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Giorgio Coratelli, Universit di Siena

In Grillo, Guagnano (a cura di), Il senso raccontato. Narrazione e cognizione tra semiotica e psicologia, Torino,
Cartman, 2012

Narrazione e narrativit.
Dalla ricerche sulle propriet del racconto agli studi sullarticolazione del senso
La narrazione in realt la forma fondamentale di
espressione umana e insieme la pi naturale: essa
consente alluomo di pensarsi e pensare il mondo,
arricchendo, con le innumerevoli e svariatissime
metafore che egli sviluppa grazie alla narrativit,
il proprio universo di significati.
Algirdas J. Greimas

0. Introduzione
Si soliti dire che la moderna analisi del racconto ha avuto inizio con la Morfologia della fiaba di
Vladimir Propp1. Questaffermazione richiede alcune precisazioni.
La Morfologija skazki ha goduto di ampia fortuna internazionale dal 1958, anno della traduzione
inglese (Morphology of the folktale, a cura di Svatava Pirkova-Jakobson)2. Nel 1960 Claude LviStrauss scrisse un articolo, pubblicato in due circostanze, La structure et la forme. Rflexions sur
une ouvrage de Vladimir Propp3, spesso citato come segnalazione di unopera pionieristica
nellanalisi del racconto, senza riguardo per il suo contenuto teorico4.
La fama della Morfologia ha anticipato di pochi anni quella dei formalisti russi5, la cui diffusione si
deve alla raccolta di brani e articoli scelti a cura di Tzvetan Todorov dal titolo Thorie de la
1

Cos Genette, Nouveau discours du rcit, Seuil, Paris, 1983 (trad. it. p. 10), ma si tratta di enunciato comune nella
letteratura sugli studi della narrazione.
2
Seguirono nel 1966 la traduzione italiana (Morfologia della fiaba) a cura di Gian Luigi Bravo e nel 1970 la traduzione
francese (Morphologie du conte) a cura di Marguerite Derrida, Tzvetan Todorov e Claude Kahn.
3
Larticolo fu pubblicato su due riviste senza variazioni di rilievo: lInternational Journal of Slavic Linguistics and
Poetics (con il titolo Lanalyse morphologique des contes russes) e nei Cahiers de lInstitut de Science conomique
Applique (con il titolo riportato nel testo). Apparve in italiano in appendice alla prima edizione della Morfologia della
fiaba, seguito da una risposta di Propp (Struttura e storia nello studio della favola), scritta in occasione di questa
traduzione che, a differenza di quella inglese, venne concordata con lautore. Larticolo si trova anche in Lvi-Strauss,
Anthropologie structurale deux, Plon, Paris, 1973 (trad. it. pp. 155-186) ed disponibile in traduzione italiana
allindirizzo www.etnosemiotica.it.
4
Cos Bremond, Le message narratif, in Communications, 1964, n. 4, p. 4, ma anche pi recentemente Marrone a p.
XVII dellintroduzione alla traduzione italiana di Greimas, Maupassant, Seuil, Paris, 1976.
5
Si tratta di un gruppo di critici letterari e linguisti attivi in Russia tra la seconda met degli anni Dieci e la fine degli
anni Venti del Novecento, riunitisi dal 1916 nella Societ per lo Studio del Linguaggio Poetico (Opojaz). Principali

