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POL.

it (Psychiatry on line Italia) - ISSN 1591-0598 - Oct 6, 2013


PERIODICO MENSILE DI INFORMAZIONE MEDICO SCIENTIFICA - REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI GENOVA N
18/99 DEL 7 GIUGNO 1999 -

Jacques Lacan, Altri Scritti, trad.it. a cura di A. Di Ciaccia, Einaudi, Torino 2013, pagg. 615.
Di Fabio Milazzo
Ledizione italiana degli Autres crits di Jacques Lacan giunge finalmente a colmare un vuoto editoriale
italiano, quello relativo ai saggi, le introduzioni e agli articoli vergati di proprio pugno dallo psicoanalista
francese per le pi diverse occasioni e non raccolti nella precedente silloge, gli crits, pubblicati
originariamente in Francia nel 1966. La raccolta appena pubblicata per Einaudi unopportunit che si offre
al lettore italiano interessato a valutare lo stile ellittico di Lacan al di fuori dellagone seminariale in cui lo
abbiamo imparato a conoscere. I testi, pubblicati originariamente in Francia nel 2001 per Seuil, sono stati
selezionati e revisionati da Jacques-Alain Miller, al contempo guardiano di una certa ortodossia lacaniana
e instancabile diffusore del pensiero di Lacan stesso anche attraverso le molteplici iniziative dellEcole De La
Cause Freudienne.
Negli Scritti alcuni celebri testi, come Listanza della lettera nellinconscio (1957), avevano focalizzato
lattenzione sul Lacan strutturalista, quello che provava a decifrare linconscio alla luce delle geometrie
del linguaggio e che sarebbe divenuto celebre con laffermazione: Linconscio strutturato come un
linguaggio. E non si tratta di unanalogia, voglio proprio dire che la sua struttura quella del linguaggio1. Il
contesto e la temperie culturale degli anni della contestazione studentesca hanno congelato limmagine di
Lacan -soprattutto per il lettore italiano- intorno al paradigma della svolta linguistica gi tanto celebre in
filosofia, e hanno obliato i successivi sviluppi incentrati intorno ai temi della topologia, in particolare la
teoria dei nodi e dei matemi. Come spiegare questa torsione intrapresa da Lacan negli ultimi anni della
sua produzione teorica, ben rappresentata in diversi testi raccolti negli Altri scritti? Innanzitutto con un
metodo, quello lacaniano, che, contrariamente alle perimetrazioni scolastiche delle tanti istituzioni che da
subito hanno provato a richiamarsi ad una presunta dottrina Lacan, un laboratorio in divenire che
attraverso scarti, rimaneggiamenti, pieghe e accelerazioni prova a decifrare, anzi ad inventare ancora
meglio la nozione di inconscio2.
Dopo il Seminario VII, quello dedicato alla postura etica della psicoanalisi, Lacan pone ancora di pi sotto i
riflettori la nozione di jouissance, il godimento, e questa accelerazione rende le analitiche basate
sullequivalenza inconscio/linguaggio bisognose di ulteriori specificazioni: per questo la ricerca strutturalista
viene piegata nella direzione dei matemi, un neologismo attraverso il quale Lacan identifica quellinsieme
di formalizzazioni dallaspetto algebrico, il cui esempio pi famoso il nodo borromeo. Questo formato
da una catena di anelli costituita da almeno tre tratti di corda: la sua peculiarit di poter essere sciolto
attraverso il taglio di uno solo dei tratti di corda che lo costituiscono. La teoria dei nodi serve a Lacan per
significare i tre registri -del Simbolico, dellImmaginario e del Reale-, che costituiscono il dispositivo
ermeneutico privilegiato attraverso il quale viene descritta la logica dellinconscio dopo la fase
strutturalista . I tre ambiti, come i tre tratti di corda, sono interdipendenti e non possono essere analizzati
autonomamente, poich il loro insistere sullesistenza del soggetto condizione e conseguenza del
rapporto con gli altri due. Tra gli scritti presenti nella raccolta c il celebre Joyce il sintomo, frutto di un
contributo per il quinto simposio internazionale che si svolge nel 1975 a Parigi, che pu essere da noi
utilizzato e attenzionato perch paradigmatico della svolta di cui questi Autres crits sono espressione. Il
testo, che contiene diversi attrezzi concettuali della tarda riflessione lacaniana, sar loccasione per
ripensare il tema delle psicosi a partire da Joyce, la dissoluzione del linguaggio e la frantumazione anarchica
del significante e, soprattutto, la riconfigurazione del sintomo, non pi subordinato al registro
simbolico. Per fare ci Lacan inventer un neologismo, sinthome che tra le altre cose strizza locchio al
Tommaso mistico che conclude il proprio percorso esistenziale e concettuale con la nota affermazione:
Non posso pi. Tutto ci che ho scritto mi sembra paglia in confronto con quanto ho visto. Tommaso
serve a Lacan per sottolineare lindecifrabilit del sintomo che rimanda direttamente al Reale Impossibile,
insignificabile, che sfugge sempre al linguaggio che prova a denotarlo di senso. Andiamo, per, con ordine.
1

