitori e figli, tra studenti e insegnanti o tra famiglia e


scuola, come purtroppo spesso accade. La verit che dove c' un
allievo che soffre c' una persona che soffre, ovverosia il soggetto
stesso che viene sgridato, colpevolizzato o maltrattato da adulti non in
grado, a loro volta, di affrontare con competenza, razionalit e
creativit la situazione difficile in cui egli si trova. La sofferenza
scolastica di un allievo anche quella dei suoi genitori e insegnanti.
Pu accadere che il problema dello studio, indipendentemente dalla sua
natura, faccia deragliare il treno del dialogo costruttivo in stati di
elevato conflitto relazionale. Alla base di tutto ci sono dei sensi di
inadeguatezza, di colpa o di impotenza da parte dei soggetti attori di
tale deragliamento, che non aiutano ad essere distesi, rilassati e
mentalmente lucidi. Al contrario, se studenti, genitori e insegnanti si
sintonizzano sulle frequenze dell'autostima, dell'ascolto empatico e del
dialogo costruttivo il problema si trasforma in opportunit di crescita e
la difficolt in una risorsa evolutiva.

Non serve a nulla lamentarsi di questo o di quello, lasciarsi prendere


da scoppi d'ira, demoralizzarsi o farsi sopraffare dall'ansia. Basterebbe
partire da un semplice principio per gestire in modo equilibrato e
corretto le difficolt scolastiche: Dove c' un problema, c' sempre
almeno una soluzione!. Ma per arrivare a questa consapevolezza
occorre modificare il proprio punto di vista, poich, come ha affermato
Albert Einstein: Non si pu risolvere un problema con la stessa mente
che lo ha generato. Il miglior modo per far s che bambini e
preadolescenti possano trarre giovamento da questa lettura che siate
proprio voi, genitori e insegnanti, ad accompagnarli nella riflessione
interiore che faciliti un lavoro di autoanalisi costruttiva. Potete leggere
un capitolo alla volta (alcuni sono davvero concisi) e commentarli
insieme, raccontando della vostra esperienza scolastica, come se voi
stessi foste degli studenti e delle studentesse. Ai figli e agli allievi piace
tanto sentirsi raccontare delle storie in cui gli adulti siano di nuovo
bambini e adolescenti, perch questo li conforta e d loro l'idea che
possibile farcela a superare le difficolt che incontrano nello studio,
proprio come hanno fatto genitori, maestre e insegnanti.
Bambini e preadolescenti sono nella fase della crescita a tutti i

livelli: fisica, emotiva, affettiva, sessuale, cognitiva, morale e spirituale.


Sono come dei bersagli in movimento che hanno bisogno della risposta
giusta, nel momento giusto e che va comunicata nel modo giusto. Direi
che non per niente facile educare chi, a volte, disorientato, confuso e
colmo d'insicurezze ma che, al tempo stesso, necessita di validi e
autorevoli punti di riferimento. Non dimentichiamo che ogni bambino e
preadolescente hanno un intimo desiderio di sentirsi amati, accettati,
valorizzati e stimati per la loro individualit.

L'amore va fatto sentire, altrimenti rimane un sentimento rinchiuso


nella gabbia del cuore.
Ad esempio l'abbraccio di un genitore (e non solo di un genitore)
come una coperta d'amore che avvolge l'intera umanit del proprio
figlio e che fa scomparire ferite, rancori, dubbi o insicurezze. Amare un
figlio pu sembrare un atto scontato, ma non cos facile come
potrebbe apparire. A volte vorremmo che nostro figlio fosse diverso da
come egli ; e questo lo fa sentire inadeguato, non accettato nella sua
autenticit. Altre volte la nostra rigidit mentale non permette a un
figlio di manifestarsi attraverso i tratti della sua originalit. Anche le
nostre paure possono creare una distanza tra l'amore che proviamo e la
natura dei comportamenti educativi che assumiamo, poich diveniamo
iperprotettivi, ansiosi o esageratamente presenti. Le presenze possono
essere pervadenti ed invadenti ha affermato Heidegger, ed solo nella
creazione di uno spazio psicologico di libero movimento che ogni
educando ha l'opportunit di crescere e di manifestare i tratti della sua
unicit. Ecco perch ogni genitore dovrebbe impegnarsi per far crescere
l'intensit e la qualit del proprio amore verso i suoi figli. Come ho gi
avuto modo di scrivere: Ci che rende fertile la relazione educativa tra
un io e un tu la capacit di tuffarsi nel suo mare, al fine di nuotare con
lui. Non possibile stabilire un contatto relazionale rimanendo nel
proprio stagno emotivo e mentale. Ci che impedisce la sana crescita
psicoaffettiva di un educando la rigidit intellettiva, l'indifferenza
emotiva o l'inibizione affettiva di chi, a sua volta, non stato avvicinato
con dolcezza e rispetto1.
1 Pietro Lombardo, Educare? s, grazie!, Edizioni Centro Studi

Evolution, Verona, 2013, p. 80.

Essere buoni genitori (e buoni insegnanti) significa fare la cosa giusta


quando un figlio fa la cosa sbagliata. Ogni figlio ha bisogno di sentire
l'amore di un padre e di una madre in modo intimo e profondo, pi che
il loro giudizio, la loro sfiducia o terrorizzanti paure. Non dobbiamo
mai dare per scontato che un figlio percepisca l'amore e la stima di un
genitore, soprattutto quando egli in difficolt, perch spesso ho potuto
riscontrare che il"problema scuola"tende a generare un clima
psicoaffettivo avvelenato dalla rabbia, dalla tensione e
dall'incomprensione reciproca. Un problema grande all'inizio era un
piccolo problema. Ci sono due modi per non avere dei problemi nella
vita: farsi seppellire al cimitero o affrontarli per risolverli.
Personalmente continuo a preferire la seconda opzione!

Il valore della responsabilit


Il pessimista si lamenta del vento, l'ottimista aspetta che cambi il
vento, il realista aggiusta le vele.
Nicolas Sebastian
Come ha affermato Martin Luther King: "Pu darsi che non siate
responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non
fate nulla per cambiarla".
Ecco di cosa abbiamo tutti bisogno: riscoprire il valore della
responsabilit individuale rispetto alle condizioni di vita incontrate dal
meraviglioso giorno che ci siamo affacciati sulla finestra del mondo!
Pu essere che nostra madre non ci abbia insegnato ad essere felici,
perch si lamentava sempre. Pu essere che nostro padre fosse troppo
impegnato nel lavoro per prendersi cura di noi. Pu essere che una
maestra fosse troppo in ansia di dover essere una brava insegnante, per
riuscire a connettersi con i bisogni dei suoi allievi. Pu essere che un
prete fosse troppo rigido con se stesso per comprendere la misericordia
di Dio da trasmettere ai suoi fedeli. Tutto questo pu averci
inconsciamente influenzato ed orientato nella direzione sbagliata e aver
mistificato la natura del nostro "vero S" (Winnicott). Tutto ci non pu
essere a noi imputato, ma quello che in questo momento decidiamo di
"fare" o di "non fare" dipende unicamente da noi. Sta a noi cambiare in
un sorriso la smorfia della madre, in saggio insegnamento l'assenza del
padre, in stimolo evolutivo l'ansia della maestra e in un'intima relazione
con Dio la rigidit del sacerdote. questo il vero segno della maturit e
della saggezza: sapersi assumere le proprie responsabilit Individuali
per quello che nel "qui ed ora" possiamo cambiare e migliorare. Mi
auguro che la lettura di queste pagine possa rappresentare per bambini e
preadolescenti un motivo di profonda riflessione e uno stimolo
all'assunzione di un atteggiamento pi maturo nel confronti della scuola
come della vita. Sono sempre pi convinto che ogni essere umano pu
divenire artefice del proprio destino nel momento in cui diventa una
persona responsabile del suo modo di sentire e di pensare. La vita non
come dovrebbe essere. quella che . il modo in cui l'affronti che
fa la differenza, ci ha insegnato Virginia Satif. Non esistono genitori o
figli perfetti, n insegnanti o studenti perfetti, ma esseri umani che sono

invitati a ballare la danza della vita partendo dall'ignoranza assoluta e


dalla totale assenza di qualsiasi abilit. Veniamo al mondo senza sapere
chi siamo, di cosa siamo capaci, di come funziona il mondo e di come
relazionarci con esso. Nei primi anni dell'infanzia riceviamo
dall'ambiente familiare una serie di stimoli educativi, che possono
aiutarci a crescere sicuri o dubbiosi, intraprendenti o spettatori passivi,
persone spontanee o Inibite. Tutte le ore che trascorriamo nelle
istituzioni sociali e scolastiche ci permettono di acquisire autostima,
abilit relazionali, autonomia e il senso della propria identit; ma le
stesse istituzioni possono bloccare il processo della crescita e far
nascere un'immagine povera d'autostima, provocare un disagio
relazionale e favorire una dipendenza psicologica che castra il processo
d'individuazione-separazione.
Famiglia e scuola sono due gambe dello stesso soggetto educativo
che dovrebbero allearsi, piuttosto che sgambettarsi a vicenda. Quando
genitori e insegnanti davanti alla difficolt del figlio/alunno si
relazionano in modo disteso, trasparente e collaborativo qualsiasi
situazione pu essere affrontata trovando la migliore delle soluzioni
possibili. Certo, ci non sempre possibile, perch alla base di tutto c'
sempre un fatto incontestabile che determina il buon o negativo esito di
una relazione tra persone adulte: il livello di maturit psicologica
raggiunto da ciascuno dei protagonisti del rapporto comunicativo. Se un
soggetto presenta una forte immaturit psicologica difficilmente
riuscir ad affrontare con serenit un confronto con un altro "tu" basato
sui principi del rispetto, dell'ascolto empatico e della stima reciproca.

Un gancio in mezzo al cielo


Vorrei concludere questa breve introduzione citando il discorso che il
professor John Keating (Robin Williams) aveva rivolto al suoi giovani
studenti il primo giorno in cui li aveva incontrati, mettendoli di fronte
alle foto dei primi allievi del collegio di Welton: "Cogli l'attimo, cogli
la rosa quand' il momento". Perch il poeta usa questi versi? [...]
Perch siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perch, strano a dirsi, ognuno di
noi in questa stanza un giorno smetter di respirare: diventer fred~ do
e morir. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li

avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non
sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di
ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi... Il mondo la
loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi.
I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno
atteso finch non stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo
del loro potenziale? Perch vedete, questi ragazzi ora sono concime per
i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro
monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe" "Carpe
diem" Cogliete l'attimo, ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita!.
Ecco qual il pi nobile significato dello studio: permettere a una
persona in crescita di diventare fedele a se stessa, di esercitare i propri
talenti, di superare tutte le interferenze che sono da ostacolo
all'esercizio delle sue individuali potenzialit, affinch possa dare del
suo meglio. Quando, come esseri umani, rinunciamo ad assumerci le
diverse responsabilit cui la vita ci chiama, siamo come un'orchestra di
potenzialit senza partitura e direttore: in sintesi, suoniamo a vuoto2.
La vostra presenza educativa indispensabile, preziosa e speciale.
Bambini e preadolescenti sono il nostro futuro, ma noi siamo il loro
presente, una sorta di "gancio in mezzo al cielo" da cui possono trarre
forza, ispirazione e sostegno! Diamoci da fare, perch uniti si vince
sempre, anche quando si perde! bello lottare, piangere, ridere e
soffrire insieme, perch siamo tutti ospiti dello stesso pianeta e in
viaggio verso la stessa meta finale: la realizzazione del "Progetto
Felicit!".
Concludo con un'aforisma di Mark Twain: Tra vent'anni non sarete
delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto.
Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento
nelle vostre vele.
Esplorate. Sognate. Scoprite.
Grazie di cuore per il vostro contributo!
3 Pietro Lombardo, "Metodo di studio e motivazione. Come ritrovare
la gioia di studiare", Edizioni Centro Studi Evolution, Verona, 2013,
p.16. Pubblicazione rivolta agli studenti di scuola secondaria di secondo

grado e universitari.

Capitolo 1
La gioia di studiare
Considerate vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma
perseguir virtute e canoscenza.
Dante Alighieri
"Lo studio e la ricerca della verit e della bellezza rappresentano una
sfera di attivit in cui permesso rimanere bambini per tutta la vita.
Albert Einstein Un bambino non rinuncia a parlare perch trova
difficolt nel pronunciare alcune parole; un istinto potente lo spinge a
provare e riprovare fino a quando sar in grado di possedere il mondo
delle parole e di usarle. Anche tu possiedi questo originario desiderio di
conoscenza: la tua innata curiosit! Durante la crescita, alcune
difficolt a vari livelli, con un insegnante, con i genitori, con i
compagni di classe o con una specifica materia, possono aver
condizionato questo tuo innato desiderio di conoscenza che da bambino
ti rendeva cos speciale e pieno di curiosit. I primi rimproveri, la
delusione di non avercela fatta o il senso d'inferiorit, possono portare
sulla strada dell'antipatia per lo studio, verso un insegnante o per la
scuola. Basta poco perch l'entusiasmo svanisca; a volte sono
sufficienti una piccola delusione e/o la convinzione di non potercela
fare a superare una difficolt. Se alla tua et qualcuno mi avesse detto
che studiare una gioia, avrei reagito con scetticismo, formulando
obiezioni simili a quelle che seguono:
"Com' possibile dire che studiare sia un'attivit divertente?"
"Che gusto si prova ad apprendere una materia come storia che
narra di avvenimenti avvenuti nel lontano passato?"
"Che cosa mi pu insegnare di bello ed utile una formula di
matematica o la geografia?".
"Studiare una noia, una fatica e basta, altro che divertimento...".
Ho compreso che sempre possibile ritrovare questo sentimento
nativo della curiosit, in grado di generare uno spontaneo sentimento di
gioia interiore.Ti posso assicurare che la gioia l'hanno riscoperta

tantissimi tuoi coetanei frequentando il corso Mathesis, proprio perch


hanno voluto provare a impegnarsi in un nuovo modo, prendendo
coscienza delle loro grandi ed immense potenzialit d'apprendimento.
Bisogna essere sinceri nella vita: Innanzitutto con se stessi e poi con il
nostro prossimo, perch senza sincerit non si percorre tanta strada
nella vita e, prima o poi, si cade rovinosamente a terra. Ed proprio per
questo che desidero comunicarti che se in questo momento hai qualche
difficolt o problema con lo studio, il cammino per ritrovare la gioia di
studiare" e l'autostima non avverr dal giorno alla sera grazie
all'utilizzo di qualche bacchetta magica. Inizialmente il percorso
potrebbe apparirti ripido e scosceso, ma se desideri veramente
migliorare il rapporto con lo studio e saprai perseverare nell'applicare i
consigli che troverai in questa pubblicazione, alla fine sarai tu il
vincitore.
Apri la tua mente!
Ogni giorno una nuova alba di speranza che si affaccia sui nostri
volti insonnoliti eche ci invita a prendere in mano il timone della buona
volont per costruire un mondo migliore! Sta a noi cogliere questa
opportunit!

Quando sei in una situazione stressante inutile fingere di stare


bene, far finta di niente o fuggire via come se l'allontanarsi da una
situazione complicata risolvesse tutto quanto. Sarebbe come dire che se
la tua casa prende fuoco e tu scappi via, al ritorno la trovi senza
fiamme. Se vuoi cambiare i tuoi atteggiamenti o il modo di gestire le
tue emozioni e se desideri realmente migliorare la natura del tuoi
sentimenti devi aprirti totalmente al vento della crescita interiore.

Come si comporta l'equipaggio di una barca a vela che partecipa ad


una regata? Ogni membro dell'equipaggio d del proprio meglio e tutti
sono prontamente concentrati nel cogliere i cambiamenti e la direzione
del vento per utilizzare al meglio le vele dell'imbarcazione al fine di
farla scorrere sull'acqua il pi velocemente possibile. Immagina che
andare a scuola sia come guidare una barca carica di strumenti (le tue
potenzialit d'apprendimento) e con delle vele (le tue abilit) che
richiedono la capacit di governare la rotta e di utilizzare tutto ci in
modo corretto e funzionale. Se parti dal presupposto che andare a
scuola sia poco interessante, faticoso e noioso (come credevano i
personaggi di Lucignolo e Pinocchio), ti troverai nella condizione
peggiore per affrontare la navigazione, perch ti sentirai insoddisfatto,
infelice e arrabbiato ancor prima di iniziare a frequentare le lezioni e
svolgere ogni attivit di studio.
Quando hai iniziato il primo anno della scuola primaria, ti ricordi
com'eri?
Che sentimenti provavi?
Ti sentivi sicuro di te o impaurito?
Eri felice di andare a scuola o avevi qualche paura che ti bloccava?
Come ti sei trovato con i tuoi compagni e compagne di classe?
Che ricordo hai delle tue maestre?

C'era qualche maestra che urlava troppo e ti metteva paura o


soggezione?
. Ti ricordi come ti sei trovato ad Imparare la lettura, la scrittura e le
prime operazioni di matematica?
. Hai da subito iniziato ad essere autonomo nello studio o dovevi
continuamente essere seguito da qualcuno, altrimenti ti distraevi o non
eri in grado di svolgere quello che ti veniva richiesto?
. Ricordi la soddisfazione provata nel leggere, per la prima volta,
tutto quello che trovavi scritto attorno a te?
Personalmente ricordo che ero un bambino molto timido e impaurito.

Il primo giorno di scuola mi misi a piangere insieme ad altri bambini


nel cortile esterno della scuola e nessuno di quelli che piangevano
voleva entrare. Allora la maestra ci prese tutti quanti per mano,
portandoci in classe insieme alle nostre mamme. Quando vidi che non
stava succedendo nulla di grave mi rilassai; dopo un po'di tempo tutte le
mamme uscirono di classe lasciandoci da soli. Nonostante la timidezza
e un naturale disagio per il nuovo ambiente e i compagni a me
sconosciuti, provai, allo stesso tempo, curiosit e una strana positiva
eccitazione. Questa esperienza era colma di paure ma anche di
straordinarie emozioni. Questo fu il mio Inizio. E il tuo? Prova a
rispondere ai quesiti precedenti e se non ricordi bene fatti aiutare dai
tuoi genitori.
Adesso ti chiedo di chiedere ai tuoi genitori delle domande riferite al
periodo d'et che va dalla nascita sino ai sei anni, prima della scuola
primaria. Inoltre, se hai la possibilit, va a guardare le foto e i video dei
tuoi primi sei anni di vita per osservarti e comprendere com'eri. Queste
sono le domande:

Da piccolo/a dovevi essere obbligato/a a giocare o giocavi


spontaneamente?
Ti piaceva esplorare la natura, la casa o i nuovi ambienti?
Amavi smontare i giocattoli o costruire con i lego ed altri materiali?
Ti piaceva interpretare dei personaggi, inventare delle storie,
osservare la natura?
Amavi sentirti raccontare delle storie o inventarne di nuove?
Da bambino/a eri sempre pigro/a ed annoiato/a o vivace e curioso/a?
Ti piaceva fare delle domande e comprendere il perch delle cose?
Eri colmo d'energia vitale e spesso non volevi andare a dormire ma
restare sveglio sino a quando non crollavi dal sonno?
Come ha scritto George Bernard Shaw: L'uomo non smette di
giocare perch invecchia, ma invecchia perch smette d giocare.
Luciano De Crescenzo, un famoso scrittore ha affermato: Lo studio

non lavoro ma la forma pi gloriosa del gioco.


Amavi qualche attivit in particolar modo come disegnare, correre,
saltare, colorare, cantare, ballare, stare con gli altri, vedere le
illustrazioni dei libri, guardare i cartoni animati, ecc.?

Lo sapevi che Bill Gates ha realizzato il suo primo programma di


software all'et di tredici anni per giocare a tris? Un famoso regista
francese, Francois Truffaut, ha dato una bella descrizione di che cosa
significhi realizzare un film: Fare un film significa migliorare la vita,
sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia.

Sergio Cammariere un affermato pianista e cantau tore che si


avvicinato al mondo della musica attraverso il gioco: Il trenino
musicale stato il mio primo gioco ed il vero approccio con qualcosa
che esprimesse note. Un pomeriggio, all'inizio degli anni'60, mio
cugino Francesco port a casa quel magnifico trenino... Il gioco
consisteva nel seguire una partitura molto ma molto particolare: ogni
nota aveva un suo colore e ogni melodia era una serie di colori. Il
trenino passando suonava un refrain di una canzone americana, una
specie di loop circolare. cos che ho cominciato a comporre da
giovanissimo le prime cose: giocando col trenino!.

La vita un gioco, giocate. La vita troppo preziosa, non


distruggetela. Madre Teresa di Calcutta
La curiosit la tua vera forza
Vorrei che tu in questo momento prendessi coscienza di un fatto
straordinario: quando sei nato/a non eri in grado di svolgere nessuna di
tutte le attivit che ti ho elencato nelle domande precedenti.Tutto quello
che in questo momento.tu sai fare lo hai appreso spontaneamente e
senza lamentarti o sentirti un incapace. Incredibile ma vero: tu, in soli

cinque anni di vita, hai incamerato milioni d'informazioni nel tuo


cervello in modo perfetto e duraturo.

Hai appreso come metterti in piedi senza perdere l'equilibrio. Hai


appreso come salire e scendere per le scale, come afferrare un cucchiaio
o una forchetta e mangiare da solo. Hai appreso come dare un corretto
significato a tutti quegli oggetti sconosciuti che erano intorno a te. Hai
appreso come infilarti le scarpe, le mutande o un vestito. Hai appreso
come dare calci ad un pallone, andare in bicicletta, far muovere da solo
un'altalena, camminare in punta di piedi, fischiare e cantare. Hai
imparato una lingua dai suoni del tutto sconosciuti e privi di significato,
semplicemente ascoltando i tuoi genitori (e anche un dialetto se lo
parlavano). Hai appreso come salire e scendere da solo dal tuo letto,
lavarti le mani, nuotare, salire e scendere da una sedia, per quanto alta
essa fosse. Hai imparato come correre, saltare, arrampicarti sugli alberi
e praticare uno sport. Hai imparato a utilizzare un videogioco di cui
all'inizio non sapevi nulla, ad utilizzare PC, tablet, smartphone,
televisione e altri strumenti tecnologici. Hai appreso come controllare
lo stimolo della pip e, fatto ancor pi impegnativo per il tuo cervello, a
controllare i muscoli sfinterici che trattengono le feci e dunque a non
fartela pi addosso...! Potrei andare avanti con questo elenco per ore
ed ore ma sono certo che da persona intelligente quale sei hai gi intuito
cosa desidero comunicarti: tu possiedi un cervello che l'organo pi
miracoloso di tutti quelli che possediamo, in grado di acquisire un
numero praticamente infinito di informazioni. Il tuo cervello pu
renderti, se impari ad utilizzarlo In modo corretto ed efficace, una
persona unica, meravigliosa e speciale. Se sino ad oggi hai potuto
apprendere milioni di informazioni in modo automatico e perfetto come
puoi pensare che non sei in grado di affrontare con successo il tuo
impegno scolastico? Non forse lo stesso cervello che hai adoperato da
bambino per imparare tutte le abilit che oggi impieghi con naturalezza
quello che devi utilizzare per andare a scuola? O possiedi due cervelli
diversi, uno per apprendere tutto alla perfezione e un altro pi lento e
pigro per studiare? Se fosse cos scrivimi immediatamente che

scriveremo un libro rivoluzionario: "Lo studente dai due cervelli!".

La motivazione, se ben utilizzata, un'arma vincente! Infatti


l'assenza di motivazioni ci rende naviganti senza direzione, vele senza
ven to, cieli senza stelle. La motivazione ha il potere di donarci nuove
energie e di accendere in noi l'ardente fuoco del costante impegno per
raggiungere con passione ed entusiasmo quanto desideriamo.
Togliamoci gli occhiali...
C' sempre una spiegazione a tutto quello che ci accade ma quando
ignoriamo le cause di un determinato evento, ci rassegniamo all'idea di
non essere capaci ed idonei per affrontarlo. Se il risultato dei nostri
sforzi positivo, proviamo un'intima soddisfazione che trasforma in
gioia la fatica compiuta. Se il risultato dei nostri sforzi negativo,
perdiamo fiducia in noi stessi e ci scoraggiamo arrivando, con il passare
del tempo, ad affrontare con sempre minore fede ed entusiasmo ci che
ci viene richiesto di svolgere. Durante il cammino scolastico potresti
avere incontrato diversi ostacoli che ti hanno fatto perdere l'autostima e
la convinzione di riuscire. Ecco alcune delle difficolt tra le pi
comuni: una maestra troppo severa che esigeva risultati senza
incoraggiarti in quelle prove che inizialmente richiedevano una
maggiore applicazione; delle difficolt con i compagni di classe che si
sono presi gioco di te, magari per un solo insuccesso o altre ragioni;
una mancanza di concentrazione che non ti permetteva di rimanere
attento \_ -- alle lezioni e nello studio a casa; dei continui paragoni
con qualcuno pi bravo di te; qualche specifica difficolt
d'apprendimento come la dislessia, la disgrafia o la discalculia che non
sono state prontamente diagnosticate ed affrontate; una continua
tensione con i tuoi genitori per il fatto che non ti impegnavi abbastanza.

Fanno cos comparsa le prime "sofferenze interiori" chi a volte, non


si ha il coraggio di confidare. Si arriva cos nascondere il brutto voto ai

propri genitori per non deluderli o perch si prova vergogna,


costringendoli a punirci i rimproverarci per aver taciuto o mentito. Vedi
com' facili partire col piede sbagliato? Nascono cos i primi condzio
namenti negativi e le conseguenti reazioni di rabbia, ansi e malcontento
per questa scuola che "mi fa litigare con i miei", "mi costringe a
rinunciare al gioco e al divertimento o mi fa fare brutte figure,
facendomi sentire ridicolo, gof fo ed impacciato". Questi
condizionamenti sono tanto pi forti se legati ai primi anni di studio,
ma sono ugualmente presenti ogni volta che incontriamo difficolt o
situazioni di conflitto legate al mondo della scuola. Ed proprio per
queste ragioni che, quasi inconsapevolmente, arriviamo a costruire un
"atteggiamento negativo" nei confronti dello studio e della scuola.
Se in questo momento ritieni che lo studio presenti maggiori aspetti
negativi che positivi, hai tutte le ragioni per credere in tale verit,
perch l'esperienza ti ha portate a questa visuale. In questa lettura ti
proporr delle diverse prospettive da cui osservare il panorama studio;
ma prima devi avere l'onest e il coraggio di togliere quegli "occhiali
scuri" che determinano l'attuale atteggiamento tendenzialmente pi
negativo che positivo nei confronti della scuola. A volte pu essere
comodo usare questi occhiali neri, poich ti giustificano ed esonerano
dall'impegno e ti riparano da eventuali delusioni dal ricevere ulteriori
risultati negativi. Mi ricordo di un ragazzo che stava ripetendo per la
terza volta il primo anno delle scuole superiori, il quale si difendeva
con la seguente affermazione: A scuola ottengo scadenti risultati,
perch non m'interessa lo studio, altrimenti ce la farei benissimo e sarei
tra i primi della classe. In realt, aveva una terribile paura di non
essere capace e il fatto di non impegnarsi lo esentava dal doversi
mettere alla prova e verificare le sue reali capacit.
Ecco perch devi decidere di toglierti gli occhiali neri che sino ad
oggi hai indossato, riaprire l'ombrello della fiducia e comprendere come
funziona il cervello per poterlo utilizzare al meglio del tuo potenziale
intellettivo. Fidati del tuo "coach" e ascolta questo consiglio: non
attuare la politica dello "struzzo" (nascondo la testa sotto la sabbia cos
non vedo i problemi), perch quel senso d'Insoddisfazione e di
malumore associati allo studio ti segnalano che giunto il momento di
eseguire questo lavoro di "pulizia e riordine interiore". Non mai
troppo tardi per imparare un metodo di studio, l'organizzazione del
tempo, l'autostima e la forza di volont. Sei pronto per metterti alla

prova? E un nuovo viaggio sta per incominciare... Dai che ce la fai!!!

