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La realizzazione di una strada costituisce un momento della

pianificazione urbanistica del territorio,


territorio dunque viene sempre
preceduta da unattenta analisi che porta alla definizione dei seguenti
aspetti:
indagini statistiche per valutare il futuro traffico, sia quantitativamente
(volume del traffico) sia qualitativamente (natura del traffico).
classificazione della nuova strada secondo le categorie previste dalla
normativa, in modo che resti definita la velocit di progetto e le caratteristiche
geometriche della piattaforma.
indagini geologiche natura dei terreni che saranno interessati dal futuro
tracciato
valutazione della consistenza dei centri abitati presenti nella zona, per
leventuale loro influenza sull'andamento del tracciato
I primi due punti portano al dimensionamento della strada (L, Rmin,
pmax ecc.).
I secondi due punti portano alla definizione del tracciato (percorso).
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di
Fabio
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2009
Zanichelli
editore S. p.
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diTopografia
Topografia
prof.
prof.Sommacal
Sommacal
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La realizzazione di una strada (in generale di unopera pubblica), come una


qualunque opera civile, deve passare attraverso lapprovazione di tre fasi
progettuali distinte:

Lasse di una strada costituito da una linea non piana che si


sviluppa nello spazio, dunque dovrebbe essere riprodotta con
rappresentazioni tridimensionali.
Tuttavia, per ragioni di praticit, consuetudine studiarne
separatamente landamento planimetrico (o planimetria) e
landamento altimetrico (o profilo longitudinale). Naturalmente
necessario il perfetto coordinamento tra questi due elaborati.

PROGETTO PRELIMINARE: ha lo scopo di

verificare la
possibilit di realizzazione dellopera, sotto il duplice aspetto
tecnico ed economico.

PROGETTO DEFINITIVO: ha il compito di sviluppare e


precisare le scelte embrionali contenute nel progetto preliminare, con la
definizione del tracciato in tutti i suoi aspetti, e dei costi connessi.

PLANIMETRIA: la proiezione dellasse stradale sul


piano orizzontale di riferimento (di norma il tracciato pi
economico quello che si stacca il meno possibile dal terreno e che si
discosta il meno possibile dal collegamento diretto dei due estremi in
pianura, oppure dal tracciolino in montagna).

PROGETTO ESECUTIVO: la fase conclusiva della


progettazione, dopo che lasse stradale stato materializzato
(picchettamento) sul terreno, al fine di verificarne le scelte progettuali
affinch esse possano essere confermate oppure corrette a seguito
delle indicazioni ottenute durante le operazioni.
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PROFILO LONGITUDINALE: rappresenta landamento


altimetrico, sia del terreno che della piattaforma, in
corrispondenza dellasse stradale, supposto sviluppato sopra a un unico
piano verticale di rappresentazione.
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Lo studio del tracciato planimetrico la prima e la pi importante tra


le attivit progettuali; da essa dipenderanno tutti i successivi elaborati
tecnici, lefficienza della strada, i connessi aspetti economici.
In generale lo studio del tracciato in proiezione orizzontale presenta
numerose soluzioni possibili; per individuare quella pi conveniente
(percorso pi breve, limitati scostamenti dal piano di campagna
ecc.), il progettista ha a disposizione due tracciati ideali che fungono
da guida e da riferimento nella fase di studio del percorso.
In pianura,
pianura o in terreni a lieve pendio, quando non vi siano
controindicazioni di altro tipo, il percorso guida costituito dal
collegamento diretto tra i punti da collegare con la strada.
In montagna lo studio della ricerca del tracciato diventa assai pi
complessa perch occorrer fare in modo che la pendenza
longitudinale della strada non superi quella massima (pmax)
assegnata. In questo caso il percorso guida costituito da una
particolare spezzata detta tracciolino.
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VALUTAZIONE PRELIMINARE DELLA


FATTIBILIT DEL COLLEGAMENTO DIRETTO
COLLEGAMENTO DIRETTO
(utilizzabile in pianura o su terreni
con modeste variazioni altimetriche)

TRACCIOLINO
(utilizzabile su terreni montagnosi)

p = ----- pmax
d
=316-302
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Percorso costituito da una spezzata che collega, a


pendenza costante, gli estremi della strada, che
si sviluppa a livello del terreno, e i cui segmenti
di lunghezza fissa si appoggiano via via a due
isoipse successive.

La distanza d necessaria per passare da una curva di livello a


quella successiva, rimanendo a livello del terreno, con la
pendenza p=pmax (o i se espressa in %) viene ottenuta dalla
definizione stessa di pendenza:

Il tracciolino costituisce la base di riferimento per


progettare il percorso definitivo dellasse stradale.

p=tg

Q+e

La pendenza del tracciolino non deve superare la pendenza massima


dellasse stradale (pmax o i se in %). Questa viene prescritta dalle
norme in relazione alla classificazione della strada in progetto.
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d=
9

B
e

e
p

d=

e 100
i

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IL TRACCIOLINO: un esempio
(QT=QP=302 m)

(QT=QP=302 m)

Verifica sulla fattibilit


del collegamento diretto
(del tutto improbabile
in montagna)
(AB=20 m)

20
p = ----- pmax
d

(QT=QP=322 m)
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1:2.000; e=2 m 11
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PENDENZA DI PROGETTO 6%
PENDENZA DEL TRACCIOLINO 5,5%
LUNGHEZZA SEGMENTO DEL TRACCIOLINO

d=

2
= 36,4 m
0,055

IN SCALA 1:2.000 : 18,2 mm

(QT=QP=322 m)
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In realt possono essere costruiti numerosi tracciolini, anche se molti


di questi sono da scartare perch incompatibili con la futura strada.
Si pone, pertanto, il problema di scegliere, tra i rimanenti, quello pi
conveniente per fungere da base di riferimento per la progettazione,
secondo alcuni criteri.

