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MEMORIE DI LUNIGIANA

ADRIANA G:HOLLETT

SARZANA
i suoi papi, signori e artisti

Fotografie di A. G. Hollett

Alla cara Aurora


con tutto l'amore della sua nonna.

Cenni sulla storia della Lunigiana


Per riassumere brevemente la storia delle origini della Lunigiana sara
necessario, a causa della carente documentazione, ricorrere allopera di Eugenio
Branchi Storia della Lunigiana feudale, unica fonte autorevole assieme a quella
di Gioachino Volpe; ebbe a osservare questultimo che, per la storia della
Lunigiana, avanti il XII secolo, e poco meno che tenebre e tenuissima luce di alba
lontana.
Concordando con loro, possiamo partire da Oberto, conte di Luni, di
probabile origine longobarda e unico superstite della famiglia dei Marchesi di
Toscana.
Luni divenne colonia romana nel 177 a.C., prospero col nome di Provincia
Maritima Italorum, subi dapprima linvasione longobarda e in seguito, unita a
tutta la Lunigiana venne aggregata al ducato longobardo di Lucca. Con i Franchi
entro nella marca carolingia, Oberto ne fu il primo conte e, in seguito, quando i
Vescovi contrastarono il dominio obertengo ottenendo da Federico I di veder
sanciti i loro diritti su tutto il territorio, divenne sede vescovile.
Il Volpe, concordemente ad altri storici e genealogisti, individua in
Oberto (945), di origine longobarda, il primo ad essere nominato conte di Luni.
Lessere conte di Luni aveva una certa rilevanza poicheil paese, collocato tra
Liguria e Toscana, testimoniava attraverso i resti dellanfiteatro romano e quelli
di antichi insediamenti paleolitici il suo notevole passato. Costui dopo pochi anni
(951), oltre alla Lunigiana, entro in possesso della marca della Liguria orientale,
dei centri di Tortona e Genova e alla sua morte tutti i suoi possedimenti vennero da
lui lasciati ai due figli: Adalberto I e Oberto II.
Dal primo figlio, per successive diramazioni, ebbero origine i casati dei
marchesi di Massa, Corsica e Sardegna, quella dei Pelavicino e dei Cavalcabo di
Cremona. Dal secondo figlio Oberto II, quello che maggiormente interessa la
nostra storia, nacquero Alberto Azzo I e Oberto Obizzo I. Il primo dette origine alla
casa dEste ed il secondo a quella dei Malaspina.

Oberto Obizzo I si stabili sui gioghi dellAppennino


Ligure-Tortonese-Piacentino, nelle alte valli della Trebbia e dello Staffora e in
questultima valle, centro del suo dominio, pose la propria residenza nella rocca di
Oramala, unico castello fortificato della valle e quella venne poi da sempre
considerata la culla dei Malaspina.
Successivamente Oberto Obizzo I fece costruire una serie di castelli che
sarebbero divenuti formidabili punti di difesa e principalmente di controllo per il
traffico delle merci che costituiva con i pedaggi una grossa fonte di ricchezza.
I Malaspina facevano pagare molto cari questi pedaggi e talvolta arrivavano
ad assaltare essi stessi le carovane comportandosi come briganti da strada. Il loro
castello di Villafranca fu chiamato Malvido e poi Malnido (nel diploma conferito
dallimperatore Federico a Opizone nel 1164) per i pedaggi da rapina e per le
ruberie poste direttamente in atto da loro a spese delle carovane che transitavano
dal passo della Cisa.
Poco si sa di suo figlio Alberto I e del nipote Obizzo II, ma sicuramente il
figlio di questultimo Alberto II divenne noto col nome di Malaspina. Cio appare
nellatto di pace di Luni stipulato nel 1124 tra il vescovo Andrea da una parte e il
marchese Alberto II detto il Malaspina dallaltra.
Nella divisione tra Corrado e Opizzino nel 1221, a Corrado l Antico
(1253) vennero assegnati i possedimenti alla destra della Magra, mentre Obizino
(1301) cambiando nellarme lo spino secco in spino fiorito ebbe parte dei
territori alla sinistra del fiume.
La divisione poi non fu solo dei beni ma araldica, in quanto venne
modificato lo stemma di famiglia. Quello dello spino secco portava uno spino con
sei rami, uno verticale e cinque orizzontali, tre dei quali voltati a sinistra e due a
destra, tutti con aculei.Quello dello spino fiorito portava uno spino verde con sei
rami, uno verticale e cinque orizzontali tre dei quali a destra e due a sinistra,
terminanti con tre piccoli globetti bianchi in croce alle estremita in modo da
formare un piccolo fiore. Lo stemma originario aveva uno spino secco nero in
campo doro con il motto ad medelam (mi offre rimedio).
I membri del casato si moltiplicarono e cosi lo stemma venne spesso
modificato; il piu conosciuto e pero quello che mostra un leone rampante
coronato affiancato dai rami alternativamente, dello spino secco o fiorito o
emtrambi. E da ricordare che il leone rampante bianco venne assegnato a
Corrado detto lAntico ( 1253) da Luigi IX re di Francia per laiuto ricevuto dal
Malaspina nella crociata dEgitto del 1248.
Opizzino o Opizzone (1301), secondogenito di Federico (1264) fu lo
stipite dei Marchesi e Signori di Villafranca. La sua vedova marchesana Tobia
Spinola, tutrice dei figli ancora in minor eta, merita di esser ricordata come colei
che compose, ordino e stabili gli STATUTI per Aulla e altre sue terre. (Gli
Statuti di Aulla del 1303 sono conservati dal Dott. Francesco Raffaelli e dal Dott.
Lorenzo Ferri di Bagnone).

Importante precisare che fin da prima della divisione dei Malaspina del
1221esistevano nei loro feudi i MUNICIPI che erano composti da un Consolo,
quattro o sei Consiglieri e un Massaro. La MAGISTRATURA era costituita da un
Giudice dAppello che era il Marchese, di un Podesta eletto dal marchese, un
Vicario del Podesta, un Notaro, un Corriere e un Custode delle carceri. Ogni
terra aveva il proprio Municipio e tutti assieme quelli del feudo formavano il
General Consiglio.
Nel secondo Libro sono annotate norme e regole di diritto civile ma si deve
ritenere che dovea esistere precedentemente regole e norme da disposizioni
scritte o da consuetudini inveterate.
Alcune di queste norme erano: la donna se dotata non poteva succedere ai
genitori, il marito non poteva donare o lasciare per testamento alla moglie cosa
veruna; nella vendita dei fondi dovevano esser preferiti nella vendita i condomini,
i parenti fino al quarto grado, i confinanti; la prescrizione degli immobili
incorrevasi col lasso di venti anni ecc..
Nel terzo Libro si determinavano le trasgressioni e i delitti punibili con
pene corporali o pecuniarie o afflittive: la fustigazione per tutta la terra, il bando
perpetuo, il taglio della testa, la forca e la morte per mezzo del fuoco, la confisca
dei beni. Si puniva lomicidio col taglio della testa, ladulterio con lire venticinque
per luomo e la donna, lo stupro con la pena capitale, il furto, labigeato, il taglio
degli alberi e la rimozione dei termini con pene pecuniarie. Per la falsificazione
delle monete si era arsi vivi, la falsa testimonianza o lo spergiuro con la galera, e
nelle scritture con la forca. Il delitto di lesa maesta portava al taglio della testa.
Questi quattro Libri o Statuti furono adottati da tutti i discendenti di
Federico per tutte le Terre e le Castella da tutti gli Uomini, Universita e
Comunita che a loro furono soggetti.
La storia di Sarzana, pur essendo collocata nel territorio di Lunigiana, non
e' legata a quella della Lunigiana malaspiniana , ma si distacca fin dal'epoca della
colonizzazione romana. Le sue strutture agrarie nonche' il sistema dei
collegamanti altomedievali nelle ricerche hanno evidenziato insediamenti rurali
segno di una organizzazione territoriale ben articolata con risorse idriche dovute
all'isediamento tra due corsi d'acqua, il Calcandola e la Magra. Il suo tessuto
edilizio urbano, protetto da confini difesi da possenti opere murarie, ha consentito
a Sarzana uno sviluppo e una trasformazione delle abitazioni di origine
medioevale a accorpamenti e ampliamenti idonei alle mutate esigenze sociali.
L'impianto medievale definito nei suoi confini dalle possenti opere di
fortificazioni costruite dai fiorentini e dai genovesi, ed ancora rimane ben
definitoe ben riconoscibile, mentre nel tessuto urbano e in alcune zone ben
precise, l'assetto urbanistico antico e'stato gravemente modificato. A nord-est e a
sud-est le opere fortificatorie hanno modificato il borgo medioevale in una
cittadina rinascimentale.