Capitolo 2
Alla scoperta del cervello
Il mio cervello la chiave che mi rende libero.
Harry Houdini
Il cervello umano composto da un enorme numero di cellule,
chiamate "neuroni" e da altre chiamate "gliali" (le cellule gliali
svolgono una funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, assicurano
l'isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso
di lesioni). Queste cellule sono connesse le une alle altre secondo
schemi specifici e molto complessi. L'organizzazione del cervello
quindi estremamente complicata ma le sue componenti strutturali sono
cellule, ovvero entit analoghe a quelle che si trovano In ogni altra
parte del corpo. Tali cellule funzionano esattamente come In tutti gli
altri organi del corpo, ma nel cervello l'interazione produce qualcosa di
straordinario: la visione, la memoria, il calcolo matematico, la lettura,
la musica e tutte le altre funzioni mentali. Presi singolarmente, i neuroni
non sono In grado di eseguire alcuna funzione cognitiva, nemmeno la
pi elementare. Non esistono singoli neuroni in grado di vedere, di
ricordare o di pensare. Non sono cio i singoli componenti a fare del
cervello l'eccezionale organo che . L'ipotesi pi accreditata che le
operazioni cognitive pi elementari, da cui poi discendono quelle pi
complesse, siano il frutto delle interazioni dinamiche di insiemi
neuronali o "reti". Il cervello umano assomiglia ad un cavolfiore, una
verdura piuttosto insipida che pesa un chilo e con un potenziale
gastronomico limitato; il cervello umano di un adulto arriva a pesare
circa un chilo e mezzo, rappresenta il 2% del peso corporeo e consuma
il 20% dell'ossigeno metabolizzato. Quando sei nato il tuo cervello
pesava circa 350-400 grammi.
Anche se cavolfiore e cervello hanno un aspetto simile, questa
piccola massa fragile contiene la struttura pi complessa in assoluto
dell'universo conosciuto.
Nel cervello ci sono circa 100 miliardi di cellule.
Pur essendo presenti in pi di 200 tipi differenti queste cellule

(neuroni e glia) svolgono solamente tre funzioni: ricevere


informazioni da altre cellule elaborarle trasmetterle poi al resto del
corpo Sembra che il cervello umano sia stato progettato per lo studio.
Infatti, a scuola ricevi nuove informazioni. In secondo luogo, a casa le
elabori studiando o esercitandoti nelle varie materie che lo richiedono.
Infine, durante una verifica orale o scritta che sia, trasmetti ai tuoi
insegnanti ci che hai precedentemente ricevuto ed elaborato. Non
sorprendente tutto ci? Il tuo cervello sin da quando nasci pronto per
ricevere, elaborare e trasmettere qualsiasi genere di informazione.
Il funzionamento del cervello
Qualsiasi comportamento Inizia con le azioni del neurone
dall'estremit in cui si trova; esso inizia con raccogliere le informazioni
provenienti dai recettori sparsi attorno alle sue fibre ramificate dette
"dendriti". Immagina che i dendriti siano le manine del neurone, pronte
ad afferrare le nuove informazioni. Le informazioni vengono poi inviate
al corpo di chiamata del neurone detto "soma" dove vengono combinate
con altre informazioni in entrata. Immagina che il soma sia una stazione
di treni dove arrivano i vagoni contenenti le varie informazioni.

L'intero input di informazioni viene poi fatto passare attraverso la


fibra estesa del neurone, detta "assone", sotto forma di scarica elettrica
o meglio di impulso nervoso. Immagina che l'assone sia un binario che
trasporta le informazioni raccolte ed elaborate verso l'uscita della
stazione ferroviaria dove si dirigono verso nuove citt.

L'impulso termina nei bottoni terminali del neurone ("sinapsi") che


contengono sostanze chimiche, le quali vengono successivamente
liberate mandando un messaggio chimico ai neuroni adiacenti.
Immagina che le sinapsi siano delle capsule che contengono delle
sostanze chimiche che vengono spruzzate verso il bottone d'entrata di
un altro neurone. Sebbene i neuroni si trovino molto vicini l'uno
all'altro non si toccano mai; essi devono mandare i loro messaggi

attraverso l'interspazio pieno di liquido che si chiama "spazio


sinaptico". Questi messaggi chimici si chiamano neurotrasmettitori.
Quando un neurotrasmettitore viene liberato nella sinapsi esso si attacca
a recettori specifici sulla membrana dei dendriti dei neuroni adiacenti,
esattamente come una chiave si inserirebbe nella toppa di una porta.
Alcune sinapsi sono eccitatorie: I neurotrasmettitori fanno s che il
neurone dall'altra parte della sinapsi generi un impulso nervoso o
meglio una scarica elettrica a forte velocit. Mentre altre sinapsi sono
inibitorie e cio riducono o inibiscono gli impulsi nervosi. Ad esempio,
la noradrenaline una sostanza chimica che blocca il passaggio delle
informazioni da un neurone all'altro, provocando il famoso vuoto di
memoria. La noradrenalina viene stimolata da elevati stati d'ansia
causati da un'eccessiva paura della prestazione.
I canali ricettori che si trovano nei dendriti determinano quale sar
l'effetto di un neurotrasmettitore nello stesso modo in cui la globalit
degli input eccitatori o inibitori determina se il neurone successivo
sparir e a che velocit.
Questo costante flusso d'impulsi nervosi e di sostanze chimiche
trasmettitrici attraverso il corpo quello che conferisce al
comportamento umano la sua incredibile complessit e plasticit:
esso regola il nostro metabolismo, la nostra temperatura e la
respirazione;
ci aiuta ad imparare, ricordare e decidere;
ci consente di immaginare, progettare, inventare e produrre nuove
idee.
Ci che risulta ancora oggi in parte difficile comprendere, che in
qualche modo tra queste cellule nervose e sinapsi si trova la base che
permette di comunicare tutto ci che possiamo sapere e provare.

Il modo in cui ci succede costituisce un vero enigma per gli


scienziati che studiano il cervello e il comportamento. Si tratta di una
nuova generazione di ricercatori chiamati neuroscienziati che
provengono da circa venti discipline differenti, inclusa la psicologia.
I neuroscienziati sono guidati dalla presupposizione che qualsiasi
cosa il cervello faccia sia spiegabile tramite gli eventi biologici e

chimici che avvengono all'interno del cervello nella sua globalit o in


alcune regioni particolari.
Per questi ricercatori comprendere il comportamento significa
conoscerne le basi biologiche. Il cervello parte integrante del sistema
nervoso e funziona in modo olistico con l'interazione di tutte le parti,
sebbene alcune regioni siano specializzate nell'effettuare determinati
compiti nel modo pi efficiente.
Proviamo a dare un'occhiata veloce in modo da comprendere meglio
la struttura del nostro cervello.
Prosencefalo Cervelletto Tronco Encefalico
Midollo Spinale
Il primo punto da prendere in considerazione il tronco cerebrale
(tronco encefalico) che collega il cervello ai nervi attraverso
l'autostrada della spina dorsale. Questo il supporto fondamentale della
vita e cio del respiro dei battiti del cuore, del risveglio e del sonno.
Collegato al tronco cerebrale, sulla parte posteriore del cranio, c' il
cervelletto che ha il compito di coordinare i movimenti del corpo,
controllare la postura e mantenere l'equilibrio.
Subito dopo, nella parte pi profonda del cervello, si trova il sistema
limbico che contiene varie strutture che costituiscono il vecchio
cervello mammifero che cos denominato perch quello che
abbiamo in comune con gli altri mammiferi. Esso mantiene l'equilibrio
dei meccanismi interni del corpo tra i quali la temperatura, la pressione
sanguigna ed i livelli di zucchero. Inoltre, regola le emozioni e le
pulsioni potenti quali quelle dell'autodifesa, del desiderio sessuale.

. Le quattro parti pi importanti del sistema limbico sono: Talamo


Ipotalamo Corteccia prefrontale l'amigdala l'ippocampo l'ipotalamo
e il talamo.
L'amigdala il percorso degli impulsi sensoriali che entrano nel
sistema limbico.

L'ippocampo un elaboratore delle Informazioni di base; esso


combina le informazioni nuove con quelle gi immagazzinate nel
cervello registrando, inoltre, alcuni tipi di ricordi di natura emotiva.

L'ipotalamo agisce da legame tra il corpo e il resto del cervello,


liberando almeno sette tipi diversi di ormoni verso la ghiandola
pituitaria che, a sua volta, libera gli ormoni nel flusso sanguigno in
grado di influenzare la crescita e il sesso.
Il talamo una stazione di collegamento che manda segnali dal resto
del corpo alle appropriate regioni del cervello.
Attorno alle strutture primitive pi vecchie che costituiscono il
sistema limbico c' il cerebro, che negli esseri umani rappresenta la
parte pi grande del cervello.
qui che gli impulsi nervosi vengono trasformati in "immagini",
"simboli", "parole" ed "idee".
Il cerebro suddiviso in due: ci sono gli emisferi cerebrali che sono
collegati tra loro mediante milioni di fibre nervose che costituiscono il
"corpus callosum", un canale per i messaggi che viaggiano da una parte
all'altra del cervello. Lo strato esterno del cerebro la corteccia e cio
la superfcie ritorta del cervello, ossia il centro del pensiero cosciente,
della percezione e dell'integramento di tutte le sensazioni e di tutti i
responsi. La corteccia cerebrale rappresenta il punto pi alto nella
gerarchia dell'attivit cerebrale.
La teoria dei tre cervelli
Secondo il neurologo Paul MacLean, il nostro cervello costituito da
tre componenti distinte, ognuna delle quali rappresenta un momento
evolutivo ben preciso della specie umana. Un po'come succede in un
sito archeologico o con gli strati geologici delle montagne, anche il
nostro cervello sarebbe il risultato finale di tre sedimenti stratificatisi

durante l'evoluzione: l'archipallium o cervello primitivo, costituito dal


cervelletto e dal bulbo spinale o tronco cerebrale; Paleopallium
Archipallium il paleopallium o cervello intermedio, costituito dal
sistema limbico; Il neopallium o neocortex chiamato anche cervello
superiore, costituito dagli emisferi cerebrali destro e sinistro.
Il primo corrisponde al cervello rettile ed sede degli istinti primari
e di funzioni vitali come, per esempio, il controllo del ritmo cardiaco e
respiratorio; il secondo, corrisponde nella scala evolutiva al cervello dei
mammiferi, specie di quelli pi antichi ed coinvolto nell'elaborazione
delle emozioni. Il terzo cervello, il pi recente, esclusivo dei primati
ed sede di tutte le funzioni cognitive e razionali.
Come ha affermato MacLean: Non si sottolineer mai abbastanza
che questi tre tipi fondamentali di cervello presentano fra loro grosse
differenze strutturali e chimiche. Eppure devono fondersi e funzionare
tutti e tre insieme come un cervello uno e trino. La cosa straordinaria
che la natura sia stata capace di collegarli fra di loro e di stabilire una
qualche sorta di comunicazione dall'uno all'altro.

Quello che molti ignorano che il nostro cervello fatto di due


cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell'ippocampo, che
non si praticamente evoluto da tre milioni di anni a oggi, e non
differisce molto tra l'homo sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello
piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle
che sono le emozioni. Ha salvato l'australopiteco quando sceso dagli
alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell'ambiente e degli
aggressori, L'altro cervello quello cognitivo, molto pi giovane.
nato con il linguaggio e in 150mila anni ha vissuto uno sviluppo
straordinario, specialmente grazie alla cultura.
Rita Levi Montalcini
Come stato studiato il cervello?
Per sondare i segreti di tutte queste regioni del cervello necessaria
una molteplicit di metodi diversificati, alcuni vecchi e altri nuovissimi.
Le prime informazioni ci sono pervenute dalle autopsie eseguite su

pazienti con lesioni cerebrali colpiti da infarto e da malattie in cui


alcuni comportamenti, quali ad esempio il linguaggio, erano stati
danneggiati.
Pi tardi, ricercatori provocarono lesioni sugli animali distruggendo
dei tessuti cerebrali allo scopo di trovare una corrispondenza tra la zona
danneggiata in una determinata regione del cervello e la perdita di
alcune funzioni comportamentali e sensoriali.
Oggi la tecnica pi nuova la riproduzione d'immagini del cervello,
grazie cui possibile analizzare la struttura del cervello e/o il suo
funzionamento.
Queste immagini forniscono ai ricercatori, psichiatri e chirurghi
quadri reali del funzionamento interno del cervello.
Ma la tecnica pi usata per comprendere le funzioni cerebrali la
registrazione dell'attivit elettrica del cervello. Dato che i neuroni sono
generatori elettrici biochimici, i neurologi hanno trovato il modo di
registrare i segnali nervosi provenienti da un singolo neurone in
risposta ad un determinato fatto. Anche l'attivit elettrica di tutto il
cervello pu essere registrata. Questo schema di onde cerebrali noto
con il nome di elettroencefalogramma o EEG. La tecnica stata
inventata nel 1929 da Hans Berger il quale scopr che vi era una
differenza di potenziale elettrico tra aghi infissi sul cranio oppure tra
due piccoli dischi di metallo (elettrodi) quando essi sono posti a
contatto sulla cute sgrassata del cuoio capelluto. La tecnica fu in
seguito perfezionata da Herbert Jasper, e venne in seguito utilizzata
soprattutto per studiare il sonno.
Alcune curiosit sul cervello umano
Il cervello di un neonato cresce di tre volte nel primo anno di vita.
Il cervello cresce fino ai 18 anni. Ecco perch dannoso fumare,
bere o peggio assumere delle droghe in et adolescenziale e non solo.
Il cervello di Albert Einstein era di dimensione uguale a tutti gli
altri, solo la parte che si attiva per i calcoli matematici era pi grande
del 35% (e non poco).
Il 2% del peso di un uomo dato dal cervello. Anche se in termini
assoluti ci sono animali con cervelli pi grandi (come l'elefante),

nessuno ha una percentuale pi alta rispetto al proprio peso corporeo.


Alla nascita, il tuo cervello conteneva gi quasi il numero di cellule
di un cervello adulto.
Tenere il cervello allenato con lo studio, permette al tuo cervello di
adattarsi molto pi velocemente alle nuove situazioni.

I taxisti di Londra, famosi per conoscere tutte le strade della citt,


hanno un ippocampo sensibilmente pi grande del normale. Si ritiene
che pi cose si memorizzino, pi quest'area del cervello si espande.
La corteccia cerebrale, quella che contiene la materia grigia, diventa
pi spessa man mano che la usi. In un ambiente che stimola
l'apprendimento; l'abilit di un bambino di memorizzare le cose pu
aumentare fino al 25%.
Ora che hai scoperto alcune funzioni del cervello puoi comprendere
come non dovresti mai sentirti inferiore ai tuoi coetanei o superiore a
loro. Il tuo cervello davvero la "Lampada di Aladino" da cui estrarre
idee, progetti, inven
Le informazioni nel cervello possono viaggiare ad una velocit di
430 km/h. Altro che -formulauno!
Il cervello continua a creare nuovi neuroni per tutta la vita, in
risposta agli stimoli, per rimanere flessibile alle esigenze dell'ambiente
in cui opera. L'emisfero sinistro del cervello controlla la parte destra del
corpo, e viceversa. Da svegli, il cervello genera fra 10 e 23 watt di
potenza; abbastanza energia per alimentare una lampadina.
zioni, visioni e sogni d'ogni genere. Il tuo cervello dotato di infinite
potenzialit, ma sta a te attivarle con l'impegno e la forza di volont.
Nessuno pu farlo al tuo posto; nemmeno le persone che ti amano di
pi come i tuoi genitori. Quando sei in difficolt nella vita ricordati di
aprirti, di parlare, di condividere ci che ti rende triste, infelice o
preoccupato. Non vergognarti dei tuoi possibili insuccessi scolastici o
di quelle azioni in cui non dai del tuo meglio. Tutti gli esseri umani
hanno dei periodi bui nel corso della loro vita. Anch'io ho commesso
degli sbagli e compiuto azioni di cui mi sono poi pentito, ma questo fa

parte della vita come un temporale, una giornata piovosa, un


raffreddore o una rovinosa caduta. Quello che conta che tu possa far
ritornare il sole, guarire dalle ferite psicologiche e rialzarti pi forte di
prima. Allena il tuo cervello e Immagina che le materie di studio siano
come i pesi per chi va in palestra a fortificare i muscoli. Ci siamo
intesi?
La differenza tra un professionista e un dilettante consiste nelfatto
che il primo cura i minimi dettagli e ogni giorno si pone una domanda:
"Che cosa posso fare oggi per migliorare la mia attivit?".
Pietro Lombardo

Capitolo 3
L'ambiente di studio
In questo capitolo potrai imparare come preparare nel modo migliore
il luogo dove studiare. L'ambiente di studio la somma di tutti i fattori
disturbanti o favorevoli che ti circondano durante l'attivit di studio.
Analizziamolo e cerchiamo di migliorarlo: ne beneficer il tuo
rendimento scolastico!
In quale luogo meglio studiare?
Una prima regola che devi scegliere un luogo preciso, dove
metterti a studiare, evitando cos continui spostamenti da una stanza
all'altra. Il luogo ideale la propria camera; in alternativa bisogna
cercare una stanza acusticamente tranquilla, mentre sconsigliabile la
cucina, poich in questo luogo si trovano delle ghiotte distrazioni (cibo
a volont) ed la stanza pi frequentata da tutta la famiglia. Se senti la
ne cessit di esporre ci che hai appreso puoi andare, alla fine dello
studio, da un genitore; ma evita di inseguire tua madre per tutta la casa,
perch ci molto dispersivo e non ti rende indipendente e sicuro di te.
Uno degli obiettivi che ti devi pre - figgere di raggiungere
un'autonomia nel metodo di lavoro, ovverosia la capacit di studiare e
svolgere gli esercizi da solo. Se ti trovi in difficolt nella lettura di
qualche testo o nello svolgimento di qualche esercizio, confidati
sinceramente con i tuoi genitori, ma anche con le tue maestre. Ricordati
che "dove c' un problema c' sempre una soluzio - ne" ma che, come
ha affermato il grande scienziato Albert Einstein, non possibile
risolvere un problema con la stessa mente che lo ha creato. , ,
Aria Innanzitutto, bene cambiare aria (soprattutto in autunno e
inverno) almeno ogni novanta minuti (ideale ogni ora). Il cervello
consuma molto ossigeno e una cattiva ossigenazione produce colpi di
sonno, affaticamento mentale e una scarsa ricettivit. Durante il
pomeriggio di studi consigliabile aprire le finestre ed uscire dalla
stanza per circa tre - cinque minuti (o di pi se la situazione lo
richiede), in modo

tale da cambiare l'aria e rendere pi fresca la temperatura al tuo


rientro. Il cervello un gran consumatore di ossigeno nel nostro corpo.
L'inalazione di aria inquinata o viziata ridu ce l'apporto di ossigeno al
cervello, portando una diminuzione in termini di efficienza del cervello.
Luce
Leggere per apprendere nuove conoscenze una delle attivit pi
piacevoli e produttive che ci possano essere, ma serve un ambiente,
adatto, tranquillo e illuminato correttamente. Ma qual la luce ideale
per leggere? Inutile dire che la luce naturale, magari all'aria aperta, la
migliore, per non sempre possibile averla. La luce migliore quella
solare, mentre l'illuminazione artificiale deve garantire una lettura
agevole e senza sovraffaticamenti. per questo che chi ha la passione
per la lettura o deve studiare, dovrebbe ricavarsi un angolo illuminato
correttamente. Innanzitutto, bene dire che la luce ideale per leggere
non deve sforzare gli occhi e deve essere posizionata in modo tale da
non creare ombre fastidiose sul libro che si legge. Quest'ultimo aspetto
non da sottovalutare: chi generalmente scrive con la destra bene che
abbia una luce che provenga da sinistra in modo da evitare ombre in
caso prenda appunti o, pi semplicemente, utilizzi un dito per seguire le
righe del testo; medesimo accorgimento ma speculare va preso per chi
mancino. Il gioco delle ombre va tenuto in considerazione anche nelle
zone circostanti al libro, senza che ci sia troppa differenza di luminosit
tra ci che si legge e il resto dell'ambiente. Se cos non fosse c' il
rischio che l'occhio si possa sforzare per inquadrare alcuni punti della
stanza, ad esempio quando si distoglie lo sguardo dal libro. La luce
ideale per leggere, inoltre, deve essere chiara, ma non eccessivamente
bianca e nemmeno troppo forte. Una soluzione pu essere l'utilizzo di
una lampada con una buona potenza posizionata in modo strategico,
magari lontano dal punto in cui ci si mette a leggere, bene tenere a
mente che il segreto per una luce ideale per leggere quello di ricreare
in casa la stessa luce naturale del sole. Generalmente va utilizzata una
lampada sulla scrivania con un'altezza superiore alla tua testa in modo
tale che il riflesso della luce non irriti gli occhi e un'altra luce che
illumini tutta la stanza per creare un'Illuminazione armonicamente
diffusa. Sta a te trovare le giuste condizioni. Evita, in ogni caso, di

studiare in penombra o con una scarsa illuminazione della scrivania


come nel disegno all'inizio di questo paragrafo.
Temperatura
La temperatura ideale sui 20 - 21, perch essa non n troppo
calda, n troppo fredda (in primavera, ad esempio, ci sono circa 20 21). La temperatura non dovrebbe scendere sotto i 16. Il troppo caldo
favorisce il sonno, perch rallenta il metabolismo del corpo umano. Il
troppo freddo toglie energia al cervello, perch il sangue deve essere
inviato alle zone periferiche del nostro corpo al fine di produrre
maggiore calore. Va infine ricordato che ognuno di noi ha la propria
temperatura ideale tendente verso i 21 o i 18. Bisogna che tu conosca
il valore della tua temperatura ideale e cercare di portare la tua stanza di
studio a questo livello. Un altro piccolo accorgimento di mettere una
vaschetta d'acqua sul tuo termosifone per umidificare l'aria e non
renderla troppo secca. Durante l'inverno puoi anche usare l'essenza di
pumilio (un particolare olio essenziale di pini ed abeti) che ha grosse
propriet decongestionanti e mantiene liberi i bronchi ed il naso.
Un ambiente ordinato
Il luogo di studio deve essere ordinato nel suo insieme, diversamente
dall'illustrazione che trovi qui sotto questo perch stato provato che
l'ordine favorisce la concentrazione, mentre il disordine aumenta la
distrazione mentale. Diciamoci la verit: ti mai capitato di avere poca
voglia di studiare? Ecco che giocattoli, radio, videogame, PC,
smartphone, tablet o televisione a portata di mano possono facilmente
catturare la tua attenzione, provocando interruzioni continue,
importante aiutarsi nello studio, evitando tutto ci che pu essere fonte
di distrazione. All'inizio potresti avvertire del disagio, ma presto ti
accorgerai della differenza e dell'importanza di questa semplice regola.
Applicare delle nuove regole pu essere mentalmente impegnativo, a
volte difficile. Se entriamo in una stanza disordinata l'idea di rimettere
tutto in ordine percepita come un qualcosa di stressante. Ci si trova a
pensare: - Riuscir a sistemare tutto quanto? - Quanto tempo ci vorr? Forse meglio lasciare le cose come stanno... Solo iniziando il lavoro si
prende consapevolezza di come sia bello abitare in un luogo pulito,
armonioso, organizzato e profumato di fresco. Ma proprio quando si

terminato di mettere tutto a posto che inizia il duro lavoro della


perseveranza, ovverosia del continuare a mantenere in ordine la propria
stanza, riponendo nello spazio giusto quello che ogni giorno si usa: da
un giocattolo a un vestito!
Campo visivo libero
La scrivania dovrebbe essere appoggiata a una parete, in modo tale
da ridurre lo spazio visivo. Lo stesso vale in classe: pi ti metti indietro
e pi avrai distrazioni visi ve, potendo osservare tutti i tuoi compagni e
quello che fanno. All'interno del campo visivo vanno spostati poster e
oggetti che ti possono distrarre. Ricordati che la parte visiva del
cervello quella pi ampia nel ricevere informazioni. L'area cerebrale
deputata alla visione la corteccia striata, chiamata VI (area 17 di
Brodmann), localizzata nel lobo occipitale ed la prima stazione
corticale che le informazioni visive incontrano durante il loro lungo
cammino verso il cervello (in realt, ve ne sono altre quattro oltre
questa).
Il campo d battaglia: la scrivania
Che cosa deve esserci sulla scrivania quando si studia? Soltanto gli
strumenti del tuo "lavoro": libro richiesto, penna, matita, gomma,
evidenziatore, quaderno degli appunti (se ti serve). Inoltre deve essere
sempre presente un dizionario della lingua italiana. Sulla scrivania evita
di tenere smartphone, videogiochi, tablet o tutto ci che pu indurti in
distrazioni. Abituati a svolgere un lavoro per volta; quando hai
terminato, riponi immediatamente libri e quaderni nella libreria o, se
materiale che ti serve il giorno dopo, direttamente nello zaino.
E la musica?
La musica un fattore soggettivo: pu distrarti o rilassarti se
utilizzata come sottofondo per ricopiare o per l'esecuzione di lavori
manuali come disegno. Le ricerche scientifiche dicono che pi
difficile concentrarsi con la musica (o forti rumori) quando si svolgono
compiti impegnativi che richiedono ragionamento, analisi e riflessione.
Sta a te eseguire un onesto esame di coscienza per valutare se la musica
favorisce o no la tua concentrazione e quando utilizzarla.

Ricorda queste regole


Evita di studiare sdraiato da qualsiasi parte, soprattutto a letto,
perch in questo modo facile che tu prenda sonno. A quanto pare
mettere un libro sotto il cuscino non permette un trasferimento delle
informazioni direttamente al tuo cervello quando dormi.
Utilizza un leggo da appoggiare sulla scrivania che ti permette una
lettura agevolata, senza incurvarsi con la schiena o dover chinare troppo
la testa.
Evita di spostarti da un luogo all'altro, per favorire l'abitudine
mentale a concentrarti sempre nella stessa stanza.
Tieni un cestino a fianco o sotto la tua scrivania per raccogliere il
materiale che devi eliminare.
Se mentre studi hai dei colpi di sonno o ti senti troppo affaticato,
inspira ed espira profondamente aria fresca per almeno cinque volte in
modo da aumentare l'ossigenazione del cervello, mangia un frutto di
stagione, lavati la faccia con acqua fresca e/o cammina per cinque
minuti.

A cosa serve correre se sei sulla strada sbagliata?, recita un


proverbio tedesco. L'ambiente di studio ti mette nelle condizioni di
correre nella strada giusta. Ancora una volta desidero invitarti ad essere
perseverante nel seguire queste semplici regole, perch cercare di
cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare come
scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni venti minuti dovete
ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete
a creare il cambiamento.
Donald L. Dewar.

Capitolo 4
Una corretta alimentazione
Il dottore del futuro non dar medicine, ma invece motiver i suoi
pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, edalla causa e
prevenzione della malattia.
Thomas Alva Edison
Il cibo pu sostenere o danneggiare l'attivit intellettuale, emotiva e
di volont. Pur restando naturalmente validi i principi generali di una
sana nutrizione, occorre tuttavia valorizzarne alcuni aspetti che possono
essere utili per nutrire in modo corretto il tuo cervello ed evitare gli
errori che possono affaticare la tua attivit mentale. Leggi con
attenzione e condividi questa parte del libro con i tuoi genitori.
Gli zuccheri giusti Troppo zucchero interrompe l'assorbimento di
proteine e sostanze nutritive utili, causando malnutrizione
(indipendentemente dalle calorie ingerite) e pu interferire con lo
sviluppo del cervello. L'attivit mentale richiede dal metabolismo una
costante produzione di glucosio (zucchero) di cui il cervello un
grande e bramoso consumatore. Il luogo comune che afferma come "il
cervello abbia bisogno di zucchero" vero, ma differente il modo in
cui l'organismo ricava il glucosio dai vari alimenti. Il glucosio presente
nei cereali integrali, nelle verdure e nella frutta ha un'assimilazione
progressiva e costante, essendo ricavato da molecole lunghe di zuccheri
che sono smontate nella digestione. Quello presente nello zucchero, nei
dolci o, peggio, nelle bevande industriali dolcificate provoca
un'assimilazione rapida, con picchi di salita e discesa che danneggiano
il livello di attenzione, oltre a creare le basi metaboliche per il diabete.
Occorre quindi evitare patatine, focacce, panini conditi o imbottiti. Le
merendine contengono notevoli quantit di grassi (intorno al 18%). Per
la merenda puoi prendere una fetta di pane integrale biologico con
miele o marmellata biologica. Va sempre controllata la percentuale di
frutta: pi alta, migliore la marmellata. Uno studio su un milione di
studenti di New York ha indicato che gli studenti che hanno mangiato

pasti che non includevano aromi artificiali, conservanti e coloranti


hanno avuto un risultato mediamente maggiore" del 14% di chi aveva
mangiato cibi con gli additivi.
I grassi nutrienti
La natura ci offre anche dei "grassi" meravigliosi: si tratta dei grassi
acidi polinsaturi, veri alleati dell'attivit del sistema nervoso. I grassi
polinsaturi, a differenza dei saturi e dei monoinsaturi, non essendo
ricavabili dai carboidrati (zuccheri in termini biochimici), vanno assunti
dagli alimenti. Per questo sono acidi grassi detti essenziali, perch ne
abbiamo un continuo fabbisogno giornaliero. Importanti sono i grassi
polinsaturi detti Omega-6 contenuti negli oli vegetali. Sono presenti nel
germe dei cereali integrali biodinamici, nella frutta secca (come noci,
mandorle, nocciole), nei semi di lino, sesamo, girasole, zucca. Altri
grassi essenziali polinsaturi sono gli Omega-3 contenuti in alcuni tipi di
pesce, in particolare quello grasso di acque fredde come salmone,
acciughe, sardine, pesce azzurro, aringhe, sgombro dell'Atlantico,
merluzzo nero, ecc. Per restare in salute e per un buon funzionamento
del sistema nervoso e immunitario abbiamo necessit di assumere
quotidianamente acidi grassi polinsaturi Omega-3 e Omega-6.
Fare sempre la colazione
Le persone che non fanno colazione, iniziano la giornata con un
minore livello di zuccheri nel sangue e quindi con un apporto
insufficiente di nutrienti al cervello; questo causa una diminuzione della
potenza mentale. La colazione della mattina prima di andare a scuola
non solo rende possibile una migliore resa fisica e mentale ma favorisce
la possibilit di un'equilibrata suddivisione di tutti gli altri pasti, a
vantaggio del nostro benessere. Uno studio della Harward Medical
School ha scoperto che chi svolge una regolare colazione presenta un
rischio ridotto della met di sviluppare obesit rispetto a coloro che
invece la saltano. Se vuoi evitare di saltare la colazione perch sei
spesso in ritardo, necessario che gi alla sera precedente ti prepari i
vestiti e lo zaino di scuola; allo stesso modo insieme ai tuoi famigliari
puoi preparare la tavola con tazze, posate, bicchieri, frutta e cereali.
Come prima colazione prendi sempre due noci o mandorle per nutrirti
dei grassi "sani". Assumi del latte o yogurt greco per fornire proteine,

vitamine, sali minerali e zuccheri semplici. Puoi consumare del pane o


fette biscottate integrali o fiocchi di cereali come fonte di zuccheri
complessi. Cerca di non farti mancare della frutta fresca o spremuta
d'arancia per aggiungere fibra e vitamine. Infine, puoi aggiungere un
poco di dolcezza con miele o marmellata biologica.
I cibi che nutrono il cervello
Alcuni cibi sono fondamentali per migliorare la tua capacit di
concentrarti, conservare le informazioni e mantenere in forma il tuo
cervello. Ecco un elenco di alcuni alimenti che ti possono aiutare nel
nutrire correttamente il tuo cervello e permettergli di esprimere del suo
meglio.
Il pesce .
Che il pesce aiuti a migliorare la propria memoria e che quindi
rappresenti un ottimo alimento per gli studenti di ogni et non solo un
luogo comune. Grazie all'alta concentrazione di Omega-3 che si trova
nella maggior parte dei pesci, inserirli nella dieta pu rappresentare un
modo per facilitare l'attivit di studio. Questi acidi grassi, infatti, sono
essenziali per una corretta funzione dei neuroni.
Frutta secca
Come il pesce, molti tipi di frutta secche (ad esempio, mandorle,
pistacchi e noci) contengono alti livelli di acidi grassi essenziali che
aiutano il cervello a funzionare in modo ottimale. Le noci contengono
inoltre una buona quantit di ferro che fornisce ossigeno al cervello,
aumentando la prontezza mentale e la capacit di immagazzinare le
informazioni.
Cereali integrali
Mangiare troppi carboidrati raffinati, come il pane bianco e la pasta,
non salutare; inoltre, sta to accertato che questo tipo di cibo
favorisce la sonnolenza e la lentezza mentale. Per ritrovare maggiore
leggerezza e vitalit scegli i cereali integrali che, rispetto ai carboidra- ,
ti raffinati, tendono ad avere l'effetto op posto e potenziano la memoria.