CRITERI
Il percorso non dovr
presentare eccessive
tortuosit.
Il percorso dovr essere il
pi breve possibile.
Le opere dingegneria
(muri, ponti, gallerie ecc.)
dovranno essere in numero
limitato.
Occorrer evitare terreni
geologicamente non idonei
o male esposti.

A ogni passaggio sulla isoipsa

successiva possono essere seguiti


due percorsi alternativi.

Pertanto, in teoria, possono


essere individuati numerosi
tracciolini.

SCALA 1:2.000 ; e=2 m


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Il percorso costituito dal tracciolino ha il pregio di rimanere incollato al


terreno (dunque senza rilevati o trincee), tuttavia ha un andamento troppo
tortuoso per poter essere assunto, cos com, come percorso definitivo.
allora necessario sostituire al tracciolino una spezzata costituita da un
numero decisamente inferiore di tratti, che costituir la sequenza dei rettifili
della futura strada. Essa viene detta poligonale d
dasse.
asse
La definizione della poligonale dasse un importante passo progettuale, essa
viene definita osservando landamento del tracciolino, considerando
landamento del terreno, e tenendo conto dellimportanza della strada.

1 soluzione
(strada poco importante)

v
TRACCIOLINO

POLIGONALE DASSE

La rettifica del tracciolino tende

Tracciolino

a ridurre la lunghezza del


percorso che collega A e B.

Ci produce un aumento della


pendenza utilizzata per costruire
il tracciolino.

2 soluzione
(strada molto importante)

SCALA 1:2.000 ; e=2 m


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I picchetti dasse sono punti appartenenti allasse stradale utilizzati per


rappresentarlo e per materializzarlo sul terreno nelle operazioni di
picchettamento (da cui il nome picchetti).
Essi vengono numerati progressivamente e sono fissati in ambito
progettuale con i seguenti criteri:

allinizio e alla fine della strada;


quando lasse stradale interseca le curve di livello;
nei punti caratteristici delle curve (punti di tangenza e medio);
nei punti di divisione delle curve (1/4, 1/6 ecc.);
allinizio e alla fine di ogni manufatto (tombini, muri, viadotti ecc.);
in corrispondenza di intersezioni con altre strade;
evitare distanze tra due picchetti consecutivi superiori a 60-70 m.

I raggi R delle curve circolari primitive sono scelti dal progettista in modo da armonizzare il
percorso stradale.

Tuttavia il loro raggio R non deve mai essere inferiore al valore limite del raggio minimo
Rmin.

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1A

225
,78

5 6

7
8

R=75,50 m
S=143,72
=122C,000

9
B

12

1110

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B
19

11

12

10

22
65,

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Il tracciato rappresenta la sequenza dei rettifili, e delle curve che li


raccordano, con cui si collegano gli estremi della strada.
Le modalit con le quali i rettifili (e di conseguenza le curve) si succedono
dando luogo al percorso stradale, dipendono dalla morfologia del terreno, degli
ostacoli che si trovano sullo stesso percorso, dalle scelte progettuali.
I rettifili non devono essere troppo lunghi, dando luogo a tracciati monotoni
che compromettono lattenzione alla guida e che favoriscano il superamento delle
velocit consentite, oltre a ridurre le possibilit di abbagliamento nella guida
notturna e a favorire linserimento della strada nel territorio.

LUNGHEZZA DEI RETTIFILI


(prescrizioni normative)
Lunghezza massima (m): LR

22 Vp

Lunghezza minima (tabella sottostante)

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I raggi R delle curve circolari sono scelti in modo da armonizzare e


ottimizzare il percorso stradale. Tuttavia la normativa prevede alcune
limitazioni alla discrezionalit progettuale.
Il raggio R deve essere sempre maggiore del raggio minimo Rmin.
Allo scopo poi di evitare brusche variazioni di velocit, tra un rettifilo di
lunghezza LR e il raggio R minore,
minore fra quelli delle due curve collegate al
rettifilo stesso, deve essere rispettata la relazione:

Velocit (km/h)

40

50

60

70

80

90

100

110

120

130

140

Lunghezza minima (m)

30

40

50

65

90

115

150

190

250

300

360

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vietato raccordare direttamente due curve circolari. Tra loro


necessaria linterposizione di un
rettifilo di lunghezza almeno uguale
a quella minima.

22

Strada tipo A
R1=800m
R2=600m

invece ammessa lassenza del


rettifilo solo se tra le due curve
circolari consecutive sono presenti
adeguati raccordi progressivi a
raggio variabile.
In questo caso, il rapporto tra i
raggi R1 e R2 delle due curve circolari
regolato da un abaco allegato alle
norme.
In esso, per strade tipo A e B
lintersezione tra R1 e R2 deve
sempre trovarsi in ZONA BUONA, per
le strade degli altri tipi utilizzabile
pure la ZONA ACCETTABILE.

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