Cfr., J.Lacan, Conversazione in P. Caruso (a cura di), Conversazioni con Lvi-Strauss Foucault Lacan, Mursia, Milano 1969, p. 163.
Sullinconscio come dispositivo inventato da Freud e non semplicemente rintracciato vedi: C.Soler, Lacan, linconscio
reinventato, trad. it. a cura di F.Marone e M.T.Maiocchi, Franco Angeli, Milano 2010, p.14.
2

[Digitare il testo]
A differenza di quanto lortodossia freudiana prevedeva, il sinthome riconfigurato da Lacan si smarca
dalla cattura del linguaggio e, pi in generale, dai concatenamenti logici che regolano il registro
simbolico. Il sintomo rimanda cos al Reale del godimento, alla jouissance. Questultimo concetto, che
rappresenta larchitrave concettuale delle riflessioni contenute in buona parte degli Autres crits, di
difficile se non impervia decifrazione poich, come detto, elude la presa ermeneutica dellordine discorsivo.
Jouissance un termine di derivazione medioevale che risale al XV secolo e deriva da joy, che a sua volta
rimanda allappagamento sessuale e allusufrutto di un bene3. Joy sono anche le prime tre lettere del
cognome dello scrittore autore dellUlisse. Il godimento riguarda, quindi, la soddisfazione del corpo e, al
contempo, il possesso di qualcosa che non possiamo ricondurre al nostro controllo, alla nostra propriet.
Le due dimensioni del piacere corporeo, quelle dellorgasmo e delluso di un bene di cui non si padroni, ci
permettono di situare il godimento in una intersezione problematica fatta di piaceri che si sottraggono al
controllo del soggetto, di istanze acefale, di linee di fuga che molto avvicinano la riflessione di questo
Lacan al Deleuze dellAnti-Edipo, quello pi marcatamente critico della psicoanalisi. Lanimarsi di queste
linee di fuga attraverso le quali il soggetto gode a-razionale, tanto da poter parlare di una fuga del
godimento, che rende la catena s/S del Lacan strutturalista inadatta a rappresentare le erranze
anarchiche della pulsione: il godimento sbarrato a colui che parla in quanto tale4. Il Finnegans Wake di
Joyce diventa cos il laboratorio per le riflessioni su questo sinthome che contraddistingue la scrittura
schizofrenica di Joyce; Lacan individua nel malfunzionamento della metafora del Nome del Padre i
problemi dello scrittore irlandese che non riesce a liberarsi del tutto dal legame perverso con questa figura
ingombrante e inciampa nel processo di forclusione, quella condizione in cui fa difetto proprio la
metafora paterna. In Joyce il linguaggio non si ordinato come conseguenza di una castrazione ed
cos anarchicamente libero di fluire come uno sciame ronzante di vespe. Il sinthome coincide cos con
lintera esistenza del soggetto e pu essere rappresentato solo allegoricamente attraverso il nodo
borromeo in cui tutto si regge o implode insieme, come lesistenza psicotica sempre a rischio di scivolare
nel delirio e nellincomunicabilit tipica del Reale impossibile. A tutti gli effetti il sinthome non si lascia
esaurire dal linguaggio: questa la lezione dellultimo Lacan che possiamo desumere anche da questi Altri
scritti. Lultima affermazione ha, ovviamente, delle ricadute rilevanti nella pratica clinica che deve fare i
conti con un inconscio che strutturato come un linguaggio, solo che questultimo fatto di significanti
che si ordinano nel disordine anarchico e acefalo della jouissance. Questa linea di ricerca esalter sempre
pi il ruolo del Reale, il registro che sfugge sempre alla cattura del linguaggio e ai processi di
significazione.
La piega impressa da Lacan al freudismo, quella che esalter nellultima parte del suo insegnamento
linconscio Reale, uno dei motivi principali della fondazione della sua Scuola il 21 giugno del 1964,
unistituzione che, per dirla con le parole di Jacques-Alain Miller, vuole promuovere la riconquista del
Campo Freudiano5 . Lo scritto, presente nella raccolta Atto di Fondazione, testimone di questa volont
di riconfigurare la prassi freudiana alla luce del soggetto dellinconscio, in opposizione ai sostenitori della
Ego-psychology. Questi ultimi avevano identificato il lascito freudiano in termini di unetica dellEgo: il
processo di cura del sintomo coincide con un rafforzamento dellIo, secondo una prassi di tipo ortopedico.
Lacan, diversamente, convinto che la cura coincida con la traverse du fantasme, lattraversamento
dellorizzonte di senso entro il quale il soggetto esperisce la propria forma di godimento. Ci che Lacan
critica implicitamente delle diverse psicologie dellEgo, ci che vuol contestare attraverso la fondazione
della sua Scuola, la tesi secondo la quale Io sono io. LIo una costruzione immaginaria che emerge
come risultato della presa del linguaggio sul Reale. Il punto di vista di Lacan orienta anche la sua idea di
Scuola che molto ha fatto discutere essendo spesso identificata nei termini di una setta, con regole, codici
di appartenenza e un linguaggio da iniziati. La ragione di ci sta nellidea che gli analisti che si riconoscono
in una certa prassi -quella lacaniana- costituiscano una sorta di chiesa, allinterno della quale vige il
principio del reciproco riconoscimento, della modalit desercizio dellessere analisti innanzitutto.
3

