Sei sulla pagina 1di 146

ECONOMIA POLITICA CLASSICA

1600-1870
OBIETTIVI DEL CORSO

Le nozioni pi importanti che caratterizzano il pensiero di ogni autore


I loro collegamenti come strutture tecniche
- L evoluzione di queste strutture analitiche attraverso il tempo

LINTERPRETAZIONE DELLE TEORIE ECONOMICHE

Storia delle modificazioni nel significato dei seguenti concetti: ricchezza,valore, prezzo,
produzione, capitale, lavoro, profitto, salario, distribuzione.
Come gli autori hanno trattato queste categorie

TEORIA DEL VALORE O DEI PREZZI RELATIVI NEGLI AUTORI DEL XVII E XVII SEC.

Gli autori con le loro nozioni teoriche hanno cercato di spiegare i problemi economici del
loro tempo
I prezzi sono determinati dal costo di produzione
I prezzi sono determinati dallutilit
I prezzi sono determinati dalla domanda e dallofferta

LECONOMIA CLASSICA

1620-1776 racconta la storia della comparsa delleconomia classica e di Smith


1776-1870 affermazione ed evoluzione delleconomia classica: Ricardo, Malthus, Marx

RUOLO DELLO STATO NELLECONOMIA DI MERCATO: PERIODO CLASSICO

Finanza pubblica
1.Spese pubbliche:
-difesa
-ordine interno (tribunali e polizia)
-qualche altro servizio pubblico utile al sistema economico
2.Entrate pubbliche:
-in modo ordinario:
a)imposte realisul reddito
b)altre imposte
-in modo straordinario:
1

a)debito pubblico
Politica economica
-Manovra dei dazi doganali (Malthus e Ricardo)

RUOLO DELLO STATO NELLECONOMIA DI MERCATO: PERIODO NEOCLASSICO

Finanza pubblica
1.Spese pubbliche:
-funzioni istituzionali
-difesa,ecc..
-sicurezza sociale
-imprese pubbliche
2.Entrate pubbliche:
-in modo ordinario
a)imposte personali sul reddito
b)contributi sociali
c)altre imposte
-in modo straordinario
a)debito pubblico

RUOLO DELLO STATO NELLECONOMIA DI MERCATO: PERIODO KEYNESIANO

Finanza pubblica
1.Spese pubbliche:
-funzioni istituzionali
-difesa, ecc..
-sicurezza sociale
-imprese pubbliche
2.Entrate pubbliche:
-in modo ordinario:
a)imposte personali sul reddito
b)contributi sociali
c)altre imposte
-in modo straordinario
a)debito pubblico
Politica economica:
-aumento spesa pubblica
-deficit spendine

IL MERCANTILISMO
Dal 1500 al 1750
IL MERCANTILISMO

Le teorie elaborate non furono mai contenute in un corpo di dottrine


Le prime teorie mercantilistiche apparvero verso la fine del XIV sec. e linizio del XV sec.
Cannan distingue bullionismo (bullion= metallo in verghe) da mercantilismo in senso
stretto
Bullionismo (teoria che pone al centro il tesoro, cfr Malynes)
Sviluppo del pensiero dovuto ai mercanti
Bullionisti, usato nel basso Medioevo per indicare coloro che sostenevano il commercio
con lestero perch arricchisce il Paese dato che provoca lafflusso di metallo
Mercantilismo in senso stretto, si afferma nel XVII sec., con lespansione del capitalismo
industriale
Sue caratteristiche:
-sviluppo del commercio di esportazione
-condanna dellusura
-lalto tasso di interesse scoraggia i commerci
1600 mercantilismo (T.Mun)

PASSAGGIO DL BULLIONISMO AL MERCANTILISMO

Avviene ad opera di Thomas Mun (1571-1641), mercante della Compagnia delle Indie
Egli difende la Compagnia dallaccusa di impoverire lInghilterra perch acquistando spezie
e altre merci costose in Oriente faceva fuoriuscire metallo prezioso

DIFESA DI MUN

Mun obiettava che non si doveva guardare al deficit dellInghilterra con lOriente, ma alla
bilancia commerciale complessiva dellInghilterra con tutti gli altri Paesi
La B.C. era in forte attivo perch le merci acquistate in Oriente erano rivendute a prezzi
molto pi elevati sui mercati europei.
-lafflusso di metalli preziosi sarebbe stato pericoloso se avesse portato a un aumento dei
prezzi interni
Perch le esportazioni inglesi sarebbero state meno competitive per la ricchezza nazionale

NASCITA DEGLI STATI NAZIONALI

1700 commercio libero-scambismo


Sulla scia di Schmoller, alcuni hanno identificato il mercantilismo con il movimenti di
formazione degli Stati moderni, ossia degli Stati nazionali:
3

-le misure monetarie,i vincoli protezionistici e ogni altro analogo provvedimento


economico finalizzato a questo fine
Condizioni per la nascita dello Stato nazionale furono:
-il crollo delleconomia feudale
-lo sviluppo del commercio

LE TESI MERANTILI DIVENGONO POLITICHE DI GOVERNO

I governanti accolsero le proposte dei mercantilisti e a essi adattarono la loro politica,


perch la ritenevano uno strumento efficace per rinsaldare gli Stati assoluti contro la
sopravvivenza del particolarismo medievale in patria e contro gli Stati rivali allestero
La crescita economica favorita dallincremento del commercio internazionale e
particolarmente dalla bilancia commerciale attiva

CARATTERISTICHE

Sviluppo del pensiero dovuto ai mercanti


La letteratura economica elaborata da mercanti e uomini daffari
Gli scrittori generalmente si concentrano su un solo argomento
Nessuno riesce ad elaborare una sintesi compiuta dei vari argomenti tale da influenzare i
successivi sviluppi teorici

CRESCITA ECONOMICA

La ricchezza nazionale dipende dalle riserve di metalli preziosi


La ricchezza nazionale dipende dalla produzione
Commercio internazionale
Contenimento del consumo interno
Bilancia commerciale
Bassi salari

LA BILANCIA COMMERCIALE

Il Paese deve incoraggiare le esportazioni e disincentivare le importazioni


Strumenti: tariffe, dazi, tasse, sussidi, ecc..
Risultato per i primi mercantilisti: un attivo della bilancia commerciale nei confronti di ogni
singolo paese estero
Risultato nei mercantilisti successivi: un attivo della bilancia complessiva verso il resto del
mondo
Determinante lintervento pubblico

I CARATTERI COMUNI A DIVERSI MERCANTILISTI

Linclinazione alle vendite


La tendenza a tesaurizzare
La paura verso i beni
Lopposizione allusura
Regolazione del commercio estero per garantire lafflusso di moneta metallica
Importazione materie prime- esportazione prodotti finiti
Aumento delle importazioni e esportazioni dei prodotti finiti

LE POLITICHE ECONOMICHE MERCANTILISTICHE

Mirano principalmente al consolidamento dello Stato attraverso laccumulazione di ingenti


quantit di metallo aureo
Accumulazione realizzata grazie a una politica di rigido controllo sui movimenti dei metalli
preziosi attraverso i confini nazionali
Esisteva cio una regolamentazione del traffico monetario internazionale
In definitiva loro e i metalli preziosi divenivano lessenza della ricchezza (Malynes)

POLITICA MONETARIA

Come un paese acquisisce valuta estera:


-esportazione di merci
-esportazione invisibile di servizi (rimesse degli emigrati, turismo)
-esportazione di metalli preziosi
-importazione di capitali sotto forma di investimenti stranieri
Come una paese spende valuta estera:
-importazioni visibili
-importazioni invisibili (noli, spese per brevetti)
-importazioni di metalli
-esportazioni di capitali
** i due totali devono essere identici perch se le prime tre voci non si pareggiano le differenze
compaiono nelle ultime voci

UN MERCANILISTA: JEAN BODIN

Jean Bodin (1569) critica lopinione prevalente che laumento dei prezzi dipende dalla
tostatura delle monete (cio dallerosione ad opera di mercanti disonesti o dello stesso
sovrano)
Per J. Bodin laumento dei prezzi dipende:
-dallaumento dellofferta di oro e argento
-dalla prevalenza dei monopoli che impediscono ai prezzi di scendere
-dalleccesso di spesa pubblica
5

-dai saccheggi, che riducono lofferta delle merci


La tostatura aveva un ruolo marginale

OSSERVAZIONI SULLA MONETA

J. Locke: il livello dellattivit economica dipende dalla quantit di moneta e dalla sua
velocit di circolazione
D. Hume: impossibile per uneconomia mantenere una bilancia commerciale
costantemente in avanzo
-perch sarebbero aumentati, per il Paese, le quantit di oro e di argento e
conseguentemente anche i prezzi, mentre le esportazioni sarebbero state meno
competitive

ANCORA SU HUME

Viceversa, i pesi in deficit commerciale avrebbero visto i loro prezzi interni diminuire per il
deflusso di oro.
-conseguentemente, il primo paese avrebbe avuto convenienza a comprare,mentre il
secondo la convenienza a vendere, finch i prezzi avrebbero trovato un nuovo equilibrio-con questo meccanismo si sarebbe rimasti fuori dalla logica mercantile e pi vicini al libero
scambio internazionale

TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA

Mun e Hume contribuirono a fondare la teoria quantitativa della moneta secondo cui il
valore della moneta determinato dalla quantit circolante
MV=PT

EQUAZIONE DELLO SCAMBIO


MV= PT
M = moneta
V = volte in cui cambia mano
P = prezzo medio dei beni
T = volume totale degli scambi
Mercantilisti: M=PT/V dove T=MV/P
Il denaro stimola il commercio, perci si richiede un risparmio forzato

CRITICHE AL MERCANTILISMO NEL XVII sec

Gli imprenditori capitalisti si differenziano dai mercanti


6

Conflitti d' interesse tra i mercanti


Conflitti d'interesse tra le varie classi sociali:proprietari di terre produttori, lavoratori

CHARLES DAVENANT (1656-1714)

An Essay on the East-India Trade


educato in una scuola di grammatica, entra al Ballion College nel 1671. Lascia l' universit
di Oxford nel 1683 perch la madre gli affida la gestione del teatro fondato dal padre che
era scomparso nel 1668.
nel 1675 riceve la laurea di LLD (Latin Laegum Doctor) a Cambridge ed ammesso tra i
Doctors Commons
1678 nominato commissario delle imposte indirette con un salario annuo di 500 sterline
nel 1675 eletto alla camera dei comuni per il distretto di St. Ives
Con la Rivoluzione del 1688 il suo prestigio subisce un duro colpo:non incluso nella nuova
Commissione delle imposte istituita nell' aprile del 1689, ci gli cost la perdita del lavoro e
del salario
Nelle sue prime opere si preoccupa della finanza pubblica e del commercio estero, poi negli
scritti dal 1699 domina il tema politico
scrittore di punta del partito Tory con l ascesa al trono della regina Anna del 1702 egli
venne chiamato al suo servizio
Ottenne il posto di segretario della commissione istituita
Nel Novembre del 1702 diviene controllore delle imposte
Nonostante questi incarichi la sua situazione economica piuttosto precaria lo port ad
offrire i proprio servigi in altri Paesi
Egli mantenne l sua carica fino alla mote avvenuta il 6 novembre del 1714 a Londra.

PRINCIPALI SCRITTI

an Essay on the East India Trade(1697)


Two Discourses on the Public Revenues an Trade of England (1698)

An Essay on the probable means of making the people gainers in the balance of Trade
(1699)
a Discourse on Grants and Resumptions and Essays on the Balance of Power (1701)

CHARLES DEVENANT -1690- An Essay on the East India

Sostiene la libert del commercio estero per favorire la prosperit in Inghilterra


Implica un elevato saggio positivo della bilancia commerciale
Maggiore afflusso di valuta internazionale
Minore tasso d interesse
Aumento del valore delle propriet terriere
Conseguente aumento delle rendite e delle entrate fiscali

TASSO D INTERESSE

In Inghilterra nel 1550 il tasso legale era del 10%


nel 1600 dell' 8%
nel 1654 del 6%
La discussione di fine secolo verte su un ulteriore riduzione del 4%

SIR DUDLEY NORTH -(1641-1691)

Impegnato nel commercio estero specie con la Turchia.


Trascorse diversi anni a Costantinopoli e Smirne.
Stabilitosi a Londra continua a svolgere il commercio con i Paesi orientali.
Commissario delle dogane e del tesoro.
Membro del parlamento.

SIR DUDLEY NORTH -1691- Discourses upon Trade

E' favorevole al libero scambio.


Il livello d'interesse non pu essere fissato per legge.
Ritiene che gli alti tassi d'interesse fanno aumentare il costo del capitale e scoraggiano gli
investimenti.
Il tasso d'interesse dipende dalla disponibilit dei fondi che possono essere prestati e del
risparmio. Ossia dipende da chi chiede denaro in prestito e da chi offre denaro in prestito.
Il commercio influenzer il tasso d'interesse.
Nel mercato ci sono forze che agiscono liberamente e tali da superare le restrizioni poste
dai regolamenti statali.
Le crisi sono da collegare ad uno scompiglio nel funzionamento dei mercati.
Si oppone alle leggi sul lusso.

10

JOHN LOCKE (1632-1704)

Frequenta l'universit di Oxford nel collegio di Christ Church dove consegue il titolo di
baccelliere nel 1656 e maestro delle arti nel 1658, rimane come insegnante di greco e
retorica.
Nel 1666 comincia a studiare medicina e scienze naturali entrando in contatto con medici e
anatomisti famosi come Willis e Bathurst e collabora con il celebre fisico e chimico Robert
Boyle. Divenne medico personale pur non essendo laureato in medicina nonch segretario
di lord Ashley, Cancelliere e conte di Shaftesbury.
Nel 1675 per motivi di salute in Francia dove vi rimane per quattro anni durante i quali
studia la filosofia di Cartesio di Gassendi e dei libertini.
Tra i suoi incarichi si ricorrda quello di consigliare per il commercio nelle colonie.
1691 -Some Consideration on the Consequences of the Lowering of Interest and Raising
the Value of Money
Si pronuncia contro il disegno di legge volto ad abbassare il tasso legale di interesse dal 6 al
4%.
Il tasso d'interesse non pu essere fissato per legge perch dipende dalla quantit di
denaro in circolazione e dall'ammontare complessivo di commercio del regno.
Distingue il valore d uso dal valore di scambio (paradosso dell'aria e dell'acqua)
Parla di un valore intrinseco e naturale
Non ha una nozione di prezzo relativa
Cause che determinato l valore di scambio sono: l'abbondanza e la scarsit di un bene in
rapporto alla domanda

11

ELEMENTI STRUTTURALI DEI SISTEMI ECONOMICI


CAPITALISMO E SOCIALISMO

A) Principio regolatore Mercato Piano economico


B) Forza motrice Profitto Bisogni
C)Propriet dei mezzi di produzione Private Collettive

12

WILLIAM PETTY (1623- 1687)- THE POLITICAL ARITHMETICK

Non rigetta mai le linee politiche dei mercantilisti.


Prodotto netto o sovrappi -(data dalla differenza di quantit fisiche: grano raccolto e
grano utilizzato in sementi o scambiato per ottenere altri prodotti)Adotta il metodo quantitativo che consiste nel ragionare in termini di numero,peso,
misura
divisione sociale del lavoro:
-1). produttori di beni sociali , cibo e abbigliamento,
-2). quelli che producono per l'esportazione ,
-3). i produttori d beni di lusso, e infine
-4). governanti, persone dotte e commercianti (mancano i mercanti).

condizione per la divisione sociale del lavoro e poter disporre di un'eccedenza di beni
materiali.
Il settore agricolo suscettibile di un'eccedenza.
L'esistenza della rendita conferisce all'agricoltura l'opportunit di produrre un'eccedenza.
L'esistenza di rendita prova che l'agricoltura produce un' eccedenza.
Valore relativo delle merci (dipende dai costi di produzione).
Opere :

-The Political Arithmetick 1671 1676 pubblicata nel 1690;


The Political Anatomy of Ireland 1691.

Prezzo naturale dipende dallo stato delle conoscenze tecnologiche e dalla sussistenza dei
lavoratori ( e il rapporto di scambio che si verifica in assenza di perturbazioni).
Prezzo politico tiene conto dei costi sociali e della disoccupazione nascosta.
Prezzo corrente, espressione del prezzo politico in termini di merce usata come unit di
misura.

13

BOISGUILBERT (1646-1714)
LA FRANCIA ALLA FINE DEL XVII sec

CARATTERISTICHE

Opere:
- 1695 - Le dtail de la France.
- 1704 - Trait de la nature, culture, commerce et intrets de grains.
- 1704 - Dissertation sur la nature des richesses, de l'argent et de tributs.
- 1707 - Factum de la France

Le condizioni della Francia:


- E' una monarchia di tipo assoluto (Luigi XIV)
- E' una potenza politica e militare
- Ha un'economia stagnante
- L'organizzazione sociale ed economica di tipo feudale
- L'agricoltura ha una bassa produttivit
- Il sistema fiscale si fonda su numerose tasse e resta sostanzialmente inefficiente.

BOISGUILBERT

Precursore di Quesny e Smith.

la ricchezza vera, una gioia completa, non solo per le necessit fondamentali della vita,
ma anche per tutto il superfluo che pu soddisfare i nostri sensi.
nel Trait de la nature,culture, commerce et intret des grains tratta del commercio dei
grani.

- in cui osserva: la gestione dei granai pubblici, le restrizioni all'esportazione del grano, il
controllo sul commercio interno del grano.

14

ALTRI ASPETTI DEL SUO PENSIERO CONOMICO

Descrive la societ secondo i beni prodotti: produttori agricoli, manifatturieri, ecc... In tale
modello riproduce la societ secondo lo schema della divisione sociale del lavoro.
Tutte le attivit economiche sono tra loro connesse.
Equilibrio nella circolazione del merci.
Gli scambi devono avvenire secondo i prezzi corretti ossia in proporzione l'uno rispetto
all'altro.
Parla anche di prezzi in proporzione alle spese sostenute durante la produzione delle
merci.
Le crisi possono essere dovute o :

- al problema della tassazione dell'agricoltura,


- all'eccessivo guadagno di uno dei due scambisti,
- all'eccessiva spesa dei beni di lusso.

SEBASTIEN DE VAUBAN, MARESCIALLO DI FRANCIA (1633- 1707) nel saggio Dime


Royale(1707) propone la riforma del sistema fiscale con l'introduzione di una tassa unica
sul reddito netto agricolo

JOHN LAW (1671- 1729) propone la moderna gestione finanziaria del debito attraverso
l'emissione di obbligazioni e titoli di Stato.
Obbligazioni che sarebbero state garantite dalle azioni della Compagnia della Mississippi,
una spa francese che godeva del monopolio del commercio lungo la valle di questo fiume
americano.

15

RICHARD CANTILLON (1697- 1734)

Definizione di ricchezza: un insieme di nutrimenti, delle comodit e degli agi della vita
che si traggono dalla terra e che prendono forma attraverso il lavoro dell'uomo (sono i beni
e i servizi necessari per sopravvivere e rendere la vita piacevole).
Fonti originarie della ricchezza sono : la terra e il lavoro
Distribuzione del prodotto della terra: in salario e rendita, una destinata al mantenimento
dei lavoratori, l'altra alla soddisfazione dei consumi del Principe, dei signori dello Stato e
dei proprietari terrieri
La terra sostiene tutte le altre attivit e non le risorse naturali, ci perch la terra in grado
di produrre un surplus di beni salario eccedenti la necessit dei lavoratori agricoli
Il lavoro anch'esso fattore originario della produzione (doveva essere distribuito in
proporzione alle necessit dei singoli settori).
Il prezzo o il valore la misura della quantit di lavoro e di terra che entra nella
produzione.
Classi sociali: proprietari terrieri e Principe, imprenditori e fittavoli, lavoratori dipendenti.

Essay sur la Nature du Commerce en gnral (1730 pubblicato 1755) di Cantillon

La terra la fonte o la materia da donde tutta la ricchezza prodotta. Il lavoro dell'uomo


la modalit che la produce: e la ricchezza di per se stesa non niente altro che il
mantenimento, le comodit, e le superfluit della vita.
La capacit di produrre ricchezza delle diverse attivit dipende dalle caratteristiche dei beni
prodotti.
La societ descritta secondo il principio della divisione del lavoro.
il lavoro sempre produttivo.

TEORIA DEL VALORE- TERRA IN CANTILLON

Distingue il prezzo di mercato dal valore di un prodotto.

Il valore intrinseco di una merce dipende dai costi materiali sostenuti nella sua produzione
ossia la misura della quantit di terra e lavoro di cui la produzione si compone.
Il prezzo di mercato dipende dagli umori e fantasie degli uomini e successivamente dalla
quantit di un prodotto o di una merce offerta in vendita, in proporzione alla domanda o al
numero degli acquirenti ossia domanda effettiva e offerta.
Sul problema della misurazione del valore propone di convertire il lavoro in terra.
Il saggio del salario dato e consiste in prodotti della terra.

16

LA TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE DI CANTILLON

il prodotto sociale si divide in tre parti uguali: profitto, salario e rendita .


Il coltivatore deve avere un profitto per i rischi sostenuti e per l'incertezza nell'attivit
imprenditoriale ( a questi assimila i commerciati).
I salari sono costituiti da prodotti agricoli, unici mezzi di produzione originari.

CANTILLON E L'IMPRENDITORE

Il coltivatore un vero imprenditore, organizza la produzione e ne assume rischi:


responsabile del processo produttivo di cui appartiene il reddito della vendita, decide i
metodi di coltivazione, deve poter disporre di sufficiente capitale.
Il ruolo economico dell'imprenditore agricolo esteso anche al commercio.
Distribuzione: il valore della produzione agricola appartiene al coltivatore e viene ripartito
in tre rendite.

CANTILLON E L RENDITE

La prima rendita deve essere pagata al proprietario della terra in denaro contante. Sono i
proprietari che determinano la composizione della domanda globale e quindi della
produzione nazionale (anticipa i fisiocratici).
La seconda deve coprire le spese sostenute dal coltivatore per l'acquisto dei mezzi della
produzione.
La terza va al coltivatore.

CONSIDERAZIONI CRITICHE

Non c' relazione tra la visione del tre rendite e la nozione di valore intrinseco. (Non
chiaro come i profitti derivino dal valore dei prodotti agricoli).
Il capitale visto pi come potere d'acquisto generico sulle merci che come mezzi di
produzione.
Nell'analisi del processo di circolazione delle merci segue lo schema dei flussi circolari ma
non coglie gli aspetti del processo di riproduzione e il ruolo dell'accumulazione per la
crescita della ricchezza.
influenzato dalle idee mercantiliste: a fondamento dell'aumento della ricchezza vi sono il
commercio e della grandezza della popolazione.
Il metallo prezioso la misura della ricchezza anche se questa costituita dalle merci.
17

Il commercio estero un modo rischioso e debole per aumentare la ricchezza nazionale,


ma una nazione sar ricca e potente finch nel commercio avr successo.
Resta in definitiva un precursore dell'economia politica classica: la teoria delle tre rendite,
il valore intrinseco, il fondo salari e la descrizione del ruolo dei coltivatori costituiscono le
premesse delle teoria economica di Quesnay e Smith.

18

DAVID HUME (1711-1776)

David Hume nasce ad Edimburgo nel 1711, studia giurisprudenza si interessa di letteratura
e filosofia, muore nel 1776. Tende a realizzare una scienza della natura umana.

DAVID HUME ( 1711- 1776) e la teoria dei quattro stadi

I quattro stadi sono: la caccia, la pastorizia, l agricoltura,il commercio


In ciascuno di questi diverso il modo di produrre i mezzi di sussistenza
La sussistenza incide sulla: politica, legge , religione, costume,usanza
un metodo danalisi delle societ complesse

STADIO DELLA CACCIA

Le persone sfruttano la natura e le risorse


Limitata divisione del lavoro
Ciascuno al contempo guerriero , cacciatore altri componenti della societ sono : il capo
ed il sommo sacerdote
Non c propriet privata
Il capitale costituito dagli strumenti di produzione che ciascuno sa foggiare secondo la
propria abilit
Il capo responsabile delle leggi e della tradizione orale
Il metodo di scambio il baratto
L organizzazione sociale si fonda sul consumo delle trib
La popolazione non aumenta
Es. nel XVIII sec gli indiani dAmerica erano considerati una societ tipica dello stadio della
caccia

STADIO DELLA PASTORIZIA

Attivit economica prevalente e la riproduzione degli animali domestici


La ricchezza della trib dipende dalla dimensione delle sue mandrie
La divisione del lavoro limitata
Le mandrie sono la propriet comune
La societ nomade
Es. le grandi trib tartare dellAsia centrale

19

STADIO DELLAGRICOLTURA

La coltivazione della terra fonte principale dei mezzi di sussistenza e della ricchezza
possibile conseguire il sovrappi
Le tecniche di produzione divengono sempre pi raffinate
Nascono le citt dove si sviluppano fiere e mercati
La divisione sociale del lavoro pi articolata: artigiani , commercianti
Il sovrano al centro della societ e del potere ma altre mansioni vengono svolte dagli
amministratori , dai giudici, dai preti e dai guerrieri
La propriet della terra esiste e richiede una legislazione adatta
La popolazione pu aumentare grazie alleccedenza agricola e nonostante guerre , carestie
e altri disastri naturali

STADIO COMMERCIALE

Domina lo scambio dei prodotti manufatti


La divisione sociale del lavoro diviene sempre pi complessa
Fonti della ricchezza sono : la tecnologia, la produttivit e laccumulazione di capitale
Esistono i contratti.
La legge sempre pi articolata e complessa, regola la vita degli individui.
Allaristocrazia terriera si affianca la nuova borghesia : commercianti, imprenditori che
reclamano anche un potere politico.

TRATTATO SULLA NATURA UMANA( 1739)

L utilit del comportamento degli uomini ed fondamento dei giudizi umani e della virt.
Hume adotta il metodo induttivo sperimentale.

DISCORSI POLITICI

Tratta del denaro , dellinteresse, del commercio, della bilancia commerciale.


Critica le teorie e le politiche mercantiliste.
Sostiene il principio dellutilit marginale decrescente.
La concentrazione della ricchezza comporta anche una concentrazione di potere con
aggravio della tassazione sui poveri.
Ricerca il commercio libero.
Usa la teoria quantitativa della moneta.
La ricchezza data dalla quantit d beni e di lavoro disponibili in un paese, laumento delle
riserve valutarie non influisce su di essi.
I prezzi delle merci sono proporzionali aLlabbondanza di moneta ci0 dipende dalla
proporzione tra prezzi e moneta

20

TEORIA QUANTITATIVA

Questa teoria viene usata nellanalisi del commercio internazionale


Enuncia il meccanismo della circolazione monetaria basato sui flussi monetari
internazionali
Leccedenza della bilancia commerciale comporta un afflusso di moneta verso il paese,
conseguentemente si ha in proporzione un aumento del livello dei prezzi e dei salari cosi
che i prodotti nazionali divengono meno competitivi
In condizione di equilibrio i prezzi sono in proporzione alla moneta e non vi eccedenza
commerciale
Quando c un afflusso di moneta, salari e prezzi non aumentano immediatamente , c
una fase di disequilibrio durante la quale lattivit economica , l industriosit delle
persone e delloccupazione aumentano e cos pure la ricchezza
Laumento delle riserve nazionali di oro esaurisce presto i suoi effetti positivi e la ricchezza
torna al livello precedente
Da mercantilista ritiene che la produzione avrebbe potuto essere aumentata mediante
variazioni dellofferta di moneta , mentre
Per i classici sono rilevanti le variazioni di tipo reale piuttosto che monetarie(offerta di
lavoro risorse naturali, beni capitali ecc..)
-Mentre le variazioni nellofferta di moneta avr modificato soltanto il livello generale dei prezzi

TASSO DINTERESSE

Dipende dalla domanda e dallofferta di credito e dei profitti realizzati nel commercio.

SUL COMMERCIO

Il commercio pu arrecare potere e ricchezza alla nazione ma anche felicit , libert agli
individui
Il commercio porta beneficio a tutti i paesi che scambiano e i poveri traggono beneficio
dalla ricchezza dei loro vicini
Competizione dei paesi poveri che dispongono abbondantemente di lavoro a basso prezzo.
Di conseguenza i poveri pongono il limite allaumento della ricchezza del paese ricco, come
se ci fosse un tetto alla crescita.