An outline of the history of the Lunigiana


Region
In order to summarize briefly the history of the origins of the Lunigiana
Region, it is necessary, due to scarce documentation, to resort to the work of
Eugenio Branchi Storia della Lunigiana feudale (History of the Lunigiana
Region in feudal times), the only authoritative source together with the work of
Gioachino Volpe; in this regard, it was Volpe who observed, the history of the
Lunigiana Region, before the twelfth century, is little more than shadows and
tenuous light of a distant dawn.
In accordance with these authors, we begin with Oberto, count of Luni,
probably of Lombardic descent and the only surviving member of the family of
the marquis of Tuscany.
Luni became a Roman colony in 177 B.C., prospered with the name of
Provincia Maritima Italorum (Italian Maritime Province), at first, subjected to
Lombardic invasion, then, with all of the Lunigiana Region, was aggregated to the
Lombardic dukedom of Lucca. With the Franks, Luni entered into the Carolingian
march (borderland), Oberto was its first count and, later, when the Bishops
opposed the dominion of the Obertenghi family, obtaining from Federico I,
sanction of their rights on all of the territory, it became a bishops see.
Volpe, in agreement with other historians and genealogists, singles out in
Oberto (945), the first historical figure to be nominated count of Luni. To be count
of Luni had a certain importance, as the town, located between Liguria and
Tuscany, bore witness through the remains of its Roman amphitheatre and ancient
Palaeolithic settlements, to its remarkable past. Oberto, a few years later (951), as
well as the Lunigiana Region, entered into possession of the march of eastern
Liguria, of the centres of Tortona and Genoa and, upon his death, all of his
possessions were passed by him to his two sons: Adalberto I and Oberto II.
The first son, by successive ramifications, gave rise to the lineages of the
marquis of Massa, Corsica and Sardinia, of the Pelavicino and of the Cavalcabo`
of Cremona. The second son Oberto II, the one of greater interest to Lunigianas
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history, fathered Alberto Azzo I and Oberto Obizzo I. The first of these two gave
rise to the house of Este and the second to that of the Malaspina.
Oberto Obizzo I established himself on the passes of the
Liguria-Tortona-Piacenza Apennines, in the high valleys of the Trebbia and
Staffora, and in this last valley, the centre of his dominion, he founded his
residence in the rock of Oramala, the only fortified castle in the valley, later
considered the cradle of the Malaspina family.
Subsequently, Oberto Obizzo I had a series of castles built that were to
become formidable points of defence and particularly of control of trade routes
that constituted, in terms of tolls, a large source of riches.
The Malaspina made these tolls very expensive and at times went as far as
to besiege, by themselves, the passing caravans, behaving like highway brigands.
Their castle at Villafranca became known as Malvido and later Malnido (in the
diploma conferred by the emperor Federico to Opizone in 1164), due to
plunderous tolls and thefts perpetrated by them at the expense of the caravans that
passed by in the Cisa pass.
Little is known of Oberto Obizzos son Alberto I and of his grandson
Obizzo II; what is known is that the son of Obizzo II, Alberto II became known by
the name of Malaspina. This appears in the peace treaty of Luni stipulated in 1124
between the bishop Andrea, on the one hand, and the marquis Alberto II known as
Malaspina, on the other hand.
In the division between Corrado and Opizzino in 1221, to Corrado lAntico
(1253), were assigned the possessions to the right of the river Magra, while
Obizino (1301), who changed the coat of arms from the spino secco (bare
thorn bush), to the spino fiorito (blossomed thorn bush), had the part of the
territories to the left of the river.
The division, therefore, was not only in terms of possessions, it was also
heraldic in that the family blazon was modified. That of the spino secco
presented a bush with six branches, one vertical and five horizontal, three of
which set to the left and two to the right, all with prickles. That of the spino
fiorito presented a green bush with six branches, one vertical and five horizontal,
two to the left and three to the right, terminated with three tiny white globes in a
cross at the extremities so as to form little flowers. The original blazon had a black
thorn bush on a gold background with the motto ad medelam (to me, it offers a
remedy).
The members of the family multiplied and, as a consequence, the blazon
was often modified; the best known, however, is that which depicts a rampant
crowned lion, side by side with branches, alternatively of bare or blossomed
thorns or both. It is noted that the rampant lion was assigned to Corrado detto
lAntico (1253), by Luigi IX, king of France, for the help received from Malaspina
in the crusade in Egypt in 1248.

Opizzino or Opizzone (1301), the second son of Federico (1264), was the
ancestor of the Marquis and Masters of Villafranca. His widow, Tobia
Spinola, guardian of his infant offspring, is worthy of mention as she who
composed, ordered and established the STATUES for Aulla and other
territories of hers. (The Statutes of Aulla of 1303 are preserved by Dott. Francesco
Raffaelli and by Dott. Lorenzo Ferri of Bagnone (1)).
It is important to note that even before the division of the Malaspina
territories of 1221, there were already in existence in their territories, the
MUNICIPALITIES that were composed of a Consul, four or six Counsellors and a
Massaro (farm overseer). The MAGISTRACY was made up of an Appeal Court
Judge who was the Marquis, of a Podesta (high official), elected by the marquis, a
Podestas Assistant, a Public Notary, a Courier and a Prison Custodian. Each
territory had its own Town Hall and all those of the territory formed the General
Council.
In the second Statue or Book, were annotated rules and regulations of civil
rights; however, it is believed that there had to exist rules and regulations prior
to these, available in written form or in inveterate use.
Some of these regulations were: a woman in possession of a dowry was not
allowed to inherit from her parents; a husband was not allowed to donate or leave
anything at all in his will to his wife; in the sale of real estate, joint owners, distant
relatives, neighbours were to have precedence; the loss of unexercised rights to
real estate after twenty years, etc..
In the third Book, were defined the transgressions and crimes punishable by
corporal punishment or fines: flogging throughout the territory, banishment for
life, decapitation, hanging and burning at the stake, the confiscation of
possessions. Murder was punished by decapitation, adultery by a fine of twenty
five liras for both men and women, rape by capital punishment, theft, rustling,
felling of trees and removal of boundary stones by fines. Counterfeiting was
punishable by being burnt alive, perjury by imprisonment and forgery by hanging.
The crime of treason led to decapitation.
These Books (four in all), were adopted by all the descendents of Federico
Malaspina throughout all of their Territories and Castles by all of the Men,
Universities and Communities under their rule.

PIANTA DELLA VAL DI MAGRA

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SARZANA

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SARZANA

Sarzana - panorama

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Sarzana si trova in territorio ligure nella bassa Val di Magra. E' la diretta
discendente dell'antica citta' romana di Luni.
Sarzana ha origini antiche ed e' ricordata sin dal primo millennio per i
suoi signori e per le citta' che la dominarono.
Spinetta Malaspina, Castruccio Castracani, i Pisani, i Visconti, i
Genovesi e i Fiorentini.
La citta' conserva due castelli: la fortezza di Firmafede di origine pisana e
la fortezza di Sarzanello, antica residenza vescovile.
La circonda un borgo murato del cinquecento, del tutto intatto, con mura
e quattro torrioni.
Nel centro storico, dentro le mura, si snoda via Mazzini, che collega
Porta Parma con Porta Nuova, sulla quale si aprono i portali di numerosi palazzi
nobiliari e antiche Pievi:
Sant'Andrea, l'edificio sacro piu' antico della citta' e la cattedrale di Santa
Maria Assunta, sorta sui resti della Pieve di San Basilio che conserva al suo
interno tra le numerose opere d'arte, la spoglie mortali del Papa martire Sant'
Eutichiano.
Tra i palazzi nobiliari ricordiamo, per ordine alfabetico e non per
antichita' nobiliare: palazzo Comunale o Roderio, casa torre Buonaparte,
palazzo Benedetti gia' Mercadante, Berghini, Brondi-Pini, Casoni, De
Benedetti, Fiori, Fontana, Lucri Parentucelli, Picedi,Podesta' Lucciardi,Picedi
Benettini Gropallo, Magni Griffi, Neri, Remedi, Sartori,Tusini, Valenti,
Zacchia - Arzela'.

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Porta romana o di Santa Maria

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Carta di Matteo Vinzoni, cartografo del XVII secolo.Nato a Bonassola (Sp)


1690- Levanto 1773 La carta riproduce il centro storico di Sarzana del XVII secolo
Anno Domini MDXV
In questa data tutta la citta' era circondata da un profondo fossato e ben difesa
dai Torrioni.
A quel tempo correvano tempi difficili per cui il governo gia' da alcuni decenni
aveva fatto chiudere tutte le porte, ad eccezione di quella di San Domenico,
comminando pene severe e perfino alla decapitazione per chi fosse entrato o uscito in
altro modo.
Nella pagina di sinistra vediamo l'antica porta di San Bartolomeo, oggi
conosciuta meglio come Porta Nuova.
Nel 1783 Pietro de Franchi, con un importante intervento di ristrutturazione ha
permesso il suo completo utilizzo.
Ai giorni nostri sono presenti oltre le mura, il Torrione Testaforte, il Torrione di
San Francesco, il Torrione Stella detto anche Torrione San Carlo ed il Torrione
Genovese. Fiancheggiando il fossato giungiamo al Torrione San Carlo e al Torrione
Genovese sul quale e' ancora visibile il marmo con San Giorgio che uccide il Drago
simbolo dell'omonimo banco.A pochi metri dalla porta una stradina acciottolata, via
Torrione Genovese, percorre le antiche mura.