littrature6. I lavori dei formalisti russi sono stati un punto di riferimento per le ricerche, avviate
negli anni Sessanta, sulle propriet letterarie; poich riguardano la letteratura e non la fiaba, hanno
avuto unimportanza pari, se non addirittura superiore, a quella di Propp.
Una breve introduzione a Propp e ai formalisti russi fornir louverture di questa ricognizione
sullanalisi del racconto. Lipotesi che tratter pu essere cos sintetizzata: bisogna distinguere due
vie danalisi, una via formale, di ricerca delle propriet del racconto, e una via strutturale, di ricerca
sullarticolazione del senso (significazione), vie differenti per orientamento teorico, metodo di
analisi e oggetto di studio. Il luogo in cui emerge questa divergenza il numero monografico (n. 8),
edito nel 1966, della rivista Communications7 dedicato a Lanalyse structurale du rcit e punto di
incontro di differenti percorsi di ricerca8. Dei contributi qui raccolti sono espressione dellapproccio
formale, sulla scia di Propp e dei formalisti russi, i lavori di Bremond, Barthes, Todorov, Genette, e
dellapproccio strutturale, sulla scia di Lvi-Strauss, il lavoro di Greimas. Non far il riassunto dei
loro percorsi di ricerca n dei contributi al numero monografico: nei modi che preciser pi avanti
mi concentrer sulle categorie pi importanti in modo da fornire un quadro il pi possibile esaustivo
dei due approcci. Ci che segue non unintroduzione ma qualcosa di pi simile a ci che in
archeologia la ricognizione sistematica: individuata una porzione di terreno, si opera con una
complessa procedura di ispezione, che precede lo scavo archeologico, al rilevamento sistematico di
testimonianze e informazioni. In questo modo intendo soprattutto proporre dei criteri di
orientamento tra gli scritti degli autori qui considerati.
Ci si chieder perch fu data tanta importanza allanalisi del racconto e che cosa si intendeva con
racconto. Allorigine vi un uso equivoco della Morfologia, avallato anche da Lvi-Strauss: la
supposizione che i risultati di questo studio riguardassero tutte le fiabe, o addirittura tutti i racconti,
laddove lo studioso sovietico, pi modestamente, intendeva mettere ordine negli studi sul folclore.
La generalizzazione risale allinfluenza esercitata dalla linguistica strutturale sulle scienze umane,
ci che alla base del complesso e variegato paradigma dello strutturalismo9. Il celebre linguista
Ferdinand de Saussure considerava lo studio della lingua parte di una scienza che studia la vita dei

esponenti furono Victor Sklovskij, Boris Ejchenbaum, il linguista Roman Jakobson, Boris Tomasevskij e Jurij
Tynjanov. Formalismo unetichetta affibbiata allOpojaz dai loro detrattori. Per una panoramica v. i saggi di Erlich
e Steiner citati in bibliografia.
6
Fa parte della raccolta un articolo di Propp (Transformacija volsebnych skazok) strettamente legato alla Morfologia.
7
La rivista fu fondata nel 1961 da Georges Friedmann, Roland Barthes e Edgar Morin. Il numero monografico
gratuitamente disponibile allindirizzo www.perse.fr.
8
Sono raccolti, nellordine di pubblicazione, contributi di Roland Barthes, A.J. Greimas, Claude Bremond, Umberto
Eco, Jules Gritti, Violette Morin, Christian Metz, Tzvetan Todorov, Gerard Genette. Nella ricognizione mi concentro
sugli articoli di Barthes, Greimas, Bremond, Todorov e Genette. Non parler del lavoro di Metz perch riguarda
lanalisi del film, dei lavori di Gritti e Morin perch non rilevanti dal punto di vista teorico, dellarticolo di Eco in
quanto outsider rispetto sia alla dominante francese sia al tipo di approccio (interpretativo) adottato.
9
Sullo strutturalismo v. i saggi di Bastide, Piaget, Moravia e il pi recente di Milner citati in bibliografia. Il termine
paradigma ripreso da Kuhn (v. saggio citato in bibliografia).

segni nel quadro della vita sociale, la semiologia, per cui, in futuro, le leggi scoperte dalla
semiologia saranno applicabili alla linguistica10. Negli lments de smiologie Barthes ha
rovesciato la prospettiva saussurriana: poich il semiologo, anche quando lavora su sostanze non
linguistiche, non incontra che il linguaggio, allora la linguistica funge da modello per la semiologia,
o trans-linguistica, studio dei linguaggi. Il racconto una narrazione genericamente intesa
rintracciabile in differenti sostanze (favola, novella, romanzo, storia, film, pittura) e situabile tra il
livello linguistico e il livello trans-linguistico11; in quanto fatto di linguaggio, articolato in unit
minime da rinvenire mediante un metodo di analisi ispirato al procedimento di scomposizione della
linguistica strutturale12. Questo modus operandi deve molto alle elaborazioni teoriche dei formalisti
russi, i quali desideravano fabbricare strumenti critici adeguati per liberare gli studi letterari dalle
correnti di impostazione psicologica e sociologica, analizzare le opere escludendo fattori contestuali
come la vita dello scrittore o lambiente di formazione e fiancheggiando le contemporanee ricerche
avanguardiste in poesia e letteratura. I sostenitori dellapproccio formale si sono dedicati allo studio
del racconto per fare della teoria o critica letteraria, all'infuori di Bremond che articolava ruoli
narrativi con intento antropologico13. Lavorando allinterno di convenzioni consolidate si sono
accontentati di definizioni intuitive di racconto o narrazione, ad eccezione, di nuovo, di Bremond e
in parte di Genette.
Ben diverse sono le basi del percorso di ricerca di Greimas, che fin da subito ha cercato un modo di
dire qualcosa di sensato prima sul significato, con un lavoro semantico, poi sul senso, con un
progetto semiotico che si appoggia sul precedente ma lo supera. La scommessa, per le ragioni che
discuter nel terzo capitolo, stata quella di ipotizzare unorganizzazione narrativa
dellarticolazione del senso, quindi di fabbricare un metodo di descrizione della significazione, poi
chiamato percorso generativo, modellato su una grammatica narrativa in grado di rendere conto
delle condizioni di stato e di trasformazione che sono i percorsi di senso. La narrativit si distingue
dalla narrazione comunemente intesa innanzitutto perch un fatto strutturale e non sostanziale,
che dunque si determina a un livello immanente autonomo rispetto al livello di manifestazione; poi
perch non riguarda solo i racconti ma ogni possibile realt fenomenica di cui lanalista si
preoccupa di comprendere il senso si vedr pi avanti in che modo e secondo quali criteri
equipaggiato di categorie semiotiche.