Cfr. M.Fiuman, Linconscio il sociale. Desiderio e godimento nella contemporaneit, Bruno Mondadori, Milano 2010, p.13.
Cfr. J. Lacan, Sovversione del soggetto e dialettica del desiderio nellinconscio in Scritti, trad.it. a cura di G. B. Contri, Einaudi Torino
1974, p.825.
4

Cfr. J-A. Miller, Introduzione alla clinica lacaniana, trad.it. a cura di A.Di Ciaccia, Astrolabio-Ubaldini, Roma 2012, p.
151.

[Digitare il testo]
Assume cos un valore centrale il concetto di passe evidenziato nella Nota italiana, secondo il quale
una rappresentanza di membri della Scuola devono assistere e valutare lanalisi del candidato allingresso
nella Scuola stessa. Un modo per rendere il percorso analitico un affare di gruppo, in cui ad essere posto
sotto la luce dei riflettori il singolare rapporto dello psicoanalista con il proprio inconscio, con il proprio
aspetto desiderante, quello che orienta il processo di transfert. Alla fine, ci che la passe testimonia che
ogni analisi, ogni rapporto transferale altro non che un percorso che si snoda tra due diverse modalit di
godimento, quella dellanalista e quella dellanalizzato: due costellazioni che prima di tutto devono essere
riconosciute, portate alla luce, per non cortocircuitare e invalidare il singolare percorso di ogni analisi.
Altri Scritti: Indice
I: Prologo di Jacques-Alain Miller. - Lituraterra. - II: I complessi familiari nella formazione dell'individuo. - Il
numero tredici e la forma logica del sospetto. - La psichiatria inglese e la guerra. - Premesse a ogni sviluppo
possibile della criminologia. - Intervento al I Congresso mondiale di psichiatria. - III: Discorso di Roma. - La
psicoanalisi vera, e la falsa. - Maurice Merleau-Ponty. - IV: I quattro concetti fondamentali della
psicoanalisi. - Omaggio a Marguerite Duras, del rapimento di Lol V. Stein. - Problemi cruciali per la
psicoanalisi. - Risposte ad alcuni studenti di filosofia. -Presentazione delle Memorie di un malato di nervi. L'oggetto della psicoanalisi. - Piccolo discorso all'ORTF. - V: Atto di fondazione. - Proposta del 9 ottobre 1967
sullo psicoanalista della Scuola. - Discorso all'cole freudienne de Paris. - Introduzione di Scilicet quale
titolo della rivista dell'cole freudienne de Paris. -Comunicato all'cole. - Allocuzione sull'insegnamento. Nota italiana. - Forse a Vincennes... - Lettera di dissoluzione. - VI: La logica del fantasma. - La mispresa del
soggetto supposto sapere. - Da Roma '53 a Roma '67: La psicoanalisi. Ragione di uno scacco. - Della
psicoanalisi nei suoi rapporti con la realt. - Allocuzione sulle psicosi infantili. - Nota sul bambino. - L'atto
psicoanalitico. - VII: Prefazione all'edizione tascabile degli Scritti. - Prefazione a una tesi. - Radiofonia. - Lo
stordito. - Avviso al lettore giapponese. - VIII:Postfazione al Seminario xi. - Televisione. X. ... o peggio. Introduzione all'edizione tedesca di un primo volume degli Scritti. - Prefazione a Risveglio di primavera. Joyce il Sintomo. - Prefazione all'edizione inglese del Seminario xi. - Allegati. - Riferimenti bibliografici in
ordine cronologico. - Avvertenza del curatore dell'edizione italiana. - Indice dei nomi citati.