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I TORRIONI

sopra -Torrione Genovese

sotto -Torrione Stella

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sopra - Torrione San Francesco

sotto - Torrione Testaforte

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IL FOSSATO

Il

grande fossato
creato a difesa della
Cittadella.

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Attraverso Porta Nuova si entra in via Mazzini, l'antica via Francigena.

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Via Cittadella

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Via Torrione Stella sud

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Villa Carpena sul Torrione Testaforte

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Da via Mazzini, l'antica


via Francigena, per vicolo
Ivani si accede ai giardini di
Piazza Cesare Battisti.
L'antica cartolina ci
mostra i giardini della piazza e
sul Torrione Testaforte villa
Carpena.
Il Torrione venne fatto
costruire nel 1513 dal podesta'
sarzanese Luchino Stella.
In primo piano nella
cartolina, il monumento a
Garibaldi di Carlo Fontana "il
genio della stirpe".

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Oratorio della Misericordia - E' situato in piazza Firmafede ed e' sede del
Museo Diocesano. La facciata settecentesca mostra un portale dorico con
soprastante timpano aggettante.

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Addossato all'oratorio troviamo il campanile del tardo ottocento con


paramento murario in bugnato e cornici marcapiano.
Nello sfondo il campanile del duomo.

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Una
copia
dell'
Annunciazio
ne ai lati del
timpano.

L'Oratorio della Misericordia, oggi Museo Diocesiano e' stato costituito


per raccogliere e valorizzare il pregevole patrimonio artistico del territorio della
bassa Valdimagra in quella che fu l'antichissima Diocesi di Luni e oggi Diocesi
di Luni-Sarzana.
Costruito verso la fine del 1500 su un edificio preesistente, gia' antico
oratorio o chiesa cimiteriale nella piazza di Firmafede, e'situato nella parte piu'
antica della citta'.Venne edificato dalla Confraternita della Misericordia o dei
Neri, che era stata istituita a Sarzana nel 1578, per assistere indigenti, carcerati
infermi ed ammalati. I confratelli assistevano i malati, confortavano i moribondi
e seppellivano i morti indossando una cappa nera.
Era previsto che la confraternita gestisse anche il Monte di Pieta'.

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L'Annunciazione.
Scuola pisana del secolo XIV
Lupo di Francesco
Un tempo le sculture erano
poste sopra l'ingresso della Pieve di
S. Andrea.

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L'interno della sala d'ingresso raccoglie testimonianze relative al


territorio della Diocesi e il pezzo piu' pregevole e' la mappa del territorio
della Diocesi di Luni-Sarzana disegnata a penna su carta nel 1770 dal
cartografo Matteo Vinzoni.
Nella prima sala troviamo esposti preziosissimi argenti: reliquiari,
cofani, croci, l'ampolla del Preziosissimo Sangue di Gesu',paramenti e
reliquiari astili di fattura gotica databili intorno al XIV secolo.

reliquiario dei capelli


della Santa Vergine

reliquiario della
sSanta Croce

al centro- Ampolla
del Preziosissimo Sangue
di Gesu'.

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Antiche pianete e casule di manifattura fiorentina.

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Croce reliquiario astile - L. Bertalotti ( SS Fabiano Sebastiano


-Falcinello)

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Nella sala n2 opere dal XV al XIX secolo. Gli oggetti esposti


provengono dalla cattedrale di S.Maria Assunta di Sarzana, di S.Maria di
Castelnuovo Magra e dai SS. Fabiano e Sebastiano di Falcinello.
Nella sala n3, sala delle ardesie, sono conservati i capolavori eseguiti con
materiale di ardesia.
Nella sala n4 o del Preziosissimo Sangue; secondo una tradizione
autorevole, nel 782 una barca proveniente da oriente approdo' nel porto di Luni
portando preziose reliquie tra cui quella del Sangue di Cristo. Da quel momento
la sacra ampolla comincio' ad essere venerata dalla popolazione della vasta
Diocesi.
Nella sala n5 dedicata a Domenico Fiasella detto " il Sarzana", il piu'
importante artista della nostra terra e uno dei massimi esponenti della pittura
ligure del XVII secolo. Tra le sue opere presenti ricodiamo la " vestizione di
Santa Chiara" ( in questa tela firmata e datata si puo' scorgere un particolare con
l'autoritratto dell'autore), la vocazione dei SS. Giacomo e Giovanni", due tele con
i SS Francesco e Stefano e una con Santa Agnese e Giovanni Battista

Domenico Fiasella - Adorazione dei pastori.

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D.FIASELLA " Vestizione di Santa Chiara"

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D.FIASELLA" SS Giacomo e Giovanni"

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Domenico Fiasella " il Preziosissimo Sangue"

La tela e' consevata presso l'altare del Preziosissimo Sangue in Duomo.

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D.PIOLA " Il perdono di Assisi

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La Fortezza di Firmafede

La cittadella o Fortezza di Firmafede, anticamente la prima fortezza della


citta', eretta dai pisani e in seguito demolita per far posto alla possente struttura
militare, fu edificata nel 1249 contemporaneamente alla cinta muraria della citta'.
Nel 1324 Castruccio Castracani apporto' numerose modifiche ai sistemi
difensivi.
Succesivamente il complesso venne demolito dai fiorentini guidati da
Lorenzo dei Medici che nel 1494 la riedifico' avvalendosi dell'opera
dell'architetto Sangallo.
Nel 1494 i genovesi rientrando in possesso di Sarzana completarono i
lavori della Cittadella che venne utilizzata in vari modi: come carcere prima e in
seguito per avvenimenti vari.

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L'ingresso della Fortezza

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San Giorgio - Una delle rappresentazioni apposte per conto del banco di
San Giorgio durante l'occupazione genovese.

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Dalla Fortezza di Firmafede si scende in via Mazzini e da qui in Piazza


Garibaldi.

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" Il Genio della Stirpe "- 1914 di Carlo Fontana. Simboleggia il popolo italiano
che guarda all'avvenire protetto da uno dei piu'popolari eroi del Risorgimento.

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Via Mazzini

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Antica fotografia del TEATRO DEGLI IMPAVIDI.


Venne edificato sul soppresso Convento dei Frati Domenicani dagli anni 1807
al 1809 su progetto degli architetti E. Berfigli e B. Valenti.
Subi' danni ingenti con il crollo del soffitto a causa di un bombardamento aereo.
Venne restauratp nel 1996 e nel 2005.

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Via Mazzini ( si intravvede il campanile del duomo).

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Via Mazzini - In primo piano il Palazzo Sartori

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Palazzo Sartori - Edificato nel XIV secolo, assieme al vicino Palazzo Neri,
faceva parte del quattrocentesco convento delle Clarisse. Il palazzo venne retaurato
nel 1850 dalla marchesa Aurelia Pareto Spinola, moglie del marchese Alessandro
Magni Griffi.

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Le piccole arcate, sopraelevate rispetto alla facciata, nascondono la grande


cupola ancora esistente del presbiterio che un tempo fu della chiesa del convento delle
Clarisse.
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Portale di palazzo Sartori.

La figlia Marchesa Teodora Magni Griffi sposa il generale Sartori.

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Queste foto, assieme a quelle delle pagine seguenti, sono state


cortesemente consentite dall'ultima discendente della famiglia, la n.d. Laura
Sartori, morta nell'anno 2002 ultracentenaria.
Il portale, un tempo sempre aperto, introduceva ad un ampio ingresso
col selciato in pietra diviso da arcate sorrette da colonne ugualmente in pietra.
Nel silenzio della casa, l'atrio, spento nella penombra,apriva ad un
giardino interno pieno di luce e di piante verdi.
In quel giardino,un tempo chiostro, nascosto all'interno del palazzo, con
le sue semplici piante e i rampicanti che risalivano gli antichi muri, era facile
rievocare fugaci figure femminili coperte di veli bianconeri.
L'ampio scala portava al primo piano dove ogni stanza affrescata era
arredata con mobili d''epoca.
Al secondo piano viveva Lei, donna Laura, nel suo salotto col
pianoforte, le cornici con le foto di generali pieni di medaglie, di donne con le
crinoline e paffuti bimbi posati su cuscini. Nata nell'ottocento appartenne a tre
secoli. Si allontano' dal suo palazzo su un feretro di fiori bianchi.
Oggi la sua casa non e' piu' la stessa.