10

Saussure, Cours de linguistique gnrale, Losanna, 1916 (trad. it. p. 16).


V. Barthes, Introduction lanalyse structurale des rcits, in Communications, 1966, n. 8 (trad. it. p. 44). Todorov,
Potique in AAVV, Quest-ce que le structuralisme?, Seuil, Paris, 1968 (trad. it., p. 108) sottolinea che il racconto
una delle possibili chiavi di lettura di unopera letteraria, comunque la pi importante essendone lo scheletro.
12
Modello di analisi larticolo Les niveaux de lanalyse linguistique di mile Benveniste, contenuto in Benveniste,
Problmes de linguistique gnrale, Gallimard, Paris, 1966.
13
Come scritto in Bremond, Les possibles narratifs, in Communications, 1966, n. 8 (trad. it. p. 121).

11

1. La struttura e la forma

1.1. Le funzioni della fiaba di magia


La Morfologia uno studio non della fiaba, come recita il titolo, ma di un suo specifico genere, la
fiaba di magia. Lobiettivo generale di Propp fornire criteri certi e rigorosi per la sua descrizione e
classificazione in quanto componente di un genere folclorico (oltre alla fiaba: rito, mito, saga, canto
popolare)14. Tutto il percorso di ricerca dello studioso sovietico orientato a risolvere il problema
della classificazione dei materiali folclorici, dalla Morfologia fino allultimo scritto incompiuto
dedicato alla fiaba (Russkaja skazka, pubblicato postumo nel 1984). Il metodo danalisi
morfologico, come sottolinea lo stesso Propp nella risposta a Lvi-Strauss, funge da modello per
analisi pi estese sia nel campo della fiaba sia in altri generi folclorici15.
La descrizione della fiaba, scrive Propp, precede lo studio sulle sue origini, al quale principalmente
si dedicano i folcloristi; pi precisamente, per compiere uno studio genetico bisogna innanzitutto
confrontare le fiabe, ma per effettuare le comparazioni in modo non arbitrario bisogna possedere un
metodo danalisi per mezzo del quale scomporre la fiaba. La morfologia prepara lanalisi storica
della fiaba di magia16 istituendo un solido metodo comparativo; Propp lo ricorda nella replica a
Lvi-Strauss e lo afferma gi nella premessa a Le radici storiche dei racconti di fate17. La
descrizione precede necessariamente la classificazione.
Il metodo di analisi sviluppato si ispira alla botanica e alla zoologia come testimoniano gli eserghi
tratti dagli scritti scientifici di Goethe18. Restringendo il corpus di analisi a cinquantuno fiabe di
magia della raccolta di Afansev, Propp opera una rivoluzione linneana: riprende la proposta di
A.N. Veselovskij (studioso vissuto nella seconda met dellOttocento), il quale, nella Poetica
storica (1907), aveva considerato il motivo la pi semplice unit narrativa. Il motivo riassume una
situazione dellintreccio in un enunciato elementare composto di soggetto, predicato, complemento
(per es. Leroe combatte contro il drago). Ma per Propp non si tratta dellunit minima della
fiaba: un motivo equivale a una variet, o sottospecie, inclusa in una classe superiore, lazione, che

14

Propp, Morfologija skazki, Leningrad, 1928 (trad. it. p. 7).


