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NAV-80-1315-0001-13-00B000

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con proietto
inerte

Edizione febbraio 2013

Originale febbraio 2013

NAV-80-1 31 5-0001 -13-00B000

tz
Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degliArmamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV

- 80 -

1315

- 0001 -

13 - 008000

ATTO DI APPROVMIONE
Approvo la seguente pubblicazione'.
Condizione Tecnica di acquisto per munizionamento cal.76162 con proietto
inerte

SIGLA DISTINTIVA: NAV-80-1 31 5-0001

-1

3-008000

Roma, l..........

ETTO
(Ammiraglio lspet

to rulructotlt;

Originale febbraio 201 3

NAV-80-1315-0001-13-00B000

ELENCO DI DISTRIBUZIONE
La presente Pubblicazione non caratterizzata da un elenco di distribuzione
specifico ed consultabile, nella sua versione pi aggiornata, esclusivamente
on line sul sito intranet di NAVARM.

III

Originale febbraio 2013

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REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione
Revisione

Autore

IV

Dispaccio di
Approvazione

Originale febbraio 2013

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ELENCO DELLE PAGINE VALIDE


PAGG. I VI ____________________________________ Edizione base Dicembre 2012
PAGG. 1 13 ___________________________________ Edizione base Dicembre 2012

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

INDICE
1.
2.

PREMESSA
DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI
a.
Annessi
b.
Disegni
c.
Condizioni tecniche
d.
Principali norme richiamate
3. CARATTERISTICHE TECNICHE
a.
Sicurezza del munizionamento di fornitura
b.
Efficienza del munizionamento
(1) Caratteristiche geometriche
(2) Chiusura dellotturatore
(3) Innesco del cannello
(4) Sforzo di sconfezionamento
(5) Pressione ed Impulso
(6) Tempo di permanenza in canna
(7) Residui di combustione
(8) Estrazione del bossolo
(9) Componente deramante
(10)
Antivampa
(11)
Limiti di temperatura
c.
Gestione logistica del munizionamento
4. LAVORAZIONI
a.
Omogeneit dei materiali in commessa
b.
Materiali consumati nei collaudi
5. GRANDEZZA DEI LOTTI
6. REQUISITI CONTROLLO DI QUALITA
7. CODICE A BARRE
8. CERTIFICATO DI CONFORMIT
9. GESTIONE DELLA CONFIGURAZIONE
10. APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO (CE) 1907/2006 (REACH)
11. SCHEDE DI DATI DI SICUREZZA
12. OMOLOGAZIONE
13. DOCUMENTAZIONE DI FORNITURA
14. COLLAUDI
a.
Modalit di svolgimento dei collaudi
b.
Criteri statistici impiegati nei collaudi
15. CONSEGNA MATERIALI
16. GARANZIA
17. DISMISSIONE DEI MATERIALI GESTIONE DEI RIFIUTI
18. COMPETENZE DELLA SOCIET
19. COMPETENZE DELLAD
Allegato B
Prospetto I Lettere codice per la numerosit del campione
Prospetto II-A Piani di campionamento semplice per il collaudo ordinario (Prospetto generale )

VI

-1-1-1-1-2-2-5-5-5-6-6-6-6-6-7-7-7-7-8-8-8-8-8-8-8-8-9-9-9- 10 - 10 - 11 - 11 - 12 - 12 - 12 - 12 - 13 - 13 - 14 - 14 16
16
17

Originale febbraio 2013

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1. PREMESSA
La presente Condizione Tecnica (CT) descrive, ai fini della loro acquisizione sul
mercato (fornitura), le caratteristiche delle cartucce cal. 76/62 con proietto inerte da
esercizio e collaudo da impiegarsi sui cannoni di produzione Oto Melara in dotazione
alla Marina Militare Italiana. La CT descrive altres le caratteristiche degli imballaggi,
accessori e documentazione di tale munizionamento.
La fornitura consister in:
-

un lotto unico di cartucce cal. 76/62, dotate di paracapsula e contenute in


cartuccieri metallici da tre colpi corredati di cartellino segnaletico (data card);

n. 100 cannelli appartenenti allo stesso lotto di quelli utilizzati per il


confezionamento delle cartucce in imballaggi omologati, a scopo di rimpiazzo e
riferimento;

n. 100 bossoli appartenenti allo stesso lotto di quelli utilizzati per il confezionamento
delle cartucce in imballaggi omologati, a scopo di rimpiazzo e riferimento;

n. 300 kg di polvere di lancio appartenente allo stesso lotto di quello utilizzato per il
confezionamento delle cartucce, in imballaggi omologati, a scopo di rimpiazzo e
riferimento;

documentazione di supporto;

n. 3 cartucce completamente inerti sezionate per attivit didattica (scala 1:1).

2. DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI


Sono associati e fanno parte integrante della presente CT tutti i documenti sotto
elencati, della revisione in vigore all'atto della stipula del documento d'acquisto.
a. Annessi

Annesso 1

Cartucce

Annesso 2

Cannello

Annesso 3

Bossolo

Annesso 4

Polvere di lancio

Annesso 5

Proietto completo

Annesso 6

Elenco disegni applicabili

b. Disegni
I disegni, il cui elenco riportato in Annesso 6, possono essere richiesti in copia al
Centro Interforze di Munizionamento Avanzato (CIMA) di Aulla, statale del Cerreto,
54011 Aulla (MS).
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Originale febbraio 2013

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c. Condizioni tecniche

CT Ctg.

Lettera

Denominazione

T-49

Collaudo balistico delle polveri di lancio per


cannoni della M.M.I.

Q-7

La fosfatazione a caldo di manufatti


munizionamento e relative norme di collaudo

di

d. Principali norme richiamate


Dove non altrimenti specificato si far riferimento allultima edizione in vigore al
momento dellofferta da parte della Societ.
Registrazione, la Valutazione,
Regolamento (CE) 1907/2006
l'Autorizzazione e la Restrizione delle
sostanze chimiche (Regolamento REACH)
Regolamento
recante
modifica
del
regolamento (Ce) n. 1907/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio
Regolamento n. 453/2010/Ue della
concernente la registrazione, la valutazione,
Commissione del 20 maggio 2010
lautorizzazione e la restrizione delle
sostanze chimiche (Reach) - Schede di dati
di sicurezza
NAV80999900221300B000 Norme per lomologazione e lidoneit
allimpiego dei materiali e manufatti
dinteresse per la M.M.I. destinati allimpiego
a bordo delle UU.NN.
NAV-50-9999-0027-13-00B000
Obblighi dellindustria nazionale nei confronti
degli Enti Tecnici della MM. Applicazione
della normativa NATO AQAP 2120 e AQAP
2105 ed. Dicembre 2006
NAV-09-A002/UEU ed. 82
Regolamento polveri infumi (R.P.I.)
Circolare NAV-07-A092
Norme per le coloriture e le marcature del
munizionamento navale
Fasc. III n. 018

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Originale febbraio 2013

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ADR

TULPS

UNI ISO 2859-1:2007

UNI ISO 2859-10:2007

UNI EN ISO 9001:2008


ISO 14001
UNI EN ISO 10007:2006
Pubblicazioni AQAP serie 2000
STANAG 1283 ed. 2
STANAG 4110 ed. 4

STANAG 4123 ed. 3

STANAG 4147 ed. 2

STANAG 4170 ed. 2

STANAG 4224 ed. 4

STANAG 4582 ed. 1

Attuazione della direttiva 2008/68/CE


relativa al trasporto interno di merci
pericolose edizione 2009 o successiva
dellAccordo ADR (Accord europen relatif
au trasport international des merchandises
dangereuses par route) dellAccordo ADR
(Accord europen relatif au trasport
international
des
merchandises
dangereuses par route)
R.D. n. 635 del 6 maggio 1940
(Approvazione
del
Regolamento
per
lesecuzione del Testo Unico 18 giugno
1931, n. 773 delle Leggi per la Pubblica
Sicurezza)
Procedimenti
di
campionamento
nellispezione per attributi Parte 1: Schemi
di campionamento indicizzati secondo il
limite di qualit accettabile (LQA) nelle
ispezioni lotto per lotto
Procedimenti
di
campionamento
nellispezione per attributi Parte 10:
Introduzione alla serie di norme ISO 2859
per il campionamento nellispezione per
attributi
Sistemi di gestione per la qualit - Requisiti
Sistemi di Gestione Ambientale - Requisiti e
guida all'uso
Sistemi di gestione per la qualit Linee
guida per la gestione della configurazione
Guide NATO per il controllo qualit
governativo nellindustria
76 mm/62 Gun ammunition interchangeable
within Nato Naval Forces
Definition of pressure terms and their
interrelationship for use in the design and
proof of cannons or mortars and ammunition
Determination of the classification of military
ammunition and explosives, manual AASTP3
Chemical compatibility of ammunition
components with explosives (non - nuclear
applications)
Principles and methodology for the
qualification of explosive materials for
military use
Large calibre artillery and naval gun
ammunition greater than 40mm, safety and
suitability for service evaluation
Explosives, nitrocellulose-based propellants,
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Originale febbraio 2013

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STANAG 4620 ed. 1

AOP 48 ed. 2

stability test procedure and requirements


using heat flow calorimetry.
Explosives, nitrocellulose-based propellants,
stability test procedure and requirements
using stabilizer depletion Implementation
of AOP-48
Explosives, nitrocellulose based propellants,
stability test procedures and requirements
using stabilizer depletion

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3. CARATTERISTICHE TECNICHE
a. Sicurezza del munizionamento di fornitura
Unattivazione accidentale del munizionamento calibro 76/62 a bordo di unUnit
Navale o in un deposito munizioni potrebbe avere effetti catastrofici. E quindi
doveroso da parte dellAmministrazione, oltre a recepire la documentazione
attestante lavvenuta qualifica a STANAG / Omologazione dei manufatti, prevedere
delle prove rigorose che diano conto dellassoluta sicurezza di tali manufatti.
Tali prove sono descritte negli annessi alla presente CT componente per
componente.
b. Efficienza del munizionamento
Le prove finalizzate allaccertamento dellefficienza del munizionamento, in termini
di balistica interna ed esterna, sono riportate nellannesso 1.
In termini di compatibilit con le armi, poich la MMI ha in dotazione
esclusivamente cannoni da 76/62 di produzione Oto Melara, il munizionamento cal.
76/62 oggetto della presente CT deve essere in grado di assicurare la sicurezza e
la piena funzionalit di tutti i sistema darma cal. 76/62 MMI, Compatto, Super
Rapido e Davide. Inoltre il munizionamento deve consentire alla massa
rinculante di non eccedere i limiti di vita a fatica previsti dalle specifiche Oto Melara
ed alla canna di subire unusura non superiore a quella attesa.
Specificatamente i requisiti di compatibilit con i cannoni Oto Melara sono correlati
a:
-

resistenza strutturale del sistema (canna, blocco di culatta, otturatore, organi


elastici, ecc.);

mantenimento del numero limite di colpi previsto per la vita a fatica della
massa rinculante;

mantenimento del ritmo di fuoco;

minimizzazione delleventuale presenza di gas combusti allinterno dello


scudo;

sicuro incameramento e calcata della munizione;

regolare estrazione bossolo;

corretta balistica Interna.

sicura movimentazione, fermata e trattenimento allinterno del sistema di


caricamento della munizione;

regolare chiusura dellotturatore a caricamento avvenuto;

corretto innesco da parte del percussore del sistema di sparo.

Allo scopo di garantire la compatibilit con i cannoni Oto Melara necessario che il
munizionamento presenti dunque le specifiche caratteristiche di seguito elencate.

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(1)

Caratteristiche geometriche
Le caratteristiche geometriche delle munizioni cal. 76/62 (profilo, massa,
baricentro ecc.) dovranno essere conformi a quanto riportato nello STANAG
1283. La conformit del munizionamento a tale STANAG da considerarsi
condizione necessaria ma non sufficiente affinch esso sia compatibile con i
cannoni Oto Melara.
Le cartucce dovranno essere realizzate in conformit ai Disegni DM 15391 e
DM 15392.

(2)

Chiusura dellotturatore
Affinch sia resa possibile la corretta chiusura dellotturatore al termine della
calcata, fatta eccezione per il proietto sconfezionato e lorlo del fondello del
bossolo, non dovr verificarsi alcuna interferenza con le pareti della camera
a polvere, n con lotturatore. Al fine di assicurare il corretto gioco tra
fondello ed otturatore si riporta la quota prevista dello spessore dellorlo del
bossolo pari a 8 +0,1/-0,2 mm.

(3)

Innesco del cannello


Affinch sia reso possibile lefficace innesco del cannello da parte del
percussore del sistema di sparo la testa del cannello rispetto alla superficie
del fondello del bossolo non dovr essere sottoposta pi di 0,2 mm. I valori
minimo e massimo dellenergia di percussione della massa battente dei
cannoni OTO Melara, per i quali dovr essere ottimizzata la sensibilit
dellinnesco del cannello, sono:
-

(4)

Emin = 2,7 J;
Emax = 4,9 J.

Sforzo di sconfezionamento
Lo sforzo di sconfezionamento proietto-bossolo deve essere tale da garantire
la movimentazione senza che mai il proietto abbia a perdere il corretto
aggraffaggio col bossolo che ne garantisce al contempo la coassialit;
Indicativamente lo sforzo di sconfezionamento delle munizioni da 76/62 deve
essere compreso tra 1850 e 3300 kg con una velocit di spostamento della
testa della macchina a trazione pari a 3,3 0,3 mm al minuto primo.

(5)

Pressione ed Impulso
Per inderogabili motivi di sicurezza le munizioni non devono assolutamente
generare livelli di pressione superiori alla PMP del cannone1, di
conseguenza:
- la MOP (Maximum Operative Pressure - vedi STANAG 4110) generata
dalla munizione non deve superare i 376,6 Mpa, pari a 3840 kg/cm2;

Cannon Permissible Maximum Pressure. PMP MOP 0. PMP cannoni OTO = 376.9 [Mpa], pari a 3843
2
[kg/cm ].

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la UPLPP (Upper Pressure Limit Propellant Proof - vedi STANAG 4110)


della munizione non deve superare i 329,2 Mpa, pari a 3357 kg/ cm2.
Al fine di non sollecitare gli organi elastici (freni e recuperatore) la munizione
non dovr esercitare sul sistema un impulso superiore a 7800 Ns (impulso
massimo 7800. Ns). Limpulso generato dalla munizione non dovr altres
ridursi al di sotto di circa 5600 Ns (impulso minimo 5600 Ns) per evitare
che possa essere influenzato il ritmo di fuoco se non addirittura la capacit di
riarmo automatico con conseguente inceppamento dellarma.
Il mantenimento di tale limite permette inoltre di poter considerare inalterato il
valore della FDP del cannone (valore di pressione specifico per calcoli e test
della vita a fatica) e, conseguentemente, garantire il mantenimento del
numero limite di colpi previsto per la vita a fatica della massa rinculante.
-

(6)

Tempo di permanenza in canna


Al fine di non alterare il ritmo di fuoco, ridurre a livelli accettabili la pressione
residua in culatta per una corretta estrazione bossolo ed evitare la presenza
di gas combusti allinterno dello scudo, il tempo di permanenza di canna
(dallistante del comando di fuoco) non deve superare i 10 ms.

(7)

Residui di combustione
Al fine di garantire il corretto evolversi della balistica interna deve essere
assolutamente evitata la permanenza in canna di residui di combustione che
possano anche lievemente provocare intralcio al moto del proietto con
conseguente rischio per il personale, il cannone e la Nave per esplosione del
proietto o irrimediabile danneggiamento del cannone per laumento fuori
controllo della pressione di sparo
Deve essere assolutamente evitata la presenza di residui di combustione
nella camera polvere che provocherebbe quasi certamente lincompleto
caricamento della munizione con conseguente inceppamento dellarma.

(8)

Estrazione del bossolo


Ai fini di una corretta estrazione bossolo, oltre al rispetto delle condizioni
citate nellAnnesso 1, necessario evitare lapplicazione di qualsiasi sostanza
protettiva (per es. vernice) sulla superficie laterale esterna dello stesso; la
capacit di estrazione bossolo riferita a bossoli non ulteriormente trattati
rispetto a quanto previsto dallAnnesso 3 e quindi con coefficienti di attrito non
alterati. Qualsiasi eventuale sostanza applicata per ridurre gli effetti di
invecchiamento potrebbe:
- aumentare il coefficiente di attrito (metallo/metallo) esistente tra bossolo e
camera a polvere;
- lasciare tracce sulle pareti della camera a polvere.

(9)

Componente deramante
Allinterno della carica di lancio delle cartucce cal 76/62 dovr essere inserito
il seguente deramante (vedasi Annesso 1): 30 g di piombo puro.

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(10)

Antivampa
La polvere di lancio dovr essere costruita in modo da ridurre il pi possibile
la vampa allatto del tiro, onde ridurre la segnatura ottica dellUnit Navale. A
tal scopo dovranno essere aggiunte in fase di fabbricazione le opportune
sostanze antivampa (raffreddanti).

(11)

Limiti di temperatura
Il requisito minimo per le cartucce cal. 76/62 che esse dovranno essere
impiegabili senza decrementi prestazionali allinterno dei seguenti limiti di
temperatura: - 33C - + 52C.

c. Gestione logistica del munizionamento


Al fine di consentire la gestione logistica del munizionamento la presente CT
prevede che gli imballaggi e gli accessori del munizionamento, oltre a rispondere
alle norme in vigore, siano intercambiabili con quelli gi in servizio e compatibili con
gli apprestamenti logistici ed i depositi munizioni di bordo e di terra. A tal fine il
contenitore del munizionamento dovr essere quello indicato nellAnnesso 1
(Cartucciere da tre colpi a DM 14395 rev. E).
Inoltre, allo scopo di consentire la gestione in piena sicurezza e compatibilmente alle
norme in vigore la presente CT prevede la fornitura della documentazione di cui al
para 13.
4. LAVORAZIONI
a. Omogeneit dei materiali in commessa
I materiali, le sostanze ed i preparati chimici dovranno provenire da partite
omogenee dal punto di vista chimico-fisico, tecnologico e strutturale.
In particolare, componenti pirici usati per il confezionamento delle cartucce
dovranno appartenere a lotti di nuova produzione o essere stati prodotti da non pi
di un anno dalla data di presentazione al collaudo.
b. Materiali consumati nei collaudi
Le cartucce ed i componenti consumati durante i collaudi sono a carico della
Societ aggiudicataria.
Sono altres a carico della Societ gli eventuali ulteriori materiali che la
Commissione di Collaudo riterr opportuno di sottoporre a controllo per accertarne
la rispondenza alle caratteristiche indicate nella presente CT.

5. GRANDEZZA DEI LOTTI


Ciascun lotto di produzione potr avere una consistenza massima di n. 10.000 unit, al
netto dei campioni destinati alle prove distruttive previste dal collaudo.

6. REQUISITI CONTROLLO DI QUALITA


La Societ si impegner a fornire il munizionamento tenendo attivato, presso i propri
stabilimenti, per tutta la durata del contratto di acquisizione, un sistema di qualit
-8-

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rispondente alle esigenze espresse nelle pubblicazioni UNI EN ISO 9001:2008 e


ISO 14001 Sistemi di Gestione Ambientale.
Lespletamento delle prestazioni soggetto inoltre ai requisiti aggiuntivi previsti dalla
normativa Nato AQAP 2120 - Edition 3 - November 2009, intitolata "NATO quality
assurance requirements for production.
Gli obblighi nei confronti della M.M., derivanti dalla applicazione della predetta norma,
sono riportati nel documento NAV 50-9999-0027-13-00B00: "Obblighi dell'Industria
nazionale nei confronti degli Enti tecnici della M.M. applicazione della normativa NATO
AQAP 2120.
La Societ dichiara di ben conoscere i citati documenti e di osservare ci che in essi
prescritto.

7. CODICE A BARRE
La Societ fornir i materiali oggetto della fornitura corredati di sistema di
riconoscimento mediante CAB da realizzare secondo lo standard EAN/128.
Il suddetto CAB deve contenere le seguenti informazioni obbligatorie (codice di
riconoscimento):
- Application Identifier (A.I.)= 7001;
- N.U.C. (N.S.N.);
- Application Identifier (A.I)= 241;
- REFERENCE [Codice del costruttore (Cage) + Part Number].
- Lotto.
Per i materiali gi codificati, che comunque dovranno essere sottoposti ad un controllo
per la validazione della codificazione preesistente da parte dellufficio di codificazione
(screening), la Societ dovr apporre il CAB costituito dal NUC validato pi il
REFERENCE che dovr essere trattato come REFERENCE secondario.
In entrambi i casi il codice di riconoscimento deve essere apposto in chiaro.
Lapposizione del CAB dovr essere effettuata in conformit a quanto previsto dagli
STANAG 4280-4281 e dovr essere compatibile con la natura del prodotto e con il suo
impiego.
Il codice CAB, dovr essere apposto sul cartucciere, in posizione e con materiali da
concordare con lAD.
A corredo dei materiali oggetto della fornitura, la Societ fornir, sotto forma di tabella
su colonne ed in formato data base commerciale (es. excel), la corrispondenza fra il
CAB, il NSN ed il REFERENCE, al fine di consentire la creazione di un archivio di
collegamento ed un lettore palmare in grado di effettuare la lettura del codice e
consentirne la lettura localmente da operatore (vedi para 13).
8. CERTIFICATO DI CONFORMIT
La Societ, nel presentare al collaudo il munizionamento, gli accessori e la
documentazione, dovr presentare un Certificato di Conformit (CoC), redatto secondo
il modello riportato nellAnnesso B della norma AQAP 2070 ed. 2 o successive (vedi
para 13).
9. GESTIONE DELLA CONFIGURAZIONE
La Societ dovr attuare e mantenere un Sistema appropriato di "Gestione della
Configurazione" (C.M.) del prodotto per assicurare che gli Items di configurazione e la
-9-

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relativa documentazione, inclusi quelli dei subfornitori, siano sotto controllo.


Il Sistema di C.M. deve essere documentato e descrivere le procedure della Societ
per:
-

l'Identificazione della Configurazione;


il Controllo della Configurazione (gestione delle modifiche/varianti);
l'Accertamento della Configurazione;
le Verifiche (audits) della Configurazione.

La Societ dovr fornire la distinta di base di configurazione, ossia un documento


anagrafico e organizzativo della documentazione necessaria alla sua costruzione, per
la successiva gestione tecnica delle informazioni in accordo con la UNI EN ISO 10007
(vedi para 13).
Per ogni altro aspetto relativo alla gestione della configurazione si far riferimento a
quanto specificato nel contratto.

10. APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO (CE) 1907/2006 (REACH)


Alla presentazione al collaudo dei lotti contrattuali la Societ fornir alla Commissione
di Collaudo una Dichiarazione di conformit al regolamento REACH da cui risulti che
al corrente dei propri obblighi, che ha adempiuto agli stessi e che ha verificato che i
suoi eventuali subfornitori hanno operato conformemente al regolamento in parola. Nel
caso in cui le sostanze superino, ai sensi del suddetto Regolamento, la quantit di una
tonnellata metrica lanno, dovr essere fornito inoltre un Attestato di conformit sul
quale dovranno essere riportate le seguenti informazioni:
- codice ELINCS/EC number e CAS di tutte le sostanze, da sole o in preparato;
- peso totale della sostanza.
Lattestato dovr riportare, inoltre, il legale rappresentante ai fini del programma
REACH.
In ogni caso la Societ fornir i codici identificativi dei prodotti/materiali di fornitura
contenenti le sostanze pericolose ai sensi del Regolamento in parola e le relative
schede di sicurezza.
Ai sensi del suddetto Regolamento, la Direzione degli Armamenti Navali si configura
come utilizzatore a valle. La mancanza della Dichiarazione e delleventuale Attestato
e delle schede di sicurezza, ove necessarie, non consentir la presentazione al
collaudo dei materiali.

11. SCHEDE DI DATI DI SICUREZZA


Il munizionamento dovr essere corredato dalle schede di dati di sicurezza relative alla
cartuccia da 76/62, al cannello ed alla polvere di lancio, redatte secondo quanto
prescritto dal regolamento n. 453/2010/Ue della Commissione del 20 maggio 2010,
che modifica il regolamento (Ce) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente la registrazione, la valutazione, lautorizzazione e la restrizione delle
sostanze chimiche (REACH).
Le schede dovranno essere redatte in lingua italiana e consegnate assieme alla
documentazione di fornitura (vedi para 13).

- 10 -

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12. OMOLOGAZIONE
Lomologazione del munizionamento ha lo scopo di ridurre le prove di collaudo in
occasione ulteriori di forniture contrattuali, qualora lAmministrazione lo ritenga
opportuno, rendendo meno onerosa lacquisizione in termini di costi e di tempi.
A tale scopo, in caso di superamento del collaudo della fornitura, facolt della
Societ richiedere un attestato di omologazione nazionale per il munizionamento
oggetto della presente CT.
Per quanto concerne la concessione dellattestato di omologazione, il cui format
contenuto nella NAV 80 9999 0022 1300B00, la presente CT da considerarsi
equivalente ad Specifica Tecnica di Omologazione: laccertamento ai fini della
certificazione sar effettuato durante la fase di collaudo della fornitura secondo la
presente CT.