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Semplici colonne in pietra sorreggono gli archi del soffitto.

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Un gatto sull'uscio e un coniglietto nel giardino, gli antichi animali di casa.

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Nell'atrio si scorge ancora un'anfora un tempo utilizzata per decorare l'atrio


con fiori. E' usanza ogni anno a Sarzana, nel mese di maggio, decorare gli atrii delle
case nobiliari con fiori e motivi decorativi. Gli atrii vengono abitualmente aperti al
pubblico. L'atrio di casa Sartori, da tempo chiuso, era tra i piu' ammirati.

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Fuori nel sole i fiori e le


piante.

Dentro, sull' ardesia


del davanzale, il simbolo
della Passione - Jesus
Salvator Hominum

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Via Mazzini

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Palazzo Sartori e palazzo Massa-Neri


Il covento delle Clarisse, divenuto palazzo Sartori e Massa-Neri e quello
dei Domenicani, oggi teatro degli Impavidi, demoliti all'epoca napoleonica,a
differenza degli altri ordini conventuali, non vennero piu' riedificati.

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Palazzo Massa Neri

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Palazzo
Valenti delimita
quello che un
tempo era il
convento delle
Clarisse.

a sin. - Palazzo Massa Neri


Sorge nel centro di Sarzana proprio di fronte alla cattedrale dedicata a
Santa Maria Assunta.. Il palazzo e' di stile neoclassico e sorse come parte del
complesso monastico di clausura delle Clarisse. All'interno conserva ancora
alcune delle caratteristiche tipiche degli spazi conventuali. In seguito agli
espropri della dominazione francese palazzo Neri cambio' destinazione d'uso e
divenne sede della Locanda della Posta, luogo di ristoro per viaggiatori.
L'edificio prese l'aspetto attuale dopo l'acquisto da parte di Filippo Neri.
L'interno dell'edificio si presenta di interesse artistico e di estrema bellezza per gli
scaloni in marmo pregiato e i saloni finemente affrescati. Bello il cortile ricavato
dall'orto del convento..

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La chiesa di Santa Maria Assunta, iniziata nel XIII secolo, venne elevata dal
pontefice Paolo II, a meta' del XIV secolo, a cattedrale della Diocesi di Luni

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Il campanile venne terminato nel 1432

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Facciata e rosone della chiesa di Santa


Maria Assunta di Sarzana. Opera di Leonardo
Riccomanni da Pietrasanta.
La Cattedrale di Santa
Maria Assunta fu edificata nel
centro storico di Sarzana
sull'area dove sorgeva l'antica
Pieve di San Basilio.
Iniziata a partire dal
1204 i lavori terminarono nel
1474 col compimento della
parte superiore della facciata
ad
opera
dell'architetto
Riccomanni da Pietrasanta.
Nel 1735 vennero
collocate sulla sommita' le
statue dei tre papi sarzanesi.

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Papa Sant'Eutichiano

Sul vertice della capriata troviamo Papa Eutichiano, nato a Luni nel giugno
del 228 e morto nel dicembre del 283.
Il suo epitaffio originale venne scoperto nelle catacombe di San Callisto
lungo la via Appia, nella cripta dei papi, nell'800, dall'archeologo De Rossi che
ne trovo' la lastra tombale con il nome.
Esso dice ...Eutichianus...natione Tuscus de civitate Lunaee dal quale si
deduce che il papa provenisse dall'antica colonia romana di Luni. Interessante
sapere come le spoglie mortali di questo pontefice siano giunte a Sarzana:
Per molti secoli le sue reliquie rimasero a Roma finche' un gentiluomo di
Sarzana, Filippo Casoni, le chiese con insistenza a papa Innocenzo X per poterle
riportare nella terra natale del Santo, anche se non proprio nella citta' di Luni in
quel momento distrutta dai Normanni e abbandonata.
Innocenzo X trovo' giusta la richiesta e concesse le reliquie. Quando
Filippo Casoni divenne vescovo di Fidenza, le porto' con se' e alla sua morte le
destino' per testamento alla cattedrale di Sarzana
Eutichiano fu vescovo di Roma e 27Papa della chiesa cattolica. Le sue
spoglie mortali sono contenute in un' urna sotto l'altare maggiore di questa
Cattedrale. Unico papa sepolto fuori della basilica di San Pietro.

65

Papa Sergio IV

Papa Sergio IV nato Boccadipecora o Boccadiporco a Roma ...morto a


Roma nel maggio del 1012. La data di nascita e' sconosciuta e il suo vero nome si
ritiene essere stato Pietro Martino ma adotto' il nome di Sergio al momento
dell'ascesa al pontificato.
Viene anche citato come il primo Papa ad aver adottato un nuovo nome,
anche se in realta' i primi furono: Giovanni II, Giovanni XII e Giovanni XIV.
Pietro era figlio di un calzolaio che viveva a Roma e nonostante le origini
umili della sua famiglia si destreggio' molto bene dopo esser entrato nella Chiesa e
ne sali' rapidamente la gerarchia.
Nel 1004 divenne vescovo di Albano; quando nel 1009 Giovanni XVIII
abdico' Pietro divenne Papa. Consacrato dopo la morte del precedessore adotto' il
nome pontificale di Sergio IV. Gli furono attribuiti molti atti tra i quali alleviare la
carestia di Roma, l'esenzione dalle tasse ai monasteri e una bolla in cui chiedeva la
cacciata dell'Islam dalla Terra Santa.

66

Papa Niccolo' V

Tommaso Parentucelli nato a Sarzana nel novembre del 1397 da un medico


e da madre fivizzanese venne allevato da Tommaso Calandrini, secondo marito
della madre.
Studio' grammatica a Lucca e si laureo' in teologia a Bologna nel 1420.
Di ingegno vivace e di spirito conciliante fu consacrato sacerdote dal
vescovo di Bologna che lo volle anche suo segretario nei viaggi in Francia ed in
Inghilterra alle corti dei re e in Germania per il Concilio di Basilea.
La profonda dottrina teologica del Parentucelli si evidenzio' nel Concilio di
Firenze. Questa sua fama fu condivisa dal pontefice Eugenio IVche in breve tempo
insigni' il Parentucelli di importanti cariche ecclesiastiche; nel novembre 1444 lo
nomino' Vescovo di Bologna e poco dopo Cardinale.
Nel 1447 eletto Papa col nome di Niccolo' Vfu il costruttore della nuova
Roma dove restauro' le grandi basiliche ad iniziare da quella Vaticana. Riedifico'
mura e ponti sul Tevere.
Niccolo'V , uomo di grande cultura, si circondo' di letterati e artisti tra cui il
Beato Angelico che affresco' la Cappella Niccolina..
La morte lo colse nel marzo 1455.

67

Il
portale
strombato, sovrastato
da una mandorla a
mosaico raffigurante S
Maria Assunta e' opera
di
Michelino
da
Vivaldo.

68

La navata centrale.

69

Da rilevare le altissime arcate e le snelle colonne marmoree ottagonali.

70

71

Ancona dell'Assunzione - La gloria dell'Assunta - dell'artista


carrarese Giovanni A. Cybei

72

Ricchissimo soffitto barocco di smalti e oro.

73

74

a sinistra :Ancona dell'incoronazione

a destra: Ancona della purificazione

75

L'altare maggiore con le reliquie di Papa Eutichiano

76

L'urna contenente le reliquie.

77

Sull'altare il Crocifisso di Mastro Guglielmo

78

La Croce dipinta ( tela dipinta applicata su tavola) del maestro Guglielmo


del 1138.

79

Fiasella - le SS Apollonia, Lucia e Barbara.

80

Fiasella - i SS Lazzaro, Nicola di Bari e Giorgio -

81

Niccolo' V incorona Federico III

Il martirio di S.Eutichiano

82

La Visitazione - Fiasella

83

Cappella di San Agostino


a destra- San Giovanni Nepomuceno e Santa Caterina dei Fieschi- G.A.Cybei

84

G.A.Cybei
Sant'agostino

85

Altare del Preziosissimo Sangue

86

Domenico Fiasella - Ampolla del Preziosissimo Sangue

87

DOMENICO FIASELLA detto" il Sarzana".