Cfr. Propp, Struttura e storia nello studio della favola, 1966, p. 217. Ci viene ribadito in Propp, Russkaja skazka,
Leningrad, 1984 (trad. it. p. 43). Ne esempio lo studio sulla fiaba cumulativa russa, Russkaja kumuljativanaja skazka,
del 1973.
16
Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 9). V. Propp, Istoriceskie korni volsnebnoj skazki, Leningrad, 1946 (trad. it. p. 25).
Propp divide lanalisi storica in genetica e dello sviluppo (o delle trasformazioni).
17
Il titolo italiano reca la dicitura errata racconti di fate. Lespressione traduce volsebnoj skazki che vuole dire fiabe
di magia. Lerrore dovuto al fatto che lopera venne tradotta in Italia nel 1949, pochi anni dopo ledizione originale e
quasi dieci anni prima della diffusione della Morfologia, in quel momento ancora sconosciuta.
18
Scriver Propp, Russkaja skazka, 1984 (trad. it. p. 101) di aver sviluppato un suggerimento di Veselovskij contenuto
nella sua Poetica storica, in cui si nota come gli intrecci fiabeschi contengano numerose ripetizioni e pertanto si
potrebbero far derivare da una semplice combinazione di elementi, da rinvenire.
15

corrisponde al predicato dellenunciato elementare19. Tuttavia questo non ancora lultimo livello:
ve n uno pi profondo in cui le specie sono incluse in classi superiori e che corrisponde allunit
narrativa pi semplice, la funzione. Questa non va confusa con lazione: lazione di trasportare
(che corrisponde al predicato di un enunciato elementare) pu avere la funzione di trasferire leroe
nel posto dove compir le sue gesta o di farlo fuggire da un luogo20. Una stessa azione pu avere
due funzioni differenti e non possibile individuare la funzione a partire dallazione semplice: la
determinazione va effettuata in base al significato che lazione ha nello sviluppo dellintreccio,
ovvero in base al posto che occupa nellinsieme dello svolgimento: la funzione loperato di un
personaggio determinato dal punto di vista del suo significato per lo svolgimento della vicenda21.
Vedremo come questa definizione e la successione funzione (genere) azione (specie) motivo
(sottospecie) sono state oggetto di critica da parte, rispettivamente, di Bremond e Lvi-Strauss.
Una funzione include pi azioni per es. lotta include lottare in campo aperto, competere, giocare
a carte e unazione include pi motivi (basta aggiungere un soggetto e un complemento alle azioni
sopra riportate). La funzione dunque lunico elemento costante e indipendente. Il loro studio la
parte centrale della Morfologia e si concentra su quattro tesi che Propp enuncia prima di stilare la
loro lista. Le prime due tesi riguardano la funzione in s: la prima afferma quanto appena scritto: le
funzioni sono gli elementi costanti della fiaba; la seconda dice che sono in numero limitato le
funzioni individuate sono trentuno22. Le altre due tesi riguardano il loro ordine di relazione: la terza
afferma che la successione delle funzioni sempre identica: una fiaba pu non contenerle tutte ma
ci non inficia lordine in cui si presentano, che rigorosamente lineare; la quarta dice che tutte le
fiabe di magia hanno struttura monotipica. Questultima scoperta giudicata sorprendente dallo
stesso Propp: significa che le funzioni non si dispongono a livelli differenti, tale che a una funzione
X pu seguire Y e non Z, ma che si avr sempre lordine X  Y  Z; per es. la fase di
acquisizione del mezzo magico d la serie cronologica di funzioni23: D (prima funzione del
donatore: messa alla prova delleroe)  E (reazione delleroe)  Z (fornitura del mezzo magico:
superamento della prova). Vedremo a tale proposito le obiezioni di Bremond. Per ora basta
sottolineare che lordine di relazione unico: Propp lo chiama struttura generale della fiaba di
magia o schema, poi sistema in opposizione a struttura (che definisce come la serie di funzioni
rintracciabile in una fiaba) o composizione in opposizione a intreccio e in quanto movimento
19

Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 121).