21

FRANOIS QUESNAY (1694-1774) E I FISIOCRATICI


SCRITTI DI FRANOIS QUESNAY

1756 Fermiers
1757 composti per lEncyclopdie
-Grains
-Hommes

1758 Le maximes
1758 59- Tradizioni del Tableau conomique
1765- Le droit naturel
1766 Du commerce
1766 Dialogues sur les travaux des artisans
1766 Intret de largent
1766- Analyse de la formule arithmtique du Tableau economique
Despotism de la Chine
Insieme a Mirabeau Quesnay scrive la Philosophie rurale.

LA FRANCIA DEL XVIII sec

Le condizioni economiche sono precarie mancano pochi anni alla rivoluzione


Il debito pubblico elevato
Il regime fiscale ostacola la produzione ed il commercio dei prodotti agricoli
La tecnica di produzione e lorganizzazione della coltivazione sono di tipo feudale
Nellagricoltura prevale la mezzadria , le regioni settentrionali sono pi moderne e prevale
la presenza di coltivatori indipendenti
Le carestie sono frequenti e il calo della popolazione sempre pi significative

LA FISIOCRAZIA

Si sviluppa nel XVIII sec in Francia tra l 1750 e il 1780


Fisiocrazia deriva dal greco e vuol dire dominio della natura
Il Tableau conomique di F.Quesnay lo scritto pi rilevante ed ha influenzato leconomia
moderna
La ricchezza un flusso annuale di prodotti agricoli il cui valore costituisce la produzione
nazionale

22

LORDINE NATURALE PER I FISIOCRATICI

La societ retta da un ordine naturale analogo a quello che governa la natura fisica
A differenza di questo ordine naturale esiste perch lo vogliono gli uomini e perci non
ostacolano affermarsi
Lordine naturale ottimo

ESISTENZA DEL PRODOTTO NETTO

Il prodotto netto quella parte della ricchezza che eccede la ricchezza stata consumata
nel processo della produzione.
implica tre problemi : rilevazione , origine e distribuzione
- Rilevazione: differenza tra due grandezze fisiche.
-Origine: fertilit naturale del suolo .
-Distribuzione: rendita fondiaria .

IL TABLEAU CONOMIQUE

La societ divisa in tre classi:


-La classe produttiva , imprenditori agricoli, contadini, - creano sovrappi.
-La classe sterile artigiani , operai e commercianti.

-La classe aristocratica nobili, clero e proprietari terrieri oltre al sovrano , la corte , i
pubblici funzionari , si appropriano del sovrappi.

Obiettivo:
-Il pagamento della rendita agli aventi diritto.

-Il verificarsi delle condizioni perch preso la classe produttiva alla classe sterile riprenda il
processo produttivo.

IL CICLO ECONOMICO

Tutto il ciclo economico della fisiocrazia ha come fine ultimo quello di creare un surplus
( prodotto netto), che poi verr investito nuovamente nellagricoltura,
23

Su tutto domina il libero mercato :


-Laumento della produttivit del terreno
-Il poter disporre di pi manodopera
-Il compiere ricerche nel campo delle macchine agricole .

TEORIA DELLA CRESCITA E DEL BENESSERE DI QUESNAY

Sono produttive le attivit che generano un surplus oltre le spese di produzione


Perch le attivit siano produttive devono appartenere al settore primario in cui occorre
investire molto denaro tra coltivazione, strumenti , e attrezzature necessarie
Se il sovrappi esiste solo in agricoltura, il capitalismo ha senso in agricoltura.

LA PRODUTTIVITA IN AGRICOLTURA DIPENDE DALL ACCOMULAZIONE DEL


CAPITALE

Le anticipazioni costituiscono il capitale, che viene fornito sotto forma, di mezzi di


produzione necessari ad avviare il processo produttivo
Le anticipazioni sono investimenti :
-Iniziali per mettere a coltura il terreno
-Annuali (salari, sementi - capitale circolante)
-A lungo termine ( strumenti di produzione : vanghe , carri nutrimento per i cavalli capitale

fisso)

Le anticipazioni consentono la riproduzione delleconomia


La produttivit si verifica se:
-Non vi una politica volta a ridurre il prezzo del grano

-I prezzi dei manufatti sono bassi compatibilmente con i costi di produzione( politica del
laissez faire ,laissez passer);
-Esiste unimposta unica sulla rendita

24

STERILITA DEL COMMERCIO E DELLE MANIFATTURE

Il commercio unattivit sterile in quanto comporta un aumento artificiale del prezzi


dovuto ad un eccesso di potere dei commercianti
Lindustria manifatturiera unattivit sterile perch trasforma solo i prodotti della natura
e del settore primario senza accrescerne il valore

IL VALORE ED I PREZZI

Il valore della produzione agricola dato dai prezzi di prima mano , ossia i prezzi generati
nel primo atto di scambio tra coltivatori e commercianti
Quesnay distingue:
-il prezzo di mercato, determinato giorno dopo giorno ,
- dal prezzo fondamentale ossia il valore dei prodotti nel lungo periodo

Nellindustria il prezzo fondamentale dato dal costo fisico di produzione ( capitale


circolante e fisso)
E comprende:
-Il salario di sussistenza e
-Il valore delle materie prime utilizzate

In agricoltura a queste ultime va aggiunto:


-lammortamento del capitale fisso
-la rendita da pagare al proprietario

CONTRADDIZIONI E PROBLEMI IRRISOLTI

Limitazione nellinterpretazione della teoria del valore


L entit del prodotto netto dipende dallintensit del capitale rispetto alla terra per cui non
solo lagricoltura capace di produrre sovrappi
Difficile perci dire che il prodotto netto si risolve in rendite fondiarie

25

I FISIOCRATICI E TURGOT
A. Robert J. Turgot ( 1727-1781) economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico;
incaricato da Luigi XVI del controllo delle finanze.

LA FIGURA E L'OPERA

E' un fisiocratico che dissente su molte tesi fisiocratiche.


Scrive tra il 1766 e il 1770 Rflexions sur la formation et la distribution des richesses.
Negli anni 1774-76 come Controleur Gnrale des Finances di Luigi XVI introdusse delle
misure a favore della liberalizzazione del commercio del grano e abol alcune tasse.
Non accett mai la visione della produttivit esclusiva dell'agricoltura e della...............
dell'industria.
Non condivide le idee politiche dei fisiocratici.
Non d'accordo sull'espressione leggi dell'ordine naturale.
Sostiene il principio della piena libert molto pi dei fisiocratici mentre questi dovrebbero
opporsi ai monopoli ed ai privilegi esclusivi di natura feudale.

AFFINITA' E DIVERGENZE CON GLI ALTRI FISIOCRATICI

Come Petty. Cantillon e Quesnay anche per Tourgot l'esistenza di un sovrappi in


agricoltura consente la specializzazione delle attivit e la divisione del lavoro.
I salari sono al livello di sussistenza.
Turgot come Quesnay ritiene la societ divisa in tre classi: la classe produttiva, la classe
stipendiata, e i proprietari terrieri o classe disponibile.
La classe stipendiata relegata nell'attivit industriale non considerata sterile anche se
mantenuta dalla classe occupata in agricoltura.
All'interno delle prime due classi egli distingue: i dipendenti dagli imprenditori.
Quest'ultimi sono coloro che organizzano e dirigono la produzione ossia i coltivatoricapitalisti in agricoltura e gli imprenditori nell'industria.
I proprietari sono liberi di scegliere come impiegare il proprio reddito. Posizione analoga ha
Cantillon e Quesnay.
Come Smith ha una teoria a stadi per descrivere l'evoluzione delle societ umane
organizzate.

LA TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE IN TURGOT

Distingue il sovrappi di un paese dal capitale impiegato nella produzione.


Il prodotto diviso in due parti:
- una destinata alla riproduzione successiva e
26

- l'altra disponibile o libera ossia il prodotto netto che il coltivatore d al proprietario sotto
forma di rendita.

L'aumento del sovrappi agricolo collegato al prezzo del grano.


La produttivit della terra non dovuta alla natura ma ad una tecnologia appropriata usata
nella coltivazione.

RENDIMENTO DEL CAPITALE

Il capitale costituito da un insieme fisico di messi di produzione.


Esso un potere d'acquisto generale ossia un valore monetario che pu essere impiegato
in differenti attivit.
Il capitale monetario pu essere investito in diversi modi per acquistare
- un terreno
- mezzi di produzione da impiegare nell'industria o in agricoltura, nel commercio,
- pu essere dato in prestito contro interesse.

Nei vari impieghi diverso il rendimento.

LA LEGGE DEI RENDIMENTI IN AGRICOLTURA

Il progresso tecnico e un maggior capitale consentiranno l'aumento della produzione che


sar la pi alta possibile relativamente alle anticipazioni.
Oltre questo punto, ulteriori aumenti daranno un prodotto via via meno che proporzionale
all'anticipazione investita, fino a che un'aggiunta alle anticipazioni non aggiunger niente di
pi alla produzione.
Perci in agricoltura prima ci sono i rendimenti crescenti e poi decrescenti.

LA TEORIA DEL VALORE

Definisce il prezzo corrente come il prezzo medio tra quello di domanda e quello di offerta
(simile a Quesnay)
Definisce il prezzo fondamentale come il punto naturale di sosta per i prezzi, cio quello
riconducibile a quanto il bene costa al lavoratore, (salari, materie prime, un certo profitto
ossia l' interesse sulle anticipazioni), non include la rendita. E' un minimo al di sotto del
quale il valore non pu scendere, (come Quesnay).
Equilibrio tra i due prezzi.
La concorrenza determina il profitto al tasso pi basso possibile.

27

Pu sembrare un seguace di Quesnay o un precursore della teoria soggettiva del valore


come la intenderanno i neoclassici.
Il valore venale tende ad avvicinarsi al valore fondamentale e non pu allontanarsi
permanentemente da esso ( come Smith).
Manca il concetto di domanda e offerta.
Parla di valore estimativo e valore apprezzativo da cui emerge una definizione soggettiva
di valore.
Il valore estimativo esprime il grado di apprezzamento che il soggetto economico
attribuisce ai beni che desidera.
I beni scambiati hanno lo stesso valore di scambio ma diverso il valore estimativo delle
due parti.
Il metodo utilizzato per spiegare il meccanismo delle determinazione del prezzo quello
delle approssimazioni successive.

I FISIOCRATICI

Teorizzarono intorno alla nascita di un buon governo basato sul dispotismo.


I seguaci di Quesnay ritennero che la migliore tipologia di governo era quella basata
sull'essenza naturale dell'uomo.
Un unico individuo, illuminato, che avrebbe guidato i suoi sudditi verso il bene.
Il dispotismo diventa in questo caso un dispotismo illuminato.

I PRINCIPALI FISIOCRATICI

Lemercier de la Rivire
Victor Riqueti de Mirabeau
l'abb Roubaud
Jean-Franois Melon
Anne Robert Jacques Turgot

28

ADAM SMITH (1723-1790)


BIOGRAFIA

Nasce in Scozia a Kirkcaldy e nel 1737, a soli 14 anni, continua gli studi all'universit di
Glasgow.
Nel 1740 ad Oxford borsista presso il Balliol College per intraprendere la carriera
ecclesiastica.
Nel 1746 ritorna al paese natio dove si ferma due anni e scrive saggi di carattere letterario.
Dal 1748 al 1751 ad Edimburgo tiene delle conferenze sulla teorica e sulla letteratura
inglese.
1751 ricopre la cattedra di logica all'universit di Glasgow.
1752 ricopre la cattedre di filosofia morale (tecnologia naturale, etica, giurisprudenza,
politica ed economia)
Sono da ricordare Gli appunti delle lezioni di retorica (1762-63) e di giurisprudenza
1764, si dimette dall'Universit di Glasgow per fare da tutor al giovane duca di Buccleuch, e
lo accompagna in giro per l'Europa, dietro un compenso vitalizio di 300 sterline annue.
- Prima tappa Parigi dove incontra Quesnay, questi aveva pubblicato il Tableau nel 1758-59,
D' Alembert e altri.
- Poi a Ginevra dove incontra Voltaire.

1766 ritorna a Londra e poi si ritira a Kirkcaldy per la stesura (1767-1773) di Un'indagine
sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni.
1773 a Londra per curarne la pubblicazione che avverr nel 1776 (5 ed. in 12 anni).
1778 consultato sulla situazione americana, scrive un memorandum in cui sostiene
l'opportunit di adottare un sistema uniforme di tassazione per la Gran Bretagna, l'Irlanda
e le colonie americane.
1778 nominato Commissario delle dogane per la Scozia e si trasferisce ad Edimburgo.
Muore il 17 luglio 1790. Tutti i suoi scritti saranno distrutti, come da volont testamentaria.

LA TEORIA DEI SENTIMENTI MORALI (1759)

Nella Teoria di sentimenti morali propone il principio della simpatia.


La societ non pu sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi
torto l'un l'altro.
Concetto di spettatore imparziale cio gli individui valutano le proprie azioni ponendosi
dal punto di vista dello spettatore imparziale.
Ogni uomo certamente pi capace e pi adatto di ogni altra persona a prendersi cura di
se stesso.

29

LE LEZIONI DI GIURISPRUDENZA

Sono appunti presi dagli studenti negli a.a. 1762-63 e 1763-64.


Osservazioni metodologiche:
- Usa la teoria dei quattro stadi per spiegare la comparsa dello stadio commerciale.
- Lavoratore indipendente, artigiano.
- Divisione sociale del lavoro.

Abbozzo della teoria del valore, distingue tra prezzo naturale e prezzo di mercato,
tendenza di quest'ultimo verso il prezzo naturale per effetto della concorrenza.
Il prezzo naturale di una marce il prezzo del lavoro necessario per produrla, ossia quello
sufficiente a mantenere un uomo durante il tempo del suo lavoro, sostenere le spese per la
sua educazione, compensarlo del rischio di non vivere abbastanza a lungo e di non aver
successo nel suo mestiere.
Circolazione del capitale in un sistema competitivo.

LA RICCHEZZA DELLE NAZIONI (1776) primo testo completo di economia.

1 libro Delle cause di miglioramento dei poteri produttivi del lavoro e dell'ordine
secondo il quale il prodotto si distribuisce naturalmente tra le diverse categorie della
popolazione.
2 libro Della natura, della accumulazione e dell'impiego dei fondi.
3 libro Del diverso sviluppo della prosperit presso le diverse nazioni.
4 libro Dei sistemi di economia politica ossia sistema commerciale e il sistema agricolo
dei fisiocratici.
5 libro Dell'entrata del Sovrano o della Repubblica.

IL METODO DELLA RICCHEZZA DELLE NAZIONI

Metodo deduttivo arricchito spesso da esempi pratici e da illustrazioni storiche.


Il ragionamento deduttivo parte da un'affermazione generale e giunge ad una conclusione
specifica, di tipo pratico. ( Dal generale al particolare)
Risente della tradizione razionalistica del secolo.

CARATTERI DELLA RICCHEZZA DELLE NAZIONI

L'economia politica una scienza che genera una teoria della crescita della ricchezza
naturale.
La ricchezza fatta di merci ed il risultato dei processi produttivi.
30

La ricchezza vista come un flusso che genera un prodotto annuale (l'odierno PIL).
La ricchezza delle nazioni esprime il reddito pro capite ossia il tenore di vita dei cittadini di
un paese.
Le classi sociali si compongono di: lavoratori, capitalisti, proprietari terrieri.

VANTAGGI DELLA DIVISIONE DEL LAVORO

La divisione del lavoro:


- Migliora la destrezza del lavoratore,
- Fa risparmiare tempo,
- Consente l'introduzione di piccole invenzioni.

DISTINZIONE TRA LAVORATORI PRODUTTIVI ED IMPRODUTTIVI

E' produttivo il lavoro che genera beni fisici: lavoro nell'agricoltura, nelle manifatture ma
non nei servizi.
E' produttivo il lavoro che reintegra i fondi impiegati nella produzione e pi in genera un
profitto.
E' produttivo quel lavoro il cui salario viene dal capitale.
E' improduttivo quel lavoro la cui retribuzione (lavoro domestico) viene dal reddito del
padrone.

LA TEORIA DEL VALORE

Distingue il valore duso dal valore di scambio .


Il valore duso esprime lutilit di un oggetto particolare.
Il valore di scambio esprime il potere di acquistare altri beni mediante il possesso di un
oggetto, es. diamanti e acqua.

IL VALORE DI SCAMBIO E DATO DAL VALORE LAVORO

Distingue nella teoria del valore lavoro: il lavoro contenuto dal lavoro comandato
Secondo la teoria del valore lavoro comandato, il valore di una merce nel momento dello
scambio uguale alla quantit di lavoro che essa la mette in grado di comprare o di
comandare.

31

Il lavoro la misura reale del valore di scambio di tutta la merce (2h di lavoro acquistano
1kg di carne )

Secondo la teoria del lavoro contenuto i rapporti di scambio tra le due merci sono
proporzionali alle quantit di lavoro necessarie a produrre.
Es. cervi e castori.

DIFFERENZA CON RICARDO

Ricardo cerca di misurare il prezzo reale sulla base della quantit di lavoro spesa
Smith cerca di misurare il prezzo reale sulla base della quantit di lavoro che una certa
merce avrebbe richiesto

IL PREZZO

Il prezzo naturale quel prezzo sufficiente a pagare la rendita della terra i salari del lavoro
e dei profitti dei fondi impiegati nel coltivare, preparare e portare a mercato la merce
stessa, secondo i saggi naturali
Il prezzo di mercato regolato dal rapporto tra lofferta dei ben che viene effettivamente
portata al mercato e la domanda di coloro che sono disposti a pagare il prezzo naturale
della merce

LA DOTTRINA DEL FONDO SALARIO

Il fondo salari un fondo fisso di capitale destinato a pagamento di salari.


La consistenza del fondo data da merci, prodotte in precedenza e destinate da lavoratore
per mangiare , vestirsi, e soddisfare le necessit della vita.
Il fondo esiste sin dallinizio del processo produttivo grazie al risparmio dei capitalisti .
Il rapporto tra fondo salario e dimensione della forza lavoro determina il saggio di salario.

LA TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

Saggio naturale del salario uguale al livello di sussistenza e di riproduzione.


Saggio naturale del profitto rapportato al saggio dellinteresse.
Saggio naturale della rendita :

- il prezzo pagato per luso della terra

32

- il prezzo che il proprietario pu ottenere in conseguenza di un monopolio che la propriet della


terra stessa gli conferisce ( rendita di monopolio)
-Il prezzo dipende dalla fertilit o dalla distanza del terreno rispetto al mercato
( rendita differenziale)

CRITICA IL MERCANTILISMO NEL 4 LIBRO DELL RICCHEZZA DELLE NAZIONI

La restrizione alle importazioni dei paesi esteri di merce che potrebbero essere prodotte
allinterno sono giustificate :

Per consentire il far nascere allinterno una manifattura


Per proteggere unindustria che sia essenziale per la difesa nazionale
Quando esiste allinterno unimposta sulla produzione di unindustria nazionale

IL RUOLO DELLO STATO (5 LIBRO)

Classifica le spese pubbliche in spese:


-per la difesa
- per lamministrazione della giustizia
- per le opere pubbliche e pubbliche istituzioni

Distingue le entrate patrimoniali dalle imposte.


Enuncia i 4 principi delle imposte :

Capacit contributiva.
Certezza nel tempo.
Pagamento, modo e somma.
Riscossione nel tempo e modo pi comodo al contribuente,
quota del gettito fiscale pi piccola possibile.

LO SVILUPPO ECONOMICO

Lorigine dello sviluppo economico risiede nellaccumulazione del capitale.


Condizioni necessarie e sufficienti sono : il risparmio e la libert.
Opera in cui ne parla: nel libro 3 della Ricchezza delle Nazioni.
33

Lanalisi che segue diversa secondo che esamina lo sviluppo secondo la teoria o la realt

Nella teoria: i capitali si formano nellagricoltura dove si investono poi vanno nelle
manifatture e infine nel commercio
Nella realt : il percorso inverso

Deduzione: dato che la storia in contraddizione con la teoria, la storia ad avere torto.

34

JEAN BAPTISTE SAY (1767- 1832)


Economista,giornalista e imprenditore del cotone.

CONSIDERAZIONE BIO-BIBLIOGRAFICHE

Tappe significative della sua vita:


-1804 avvia una filanda di cotone nellabbazia di Moubisson
-1813 essendo aumentato il prezzo del cotone, a causa del dazio doganale , liquida tutto e
torna a Parigi.
-1814 ricopre i suoi primi incarichi governativi.
-1815, nominato prof. Universitario di Parigi
- insegna a Glasgov 1919 , partecipa alla fondazione della prima Business School del mondo
dando vita all cole special de commerce et dindustrie

OPERE

1803- Trattato di economia politica, 1814 seconda edizione.

-questo scritto ha prodotto un conflitto con Napoleone in quanto SAY si era riFiutato di attenuare
la sua critica sulle politiche fiscali disastrose in Francia. Perci rimosso dal governo Francese ed il
Trattato soppresso.

1828 Corso di economia politica sei volumi in cui raccoglie le lezioni svolte al
Conservatoire des art et Metiers.

OBIETTIVI

-cercare il modo di elevare le condizioni di vita di un popolo.


studiare lequilibrio economico governato da transazioni in moneta.

ANALOGIE CON QUESNAY E HUME

Dai due mutua una visione pre - analitica del sistema economico
Da Quesnay riprende il concetto di ordine naturale, che prestabilito rispetto alle
relazioni sociali d cui scaturiva
35

Compito delleconomia politica la scoperta della natura e delle leggi che governano tale
ordine.
Egli propone di individuare le regole che governano in economia la formazione , la
distribuzione ed il consumo della ricchezza lasciando al di fuori i problemi politici e sociali.
Si dfferenzia da Quesnay in quanto le leggi dellordine naturale dovevano essere dedotte
dai fatti e da questi confermate mediante verifiche sperimentali
Dai fisiocratici condivide :
- la naturale tendenza allequilibrio fra i settori produttivi

La perfetta corrispondenza tra produzione e distribuzione.


Il consumo complesso del surplus prodotto
La ricostituzione degli investimenti e
La ripresa del circuito produttivo senza che nessuna classe potesse intervenire nel sistema
di riproduzione.

Da Hume ricava il ruolo della moneta , questi ritenevano che la moneta non svolgeva un
ruolo rilevante nella riproduzione ma era soltanto un intermediario dello scambio.

ANALOGIE CON SMITH

Ricava insegnamenti per la costruzione del proprio sistema analitico.


Condivide l'ottimismo di Smith sui futuri sviluppi della societ.
Adotta un metodo fondato sull'osservazione e l'esperienza.
Si differenzia per sue osservazioni su produzione, distribuzione e valore.

DEFINIZIONE DI LEGGE NATURALE


V' ha nelle societ una natura di cose, la quale non dipende per nulla sala volont dell'uomo e che
noi non sapremmo regolare arbitrariamente.... L'ordinamento artificiale della nazioni muta coi
tempi e con i luoghi. Le leggi naturali che presiedono al loro mantenimento ed operano alla loro
conservazione, sono le medesime in tutti i paesi e in tutte le e poche....
Ora la condizione di queste leggi naturali e costanti, senza le quali le societ non potrebbero
sussistere, costituisce quella scienza nuova che si indicata col nome di Economia Politica.
Essa una scienza perch non si compone di sistemi inventati, di disegni, di ordinamenti
arbitrariamente concepiti, di ipotesi mancanti di prove, ma della cognizione di ci che , della
cognizione dei fatti, la realt dei quali pu essere stabilita.

36

TEORIA DEL VALORE

E' la quantit della cose che si possono ottenere, dal momento che sono desiderate, in
cambio della cosa di cui ci si vuole disfare.
Nasce per lo scambio e nello scambio ed un dato oggettivo.
E' causato dall'utilit che il bene arreca al soggetto che lo possiede.
E' misurato dalla differenza tra l'utilit soggettiva ( contenuta nei beni che si cedono) e
l'utilit oggettiva (contenuta nei beni che si acquisiscono).
Tiene conto del costo di produzione.
E' un valore relativo.
Dipende dai prezzi e non viceversa.
Lo scambio si verifica quando per ciascun soggetto l'utilit del bene che si acquisisce
maggiore del costo del bene che si cede e termina quando questi due termini di confronto
si pareggiano.

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

Le forze di mercato e non la produzione determinano il livello di ciascuna forma di reddito.


Il salario, l'interesse, la rendita ed il profitto hanno:
- un livello minimo dato dal contributo che ciascun soggetto titolare del reddito d alla
produzione.
- un livello effettivo determinato dalla domanda del servizio corrispondente al reddito
considerato.

ULTERIORE PUNTUALIZZAZIONE

Salario, pur essendo sottoposto alle oscillazioni della D e O di lavoro, determinato, in


seguito alla costante sovrabbondanza di lavoratori, dalla quantit di beni che consente di
mantenere nello stesso numero la classe operaia.
Profitto, il compenso dell'imprenditore per la sua attivit di organizzazione, per i rischi
assunti, per la funzione di intermediazione fra chi idea le innovazioni e chi ne fa uso.
Rendita, il compenso per il contributo produttivo determinato dalla capacit naturale del
suolo, in realt commisurata alla dimensione della domanda di prodotti agricoli, che a loro
volta dipendono dall'aumento della popolazione.
Interesse, il compenso per il contributo produttivo dato dai capitali presi a prestito, in
realt commisurato ai rischi delle diverse forme di impiego o alla buona amministrazione
del Paese, ossia dipende da fattori esterni all'impresa.

37

TEORIA DELLA PRODUZIONE


LEGGE DEGLI SBOCCHI E CRISI

Utilizzata per scongiurare la crisi di sovrapproduzione.


Definisce il modo di raggiungere l'equilibrio fra domanda ed offerta aggregata con il pieno
impiego delle risorse disponibili.
Identit di Say: uguaglianza tra D e O aggregata ex post.
Offerta aggregata la sommatoria dei redditi distribuiti ai fattori che hanno distribuito alla
produzione.
Poich i redditi sono impiegati in consumo o investimento, la loro sommatoria d la D
aggregata.
Se nessuno trattiene moneta le crisi sono impossibili.
Eguaglianza di Say: non nega la possibilit di squilibri tra D e O aggregate di beni nel breve
periodo e per settori del commercio, ma nel lungo periodo si va verso l'uguaglianza
stabilita dalla legge di Say.

CONSEGUENZE CHE MUOVONO DALLE SEGUENTI PREMESSE

Sono prodotti quei beni e servizi che hanno un valore ossia soddisfano un bisogno o
conferiscono un'utilit.
La domanda limitata dalla disponibilit di denaro e non dalla volont di acquistare i
prodotti.
I prodotti se non avessero un prezzo di vendita la loro domanda sarebbe infinita.
La disponibilit di denaro si ottiene dalla vendita di altri prodotti o da un salario che
pagato sempre mediante la vendita dei prodotti.
se con i prodotti che si comprano i prodotti, ciascun prodotto trover tanti pi
acquirenti, quanto pi crescer la produzione degli altri prodotti.
Bisogna produrre il pi possibile e gli sbocchi si creano automaticamente.
La moneta in circolazione ha scarsa rilevanza per gli scambi.
Lo sviluppo di ciascun settore produttivo si avvantaggia della crescita degli altri settori.
Le crisi di sovrapproduzione generale devono essere contrastate mediante l'espansione
degli altri settori e non con una contrazione dell'offerta del settore eccedentario.

OSSERVAZIONE
Se si migliora la condizione di vita della popolazione bisogna lasciare all'iniziativa imprenditoriale
le libert di azione e confidare che il mercato non ostacoli la circolazione, la produzione.

38

SUL LAVORO PRODUTTIVO E IMPRODUTTIVO

Abbandona il concetto di lavoro produttivo. Base del valore e della ricchezza l'utilit e
non il lavoro. Tutti coloro che forniscono in cambio dei soro salari qualcosa di veramente
utile produttivo (il soldato).
Nell'affrontare la questione della spesa pubblica considera il consumo dei soldati
improduttivo mentre considera produttivo il lavoro del soldato.
Le spese per una strada o un ponte sono riproduttive perch il loro valore non
immediatamente consumato.
Beni durevoli (comportano il lavoro produttivo), beni di consumo (sono non produttivi).

39

JEAN CHARLES LONARD SIMONDE DE SISMONDI-(1773-1842)


Ginevra

CHI E' STATO

Botanico, agronomo, agricoltore, georgofilo, politico progressista, economista oltre che


economista agrario
Nei suoi scritti si trovano contributi sulle politiche europee dello sviluppo rurale e dello
sviluppo sostenibile territoriale.
Sul piano teorico precorre le teorie neo istituzionali e d rilievo agli approcci complessi
dell'economia nei suoi rapporti con l'ambiente.