13. DOCUMENTAZIONE DI FORNITURA


La Societ, allatto della presentazione finale al collaudo, dovr fornire la seguente
documentazione in tre copie cartacee e tre copie informatiche (file su CD in
formato.pdf):
- Certificato di Conformit relativo ai sottoassiemi costituenti la cartuccia, alla
cartuccia stessa, al contenitore, agli accessori ed alla documentazione emessa
(corredato dai report dei collaudi di officina ed al tiro, opportunamente validati dalla
Qualit Aziendale) attestante la rispondenza ai disegni/specifiche applicate nella
produzione degli stessi;
- Documentazione attestante lavvenuta qualifica / omologazione delle cartucce e dei
loro componenti secondo procedure internazionali (STANAG, AOP) o nazionali2;
- Certificazioni attestanti lavvenuta qualifica dei materiali esplosivi secondo lo
STANAG 4170;
- Certificazioni di compatibilit chimica trai materiali esplosivi e i materiali posti a
contatto con essi secondo lo STANAG 4147;
- Cartellino segnaletico (Data card);
- Disegni costruttivi di tutti i manufatti;
- Verbale di collaudo della polvere di lancio;
- Rapporto sul controllo della stabilit della polvere di lancio;
- Scheda di dati di sicurezza delle cartucce in lingua italiana (secondo lo standard del
Regolamento n. 453/2010/Ue della Commissione del 20 maggio 2010);
- Scheda di dati di sicurezza della polvere di lancio in lingua italiana (secondo lo
standard del Regolamento n. 453/2010/Ue della Commissione del 20 maggio
2010);
- Distinta di base di configurazione del manufatto in acquisto ;
- Disegni e certificati di omologazione per il trasporto di tutti gli imballaggi;
- Codice di classificazione (Numero ONU, Divisione di rischio e Gruppo di
compatibilit), rilasciato ai sensi dello STANAG 4123 (Determination of the
classification of military ammunition and explosives, manuale AASTP-3) delle
cartucce e dei componenti pirici forniti a corredo (cannelli, polvere);
- Categoria TULPS ai fini dello stoccaggio3 delle cartucce e dei componenti pirici
forniti a corredo (cannelli, polvere);
2

La qualifica della polvere, effettuata secondo gli STANAG 4170 e 4224, dovr attestare lassenza di DNT.
La qualifica / omologazione del proietto non obbligatoria, in quanto totalmente inerte.
3
Qualora il riconoscimento del manufatto da parte del Ministero degli Interni sia ancora in itinere, la Societ
dovr fornire unindicazione di massima della categoria.

- 11 -

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

Dichiarazione di conformit al regolamento REACH;


Procedure per la gestione di munizioni interessate da incidenti durante i trasporti
(EOD);
Scheda di sicurezza ambientale delle cartucce cal 76/62 secondo il format
contenuto nel dp n. 1143 in data 17.04.08 di Segredifesa (allegato A).
Documento indicante la corrispondenza fra il Codice a Barre (CAB), il NSN ed il
REFERENCE.

14. COLLAUDI
a. Modalit di svolgimento dei collaudi
Oltre ai collaudi esplicitamente previsti negli annessi del presente documento,
l'Amministrazione Difesa ha la facolt di sottoporre i materiali oggetto della
fornitura, sia durante che alla fine delle lavorazioni, ad esami e controlli per
accertare la corrispondenza dei materiali stessi ai disegni applicabili ed alle
corrispondenti condizioni tecniche.
I delegati dellAmministrazione avranno libero accesso a tutti i reparti della Societ
in cui si svolgeranno le lavorazioni. La Societ tenuta a prestare assistenza a tali
delegati per rendere il loro compito agevole e spedito, a fornire loro i mezzi di
misurazione e di controllo necessari per tutte le operazioni di collaudo/verifica.
Il CSSN della Spezia, per i collaudi effettuati presso i propri poligoni, produrr una
sintetica relazione tecnica nella quale saranno riportati gli esiti dei test effettuati in
fase di collaudo. La relazione dovr essere inviata a NAVARM 8 Divisione ed
allEnte gestore del contratto.
L'Amministrazione Difesa effettuer il collaudo finale della fornitura tramite una
Commissione alluopo nominata.
b. Criteri statistici impiegati nei collaudi
I controlli di accettazione del materiale di munizionamento oggetto della fornitura
verranno condotti in base alla teoria statistica delle decisioni ed a quanto
specificato nei piani di campionamento, redatti sulla base della UNI ISO 2859.
Nella redazione dei piani di campionamento dei collaudi per attributi sono stati
considerati i seguenti livelli di collaudo:
livello di collaudo ordinario "II", per le prove di collaudo non distruttive;
livello di collaudo speciale per le prove distruttive.
In allegato B sono stati riportati, per comodit, i seguenti prospetti:
Prospetto I Lettere codice per la numerosit del campione;
Prospetto II-A Piani di campionamento semplice per il collaudo ordinario
(Prospetto generale).
15. CONSEGNA MATERIALI
Il munizionamento dovr essere consegnato imballato in idonee Unit di Trasporto
composte con europallet (in legno o acciaio) della migliore qualit, reggette,
etichettature e quantaltro necessario per un sicuro trasporto e sicura permanenza nei
depositi munizioni di terra, ai sensi di ADR e TULPS, a cura e spese della Societ,
presso i siti comunicati dallAmministrazione (tipicamente CIMA Aulla - MS).
La Societ tenuta ad informare lAmministrazione, con comunicazione formale, della
consegna dei materiali di fornitura con un preavviso di almeno dieci giorni solari.
- 12 -

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

Tutti i trasporti dei materiali effettuati in esecuzione alla fornitura in parola dovranno
essere realizzati conformemente alle leggi ed ai regolamenti in vigore. In particolare i
trasporti di materiali pirici dovranno essere effettuati nel pi rigoroso rispetto dellADR
in vigore e del TULPS.
Lorganizzazione di tali trasporti, le attivit amministrative, le scorte armate e
quantaltro necessario ai trasporti verr realizzato a cura e spesa della Societ.
Le Procedure per la gestione di munizioni interessate da incidenti durante i trasporti
(EOD), di cui al para 13, dovranno essere consegnate al personale incaricato del
trasporto del munizionamento di fornitura.
16. GARANZIA
Tutti i materiali di fornitura dovranno essere garantiti per un periodo di 4380 giorni
solari (12 anni) decorrenti dalla relativa data di accettazione da parte dellEnte gestore
del contratto.
La garanzia relativa alle cartucce oggetto di fornitura sar subordinata alla piena
sicurezza ed efficienza di tutti i componenti della cartuccia, imballaggi ed accessori. In
particolare sar subordinata alla sicurezza della polvere di lancio, da accertarsi con
test periodici, secondo la tecnica di analisi termica microcalorimetrica (HFC) a
STANAG 4582. A tal fine, periodicamente, saranno effettuati controlli di stabilit sulla
polvere tramite microcalorimetro: test a 80C secon do STANAG 4582. In caso di prova
non favorevole sar eseguita una prova a temperatura pi bassa (65C), come indicato
nello stesso STANAG. Se anche tale prova non fosse superata verr effettuata una
ulteriore prova estrapolando il tempo di invecchiamento al numero di anni necessari
per raggiungere il termine del periodo di garanzia di 12 anni.
A titolo di esempio, dopo 10 anni, decorrenti dalla data di accettazione da parte
dellEnte gestore del contratto, lesito non favorevole del test a 80C e/o a 65C
comporter leffettuazione di una ulteriore prova estrapolando linvecchiamento a 2
anni in modo da raggiungere il termine del periodo di garanzia di 12 anni.
Lestrapolazione del tempo di invecchiamento per un periodo diverso da 10 anni ha un
valore puramente teorico ed in questo caso verr utilizzato ai soli fini contrattuali. Se
nel corso del periodo di garanzia dei 12 anni le metodiche HFC (heat flow calorimetry)
dovessero perfezionarsi cos come lesperienza maturata con tale tecnologia in ambito
AD, questa. avr facolt di modificare i criteri sopraesposti concordandone i termini con
la Societ.
Lesito non favorevole delle prove effettuate come sopra descritto comporter lobbligo
da parte della Societ di rilavorare tutte le cartucce del lotto ancora esistenti, o
sostituirle a propria cura e spesa con altre di nuova fornitura aventi le stesse
caratteristiche di quelle inizialmente acquisite.
La Societ tenuta a conservare, per lintero periodo della garanzia, n. 50 Kg di
polvere (per riferimento in caso di contraddittorio con lAmministrazione) dello stesso
lotto di quelli impiegati per le cartucce di fornitura in imballaggi regolamentari.
La chiusura degli imballaggi sar certificata da sigilli.
17. DISMISSIONE DEI MATERIALI GESTIONE DEI RIFIUTI
Allinterno della Scheda di sicurezza ambientale delle cartucce cal 76/62 (allegato A),
dovranno essere riportate le istruzione di dettaglio per la dismissione dei materiali
oggetto della fornitura alla fine del ciclo di vita (vedi para 13).
- 13 -

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

18. COMPETENZE DELLA SOCIET


Tutte le attivit della Societ presso i balipedi/poligoni/laboratori finalizzate alla
realizzazione, prove e collaudo delle munizioni, nonch i materiali necessari a tali
attivit, saranno a carico Societ.
19. COMPETENZE DELLAD
LAD render disponibile, a titolo oneroso, il balipedio Cottrau del CSSN sito in
localit Le Grazie nel comune di Portovenere (SP) per il collaudo finale delle cartucce
(al tiro) e per le prove di caricamento alla Societ che ne faccia esplicita richiesta.
La richiesta di impiego del sito di prova da parte della Societ dovr essere inviata
almeno 180 giorni prima dellinizio delle stesse al CSSN della Spezia citando gli
estremi del contratto.

- 14 -

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

Allegato A
FORMAT DELLA SCHEDA DI SICUREZZA AMBIENTALE DELLE CARTUCCE CAL.
76/62 (Dp n. 1143 in data 17.04.08 di Segredifesa)

SCHEDA DI SICUREZZA AMBIENTALE


IDENTITA' DEL PRODOTTO
Denominazione

Classificazione ONU

NUC

Codice di classificazione

IDENTITA' DEL FABBRICANTE


Nome Societ

Indirizzo

CARATTERISTICHE DEL MATERIALE ENERGETICO (1)


Net Esplosive
Quantit (NEQ) (kg)

Tipologia

Composizione chimica

CARATTERISTICHE DEL MATERIALE INERTE


(Parti metalliche o polimeriche strutturali di rivestimento, ecc..)
Tipologia dei materiali

Quantit in kg.

SOSTANZE RILASCIATE NELL'AMBIENTE


(dopo l'impiego)
Sostanze
gassose

Rischi per
l'uomo

Rischi per
l'ambiente

Sostanze
solide

Rischi per l'uomo

Rischi per
l'ambiente

ALTRE INFORMAZIONI DI SICUREZZA E DI TUTELA AMBIENTALE


Considerazioni sullo
smaltimento a fine
vita logistica
Precauzioni nella
bonifica/smaltimento
prodotti d'esplosione
Informazioni sulla
regolamentazione
applocabile
(1) Indicare i composti chimici costituenti il prodotto o le singole componenti e l'intervallo di concentrazione o di percentuale, in alternativa pu essere fornito il valore
massimo di concentrazione percentuale che pu essere presente nella formulazione (eventuali informazioni riservate devono essere trattate come previsto dal D.L. 3
febbraio 1997 n. 52 art. 17

- 15 -

Originale febbraio 2013

NAV-80-1315-0001-13-00B000

Allegato B

Prospetto I Lettere codice per la numerosit del campione


Livelli di collaudo speciali

Livelli di collaudo correnti

Numerosit del lotto o del "batch"


S-1

S-2

S-3

S-4

II

III

da

da

15

da

16

25

da

26

50

da

51

90

da

91

150

da

151

280

da

281

500

da

501

1200

da

1201

3200

da

3201

10000

da

10001

35000

da

35001

150000

da

150001

500000

da

500001

oltre

16

NAV-80-1315-0001-13-00B000

Lettera codice per


la numerosit del
campione

Numerosit del
campione

Prospetto II-A Piani di campionamento semplice per il collaudo ordinario (Prospetto generale )

13

20

32

50

80

125

200

315

500

800

1250

2000

Limite di qualit accettabile (collaudo ordinario)


0,010

0,015

0,025

0,040

0,065

0,10

0,15

0,25

0,40

0,65

1,0

1,5

2,5

4,0

6,5

10

15

25

40

65

100

150

250

400

650

1000

Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr Na Nr
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0

8 10 11 14 15 21 22 30 31 44 45

8 10 11 14 15 21 22 30 31 44 45

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22

8 10 11 14 15 21 22 30 31 44 45

8 10 11 14 15 21 22 30 31 44 45

8 10 11 14 15 21 22 30 31

Usare il primo piano di campionamento sotto la freccia . Se la numerosit del campione uguaglia o supera quella del lotto o del " batch", collaudare al 100 %
Usare il primo piano di campionamento sopra la freccia

Na = Numero di accettazione

17

Nr = Numero di rifiuto

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 1
Cartucce cal. 76/62

Edizione febbraio 2013

REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione Revisione

1-2

Autore

Dispac.di
Approvaz.

1. Generalit
Il presente documento ha lo scopo di descrivere, per ogni lotto di cartucce cal. 76/62
in fase di acquisizione:
- le prove necessarie a dimostrarne la sicurezza;
- le prove necessarie a dimostrarne lefficienza (in particolare in termini di
compatibilit con i cannoni di produzione OTO Melara, in dotazione alla M.M.I.);
- le caratteristiche minime necessarie per consentirne la gestione logistica.
Le cartucce dovranno corrispondere ad un disegno aziendale atto a soddisfare le
prescrizioni del presente documento ed a garantire la sicurezza e lefficienza del
munizionamento cal. 76/62 di fornitura. I disegni aziendali dovranno comunque
rispettare le prescrizioni e le indicazioni contenute nei Disegni Marina citati
nellAnnesso 6.
Limpiego di un contenitore a Disegno Marina (cartucciere da tre colpi) si rende
indispensabile per motivazioni di carattere logistico. Limpiego di un contenitore
diverso comporterebbe infatti:
- la necessit di gestire due diverse configurazioni contemporaneamente presenti in
ciclo logistico (i contenitori del munizionamento infatti vengono ricondizionati e
riutilizzati
anche
successivamente
allimpiego
del
munizionamento
originariamente);
- la necessit di riallestire i depositi munizioni delle Unit Navali dotate di cannoni
calibro 76/62, le cui predisposizioni sono state realizzate per il cartucciere
standard.
Analoghe considerazioni possono essere fatte per i paracapsule.
2. Caratteristiche delle cartucce
a. Componenti
Ogni lotto di cartucce sar allestito impiegando i seguenti componenti
appartenenti, ciascuno, ad un unico lotto:
-

cannello;
bossolo;
polvere di lancio;
proietto completo.

Tutti i componenti prima del loro utilizzo per il confezionamento delle cartucce
dovranno aver superato con esito positivo tutti i collaudi di fornitura previsti.

1-3

b. Confezionamento delle cartucce


Il confezionamento delle cartucce (integrazione) sar realizzato in base ai
disegni aziendali applicabili, tenendo presente quanto segue:
- tutti i bossoli, prima del confezionamento,saranno sottoposti ad un esame
visivo per accertare l'assenza di eventuali difetti rilevabili a vista;
- sul fondello dei bossoli saranno apposte le stampinature previste dal disegno
aziendale applicabile;
- tutti i cannelli, prima della loro applicazione ai bossoli, verranno sottoposti ad
esame visivo per accertarne l'integrit e l'assenza di eventuali difetti rilevabili a
vista. I cannelli difettosi verranno scartati dall'impiego;
- l'applicazione del cannello al bossolo sar effettuata come indicato nel
disegno aziendale applicabile;
- i proietti dovranno recare le colorazioni, i contrassegni e le stampinature
prescritte dal disegno applicabile (conforme a Disegno Marina 15392);
- Il proietto sar introdotto nel bossolo esercitando la pressione minima
necessaria per disporlo nella posizione indicata dal disegno applicabile senza
provocare deformazioni nel bossolo e, successivamente, sar aggraffato;
- la robustezza dell'aggraffatura dovr essere tale che lo sforzo medio di
sconfezionamento delle cartucce sia compreso nei limiti prescritti al paragrafo
3.a.(5);
- il peso della carica di lancio e la profondit del suo livello superiore rispetto
all'orlo del bossolo (P.P.D.R) dovranno essere quelli stabiliti all'atto del
collaudo balistico per il lotto di polvere usato nel confezionamento delle
cartucce;
- sul peso della carica di lancio sar ammessa una tolleranza di 5 g;
- sulla superficie anteriore della carica di lancio sar sistemato un disco di
cartone corrispondente al disegno aziendale. Su tale disco sar sistemato un
distanziatore di cartone corrispondente al disegno aziendale, al fine di
assicurare il confinamento della polvere propellente;
- all'interno della camera formatasi tra il disco di cartone ed il proietto dovranno
essere introdotti il cartellino segnaletico delle cartucce, corrispondente al D.M.
n. 14993, ed il deramante (vedasi paragrafo successivo);
- la cartuccia finita dovr corrispondere alle quote prescritte dal disegno
applicabile e dovr entrare liberamente nel cilindro calibratoio, di cui la societ
produttrice dovr essere dotata.
c. Deramante
Il deramante dovr essere costituito da un foglio di piombo o dischi di piombo,
sistemati sopra il disco di cartone, avente il peso di g 30 complessivi.
Ciascun foglio di deramante dovr essere di piombo puro, commercialmente
raffinato (titolo non inferiore al 99,99%). Dovr possedere, inoltre, i sottoelencati
requisiti:
- essere completamente solubile, a caldo, in acido nitrico di densit 1,2 diluito
con egual volume di acqua distillata;
- essere piano e levigato prima dellimpiego;
- spessore indicativo: mm 0,05 (con le tolleranze tecniche duso);
- peso: g 30;
- dimensioni: non fissate, ma tali da ottenere il peso prescritto.

1-4

In sostituzione del foglio suddetto consentito limpiego di numero due dischi di


piombo puro, commercialmente raffinato (titolo non inferiore al 99,99%) e aventi
ciascuno i sottonotati requisiti:
- essere completamente solubile, a caldo, in acido nitrico di densit 1,2 diluito
con egual volume di acqua distillata;
- essere piano e levigato prima dellimpiego;
- spessore: mm 0,3 (con le tolleranze tecniche duso);
- peso indicativo: g 15;
- diametro indicativo: mm 74.
d. Imballaggio
Le cartucce finite, munite dei relativi paracapsule corrispondenti al Dis.D.M. n.
13887 rev H, saranno sistemate nei cartuccieri a disegno D.M. n. 14395 rev. E
da tre colpi.
Nell'interno di ciascun cartucciere sar introdotto il cartellino segnaletico
corrispondente al Dis. D.M. n. 14993.
All'esterno di ciascun cartucciere saranno stampinate le indicazioni previste dalla
documentazione applicabile.
I cartuccieri dovranno essere consegnati su europallet e reggettati in modo
sicuro.
In particolare i contenitori che alloggiano le cartucce dovranno essere
corrispondenti a tutti i requisiti riportati nelle pubblicazioni che regolano il
trasporto di materiali esplosivi (in particolare A.D.R. - Accordo europeo relativo al
trasporto internazionale su strada delle merci pericolose).
3. Esecuzione dei collaudi
a. Collaudi di officina
(1) Verifica oculare
Una parte delle cartucce ed i relativi cartuccieri (vds. tabella di campionatura 1
- riga 1) saranno sottoposti a verifica oculare allo scopo di accertare l'assenza
dei difetti di seguito indicati:
-

stampinature all'esterno di ciascun cartucciere non conformi al disegno


aziendale;
cartellino segnaletico posto all'interno di ciascun cartucciere assente o
non conforme al disegno aziendale;
paracapsule assente o non a disegno;
cartuccia non recante le indicazioni previste dal disegno aziendale;
proietti, bossoli, cannelli non appartenenti ai lotti previsti e/o gi collaudati
con esito favorevole;
cartucce recanti altri difetti rilevabili a visita.

La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il


rifiuto del lotto e la sua ripresentazione, dopo rilavorazione, ad un collaudo
rinforzato.
(2) Verifica dell'applicazione del cannello al bossolo
Una parte delle cartucce (vds. tabella di campionatura 1 - riga 2) verr
sottoposta alla verifica dell'applicazione del cannello al bossolo.
1-5

La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il


rifiuto del lotto e la sua ripresentazione, dopo rilavorazione, ad un collaudo
rinforzato.
(3) Verifica al calibratoio
Tutte le cartucce verranno sottoposte alla verifica al calibro durante la fase di
produzione (vds. tabella di campionatura 1 riga 3). Tale strumento, di cui la
Societ dovr dotarsi, dovr essere costruito a disegno e regolarmente
certificato secondo una procedura aziendale.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il
rifiuto del lotto e la sua ripresentazione, dopo rilavorazione, ad un collaudo
rinforzato.
(4) Prova di traballamento
Una parte delle cartucce (vds. tabella di campionatura 1 riga 4), rimessa nei
relativi cartuccieri sar sottoposta alla prova di traballamento da effettuarsi
con le seguenti modalit:
-

durata 8 ore consecutive;


cartuccieri poggiati orizzontalmente, con la faccia maggiore priva di
sporgenze e con fondo rivolto verso l'asse di oscillazione del piano
inclinato del traballatore;
cartuccieri vincolati stabilmente al piano del traballatore;
frequenza di traballamento di 62 colpi al minuto con ampiezza di
vibrazione di 5 mm.

Non dovr verificarsi alcuna esplosione dipendente dal munizionamento e le


cartucce, al termine della prova, non dovranno presentare cedimenti di alcun
genere negli accoppiamenti fra bossolo e proietto e bossolo e cannello, e
distacchi del paracapsule.
Le cartucce traballate verranno nuovamente verificate al cilindro calibratoio e
sottoposte a verifica dell'applicazione del cannello al bossolo.
In caso di mancato superamento del test il lotto dovr essere rilavorato.
(5) Controllo dello sforzo di sconfezionamento
Durante la produzione si proceder al controllo dello sforzo di
sconfezionamento mediante una carta di controllo delle medie strutturata
come segue:
- LCS (limite controllo superiore):
- LCI (limite controllo inferiore):
- N (numerosit campione):

3300 kg/cm;
1850 kg/cm;
8 cartucce.

L'impiego di detta carta di controllo seguir le seguenti modalit:


Verr effettuato un prelievo ciclico di un campione di n. 8 cartucce che
verranno sconfezionate mediante macchina di trazione (con velocit di
spostamento pari a 3,3 0,3 mm/min.) al fine di rilevare i valori dello sforzo di
sconfezionamento.
Se il valore medio delle 8 misure rilevate cadr fra LCS ed LCI la produzione
verr considerata corrispondente agli standard previsti e si proseguir fino ad
un altro prelievo.

1-6

Se il valore medio delle 8 misure rilevate cadr esternamente ai limiti LCS ed


LCI si proceder nel seguente modo:
- arresto della produzione con accantonamento di tutte le cartucce prodotte
a partire dall'ultimo controllo effettuato con esito positivo;
- le cartucce accantonate costituiranno il lotto sotto test e verranno
collaudate per attributi utilizzando la tabella seguente e considerando
come difetto uno sforzo di estrazione esterno ai limiti 249.17 59 Mpa
(2450 600 kg/cm);

Numerosit del lotto sotto test Campione da prelevare


-

da 281 a 500
da 501 a 1200

50 cartucce
80 cartucce

Na

Nr

1
2

2
3

In base all'esito del collaudo le rimanenti cartucce del "lotto sotto test"
saranno accettate e reintegrate nel lotto di provenienza oppure, in caso di
collaudo con esito sfavorevole, alienate.

La ciclicit di prelievo sar ottimizzata dalla qualit aziendale in funzione del


ritmo di produzione tenendo conto che tra due prelievi di campioni non
dovranno essere state prodotte meno di 280 cartucce e pi di 1200 cartucce.
(6) Controllo delle cartucce sconfezionate
Le cartucce sconfezionate per l'effettuazione della prova di cui al precedente
punto potranno essere sottoposte a verifica per accertare quanto segue:
- che all'interno del bossolo esistano le varie parti previste dal disegno
applicabile (deramante, distanziatore, disco, cartellino segnaletico) e che,
in particolare, il disco di cartone sia rimasto bene assestato nella carica di
lancio;
- che non si siano verificate fuoriuscite di grani di polvere;
- che il deramante sia conforme a quanto previsto al para 2.c;
- che il cartellino segnaletico sia conforme al disegno;
- che il P.P.D.R. sia quello stabilito per il lotto di polvere impiegato;
- che il peso di carica sia quello stabilito per il lotto impiegato, con tolleranza
di 5 g.
Le cartucce sconfezionate non potranno essere riconfezionate e reinserite nel
lotto.
b. Collaudo al tiro
Una parte delle cartucce traballate (vds. tabella di campionatura 2) verr
sottoposta al controllo della dispersione al tiro e della velocit iniziale, il cui valore
nominale pari a 905 m/sec, a confronto con una pari quantit di cartucce di
riferimento a peso esatto, integrate in unico lotto dal CIMA in esito ad un D.M., da
effettuarsi in accordo con le seguenti modalit:
-

cartucce in collaudo e di confronto condizionate a + 21 C per almeno 24 h;


tiro a colpo singolo alternando cartucce di controllo e cartucce sotto test nella
stessa sessione di tiro;

1-7

elevazione della canna di 54.0 millesimi, pari ad una gittata di 5000 m ;


rilevamento della velocit iniziale e dei punti di caduta;
cartucce di confronto (lotto master) a peso esatto, con sforzo di
sconfezionamento di 245.25 44 Mpa (2500 450 kg/cm), confezionate
dal Centro Interforze del Munizionamento Avanzato (CIMA Aulla) impiegando:
- polvere appartenente al lotto master della MMI;
- bossoli nuovi appartenenti ad un unico lotto;
- cannelli appartenenti al lotto master della MMI;
- proietti inerti a Disegno Marina appartenenti ad un unico lotto.