Lesempio tratto da Propp, Russkaja skazka cit. (trad. it. p. 195).
21
Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 27).
22
Lelenco delle funzioni disponibile allindirizzo www.etnosemiotica.it (link materiali per lo studio).
23
Le lettere maiuscole sono semplici simboli stenografici (come sottolinea Cirese, Di alcune semilogiche operazioni
semiologiche, in Linguaggi e formalizzazioni, Bulzoni, Roma, 1979, vol. I, p. 243), n algebrici (come crede Ricoeur,
Temps et rcit II, Seuil, Paris, 1984, trad. it. p. 69) n logici. Riporto quelli utilizzati nelledizione italiana (nelledizione
inglese sono differenti).
20

contrario della scomposizione24. La struttura generale una grande sintagmatica, una successione
lineare e cronologica di funzioni: si compone di ventiquattro funzioni (sono escluse le prime sette in
quanto preparatorie), comporta un ordine unico allinizio e alla fine e una parte centrale con due
possibili serie a seconda del tipo di prova che leroe deve affrontare (anche su questo Bremond ha
mosso delle obiezioni): la lotta delleroe contro lantagonista cui segue sempre la vittoria (coppia LV) o lassegnazione di un compito difficile (di solito proposto dal re per dare in sposa la propria
figlia) cui segue sempre il suo adempimento (coppia C-A). Poich nellordine di rinvenimento delle
funzioni la prima coppia precede sempre la seconda, le combinazioni possibili sono quattro: leroe
affronta entrambe le prove o nessuna delle due, leroe affronta il primo tipo di prova, leroe affronta
il secondo tipo di prova. Le quattro combinazioni corrispondono a quattro tipi di fiaba di magia25.
Lanalisi morfologica consta dunque di due compiti: la riduzione dellintreccio in motivi e dei
motivi in funzioni (scomposizione) e lindividuazione dellordine di relazione tra le funzioni
(composizione). Lordine di relazione lunit di misura della fiaba di magia, ci che la definisce e
permette di riconoscerla tra le altre specie di fiaba. Nellarticolo Lo specifico del folclore Propp,
vestendo labito del formalista, chiama questo metodo analisi letteraria individuando unaffinit
di fondo tra lo studio del folclore e lo studio della letteratura: in entrambi i casi si tratta di cercare le
leggi strutturali che governano gli intrecci. Questi studi vanno sotto il nome di poetica: il suo studio
sembra il solo modo per giungere a unadeguata classificazione dei generi letterari e folclorici.

1.2. Struttura delle relazioni


Larticolo di Lvi-Strauss sulla Morfologia della fiaba non solo il riconoscimento di unopera
pionieristica ma contiene diverse critiche di metodo al lavoro di Propp. Tra queste, tralasciando le
obiezioni di interesse etnografico, mi concentro su quelle che distinguono lapproccio formale da
quello strutturale.
Lantropologo francese distingue nettamente strutturalismo e formalismo: il formalismo esiste
come dottrina indipendente da cui lo strutturalismo si distacca a motivo dellatteggiamento assai
diverso adottato dalle due scuole verso il concreto: infatti, mentre la forma si definisce in
opposizione a una materia che le estranea, forma e contenuto non sono separati nellapproccio
strutturale e il contenuto, come la forma, possiede unorganizzazione logica26. Si pu ricondurre la
24

Lo schema in Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 111) e disponibile allindirizzo www.labirintoermetico.com (link
fiabe e folklore). I primi due nomi sono in Ibid. (trad. it. p. 110, 111), gli altri due in Propp, Struttura e storia cit., p.
217, 216.
25
Sulle quattro combinazioni: Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 108); sulla corrispondenza tra le combinazioni e i tipi
di fiaba di magia: Propp, Russkaja skazka cit. (trad. it. p. 218).
26
Lvi-Strauss, La structure cit. (trad. it p. 165). Lautore scrive che il contenuto colto in unorganizzazione logica
concepita come propriet del reale. Eco, La struttura assente, Bompiani, Milano, 1968 ha efficacemente criticato
questa concezione sostanzialista della struttura, denominata strutturalismo ontologico.