BIOGRAFIA

Nasce a Ginevra in una famiglia altolocata, e diviene un intellettuale eclettico.


Da giovinetto fa pratica in una banca di Lione.
Rientra poi a Ginevra, a causa della Rivoluzione francese.
Nel 1793 va in Inghilterra e vi rimane diciotto mesi. Impara la lingua, la storia, il costume
del Paese.
Nel 1794 torna a Ginevra ma dato il perdurare del terrore giacobino si trasferisce presto in
Toscana.
I Sismondi erano un'antica famiglia nobile di Pisa.
Acquista la Villa di Valchiusa con l'annessa fattoria sulla collina prospiciente il centro di
Pescia, e si dedica alla coltivazione.

LA NOTORIETA'

Raccoglie le osservazioni sugli aspetti tecnici, economici e sociali del mondo rurale toscano
di fine '700 nel Tableau de l'agriculture toscane, che pubblica nel 1801 quando rientra a
Ginevra.
Nel Tableau esprime giudizi sul paesaggio, sulla mezzadria, sulla vita dei contadini, cui
andava la sua simpatia, e sul futuro del mondo rurale in Toscana.
LA notoriet del Tableau e la lettura tenuta su un tema di botanica gli valsero per la
nomina a socio corrispondente dell'Accademia dei Georgofili di Firenze.

40

GLI ANNI DELLA MATURITA'

Durante la sua permanenza a Ginevra nominato prima segretario del Consiglio del
commercio, delle arti e dell'agricoltura del dipartimento di Leman, e poi segretario della
Camera di commercio.
Nel portare avanti la critica alla politica di Napoleone,conosce Madame de Stael e
frequenta il castello di Coppet, vicino Ginevra, dove si elaboravano le nuove ideologie
romantiche.
Segue Madame de Stael in Italia (1804-1805), in Austria e Germania (1808-1810).
Nel 1813 visita per la prima volta Parigi dove si ferma per diverso tempo mescolandosi con
la societ letteraria del tempo.
Dopo la disastrosa battaglia di Waterloo, ritorna in svizzera, ma, a Ginevra, il clima politico
non era a lui favorevole.
Nel 1816 torna alla sua villa di Valchiusa a Pescai dove viveva la sorella Sara e la madre.
Il 15 Aprile 1819 si sposa nella contea di Stafford ma non ebbe eredi.

OPERE

Nel 1803 pubblica il Trait de le richesse commerciale (in cui espone e confuta la teoria di
Smith) e il suo primo lavoro di economa commercia e con Say diviene il primo divulgatore
sul continente europeo della Ricchezza delle nazioni di Smith.
Nel 1807 appare il primo di 16 volumi della Storia della repubbliche italiane nel Medioevo,
di grande valore storiografico, perch non riguarda solo fatti militari e dinastici, ma anche
la vita culturale, politica e socioeconomica.
Nel 1832 pubblica la storia della rinascita della libert in Italia., dei suoi progressi, della sua
decadenza e delle sue cause, in cui riprende i temi dell'opera precedente.
La sua pi importante e pi nota opera di economia I nuovi principi di economia politica,
ovvero della ricchezza nei suo rapporti con la popolazione, la cui prima edizione esca Parigi
nel 1819 e la seconda, sempre a Parigi nel 1827.

OPERE MINORI

1821-1844- escono i 38 volumi della Histoire des francais


1813 Letteratura del sud d'Europa
1822 Una novella storica intitolata Giulia Severa nell'anno 492
1822- Storia della caduta dell'impero Romano
1832 _ Storia della rinascita della libert in Italia
1839 _ Precisazioni sulla storia dei francesi , un'edizione ridotta della sua opera, con diversi
altri pamphlet politici
1843- I diari di Sismondi e la sua corrispondenza con William Ellery Channing, con la
contessa si Albany ed altri sono stati pubblicati da Mme. Mongolfier a Parigi e poi da M.de
Saint-Ren Taillandier sempre a Parigi nel 1863.

41

IL SUO PENSIERO

Non stato un socialista, ma un contestatore del laisser faire e un assertore della necessit
dell'intervento governativo per regolare il progresso del benessere, inoltre stato un
interessante precursore dei socialisti di cattedra tedeschi.

INFLUENZA DEL SUO PENSIERO

E stato anticipatore dellumanesimo economico cristiano sociale e di un socialismo


romantico, piccolo borghese e contadino
Sismondi come Malthus, negano la validit della legge degli sbocchi di Say, perci sostiene
la politica che, contrappone allinteresse di tutti linteresse del singolo. Il suo obiettivo la
massima felicit dei membri della societ in uno spazio determinato
Marx vede in lui un epigono delleconomia classica

IL SUO CONTRIBUTO ALL'ECONOMIA

Nei Nouveaux Principes d'conomie politique del 1819 segue le teorie di A. Smith, ed
evidenzia che le crisi economiche sono dovute ad un eccesso di capacit produttiva.
Sottolinea il fatto che le scienze economiche si preoccupano di far crescere il benessere,
ma troppo poco di come il benessere faccia crescere la felicit.
Nel campo delle scienze economiche il suo maggior contributo stato la scoperta dei cicli
economici.
Contesta l'idea che l'equilibrio economico che porta al pieno impiego raggiunto
immediatamente e spontaneamente.
Evidenzia perci la possibilit concreta della disoccupazione tecnologica.

CRISI DEL SISTEMA CAPITALISTICO

L'insufficienza della domanda effettiva determina una tendenza cronica alla


sovrapproduzione.
La sovrapproduzione una conseguenza iniziale e non finale del processo di sviluppo,
perci il capitalismo non genera una economia funzionale.
Il capitalismo un'economia fondata sul processo accumulativo (allargamento dei mezzi di
produzione impiegati e aumento della produttivit del lavoro).
Il reddito speso in consumi ( la spesa per i mezzi di produzione non una componente
della domanda effettiva).
I beni di consumo prodotti sono destinati al consumo dei poveri ossia degli operai.
I consumi dei capitalisti sono costituiti da servizi personali o da prodotti di attivit artigiane
perci la loro domanda si rivolge a beni non ottenuti nell'ambito del modo capitalistico di
produzione.

42

ANCORA SUL CAPITALISMO

Vantaggi del capitalismo:


- aumenta la produttivit del lavoro,
- accresce i beni consumati ei poveri (gli operai che non hanno una sufficente disponibilit
di mezzi di pagamento).

Svantaggi del capitalismo:


- favorisce i redditi da capitale (ossia i profitti)
- conseguentemente i capitalisti non trovano un'offerta corrispondente ai loro bisogni

L'errore di Sismondi
- ignora che le merci prodotte capitalisticamente siano costituite oltre che da mezzi di
sussistenza per i poveri, anche da mezzi di produzione ossia dalla domanda proveniente dal
reddito dei capitalisti. Il profitto lungi dall'essere consumato prevalentemente
accumulato.

IL FUTURO DEL CAPITALISMO

Il capitalismo contraddittorio e va eliminato.


In alternativa al capitalismo auspica una societ di produttori indipendenti sia in agricoltura
che nelle manifatture.
Egli sostiene l'intervento dei pubblici poteri per sollecitare questo sviluppo.

ELEMENTI SIGNIFICATIVI DELLE SUA TEORIA ECONOMICA

D la nozione di prezzo e delle variazioni di prezzo simile a quella di Smith dei prezzi
naturali e di mercato.
Indica le cause dello sfruttamento anticipando Marx (la produzione finalizzata al valore di
scambio e non al valore d'uso).
Individua tre tipi di merci:
- i beni di lusso,
- i beni di capitali.

Distingue il capitale circolante dal capitale fisso, il capitale dal reddito.


Capitale fisso, circolante e reddito costituiscono la ricchezza nazionale.

43

THOMAS ROBERT MALTHUS (1766-1834)


LA VITA

Non frequent mai una scuola pubblica, l'educazione gli fu impartita dal padre Daniel e da
maestri privati nell'intento di avviarlo alla carriera ecclesiastica.
Nel 1784 al College di Cambridge e si laurea 4 anni dopo.
Nel 1797 consegue il titolo di master ed nominato fellow del suo college.
Prende gli ordini religiosi e cura una parrocchia vicino la casa paterna.
Scrive La crisi e non la pubblica.
Nel 1798 appare la stampa della prima edizione del Saggio sul principio di popolazione.
Nel 1799 ad Amburgo, e poi in Svezia, Norvegia, Finlandia e Russia.
Nel 1802 va in Francia e in Svizzera da parenti. Dovunque raccoglie fatti e documenti per
illustrare il principio di popolazione.
Nel 1805 sposa Harriet dalla quale ha tre figli.
Subito dopo nominato professore di storia moderna ed economia politica all'East India
College, carica che tiene fino alla morte.
Nel 1825 perde una figlia.

PUBBLICAZIONI

1798 Un Saggio sul principio di popolazione (5 edizioni, la prima edizione anonima).


1800 Un'indagine sulla causa dell'attuale alto prezzo dei viveri.
1820 Principi dell'economia politica, una seconda edizione si ha nel 1836, due anni dopo
la sua morte.
1827 Definizioni di economia politica.
1830 Visione riassuntiva del principio di popolazione.

DEFINIZONE DI SCIENZA ECONOMICA E IL SUO METODO

La scienza dell'economia ha pi stretta somiglianza con la scienza della morale e della


politica che non con quella della matematica; (..) in essa non ci si deve aspettare di
raggiungere un accordo universale su tutte le conclusioni importanti (.) la causa
principale degli errori e delle divergenze (...) credo di poterla individuare nel prematuro
tentativo di semplificare e generalizzare.
Obiettivo finale : scoprire le leggi di generale validit, essendo l'economia una scienza
profondamente pratica, essa trova applicazione nei normali affari della vita dell'uomo.
Sul metodo: complessit, confronto con i dati dell'esperienza.

44

MALTHUS E LE VARIE EDIZIONI DEL SAGGIO SULLA POPOLAZIONE

Saggio sul principio delea popolazione, sul modo in cui influenza i miglioramenti futuri della
societ, con osservazioni sulle speculazioni di Godwin, Condorcet e altri scrittori.
Godwin scrisse un'opera sulla giustizia politica. Era sua opinione che, se legge e propriet
fossero state abolite,
- il crimine sarebbe scomparso dalla faccia della terra,
- i rapporti tra gli uomini sarebbero divenuti armoniosi,
- la salute perfetta e,
- l'uomo sarebbe divenuto perfino immortale.

Malthus discute sul saggio sull'avarizia e la prodigalit di Godwin con il padre Daniel che
era un suo sostenitore.
Il padre era stato discepolo di Rousseau, la discussione con il figlio avviene quando questi
era tornato da Cambridge dove si era distinto nello studio della matematica.
Condorcet uno dei maggiori intellettuali francesi di fine '700. Mandato alla morte dalla
Rivoluzione.
Godwin e Condorcet si domandano: l'uomo pu migliorare la propria situazione attraverso
il cambiamento delle condizioni sociali?
Malthus risponde che la questione se l'uomo pu continuare a correre speditamente
verso il progresso o se condannato ad una continua oscillazione tra prosperit e miseria
restando comunque lontano dalla meta perseguita.

PER MALTHUS LE TESI DEL PRIMO SAGGIO

Malthus sostiene che:


- il cibo necessario all'esistenza dell'uomo
- l'attrazione fra i due sessi indispensabile e si manterr sempre, pi o meno, qual'
attualmente

In questo secondo punto risponde a Godwin che aveva parlato di decadimento della
passione sessuale.

TESI SULLA POPOLAZIONE

La popolazione tende a crescere secondo una progressione geometrica (1, 2, 4, 8, 16,


32,.....)
L'offerta di cibo tende a crescere secondo una progressione aritmetica (1, 2, 3, 4, 5,6,.....)
45

Inevitabile povert e miseria.


Quello che Malthus stava scoprendo era la legge dei rendimenti decrescenti.
Siccome la popolazione senza cibo non pu crescere, allora deve essere tenuto a freno.
Egli evidenzia come la scarsit domina tutto il creato.
Perci l'uomo subisce una legge naturale restrittiva che si fonda sulla miseria e il vizio.

NEL PRIMO SAGGIO PARLA DEI FRENI

I freni naturali alla crescita della popolazione sono preventivi e positivi:


- controllo positivo: incidono sul tasso di mortalit: guerre, carestie, malattie e altri eventi
catastrofici.

-controlli preventivi o negativi incidono sul tasso di natalit: ritardo dell'et matrimoniale
che avrebbe comunque comportato miseria o vizi e degrado,
Godwin aveva insisto sul fatto che la popolazione non avrebbe superato il livello di
sussistenza perch miseria e paura della miseria sono sempre in atto.
Per Malthus quindi la maggioranza della popolazione condannata ai limiti della
sussistenza, chi dispone della propriet privata pu elevarsi oltre la sussistenza.

1803 SECONDA EDIZIONE DEL SAGGIO

Raccoglie molto materiale statistico dai suoi viaggi in Scandinavia


Risulta un testa completamente nuovo e noioso
Cambia idea e Cannan sostiene che tale cambiamento dovuto al fatto che Malthus aveva
deciso di sposarsi; questo coinvolgeva stati mentali che non erano miserabili n viziosi.
Nella seconda edizione figura un terzo freno che chiama restrizione morale o freno
prudenziale, e che non coinvolge n il vizio n la miseria.
Per freno prudenziale non intende la contraccezione che semmai riteneva viziosa, ma
voleva dire di posticipare il matrimonio.
Nella teoria economica vivere ai limiti della sussistenza significa che a lungo andare i salari
non dovevano coincidere con la sopravvivenza fisiologica, ma con la sopravvivenza
psicologica.

LA SITUAZIONE ECONOMICA IN INGHILTERRA TRA IL 1780 E IL 1825.

Nella met del 1790 si verificano cattivi raccolti.


1797 la Banca d'Inghilterra sospende la convertibilit della valuta, ripristinata poi nel 181921.
Falliscono alcune banche verso la fine delle guerre Napoleoniche.
Aumenta il deficit di bilancio, a causa delle spese di guerra coperte in parte dal reddito
fiscale annuale.
46

Alla fine della guerra i prezzi dei generi alimentari scendono anche per effetto dei buoni
raccolti.
Riduzione dei salari dei coltivatori, della rendita dei proprietari terrieri, dei profitti.
Aumenta la disoccupazione.

PUNTI FONDAMENTALI

Il lavoro produttivo produce ricchezza materiale. Produce cio un bene materiale utile che
si vende sul mercato
Il lavoro improduttivo si concretizza in servizi alle persone
Sposta lattenzione dalla produzione alla valorizzazione e individua nel profitto il momento
dellespansione produttiva
Torna quindi a Smith e ritiene necessaria ladozione della teoria del lavoro comandato per
misurare i rapporti di scambio
Squilibrio : i lavoratori produttivi producono un lavoro uguale alla somma dei loro salari
pi i profitti dei capitalisti mentre la loro domanda solo uguale ai salari
Soluzione: la differenza tra produzione e consumo, tipica del capitalismo, pu essere
colmata con laggiunta al consumo dei lavoratori, del consumo di classi e categorie
redditiere tipiche della realt pre-capitalistica

TEORIA DEL VALORE

Causa: il lavoro contenuto


Misura: la quantit di lavoro-tipo che ciascuna merce pu comandare o acquistare o di
cui pu disporre quando portata sul mercato. La misura fatta in termine di potere
dacquisto, piuttosto che in termini di costo
Lavoro produttivo: quel lavoro che, inserito nel circuito della produzione del mercato,
crea uneccedenza di valore ossia un profitto per il capitalista. E rilevante per
lindividuazione della misura del valore di scambio
Lavoratore improduttivo: chi impiegato fuori del rapporto capitalistico non produce alcun
valore
Beni che realmente hanno un valore: quei beni dalla cui vendita si pu ottenere un
guadagno maggiore dei costi spesi nella produzione
Lavoratore improduttivo: chi impiegato fuori del rapporto capitalistico non produce alcun
valore
Beni che realmente hanno un valore: quei beni dalla cui vendita si pu ottenere un
guadagno maggiore dei costi spesi nella produzione
La ricchezza di un paese la sua capacit di comandare lavoro, cio di produrre
occupazione

47

LALTO PREZZO DEL GRANO DETERMINA LA RENDITA

Laumento della rendita in conseguenza delle tasse dimportazione sul grano ha effetti
positivi sulla domanda effettiva, sulla produzione delle manifatture e sui profitti
Alto prezzo = alta rendita
I prezzi dei beni di prima necessit dovevano essere bassi per non far lievitare i salari
monetari e mantenere i salari reali al di sotto della sussistenza

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

Rendita: un sovrappi definito come quella parte del valore globale del prodotto che
rimane al proprietario del fondo dopo aver pagato tutte le spese, compreso il profitto che
si rileva in un certo momento nellimpiego del capitale agricolo
Salario: il prezzo o il valore di scambio del lavoro. In esso configurabile un livello
minimo, fissato dallammontare dei beni di prima necessit indispensabili per i lavoratori e
le loro famiglie secondo lo standard di vita considerato comune in date circostanze
storiche, e un livello naturale, misurato da ci che il salario pu comprare sul mercato in
termini di lavoro o di beni
Profitto: deriva dalla differenza fra due valori: quello della merce prodotta e quello delle
anticipazioni (salari, imposte, interessi) pagate dallimprenditore per raggiungere il proprio
obiettivo

48

DAVID RICARDO (1772- 1823)


BIOGRAFIA

Nasce a Londra il 19 aprile 1772, terzogenito di una famiglia ebraica di 17 figli


Segue le orme del padre agente di cambio e a 14 anni lavora in Borsa, accumula una
grande fortuna
Abbandona la religione ebraica, sposa Ann Wilkinson
A 25 anni si dedica agli studi scientifici e letterari. Studia matematica, chimica e
mineralogia, diviene membro della Societ geologica
Nel 1779 legge la Ricchezza delle nazioni
Tra il 1814 e il 1815 acquista una propriet fondiaria, si ritira dagli affari di borsa per
occuparsi di temi di economia politica
Nel 1819 entra alla Camera dei comuni ed ha grande influenza nel Parlamento
Muore l11 settembre 1823 a causa di uninfiammazione allorecchio
Spirito filantropico: manteneva a sue spese una casa di poveri e due scuole per istruire i
fanciulli abitanti vicino alla sua campagna

SCRITTI

1809- Il prezzo delloro


1810- Lalto prezzo delloro in lingotti, una prova del deprezzamento delle banconote,temi
questi che lo inducono dialogare con James Mill e Malthus
1815- Saggio sui profitti (dimostra linutilit delle restrizioni sullimportazione)
1816- Proposte per una moneta economica e stabile
1817- Sui principi delleconomia politica e della tassazione. Altre due edizioni si avranno nel
1819 nel 1821
Progetto per listituzione di una banca nazionale

METODO

Sin da giovane mostra interesse per i ragionamenti astratti che segue prima di formarsi
unidea precisa
Metodo astratto e non contestualizzato
E un teorico puro
Obiettivo: determinare le leggi che governano la distribuzione del redito tra proprietari
terrieri, capitalisti e lavoratori

49

CARATTERISTICHE ED AFFINITA

E il momento produttivo e non quello della valorizzazione del prodotto lelemento che
determina il valore si scambio
Le limitazioni dal lato dellofferta e non della domanda sono allorigine della distribuzione
del reddito fra le classi
La sua teoria economica orientata alla politica economica, problemi scottanti sono:

-le tariffe sullimportazione del grano


-leffetto di esse sulla distribuzione del reddito

PROBLEMI ECONOMICI URGENTI RISCONTRATI AI TEMPI DI RICARDO

Il prezzo del grano era in continua ascesa


Le rendite avevano una tendenza alla crescita
Mutamenti strutturali delleconomia inglese:

-lindustria cresceva a spese dellagricoltura


-prevaleva linteresse degli industriali su quello degli agricoltori
-gli agricoltori chiedevano la protezione, gli imprenditori la libert

Il commercio internazionale doveva essere regolamentato o libero?

PROBLEMI DIBATTUTI DA RICARDO

LE LEGGI SUL GRANO


LA CONTROVERSIA BULLIONISTA

LE LEGGI SUL GRANO 1816-1846

Trentanni: dallapprovazione delle leggi sul grano alla loro abrogazione


Conflitto della societ inglese nel periodo dellindustrializzazione tra proprietari fondiari e
capitalisti
LInghilterra doveva rimanere uneconomia agricola o accelerare lo sviluppo industriale?
Effetti delle guerre napoleoniche:

-riduzione delle importazioni di derrate alimentari con laumento dei prezzi dei cereali: grano
-i prezzi dei manufatti erano aumentati meno rapidamente di quelli agricoli e dei salari
50

1816 fine di un periodo di guerre napoleoniche, i proprietari terrieri fanno approvare al


Parlamento le new corn laws

-tariffa doganale talmente alta che il grano non poteva entrare nel paese (i prezzi esteri erano
pi bassi di quelli interni)

Le barriere protezionistiche mantenevano alte le rendite fondiarie a scapito dei profitti,


essendo i salari bassi
Opposizione degli industriali che si protrae per un trentennio

-lindustria inglese era danneggiata sui mercati mondiali dalla concorrenza europea

Alla fine del trentennio la borghesia riusc ad ottenere la totale abolizione delle leggi sul
grano. Decisivo il contributo di Ricardo
Antagonista di Ricardo fu Malthus che si fece sostenitore del punto di vista dei proprietari
terrieri

RICARDO E LE LEGGI SUL GRANO

Si batte per la riduzione delle tariffe sui prodotti agricoli


Auspica la liberalizzazione del commercio internazionale perch ogni sua restrizione
avrebbe diminuito il benessere di tutti i sistemi economici a livello mondiale
Effetto di tale tariffa: rallentamento della crescita e approssimarsi dello stato stazionario
perch:

-il protezionismo britannico contraeva le importazioni di grano e accentuava allinterno la


coltivazione intensiva
-i profitti si sarebbero ridotti con laumentare della rendita

LA CONTROVERSIA BULLIONISTA

Bullionisti dallinglese bullion = lingotto. Vi appartengono i sostenitori di quel sistema


monetario nel quale la quantit di moneta in circolazione garantita dellequivalente
riserva di metalli preziosi
Lo stesso termine fu utilizzato per indicare la posizione assunta dalla currency school o
scuola monetaria

-la dottrina della scola monetaria nasce in Inghilterra nella prima met del XIX secolo e fa capo
ad un gruppo di statisti ed economisti tra i quali: Ricardo, Thornton, Torrens e Lloyd

51

LA SCUOLA MONETARIA

I fautori della scuola monetaria sostenevano che:

-per evitare il ribasso dei prezzi e le fughe di oro, ogni biglietto di banca doveva essere
integralmente coperto dalla riserva aurea
-Ricardo, rigido sostenitore di tale principio, riteneva che la circolazione di banconote doveva
essere strettamente collegata alle riserve di oro detenute dalle banche
-questo principio ha ispirato la politica monetaria di molti paesi fino ai primi decenni del XX
secolo quando molte nazioni abbandonano la convertibilit in oro

LA POSIZIONE DI RICARDO BULLIONISTA

Il deprezzamento della sterlina rispetto alloro era dovuto alleccessiva offerta di moneta in
Inghilterra
Condivide la teoria quantitativa della moneta

LA SCUOLA BANCARIA

La teoria della scuola monetaria si contrappone alle teorie propugnate dai seguaci della
banking school o scuola bancaria, per i quali i biglietti di banca avevano una semplice
funzione creditizia
Le due correnti di pensiero diedero vita, dal 1810 al 1844, ad una famosa controversia sui
principi che dovevano regolare lemissione di moneta in Inghilterra
Secondo la scuola bancaria lemissione di biglietti di banca non doveva essere limitata da
alcuna legge in quanto erano sufficienti i meccanismi automatici del mercato per regolare
la quantit di moneta emessa
Il principio cardine del pensiero dei maggiori esponenti della scuola bancaria:

-i biglietti di banca vengono emessi solo su richiesta di coloro che necessitano di liquidit per le
loro transazioni commerciali

I biglietti emessi erano comunque dei titoli rappresentativi delle riserve di oro detenute
presso la banca,e, soprattutto, erano in qualunque momento pienamente convertibili
La banca non poteva emettere una quantit di biglietti eccessivamente superiore al valore
della quantit di oro detenuta

-in caso contrario avrebbe corso il rischio di non poter far fronte ad eventuali richieste di
rimborso

52

SOLUZIONE: IL BANK CHARTER ACT

Il Bank Charter Act, su iniziativa di Sir Robert Peel, dal 1844, pose fine alla disputa tra le due
scuole, regolando lemissione delle Banca dInghilterra secondo i principi promossi dalla
scuola monetaria

-il quantitativo di banconote che la Banca dInghilterra poteva emettere doveva essere
garantito, in una determinata proporzione, da riserve di oro e di argento

Pur non affidando il monopolio dellemissione di moneta alla Banca dInghilterra, questa
legge limitava lammontare di banconote che le altre banche potevano emettere e
lemissione di banconote da parte di nuove banche; con questa disposizione la Banca
dInghilterra diventava di fatto listituto di emissione del regno britannico

LA TEORIA DEL VALORE

Caratteristiche:
- ruolo fondamentale assegnato al lavoro,
- riconoscimento delle complicazioni causate dal capitale,
- non solo il lavoro direttamente applicato alla produzione delle merci ma anche il lavoro
impiegato nella fabbricazione degli attrezzi (lavoro diretto + lavoro indiretto).

Definizione del valore come risulta dal cap. I dei Principi:


- il valore di una merce la quantit di ogni altra merce con la quale si scambier e dipende
dalla quantit di lavoro necessaria alla sua produzione. Esso dipende non dall'abbondanza
ma dalla facilit o dalla difficolt del processo produttivo.

Ipotesi:
- rendita uguale a 0.
- leggi che determinato i salari.
- leggi che determinano i prezzi di vendita dei prodotti (beni riproducibili).

Teoria basata sul costo del lavoro:


- la quantit di lavoro misurata in ore (h. di lavoro).
- diversa abilit dei lavoratori impiegati ( i salari misurano la produttivit).
- influenze sui prezzi dei beni capitali ( lavoro accumulato).
53

- come includere la terra per i fattori che determinano i prezzi ( il prezzo determinato al
margina, dove la rendita = 0).
- come includere i profitti tra i fattori che determinano i prezzi ( le variazioni dei prezzi
relativi nel tempo dipendono dai cambiamenti delle quantit relative di lavoro incorporato
nei beni).

LIMITI DELLA TEORIA DEL VALORE

I prezzi relativi ( dati dal rapporto tra le quantit di lavoro diretto e indiretto necessarie a
produrre i beni) violano le condizioni di uniformit del saggio del profitto nei vari settori
per i seguenti motivi:
- diversa durata dei processi produttivi,
- variazione del rapporto tra capitale fisso e circolante,
- differente durata del capitale fisso nei diversi settori.

LA TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

A fondamento di essa la quantit di lavoro incorporato.


La ripartizione del prodotto fra le tre quote che partecipano alla distribuzione
determinata da fattori tecnici, economici e demografici.
Per ogni quota possibile determinare un valore naturale e un valore di mercato.

RENDITA SALARIO PROFITTO

Il livello naturale della rendita dipende esclusivamente dalla fertilit della terra al margine.
Dipende dal costo marginale impiegato per produrre nel modo meno efficiente una data
quantit di grano. La rendita determinata dal prezzo, alto prezzo del grano alta rendita.
Il livello naturale del salario dipende da situazioni storicamente determinate e dagli
andamenti demografici. In particolare determinato dalla quantit di lavoro necessaria a
produrre quel paniere di beni, ( beni salario), che consentono di soddisfare le esigenze dei
lavoratori e delle loro famiglie per vivere e riprodursi.
Il livello naturale del profitto un reddito di natura residuale che dipende dall'ammontare
d del sovraprodotto dell'intera economia.

SCHEMA:

54

LO SVILUPPO DEL CAPITALISMO

Origine: elevato saggio medio del profitto.


Opera in cui ne parla: il capitolo sul commercio coloniale ( cap. XV dei Principi di
Economia).
Condizioni che lo favoriscono: l'aumento occupazionale e il miglioramento delle tecniche
produttive.
Soluzioni: come allontanare lo stato stazionario? Mediante la meccanizzazione e le
scoperte agronomiche oltre alla libert di importazione dall'estero delle derrate agricole.
Il commercio estero utile ma non necessario allo sviluppo economico perch adotta la
legge degli sbocchi di J. B. Say.

