Sei sulla pagina 1di 7

Universit degli Studi di Cagliari

Scula di Dottorato in Studi Filologici e Letterari


Indirizzo di Scienze del Linguaggio
Dottorando: Paolo Orr
Tutor della ricerca: Prof. Maurizio Trifone

Language, place, identity


Nuovi rapporti tra lingua e identit
Fare un cappello.
La visione essenzialista dellidentit come isolata, fissa e interna allindividuo stata
ormai sostituita da una concezione dinamica, interpersonale e socialmente costruita. Bauman
(2005) e Giddens (1991) hanno notato come le caratteristiche principali della realt postmoderna siano lincertezza, la frammentariet, lo sfasamento fisico e sociale e la fluidit e
discontinuit dellesperienza. Un salto teoretico che ha aperto nuove porte allo studio linguistico
delle manifestazioni del s nellinterazione quotidiana:
Crucially, identity has been relocated: from the private realms of cognition and experience, to
the public realms of discourse and other semiotic systems of meaning-making. Many
commentators therefore argue that rather than being reflected in discourse, identity is actively,
ongoingly, dynamically constituted in discourse (Benwell, Stokoe 2006: 4).

Fondamentale per lelaborazione di questa prospettiva stato il pensiero post-strutturalista


influenzato dai lavori di Jacques Derrida e Michel Foucault. Le organizzazioni sociali plasmano
la realt attraverso i discorsi e plasmano i soggetti allinterno della societ: Non c' un mondo
esterno, che esiste in maniera indipendente dai discorsi che lo rappresentano. Quello che l
fuori in parte costituito da come rappresentato, dalla sua messa in discorso, dalle descrizioni
mai neutre che ne vengono fatte (Hall 199X: ). Judith Butler in particolare nella sua messa in
questione delle costruzioni di genere ha parlato di identit come performance: non si ,
piuttosto si fa.
A tal proposito, in linguistca stato fondamentale il passaggio dallattribuzione biunivoca
di singoli fattori linguistici (fonetici ad esempio, nella tradizione di Labov) a determinate identit
socioculturali verso una pi ampia considerazione delle pratiche discorsive e delle variabilit
interne ai gruppi (cfr. De Fina 2006). Ed proprio prendendo le distanze dalla sociolinguistica
classica e da alcune sue, forse, semplicistiche schematizzazioni che Penelope Eckert (2008)
riavvicina la linguistica allantropologia (attraverso luso del concetto di indessicalit messo a
punto da Silverstein 2003):
The meanings of variables are not precise or fixed but rather constitute a field of potential meanings
an indexical field, or constellation of ideologically related meanings, any one of which can be
activated in the situated use of the variable. The field is fluid, and each new activation has the

potential to change the field by building on ideological connections. Thus variation constitutes an
indexical system that embeds ideology in language and that is in turn part and parcel of the
construction of ideology (Eckert 2008: 454).

Contrariamente alla linguistica tradizionale, la linguistica antropologica non interessata


primariamente al significato e alla regolarit delle forme astratte dal loro contesto duso, al
contrario studia come il segno linguistico perviene ad avere significato nel suo contesto sociale e
culturale. Per fare ci si serve di quattro nozioni basilari: forma, uso, ideologia e dominio
(contesto), compresi in quello che Silverstein (1985) ha chiamato total linguistic fact1.
The meaning of any linguistic sign in use cannot be determined by decontextualized rules,
whether linguistic or social. No matter how robust the relevant regularities, speakers and hearers
can use signs in unexpected yet meaningful ways (Goffman, 1981; Silverstein, 1992).
ideologies of languagemodels of linguistic features and the speak- ers who characteristically
use them, which people use to understand the social relations signaled through language use
domainthe set of people who recognize the indexical link between a type of sign and the
relevant ideology (Agha, 2006)
La costruzione di unidentit avviene attraverso la differenza, marcando ci che non , ci che
sta al di fuori. Ovvero lAltro. (Hall 2000: 4-5).