Le mele
Ti ricordi il famoso detto, "una mela al giorno toglie il "medico di
torno"? In realt, la mela ti aiuta a migliorare il tuo rendimento
scolastico. La buccia della mela contiene un potente antiossidante
chiamato quercetina che migliora la funzionalit di memoria. Introduci
le mele nella tua dieta quotidiana, considerala una buona abitudine
alimentare e una parte importante del tuo stile alimentare.
Le verdure crocifere Se non sai quali sono le verdure crocifere, forse
non ti piacer scoprirlo. Non tutti, infatti, hanno una passione per broc
coli, cavoli e cavoletti. Ma fare un piccolo sforzo e mangiarne una
porzione ogni tanto non ha mai ucciso nessuno. Le verdure crocifere,
infatti, sono considerate un cibo alleato della memoria.
Il cioccolato fondente
Ecco una cioccolosa notizia: il cioccolato pu aiutarti a sviluppare le
tue capacit di apprendimento. Pi il cioccolato scuro, pi sar in
grado di arricchire il buon funzionamento del tuo cervello. Il cioccolato
fondente tende ad aumentare l'afflusso di sangue al cervello,
mantenendo la tua mente vigile e pronta a ricevere nuove informazioni.
Spinaci
Gli spinaci contengono un'elevata quantit di acido folico che oltre a
prevenire l'invecchiamento mentale, favorisce lo sviluppo delle
potenzialit mnemoniche del cervello umano. Fatti preparare dalla
nonna, o da chi vuoi tu, una buona torta rustica composta da ricotta e
spinaci. Diventerai cos un "cervello di ferro".
Frutti rossi
Ecco una rapida ricetta per studiare meglio: prendi una manciata di
frutti rossi quando ti devi preparare per una verifica. Mirtilli, ciliegie,
ribes nero, lamponi, more, uva spina, e anche le fragole, hanno effetti
rilevanti sia sulla salute, che sulle funzioni del cervello. Inoltre,
riducono il livello di tossine nel flusso sanguigno e contengono

fitonutrienti e antiossidanti che favoriscono il flusso di sangue al


cervello e migliorano l'attivit dei neuroni.
I legumi
I fagioli, i ceci e le lenticchie contengono notevoli quantit di
proteine che alimentano il cervello e ti faranno studiare bene e
velocemente, inoltre, i legumi di tutte le variet contengono elevate
concentrazioni di acido folico che, com' gi stato scritto, migliora la
capacit di ricordare le informazioni.
Le cipolle
Nella cultura orientale, le cipolle sono venerate per la loro capacit di
migliorare importanti funzioni cerebrali _come la memoria e la
concentrazione. In particolare le cipolle rosse hanno positivi effetti nel
nutrire il cervello.
T verde
L'infuso di t verde una meravigliosa bevanda: migliora la
memoria, la concentrazione mentale e combatte la fatica mentale. Il t
verde contiene catechine, che aiutano a rilassarsi mentalmente, e
mantengono alto lo spirito. Inoltre combatte molti disturbi cerebrali.
Come prepararlo correttamente? Per non distruggere parte dei principi
attivi del t verde consigliato che l'acqua che si versa nella tazza o
nella teiera (secondo il metodo scelto) non sia bollente, ma di qualche
grado inferiore (circa 80C); lasciare in infusione per non pi di 1,5 - 2
minuti. Questo suggerimento valido anche per altre bevande: non bere
liquidi molto caldi, meglio tiepidi.
Le uova
Le uova mostrano un profilo nutrizionale veramente impressionante:
sono una preziosa fonte di proteine di alta qualit e sono ricche di
vitamine e minerali. Ma c' di pi! Un nutriente chiamato colina, che si
trova nelle uova, pu contribuire a rafforzare la memoria centrale e il
cervello. I ricercatori hanno osservato che la colina aumenta le
dimensioni dei neuroni.

Lo yogurt
Alimenti ricchi di calcio, come lo yogurt (quello greco migliore),
latte e formaggi migliorano la funzione dei nervi. Lo yogurt contiene un
amminoacido chiamato tirosina, che responsabile della produzione dei
neurotrasmettitori noradrenalina e dopamina. In breve, lo yogurt aiuta a
migliorare l'attenzione e la memoria.
Un ultimo consiglio di mangiare sempre qualcosa ogni tre ore circa,
per mantenere in movimento l'apparato digerente e continuare a mettere
carburante nel motore del tuo organismo e del cervello in particolar
modo. Il nostro corpo come un impianto di riscaldamento: bisogna
tenerlo sempre acceso per evitare bruschi raffreddamenti che
causerebbero, un inutile spreco di energia e maggiore tempo per
ristabilire la giusta temperatura.

Capitolo 5
Dormire bene
Al mattino pensa. A mezzogiorno agisci. Alla sera mangia. Quando
notte dormi.
William Blake
- Il sonno viene definito come uno stato periodico di riposo
dell'organismo, caratterizzato dalla sospensione dell'attivit motoria e di
quella psichica superiore (coscienza e volont) e dall'interruzione
conseguente del rapporto che solitamente abbiamo con l'ambiente
esterno. La ricerca scientifica ha dimostrato che il sonno un elemento
Importantissimo della salute fisica e mentale, non meno importante
della corretta alimentazione e dell'attivit fisica. Il sonno risponde
indubbiamente a una funzione vitale, tant' che tutti gli animali
dormono. Tutti noi abbiamo bisogno di un adeguato numero di ore di
sonno per "funzionare" bene il giorno successivo, sprigionare vitalit e
mantenerci in salute.Tuttavia, le ragioni per cui abbiamo bisogno di
dormire per un terzo della nostra vita non sono state chiarite a fondo
(una persona di 90 anni ha dormito Per 30 anni, una di 60 anni per 20,
una di 45 anni per 15 e uno studente di 12 anni per 5 anni se si tengono
conto le ore che ha dormito in classe. Risultati recenti hanno dimostrato
che il sonno aiuta a memorizzare, consolidare i ricordi e a elaborare
migliori schemi comportamentali. Oggi sappiamo che dormire poco e/o
male produce dei gravi sintomi che predispongono a diverse malattie
che si manifestano In chi viene privato a lungo del sonno.
Mediante l'utilizzo della polisonnografia possibile comprendere la
struttura fisiologica del sonno. La polisonnografia la registrazione
simultanea e continua delle variabili fisiologiche, vale a dire di come il
corpo e il cervello si comportano durante il sonno. Ai fini di un'analisi
della struttura del sonno la polisonnografia deve comprendere:
l'elettrooculogramma (individua i movimenti degli occhi durante il
sonno), l'elettroencefalogramma (misura l'attivit elettrica del cervello)
e l'elettromiogramma (testa l'attivit elettrica dei muscoli). Questo
strumento ci ha permesso di individuare cinque stadi del sonno che si

ripetono in modo ciclico ogni 90-100 minuti. Ci significa che se non


completi un ciclo intero del sonno potresti svegliarti molto stanco,
confuso o stordito. Alla tua et bisognerebbe dormire 7 ore e mezza o 9
ore. Prova a calcolare da quando devi uscire dal letto sette ore e mezza
o nove in meno per individuare a quale ora dovresti prendere sonno,
poich un conto andare a letto, un altro addormentarsi. Se, ad
esempio, ti svegli alle sette della mattina dovresti prendere sonno alle
23.30 o alle 22.00. Se ti svegli alle 7.30 dovresti prendere sonno alle
24.00 o alle 22.30. Ti tutto chiaro? Se hai del dubbi fa questo
semplice esperimento: va a dormire, segnati l'orario in cui prendi sonno
e poi svegliati in modo naturale, cio senza sveglia e verifica per quante
ore hai riposato. Ovviamente questa prova la puoi fare in estate, la
domenica mattina o durante le varie feste che si svolgono durante
l'anno scolastico.
Ecco una breve descrizione dei cinque stadi del sonno che vengono
raggruppate in tre fasi.
FASE UNO
Sonno leggero non-REM che comprende gli STADI 1 e 2. Nello
STADIO 1 l'attivit cerebrale rallenta e le onde "alfa"
dell'elettroencefalogramma, che sono tipiche dello stato di veglia in
rilassamento ad occhi chiusi, vengono sostituite da ondulazioni
abbastanza regolari. Questo lo stadio della prima sonnolenza leggera,
che segna il passaggio dallo stato di veglia a quello del sonno profondo.
Nello STADIO 2, chiamato "sonno leggero" prevalgono le onde con
brevi esplosioni di attivit cerebrale, "fusi del sonno". In questo stadio
la sonnolenza diventa pi pesante e si fatica a rimanere svegli. Il corpo
e la mente ci chiedono di lasciarsi andare al dolce materasso e al
morbido cuscino.
FASE DUE
Sonno non-REM profondo costituito dagli STADI 3 e 4. Nello
STADIO 3, denominato di "sonno profondo", le onde cerebrali
diventano lente e grandi, il primo sonno vero e dura circa la met del
tempo totale del sonno. Nello STADIO 4, chiamato "sonno profondo
effettivo", il cervello sprofonda in uno stato di assoluto e totale riposo.

in questa fase che il nostro organismo si rigenera. Le onde elettriche


corrispondenti all'attivit cerebrale di questo momento sono piuttosto
lente e il metabolismo alle minime funzioni, il respiro e il battito
cardiaco sono al minimo del funzionamento. In questo stadio il cervello
consuma pochissimo glicogeno che il suo combustibile energetico
preferito.
FASE TRE
Sonno REM (caratterizzato da sogni intensi e da movimenti oculari
ritmici e rapidi) che corrisponde allo STADIO 5. Il sonno REM
caratterizzato da: un'attivit elettroencefalografica di basso voltaggio e
di mista frequenza, da rapidi movimenti oculari e contemporanea
comparsa di atonia muscolare. Tale stadio ha la durata di circa 20/25
minuti ed aumenta gradualmente nel corso della notte con periodicit
ogni 90-100 minuti. Durante una normale notte di sonno si manifestano
da quattro a sei episodi. Nell'adulto il sonno REM compare circa un'ora
dopo la fase di addormentamento. La ! parola REM deriva dall'inglese
"Rapid Eye Movement" che significa movimenti oculari veloci. In
questa fase si fanno sogni molto intensi.
giusto giocherellare con lo smartphone o tablet prima di andare a
dormire?
Usare un qualsiasi smartphone, tablet o strumenti che sollecitano
l'area visiva del cervello prima di coricarci una pessima e non salutare
abitudine, soprattutto se prolungata nel tempo. Secondo i recenti studi,
il continuo ossessivo utilizzo di questi strumenti oltre a non essere di
vitale importanza, certamente nocivo alla salute. Infatti un utilizzo I di
questo genere altera il riposo del corpo e della mente, facendoci
svegliare pi stanchi rispetto ad un'altra persona che ha dormito la
stessa quantit di ore, ma senza aver I utilizzato questi aggeggi prima di
addormentarsi. Il 95% i delle persone, prima di coricarsi utilizza uno
smartphone o un tablet per mandare SMS, navigare sul web o guardare
I qualche film. Esporsi per due ore alla vicina luce di tablet i o dl
smartphone diminuisce la melatonina del 22%. La melatonina una
sostanza chimica presente nel nostro corpo fondamentale per prendere
sonno e dormire in modo corretto.

L'uso serale del computer non incide direttamente con i disturbi del
sonno, ma pu portare stress e originare dei sintomi depressivi.
In conclusione, sappiamo bene quanto difficile rinunciare al
messaggio della buonanotte o all'ultimo giro di I routine tra i vari social
network, ma il consiglio che desidero offrirti comunque quello di
provare col mettere da parte il tuo smartphone o strumenti simili per
qualche sera: ne trarrai cos tanto beneficio che non avrai pi voglia di
fare marcia indietro. Assicurato!
Consigli per dormire bene
Per poter godere di un buon riposo il letto essenziale. Il fondo
dovrebbe essere rigido e non troppo morbido. Le reti ideali sono quelle
fatte di doghe di legno duro, i cuscini migliori sono in lana, cotone o
altri prodotti vegetali, alti circa venti centimetri. Il materasso, meglio se
ortopedico, piuttosto duro, consigliabile sceglierlo double face: in
lana nella stagione fredda, in crine o materiali vegetali per l'estate.
Anche le lenzuola sono importanti: tessuti in fibre naturali per garantire
la traspirazione e non rischiare allergie.
Termina di cenare almeno 3 ore prima di andare a letto, in modo da
consentire al tuo apparato digerente di svolgere tutte le sue funzioni
mentre sei ancora in movimento, o comunque non nella fase del vero e
proprio sonno. Sarebbe poi preferibile non assumere carne, ricca di
glutammato, amminoacido considerato un neurotrasmettitore
eccltatorio. Evita in generale anche salumi e crostacei.
Evita di dormire nel pomeriggio. Impara esercizi di rilassamento che
in pochi minuti ti danno una ricarica energetica eccezionale e allenano
la mente ad essere pi calma e concentrata.
Alla sera evita di mangiare cibi troppo pesanti, non bere bibite gasate,
o contenenti caffeina e, quando sarai pi grande, ricorda di non abusare
degli alcolici. : Per preparare un buon sonno bisogna mettersi in una
condizione di tranquillit, in modo che il tuo organismo abbia un lasso
di tempo per rilassarsi e prepararsi al sonno. Se prima di andare a
dormire litighi, sei molto nervoso o hai qualche pensiero che non ti
lascia tranquillo, probabile che farai pi fatica del solito a prendere

sonno o avrai una notte pi agitata del solito, con la conseguenza che
alla mattina ti sentirai particolarmente stanco o con la luna storta.
Se riuscite a coltivare stati mentali salutari prima di andare a
dormire, e permettete loro di perdurare durante il sonno senza distrarvi,
allora anche il sonno diventer salutare.
Dalai Lama
Cerca di coricarti e svegliarti alla stessa ora, possibilmente anche il
sabato e la domenica, In modo da aiutare il tuo ciclo circadiano (ciclo
che si compie all'incirca ogni 24 ore, con cui si ripetono regolarmente
certi processi fisiologici) a strutturarsi su certi tempi ben definiti.
Bisogna essere pi metodici e regolari che si pu.
Assicurati che la camera sia ben areata con un tasso di umidit
intorno al 50% e una temperatura non superiore ai 16-18 gradi.
Se ti possibile non dormire in una stanza troppo soggetta a rumori
esterni.
Non dormire in una stanza in cui siano presenti congegni elettronici
di vario tipo: TV, PC, cellulari, telefoni cordless, Wi-Fi, ecc. Nella
camera da letto metti al bando, computer e cellulari. E stop anche alla
televisione e ai pisolini davanti allo schermo dopo cena. Senza
dimenticare poi che, come gi ricordato precedentemente, PC e TV
sono due fonti luminose che inibiscono il rilascio della melatonina,
l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia. Poich importante
disattivare con anticipo i centri della veglia e attivare quelli del sonno,
computer, smartphone, tablet o televisione andrebbero spenti due ore
prima di andare a letto.
Svuota la mente dai troppi pensieri e problemi; cerca di rilassarti
pensando ad esperienze positive del passato e immagina con quale
entusiasmo desideri affrontare la giornata di domani.
Se ti desti molto prima di qualche minuto che suoni la sveglia e non
riesci pi a prendere sonno, alzati e rilassati con una doccia calda o
l'ascolto di musica rilassante come quella orchestrale con degli
strumenti musicali che interpretano la melodia principale: pianoforte,
flauto di Pan, chitarra, arpa, ecc.
Se ti possibile non fare attivit sportiva nelle ore serali. Se l'attivit

fisica durante il giorno concilia il sonno, poco prima di dormire


potrebbe compromettere il riposo notturno a causa dell'aumento della
temperatura corporea che essa produce.
Fai un bagno o una doccia calda prima di andare a letto: si
rilassano muscoli e mucose respiratorie. Per i pi pigri pu andar bene
un pediluvio. L'obiettivo scaldare le estremit del corpo per propiziare
un sonno tranquillo: i meccanismi che regolano la temperatura
influenzano quelli di controllo del sonno.
Detto ci, i migliori consigli per il proprio stile di vita riguardanti il
sonno ce li possiamo dare da soli, imparando a conoscerci per
comprendere qual il sonno giusto per noi e come raggiungerlo.
Curiosit sul sonno
Durante il sonno si formano e consolidano nuove sinapsi che
codificano quello che si imparato da svegli. Il sonno miglioria la
memoria, mentre la sua mancanza riduce le capacit di apprendimento.
Durante il sonno il cervello fa un "replay"delle esperienze con cui
ha acquisito le nuove competenze, riattivando gli schemi di attivit
neurale corrispondenti, consentendo cos la modificazione delle
connessioni sinaptiche necessarie per stabilizzare la memoria.

Durante il sonno, l'organismo ha una diminuita capacit di reagire


agli stimoli esterni. Un nuovo studio ha per dimostrato che anche
mentre stiamo dormendo la mente attiva meccanismi di apprendimento
inconsci, grazie ai quali si formano nuove associazioni tra suoni e odori
che permangono anche durante la veglia, senza che il soggetto ne sia
consapevole. Durante il sonno l'ormone della crescita guida la
rigenerazione dell'organismo e il corpo produce nuove cellule, mentre i
tessuti muscolari si rinnovano e la sensibilit ai dolori da lesione
diminuisce. Inoltre, il livello di cortisolo (l'ormone dello stress) nel
sangue al minimo, come l'ormone che provoca lo stimolo della fame
(grelina). Durante il sonno il corpo brucia grasso in quanto le nuove
cellule hanno bisogno di energia e il sistema immunitario produce degli

anticorpi di tutti i tipi (il detto con una buona dormita tutto passa non
lontano dal vero). Infine, aumenta l'ormone che blocca l'appetito la
leptina (ecco probabilmente perch dormire in un certo senso fa
dimagrire, mentre l'insonnia legata al rischio di sovrappeso).
L'insufficienza di sonno pu rendere persone, normalmente gioviali,
d'umore mutevole e depresse. Aggravati da un'ulteriore insufficienza di
sonno, questi segni di squilibrio psichico possono diffondersi come
un'infezione e diventare sintomi di uno squilibrio mentale vero e
proprio. La perdita di sonno inoltre un veleno subdolo: le sue vittime
sono in genere le ultime a rendersi conto di quel che non va. Se non
dormiamo abbastan za, risulta difficile se non impossibile sentirsi del
tutto svegli durante il giorno; questo pericoloso perch se non siamo
del tutto vigili non possiamo essere nel pieno possesso delle nostre
facolt mentali. Tempo fa furono condotti esperimenti all'Istituto
Militare di Ricerche Walter Reed di Washington in cui pi di 100
persone furono tenute sveglie fino a un massimo di 4 giorni. Migliaia di
prove misurarono gli effetti sul loro comportamento e sulla loro
personalit: i risultati di queste prove hanno fornito tutta una serie di
sorprendenti nozioni sui misteri del sonno. Il cervello molto stanco
tanto affamato di sonno da sacrificare tutto per ottenerlo. Dopo soltanto
poche ore di perdita di sonno, vi furono brevi sonnellini furtivi, detti
assenze o micro sonni, in ragione di tre o quattro all'ora (come nel
sonno vero le palpebre si abbassavano e il battito cardiaco rallentava).
Talvolta queste assenze erano periodi di vuoto assoluto (ecco il rischio
dei mortali colpi di sonno per i guidatori); altre volte si riempivano di
immagini fugaci, di brandelli di sogni. Man mano che aumentavano le
ore di perdita di sonno, le assenze erano pi frequenti e lunghe, fino a
due o tre secondi. Neppure se avessero pilotato un aereo durante una
bufera i piloti avrebbero potuto resistere ai micro sonni per quei pochi
preziosi secondi. E la stessa cosa pu accadere a chiunque, come
possono testimoniare molti di coloro che si sono addormentati al
volante dell'automobile, provocando gravi incidenti. Un altro effetto
sorprendente della privazione di sonno scoperto grazie a questo
esperimento era il modo in cui esso intaccava la memoria e la
percezione: molti soggetti non riuscivano a tenere a mente le istruzioni
per il tempo necessario ad applicarle nei compiti che dovevano
assolvere. I piloti erano totalmente contusi in circostanze che
richiedevano di tener presenti alcuni fattori e di agire in conseguenza

alla situazione in cui si trovavano. Ad esempio, per compiere un


atterraggio sicuro un pilota dovrebbe coordinare i dati sulla direzione
del vento, sulla velocit, sulla quota e sulla traiettoria di discesa. La
privazione di sonno impediva a questi piloti di svolgere con perfetta
efficienza e totale sicurezza la manovra di atterraggio.
Oggi gli scienziati sanno che dormire solo apparentemente una
condizione di inattivit: il sonno non riposo ma una sorta di "veglia
diversa". I disturbi derivanti dall'insufficienza di sonno assomigliano a
quelli provocati da certi narcotici, dall'alcool e dalla mancanza di
ossigeno: le percezioni diventano confuse, cessa la nozione del tempo, i
nostri riflessi sono un po' tardi, i valori perdono significato. I medici per
primi, il cui sonno spesso interrotto da chiamate urgenti,
sperimentano spesso su se stessi che cosa significhi non dormire a
sufficienza. Il prezzo che molti pagano per rimanere alzati pi di quanto
dovrebbero di solito l'irritabilit. Il bisogno di sonno uno stimolo
come la fame. Se ci priviamo del sonno, l'insoddisfazione di questo
stimolo ci rende irritabili e aggressivi, proprio come la fame rende
facile alla collera chi segue una dieta rigorosa. . Pu accadere che dopo
una perdita di sonno la rapidit e la precisione con cui si esegue un
compito sono leggermente superiori, ma analizzando i parametri del
metabolismo umano si evince che lo stesso lavoro richiede un'energia
quasi tre volte maggiore. Questo temporaneo aumento funzionale
spesso un pericoloso inganno risultante dalla perdita di sonno, come se
corpo e cervellotirassero fuori tutte le energie di cui sono doati per
permetterci di dare del nostro meglio. Per effetto della tensione causata
dalla stanchezza, molte persone si sentono sovra-stimolate, dotate di
maggior energia vitale. Gli studenti universitari, ad esempio, che stanno
alzati fino a tardi per prepararsi agli esami spesso sentono questo
stimolo temporaneo. Se gli esami sono brevi, lo studente riesce
probabilmente ad approfittare di questa maggiore tensione, ma
l'aumento soltanto temporaneo: dopo alcune notti di sonno
insufficiente, il rendimento nello studio comincia a diminuire e una
stanchezza generale prende il sopravvento.
Imparare a dormire bene, significa svegliarsi in forma alla mattina e
partire con il piede giusto per tutta la giornata. Evita di stare sveglio la
notte, perch questa davvero una cattiva abitudine che si sta
diffondendo sempre pi a causa dell'utilizzo dei moderni strumenti

tecnologici che permettono di rimanere collegati a internet o a visi nare


continuo materiale senza avere la forza di spegnerl Il sonno migliore
quello che hanno i bambini sino ai s anni, cio sino a quando non vanno
a scuola... Chiss il perch?

Capitolo 6
Un efficace metodo di studio
Dolce cuore di Ges fai che prenda sette pi, dolce cuore di Maria
fai che non mi interroghi in geografia, San Giuseppe se ci sei, fai che
prenda, almeno sei, San Giovanni protettore fai che si ammali il
professore.
Preghiera dello studente
Nella mia lunga esperienza di "coach" ho visto molti studenti,
volenterosi e determinati, ottenere risultati inferiori all'impegno
profuso, perch non sapevano utilizzare un corretto ed efficace metodo
di studio e adoperare gli adeguati strumenti al -tipo di compito loro
richiesto. Ti sei mai chiesto chi ti ha insegnato un corretto metodo di
studio? Tante volte non l'impegno che manca o il desiderio di
raggiungere risultati positivi, ma l'assenza di un efficace metodo di
studio. Ma che cosa significa la parola"metodo"? un vocabolo che
deriva dal greco "mthodos", composto di "meta" + pi "hodos"(via):
dunque il significato proprio del termine la "via per raggiungere la
meta". Sul dizionario troviamo: "Via, ordine che si segue in una ricerca,
in uno studio o nello svolgimento di una qualsiasi attivit, per
conseguire pi rapidamente il fine che si prefissato". Tu conosci
questa via da seguire per arrivare pi rapidamente all'apprendimento
delle varie materie scolastiche? Pu un Idraulico eseguire una rapida
riparazione utilizzando gli attrezzi di lavoro di un elettricista? Pu un
pasticcere realizzare una saporita torta utilizzando gli ingredienti di un
panettiere e viceversa? Il fine ultimo del metodo di studio "saper
apprendere", vale a dire:

1. comprendere 2. fissare 3. richiamare gli argomenti di ogni materia


di studio in modo chiaro, rapido ed efficace.
A volte, anche i genitori possono accusare i propri figli di scarso
impegno o negligenza, senza verificare le vere motivazioni di un

insuccesso o di una difficolt. Ora analizziamo alcune difficolt


d'apprendimento imputabili al metodo di studio.
Un buon metodo di studio si compone di due momenti:
ANALITICO: va ai dettagli, scompone la realt nelle sue parti
SINTETICO: mette insieme le parti in un tutto coerente.
I punti chiave del metodo
Un metodo di studio che sia veramente efficace e funzionale si pu
suddividere in cinque diverse tappe: 1. Decodificazione/comprensione
delle nuove informazioni: lettura attiva - stimolativa, che crea curiosit
ed interesse, al contrario di quella passiva che provoca noia e
disinteresse.
2. Screening: elaborazione delle diverse tipologie delle informazioni
che si dividono in:"primarie", "complementari" e "secondarie".
3. sintesi: capacit di ridurre in schemi concisi ed essenziali, frutto di
una rielaborazione personale dell'argomento; costruzione di mappe
mentali.
4. Memorizzazione: capacit di depositare in modo chiaro le
informazioni elaborate nel magazzino della memoria a lungo termine.
5. Feedback: verificare il grado di conoscenza acquisito prima di una
verifica orale o scritta.
1. LA COMPRENSIONE
Cosa intendiamo per intelligenza? L'intelligenza la capacit
dell'individuo di arrivare ad una sempre migliore comprensione e ad un
migliore adattamento con la realt.
In questa pubblicazione non si esaminano tutte le teorie sviluppatesi
dall'inizio del secolo fino ad oggi, ma si evidenziano dati concreti ed
oggettivamente riscontrabili nella quotidiana esperienza di chi, come te,
deve apprendere nuove informazioni. La psicologia dell'apprendimento
scolastico ha messo in luce che il processo di decodifica delle diverse

materie di studio svolge un ruolo essenziale e insostituibile per ottenere


una corretta e pi produttiva a similazione delle nuove Informazioni. La
maggior parte de gli studenti afferma che la memorizzazione il
compito pi difficile e impegnativo dello studio; al contrario, ritiene eh
capire un argomento sia un'operazione relativamente faci le da eseguire.
Gli studi scientifici affermano esattamente l'opposto: una "non chiara o
limitata" comprensione riduce la capacit di deposito nella memoria a
lungo termine delle informazioni e un loro conseguente successivo
richiamo. Il cervello possiede un numero tale di cellule neuronali in
grado di ritenere un numero di informazioni incredibile; difatti, stato
calcolato che solo studiando per un periodo di tempo pari a diecimila
anni consecutivi (senza dormire un attimo) si esaurisce la capacit di
ritenzione della memoria. Eppure, molti lamentano di non riuscire a
ricordare la lezione, sentendosi costretti a rileggere pi volte le stesse
pagine prima di riuscire a memorizzarle. Inoltre c' chi lamenta i
cosiddetti "vuoti di memoria" o "blocchi confusionali" durante le
interrogazioni o le "famigerate" verifiche scritte. Credo sia utile
specificare che ci sono vari livelli nella capacit di comprendere,
determinati da molteplici fattori che variano per ogni soggetto.
Introduciamo allora il concetto di qualit della comprensione che viene
in gran parte determinata dal metodo di studio. Poniamo una linea di
demarcazione tra il capire un argomento, inteso come atto superficiale
dello studiare e la comprensione, intesa come la capacit di afferrare in
profondit il contenuto delle nuove informazioni.
Capire ascoltare una lezione o leggere un libro in modo passivo,
pigro, poco riflessivo, cercando di memorizzare il pi rapidamente
possibile ci che si sta studiando.
Comprendere significa accendersi d'interesse ed entusiasmo per la
lezione o la lettura, mantenendo un'attenzione attiva. Chi comprende sa
interiorizzare concetti, formule e regole in modo chiaro e profondo.
Inoltre, sa interagire con l'insegnante ponendo interrogativi quando non
comprende una determinata parte della lezione. Un film, ad esempio,
pu essere visto al cinema o tramite una vecchia televisione in bianco e
nero. Una canzone pu essere ascoltata con un impianto stereofonico ad
altissimo livello o tramite una radiolina con la ricezione disturbata. Cos
accade per lo studio, che pu annoiarci o interessarci secondo gli
strumenti che adoperiamo nell'affrontarlo. Il tuo primo impegno di
distinguere quando "capisci"in maniera superficiale e quando

"comprendi" in modo profondo, perch solo cos potr migliorare la


qualit del tuo studio.
La comprensione richiede uno sforzo iniziale che si concretizza in
un'aumentata ricettivit ed attenzione della mente, la quale si
predispone ad accogliere nuove informazioni. Immagina che la tua
mente sia una televisione senza decoder: potrai ricevere ci che viene
trasmesso? Certamente no! Se durante la visione di un programma il
decoder smette di funzionare la ricezione completamente disturbata.
Questo esattamente ci che accade alla tua mente quando studi e non
sei in grado di decodificare (cio comprendere in modo chiaro,
semplice e facilmente richiamabile alla memoria) ci che studi o che
stai assimilando a livello di regole, esercizi, formule, ecc.
I messaggi del cervello
Quando ti concentri, il cervello elabora i vari dati svolgendo una serie
di funzioni in tempi rapidissimi: "associazione", "selezione",
"individuazione" "separazione", "decodificazione", "espulsione", sono
solo alcune delle funzioni cognitive. Quando apprendi, possono
intervenire dei "fattori di disturbo" che, come muri invisibili, sbarrano
la via alla "comprensione". Ed ecco che subito il cervello viene in tuo
aiuto tramite l'invio di vari messaggi che vanno prontamen_ te
identificati, per prendere le cosiddette "contromisure" metodologiche.
Un metro per misurare la presenza di tali sintomi la frequenza ed
intensit con cui si manifestano, in particolar modo durante l'ascolto
delle lezioni, nella lettura o esecuzione di prove scritte. Ovviamente
alcuni sintomi possono avere cause organiche, come una malattia, e
devono essere trattati secondo prescrizione medica.
Subire dei colpi di sonno durante lo studio o in classe, sbadigliare
spesso, aver voglia di dormire o sdraiarsi sul letto per riposare un po'.
Studiare o seguire un insegnante comportano un'attivit mentale che si
ripercuote sul livello fisico. L'accusare troppa stanchezza, il sentirsi "in
coma", per usare un'espressione giovanile, indice di un
sovraffaticamento imputabile ad un'inesatta percezione cognitiva che
provoca questo bisogno di ricarica psicofisica. Valuta se il colpo di
sonno in classe causato dal fatto che dormi poco e/o male; inoltre,
tieni conto che mangia re male e troppo a pranzo provoca uno stato di

affaticamento del cervello a causa del processo digestivo in corso.