TEORIA DEI COSTI COMPARATI

Bisogna distinguere il vantaggio assoluto da quello comparato:


- Vantaggio assoluto. Se una nazione ha un vantaggio assoluto nella produzione di una
merce e un'altra nazione ha un vantaggio assoluto nella produzione di un'altra merce,
ciascun paese guadagna se si specializza nella produzione della merce che costa meno
produrre.

Vantaggio comparato. Quando un paese pi efficiente di un altro nella produzione di


tutte le merci conviene che si specializzi nella produzione per il quale ha il maggiore
vantaggio comparato, ossia il costo comparato pi basso cio la pi elevata produttivit del
lavoro.

GENERALIZZAZIONI SUI VANTAGGI

I vantaggi sono espressi attraverso i prezzi relativi o costi opportunit in base alla teoria del
valore lavoro.
Si pu avere commercio internazionale tra due paesi anche se tutti i beni hanno un costo
maggiore in un paese rispetto all'altro.

55

KARL MARX (1818-1883)


VITA, OPERE E PENSIERO ECONOMICO

LA VITA

Nasce a Treviri da genitori ebrei ed educato alla religione protestante.


Condivide le tesi dei giovani Hegeliani tedeschi.
Studia all'universit di Bonn e di Berlino.
1843 intraprende la carriera giornalistica e diviene redattore e direttore della Gazzetta
renana, soppressa poi dalla censura.
Si trasferisce a Parigi, incontra Proudhon ma non mostra interesse per i teorici del
socialismo francese, conosce Friederich Engels
Nel 1845 espulso da Parigi si reca a Bruxelles, conosce varie associazioni di lavoratori, tra
cui la Lega dei Giusti, divenuta Lega Comunista.
La Lega Comunista incarica Marx ed Engels di scrivere il Manifesto.
Durante la rivoluzione del 1848 in Francia e poi in Germania dove era rientrato, ma di l a
poco sar espulso
Si trasferisce definitivamente a Londra
Fallita la rivoluzione del 1848 si convince che i tempi non sono maturi per una rivoluzione
del proletariato
Le fonti di sostentamento a Londra sono:

- la partecipazione al giornale americano New York Daily Tribune


-la rendita annua di 350 Lgs che Engels gli passa avendo venduto lazienda tessile del padre

Tra il 1860-1873 elabora lo studio sulle leggi del movimento della societ capitalistica che
culmina col primo volume del Capitale
Sul piano politico tra i fondatori e lanimatore dellAssociazione dei lavoratori la prima
internazionale (1864-1873)
Nel 1873 si ritira dalla vita pubblica, qualche anno dopo muore a Londra

ELEMENTI CHE INFLUISCONO SUL SUO PENSIERO

Il superamento delle tesi hegeliane sulla evoluzione della storia,


La lettura critica dei classici inglesi,
L'assimilazione delle tesi di Engels sulla condizione operaia.

56

SCRITTI

1843 La critica al diritto statuale Hegeliano, dove introduce i fattori economici nella
concezione dialettica del divenire sociale
1843 A Parigi, I manoscritti economico-filosofici
1845 insieme a Engels scrive tesi su Feuerbach
1846- insieme a Engels scrive Lideologia tedesca
1847- Miseria della filosofia in cui si volge interamente agli studi di economia
1848 Manifesto del partito comunista
1850 Le lotte di classe in Francia. Scritto politico
1852 Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte. Scritto politico
1852- Lineamenti fondamentali della critica delleconomia politica. Manoscritto inedito
sino al 1939
1856- Per la critica delleconomia politica, riprende i temi del manoscritto e sviluppa meglio
i problemi connessi alla moneta. Nella prefazione d la formulazione completa della
concezione materialistica della storia
1867 Il Capitale 1 volume
1885 Secondo volume de Il Capitale a cura di Engels
1894 Terzo volume de Il Capitale a cura di Engels
1904-1910 Quarto volume de il Capitale con titolo di Storia delle teorie economiche o
Teorie del plusvalore pubblicato da Kautsky insieme ad alcuni suoi manoscritti

LA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA

Per Hegel la storia, non procede in modo ciclico ma , si evolve in modo lineare e
progressivo secondo la seguente triade di forze: tesi antitesi e sintesi
Queste forze sono di natura ideologica
La storia trova la sua evoluzione in una catena ininterrotta di idee sino ad approssimarsi
alla verit (metodo dialettico)
Marx si muove alla stregua di Hegel, ma si differenzia da questi che condsidera idealisa per
delle connotazioni materialistiche
Per Hegel il cambiamento si verifica nelle idee, per Marx nella materia (materialismo
dialettico)
La concezione marxiana della storia illustrata nel Manifesto del partito comunista e nella
prefazione a Per la critica delleconomia politica
Nella produzione sociale gli uomini entrano in rapporti di produzione determinati che sono
indipendenti dalla loro volont
I rapporti di produzione costituiscono la struttura economica della societ
al suo interno si eleva la sovrastruttura giuridica e politica
A un certo punto le forze produttive materiali entrano in conflitto con i rapporti di
produzione esistenti ( propriet), subentra la rivoluzione sociale.
Nella dialettica marxiana i rapporti di produzione equivalgono alla tesi, le forze della
produzione all'antitesi, dallo scontro tra queste emerger un nuovo insieme di rapporti che
rappresenta la sintesi.

57

DIFFERENZE FRA SOCILISMO E COMUNISMO

Socialismo quel particolare insieme di rapporti di produzione che sarebbe successo al


capitalismo del quale ne avrebbe contenuto delle tacce. Ciascuno avrebbe contribuito al
processo economico secondo la propria abilit.
Comunismo sarebbe subentrato al socialismo e rispetto a questo avrebbe riportato
alcune differenze: niente incentivi al lavoro, scomparsa delle classi sociali. Ciascuno
avrebbe contribuito al processo economico secondo la propria abilit ma aveva consumato
secondo i propri bisogni.

SUL SIGNIFICATO DI COMUNISMO COME EMERGE DAL MANIFESTO DEL PARTIRO


COMUNISTA
Per comunismo si intende

L'abolizione della propriet fondiaria e l'utilizzo delle rendite sulla terra per finalit
pubbliche.
Una tassazione sui redditi fortemente progressiva.
Abolizione del diritto di successione.
La confisca della propriet di tutti gli emigranti e i ribelli.
La concentrazione del credito nelle mani dello stato.
L'accentramento dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello stato.
L'aumento delle aziende e degli strumenti di produzione posseduti dallo stato, la messa a
coltura delle terre inutilizzate e il miglioramento dei terreni, secondo un piano collettivo.
L'obbligo al lavoro uguale per tutti e la costituzione, specialmente nell'agricoltura, di
eserciti industriali.
L'integrazione tra agricoltura e manifattura.
L'istruzione gratuit, l'abolizione del lavoro minorile nelle fabbriche e l'integrazione tra
istruzione e produzione industriale.

ANALISI MARXIANA DEL CAPITALISMO

Obiettivo: scoprire le leggi di movimento tipiche del capitalismo e cogliere le contraddizioni


esistenti nel sistema tra le forze della produzione e i rapporti di produzione
Leggi Marxiane:
- Formazione di un esercito industriale di riserva (disoccupati),
- Caduta tendenziale del saggio del profitto,
- Crisi economiche ricorrenti,
- Progressiva concentrazione industriale in un numero sempre pi piccolo di imprese,

58

- Impoverimento progressivo del proletariato.

Ipotesi di lavoro:
- i prezzi relativi sono spiegati ricorrendo alle teorie del costo del lavoro,
- la moneta neutrale,
- nelle manifatture i rendimenti sono costanti,
- in agricoltura i rendimenti sono decrescenti,
- i mercati operano in regime di libera concorrenza,
- l'uomo economico razionale e calcolatore,
- il regime salario presentato in una nuova forma.

ESERCITO INDUSTRIALE DI RISERVA

Sul mercato del lavoro vi un eccesso di offerta, questa comprime i salari e mantiene il
livello positivo del plusvalore e dei profitti.
Reclutamento:
- diretto se si sostituisce manodopera con macchine,
- indiretto se si impiega una nuova forza lavoro come i ragazzi

Non condivide la teoria malthusiana della popolazione


L'esercito industriale di riserva svolge lo stesso ruolo che la teoria malthusiana della
popolazione ha nel sistema classico
- Comprime i salari in un mercato del lavoro concorrenziale

SIMBOLOGIA

Valore = C+V+S
Dove :
-C = capitale costante ossia spesa dei capitalisti per materie prime e deprezzamento del
capitale fisso
-V = capitale variabile ossia somma spesa per i salari e gli stipendi

59

-S = plusvalore; un valore residuo ottenuto dalla differenza tra il ricavo lordo dei capitali e
le spese sostenute per capitale costante e variabile

SAGGIO DEL PLUSVALORE


S'= S/V (per Ricardo era il saggio del profitto)

SAGGIO DI PROFITTO
P= S/(C+V)

COMPOSIZIONE ORGANICA DEL CAPITALE


Q= C/V

SCHEMI DI RIPRODUZIONE

Economia di baratto:
M M dove M = merci (scambio egualitario di merce contro merce)

Economia monetaria:
M D M dove D = denaro (monetizziamo la merce e ricaviamo denaro)

Economia capitalistica:
D M D' (il denaro visto come creazione di valore che si crea dallo scambio stesso)
- D' = quantit di moneta superiore rispetto a quanto egli ha impiegato per creare la merce.

TEORIA DEL VALORE LAVORO

Il valore di scambio di una merce determinato dalla quantit di lavoro necessaria per
produrla.

60

La quantit di lavoro calcolata misurando la durata del lavoro che necessario per
produrre la merce stessa.
Un bene ha valore perch in esso viene oggettivato o materializzato lavoro astrattamente
umano.

DIVERSA QUANTITA' DI TEMPO IMPIEGATO

Marx supera l'implicazione che scaturiscono dalla diversa quantit di tempo impiegato da
due lavoratori che producono lo stesso bene.
Misura la quantit di lavoro richiesta dalla produzione attraverso il tempo di lavoro
socialmente necessario.
Dove per socialmente necessario si intende la quantit di lavoro necessario nelle
condizioni medie di produttivit del lavoro esistenti in un'epoca e in un paese determinati.

DIVERSA ABILITA' DEI LAVORATORI

Allo stesso modo supera la diversa abilit o specializzazione dei lavoratori perch il lavoro
specializzato considerato come un multiplo del lavoro semplice e si ottiene moltiplicando
quest'ultimo per un coefficiente determinato.
Sull'influenza esercitata dai beni capitali sulla formazione dei prezzi relativi ritiene che il
tempo di lavoro specialmente necessario alla produzione risulta composto dal numero di
ore di lavoro diretto e di lavoro indiretto.

DIVERSA FERTILITA' DELLE TERRE

Sulla esistenza delle terre di diversa fertilit dice che:


- la superiore produttivit del lavoro svolto sulla terra pi fertile assorbito dal
proprietario terriero come rendita differenziale.
- la concorrenza farebbe s che la rendita pagata sulle terre migliori, cresca fino a che il
saggio di profitto risulti lo stesso su tutti gli appezzamenti.
- cosicch la rendita ad essere determinata dal prezzo e non viceversa.

61

SUI PROFITTI

A proposito dell'influenza dei profitti sulla determinazione dei prezzi delle imprese ad alta
o minore intensit di capitale, Marx adotta un'ipotesi semplificatrice e ritiene che:
- tutte le industrie e le imprese hanno la stessa intensit di capitale.

EVOLUZIONE DEL PROCESSO LAVORATIVO

Riduzione del tempo necessario a ricostituire la forza lavoro.


Prolungamento della giornata di lavoro.
L'intensificazione del lavoro si realizza:
- aumentando la velocit della macchina
- ampliando il volume di macchine sorvegliate da uno stesso operaio.

CRISI DEL CAPITALISMO PER MARX

Caduta del profitto


Impoverimento della classe operaia
Crisi di sovrapproduzione

CRISI DEL CAPITALISMO PER LA CADUTA DEL SAGGIO DEL PROFITTO

Per Smith, il saggio del profitto cade per un incremento delle difficolt di smercio dei
prodotti o per la difficolt di trovare nuove opportunit di investimenti redditizi.
Per Ricardo, il saggio del profitto cade per effetto dell'aumento delle difficolt di
produzione dei beni salario e per l'operare della legge dei rendimenti decrescenti in
agricoltura.
Per Marx, il progresso delle tecniche produttive ha per effetto di aumentare il rapporto tra
il capitale costante e il capitale variabile. In tal caso, se il saggio del plusvalore rimane lo
stesso, diminuisce necessariamente quello del profitto.

62

LA CADUTA DEL SAGGIO DEL PROFITTO DI MARX

Il saggio del profitto dato da :


S / (C+V)

moltiplichiamo numeratore e denominatore per 1/V e otteniamo:


(S/V)/1/V (C+V) = S/V (C/V)+1

Se indichiamo con x il rapporto C/V si avr:


(S/V)/(x+1)

moltiplichiamo per V numeratore e denominatore per cui il saggio del profitto si scriver:
S/V(1+x) = S/V * 1/ (1+x)
per definizione S/V ossia il saggio del plusvalore non muta,ma se x aumenta 1/(1+x) diviene
pi piccola e cos pure il prodotto:
S/V=1/(1+x) diviene pi piccolo

L'IMMISERIMENTO PROGRESSIVO DEL PROLETARIATO GENERA LA CRISI FINALE

L'immiserimento pu essere visto da diverse angolazioni:


- in termini assoluti in quanto il reddito reale della maggior parte della popolazione
diminuisce con la sviluppo del capitalismo
- la storia ha dimostrato che Marx si era sbagliato
- in termini relativi, perch la quota del R.N. che spetta al proletariato diminuisce nel corso
del tempo e se anche il reddito reale del proletariato dovesse aumentare , il reddito
relativo diminuisce.
- la storia ha evidenziato che nei paesi sviluppati i salari hanno rappresentato una quota
proporzionale del R.N. che stata costante nel corso del tempo, per cui Marx si sbagliato.

L'immiserimento riguarda gli aspetti non economici della vita tanto da parlare di
deterioramento progressivo della qualit della vita ( accumulazione di miseria, penosit del
lavoro, ignoranza, brutalizzazione e degradazione morale).

63

CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE

Il valore della produzione nel settore I uguale a:


C1 +V1 +Pl1=C1+C2+(Pl1+Pl2)

Il valore della produzione.............


L'eguaglianza tra l'offerta e domanda del II settore pu essere espressa:
C1 + V1 +Pl1 = C1 + C2 + (Pl1+Pl2)

L'eguaglianza tra offerta e domanda del II settore espressa dalla seguente equazione:
C2 + V2 + Pl2 = V1 + V2 + (1- ) (Pl1 + Pl2)

Se l'offerta globale uguale alla domanda globale, la realizzazione dell'uguaglianza tra


offerta e domanda in un settore garantisce la realizzazione nell'altro settore di tale
medesima eguaglianza.
Perci:
O di I + O di II = D di I + D di II;

Se l'offerta di I = alla domanda di I anche:


l'offerta di II = domanda di II

se:
l'offerta di I< domanda di I

si ha anche necessariamente
l'offerta di II>domanda di II
e viceversa

La realizzazione dell'equilibrio in uno dei due settori garantisce l'equilibrio anche nell'altro.
C1 + V1 +Pl1 = C1 + C2 + ( Pl1 + Pl2)
- il primo membro indica l'investimento lordo dell'economia
- il secondo membro il risparmio lordo (ossia le riserve per ammortamenti in ambedue i
settori)

l'eguaglianza dell'investimento lordo e del risparmio loro condizione necessaria e


sufficiente dell'equilibrio sul mercato dei beni di consumo.

64

CRISI

Ma, se:
C1 + V1 + Pl1< C1 + C2 + (Pl1 + Pl2)
si determina necessariamente, nell'altro settore, un'insufficienza della domanda dei beni di
consumo rispetto alla loro offerta.

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

Rendita un sovrappi definito come quella parte del valore globale del prodotto che
rimane al proprietario del fondo dove aver pagato tutte le spese, compreso il profitto che
si rileva in un certo momento nell'impiego del capitale agricolo.
Salario il prezzo o il valore di scambio del lavoro. In esso configurabile un livello minimo
fissato dall'ammontare dei beni di prima necessit indispensabili per i lavoratori e le loro
famiglie secondo lo standard di vita considerato comune in date circostanze storiche, un
livello naturale, misurato da ci che il salario pu comprare sul mercato in termini di lavoro
o di beni.
Profitto deriva dalla differenza fra due valori: quello della merce prodotta e quello delle
anticipazioni (salari, imposte,, interessi) pagati dall'imprenditore per raggiungere il proprio
obiettivo.

LEGGI DI SVILUPPO DELLA SOCIETA' CAPITALISTICA

Conflitto tra ideale e realt, fra capitale e lavoro, fra sviluppo e stagnazione.
Si perviene mediante il processo dialettico all'armonia etica, sociale ed economica.

(DIAGRAMMA)

65

JOHN STUART MILL (1806- 1873)


Una figura di transizione
LA VITA

Nasce 1806 a Londra


1809 a 3 anni, il padre James gli fa studiare greco e laritmetica
Allievo di Bentham
1819 il padre gli fa studiare economia politica
1820- 1821 e in Francia ospite del fratello di Jeremy Bentham
1821- 1822 si dedica agli studi giuridici
1822 fonda la Utilitarian Society
1823- 1856 impiegato alla East India Company
1826 attraversa un periodo di crisi spirituale e si allontana dalletica utilitaristica di
Bentham
1830 si innamora di Harriet Hardy Taylor (23 anni) una donna sposata con 2 figli
1836 muore il padre
1836- 1849 editore e proprietario del London and Westminster Rewiew
1851 sposa Harriet divenuta vedova
1858 gli muore la moglie
1865 Deputato al parlamento, tratta della questione Irlandese e del problemi attinenti alla
classe operaia
1868 non rieletto, si ritira ad Avignone e muore nel 1873
1823 1824 scrive delle lettere sulla necessit di limitare le nascite
1825 discorsi preparati per Co- operation Socety in cui critica il socialismo utopistico di
Owen
1824 1828 collabora alle riviste Parlamentary Rewiew and Westmister Rewiew di
ispirazione radicale
1837 prima stesura del sistema di logica che pubblicher poi a Londra nel 1843
1844 Esayy on Some Unsettled Questions of Political economy
1845- 47 Stesura dei principi di politica economica con qualche applicazione si filosofia
sociale che poi pubblicher a Londra nel 1848
Questopera si divide in 5 libri : produzione, distribuzione, scambio, sviluppo economico ,
governo e finanza pubblica . escono 8 edizioni
1859 scrive On Liberty
1859- 75 Dissertations and Discussions ; Political , Philosophical and Hystorical
1861 Utilitarism, Considerations on Representative Government Woman che pubblica nel
1869
1865 Auguste Comte and Positivism in cui critica il sistema di questi
1867 An Examination of Sir William Hamiltons Philosophy

66

OPERE POSTUME

1873 Autobiography
1874 Three Essays on Religion: Nature , the Utility of religion and Theism
1879 sul socialismo
1889 lettere inedite a Comte

DEFINIZIONE DI ECONOMIA POLITICA


leconomia politica una scienza e non unarte , essa attinente a leggi di natura, non a
massime di condotta , e ci insegna come avvengono le cose di per se stesse e non in che modo sia
consigliabile che noi le regoliamo per ottenere qualche scopo particolare

CONSIDERAZIONE METODOLOGICHE

Obiettivo: tratta in modo scientifico del fenomeni economici i quali mirano da un lato ad
individuare

- le leggi e le condizioni della produzione della ricchezza , che non dipendono dagli assetti
sociali ma sono verit fisiche; dallaltro mirano ad individuare
- le leggi della distribuzione della ricchezza che dipendono dalle leggi e dalle consuetudini
della societ

Metodo: leconomia ragiona muovendo da ipotesi e non dai fatti. Segue la scia del
metodo deduttivo ricardiano e nello stesso tempo utilizza il metodo storico

TEORIA DEL VALORE

Ne tratta nel libro III dei principi e rifiuta la teoria del valore di Ricardo
Il valore un fenomeno reale , il prezzo il valore espresso in termine di unit monetaria .
scopo della teoria del valore spiegare i prezzi relativi nel lungo periodo
La sua teoria si fonda sul costo di produzione ossia la somma dei costi reali tanto del lavoro
che dellastinenza ( salari e profitti , imposte ed altri costi aggiuntivi ) ed applicata ai beni
di consumo riproducibili liberamente .
Il valore di mercato dipende dalla domanda e dallofferta . tende ad uniformarsi al valore
naturale
Il valore naturale un valore di scarsit ; ma la maggioranza delle cose si scambiano
secondo il loro costo di produzione

67

La rendita , ossia il costo di opportunit della terra , non pari a zero come per Ricardo ,
ma un costo sociale di produzione se vi sono usi alternativi della terra

ANCORA SULLA TEORIA DEL VALORE

Rispecchia il principio secondo sui D e O sono funzioni del prezzo- si avvicina a Marshall
Il valore non dipende da D O ma D e O dipendono dal valore naturale delle cose
Perch un bene abbia valore di scambio , o prezzo, occorre che sia utile e difficile da
ottenere
Lutilit del bene domandato e la difficolt di ottenimento del bene offerto devono
preesistere ala determinazione del prezzo
Integra la teoria del valore di Ricardo ,
Quando dice che il meccanismo assicura il livellamento del prezzo dal costo di produzione
dato dalla mobilit del capitale
Il saggio dei profitti relativi dipende

-in parte dei periodi di tempi relativi durante i quali il capitale impiegato
-in parte dai saggi relativi dei profitti nel diversi impieghi

Il valore indica in generale la quantit di altre cose o delle cose in generale , con le quali
una cosa si scambia
Il valore naturale ha 2 cause:

-Il costo di produzione ed


-Il saggio medio del profitto ossia la somma dei compensi per lastinenza dal consumo che bisogna
corrispondere a colore che hanno anticipato il capitale necessario alla produzione

La produzione scaturisce da un confronto fra costi e ricavi monetari ,

La merce si sarebbe prodotta solo se il suo valore di scambio avesse

-reintegrato i costi monetari della produzione e


- assicurato la corresponsione di un margine di profitto naturale

LO SCAMBIO

Accoglie il teorema del rapporto salario/ durata del capitale


Lo scambio tra due bene avviene in media se
-Le due cose sono prodotte con la stessa quantit di lavoro
-Sono pagate allo stesso saggio
68

-Non vi diversit tra i due saggi di profitto

SCAMBIO TRA BENI DI DIVERSO VALORE

Due beni di valore diverso si possono scambiare tra loro se :

-Un bene richiede per essere prodotto una maggiore quantit di lavoro
-o una specie di lavoro pagato ad un saggio pi alto
-quando il capitale che mantiene quel lavoro deve essere anticipato per un periodo pi lungo

Tra questi ultimi elementi la quantit di lavoro richiesta per la produzione la pi


importante

NOZIONE DI ELASTICITA DELLA DOMANDA

La domanda elastica quando cresce ad un tasso di variazione maggiore di quello di


diminuzione del prezzo
La domanda ad una elasticit unitaria quando cresce ad un tasso di variazione pari a
quella della diminuzione del prezzo
La domanda anelastica quando cresce ad un tasso di variazione minore di quello della
diminuzione del prezzo

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

J.S. Mill definisce le leggi della distribuzione secondo una prospettiva additiva e ne parla
nel secondo del Principi
Il salario unanticipazione fatta dai capitalisti mediante la costituzione del fondo
salario
Il profitto il compenso per i rischi che limprenditore capitalista sopporta nel destinare o
anticipare il proprio capitale a fini produttivi e si compone:

-Dellinteresse sui capitali per lastinenza dal consumo


-Del premio del rischio sopportato
-Del salario direzionale

La rendita l compenso per la risorsa scarsa ed in funzione della limitatezza dellofferta .


Dalla somma delle 3 quote , ognuna determina in modo autonomo , scaturisce il valore
complessivo prodotto da ciascuna impresa
Ciascuna quota distributiva regolata dai limiti imposti dallesterno :
69

-Le decisioni dei capitalisti determinano lampiezza del fondo salario


-Il livello di rischiosit e lastinenza determinano il profitto
-La scarsit determina la rendita

ALTRA FORMULA SULLA DISTRIBUZIONE

Mill, quando tratta dei rapporti reciproci tra le quote , definisce le cause che determinano
lammontare di ciascuna quota in modo diverso da quanto detto precedentemente.
-il profitto inteso come una sottrazione di prodotto a compenso del lavoro
- il profitto non ha una giustificazione autonoma ma dipende dalla consistenza del salario
reale

Mill ritorna a Ricardo secondo il quale il saggio del profitto dipende dai salari, aumenta
quando i salari calano e diminuisce quando i salari aumentano

TEORIA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

I vantaggi si ripartiscono tra le nazioni che vi partecipano


La teoria ricardiana dei costi comparati diceva che il commercio internazionale sarebbe
aumentato il prodotto mondiale e avvantaggiato tutte le nazioni interessate
Le ragioni di scambio dipendono dalla domanda per i prodotti importati da parte dei due
paesi
La domanda legata alle tendenze ed alle condizioni dei consumatori nei due paesi

CONSIDERAZIONI SULLA LEGGE DI SAY

Sostiene la legge degli sbocchi si Say

Critica i sostenitori del sottoconsumo (Malthus e Sismondi) perch : il sistema economico


trova giovamento se i ricchi risparmiano meno e spendono di pi in consumi produttivi

Distingue :

-leconomia di baratto
-leconomia monetaria
-leconomia dove esiste il credito monetario
70

In questultima pu verificarsi una sovrapproduzione di merci

TEORIA MONETARIA

Scuola metallica: anche in un regime di circolazione mista, moneta avrebbe dovuto esser
fatta variare allo stesso modo di quanto sarebbe avvenuto in un sistema completamente
metallico
Scuola bancaria: sosteneva una politica monetaria flessibile, per cui non ci sarebbe stato
bisogno di alcun controllo sullemissione di banconote finch le banche avessero agito
secondo la dottrina delle cambiali reali
Mill ha una posizione intermedia tra le due scuole:

-I principi della scuola bancaria sarebbero stati correttamente applicati in tempi normali
-I principi della scuola metallica , secondo cui lemissione di banconote era ancorata alloro
disponibile come riserva, sarebbero dovuti essere adottati in periodi caratterizzati da una
crescita finanziaria speculativa

FUTURO DEL SISTEMA CAPITALISTICO

Nel modo di produzione capitalistico il consumo e non laccumulazione e nel fine ultimo
della produzione .
Come Ricardo sostiene che laumento dei costi nella produzione agricola fa crescere il
salario reale di sussistenza e ci abbassa il profitto
A differenza di Ricardo esaminale caratteristiche della crisi finale per caduta del profitto
che porta allo Stato Stazionario

STATO STAZIONARIO

Lo stato stazionario indica quella condizione in cui , annullato il profitto, tutto il prodotto
sociale consumato
La formazione del capitale limitata ai soli rinnovi
uno stato sufficiente per tutti ed uno stato ottimo

LA POLITICA ECONOMICA

Lintervento dello stato nella vita economica pi attivo di quello dei suoi predecessori .
esso funziona da :

71

-Civilizzatore, in quanto offre la possibilit di istruzione e di creazione d servizi culturali e di


svago.
-Stabilizzatore , allorch la caduta dei saggi di profitti si sarebbe accompagnata ad attivit
speculative, intervento dello stato avrebbe attenuato le conseguenze disastrose

72

WILLIAMS STANLEY JEVONS


Utilitarismo ed economia

LA VITA

Nasce nel 1835 a Liverpool, nono figlio


Il padre ingegnere commerciante in ferro
Durante la sua vita colpito da alcuni eventi negativi:

-1835 perde la madre


-1847 terribile carestia irlandese
-1848 crisi economica e collasso delle ferrovie
-1851 fallimento della piccola impresa familiare
-1855 muore il padre

In questo contesto

-Un fratello si trasferisce in Nuova Zelanda


- il minore Thomas fa il banchiere a New York
-Una sorella ricoverata in manicomio

SULLA FORMAZIONE

Frequenta la Junior School


1850 frequenta lUniversity College dove studia scienze chimiche e matematiche
1854 59 a soli 19 anni ha assunto come chimico alla zecca di Sidney in Australia
Studia a tempo libero botanica e meteorologia
Dal 1857 si interessa di questione sociale ed economica e decide di studiare luomo. Lascia
la Zecca e rientra a Londra e riprende gli studi che aveva interrotto allUniversity college

IL SUO INTERESSE PER LECONOMIA POLITICA

Pu ora dedicarsi agli studi preferiti :

-Gli studi induttivi sulle fluttuazioni economiche e


-La teoria pura delleconomia politica
73

Sbarca il lunario come giornalista


Nel 1863 ricopre il posto di tutore generale a Manchester alla Owen College( il gradino
inferiore per accedere alla carriera universitaria)
1866 diviene professore di logica, filosofia mentale e morale allOwens college di
Manchester
1872 membro della Royal Society
1876 professore di economia politica nei diversi college di Londra
Nel 1880 si dimette per dedicarsi alla ricerca
Nel 1882 in vacanza al mare, si sente male mentre nuota e annega

LE OPERE

1862 Breve relazione sulla teoria generale matematica delleconomia politica


1863 A Serious Fall in the Value of Gold

-Sulla teoria soggettiva del valore


-Scrive un saggio che uno studio di logica

1865 The Coal Question


1871 La teoria delleconomia politica
1879 seconda edizione
1874 Principi sulla scienza
1877 seconda edizione
1875 Money and the Mechanism of Exchange
1876 Lavvenire delleconomia politica
1879 Nature (in cui fa scaturire i cicli commerciali dalle variazioni dellintensita delle
macchie solari)

OPERE POSTUME

1882 The State in relation to Laubor


1883 Methods of social reform (pubblicato dalla moglie)
1884 Investigatios in currency ad finance ( pubblicato da Foxweel)
1905 Pinciples of economics (frammento di un trattato con altri lavori-12 capitoli)
1972- 1981 sono pubblicati a cura di R.D.Collison Black, per conto della royal Economic
Society, sette volumi contenenti lettere e vari documenti

ASPETTI DELLA TEORIA DEI CLASSICI CHE JEVONS RIFIUTA

Riferimento a situazioni storicamente determinate dei rapporti di produzione;


Teoria del fondo salari;
74

Accentuazione del momento produttivo rispetto a quello distributivo (questo emerge


soprattutto nella teoria dl valore-lavoro);
Separazione tra produzione e distribuzione;
Residui della teoria del valore lavoro;
Rifiuto del metodo matematico nell'elaborazione e nello sviluppo dell'analisi economica.