Lingua e globalizzazione
Hall 2000, 4
Blommaert
Fairclough
Trascinati in un destino dominato dall'Occidente capitalista e da vari socialismi
tecnologicamente avanzati, questi popoli, tutt'a un tratto arretrati, non inventano pi
futuri locali. Ci che diverso in loro rimane legato a passati tradizionali, a strutture
ereditate che resistono o cedono al nuovo, ma non possono produrlo. Questo libro
propone una nuova visione storica. Non vede il mondo come popolato da autenticit in
pericolo, frutti puri che impazziscono sempre. Piuttosto d spazio a specifici sentieri della
modernit () migra fra prospettive locali e globali, in una continua
ricontestualizzazione del suo oggetto.
1 La dicitura richiama alla mente lanalogo fatto sociale totale teorizzato da Marcel Mauss. Alcune
pratiche possono mostrare in profondit tutti gli elementi fondamentali della struttura di una societ
(religiosi, familiari, economici, politici). Mauss nel particolare affronta la trattazione del dono in alcune
popolazioni nord-americane. Cfr. Mauss (2002).

L'etnografia, un'attivit ibrida, appare come scrittura, collezionismo, come collage


modernista. () una delle principali funzioni dell'etnografia l'orientamento () che
rispecchia pratiche spaziali,nuove forme di residenza e circolazione (I frutti puri
impazziscono, pp. 26)

Lingua antropologia letteratura - narrativa


Premessa luogo, posto, identit, ideologia, mia ricerca

Narrativa, narrazione
DE FINA
Weinrich
Trachler
buzzetti
In this attempt to pull threads together, we have seen it fit to pose a working distinction, by no
means dichotomous, between views of narrative as a type of text and views of narrative as a
mode, epistemology and method. We will thus map each of the poles of this distinction with
specific approaches and what we see as distinct assumptions and ways of analyzing narrative in
them.
De Fina, Anna (2011-12-06). Analyzing Narrative (p. 1). Cambridge University Press. Kindle
Edition.
Bucholtz, M. and K. Hall 2005. Identity and interaction: a sociocultural linguistic approach.
Discourse Studies 7(45): 585614. Bucholtz, M., A. Liang, and L. Sutton (eds.) 1999.
Reinventing identities. Oxford University Press.
De Fina, Anna (2011-12-06). Analyzing Narrative (p. 200). Cambridge University Press. Kindle
Edition.
SLIDE PALA
e structure of feeling in R.Williams e la cultura come insieme complesso in Tylor:
coesistenza di elementi razionali e customs.

Analisi del corpo da Mauss a Foucault.

Vorrei parlare della scoperta che l'io fa dell'altro (...)Possiamo scoprire gli altri in noi
stessi, renderci conto che ognuno di noi non una sostanza omogenea e radicalmente
estranea a tutto quanto coincide con l'io: l'io un altro. Ma anche gli altri sono degli io:
sono dei soggetti come come io lo sono, che unicamente il mio punto di vista per il
quale tutti sono laggi mentre io sono qui separa e distingue realmente da me
(T. Todorov, La scoperta dell'America, 1982)
Can the text still speak? Ovvero che grado di verit possibile rintracciare in una
costruzione che si analizzata come fiction? Qual' il bilancio di una true fiction?

La tutela del locale in nome delle sue prerogative culturali in che misura ha contribuito
alla nascita e alla diffusione del razzismo differenzialista (Lega, Le Pen, ma anche
autonomie su base linguistica)?

Come coniugare in senso democratico le prerogative locali con le pretese nazionali, o


sovranazionali, in presenza di politiche n.i.m.b.?
Quali sono i limiti temporali e geografici dell'imperialismo occidentale? Quale continuit
si pu riscontrare fra un imperialismo occidentale e quello cinese?
Come si riflette questa considerazionenomade delle culture con le politiche di tutela
dell'immateriale o le politiche museali?

QUIST
However, in todays large cities, where mobility and heterogeneity seem to be the norm rather
than the exception, it is difficult, if not impossible, to uncritically maintain the language-bodyplace connection as the starting point for a linguistic description (Quist 2010: 632)2
The popula tions of larger cities become ethnically and linguistically more heterogeneous as
migra- tion increases (at least this has been the case in most of Europe; Extra and Gorter 2001).
New communication technologies, mobile telephony and the World Wide Web reorganize
communicative spaces and bring, so to speak, globalization into the core of speakers daily
2 Quist p. (2010), Untying the language-body-place connection: A study on linguistic variation and
social style in a Copenhagen community of practice, in P. Auer, J. E. Schmidt (a cura di), Language and
space, an international handbook of linguistic variation: theories and methods, DeGruyter Mouton,
Berlin-New York.

communicative practices. A perspective on language that involves treat- ing one place as having
one language or one dialect is a considerable simplification (Quist 2010: 633) Tradurre e
adattare, anche parte prima su globalizzazione
Berlino (Quist, domande e interventi posti nella sezione)
Quist fa un analisi 1) language and place; 2) place and body; 3) body and language

Bucholtz argues that the idea of authentic speech and authentic speakers is reproduced in an
ideology which she describes in terms of the linguist as an obstacle to authenticity: even if we
find authentic speakers, they may not produce authentic speech in our pres- ence (2003: 406).
Labovs notion of the observers paradox (Labov 1972a) reflects this ideology. The paradox is
that the researcher should aim at capturing speech as it is used without the presence of the
researcher, the assumption being that the speaker pos- sesses an authentic way of speaking, the
collection of which by way of mere pres- ence can be hindered by the researcher.