Giramenti o mal di testa
Questo sintomo pu derivare, oltre che da difficolt nel
comprendere, anche da situazioni di "stress" emotivo, soprattutto a
causa di una certa fragilit emotiva che si manifesta durante le
interrogazioni e/o le verifiche scritte.
Senso d malessere agli occhi, con rossore e palpebre pesanti
Si avverte il bisogno di stropicciarsi gli occhi pi volte o di chiuderli
pi frequentemente per farli riposare, segno di uno sforzo eccessivo nel
tentativo di apprendere.
Nausea, mal di stomaco o mal di pancia
Anche questo disagio manifesta difficolt di comprensione o forte
tensione emotiva. Ricordo un ragazzo di 12 anni e mezzo che
frequentava la seconda media ed avvertiva questo malore a scuola dieci
minuti prima dell'ora d'inglese; stava cos male che la madre era
costretta a riportarlo a casa. Un'altra ragazza di 14 anni e mezzo, iscritta
alla quarta ginnasio I (primo anno del Liceo classico) si alzava quasi
sempre con un fortissimo mal di stomaco e senso di nausea.
Il cervello ci manda sempre dei segnali: sta a noi coglierli e saperli
interpretare.

Senso d'irrequietezza fsica


Il continuare a muoversi sulla sedia, dondolare, agitare nervosamente
le gambe, mani che non stanno mai ferme, voltare o spostare lo sguardo
ovunque capiti, sono precisi segnali d'insofferenza e di difficolt nel
concentrarsi. Spesso questo si verifica quando l'argomento risulta
troppo difficile da assimilare.
Distrarsi continuamente, leggere pi volte' un paragrafo anche ad
alta voce e pensare a qual cos'altro

Questo uno dei fenomeni pi diffusi, fonte di mille discussioni e di


molte delusioni scolastichei. Questo viene denominato studio
dispersivo. Questa situazione si potrebbe paragonare al tempo passivo
delle partite di calcio, che teoricamente durano novanta mi nuti, ma il
cui gioco effettivo si riduce a molto meno. Ecco che l'assenza
momentanea o abi tuale dell'attenzione trova una sua semplice
spiegazione: distraendoti allontani momentaneamente il problema
studio e, lasciandoti catturare dalle tue fantasticherie, sposti l'attenzione
a pensieri gratificanti che procurano uno stato di piacevole benessere.
Sentirsi annoiati, con sempre meno voglia di studiare
Esiste un'associazione quasi immediata tra libri e noia, tra scuola ed
esclamazioni di questo genere: Uffa che barba, oggi ho 5 ore noiose e
pesanti!.
Leggere un testo di letteratura italiana, senza comprendere il valore
letterario, morale e spirituale dell'opera, significa scolorire nonch
appiattire lo studio ad una meccanica e sterile ripetizione. Comprendere
una materia significa atti vare un rapporto attivo, costruttivo e creativo.
In quest'ottica le difficolt diventano un incentivo per applicare le tue
risorse intellettive (trovare nuove strategie) e morali (fortificare la tua
resistenza allo stress). Quando la noia e la poca voglia prendono il
sopravvento evidente che ti trovi nella condizione di"subire"lo studio.
Avvertire un senso di nervosismo e d'inquietudine
Quando qualcosa non riesce, facile avvertire un profondo senso
d'irritazione, che sfocia spesso nell'irrequietezza e suscettibilit. A
nessuno piace ottenere scadenti risultati. Applicarsi con buonavolont ed.ottenere uno scarso profitto provoca delusione e rabbia,
mentre pi giustificabile ottenere uno scarso rendimento a causa del
disimpegno.
Sentirsi come schiacciati dalla materia, con la testa pesante e un
senso di stordimento o, a volte, di vuoto mentale
Tutte le materie richiedono un certo ragionamento e una capacit
d'inquadrare cause, effetti, strutture e logiche varie. Se per vari motivi
non comprendiamo queste "basi", ci sentiremo poco portati o peggio

negati per lo studio di queste materie.


Senso di confusione e d'incertezza
Troppe volte si crede di aver compreso l'argomento per scoprire
durante l'interrogazione o il compito in classe di possedere una
frammentaria o lacunosa preparazione. L'incertezza il riflesso di un
metodo di studio superficiale, che non ha colto con chiarezza e
profondit il contenuto, l'anima della materia.

Ora che conosci meglio i sintomi di queste barriere invisibili, sei in


grado di identificarli ma non sai ancora come affrontarli. Vediamo
allora come impostare una corretta metodologia d'apprendimento con
alcuni semplici ed elementari consigli. la base di una griglia di lavoro
che andrebbe personalizzata e ampliata con vari altri metodi,
sinceramente difficili da spiegare tramite un libro. La verit che
risulta pi semplice imparare come si nuota entrando in acqua piuttosto
che leggere il manuale derperfetto nuotatore". Ecco perch in questa
pubblicazione ti sto presentando solo ci che puoi applicare in modo
semplice e immediato, piuttosto che darti complicate spiegazioni che ti
potrebbero solo confondere e dare l'idea che il "nuotare tra i libri" sia
un'attivit troppo difficile e complessa. Per attuare un grande progetto si
parte sempre dalle piccole azioni di tutti i giorni, vissute con slancio,
fiducia, puntualit ed entusiasmo. Un grattacielo non si costruisce in
una settimana, come un calciatore non arriva a giocare in una squadra
di rango dopo i primi allenamenti. Oggi viviamo in un tempo in cui
sembra che tutto si possa ottenere con grande facilit e immediatezza.
Non scoraggiarti se ti dico che la vita richiede impegno, sacrifici e
rinunce, bello lottare, perch in questo modo ti metti alla prova e
scopri parti di te che altrimenti rimarrebbero inutilizzate per tutta la
vita. Tanti mie allievi sono passati dal "quattro" di una materia al "sette"
o "all'otto" in pochi mesi; questo perch hanno accettato la sfida con se
stessi, espressa in questa affermazione: Voglio dare il meglio di me.
Sono le"piccole cose" che permettono di esprimere al meglio i talenti e
le potenzialit presenti nella tua persona ed in quest'ottica che t'invito
a proseguire la lettura.

Il segreto del dizionario


Una legge dell'apprendimento afferma quanto segue:
Risulta difficile memorizzare ci che non si chiaramente compreso.
Il cervello elimina, a breve e soprattutto a lungo termine, tutte le
informazioni sconosciute e confuse.

Ogni concetto di qualsiasi materia espresso tramite dei vocaboli.


Lo sai che sino ad adesso hai letto pi di 13.000 vocaboli? Bravissimo!
Se in qualche punto del libro hai fatto fatica a comprendere cosa
leggevi significa che hai trovato dei vocaboli a te sconosciuti o che li
hai compresi in modo errato. Sono rari gli studenti che, fin dal primo
anno della scuola primaria, consultano in modo sistematico il
dizionario. Quali sono i vantaggi che derivano da un corretto e costante
approfondimento dei vocaboli?
Maggiore facilit nell'ascolto delle lezioni, perch il tuo cervello
riesce a comprendere chiaramente quello che ti stanno spiegando.
Apprendimento facilitato quando leggi un testo di studio, perch la
chiarezza mentale ci che ti rende semplice e facilmente assimilabile
qualsiasi nuovo concetto.
Migliore capacit espositiva durante gli orali e di scrittura durante
le verifiche.

Investire tempo nell'uso del dizionario arricchisce, favorisce e


migliora il rapporto con lo studio, perch sviluppa la capacit di
comprendere a fondo i vari argomenti. Si afferma che la vera
comprensione si ottiene quando un qualcosa lo si ricorda per sempre,
perch totalmente assimilato ed interiorizzato. Chi considera una
perdita di tempo consultare il dizionario credendo di leggere pi
velocemente, ignora il problema del "vuoto cognitivo". Di cosa si
tratta? Durante lo studio, vocaboli sconosciuti o mal compresi, creano
un "vuoto mentale" o "un blocco confusionale" che costringe alla

rilettura del testo, perch si ha la sensazione di leggere ma di non capire


niente. , Se quando studi trovi dei vocaboli sconosciuti come se
durante l'incisione di un brano musicale ci fossero dei vuoti audio che
al momento della registrazione non vengono avvertiti ma che al
riascolto si evidenziano, costringendo a ripetere la registrazione del
brano. Ma come si pu Incidere ci che non viene nemmeno registrato?
Un altro esempio che ti pu chiarire cosa accade nel tuo cervello
quando studi e assimili dei vocaboli mal compresi il seguente:
immagina che durante l'incisione del brano tu non ti renda conto che
stai stonando e vai avanti tranquillamente. Mi dici chi avr il coraggio
di ascoltare sino in fondo una persona stonata e di comperare o
scaricare da internet il suo album?
Uso del dizionario
Come avrai sicuramente inteso i vocaboli da consultare nel
dizionario si dividono in due categorie:
1. Quelli di cui non si conosce il significato.
2. Quelli "mal compresi"; sono i pi frequenti e generalmente non
sono identificati, perch si crede di conoscerne l'esatta definizione.
Evita d'imparare a memoria; cos facendo riduci lo studio ad una
sterile e meccanica ripetizione. Noi non siamo robot, ma persone dotate
di sensibilit ed emozioni; ed proprio per questo che dobbiamo
imparare ad essere creativi e attivamente partecipi in tutte le azioni
della vita.
Quando usarlo
A scuola, durante le lezioni, annota o sottolinea i vocaboli sconosciuti
che puoi chiedere direttamente al tuo insegnante o rivedere pi tardi nel
pomeriggio di studi; a casa durante la lettura, quando ti accorgi di avere
un vuoto di memoria, ti senti affaticato o provi un senso di nervosismo
e irrequietezza, significa che ti stai imbattendo in una serie di vocaboli
"sconosciuti" e/o "mal compresi".
Come usarlo

Innanzitutto, devi entrare in confidenza con tutte le abbreviazioni,


riportate all'inizio del dizionario. Nella guida alla consultazione,
scoprirai cosa sono i lemmi, gli omografi, le classificazioni
grammaticali o le etimologie.
1). Quando cerchi il vocabolo bisogna tener conto di almeno due
aspetti:
- La funzione grammaticale che svolge e gli altri vocaboli cui si
riferisce, come nel caso di un aggettivo che qualifica un sostantivo.
- Il contesto del periodo e la materia di studio.
Quando studi chimica nel cercare la definizione di legame, il
dizionario ti agevola nel modo seguente: Legame, s.m. 1. nodo, groppo.
2. concr. ci che serve per legare. 3. fig. nesso, correlazione. 4. nel
linguaggio della chimica, l'insieme delle forze che attraggono e
riuniscono i singoli atomi nelle molecole.
2) Si scorrono velocemente le varie definizioni e quando si ritiene di
aver individuato quella corretta si colloca all'interno del periodo del
libro, rileggendo il testo per verificarne l'esattezza. Se hai trovato la
definizione giusta tutto ti apparir immediatamente pi semplice e
chiaro.
3) La ricerca va completata scrivendo la traduzione del termine sul
libro, nella pagina dove essa si trova, in modo da ritrovarla con le
successive letture e poterla cos pi facilmente assimilare.
4) Oltre che scrivere la definizione dei vocaboli sul libro, un ottimo
sistema consiste nell'organizzare l'archiviazione su specifici quaderni
alfabetici, suddividendo le materie in letterarie, scientifiche, ecc. In
questo modo si ha una raccolta ordinata e sistematica, che facilita il
successivo lavoro di ricerca e di ripasso.
Un semplice esperimento
1. Ora prova a leggere questo testo di storia tratto dal libro dell'autore
Gabriele De Rosa che utilizzato dagli studenti di quarta Liceo
scientifico. Esso parla della Riforma Protestante avvenuta nella Chiesa
cattolica nel 1500, per opera di un certo Martin Lutero. Quello che stai
per leggere una parte del primo paragrafo. Ovviamente dovresti
incontrare una certa difficolt perch molti vocaboli saranno a te
sconosciuti e, ad altri, attribuirai un significato scorretto. Ora inizia a

leggere e verifica che cosa provi nella tua mente: semplicit,


confusione, senso d'estraneit o difficolt a comprendere ci che stai
leggendo?

Martin Lutero nacque a Eisleben, nella Sassonia, il 10 novembre


1483 da famiglia di origine contadina. Suo padre, Hans, a forza di
sacrifici, era riuscito a diventare proprietario di alcune fonderie; la
madre era dedita ai pi umili e pesanti lavori di casa, come il taglio
della legna. L'ambiente in cui Lutero trascorse l'infanzia fu rozzo e
superstizioso, devoto e semplice al tempo stesso. Non fu certo
l'ambiente di una famiglia borghese intellettuale, nella quale entrasse il
soffio della cultura umanistica. Gente di buon senso la sua, cocciuta e
puntigliosa come tutti i contadini, con una religiosit piuttosto cupa,
nella quale la paura di Dio si combinava con i tenaci residui del
vecchio mondo pagano teutonico e con le fantasie della caccia alle
streghe. La natura ed il paesaggio erano popolati da folletti e spiriti
maligni, che tormentavano l'animo dei contadini. Il lugubre ed il
comico si alternavano e combinavano incessantemente nell'animo di
queste famiglie contadine, che si comportavano come se vivessero in
mezzo a un mondo di demoni tentatori. Lutero si nutr anche di queste
credenze, tanto da scrivere in maniera convinta: Molte regioni sono
abitate da demoni. La Prussia ne piena, come la Lapponia lo di
streghe. Nel mio paese nativo, sulla cima di un'alta montagna chiamata
Pubelsberg c' un lago e, se vi si getta una pietra, si scatena una
tempesta su tutta la regione, perch in quelle acque abitano dei demoni
prigionieri.
2. Ora che sei arrivato al termine di questa lettura rileggi tutto il testo
per una seconda volta e scrivi su di un foglio i vocaboli a
te"sconosciuti"o"mal compresi".
3. Adesso che hai una serie di vocaboli sconosciuti o mal compresi
spunta con la matita quelli che hai segnato sul tuo foglio, consultando la
lista seguente:
Fonderie Dedita Rozzo Superstizioso Devoto Umanistica Cocciuta
Puntigliosa Cupa Tenaci Pagano Teutonico Folletti Lugubre Demoni

Credenze Convinto Nativo


4. Adesso scrivi il significato dei vocaboli che nella lista precedente
non hai spuntato e che dunque ritieni di conoscere. Ad esempio, se non
conosci il vocabolo "teutonico"lo devi spuntare (o sottolineare come
preferisci). Se non spunti o sottolinei il vocabolo "rozzo" significa che
ritieni di conoscerne l'esatto significato. Dovrai dunque scrivere il
significato dei soli vocaboli da te conosciuti ed evitare tutti gli altri che
hai gi riconosciuto essere per te sconosciuti o mal compresi.
5. Ora prova a rileggere il testo dove ho inserito in corsivo tutte le
corrette definizioni di ogni vocabolo (indicato all'interno della parentesi
alla fine del corsivo stesso). In questo modo potrai conoscere l'esatto
significato di ogni vocabolo e verificare se quello che tu pensavi di
conoscere corretto o meno.

Martin Lutero nacque a Eisleben, nella Sassonia, il 10 novembre


1483 da famiglia di origine contadina. Suo padre, Hans, a forza di
sacrifici, era riuscito a diventare proprietario di alcuni stabilimenti
dove si fondono i metalli (fonderie); la madre si dedicava con passione
(era dedita) ai pi umili e pesanti lavori di casa, come il taglio della
legna. L'ambiente in cui Lutero trascorse l'infanzia fu non ingentilito
dall'educazione, privo di buone maniere (rozzo) e con la tendenza ad
attribuire per ignoranza a degli avvenimenti della natura (come un
terremoto o un eclisse) spiegabili con la ragione, dei significati di
carattere soprannaturale (superstizioso), dedito a determinati culti
(devoto) e semplice al tempo stesso. Non fu certo l'ambiente di una
famiglia appartenente al ceto medio (borghese) dedita a esercitare
attivit intellettuali o con spiccati interessi culturali (intellettuale),
nella quale entrasse il soffio della cultura classica della civilt greca e
romana (umanistica).Gente di buon senso la sua, testarda (cocciuta) e
scrupolosa (puntigliosa) come tutti i contadini, con una religiosit
piuttosto oscura, poco chiara (cupa), nella quale la paura di Dio si
combinava con I resistenti (tenaci) residui del vecchio mondo
indifferente ai valori morali e religiosi della vita (pagano) di origine
tedesca (teutonico) e con le fantasie della caccia alle streghe. La
natura ed il paesaggio erano popolati da creature dispettose ma non

cattive (folletti) e spiriti maligni, che tormentavano l'animo dei


contadini. La tristezza (lugubre) ed il comico si alternavano e
combinavano incessantemente nell'animo di queste famiglie contadine,
che si comportavano come se vivessero in mezzo aun mondo di diavoli
(demoni) tentatori. Lutero si nutr anche di queste convinzioni non
basate su prove o dimostrazioni (credenze), tanto da scrivere in
maniera certa (convinta): Molte regioni sono abitate da diavoli
(demoni). La Prussia ne piena, come la Lapponia lo di streghe. Nel
mio paese dove sono nato (nativo), sulla cima di un'alta montagna
chiamata Pubelsberg c' un lago e, se vi si getta una pietra, si scatena
una tempesta su tutta la regione, perch in quelle acque abitano dei
demoni prigionieri.

Infine, t'invito a leggere questo testo dove ho inserito le varie


definizioni dei vocaboli (sempre in corsivo), perch tu possa valutare la
differenza tra la prima lettura e quest'ultima.
Martin Lutero nacque a Eisleben, nella Sassonia, il 10 novembre
1483 da famiglia di origine contadina. Suo padre, Hans, a forza di
sacrifici, era riuscito a diventare proprietario di alcuni stabilimenti dove
si fondono i metalli; la madre si dedicava con passione ai pi umili e
pesanti lavori di casa, come il taglio della legna. L'ambiente in cui
Lutero trascorse l'infanzia fu non ingentilito dall'educazione, privo di
buone maniere e con la tendenza ad attribuire per ignoranza a degli
avvenimenti della natura (come un terremoto o un'eclisse) spiegabili
con la ragione dei significati di carattere soprannaturale, dedito a
determinati culti e semplice al tempo stesso. Non fu certo l'ambiente di
una famiglia appartenente al ceto medio dedita a esercitare attivit
intellettuali o con spiccati interessi culturali, nella quale entrasse il
soffio della cultura classica della civilt greca e romana. Gente di buon
senso la sua, testarda e scrupolosa come tutti i contadini, con una
religiosit piuttosto oscura, poco chiara, nella quale la paura di Dio si
combinava con i resistenti residui del vecchio mondo indifferente ai
valori morali e religiosi della vita di origine tedesca e con le fantasie
della caccia alle streghe. La natura ed il paesaggio erano popolati da
creature dispettose ma non cattive e spiriti maligni, che tormentavano

l'animo dei contadini. La tristezza ed il comico si alternavano e


combinavano incessantemente nell'animo di queste famiglie contadine,
che si comportavano come se vivessero in mezzo a un mondo di diavoli
tentatori. Lutero si nutr anche di queste convinzioni non basate su
prove o dimostrazioni, tanto da scrivere in maniera certa: Molte regioni
sono abitate da diavoli. La Prussia ne piena, come la Lapponia lo di
streghe. Nel mio paese dove sono nato, sulla cima di un'alta montagna
chiamata Pubelsberg c' un lago e, se vi si getta una pietra, si scatena
una tempesta su tutta la regione, perch in quelle acque abitano dei
demoni prigionieri.

Ti sei reso conto di come la lettura sia molto pi scorrevole, semplice


e facilmente memorizzabile? in questo modo che i tuoi insegnanti
conoscono ci che spiegano, perch hanno una perfetta conoscenza dei
vocaboli. Dedica parte del tuo tempo a conoscere nuovi vocaboli e
otterrai sicuri vantaggi non solo nello studio ma in molti altri ; aspetti
della tua vita.
Riassumendo...
i vocaboli sono le chiavi che aprono le porte della comprensione. Se
non hai mai utilizzato il metodo del dizionario esso potrebbe apparirti
un compito noioso e una perdita di tempo. In effetti, pi comodo
chiedere al genitore o saltare definitivamente i vocaboli sconosciuti, ma
ogni materia suscita passione nella misura in cui si conosce. Studiare
una materia come coltivare un'amicizia. Non si diventa amici dal
giorno alla sera: una vera amicizia si costruisce ! giorno dopo giorno,
superando difficolt ed incomprensioni di vario genere. Anche lo studio
richiede la capacit ! di superare i momenti di noia o antipatia tramite
l'uso di idonei ed efficaci strumenti. Il dizionario uno di questi
strumenti e per verificarne l'utilit hai solo un modo: usalo con costanza
per almeno un mese e toccherai con mano i ! benfici effetti.

RICORDA!!!
impossibile elaborare e dunque memorizzare in modo duraturo ed

ordinato TUTTO ci che non si REALMENTE COMPRESO.


Il nostro cervello espelle ed elimina tutte le informazioni che arrivano
in modo:
SCONOSCIUTO
CONFUSO
DISORDINATO.
Per studiare occorre innanzitutto COMPRENDERE, ovverosia
DECODIFICARE correttamente il significato di ci che si apprende
Quando un argomento veramente compreso, diventa:
CHIARO
SEMPLICE
CONCRETO
FACILMENTE RICHIAMABILE ALLA MEMORIA.
Ogni volta che questo non accade significa che si sono create delle
"barriere alla comprensione".

2. LO SCREENING
Uno degli errori da evitare quando si apprende l'assimilazione
uniforme dell'argomento senza che tu abbia una visione tridimensionale
delle diverse informazioni in esso contenute. Gli insegnanti, in
generale, danno molta importanza alla maturit del tuo pensiero quando
esponi un argomento. Se quando parli sai mettere a fuoco i punti
principali e condirli con le informazioni complementari e, se
necessario, secondarie (i dettagli), darai l'immagine di uno studente che
ha ben compreso le idee, i concetti, i punti fondamentali della materia
di studio e otterrai il massimo livello di approvazione e di stima da
parte del tuo insegnante. All'interno di un testo puoi trovare tre diverse
tipologie d'informazioni:
I.P. = Informazioni Primarie
Sono le informazioni di cui non possiamo fare a meno e che

costituiscono lo scheletro dell'argomento su cui collegare le


Informazioni complementari. Immagina che queste informazioni siano
le vertebre della tua schiena, senza le quali non potresti innestare
nessun altro organo. La conoscenza di questa tipologia d'informazioni
durante una verifica ti permette di rimanere sempre in piedi ed evitare
di mostrare una grave impreparazione.
I.C = Informazioni Complementari
Ampliano il contenuto delle informazioni primarie, arricchendolo di
spiegazioni, fatti, ecc. Danno profondit e ricchezza all'argomento,
colore e musica. Pur non costituendo l'ossatura, hanno una loro
importanza, poich danno profondit di campo a ci che stai studiando.

In qualsiasi testo attraverso l'individuazione delle tre diverse


tipologie delle informazioni che puoi arrivare ad una efficace sintesi e
visione olistica dell'argomento studiato.
I.S. = Informazioni Secondarie
Si tratta di informazioni che si ripetono nella lettura del testo, In parte
intuibili o che si soffermano su minimi dettagli e particolarismi. Esse
hanno un'importanza minore rispetto alle Informazioni Primarie e alle
Informazioni Complementari; vanno tenute in considerazione con
alcuni insegnanti particolarmente sensibili ai dettagli e alla coloritura
degli argomenti.
Quando studi cerca di comprendere quali sono le parti pi importanti
dell'argomento ed evita di imparare tutto a memoria.

3. LA SINTESI
La terza fase di un efficace metodo di studio la capacit di ridurre
quanto hai elaborato in uno schema sintetico. La rielaborazione del
materiale il modo migliore per fissare nella memoria quanto hai

appreso. Una prima rielaborazione del testo avviene quando,


leggendolo, estrai le informazioni primarie e sottolinei le parole chiave
con una matita o un evidenziatore giallo (questo colore favorisce
l'attenzione mentale). Un secondo modo per operare una sintesi di
farti uno schema contenente le informazioni primarie e secondarie.
4. LA MEMORIZZAZIONE
Il tuo cervello produce memoria ogni volta che lo utilizzi. Non c'
limite alla possibilit di memorizzare per il cervello umano. Quello che
puoi sviluppare un metodo per riuscire a depositare con maggiore
efficacia le nuove informazioni. Noi abbiamo una memoria a breve
termine, detta M.B.T. ed una a lungo termine, chiamata M.L.T. La
memoria a lungo termine l'archivio generale delle nostre
informazioni. Qual la formula della memoria a lungo termine?
M.L.T. = RxT
Memoria a Lungo Termine = Ripasso nel Tempo
"RIPETITAIUVANT" "Ripetere giova" dicevano gli antichi latini. E,
in effetti, stato scientificamente scoperto che ogni volta che noi
ripetiamo un concetto, un'esercizio di matematica o vocabolo di una
lingua straniera, rafforziamo la traccia neuronale dell'informazione
immagazzinata.
Ricorda:
ogni giorno dovresti dedicare del tempo alla ripetizione (mentale,
ad alta voce o in forma scritta, secondo il tuo canale d'apprendimento
preferenziale) di quanto hai appreso;
la sera prima di addormentarti o la mattina presto ( un fattore
soggettivo) sono tra i momenti migliori per ripassare e ripetere quanto
hai gi assimilato;
pi rivedi lo schema di una materia orale o pi ti eserciti
nell'esercitazione degli scritti e pi diventi veloce nel ripasso mentale
dell'argomento; il cervello umano pu contenere informazioni pari a

ben "10.000 anni" di studio ininterrotto! La memoria un capitale


davvero illimitato a nostra disposizione, i vuoti di memoria sono
generalmente causati da stati d'agitazione emotiva; gli stati confusionali
che puoi provare durante l'interrogazione o una prova scritta sono
generati da un'errata assimilazione (mancata corretta decodifica) delle
informazioni e/o dalla presenza di elevato stato d'ansia prestazionale;
c' molta differenza tra "studiare" (assimilare ed elaborare nuove
informazioni) e "memorizzare" (rivedere e rafforzare ci che stato in
precedenza ben compreso e dunque "elaborato").
5. FEEDBACK: SAPERE DI SAPERE!
Sapere di sapere una fonte di sicurezza psicologica e rappresenta iL
metodo pi razionale per affrontare una verifica scritta od orale. Spesso,
dopo aver eseguito le quattro fasi precedenti, ci si dimentica di
accertarsi sul proprio livello di preparazione.
A volte si crede di conoscere bene un argomento, perch al momento
dell'assimilazione lo comprendevi con una certa facilit, tralasciando
cos la fase della fissazione delle nuove informazioni. Comprendere
non equivale a memorizzare con chiarezza e a lungo termine.