DEFINIZIONE DELL'ECONOMIA POLITICA

L'economia politica un sottoinsieme di sentimenti in cui il calcolo dell'utilit mira a


garantire la soddisfazione degli ordinari bisogni dell'uomo al pi basso costo di lavoro.

LE LEGGI ECONOMICHE
Le Leggi dell'Economia Politica trattano di rapporti fra:

bisogni umani
oggetti naturali disponibili e
lavoro umano

perch i bisogni possano essere soddisfatti e sono leggi universalmente valide

LE ALTRE CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

il punto di partenza dell'indagine economica il consumo,


- ecco sebbene indicato per ultimo, in ordine di tempo, il pi importante poich le cose
vengono prodotte al solo fine di poter essere utilmente consumate;

risultato finale cui si perviene:


- data una certa popolazione, con i suoi bisogni e le sue capacit produttive, in possesso di
una certa dotazione di lavoro e di altre fonti di materie prime: ottenere il modo di
impiegare tale lavoro che massimizza l'utilit del prodotto.

METODO

Deduttivo concreto
- Bisogna dare alle leggi dell'economia politica una forma espositiva matematica

75

L'economia una scienza esatta, matematica, ma carente di statistica per cui non tutte le
variabili sono misurabili.
Tratta l'economia come calcolo di piacere e di pene, utilizzando la nozione di tempo nei
processi produttivi.

IL PRINCIPIO DELL'UTILITA'

L'intero piacere ottenibile dal consumo di un bene non pu sempre essere n misurato, n
addizionabile.
I piaceri di due differenti individui non sono confrontabili.
I beni conferiscono piacere, le scomodit causano pene.
Il piacere decresce gradualmente d'intensit con l'aumentare dei beni e delle comodit
disponibili.
La disutilit aumenta all'aumentare della scomodit (utilit negativa).
Distingue l'utilit totale, il grado di utilit, il grado finale di utilit, l'utilit effettiva, l'utilit
eventuale e l'utilit potenziale.
Dicesi che una allocazione di risorse ottima quando il grado finale di utilit uguale per
tutti i vari impieghi.

TEORIA DEL VALORE FONDATA SULL'UTILITA' - utilit consumatore(soggettiva)

Si fonda sulla teoria dell'utilit. Utilit soggettiva.


Esprime la quantit di un bene che deve essere ceduto per ottenere una determinata
quantit di un altro bene.
L'utilit una relazione tra un soggetto e un bene.

SUA MISURAZIONE

La misurazione dell'utilit ha senso solo se convenzionale e se riferita a un singolo


soggetto.
L'utilit ha due dimensioni: intensit e durata dalle quali trarre conseguenze sul piano
matematico.
L'utilit di ogni unit di bene per ciascun soggetto decrescente.
Il valore un dato oggettivo.
Il valore d'uso uguale all'utilit totale.
Il valore di scambio uguale al potere d'acquisto di un bene in termini di un altro bene.
Il valore dato dal grado finale di utilit, ossia dall'intensit del bisogno.

76

DALLA TEORIA DEL VALORE ALLA TEORIA DEI PREZZI

Obiettivo dei soggetti economici la massimizzazione dell'utilit


- i soggetti cedono beni che hanno un'utilit minore (perch abbondante) e acquistano
beni che hanno utilit maggiore (perch scarsi).

L'insieme degli scambi sul mercato traduce un duplice effetto


- per l'individuo
- il livellamento dei gradi finali di utilit ,
- per i beni
- un rapporto di scambio unico, determinato anch'esso dal grado finale di utilit.

Il passaggio dalle preferenze individuali (dato soggettivo) al valore di scambio (dato


oggettivo) automatico ed fatto mediante un confronto delle reciproche convenienze.
Il prezzo di una merce l'unico indice che si pu avere per indicare l'utilit che la merce ha
per l'acquirente.
Nel mercato non appaiono in modo esplicito n i rapporti di scambio, n i gradi di utilit,
ma i prezzi,
Il prezzo l'unico effetto quantitativo della scelta dei soggetti economici.

DEFINIZIONE DI MERCATO

Si ha un mercato tutte le volte che due o pi persone scambiano due o pi beni. (incontro
domanda-offerta)
Elementi caratterizzanti:
- quantit di beni
- rapporto di scambio

TEORIA DELLO SCAMBIO

E' contenuta nel IV capito della Teoria dell'economia politica.


Lo scambio costituisce il ponte tra l'utilit ed il valore.
Si fonda sul grado finale di utilit.
Il soggetto si disfa dei beni con utilit minore per procurarsi quelli che gli fanno un'utilit
maggiore.
77

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE

Profitto, rendita e salario sono il frutto di convenzioni o decisioni individuali.


Jevons ritiene che sono i prezzi a determinare i redditi e non viceversa, egli fissa il criterio
secondo cui ciascun reddito ha un mercato autonomo per la sua formazione.
Nel mercato del lavoro, del capitale e della terra i prezzi sono determinati secondo la
regola del grado finale di utilit.
La quantit del prodotto complessiva non data ma in continua crescita.
Il salario coincide con quanto il lavoratore produce; dedotti: rendita, imposte o interesse
del capitale.
Il lavoro un fattore originario.
I compensi per i sacrifici in lavoro, in astinenza e in perdita di possesso, determinano
rispettivamente il salario, il profitto e la rendita.

SUCCESSIVA RICONSIDERAZIONE

Quando poi Jevons esamina come i tre mercati entrano in relazione tra loro conclude nel
modo seguente:
- La rendita comprende i guadagni derivanti dalla maggiore fertilit di alcuni terreni
rispetto al terreno marginale.
- Il profitto riconducibile all'interesse, comprende l'incremento di prodotto che il
lavoratore posto in grado di ottenere con la dose marginale di capitale.
- Il salario l'ultima quota ad essere determinata, cui sarebbe andato l'intero prodotto
residuo.

CONCLUSIONE

In definitiva:
- per i classici: la somma dei redditi determina i prezzi,
- per Jevons: sono i prezzi a determinare i redditi e non viceversa.

78

LA SCUOLA STORICA TEDESCA


ORIGINE

In Germania nella seconda met nel XIX secolo un'intera generazione di studiosi si oppose
al marginalismo. Ci scatur:
- dalla particolare struttura produttiva della Germania: arretra a e bisognosa di protezione
doganale.
- dal radicamento nei gruppi intellettuali, della cultura storico- giuridica, che considerava
con sufficienza il metodo deduttivo.

LA VECCHIA SCUOLA STORICA

Aspetti fondamentali:
- rifiuta il metodo dei classici fondato sulle astrazioni,
- sostiene che l'esame dei fatti storici deve precedere la formazione di concetti
generalizzati,
- costruisce un quadro di riferimento storico generale capace di descrivere e spiegare le
tappe che le nazioni raggiungono nel processo evolutivo.

In questo contesto la nazione viene assimilata ad un organismo vivente autonomo con


una sua storia e un suo scopo finale.
Negli anni 1850-70 questo modo di legare storia e scienza caratterizz tre studiosi:
Roscher, Knis e Hildebrand che diedero vita alla scuola storica tedesca (vecchia).

79

WILHELM ROSCHER (1817-1894)

Opere principali:
- Prospetto di lezioni sull'economia di stato secondo il metodo storico (1843),
- Sistema di economia politica (1854)

Le relazioni economiche sono riferite alle istituzioni sociali complesse: nazione, stato e
sono un tutto inscindibile inseparabili luno dallaltro
L'economista che voglia conoscere l'evolvere della struttura economica dispone di una
limitata capacit di conoscenza. Egli deve:
- abbandonare ogni pretesa di conosce i punti di arrivo ed il significato finale dei
processi evolutivi
- accettare l'impossibilit di una conoscenza teorica completa, che con l'indagine storica,
avrebbe, potuto essere molto pi aderente agli svolgimenti reali.
- formulare parallelismi storico in cui dar conto della diverse fasi con cui ogni organismo
sociale sperimenta la propria esistenza. Ogni nazione un soggetto autonomo, un
individuo assistente per cui possibile definire una legge di natura. La nazione nella sua
esistenza compie un ciclo vitale, per cui : i soggetti nascono crescono, decadono e si
estinguono.

La scienza economica deve:


- cogliere quelle particolarit dello spirito del popolo che fanno di ogni nazione un
soggetto economico ben definito
-considerare nazioni come appartenenti a un genere di fenomeni ben pi ampio prende
costruire dei parallelismi e formulare leggi evolutive valide per l'intero genere.
Conseguentemente, un popolo avrebbe avuto stadi diversi di sviluppo e dopo un
periodo di sviluppo avrebbe conosciuto la decadenza e quindi l'estinzione.

In definitiva Roscher
- critica i classici perch danno un'interpretazione angusta del fenomeno economico
- sottolinea la visione evolutiva dei concetti economici
- non ripudia il deduttivismo di Ricardo ma integra il metodo astratto con contributi storici.

80

BRUNO HILDEBRAND (1812-1878)

Opera principale: L'economia nazionale del presente e del futuro (1848).


In quest'opera sostiene la tesi che l'economia politica deve giungere a formulare le leggi
dinamiche dello sviluppo economico avendo come riferimento la nazione.
Egli sostiene che nello studio dell'economia:
- Non sono rintracciabili le leggi naturali, universalmente valide,
- rovescia il metodo ricardiano.

L'astrazione, dice, piuttosto che cogliere l'0essanza dei fenomeni avrebbe dovuto
intravedere i mutamenti fondamentali dell'esperienza economica dell'umanit.
- Prospetta una teoria degli stadi dell'evoluzione economica: economia naturale, economia
monetaria, economia creditizia. Egli enuncia il suo programma senza concretizzarlo dal
punto di vista scientifico.

81

KARL KNIES (1821-1898)

Opera principale: L'economia politica dal punto di vista del metodo storico (1853)
In questo scritto sostiene la tesi che l'economia politica deve giungere a formulare le leggi
dinamiche dello sviluppo economico avendo come riferimento la nazione.
Oppositore concreto dei classici evidenzia le antinomie che si celano nelle relazione tra il
campo, l'oggetto e il metodo nello studio economico. Per lui la ricerca storica
interpretata meccanicisticamente e non pu formulare leggi ma solo individuare, nel
procedere degli eventi, regolarit e analogie.

LA NUOVA SCUOLA STORICA

Nel 1872 a Eisenach vi una conferenza, promossa dai professori di economia e di diritto
delle Universit tedesche per discutere della questione sociale. Dai lavori scaturisce la
creazione i una
associazione per la politica sociale
in quel convegno Schomoller espone il seguente programma di sviluppo

- le funzioni dello stato variano secondo le condizioni delle civilt


- lo stato non un male necessario, ma il maggiore istituto sociale preposto al progressivo
elevamento degli individui
- conseguentemente le leggi devono porsi al di sopra degli interessi di classe e proteggere i pi
deboli.

In definiva lo stato deve:

- porre al centro della nazione la questione sociale


- promuovere lo sviluppo economico
- proteggere, nella lotta di classe, la borghesia

Obiettivo:

- conseguimento di una maggiore equit sociale mediante la formazione dei giovani e


l'insegnamento universitario

Caratteristica della nuova scuola:


- ferma opposizione al socialismo perch non vi era la condivisione degli scopi e dei mezzi
di lotta,

In comune con il socialismo vi era:

82

- l'aspirazione per la questione sociale


- il dibattito tra protezionismo e liberismo ( socialisti della cattedra)

83

GUSTAV VON SCHOMOLLER (1838-1937)

Professore ordinario di scienza nello stato nell'universit di Halle (26 anni)


Prosegue gli studi a Strasburgo e a Berlino dove insegner sino al 1917
Nel 1871 dirige un giornale, fonda l'Unione per la politica sociale, partecipa a organismi
amministrativi. membro della camera dei signori, dirige gli Annali per la giurisprudenza,
lamministrazione e leconomia
Nel 1887 membro dellAccademia di Prussia delle scienze e storiografia, cerca al
contempo dessere economista e storico nellintento di completare il lavoro della vecchia
scuola storica, liberando definitivamente leconomia dalla dogmatica della filosofia
utilitaria anglo- francese che posa su una base psicologica e storica
Caratteristiche del suo pensiero:
- si oppone alle premesse teoriche dei classici e dei marginalisti

Sistema la teoria economica nazionale gi nata con List.


Non si oppone ad una conoscenza teorica, fondata sullastrazione, ma aggiunge la
necessit di astrarre correttamente
Definisce l'economia politica come una scienza etica:
- che si propone di descrive, definire e spiegare per mezzo delle cloro cause i fenomeni in
quanto costituiscono un tutto coerente.

84

CARL MENGER (1840-1921)


L'importanza dell'utilit marginale e l'economia della scarsit

LA VITA

Nasce nel 1840 a New-Sandec in Galizia, regione dell'Impero Austro-ungarico


Il padre procuratore, la madre proprietaria terriera.
Studia legge a Vienna e a Praga.
Si laurea all'universit di Cracovia.
Apprende da autodidatta l'economia.
Intraprende la carriera di giornalista ed entra all'ufficio stampa del primo ministro,
occupandosi proprio di argomenti economici.
Intorno al 1871, dopo la pubblicazione del suo primo testo di economia, non bene accolto
dalla critica, gli difficile avere l'incarico di insegnamento all'Universit di Vienna.
Solo nel 1872, ottiene l'abilitazione all'insegnamento di economia all'universit di Vienna.
La diffusione delle sue idee avviene soprattutto grazie ai suoi allievi Bhm Bawerk e Wieser
e gli comporter l'ottenimento della cattedra di economia.
1873 professore associato.
1879 professore ordinario a Vienna.
La sua notoriet di pensiero dilaga mentre in Germania emerge un indirizzo metodologico
opposto al suo.
E' impegnato nella Commissione di riforma monetaria che spianer la strada all'Asutraia
verso il Gold Standard nel decennio 1890-1900.
1900 ottiene l'onorificenza di Pari dell'Alta Camera d'Austria.
E' fondatore della scuola marginalista austriaca.
1903 si dimette dall'insegnamento. Muore a Vienna, isolato dagli amici, allievi e colleghi,
nel 1921.

LE OPERE

1867 In un suo scritto affronta in modo critico la teoria tradizionale della formazione dei
prezzi.
1871 Principi di Economia Politica.
1883 Sul metodo delle scienze sociali e in particolare dell'economia politica.
1884 Errori dello storicismo nell'economia politica tedesca.
1888 - Sulla teoria del capitale.
1892 Contributi alla questione valutaria in Austria- Ungheria.
Vari articoli sul capitale, moneta e principi di classificazione nella scienza economica,
articoli biografici su List, von Stein, Roscher, Mill e Bhm-Bawer. Opere tutte raccolte da
Hayek nel biennio 1935-1936.
85

CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

Si ispira alle idee economiche di Gossen che aveva cercato di combinare le idee di scarsit e
di utilit in una teoria del valore.
Seconda legge di Gossen: - I consumatori massimizzano la loro utilit totale acquistando i
loro beni, in modo tale che l'ultima unit di moneta, spesa da essi per l'acquisto di un bene
, apporti loro la stessa utilit marginale conferita dall'ultima unit di moneta spesa per un
qualsiasi altro bene.

DEFINIZIONE DI ECONOMIA

L'economia politica essenzialmente una scienza teoretica e quindi di validit universale.


Compito dell'economia teorica quello di studiare la natura generale e la generale
interdipendenza dei fenomeni economici, non gi di analizzare i concetti economici di trarre
conseguenze da questa analisi.
Al centro dell'indagine stanno i fatti e non i concetti.
I fatti, per, devono essere assunti nella loro tipicit.

PRINCIPI DI ECONOMIA POLITICA

Si compone di 3 parti:
- la teoria dei bisogni,
- La teoria del valore e
- La teoria dei prezzi.

LA TEORIA DEI BISOGNI

I bisogni ed i beni che li soddisfano sono soggetti a variazioni nel tempo e non sono perci
dati.
I beni, capaci di soddisfare i bisogni, sono visti entrambi da un'angolazione qualitativa.
L'utilit l'attitudine di un bene a soddisfare un umano bisogno ed indica un rapporto tra
i bisogno ed il bene e non la volont del soggetto.

86

LA TEORIA DEL VALORE

Il valore inteso come l'importanza che i beni concreti o quantit degli stessi hanno per
noi, in quanto noi siamo coscienti che per la soddisfazione dei nostri bisogni, dipendiamo
da tali beni.
Il soggetto, nella soddisfazione pi economica possibile soddisfa prima i bisogni pi urgenti
e poi gradualmente gli altri, fino ad esaurire la propria disponibilit di beni.
Dall'insieme di tali comportamenti effettuati da tutti i soggetti sarebbero scaturiti i valori di
scambio o prezzi.

LA TEORIA DEI PREZZI

I prezzi devono rispecchiare:


- Il fabbisogno complessivo di ciascun bene,
- La disponibilit complessiva di ciascun bene,
- la forma di mercato ( di concorrenza o di monopolio).

87

JOSEPH ALOIS SCHUMPETER (1883-1950)

Nasce in Moravia nel 1883.


Nel 1893 la madre si risposa con un alto ufficiale dell'esercito austriaco di 33 anni pi
anziano di lei, divorzia dopo 13 anni e intanto aveva contribuito e instradato l'educazione
di Joseph.
Studia a Theresianum, scuola degli aristocratici e acquisisce una preparazione umanistica.
1901-1906 frequenta giurisprudenza a Vienna. Incontra la prima moglie, figlia di un
ecclesiastico anglicano di 12 anni pi anziana di lui. Il matrimonio dura pochi anni.
1907 svolge la professione legale a Il Caio e gestisce il patrimonio di una principessa
egiziana.
1909 si ammala di febbre maltese, rientra a Vienna, consegue la libera docenza ed
nominato professore all'universit di Czernowitz.
1913-14 negli stati uniti, tiene seminari alla Columbia University si New York e otterr la
laurea Honoris causa.
1919 per breve tempo Ministro delle finanze nel governo della nuova repubblica
austriaca.
Successivamente diviene presidente di una piccola banca.
Durante il primo conflitto ha un atteggiamento pacifista e filo-occidentale.
1918-1919 fa parte di una commissione per la nazionalizzazione della imprese private.
1919 ministro delle finanze nel governo austriaco e risolve il problema del debito
pubblico.
1921 si dimette da presidente di una piccola banca privata che guider fino al fallimento.
1925 ritorna all'insegnamento ma all'universit di Bonn.
1927-28 alla Harvard University.
1930 in Giappone.
1932 definitivamente a Harvard Univeristy dove rimane fino alla morte avvenuta nel
1950.

OPERE

1908 La natura e l'essenza dell'economia politica teorica.


1912 Teoria dello sviluppo economico.
1914 Epoche nella storia del pensiero e del metodo economico.
1919 La sociologia dell'imperialismo.
1939 I cicli commerciali.
1942 Capitalismo, Socialismo e Democrazia.
1951 Dieci grandi economisti: da Marx a Keynes.
1954 Storia dell'analisi economica.

88

DALLA STATICA ALLA DINAMICA IL CICLO

Nello scritto del 1908 considera il sistema statico dell'equilibrio economico.


VALORE- respinge l'utilitarismo di Jevons e restando nella tradizione utilitarista lo da
scaturire dalla domanda manifestata per i beni relativamente alla loro scarsit.
TEORIA DEL PREZZO il nocciolo dell'economia.
Sulla teoria dell'interesse si differenzia da Bhm-Bawerk.
I = l'aggio dei beni presenti sui beni futuri esso deriva dal credito che serve per la
creazione dell'industria, di nuove forme organizzative, nuovi beni di consumo l'origine di I
risiede nello sviluppo e nel credito.
Nello scritto del 1912 sullo sviluppo economico evidenzia la dicotomia tra statica e
dinamica, tra flusso circolare ( stato stazionario ) e sviluppo.
Lo sviluppo caratterizzato dall'introduzione di innovazioni:
- produzione di un nuovo bene,
- introduzione di un nuovo metodo di produzione,
- apertura di un nuovo mercato,
- conquista di una nuova fonte di approvvigionamento di materie prime e semilavorati
- creazione di un monopolio e sua distruzione.

Lo sviluppo generato da una successione di innovazioni, realizzate da imprenditori con il


potere d'acquisto fornito dalle loro banche.
L'innovazione introdotta dall'imprenditore.
Rilevante anche il ruolo del banchiere.
Il ciclo economico legato al processo di sviluppo:
- Espansione quando l'innovazione imitata da pi imprenditori
- Recessione quando il rimborso dei prestiti prova una deflazione creditizia.

Lo sviluppo discontinuo e denota uno stretto legame con il ciclo.


Torna sullo sviluppo nel 1939 con i cicli economici e sottolinea la presenza di cicli
simultanei di breve, medio e lunghissimo ( 50 anni ) periodo.
Il ciclo lunghissimo legato alle innovazioni che fanno epoca e interessano tutto il sistema
produttivo: le ferrovie con la rivoluzione dei trasporti, elettricit, elettronica.
Nello scritto del 1942 sul crollo del capitalismo sostiene che il capitalismo non pu vivere
ed destinato ad essere soppiantato dal Socialismo.
L'opposizione al capitalismo dovuta:
- alla diffusione della mentalit razionalistica e alla crescita del ceto intellettuale,
- all'indebolimento degli stati protettivi del capitalismo: ceti piccoli e medi imprenditori e
crescita delle grandi imprese burocratizzate.
89

LA CRISI ECONOMICA E IL NUOVO LIBERISMO


BRETTON WOODS

Bretton Woods una localit del New Hampshire (USA) dove si trovaa il Mount
Washington Hotel albergo in cui si svolto
- nel 1944 la Conferenza di Bretton Woods che port alla creazione della Banca Mondiale e
del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

In quel contesto sono state stabilite regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i
principali paesi industrializzati del mondo.
L'ordine monetario che ne venne fuori fu totalmente concordato e pensato per governare i
rapporti monetari fra gli stati nazionali indipendenti.
Caratteristiche principiali di Bretton Woods
- obbligo per ogni paese di adottare una politica monetaria tesa a stabilizzare il tasso di
cambio ad un valore fisso rispetto al dollaro, che veniva cos eletto a valuta principal,
consentendo solo lievi oscillazioni delle altre valute.
- aggiustamenti degli squilibri causati dai pagamenti internazionali realizzato mediante il
Fondo Monetario Internazionale (o FMI)

Il piano istitu sia il FMI che la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (detta
anche Banca mondiale o Word Bank).
Queste istituzioni sarebbero diventate operative solo quando un numero sufficiente di
paesi avesse ratificato l'accordo. Ci avvenne nel 1946.
Nel 1947 fu poi firmato il GATT ( General Agreement on Tariffs and Trade- Accordo
Generale sulle Tariffe ed il Commercio) che si affiancava all' FMI ed alla Banca mondiale
con il compito di liberalizzare il commercio internazionale.

CAMBI FISSI O CAMBI FLESSIBILI?

Durante gli anni '30 si era avuto una politica volta ad aumentare la produzione e
l'occupazione in una nozione a spese di un altra nazione. Ci aveva alimentato la
conflittualit internazionale. Durante il secondo conflitto, era opinione degli alleati
occidentali, che alla fine del conflitto non si sarebbe dovuti tornare al sistema dei cambi
flessibili.
Provvedimenti da adottare alla fine del secondo conflitto.
- introdurre e mantenere la convertibilit delle monete in un regime di cambi fissi.
- creare istituzioni internazionali con la partecipazione di tutti i paesi.

90

I PAESI DI FRONTE ALLA GRANDE DEPRESSIONE

A fondamento dell'accordo di Bretton Woods vi era una fiducia comune in un sistema


basato sul capitalismo. Anche se alcuni paesi sviluppati preferirono basare le loro
economie su principi differenti:
- La Francia prefer una pianificazione centralizzata ed interventi statali, mentre
- Gli Stati Uniti preferirono un intervento statale limitato
- Per tutti si sono basati sugli stessi principi per quanto riguarda le politiche che regolano i
meccanismi del mercato e la tutela della propriet privata dei mezzi di produzione.

Tutti i governi che siglarono gli accordi di Bretton Woords concordarono sul fatto che le
dura lezione del caos monetario del periodo tra le due guerre fosse sufficiente per placare
gli animi e superare le divergenze.
In quel periodo, infatti, i governi avevano usato politiche si svalutazione per far crescere le
esportazioni giocando sulla competitivit del cambio, con lo scopo di ridurre il deficit della
bilancia dei pagamenti, causando per, come effetti collaterali
- la caduta a picco delle entrate nazionali,
- la riduzione della domanda,
- un aumento esponenziale della disoccupazione,
- ed un declino complessivo del commercio mondiale.

Inconvenienti:
- Gli scambi si ridussero a ristretti blocchi di monete ( di gruppi di nazioni che usano la
stessa valuta, come ad esempio il blocco della sterlina inglese e nell'impero britannico).
- I blocchi ritardarono la circolazione di capitali e le opportunit di investimenti stranieri.

Tuttavia, questa strategia, tesa ad aumentare i redditi dei singoli paesi nel breve periodo,
provoc disastri nel medio e lungo periodo.

PIANI INVIATI AI MINISTRI DELLE FINANZE DELLE NAZIONI UNITE 1943

Piano Keynes su Unione internazionale di clearing e prevedeva:


- La creazione di una banca centrale sovranazionale che avrebbe emesso una nuova
cartamoneta: il bancor con cui compensare i deficit della B.P. Dei paesi membri.
91

La creazione di liquidit internazionale.


Piano White, segretario del Tesoro americano, prevedeva
- La Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo
- Un Fondo internazionale di stabilizzazione.
- con il compito di concedere crediti ai paesi con B.P. In disavanzo.
- il dollaro statunitense sarebbe stato accettato come valuta di riferimento per gli scambi.

Essi si proponevano di analizzare come aiutare le singole nazioni a saldare i deficit della
bilancia dei pagamenti.

CONFERENZA MONETARIA E FINANZIARIA INTERNAZIONALE DELLE NAZIONI UNITE


BRETTON WOODS 1LUGLIO 1944.