distinzione al modo diverso di trattare due rapporti problematici, quello tra forma e contenuto e
quello tra astratto e concreto, sui quali si concentrano le due principali critiche di Lvi-Strauss.
Nello stesso momento in cui viene avanzata lobiezione si delinea la prospettiva dellapproccio
strutturale.
Prima di vedere tutto ci conviene brevemente chiarire i presupposti del confronto. I due rapporti
problematici sorgono dalla costruzione di un metodo in grado di individuare, con la massima
precisione possibile, somiglianze e differenze in un oggetto di ricerca come la fiaba o il mito (o, in
generale, il racconto). Bisogna partire, come in linguistica, da unipotesi regolativa, elaborando un
modello danalisi delloggetto a partire dalla sua scomposizione nelle parti costitutive. Dunque
loperazione di analisi conduce per forza a un livello pi profondo (formale o astratto), dove si
elabora il modello, rispetto al livello concreto. Il formalismo ha individuato quei rapporti
problematici ma non ha costruito un metodo in grado di risolverli; nei termini di Kuhn
rappresenterebbe una fase preparadigmatica rispetto allo strutturalismo, dove invece si
propongono soluzioni idonee.
Il primo rapporto problematico tra forma e contenuto. Propp, scrive Lvi-Strauss, scompone la
fiaba in due parti, una forma, oggetto dellanalisi morfologica, e un contenuto arbitrario al quale
concede unimportanza solo accessoria. I formalisti scindono forma e contenuto, laddove per gli
strutturalisti forma e contenuto hanno la stessa natura strutturale ed entrambe sono di
competenza della stessa analisi27. Il formalismo non in grado di risolvere questo rapporto
problematico: quando Propp stila la lista di funzioni, compie una divisione per generi (funzioni) e
specie (azioni); le funzioni sono definite con criteri morfologici, le azioni servono per collegare
forma e contenuto. La funzione danneggiamento comprende azioni come rapire o trafugare
che includono motivi come lantagonista rapisce la principessa, lantagonista trafuga il mezzo
magico. I motivi (sottospecie) appartengono al contenuto, o comunque sono lelemento pi vicino
al livello concreto, essendo la sintesi in un enunciato elementare di una parte dellintreccio. Di
conseguenza il contenuto viene reintegrato e lanalisi morfologica oscilla tra propriet formali e
materia bruta: la lista un inventario sistematico delle funzioni ma non delle azioni, le quali sono
a met fra uno statuto formale (il che implicherebbe una loro completa classificazione) e il
contenuto (ci che esula dallanalisi morfologica).
Lvi-Strauss aggiunge che il formalismo, separando il contenuto dalla forma, non in grado di
reintegrare quello nellanalisi. Il contenuto, sostiene lantropologo, non arbitrario, ma permutabile
ed sottoposto alle leggi strutturali cui sottost la forma28. Lapproccio strutturale analizza il
27

Lvi-Strauss, La structure cit. (trad. it. pp. 184-185).


In nota Lvi-Strauss rimanda alla sua analisi del mito indigeno di Asdiwal come esempio di analisi strutturale che
tiene insieme forma e contenuto. Sul mito di Asdiwal: Lvi-Strauss, Anthropologie cit. (trad. it. p. 187-235).

28

contenuto allo stesso modo della forma. Propp, al contrario, considera le funzioni costanti in quanto
relative alla forma, e i personaggi, relativi al contenuto, variabili: questultimi sono un elemento
opaco non sottoposto allanalisi. Ma un re o una pastora di una fiaba non sono solo dei ruoli:
diventano mezzi sensibili per costruire un sistema intelligibile formato da opposizioni come
maschio / femmina o alto / basso29. Nulla estraneo o refrattario alla struttura: il contenuto si
articola, come la forma, in unorganizzazione logica. Questo punto segnala una distinzione tra le
funzioni e le relazioni che riprender pi avanti.
Il secondo rapporto problematico tra astratto e concreto. Limpossibilit di reintegrare il contenuto
nella forma fa s che questa sia condannata a rimanere a un tale livello di astrazione da non
significare pi niente e da non avere pi alcun valore euristico30. Si passa dal concreto allastratto
ma non si pi in grado di ritornare al concreto dallastratto: il formalismo, come accade
nellanalisi di Propp, separando nettamente i due ambiti, riesce a definire gli elementi in comune
delle fiabe, ma poi non in grado di determinarne le differenze. Lapproccio formale opera una
raccolta di elementi comuni del proprio oggetto di studio (fiaba o racconto) che per non mette
adeguatamente in relazione: non costruisce un modello funzionante in grado di mostrare
larticolazione di questi elementi (il loro funzionamento). Il formalismo annienta il suo oggetto31.
Sarebbe come se si volesse studiare un sistema linguistico considerando la sola sintassi e
trascurando il lessico (o la semantica).
Lultimo punto riguarda lorganizzazione logica delle funzioni. Si tratta di passare dalla funzione
alla relazione, al rapporto regolato tra funzioni in una struttura. Secondo Lvi-Strauss le trentuno
funzioni sono riducibili a uno o pi gruppi di trasformazioni in grado di comporre un ordine
associativo (paradigmatico) a un livello pi astratto dellordine lineare (sintagmatico). Lvi-Strauss
pensa a coppie di opposizioni: la funzione, lelemento pi piccolo della fiaba, simile a ci che la
linguistica strutturale chiama tratti differenziali. A un livello superiore si ha il personaggio: non si
tratta di ununit omogenea ma di qualcosa di simile al fonema, un fascio di tratti differenziali32. Per
esempio33 il fonema [d] composto di quattro tratti differenziali: occlusione, dentalit, sonorit,
aspirazione. Questi non sono ulteriormente segmentabili ma solo sostituibili (per es. la dentalit pu
essere sostituita dalla labialit): un insieme di tratti differenziali una struttura di relazioni. Il
fonema invece sia segmentabile, in quanto composto di tratti differenziali, sia sostituibile (per es.
dato / lato). La sostituzione possibile a due condizioni: inserendo il fonema a un livello superiore