Tutto questo pu essere tenuto sotto controllo utilizzando la


metodologia del FEEDBACK, che prevede il riesame e la verifica di
quanto appreso secondo tre obiettivi diversi: 1. verifica del processo di
ritenzione delle informazioni 2. verifica del grado di preparazione per
una prova orale 3. verifica del grado di preparazione e dei tempi
d'esecuzione per una prova scritta.
A differenza del ripasso, il feedback prevede che tu possa provare a
richiamare le informazioni senza il testo o schemi a tua disposizione, in
modo tale che tu sappia misurare con matematica certezza quanto
materiale hai effettivamente interiorizzato e come sei in grado di
richiamare gli argomenti in precedenza elaborati attraverso le quattro
fasi di decodifica, screening, sintesi e memorizzazione.
Hai tre modi per verificare il livello della tua effettiva preparazione:

1. ripeti a voce alta con il libro chiuso o il lavoro di sintesi (schemi)


ricoperto. La ripetizione a voce alta , generalmente, migliore di quella
mentale ma sei ha un canale visivo molto sviluppato va benissimo
anche la ripetizione mentale (pensare nella tua testa al diversi argomenti
e rivederli come se dovessi percorrere una strada). Puoi ripetere anche
ad una persona che ti ascolta che dovr verificare la correttezza di
quanto esponi. Un altro modo di ripetere quello di farlo in piedi,
camminando per la stanza, come facevano gli antichi monaci che
percorrevano con il breviario in mano, meditandolo e studiandolo, lo
spazio posto all'interno del convento; 2. poniti delle domande che
l'insegnante ha gi rivolto ai tuoi compagni di classe nelle precedenti
interrogazioni (che dovrai aver scritto mentre le faceva) o immagina
quali domande ti potrebbe rivolgere. A questo punto visualizza nella tua
mente di essere in classe e di rispondere al tuo insegnante. Un sistema
per migliorare la tua capacit esposltiva, se necessario, di registrare
quello che dici per circa tre minuti. In un secondo momento, ! prova a
riascoltarti e ti renderai subito conto se il tuo stile espositivo sciolto,
fluente e con un ricco vocabolario o invece no. In caso affermativo
procedi pure con l'esposizione di altri argomenti; in caso di una
scadente esposizione, ripassa l'argomento e poi riprova ad esporre lo
stesso argomento per altri tre minuti; 3. simula una prova scritta di
matematica,'una traduzione d'inglese, ecc., svolgendo il tutto nella
stessa quantit di i tempo che ti concede l'insegnante in classe e potrai
verificare due diversi elementi: il primo, riguarda il livello della tua
padronanza cognitiva su quanto ti richiesto di sviluppare; il secondo,
la velocit o la lentezza con cui arrivi a eseguire le varie esercitazioni.
Se sei tendenzialmente lento, solo con l'allenamento continuo che
puoi migliorare. E pi I ti alleni e pi la tua mente diviene veloce.
I Conclusione
Quando studi una materia, tieni in considerazione quanto segue:
1. Vai dal semplice al complesso.
2. Divide et impera: studia una parte alla volta e se non proprio da
solo non capisci, chiedi immediate spiegazioni al tuo insegnante o a un
tuo genitore.
3. Se provi un senso di confusione ricordati di applicare la procedura
per ottenere una chiara decodificazione: usa il dizionario!

4. Se fai fatica a memorizzare, accertati innanzitutto di aver ben


compreso l'argomento.
5. Hai dei problemi e dei dubbi che da solo non riesci a risolvere?
Annotali e ritorna su di essi al momento opportuno, ma non ti lasciare
catturare da essi mentre stai studiando, perch potresti perdere molto
tempo e rimanere indietro con il resto del programma.
6. Cerca di capire che ci che vale la pena di studiare, criticalo,
giudicalo e abbi la tua opinione!
7. Ogni apprendimento personale: nessuno pu imparare al posto
tuo, nessuno pu studiare per te.
8. Non perdere tempo: non interrompere il tuo studio per cose che
puoi fare benissimo in un altro momento. Spegni il tuo smartphone, il
computer, la televisione, l'iPod e tutto ci che ti pu distrarre. Impara a
divenire forte nelle tue decisioni, fermo e risoluto. Si diventa
caratterialmente forti quando ci si allena con seriet e rabbiosa
determinazione.
Carpe diem!
Non vero che bisogna diventare adulti per essere delle persone
sagge. Come diceva la madre a suo figlio Forrest Gump: Stupido chi
stupido fa!. Ci si pu comportare da persone sciocche e stolte a
qualsiasi et, indipendentemente dal livello d'intelligenza che si
possiede. Occorre che tu senta con il cuore ci che vivi, perch solo in
questo modo non ti perderai per strada e potrai ascoltare la voce interna
della tua coscienza. Una volta durante il Liceo riuscii a copiare una
versione di latino e presi otto. Tornai a casa e tutti mi fecero i
complimenti. La sera mio padre venne da me mi disse: Pietro, sono
fiero di te per il voto che hai preso nella versione di latino. Avrei
voluto scappare via in quel momento, perch la voce della mia
coscienza urlava in modo cos forte: Vergognati!. Da quel giorno
decisi che non avrei pi copiato in vita mia, perch davvero brutto
fare i furbi per poi sentirsi male dentro e non degni di ricevere del
meriti che non sono farina del nostro sacco. Sono certo che anche tu
puoi essere una persona saggia, onesta, coscienziosa e capace di
ottenere dei buoni risultati. Cerca di mettere in pratica i suggerimenti
pi utili per te in base al livello dei tuoi studi. Se ti trovi alla scuola

primaria concentrati soprattutto sull'utilizzo del dizionario e dello


screening. Se ti trovi nella scuola secondaria di primo grado inizia a
fare schemi, a ripassare in modo regolare e a svolgere qualche feedback
per le materie pi importanti. Fatti consigliare dai tuoi genitori che,
avendo pi esperienza di te, possono comprendere quali sono i punti
pi efficaci da applicare.
Come ti direbbe l'indimenticabile professor John Keating,
interpretato dal grande attore Robin Williams recentemente scomparso:
Cogli la rosa quando il momento che il tempo lo sai che vola. E lo
stesso fiore che oggi sboccia domani appassir. In latino si dice:
Carpe dieml, ovverosia "cogli l'attimo!" Non sprecare il tuo tempo!
Sii sempre pieno d'entusiasmo e una persona appassionata, che desidera
viaggiare nel mistero di questa vita per scoprire quali sono i tuoi talenti
e chi vuoi essere da grande. Metti al primo posto i tuoi valori, i tuoi
Ideali, il rispetto di te stesso e del prossimo. Sbaglia tutte le volte che ti
necessario e non sentirti mai una persona fallita- perch ogni errore
rappresenta il tuo divenire pi consapevole, saggio e umile. Sii chi sei e
renderai in questo modo "stra-ordinaria" (fuori dalla banalit) la tua
esistenza!

Capitolo 7
Organizzazione dello studio
Abituatevi, educate voi stessi a fare tutto ci che fate perfettamente,
con cura e precisione; che il vostro agire non abbia niente di impreciso,
non fate niente senza provarvi gusto, in modo grossolano. Ricordatevi
che nell'approssimazione si pu perdere tutta la vita, mentre al
contrario, nel compiere con precisione e al ritmo giusto anche le cose e
le questioni di secondaria importanza, si possono scoprire molti aspetti
che in seguito potranno essere per voi fonte profondissima d un nuovo
atto creativo
Pavel Florenskij
Ogni uomo, indipendentemente dalla professione che svolge, se
desidera progredire, deve imparare a gestire il proprio tempo nel
migliore dei modi.
Tutti gli studenti che hanno imparato a organizzarsi hanno raggiunto
almeno uno dei tre seguenti obiettivi: 1. a parit di ore di studio hanno
ottenuto un graduale e progressivo miglioramento del profitto
scolastico; 2. hanno imparato a studiare in minor tempo, mantenendo le
stesse brillanti votazioni; 3. sono arrivati ad ottenere migliori risultati,
riducendo contemporaneamente il tempo di studio.
Non facile organizzarsi, perch bisogna unire tre aspetti diversi:
fare la cosa giusta,
al momento giusto,
nel modo giusto!
Per"classificare"le attivit che svolgi, puoi utilizzare due parametri,
URGENTE e IMPORTANTE.

Che cosa significa IMPORTANTE?


"lmportante"ha a che vedere con gli obiettivi e i risultati che desideri
raggiungere nello studio.
Che cosa significa URGENTE?
"Urgente" un'attivit che richiede la tua immediata attenzione, a
brevissima scadenza.
Urgente : "adesso mi preparo per la verifica o mai pi, perch
domani gi troppo tardi!"
Combinando questi due parametri si ottengono quattro quadranti che
costituiscono la matrice di Covey:
1. IMPORTANTE e URGENTE
2. IMPORTANTE e NON URGENTE
3. NON IMPORTANTE e URGENTE
4. NON IMPORTANTE e NON URGENTE
NON IMPORTANTE

IMPORTANTE
Quadrante uno: Crisi
Ti ritrovi in questa situazione di "crisi" ogni volta che devi studiare
all'ultimo minuto. Ad esempio, se domani hai una verifica e non ti sei
preparato per tempo, essa diventa automaticamente urgente (quadrante
uno). L'urgenza fa scattare uno stato emotivo che genera tensione, ansia
e una minore ricettivit mentale.
Lavorare in questo quadrante presenta molteplici rischi:
aumenta la probabilit di arrivare impreparato ad orali e verifiche
scritte; ,
aumenta la probabilit di non poter rimediare in tempo nelle parti
poco chiare di alcune materie;
anche in caso riuscissi a renderti conto delle lacune cognitive,
potresti non avere sufficiente tempo per rimediare. Molto spesso
avviene che trovarsi in questo quadrante logori la tua autostima e

aumenti in modo eccessivo lo stress.


Quadrante due: Opportunit
Gestire l'attivit scolastica in maniera davvero produttiva, saggia ed
efficace. Se hai una materia da dover studiare per la settimana
prossima, essa non urgente e dunque hai il tempo di prepararla in
modo curato e preciso. Il segreto di una perfetta organizzazione nello
studio di essere sempre in anticipo, di svolgere ogni pomeriggio ci
che gli insegnanti assegnano come studio o compiti scritti alla mattina
in classe e, alla fine, di ripassare le materie in cui il giorno dopo potresti
essere interrogato o in cui avrai delle verifiche.
Il pi delle volte chi studia si trova negli altri tre quadranti e dunque
non riesce ad avere un'organizzazione ottimale e funzionale, che gli
permetta di ridurre i tempi di studio da una parte e di arrivare ben
preparato a verifiche orali e scritti dall'altra.
Chi anticipa ha il gioco dello studio in mano.
Chi procrastina (rimandare in continuazione) ha sempre l'acqua alla
gola e perde le redini del gioco. Tra un difensore e un attaccante chi il
pi forte? Quello che rincorre l'avversario con la lingua di fuori o chi lo
stoppa giocando d'anticipo? Se devi organizzare una festa importante
meglio fare la lista della spesa, affittare l'impianto audio, scegliere i
brani per tempo, mandare gli inviti con netto anticipo o meglio fare
tutto il giorno prima?
Quadrante tre: Inganno
Ti ritrovi nel terzo quadrante quando ti dedichi ad attivit da te
ritenute urgenti e non prorogabili, ma che non sono importanti rispetto
all'obiettivo "studio/brillante promozione". davvero urgente
rispondere al sms che ti appena arrivato dal tuo amico? davvero
un'azione irrinunciabile dover aggiornare appena torni a casa (e
continuare a farlo per tutto il pomeriggio), il tuo profilo di Facebook o
collegarti al gruppo di WhatsApp? Ti mai capitato di arrivare alla fine
della giornata, avendo fatto tante cose tranne l'unica che ti eri proposto
di fare: studiare?
Puoi anche considerare urgenti delle attivit di studio come svolgere
degli esercizi di matematica che ti piace eseguire, ma che non rientrano

nella lista delle cose Importanti da fare, come il ripasso in vista di una
verifica per il giorno dopo.
Quadrante quattro: Spreco
In questo quadrante si trovano tutte le attivit n importanti, n
urgenti che andrebbero completamente ignorate, perch sono "ladre di
tempo". Passare un pomeriggio in questo modo davvero devastante!
Alla fine ci si sente colmi d'angoscia e totalmente inutili. Come
affermava Johann Wolfgang von Goethe: Una vita inutile una morte
anticipata.
Non sprecare il tuo tempo, perch esso rappresenta la moneta pi
preziosa che hai a tua disposizione.

L'eccellenza non s'identifica con un risultato preciso. Fa parte,


piuttosto, dello spirito di un'organizzazione, un processo che non
finisce mai.
Lawrence M. Miller
L'ascolto delle lezioni
Ascoltare un'arte che deve essere appresa e che richiede
allenamento. Oggi tutti gli stimoli sono audiovisivi, con una
preponderanza delle immagini. A scuola, invece, si insegna con il
metodo della trasmissione verbale e solo in minima parte con il
supporto di strumenti audiovisivi. Studi riguardanti l'analisi del tempo
necessario a captare la parola e quello indispensabile alla scrittura
hanno messo in evidenza che, in media, si parla ad una velocit di circa
150 parole al minuto, mentre, in pari tempo se ne scrivono solamente
25 (chi pi bravo pu arrivare a 35). La significativa differenza tra la
capacit d'ascolto e quella di prendere appunti, richiede un metodo che
faciliti l'allineamento delle due velocit.
Perch importante prendere appunti?
Stimola l'attenzione e aiuta a concentrarsi Migliora la

comprensione dell'argomento
Fissa le informazioni nella memoria immediata
Permette a casa di elaborare il nuovo argomento, avendone subito
chiari gli elementi fondamentali
Consente di confrontare ci di cui prendi nota con altre fonti, per
esempio i libri di testo
Come prendere appunti
Scrivi data, materia e titolo della lezione
Lascia spazi bianchi per eventuali dubbi, integrazioni, correzioni.
Fai attenzione al sistema di segnalazione dell'insegnante, cio alle
frasi che sottolineano l'importanza dei concetti e agli esempi che fa.
Evita di scrivere ci che puoi trovare sul libro.
Abituati a porre domande se non comprendi qualcosa e ad eseguire
un annotazione a margine degli appunti o del libro con un punto di
domanda.
Annota i vocaboli sconosciuti o che non ti sono del tutto chiari.

Cerca di ragionare assieme all'insegnante su quanto sta spiegando,


invece di ascoltare pigramente o passivamente.
D sempre un titolo a ci che stai seguendo, per avere un riferimento
continuo all'argomento principale, dividendo la lezione in introduzione,
argomento generale, sottotitolo e conclusione.
Allenati per essere conciso ed essenziale, usando una
schematizzazione grafica lineare ed individuando le parole o frasi
chiave.
Enumera i diversi punti di una spiegazione, come le cause o gli effetti
di un avvenimento storico. Poni particolare attenzione agli esempi ed
alle spiegazioni che l'insegnante fornisce e che non si trovano sul libro.
Organizza gli appunti in specifici quaderni ad anelli, per ogni materia,
in modo da ottenere una sistematica raccolta degli stessi.
Lascia dello spazio bianco tra una parte e l'altra degli appunti, per

poterli successivamente ampliare.


Gli appunti sono ANNOTAZIONI BREVI
Quindi non pretendere di scrivere tutto, ma sforzati di cogliere
l'essenziale di quanto viene detto, privilegiando le parole chiave della
spiegazione.

Ecco alcune strategie di scrittura veloce


Quando puoi, sostituisci la frase con una parola: Era stata
organizzata una festa Festa
Se una parola ricorre di frequente, abbreviala, anche solo con
l'iniziale: Manzoni M
Elimina articoli e preposizioni: Il Preside comunica l'orario delle
lezioni Preside comunica orario lezioni
Usa i segni di interpunzione per spiegare qualcosa
! per cosa importante
? per un dubbio
Usa abbreviazioni e segni grafici:
+ - < > X qlc qs cap pag pp
Quando utile rivedere gli appunti?
Rivedere nel pomerggio stesso gli appunti presi alla mattina rende
pi efficiente e produttivo l'impegno nello studio!

Generalmente, la maggior parte degli studenti, non riprende gli


appunti della mattina nel pomeriggio stesso, in quanto tende a svolgere
solo quello che stato assegna to per il giorno seguente.
fondamentale, per una buona organizzazione, rivedere nel primo
pomeriggio la revisione degli appunti. Questo ti permetter di
immagazzinare con maggiore facilit la struttura dei nuovi argomenti
che altrimenti verrebbero in buona parte dimenticate, stato

scientificamente accertato che lasciar passare pi di 24 ore dall'ascolto


di una lezione cancella sino al 90% delle informazioni ricevute. Ti
mai capitato di riprendere in mano degli appunti dopo qualche giorno e
di faticare nel comprendere il significato di alcune parti? Questo
dipende dal fatto che quando scrivi hai una "cornice mentale" che tiene
in mente tutto ci che hai attentamente seguito, ma pi passa il tempo e
pi questa cornice si dissolve, lasciando ci che hai scritto ma
cancellando le reti associative che ti permettevano di comprendere
chiaramente i tuoi appunti. Ecco perch un'abitudine sbagliata
prendere appunti e lasciarli appassire nella polvere del tempo. Pi passa
il tempo e pi polvere troverai su di essi. Impara a rivedere i tuoi
appunti il prima possibile, ovverosia il pomeriggio stesso.
Ampliare, risistemare, aggiornare, integrare gli appunti della mattina
sono operazioni fondamentali per dare valore all'ascolto delle lezioni
Accumulare impegni, incertezze o compiti vari una strategia che porta
ad un inevitabile fallimento in qualsiasi attivit. Che cosa accadrebbe se
tua madre smettesse di fare il bucato, di stirare o di pulire e mettere in
ordine la casa? E se tuo padre incominciasse ad accumulare cose in
garage senza mai sistemarle? E se un impiegato per pigrizia iniziasse ad
accumulare pratiche su pratiche sulla sua scrivania? Potei farti mille di
questi esempi, ma sono certo che hai perfettamente compreso il
messaggio che ti ho inviato; impara a prendere appunti in modo
efficace e a rivederli il pomeriggio stesso. Il tuo metodo di studio far
un bel balzo in avanti verso la meta dell'efficienza e di una migliore
qualit.
Chi ha tempo non aspetti tempo!

Come utilizzare il proprio tempo


La costanza e la perseveranza nel seguire un programma
garantiscono la riuscita dei nostri sforzi.
Ad esempio, meglio dedicare due ore di studio per ogni giorno
della settimana, piuttosto che alternare pomeriggi di totale inattivit a
recuperi affannati dell'ultima ora.
Anche tu devi trovare il numero delle ore di cui hai bisogno per
apprendere bene tutte le materie, programmando del tempo libero per lo
svago o attivit extrascolastiche.

Inoltre, se ti trovi in una situazione difficile o in un periodo dell'anno


particolarmente intenso e denso di verifiche occorre rinunciare a
qualche impegno, in vista di una promozione che ti regala ben tre mesi
di vacanza.

Sapersi concentrare
La concentrazione come un muscolo: pi ti alleni a mantenerla
ferma su ci che studi e pi si rafforza.
La concentrazione svolge un ruolo essenziale per il successo negli
studi. Per spiegarti cos' la concentrazione immagina che il sole sia la
mente, cio l'insieme delle tue risorse intellettive, mentre la
concentrazione una lente d'ingrandimento che indirizza i raggi solari
in un punto specifico. Riesci a concentrarti per lungo tempo o dopo un
po'senti l'esigenza di staccare per prendere fiato? Per quanto tempo
riesci a mantenere concentrata la tua mente nell'attivit di lettura o di
svolgimento di qualche compito scritto?
Studiacchiare significa perdere tempo, allungare lo studio ed
accendere discussioni a non finire con i tuoi!
Ci sono ragazzi che non riescono a concentrarsi per pi di cinque
minuti.

Bisogna imparare a concentrarsi per un minimo di 15 minuti alla


scuola primaria e 25 minuti alla scuola media, come livello di partenza.
Per arrivare a condizioni di studio ideali bisogna aumentare questo
tempo di 5 minuti ogni settimana, sino a raggiungere una
concentrazione di 40/45 minuti per la scuola primaria e 50/60 minuti
per le medie.

Come utilizzare le pause


Le pause hanno una loro utilit se ben organizzate, in quanto il
cervello ha bisogno di riposo per ricaricarsi e mettere in ordine le

varie informazioni. stato calcolato un rapporto studio/pausa di 45/10


minuti per la scuola scuola primaria e 60/15 minuti per gli studenti di
scuola media. Ci significa che ogni 45 minuti di studio puoi staccare
per circa dieci minuti. Durante le pause bene dedicarsi ad attivit di
relax, distensive soprattutto a livello mentale. Evita la televisione o
videogiochi, poich esercitano un enorme potere attrattivo, che spesso
causa un ritardo nella ripresa degli studi. Lo stesso discorso vale per
l'utilizzo del computer, tablet o smartphone.
Le pause sono utili e necessarie come le vacanze: rilassano e ridanno
energia! Ma sta attento: troppe pause e perdi l'anno!

Programmare le fasi di studio


Chi programma un'attivit sempre meglio organizzato di chi
costretto ad improvvisare un piano di lavoro. Come hai gi compreso
attraverso la matrice di Covey il modo migliore di gestire il tempo
giocare d'anticipo, svolgendo le cose importanti senza l'urgenza di una
scadenza immediata. Chi si riduce all'ultimo minuto (la sera prima,
adirittura la mattina che precede la verifica) va incontro a risultati
scadenti e il pi delle volte insufficienti.
Ti propongo uno schema di lavoro, che stato elaborato dopo molte
ricerche, prove e verifiche sul campo di battaglia: la scuola!
Per raggiungere questa organizzazione occorre prefiggersi l'obiettivo
di anticipare entro la prima domenica (o se non la fai la seconda) tutti i
compiti orali o scritti che ti sono stati assegnati dai tuoi insegnanti. Ad
esempio, entro domenica 12, devono essere stati eseguiti tutti i compiti
della settimana che va da luned 13 a Sabato 18. logico che per
raggiungere tale meta devi studiare di pi e, se proprio necessario,
rinunciare a delle attivit di svago.
Se invece stai leggendo questo libro durante l'estate puoi iniziare dal
primo giorno di scuola ad applicare questo meraviglioso sistema
organizzativo.

Un'efficace organizzazione prevede quattro fasi:


1. Revisione degli appunti presi in classe alla mattina. Prima riprendi
in mano gli appunti e pi facilmente fissi nella memoria a lungo
termine le nuove informazioni.
2. Svolgimento dello studio orale e dei compiti scritti che ti sono
stati assegnati alla mattina in classe dai tuoi insegnanti. Se ogni
pomeriggio ti abitui a svolgere quello che ti hanno assegnato alla
mattina sarai sempre in anticipo e potrai appliccare il criterio
dell'Opportunit della matrice di Covey (dedicarsi a ci che
importante ma non urgente).
3. Ripasso di materie gi studiate in vista di un interrogazione
prossimamente in programma e/o ulteriore esercitazioni per verifiche
scritte (matematica, geometria, lingua straniera, ecc.). Ripassare pi
volte il modo migliore per memorizzare a fondo e nel tempo qualsiasi
argomento. Il giorno prima dell'interrogazione utile ripassare, ma
controproducente studiare, in quanto l'argomento troppo fresco e non
ancora stato fissato con solidit nel magazzino della memoria a lungo
termine. Ancora pi dannosa l'abitudine di svolgere due, tre ore di
esercizi di matematica, geometria, grammatica o lingua straniera (per
citarne alcune) il giorno antecedente la verifica scritta. Queste materie
richiedono un applicazione continua e regolare, se si vuole raggiungere
una certa padronanza e velocit nell'esecuzione. Vale il detto "un'ora di
matematica al giorno toglie il quattro di torno".
4. Feedback relativo a possibili interrogazioni per controllare quello
che effettivamente ricordi e come esponi gli argomenti studiati e
feedback per eventuali verifiche scritte svolgendo gli esercizi del
programma.

Con questa organizzazione riesci ad essere in anticipo di almeno una


settimana sul piano di lavoro, arrivando ad ogni domenica con la tabella
della settimana entrante, completamente libera.
La tabella settimanale
Per utilizzare questo modello organizzativo pianifica per iscritto tutti

gli impegni creandoti una tabella settimanale.


Il diario non sufficiente, poich serve ad annotare i compiti giorno
per giorno e non ti fornisce una visione generale di ogni settimana di
studi. Ecco alcuni pratici suggerimenti.
Pianifica gli orari di studio
Incomincia a studiare sempre alla stessa ora, per ogni giorno della
settimana. Ad esempio, se il marted torni a casa alle 16,00, puoi
stabilire di iniziare a studiare alle 16,30, mentre gli altri giorni alle
14,30. zione deve valere per tutto l'anno scolastico.
Calcola i tempi di spostamento per gli impegni fuori casa (sport,
catechismo danza, ecc.), in modo tale da sapere quanto tempo reale hai
a disposizione per lo studio.

Le pratiche scolastiche si possono suddividere in due categorie. La


prima riguarda tutto ci che viene assegnato per casa.
S.O. Studio orale (lettura di paragrafi, autori, poesie, brani vari). CS.
Compiti scritti (come esercizi di matematica, lingua straniera, ecc.).
E.C. Esercitazioni per casa (tavole di disegno, ricerche, suonare uno
strumento, ecc.).
La seconda riguarda le verifiche orali, scritte o d'esercitazione che si
svolgono a scuola, classificate con una votazione. C.C. Compiti in
classe.
IX Interrogazione a sorpresa (la classica interrogazione da brividi,
dove l'insegnante apre il registro e decide al momento chi chiamare).
I.P. Interrogazione programmata, dove il professore permette che la
classe si organizzi nel pianificare chi si fa interrogare di volta in volta.
I.V. Interrogazione dove decidi di farti volontario.
LUNEDI
MARTED

MERCOLED
GIOVED
VENERD
SABATO
S.O. Storia Paragrafi 1-6 del I! capitolo CC Inglese IX Italiano S.O.
Scienze: La Cellula Paragrafi 1-5.
Ed Musicale Prova di flauto I.V. Storia : CS. Maua Es 75,76,77,81,
82 pag. 115.
S.O. Scienze ta cellula
CS. Inglese Esercizi vari pp. 90-91.

Su questa tabella settimanale, bisogna scrivere tutto in modo sintetico


e colorare con un evidenziatore giallo le parti gi eseguite, come
promemoria di ci che stato svolto. L'aggiornamento della tabella va
eseguito prima di iniziare a svolgere qualsiasi attivit di studio,
consultando il diario di scuola.

Il diario di bordo
Un altro metodo per verificare come studi, tenere un diario di
bordo dove segnare cosa svolgi di giorno in giorno. Questo diario ti
permetter di compiere dei bilanci alla fine della settimana e di fare
previsioni per quella seguente.
Ti basta un semplice quadernetto a righe, da tenere sempre a portata
di mano sulla scrivania, organizzandolo nel modo seguente:
Legenda sigle I.S. Inizio studio: ogni volta che inizi a svolgere
qualcosa F.S. Fine studio: quando termini un determinato lavoro e fai
una pausa Pausa Tempo che dedico per una pausa/relax St.or. Studio
per l'orale che devo effettuare sul libro o appunti 5t.sc. Svolgimento di
compiti scritti assegnatemi dall'insegnante Ri.or. Ripasso per
interrogazione orale Ri.cc. Ripasso per compito in classe Es. Eseguo
delle esercitazioni (disegno, suonare, ecc.) Rev. App. Revisione appunti
Quadro diario del giorno: Luned 9 Marzo

I.S.
SIGIA
MATERIA
BREVE DESCRIZIONE DI COSA SI li 14.45
Rev.app.
Sto-Mat Completo storia, ripasso veloce Mat 15.15 , Ri.or : Scienze
umane Probabile IX per domani 15.45 : Pausa :' "
16.00
St.sc Inglese Esercizi vari 16.40' 5t.sc Matematica Anticipo esercizi
per Venerd 17.25 ; Pausa
17.40
Stor Scienze Anticipo per Sabato

A questo schema puoi apportare delle modifiche, personalizzandolo


con creativit; lo scopo di analizzare e misurare con efficienza e
seriet i tuoi futuri progressi.
In questo modo ti renderai conto di quali sono le materie che
t'impegnano di pi e calcolare quanto tempo devi dedicare allo studio
per raggiungere dei risultati positivi.
Conclusione
Sta a te mettere in movimento un circolo virtuoso
nell'organizzazione dello studio, invece che ritrovarti, durante l'anno,
con una serie di insufficienze causate dal tuo poco Impegno o scarsa
programmazione. L'organizzazione l'aspetto pi importante
dell'attivit scolastica, perch rappresenta l'ingranaggio, la centrale di
controllo del tuo lavoro.