Dopo aver esaminato i due piani ci si sarebbe dovuto occupare di due istituzioni :
- Il fondo monetario internazionale (FMI)
- E la banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS).

L'appartenenza al Fondo mirava a far si che i membri dovevano impegnare a esprimere la


parit delle loro monete in oro o dollari.
1 luglio 1944 la parit era di 35 dollari per oncia d'oro.
Si gettano le basi della creazione di un sistema di cambi fissi.
Creazione di cambi fissi, ma aggiustabili con una banda di oscillazione.
In pratica il sistema progettato da Bretton Woods era un gold exchange standard, basato
su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte agganciate al dollaro, il quale a sua volta era
agganciato all'oro.
Gli accordi di Bretton Woods favorirono un sistema liberista, cio il minimo di barriere
doganali e la libera circolazione dei capitali privati.
Fu chiaramente un accordo per un sistema aperto.
Inconvenienti:
- Tutti gli accordi derivanti direttamente o indirettamente da Bretton Woods non
prevedevano un corretto controllo sulla quantit di dollari emessi, permettendo cos agli
USA l'emissione incontrollata di moneta,
- fatto contestato pi volte da Francia e Germania in quanto gli USA esortavano la loro
inflazione, impoverendo perci il resto del mondo.

92

LA FINE DEGLI ACCORDI

Fino all'inizio degli anni 70, il sistema fu efficace nel controllare i conflitti economici e nel
realizzare gli obiettivi comuni degli stati.
Poi le guerra in Vietnam, che fa aumentare fortemente la spesa pubblica americana, mette
in crisi il sistema:
- di fronte all'emissione di dollari e al crescere indebitamente americano, aumentano le
richieste di conversione delle riserve in oro.
- il 15 agosto 1971, a Camp David, il presidente statunitense Richard Nixon, annuncia la
sospensione della convertibilit del dollaro in oro. Le riserve americane si stavamo
pericolosamente assottigliando: il Tesoro americano aveva gi erogato 90.000 tonnellate di
oro.
- Nella gestione del Fondo Monetario Internazionale erano gi operativi i Diritti Speciali di
Prelievo con un valore puramente convenzionale di un diritto speciale di prelievo per un
dollaro.

Nel dicembre del 1971 il Gruppo dei Dieci firm l'accordo Smithsonian Agreement, mise
fine agli accordi di Bretton Woods
- Il dollaro venne svalutato
- Ebbe inizio la fluttuazione dei cambi.

L'assenza di un sistema monetario stata in seguito lievemente mitigata


- prima dall'introduzione nel 1979 del Sistema monetario europeo
- poi dall'introduzione nel 1999

E' da notare che le istituzioni create a Bretton Woods sopravvissero alla caduta del gold
standard, pur rivedendo i propri obiettivi.
- FMI e la Banca mondiale sono ancora oggi in attivit.
- il GATT fu sostituito nel 1995 dal WTO (World Trade Organization Organizzazioni
mondiale del commercio).

93

LA STAGFLAZIONE

Fini anni settanta l'aumento della disoccupazione si accompagna all'aumento


dell'inflazione
Prezzi agricoli e del petrolio pi alti inaspriscono l'inflazione
- Agosto 1971 Nixon congela prezzi e salari per 90 giorni sottoponendoli a controlli nei tre
anni successivi.
- 1972 75 aumento prezzo prodotti agricoli e materia prime industriali
- Nov. 1973 l'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) aumentano i prezzi a
causa della generale tendenza inflazione e la svalutazione del dollaro (I shock petrolifero).

In Europa i salari aumentano pi della produttivit dopo il 1968.


1973 l'inflazione si stabilizza su valori alti e in Germania e in Italia tocca oltre il 20% la
disoccupazione passa dal 2-3% al 6-8% eccetto che in Germania
1975 la crescita rallenta ma l'inflazione non diminuisce
LA seconda met del decennio si conclude con il secondo shock petrolifero
- 1980 il prezzo del barile schizza da 14 dollari a 34.

Inizio anni '80 l'economia mondiale in recessione con alta inflazione e alta
disoccupazione.
1983 ripresa.

CONTRO L'INTERVENTO DELLO STATO DEGLI ANNI '70

Per Laffer imposte pi basse aumentano il gettito,


- egli nel 1974 dimostra che tassi crescenti di prelievo fiscale scoraggiano e deformano
l'impegno lavorativo, al punto che l'introito fiscale risulta alla fine ridotto.

Per Bacon ed Eltis l'economia britannica era soffocata dallo statalismo


- Quel che frena la crescita non
- la produttivit del lavoro (in crescita dal 1965) o
- la combattivit dei sindacati (nel 1963- 74 il salario reale era rimasto inalterato) , ma
- L'eccessiva crescita del settore dei servizi, in particolare quelli pubblici, relativamente al
settore industriale.

94

SCIENZA POLITICA E SCIENZA ECONOMICA

Teoria della scelta pubblica


- Lo studio economico delle scelte non di mercato
- Nasce come riflessione sui fallimenti del governo e come protesta contro l'intromissione
dello Stato negli affari privati
- Caposcuola James Buchanan premio nobel nel 1986.

IL MONETARISMO DELLE BANCHE CENTRALI

Le banche centrali non cercano pi di determinare il saggio di interesse


Le banche centrali controllano l'offerta di moneta
LA FED e la Banca d'Inghilterra tagliano la quantit di moneta offerta
- Si aggrava la disoccupazione.
- Si generano accese polemiche.

La liberalizzazione del sistema finanziario rende instabile la velocit di circolazione.

L'INFLAZIONE NELLE ANALISI DI MATRICE KEYNESIANA

La sintesi neoclassica non pu spiegare l'inflazione


- La curva di Philips escludeva la stagflaizone
- Per i keynesiani il modelli ISLM era incapace di rappresentarla per la sua staticit non
prendeva in considerazione le aspettative

Kaldor propone nel 1976 un modello per spiegare la stagflazione in cui riconosce gli effetti
di un aumento del prezzo delle materie prime
Hicks spiega l'elevata disoccupazione non abbassa i salari perch i salari sono vischiosi cio
cambiano lentamente
1975 Modigliani tiene fede alla politica economica di ispirazione Keynesiana
Tobin propone di convivere con l'inflazione

95

LA DISOCCUPAZIONE NELLA PROSPETTIVA MICROECONOMICA

Secondo Phelps l'informazione incompleta spiega la vischiosit dei salari e la


disoccupazione
- Metafora delle isole
- I lavoratori devono rinunciare ad una giornata di lavoro per andare nell'isola contigua ed
assumere informazioni circa il livello dei prezzi e dei salari vigenti in quell'isola.

Stigler costruisce i primi modelli di ricerca


- Un certo tipo di lavoro viene retribuito diversamente e i lavoratori hanno informazione
incompleta sulle opportunit salariali esistenti.
- E' razionale per il lavoratore investire risorse per scoprire quale impresa offre il salario pi
alto. Anche se la ricerca comporta un periodo di disoccupazione.

Per Alchian il tempo impiegato nella ricerca spiega anche la disoccupazione ciclica
- Il tempo di ricerca di un salario migliore la causa esclusiva della disoccupazione
- La ricerca meno efficiente per gli occupati perci conviene loro licenziarsi prima di
intraprenderla
- La disoccupazione ciclica keynesiana dipende dallo stesso motivo, i lavoratori si licenziano
perch non accettano una riduzione salariale, salvo a capire poi che l'esito negativo della
ricerca dovuto al mutare della congiuntura.

Negli Stati Uniti negli anni '70 la disoccupazione non dovuta alla mancanza di posti di
lavoro, ma alle caratteristiche del mercato del lavoro, ossia
- Non accetta impieghi poco attraenti e senza prospettive o
- Alterna volontariamente periodi di lavoro a periodi di disoccupazione grazie ai sussidi o le
minori imposte sul reddito che si pagano.

96

LEON WALRAS (1834-1910)


LA VITA

Il padre Antoine Auguste, amministratore di una scuola media superiore con una
inclinazione per gli studi economici, la madre figlia di un notaio.
Completa la sua istruzione preliminare a Caen e Douai.
E' impiegato alle ferrovie.
Coeditore con Say ad una rivista cooperativista Le Travail.
E' amministratore di una banca cooperativa che fallisce nel 1868.
Conferenziere a pagamento. Svolge lavori aggiuntivi come collaboratori a giornali ed
enciclopedie
Partecipa al convegno di Losanna dove enuncia i primi canoni neoclassici sul problema
della tassazione, in un contesto cOn persone aperte alle idee innovative
Si sposa nel 1869 dopo una lunga convivenza da cui erano nate due gemelle.
Tenta invano di avere una cattedra di economia in Francia ma gli sistematicamente
negata.
Nel 1870 ottiene l'incarico all'insegnamento all'Accademia e poi all'universit di Losanna
1871 ottiene a Losanna la cattedra di economia politica
1870 muore la prima moglie
dopo 5 anni si risposa
dalla morte della madre eredita una cospicua eredit che utilizza a pagare debiti contratti
a 58 anni si dimette dall'insegnamento per dedicarsi alla ricerca e favorire al contempo la
nomina a Pareto nella cattedra
Muore nel 1910
1874 Elementi di economia politica pura, la seconda parte viene pubblicata poi 3 anni
dopo 1877 e sino al 1900 usciranno ben 4 volumi. Il programma di ricerca prevedeva altri 2
volumi.

PRECURSORI

Tutti si fondano sull'interdipendenza tra settore della produzione o nel consumo:


- Quesnay, interrelazioni tra le varie parti che compongono il sistema economico.
- Cantillon, propone una rappresentazione del sistema economico basata sulle
interdipendenza tra classi sociali, settore economico.
- Turgot, per alcune metafore in cui parla dell'accostamento dell'equilibrio economico
generale all'equilibrio delle forze nella meccanica.
- Marx per gli schemi di riproduzione semplice e allargata
- Leontief, per una interdipendenza generale nella produzione nei settori.
97

INFLUENZE

Insard 81749-1803), scrive un Trattato della ricchezza in cui espone una teoria dei prezzi
relativo basata su un sistema di equazioni simultanee di scambio..
Il padre gli fornisce in substrato delle idee che poi egli svilupper. Il padre aveva parlkato di
valore derivato della scarsit, i numerario, della distinzione tra beni capitali ed i loro servizi,
della distinzione tra capitalista e imprenditore.

COME INTENDEVA STRUTTURALE L'ATTIVITA' DI STUDIO DELL'ECONOMIA

Leggi dello scambio, queste sono assimilate alla leggi naturali e costituiscono l'oggetto
dell'economia pura.
La produzione della ricchezza, tratta invece della divisione del lavoro e dell'organizzazione
industriale e costituisce l'oggetto dell'economia applicata.
Problemi della distribuzione, questi coinvolgono aspetti etici e sono oggetto dell'economia
sociale.

PARTI IN CUI SI DIVIDE IL TESTO DEGLI ELEMENTI DI ECONOMIA

Parte introduttiva, definizione di economia politica e sociale.


Teoria dello scambio tra due merci.
Teoria dello scambio nel caso di pi merci.
La produzione.
L'accumulazione del credito.
La moneta.
La crescita e la critica delle teorie precedenti ( Ricardo, Stuart Mill a proposito di prezzi,
rendita, salari e interesse.)
Monopolio e tasse.

Egli maggiormente da rilievo al sistema economico in cui vi l'affluenza di pi merci e bisogna


determinare l'equilibrio. ( vi arriva dopo aver analizzato il singolo mercato).

98

QUESTIONI METODOLOGICHE

Oggetto:
- L'economia politica ha per oggetto di procurare alla gente un reddito abbondante a allo
Stato un'entrata sufficiente. Bisogna distinguere il momento della individuazione delle
regole che governano il sistema economico, dal momento dell'utilizzo delle regole in vista
dei fini da raggiungere.

Differenze:
- Dicotomia tra scienza e arte.
- E' una scienza la teoria della ricchezza , cio del valore di scambio.
- E' un arte la teoria della produzione della ricchezza, cio dell'industria agricola,
manifatturiera e commerciale.

Distingue:
- l'economia politica pura o economia dello scambio simile alle scienze fisicomatematiche e utilizza il metodo del linguaggio matematico.
- l'economia politica applicata o teoria della produzione economica della ricchezza, o
dell'organizzazione dell'industria nella divisione del lavoro assimilabile a quello che oggi
si attribuisce alla politica economica.

REQUISITI DELL'ECONOMIA POLITICA

Non valutabilit delle premesse


Generalit dei risultati.

LA TEORIA DELLA FORMAZIONE DEI PREZZI NEL MERCATO CONCORRENZIALE

Mill, (ultimo degli economisti classici), nel funzionamento dei mercati, la teoria del valorelavoro assume un ruolo non trascurabile e pone in particolare l'accento sui fattori che
agiscono sul lato dell'offerta.
Jevons, il mercato un luogo ipotetico dove due scambisti operano lo scambio in funzione
dell'utilit.

99

ALTRI AUTORI

Walras, elabora la nozione di mercato globale, attraverso la quale il sistema dei prezzi pu
essere univocamente determinato a partire da quantit iniziali di risorse date.
Marshall, il processo di aggiustamento inizia dalla quantit e non dai prezzi.

WALRAS

Dimostra che in condizioni di concorrenza perfetta:


- E' possibile determinare un sistema di prezzi d'equilibrio che comporta l'eguaglianza tra
domanda ed offerta in tutti i mercati.
- E' possibile l'eguaglianza tra costo di produzione e prezzo di vendita per ciascun bene e
per ciascun imprenditore.

L'EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

Come si procede:
- Prima occorre individuare il comportamento dei soggetti e dei vincoli esistenti in natura..
- Poi si indagano le forze che determinano i particolari assetti della produzione e dello
scambio.
- Infine, si individuano le configurazioni che il sistema avrebbe assunto inseguito alle
interrelazioni di queste forze e all'assenza di interventi esterni.

OBIETTIVO DELL'EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

Determinare il odo in cui il mercato concorrenziale, date certe ipotesi, perviene a un


sistema di prezzi che consenta a tutti i soggetti la massimizzazione dei proprio obiettivi.

IPOTESI

L'insieme degli scambi ha ad oggetto la ricchezza sociale, ossia la somma delle cose
materiale e immateriali che hanno un prezzo perch sono rare.
I soggetti presenti nel mercato sono:
- da un lato i proprietari fondiari, i lavoratori e i capitalisti,
100

- dall'altro, gli imprenditori, il cui scopo la realizzazione dio un profitto mediate la


trasformazione dei servizi produttivi in prodotti.

I soggetti operano in un mercato perfettamente concorrenziale.

ALTRE IPOTESI

Le transazioni tra i soggetti si svolgono su 3 mercati ideali:


- il mercato dei servizi,
- il mercato dei prodotti,
- il mercato dei capitali nuovi.

In condizioni di equilibrio:
- vi una compatibilit tra il massimo vantaggio per tutti i soggetti ( condizione soggettiva)
- e la condizione che in ogni mercato la domanda sia uguale all'offerta ( condizione
oggettiva).

CRITERIO LOGICO CON CUI AVVIENE L'EQUILIBRIO

Punto di partenza
Fase intermedia
Posizione finale

PUNTO DI PARTENZA

I soggetti detentori delle tre specie di capitali originali vendono i servizi di questi capitali
agli imprenditori.
Gli imprenditori disporranno dei fattori della produzione che immetteranno in processi
produttivi a tecnologia data.

101

FASE INTERMEDIA

Al compimento dei processi produttivi, gli imprenditori si ripresentano su mercato come


venditori dei prodotti e ritrovano gli stessi soggetti dai quali avevano acquistato i servizi dei
capitali originari.
Proprietari fondiari, capitalisti e lavoratori consumano i prodotti ricevuti e acquisiscono, in
quanto risparmiatori, i capitali nuovi.

POSIZIONE FINALE

I redditi sono consumati e si ritrovano sulla scena le tre forme di capitali originari, pi i
nuovi capitali creati durante il processo produttivo.
Si pu iniziare una nuova produzione che sar comunque diversa dalla precedente per la
diversa disposizione dei capitali iniziali.

SULLA FORMAZIONE DEI PREZZI CHE NE CONSEGUE

Walras per meglio puntualizzare il meccanismo di formazione dei prezzi si riferisce al


mercato dei titoli ce si svolge in borsa e lo estende a tutti i mercati.
In borsa sono presenti per ciascun titolo i
- compratori, che hanno ordini di acquisto entro una fascia di prezzi
- venditori, che hanno ordini di vendita entro una fascia di prezzi e,
- un banditore intermedio che grida i prezzi di offerta e domanda.

SUPPOSTO CHE:

tutti i mercati siano di borsa


tutte e contrattazione, in tutti i mercati, abbiano luogo prima dell'effettuazione degli
scambi
esista un medio circolante con cui effettuare le transazioni

102

SI AVRA' LA SEGUENTE SITUAZIONE:

il banditore grida una serie di prezzi arbitrari,


i soggetti li assumono come dati e , in funzione delle proprie scale di preferenze e dal
calcolo di bilancio, mandano o offrono quantitativi di merci,
essendo i prezzi gridati arbitrari, e non si verifica l'uguaglianza tra domanda e offerta
bisogner gridare una serie di prezzi diversi,
mediante successivi aggiustamenti il banditore formuler quella serie di prezzi........

PROPRIETA' DEI PREZZI DI EQUILIBRIO

Coordinano le decisioni individuali


Mettono in equilibrio i vari mercati
forniscono informazioni sulla scarsit delle risorse, sui gusti e sul potere d'acquisto degli
agenti
costituiscono incentivi all'operare dei singoli

CONCLUSIONE

E' una teoria essenzialmente matematica perch:


- spiega la condizione di utilit massima
- il tutto rappresentato anche mediate un sistema di equazioni
- in cui l'eguaglianza tra il numero delle incognite e al numero delle equazioni nn
sufficiente per garantire al sistema soluzioni economicamente significative.

L'equilibrio lo si pu ottenere mediante l'eguaglianza della condizione soggettiva con quella


oggettiva e comunque uguagliando il saggio marginale di sostituzione nella produzione col
saggio marginale di trasformazione nel consumo.
Saggio marginale di trasformazione: un'equivalenza tecnologica che indica lo
spostamento risorse da un'attivit produttiva all'altra.
Saggio marginale di sostituzione: tra 2 beni qualsiasi, indica quale quantit addizionale di
un certo bene occorrerebbe avere, in corrispondenza della perdita di una quantit di un
altro bene qualsiasi, affinch la soddisfazione del consumatore rimanga immutata.

103

QUESTIONI LASCIATE APERTE DALLA TEORIA DELL'EQUILIBRIO

La teoria di Walras logicamente coerente in ogni sua parte tranne in una.


Irrealt dell'ipotesi concorrenziale.
Questione dello sviluppo.

LA TEORIA DI WALRAS E' LOGICAMENTE COERENTE IN OGNI SUA PARTE TRANNE IN UNA

e' soddisfacente la teoria del capitale


- non possibile far coincidere i saggi di rendimento dei vari capitali con l'unico saggio di
interesse presente sul mercato
- altrimenti si dovrebbe smentire che le quantit dei capitali siano date.

IRREALTA' DELL'IPOTESI CONCORRENZIALE

Concorrenza monopolistica
oligopolio
monopolio
concorrenza imperfetta

QUESTIONE DELLO SVILUPPO

L'equilibrio presuppone che le tecniche di produzione, i gusti, le preferenze sei


consumatori siano date e immodificabili.
Una configurazione del genere p destinata a raggiungere prima i poi lo stato stazionario.

104

I PIONIERI DELLA MACROECONOMIA


Irving Fisher (1867-1947) : valutazione e interesse
Joseph Alois Shumpeter (1883-1850) : sviluppo economico

IRVING FISHER (1867-1947)

Nasce a New York


Studia all'Universit di Yale
Dal 1892 al 1895 insegna matematica all'universit di Yale con un intervallo negli anni
1893-94 per un soggiorno in Europa (Berlino, Parigi)
1895-1935 insegna economia sempre a Yale
Partecipa al movimento pacifista e si manifesta favorevole per il miglioramento delle
condizioni sanitarie

OPERE

1892 Indagini matematiche sulla teoria del valore e dei prezzi


1906 La natura del capitale e dell'interesse
1907 Il saggio d'interesse
1911 Il potere d'acquisto della moneta
1922 - La costruzione dei numeri indice
1928- Lillusione monetaria
1930- La teoria dellinteresse

CONSIDERAZIONI SUL SUO PENSIERO

Utilizza, a fini espositivi, una concezione cardinale dell'utilit


Propone una teoria dell'equilibrio del consumatore basata sull'utilit ordinale anticipando
Pareto ( che succede a Walras alla scuola di Losanna)
Per l'equilibrio tiene conto dell'inclinazione delle curve di indifferenza che devono essere
convesse e intersecate dalla retta di bilancio
Dal modello di equilibrio ricava la teoria dell'interesse dal confronto fra il tasso di
preferenza intertemporale dei soggetti economici e il tasso marginale di sostituzione
temporale dal lato della produzione
105

Ipotizza un sistema di tassi d'interesse quanti sono le merci collegate fra loro e al tasso
d'interesse monetario mediante le variazioni attese dei prezzi relativi
Per la soluzione dell'equazioni di scambio si guada al livello dei prezzi e all'offerta di
moneta tenendo conto delle seguenti ipotesi:
- Indipendenza della velocit di circolazione
- Indipendenza del volume degli scambio dall'ammontare di moneta in circolazione
- Dipendenza dalla moneta in circolazione dalle decisioni dell'autorit monetaria

EQUILIBRIO PARZIALE

Si riferisce al mercato in cui si determina il saggio d0interesse


i determinato da un principio psicologico e uno tecnologico
Il principio psicologico (impazienza)evidenzia la sottostima del futuro rispetto al presente
da parte del soggetto economico normale
Il principio tecnologico sostiene che ad ogni soggetto sono aperte pi possibilit di reddito,
pi flussi di reddito che si estendono nel futuro
Il soggetto destina le proprie risorse a quell'impiego cui corrisponde il flusso di reddito
avente massimo valore attuale calcolato al saggio d'interesse di mercato
Saggio d'interesse di mercato in posizioni d'equilibrio dato congiuntamente dalle
possibilit tecnologiche aperte a ciascun soggetto per ci che riguarda l'uso delle risorse e
da saggio di preferenze di ciascuno

TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA

MV = PQ i flussi monetari che passano da una mano all'altra hanno lo stesso valore dei
flussi di beni e servizi che si muovono in senso opposto
dove :
- M = offerta di moneta
- V = velocit di circolazione (numero di volete in cui la moneta cambia di mano nell'unit
di tempo)
- PQ = valore delle merci scambiate nella stessa unit di tempo.

106

JOHN MAYNARD KEYNES (1883-1946)


Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta

VITA

Formazione
- Nasce a Cambridege nel 1883, suo padre era professore di logica ed economia politica a
Cambridge e amico di Marshall
- A Eton frequenta le secondarie superiori poi al King's college di Cambridge studia
matematica e lettere classiche e si laurea nel 1906 a pieni voti in matematica

IMPEGNO

1908 lettore di economia al King's College di Cambridge con uno stipendio pagatogli da
Pigou
1909 Fellowship al King's College di Cambridge e comincia a insegnare economia
1911 Direttore dell Economic Journal
1913 Segretario della Royal economic Society dove rimarr per 30 anni
1915- 18 durante il primo conflitto lavora al Ministero del Tesoro
1919 nella delegazione inglese alla conferenza di pace di Versailles; riprende
l'insegnamento di economia e collabora all' Economic Journal
1923 Presidente di una societ di assicurazioni
1924 _ Tesoriere del King's College di Cambridge
1925 Sposa la ballerina russa Lydia Lopokova
1933 Inaugura a Cambridge l' Arts Theatre , interamente rinnovato con il suo denaro,
dove la moglie prima ballerina
1937 primo attacco di cuore che lo porter alla morte nel 1946 dopo i secondo attacco
1940 Cancelliere dello scacchiere
1941 Lord- Barone di Tilton
1944 Conferenza di Bretton Woods
Partecipa a varie associazioni culturali tra cui Discussion Society e gli Apostoli
L'interesse per l'economia si manifesta intorno al 1905 leggendo Jevons e altre opere e
seguendo i corsi di Marshal e Pigou.

PARTECIPAZIONI

Societ segreta degli Apostoli (obiettivo ricerca della verit )si trova insieme a Russell,
Virginia Woolf, Vanessa Bell
Circolo di Bloomsburry insieme a Virginia Woolf e vanessa Bell

107

LE OPERE

Tre fasi storiche cui corrispondono 3 stadi del lavoro:


- Prima fase

dai primi decenni del XX sec. al crollo del 1929 di Wall


Street, ossia dal Trattato sul sistema monetario e
finanziario indiano (1913) alla fine degli anni 20

- Seconda fase:

dalla crisi del '29 allo scoppio della seconda guerra


mondiale. Anni della Grande depressione. Dal Trattato
della moneta (1930) alla Teoria generale (1936)

periodo in cui i programmi economici che scaturiscono


dopo la seconda guerra mondiale impongono lassetto
delle relazioni economiche internazionali. Come pagare la
guerra e considerazioni sui nuovi assetti internazionali
(1940)

-Terza fase:

OPERE

1913 Moneta e finanza in India


1919 Le conseguenze economiche della pace
1921 Trattato sulle probabilit
1923 Trattato sulla riforma monetaria
1926- La fine del laissez faire (pamphlet)
1930- Trattato sulla moneta
1936- Teoria generale delloccupazione, interesse e moneta
1937- Teorie alternative del saggio dinteresse e La teoria generale delloccupazione
1940- Come finanziare la guerra

CONTABILITA' NAZIONALE

PNL = prodotto nazionale lordo


RNL = reddito nazionale lordo
108

il PNL = costituito dalla somma di beni e servizi finali prodotti in un paese in un dato
periodo di tempo, che di solito l'anno.
Essendo bene eterogenei la loro somma pu essere ottenuta solo moltiplicando le quantit
prodotte di beni e servizi per il rispettivo prezzo e poi addizionandole
Il RNL costituito dalla somma di tutti i redditi ( salari, profitti, interessi, rendite ) percepite
dagli individui nell'anno considerato ed sempre uguale al PNL
PNL = C + I + E

TEORIA PRE -KEYNESIANA DELL'OCCUPAZIONE

Domanda e offerta globale sono rispettivamente la domanda e l'offerta di tutti i beni e


servizi esistenti nel sistema economico
Se la D > O il prezzo aumenta
Se la D < O il prezzo diminuisce

Si ha equilibrio macroeconomico quando D e O globali si uguagliano. In questa situazione la


quantit di beni e servizi ( finali) prodotti costituiscono il reddito nazionale potenziale di
equilibrio ossia il reddito addizionale effettivamente prodotto
Invece il reddito nazionale potenziale ( o di piena occupazione ) si ottiene quando tutte le
risorse esistenti sono pienamente impiegate
Il reddito nazionale di equilibrio sempre uguale al quello potenziale?
Se il reddito effettivo inferiore a quello potenziale si ha l'equilibrio di sottoccupazione
perch la domanda e l'offerta globali sono uguali, ma di sottoccupazione perch vi sono
fattori della produzione non utilizzati
Per gli economisti pre-keynesiani il reddito di equilibrio sempre uguale a quello
potenziale per un meccanismo che opera attraverso il mercato del lavoro. La flessibilit dei
prezzi e dei salari porta sempre automaticamente il sistema economico alla piena
occupazione

TEORIA KEYNESIANA DELL'OCCUPAZIONE

Come spiegare la disoccupazione dei paesi industrializzati negli anni della Grande Crisi, in
cui le imprese non riuscivano a vendere le merci prodotte, diminuivano la produzione e gli
investimenti e licenziavano gli operai?
Keynes sostiene:
- I salari non sono flessibili all'ingi, perch i sindacati non li fanno scendere oltre un certo
livello minimo accettabile
- anche se i salari potessero scendere, la piena occupazione non viene raggiunta per una
diminuzione della domanda dei beni di consumo da parte dei lavoratori

109

- bisogna analizzare il comportamento dell'impresa


Se D>O , e vi sono macchine inutilizzate lavoratori disoccupati l'impresa non aumenta il
prezzo del bene, ma estende la produzione per soddisfare una maggiore domanda. Se
l'economia in piena occupazione allora non potendo espandere la produzione aumenta il
prezzo

In una situazione di sottoccupazione il livello di offerta globale ( cio la produzione, il


reddito nazionale effettivo) determinato dal livello della domanda globale.
Quali fattori che determinano la domanda globale? Non certo i prezzi che nella
sottoccupazione non variano. Si ricorre allora al moltiplicatore del reddito
- attraverso il processo moltiplicativo che deriva da un atto iniziale d'investimento si
perviene a un aumento di reddito e di occupazione maggiore di quello creato
dall'investimento iniziale.

