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Gli effetti negativi della TV sui bambini

3 gennaio 2006 - a cura di Valentina Ungaro, Psicologa

La diffusione della televisione ha gradualmente trasformato le abitudini di molte persone.


Questo strumento dinformazione di massa si guadagnato un posto di primo piano tra le
attivit quotidiane, uno spazio che qualche volta finisce per trasformare luso in abuso da parte
di chi ne usufruisce per intere giornate, lasciando poco spazio ad un atteggiamento critico di
fronte ai contenuti ricevuti.
Ci sono indicatori qualitativi e quantitativi importanti per comprendere se luso del mezzo
televisivo eccessivo e rischia di sfociare in una vera e propria dipendenza.I principali segni
sono:
- trascorrere davanti alla televisione un tempo superiore alle 2-3 ore al giorno;
- provare una certa euforia durante la visione delle immagini televisive;
- mostrare una sorta di crisi di astinenza con nervosismo e irritabilit nel momento in cui
non sia possibile guardare la televisore;
- riduzione drastica delle attivit di svago alternative alla visione della TV;
- rarefazione dei rapporti sociali;
- appiattimento delle capacit critiche nei confronti dei programmi televisivi;
- desiderio forte di acquistare i prodotti pubblicizzati attraverso il mezzo televisivo;
- confusione tra la realt e la finzione televisiva, con accettazione di quanto presentato in
TV come realt assoluta.

La TV si gradualmente trasformata da strumento dinformazione e intrattenimento nel tempo


libero, in vero e proprio educatore di bambini al punto da rappresentare spesso una compagnia
virtuale, talvolta preferita in parte o in tutto a quella reale. Inoltre, ha cominciato a produrre
modelli di vita che sono diventati sempre pi esempi da interiorizzare e imitare.

La TV uno strumento che ha unincredibile influenza sulle persone, soprattutto sui bambini

Quanto la TV sia in grado di influenzare i bambini dipende da due fattori: il tempo di esposizione
e i contenuti trasmessi; in genere, quanto maggiore lesposizione dello spettatore ai
programmi televisivi, tanto maggiore linfluenza esercitata dal mezzo; la natura (cio, se

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positiva o negativa) dellinfluenza determinata dai contenuti.Negli Stati Uniti stato stimato
che in media un bambino guarda la TV per 4-5 ore al giorno, durante i giorni feriali, e per 7-9
ore nel fine settimana.

Gli esperti raccomandano che il bambino al di sopra dei 2 anni non guardi la TV per pi di 1-2
ore al giorno

Non bisogna dimenticare che i bambini si accostano alla TV e la guardano con motivazioni
diverse da quelle degli adulti. Il bambino guarda la TV perch cerca di capire il mondo, ma la
TV non sempre il mezzo pi adatto; i bambini di et inferiore ai 3 anni, per esempio, non sono
ancora in grado di discernere la realt dalla finzione.Lasciar guardare per lungo tempo e
liberamente la TV ai bambini pu produrre alcuni effetti indesiderati; per esempio, si visto
che i bambini che guardano la TV per un tempo superiore alle 4 ore al giorno:
- tendono a trascurare altre attivit pi importanti per il loro sviluppo come la lettura, il gioco
con i pari, lo studio, lo sport ecc.;
- sono esposti ad apprendere comportamenti rischiosi e poco adatti alla loro et quali la
violenza, il fumo, labuso di sostanze stupefacenti, i rapporti sessuali prematuri, ecc.;
- tendono ad essere obesi (il bambino quando guarda la TV inattivo e tende a fare
spuntini con cibi calorici e di scarso valore nutrizionale, spesso proprio quelli che appaiono nelle
comunicazioni pubblicitarie);
- tendono ad avere una ridotta curiosit e voglia di esplorare, perch guardare la TV
richiede una partecipazione passiva.

Secondo lAccademia Americana di Pediatria i bambini che guardano per tante ore la TV sono
esposti a circa 40.000 messaggi pubblicitari ogni anno.Il bambino prima dei 7 anni non ancora
in grado di capire lo scopo delle pubblicit (cio, vendere il prodotto), soprattutto se si sta
promovendo un prodotto a lui gradito; perci, il potere di suggestione degli spot pubblicitari sui
bambini molto piccoli elevato.

Tuttavia,questo potere pu essere facilmente ridimensionato dallintervento dei genitori. Loro


possono far comprendere al bambino che cosa uno spot, qual il suo fine e frenare il
meccanismo indotto del desiderio di possesso.

Secondo le stime dellAssociazione degli Psicologi Americani, ogni bambino americano al

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completamento delle scuole elementariha assistito a circa 8.000 omicidi e circa 100.000 atti
violenti. Infatti, secondo Murray, professore di psicologia dello sviluppo, vengono trasmessi
circa 5 atti violenti in unora nel corso dei programmi di prima serata e circa 20-25 scene
violente ogni ora durante i programmi per bambini in onda il sabato mattina, quando molti di loro
non vanno a scuola.Scene violente vengono trasmesse a qualsiasi ora del giorno in una variet
di programmi televisivi come cartoni animati, pubblicit, soap-opera, ecc., rivolti ad un vasto
pubblico di piccoli e giovani.

LAssociazione degli Psicologi Americani ha identificato alcune delle conseguenze che


lassistere alla violenza in TV pu determinare sui bambini. In particolare si visto che quando il
tempo di esposizione alla TV eccessivo i bambini:
- diventano meno sensibili e meno attenti alle esigenze e ai problemi degli altri;
- diventano iperattivi e distratti;
- diventano aggressivi nei confronti dei loro coetanei, imitando i comportamenti violenti
appresi dalla TV, e considerano la violenza come unico modo, divertente ed efficace, per
ottenere ci che si vuole e per risolvere le controversie;
- i bambini emotivamente pi sensibili rimangono traumatizzati a lungo dalle scene violente
che vedono in TV, rischiando di avere seri problemi durante il loro sviluppo.

Oggi molti bambini hanno problemi personali e uno dei motivi che trascorrono una parte
eccessiva del loro tempo libero a guardare una televisione non adatta a loro

Molte persone ritengono che sia ormai necessario limitare il potere di condizionamento culturale
della TV. Ad esempio, Karl Popper, famoso filosofo austriaco che si occupato a lungo del
tema TV e libert, pensava alla creazione di un apposito Istituto per la Televisione con il
compito specifico di preparare in modo adeguato gli operatori della TV, rendendoli pienamente
consapevoli dellimportanza del loro ruolo.

In Italia qualche passo nella direzione giusta stato fatto di recente con la messa a punto di un
Codice di Autoregolamentazione TV e Minori
a cui hanno aderito le principali aziende televisive nazionali.

Alcuni dei principi sanciti dal codice di autoregolamentazione prevedono:

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- il miglioramento della qualit delle trasmissioni televisive destinate ai bambini;


- unattiva collaborazione col sistema scolastico per educare i bambini ad una corretta e
adeguata alfabetizzazione televisiva;
- una maggiore sensibilizzazione del pubblico a particolari problemi come quello
dellhandicap, del disadattamento sociale ecc., in maniera tale da aiutare e non ferire le
esigenze dei bambini che si trovano in queste situazioni.

Fonti di informazione:
1.
2.
3.
4.

http://www.cincinnatichildrens.org/health/info/growth/diagnose/television.htm
www.aacap.org/publications/factsfam/violence.htm
http://www.apa.org/topics/topickidsmedia.html
www.benessere.com/psicologia/arg00/dipendenza_tv.htm

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