Sar verificata la congruenza interna dei dati di Vo ricavati dalle serie di cartucce
in collaudo e da quella delle cartucce di confronto, utilizzando il Dixon's test di cui
alla Ed.n. 2 dello Stanag 4106 a livello di confidenza 1 - = 0,95 (vedasi
APPENDICE 1)
Il numero di campioni indicati nella tabella di campionatura sopraccitata dovranno
essere tutti utili per il controllo della velocit iniziale e della dispersione al tiro,
pertanto dovranno essere previste delle cartucce in collaudo e di confronto di
rimpiazzo a quelle per le quali non sia stato possibile rilevare la velocit iniziale o il
cui valore di Vo risulti, applicando il Dixon's test non congruente, o non sia stato
possibile rilevare i punti di caduta.
Lo scarto quadratico medio ed il V / V

dovranno essere conformi a quanto

riportato nella seguente tabella:

Colpi

DISPERSIONE AL
TIRO

VELOCIT

[n.]

Scarto quadratico
medio
[m/s]

V / V

Dispersione in gittata
[m]

Vedasi Tabella 2

< 3.5

< 0.55

34 (a 5000 m)

Il collaudo finale del lotto di cartucce di fornitura dovr avvenire alla presenza di
delegati dellAmministrazione presso il poligono Cottrau del CSSN (Centro di
Supporto e Sperimentazione Navale delle Spezia, VI Divisione) che
lAmministrazione metter a disposizione della Societ aggiudicataria a titolo
oneroso.
Poich durante il collaudo verr controllata la rispondenza della balistica esterna
delle munizioni alle Tavole del Tiro in uso in Marina, la Societ aggiudicataria potr
richiederne un estratto non classificato, relativo alle sole condizioni di test, al CSSN
della Spezia.
In caso di mancato superamento del test al tiro potr essere concessa una riprova
ad insindacabile giudizio della Commissione di Collaudo.

Per inderogabili esigenze di sicurezza del poligono di tiro potrebbero essere scelte altre elevazioni e
gittate in conformit alle Tavole del Tiro.

Vmaster Vcollaudo
Vmaster

V / V =

Secondo quanto riportato sulle relative Tavole del Tiro.

1-8

TABELLA DI CAMPIONATURA 1
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI

PROVE DI OFFICINA
NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
PARA

FINO A DA
1200
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

80

VERIFICA OCULARE

3.a.(1)

VERIFICA APPLICAZIONE
CANNELLO AL BOSSOLO

VERIFICA AL CALIBRATOIO

PROVA DI TRABALLAMENTO

A R

200

1
2
3

2
3
4

200

1
2
3

2
3
4

0
0
0

1
1
1

125

125
3.a.(2)

NUMERO

125

UNITARIO
3.a.(3)

3.a.(4)

10
15
20

TABELLA DI CAMPIONATURA 2
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI

COLLAUDO AL TIRO

FINO A 1300

RIFERIMENTO

NOTE

10
CARTUCCE PROVENIENTI DALTRABALLAMENTO

DA 1301 A 3200

15

DA 3201 A 10000

20

PARAGRAFO
3.b.

1-9

APPENDICE 1

DIXON'S TEST

1.

Il test statistico denominato Dixon's test permette di verificare se i dati di una serie
appartengono o meno ad una stessa popolazione, cio se esiste la congruenza interna
dei dati, oppure se uno o pi di essi debba essere scartato in quanto non congruente
con gli altri.
Pu essere applicato con un numero di dati n tale che 3 n 25.

2.

Nel test viene utilizzato un opportuno rapporto r calcolato a seconda del numero n
dei dati disponibili:
se

se

r=

n= 3 7

r=

n= 8 10

x x
x x
2

x x
x x
2

k 1

se

r=

n= 11 13

x x
x x
3

k 1

se

r=

n= 14 25

x x
x x
3

k 2

dove:
x1
x2
x3
xk
xk-1
xk-2

=
=
=
=
=
=

pi grande (pi piccola) osservazione dei dati


pi vicina osservazione a x1
pi vicina osservazione a x2
pi piccola (pi grande) osservazione dei dati
pi vicina osservazione a xk
pi vicina osservazione a xk-1

3.

Si stabilisce il livello di significativit del test. I valori raccomandati sono compresi


tra 0,01 e 0,05 (1 5 %).
Viene scelto come livello di significativit il 5 % .

4.

Il Dixon's test permette di accertare quindi con livello di significativit del 5% che i
singoli dati di una serie appartengono come ipotesi statistica alla stessa popolazione se
verificata l'ipotesi:
r
<
r
Qualora l'ipotesi non venga verificata, si scarta il valore x1 in quanto non congruente
con la serie e si ripete il test sulla serie dei valori rimanenti.
Vengono riportati di seguito i valori di r per = 0,05

1-10

n dati

valori limite di r
(r)

3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25

0,941
0,765
0,642
0,560
0,507
0,554
0,512
0,477
0,576
0,546
0,521
0,546
0,525
0,507
0,490
0,475
0,462
0,450
0,440
0,430
0,421
0,413
0,406

1-11

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 2
Cannello cal. 76/62

Edizione febbraio 2013

REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione Revisione

2-2

Autore

Dispac.di
Approvaz.

1. Generalit
I sistemi di innesco per il munizionamento calibro 76/62, di seguito denominati
semplicemente cannelli sono estremamente critici dal punto di vista dellefficienza
delle munizioni ed ancor pi della loro sicurezza: unattivazione accidentale degli
stessi a bordo di unUnit Navale o in un deposito munizioni potrebbe avere effetti
catastrofici. E quindi doveroso da parte dellAmministrazione, oltre a recepire la
documentazione attestante lavvenuta qualifica a Stanag/Omologazione dei
manufatti, prevedere delle prove rigorose che diano conto dellassoluta sicurezza di
tali manufatti.
Il presente documento ha lo scopo di descrivere, per ogni lotto di cannelli in fase di
acquisizione:
- le prove necessarie a dimostrarne la sicurezza;
- le prove necessarie a dimostrarne lefficienza (in particolare in termini di
compatibilit con i cannoni di produzione OTO Melara, in dotazione alla M.M.I.);
- le caratteristiche minime necessarie per consentirne la gestione logistica.
I cannelli dovranno corrispondere ad un disegno aziendale atto a soddisfare le
prescrizioni del presente documento ed a garantire la sicurezza e lefficienza del
munizionamento cal. 76/62 di fornitura.
Alcune prove richiedono lutilizzo di dispositivi a Disegno Marina (DM). Sono
ammesse varianti minori a tali dispositivi per renderli compatibili con il cannello di
fornitura.
Per il confezionamento dei cannelli sono abitualmente impiegati polvere nera e lacca
alla nitrocellulosa. E ammesso luso di altri materiali, purch sia data evidenza delle
prove di compatibilit chimica effettuate in accordo allo STANAG 4147. Tali prove
dovranno essere citate allinterno della Documentazione attestante lavvenuta
qualifica / omologazione dei cannelli secondo procedure internazionali (Stanag,
AOP) o nazionali.
2. Caratteristiche di cannelli
a. Caratteristiche di resistenza meccanica e di sensibilit
Per ciascun lotto di cannelli dovranno essere montati inneschi esplosivi
appartenenti ad uno stesso lotto.
Preliminarmente allintegrazione dei cannelli dovranno essere eseguiti almeno i
test sotto elencati.
(1) Sensibilit e sicurezza dell'innesco
La sensibilit e la sicurezza dellinnesco devono essere testati con il seguente
strumento:
Berta a caduta libera, con sfera di acciaio del peso di 226 2 g (8 once).
I limiti di sensibilit e di sicurezza dell'innesco dovranno corrispondere in
termini di altezza media H e scarto quadratico medio ai seguenti valori:
2-3

H + 5s
H - 2s

406.4 mm (16 in);


127.0 mm ( 5 in).

Il controllo verr effettuato su almeno 400 inneschi prelevati da un unico lotto,


mediante l'utilizzo dell'attrezzatura e l'applicazione delle procedure indicate in
allegato "A" al presente documento.
In base ai risultati della prova sar compilato un foglio di calcolo come
previsto nell'allegato suddetto.
Non dovranno, comunque, ottenersi:
- mancati funzionamenti per altezze di 457 mm (18 in).
- funzionamenti per altezze di 101.6 mm (4 in).
Sono ammessi criteri di test diversi purch equivalenti dal punto di vista
statistico.
Il report del test, validato dalla Qualit Aziendale, dovr essere allegato al
Certificato di Conformit (vedasi paragrafo 5).
(2) Resistenza dello spillo alla tranciatura
Il carico di rottura dello spillo alla tranciatura dovr risultare compreso fra 35 e
65 Kg. Il controllo verr effettuato su almeno n. 20 campioni con attrezzatura
a disegno aziendale.
Il report del test, validato dalla Qualit Aziendale e corredato di una breve
descrizione dellattrezzatura e delle modalit impiegate, dovr essere allegato
al Certificato di Conformit (vedasi paragrafo 5).
(3) Funzionamento e non funzionamento del corpo innescato
I corpi innescati saranno provati in una berta a caduta libera, con sfera di
acciaio del peso di 680 g e percussore ausiliario conforme al Dis. D.M.n.
14886 rev. C per verificare il funzionamento e il non funzionamento.
(a) Funzionamento
N. 125 corpi innescati saranno provati da una altezza di 381 mm. Se si
verificher pidi un mancato funzionamento il lotto verr rifiutato. Nel caso
di un solo mancato funzionamento, verr provato un secondo campione di
125 unit: per l'accettazione non si dovranno riscontrare ulteriori mancati
funzionamenti.
(b) Non funzionamento
N. 50 corpi innescati saranno provati da una altezza di 101.6 mm.
Nessun corpo innescato dovr funzionare.
Il report del test, validato dalla Qualit Aziendale, dovr essere allegato al
Certificato di Conformit (vedasi paragrafo 5).

2-4

b. Marcature permanenti
Sul corpo di ciascun cannello dovranno essere apposte le marcature permanenti
previste dai disegni aziendali. Le indicazioni minime dovranno essere relative a:
- denominazione del manufatto;
- lotto di produzione.
Tali indicazioni dovranno essere poste sulla testa del cannello, in modo da poter
essere lette anche quando questultimo montato sul bossolo.
3. Caratteristiche degli imballaggi
I cannelli dovranno essere imballati in casse di legno a disegno aziendale o in altri
imballaggi (contenitori) comunque idonei al maneggio, al trasporto ed alla
conservazione in sicurezza dei cannelli stessi. Tali contenitori dovranno essere posti
su europallet e reggettati in modo sicuro.
I contenitori dovranno essere corrispondenti a tutti i requisiti riportati nellADR
(Accord europen relatif au trasport international des merchandises dangereuses par
route) nelledizione in vigore al momento della consegna dei cannelli.
Sui contenitori dovranno essere apposte le stampinature e le coloriture previste dai
disegni aziendali.
Le indicazioni minime dovranno essere relative a:
- denominazione del manufatto;
- lotto di produzione;
- contratto di acquisto;
- codice identificativo dellomologazione dellimballaggio;
- numero ONU;
- codice di classificazione.
In ogni caso i contenitori pieni (peso lordo fuori tutto) non dovranno superare i 20 Kg
di peso ed essere dotati di sicure maniglie/punti di presa per il sollevamento da parte
di due operatori.
4. Esecuzione dei collaudi
I collaudi di cui ai seguenti paragrafi 4.b, 4.c, 4.d, 4.e, 4.f, essendo collaudi di
officina, potranno essere autocertificati dalla Societ aggiudicataria tramiti appositi
report.
Qualora il collaudo di cui al para 4.g (collaudo al tiro) dovesse svolgersi in un
poligono/balipedio non nazionale, sar facolt dellAmministrazione inviare, a spese
della Societ aggiudicataria, un proprio osservatore che presenzier alle attivit di
collaudo. A tale scopo la Societ dovr preavvisare lAmministrazione almeno 30
giorni solari prima dellesecuzione delle prove, comunicandone le date ed il sito.
Tutti i report dei collaudi di officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit
Aziendale, dovranno essere consegnati allAD, prima del collaudo finale della
fornitura, allegati al Certificato di Conformit (CoC).

2-5

a. Numerosit dei campioni


Il numero dei cannelli carichi e finiti di lavorazione da prelevare a caso da ciascun
lotto e destinati alleffettuazione delle prove di collaudo indicato nelle tabelle 2 e
3. Ai fini dellapplicazione delle tabelle va considerato il numero complessivo dei
cannelli di uno stesso lotto di produzione, indipendentemente dal fatto che siano
impiegati per il confezionamento delle cartucce cal. 76/62, sia che siano forniti a
parte.
b. Verifica oculare, dimensionale e del peso
Una parte dei cannelli (vedasi tabella di campionatura 2 - riga 1) verr sottoposta
a verifica oculare, dimensionale e del peso al fine di accertare l'assenza dei difetti.
I controlli minimi saranno quelli elencati in tabella 1. Il riferimento sempre il
disegno aziendale.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua ripresentazione dopo rilavorazione, ad un nuovo collaudo.
c. Prova di traballamento
Una parte dei cannelli (vedasi tabella di campionatura 2 - riga 2) verr sottoposta
a traballamento con le seguenti modalit:
- durata traballamento 3 ore;
- frequenza 120 colpi al minuto con escursione di 20 mm;
- tre prove successive di un'ora ciascuna secondo le seguenti direzioni:
verticale con tubo in alto;
verticale con tubo in basso;
orizzontale.
Al termine della prova i cannelli non dovranno presentare deformazioni, cedimenti
o alterazioni di alcun genere come allentamenti nell'avvitatura del tubo al corpo,
fuoriuscita di polvere nera, distacchi o rottura dei fori del tubo.
d. Prova di vibrazione
Una parte dei cannelli (vds. tabella di campionatura 2 - riga 3) verr sottoposta a
prova di vibrazione con le seguenti modalit:
- durata vibrazione 12 ore;
- tre prove successive di quattro ore ciascuna secondo le seguenti direzioni:
verticale con tubo in alto;
verticale con tubo in basso;
orizzontale.
- frequenza di vibrazione variabile da 800 a 3000 cicli al minuto con incrementi
successivi di 200 cicli al minuto e durata di 20 minuti per ciascun incremento;
- ampiezza verticale di vibrazione regolata come segue (ampiezza riferita alla
posizione neutra), a seconda della frequenza di vibrazione:
FREQUENZA
(cicli al minuto)

AMPIEZZA VERTICALE
(pollici)
2-6

da 800 a 1500
da 1600 a 2000..
da 2100 a 2500
da 2600 a 3000

0.030
0.020
0.013
0.009

0.002
0.002
0.001
0.001

A seguito della prova non dovranno verificarsi inneschi dei componenti pirici ed i
cannelli non dovranno presentare deformazioni, cedimenti o alterazioni di alcun
genere come allentamenti nell'avvitatura del tubo al corpo, fuoriuscita della
polvere nera, distacchi o rotture della laccatura dei fori del tubo.
e. Prova di caduta
Una parte dei cannelli (vds. tabella di campionatura 2 - riga 4) verr sottoposta a
prova di caduta con le seguenti modalit:
- prova da eseguirsi in grave di 20 kg a dis. D.M. n. 14888 rev. B;
- una caduta da un'altezza di 7 m su incudine di acciaio temperato pesante 200
kg circa appoggiata su base di calcestruzzo;
- altezza di rimbalzo pari ad almeno il 20% dell'altezza di caduta;
- non dovr verificarsi alcun funzionamento dei cannelli e, dopo la prova, i
cannelli non dovranno presentare rotture o incrinature delle parti metalliche.
Saranno tollerati eventuali allentamenti nell'avvitatura del tubo al corpo.
I cannelli sottoposti a caduta verranno accantonati e distrutti.
f. Verifica interna
Una parte dei cannelli (vds. tabella di camp. 2 - riga 5) sar sconfezionata per
accertare la rispondenza al disegno aziendale.
In particolare, la carica del cannello (tipicamente polvere nera) sar pesata
impiegando una bilancia di precisione ed il suo peso dovr risultare pari a quello
previsto dal disegno aziendale e relativa tolleranza.
g. Collaudi al tiro
Una parte dei cannelli traballati ed una parte di quelli vibrati (vds. tabella di
campionatura 3) verr sottoposta a prova di tiro.
I tiri saranno effettuati con le seguenti modalit:
- b.d.f. in condizioni normali di usura;
- impiego dello stesso lotto polvere impiegato per il confezionamento del
munizionamento cal. 76/62 in corso di fornitura. Qualora non sia possibile
ottenere con tale polvere i valori di pressione prescritti, oppure siano forniti i soli
cannelli, potr essere impiegata polvere di altra tipologia (es: polvere di
sovrapressione) purch idonea all'ottenimento di tali valori;
- impiego del proietto completo inerte dello stesso tipo impiegato per il
confezionamento del munizionamento cal. 76/62 in corso di fornitura;
- sporgenza percussore 2,5 mm ed energia di percussione pari a 2.85 0,2 J;
l'alloggiamento del cannello nel bossolo dovr essere preventivamente
2-7

verificato per accertare che l'accoppiamento cannello/bossolo rientri nella


tolleranza prevista;
- pressione massima vera di 391.3 14.7 MPa (3990 150 kg/cm) rilevata con
metodi di misura della pressione conformi alle procedure previste dallo
1
STANAG 4113 .
Tutti i cannelli dovranno funzionare regolarmente alla prima percussione senza
dar luogo a sfoconamenti, sfuggite di gas, rotture e/o deformazioni del tubo e del
tappo.
5. Documentazione a corredo della fornitura
La Societ, allatto della presentazione al collaudo dovr fornire la seguente
documentazione in tre copie cartacee e tre copie informatiche (file su CD in
formato.pdf):
- Certificato di Conformit relativo ai cannelli (corredato dai report dei collaudi di
officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit Aziendale) attestante la
rispondenza ai disegni/specifiche applicate nella produzione degli stessi;
- documentazione attestante lavvenuta qualifica / omologazione dei cannelli
secondo procedure internazionali (Stanag, AOP) o nazionali2;
- certificazioni attestanti lavvenuta qualifica dei materiali esplosivi contenuti nel
cannello secondo lo STANAG 4170;
- disegni costruttivi dei cannelli;
- scheda di dati di sicurezza dei cannelli in lingua italiana;
- distinta di base di configurazione dei cannelli;
- disegno/i e certificato di omologazione degli imballaggi al trasporto dei cannelli;
- codice di classificazione dei cannelli (Numero ONU, Divisione di rischio e Gruppo
di compatibilit), rilasciato ai sensi dello Stanag 4123;
3
- categoria TULPS ai fini dello stoccaggio dei cannelli;
- dichiarazione di conformit al regolamento REACH;
- le procedure per la gestione dei cannelli interessati da incidenti durante i trasporti
(EOD).

Test da effettuarsi con affusto da balipedio/poligono di idonea resistenza.


Tipicamente, trattandosi di cannelli a percussione, la qualifica dei cannelli coincide con la qualifica
delliniziatore (cassula).
3
Qualora il riconoscimento del manufatto da parte del Ministero degli Interni sia ancora in itinere, la
Societ dovr fornire unindicazione di massima della categoria.
2

2-8

TABELLA DI CAMPIONATURA 1
VERIFICA OCULARE, DIMENSIONALE E DEL PESO
CANNELLI CAL. 76/62
NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

STRUMENTI
DI MISURA

FINO
A
1200

DA
1201
A
3200

DA
3201
A
10000

CLASSIFICAZIONE
DEI
DIFETTI

NUMERO

LQA
% A R

PARTICOLARI METALLICI
SPESSORE BORDO CORPO CANNELLO SUPERIORE AL
MASSIMO
SPESSORE BORDO CORPO CANNELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200

CRITICO
200

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

200

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MINORE

0,65

MINORE

0,65

200
DIAMETRO MEDIO FILETTAT. CORPO CANNELLO FUORI
TOLLERANZA
FILETTATURA CORPO CANNELLO AMMACCATA,
ROTTA O INCOMPLETA

200
200
80

OCULARE

200
200

DIAMETRO SCARICO FILETTATURA CORPO CANNELLO


INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

ECCENTRICITA' FILETTATURA INFERIORE TUBO RISPETTO AL


DIAMETRO ESTERNO TUBO SUPERIORE A TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

FESSURE PASSANTI E/O DIFETTI SUPERFICIALI DEL TUBO


(CREPE, INCLUSIONI, INTAGLI, ECC..) CHE INTERESSINO PIU'
DEL 10% DELLO SPESSORE DELLE PARETI
FILETTATURA CORPO CANNELLO AMMACCATA,
ROTTA O INCOMPLETA

OCULARE
ESTERNO
sezionamento se
necessario

80
200
200
80

OCULARE

125
200

DIAMETRO BORDO CORPO CANNELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1

1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2

1
2
3
1
2
3

2
3
4
2
3
4

Segue tabella di campionatura 1


NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE
DIAMETRO ESTERNO TUBO FUORI TOLLERANZA

STRUMENTI
DI MISURA
STRUMENTO
VERIFICATORE

FINO A
1200

DA
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

DEI
DIFETTI

NUMERO

LQA
% A R

80
125

MINORE

0,65

MINORE

0,65

200
NUMERO E DISPOSIZIONI FORI TUBO NON CONFORMI AL
DISEGNO

80
OCULARE

125
200

1
2
3
1
2
3

2
3
4
2
3
4

0
1
1
0
1
1
0
1
1
1
2
3

1
2
2
1
2
2
1
2
2
2
3
4

CORPI INNESCATI
PROFONDITA' PERCUSSORE RISPETTO AL PIANO CORPO
CANNELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200

CRITICO
200

CONGEGNO DI INNESCO SPORGENTE RISPETTO AL PIANO


CORPO CANNELLO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200

CRITICO
200

PROFONDITA' PERCUSSORE RISPETTO AL PIANO CORPO


CANNELLO SUPERIORE AL MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MINORE

0,65

200
FILETTATURA CORPO CANNELLO AMMACCATA,
ROTTA, INCOMPLETA

80
OCULARE

200
200

DIAMETRO BORDO CORPO CANNELLO SUPERIORE AL


MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

MARCATURE PERMANENTI NON CORRETTE, NON COMPLETE,


NON LEGGIBILI O MANCANTI

80
OCULARE

125
200

CANNELLI COMPLETI
FUORIUSCITE DI POLVERE NERA

OCULARE

UNITA RIO

CRITICO

80
PESO DEL CANNELLO INDICANTE ASSENZA DI POLVERE

BILANCIA

200

CRITICO
200

Segue Tabella di campionatura 1

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

CARATTERISTICHE DA
STRUMENTI
CONTROLLARE

DI MISURA

FINO A
1200

ECCENTRICITA' FILETTATURA CORPO CANNELLO RISPETTO AL


DIAMETRO ESTERNO TUBO SUPERIORE A TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

DIAMETRO ESTERNO ACCOPPIAMENTO TUBO-CORPO E TUBO


TAPPO SUPERIORE AL MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

DA
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

200

NUMERO

CLASSIFI
LQA
CAZIONE
DEI
% A R
DIFETTI
MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

200
200
200
FILETTATURA CORPO CANNELLO AMMACCATA, ROTTA O
INCOMPLETA

80
OCULARE

200
200

CIANFRINATURE TUBO SU CORPO MANCANTI OD INCOMPLETE


O NON EFFICIENTI

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

LUNGHEZZA TOTALE CANNELLO FUORI TOLLERANZA.

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

LACCATURA FORI TUBO INCOMPLETA O PRESENTANTE


ROTTURE O FESSURE

80
OCULARE

125
200

MARCATURE PERMANENTI NON COMPLETE, NON LEGGIBILI O


MANCANTI

80
OCULARE

125
200

0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1
1
2
3
1
2
3
1
2
3

1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2
2
3
4
2
3
4
2
3
4

TABELLA DI CAMPIONATURA 2
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI
PROVE DI OFFICINA CANNELLI CAL. 76/62

RIFERIM.

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

NUMERO

PARA.