Nasce a Sarzana nel 1589 da una famiglia originaria del borgo di Trebiano.
Mostra subito una particolare attitudine per la pittura e mons. Salvago,Vescovo di
Sarzana, lo raccomanda presso la bottega del Paggi a Genova. Qui Fiasella
imparo' l'arte e in poco tempo si sposto' a Roma dove vide direttamente l'opera di
Raffaello Sanzio, di Michelangelo, Tiziano, Sebastiano del Piombo, dei Carracci
e Caravaggio.
Per
farsi
notare Fiasella dipinse
una tela, -la
nativita' del Signore-,e
la pose
senza
nome ma bene in vista
in
una
esposizione in Santa
Maria alla Scala.
Il quadro era un
notturno, genere
piu' volte replicato dal
pittore,
che
mostra uno stretto
legame
col
caravaggismo; l'opera
venne vista ed
apprezzata da Guido
Reni. La pittura
del Fiasella non ha la
vividezza
luminosa
del
Caravaggio ma il
suo e' un racconto
raffinato e sereno,
la sua luminosuta e'
pacata; ha nei suoi
personaggi
un'
aristcrazia
nei
modi assieme alla
naturakezza
e
l'eleganza delle stoffe.
Attorno al
1617 Fiasella ritorna a
Sarzana.
Dipinge la Madonna e San Lazzaro per la parrocchia di San Lazzaro e
l'adorazione dei pastori, un notturno, per la chiesa di San Francesco in
Sarzana.Un anno dopo si reca a Genova dove esegue una serie di affreschi con
soggetto le storie di Ester, il martirio di Santa Barbara nella chiesa di San
Marco,e l'Assunzione di Nostra Signora del Monte.
La maggior parte delle sue opere e' conservata nelle chiese e nei musei
liguri ma molte sono trasmigrate all'estero; sono al Louvre, al Ringling Museum
of Art ( in Florida) e al museo Bruckental di Sibiu ( Romania).
A Sarzana troviamo: Madonna con San Lazzaro (il suo primo dipintonella chiesa parrocchiale.di San Lazzaro) Adorazione dei Pastori ( chiesa di San
Francesco) I Santi Nicola, Lazzaro e Giorgio (nella cattedrale,) Santa Lucia,
Cecilia e Apollonia ( nella cattedrale) La Visitazione ( primo dipinto di Fiasella
per la cattedrale di Sarzana),Martirio di S. Andrea, Strage degli Innocenti, San
Nicola da Tolentino, Madonna col Bambino ei SS Francesco e Felice ( cattedrale)
Miracolo della mula ( San Francesco).

88

Domenico Fiasella - La strage degli innocenti

Domenico Fiasella - Il maertirio di Sant'Andrea

89

E Agnesini - San Lazzaro e


Sant'Andrea

90

Solimena - Il Volto Santo e i SS Lorenzo, Clemente papa e Filippo Neri.

91

sopra -memoria di
Pietro Catalano

sotto - tomba di
Andreola dei Bosi madre
di Papa Niccolo' V.

92

L'organo monumentale che sovrasta l'uscita. Serassi Opus - 1840

93

Oratorio di San Girolamo

L'oratorio di San Girolamo sorge a lato della cattedrale di Santa Maria Assunta
e dopo i recenti restauri ci appare come uno tra i piu' eleganti edifici dell'architettura
barocca del '700. Sorto su un precedente oratorio risalente alla meta' del XV secolo,
venne eretto dalla confraternita di San Girolamo col permesso dei Domenicani del
vicino convento. La Confraternita di San Girolamo e' tra piu' antiche di Sarzana, se
ne hanno notizie dal 1470. L'edificio ha pianta quadrangolare con un unico altare per
il quale venne commissionata una pala in terracotta policroma e invetriata che dalla
critica venne assegnata ai Della Robbia.
L'opera e' stata rimossa e collocata nella vicina cattedrale, nel transetto destro.
Le finestre che immettono luce nell'interno, centinate e ovali, illuminano un
grane affresco della cupola.

94

Interno dell'oratorio.

95

PalazzoPicedi Benettini gia' De Benedetti Podesta' - Sorge sulla piazza


Nicolo' V; e' un robusto edificio quadrangolare sorto nel sec. XVI e molto
rimaneggiato nel XIX. Venne fatto costruire dal Cardinale Filippo Calandrini,
penitenziere Apostolico di Papa Nicolo' V, sul medioevale Palazzo Comunale (
dove Dante, ambasciatore dei Malaspina, tratto' la pace di Luni (1306)con il
Vescovo Antonio da Camilla di Caztelnuovo). Il piano terreno e' caratterizzato da
una copertura muraria a bugnato. Una cornice marcapiano sottolinea le ampie
finestre del piano nobile. L'atrio presenta una volta a padiglione e un pavimento di
lastre d'ardesia, materiale usato anche negli stipiti delle poerte e nelle
scale.All'interno del piano nobile reca numerosi affreschi di luigi Belletti che si
ispiro' al suo predecessore Fiasella
Nel 1560 il palazzo passa ai discendenti De Benedetti che l'adornano con
affreschi neo-classici eseguiti da pittori sarzansi. Il marchese ammiraglio Filippo
De Benedetti sposa nel 1880 la contessa Eugenia Benettini. Nella facciata il
portone principale che da' accesso al piano nobile e' sovrastato dallo stemma di
famiglia: un leone rampante coronato con palma.

96

Portale del palazzo - interessante il picchiotto del portone.

97

Lo scalone d'ingresso e' decentrato rispetto al portone.

98

L'atrio, col pavimento a grandi lastre di ardesia, ospita quest'anno una


rappresentazione di carattere floreale - musicale.

99

Il palazzo presenta grandi saloni e importanti soffitti affrescati.

100

101

Gli splendidi affreschi del piano nobile sono di Luigi Belletti, pittore del XIX sec.

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109

Oratorio di Santa Croce


L'edificio sorge in via Rossi,piccolo borgo parallelo alla via Mazzini, che
collega l'abside della Cattedrale a quello della Pieve di Sant'Andrea.
A motivo del suo orientamento e della sua struttura rettangolare si
suppone fosse sorto su un preesistente edificio, forse medioevale simile a quella
di edifici religiosi "ad aula" eretti in Liguria dagli ordini religiosi mendicanti.Le
notizie storiche si hanno nel XVI secolo quando divenne sede della
Confraternita di S. Croce. Sull'altare maggiore si trova la copia del Volto Santo di
Lucca in legno policromo mentre i due laterali ospitano ( sempre in legno
policromo) due eleganti sculture: un Crocifisso e una Madonna Addolorata.

110

Crocifisso del
sec XVII ( anonimo)

Madonna dai
dolori di G. Arata

sette

111

Via Mazzini - Palazzo Vescovile

112

Venne edificato dopo il 1475, data in cui a Sarzana venne conferito il


titolo di citta' e la chiesa di Santa Maria Assunta divenne cattedrale; grazie anche
all'intervento del Cardinale Filippo Calandrini.
Papa Paolo II stabili' che il Vescovo di Luni, allora Parentucelli, primo
Vescovo della Diocesi di Sarzana, dovesse lasciare la sede di Luni, l'antica citta,'
e portare la residenza stabile in Sarzana.
Il palazzo venne completato quindi da Antonio Maria Parentucelli, primo
Vescovo della nuova Diocesi di Luni-Sarzana nel 1471.
Ampliato in epoche sussessive presenta ancora oggi interni affrescati ed
arredati, fra cui la sala maggiore e la cappella. Nella sala principale vennero
dipinti affreschi di Prelati e Vescovi tra i quali Papa Niccolo' V e il Cardinale
Filippo Calandrini ( fratello di Papa Nicolo' V)
Sul portale la lapide marmorea della Diocesi: una mezzaluna e una stella a
otto punte accanto al bastone episcopale.

113

Palazzo Tusini.

Tra gli edifici storici piu' antichi di Sarzana vi e' sicuramente palazzo Tusini.
Venne costruito su commissione della famiglia Bernucci sul finire delsecolo
XVI. Sorse sicuramente sulle fondamenta di un adificio medioevale perche' se ne
rinvennero tracce durante recenti lavori di restauro .Il palazzo come ci appare oggi
risale al XVIII secolo. Nell'atrio del palazzo, nel soffitto, possiamo ammirare
affreschi neoclassici ( in alcuni punti sono stati rovinati durante il secondo conflitto
mondiale) e quelli sulle pareti laterali hanno subito diversi rimaneggiamenti a causa
di problemi di umidita'.Il pavimento e' in marmo bianco e grigio ricostruito simile
all'originale.

114

La grande scala affrescata.

115

L'atrio, come di consuetudine nel mese di maggio, adorno di fiori, rappresenta


quest'anno la scena di un'opera lirica.
116

L'affresco del soffitto dell'atrio.

117

Palazzo Tusini
L'atrio infiorato.

118

Cortile di palazzo Tusini.


Le grandi vasche di pietra per l'olio.

119

L'antica pasticceria Gemmi

120

GEMMI

La
pasticceria
Gemmi,
nello
storico
palazzo di via Mazzini, nel
1934 venne rilevata da
Silvano
Gemmi
da
pasticceri svizzeri che
l'avevano fondata a meta'
ottocento.
La figlia Fiammetta
pur
conservandone la
tradizione dolciaria ne ha
fatto
un
punto
di
riferimento culturale e
storico.