In the section on language and body, we saw how problematic it is to maintain a one body one
language ideology in the community of practice at Metropolitansko- len. Catrine and her friends
mix all kinds of linguistic resources in their communicative activities. Just as with the boys who
use longer t-affrications than everybody else, Cat- rines practices, including her use of multiethnolect and her fascination with North American hip-hop, form part of a style cluster. When
Catrine, for instance, is able to successfully employ multi-ethnolect in a conversation, it is
because she in the course of stylistic practice has created a position where multi-ethnolect
becomes accepted as part of her language. Thus, mixing and switching do not happen at random,
but are parts of social practices in which it is possible to act against expectations (expectations
like a blond Danish-looking girl does not use multi-ethnolect; see Quist and Jrgensen [2007]
for a discussion of who is and who is not able to use multi-ethnolect as part of his or her
language.). The intention of this article was not to show that geographical place, the body and
language (language defined as a linguistic system) do not matter; they do. But nonetheless, they
exist as social constructs with complex and dynamic connections, not as given entities with fixed
ties and social meanings. If we wish to understand why they matter and how they work together,
we need operationalizable notions that grasp the dynamism and the processual connections
between them. In this article, I have suggested that style, practice and community of practice
constitute such notions.

media discourse may draw on linguistic variabil- ity e.g., phonological variation, lexical or code
choice to index how social actors, institutions or reported events are related to particular spaces
or places. 2010: 7403
Durante lattivit delle scuole questo aspetto si presentato soprattutto in:
Zaborowska the stranger
Traschler costruzione dellidentit nel medioevo

20/03/12 Filologia e interpretazione, la voce di Francesca, il silenzio di Paolo (Inf. V)

Metodologie e spunti critici emersi durante lattivit didattica utili per la


ricerca
Ciclo lezioni Il Punto su
17/09/12 Prof. Pala Letteratura e antropologia
18/09/12 Prof.ssa Ortu Harald Weinrich e la linguistica del testo
24/09/12 Prof. Virdis Leo Spitzer e la filologia
25/09/12 Prof.ssa Salvestroni La semiotica russa e il testo artistico

Bibliografia
ANDROUTSOPOULOS JANNIS, THE STUDY OF LANGUAGE AND SPACE IN MEDIA DISCOURSE
BENWELL B., STOKOE E.
BLOMMAERT J.

(2006), Discourse and identity, Edinburgh University Press, Edinburgh

(2010), The sociolinguistics of globalization, Cambridge University Press,

London.
BLOMMAERT J., VERSCHUEREN J.

(1998), Debating diversity: Analysing the rethoric of tolerance,


Routledge, London New York.

BLOMMAERT J., RAMPTON B.

(2011), Language and superdiversity, in Diversities, Vol. 13 No.

2, Unesco, pp. 1-22.


DE FINA A.

(2006), Discourse and identity, in T. A. Van Dijk (a cura di), Discourse, a


multidisciplinary introduction, Sage, Los Angeles.

ID.

(2012), Analyzing narrative, Cambridge University Press, Cambridge.

MAUSS M.

(2002), Saggio sul dono: forma e motivo dello scambio nelle societ arcaiche,
Einaudi, Torino.

3 Jannis Androutsopoulos, The study of language and space in media discourse

QUIST P.

(2010), Untying the language-body-place connection: A study on linguistic variation


and social style in a Copenhagen community of practice, in P. Auer, J. E. Schmidt (a cura
di), Language and space, an international handbook of linguistic variation: theories and
methods, DeGruyter Mouton, Berlin-New York, pp. 632-48.

Leo Spitzer Lingua italiana del dialogo /; a cura di Claudia Caffi e Cesare Segre ; traduzione di
Livia Tonelli. - Milano : Il saggiatore, [2007].
WEINRICH H.

(1978), Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, il Mulino, Bologna (Tempus.
Besprochene und erzhlte Welt, Kohlhammer, Stuttgart, 1964).