VERIFICA OCULARE
DIMENSIONALE E DEL PESO

4.b

TRABALLAMENTO

4.c

DA
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

80

200

200

VDS. TABELLA DI
CAMPIONATURA 1

13

0
0
0

1
1
1

CAMPIONAT. FORNITE IN
AGGIUNTA AL QUANTIT.
COSTITUENTE IL LOTTO

13

0
0
0

1
1
1

CAMPIONAT. FORNITE IN
AGGIUNTA AL QUANTIT.
COSTITUENTE IL LOTTO

1
1
1

6 CANNELLI VIBRATI
7 CANNELLI TRABALLATI

13

0
0
0

13

0
0
0

1
1
1

13
13

13
VIBRAZIONE

4.d

13

13
CADUTA

4.e

13

13
VERIFICA INTERNA

4.f

REQUISITI
DEL COLLAUDO

FINO
A 1200

13

PESO DI CARICA DEL


CANNELLO FUORI
TOLLERANZA

TABELLA DI CAMPIONATURA 3

ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI

PROVE DI TIRO CANNELLI CAL. 76/62

RIFERIM.
CAPITOLO
II
PARA.

TIRI A
SOVRAPRESSIONE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A
1200

DA
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

13
4.g

13
13

NUMERO

A R

0
0
0

1
1
1

REQUISITI
DEL COLLAUDO
ENERGIA DI
PERCUSSIONE:
2.85 O.20 J
SPORGENZA
PERCUSSIONE:
2,5 mm
7 CANNELLI VIBRATI, 6
CANNELLI TRABALLATI

ALLEGATO A
NORME PER L'ESECUZIONE DELLE PROVE DI SENSIBILITA' E
SICUREZZA DELL'INNESCO
A.1.

Attrezzatura
Berta a caduta libera, con sfera di acciaio del peso di 226 2 g (8 once). Altezza di
caduta della sfera variabile di pollice in pollice.

A.2. Procedura
A.2.1. Iniziare la prova con la sfera regolata alla altezza di 254 mm (10 in).
A.2.2. Provare 50 inneschi a questa altezza e quindi 50 ad ogni altezza distante un pollice
nei
due sensi dal valore dell'altezza iniziale, sino a che non vengano raggiunte in un
senso altezze alle quali tutti i 50 inneschi funzionino, e nell'altro senso altezze alle quali tutti
50 inneschi non funzionino.
A.2.3 Trascrivere per ogni altezza il numero di inneschi che funzionano ed il numero di
quelli che non funzionano.
A.3.

Metodo di calcolo
Usare il "foglio di calcolo" (allegato B) ed ottenere i valori dell'altezza media "H" e
della deviazione media "s" come di seguito indicato.

A.3.1. Riportare nella colonna 1 tutte le altezze intermedie (quelle in cui alcuni inneschi
funzionano e altri non funzionano) in ordine progressivo partendo dalla piu' bassa.
A.3.2. Riportare nella colonna 2 il numero dei funzionamenti ad ogni altezza intermedia.
A.3.3. Riportare nella colonna 3 il numero dei falliti ad ogni altezza intermedia.
A.3.4 Riportare nella colonna 4 il numero dei deflagrati ad ogni altezza intermedia.
A.3.5. Riportare nella colonna 5, per ogni altezza intermedia, la frazione dei falliti sommata
alla frazione dei deflagrati.
Questa frazione si ottiene dividendo la somma degli inneschi falliti piu' quelli deflagrati per 50 (scrivere la frazione sino alla seconda cifra decimale)
A.3.6. Riportare nella colonna 7 il prodotto della moltiplicazione tra "il fattore della
deviazione standard KI" (col.6) e la "frazione dei difettosi" (col.5).
A.3.7. Effettuare i calcoli per la determinazione del valore di "H" e "s" con il foglio di
calcolo in annesso, dove, in particolare:
- Pi
:
somma dei valori riportati nella colonna 5;
- A%+0.5
:
prima altezza alla quale tutti gli inneschi non hanno funzionato:
(ad esempio, se tutti gli inneschi non hanno funzionato a 7 pollici ma alcuni hanno funzionato a 8 pollici, si dovr riportare
7,50);
-B
:
sommatoria della colonna 7.

ALLEGATO B
CALCOLO STANDARD PER LE PROVE DI SENSIBILITA'

N
DATA

PARTICOLARE______________________________________________________________
LOTTO_______________________________ ENTITA' LOTTO_______________________
PARTICOLARI PROVATI AD OGNI ALTEZZA __________________
ENTITA' CAMPIONE
PESO SFERE ONCE

__________________
______________

(g __________)

ESITO ______________________

ALTEZZA DI
CAD.
POLLICI
H

N DEI
FUNZIONAM.

N DEI
FALLITI

N DEI
DEFLAGRATI

FRAZIONE DEI DIFETTOSI


(FALLITI E DEFLAGRATI)

DIFETT.
PER LA
DEVIAZ.
STAND. KI

FATTORE DELLA DEVIAZ.


STAND.. x FRAZ.DEI DIF.
KI x PI

1
3
5
7
9
11
13
15
17
19

Pi

Ao% + 0,5 =

____________

B = KI x Pi

_________________

____________

=[ Pi]

_________________

= B - A=

= s2

H = Pi+ (Ao% + 0,5)= ____________

H 100 % FUNZIONAMENTI
H 100 % NON FUNZIONAMENTI
H + 5s
H 2s
FIRMA OPERATORE

=
=
VISTO

_________________
=

_________________

RISCONTRATO

PRESCRITTO

_________________
_________________
_________________
_________________

_________________
_________________
_________________
_________________
VISTO GOVERNATIVO

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 3
Bossolo cal. 76/62

Edizione febbraio 2013

REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione Revisione

3-2

Autore

Dispac.di
Approvaz.

1. Generalit
Il presente documento ha lo scopo di descrivere, per ogni lotto di bossoli in fase di
acquisizione:
- le prove necessarie a dimostrarne lefficienza (in particolare in termini di
compatibilit con i cannoni di produzione OTO Melara, in dotazione alla M.M.I.);
- le caratteristiche minime necessarie per consentirne la gestione logistica.
I bossoli dovranno corrispondere al disegno D.M. 15085 rev. B. Le marcature
dovranno corrispondere a quelle riportate nel D.M. 15368.
Tali disegni possono essere richiesti in copia al Centro Interforze di Munizionamento
Avanzato (CIMA) di Aulla, statale del Cerreto, 54011 Aulla (MS).
Sono ammesse varianti minori al summenzionato disegno per renderlo compatibile
con il cannello ed i proietto impiegati dalla Societ per il confezionamento delle
cartucce. In tal caso il disegno dovr essere allegato alla documentazione a corredo
della fornitura.
Sono ammesse varianti minori alla composizione chimica del metallo. In tal caso la
composizione chimica dovr essere allegata alla documentazione a corredo della
fornitura.
E ammesso luso di materiali/trattamenti protettivi allinterno del bossolo, purch sia
data evidenza delle prove di compatibilit chimica effettuate. Tali prove dovranno
essere citate allinterno della Documentazione attestante lavvenuta qualifica /
omologazione dei bossoli secondo procedure internazionali (Stanag, AOP) o
nazionali.
2. Caratteristiche dei bossoli
I bossoli dovranno appartenere ad un unico lotto e corrispondere a quanto prescritto
dal Dis. D.M. n. 15085 rev. B.
a. Materie prime
La Societ e le sue eventuali subfornitrici dovranno approvvigionare le materie
prime occorrenti per la costruzione dei bossoli in partite omogenee, per
caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche, dentit tale da assicurare la
perfetta omogeneit del lotto.
b. Composizione chimica
Ai fini di una corretta estrazione bossolo necessario evitare lapplicazione di
qualsiasi sostanza protettiva (per es. vernice) sulla superficie esterna dello stesso
che ne possa alterare il coefficiente di attrito in canna.
E ammesso luso di materiali/trattamenti protettivi allinterno del bossolo, purch
sia data evidenza delle prove di compatibilit chimica effettuate. Tali prove
dovranno essere citate allinterno della Documentazione attestante lavvenuta
3-3

qualifica / omologazione dei bossoli secondo procedure internazionali (Stanag,


AOP) o nazionali.
Lottone impiegato per la costruzione dei bossoli dovr essere della migliore
qualit e possedere la composizione chimica indicata nella tabella 1.
Tabella 1 - Composizione chimica
Cu

Pb

Fe

Totale Impurit

Zn

eccetto Cu e Zn

68,5-71,50

0,07 max

0,05 max

0,15 max

Parte
restante

Fra le impurit potranno essere presenti bismuto o mercurio, a condizione che


non superino i seguenti limiti:
-

Bismuto = 0,006%;

Mercurio = 0,0001%.

La composizione dellottone impiegato sar accertata mediante analisi effettuata


come indicato al successivo para 4.b.
c. Durezza
I bossoli dovranno possedere i requisiti di durezza indicati nella tabella 2 in
corrispondenza delle zone illustrate nella figura 1.
Tabella 2 Valori della durezza
Unit di durezza
Vickers

Zona A min.

Zona B min.

Zona C min

170

130

90

Zona D
min

max

85

115

Figura 1 Zona del bossolo


200
120

ZONA A

ZONA B

3-4

ZONA C

120

ZONA D

La verifica della durezza dovr essere effettuata come indicato al para 4.d.
d. Eliminazione delle tensioni interne
I bossoli finiti di lavorazione meccanica dovranno subire un adeguato trattamento
di normalizzazione, a temperatura compresa fra 200 e 300 C, per la durata
necessaria ad eliminare le tensioni interne prodottesi durante le operazioni di
imbutimento e di trafilamento.
La verifica dellassenza di tensioni interne sar effettuata come indicato al para
4.e.
e. Lavorazione
La lavorazione dei bossoli dovr essere effettuata in modo che i bossoli stessi
posseggano i requisiti dimensionali specificati nel disegno Dis. D.M. n. 15085 e
non presentino bave, testimoni di lavorazione od altre imperfezioni.
La verifica oculare e dimensionale dei bossoli sar effettuata come indicato al
successivo para 4.c.
f. Marcature permanenti
Sulla superficie di fondello di ciascun bossolo dovranno essere apposte le
marcature previste nei disegni D.M. n. 15368.
3. Caratteristiche degli imballaggi
I bossoli dovranno essere imballati contenitori commerciali idonei al maneggio, al
trasporto ed alla conservazione in sicurezza del materiale, come casse o scatole.
Tali contenitori dovranno essere posti su europallet e reggettati in modo sicuro. I
bossoli dovranno essere inoltre separati fra loro da divisori interni.
Su ciascuna contenitore dovranno essere stampinate, o apposte mediante etichetta,
le seguenti indicazioni:

N ________ BOSSOLI CAL. 76/62 (1)


DIS. 15085

(2)

C.tto _________________________

(3)

Lotto _________________________

(4)

Peso lordo kg ___________________ (5)


(1)- Indicare il numero dei bossoli contenuti in ciascuna scatola.
(2)- Aggiungere leventuale lettera di revisione del disegno.
(3)- Aggiungere la sigla della Ditta Capo-commessa e la data del contratto (giorno/mese/anno, con cifre
indicanti le diecine e le unit).

3-5

(4)- Aggiungere lindicazione del lotto dei bossoli contenuti, con le modalit previste dal disegno
applicabile.
(5) Aggiungere il peso lordo dellimballaggio.

4. Esecuzione dei collaudi


I collaudi di cui ai seguenti paragrafi 4.b, 4.c, 4.d e 4.e, essendo collaudi di officina,
potranno essere autocertificati dalla Societ aggiudicataria tramiti appositi report.
Qualora il collaudo di cui al para 4.f (collaudo al tiro) dovesse svolgersi in un
poligono/balipedio non nazionale, sar facolt dellAmministrazione inviare, a spese
della Societ aggiudicataria, un proprio osservatore che presenzier alle attivit di
collaudo. A tale scopo la Societ dovr preavvisare lAmministrazione almeno 30
giorni solari prima dellesecuzione delle prove, comunicandone le date ed il sito.
Tutti i report dei collaudi di officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit
Aziendale, dovranno essere consegnati allAD, prima del collaudo finale della
fornitura, allegati al Certificato di Conformit (CoC).
a. Numerosit dei campioni
Il numero dei bossoli da prelevare a caso dal lotto e destinati alleffettuazione
delle prove di collaudo indicato nelle tabelle 1 e 2. Ai fini dellapplicazione delle
tabelle va considerato il numero complessivo dei bossoli del lotto di produzione,
indipendentemente dal fatto che siano impiegati per il confezionamento delle
cartucce cal. 76/62, o che siano forniti a parte.
b. Verifica della composizione chimica dellottone
I semilavorati di ottone (dischi) destinati alla fabbricazione di ciascun lotto di
bossoli saranno suddivisi in lotti di 4000 kg. Da ciascun lotto di 4000 kg o frazione
di esso sar prelevato un semilavorato campione destinato al collaudo.
Tali semilavorati dovranno essere sottoposti a controllo chimico secondo modalit
individuate dalla qualit aziendale. La composizione chimica dovr corrispondere
a quanto indicato al para 2.b. Il report del controllo chimico dovr essere allegato
al CoC, secondo quanto indicato al para 4.
c. Verifica oculare, dimensionale e del peso
Una parte dei bossoli (vedasi tabella di campionatura 2 - riga 1) verr sottoposta a
verifica oculare, dimensionale e del peso al fine di accertare l'assenza dei difetti
elencati.
Il report delle verifiche dovr essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al
para 4.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua ripresentazione ad un nuovo collaudo.

3-6

d. Prova di durezza
Una parte dei bossoli (vds. tabella di campionatura 2-riga 2) verr sottoposta al
controllo della durezza da effettuarsi con le seguenti modalit:
- apparecchiatura VICKERS con punta piramidale a diamante;
- carico 10 kg con tempo di applicazione da 10 a 15 s;
- rilievo durezza da effettuarsi lungo due generatrici poste a 180 l'una dall'altra, in
punti a distanza reciproca di 20 mm, nelle zone B, C, D e di 10 mm nella zona A.
I valori di durezza ottenuti, relativi a ciascun bossolo campione, saranno registrati
su diagramma e dovranno rientrare nei limiti prescritti.
I diagrammi di durezza non dovranno presentare bruschi salti di incrudimento.
Il report della prova di durezza dovr essere allegato al CoC, secondo quanto
indicato al para 4.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua ripresentazione ad un nuovo collaudo.
I bossoli saranno successivamente inviati al collaudo al tiro.
e. Prova di amalgamazione
Una parte dei bossoli (vds. tabella di campionatura 2 - riga 3) sar sottoposta alla
prova di amalgamazione da effettuarsi secondo modalit individuate dalla qualit
aziendale. Alla fine della prova, a seguito di accurata verifica oculare interna ed
esterna, non si dovr riscontrare alcuna crepa nel materiale.
La presenza di crepe comporter il rifiuto del lotto e la sua ripresentazione al
collaudo.
f. Collaudi al tiro
Una parte dei bossoli (vds. tabella di campionatura campionatura 3) verr
sottoposto a prova di tiro da effettuarsi con le seguenti modalit:
-

b.d.f. in condizioni di usura non superiori al calibro;


tiri eseguiti impiegando polvere di lancio appartenente al lotto utilizzato per il
confezionamento del lotto cartucce di fornitura o polvere di sovrapressione di
caratteristiche perfettamente note, proietti carichi inerti al peso tabulare e
bossoli su cui stato preventivamente rilevato e certificato il profilo di durezza
secondo quanto indicato al precedente paragrafo 4.d.
pressione massima vera di 391.3 14.7 MPa (3990 150 kg/cm) rilevata con
metodi di misura della pressione conformi alle procedure previste dallo
STANAG 4113.

Il bossolo in collaudo dovr essere estratto con la sola forza degli estrattori
all'apertura dell'otturatore che, nel caso di impiego di affusto da poligono, dovr
avvenire per la sola azione della mano del servente senza l'ausilio di mezzi
estranei.
Non saranno ammessi campioni difettosi per distacco del fondello, lesioni e/o
erosioni profonde ed incollamenti totali o parziali.
3-7

La presentazione di tali eventi comporter il rifiuto del lotto e la sua


ripresentazione al collaudo.
5. Documentazione a corredo della fornitura
La Societ, allatto della presentazione al collaudo dovr fornire la seguente
documentazione in tre copie cartacee e tre copie informatiche (file su CD in
formato.pdf):
- Certificato di Conformit relativo ai bossoli (corredato dai report dei collaudi di
officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit Aziendale) attestante la
rispondenza ai disegni/specifiche applicate nella produzione degli stessi;
- documentazione attestante lavvenuta qualifica / omologazione dei bossoli
secondo procedure internazionali (Stanag, AOP) o nazionali1;
- qualora si sia reso necessario operare modifiche minori sul DM 15085 per rendere
compatibile il bossolo con il cannello/proietto, dovr essere rilasciato il Disegno
costruttivo aziendale;
- dichiarazione di conformit al regolamento REACH.

Tale documentazione non necessaria per il bossolo a Disegno Marina D.M. 15085 rev. B Bossolo
di ottone cal. 76/62, in quanto gi in possesso dellAD.

3-8

TABELLA DI CAMPIONATURA 1
VERIFICA OCULARE, DIMENSIONALE ESTERNA E DEL PESO
BOSSOLO CAL. 76/62

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE
PROFONDITA' ALLOGGIO CANNELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTI
DI MISURA
STRUMENTO
VERIFICATORE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
80
200

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE
DEI
DIFETTI

LQA

NUMERO

A R

CRITICO
200

PRESENZA DIFETTI NEL MATERIALE (CREPE, RIPIEGATURE


PAGLIE, INCLUSIONI, ECC..) CHE INTERESSANO PIU' DEL 10%
DELLO SPESSORE DELLE PARETI NELLA ZONA "A" DEL
BOSSOLO

PROFILO ESTERNO DEL BOSSOLO NON CONFORME A DISEGNO

OCULARE INT.ED
EST. (MEDIANTE
ENDOSCOPIO
CON LENTE 10
INGR.)
STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200

CRITICO
200

80
200

CRITICO
200

FESSURE PASSANTI NELLE PARETI DELLE ZONE "B", "C", "D"


DEL BOSSOLO

80
OCULARE

200

CRITICO
200

PROFONDITA' ALLOGGIO TESTA CANNELLO SUPERIORE AL


MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

DIAMETRO MEDIO FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO


SUPERIORE AL MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

200

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

200
200
200
DIAMETRO MINORE FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO
SUPERIORE AL MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO AMMACCATA O ROTTA OD


INCOMPLETA

80
OCULARE

200
200

DIAMETRO ALLOGGIO TESTA CANNELLO SUPERIORE AL


MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

DIAMETRO FONDELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1
0
1
1

1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2
1
2
2

Segue tabella di campionatura 1

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE
DIAMETRO INTERNO ALLA BOCCA FUORI TOLLERANZA

STRUMENTI
DI MISURA
STRUMENTO
VERIFICATORE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
80
200

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

LQA

DEI
DIFETTI

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MAGGIORE

0,25

MINORE

0,65

MINORE

0.65

MINORE

0.65

200
SPESSORE PARETE ALLA BOCCA FUORI TOLLERANZA (DUE
CONTROLLI A 180)

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

DIFETTO DI ORTOGONALITA' FRA SUPERFICIE FONDO ALLOGGIO CANNELLO ED ASSE DELLA FILETTATURA SUPERIORE A
0.10 mm (LETT. TOT.) MISURATO SU UN DIAMETRO DI 18 mm

STRUMENTO
VERIFICATORE DI
ORTOGONALITA'

80

ECCENTRICITA' DELLA FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO


RISPETTO AL CORPO DEL BOSSOLO, MISURATA A 25 mm SOTTO IL BORDO DEL FONDELLO, SUPERIORE A 0.50 mm (LETT.
TOT.)
ECCENTRICITA' FORO ALLOGGIO CANNELLO RISPETTO ALLA
FILETTATURA, SUPERIORE A 0,15 mm (LETTURA TOTALE)

STRUMENTO
VERIFICATORE DI
ECCENTRICITA'

80

STRUMENTO
VERIFICATORE DI
ECCENTRICITA'
STRUMENTO
VERIFICATORE

80

DIAMETRO ESTERNO DEL BOSSOLO SOTTO L'ORLO DEL


FONDELLO ( = 103.5 0.15 mm)

200
200

200
200

200
200
80
200
200

SPESSORE PARETE A 75.0 2.00 mm SOTTO IL BORDO DEL


FONDELLO FUORI TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
200
200

DIAMETRO MEDIO FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO


INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

DIAMETRO MINORE FILETTATURA ALLOGGIO CANNELLO


INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

SPESSORE CAMPANELLA FUORI TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

NUMERO

A R
0
1
1
0
1
1
0
1
1

1
2
2
1
2
2
1
2
2

0
1
1

1
2
2

0
1
1
0
1
1
0
1
1
1
2
3
1
2
3
1
2
3

1
2
2
1
2
2
1
2
2
2
3
4
2
3
4
2
3
4

Segue Tabella di campionatura 1

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

STRUMENTI
DI MISURA

DIAMETRO ALLOGGIO TESTA CANNELLO INFERIORE AL MINIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
80
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

LQA

DEI
DIFETTI

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

200
SPESSORE FONDO BOSSOLO FUORI TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80

125
200

LUNGHEZZA TOTALE BOSSOLO FUORI TOLLERANZA

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

DIAMETRO FONDELLO SUPERIORE AL MASSIMO

STRUMENTO
VERIFICATORE

80
125
200

MARCATURE PERMANENTI NON CORRETTE, NON COMPLETE


O MANCANTI

80
OCULARE

125
200

PRESENZA DIFETTI NEL MATER. (CREPE, RIPIEGAT., PAGLIE,


INCLUSIONI ED.ALTRE DANNOSE IMPERFEZIONI.) CHE INTERESSINO MENO DEL 10% DELLO SPESSORE DELLE PARETI
NELLA ZONA "A" DEL BOSSOLO
PRESENZA DIFETTI NEL MATERIALE (CREPE, RIPIEGATURE
PAGLIE, INCLUSIONI ED ALTRE DANNOSE IMPERFEZIONI.) CHE
INTERESSINO PIU' DEL 10% DELLO SPESSORE DELLE PARETI
NELLE ZONE "B","C", e "D" DEL BOSSOLO SENZA ESSERE
FESSURE PASSANTI

OCULARE INT. ed
ESTER.
(MEDIANTE
ENDOSCOPIO)
OCULARE INT. ed
ESTER.
(MEDIANTE
ENDOSCOPIO)

80
125
200
80
125
200

NUMERO

A R
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3

2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4

1
2
3

2
3
4

TABELLA DI CAMPIONATURA 2
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI
PROVE DI OFFICINA BOSSOLI

RIFERIM.
PARA.

VERIFICA OCULARE E
DIMENSIONALE
(1)

PROVA DI DUREZZA
(2)

PROVA DI AMALGAMAZIONE
(3)

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200

4.c

80

4.d

13

200/125

DA
3201 A
10000

A R

200

13

0
0
0

1
1
1

0
0
0

1
1
1

13

5
4.e

NUMERO

REQUISITI
DEL COLLAUDO

VDS. TABELLA DI
CAMPIONATURA 1

BOSSOLI DA INVIARE AL
TIRO CON
CERTIFICAZIONE DI
DUREZZA (*)

(*) Dovranno essere previsti n. 5 bossoli di riserva per ogni campionatura destinata al collaudo al tiro e
dovr essere rilevata la durezza lungo 2 generatrici poste a 180 una dall'altra.

TABELLA DI CAMPIONATURA 3
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI
PROVE DI TIRO BOSSOLI CAL. 76/62

RIFERIM.
PARA.

TIRI A
SOVRAPRESSIONE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

13
4.f

13
13

NUMERO

A R
3
3
3

4
4
4

REQUISITI
DEL COLLAUDO

BOSSOLI PROVENIENTI
DALLA PROVA DI DUREZZA

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 4
Polvere per munizioni cal. 76/62

Edizione febbraio 2013

REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione Revisione

4-2

Autore

Dispac.di
Approvaz.