121

Via Mazzini

122

Palazzo Picedi - Benettini - Gropallo

123

Palazzo Picedi Benettini Gropallo


Il palazzo ha una facciata settecentesca caratterizzata al piano terra da un
paramento di bugnato ornato da splendide inferriate.alternate a portali in marmo.
Sul portale d'ingresso lo stemma gentilizio della famiglia. Al piano nobile la
facciata presenta finestroni ornati da frontoni triangolari alternati a curvilinei. e
completati da motivi floreali. Nell'atrio due busti di imperatori romani; pavimento a
scacchiera in marmo bianco e grigio.

124

Lo stemma marchionale
e le splendide inferriate

Palazzo
Picedi Benettini Gropallo

125

126

Atrio di palazzo Picedi Benettini Gropallo arredato con fiori e personaggi di


opere liriche.

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128

Lo scalone e il pianerottolo di palazzo Picedi Benettini Gropallo.

129

L'ampio corridoio sbarrato da un elegante cancello in ferro battuto.

130

Palazzo Magni Griffi

131

La struttura del palazzo risale al 700 ed e' stato realizzato in stile


neoclassico. La facciata si sviluppa su quattro piani; sobria ed elegante nel suo
insieme. Il pianterreno della facciata e' caratterizzara da un paramento murario in
bugnato liscio nel quale si aprono le finestre inferriate. Il portale e' stato realizzato
in marmo; l'architrave che sovrasta il portale richiama le decorazioni del tempio
greco. Ai piani superiori le finestre alternano timpani e frontoni
curvilinei.L'ampio atrio e' sorretto da colonne e il cortile interno ha pareti dipinte.

132

133

L'ampio atrio e' arredato e fiorito a tema come quelli degli altri palazzi
gentilizi.

134

Quattro colonne di marmo su un alto basamento sorreggono le volte.

135

Sempre in via Mazzini troviamo la casa o torre dei Bonaparte..Un marmo


recita:
NEL CENTENARIO DI NAPOLEONE I MDCLXIX -MCMLXIX

136

Portale dei Bonaparte.

137

Nell''atrio infiorato scena e musica di Verdi

138

OPQL QUI LA CASA E LA TORRE DEI BUONAPARTE DA CUI NAPOLEONE

139

La Pieve di Sant'Andrea e' sicuramente un edificio sacro di grande interesse. E'


stato edificato sopra una precedente costruzione di epoca medioevale ed e'
sicuramente un monumento tra i piu' antichi della citta' tanto che se ne hanno
testimonianze fin dal XII secolo.

140

Il portale e' sormontato dal simbolo degli Anziani di Sarzana:la stella a otto punte.

141

Il portale in facciata presenta stipiti costituiti da cariatidi femminili

142

La navata centrale.

143

144

I due altari laterali.

145

146

Lo splendido fonte battesimale e' opera di Giovanni Morello.

147

Il Redentore di Carlo Fontana.

148

Lupo di Francesco - L'Annunciazione ( secolo XIV)

Opere del XV secolo. - Pietro, Paolo e Andrea; le statue un tempo


all'esterno dell'edificio sono state spostate all'interno nel secolo scorso,
149

Fiasella - Vestizione di Santa Chiara.

150

G. A. Bongianus - Madonna
col Bambino e i SS. Fabiano e
Sebastiano.

151

Lastra tombale
terragna assegnabile al
medioevo. Non vi
sono documenti che ne
accertino la data e
anche se l'anno e'
illeggibile la sua
qualita' scultorea e le
argomentazioni di uno
studioso sarzanese in
merito alla identita' del
defunto fa si che venga
attribuito
ad
un
membro della famiglia
Mercadanti,
nobili
dell'epoca.

Acquasantiera marmorea

152

Sull'ingresso uno splendido organo settecentesco

153

Via Mazzini

154

Piazza della Calcandola

Il monumento ai
Caduti della I Guerra
mondiale venne inaugurato
nel 1934 e occupa la parte
centrale
della
piazza
Matteotti, gia' Calcandola,
dal nome del torrente xhe
vi scorre sotto.
Realizzata
dallo
scultore Carlo Fontana, in
marmo bianco di Carrara,
rappresenta lo sforzo
dell'italia per vincere la
guerra.
Sulla sommita' la
vittoria alata in bronzo,
sempre dello steso autore e'
chiamata
anche
"la
Procellaria"

155

Il Municipio

Palazzo Roderio

156

Portale d'ingresso.

157

Palazzo Roderio - Cortile interno.


Sono visibili alcuni reperti della zona archeologica dell'antica Luni.

158

159

Atrio infiorato

160

161

sopra Bolla - Romanus


Pontifex del 21 luglio 1465
di Papa Paolo II il quale
constata l'impossibilita' di
una rinascita della diocesi
di Luni e riconosce
definitivo ed irreversibile il
trsferimento della sede a
Sarzana assegnando alla
Diocesi denominazione e
titolo di Luni-Sarzana

Sigillo della bolla di Paolo II raffigurante S Pietro e San Paolo.

162

sottoSigillo in
cera
bruna
raffigurante
l'imperatore
Federico
Barbarossa

Diploma dell'imperatore Federico Barbarossa che nel 1163 affranco'


Sarzana dall'egemonia vescovile, la rese libera di riscuotere dazi e pedaggi sul
litorale di Luni, le concesse di circondarsi di mura e di tenere mercato.
Posta sotto la protezione dell'imperatore, a motivo di queste concessioni,
nel 1170, Sarzana ritenne favorevole trattare un accordo coi Vescovi

163

Pergamena del Diploma di Federico II tratto dal Registrum Vetus


Questa e' la ritrascrizione del primo diploma con il quale Federico II
riconferma quanto stabilito dal suo avo Federico Barbarossa nel 1163.
Con questo Diploma, nel 1201, il borgo e' posto sottola diretta protezione
dell'impero e nessun signore potra' esercitare diritti signorili e giurisdizionali su
di esso.

164

Pergamena del Diploma di Federico III dal Registrum Vetus.


L'imperatore che era stato incoronato re dei romani nella basilica
vaticana dal Papa sarzanese Niccolo' V, su sollecitazione del Cardinale
Calandrini, conferi' nel 1469, con proprio Diploma, a Sarzana, il titolo di citta'
assegnandole come distretto la giurisdizione sulla antica colonia di Luni.
Dunque i poteri piu' rappresentativi del tempo, il Papa e l'Imperatore
riconoscevano a Sarzana il ruolo di capitale della Lunigiana.

165

Pergamena del Decreto del doge della Repubblica di Genova con cui nel
1738 venne istituito il Libro d'Oro della nobilta' sarzanese.

Ambito dei Gagini


San Giorgio e il
drago Palazzo comunale

166

Sigilli notarili sarzanesi del 1400

167

168

169

170

171

Piazza della Calcandola oggi piazza Matteotti, un tempo alberata.

172

173

Palazzo Benedetti - Del secolo XVIII nel corso degli anni e' stato molto
rimaneggiato. Il portone principale, decentrato, e' sovrastato dallo stemma di famiglia.

174

Sull'architrave del portale il motto " VIRTU


DUCE"
175

Palazzo Parentucelli.

176

Nei medaglioni la Vergine e San Giuseppe

Ingresso del palazzo sotto il porticato.

177

L'atrio fiorito rappresenta un'opera lirica. Gli abiti dei personaggi


appartengono alla Scala di Milano.

178

Palazzo Lucri o Calandrini Parentucelli e' un ampio e maestoso palazzo


collocato sulla piazza Matteotti sull'angolo nord-ovest, quasi di fronte a palazzo
Roderio. Poggia su un ampio porticato e la facciata e' decorata dallo stemma di
Antonio Maria
Parentucelli in
un
doppio
medaglione
raffigurante la
Vergine
Immacolata
e
San Giuseppe.
E'
conosciuto
soprattutto per
una storia che
gli
dette
prestigio. Il 15
novembre 1397
vi
nacque
Tommaso
Parentucelli,
figlio del medico
Bartolomeo
Parentuccelli e
di Andreola
.di ser Tomeo di
Verrucala dei
Bosi,
che
divenne Papa
col nome di
Niccolo' V.
All'intern
o uno stemma
marmoreo del
XV secolo
con la sigla
N.PP.Vricord
a Papa Niccolo'
V.

179

Palazzo Remedi

Si affaccia su piazza Matteotti ( gia' V.Emanuele);edificato nel 1400 il


palazzo e' il risultato di diverse fasi costruttive. Il porticato marmoreo del 1300 e'
ancora visibile e il portale d'ingresso risalente al sec. XVIII e' sovrastato dallo
stemma dei marchesi Remedi.
180

La facciata lineare e' segnata da un marcapiano che divide il piano terra da


quelli superiori. Sulla stessa sono rimasti i segni degli stemmi scalpellinati durante il
periodo della rivoluzione francese.