Ecco i punti principali di un efficiente organizzazione riassunti in


modo sintetico:
1. Impara a seguire con attenzione le lezioni della mattina e a
prendere appunti in modo veloce e preciso, seguendo le indicazioni che
ti sono state suggerite.
2. Quando torni a casa mangia in modo equilibrato e inizia a studiare
sempre alla stessa ora in un luogo silenzioso, ordinato, con la scrivania
libera da qualsiasi oggetto e con tutto il materiale che ti serve di volta in
volta, in modo tale da concentrarti su un obiettivo singolo.
3. Preparati una tabella settimanale e consultando il diario di classe
annota tutte le nuove attivit che dovrai svolgere a casa: lettura di
paragrafi, esercizi, esercitazioni varie, ecc. Segna anche la scadenza di
eventuali interrogazioni o verifiche scritte in rosso per evidenziarne la
particolare importanza.
4. Inizia il pomeriggio riprendendo gli appunti della mattina, per
integrarli, sistemarli e renderli i pi chiari possibili a livello di
comprensione.
5. Una volta che hai rivisto gli appunti, inizia a svolgere gli esercizi
(matematica, lingua straniera, grammatica, ecc.) che ti sono stati
assegnati alla mattina e quando li hai fatti evidenziali con il colore
giallo per ricordarti che sono stati eseguiti. Successivamente, inizia a
studiare i paragrafi dei libri delle diverse materie che gli insegnanti ti
hanno detto di studiare per la prossima lezione. Anche in questo caso,
una volta che hai terminato di studiare, colora con un evidenziatore
giallo ci che avevi segnato di dover svolgere sulla tua tabella. Se
preferisci, puoi iniziare prima con lo studio orale e poi con lo
svolgimento degli esercizi scritti o esercitazioni varie (disegno, musica,
ecc.).
L'importante che tu applichi il criterio della matrice di Covey che
afferma come sia fondamentale, per una migliore organizzazione,
eseguire un lavoro importante quando non urgente, ovverosia in netto
anticipo rispetto alla sua scadenza.
6. Infine, ti rimane del tempo per ripassare ci che hai gi studiato
(storia, scienze, geografia, ecc.) o allenarti in esercizi di matematica,
lingua straniera, grammatica o altre materie simili, in vista di un
interrogazione o verifica scritta che dovrai sostenere il giorno dopo o
tra pochi giorni.

7. Se necessario, potrai concludere il pomeriggio dedicandoti alla


pratica del "feedback" per verificare come conosci quello che hai
studiato. Puoi farti delle domande scritte su dei cartoncini e rispondere
ad esse ad alta voce e/o in presenza di un tuo genitore che nel frattempo
controlla l'esattezza della tua esposizione, consultando il libro o I tuoi
appunti. Puoi provare a svolgere dei nuovi esercizi di matematica,
lingua straniera, grammatica, geometria che trovi sul libro, per
verificare quanto sei bravo e veloce nello svolgerli.

Allenati nell'essere organizzato.


L'organizzazione il fulcro di ogni attivit! Un'efficace
organizzazione fa risparmiare tempo, riduce i costi e aumenta la
produttivit. Lo so che alla tua et pi facile vivere alla giornata,
distrarsi in attivit pi ludiche o divertenti, ma proprio grazie
all'organizzazione che potrai essere "cicala" e "formica" al tempo stesso
(vedi pag. 150, Il racconto di Esopo).
Prova soltanto per un mese il modello che ti ho suggerito e rimarrai
stupito dai risultati che otterrai. Sei pronto? Dai che ce la fai!

Capitolo 8
Educare la volont
Si pu sconfiggere il generale che comanda tre armate, ma non si
pu smuovere la ferma volont di un uomo semplice.
Confucio
Le affermazioni che mi sono sentito rivolgere pi frequentemente da
chi afflitto da "pigrite"acuta nello studio sono le seguenti:
Lo so che dovrei impegnarmi maggiormente, ma quando mi siedo
ed apro il libro non ce la faccio a concentrarmi".
So che sbaglio a non studiare ma pi forte d me: mi distraggo in
continuazione!.
Appena mi siedo alla scrivania e apro il libro mi passa la voglia di
studiare!.
Se anche tu, a volte, sperimenti una situazione del genere, significa
che non hai ancora imparato ad allenare i muscoli della tua volont. Vi
un concetto fondamentale da chiarire: devi distinguere la "forza di
volont" dalla "voglia di studiare". La volont una delle sei facolt
umane che esprime una capacit originaria, propria d'ogni essere
umano. Il termine voglia indica una naturale disposizione d'animo a
fare o a non fare qualcosa. bene comprendere quanto segue: tutti
possediamo la facolt del volere. Non esiste una persona che nasce con
buona o cattiva volont, ma l'uso che se ne fa a qualificarne la
definizione. La voglia di studiare pu essere condizionata da vari
fattori, soprattutto emotivi e sentimentali, in positivo come in negativo,
legati in particolar modo al ricordo delle esperienze passate. Si ha
voglia di studiare, ad esempio, quando lo studio libera delle energie
positive e ci gratifica, mentre si ha una negativa predisposizione quando
fonte d'insoddisfazioni, tensioni in famiglia o continue frustrazioni.
Per arrivare alla voglia di studiare bisogna passare attraverso la strada
dell'impegno e della perseveranza, esercitando il potere della volont.
Ti voglio comunicare una bellissima notizia derivante da trent'anni
d'esperienza come allenatore di studenti: se la "forza di volont" e la

"poca voglia di studiare" fossero due squadre di calcio che devono


scendere In campo per darsi battaglia, alla fine chi ne uscir vittoriosa
sar sempre la squadra della "forza di volont"! All'inizio della partita
sembra che la squadra della "poca voglia di studiare" sia imbattibile:
veloce, si passa la palla con scatti fulminei e scarta con sorriso beffardo
i giocatori della buona volont. Ma gi a met del primo tempo le forze
in campo incominciano a rovesciarsi e i giocatori della "poca voglia di
studiare" iniziano ad avere il fiatone e le gambe molli. Dopo l'Intervallo
ogni atleta della "forza di volont" si presenta con i gruppi muscolari
che si sono sviluppati e che incutono timore solo a vederli. La squadra
della "poca voglia di studiare"cerca di reagire e di distrarre gli avversari
in tutti i modi ma non c' niente da fare; pi passa il tempo e pi la
squadra della "forza di volont" impone il proprio gioco, annientando
ogni incursione nella propria area di rigore e partendo con slancio verso
quella avversaria, segnando degli splendidi goal!
Il segreto perseverare nell'allenare la propria forza di volont. Pi ti
alleni e pi diventerai una persona dalla forza d'animo imbattibile.

La forza straordinaria che c' in te


Ho conosciuto ragazzi che non riuscivano a concentrarsi per oltre
dieci minuti, che adesso studiano un'ora e mezza di fila, senza alcun
problema. Come mai?
La verit che puoi dare molto di pi di quanto credi possibile,
perch dentro di te c' una forza straordinaria: Ma solo tu puoi decidere
di prendere in mano il timone ; della volont, poich nessuno si pu
sostituire a te; lo ripeto, nessuno!
A cosa serve la solita predica della mamma quando torni a casa da
scuola, che ricorda qual il tuo dovere? Sei mai cambiato perch hai
ricevuto una minaccia o una punizione particolarmente severa? Magari
per qualche giorno, ma poi non ritornava tutto come prima? Le
promesse del motorino, di uno smartphone, un nuovo videogioco o di
un premio speciale, ti hanno mai procurato la vera e autentica gioia di
studiare? Probabilmente ti sarai impegnato un po' di pi, giusto per

ottenere quello che ti interessava, ma poi non era di nuovo la solita


musica? Solo tu puoi decidere, qui ed ora, di prendere in mano le redini
della tua vita, perch quando parliamo di scuola, parliamo della tua
esistenza, degli anni pi belli ma anche maggiormente decisivi per la
costruzione del tuo futuro; e questo un discorso che merita tutta
l'attenzione possibile. Tu neanche immagini quante persone ho
conosciuto che hanno rimpianto di aver lasciato gli studi troppo presto
o di essersi arresi con estrema facilit alle prime difficolt. Sono tutte
persone che svolgono professioni poco gratificanti sia per la qualit del
lavoro che per la retribuzione economica.
Ti ricordi il racconto di Esopo? Durante l'estate la formica lavorava
duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la
cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arriv l'inverno e
la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva
accumulato molto cibo. La cicala cominci a sentire i morsi della fame,
perci and dalla formica a chiederle se poteva darle qualcosa da
mangiare. La formica le disse: - "io ho lavorato duramente per ottenere
questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?". -"Ho cantato", rispose
la cicala. La formica esclam:"Allora adesso balla!".

Evita di fare la fine della cicala, ma sii con equilibrio e saggezza


formica e cicala al tempo stesso. Se impari a studiare con
soddisfazione, da una parte dovrai lavorare (altro che sdraiarsi
sull'amaca del tempo e non produrre nulla di buono per te e il tuo
futuro) ma dall'altra ti sentirai intimamente gratificato da ci che impari
e dai risultati positivi che potrai ottenere.
La perseveranza il duro lavoro che fai dopo che ti sei stancato del
duro lavoro che hai fatto.
Newton Leroy Gingrich
Mai arrendersi!
Non giusto arrendersi e non provare, fino in fondo, a dare il meglio
di s. Mancare di rispetto a se stessi il pi grave errore che si possa

compiere, perch indica una forma di poco amore e bassa autostima. Le


nostre ferite scolastiche non devono mai farci diventare quello che non
siamo! Un insegnante che ha un comportamento poco rispettoso nei
tuoi confronti non deve portarti ad odiare la materia che insegna o a
farti sentire "gi bocciato" ancora prima di lottare con le unghie e con i
denti per "scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta". Se
anche dovessi non farcela a recuperare una materia, davvero poco
importante rispetto al fatto che non ti sei mai arreso e che hai insistito
sino all'ultima verifica a dare del tuo meglio! La formazione del tuo
carattere ha un valore mille volte superiore alla promozione, che un
evento s importante ma non essenziale al fine di raggiungere il vero
successo nella vita del tuo futuro professionale e umano. Ho scoperto
come ci che conti per davvero al fine di ottenere successo (la capacit
di "far succedere" ci che pi si desidera), la conquista dell'autostima
e della fiducia in se stessi, senza che esse dipendano da ci che accade
all'esterno! Tu sei l'artefice del tuo destino e se sai riflettere sul fatto
che puoi sempre scegliere come reagire a quello che ti capita, nessuno e
nulla ti potranno annientare o farti andare alla deriva. Quando Victor
Frankl (psichiatra austriaco) si trovava nella peggiore delle condizioni,
nel campo di concentramento nazista ad Auschwitz, aveva compreso
che la sua libert di essere comunque felice e attaccato alla vita, era
superiore alla libert dei suoi aguzzini di torturarlo. La vita - scrive
Frankl - conserva il suo senso anche quando si svolge in un campo di
concentramento, quando non offre pi nessuna prospettiva da realizzare
dei valori, e anche la sofferenza acquista un significato. Fa parte della
vita proprio come il destino e la morte. Solo con miseria e morte,
l'esistenza umana completa!1. La conquista del proprio "onore"
passa dall'attivazione delle proprie intrinseche potenzialit. Bisogna che
tu ti chieda: sto dando tutto quello che posso estrarre dal mio potenziale
in questo momento dell'anno scolastico o sto facendo prevalere la
tendenza alla rinuncia, al pessimismo, al darmi gi per vinto?

Come educare la volont?


Educare la volont significa attuare tre precisi passaggi: 1. La
riflessione su se stessi, la capacit di riconoscere ci che non va e che ci
rende infelici, insoddisfatti, nervosi o impazienti.

2. Il desiderio di cambiare che ci permette di prendere delle risolute


decisioni.
3. Lozione che rappresenta l'effetto finale della volont e la forza
motrice di ogni vero cambiamento.

Saper riflettere
Tutto parte dalla capacit di ascolto e di lettura dei nostri sentimenti,
stati d'animo, sensazioni ed ( emozioni che dovrebbero essere orientate
verso le vette della pace e quindi della felicit interiore. La prima meta
da raggiungere nell'autoeducazione della volont proprio una
consapevole e sincera riflessione su come
1 Viktor Frankl, Uno psicologo nei lager, Edizioni Ares, 2009, pp.
116 e s.
stiamo affrontando i nostri quotidiani impegni, dalla scuola allo
sport, dalla famiglia all'amicizia, dal tempo libero alla vita sociale.
Tutto ci che stato fatto di grande e di durevole nel mondo - scrive
Jules Payot - stato fatto da meditativi, da pensatori. Il lavoro fruttuoso
dell'umanit stato compiuto da essi tranquillamente, senza fretta e
fracasso. Gli altri, gli schiamazzatori, gli uomini politici, gli agitati che
ingombrano la storia con le loro sciocchezze, considerati a distanza,
non hanno che un ruolo ben mediocre nella marcia dell'umanit.
La verit che per stare bene con gli altri bisogna imparare a stare
bene con se stessi. Questo richiede il sapersi ascoltare dentro. Occorre
che tu ti prenda del tempo per restare in silenzio con te stesso e renderti
conto di come ti senti: triste o felice, sereno o nervoso, tranquillo o
agitato, ottimista o pessimista, entusiasta o depresso?
La musica, un videogioco, la televisione, un tablet o uno smartphone
non dovrebbero mai diventare delle attivit di fuga dall'intimo sentire,
quasi a voler fuggire dal malumore e dall'angoscia esistenziale. Ci sono
momenti di vera sofferenza in cui si vorrebbe fuggire via lontani dalla
scuola, dai libri, dai genitori e dagli adulti che giudicano e non sanno
altro che far prediche. Ricordati, e te lo dico come se fossi tuo padre,
che c' sempre una soluzione ai problemi che puoi incontrare nel corso
della tua crescita. Tu sei una persona ricca di vitalit, sensibilit,
sentimenti, sogni, aspirazioni, turbolenze ed energie infinite. Occorre

che tu sappia riconoscere con onest ci che non va e decidere di


affrontare i problemi della scuola come quelli della vita, sapendo che ce
la puoi fare, perch il timone della volont nelle tue mani.

Saper decidere
Adesso, consapevolmente, puoi decidere di cambiare ci che non va
ed avvertire un profondo ed autentico desiderio di prendere in mano le
redini della tua vita. Quante volte ho visto accendersi questa scintilla in
ragazzi delusi e sfiduciati, rassegnati e costretti a frequentare la scuola
controvoglia. Grazie a questa scelta di cambiamento acquistavano
sempre pi grinta e provavano un autentico entusiasmo nell'affrontare
le loro lacune. Ogni piccolo progresso, magari invisibile agli occhi
altrui, era una ventata di coraggio che li spingeva a tener duro, a
proseguire nella loro grande sfida contro il giudizio negativo di tutti
quelli che li avevano sempre considerati come "pessimi o cattivi
studenti". Ognuno di noi ha da donare qualcosa di unico ed
insostituibile; anche tu possiedi un ricco tesoro: talenti, carismi ed
attitudini uniti a limiti e difetti. Limiti e difetti sono un "dono" per
insegnarci la via dell'umilt e per accettare con pi serenit i lati
negativi presenti nelle persone che ci vivono accanto. Ho conosciuto
giovani che non hanno voluto crescere e che si sono chiusi in se stessi
convinti di non potercela fare e/o, per una forma d'orgoglio immatura,
di poterci riuscire da soli senza la presenza di una guida e di un sereno
confronto con altre figure.Ti senti scontento ed insoddisfatto per
qualche aspetto del tuo studio? Devi decidere di affrontare ci che ti
procura malessere e sofferenza, determinando i mezzi per sormontare,
aggirare o scavalcare gli ostacoli che ti si presentano.

utile che tu possa imparare a pianificare le pi idonee strategie


d'intervento immaginando le azioni che farai ancora prima di svolgerle,
come in un film dove tu sei il protagonista. Iniziare a cambiare le cose
basandosi esclusivamente sullo slancio dell'entusiasmo senza sapere
"come I agire" ed a quali difficolt si va incontro, significa spalancare
le porte dell'insuccesso e alla conseguente cocente ! delusione di "non
avercela fatta" Quando proviamo ad impegnarci e concludiamo poco o

nulla, facile sentirsi profondamente frustrati e con un senso


d'impotenza che scatena angoscia e depressione. Educare la volont
vuol dire prevedere con l'uso dell'immaginazione le varie azioni da
compiere giorno per giorno, avendo sempre presente la chiara visione
della meta finale da raggiungere.

Saper agire
A questo punto scatta l'ora X ed tempo di combattere contro la
pigrizia, la sfiducia e la paura di non farcela, con azioni energiche e
decise. L'uomo coraggioso non quello che compie qualche grande atto
di coraggio, ma colui che si comporta coraggiosamente in tutti gli atti
della sua vita. lo studente che, pur sprovvisto della cosiddetta
"voglia" s'impone di consultare il dizionario per ogni parola
malcompresa, che inizia a studiare sempre allo stesso orario nonostante
il desiderio di poltrire ancora un p) che tiene in ordine la scrivania
rimettendo al proprio posto un libro che sarebbe pi comodo spostare in
un angolo del tavolo. Qual il segreto per temprare la propria volont?
Compiere con decisione e costanza le piccole azioni considerate, a
torto, di poca importanza che fortificano ed irrobustiscono sempre di
pi la capacit di decidere ed ottenere ci che desideriamo.
Se una piccola goccia che incessantemente cade su una parete
rocciosa ha il potere di scavare un solco, cosa mai sar capace di
produrre la nostra piccola ma costante azione di ogni giorno?
Vuoi cambiare un quattro di una materia in un sette? Analizza I punti
deboli, cambia atteggiamento e con uno studio sistematico e costante,
impegnati a eliminare, in modo definitivo, gli ostacoli e le barriere che
ti hanno impedito di sperimentare la "gioia di studiare".
cos che si creano le nuove abitudini, provando e riprovando ogni
giorno con fiducia e perseveranza. Lamentarsi non serve a nulla, solo a
perdere del tempo prezioso e a farci compatire da chi si lascia intenerire
dai nostri piagnistei. Agisci, perch solo cos manifesterai e proclamerai
il POTERE della tua volont.
Ricordati che tutto pu cambiare se agisci con grinta e
determinazione. Pensare a come sarebbe bello ottenere ci che si
desidera e non fare nulla per realizzarlo, significa . fantasticare a occhi
aperti e nulla pi. Dove c' una grande volont non possono esserci

grandi difficolt, ha affermato Niccol Machiavelli. Non aspettare che


la felicit bussi alla porta della tua vita, valle incontro afferrando con
forza il timone della tua potente volont!

Capitolo 9
Coltiva la tua autostima
Non ce peggior sventura che pensare male d se stessi.
J.W.Goethe.

Come nasce la stima di s? Come ci ha insegnato la grande


pedagogista Maria Montessori tutto nasce nell'infanzia, poich il
bambino il padre dell'uomo. Siamo come le matrioske, le bamboline
russe incastrate l'una nell'altra. Quella pi piccola rappresenta la fase
neonatale, quando tu eri una meravigliosa creatura che si accoccolava
tra le braccia di tua madre e di tuo padre.
Il significato pi intimo e pi profondo dell'autostima imparare a
"volersi bene", a "credere in se stessi", a "darsi coraggio e fiducia" ed a
"conoscersi dentro" per svelare la propria unicit attraverso i talenti e le
proprie individuali qualit. Tu sei una persona speciale! Non un modo
di dire e, se potessi, te lo direi guardandoti nella profondit dei tuoi
occhi, cos comprenderesti quanto sono sincero e leale nel dirti queste
parole. Tu sei una persona unica al mondo. Non c' nessuno che ha il
tuo DNA, il tuo modo di sorridere, il timbro della tua voce e l'odore del
tuo corpo. Sei una persona meravigliosamente speciale, perch in te c'
la magia della tua unicit! Forse in questo momento non ti senti molto
speciale o una persona meravigliosa. Forse non credi in te stesso e ti
senti un fallito quando ottieni un risultato negativo. Forse ti sembra che
gli altri siano tutti pi belli, capaci o intelligenti di te. Forse ti guardi
allo specchio e non ti piaci.

Forse ti mangi le unghie o divori il frigorifero dall'ansia che dentro


di te. Forse soffri d'invidia per qualche tuo compagno o compagna di
classe per come riescono bene e apparentemente senza alcuna fatica
nello studio. Forse ti stai chiedendo cosa ci fai su questa terra e non
vedi un futuro davanti a te. Forse i tuoi genitori ti criticano in
continuazione e tu proprio non ce la fai pi a sopportarli. Forse ti

vergogni per qualsiasi cosa e vorresti sparire quando ti trovi a fare delle
brutte figure. Forse eviti di uscire da casa, perch non hai amici e
quando sei con gli altri, non sai mai cosa dire provando un
imbarazzante ed intimo senso di disagio. Forse ti pavoneggi volendo
attirare tutta l'attenzione su di te, esci di casa solo se ti senti
esteticamente perfetto o assumi un comportamento aggressivo, a volte
persino arrogante, per mascherare l'intima insicurezza che ti rode
dentro. Sappi che tutto quello che ti ho descritto la fedele trascrizione
di come mi sentivo, nelle varie fasi della crescita, da bambino, da
adolescente e giovane uomo. Potrei aggiungere molti altri particolari
ma la verit che nutrire poca autostima sentirsi stranieri in casa
propria, cio in uno stato di perenne disagio dentro di s.
Ho navigato, viaggiato, sofferto e pianto tra colline d'amarezza, sogni
bruciati dalla sfiducia, mari agitati dal vento della rabbia, mattini
annebbiati da nuvole d'insicurezza, notti insonni di confusi pensieri per
poi, un giorno, fermarmi esausto come un pugile sfinito e scoprire che
tutto ci di cui avevo bisogno era di spogliarmi d'ogni pesante armatura
nella nudit di una verit che sa svelare, con dolcezza e tenerezza, la
raggiante luce del semplice essere me stesso!
E, improvvisamente, ho percepito lo scorrere di una linfa vitale che
rigenerava ogni angolo e fessura delle mie ferite.
Ho avvertito che la mia missione sta nella realizzazione del "mio
essere una persona unica e irripetibile", prezioso frammento
appartenente al mosaico dell'umanit intra!
Anche tu puoi liberarti da tutte quelle negative sensazioni che ti
assalgono dentro e dai torbidi pensieri che t'impediscono di essere una
persona meravigliosamente speciale, intelligente, sensibile e dotata di
un carisma potente: la tua unicit! Tu riesci a immaginare di essere chi
non sei? Dio ci chiede la fedelt a chi siamo, non di essere diversi dai
tratti della nostra individualit? Ges voleva che Pietro fosse Pietro,
Giovanni fosse Giovanni e cos per ogni suo apostolo. Ges non voleva
che Giuda non fosse fedele a se stesso, ma che non tradisse la sua
vocazione per cui era stato scelto: essere un apostolo di Dio. In te non
c' niente di sbagliato, anche quando commetti azioni sbagliate, perch
ogni essere umano assume nel corso dell'esistenza dei comportamenti

immaturi, poco responsabili, a volte egoistici. Hai forse raccontato


qualche bugia ai tuoi genitori per via della scuola? Ci non significa
che sei una persona bugiarda ma che in quel momento ti sei comportato
da bugiardo. Comprendi la differenza tra l'essere dei menzogneri
Incalliti e comportarsi da bugiardi? SI diventa persone bugiarde quando
si decide, per tutta la vita, di essere intenzionalmente mentitori, falsi e
ipocriti.

La scoperta dell'autoimmagine
Un certo Maxwell Maitz, nel 1960, fece una scoperta molto
importante che permise alla psicologia di fare dei notevoli passi in
avanti per aiutare le persone a vivere meglio.
Maxwell Maitz era un chirurgo plastico che poi si interessato anche
di psicologia, vedendo come il cambiamento radicale del volto (a quel
tempo la chirurgia estetica non si occupava di rifare seni e nasi o
liposuzioni e lifting, ma principalmente di curare cicatrici o ustioni
molto gravi in seguito a incidenti) portasse spesso miglioramenti nella
vita dei suoi pazienti che, a causa del loro difetto estetico, si sentivano
brutti e sfigurati. Era come se il suo bisturi avesse il potere di guarire le
persone dai complessi d'inferiorit da cui erano afflitte e donasse loro
una nuova vita. Egli aveva potuto osservare un radicale cambiamento
nello stile di vita dei suoi pazienti; da persone insicure, inibite e
depresse si trasformavano nel giro di poche settimane in uomini e
donne sicure di s, intraprendenti e piene d'entusiasmo.
Ma ci che colp Maitz erano quei pazienti che continuavano a
comportarsi esattamente come prima dell'intervento: non uscivano da
casa, si vergognavano del loro aspetto fisico e alcuni di loro
minimizzavano l'effetto dell'intervento di chirurgia plastica come se
esso non avesse rimosso pienamente l'inestetismo di cui soffrivano.
Come afferma lo stesso Maitz: Ma cosa dire delle eccezioni che non
accusarono alcun mutamento? Esaminiamo il caso di quella duchessa,
terribilmente timida e conscia del suo brutto aspetto dovuto ad un

enorme gobba sul naso. Sebbene un intervento le avesse donato un naso


classico e un volto veramente bello, ella continu a comportarsi come il
brutto anatroccolo, come la sorella indesiderata che non avrebbe mai
trovato il coraggio di guardare in faccia un altro essere umano. Se lo
scalpello ad essere magico, perch non ebbe potere sulla duchessa?
Cosa dire di tutti gli altri che, pur avendo acquistato nuovi volti
continuarono ad avere la stessa vecchia personalit? Come spiegare la
reazione di quelli che sostengono che l'intervento non ha effettuato
alcun cambiamento nel loro aspetto? Ogni chirurgo estetico ha fatto
questa esperienza e probabilmente ne rimasto perplesso come me.
Non importa quanto radicale sia il cambiamento estetico; vi sono
pazienti che continueranno a dire: "Ho lo stesso aspetto di prima, non
avete fatto proprio niente". Amici e parenti possono a malapena
riconoscerli, tuttavia il paziente continua ad affermare di vedere un
cambiamento minimo o addirittura nullo, e a negare persino che esso
sia avvenuto. Paragonare le fotografie di "prima"e di "dopo" non serve
a niente, se no forse a far sorgere ostilit. Per una strana alchimia
mentale il paziente ragiona cos: "Certo, io vedo che la gobba sparita,
ma il mio naso sembra esattamente lo stesso", oppure: "Forse la
cicatrice non si vede pi, ma ancora l1. !
Se tu ti credi negato per la matematica, puoi andare dal ' migliore
insegnante di ripetizione ma continuerai ad avere 1 delle votazioni
inferiori alla tua preparazione. Se ti vedi una persona bloccata nelle
relazioni interpersonali o ti ritieni poco simpatica, continuerai a
collezionare dei rifiuti e una frustrazione sociale che ti porter a sentirti
emarginato e non voluto dagli altri. Se tu ti vedi una persona grassa,
anche quando perderai i chili di troppo continuerai a non piacerti allo
specchio e a sentirti in sovrappeso.
La tua autoimmagine, se tendenzialmente positiva, ti fornir stima,
fiducia e sicurezza; al contrario, se tendenzialmente negativa, ti
trasmetter inferiorit, sfiducia e insicurezza.
La bella notizia che non mai troppo tardi per modificare in senso
positivo la tua autoimmagine, Io ho iniziato a ventidue anni e ci sto
ancora oggi lavorando su, perch si pu sempre migliorare nella vita e
scoprire nuove parti di s. Il segreto sta nell'incominciare a fare un
ritratto di come vorresti essere e, ogni giorno, concentrarti su di esso

come se fosse reale. Se tu chiudi gli occhi e prima di addormentarti ti


concentri su come desideri essere e comportarti nella vita di tutti i
giorni, incomincerai a mettere un seme nel terreno del tuo inconscio e
come tutte le cose che sono fatte con amore e perseveranza nel giro di
soli ventuno giorni incomincerai per davvero a sentirti una persona pi
sicura, grintosa.tranquilla, calma, fiduciosa e determinata.
1 Maxwell Maitz, Psicocibemetca, Edizioni Astrolabio, 1965, Roma,
pp. 22-23.