1. Generalit
Il presente documento ha lo scopo di descrivere, per ogni lotto di polvere
(propellente) cal. 76/62 in fase di acquisizione:
- le prove e la documentazione necessarie a dimostrarne la sicurezza (in particolar
modo in termini di conservabilit e assenza di sostanze pericolose);
- le prove necessarie a dimostrarne lefficienza;
- le caratteristiche minime necessarie per consentirne la gestione logistica.
La polvere, appartenente ad un unico lotto, dovr corrispondere ad un disegno
aziendale atto a soddisfare le prescrizioni del presente documento ed a garantire la
sicurezza e lefficienza del munizionamento cal. 76/62 di fornitura.
2. Caratteristiche della polvere
a. Componenti
Il lotto polvere sar preparato impiegando componenti appartenenti, ciascuno,
ad un unico lotto comprese le sostanze raffreddanti, antivampa e quantaltro
rientri nella preparazione della polvere.
La polvere non dovr contenere sostanze pericolose per la salute umana, in
particolare dovr essere esente da dinitrotoluene (DNT). Tale componente
infatti, usualmente adoperato nella composizione di polveri regolamentari a
singola base per le sue eccellenti qualit plasticizzanti nei confronti della
nitrocellulosa, viene oggi indicato come agente cancerogeno (classificato con la
sigla R45 o, in accordo al nuovo regolamento CLP, H350).
La polvere di lancio dovr essere stata qualificata in accordo allo STANAG 4170
e 4224 ed essere in grado di permettere le prestazioni delle cartucce da 76/62
previste nella presente CT.
La polvere dovr essere costruita in modo tale da garantirne la conservabilit nel
tempo (vedasi il para 6. Garanzia).
Il lotto polvere dovr essere stato confezionato non prima di un anno dalla
presentazione al collaudo finale del munizionamento da 76/62 che costituisce la
fornitura.
3. Controlli di fabbricazione
a. Verbali di collaudo e rapporti di fabbricazione
Per ciascun lotto polvere il Servizio Controllo di Qualit della Societ rediger un
verbale di collaudo, annesso al Certificato di Conformit della polvere.
Al verbale in oggetto dovr essere allegato un rapporto di fabbricazione
contenente oltre ai valori analitici riscontrati sulle materie prime e sui prodotti finiti
anche le seguenti indicazioni relative al ciclo di produzione adottato:
- quantit di solventi impiegati per l'impasto;
- modello di macchina trafilatrice e tagliatrice utilizzata;
- durata e temperatura dei cicli di recupero solventi;
4-3

durata e temperatura del bagno in acqua calda;


ogni altra informazione relativa al ciclo di produzione ritenuta significativa.

b. Presentazione al collaudo
Ciascun lotto polvere sar presentato al collaudo debitamente imballato in idonei
contenitori nel caso di fornitura di polvere sfusa.
Il lotto in corso di collaudo sar conservato nello stabilimento di produzione in
idoneo magazzino sotto la diretta responsabilit della Societ.
c. Esecuzione dei collaudi
(1) Generalit
Le operazioni di collaudo da effettuare su ciascun lotto di polvere
comprenderanno:

verifica del peso di polvere nei contenitori secondo limitatamente alle


forniture di polvere sfusa, secondo procedure aziendali;
collaudo fisico-chimico (verifica oculare, dimensionale, analisi chimica,
verifica della stabilit) secondo le modalit esposte nei successivi
paragrafi;
collaudo balistico da effettuarsi secondo la CT Ctg. T-49 rev. B.

Tutte le operazioni di collaudo che comporteranno esposizione all'aria della


polvere dovranno essere eseguite nel pi breve tempo possibile e comunque
l'apertura dei contenitori non dovr avvenire prima di 48 ore dalla immissione
della polvere negli stessi.
(2) Verifica oculare
Dal lotto polvere verr prelevato un campione di circa 0.500 kg da sottoporre
ad esame oculare per accertare che il propellente possegga i seguenti
requisiti:
- i grani di polvere dovranno presentare l'aspetto derivante da un' accurata
lavorazione.
- il propellente dovr essere costituito da un colloide uniforme e ben
gelatinizzato.
- i grani dovranno presentare superfici di taglio nette cio senza asperit.
Saranno ammessi un massimo del 2% di grani con superfici di taglio
irregolari.
Il quantitativo di polvere utilizzato per questa verifica non dovr essere
impiegato per altre prove ma accantonato per successiva distruzione.
(3) Verifica dimensionale
Le misure saranno effettuate su 30 grani scelti a caso da un campione della
polvere prodotta.
Verranno in particolare rilevate le misure dei parametri geometrici significativi:
L, We, d, Wi e D, cos come definite nella figura 1.
Per la misura della lunghezza (L) dei grani si user un calibro riportando i
valori medi calcolati.
Per la misura del diametro esterno D, dei fori (d) e degli spessori critici (We e
Wi), verr impiegato un microscopio (o, in alternativa, idonea apparecchiatura
di equivalente precisione).
4-4

Una volta effettuate le misure verranno calcolate le medie dei parametri


geometrici significativi, che verranno riportati nel rapporto di fabbricazione
richiesto al paragrafo 3.a.
SEZIONE A-A

VISTA DALL' ALTO

Wi

We

Figura 1
(4) Accertamento composizione chimica
L'accertamento della composizione chimica della polvere verr effettuato
secondo i procedure aziendali. A titolo esemplificativo, potranno essere
impiegate le seguenti metodiche analitiche:
determinazione delle sostanze volatili per via gas cromatografica;
determinazione dell'umidit mediante titolazione con reattivi tipo Karl
Fisher;
determinazione della difenilammina,del dibutilftalato e del dinitrotoluene
mediante tecniche cromatografiche in fase liquida o gassosa, condotte su
estratti o soluzioni di campioni analitici di polvere;
determinazione
del
solfato
di
potassio
secondo
tecniche
spettrofotometriche di assorbimento atomico, condotte sulle soluzioni
ottenute da attacco acido di campioni analitici di polvere.
La Societ dovr fornire una breve relazione nella quale si dovranno
specificare le modalit sperimentali delle tecniche adottate ed i risultati
ottenuti. Tale relazione sar allegata al rapporto di fabbricazione di cui al para
3.a.

4-5

(5) Calore di esplosione


La determinazione del calore di esplosione verr effettuato con bomba
calorimetrica operando in atmosfera di azoto alla pressione ambiente o con
altra metodologia aziendale.
La Societ dovr fornire una breve relazione nella quale si dovranno
specificare le modalit sperimentali delle tecniche adottate ed i risultati
ottenuti. Tale relazione sar allegata al rapporto di fabbricazione di cui al para
3.a.
(6) Saggio di stabilit
Il collaudo della polvere di lancio in termini di stabilit nel tempo sar eseguito
in accordo allo STANAG 4582, mediante microcalorimetria (HFC).
Il metodo determina la velocit di generazione di calore in funzione del tempo,
calore prodotto dalla decomposizione dellesplosivo a temperatura costante.
La velocit di rilascio di calore nel corso della prova a temperatura costante
simula linvecchiamento termico per un certo periodo alla temperatura di
stoccaggio.
Saranno costituiti cinque diversi campioni rappresentativi del lotto
I campioni sono mantenuti a temperatura costante (tra 60 e 90C) per un
tempo stabilito, dettato dalla temperatura scelta. Questo tempo considerato
equivalente ad un minimo di 10 anni di stoccaggio a 25C.
Il criterio per stabilire se la polvere di lancio stabile chimicamente il non
superamento del limite massimo di flusso di calore, anchesso dettato dalle
condizioni sperimentali di temperatura.
Quando le temperature di prova sono particolarmente elevate, essendo il
limite massimo di flusso particolarmente conservativo, la polvere potrebbe
fallire la prova. In questo caso il test deve essere ripetuto a temperatura pi
bassa.
Ai fini del collaudo della polvere dovr essere eseguita una serie di prove di
stabilit nelle condizioni stabilite in tabella seguente:
Temperatura

Tempo

Flusso di calore limite

T (C)

t (gg)

W/g)
Pl (

75

19

63.1

80

10.6

114

851

5.98

201

In fase di collaudo del lotto, sulla polvere sar eseguita solo la prova pi
critica, ovvero quella a temperatura pi alta (85C ). Nel caso tale prova non
fosse superata dovr essere eseguita a scopo di collaudo una prova a
temperatura pi bassa, come indicato nello STANAG 4582 applicabile.

La prova a 85C, qualora non superata, non dovr ri tenersi motivo di scarto del lotto di polvere.
Qualora superata, sar invece ripetuta sullo stesso campione a solo scopo informativo.

4-6

La Societ dovr fornire una breve relazione nella quale si dovranno


specificare le modalit di dettaglio applicate nellesecuzione dei test
summenzionati ed i risultati ottenuti (Rapporto sul controllo della stabilit della
polvere).
Tale relazione sar allegata al rapporto di fabbricazione di cui al para 3.a.
(7) Bomba manometrica
Il test con bomba manometrica sar eseguito, dopo l'esito favorevole delle
prove di cui ai paragrafi precedenti, allo scopo di misurare la vivacit e la
pressione massima in bomba monometrica, secondo una procedura stabilita
dalla Qualit Aziendale.
La Societ dovr fornire una breve relazione contenente lesito delle prove da
allegare al verbale di collaudo della polvere.
(8) Collaudo balistico
Il collaudo balistico sar eseguito, dopo l'esito favorevole delle prove di cui ai
paragrafi precedenti, con modalit descritte nella CT Ctg. T49 rev. B.
La Societ dovr fornire una breve relazione contenente lesito delle prove da
allegare al verbale di collaudo della polvere.
4. Imballaggio
La polvere di lancio sfusa sar fornita in contenitori metallici opportunamente sigillati
approntati in accordo ai disegni aziendali applicabili.
All'interno dei contenitori la polvere di lancio dovr essere posta in sacchi di
polietilene antistatico.
La piena compatibilit chimica tra la polvere ed i materiali/trattamenti superficiali
posti a contatto con essa dovr essere documentata in accordo allo STANAG 4147
I contenitori dovranno essere corrispondenti a tutti i requisiti riportati nellADR
(Accord europen relatif au trasport international des merchandises dangereuses par
route) nelledizione in vigore al momento della consegna.
Sui contenitori dovranno essere apposte le stampinature e le coloriture previste dai
disegni aziendali.
Le indicazioni minime dovranno essere relative a:
- denominazione della polvere;
- lotto di produzione;
- contratto di acquisto;
- codice identificativo dellomologazione dellimballaggio;
- numero ONU;
- codice di classificazione.
In ogni caso i contenitori pieni (peso lordo fuori tutto) non dovranno superare i 20 Kg
di peso ed essere dotati di sicure maniglie/punti di presa per il sollevamento da parte
di due operatori.

4-7

5. Documentazione a corredo della fornitura


La Societ, allatto della presentazione al collaudo dovr fornire la seguente
documentazione in tre copie cartacee e tre copie informatiche (file su CD in
formato.pdf):
- Certificato di Conformit relativo alla polvere (corredato di verbale di collaudo e
rapporto di fabbricazione di cui al para 3.a, contenente i report dei collaudi di
officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit Aziendale) attestante la
rispondenza ai disegni/specifiche applicate nella produzione degli stessi;
- Documentazione attestante lavvenuta qualifica / omologazione della polvere
2
secondo gli STANAG applicabili ;
- Certificazioni di compatibilit chimica tra la polvere ed i materiali/trattamenti
superficiali posti a contatto con essa secondo lo STANAG 4147;
- Disegni e specifiche costruttive della polvere;
- Scheda di dati di sicurezza della polvere.
- Distinta di base di configurazione della polvere;
- Disegno/i e certificato di omologazione degli imballaggi della polvere;
- Codice di classificazione (Numero ONU, Divisione di rischio e Gruppo di
compatibilit), rilasciato ai sensi dello Stanag 4123 della polvere;
3
- Categoria TULPS ai fini dello stoccaggio della polvere;
- Dichiarazione di conformit al regolamento REACH;
- Procedure per la gestione della polvere interessata da incidenti durante i trasporti
(EOD).
6. Garanzia
La garanzia relativa alle cartucce oggetto di fornitura sar subordinata alla sicurezza
della polvere di lancio, da accertarsi con test periodici, secondo la tecnica di analisi
termica microcalorimetrica (HFC) a Stanag 4582.
In particolare, ai fini della clausola di garanzia, far fede il seguente criterio:
Periodicamente saranno effettuati controlli di stabilit sulla polvere tramite
microcalorimetro: test a 80C secondo STANAG 4582. In caso di prova non
favorevole sar eseguita una prova a temperatura pi bassa (65C), come indicato
nello stesso STANAG. Se anche tale prova non fosse superata verr effettuata una
ulteriore prova estrapolando il tempo di invecchiamento al numero di anni necessari
per raggiungere il termine del periodo di garanzia di 12 anni.
A titolo di esempio, dopo 10 anni, decorrenti dalla data di accettazione da parte
dellEnte gestore del contratto, lesito non favorevole del test a 80C e/o a 65C
comporter leffettuazione di una ulteriore prova estrapolando linvecchiamento a 2
anni in modo da raggiungere il termine del periodo di garanzia di 12 anni.
Lestrapolazione del tempo di invecchiamento per un periodo diverso da 10 anni ha
un valore puramente teorico ed in questo caso verr utilizzato ai soli fini contrattuali.
Se nel corso del periodo di garanzia dei 12 anni le metodiche HFC (heat flow
calorimetry) dovessero perfezionarsi cos come lesperienza maturata con tale
2

La qualifica della polvere, effettuata secondo gli STANAG 4170 e 4224, dovr attestare lassenza di
DNT.
3
Qualora il riconoscimento del manufatto da parte del Ministero degli Interni sia ancora in itinere, la
Societ dovr fornire unindicazione di massima della categoria.

4-8

tecnologia in ambito AD, questa. avr facolt di modificare i criteri sopraesposti


concordandone i termini con la Societ.
Lesito non favorevole delle prove effettuate come sopra descritto comporter
lobbligo da parte della Societ di rilavorare tutte le cartucce del lotto ancora
esistenti, o sostituirle a propria cura e spesa con altre di nuova fornitura aventi le
stesse caratteristiche di quelle inizialmente acquisite.
La Societ tenuta a conservare, per lintero periodo della garanzia, n. 50 Kg di
polvere (per riferimento in caso di contraddittorio con lAmministrazione) dello stesso
lotto di quelli impiegati per le cartucce di fornitura in imballaggi regolamentari.
La chiusura degli imballaggi sar certificata da sigilli.

4-9

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 5
Proietto completo cal. 76/62

Edizione febbraio 2013

REGISTRAZIONE DELLE AGGIUNTE E DELLE VARIANTI


Lett.
Rev.

Data
Rev.

Pag.
Rev.

Descrizione Revisione

5-2

Autore

Dispac.di
Approvaz.

1. Generalit
Per proietto completo si intende il corpo che viene espulso dalla bocca da fuoco
durante il tiro. Ai fini del presente documento irrilevante che tale corpo sia a sua
volta composto di pi componenti (es: bicchiere proietto, materiale inerte di
riempimento e finta spoletta), oppure che sia costituito da ununica componente,
purch le sue caratteristiche siano conformi a quanto prescritto nel presente
documento e non si verifichino, a causa delle sollecitazioni al tiro, distacchi di
materiali o modifiche nella configurazione (es: variazione del baricentro a causa
dellarroccamento dei materiali che ne costituisce il riempimento inerte).
Il presente documento ha lo scopo di descrivere, per ogni lotto di proietti completi (di
seguito semplicemente denominati proietti) in fase di acquisizione:
- le prove necessarie a dimostrarne la sicurezza;
- le prove necessarie a dimostrarne lefficienza (in particolare in termini di
compatibilit con i cannoni di produzione OTO Melara, in dotazione alla M.M.I.);
- le caratteristiche minime necessarie per consentirne la gestione logistica.
I proietti dovranno corrispondere ad un disegno aziendale atto a soddisfare le
prescrizioni del presente documento ed a garantire la sicurezza e lefficienza del
munizionamento cal. 76/62 di fornitura.
Il profilo esterno, il peso, il baricentro e le marcature dovranno essere conformi a
quanto riportato nel D.M. 15390 Proietto carico inerte - Dimensioni esterne, peso e
baricentro.
Il proietto dovr essere progettato per consentire alla cartuccia di superare i collaudi
al tiro (para 3.b. Annesso 1).
2. Caratteristiche dei proietti
a. Materie prime
La Societ e le sue eventuali subfornitrici dovranno approvvigionare le materie
prime occorrenti per la costruzione dei proietti in partite omogenee, per
caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche, dentit tale da assicurare la
perfetta omogeneit del lotto.
Tutte le parti metalliche del proietto dovranno essere in grado di resistere alla
MOP del cannone (376,6 Mpa).
I proietti non dovranno contenere nessuna delle sostanze appartenenti alla
candidate list di cui al regolamento (CE) 1907/2006 del 18.02.06 (REACH) o
MCA.
b. Cintura di forzamento
Le cinture di forzamento saranno ricavate da tubi trafilati in similoro (vedi para
3.b).
Dai tubi saranno ritagliati anelli di altezza sufficiente ad effettuare la cinturazione.

5-3

Gli anelli, prima dell'impiego, dovranno essere ricotti alla temperatura di 600
750 C per la durata di 30'.
Gli anelli suddetti saranno applicati mediante pressatura a freddo nelle apposite
scanalature praticate sui proietti in modo da risultare incastrati a forza a sposare
la forma delle scanalature stesse. Successivamente gli anelli saranno torniti
affinch assumano la forma e le dimensioni prescritte dal disegno applicabile.
c. Lavorazione
La lavorazione dei proietti dovr essere effettuata in modo che questi stessi
posseggano i requisiti dimensionali specificati nel disegno Dis. D.M. 15390 e non
presentino bave, scalini, testimoni di lavorazione od altre imperfezioni.
La verifica oculare e dimensionale dei proietti sar effettuata come indicato al
successivo para 3.
d. Trattamenti
I proietti dovranno essere sottoposti ai trattamenti necessari per ottenere le
caratteristiche fisiche e meccaniche previste dal disegno aziendale (es:
trattamenti termici).
e. Fosfatazione
Tutti i proietti ultimati di lavorazione meccanica collaudati visivamente e
dimensionalmente, saranno fosfatati come indicato nella C.T. ctg. Q-7 o altro
trattamento equivalente. In tal caso la descrizione del trattamento dovr essere
allegata al Certificato di Conformit (CoC) a corredo della fornitura.
f. Pitturazione
I proietti finiti di lavorazione meccanica saranno pitturati mediante applicazione di
mano di fondo (shop primers).
Dovranno essere impiegati smalti idrosolubili, onde ridurre lemissione di sostanze
organiche volatili negli ambienti di verniciatura e nellatmosfera nonch evitare il
rischio di infiammabilit connesso con limpiego e lo stoccaggio di prodotti
vernicianti a solvente.
La pittura dovr risultare uniformemente distribuita su tutta la superficie con
spessore pari a 0.02 0.004 mm da misurarsi mediante elcometro.
I proietti saranno poi completati con la mano a finire del colore previsto dal
disegno D.M. 15392.
g. Marcature permanenti
Sulla superficie dei proietti dovranno essere apposte le marcature previste nel
disegno D.M. 15392.
3. Esecuzione dei collaudi

5-4

I collaudi di cui ai paragrafi da 3.a a 3.k, essendo collaudi di officina, potranno


essere autocertificati dalla Societ aggiudicataria tramiti appositi report. Il riferimento
sempre costituito dal disegno aziendale applicabile.
Qualora il collaudo di cui al para 3.l (collaudo al tiro) dovesse svolgersi in un
poligono/balipedio non nazionale, sar facolt dellAmministrazione inviare, a spese
della Societ aggiudicataria, un proprio osservatore che presenzier alle attivit di
collaudo. A tale scopo la Societ dovr preavvisare lAmministrazione almeno 30
giorni solari prima dellesecuzione delle prove, comunicandone le date ed il sito.
Tutti i report dei collaudi di officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit
Aziendale, dovranno essere consegnati allAD, prima del collaudo finale della
fornitura, allegati al CoC.
a. Verifica della composizione chimica dei materiali costituenti il corpo proietto
La verifica della composizione chimica dei materiali costituente il corpo proietto
(tipicamente acciaio) verr effettuata su due campioni. Il controllo chimico sar
effettuato secondo modalit individuate dalla Qualit Aziendale.
Il report del controllo chimico dovr essere allegato al CoC, secondo quanto
indicato al para 3.
b. Verifica della composizione chimica del similoro della cintura di forzamento
La verifica della composizione chimica del similoro destinato alla fabbricazione
delle cinture di forzamento sar effettuata su due campioni per colata e su non
meno di due anelli destinati alla cinturazione del lotto di proietti.
La composizione chimica del similoro dovr essere la seguente:
- rame:
- ferro:
- piombo:
- zinco:
- impurit:

89 93%;
0.05% max;
0.05% max;
rimanente;
0.125% max.

La non rispondenza del materiale ai requisiti sopra indicati comporter il rifiuto del
lotto.
c. Controllo delle caratteristiche fisiche e meccaniche dei proietti a seguito dei
trattamenti
L'omogeneit delle caratteristiche fisiche e meccaniche e la rispondenza al
disegno aziendale a seguito dei trattamenti di cui al para 2.d verr verificata
sottoponendo un campione dei proietti alle prove stabilite dalla Qualit Aziendale
(es: prova di durezza, trazione, resilienza, controlli magnetoscopici ecc.).
I valori misurati dovranno corrispondere a quanto prescritto nel disegno
applicabile; in caso contrario il lotto di bicchieri verr sottoposto, dopo nuovi
trattamenti, alle stesse procedure di controllo.

5-5

Se anche nella seconda prova non venissero riscontrate le prescritte


caratteristiche meccaniche il lotto verr scartato.
Il report dei test dovr essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
d. Controllo del proietto prima dell'applicazione della cintura di forzamento
Una parte dei proietti (vds. tabella di campionatura 2 - riga 10) verr sottoposta a
controllo dimensionale/visivo per accertare l'assenza dei difetti elencati in tabella
di campionatura 1A.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua presentazione dopo rilavorazione ad un nuovo collaudo.
Il report dei test dovr essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
e. Controllo delle cinture di forzamento
Il report dei singoli controlli delle cinture di forzamene, di seguito descritti,
dovranno essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
(1) Verifica oculare
Tutte le cinture, prima della loro applicazione ai proietti, saranno esaminate
visivamente allo scopo di accertare l'assenza di difetti come porosit, cricche,
sfogliature ecc., specie sulla superficie interna.
Le cinture difettose saranno scartate.
(2) Prova del suono
Su tutti i proietti cinturati e prima della finitura delle cinture si effettuer la
prova del suono battendo leggeri colpi sulla cintura con martello di acciaio.
Un suono falso accompagnato da un ridotto rimbalzo del martello indicher
una non idonea cinturazione e causer il rifiuto del proietto esaminato.
I proietti scartati potranno essere nuovamente ripresentati al collaudo dopo
nuova cinturazione.
(3) Prova di decinturazione
Da ogni lotto di proietti cinturati, prima della finitura della cintura, verranno
prelevati n. 13 proietti da sottoporre alla prova di decinturazione per accertare
che l'impronta lasciata sulla cintura dalla godronatura sia uniforme ed interessi
l'intera superficie interna della cintura stessa.
Nel caso che tale impronta risulti non completa e/o non uniforme anche su di
una sola cintura l'esame suddetto verr esteso ad altri n. 13 proietti.
Nel caso di ulteriore esito sfavorevole su una o pi cinture, tutti i proietti del
lotto saranno decinturati e ripresentati al collaudo, una volta sola, dopo nuova
cinturazione.
(4) Prova di trazione delle cinture di forzamento
Ciascuna cintura asportata per la prova di cui al para 3.e(3) verr raddrizzata
a freddo per ricavarne provini di dimensioni:
5-6

a = 4 mm;

b = 16 mm;

lo= 50 mm.

da sottoporre alla prova di trazione.


I valori del carico di rottura e dell'allungamento percentuale che dovranno
ottenersi nella prova di trazione saranno quelli indicati nel disegno aziendale.
In caso contrario l'intero lotto di proietti sar decinturato e nuovamente
presentato al collaudo, una volta sola, dopo nuova cinturazione.
(5) Prova di piegamento
La prova sar effettuata su n. 8 proietti cinturati rappresentativi di ciascun lotto
secondo la UNI EN ISO 7438 o altra norma equivalente, individuata dalla
Qualit Aziendale, su corone provenienti dalla decinturazione.
Le barrette cos ricavate saranno piegate a 180 im piegando un punzone di
diametro uguale allo spessore dell'anello iniziale accertando che non si
manifestino incrinature superficiali della barretta.
In caso contrario l'intero lotto di proietti sar decinturato e nuovamente
ripresentato al collaudo, una sola volta, dopo nuova cinturazione.
f. Controllo del disco di fondello
Sul disco di fondello dovranno essere eseguite le prove di seguito specificate, i cui
report dovranno essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
(1) Verifica oculare
Il controllo della saldatura del disco di fondello sar effettuato visivamente sul
totale dei proietti eliminando quelli in cui si evidenzier una cattiva saldatura.
(2) Prova del suono
Su tutti i proietti con disco saldato si effettuer la prova del suono battendo
leggeri colpi sulle saldature con martello d'acciaio.
Un suono falso accompagnato da ridotto rimbalzo del martello indicher una
saldatura non perfetta.
Tutti i dischi di fondello evidenzianti suono falso saranno sottoposti alla prova
del distacco secondo le modalit descritte nel paragrafo successivo.
(3) Prova del distacco del disco di fondello
Tutti i proietti risultati difettosi alla prova del suono ed in ogni caso n. 13
proietti rappresentativi del lotto saranno sottoposti alla prova di distacco del
disco di fondello.
Per tale prova sar usato uno scalpello di lunghezza pari a circa 15 mm con
punta a 75.
Lo scalpello sar posizionato con il suo asse a circa 15 con il piano di
fondello del proietto e percosso con un sol colpo impiegando un martello del
peso di 0.5 Kg circa, ed una ragionevole forza manuale.

