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Accademia Editoriale

INTORNO AD UN'ACCESA REPRIMENDA


Author(s): Paolo Rossi
Source: Bruniana & Campanelliana, Vol. 13, No. 1 (2007), pp. 257-258
Published by: Accademia Editoriale
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/24335005
Accessed: 15-09-2016 15:09 UTC
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Dibattiti

INTORNO AD UN'ACCESA REPRIMENDA


Paolo Rossi

NelPompeo
secondo
fascicolo
del 2006una
di nota
Bruniana
irNon
Campane
Faracovi
ha pubblicato
intitolata
solo m

parla dell'orientamento oggi prevalente negli studi bruniani che m


te in discussione le tesi avanzate da Frances Yates e del conseguen

dell'immagine di Bruno come grande mago ermetico. Il testo d

gina 630 del fascicolo) cos prosegue: Avendo scritto qualche tem
videre, in un breve passo di una piccola nota un motivo di quel ri
vedo investita in questo libro [ovvero nel libro di Paolo Rossi, Il t
Rinascimento e modernit, Milano, Cortina Editore, 2006, p. 128]
anche un po' incomposta reprimenda. Avrei infatti strapazzato la
professore bene educato non farebbe in una discussione di tesi con una

Non ho alcun desiderio di avviare una discussione sul tema magi

Pompeo Faracovi. Desidero invece documentare ai lettori di B

panelliana quale il testo che Faracovi ha riassunto con la frase (

molto innocua) Avendo scritto di condividere un motivo di q


to. In quelle venti pagine che definisce piccola nota, Faracov
scritto che Frances A. Yates aveva assunto le coppie opposizion
nalismo e magia/scienza in una forma che appare debitrice f
viet del senso comune, che non alla discussione critica. Aveva in

che, nella prospettiva della Yates, temi complessi come quelli d

l'occultismo, del razionalismo e della scienza sembrano assunti co

contenitori chiusi, dei quali si dia per certo di conoscere il conten


averli aperti e guardandosi dal farlo (O. Pompeo Faracovi, Bruno
La mente di Giordano Bruno, a cura di F. Meroi, Firenze, Olschki, 2
cff. pp. 423, 428). Il forse e il sembrano non valgono a minimame

durezza dell'ingiusto e sommario giudizio. La magia, la scienza,


razionalismo assunti da Yates come contenitori chiusi. La Yat
una specie di brava massaia, non all'altezza delle discussioni cri

ovviet del senso comune, che non apre ovvero non esamina gli og
ti nelle scatole delle quali si occupa, anzi, che non apre quei conten
guarda bene dal farlo. Soprattutto quest'ultima espressione, che g

va, mi apparve particolarmente inaccettabile. Cosa si pu dire

persona che ha dedicato la sua vita agli studi? Per descrivere un t


questo genere i fiorentini dispongono di un apposito termine:
cenciata.

BRUNIANA r CAMPANELLIANA, XIII, 1, 2007

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258 BRUNIANA & CAMPANELLIANA

Nel testo scritto per i lettori di Bruniana r Campanelliana

Faracovi recupera invece, con ammirevole rapidit, 0 'politi


scrive: Non considerare definitiva l'assunzione della magia

ve di lettura del pensiero del Rinascimento non implica infatt


dei meriti della studiosa che con straordinaria libert mentale,
denza di giudizio, ha improntato con le sue tesi una intera fase
dendo d'un sol colpo improponibili alcune consolidate immagin

Chi potrebbe non essere d'accordo? Chi abbia letto queste ri

giudizi di Faracovi contro i quali ho protestato e che ho riport


cosa mai penser dello stato delle arterie della salute mentale
fessore che usa, a proposito di giudizi cos sensati, equilibrati,
sibili, il termine strapazzare? A questo punto mi chiedo: lecit
lettori di Bruniana e Campanelliana le frasi contro le quali av
ver protestare con le seguenti parole: avendo scritto di condiv

quel ripensamento [dell'immagine di Bruno]? Davvero era s

ammissibile questo modo di esporre un testo? Per finire, anc

qualcuno, tra coloro che mi conoscono, che pu pensare che

sioni pesanti per il semplice fatto che stata avanzata un'opini


mia?

Dato che non credo che quel riassunto fosse un modo accettabile di trattare i
testi, ribadisco, anche in questa sede, quel mio giudizio. Accetto anche, per quel
le mie righe, la qualifica di reprimenda, acconsento anche all'aggettivo accesa, ma

energicamente rifiuto l'aggettivo incomposta. Accesa era perch nasceva da un


moto di indignazione, incomposta non era perch era frutto di una consapevole
decisione. Avere qualche moto di indignazione al di l degli ottanta, mi pare quasi
una fortuna. So che si corre il rischio di esagerare, ma confesso che anche la man

cata citazione, ovvero il nascondimento, da parte di Faracovi, delle frasi che lei

stessa aveva scritto e che erano la causa prossima e unica della mia cosiddetta repri
menda, non suscita certo in me una qualche forma di ammirazione.
Invece non mi indigna, ma soltanto mi stupisce il fatto che nelle pagine pubbli

cate su Bruniana Campanelliana, Faracovi attribuisca a me (oltre ad un paio


di cose che non ho mai scritto n pensato) l'espressione eguaglianza delle intelli
genze. L'avr infatti ricordata almeno in cinque sei luoghi e occasioni e in pi di
una lingua. Quell'espressione, come pi volte ho scritto, presente in vari testi di
Francis Bacon. Ritenendo invece (del tutto a torto) che si tratti di una mia crea
zione, con la sobria gentilezza che caratterizza il suo modo di criticare gli scritti
altrui, Faracovi (ovviamente senza spiegare il perch) qualifica quell'espressione
come un po' sciatta. Francis Bacon stato accusato di tutto: di essere stato an
ticopernicano, di non aver compreso la funzione della matematica, di aver tradito
il suo migliore amico, di aver accettato, in veste di giudice, somme di denaro da
coloro che doveva giudicare, di aver fatto torturare imputati, perfino di aver filo
sofato come un Lord Cancelliere. Si salvava, fino ad oggi, solo la sua prosa, che
tutti consideravano splendida. Da oggi sappiamo che faceva uso di un'espressione
che Ornella Pompeo Faracovi giudica un po' sciatta.

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