La forza dell'immaginazione
Tu puoi sentirti sicuro, spontaneo, sciolto e libero di esperimerti con
naturalezza, anche se in realt non lo sei, grazie alla forza di una vivida
immaginazione. E c' un motivo scientifico che spiega tutto ci dettato
dalla scienza della Psicocibernetica la quale afferma che il nostro
cervello non compie nessuna differenza tra un'esperienza reale e una
vividamente e fortemente immaginata. Ci significa che se prima di una
gara sportiva per almeno tre settimane ti alleni mentalmente nell'essere
il miglior te stesso possibile, migliorerai per davvero la tua prestazione.
Ti sembra impossibile? Leggi questo esperimento:
Nel Research Quarterly riferito un esperimento riguardante i
risultati dell'esercizio mentale per raggiungere una maggiore abilit nel
gioco della palla-canestro senza effettuare lanci reali. Un gruppo di
studenti si esercit giornalmente ed effettivamente nel lancio della palla
per venti giorni, e venne calcolato il punteggio del primo e dell'ultimo
giorno. Ad un secondo gruppo venne egualmente calcolato il punteggio
del primo e dell'ultimo giorno, ma nel periodo intercorrente non pratic
alcun genere di esercizio. Il punteggio di un terzo gruppo venne
calcolato nel primo giorno, poi i giocatori, per venti minuti al giorno,
nei diciannove giorni seguenti, fecero pratica mentale, immaginando di
lanciare la palla e di correggere la mira a seconda degli errori
commessi. Il punteggio del primo gruppo, che si era realmente
esercitato per venti minuti al giorno, miglior del 24%. Per il secondo
gruppo, che non aveva fatto alcun esercizio, non fu riscontrato alcun
miglioramento, mentre il punteggio del terzo, che si era esercitato

mentalmente, miglior del 23%2. Ti rendi conto che potere ha la tua


immaginazione mentale? Quello che conta che tu non solo ti possa
"immaginare" sicuro di te, ma che ti possa "sentire" sicuro di te. Se ti
"immagini" vincente e dentro ti "senti" dubbioso, impaurito o depresso,
annullerai il potere della tua immaginazione. Quando a ventidue anni
ho imparato questo esercizio ricordo bene che durante lo svolgimento
avvertivo una grinta pazzesca: sentivo il mio corpo che trasudava di
entusiasmo, di energia, di brividi lungo la schiena per l'emozione di
immaginarmi in quel modo. Era come se l'esperienza che stavo
immaginando fosse del tutto reale, in questo modo che ho iniziato a
lavorare sulla mia autostima, perch la "giusta stima" di s come un
ingrediente multivitaminico che fornisce energia e vitalit per
raggiungere gli obiettivi desiderati.
Hai un solo modo per scoprire la veridicit di questo esperimento
scientifico: mettiti alla prova ogni giorno per tre settimane di seguito,
eseguendo questo esercizio per almeno quindici minuti concentrandoti
su un obiettivo specifico: scuola, sport, relazioni sociali, suonare uno
strumento musicale, ecc. Non avere la fretta di arrivare al risultato ma
concentrati unicamente sul corretto svolgimento dell'esercizio. Se
vorrai condividere questa esperienza con il tuo coach scrivimi pure al
mio indirizzo di posta elettronica che troverai all'inizio del libro. E ti
raccomando: "dammi del tuo meglio!".
Le due autoimmagini: ideale e reale
C' un'altra interessante teoria che ti pu aiutare a comprendere le
ragioni dell'essere pi o meno motivato nei confronti dello studio.
Questa teoria afferma che ogni essere umano sviluppa due diverse
autoimmagini, una ideale e l'altra reale, che se In armonia tra di loro
sviluppano una forte energia motivazionale; al contrario, se esse sono in
contrasto generano apatia, disinteresse e poca voglia di Impegnarsi.
Leggi con attenzione la diversa natura delle due autoimmagini e come
si sviluppano a partire dalla prima infanzia.
L'autoimmagine ideale rappresenta il tipo di persona che vorremmo
essere. Essa si forma principalmente attraverso il giudizio altrui: ci che
sentiamo dire sul nostro conto. Quando veniamo al mondo, siamo come

una lavagna bianca. Chi ci scrive sopra le prime parole sono genitori,
parenti e maestre. Se sono parole buone, giuste, veritiere, incoraggianti
e amorevoli cresciamo persone sicure di noi, intraprendenti e autonome,
sviluppando un autoimmagine e ideale positiva. Se sono parole cattive,
ingiuste, false, deprimenti e piene di rabbia diveniamo persone insicure,
paurose, impacciate e inibite, generando un autoimmagine ideale
negativa e depressa. !
L'autoimmagine reale esprime la percezione e la valutazione che
attribuiamo alla nostra capacit di avere successo in quello che
facciamo; essa si forma principalmente attraverso l'esperienza diretta e
lo sperimentare l'acquisizione di nuove abilit. Quando veniamo al
mondo, non sappiamo padroneggiare nessuna abilit. Come ti ho gi
spiegato nel capitolo riguardante il funzionamento del cervello, nei
primi cinque anni di vita hai sviluppato migliaia di abilit in modo del
tutto spontaneo. Leggere, scrivere, fare calcoli di matematica sono delle
abilit cognitive che riguardano lo sviluppo del tuo potenziale
intellettivo. Se il tuo cervello non era ancora pronto per leggere,
scrivere o fare dei calcoli come se ti fossi trovato ad affrontare una
gara sportiva senza nessun allenamento. Come puoi pensare di giocare
allo stesso livello di chi si ben allenato? L'esperienza concreta di non
riuscire a svolgere una buona prestazione sportiva nonostante la si
desideri, come un programma di un software che ha un virus: prima o
poi blocca il funzionamento del PC. Se tu avessi spontaneamente
appreso come leggere, scrivere e fare calcoli di matematica con
sicurezza e ottenendo ottimi risultati, ti sentiresti maggiormente o meno
motivato nelle attivit di lettura, scrittura e matematica?

Se tra le due immagini c' poca rispondenza, si produce un conflitto


psicologico che pu provocare una crisi d'identit. Generalmente questi
conflitti sorgono dal non sentirsi capaci e da una conseguente
diminuzione della stima di s.
Consideriamo, ad esempio, che cosa potrebbe accadere a un
bambino che Inizia la scuola media con piena fiducia nella sua capacit
di apprendere la matematica. Alle elementari, non avendo mai
incontrato difficolt, sviluppa una percezione positiva di s nello studio

di questa materia. In . prima media, con il nuovo insegnante inizia a


trovare delle difficolt nel comprendere il programma di studi,
accumulando cos delle lacune cognitive e rimanendo indietro rispetto
ai suoi compagni di classe. Durante la prima verifica prende con fatica
un sei, nella seconda un cinque e nella terza un Inaspettato quattro.
Improvvisamente, con i primi insuccessi, incomincia a dubitare della
propria abilit di imparare questa materia.
Alle elementari l'immagine ideale (un allievo desideroso d'imparare
la matematica) trovava una conferma in quella reale (sono bravo,
ottengo risultati eccellenti e dunque ci significa che sono in grado di
apprendere la matematica).
Quando le due autoimmagini sono in conflitto si genera una crisi che
pu essere risolta in due modi:
1. scoprire le cause dell'insuccesso in matematica, risolverle e
acquisire di nuovo fiducia in se stessi;
2. modificare la percezione della propria immagine ideale da positiva
a negativa, riducendo cos l'Interesse per lo studio della matematica.

Perch importante conoscere l'esistenza di queste due ;


autoimmagini? Per il semplice fatto che, a livello inconscio, il nostro
modo di affrontare le situazioni deriva dallo stato di segno positivo o
negativo dell'autoimmagine ideale e di quella reale. Lo studente che
vede se stesso come una persona destinata a fallire nello studio, in un
modo o nell'altro arriva ad ottenere un insuccesso scolastico, nonostante
le sue buone e sincere intenzioni di arrivare alla promozione.
Ho conosciuto molti studenti convinti di essere "negati per la
matematica", "ottusi per la lingua straniera", "non portati per i temi
d'italiano", che confermavano a se stessi tale opinione con continue
insufficienze. Immagina di avere molta fame e non poter mangiare.
Puoi resistere per molto tempo in una condizione simile? Certamente
no! Hai due possibilit: impari a farti mangiare da solo o rinunci al cibo
diventando inappetente, con lo stomaco che progressivamente si
chiude. Lo sapevi che non sentire lo stimolo della fame una forma di
difesa dell'organismo umano per sopravvivere in condizioni disperate?

Sono pi che convinto di quanto ti sto comunicando, perch nella mia


carriera d'allenatore di studenti ho incontrato tantissimi studenti con lo
"stomaco della motivazione" a studiare completamente chiuso. Non si
perde la motivazione dal giorno alla sera e neppure l'autostima sparisce
cos velocemente. un processo che dura anni e di cui spesso siamo del
tutto ignari e Inconsapevoli. Spero che da questo momento tu possa
comprendere che sempre possibile ritornare a credere in se stessi per
poter cos realizzare i propri sogni ed ideali. Dai che ce la fai! ... Parola
di coach!

Un caso concreto
Per comprendere i meccanismi di funzionamento delle due
autoimmagini considera questa vicenda realmente accaduta a un
ragazzo di quattordici anni e mezzo, I suoi genitori, entrambi laureati,
gli avevano presentato la scuola come un'esperienza piacevole ed
importante. Sin dal primo anno della scuola primaria si rivela essere un
bambino molto ambizioso e desideroso di ricevere l'apprezzamento dei
suoi genitori. Ogni figlio, infatti, aspira a vedere i propri genitori felici,
soddisfatti e orgogliosi di lui. Tale riconoscimento gli permette di
ricevere stima e positive conferme sulla sua identit che lo nutrono nel
costruire una positiva percezione di se stesso. Durante la scuola
primaria diventa il migliore della classe, ricevendo complimenti e
gratificazioni sia dalle maestre che dall'ambiente famigliare (nonni
inclusi) che lo rendono fiero e sicuro di s. Quando Incomincia la prima
media ha una forte motivazione interiore che lo spinge ad impegnarsi e
a dare del suo meglio, concludendo gli esami del terzo anno con il
massimo delle votazioni in tutte le materie. A questo pun to inizia il
Liceo Classico nella scuola pi rinomata della sua citt, convinto di
ottenere sempre brillanti risultati. Tutto fa pensare al meglio ma accade
un piccolo imprevisto: alla consegna del compito in classe di greco,
arriva la prima insufficienza; un cinque e mezzo per l'esattezza. la
prima volta in otto anni di studi (ben gli sta, qualcuno penser) che
sperimenta il sapore dell'insuccesso. Nulla di grave, beninteso, ma
l'effetto onda di questa lieve insufficienza che scatena tutta una serie di
conseguenze negative, a partire dai suoi che genitori accolgono con
severe critiche e un forte senso di delusione questo primo risultato

negativo. Questo ragazzo, per la prima volta, "si vede" come un


perdente; abituato a primeggiare in tutto, a sentirsi invidiato dai "poveri
mortali"alla ricerca di un mitico sei, si percepisce come uno che ha
fallito, avvertendo emozioni e sentimenti che mai aveva provato negli
anni precedenti. Subito, per un senso di rivalsa, inizia ad intensificare lo
studio del greco, perch "deve" dimostrare a se stesso e a chi lo ha
deriso e criticato, che sempre lui il secchione della classe e il pi
bravo. Come si presenta al secondo compito? Determinato, ma anche
ansioso di riuscire a tal punto che, preso dall'agitazione, commette
banali errori che gli costano un'altra insufficienza. A questo punto i
genitori gli impongono a viva forza di andare a ripetizione dal migliore
professore della citt (professor Greco de Grechis), nonostante le sue
proteste e il gridare a viva voce: No, non sono mica scemo; ce la posso
benissimo fare da solo!. Nonostante queste forzate lezioni di sostegno
arriva la terza insufficienza, che manda in crisi tutta la famiglia.
Quando lo conosco, siamo all'inizio del secondo quadrimestre e mi
trovo di fronte ad un ragazzo chiuso, sfiduciato, scoraggiato e molto
arrabbiato. Ha un atteggiamento di superiorit e diffidenza che
nasconde uno sguardo triste e disperato, perch non sa come venirne
fuori. Osserva questo prospetto:
ELEMENTARI
MEDIE
" 1" GINNASIO
A.l. Ideale =
Positiva*
Positiva** Positiva***
A.I. Reale =
Positiva*" Positiva** Negativa
Comportamento Positivo* Sereno Positivo** Sicuro di s
Crisi'Chisonoio?" "Sono negato per il greco". Ansia prestazionale
Quando l'immagine ideale non trova corrispondenza in quella reale,
si sperimenta un senso d'impotenza e di sconforto, poich da una parte
si ha il desiderio di riuscire e dall'altra la percezione di non potercela
fare, che si tramuta nella paura di fallire.

La paura una forza che mette in movimento il meccanismo


dell'immaginazione negativa. Quando temiamo qualcosa, la nostra
mente incomincia a immaginare l'esito negativo di ci che dobbiamo
affrontare; questi pensieri di paura il pi delle volte possono provocare
un vero e proprio blocco psicologico nello svolgimento di compiti o
interrogazioni, anche se si ben preparati. In realt, quel ragazzo non
aveva bisogno di ripetizioni, ma di essere rassicurato e sostenuto da un
punto di vista psicologico, recuperando quella fiducia e stima in s
venuta meno con la prima insufficienza. come se nella diga della sua
autostima si fosse aperta una piccola crepa che, con il passare del
tempo, aveva corroso la convinzione di potercela fare. Ti pi chiaro
adesso questo meccanismo delle due autoimmagini? Riflettici su e
prova a delineare come sono le tue due autoimmagini non solo in
termini generali ma in modo specifico per le singole materie di studio.
Potrai cos verificare dove le due autoimmagini sono entrambe di segno
positivo o dove vi un'incoerenza tra l'una e l'altra.
Aggiungo che potresti anche trovarti nella condizione di possedere
un autoimmagine reale positiva e quella ideale negativa. Questo
solitamente si verifica quando instauri un rapporto conflittuale con
l'insegnante di una specifica materia, che ti porta a sviluppare un
atteggiamento di ostilit verso gli argomenti che egli insegna. In questi
casi bene che tu ti chiarisca con il tuo insegnante; se ci non fosse
possibile puoi farti spiegare questa materia da un'altra persona e/o
studiarla, per le parti che da solo non comprendi, con un tuo genitore o
compagno di classe.
Ecco una esempio di tabella che puoi realizzare per farti un quadro
diagnostico della situazione attuale.

ITALIANO
STORIA
MATEMATICA
INGLE
A.I. Ideale =
A.I. Reale =

Comportamento

Gli atteggiamenti di chi studia


Come si reagisce di fronte all'insuccesso scolastico? Ogni persona
sviluppa un atteggiamento nei confronti della scuola in base
all'esperienza e all'influenza dell'ambiente famigliare e sociale. Questi
sono solo alcuni esempi tra i pi ricorrenti, ma ce ne sarebbero molti
altri, poich ognuno reagisce in modo personale e con diverse strategie.
Lo studente buffone, il pagliaccio della classe
il classico ragazzo che disturba le lezioni facendo continue battute,
attirando cos l'attenzione di compagni e professori. Il messaggio
essenziale questo: Poich come studente sono una frana, attiro
l'attenzione e la stima altrui rendendomi simpatico. In questo modo
egli ottiene un riconoscimento sociale per la simpatia che sa
sprigionare.
A scuola va per divertirsi, chiacchierare, fare amicizie e limitando al
minimo l'impegno nello studio, giusto per arrivare alla sufficienza.
Lo studente aggressivo lo studente che si vendica nei confronti
della scuola, prendendosela con tutti ed imponendo la sua legge
all'interno della classe. Prepotente con i compagni e abituato ad essere
richiamato o punito, non teme alcuna autorit, ponendosi in un
atteggiamento di sfida verso il mondo degli adulti.
Va a scuola perch costretto, ma non prova nessun interesse per le
lezioni. Appare forte e sicuro di s, ma questo suo atteggiamento
nasconde una fragilit psicologica, in quanto incapace di impegnarsi
con successo negli studi.
Lo studente timido, riservato, che si rende invisibile
Non lo si sente mai parlare, non fa interventi e non esprime opinioni
di nessun genere. Nel momento che precede l'interrogazione sta al suo

posto come se fosse in trincea, pronto a nascondersi sotto il banco o ad


eclissarsi dietro le spalle del compagno seduto davanti. Durante
l'interrogazione impacciato, si muove goffamente, si mangia le
unghie, ha un tono di voce insicuro, tremolante e un volume
tendenzialmente basso; a volte, questi soggetti hanno le mani sudate o
fredde.
Lo studente vittima, che incolpa gli altri del suo insuccesso
colpa del professore che spiega male se non riesce in quella
materia, dei compagni di classe che disturbano se non riesce a seguire
le lezioni, dei rumori in casa se trova difficile concentrarsi. Se
dimentica qualcosa la colpa del fratello che gli ha nascosto il
quaderno e se a scuola arriva in ritardo la responsabilit dell'autobus
poco puntuale.
Il compito in classe era impossibile da risolvere e l'interrogazione
andata male, perch l'insegnante gli ha posto l'unica domanda cui non
sapeva rispondere.
Sembra che il mondo ce l'abbia con lui e che nessuno lo comprenda,
ma in realt questo un ottimo sistema per non assumersi le proprie
responsabilit e salvarsi in extremis nelle situazioni pi disparate.

Dichiarazione d'autostima
In questa parte del libro ti propongo un piccolo esercizio di scrittura
in cui potrai esprimere la tua personale dichiarazione d'autostima. Una
volta che l'hai scritta la puoi sempre modificare, aggiungendo nuovi
elementi o togliendo ci che oramai fa interamente parte di te e della
tua personalit. Quando ti sembra che ogni parola esprima
perfettamente la tua unicit, i tuoi valori, il tuo originale e insostituibile
modo d'essere te stesso, scrivila a mano su di una pergamena (la puoi
comperare in cartolibreria) e alla fine poni la tua firma con la data In
cui l'hai scritta. Non importa quanto lunga essa sia: l'importante che tu
sia sincero con te stesso e ti possa sentire fiero ed orgoglioso del tuo
essere una persona unica al mondo!

Questa la mia dichiarazione.


Io sono io.
In tutta la terra non c' nessuno con le mie caratteristiche. ' Ogni mio
centimetro di pelle unico e irripetibile.
Ilio modo di sorridere ineguagliabile al mondo.
La mia voce, per quanto possa essere perfettamente imitata, la mia
voce!
La forma, l'espressione, il colore dei miei occhi, sono un capolavoro
d'originalit. L'odore del mio corpo inconfondibile.

Ogni mio difetto ed ogni mio pregio sono ci che mi definiscono


come una persona distint e "stra-ordinaria".
Posso migliorarmi in tanti aspetti, ma rimane il fatto che alla fine di
tutto, io sar sempre io: continuer a piacermi la cioccolata, la musica,
la poesia e continueranno a venirmi i brividi sotto un firmamento di
stelle.
I sono io! e nessuno deve o pu obbligarmi a compiere scelte contrari
al mio intimo sentire.
Ame piace la fragranza di alcuni profumi, mangiare certi alimenti,
vestirmi con i mie gusti, rilassarmi, sentire l'odore dell'aria durante un
temporale e passare il pi tempo possibile con mia moglie e le mie
adorate figlie.
I sono io!
Mi appartengono I miei errori; sbagliare un mio sacrosanto diritto.
Mi appartengono le cose belle e quelle brutte, i successi e i fallimenti,
la pesantezza e la leggerezza.
Mi appartiene la notte inquieta e il giorno sereno.
Mi appartengono la rabbia e la pace, il dolore e la gioia, la cattiveria
e la bont, l'egoismo e l'altruismo.
Ogni mia emozione una nota dell'insostituibile sinfonia che

accompagna lo scorrere della mia lenta evoluzione.


un mio diritto compiere azioni nefaste ed essere perdonato.
un mio diritto piangere o ridere, chiudermi o aprirmi, accogliere o
respingere, stare zitto o comunicare.
un mio diritto accondiscendere o rifiutare le altrui richieste, a
seconda delle circostanze e delle mie forze.
Io sono io.
Mi appartiene ogni mia caduta, ogni mia debolezza, ogni mia
sciocchezza ed ogni mia indecisione . e siccome il mio compito di
divenire ci che sono, accetter ogni evento della vita come un prezioso
insegnamento per imparare a conoscermi sempre pi e a divenire,
incessantemente, una persona autentica, leale, onesta e generosa sia con
se stessa che con il prossimo.
So che quando sbaglio non sono una persona fallita, ma un allievo
della vita che sta imparando, attraverso l'insegnamento degli errori
compiuti, a dare del suo meglio.
Io posso ogni giorno, imparare cose nuove, migliorarmi e sviluppare
nuove abilit.
Io sono io!
Se qualcuno mi vuole diverso da come sono significa che non in
grado di amarmi per come sono.
Se un giorno mi dovessi trovare sull'orlo di un burrone posso tornare
Indietro e rimettermi sulla retta via; ma anche quel precipizio mi
appartiene e ha molto da insegnarmi.
Anche Dio desidera che io sia io.
Dio mi ama per come sono.
Tutte le persone che incontro sono parte di me, della mia umanit,
anche se a volte difficile incontrarsi, comprendersi e rispettarsi per la
propria diversit.

Dio ci chiama per nome come ha fatto con Mos quando per ben due

volte davanti al roveto ardente ha pronunciato il suo nome: Mos!. E


anch'io voglio rispondere come Mos: "Eccomi!", perch sento che solo
rispondendo a questa chiamata potr realizzare, senza perdere la via di
casa, l'autentico scopo della mia vita.
Io sono io!
Se rimango amico di me stesso posso affrontare qualsiasi evenienza o
qualsiasi emergenza, con eroico coraggio.
Ma se rimango fedele alla parola di Dio potr traballare ma mai
crollare, cadere ma mai restare a terra, ferirmi ma poi essere guarito.
Se rispetto me stesso posso imparare a rispettare il mio prossimo e
divenire responsabile di ogni mia azione.
Non colpa del mondo o degli altri se mi sento infelice.
Solo imparando ad essere sempre pi me stesso potr dare il mio
umile, unico ed insostituibile contributo affinch, il giorno della mia
morte, la terra possa essere migliore di come l'ho trovata e le mie figlie
possano essere orgogliose e fiere di essere state cresciute da un padre
imperfetto che ha dato del suo meglio e donato loro "tutto l'amore che
posso".

Ti sei stancato a leggere la mia dichiarazione d'autostima? Lo posso


comprendere .
Ma la prima volta che l'ho scritta era molto pi corta, come quelle
che stai per leggere, che sono state scritte da bambini e preadolescenti
che hanno frequentato il corso Mathesis presso il Centro Studi
Evolution di Verona in cui lavoro.
Sono una persona speciale. Da oggi ho deciso che la smetto di
lamentarmi e che sapr cogliere gli aspetti positivi della mia persona.
Sono un bambino che sta crescendo e ho compreso che posso imparare
tutto ci che mi fa stare bene. Voglio anche essere sincero con mamma
e pap, perch loro mi vogliono davvero bene e ho compreso che mi
sgridano solo quando vedono che non do del mio meglio. Luca, 9anni.
Voglio essere sincero con me, perch proprio con me stesso che

dovr passare pi tempo. A che cosa serve mentire, dirmi "domani


studio" se poi so benissimo che non lo far? Da oggi voglio assumermi
le mie responsabilit e diventare l'artefice del mio destino. Marco, 13
anni.

Sono una bambina curiosa, sensibile e spiritosa. Mi piace tanto stare


con le mie amiche e da oggi voglio essere pi gentile con loro e con
tutte le persone che incontro, Io non sono cattiva, perch mi arrabbio
con il mio fratellino e non sono stupida se non prendo un voto alto a
scuola come alcune mie compagne, lo so di potermi migliorare che
posso sentirmi in pace con me stessa se do del mio meglio. bello
avere lo stomaco dell'autostima ben nutrito e mi piaciuto molto poter
scrivere questa dichiarazione. Sofia, 8 anni e mezzo.
Desidero divenire pi gentile con me stessa. Il mio compito non di
essere la pi brava, la pi bella o la pi intelligente della classe, ma di
essere me stessa, di migliorarmi dove posso e di accettarmi nelle parti
fragili o imperfette di me. Chiara, 12 anni e mezzo.
Amo vivere la vita. Questa mattina un raggio di sole si infilato dalla
fessura della mia finestra semichiusa e mi ha scaldato la guancia. Mi
sono sentita coccolata dalla natura e ho compreso che molto meglio
uscire di casa, stare a contatto con il verde, la bellezza di un cielo, gli
odori della primavera e il fruscio del vento tra gli alberi, piuttosto che
messaggiare tutto il pomeriggio da sola in camera. Lucia, 14 anni e
mezzo.
Prova a scrivere la tua personale dichiarazione d'autostima e
ricordati l'affermazione di K. Gibran: Sognate grande! Andate a caccia
di stelle. Pu darsi che non ne troviate, ma non tornerete mai a casa con
un pugno di fango tra le mani. Sei tu la stella che pu brillare di luce
propria nell'universo dell'umanit se sai credere in te stesso e in tutto
ci che puoi realizzare! La sai un'ultima cosa? proprio bello che "tu
sia tu!".

Capitolo 10
Assumersi le proprie responsabilit!
Pu darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi
trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.
Martin Luther King
Cambiare un'abitudine, soprattutto se negativa, non semplice per
nessuno, perch implica impegno e fatica; ma con determinazione,
grinta, fede e perseveranza possiamo raggiungere gli obiettivi che ci
prefiggiamo!
La "gioia di studiare" una conquista che inizia con l'assumersi
sempre e comunque le proprie responsabilit. , Svolgere bene il proprio
dovere, qualsiasi esso sia, un modo di amare noi stessi e la vita; ma se
non sappiamo sfidare la pigrizia, la sfiducia o la paura di non farcela, se
non abbiamo il coraggio di guardarci dentro, saremo come coloro che
non hanno coscienza delle proprie potenzialit e che vivono alla
giornata senza un progetto d'autorealizzazione per il proprio futuro.
La fiducia e la coscienza del proprio "valore", uniti all'umilt e alla
capacit di condividere speranze e delusioni, non ci esentano da
difficolt e problemi, ma garantiscono un cammino sereno e
umanamente arricchente. Hai mai provato la meravigliosa sensazione di
piangere e commuoverti Insieme alle persone che ami? ' Alla tua et,
arriva un momento In cui ci si sente soli e non capiti, magari proprio
dai genitori che fanno noiose prediche tutto il giorno per ricordare
l'importanza della scuola.

Ma sono proprio le persone che"rompono"di pi, quelle che ci


vogliono davvero bene ed hanno a cuore la nostra crescita personale.
Mia madre "ha rotto" per tutta la durata del Liceo con domande,
rimproveri e critiche a non finire sull'argomento studio. Una volta mi
sugger di sperimentare delle fiale di "pappa reale", una particolare
sostanza che avrebbe dovuto aiutarmi a trovare una maggiore
concentrazione nello studio. Poco convinto provai a bere tutte le fiale in

una volta sola, in quanto bisognoso di concentrazione per un compito in


classe di latino del giorno dopo, ma l'unico effetto che avevo ottenuto
era un fastidioso ronzio In testa e la comparsa di fastidiosi pungiglioni
in tutto il corpo (non parlo del resto per non impressionarti). Scherzi a
parte, non successe proprio un bel niente. Anche quel "magico
rimedio", come appariva ai miei occhi, non aveva sortito l'effetto
sperato.
Questa una lezione sempre attuale: non esistono bacchette magiche
o facili rimedi per aumentare la motivazione allo studio, la
concentrazione, la memoria, l'autostima o raggiungere qualsiasi altro
obiettivo, perch tutto parte da noi, dall'interno della nostra coscienza e
dall'ardente desiderio di raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo!
Una semplice testimonianza
Mattia stato uno dei miei primi allievi. Quando lo incontrai aveva
13 anni e stava ripetendo la seconda media; l'anno precedente era stato
"segato" per il poco impegno e comportamento fortemente
indisciplinato. Alla fine del corso mi fece una grande sorpresa
consegnandomi questo scritto che per me, allora giovane coach, fu un
enorme soddisfazione e uno stimolo a proseguire in questa speciale
professione:
Per me era impossibile studiare con gioia, prima di frequentare
questo corso, perch non riuscivo a concentrarmi, mettermi a studiare
era come una condanna.
Ora la memoria mi aumentata, mi sento sempre rilassato e carico
quando studio. Questo, in particolar modo, merito di un esercizio che
eseguo e perci riesco a studiare con gioia, pensando al mio avvenire e
ad aumentare le mie conoscenze. Per merito di tutto questo ho acquisito
pi fiducia in me stesso e nel rapporto con gli altri.
Prima vedevo lo studio come una punizione che dava il professore,
perch gli stavo antipatico, ma adesso ho compreso che i professori non
interrogano per divertirsi, ma per aiutarti ad affrontare il tuo avvenire.
L'anno scorso la scuola, per me, era un inferno. Era come un
collegio; anzi peggio. Ora la scuola, per me, un luogo dove ti
insegnano la disciplina e ti indirizzano ad un avvenire che pu essere
decisivo. La vivo con armonia, senza quel terrore che si ha per la paura
di prendere una nota, per non aver studiato o non aver fatto i compiti;

un luogo dove tutti dovrebbero essere contenti di esserci, perch molti


ragazzi, per motivi famigliari, non possono andarci. Tutto sommato
posso considerarmi un ragazzo fortunato ed intelligente, che solo ora ha
capito come la sua intelligenza gli pu servire per la realizzazione del
proprio domani.

Mattia, come tanti altri, ha ritrovato "la gioia di studiare" partendo da


molto lontano, ma aveva accettato la scommessa di poterci riuscire e
questo stato il suo pi grande merito: non essersi chiuso in se stesso e
l'aver seriamente tentato di modificare il proprio atteggiamento.
Ancora oggi, nella vita di tutti i giorni, incontra difficolt, ma sa
come affrontarle, in quanto desidera andare oltre i suoi limiti, con
fiducia, serenit e convinzione.