5-7

Qualora la prova di distacco effettuata su proietti difettosi alla prova del suono
dia esito non favorevole, la Societ dovr eseguire nuovamente la saldatura
del disco di fondello solo su detti proietti.
Qualora la prova di distacco effettuata sugli 8 proietti rappresentativi di
ciascun lotto dia esito non favorevole la Societ dovr eseguire nuovamente
la saldatura del disco di fondello su tutti i proietti costituenti il lotto.
g. Controllo dellapplicazione della finta spoletta (se applicabile)
Qualora il disegno aziendale preveda la produzione del proietto completo a partire
da un bicchiere proietto scarico cui dovr essere aggiunta una finta spoletta od
altro componente assimilabile, dovranno essere eseguite le prove di seguito
specificate, i cui report dovranno essere allegato al CoC, secondo quanto indicato
al para 3.
(1) Verifica oculare
Il controllo dellassiematura della finta spoletta o altro componente similare al
bicchiere proietto sar effettuato visivamente sul totale dei proietti eliminando
quelli non rispondenti al DM 15392 ed ai disegni aziendali applicabili.
(2) Verifica della coppia di serraggio
Il controllo della coppia di serraggio della finta spoletta o altro componente
similare al bicchiere proietto sar effettuato con strumento dinamometrico sul
totale dei proietti onde accertarsi che lassiematura sia avvenuta
conformemente al disegno aziendale applicabile.
I proietti non conformi saranno rilavorati e nuovamente testati.
h. Controllo dei materiali di riempimento (se applicabile)
Qualora il disegno aziendale preveda la produzione del proietto completo a partire
da un bicchiere proietto scarico da riempirsi con materiali inerti per ottenere il
profilo, il peso ed il baricentro previsti dal DM 15390 ed ai disegni aziendali
applicabili dovr essere eseguita la prova di seguito specificata, il cui report dovr
essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
(1) Controllo interno del proietto
Il controllo del materiale di riempimento sar effettuato visivamente su n. 13
proietti completi sezionati longitudinalmente o radiografati, allo scopo di
accertare la conformit dei materiali a quelli previsti dal disegno aziendale
applicabile. Non dovranno essere presenti disomogeneit, bolle o cricche che
potrebbero dar luogo ad arroccamento con conseguente modifica delle
disposizioni interne delle masse.
i. Controllo dimensionale del proietto prima della verniciatura

5-8

Una parte dei proietti gi cinturati (vds. tabella di campionatura 2 - riga 22) verr
sottoposta al controllo dimensionale/visivo per accertare l'assenza dei difetti
elencati in tabella di campionatura 1B.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua presentazione dopo rilavorazione ad un nuovo collaudo.

5-9

j. Controllo del proietto dopo la verniciatura


Una parte dei proietti (vds. tabella di campionatura 2 - riga 23) verr sottoposta al
controllo dimensionale/visivo per accertare l'assenza dei difetti elencati in tabella
di campionatura 1C.
La presenza di un numero di difetti superiore a quelli ammessi comporter il rifiuto
del lotto e la sua ripresentazione a collaudo.
Il report dei test dovr essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
k. Controllo del peso e del baricentro dei proietti finiti
I proietti finiti saranno sottoposti a controllo unitario di peso e baricentro con
modalit e strumenti da stabilire a cura della Qualit Aziendale. I proietti non a
disegno dovranno essere rilavorati e sottoposti a nuovo collaudo, altrimenti
scartati.
Il report dei test dovr essere allegato al CoC, secondo quanto indicato al para 3.
l. Collaudo al tiro
Ultimato con esito favorevole il collaudo di officina e dimensionale del lotto di
proietti verr prelevata una campionatura di n. 13 unit di cui si dovranno
conoscere:
- caratteristica di durezza dei bicchieri proietto;
- diametri esterni dei proietti previa sverniciatura locale nelle zone interessate
indicate nella figura 1. Per ogni diametro verranno effettuate due misurazioni a
90 fra loro.
I proietti saranno sottoposti alla prova di tiro a recupero da effettuarsi con le
seguenti modalit:
- cannone in condizione di usura non superiore al calibro;
- carica di lancio atta a fornire una pressione massima vera di 391,3 14,7 MPa
(3990 150 Kg/cm) rilevata con metodi di misura della pressione conformi alle
procedure previste dallo STANAG 4113.
Ai fini del collaudo saranno considerati validi anche i colpi eseguiti con pressioni
fuori tolleranza in pi e buon esito, oppure con pressioni fuori tolleranza in meno e
cattivo esito.
Dovranno essere recuperati non meno del 70% dei proietti. I proietti recuperati
dovranno palesare:
a) una variazione dei diametri critici entro i limiti prescritti nella tabella figura 1;
b) cinture intagliate ed incastrate in modo perfetto;
c) assenze di rotture od incrinature dipendenti da deficiente resistenza strutturale.
Se uno o pi dei proietti recuperati (vds. tabella di campionatura 3) non
rispondesse al requisito a), verr effettuata la riprova.
E ammessa una modifica alla configurazione del proietto (es: apposizione di
rosetta ritardatrice) per consentire lesecuzione della prova.
5-10

Figura 1
Zone prescritte per il rilievo dei diametri critici
(prima del tiro, previa sverniciatura locale del proietto nella zona A e B, saranno misurati due
diametri a 90 tra loro. Si proseguir alla punzona tura di identificazione delle zone di misura
avendo cura che il rifolamento del materiale non interferisca col diametro minimo della canna)

ZONE

Allargamento massimo diametrale dopo il


tiro
Restringimento massimo diametrale dopo il
tiro

0,15 mm

0,15 mm

0,38 mm

0,38 mm

4. Documentazione a corredo della fornitura


La Societ, allatto della presentazione al collaudo dovr fornire la seguente
documentazione in tre copie cartacee e tre copie informatiche (file su CD in
formato.pdf):
- Certificato di Conformit relativo ai proietti (corredato dai report dei collaudi di
officina ed al tiro, opportunamente validati dalla Qualit Aziendale) attestante la
rispondenza ai disegni/specifiche applicate nella produzione degli stessi;
- disegno costruttivo aziendale dei proietti;
- dichiarazione di conformit al regolamento REACH.

5-11

TABELLA DI CAMPIONATURA 1A
CONTROLLI SU PROIETTO PRIMA DELL'APPLICAZIONE DELLA CINTURA
RIFERIMENTO PARA 3

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

ASSENZA DI GODRANATURA

STRUMENTO
DI MISURA

VISIVO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
125
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE
DEI
DIFETTI

NUMERO

LQA

A R

CRITICO
200

DIAMETRO DI GOLA ALLOGGIO CINTURA DI FORZAMENTO


FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
125

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0.65

N DI DIFETTI
X
100 UNITA'

10

MAGGIORE

0,40

200
ALTEZZA GOLA ALLOGGIO CINTURA DI FORZAMENTO FUORI
TOLLERANZA

CALIBRO

125
125
200
125

TUTTE LE CONCENTRICITA' FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
200
80

LUNGHEZZA PROIETTO FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
200

DIAMETRO CAVITA' INTERNA BICCHIERE (SE PRESENTE) FUORI


TOLLERANZA

80
CALIBRO

125
200

DIAMETRO BORDI ALLOGGIO FASCIA DI CENTRAMENTO FUORI


TOLLERANZA

80
CALIBRO

125
200

GODRONATURA ALLOGGIO FASCIA NON RISPONDENTE A


DISEGNO

80
CALIBRO

125
200
80

SEGNI DI CATTIVA LAVORAZIONE

OCULARE

125
125
125

DIAMETRO INTERNO INFERIORE AL MINIMO (SE PRESENTE


CAVITA' INTERNA)

CALIBRO

125
200

1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
14
21
21
1
1
2

2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
15
22
22
2
2
3

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

PESO FUORI TOLLERANZA

STRUMENTO
DI MISURA

CALIBRO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
125
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

NUMERO

LQA

DEI
DIFETTI

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0.40

MAGGIORE

0.40

MAGGIORE

0.40

MAGGIORE

0.40

200
125
DIAMETRO ESTERNO FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
200
125

DIAMETRI ESTERNI DI ESTREMITA' FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
200
125

DIAMETRI INTERNO OLTRE IL MASSIMO

CALIBRO

125
200
125

PROFILO ESTERNO NON A DISEGNO

SAGOMA

125
200
80

MANCANZA DI FOSFATAZIONE O FOSFATAZIONE NON


ESEGUITA A REGOLA D'ARTE

OCULARE

125
200

A R
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2

2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3

TABELLA DI CAMPIONATURA 1B
PROIETTI FINITI DI LAVORAZIONE MECCANICA PRIMA DELLA VERNICIATURA
RIFERIMENTO PARA. 3.i

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

DIAMETRO FASCIA DI CENTRAMENTO OLTRE IL MASSIMO

STRUMENTO
DI VERIFICA

CALIBRO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
125
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

NUMERO

LQA

DEI
DIFETTI

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

200
DIAMETRO MAGGIORE DELLA CINTURA DI FORZAMENTO
OLTRE IL MASSIMO

CALIBRO

125
125
200

DIAMETRO FASCIA CILINDRICA FRA LE DUE GOLE DELLA


CINTURA DI FORZAMENTO OLTRE IL MASSIMO

CALIBRO

125
125
200

DIAMETRO FILLETTATURA BOCCHINO INFERIORE AL MINIMO


(SE APPLICABILE)

CALIBRO

DIAMETRO FASCIA CENTRAMENTO INFERIORE AL MINIMO

CALIBRO

125
125
200
125
125
200

DIAMETRO MAGGIORE CINTURA DI FORZAMENTO INFERIORE


AL MINIMO

CALIBRO

125
125
200

DIAMETRO FASCIA CILINDRICA TRA LE DUE GOLE DELLA


CINTURA DI FORZAMENTO OLTRE IL MINIMO

CALIBRO

125
125
200

CALIBRO
DIAMETRI FILETTATURA BOCCHINO OLTRE IL MASSIMO (SE
APPLICABILE)
DIAMETRO DELLA PARTE CILINDRICA POSTERIORE DELLA
CINTURA DI FORZAMENTO FUORI TOLLERANZA

125
125
200
125

CALIBRO

125
200

A R
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2

2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3

Segue Tabella di campionatura 1 B

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE
DIAMETRO DELLA PARTE CILINDRICA TRA LA FASCIA DI
CENTRAMENTO E LA CINTURA DI FORZAMENTO FUORI
TOLLERANZA
DIAMETRO INTERNO ZONA CILINDRICA PROIETTO FUORI
TOLLERANZA (SE APPLICABILE)

STRUMENTO
DI VERIFICA

CALIBRO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
125
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

NUMERO

LQA

DEI
DIFETTI

MAGGIORE

0,40

MINORE

0,65

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MINORE

0,65

200
CALIBRO

125
125
200

LUNGHEZZA CINTURA DI FORZAMENTO FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
125
200

FONDO GOLA ANTERIORE CINTURA DI FORZAMENTO OLTRE IL


MASSIMO

CALIBRO

125
125
200

DIAMETRO DI FONDO GOLA POSTERIORE CINTURA DI


FORZAMENTO OLTRE IL MAX

CALIBRO

125
125
200

LUNGHEZZA PROIETTO FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

125
125
200
125

SPESSORE FONDELLO INFERIORE AL MINIMO (SE


APPLICABILE)

CALIBRO

DIAMETRO ESTERNO BOCCHINO FUORI TOLLERANZA (SE


APPLICABILE)

CALIBRO

CONCENTRICITA' NON RISPONDENTI

CALIBRO

125
200
125
125
200
125
125
200

FONDO GOLA ANTERIORE CINTURA DI FORZAMENTO


INFERIORE AL MINIMO

125
OCULARE

125
200

A R
1
1
2
1
2
3
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
2
3

2
2
3
2
3
4
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
3
4

Segue tabella di campionatura 1 B

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE
DIAMETRO DI FONDO GOLA POSTERIORE CINTURA DI
FORZAMENTO OLTRE IL MINIMO

STRUMENTO
DI VERIFICA

CALIBRO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
80
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

NUMERO

LQA

DEI
DIFETTI

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

N DI DIFETTI
X
100 UNITA'

10

200
80
SPESSORE FONDELLO OLTRE IL MASSIMO (SE APPLICABILE)

CALIBRO

125
200

PUNZONATURA ILLEGGIBILE OD ERRATA (SE APPLICABILE)

OCULARE

80
125
200

LUNGHEZZA GOLA CINTURA DI FORZAMENTO FUORI


TOLLERANZA

CALIBRO

80
125
200

MANCANZA SCARICHI ANTERIORE E POSTERIORE CINTURA DI


FORZAMENTO (SE APPLICABILE)

OCULARE

80
125
200

POSIZIONE GOLA ANTERIORE CINTURA DI FORZAMENTO


RISPETTO AL FONDELLO DEL PROIETTO FUORI TOLLERANZA

CALIBRO

80
125
200

POSIZIONE PARTE FINALE RASTREMATURA CINTURA DI


FORZAMENTO RISPETTO AL FONDELLO DEL PROIETTO FUORI
TOLLERANZA

CALIBRO

80

SEGNI DI CATTIVA LAVORAZIONE

OCULARE

125
200
80
125
200

A R
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
2
3
14
21
21

2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
3
4
15
22
22

TABELLA DI CAMPIONATURA 1C
CONTROLLO PROIETTI DOPO LA VERNICIATURA
RIFERIMENTO PARA. 3.j

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

DIAMETRO FASCIA DI CENTRAMENTO OLTRE IL MASSIMO

STRUMENTO
DI VERIFICA

CALIBRO

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
125
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE
DEI
DIFETTI

NUMERO

LQA

CRITICO
200

125
VERNICE INTERNA BICCHIERE NON RISPONDENTE A DISEGNO
(SE APPLICABILE)

ESAME

PROIETTO NON VERNICIATO INTERNAMENTE (SE APPLICABILE)

OCULARE

125

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

MAGGIORE

0,40

200
125
125
200

FILETTATURA BOCCHINO SPORCA DI VERNICE (SE


APPLICABILE)

OCULARE

VERNICE ESTERNA NON RISPONDENTE A DISEGNO

ESAME

125
125
200
125
125
200

MARCATURA ERRATA OD INCOMPLETA

OCULARE

125
125
200

OCULARE

125

CINTURA DI FORZAMENTO DANNEGGIATA O SPORCA

125
200
OCULARE

MARCATURA ILLEGGIBILE

125
125
200

A R
0
0
0
1
2
3
1
2
3
1
2
3
1
1
2
1
1
2
1
1
2
1
1
2

1
1
1
2
3
4
2
3
4
2
3
4
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3

Segue Tabella di campionatura 1 C

CARATTERISTICHE DA
CONTROLLARE

PRESENZA DI GRUMI NELLA CAVITA' INTERNA DEL PROIETTO


(SE APPLICABILE)

STRUMENTO
DI VERIFICA

OCULARE

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
FINO A DA
1200
1201 A
3200
80
125

DA
3201 A
10000

CLASSIFICAZIONE

NUMERO

LQA

DEI
DIFETTI

MINORE

0,65

MINORE

0,65

MAGGIORE

0,40

MINORE

0,65

N DI DIFETTI
X
100 UNITA'

10

200
80

SUPERFICIE INTERNA PARZIALMENTE VERNICIATA (SE


APPLICABILE)
VERNICIATURA ESTERNA DANNEGGIATA O CON PRESENZA DI
BOLLE

OCULARE

125
200
80

OCULARE

125
200

PRESENZA DI GRASSO , MACCHIE D'OLIO NELLA SUPERFICIE


ESTERNA OD INTERNA

80
OCULARE

125
200
80

SEGNI DI CATTIVA LAVORAZIONE

OCULARE

125
200

A R
1
2
3
1
2
3
1
1
2
1
2
3
14
21
21

2
3
4
2
3
4
2
2
3
2
3
4
15
22
22

TABELLA DI CAMPIONATURA 2
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI
PROVE DI OFFICINA PROIETTI

RIFERIM.

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

NUMERO

NOTE
PARA.
VERIFICA COMPOSIZIONE
CHIMICA MATERIALI PER
FABBRICAZIONE PROIETTO
(1)
VERIFICA COMPOSIZ. CHIMICA
CINTURE DI FORZAMENTO
(2)
ESAME MACROGRAFICO
DELL'ACCIAIO
(4)

FINO A DA
1200
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

A R
CONTROLLO SU DUE
CAMPIONI

3.a

CONTROLLO SU DUE
CAMPIONI

3.b

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

ESAME MICROGRAFICO
DELL'ACCIAIO PER
FABBRICAZIONE BICCHIERI
(5)

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

ESAME DELLA GRANDEZZA DEL


GRANO AUSTENITICO
(6)

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

VERIFICA DELLA TEMPRABILITA'


(7)

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

CONTROLLO CARATTERISTICHE
MECCANICHE BICCHIERE
SBOZZATO DOPO IL
TRATTAMENTO TERMICO
(8)

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

CONTROLLO MAGNETOSCOPICO
DEI BICCHIERI
(9)

3.c

SE PREVISTO DALLA
QUALITA' AZIENDALE

CONTROLLO DEI BICCHIERI


PRIMA DELL'APPLICAZIONE
DELLA CINTURA
(10)
VERIFICA OCULARE CINTURE DI
FORZAMENTO
(11)

VEDASI TABELLA
CAMPIONATURA 1 A

3.d
125
125
200
3.e.(1)

CONTROLLO UNITARIO

segue tabella di campionatura 2

RIFERIM.

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE

NUMERO

NOTE
PARA.
PROVA DEL SUONO DELLA
CINTURA DI FORZAMENTO
(12)
PROVA DI DECINTURAZIONE
(13)
PROVA DI TRAZIONE DELLE
CINTURE DI FORZAMENTO
(14)
PROVA DI PIEGAMENTO DELLE
CINTURE DI FORZAMENTO
(15)
VERIFICA OCULARE DISCO DI
FONDELLO
(16)
PROVA DEL SUONO SUI DISCHI DI
FONDELLO
(17)

3.e.(2)

FINO A DA
1200
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

A R

CONTROLLO UNITARIO

3.e.(3)

13 + 13

0
1

2
2

3.e.(4)

13

3.e.(5)

3.f.(1)

CONTROLLO UNITARIO

CINTURE PROVENIENTI
DALLA PROVA DI
DECINTURAZIONE

SE APPLICABILE

SE APPLICABILE
CONTROLLO UNITARIO
3.f.(2).

VERIFICA OCULARE
APPLICAZIONE FINTA SPOLETTA
(19)

3.g.(1)

CONTROLLO UNITARIO

LA PROVA DOVRA'
ESSERE ESEGUITA SU
PROIETTI TROVATI
DIFETTOSI ALLA PROVA
DEL SUONO
SE APPLICABILE

VERIFICA COPPIA DI SERRAGGIO


DELLA FINTA SPOLETTA
(20)

3.g.(2)

CONTROLLO UNITARIO

SE APPLICABILE

CONTROLLO DEI MATERIALI DI


RIEMPIMENTO PROIETTI
(21)

3.h

PROVA DI DISTACCO DEL DISCO


DI FONDELLO
(18)

CONTROLLO DEL PROIETTO


PRIMA DELLA VERNICIATURA
(22)
CONTROLLO DEL PROIETTO
DOPO LA VERNICIATURA
(23)
CONTROLLO DEL PESO E DEL
BARICENTRO
(24)

13

3.f.(3).

13

SE APPLICABILE

125
3.i

125
200

VADASI TABELLA DI
CAMPIONATURA 1 B

200

VEDASI TABELLA DI
CAMPIONATURA 1 C

125
125
3.j
3.k

CONTROLLO UNITARIO

TABELLA DI CAMPIONATURA 3
ENTITA' DI CAMPIONATURA E DIFETTOSI AMMESSI
PROVE DI TIRO

RIFERIM.

NUMEROSITA'
CAMPIONARIE
NOTE

PARA.

PROVA DI RESISTENZA ALLE


SOLLECITAZIONI DEL TIRO

FINO A DA
1200
1201 A
3200

DA
3201 A
10000

13
3.l

13
13

13
3.l
RIPROVA

13
13

DOVRANNO ESSERE
RECU-PERATI ALMENO IL
70 %
DEI PROIETTI

NEL CASO DI
MISURAZIONE DIAMETRI
OLTRE I LIMITI AMMESSI

Ministero della Difesa


Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti
DIREZIONE DEGLI ARMAMENTI NAVALI

NAV 80 1315 0001 13 00B000

Condizione Tecnica di acquisto per


munizionamento cal. 76/62 con
proietto inerte
Annesso 6
Elenco disegni applicabili

Edizione febbraio 2013

Elenco Disegni applicabili


Dis. D.M. n.

Lettera

Denominazione

13887

Paracapsule da 76/62

14395

Cartucciere da 76/62 - Assieme

14886

Percussori ausiliari per la prova di sensibilit e


sicurezza dell'innesco

14887

Grave da 20 kg per prove di caduta del corpo


innescato

14888

Grave da 20 Kg per prove di caduta del cannello

14993
15085

Cartellino segnaletico per cartucce


B

Munizionamento cal. 76/62 - Bossolo a profilo


interno modificato

15368

Munizionamento cal. 76/62 Marcature bossolo

15390

Proietto carico inerte - Dimensioni esterne, peso


e baricentro

15391
15392

15401

Munizionamento cal. 76/62 - Cartuccia con


proietto inerte profilo e peso
Munizionamento cal. 76/62 - Cartuccia con
proietto inerte al peso esatto - Coloriture,
stampinature e marcature
Munizionamento cal. 76/62 - Cartucciere Coloriture e stampinature cartuccia con proietto
inerte al peso esatto

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CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

MARINA MILITARE
CENTRO INTERFORZE MUNIZIONAMENTO AVANZATO
54011 AULLA (MS)

C.T. Ctg. T-49 rev. B

COLLAUDO BALISTICO DELLE POLVERI DI


LANCIO PER CANNONI DELLA M.M.I.

DATA DI COMPILAZIONE : Luglio 1992


ESTREMI ESAME MARIPERMAN : Fg.n. 2355/R in data 10.09.1992
ESTREMI APPROVAZIONE MINISTERIALE : Dp.n. 09815/R in data 16.10.1992

PAG. 1 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

REVISIONI
Lett.
Rev.
A

Data
Rev.
Dicembre
93

Settembre
2010

Pag.
Rev.
3-4101112

Descrizione
Revisione
Variato i para.1, 3.10.e la tabella 1 per aver inserito la polvere KNSF.

Eseguite le seguenti varianti:


Eliminati riferimenti alla polvere cal 127/38;
Introdotti piezometri a sfera 38/3,91 per i cal. 127 e 76;
Sostituita pressione effettiva a pressione monometrica per i cal. 127
e 76

PAG. 2 DI PAGINE 20

Autore
C.F.(AN) Fulvio DONAT

Il Capo Sezione Munizionamento


T.V. (AN) Settimio GARBATI

Dispaccio di
Approvazione
Dp. n 70399
del
1-2-1994

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

INDICE
1.
2.

PREMESSA.......................................................................................................................................................................4
DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI......................................................................................................................4
2.1. Condizioni tecniche..................................................................................................................................................4
2.2. Norme ........................................................................................................................................................................4
2.3. Generalit...................................................................................................................................................................4
3. NORME.............................................................................................................................................................................4
3.1. Definizioni .................................................................................................................................................................4
3.1.1.
3.1.2.
3.1.3.
3.1.4.
3.1.5.
3.1.6.
3.1.7.

3.2.
3.3.
3.4.
3.5.
3.6.
3.7.
3.8.
3.9.
3.10.

Polvere del lotto tipo ............................................................................................................................................. 4


Serie di tiro.............................................................................................................................................................. 4
Pressione e velocit del giorno............................................................................................................................. 5
Metodo di collaudo polvere "per confronto" .................................................................................................... 5
Massima profondit di riempimento - MPD (Maximun Packing Depth)........................................................... 5
Profondit di riempimento di produzione - PPD (Production Packing Depth).................................................. 5
Colpi di condizionamento .................................................................................................................................... 5

Preparazione delle cariche e dei colpi....................................................................................................................6


Determinazione del PPD e dell' MPD ..................................................................................................................6
Misure balistiche .......................................................................................................................................................6
Programma di tiro.....................................................................................................................................................7
Norme particolari per l'esecuzione dei tiri............................................................................................................7
Determinazione del peso di carica .........................................................................................................................8
Determinazione della pressione .............................................................................................................................9
Requisiti di accettazione per la polvere cal. 127/54 e 76/62.............................................................................9
Requisiti di accettazione per la polvere M1 e KNSF cal. 40/70......................................................................9

PAG. 3 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

1. PREMESSA
Le presenti C.T. riportano le norme generali per il collaudo al tiro delle polveri di lancio in servizio
nella M.M.I.
2. DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI
Sono associati e fanno parte integrante delle presenti C.T. tutti i documenti sottonotati, della
revisione in vigore all'atto della stipulazione del documento d'acquisto.
2.1. Condizioni tecniche
C.T. Ctg. G-13

Polvere di lancio tipo M6+2 per cal. 76/62

C.T. Ctg. G-19

Polvere di lancio tipo SPDF per cal.127/54

C.T. Ctg. G-27

Polvere di lancio alla nitrocellulosa tipo M1 per il cal. 40/70

Cap.Tec.40/70-Parte VII

Polvere di lancio KNSF

C.T. Ctg. T-42

Metodi di analisi e di prove per polveri di lancio per cal. 40/70

2.2. Norme

STANAG 4113

Procedures to determine the degree of ballistic performance similarity of


NATO indirect fire ammunition and the applicable corrections to aiming
data
Pressure measurement by crusher gauges

STANAG 4114

Measurements of projectile velocities

STANAG 4106

2.3. Generalit
Il peso di carica, la velocit iniziale e la pressione massima manometrica (cal. 40/70) o effettiva (cal.
76/62 e 127/54) in culatta della polvere in collaudo debbono essere in accordo con i requisiti
specificati in tabella 1, per il calibro ed il tipo di polvere in collaudo.
3. NORME
3.1. Definizioni
3.1.1.