181

L'atrio fiorito arricchito con uno splendido costume di scena

182

L'edificio e' a pianta rettangolare con un piccolo cortile interno. L'atrio


presenta tondi e medaglioni del '700 e '800, e' di forma rettangolare con pilastri a
sezione quadrata e una grande ninfa secentesca che gli conteriscono un insieme
monumentale.

183

184

Il grande salone con pareti e soffitto affrescati

185

186

187

Sotto i veli dell' affresco si


intravvedono i segni zoodiacali

188

Le pareti della stanza erano un tempo del tutto affrescate.


Infatti in alcuni punti, parte degli antichi affreschi sono stati salvati.

189

Negli angoli della stanza rimangono tracce degli antichi affreschi

190

191

Palazzo Fontana -

192

Un tempo fu residenza del marchese Bordigoni, poi dei Sarteschi e


successivamente dello scultore Carlo Fontana prozio dell'attuale proprietaria
Francesca Fontana.

193

L'atrio infiorato con esposizione di costumi del Teatro alla Scala di


Milano. Il marmo, opera di Carlo Fontana, rappresenta Prometeo liberato.

194

Il grande salone affrescato conserva molte opere del maestro.

195

196

197

Le grandi stanze, splendidamente arredate,hanno soffitti affrescati.

198

Un delicato affresco recuperato dall'attuale discendente dello scultore.

199

Una delicata scultura in bronzo: la zanzara.

200

Il bozzetto per l'Altare della patria a Roma.

201

In primo piana l'autoritratto di Carlo Fontana, Da notare il vigore che l'artista


ha saputo rappresentare con l'auriga del carro. Splendida la forza dei cavalli.

202

Un bronzo e due terrecotte di Fontana.

203

Carlo Fontana nato a Carrara nel 1895 ma sarzanese di adozione,


frequento' l'accademia di Belle Arti a Carrara specializzandosi in scultura con
ottimi risultati per cui piu' volte venne premiato in numerosi concorsi.
Si
trasferi' prima a Roma
poi a Napoli
ottenendo
molti
incarichi
e
importanti
riconoscimenti.
Con la sistemazione di
piazza Venezia,
a Roma, nel 1908 gli
venne affidata la
realizzazione di una
delle quadrighe
da collocarsi sulla
sommita'
del
monumento,
dove
venne posta nel
1927 e dove ancora
oggi possiamo
ammirare. Importante
figura
della
scultura italiana del
primo
novecento rientra a
Sarzana
e
prende dimora nel bel
palazzo
in
piazza
Vittorio
Emanuele oggi
Matteotti.
Per la
piazza del Comune
dove un tempo
sorgeva il monumento,
opera di Matteo
Cividali del XVI sec. san Giorgio a cavallo che uccide il drago - demolito dai sarzanesi all'epoca della
rivoluzione francese, Carlo Fontana vi realizzo' nel 1934 la sua Procellaria, un
bronzo che svetta su
un grande monumento
dedicato ai Caduti.
Per la sua
Sarzana egli realizzo'
anche il Titano - il
genio della stirpe- in
marmo
bianco,
monumento che sorge in
piazza
Garibaldi
davanti al teatro degli
Impavidi.
Le sue opere
sono anche alla Spezia: il
monumento
ai
Caduti alla Chiappa e alla
Maddalena per i
Marinai della corazzata
Roma.
Negli anni
della seconda guerra molte
sue opere, di cui
non si hanno piu' notizie,
andarono distrutte a
causa degli eventi bellici.
Autoritratto
Negli ultimi anni
della sua vita trascorsi a
Sarzana continuo' la
sua opera con impegno e
operosita' sino al
1956 anno della sua morte.
Il palazzo conserva molti suoi lavori in bronzo e marmo. Una serie di
preziose terrecotte e gessi sono esposti nell'ingresso del palazzo.

204

C. Fontana - Lo scultore Pietro


Tacca - Giardino dell'Accademia

C. Fontana - Opere dello scultore


esposte nell'atrio della sua casa a Sarzana.

205

Palazzo Podesta' Lucciardi

206

Il palazzo a pianta quadrangolare e' in stile neoclassico con un'altana a


forma di tempietto caratterizzato da colonne doriche.
E' stato costruito nel 1818 su progetto dell'architetto Carlo Barabino ( lo
stesso che progetto' il Teatro Carlo Felice di Genova.) per la famiglia Podesta'.
L'edificio si sviluppa su tre piani dissimili per stile e altezza dei soffitti.
Il piano nobile ha cinque ampie finestre rettangolari delle quali, quella
centrale si apre ad un balcone con balaustra a colonnine in marmo. Le finestre del
secondo piano sono la meta' delle sottostanti mentre quelle del piano ultimo
mostrano anch'esse colonnine in marmo bianco come il balcone.
L'atrio e' di ampia dimensione e mostra un pavimento damier bianco e
grigio. La volta e' sorretta da quattro colonne doriche in muratura con capitelli in
marmo. Una parte dell'atrio mostra un allargamento con volta a crociera e un
pregevole lampadario di ferro battuto.

207

208

L'atrio infiorato del palazzo e un delicato costume di scena.

209

Via Bertoloni - La via che unisce piazza Matteotti a Porta Parma.

210

Palazzo Fiori.

211

Palazzo Fiori

Venne restaurato dalla famiglia Capitani all'inizio dell'ottocento. La


facciata presenta un portale in marmo bianco decorato e intagliato con nastri e
ghirlande. Ai lati altri archi , semplici e delicati, sempre in marmo.

212

Sull'architrave la scritta di Orazio "Me expectat serena senectute" posta dal


proprietario che la morte della moglie spinse ad abbandonare il palazzo anzitempo.

213

L'atrio. e' ampio e semplice col pavimento in marmo, il soffitto ha volte a


crociera. Ai due lati si aprono quatro nicchie destinate ad accogliere busti o statue dei
quali sono rimasti i piedistalli.

214

L'atrio infiorato

sotto- esposizioni di anni passati

215

Palazzo Berghini

E' un palazzo di stile rinascimentale fatto costruire dalla famiglia De


Benedetti e' passato in seguito alla nobile famiglia Berghini.

216

Il grande portale marmoreo del palazzo.All'interno ha un grande scalone con


ringhiera di ferro battuto di modello francese. Notevoli gli affreschi del primo piano.
217

Seminario Vescovile.

218

Ingresso
e
seminario Vescovile

atrio

del

Il primo seminario vescovile


donato al Vescovo con un sinodo
del 1595 dal popolo sarzanese e
costruito vicino alla cattedrale
venne trasferito in seguito in un
edificio eretto sul luogo dove
sorgeva il monastero delle Clarisse
che per motivi di difesa della
citta',ovvero costruire delle mura,
era stato trasferito in via Mazzini
dove oggi troviamo i palazzi
Sartori- Neri
Il seminario era adibito a
scuola di formazione ecclesiastica
poiche' un passo delle Costituzioni
Sinodali prescriveva che nessuno
venisse assunto al sacerdozio se
non avesse prima imparato la

grammatica.
In questo seminario sono
affluiti per 400 anni i giovani
provenienti dalla Lunigiana per
prepararsi a diventare sacerdoti.
L'attuale costruzione, del
1616, e'stata piu' volte ampliata e
ristrutturata. Oggi il seminario e'
anche sede della Biblioteca
Niccolo' V e degli archivi
Lunensi.
Conserva anche il Codice
Pelavicino, una delle piu'
importanti
raccolte
documentarie
del
periodo
feudale concernenti le Diocesi
Lunensi

219

Sugli angoli delle strade della citta'


splendide piccole artistiche Madonne ...

220

...e vicoli ombrosi nei quali si aprono le botteghe degli antiquari e dei
resturatori

221

Piazza Luni - alle spalle di Palazzo Roderio

Per via Bertoloni verso Porta Parma

222

Porta Parma

223

Da Piazza Garibaldi si scende in Viale XXI Luglio per la stazione


ferroviaria

224

Sui due lati eleganti costruzioni con giardino.

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228

229

Delicate cancellate
recinzioni liberty.

230

231

232

Villa Carpena - costruita sul Torrione Testaforte.

233

Villa Neri costruita vicino a Porta Nuova.

234

235

Ospedale di San Bartolomeo

L'Ospedale di San Bartolomeo trovandosi sulla via Francigena fuori della


porta di Imoborgo a Sarzana fu un centro importante per i pellegrini diretti a Roma
e a Giacomo di Compostela. Lo troviamo citato in due documenti del 1129, (oggi
spariti).

236

In alto nelle nicchie i busti dei benefattori.

237

Villa Pratola sulla via Aurelia.

238

239

Attrverso
la
cancellata e la recinzione si
intravvede
sul frontone
della villa settecentesca lo
stemma nobiliare
dei
Marchesi Remedi.

240

241

Villa Ollandini - al termine di viale Mazzini.