Il redito e l'occupazioni generati dal processo produttivo saranno tanto maggiori quanto
maggiore la parte del reddito destinata al consumo dei soggetti che ricevono questo
nuovo reddito
i soggetto che ricevono reddito in parte lo consumano in parte lo risparmiano
la parte di nuovo reddito creato che viene destinato al consumo prende il nome di
propensione marginale al consumo
- ossia il rapporto tra l'incremento del consumo ( dell'intero paese) e l'incremento del
reddito nazionale

fattori che determinato il RN effettivo: gli investimenti compiuti e le propensione


marginale al consumo della collettivit
investimenti e propensioni marginale al consumo sono tali da far si che il RN effettivo sia
uguale a quello potenziale? Cio tale da assicurare la piena occupazione?
Keynes sostiene :
- solitamente il reddito effettivo inferiore a quello potenziale perch gli investimenti
dipendono dalle aspettative delle imprese riguardo la domanda di mercato e i profitti e dal
tasso d'interesse

In definitiva, per Keynes, i paesi fortemente industrializzati, in cui gli individui hanno un
elevato reddito, hanno una tendenza ad avere disoccupazione, a ristagnare in un equilibrio
di sottoccupazione.

TEORIA KEYNESIANA DELLA DOMANDA DI MONETA

L'aumento della quantit di moneta non si traduce necessariamente in un aumento della D


come sostiene la teoria quantitativa
Perch ci sono altri momenti che spingono i soggetti a detenere moneta piuttosto che
obbligazioni e azioni?
110

- movente transazionale
- movente precauzionale
- movente speculativo

La D di moneta per scopi transattivi o scopi precauzionali dipende dal livello del reddito del
soggetto
La D di moneta per scopi speculativi dipende dal tasso d'interesse ( tasso di rendimento
delle obbligazioni)
La D per scopi T e P aumenta al crescere del reddito, la D per scopi speculativi aumenta al
diminuire del tasso d'interesse.
Un'obbligazione frutta un reddito fisso, un aumento del prezzo dell'obbligazione determina
una diminuzione del suo saggio di rendimento ossia del saggio d'interesse
viceversa la diminuzione del prezzo di un obbligazione determina un aumento del saggio
d'interesse
se il prezzo delle obbligazioni alto e quindi l'interesse basso individui vendono i titoli
se il prezzo delle obbligazioni basso e l'interesse alto gli individui acquistano i titoli
Per Keynes il tasso d'interesse non scender mai al di sotto del % perch altrimenti scatta
la trappola della liquidit.
Il tasso di rendimento e il premio per la rinuncia dell'individuo a detenere il proprio reddito
sotto forma liquida.
la moneta ha non solo la funzione di intermediaria degli scambi ma anche riserva di
valore e di liquidit.

LA DISOCCUPAZIONE

Nella teoRia generale Keynes


- spiega la persistenza durevole di un tasso di disoccupazione rilevante
- confuta la teoria classica della disoccupazione volontaria

IL MODELLO DELLA TEORIA GENERALE

Keynes fa macroeconomia
Le variabili keynesiane sono aggregate
- reddito nazionale
- tutto il consumo della collettivit
- offerta di tutte le unit produttive
111

- domanda di moneta di tutti gli agenti, ecc

Suppone che in economia esiste un unico bne, il PN, e quindi un unic prezzo
un modello statico
un modello di breve periodo
l'uguaglianza

TEORIA GENERALE DELL'OCCUPAZIONE

Si fonda sui seguenti enunciati:


- la prospettiva macroeconomica la rappresentazione d'insieme dell'economia attraverso
la nozione di mercato e di equilibrio
- la legge di Say...

L'occupazione determinata dal livello di produzione


Il salario reale determinato dal livello di occupazione
I volumi di occupazione possono stabilizzarsi al livello corrispondente ad una situazione di
equilibrio sul mercato dei beni

IL MERCATO DEL LAVORO

Keynes non l'esamina allo stesso modo degli altri mercati perch
- il contratto tra datori di lavoro e lavoratori dipendenti riguarda i salari nominali tenuti al
ribasso- e non i salari reali
- il livello di occupazione determinato non dalle condizioni di equilibrio del mercato del
lavoro...

LA POLITiCA ECONOMICA

Il ruolo di ogni politica economica stimolare: consumo e investimenti


Nel sistema economico non esiste un meccanismo automatico che assicuri la piena
occupazione, perci, per garantir a tutti un lavoro, necessario un intervento dello stato
- accresce il volume degli investimenti
- la propensione marginale al consumo
112

l'aumento di questi 2 fattori, attraverso il moltiplicatore, far crescere i reddito nazionale e


l'occupazione
La propensione marginale al consumo aumenta se:
- diminuiscono le imposte che gravano sui consumi
- si ridistribuisce il reddito mediante un'imposizione progressiva
- si espandono i consumi pubblici ( spese, istruzione, sanit)

gli investimenti possono aumentare perch si:


- stimolano gli investimenti privati migliorando le aspettative degli imprenditori
- aumentano le commesse pubbliche alle imprese private
- riduce il costo del credito o le imposte per le imprese
- realizza direttamente investimenti in opere pubbliche

Per Keynes la misura fondamentale per raggiungere la piena occupazione consiste nella
realizzazione di investimenti pubblici
l'intervento pubblico si coglie nelle seguenti politiche:
- la politica di redistribuzione
-

LA POLITICA DI REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI

la crescita dei consumi induce gli operatori economici ad una politica di redistribuzione dei
redditi in favore dei pi poveri perch questi hanno una tendenza a consumare molto pi
elevata
questo principio ha ispirato le riforme fiscali degli anni 40 e 50 negli paesi occidentali

LA POLITICA MONETARIA

L'abbassamento del tasso d'interesse mediante misure di politica monetaria


(principalmente con l'intento sul mercato monetario) desinato, simultaneamente a
realizzare l'eutanasia dei redditiere e stimolare l'investimento abbassando la soglia
dell'efficacia marginale del capitale
Propone le riforma del sistema monetari internazionale
- perci critica il sistema monetario aureo
113

- alla conferenza di Bretton Woods sugger di creare una nuova forma di ancoraggio delle
monete chiamato Bancor ( uno moneta emessa dalla Banca delle Banche centrali tale
da escludere il ruolo preminente della politica monetaria degli USA, una sorta di Onu delle
monete)
- creare una camera di compensazione incaricata di gestire le operazioni di credito tra le
banche centrali

LA POLITICA DEI GRANDI LAVORI

Grande importanza della spesa pubblica il cui finanziamento garantito dal prestito
pubblico, ossia il deficit spending

LA DOMANDA EFFETTIVA

Il livello di occupazione, che determinato dal livello della D effettiva in un periodo dato,
non coincide inevitabilmente con il reddito globale distribuito durante il processo di
produzione
infatti, possibile che il reddito globale non sia del tutto speso, cosa che rende la D
effettiva insufficiente per mantiene un livello di occupazione sufficiente
Rilevante allora analizzare i due fattori determinanti della domanda globale: consumi e
investimenti
la funzione del consumo caratterizzata per Keynes da una legge psicologica: quando il
reddito cresce, cresce anche il consumo, ma in misura inferiore
Nelle societ moderne, la tendenza marginale a consumare degli operatori sempre
inferiore a 1

LA PROPENSIONE ALL'INVESTIMENTO

L'investimento dipende in parte dalle aspettative degli imprenditori nel futuro


dell'economia per la restante parte dell'efficacia marginale del capitale, come valorizzato
dagli stessi imprenditori
La decisione dellinvestimento dipende dal rapporto tra il tasso dinteresse del mercato e
lefficacia marginale del capitale, ed il suo volume

RELAZIONE RISPARMIO- INVESTIMENTO

Per Keynes l'atto di risparmiare e l'atto di investire sono indipendenti


114

il tasso d'interesse del mercato, variabile puramente finanziaria, non garantisce


l'adeguamento tra il risparmio e l'investimento, ma uguaglia soltanto la O e la D di valuta
liquida

L'ECONOMIA MONETARIA KEYNESIANA

L'economia pensata da Keynes come economia monetaria di produzione, per i classici


invece come economia reale di scambio
Ne consegue che per Keynes:
- determinante il ruolo delle previsioni degli operatori economici
- determinate la preferenza degli operatori per la liquidit

Per spiegare allora l'aumento della domanda di moneta ricorre oltre alle ragioni classiche
di transazione di precauzione anche alla regione di speculazione.

115

MILTON FRIEDMAN (1912-2006)

Fu nobel per l'economia nel 1976 perch:


- contribu a una migliore comprensione della teoria del consumo
- contribu alle politiche di stabilizzazione macroeconomiche
- cultore della storia della moneta

Fondatore della scuola monetarista: cio la dottrina secondo cui l'inflazione pu essere
controllata attraverso la leva monetaria.

BIOGRAFIA

Nasce a Brooklyn da ebrei poverissimi immigrati dall'Europa orientale.


Studia all'universit di Rutgers, Chicago, e Columbia
Partecipa a progetti di ricerca, alcuni con orientamento statistico
Durante la guerra,come economista, lavora al tesoro, nel servizio studi sul fisco, e poi come
statistico i un gruppo di studio del governo americano
Nel 1946 consegue il PhD alla Columbia University.
Dal 1946 al 1976 ricopre la cattedra di professore emerito di economia all'Universit di
Chicago succedendo a Viner.
Nel 1947 d vita alla Mont Plerin Society associazione che aggrega studiosi liberisti e
prende il nome dalla localit svizzera in cui si sono dati appuntamento gli economisti la
prima volta. Della stessa stato presidente dal 1970 al 1972.
1967 presidente della American Economic Association
Senior Rearch Fellow presso l'Hoover Institution dell'universiot di Standford
Consigliere economico di Nixon e Regan.
Giornalista economico.
1973 in Italia in convalescenza dopo un'operazione a cuore aperto
1976 riceve il nobel per l'economia
Muore per infarto cardiaco il 16 novembre 2006 a San Francisco all'et di 94 anni

IL METODO

Negli anni '60 l'economia non aveva ancora il grado di formalizzazione e la cura
metodologica che la caratterizza oggi
L'economia, proprio per il suo rigore alla filosofia, era considerata un branca della filosofia
politica piuttosto che una scienza
Freidman definisce un metodo rigoroso e scientifico diverso rispetto a quello che
caratterizza le scienze pure coma la fisica, ma basato sugli stessi principi.
116

OPERE

I primi lavori del 1953 sono sull'economia positiva e sulla curva di domanda di Marshall
1956 Studi sulla teoria quantitativa della moneta
1962 Capitalismo e libert
1963 Storia monetaria degli Stati Uniti 1861 1969. In questi lavora studia gli effetti di una
variazione della quantit di moneta sul reddito nazionale, sui prezzi e sul prodotto nonch
le implicazioni di politica economica sia per l'economia chiusa che aperta
1990 Liberi di scegliere scritta a quattro mani con la moglie Rose, da cui fu tratta una
serie televisiva e
Due persone fortunate

CONTRIBUTI ALLA TEORIA ECONOMICA

Si rilevano nei sui studi contributi:


- Sulla teoria quantitativa della moneta
- sulla teoria del consumo e
- sul ruolo e l'inefficacia della curva di Phillips nel lungo periodo

di particolare interesse la sua teoria del reddito permanente, secondo cui le scelte di
consumo individuale tengono conto non solo del reddito attuale ma anche del reddito che
si pensa di avere nel futuro
latri contributi riguardano le politiche monetarie moderne, di controllo dell'andamento dei
prezzi, del tasso d'interesse e della quantit di moneta da parte di un ente indipendente, la
Banca Centrale.

LA TEORIA POLITICA

Per Friedman la libert economica e quella politica sono inscindibili, anche se la prima
precede la seconda.
Senza diritti individuali, l'uomo non pu essere libero di commerciare; d'altro canto ,
privato di tutti i mezzi di produzione, l'uomo non sarebbe pi in grado di scegliere n di
contestare il suo governo.
Solo con la privatizzazione dei mezzi di produzione, i cittadini di uno stato saranno in
grado di contestare e sostituire pacificamente il loro governo.
Friedman non intese mai giungere all'anarchia .

117

CRITICA LO STATALISMO

Perch comporta:
- la redistribuzione del reddito
- interventismo contro trust e monopoli naturali
- la propriet pubblica di aziende produttrici di beni e servizi
- la previdenza sociale nazionale
- il controllo diretto di scuole e universit
- la protezione di corporazione e ordini professionali
- le leggi anti-discriminazione e
- la lava nazionale per il servizio civile e militare

Gli argomenti che usa per demolire queste istituzioni dello stalinismo sono eminentemente
economici, dimostrando, caso per caso, come l'interventismo dello stato risulta molto pi
costoso e inefficiente rispetto al libero mercato.

SUL SISTEMA FISCALE

Dimostra che la redistribuzione del reddito non serva affatto ad agevolare la vita dei ceti
meno abbienti
Egli teorizza e propone attivamente la flat tax: un unica aliquota uguale per tutti i redditi
Rileva che i servizi sociale vanno pi a beneficio dei politici e dei loro clienti che non dei
beneficiari teorici
Osserva che l'interventismo statale contro i monopoli naturali pi utile alle aziende
protette dallo stato che non ai consumatori
Puntualizza che per migliorare la qualit dell'offerta e rendere i servizi pi accessibili per i
consumatori non serve affatto proteggere ordini professionali e corporazioni: il sistema
delle licenze non faceva altro che chiudere la competizione e alzare i prezzi, creando caste
privilegiate e posizioni di rendita intoccabili.
un acceso sostenitore dell'abolizione del sistema delle licenze e della completa
liberalizzazione dei servizi.

IL PENSIERO POLITICO

Il testo pi importante: Capitalismo e libert del 1962

118

Sono stati oggetti di controversie i suoi rapporti con i regimi dittatoriali di Augustu
Pinochet in Cile. Pinochet intraprese una serie di riforme economiche di stampo liberista
che seguivano gli orientamenti di Friedman. Diversi economisti suoi allievi consigliarono il
generale nellattuazione di queste riforme, e lo stesso Friedman nel 1975 indirizz allo
stesso Pinochet una lettera raccomandandogli un programma economico conforme alle
proprie teorie

RIFORMULAZIONE DELLA TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA

Friedman perviene alla riformulazione della teoria quantitativa della moneta criticando
l'uso della politica fiscale e della spesa pubblica. Strumenti questi utilizzati per sostenere la
domanda aggregata e il reddito
La teoria quantitativa per Friedman va interpretata come modello di domanda di moneta
perci la spiegazione delle variazioni del livello dei prezzi (inflazione) necessita di una teoria
del reddito oltre che una teoria dellofferta di moneta
Friedman riformula la teoria della domanda e la fa dipendere
- dai tassi d'interesse
- dal tasso del rendimento delle azioni
- dal tasso d'inflazione nonch
- dalla ricchezza degli agenti economici e da altre variabili strutturali

Questo modo di procede ha fatto si che la teoria quantitativa della moneta fosse simile al
modello Keynesiano della domanda di moneta
Afferma che la domanda di moneta molto stabile, e conseguentemente si ha la stabilit
della velocit di circolazione della moneta
Per Freidman lo stimolo all'economia, derivante dalla politica monetaria, sarebbe pi
efficiente dell'intervento sulla domanda aggregata perch si svilupperebbe sul
moltiplicatore monetario che quantitativamente pi significativo

LA TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA

Interpreta la teoria quantitativa come una teoria della domanda di moneta formulata da
famiglie e imprese
La domanda di moneta scritta :
M^d= f(Yp, rb,re, rm, )

Dove M^d la moneta domandata in termini reali, le r stanno per i returns ossia i
rendimenti nominali di : obbligazioni, azioni e della moneta. Yp il reddito, linflazione
attesa
119

La domanda di moneta era per Friedman sostanzialmente stabile, soggetta a cambiare in


funzione di solo poche variabili.
Con una D di moneta stabile, anche la velocit di circolazione di fatto stabile e soggetta a
cambiare solo in conseguenza delle variazioni della domanda di moneta
Significa che c una relazione fondamentalmente stabile tra l'attivit economica e la
massa monetaria
dunque la moneta non pu influenzare la produzione nel lungo periodo, ma il fattore
fondamentale per capire la dinamica dei prezzi
E necessario quindi un tasso si crescita della massa monetaria prefissato e stimato in base
alle previsioni di crescita delleconomia reale
Secondo Friedman l'inflazione solo un fenomeno monetario e non utile nel lungo
periodo per ridurre la disoccupazione
la sua regola di politica monetaria, incentrata nel conseguimento del controllo della
crescita della massa monetaria, stata utilizzata della Federal Reserve System negli Stati
Uniti e anche nella Banca Centrale Europea (BCE)

CURVA DI PHILLIPS

Elaborata nel 1958 descrive una correlazione inversa tra redditi monetari e disoccupazione
in Gran Bretagna dalla met del XIX alla met del XX secolo
Ossia al crescere dei redditi monetari si era storicamente osservata una diminuzione della
disoccupazione, mentre al diminuire dei redditi monetari si era storicamente osservata una
diminuzione della disoccupazione, mentre al diminuire dei redditi monetari si era osservato
un aumento della disoccupazione
La curva utilizzata per sostenere la correlazione inversa tra inflazione e disoccupazione, e
la necessit di tollerare spinte inflazionistiche per ridurre la disoccupazione interna

FRIEDMAN SULLA CURVA DI PHILLIPS

Egli nega che tra inflazione e occupazione ci sia correlazione permanente


una correlazione inversa tra inflazione e disoccupazione come quella descritta dalla curva
di Phillips pu funzionare nel breve periodo, se si ragiona in termini di salari monetari
Cio al diminuire di una variabile cresce laltra e la curva inclinata negativamente
Nel lungo periodo, ci che conta sono i salari reali, la curva di P deve tener conto del fatto
che il tasso d'inflazione atteso si modifica nel tempo
Ogni tentativo di ridurre la disoccupazione attraverso manovre espansive e accettando un
tasso dinflazione pi alto ha un effetto solo temporaneo
Effetto solo temporaneo perch
- gli agenti economici si accorgono presto di doversi aspettare un tasso di inflazione
maggiore di prima

i salari monetari dunque salgono

120

FRIEDMAN FILOSOFO

Segue le norme di Hayek, grande padre del liberalismo classico, evidenziando i limiti di una
visione socialista dell'economia, l'impossibilit di conseguire le promesse fatte dall'utopia
collettivista , i rischi intrinseci di una maggior presenza dello stato nella vita pubblica e i
problemi che potevano nascere da una tale concentrazione di potere e dalla scarsa
informazione a disposizione dei governanti
La filosofia di Freidman si fonda sulla centralit dellindividuo e della sua libert, dalla
necessit di permettere ad ognuno di soddisfare i propri bisogni e la spiegazione di come
questo potesse avvenire non attraverso lintervento pubblico ma attraverso le forze del
mercato e dellinterazione volontaria tra individui
rileva l'alto costo.....
anche in questo caso, il suo contributo soprattutto economico : dimostrando che un
esercito reclutato con l'obbligo e con la minaccia era tanto costoso quanto inefficiente
i fatti gli diedero ragione: la crisi in cui entrarono le forze armate americane dopo la guerra
del Vietnam fu risolta solo con una riforma delle esercito su base professionale negli anni
'70 e '80
a favore di un programma di buoni che lascerebbe allo stato il solodio controllo
dell'istruzione
perci si deduce che Friedman uno statista in quanto sostiene che lo stato deve
controllare:
- la riserva monetaria
- il sistema educativo
- ed il reddito annuale garantito

121

LA MICROECONOMIA
Ricchezza, benessere e costi.
La teoria dell'impresa
Critica e declino della teoria dell'utilit

ARTHUR CECIL PIGOU

Diatriba con Keynes sulla teoria dell'occupazione


- Pigou aveva scritto La teoria della disoccupazione 1933
- 1950 La teoria generale di Keynes: un'analisi retrospettiva

Apporto all'economia del benessere


- 1912 Ricchezza e benessere
- 1920 L'economia del benessere
- 1927 Fluttuazioni industriali
- 1928 uno studio di finanza pubblica

RICCHEZZA E BENESSERE

Il reddito nazionale alla base del benessere


Il benessere sarebbe cresciuto se:
- il reddito nazionale pro capite fosse cresciuto
- fosse cresciuto il reddito nazionale destinato ai poveri
- sia il RN sia la quota destinata ai poveri non fluttuassero eccessivamente.

122

IL BENESSERE

Pigou:
- Ha un approccio marginalistico e abbandona il concetto Marshalliano i sovrappi dei
consumatori
- ratta il benessere in termini di produzione e distribuzione della ricchezza, o dividendo
nazionale
- Distingue la ricchezza dal benessere
- La definizione di benessere essenzialmente utilitaristica, infatti:
Il benessere economico dato dalla differenza tra le soddisfazioni derivate dall'uso del
dividendo nazionale, e la quantit di soddisfazioni negative che sono occorse per
formularlo

Interpreta il benessere come una condizione umana di tipo soggettivo che pu essere
misurata in termini monetari
Il benessere avrebbe avuto la controparte nel R.N. I cui incrementi o decrementi si
sarebbero ottenuti con politiche fiscali e tali da incidere sul benessere stesso
Nella sua analisi del benessere confida sia sulla possibilit di operare confronti
interpersonali sia sull'ipotesi di misurabilit e di additivit dell'utilit

ESTERNALITA'

Una esternalit si verifica quando: una persona A, nel rendere un determinato servizio a
una seconda persona B, rende anche incidentalmente dei servizi o dei disservizi ad altre
persone (le quali non producono servizi simili) e di tal tipo da impedire che qualsiasi
pagamento possa essere fatto dalle persona beneficiate, o esatto per conto delle persone
danneggiate

123

PIETRO SRAFFA
TORINO, 5 AGOSTO 1898- CAMBRIDGE 3 SETTEMBRE 1983

E' stato un'economista italiano


Nasce a Torino il 5 agosto 1898, il padre era professore di diritto commerciale e rettore
della Bocconi
Segue i trasferimenti del padre da una sede a un altra e studia a Parma, Milano, Torino,
dove frequenta il classico e la facolt di giurisprudenza
1920 si laurea con una tesi su :Influenza monetaria in Italia durante e dopo la guerra,
relatore Luigi Einaudi, la tesi sar pubblicata
I suoi interessi spaziano dalla politica alle questioni di economia applicata e in particolare
all'economia monetaria
nel 1923 nominato professore incaricato di economia e scienze delle finanze a
giurisprudenza di Perugia
tra il 1928 e il 1930 all'Universit di Cambridge e tiene dei corsi sui sistemi finanziario
italiano e tedesco e altri corsi sulla teoria del valore
Maggio 1919 incontra all'universit di Torino Gramsci

I PROBLEMI MONETARI

Caratteristica della tesi di laurea:


- la distinzione tra la stabilizzazione del valore esterno e interno della moneta, ossia
stabilizzazione del livello medio dei prezzi nazionali e stabilizzazione del tasso di cambio

Nel 1922 sull' Economic Journal scrive Della Banca Italiana di Sconto e su altre riviste Della
Crisi Bancaria
Nel primo ricostruisce le vicende della BIS dalla nascita (1914) al fallimento (1921). Si
mostra pessimista sul rapporto tra banca e impresa perch sono arretrai i mercati finanziari
italiani ed difficili modificare la situazione
Nel secondo articolo evidenzia la debolezza delle 3 banche miste: Comit., Credit, Banco di
Roma e avanza dubbi sulla corr3ettezzza della contabilit ufficiale
Nel 1923 critica l'andamento della lira
Nel 1927 scrive 2 lettere sulla rivalutazione della lira
1932 una controversia con Hayek su problemi monetari

124

APPORTO ALL'ECONOMIA

Obiettivo: spostare il carro della teoria economica in direzione opposta a quella indicata
da Jevons
Mette in luce i punti deboli dell'approccio marginalista di Jevons, Menger, Walras,
Marshall, Bohm-BAwerk, Hayak, Pigou
Ripropone l'approccio classico di Smith, Ricardo e per certi versi di Marx
Keynes come segretario della Royal Economic Society assegna a Sraffa l'incarico di curare
l'edizione critica degli scritti di Ricardo
1951-55 appaiono 10 volumi della Works and Correspondance of David Ricardo poi nel
1973 un volume di indici

DIBATTITO SULLE LEGGI DEI RENDIMENTI

Critica la teoria marshalliana dell'equilibrio d'impresa e dell'industria i un articolo sulle


relazioni tra costo e quantit prodotta del 1925
Marhall aveva parlato di rendimenti costanti, crescenti e decrescenti secondo che i costo
medio unitario resti costante, diminuisca o cresca al crescere della quantit prodotta
Sraffa ritiene esservi una confusione nell'economia classica
- la legge dei rendimenti decrescenti ASSSOCIATA AL PROBLEMA DELLA RENDITA
(DISTRIBUZIONE)
- La legge dei rendimenti crescenti associata alla divisione del lavoro (produzione)
-Marshall pone su uno stesso piano queste leggi coordinandole in un'unica Legge dei
rendimenti non proporzionale

PRODUZIONE DI MERCI A MEZZO MERCI (articolo del 1960)

Ricardo parla di prezzi relativi proporzionali alla quantit di lavoro richiesto per la
produzione delle diverse merci
Sraffa nel 1960 con l'articolo Produzione di.... pone al centro della sua analisi un sistema
economico basato sulla divisione del lavoro
In tale sistema, lo scambio fondato sulla divisione internazionale del lavoro. Infatti,
ciascun settore, non corrisponde al suo fabbisogno di mezzi di produzione ma, deve
entrare in contatto con gli altri settori per ottenere i propri mezzi di produzione in cambio
di una parte almeno del proprio prodotto
La misura quantitativa dei rapporti reciproci di scambio che si realizzano tra i vari settori va
affrontata simultaneamente al problema della distribuzione del reddito tra le classi sociali:
capitalisti, lavoratori e proprietari terrieri. Ossia quello che i classici chiamano valore.

125

Per Sraffa il valore riflette il rapporto che lega tra loro settori e classi sociali, all'interno del
sistema economico, il sistema capitalistico
Quale valore di merci che sono al contempo prodotti e mezzi di produzione?
- non si pu determinare il prezzo di un bene indipendentemente dagli altri, nel complesso
dei beni relativi indipendentemente dalla distribuzione tra salari e profitti

126

EDWARD CHAMBERLAIN (1899-1967) JOAN ROBINSON (1903-1983):


la teoria dell'impresa

1933 - Joan Robinson scrive in Inghilterra Economia della concorrenza imperfetta


1933 Edward Chamberlain scrive in America Teoria della concorrenza monopolistica
Robinson parla di imperfezione del mercato nel mercato perfetto gli acquirenti
reagiscono tutti nello stesso modo alle differenze dei prezzi praticate dai venditori. Nei
mercati reali l'acquirente tiene conto di molte altre cose oltre i prezzi : ubicazone del
venditore, costi di trasporto, garanzia di qualit offerta, pubblicit, ecc., di conseguenza
non si ha pi omogeneit del mercato perfettamente concorrenziale. Si ha imperfezione
del mercato ad ogni azienda attaccato un certo numero di acquirenti
Chamberlain parla di differenziazione del prodotto- si basa invece sulla Differenziazione
del prodotto : esistenza di marchi di fabbrica, peculiarit nella qualit, nella forma o nella
confezione del prodotto.,, ubicazione venditore, efficiente, reputazione o cortesia di chi
vende, ecc.

TEORIA DELLA CONCORRENZA MONOPOLISTICA

E una forma di mercato intermedia tra concorrenza e monopolio


Le aziende del gruppo si fanno concorrenza perch, a differenza del monopolio, la
domanda della merce di ciascuna non indifferente al comportamento delle altre aziende,
e quindi la presenza delle altre aziende un fatto da cui ogni azienda singola non pu
prescindere; questo tipo di concorrenza contiene un elemento monopolistico perch
ciascuna azienda ha un proprio mercato speciale che, se non separato da quello delle
altre aziende concorrenti, ne per ben distinto
La concorrenza che le aziende si fanno non solo una concorrenza di prezzi ma anche di
prodotti
Si distinguono due fasi nella determinazione dellequilibrio: quello dellazienda e quello del
gruppo
Lequilibrio aziendale determinato in modo analogo a quanto accade nel monopolio in
cui si tiene conto della decrescenza del prezzo in funzione della quantit venduta
Lequilibrio del gruppo, tendendo conto della libert dentrata delle aziende nel gruppo
considerato, il prezzo ed il costo unitario coincidono per ogni singola azienda

127

VIFREDO PARETO (1848-1923) -LIONEL ROBBINS (1903-1983): critica e


declino della teoria dell'utilit.