Polvere del lotto tipo

Un lotto di polvere, designato da Direzione Generale per gli Armamenti Navali come "lotto tipo",
possiede caratteristiche balistiche medie rispetto a quelle delle polveri aventi la stessa composizione
e granitura.
La polvere del lotto tipo ha un peso di carica assegnato ad una pressione standard assegnata,
ottenuti per taratura assoluta, ovvero per confronto con un lotto tipo gi esistente.
3.1.2.

Serie di tiro

Per serie di tiro si intende una successione di colpi sparati con ritmo tale che non abbia a
verificarsi, in nessun caso, tra un colpo e l'altro, il raffreddamento della canna.

PAG. 4 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

3.1.3.

C.T. Ctg. T-49 rev.B

Pressione e velocit del giorno

Il valore medio della pressione massima in culatta e della velocit iniziale della polvere del lotto
tipo, rilevati in una singola serie di tiro, vengono definiti, rispettivamente, pressione e velocit del
giorno.
3.1.4.

Metodo di collaudo polvere "per confronto"

Il metodo di collaudo polvere "per confronto" comporta la determinazione del peso di carica della
polvere in collaudo in base alla velocit del giorno della polvere del lotto tipo e la determinazione
della differenza algebrica tra la pressione assegnata a suo tempo e la pressione del giorno del lotto
tipo.
Tale differenza deve essere aggiunta algebricamente alla pressione della polvere in collaudo
corrispondente al peso di carica ottenuto come sopra detto.
3.1.5.

Massima profondit di riempimento - MPD (Maximun Packing Depth).

L' MPD la distanza, approssimata al millimetro, fra la bocca del bossolo ed il livello superiore di
una data carica di lancio nel bossolo, rispettando le seguenti condizioni:
a) la carica versata da un'altezza di 76 cm. (30 pollici) dalla bocca del bossolo;
b) la carica versata in modo uniforme nel tempo di un minuto;
c) durante il versamento, l'esterno del bossolo viene percosso leggermente, con una mazzuola di
materiale soffice, in corrispondenza del livello crescente della polvere.
L'MPD varia con il lotto polvere e con il peso di carica.
3.1.6.

Profondit di riempimento di produzione - PPD (Production Packing Depth).

Per una carica di lancio, il PPD definito come l'MPD per quella carica, diminuito di una costante
empirica determinata per ciascun disegno di bossolo, a condizione che la parte del bossolo
interessata dalla carica sia a conicit costante (10 mm per il cal. 76 e 18 mm per il cal. 127; la
differenza fra MPD e PPD non costante nel caso di bossoli "a collo di bottiglia").
Il PPD fornisce una densit della carica tale da poter essere agevolmente ottenuta durante il
confezionamento delle cariche in bossolo e delle cartucce.
Dal valore del PPD si ottiene quello del PPDR (Production Packing Depth Range) attribuendo al primo
una tolleranza bilaterale prestabilita, il cui valore 3 mm per il cal. 76 e 5 mm per il cal. 127.
3.1.7.

Colpi di condizionamento

Un colpo di condizionamento viene sparato:


all'inizio di una serie di tiro (canna fredda);
interposto fra due colpi sparati impiegando polveri di tipo diverso per composizione e/o per
granitura e/o per la presenza o meno di antifiammici;
interposto fra due colpi sparati impiegando la stessa polvere ma per i quali si attendono forti
variazioni nelle caratteristiche balistiche (elevato valore del differenziale di pressione e/o
variazione di circa 35 m/sec. della velocit iniziale).
I colpi di condizionamento possono presentare una balistica anormale, dovuta sia all'interazione fra
le diverse caratteristiche delle polveri, sia allo stato del cannone; di conseguenza, i risultati balistici
ottenuti con i colpi stessi debbono essere trascurati.

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CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

3.2. Preparazione delle cariche e dei colpi


Le polveri da impiegare nelle prove balistiche per la determinazione del peso di carica e i piezimetri
occorrenti devono essere condizionati per almeno 24 ore alla temperatura costante di + 21 C (+
32 C per il cal. 127) immediatamente prima dell'impiego, cercando di mantenere la temperatura
della polvere il pi possibile vicino a + 21 C (+ 32 C per il cal. 127) sino al momento del tiro.
Per i colpi da sparare con la polvere del lotto tipo, le cartucce o le cariche in bossolo debbono
essere confezionate con l'esatto peso di carica e l'esatto livello di polvere previsti per il lotto tipo
impiegato.
Per il confezionamento dei colpi dovranno essere utilizzati, per ciascun collaudo polvere, bossoli,
cannelli e proietti del lotto tipo (ove definito) ovvero di un unico lotto.
I proietti, con caricamento inerte, dovranno essere portati al peso sottospecificato:
Calibro
40/70

Peso (Kg)
0,8800,001 (PFF)
0,9600,002 (BLT e PFF IM213
6,3000,010
31,7500,050

76/62
127/54

Il confezionamento dei colpi deve essere effettuato nel pi breve tempo possibile.
3.3. Determinazione del PPD e dell' MPD
Il PPD, in funzione del peso di carica, deve essere determinato, per ciascun lotto di polvere da
collaudare, misurando l'MPD (con la procedura di cui al precedente para 3.1.5) su cinque cariche
approntate per ciascuno dei due pesi, massimo e minimo, che previsto adottare nel corso del
collaudo.
La polvere impiegata deve essere condizionata a + 21 C (+ 32 C per il cal. 127) per almeno 24
ore.
Le dieci cariche suddette devono essere allestite impiegando polvere diversa per ciascuna carica, al
fine di evitare che il livello ottenuto possa essere influenzato da eventuali rotture di grani
prodottesi durante il primo versamento.
In base ai valori medi dell'MPD ottenuti per ciascun gruppo di cinque cariche deve essere tracciato
un diagramma, costituito da una linea retta, in funzione dei pesi di carica.
La retta dei valori del PPD deve essere poi ricavata sottraendo la costante empirica previamente
determinata (vedasi precedente para 3.1.6.).
Per ciascun peso di carica adottato nel corso del collaudo polvere, il PPD viene determinato in
base al diagramma suddetto e la carica deve essere versata a tale livello con l'ulteriore correzione
dovuta alla presenza dei crushers.
L'influenza dei crushers sul PPD deve essere determinata empiricamente per ciascun disegno di
bossolo e il PPD deve essere variato corrispondentemente, al fine di mantenere la densit della
carica uguale a quella che si otterrebbe confezionando la carica con il medesimo PPD senza
crushers.
3.4. Misure balistiche
Per ciascuno dei colpi sparati nel corso dei collaudi polvere, ad eccezione (eventualmente) dei colpi
di condizionamento, devono essere misurati e registrati i valori della velocit iniziale e della
pressione massima in culatta.

PAG. 6 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

Le misure di velocit iniziale devono essere il pi possibile accurate ed essere effettuate, se


possibile, secondo lo STANAG 4114, con apparecchiature in grado di fornire la maggiore
accuratezza e precisione, impiegando la stessa apparecchiatura per ciascun collaudo.
Le misure di pressione massima in culatta devono essere effettuate impiegando cruschers di rame
(approntati ed usati secondo i migliori metodi correnti, possibilmente secondo lo STANAG 4113)
ovvero altri strumenti in grado di fornire maggiore accuratezza e precisione.
3.5. Programma di tiro
Il collaudo balistico di una polvere di lancio per cannoni deve essere eseguito adottando il seguente
programma di tiro (collaudo per confronto) con il munizionamento condizionato per almeno 24
ore a + 21 C (+ 32 C per il cal. 127):
1. Sparare almeno 4 colpi con polvere del lotto tipo al peso di carica assegnato. Il primo dei tali
colpi sar considerato colpo di condizionamento. La media della velocit dei colpi (almeno 3
"colpi validi", intendendo per "colpo valido" quello per il quale stata rilevata correttamente la
Vo) sar considerata velocit del giorno provvisoria.
2. Sparare almeno 5 colpi con polvere in collaudo e peso di carica calcolato in modo da ottenere
circa il 90% della Vo del giorno provvisoria (come peso carica pu essere assunto il 90% del
peso di carica medio dei precedenti lotti di polvere dello stesso tipo). Il primo di tali colpi sar
considerato colpo di condizionamento.
3. Sparare almeno 5 colpi con polvere in collaudo e peso di carica calcolato in modo da ottenere
circa il 100% della Vo del giorno provvisoria (come peso carica pu essere assunto il peso di
carica medio dei precedenti lotti di polvere dello stesso tipo). Il primo di tali colpi sar
considerato colpo di condizionamento.
4. Sparare almeno 5 colpi con polvere in collaudo e peso di carica calcolato in modo da ottenere
circa il 105% della Vo del giorno provvisoria (come peso carica pu essere assunto il 105% del
peso di carica medio dei precedenti lotti di polvere dello stesso tipo). Il primo di tali colpi sar
considerato colpo di condizionamento.
5. Sparare almeno 10 colpi con polvere del lotto tipo al peso di carica assegnato. Il primo di tali
colpi sar considerato, se necessario, colpo di condizionamento.
6. Sparare almeno 10 colpi con polvere in collaudo al peso di carica provvisorio (vedasi para 3.7.
punto 3.). Il primo di tali colpi sar considerato, se necessario, colpo di condizionamento.
7. Solo per il cal. 40/70, in aggiunta alle serie di tiro di cui sopra, dovranno anche essere effettuate
le sottonotate serie:
- n. 8 colpi con polvere in collaudo e peso carica definitivo con cartucce termostatate a +60
C per almeno 24 ore.; il primo di tali colpi sar considerato colpo di condizionamento;
- n. 8 colpi idem c.s. con cartucce termostatate a -40 C; il primo di tali colpi sar considerato
colpo di condizionamento.
3.6. Norme particolari per l'esecuzione dei tiri
1. Per ciascuna polvere in collaudo il programma di tiro adottato sar eseguito, per i calibri 127/54
e 76/62, su una canna in buone condizioni di usura. Per il calibro 40/70 dovr essere utilizzata
una canna al primo quarto di vita che abbia sparato non meno di 200 colpi e non pi di 500.
2. Nel caso in cui la polvere del lotto tipo e la polvere in collaudo abbiano stesse caratteristiche
chimico-fisiche, le due serie dei precedenti para 3.5. punto 5. e 6. (che costituiscono la serie di
uniformit) saranno eseguite contemporaneamente sparando alternativamente i colpi con
polvere del lotto tipo e in collaudo. Il primo colpo (confezionato con polvere del lotto tipo) sar
considerato, se necessario, di condizionamento (vds. para 3.1.7).
3. Nel caso in cui vengano collaudati contemporaneamente pi lotti di polvere aventi stesse
caratteristiche chimico/fisiche della polvere del lotto tipo (di norma non pi di due lotti di

PAG. 7 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

polvere possono essere collaudati contemporaneamente), la serie di uniformit sar effettuata


sparando 10 successioni di tre colpi, uno dei quali preparato con polvere del lotto tipo e gli altri
due preparati con ciascuna delle polveri in collaudo.
4. Nel caso in cui la polvere del lotto tipo e la polvere in collaudo non abbiano stesse
caratteristiche chimico- fisiche, sar sparata prima la serie di cui al para 3.5. punto 5 e poi quella
del para 3.5.punto 6 (in ogni caso dette serie dovranno essere sparate a breve distanza di
tempo). In tal caso non consentito il collaudo contemporaneo di pi lotti.
5. I singoli contenitori della povere, sia in collaudo sia del lotto tipo, devono essere utilizzati in
modo da ottenere la massima distribuzione e rappresentativit fra tutti i colpi sparati nel corso
delle prove. Pertanto, non si dovr assiemare un secondo colpo da qualunque contenitore fino a
che non siano stati preparati colpi da tutti i contenitori disponibili.
Se il peso di propellente necessario per qualche colpo superer la quantit rimasta nel
contenitore appropriato, il peso sar costituito impiegando propellente tratto dal minor numero
possibile dei contenitori rimanenti.
E' opportuno che ogni colpo porti l'indicazione del contenitore dal quale stata prelevata la
polvere per il suo confezionamento e ci al fine di individuare eventuali contenitori con
caratteristiche anomale.
In tabella 2 indicato un esempio della successione delle serie di tiro eseguite per il collaudo di
una polvere a confronto con polvere del lotto tipo di caratteristiche chimico fisiche diverse.
In tabella 3 ed in tabella 4 indicato un esempio della successione delle serie di tiro eseguite per
il collaudo, rispettivamente, di uno o di due lotti di polvere a confronto con polvere del lotto
tipo di caratteristiche chimico-fisiche uguali.
6. Il tiro deve essere sospeso se, controllando di volta in volta la pressione massima manometrica
(per cal. 40/70) e pressione effettiva (per cal. 76/62 e 127/54) in culatta, si constata che
quest'ultima supera la pressione massima indicata in tabella 1 riga 6.
3.7. Determinazione del peso di carica
1. Sar verificata la congruenza interna dei dati di Vo ricavati da ciascuna delle serie di cui al para
3.5 ad esclusione di quelli della serie di cui al para 3.5. punto 1 per i quali si rimanda al
successivo punto 5.
Per tali verifiche verr utilizzato il Dixon's test di cui all'Ed. n. 2 dello STANAG 4106 a livello
di confidenza 1 - = 0,95 (vedasi Appendice 1).
2. Con i singoli valori delle serie dei para 3.5.punti 2, 3 e 4., previa verifica della congruenza interna
di cui al para 3.7.punto 1., sar calcolata la funzione di primo grado Vo = f () mediante
regressione lineare (retta dei minimi quadrati - vedasi Appendice 2).
3. Mediante la funzione Vo = f () ed il valore della velocit del giorno provvisoria del lotto tipo
(para 3.5.punto 1.) verr determinato il peso di carica provvisorio della polvere in collaudo. Con
tale peso saranno confezionati, utilizzando componenti condizionati, almeno 10 colpi (para 3.5.
punto 6.) i quali saranno sparati nella serie di uniformit (serie di uniformit = serie para
3.5.punti 5 e 6.).
4. I singoli valori delle serie del para 3.5.5 saranno verificati con il predetto Dixon's test. Il valore
medio di tale unica serie sar definito velocit del giorno.

PAG. 8 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

5. Il peso di carica definitivo del lotto polvere in collaudo sar calcolato aggiungendo al peso di
carica provvisorio il peso legato, attraverso la funzione = f (Vo) -( punto 2.), alla differenza
V della velocit media della serie di uniformit.
Il peso di carica definitivo sar approssimato al grammo per polveri dei calibri 127 mm e 76
mm; per polveri per il cal. 40 mm l'approssimazione sar al decimo di grammo.
Il valore del P.P.D.R. (para 3.1.6.) sar calcolato in relazione al peso di carica definitivo, mentre
a detto peso sar assegnato, ai fini del confezionamento di serie delle cartucce o cariche in
bossolo, la tolleranza bilaterale prevista in tabella 1 riga 8.
3.8. Determinazione della pressione
1. Per ogni colpo della serie dei para 3.5. punti 2, 3 e 4 saranno esaminate le misure fornite dai due
piezimetri, anch'essi termostatati, introdotti nei colpi all'atto del loro confezionamento. Qualora
dette due misure differiscano di meno di 19,62 MPa (200 Kg/cm2), al corrispondente colpo
sar assegnata la media delle due misure; altrimenti, la pressione di tale colpo sar considerata
non rilevata.
2. Sar verificata la congruenza interna dei dati di pressione ricavati da ciascuna delle predette
serie utilizzando sempre il Dixon's Test. In tal modo risulteranno definiti i "valori utili" della
Pmax della serie.
3. Utilizzando tali valori utili e inserendo il punto ( = 0, Pmax =0), sar calcolata la funzione di
secondo grado Pmax = f () mediante regressione parabolica (parabola dei minimi quadrati vedasi Appendice 2).
4. Qualora nell'equazione Pmax = a0 + a1 + a2 il coefficente a2 risultasse negativo, il calcolo
della funzione sar ripetuto inserendo ancora il punto ( = 0, Pmax =0) tante volte quante
saranno necessarie fino ad avere il valore di detto fattore maggiore di zero (vedasi NOTA Appendice 2).
5. Una volta definita tale funzione di secondo grado Pmax = f ( ), si otterr la pressione massima
del giorno del lotto di polvere in collaudo, inserendo in essa il valore del "peso di carica
definitivo" (vedasi para 3.7. punto 6.).
6. Con i singoli valori delle pressioni delle serie del para 3.5. punto 5, controllati secondo quanto
visto ai punti 1 e 2, sar calcolata la pressione massima del giorno del lotto tipo.
7. La pressione massima definitiva del lotto di polvere in collaudo, sar calcolata sommando
algebricamente alla pressione massima del giorno del lotto di polvere in collaudo, la differenza
algebrica tra pressione massima assegnata al lotto tipo e pressione massima del giorno del lotto
tipo.
3.9. Requisiti di accettazione per la polvere cal. 127/54 e 76/62.
La polvere in collaudo dovr corrispondere alle prescrizioni di cui alla Tabella 1.
I valori di pressione massima effettiva riportati alla riga 6 sono i valori che non devono essere
superati da ogni singolo colpo, trattandosi di pressione effettiva massima di collaudo della canna di
calibro corrispondente.
3.10.

Requisiti di accettazione per la polvere M1 e KNSF cal. 40/70

La polvere, oltre alle prescrizioni di cui alla Tabella 1, dovr rispondere anche ai sottonotati
requisiti:
1. Ogni singolo valore di pressione effettiva della serie a + 60 C (+ 52 per polvere KNSF) non
deve superare i 434,38 MPa (4428 Kg/cm);

PAG. 9 DI PAGINE 20

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2. Ogni singolo valore di pressione effettiva della serie a - 40 C e a + 60 C (+52C per polvere
KNSF) non deve differire dal valore medio della rispettiva serie di pi di 30,9 MPa (315
Kg/cm).
3. Sar verificata la congruenza interna dei dati di pressione delle predette serie utilizzando sempre
il Dixon's test sui valori manometrici ricavati in sede di tiro.
4. La conversione dei valori manometrici in valori effettivi di pressione verr effettuata:
apportando le correzioni ai valori ricavati in sede di tiro per tener conto della differenza di
temperatura tra quella di tiro e quella di taratura del tipo/lotto piezimetri utilizzato;
convertendo i valori di pressione manometrica in pressione effettiva ( auspicabile l'utilizzo
di piezimetri tedeschi 18/3 omologati NATO);
apportando le correzioni in pressione dovute alla presenza dei piezimetri nel bossolo.

PAG. 10 DI PAGINE 20

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TABELLA 1
LIMITI RELATIVI A VELOCITA' INIZIALE, PRESSIONE MAX MANOMETRICA (piezimetri Tedeschi
18/3 per 40/70) E PRESSIONE MAX EFFETTIVA (piezimetri a sfera 38/3,91 per 76 e 127) E PESO DI
CARICA

Calibro

40/70

40/70

76/62

Tipo polvere

M1

KNSF

M6 + 2

SPDF

SPCF Naco

Vo a canna nuova a
+21 C (m/s)

1005

905

807.7 (3)

807.7 (3)

S.Q.M. Vo (m/s)

6.0

3.0

4.0

4.0

Peso carica max e


min (kg)

4% Peso
medio lotti
precedenti

4% Peso
medio lotti
precedenti

2,05

8,760

9,530

Pressione
max a +21C(Mpa)

Vedi
para. 3.10

Vedi
para. 3.10

S.Q.M. Pressione a
+ 21C (Mpa)

__

0,0005

Tolleranza
confezionamento su
peso assegnato (Kg)

127/54

1025 (1)
1005 (2)

2,45
Min
3127 Kg/cm
Max
(3696
Kg/cm)

8,070
8,840
Min
Min 285,47
3350 Kg/cm (2910 Kg/cm)
Max
Max 316,86
3813 Kg/cm
(3230
(3)
Kg/cm)(3)

__

5,88
(60 Kg/cm)

9,71
(99 Kg/cm)

9,71
(99 Kg/cm)

0,0005

0,005

0,015

0,015

NOTE: 1) Relativa al proietto PFF-HE al peso di 880 1g


2) Relativa al proietto BL-T e PFF IM 213 al peso di 960 2g
3) Valori relativi a polvere termostatata a + 32 C.

PAG. 11 DI PAGINE 20

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TABELLA 2

ESEMPI DI SUCCESSIONE SERIE DI TIRO PER COLLAUDO POLVERE A CONFRONTO CON


POLVERE DI CARATTERISTICHE CHIMICO FISICHE DIVERSE
Polvere
Tipo
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Tipo
"
"
"
"
"
"
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
"
"
"
"

Colpo
1( .)
2
3
4
5 (.)
6
7
8
9
10 (.)
11
12
13
14
15 (.)
16
17
18
19
20 (.)
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30 (.)
31
32
33
34
35
36
37
38
39

Peso carica atto a dare

Para. C.T.

Note

Vo provvisoria
"
"
"
90 % Vo provvisoria
"
"
"
"
100 % Vo provvisoria
"
"
"
"
105 % Vo provvisoria
"
"
"
"
Vo
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"

3.5.-1.
"
"
"
3.5.-2.
"
"
"
"
3.5.-3.
"
"
"
"
3.5.-4.
"
"
"
"
3.5.-5 e 3.6.-4.
"
"
"
"
"
"
"
"
"
3.5.-6 e 3.6.-4.
"
"
"
"

(.) Colpo di condizionamento

"
"
"
"

"
"
"
"

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(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

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TABELLA 3
ESEMPI DI SUCCESSIONE SERIE DI TIRO PER COLLAUDO POLVERE A CONFRONTO CON
POLVERE DI CARATTERISTICHE CHIMICO FISICHE UGUALI
Polvere
Tipo
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Collaudo
"
"
"
"
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo
Collaudo
Tipo

Colpo
1( .)
2
3
4
5 (.)
6
7
8
9
10 (.)
11
12
13
14
15 (.)
16
17
18
19
20 (.)
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30 (.)
31
32
33
34
35
36
37
38

Peso carica atto a dare

Para. C.T.

Note

Vo provvisoria
"
"
"
90 % Vo provvisoria
"
"
"
"
100 % Vo provvisoria
"
"
"
"
105 % Vo provvisoria
"
"
"
"
Vo
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"

3.5.-1.
"
"
"
3.5.-2.
"
"
"
"
3.5.-3.
"
"
"
"
3.5.-4.
"
"
"
"
3.6.-2
"
"
"
"
"
"
"
"
"
3.5.-6 e 3.6.-4.
"
"
"
"

(.) Colpo di condizionamento

"
"
"

"
"
"

PAG. 13 DI PAGINE 20

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

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TABELLA 4
ESEMPI DI SUCCESSIONE SERIE DI TIRO PER COLLAUDO DI DUE LOTTI POLVERE A
CONFRONTO CON POLVERE DI CARATTERISTICHE CHIMICO FISICHE UGUALI
Polvere
Tipo
"
"
"
Collaudo 1
"
"
"
"
Collaudo 2
"
"
"
Collaudo 1
"
"
"
"
Collaudo 2
"
"
"
Collaudo 1
"
"
"
"
Collaudo 2
"
"
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2

Colpo
1( .)
2
3
4
5 (.)
6
7
8
9
10 (.)
11
12
13
14 (.)
15
16
17
18
19
20
21
22
23 (.)
24
25
26
27
28
29
30
31
32 (.)
33
34
35
36
37
38
39
40

Peso carica atto a dare

Para. C.T.

Note

Vo provvisoria
"
"
"
90 % Vo provvisoria
"
"
"
"
90 % Vo provvisoria
"
"
"
100 % Vo provvisoria
"
"
"
"
"
"
"
"
105 % Vo provvisoria
"
"
"
"
"
"
"
"
Vo
"
"
"
"

3.5.-1.
"
"
"
"
"
"
"
"
3.5.-2 e 3.6.-2
"
"
"
3.5.-3 e 3.6.-2
"
"
"
"
"
"
"
"
3.5.-4 e 3.6.-2
"
"
"
"
"
"
"
"
3.6.-3
"
"
"
"

(.) Colpo di condizionamento

"
"
"

"
"
"

PAG. 14 DI PAGINE 20

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

(.) Colpo di condizionamento

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TABELLA 4 - segue
ESEMPI DI SUCCESSIONE SERIE DI TIRO PER COLLAUDO DI DUE LOTTI POLVERE A
CONFRONTO CON POLVERE DI CARATTERISTICHE CHIMICO FISICHE UGUALI

Polvere

Colpo

Peso carica atto a dare

Para. C.T.

Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2
Tipo
Collaudo 1
Collaudo 2

41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61

Vo
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"

3.6.-3
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"
"

PAG. 15 DI PAGINE 20

Note

CIMA AULLA

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APPENDICE 1
DIXON'S TEST
1.

Il test statistico denominato Dixon's test permette di verificare se i dati di una serie appartengono o meno ad una
stessa popolazione, cio se esiste la congruenza interna dei dati, oppure se uno o pi di essi debba essere scartato in
quanto non congruente con gli altri.
Pu essere applicato con un numero di dati n tale che 3 n 25.

2.