242

Non si conosce il nome del progettista ma sicuramente fu un architetto


genovese. Intorno alla fine del settecento la famiglia Ollandini, originaria di Lerici
decise di edificare qui la propria residemza e nel 1738 venne ascritta nel registro
nobiliare di Sarzana.
243

244

Il giardino, opera dell'abilita' del genovee Canzio,


raccoglie centinaia di piante esotiche purtroppo in grave
abbandono. La villa, venduta e utilizzata nel 1938 a
Preventorio Antitubercolare, e' da anni in abbandono.

245

Interessanti elementi architettonici quali la voliera, il chiosco, il laghetto, il


tempietto e un edificio purtroppo irrecuperabile sono collocati nel bosco.
Una lapide del panterreno ricorda la visita della regina Maria Adelaide di
Savoia nel 1854.

246

Malgrado l'incuria si sono conservate nel tempo decine di piante rare che
testimoniano ancora la ricercatezza e l'attenzione degli Ollandini per il giardino.

247

Stemma marchionale della famiglia che proveniente dal genovesato si


imparento' coi conti Picedi.
248

Villa Gropallo a San Michele

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Un grande parco.

254

Il giardino con la peschiera

255

Chiesa di San Francesco


Pare che la chiesa e l'annesso convento siano stati voluti dal Santo stesso
durante una sua visita nella citta'. La chiesa e' formata da una unica navata
secondo lo stile monastico del 1200; nel transettodi destra si trova la tomba del
vescovo Bernabo' Malaspina morto nel 1338.

256

Sarcofago di Bernabo' Malaspina

Il sarcofago e' retto da quattro leoni e da una cariatide; il tutto posto su una
mensola in marmo con le figure dei simboli evangelici e gli stemmi dei Malaspina.
Questo monumento sepolcrale, nell'intenzione dei committenti, doveva
moatrare la potenza della casata marchionale.
Il vescovo Malaspina, coadiuvato sicuramenrte dal potente cugino Spinetta
Malaspina detto il grande aveva sottratto ai pisani nel 1335 la citta' si Sarzana.
La tomba di Bernabo' fu progettata per contrapporsi a quella di Guarnerio e
somigliare al sarcofago del vescovo Fiesch.i ( data la parentela delle due
famiglie)che si andava erigendo a Genova.
Appare opera di piu' maestri di personalita' diverse, a cominciare dalla
piattezza dei simboli degli evangelisti mentre mani piu' abili eseguirono il vescovo
giacente e i tre bassorilievi del sarcofago.
La figura del Vescovo, il marmo originale, e' stato posato sul pavimento
della chiesa mentre una copia in gesso e' stata posta sul sarcofago. Il monumento
risale agli anni 1338-42 quando i Malaspina erano signori di Sarzana.

257

Sarcofago di Guarnerio degli Antelminelli

258

Nel transetto di sinistra e' collocato uno dei monumenti piu 'noti della citta'.
La tomba di Guarnerio degli Antelminelli il figlio piu' piccolo di Castruccio
Castracani.
L'opera e' di Giovanni di Balduccio
scultore pisano nato nel 1300; attivo prima in
Toscana e poi in Lombardia; lavoro' per
vent'anni all'Opera del Duomo di Pisa alle
dipendenze di Nicola Pisano.
Il monumento sepolcrale in San
Francesco e' del 1327. Si tratta di una tomba a
parete della tipologia tradizionale ad arca, con
un piccolo sarcofago sorretto da leoni, il Cristo
tra Maria e Giovanni e due angeli che svelano il
bambino. Due colonne sorreggono il tempietto
gotico a gattoni rampanti; sul vertice Dio Padre
e piu' in basso,al lati, un'Annunciazione.

259

Anonimo - Madonna con Bambino e i SS.Francesco e Isidoro

260

Borzone -San Francesco in meditazione.

261

Domenico Fiasella - Il miracolo della mula

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Anonimo - Crocifissione con San Francesco.

263

anonimo del XVI sec- Madonna col Bambino e i SS. Pietro, Giovanni
Battista, San Francesco e San Gerolamo.

264

Anonimo - Immacolata Concezione

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Chiesa di Santa Caterina

E' un edificio religioso sito in via Santa Caterina nell'omonima localita'.


E' sede della parrocchia del vicariato della Diocesi della
Spezia-.Sarzana-Brugnato. Venne edificata nel corso del XVII secolo
nell'omonimo borgo.

266

A pianta rettangolare al suo interno conserva una tela prestigiosa: la


Madonna col Bambino e i Santi, copia di buona qualita' del dipinto di Andrea
del Sarto ( distrutto a Berlino a causa di eventi bellici).
Si possono ammirare anche due tele del XVII secolo di scuola
genovese attribuite a Giovanni Andrea De Ferrari ( 1598 - 1669):" Noli me
tangere e la Visitazione a Santa Elisabetta"

267

Chiesa di Nostra Signora del Carmine


La chiesa di Nostra Signora del Carmine si trova sull'omonima via, fuori
le mura, tra il lato sud della muraglia quattrocentesca e l'oratorio della SS.
Trinita' del secolo XII. E' a pianta rettangolare con quattro ampie cappelle in
corrispontenza degli assi principali e mostra analogie con l'Oratorio della
Misericordia ( Museo Diocesano). La sua costruzione risale alla meta' del XVII
secolo.
Al suo interno, a lato dell'altare maggiore e' custodita una pala d'altare
raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Bernardino da
Siena e San Antonio da Padova., opera di Francesco Maffei,impotante pittore
veneto del XVII secolo.
La chiesa del Carmine fu costruita lungo la strada di accesso alla Porta
della Dogana quando, alla meta' del'700, si venne a creare un quartiere esterno
alle mura rinascimentali a seguito del disarmo delle fortificazioni di Sarzana.

268

La tela della Madonna col Bambino e i Santi (sull'altare maggiore)

269

ANTELMINELLI CASTRACANI FILIO GER DUCA DI LUCCA


VOLTERRA LUNI PONTREMOLO SARZANA PRINCIPE DI PISA
PIETRA SANRA MONTEFIORI CASTIGLIONE ---SENATORE DI ROMA
CO. PALATINO--- DELL'ANNO1248 EBBE PEER MOGLIE PINA DEL
SIG VALLECCHIA NATO DAL 1277 MORTO DAL 1394

270

La fortezza di Sarzanello si trova sull'omonima collina a dominio della


citta'e della valle del fiume Magra, in un'importante posizione strategica lungo il
nodo stradale di fondovalle anticamrente attraversato dalle vie Aurelia e
Francigena. L'antico castrum viene menzionato in un diploma dell'imperatore
Ottone I nel 963( se ne hanno notizie nel Codice Pelavicino) Prima di questa data
probabilmente faceva parte del limes bizantino della provincia Maritima Italorum
che, assieme ai borghi di Filetto e Filattiera erano destinati a sbarrare l'avanzata
longobarda. Nel 1100 fu la curtis di Federico Barbarossa, nel 1191 quella di
Enrico VI e nel 1203 un possedimento del Vescovo di Luni.
Nei 1317, Castrruccio Castracani degli Anteminelli, signore di Lucca, si
insedio' nel castello vescovile di Sarzanello, quale vicario imperiale fino al 1320.
Succesivamente, nel XV secolo Sarzana passo' sotto i Campofregoso,
potente famiglia genovese che ristrutturo' il castello e ancora lo stesso venne
rifatto dopo la conquista medicea del 1487. Quando Carlo VIII entro' in possesso
di Sarzana, nel 1494, la fortezza non era stata ancora completata
Nel 1502 con P.Biancardo e M. Cividali venne costruito il rivellino sul
luogo detto il Fortino. Alla fine del '700, con la dominazione francese, vennero
poste due troniere sui due torrioni centrali e solo dopo la meta' dell''800 i lavori
vennero terminati..

271

Una torretta di guardia sporge sulla sommita' di una torre perche' il castello
era stato costruito in modo che non si potesse vedere e colpire dal basso.

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Un profondo fossato separa le mura dal terreno circostante. le stesse mura


sono state costruite a scarpa per una miglior difesa.

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Questo ponte e' l'ingresso del castello e quello sopra dagli spalti raggiunge il
rivellino.

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Sui due torrioni si vedono gli spazi dove erano collocate le troniere che
potevano sparare liberamente mentre il rivellino riparava la fortezza.dai colpi di
cannone del nemico

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Un ringraziamento particolare viene rivolto alla Signora Franca Fontana,


al conte Nino Picedi Benettini e al Marchese Roberto Alessi Remedi per aver
consentito la pubblicazione degli interni dei loro palazzi.

L'autrice ringrazia il dott.Andrea Cargioli per la cortese collaborazione.


Alcune fotografie relative al Museo Diocesano sono state riprodotte dal
testo- Le arti a Sarzana- di P.Donati e F. Bonatti. Edizioni Buonaparte

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