29

Lvi-Strauss, La structure cit. (trad. it. p. 197).


Ibid. (trad. it. p. 186).
31
Ibid. (trad. it. p. 196).
32
Lvi-Strauss segue la proposta di Propp, Morfologija cit. (trad. it. p. 85) di considerare le combinatorie tra personaggi
e determinate funzioni come sfere dazione. Su questo punto si concentrer Greimas lavorando sulle strutture attanziali.
33
Lesempio tratto da Benveniste, Les niveaux cit., articolo sui livelli dellanalisi linguistica citato in nota 12.

30

in una catena sintagmatica (parola); considerando una catena sintagmatica regolare in un sistema
linguistico, per cui la sostituzione d / t nel fonema genera un cambiamento sul piano del significante
(/dato/ e /lato/) correlato a un cambiamento sul piano del significato (dato e lato)34.
Riprendendo la proposta di Lvi-Strauss, si pu dire che lordine lineare e cronologico delle
funzioni viene sostituito da un ordine logico. Per esempio la funzione divieto pu essere
considerata una trasformazione negativa dellordine35.
Cirese36 ha svolto uninteressante parafrasi logica dei suggerimenti di Lvi-Strauss, accettandone il
principio ma criticando lo scarso rigore. Considerando lesempio appena citato, utilizzando gli
strumenti della logica deontica, si indica con O un operatore di obbligatoriet ( obbligatorio che)
e con p una qualsiasi frase che descrive un qualsiasi stato di cose: si ha la formula Op (
obbligatorio che p); se p significa pagare, Op significa obbligatorio pagare. Cirese dimostra
che il divieto la trasformazione negativa del contenuto p dellordine Op, come nella formula
O~p ( obbligatorio che non-p o obbligatorio che non si abbia p): se p significa fumare,
O~p significa obbligatorio non fumare, ossia vietato fumare. Lvi-Strauss non precisa se la
trasformazione negativa riguardi loperatore deontico o lo stato di cose: la formula ~Op (non
obbligatorio che p) non ha lo stesso significato: se p significa fumare la formula significa non
obbligatorio fumare, ossia facoltativo fumare. Cirese costruisce una matrice di quattro possibili
trasformazioni combinando gli operatori logici: Op (obbligo od ordine), O~p (divieto), ~Op
(facolt), ~O~p (permesso: se p fumare, ~O~p non obbligatorio non fumare, ossia non
vietato fumare, ossia permesso fumare). Se ne pu ricavare una struttura di relazioni a partire
dalle contraddizioni Op e ~Op (funzioni ordine e facolt) e O~p e ~O~p (funzioni divieto e
permesso). La parafrasi logica di Cirese mostra come si costruisce una struttura di relazioni e in
cosa consiste un ordine logico, differente dallordine lineare della struttura generale di Propp;
inoltre permette di evidenziare alcuni limiti delle articolazioni dicotomiche di Lvi-Strauss, troppo
vincolate al modello fonologico dei tratti differenziali.

1.3. Motivi, fabula e intreccio nellopera letteraria


Nellanalisi del racconto hanno avuto molta importanza alcune categorie elaborate dai formalisti
russi. Questi studiosi si occupano della teoria della letteratura, o poetica (come in Propp), o scienza
della letteratura: lo studio delle propriet formali dellopera letteraria; secondo la celebre

34

Su queste regole, alla base della linguistica strutturale, v. il saggio di Lepschy citato in bibliografia.
Lvi-Strauss, La structure cit. (trad. it. p. 191). Nella lista di Propp il divieto la terza funzione e rappresenta nello
stesso tempo un ordine. Ci che comunque conta seguire il ragionamento di Lvi-Strauss.
36
Cirese, Di alcuni operazioni cit., pp. 241-265.