Nel test viene utilizzato un opportuno rapporto r calcolato a seconda del numero n dei dati disponibili:
se

n =3 7

r =

X 2 - X1
XK - X1

se

n = 8 10

r =

X 2 - X1
XK -1 - X1

se

n = 11 13

r =

X 3 - X1
XK -1 - X1

se

n = 14 25

r =

X 3 - X1
XK - 2 - X1

dove:
X1

pi grande (pi piccola) osservazione dei dati

X2

pi vicina osservazione a X1

X3

pi vicina osservazione a X2

XK

pi piccola (pi grande) osservazione dei dati

XK-1

pi vicina osservazione a XK

XK-2

pi vicina osservazione a XK-1

3.

Si stabilisce il livello di significativit del test. I valori raccomandati sono compresi tra 0,01 e 0,05 (1 5 %).Viene
scelto come livello di significativit il 5%.

4.

Il Dixon's test permette di accertare quindi con livello di significativit del 5% che i singoli dati di una serie
appartengono come ipotesi statistica alla stessa popolazione se verificata l'ipotesi
r

<

Qualora l'ipotesi non venga verificata, si scarta il valore X1 in quanto non congruente con la serie e si ripete il test
sulla serie dei valori rimanenti.
Vengono riportati di seguito i valori di r per =0,05.

PAG. 16 DI PAGINE 20

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C.T. Ctg. T-49 rev.B

3.

VALORI LIMITE DI R (R )
0,941

4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.

0,765
0,642
0,56
0,507
0,554
0,512
0,477
0,576
0,546
0,521
0,546
0,525
0,507
0,49
0,475
0,462
0,45
0,44
0,43
0,421
0,413
0,406

N DATI

PAG. 17 DI PAGINE 20

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APPENDICE 2
REGRESSIONE LINEARE E REGRESSIONE PARABOLICA
1.

Retta dei minimi quadrati Vo = a0 +a1 .


Ogni valore di Vo viene accomunato al proprio peso di carica e si calcola:
=
=
=
=
=
=

i
i
Voi
Voi
(i - Voi)
N

Voi

=
=

iesimo peso di carica


iesimo calore di velocit iniziale

A
B
C
D
E
F
dove:

numero dei punti (i , Voi)

si ottiene quindi:

ao =

CB - AE
2
FB - A

a1 =

FE - AC
FB - A 2

r=

FE - AC

(FB A )(FD C )
2

dove:
r = coefficiente di correlazione.
Il parametro r indica la "bont" dell'adattamento della distribuzione dei punti alla retta calcolata; esso varia tra 0 e 1 e, se tutti
i punti si trovano sulla retta, si ha r = 1. Non si accetteranno per validi i risultati per valori di r < 0,8.

PAG. 18 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

2.

C.T. Ctg. T-49 rev.B

Parabola dei minimi quadrati Pmax = a0 + a1 .+ a2 .


Ogni valore di Pmax viene accomunato al proprio peso di carica e si calcola:
A
B
C
D
E
F

=
=
=
=
=
=

N
i
i
i
i4
Pi

(i Pi)

(i2 - Pi)

Pi2

i
Pi

=
=

iesimo peso di carica


iesimo valore di pressione massima

numero dei punti (i Pi)

dove :

si ottiene quindi:

G (BG CF ) + D(HF AG ) + H AC B 2
a2 =
C ED C 2 + D(BC - AD) + B(AC - B 2 )

a1 =

(BF - AG ) + ( AD DC ) a

(B

- AC

) (B

AC

(
BG CF ) (BD C 2 )
a0 =
+
a2

(B

AC

) (B

AC

a 0 F + a1 G + a 2 H r =
I-

F2
A

F2
A

Per il coefficiente di correlazione r (campo di variazione 0 1) il valore 1 indica che tutti i punti si trovano su una parabola.
Non si accetteranno per validi i risultati per valori di r < 0,8.

PAG. 19 DI PAGINE 20

CIMA AULLA

C.T. Ctg. T-49 rev.B

NOTA
Poich il procedimento matematico e tale da fornire l'equazione della parabola del secondo ordine che maggiormente si
avvicina alla distribuzione dei punti, pu capitare che l'equazione trovata non abbia "senso fisico".
Poich la curva della pressione massima in funzione del peso di carica passa teoricamente per l'origine degli assi ( = 0,
Pmax = 0) ed ha concavit rivolta verso l'alto, occorre che:
- il valore del coefficiente a0 sia molto prossimo al valore zero;
- il valore del coefficiente a2 sia positivo.
Per ottenere quanto sopra, nel calcolo delle sommatorie precedentemente viste (e solo per il calcolo della parabola) si
inserir anche il punto( = 0, Pmax = 0).
Qualora, nonostante ci, si avesse il valore di a2 ancora minore di 0 e/o di a0 molto diverso da 0, si inseriranno altri punti
(= 0, Pmax =0) sino ad avere dei valori di detti coefficienti che siano accettabili (in ogni caso non si accetteranno per validi
i risultati per valori di r < 0,8).

PAG. 20 DI PAGINE 20

MARINA MILITARE
CENTRO INTERFORZE MUNIZIONAMENTO AVANZATO
54011 AULLA (MS)

C.T. Ctg. Q-7 rev.A

FOSFATIZZAZIONE A CALDO DI MANUFATTI


DI MUNIZIONAMENTO E RELATIVE NORME
DI COLLAUDO

DATA DI COMPILAZIONE: Luglio 1958


ESTREMI ESAME MARIPERMAN:
ESTREMI APPROVAZIONE MINISTERIALE: Dp. N. MSC/207052 in data 17.09.1958

PAG. 1 DI PAGINE 9

CIMA AULLA

C.T. Ctg. Q-7 rev. A


REVISIONI

Lett.
Rev.

Data
Rev.

Settembre
2010

Pag.
Rev.

Descrizione
Revisione
Eseguite le seguenti varianti:
totalmente rielaborata dal punto di vista grafico e nella suddivisione
dei paragrafi;
inseriti i paragrafi relativi ai controlli della qualit.

PAG. 2 DI PAGINE 9

Autore

Dispaccio di
Approvazione

Il Capo Sezione Munizionamento


T.V. (AN) Settimio GARBATI

Dp. n
3/9/0016500
del 25.11.2010

CIMA AULLA

C.T. Ctg. Q-7 Rev. A

INDICE
1. PREMESSA..................................................................................................................................................4
2. DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI .................................................................................................4
2.1. Norme ....................................................................................................................................................4
3. REQUISITI CONTROLLO DI QUALITA.........................................................................................4
4. NORME DI FABBRICAZIONE ............................................................................................................4
4.1. Generalit...............................................................................................................................................4
4.2. Schema del processo completo di fosfatizzazione ..........................................................................5
4.2.1. Gruppo A: trattamenti preliminari .............................................................................................5
4.2.2. Gruppo B: Trattamenti fosfatici .................................................................................................5
4.2.3. Gruppo C: Trattamenti di rifinitura ...........................................................................................5
4.3. Procedimenti applicabili. .....................................................................................................................5
4.3.1. Sgrassaggio. ....................................................................................................................................5
4.3.2. Disossidazione...............................................................................................................................6
4.3.3. Lavaggio .........................................................................................................................................6
4.3.4. Fosfatizzazione a caldo ................................................................................................................6
4.3.5. Passivazione ...................................................................................................................................6
4.3.6. Essicamento...................................................................................................................................7
5. REQUISITI DEI RIVESTIMENTI FOSFATICI ................................................................................7
6. NORME DI COLLAUDO .......................................................................................................................7
6.1. Provini-campione. ................................................................................................................................7
6.2. Prove. .....................................................................................................................................................8
6.2.1. Prove per il controllo del processo di fosfatazione .................................................................8
6.2.2. Prove di collaudo dei rivestimenti fosfatici ...............................................................................8
6.3. Condizioni di accettabilit ...................................................................................................................9
6.4. Collaudo definitivo...............................................................................................................................9
6.4.1. Requisiti di resistenza allo spruzzo salino..................................................................................9
6.4.2. Prova allo spruzzo salino .............................................................................................................9

PAG. 3 DI PAGINE 9

CIMA AULLA

C.T. Ctg. Q-7 Rev. A

1. PREMESSA
Le presenti C.T. riportano le norme generali di fosfatazione a caldo di manufatti di munizionamento
e relative norme di collaudo.
2. DOCUMENTI TECNICI ASSOCIATI
Sono associati e fanno parte integrante delle presenti C.T. tutti i documenti sottonotati, della
revisione in vigore all'atto della stipulazione del documento d'acquisto.
2.1. Norme
UNI EN 10139

Nastri stretti non rivestiti laminati a freddo di acciaio dolce per


formatura a freddo. Condizioni tecniche di fornitura

ASTM-B-117

Salt spray (fog) apparatus operating

Pubblicazioni AQAP serie


2000

Guide NATO per il controllo qualit governativo nellindustria

3. REQUISITI CONTROLLO DI QUALITA


La Ditta aggiudicataria dovr eseguire le lavorazioni in regime di controllo qualit secondo quanto
previsto dalle clausole contrattuali.
Gli strumenti verificatori utilizzati per le lavorazioni dovranno essere controllati periodicamente
secondo un programma di verifiche e tarature approvato dalla Ditta. La Ditta dovr presentare in
sede di collaudo idonei certificati che attestino i controlli/tarature effettuati.
LA.D. si riserva la facolt di intervenire durante lapplicazione del controllo di qualit della Ditta
per sottoporre i materiali oggetto del contratto, sia durante che alla fine delle lavorazioni, ad esami
e controlli per accertare la corrispondenza dei materiali stessi alle condizioni tecniche e disegni
costruttivi posti alla base della fornitura .
I delegati A.D. avranno in qualunque momento libero accesso a tutti i reparti della Ditta in cui si
trovano in lavorazione i materiali in questione o parti di essi.
La Ditta tenuta a prestare assistenza a tali delegati per rendere il loro compito agevole e spedito, a
fornire loro i mezzi di misurazione e di controllo necessari per tutte le operazioni di
collaudo/verifica.
4. NORME DI FABBRICAZIONE
4.1. Generalit
Le presenti C.T. danno indicazioni di massima sulla progressione minima delle varie operazioni
che costituiscono il completo ciclo del processo di fosfatizzazione accelerato a caldo, cui dovranno
essere sottoposti i manufatti di munizionamento dacciaio (proietti, contenitori ecc.) e prescrivono
i requisiti ai quali dovranno soddisfare i rivestimenti fosfatici e le relative prove di collaudo.
Prima di dare inizio alla produzione, la Ditta tenuta ad inviare (in 4 copie), per lapprovazione,
alla A.D., uno schema del completo procedimento di lavorazione proposto, corredato di dettagliata
descrizione delle varie operazioni, dei materiali impiegati, del metodo di controllo del bagno
fosfatante, comprendente i limiti di durata, temperatura, valori di pH e di ogni altro particolare che
assicurerar lottenimento di un rivestimento fosfatico perfettamente rispondente ai requisiti
prescritti. Qualunque variante a tale schema dovr essere preventivamente autorizzata dalla A.D.
Lapprovazione, sia della schema di lavorazione che della variante, non libera la Ditta dalla
responsabilit piena e completa n implica garanzia da parte della A.D. sullaccettazione dei
materiali trattati. Il giudizio di accettabilit sar dato unicamente in base alle prove sulla
corrispondenza dei rivestimenti fosfatici ai requisiti prescritti.
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4.2. Schema del processo completo di fosfatizzazione


Il completo ciclo del processo di fosfatizzazione al quale dovranno essere sottoposti i manufatti di
munizionamento dovr comprendere i seguenti successivi gruppi di trattamenti:

Gruppo A: Trattamenti preliminari;

Gruppo B: Trattamenti fosfatici;

Gruppo C: Trattamenti di rifinitura.


4.2.1.

Gruppo A: trattamenti preliminari

Prima dellapplicazione del rivestimento fosfatico, le superfici metalliche dovranno risultare


completamente esenti da scaglie, da ossidi (di laminazione o da trattamenti termici), da ruggine, da
materie grasse ed oleose e da altre materie estranee e non dovranno mostrare alcun segno visibile
di prodotti della corrosione, di rugosit o striature profonde. Sar pertanto indispensabile
procedere alla preventiva disossidazione e sgrassaggio dei manufatti.
A seconda della natura e del grado di contaminazione presenti sar adottato, a discrezione della
Ditta, la seguente progressione minima di operazioni preliminari:

Operazioni su manufatti esenti da ossidi e ruggine:


1.
2.

Sgrassaggio;
Lavaggio.

Operazioni su manufatti coperti da ossidi o ruggine:


1.
2.
3.
4.
4.2.2.

Sgrassaggio;
Lavaggio;
Disossidazione;
Lavaggio.
Gruppo B: Trattamenti fosfatici

I manufatti appropriatamente puliti saranno, quindi, sottoposti al trattamento fosfatico, che


comprender la seguente progressione minima di operazioni:

Fosfatizzazione a caldo;
Lavaggio;
Passivazione;
Essiccamento.
4.2.3.

Gruppo C: Trattamenti di rifinitura

I manufatti dovranno essere successivamente sottoposti ai prescritti trattamenti di pitturazione


secondo i sistemi e con prodotti coprenti indicati dalle C.T. relative ai manufatti specifici.
NOTA: Il trasporto dei manufatti da una operazione allaltra dovr avvenire con adatti mezzi
meccanici onde evitare qualsiasi inquinamento delle loro superfici.
4.3. Procedimenti applicabili.
4.3.1.

Sgrassaggio.

Questa operazione sar effettuata con uno dei seguenti metodi di pulitura:
a.
Pulitura alcalina: con soluzioni acquose alcaline calde, con o senza detergenti tensioattivi
(con esclusione di prodotti contenenti soda caustica): per immersione od a spruzzo.
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b.

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Pulitura con solventi organici: per immersione, a spruzzo od a vapore.

Qualunque sia il procedimento di sgrassaggio prescelto, questo dovr essere condotto in modo
tale da asportare completamente dalle superfici metalliche ogni traccia di materie untuose o di
altra sporcizia in modo che esse, dopo lavaggio con acqua corrente, non dovranno presentare pi
alcuna discontinuit del velo dacqua.
4.3.2.

Disossidazione

La completa rimozione degli strati di ossidi e della ruggine potr essere effettuata mediante uno
dei seguenti procedimenti meccanici o chimici:
a.
b.

Sabbiatura: (seguita da spazzolatura o lavaggio per rimuovere il velo di polvere residua


sulle superfici);
Decapaggio acido:

Con soluzioni calde a base di acido fosforico;

Con soluzioni calde di acido solforico o cloridrico opportunamente inibite 1 .

NOTA: Il decapaggio con acido solforico o cloridrico potr essere usato solo previa specifica
autorizzazione.
4.3.3.

Lavaggio

Le operazioni di lavaggio saranno eseguite a freddo od a caldo con acqua corrente pulita entro
vasche tenute a livello costante. Esse saranno prolungate fino a completa rimozione, da tutte le
parti delle superfici interessate, dei prodotti chimici impiegati sia per lo sgrassaggio che per la
disossidazione oppure per lasportazione delleccesso di sali fosfatanti depositatisi nelloperazione
di fosfatizzazione; il lavaggio sar comunque effettuato a caldo e servir come preriscaldo dei
manufatti i quali dovranno presentare, in tutti i punti, un valore di pH compreso tra 2,0 e 6,0.
4.3.4.

Fosfatizzazione a caldo

Questa operazione sar eseguita col metodo ad immersione della durata di almeno 3 minuti.
Il bagno di fosfatizzazione sar costituito da una soluzione bilanciata contenente acido fosforico,
fosfati, ed agenti acceleranti, mantenuto alla temperatura ed alla concentrazione indicate dalla
Ditta fornitrice dei sali fosfatici.
Il trattamento fosfatante dovr essere condotto secondo la migliore tecnica in modo da ottenere
un rivestimento fosfatico perfettamente corrispondente ai requisiti prescritti.
Durante la marcia dellimpianto, la Ditta dovr periodicamente controllare la composizione del
bagno, apportandovi quando necessario le opportune correzioni. La Ditta obbligata a
tenere ed a conservare le registrazioni datate di tutte le analisi periodiche eseguite e delle
correzioni apportate al bagno fosfatante.
4.3.5.

Passivazione

Questa operazione, intesa a migliorare la resistenza alla corrosione dello strato fosfatico, sar
eseguita per immersione, della durata minima di un minuto, dei manufatti in un bagno di acqua
calda a 60 - 100 C, mantenuta ad un pH compreso tra 2,0 e 4,0 mediante aggiunta di piccole
quantit di acido cromico o di miscela di acido cromico e fosforico.
Questo bagno sar controllato dalla Ditta circa ogni 3 ore mediante titolazione dellacido totale e
di quello libero. Il bagno sar completamente rinnovato quando il titolo dellacido totale risulter
sette volte superiore a quello dellacido libero.

Il lavaggio non necessario quando viene usato lo sgrassaggio con solventi.


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4.3.6.

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Essicamento

Dopo la passivazione dovr essere posta ogni cura per un rapido e completo essiccamento dei
manufatti fosfatati, specialmente nelle parti pi difficilmente asciugabili.
In ogni caso i manufatti dovranno essere successivamente sottoposti ai prescritti trattamenti di
rifinitura.
5. REQUISITI DEI RIVESTIMENTI FOSFATICI
I rivestimenti fosfatici, ottenuti con una corretta condotta di tutto il processo fosfatante descritto
al punto 4, dovranno presentare i seguenti requisiti, da accertarsi circa ogni 4 ore di effettiva
produzione:
Aspetto
Il deposito fosfatico dovr essere continuo, a grana fine cristallina, uniforme, ugualmente
depositato e di colore da grigio a nero. Non dovr mostrare aspetto chiazzato, presenza di
macchie bianche dovute alla soluzione fosfatante essiccata e prodotti di corrosione.
La presenza di macchie brune od arancioni dovute al trattamento di passivazione con acido
cromico non costituiranno motivo di rifiuto.
Grado di porosit
Il rivestimento fosfatico dovr presentare il minimo grado di porosit e pertanto superare
favorevolmente la prova indicata al punto 6.2.2. (b). (a solo titolo indicativo).
Peso del rivestimento
Il peso del deposito fosfatico non dovr essere inferiore a 33 mg per dm2, quando determinato
col metodo di prova di cui al punto 6.2.2. (c).
6. NORME DI COLLAUDO
Tutte le operazioni di collaudo, relative al controllo del processo di fosfatizzazione ed
allaccertamento della corrispondenza dei rivestimenti fosfatici ai requisiti prescritti, saranno
effettuate nello Stabilimento della Ditta, la quale dovr mettere a disposizione della Commissione
di collaudo tutto il materiale e l'attrezzatura occorrente.
Il controllo dellandamento del ciclo di trattamenti preliminare e fosfatico potr essere eseguito in
qualunque stadio, a giudizio della Commissione di Collaudo, ed almeno ogni 4 ore di effettiva
produzione.
Le suddette prove di collaudo saranno eseguite impiegando provini-campione che passeranno
attraverso a tutte le varie operazioni comprese nel ciclo dellimpianto, assieme ai manufatti che si
stanno trattando.
6.1. Provini-campione.
Qualora possibile, i provini-campione saranno preparati con lamierini dello stesso metallo di cui
sono costituiti i manufatti effettivi; in alternativa, potranno essere impiegate lastrine ricavate da
nastro dacciaio al carbonio laminato a freddo, dolcissimo, conforme al tipo UNI 10139. Lo stato
della superficie dei provini dovr essere allincirca corrispondente a quello presentato dai
manufatti.
I provini, dalle dimensioni di 100x150x1m/m, saranno opportunamente contrassegnati in modo
indelebile.

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6.2. Prove.
6.2.1.

Prove per il controllo del processo di fosfatazione

Le prove intese ad accertare la corretta esecuzione tecnica delle singole operazioni costituenti la
catena del processo fosfatante sono:
a. Controllo dello sgrassaggio.
I provini, estratti dal bagno di sgrassaggio o dal successivo bagno di lavaggio, verranno
sciacquati sotto acqua corrente e quindi esaminati. Il velo dacqua sulla superficie metallica
dovr apparire continuo e non rompersi e formare delle zone asciutte. Se il velo dacqua
apparir discontinuo, si proceder al prolungamento delloperazione di sgrassaggio od alla
correzione del bagno. Il collaudo di accettazione sar fermato fino a che non sia stata effettuata
la rigenerazione del bagno; le prove saranno allora continuate circa ogni ora fino a che il velo
dacqua non conservi la sua continuit.
b. Controllo del decapaggio.
I provini, estratti dal bagno di lavaggio successivo al decapaggio, mentre sono ancora bagnati,
verranno saggiati con cartine o soluzioni indicatrici universali del pH (bagnando con poche
gocce di acqua distillata la loro superficie ). I limiti accettabili del valore del pH dovranno
essere compresi tra 2,0 e 6,0.
c. Controllo della fosfatizzazione.
Questo controllo dovr essere eseguito almeno dopo ogni 4 ore di produzione continua,
impiegando 3 o pi provini, sui quali si effettueranno le prove prescritte per accertare le qualit
protettive dello strato fosfatico indicate al paragrafo successivo.
6.2.2. Prove di collaudo dei rivestimenti fosfatici
I provini-campione, dopo aver subito tutto il ciclo di fosfatizzazione, verranno estratti dal
bagno di passivazione, lavati con acqua distillata ed essiccati alla temperatura di 80-100 C e
quindi sottoposti alle seguenti prove:
a. Esame visivo.
Si esaminer ad occhio laspetto del rivestimento, rilevando la finezza e la regolarit della
grana cristallina, luniformit di colore, lassenza di macchie o di zone povere o scoperte.
b. Prova del grado di porosit.
Dopo immersione dei provini in una soluzione al 20% di solfato di rame (CuS04. 5H20) per
la durata di almeno 2 minuti, non si dovranno notare sulla superficie (con esclusione degli
spigoli) zone o puntini rossastri di deposizione del rame nei pori del rivestimento (prova di
carattere indicativo).
c. Determinazione del peso del rivestimento.
Saranno rilevate le dimensioni esatte dei provini per calcolarne la superficie totale; saranno
quindi effettuate prove di peso degli stessi con una precisione al mg. Sar rimosso il
deposito fosfatico, attraverso ripetute immersioni, ciascuna della durata di 15 minuti, in una
soluzione di acido cromico al 5% a 75 C, aiutando il distacco del deposito mediante
sfregamento con un bastoncino di gomma. Dopo accurato lavaggio in acqua corrente, i
provini saranno asciugati e quindi pesati nuovamente. Questo processo sar continuato
fino ad ottenere costanza di peso dei provini ed usando ogni volta una soluzione fresca di
acido cromico al 5%.
Il peso del rivestimento fosfatico (in mg/dm2) si ottiene applicando la formula:
P P
Peso del deposito fosfatico = 1 2 1000 mg / dm 2
S
in cui: P1= peso iniziale in gr del provino;
P2= peso finale in gr del provino;
S= superficie totale del provino in dm2.
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6.3. Condizioni di accettabilit


La produzione di ogni 4 ore al massimo sar considerata accettabile purch i provini abbiano
superato favorevolmente le 3 prove sopra indicate.
Se i provini non rispondono alle suddette prove, sar sospesa la produzione fino a che non sia
stata apportata la necessaria correzione al bagno fosfatante.
Attuata la rigenerazione del bagno, si sceglieranno altri 3 provini, sui quali si effettueranno le
prescritte prove. Se 2 provini di questa nuova produzione non risponderanno ai suddetti
requisiti, si dovr procedere ad ulteriore correzione del bagno e tutta la precedente produzione
sar rifiutata finch produzione sia nuovamente accettabile.
6.4. Collaudo definitivo
Il giudizio definitivo di accettabilit del lotto dei manufatti in collaudo sar dato in base ai
risultati di resistenza allo spruzzo salino ottenuti nella prova effettuata sul richiesto numero di
oggetti, i quali abbiano attraversato tutti gli stadi del regolare processo di fosfatizzazione,
compresa la prescritta pitturazione.
Lo spessore della pittura (pellicola secca) su tutta la superficie dovr essere conforme a quanto
prescritto per loggetto finito.
6.4.1. Requisiti di resistenza allo spruzzo salino
I manufatti, dopo applicazione del rivestimento fosfatico e della pittura e dopo esposizione allo
spruzzo salino secondo la prova indicata al punto 6.4.2, non dovranno presentare:

strisce rugginose;

rammollimenti o rigonfiamenti della pittura a pi di 3 cm di distanza dallincisione


praticata col punteruolo;

pi di 1 traccia di deficienza della pellicola (rigonfiamenti o segni di corrosione);

pi di 5 bolle sparse, non pi grandi di 1 m/m di , su una superficie delloggetto di


10x30 cm.
6.4.2. Prova allo spruzzo salino
Questa prova sar eseguita conformemente alla specifica USA ASTM-B-117.
I manufatti, dopo esser stati fosfatizzati e pitturati, verranno essiccati allaria per un minimo di
96 ore e quindi scalfiti, con un punteruolo acuminato, fino al metallo nudo, con due linee
incrociate lunghe almeno 5 cm.
Essi verranno, quindi, esposti allo spruzzo salino, nella prescritta camera di nebulizzazione, ad
una temperatura di 35C ed una soluzione salina al 5% per la durata di 144 ore.
Trascorso tale periodo, gli oggetti verranno lavati, con cautela, con acqua corrente avente una
temperatura non superiore ai 38 C fino ad asportazione completa di qualsiasi deposito salino
visibile. Si proceder poi allesame per la rispondenza ai requisiti descritti nel paragrafo 6.4.1.

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