1933 Robinson pubblica Imperfect competition e in successione:


1937 Employment (Occupazione)
1942 Marxian economics (Economia Marxiana)
1956 Accumulation of capital (Accumulazione e crescita)
1962 Economic gowth
1971 Economic Heresies

LIONEL ROBBINS

1932 L. Robbins pubblica saggio sulla natura e l'importanza della scienza economica, in
cui definisce la scienza economica come quella scienza che studia la condotta umana
coma una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili a usi alternativi
Ne deriva
- un carattere deduttivo della scienza economica
- la neutralit rispetto ai fini di tale scienza
- differenza tra tecnica e economia

VILFREDO PARETO (1848-1923)

Nasce a Parigi da padre italiano a madre francese


1852 viene in Italia e studia a Torino
1867 ottiene la licenza in matematica
1870 si laurea in Ingegneria al politecnico di Torino
Si trasferisce in Toscana e lavora prima come ingegnere ferroviario e poi come dirigente
della Societ dellindustria del ferro poi trasformata in Societ delle ferriere italiane
1893-1906 nominato professore di economia politica allUniversit di Losanna
Pur rimanendo in Svizzera mantiene contatti con la vita culturale e politica dellItalia e si
dedica unicamente allattivit scientifica
1923 nominato senatore del Regno dItalia
Muore il 19 agosto a Cligny, cantone di Ginevra

OPERE

1896-1897 Corso di economia politica


128

1902 1903- I sistemi socialisti


1904- Lapplicazione della matematica alleconomia
1906-Manuale di economia politica (nel 1909 ledizione francese)
1911-Economia matematica
1913- Il massimo di utilit per una collettivit
1916- trattato di sociologia generale
1920- Trasformazione della democrazia

CONTRIBUTI ALLA TEORIA ECONOMICA

A 45 anni succede nella cattedra a Walras


A Losanna nasce il primo libro del Pareto il Cours d'conomie politique
L'economia politica deve seguire gli stessi criteri con cui si studiano le scienze naturali e la
meccanica razionale
Metodologia: schematizzare al massimo la realt economica per mettere in risalto i
meccanismi economici elementari, poi per approssimazioni successive scoprire i
meccanismi pi complessi, e infine ricomporre il tutto in un modulo pi o meno complesso,
che non sar mai n il riflesso n la fotografia della realt
Ofelimit = un rapporto di convenienza, che fa si che una cosa soddisfi un bisogno o un
desiderio, legittimo o meno
Lequilibrio economico generale espresso sotto forma di un sistema di equazioni
simultanee, di cui alcune si riferiscono al bilancio individuale fra le entrate e le spese, altre
allattivit degli imprenditori che trasformano il risparmio in capitale, e altre ancora alle
attivit degli imprenditori che fabbricano prodotti e beni capitali, ecc..
Nei due volumi dei Sistemi socialisti evidenzia la debolezza della dottrina liberista. Il
liberismo un richiamo alla ragione, il socialismo un continuo appello ai sentimenti. E
siccome alla base della azioni umane c il sentimento, il socialismo resta politicamente pi
efficace del socialismo

EQULIBRIO ECONOMICO GENERALE

Il sistema di equazioni diviso in 2parti. La prima quello dello scambio istantaneo con un
complesso si dati che nella seconda parte (quella che si riferisca alla capitalizzazione e alla
produzione) , figurano come altrettante incognite
Pregi rispetto a Walras:
- la sintesi paretiana pi completa perch:
-lo studio del monopolio e dello scambio costituisce un caso particolare della teoria
generale

129

-gli sviluppi matematici sono pi avanzati tanto da applicarsi indifferentemente alle


societ organizzate su una base individualista e socialista
-il linguaggio paretiano utilizza simultaneamente varie forma despressione: utilit,
curve di indifferenza, funzioni- indice

LE CONFIGUARAZIONI OTTIMALI DEL SISTEM ECONOMICO

Per sistema economico considerato nel suo complesso possibile definire un


comportamento massimizzante?
Un singolo soggetto pu massimizzare la sua utilit o il suo reddito. Ma che cosa pu
massimizzare il sistema economco? Esiste una grandezza, univocamente definibile, la cui
massimizzazione possa essere considerata come il risultato di un sistema economico bene
funzionante?
Secondo la tradizione utilitaristica inglese le risposte a tali domande sarebbero semplici: la
grandezza da massimizzare nel sistema economico data dalla somma elle utilit ei
soggetti che compongono tale sistema
Secondo l'impostazione di Robbins. I confronti interpersonali di utilit comportano dei
giudizio di valore ossia delle valutazioni sull'importanza relativa di individui diversi, le quali
sono al di fuori della scienza economica. Perci le valutazioni che si traggono non possono
esser tratte dalleconomia
In definitiva non si pu indicare la grandezza da massimizzare in qualche aggregato di
merci, perch loperazione di massimizzazione non darebbe luogo a un risultato univoco

CRITERIO FORMULATO DA PARETO

La soluzione data da Pareto nello suo Manuale di economia politica del 1906
Una configurazione costituita da un insieme di grandezze non confrontabili si dice massima
quando non possibile aumentare una di queste grandezze senza diminuirne qual'altra
La configurazione posta in essere dalla concorrenza coincide con una configurazione ottima

130

L'ECONOMIA DEL BENESSERE


ORIGINE

L'economia del benessere, sul finire del secolo XIX, si sviluppa come una branca economica
distinta. Ci scaturisce dalla necessit di esaminare in modo pi approfondito il ruolo dello
stato nella vita economica
Il diffondersi delle teorie marginaliste consent agli economisti di disporre di un bagaglio
tecnico per affrontare l'allocazione delle risorse
Essendo la teoria del valore basata sull'utilit marginale, la ricchezza non considerata
sinonimo di benessere, poich l'utilit dei beni non necessariamente pari al loro prezzo
Prospettiva Cardinalista (Marshall, Pigou) distinta da quella Ordinalista ( Pareto, Hicks,
Fisher) che si afferma negli anni'30.

PRECURSORI

Bastiat, enuncia la dottrina della massima soddisfazione,


Dupuit, usa il concetto di sovrappi del consumatore. Per lui l'utilit di ciascun benino pu
essere misurata dal rispettivo prezzo (come diceva Say)
-Il prezzo costituisce il limite inferiore della misura dellutilit, perch essa varia da
consumatore a consumatore ed diversa per lo stesso consumatore secondo la quantit
consumata del bene
- Distingue:
- utilit assoluta, il sacrificio massimo che ogni individuo disposto a fare per procurasi un
bene
- dall'utilit relativa, la differenza tra l'utilit assoluta e il prezzo d'acquisto del bene

L'utilit di un gran numero di beni data dalla somma dell'utilit di ciascuno di essi
intorno al 1870 l'economia del benessere emerge in tutta la sua forma e assume fisionomie
negli anni'30 e '40

ECONOMIA DEL BENESSErE UTILITARISTA

L'economia del benessere utilitarista la troviamo gi nell'epoca di Bentham, J.S. Mill e


Jevons
- Bentham
131

- parla di massima felicit per il massimo numero di persone


- collega la misura al piacere minore o maggiore che siamo in grado di percepire
- affronta il modo di misurare l'utilit ma non i confronti interpersonali
- J.S.Mill
- pi esplicito sui confronti interpersonali perch dice solo coloro che
conoscono personalmente due piaceri diversi sono in grado di confrontarli. Es. la persona
istruita pu giudica l'utilit dell'istruzione
- perci confronti interpersonali di utilit si fondano sui giudizi di un ristretto
numero di appartenenti alla classe agiata
-Per Bentham e Mill lutilit un concetto pratico, qualcosa che poteva venir riconosciuto e
misurato da soggetti dotati di capacit appropriate.Il problema non viene criticato dal punto di
vista etico
- Jevons, come Mill,
- rifiuta la nozione di confronto tra utilit su base internazionale
-spiega l'utilit posta a fondamento della spiegazione del comportamento e ne individua la
sua massimizzazione
-parla di benessere sociale
-riconosce che il criterio utilitaristico non oggettivo ma rientra nei giudizi individuali
-nega, in definitiva, legittimit di confronti di utilit su base interpersonale

I successori di Jevons non seguirono questa direttiva e si divisero in:


- Fautori dell'utilitarismo pratico ( aggregativo e utilitaristico) Marshall e Pigou e
- Fautori dellutilitarismo pi astratto (Edgeworth)

UTILITARISMO ASTRATTO: EDGEWORTH

Ritiene che la teoria economica si debba interessare alle implicazione della


massimizzazione dell'utilit
LA sua opera importante per
- i tentativi di trovare un modo per misurare l'utilit
132

- la ricerca di dare una spiegazione all'utilitarismo


- l'utilizzo dell'utilitarismo a sostegno dell'imposizione progressiva

Il processo di aggiustamento verso posizioni di equilibrio va da Smith (ma non visibile) a


Walras, che parla di contrattazione competitiva (banditore), per giungere a Edgeworth, che
parla di contrattazione negoziale
Nel concetto di contrattazione negoziale Edgeworth esamina le contrattazioni fra gruppi di
individui e i prezzi che sono quelli risultanti da libere contrattazioni
Si devono acquisire informazioni al di fuori dei prezzi:
- La disponibilit dello scambio degli altri operatori
- la tendenza a coalizzarsi in sottoinsiemi

all'aumentare degli scambisti l ' equilibrio concorrenziale tende verso un unico punto o
allocazione, che risulta dominate su ogni altra forma di equilibrio di mercato
Lutilitarismo comporta una distribuzione dei redditi equa. Applica la teoria
delleguaglianza alla teoria delle imposte

UTILITARISMO PRATICO : Marshall e Pigou

Marshall:
-La ricchezza la somma dei valori monetari
-lutilit viene introdotta sotto forma di rendita del consumatore
-distingue la massimizzazione del sovrappi dalla massimizzazione della ricchezza
-si pu usare il consumer surplus come misura dellutilit solo se lutilit marginale
del reddito costante

Pigou:
- Ha un approcio marginalista e abbandona il concetto marshalliano di sovrappi dei
consumatori
- calcola il benessere sociale sommando le utilit dei singoli
-ci implica che le utilit siano espresse da numeri cardinali

133

ECONOMIA DEL BENESSERE NON UTILITARISTA

Walras
-sostiene essere illegittimo effettuare confronti scientifici tra le utilit su base
interpersonale
-fonda leconomia del benessere sui concetti di giustizia commutativa e distributiva

Pareto
-sviluppa questi concetti nell'ambito delleconomia del benessere ed esamina l'allocazione
delle risorse in uno stato socialista nel tentativo di ottenere il benessere dei suoi cittadini
-la stessa allocazione si sarebbe verificata nel sistema della libera concorrenza

NUOVA ECONOMIA DEL BENESSERE

Barone, Kaldor, Hicks, si soffermano sul principio dell'indennizzo che cos si esplicita
- perch una configurazione possa essere migliore di un'altra, non indispensabile che ne
passaggio dall'una all'altra, non vi sia un peggioramento, ma che una volta pervenuti alla
seconda configurazione coloro che hanno migliorato abbiano risorse addizionali sufficienti
per indennizzare coloro che hanno peggiorato.
Es. abolizione delle leggi del grano in Inghilterra nel 1846

LA FUNZIONE DI BENESSERE SOCIALE

Bergson. Samuelson, Arrow, xsi soffermaneno sulla funzione del benessere sociale il cui
valore dipende dalle combinazioni , in termini di utilit, dei beni consumati e dei fattori
offerti da ciascun individuo
- ciascun individuo ha una scala di preferenze tra le possibili alternative relative
allorganizzazione economica della societ,e tenta di costruire, sulla base delle scale di
preferenza dei singoli, una scala di preferenza dellintera societ cui viene dato il nome di
funzione del benessere sociale

Il benessere sociale aumenta spostandosi sulla curva di differenza pi alta, e ci vale anche
se nella nuova posizione uno dei due individui guadagna e l'altro perde. Il vantaggio sta
nella possibilit di confrontare fra loro tutte le allocazioni.

134

- per Bergson la scala di preferenza di ogni individuo rispecchia le sue preferenze sugli
assetti della produzione, della distribuzione del reddito dei diversi gruppi sociali. Ogni
individuo fa una graduatoria tra i diversi assetti distributivi possibili
-Bergson costruisce le funzione del benessere sociale mediante un procedimento di somma
delle funzioni di preferenza dei singoli individui
-Arrow la costruisce mediante il metodo della votazione

TEOREMI DELL'ECONOMIA DEL BENESSERE

Primo teorema:
-si ha sempre un equilibrio ottimo paretiano definito dal mercato in corrispondenza di un
sistema dei prezzi che massimizza le funzioni di utilit dei singoli individui
-si presuppone che non ci siano confronti interpersonali e che gli scambisti agiscano
in modo concorrenziale

Secondo teorema
- assegnate le dotazioni iniziali di beni, se le preferenze di tutti gli scambisti sono convesse
allora esiste un insieme di prezzi in corrispondenza del quale si hanno equilibri di mercato
Pareto-efficienti.
- i prezzi hanno un ruolo allocativo, in quanto indicano la scarsit relativa delle risorse ed
un ruolo distributivo, in quanto indicano la quantit di beni che gli scambisti possono
acquistare.

ARROW E LA TEROIA DELLE SCELTE SOCIALI

Riformula il problema del rapporto fra scelte individuali e bene comune


Oggetto delle scelte dei cittadini sono le situazioni sociali complessive
-ogni individuo ordina secondo il proprio godimento i possibili stati della societ, che sono
definiti dalle quantit dei beni posseduti e dei fattori offerti dallindividuo e da aspetti
riconducibili ad espressioni da valore
- Si identifica la regola che associa a ciascun insieme di preferenze degli individui secondo
gli stati della societ una preferenza collettiva attraverso il meccanismo delle votazioni

135

PARETO E HICKS

il criterio paretiano ha dimostrato che la configurazione concorrenziale quella ottima

-la moderna economia del benessere ha dimostrato anche la proposizione inversa ossia ogni
configurazione ottima pu essere pensata solo come una configurazione concorrenziale

136

EFFICIENZA E FALLIMENTI DEL MERCATO


Mercato

IL MERCATO SECONDO LA VISIONE AGGIORNATA DA ARROW E DEBREU

Un sistema generale di scambi, in cui i prezzi e la concorrenza realizzano automaticamente


il coordinamento delle azioni individuali, determinato allocazioni di equilibrio Paretoefficienti
- In presenza di situazioni sotto elencante l'allocazione non Pareto- efficiente
- rendimenti crescenti nella produzione
- esternalit ( il prezzo non riflette il costo marginale sociale)
- beni pubblici

IL MERCATO DI MATRICE KEYNESIANA

Il mercato non regolato pu generare cicli distruttivi che il governo deve impedire
Politiche fiscali e monetari attive possono migliorare il mercato e quindi l'occupazione

VISIONE ISTITUZIONALISTA DEL MERCATO

Difesa dell'ambiente (teorema di Coase)


Economia dei costi di transazione ( Williamson)
Evoluzione della storia economica data da North
- La performance economica dipende dalla struttura degli incentivi cio da maggiori o
minori stimoli all'intraprendenza generata da una determinata cornice istituzionale

I FALLIMENTI DEL MERCATO

Il mercato fallisce quando non riesce ad aiutare le imprese a realizzare il massimo di valore
aggiunto:
- inoperativit del meccanismo selettivo di mercato
137

- informazione incompleta e asimmetrica


- mercati mancanti, ossia quando il pi alto prezzo cui qualcuno disposto a comprare
inferiore al pi basso prezzo cui qualche altro disposto a vendere( Radner)
- presenza di esternalit che non possono essere riallocate

LIMITAZIONI DEL MERCATO WALRASIANO

La forma di mercato di Walras irreale e andrebbe allargata


- Se i beni pubblici avessero un mercato il cui prezzo andrebbe determinato da D e O
- Se le esternalit avessero un mercato
- se si potesse pagare una tassa per il diritto di generare inquinamento

Se esistessero questi mercati gli agenti avrebbero ogni informazione tramite il meccanismo
dei prezzi

POLITICHE KEYNESIANE

La tradizione Keynesiana pervenuta alla creazione di nuovi mercati da parte dei governi:
- privatizzando le imprese pubbliche (trasporti, energia, telecomunicazioni)
- vendendo buoni commerciabili che hanno diritto a provocare esternalit
- organizzando aste per vendere licenze precedentemente assegnate dal governo (le
frequenze dei telefoni cellulari)

Su questi ultimi due casi si esprime Coase

COASE

Critica Pigou ( l'assistenza di esternalit negative ossia un costo privato inferiore a quello
sociale, per cui giustificava l'intervento dello stato mediante tasse)
Sostiene che anche i diritti e non solo le merci possono essere scambiate sul mercato
Riesame:
- dell'interpretazione dell'impresa
- dei costi di transazione
138

- diverso approccio all'esternalit


- e dei beni pubblici

LE IMPRESE

Sono un metodo alternativo al mercato per organizzare la produzione


- integrazione verticale dell'impresa

Dato che la funzione imprenditoriale ha rendimenti decrescenti all'aumentare della


dimensione dell'impresa la dimensione cresce fino a quando il costo di un'ulteriore
transazione uguale al costo della transazione fatta sul mercato

COSTI DI TRANSAZIONE

Sono i costi inerenti alle compravendite ( in termini di tempo, lavoro, denaro)


Includono i costi per ottenere informazioni, per la stipula di contratti, per farli rispettare,
ecc.

CAUSE DEI COSTI DI TRANSIZIONE

Costi d'informazione
Asimmetrie informative
- Disponibilit d'informazione non a tutti accessibile
- Azzardo morale ( rischio di comportamento sleale) es. assicurazione automobilistica
- Selezione avversa ( distorsione del meccanismo informativo a danno del consumatore) es.
mercato auto usate

Imprevedibilit degli stati del mondo


- Non possibile estendere la teoria dell'equilibrio economico generale in un contesto in
cui le decisioni sono prese in condizioni di incertezza

Indeterminatezza delle ragioni di scambio


Garanzia sul rispetto dei patti

139

NUOVA FORMULAZIONE D'IMPRESA SECONDO COASE

L'economista considera l'impresa come un'istituzione, cio un meccanismo di


coordinamento e regolazione delle azioni di singoli gruppi.
Ossia comprende la struttura interna, fondata, a differenza del mercato, su relazioni
gerarchiche

TEOREMA DI COASE

In assenza di costi di transazione le parti possono negoziare fino a massimizzare la


ricchezza complessiva senza necessit d'intervento pubblico
- es. le locomotive a legno o carbone possono favorire incendi nei campi coltivati adiacenti

In ogni transazione di mercato avviene uno scambio di diritti di propriet


In presenza di costi di transazione che ostacolano lo scambio dei diritti fra le parti, Coase
sostiene allocazione iniziale stabilita dalla legge, questa ha conseguenza sull'efficienza
Il problema dei costi di transazione pu essere superato mediante l'organizzazione della
produzione nell'impresa

FALLIMENTI DI MERCATO: mercati mancanti e carenze di mercato

Sono quei mercati in cui esiste una D e una O ma i rispettivi agenti non riescono a
incontrarsi sul prezzo condiviso
- ci accade per le carenze delle istituzione ad es. il mercato del lavoro
- tipico delle regioni meno sviluppate

Se ne occupa Radner, il quel sostiene che i mercati incompleti, sia pure perfetti, l'equilibrio
subottimale

FALLIMENTI DI MERCATO: carenza di cooperazione

Di fronte a situazioni che richiedono cooperazione,. Gli agenti agiscono in modo non
cooperativo.
Ci avviene in presenza di beni pubblici, esternalit, asimmetrie informative, rendimenti
non proporzionali
Il comportamento non cooperativo non garantisce l'efficiente allocazione di risorse ( primo
teorema dell'economia del benessere), lo stato deve intervenire

140

FALLIMENTI DI MERCATO: monopoli

Il mercato concorrenziale quello ottimo.


Forme di monopolio sono negative. (non attuano concorrenza)
Alcune volte occorre passare da una situazione concorrenziale a una di monopolio
pervenendo talvolta al monopolio pubblico, ad es la nazionalizzazione di energia elettrica
in Italia negli anni'60
Attuazione di una legislazione antimonopolistica nei paesi capitalistici, es. gli Stati Uniti
Si vuole la difesa del consumatore o del cittadino
Legislazione antimonopolistica in Italia si ha a partire dagli anni '90 con l'istituzione
dall'autorit garante della concorrenza e del mercato, le regole antimonopolistiche della
CEE

PER CIASCUNO DI SEGUENTI PROGRAMMI SONO INDICATE LE INSUFFICIENZE DEL


MERCATO CHE POTREBBERO GIUSTIFICARE L'INTERVENTO PUBBLICO

Obbligo delle cinture di sicurezza nella guida


- beni meritori

Regolamentazione dell'inquinamento automobilistico


-Diseconomie esterne

Difesa nazionale

-Beni pubblici

Sussidio di disoccupazione

-Redistribuzione del reddito

Assistenza sanitaria per gli anziani


- beni meritori

Assistenza sanitaria per i poveri


-redistribuzione del reddito

Garanzia statale per i depositi bancari

-Mercati incompleti, moral hazard

Norme di trasparenza sui tassi bancari

-imperfetta informazione
141

Servizio meteorologico nazionale

-beni pubblici

Divieto di fare uso di stupefacenti

-beni meritori

PER CIASCUNO DEI SEGUENTI INTEVENTI DI PE E'INDICATO IL FALLIMENTO DEL


MERCATO CHE LO GIUSTIFICA

Prezzi massimi per le tariffe telefoniche


- Assenza di concorrenza

Prezzo minimo dellolio doliva

-tutela dei produttori marginali

Istruzione obbligatoria

-preferenze distorte

Illuminazione pubblica

-beni pubblici

Obbligo di esposizione del listini nei prezzi pubblici esercizi


- imperfetta informazione

Divieto di balneazione in acque inquinate


- beni meritori

Pensione di vecchiaia

-preferenze distorte distribuzione del reddito

Obbligo di restauro di facciate delle case

-esternalit positiva, beni meritori

Regolamentazione frequenze televisive

-potere di mercato

142

LA TEORIA DEI GIOCHI

Viene fatta risalire a John von Neumann e Oskar Morgenster che nel 1944 pubblicarono un
volume Teoria dei giochi e comportamento economico. Tratta i seguenti argomenti:
- assiomatizzazione del concetto di gioco
- dimostrazione del teorema del minimax quale soluzione per i giochi di due persone a
somma zero
- giochi cooperativi a n giocatori a somma zero
- giochi a somma diversa da zero
- concetto di funzione caratteristica per la soluzione dei giochi cooperativi
- teoria dell'utilit attesa

La teoria dei giochi lo strumento per analizzare strategicamente situazioni in cui ognuno
cerca di massimizzare il proprio guadagno,
- nel decidere quale azione intraprendere, si tiene conto dei possibili effetti delle azioni
degli altri agenti sul risultato della propria

E' utile per comprender il comportamento dell'impresa in presenza di un oligopolio.


Il comportamento strategico rappresentato mediante un gioco. Perci occorre:
- fissare regole che devono essere note ai giocatori
- massimizzare il guadagno (payoff) scegliendo la strategia che considera l'interdipendenza
con gli altri giocatori

Data la strategia scelta da ciascun giocatore, le regole del gioco ne determinano l'esito cui
corrisponde il massimo guadagno per ogni giocatore

SITUAZIONI EVIDENZIATE

Quella di conflitto pu, i guadagni conseguiti da un giocatore rappresentano le perdite


dell'altro, o degli altri
Quella di conflitto e cooperazione congiunti, nella quale i giocatori possono cooperare per
accrescere il risultato complessivo, il conflitto sorge con riguardo al modo in cui esso debba
essere ripartito
La teoria dei giochi si occupa essenzialmente del problema se, nelle differenti situazioni di
conflitto e cooperazione, un comportamento dei giocatori ispirato alla propria convenienza
conduca a una situazione di equilibrio determinato

143

TIPI DI STRATEGIE

Strategia pura,
- se i giocatori scelgono con certezza le mosse possibili ( es. tiro il rigore a destra o a sinistra
del portiere)

Strategia mista
- se i giocatori scelgono le mosse affidandosi a un meccanismo aleatorio, casuale, dopo
aver assegnato una data probabilit a ciascun alternativa possibile
- sempre ricorrendo all'es.del rigore, si dice di assegnare a destra una probabilit di 0,5 e
asinistra una probabilit 0,5; si conviene che la scelta avverr tirando un dado: se esce 1,
2 o 3 verr scelto destra, se esce 4, 5 o 6 verr scelto sinistra

Le strategie miste sono utilizzate per tenere gli avversari alloscuro delle proprie intenzioni,
comportandosi in modo imprevedibile

TIPI DI GIOCHI

Sono distinti secondo il grado di armonia:


- se si persegue lo stesso obiettivo e si coopera per raggiungerlo tutti vincono

Il gioco cooperativo: se sono possibili accordi vincolanti fra i giocatori. Si tratta di capire
quali coalizioni possono formarsi e come si possono dividere in relativi guadagni fra i loro
aderenti
Gioco a somma zero: i giocatori si scontrano, cos uno vince quello che gli altri perdono
Gioco non cooperativo, il problema per ogni giocatore la scelta della strategia migliore. I
giochi sono rappresentati:
- in forma estesa (o al albero) in cui si mostra la sequenza delle mosse nel tempo
- in forma normale (o strategica) descrive giochi in cui le mosse sono simultanee

COME PUO' ESSERE L'INFORMAZIONE

Spesso a decidere l'esito del gioco l'informazione di cui dispongono gli agenti.
L'informazione pu essere:
- completa, quando ognuno conosce le regole, sa chi sono gli altri giocatori, conosce i
guadagni associati alle strategie propri e altrui, tutte le strategie per ciascun giocatore
- incompleta, in caso contrario
- perfetta, i giocatori sono pienamente informati
144

- conoscenza comune, i giocatori sanno di quali informazioni dispongono gli altri.

COSA SI INTENDE PER SOLUZIONE DEL GIOCO

Gioco di due persone a somma zero,


- Soluzione
- col teorema minimax
- con l'equlibrio di Nash

Per i giocatori in forma estesa con informazione perfetta


- soluzione
- si procede a ritroso nel gioco: per prima si identifica la decisione migliore nel
caso di ultima mossa da compiersi da parte del giocatore che gioca per ultimo, poi si risale
indietro, fino a raggiungere linizio del gioco

Nei giochi in forma normale


- soluzione
- c' una strategia dominante per uno o entrambi i giocatori; individuare tale
strategia dominante fa parte della soluzione perch un giocatore razionale non sceglie mai
una strategia dominante

L'EQUILIBRIO DI NASH

Si ha equilibrio i un gioco quando la scelta strategica di ogni giocatore una risposta


ottimale alle scelte strategiche degli altri giocatori
L'equilibrio di Nash prescrive che ogni agente compia la mossa migliore che pu, date
quelle degli altri se lui fa questo, allora per me ottimale fare questaltro
Per i giochi a somma zero con due giocatori la soluzione minimax logicamente
equivalente a un equilibrio di Nash

COME SI COSTRUISCE UNA TEORIA ASSIOMATIZZATA

Si identificano i concetti primitivi ( ossia simboli matematici chiamati agenti o mercati o


prezzi o imprese, ecc.) nella forma matematica di termini tecnici o simboli
145

Si formulano poi gli assiomi ossia


-proposizioni relative ai concetti primitivi, che devono soddisfare alcuni criteri logici

Infine dagli assiomi si deducono i teoremi, validi in quanto sono validi gli assiomi. Cosicch
una teoria assiomatizzata ha una forma matematica che completamente separata dal suo
contenuto economico
Allora se le teorie sono costruzioni matematiche, non possono essere soggette a verifica
empirica, ossia non possono essere dimostrate vere o false sulla base del confronto fra le
sue conclusioni e i fatti osservabili
Le teoria assiomatiche sono vere se prive di contraddizioni interne
La micoreconomia adotta il procedimento assiomatico e privilegia il rigore formale
La macroeconomia legata alla politica economica

146