Un esempio esemplare
Christopher Nolan un ragazzo tetraplegias; al momento della
nascita ha avuto una grave lesione cerebrale che lo ha paralizzato e reso
spastico. Cristopher Nolan non pu parlare, non coordina bene il
movimento delle mani, ma all'et di ventidue anni riuscito a scrivere
una autobiografia che stata premiata in Inghilterra come migliore
libro dell'anno dal titolo: Sotto l'occhio dell'orologio.
Persino durante la cerimonia della premiazione le telecamere
avevano qualche ritegno a indugiare sul suo corpo contorto e il discorso
del ringraziamento, scritto da lui, stato letto da sua madre. stato un
appassionato discorso contro l'aborto, ma per una volta non ha
provocato polemiche: tutti hanno riconosciuto che questo ragazzo
aveva ogni diritto di parlare su questo argomento. Per scrivere,
Christopher Nolan si fa legare sulla fronte una fascia che ha applicata
una bacchetta. Con questa bacchetta, piegando la testa picchia sui tasti
del computer. Non un'operazione semplice: la madre gli sorregge le
spalle, il ragazzo deve prendere dei farmaci per distendere i muscoli
contratti del collo. Una pagina al giorno, un eroismo continuo reso
possibile da una forza straordinaria trasmessagli dalla madre, che gli ha
sempre insegnato ci che poteva fare, nelle sue pur limitate condizioni.

Nolan nel suo libro ha descritto le battaglie che ha dovuto affrontare per
accettare la malattia, il difficile rapporto con Dio, la determinazione e la
grinta con cui ha voluto mettere a frutto il suo talento artistico e la
disperazione dei momenti pi bui.
Christopher Nolan morto il 20 febbraio 2009, all'et di 44 anni.
Nolan, al di l della sua malattia, stato molto amato dalla critica
angloamericana che arriv a paragonare le sue poesie a quelle di Yeats,
e ha ricevuto decine di premi e riconoscimenti (da personaggio
dell'anno in Irlan! da alla Medaglia d'eccellenza dell'United Nations
Society of Writers). Egli ha saputo vivere con dignit e responsabilit
ogni giorno della sua vita. Queste sono storie che dovrebbero farci
riflettere profondamente e darci la forza per dare del nostro meglio.
La testimonianza di Dustin Carter
Dustin Carter all'et di cinque anni, per una grave malattia, ha dovuto
subire l'amputazione di gambe e braccia. Ciononostante Dustin non si
arreso, arrivando ad ottenere risultati eccellenti sia nello studio
(frequenta l'universit) sia nello sport ( un'atleta di lotta libera che
partecipa a gare con atleti non disabili, ottenendo numerosi successi).
A chi ha avuto qualcosa di simile a quello che capitato a me gli direi
che poteva andare peggio, se sta male deve solo sforzarsi di pensare che
poteva andargli peggio. cos che la penso io. Una delle cose pi
difficili che devo affrontare nella vita dimostrare agli altri che sono
come loro, nessuno deve pensare di rivolgersi a me con l'aria di dire
"tanto questo qua uno senza braccia ne gambe", vi assicuro che
chiunque provasse a farlo si troverebbe in un bel guaio, afferma
Dustin.
Dustin si "sente" come gli altri e ci che lo caratterizza la sua
enorme grinta e imbattibile determinazione a voler raggiungere i suoi
obiettivi. Quando torn a casa dall'ospedale fu suo padre a trasmettergli
fiducia in se stesso: Perch mai dovrei fare io quello che sei in grado
di fare da solo, gli diceva in continuazione. E cos Dustin incominci a
cavarsela da solo, a non percepirsi come un povero derelitto umano ma
una persona come tutte le altre in grado di dare, pur con i suoi limiti
fisici, del suo meglio. Leggi e medita le sue parole: Quando ero
bambino dopo quello che mi successo ricordo, quando sono tornato a
casa dall'ospedale, che la mia mamma era sempre lei a farmi il bagno

ma penso che sia stato mio padre a farmi uscire veramente da questo
stato. Il suo atteggiamento ha fatto presa su di me come una seconda
pelle, aveva sempre l'aria di dirmi, "perch dovrei fare questo o quello
per te quando puoi farlo da solo?" E cos io lo facevo, non avevo
nessuna ragione per non credergli e per lasciarmi andare; cos alla fine
imparavo a farlo, imparavo a fare qualsiasi cosa.
La sua etica professionale nello sport incredibile: si allena come se
dovesse vivere in eterno e vive come se dovesse morire domani. Dustin
ha sviluppato una rigida disci
plina, uno stile di vita che gli permette di eccellere in tutto quello che
fa, perch proprio vero che con la grinta e la forza di volont
possiamo superare ogni ostacolo!
In piscina con rabbiosa determinazione
Questa la storia di Nelson Diebel, un ragazzo come tanti che
provava molto risentimento nei confronti del mondo; un giorno,
incontr un coach che gli insegn a trasformare la sua rabbia in
carburante per diventare un campione nello sport e nella vita.
Nelson Dlebel da bambino non stava mai fermo e ne combinava
sempre di tutti i colori. La maestra dell'asilo arriv a dire che non ce la
faceva a gestirlo e che era meglio ! lo tenessero a casa. Alle elementari,
preside e insegnanti i pensarono seriamente che era necessario dargli
dei farmaci che lo rendessero tranquillo, tanto era agitato. Pi tardi,
arriv un momento difficile per Nelson: I suoi genitori decisero di
divorziare. Nelson reag in modo sbagliato arrivando ad avere risse con
i compagni di classe, a bere alcol e a far uso di droghe come la
marijuana. Poi la madre lo iscrisse in un collegio del New Jersey. In
America lo studio sempre abbinato a qualche attivit sportiva e fu
cos che Nelson, casualmente, disse di volersi iscrivere a un corso di
nuoto. un ragazzo che ha delle doti, ma deve essere seguito, perch
ha un carattere difficile spieg il responsabile delle domande
d'iscrizione al collegio, incontrando l'allenatore di nuoto. Se te la senti
di dargli una mano, il collegio accetter la sua domanda d'iscrizione.
Nelson non poteva sapere che l'incontro con ilsuo"coach"di nome Chris
Martin, un gigante di due metri che pesava oltre cento chili, gli avrebbe

cambiato la vita. Chris Martin sapeva del difficile carattere di Nelson


ma aveva piena fiducia nelle sue potenzialit, data la sua lunga
esperienza d'allenatore. Egli aveva intuito che doveva aiutare quel
ragazzo ribelle a incanalare tutta la rabbia che provava nella giusta
direzione e che se ci fosse riuscito non c'erano limiti ai traguardi che
Nelson era in grado di raggiungere.
Innanzitutto sappi che sono un dittatore gli disse al primo incontro
guardandolo fisso negli occhi. Martin disse chiaramente a Nelson qual
era il suo programma per farlo diventare un campione di nuoto che
prevedeva sacrifici, duri allenamenti (un'ora e mezzo di nuoto ogni
mattina e altre due ore e mezzo nel pomeriggio), esercizi in palestra e
sedute di sollevamento pesi per irrobustire la sua muscolatura.
Concluse con un chiaro monito: Se nuoti per me devi fare quello
che ti dico, quando lo dico e come lo dico. Chris Martin era una
persona speciale che amava il nuoto con tutto se stesso, mettendo tanta
passione nel suo lavoro. Egli per primo sapeva che i risultati non
arrivano mai casualmente o per fortuna; solo il "duro lavoro" paga
sempre con la ricompensa del successo finale. Egli aveva sviluppato
una sua filosofia: nuotare finch si sente di essere arrivati allo stremo
delle proprie forze e poi continuare lo stesso come se niente fosse.
Nelson rimase molto colpito da questa figura e accett le condizioni
dell'allenatore, anche se in realt non provava alcun interesse per il
nuoto.
In cuor suo Nelson aveva gi deciso di allenarsi per un paio di
settimane, e poi ritirarsi. Ma quando Martin lo venne a sapere, gli diede
una risposta categorica: Te lo scordi Nelson di ritirarti! Far di te un
vero campione, a costo di levarti la pelle!.

Un giorno Nelson si vant di poter battere il record del collegio di 58


secondi e 5 millesimi sulle 100 yarde (91 metri) rana, anche se su
quella distanza il suo tempo era stato di un minuto e otto secondi, una
distanza enorme nella disciplina del nuoto.Tutti lo presero in giro,
tranne Martin, che da quel momento non smise mai di ricordargli che
tutti lo ritenevano incapace di una simile impresa.

Per tutto possibile aggiungeva se uno vuole e desidera, con


tutto se stesso, raggiungere veramente una meta. Per Nelson, quei 58
secondi e 5 millesimi divennero un pensiero fisso. La verit nascosta
nel cuore di Nelson era che egli desiderava, come ogni essere umano,
dare prova del proprio valore e delle proprie capacit. In soli due mesi
riusc a portare il suo tempo a un minuto e cinque secondi, diminuendo
di due secondi la percorrenza delle 100 yarde. Ma la sua
determinazione stava crescendo di settimana in settimana e cos ridusse
il suo tempo a un minuto, quattro secondi e sei primi. Successivamente
per settimane, per quanto si impegnasse duramente, non riusc a
migliorarsi. Ma un giorno, quando credeva che non ce l'avrebbe mai
fatta, fece fermare il cronometro su un minuto e tre secondi. Nel marzo
1987 Nelson nuotava da trenta a quaranta ore settimanali, e i suoi tempi
continuavano a migliorare. Martin stimolava Nelson presentandogli
sempre nuovi obiettivi, poich sapeva che nessun vento favorevole
per un marinaio che non sa dove andare (Seneca). A volte Martin era
molto severo e pronunciava affermazioni negative riguardo le
prestazioni di Nelson: Non ti qualificherai per i campionati nazionali
juniores, gli diceva, perch non sei disposto ad allenarti e sacrificarti
come un vero campione. Come reagiva Nelson? Egli stringeva i denti
e il giorno dopo aumentava il numero delle nuotate in piscina. Alla fine
riusc a qualificarsi per i campionati della sua categoria portando il suo
tempo a un minuto netto. Durante le eliminatorie scese a 59 secondi, e
in finale si piazz quinto, battendo il record del collegio. Per la prima
volta nella sua vita Nelson si rese conto che poteva per davvero
superare i propri limiti, scavalcare le proprie paure e trasformare la sua
rabbia in un'eccellenza. Ma fu un successo di breve durata. Martin si
compliment con Nelson con poche parole e senza troppa euforia;
subito dopo gli ramment che poteva fare di meglio, che non si era
spremuto al 100% delle sue potenzialit. Nel frattempo Nelson doveva
seguire anche gli studi, ma a causa della sua irrequietezza non era
assolutamente in grado di starsene seduto e fermo per tutte le ore che lo
studio gli richiedeva. Una sera Martin decide di stimolare Nelson a dare
del proprio meglio anche nello studio; entr nella stanza del ragazzo,
mise una banconota da dieci dollari sulla scrivania e gli disse: Se
riesci a star fermo e seduto per quindici minuti di fila, questi dollari
saranno tuoi. Quella volta Nelson non riusc a stare fermo per tutto
quel tempo e non si guadagn i dieci dollari, ma Martin continu ad

insistere affinch il suo allievo riuscisse a concentrarsi e a stare fermo


sulla scrivania. Poco per volta, mentre la ferrea disciplina del nuoto lo
andava maturando, Nelson riusc a starsene seduto e studiare per due
ore consecutive, senza mai perdere la concentrazione. Un altro limite
era stato superato grazie al duro e quotidiano allenamento, a volte
pesante sacrificio.
Nell'estate del 1987, all'et di diciassette anni, Nelson Diebel riusc a
vincere i 100 e i 200 rana ai campionati nazionali juniores. Grazie ai
tempi delle sue prestazioni, era gi qualificato per le selezioni
olimpiche dell'anno dopo, dove si piazz ottavo nei 200 e quinto nei
100 rana. Allora cominci a coltivare un sogno che gli sembrava
impossibile sino a poco tempo prima: Tra quattro anni potrei essere
nella squadra olimpica della mia nazionale ai Giochi Olimpici di
Barcellona del 1992. Ma un destino avverso incombeva sul giovane
Nelson. Ogni tanto Nelson doveva fare il bagnino nella piscina della
scuola. Per far passare il tempo a volte si tuffava dalla balaustra della
tribuna (un salto di tre metri) nella parte pi profonda della piscina. Un
pomeriggio, esattamente tre giorni dopo le selezioni olimpiche del
1988, Nelson nel prendere la rincorsa per tuffarsi scivol sulla balaustra
bagnata e, istintivamente, protese le braccia cadendo con tutto il suo
peso sul bordo di piastrelle della piscina, svenendo e cadendo come
corpo morto in acqua. Martin fu subito avvisato e quando arriv fece in
tempo a vedere Nelson che era stato tirato fuori dalla piscina da un altro
studente, portato via in barella semisvenuto e sotto shock. Pi tardi,
quando gli furono mostrate le lastre delle radiografie delle braccia di
Nelson, l'allenatore temette che il ragazzo non avrebbe mai pi potuto
gareggiare. La madre di Nelson, di nome Margaret, giunse in volo da
Chicago quella notte stessa. Le mani e i polsi di suo figlio erano ancora
troppo gonfi per un intervento chirurgico. Quelle mani giacevano ora
del tutto inerti sul lenzuolo, frantumate, come le sue speranze
olimpiche. Una settimana dopo la rovinosa caduta, nelle mani e negli
avambracci di Nelson furono inseriti speciali chiodi e delle viti nel
polso destro; poi, il chirurgo cerc di riallineare le ossa. Nelson si
svegli dall'anestesia con le mani e gli avambracci ingessati, e apprese
dal medico che con ogni probabilit non avrebbe ripreso pi del
sessanta per cento della mobilit alle mani e ai polsi. Il sogno di
Barcellona 1992 sembr di colpo un traguardo impossibile e Nelson
cominci ad accettare l'idea che forse non avrebbe pi potuto

gareggiare. Chris Martin, il giorno in cui Nelson fu dimesso


dall'ospedale, accompagn in auto Nelson e la madre al collegio. Giunti
al collegio Martin ferm la macchina e disse al suo atleta: Nelson, o tu
torni a essere esattamente quello che eri prima dell'incidente, o lo
smetter di occuparmi di te. Niente vie di mezzo, lo ricomincer ad
allenarti duramente, anche pi di prima, e tu vincerai i campionati
nazionali. O cos, o la chiudiamo qui in questo momento,
immediatamente.
Otto settimane dopo, quando gli tolsero il gesso, Nelson scopri di
poter muovere con impaccio e fatica le mani, tanto erano state
immobilizzate e si mostravano indebolite. Ciononostante, Martin lo
costrinse a scendere In piscina, poich pensava che anche se non poteva
nuotare, poteva sempre tenere in esercizio le gambe. Il ragazzo
trascorse ore e ore di sofferenza a muovere su e gi I polsi fuori
dell'acqua e ad allenare le gambe in piscina. Un pomeriggio, dopo
alcune ore d'allenamento, Nelson disse al suo coach di sentirsi troppo
stanco per continuare a restare in acqua. Martin lo guard con severit e
non disse nulla, ma prese una decisione che spiazz del tutto Nelson:
lev dalla piscina tutte le scalette, spense le luci e se ne and. L'unico
modo in cui Nelson poteva uscire dalla piscina data la gracilit dei suoi
polsi, consisteva nel tirarsi su Infilando i gomiti nei gradini di una
scaletta. E ora di scalette non ce n'erano pi. Per evitare di affondare
Nelson fu costretto a muovere le gambe senza sosta. Venti minuti dopo
Martin ritorn e riposizion le scalette al loro posto per permettere a
Nelson di uscire dalla piscina. Solo in un secondo momento Nelson
venne a sapere che il suo coach lo stava osservando dalla tribuna,
sommersa nel buio dell'ombra. Ancora una volta, questa era la
dimostrazione che Nelson poteva fare molto di pi di quanto egli stesso
credesse. Dopo qualche settimana, Nelson era riuscito a riprendere in
modo regolare la sua capacit di nuotare. La sola cosa che ti blocca
questa cosa qui disse Martin, puntando il suo indice verso la testa di
Nelson. Se credi in te stesso, se hai piena fiducia nelle tue risorse, se la
smetti di avere dubbi e paure, puoi fare qualunque cosa. Cinque mesi
dopo

Nelson vinse le 200 iarde rana ai campionati nazionali primaverili del


1989. Nel 1990 si diplom e si iscrisse all'Universit di Princeton,
quindi decise di sospendere gli studi del secondo anno universitario per
potersi dedicare agli allenamenti per le Olimpiadi. Alle selezioni del
marzo 1992, dopo mesi di continuo ed intenso lavoro, nella prima gara
della mattina Nelson stabil il nuovo primato americano sui 100 metri
rana, per poi ritoccarlo, lo stesso giorno, in finale. Eppure, nei mesi che
precedettero i Giochi Olimpici, erano in molti a nutrire serie perplessit
sulle sue possibilit di vincere una medaglia. Dopotutto, nel 1991
Nelson Diebel si trovava solamente al ventiquattresimo posto nella
graduatoria mondiale dei 100 metri rana. Che possibilit poteva avere
di battere alle Olimpiadi i migliori nuotatori della sua specialit? La
sera del 26 luglio otto concorrenti erano pronti per disputare la finale
dei 100 metri rana nello Stadio del nuoto Picornell di Barcellona.
Norbert Rsza, l'ungherese detentore del record mondiale, era tra i
finalisti. Al via, il primo a staccarsi dai blocchi fu Dmitry Volkov, della
squadra unificata dell'ex Unione Sovietica, seguito da Norbert Rsza e
da Vasili Ivanov, compagno di squadra di Volkov. Nelson si trovava in
terza corsia, tra i due russi, e nei primi cinquanta metri riusc a
mantenersi alla loroaltezza. Alla virata Nelson ce la mise tutta ed inizi
a superare Ivanov. Poi, nei 15 metri finali, scatt al coman do. Gli
avversari tentarono una disperata rimonta, ma era troppo tardi. Nelson
concluse in un minuto, un secondo e cinquanta decimi, nuovo record
olimpico. Qualche minuto dopo Nelson si trovava su podio con una
medaglia d'oro al collo, campione olimpico! Mentre le note dell'inno
nazionale americano riempivano l'aria, Nelson scoppi in lacrime di
gioia e di commozione, ripensando a tutta la fatica che aveva fatto, i
sacrifici e il dolore cui si era sottoposto. Ma il suo pensiero era tutto per
Chris Martin, il suo coach che aveva creduto in lui quando egli stesso
non aveva fiducia e stima di s.
Sai una cosa? Sono convinto che c' un Nelson Diebel in ciascuno di
noi che aspetta di essere risvegliato dalla tana della pigrizia e della
sfiducia In cui si trova. Tu puoi farcela se "credi in te stesso" e se trovi
delle persone giustamente severe con te, che pretendono di pi di quello
che stai dando in questo momento nello studio o in altre attivit, perch
vedono in te il tuo potenziale non ancora utilizzato, come Martin faceva
con Nelson. Chi non ti sprona a superare i tuoi limiti mentali vero che

ti lascia in pace e non ti "rompe", ma anche vero che non ti sta


realmente aiutando a dare del tuo meglio e a scoprire che cosa sei
realmente capace di realizzare nello studio e nella vita.

Conclusione
Ed eccoci arrivati alla conclusione di questa pubblicazione, che
certamente non ha risolto tutti i tuoi quesiti, come il rapporto con gli
insegnanti, sviluppare una migliore relazione con i tuoi genitori o come
affrontare alcune materie per te particolarmente difficili da apprendere.
Se sei arrivato sino a qui nella lettura ti faccio i miei pi sinceri
complimenti, perch hai dimostrato di essere una persona aperta,
curiosa e disponibile ad apprendere. Non da tutti essere cos capaci di
allargare la propria visuale e osservare la vita da diverse angolazioni.
Mi auguro tu possa aver ricevuto qualche valido consiglio per studiare
con maggiore efficacia e produttivit.
Uno degli insegnamenti pi belli che ho ricevuto che nella vita
bisogna imparare ad "andare oltre". Dopo una salita c' una vetta da cui
poter osservare un panorama ricco di sorprese, ricchezze e novit.
I limiti che la vita ti propone non sono ostacoli alla tua felicit ma
una prova affinch tu possa migliorarti e scoprire nuove idee o risorse.
Il sacrificio non un passante che casualmente si ferma alla tua porta
bussando e chiedendo proprio a te, di pagare ci che non hai; il
sacrificio la strada che conduce alla realizzazione di ci che sei: una
persona unica al mondo e dotata di talenti da donare al tuo prossimo.
Mi sembra molto indicata, a tal proposito, la parabola dei dieci servi
che si trova nel Vangelo di Luca 19,11-27.

La parabola dei dieci servi


Ges era ormai molto vicino a Gerusalemme, e perci molti
pensavano che il regno di Dio si manifestasse da un momento all'altro.
Allora Ges raccont quest'altra parabola: Cera una volta un uomo
di famiglia nobile. Egli doveva andare in un paese lontano per ricevere
il titolo di re, poi sarebbe tornato. Prima di partire chiam dieci dei suoi
servi; consegn a ciascuno una medesima somma di denaro e disse:
"Cercate di far fruttare questo denaro fino a quando non sar tornato".
Ma i suoi cittadini odiavano quell'uomo e gli mandarono dietro
alcuni rappresentanti per far sapere che non lo volevanocome re.
E invece quell'uomo divent re e ritorn al suo paese. Fece chiamare

i servi ai quali aveva consegnato il suo denaro per sapere quanto


guadagno ne avevano ricavato.
Si fece avanti il primo servo e disse: "Signore, con quello che tu mi
hai dato io ho guadagnato dieci volte tanto".
Il padrone gli rispose: "Bene, sei un servo bravo. Sei stato fedele in
cose da poco: ora io ti faccio governatore di dieci citt". Poi venne il
secondo servo e disse: "Signore, con quello che tu mi hai dato ho
guadagnato cinque volte tanto". Il padrone rispose: "Anche tu avrai
l'amministrazione di cinque citt". Infine si fece avanti un altro servo e
disse: "Signore ecco il tuo denaro, l'ho nascosto in un fazzoletto. Avevo
paura di te perch sapevo che sei un padrone esigente tu pretendi anche
quel che non hai depositato e raccogli anche quel che non hai
seminato". Allora il padrone gli rispose: "Tu sei stato un servo cattivo e
io ti giudico secondo quel che hai detto. Tu sapevi che sono un padrone
esigente, che pretendo anche quel che non ho depositato e raccolgo
anche quel che non ho seminato. Perch allora non hai depositato il mio
denaro alla banca? Al mio ritorno io l'avrei ritirato con gli in teressi".
Poi il padrone disse ai presenti: "Via, toglietegli il denaro che ha e
datelo a quello che lo ha fatto fruttare di pi". Gli fecero osservare:
"Signore, ma lui ne ha gi fin troppo". Il padrone allora rispose: "Chi ha
molto ricever ancora di pi; ma a chi ha poco sar portato via anche
quel poco che ha. Ed ora portate qui i miei nemici, quelli che non mi
volevano come loro re. Una volta qui, uccideteli alla mia presenza".
Chi ha molto ricever ancora di pi; ma a chi ha poco sar portato
via anche quel poco che ha, la frase che mi ha colpito di pi di
questa parabola. Ma com' possibile che Dio dia di pi a chi ha gi
molto e tolga il poco a chi ne ha meno di tutti? Non ti pare che Dio
operi in modo ingiusto nei confronti dell'essere umano? In effetti, se
interpretiamo questa lettura da questa prospettiva il modo di operare di
Dio sembra iniquo. Se provi a rileggere con maggiore attenzione c' un
passaggio del racconto che chiarisce come Dio non solo sia il pi giusto
di tutti, ma che ama tutti i suoi figli in modo eguale, perch egli
distribuisce la "medesima somma di denaro" ad ognuno dei suoi servi.
Ci significa che In ognuno di noi vi sono dei talenti e delle attitudini.
Abbiamo dentro di noi un "deposito d'oro puro" (Simone Weil) che

rappresenta la vera ricchezza dell'esistenza: esprimere la propria


individualit! Dio sareb be ingiusto se donasse talenti a qualcuno e ad
altri no. Dio, dunque, non misura la vita di un essere umano sulla natura
dei talenti che ha ricevuto, ma su come li ha fatti fruttare con il suo
impegno e la sua buona volont. Dio ci dice: Cercate di far fruttare
questo denaro fino a quando non sar tornato, perch il tempo della
vita limitato e, prima o poi, diverremo "tutti concime per i fiori" (dal
film L'attimo fuggente). Sviluppare i nostri talenti, estrarre da essi tutto
ci che possibile ricavarne il vero compito dell'esistenza. Dio ci
dice: s tu sei riuscito a guadagnare dieci volte tanto ben per te, ora ti
meriti altrettanto nella Casa del Padre dove verrai ad abitare dopo la tua
morte. Anche se hai guadagnato cinque volte tanto, ma sei stato onesto
nella vita e hai dato del tuo meglio, riceverai un premio corrispondente
alle tue fatiche. quando non diamo alcun frutto che Dio ci ammonisce
con giusta severit, perch sbagliato vivere nella paura e sotterrare i
propri talenti, sdraiandosi sull'amaca della pigrizia o del facile
divertimento.
Tu sei stato un servo cattivo e io ti giudico secondo quel che hai
detto. Tu sapevi che sono un padrone esigente, che pretendo anche quel
che non ho depositato e raccolgo anche quel che non ho seminato.
Perch allora non hai depositato il mio denaro alla banca? Al mio
ritorno io l'avrei ritirato con gli interessi!.
Perch non ti sei impegnato al minimo delle tue potenzialit?, ci
dir un giorno Dio quando ci presenteremo al Suo cospetto; almeno
qualcosa di buono avresti ricavato dai tuoi talenti e dalle tue
potenzialit! davvero sbagliato nascondere attitudini, talenti e
carismi. Il nostro compito di portarli alla luce attraverso il quotidiano
impegno del nostro lavoro!

Tu studi anche per me e per tutti quelli che verranno dopo di te; un
domani il tuo sapere, le tue abilit, le tue idee, le tue scoperte ti
renderanno orgoglioso di te stesso e tutto ci che hai realizzato potr
diventare un meraviglioso esempio di come si affronta la vita sia per i
tuoi figli che per chi ti conoscer.
Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone

non pu volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in
rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perci
continua a volare.
Igor Sikorsky

Noi esseri umani, che siamo molto pi di un calabrone, pur potendo


arrivare sulla luna e nelle profondit degli abissi marini, nella
composizione degli atomi e dentro il corpo umano, spesso ci
dimentichiamo della grandezza che abita dentro di noi: l'opportunit di
scegliere la persona che vogliamo diventare, il presente che vogliamo
vivere e il futuro che desideriamo costruire! Tramite lo studio puoi
scegliere la persona che vuoi diventare, il presente che vuoi vivere e il
futuro che desideri costruire!

Ci che siamo il dono che Dio ci ha fatto, mentre ci che


diventiamo il dono che noi facciamo a Dio e al nostro prossimo, a
partire dai tuoi genitori che ti amano davvero tanto, anche quando non
te lo sanno dimostrare come vorresti. Credo che solo cos ogni essere
umano potr trovare, in tutto ci che compie, un'autentica, Intima e
genuina "gioia di vivere" e, dunque, anche di "studiare"! Dammi del tuo
meglio e grazie di essere arrivato sino alla fine di questa lettura. Ed ora
tocca a te!... Dai che ce la fai!!!

Indice
INTRODUZIONE
A genitori e Insegnanti
CAPITOLO 1
La gioia di studiare
Apri la tua mente!
La curiosit la tua vera forza
Togliamoci gli occhiali
CAPITOLO 2: Alla scoperta del cervello
Il funzionamento del cervello
La teoria dei tre cervelli
Come stato studiato il cervello?
Alcune curiosit sul cervello umano
CAPITOLO 3: L'ambiente di studio
In quale luogo meglio studiare?
Aria
Luce
Temperatura
Un ambiente ordinato
Campo visivo libero
Il campo di battaglia: la scrivania
E la musica?
Ricorda queste regole
CAPITOLO 4: Una corretta alimentazione
I cibi che nutrono il cervello
CAPITOLO 5: Dormire bene

giusto giocherellare con lo smartphone o tablet prima di andare a


dormire?
Consigli per dormire bene
Curiosit sul sonno
CAPITOLO 6. Un efficace metodo di studio
1 punti chiave del metodo
1. La comprensione
I messaggi del cervello
Il segreto del dizionario
Uso del dizionario
2. Lo screening
3. La sintesi
4. La memorizzazione
5. Feedback: sapere di sapere!
Conclusione :;.
Carpe diem!
CAPITOLO 7: L'organizzazione dello studio
L'ascolto delle lezioni
Come utilizzare il proprio tempo
Sapersi concentrare
Come utilizzare le pause
Programmare le fasi di studio
Conclusione
Allenati nell'essere organizzato!

CAPITOLO 8: Educare la volont

La forza straordinaria che c' in te


Mai arrendersi
Come educare la volont?
CAPITOLO 9: Coltiva la tua autostima
La scoperta dell'autoimmagine
La forza dell'immaginazione
Le due autoimmagini: ideale e reale
Un caso concreto
Gli atteggiamenti di chi studia
Dichiarazione d'autostima
CAPITOLO 10: Assumersi le proprie responsabilit!
Una semplice testimonianza
Un esempio esemplare
La testimonianza di Dustin Carter
In piscina con rabbiosa determinazione
Conclusione
La parabola dei dieci servi