35

affermazione di Jakobson loggetto di studio non la letteratura ma la letterariet37, o, dal nome del
gruppo Opojaz Societ per lo Studio del Linguaggio Poetico, il linguaggio poetico. Le propriet
formali rimandano a una specificit letteraria che pu essere della singola opera o di un genere del
discorso che i formalisti chiamano poesia, o letteratura darte (poesie, racconti di ogni tipo, testi
folclorici), in opposizione alla prosa, o letteratura non darte (articoli di stampa, saggistica, trattatati
filosofici, scientifici)38. Lelemento essenziale dellopera letteraria la tecnica di assemblaggio del
materiale linguistico (soprattutto nella poesia) o del materiale narrativo (soprattutto nei racconti).
Questarte definita procedimento, o composizione39. Trattandosi di una tecnica narrativa, il
termine non corrisponde a quello di Propp il che dipende anche dalloggetto di analisi, come
notava questultimo: i caratteri della fiaba sono la ripetitivit, la variabilit combinatoria,
lanonimit, quelli dellopera letteraria lunicit, la singolarit, lautorialit.
I formalisti hanno condotto pi a fondo lanalisi della poesia rispetto a quella del racconto. Nel
primo caso hanno individuato nel ritmo il tratto costitutivo del verso, ridefinendo la metrica come
sistema di codificazione del ritmo proprio di una tradizione letteraria40. Lanalisi del racconto si
concentrata sui procedimenti. Anche se questi, nellottica di uno studio storico, assurgono a leggi
generali della costruzione delle opere letterarie41, si collocano in realt a livello della metrica: non
sono che un insieme di tecniche narrative codificato in una tradizione letteraria. I formalisti non
hanno mai definito lo specifico letterario del racconto. Ma anche lo studio della poesia soffre di un
problema di fondo poich loggetto di studio, la letterariet, a rimanere unincognita; come ha
scritto Compagnon non esistono elementi linguistici esclusivamente letterari42: tratti letterari si
trovano anche in un messaggio pubblicitario come ha mostrato lo stesso coniatore del termine
Jakobson43.
La fortunata coppia di concetti fabula / intreccio, definita da Tomasevskij44, non fornisce i tratti
costitutivi del racconto. La si rintraccia a livello del contenuto, considerando lordine di relazione
dei motivi che, come in Veselovskij, sono le unit minime non ulteriormente scomponibili. Un
motivo riduce una parte dellintreccio a un enunciato elementare (Viene la sera, Leroe muore,
37

Laffermazione di Jakobson in Ejchenbaum, Teorija formalnogo metoda, in Id., Literatura, Leningrad, 1927
(trad. it. p. 37).
38
Cfr. Tomasevskij, Teorija literatury, Leningrad, 1928 (trad. it. p. 27).
39
Sklovskij, O teorii prozy, Leningrad, 1925 (trad. it. p. 12). Due esempi famosi di analisi di procedimenti sono lo
studio di Sklovskij (Ibid., trad. it. pp. 13-22) sulla tecnica dello straniamento nelle opere di Tolstoj e quello di
Ejchenbaum, Kak sdelana Sinel Gogolja, in Id., Literatura cit. (trad. it. pp. 249-273) sul procedimento grottesco, che
intreccia assemblaggio linguistico e narrativo, nella novella Il cappotto di Gogol.
40
Tomasevskij, Teorija cit. (trad. it. p. 111).
41
Ibid. (trad. it. p. 27).
42
Compagnon, Le demon de la thorie, Seuil, Paris, 1998 (trad. it. p. 28).
43
Jakobson, Essais de linguistique gnrale, ditions de Minuit, Paris, 1963 (trad. it. p. 190). Si tratta della celebre
analisi dello slogan I like Ike a sostegno del generale Eisenhower, detto Ike, nella campagna per le elezioni presidenziali
negli Stati Uniti del 1952.
44
Tomasevksij, Teorija cit. (trad. it. p. 185).

10

Raskolnikov uccide la vecchia). Lintreccio la successione dei motivi per come si trovano nella
singola opera. La fabula la ricostruzione operata dallanalista dellordine cronologico dei motivi;
anche lo strumento con il quale si valuta il procedimento dellopera in quanto tecnica di montaggio
dei motivi. Un procedimento pu cos essere rappresentato con un diagramma45. Per esempio in un
romanzo giallo si ha (intreccio) la scena dellassassinio (motivo: X uccide A) alla fine, dopo che
linvestigatore ha indicato il colpevole (motivo: il colpevole X) secondo un ordine in cui
prevale lenigma (chi ha ucciso A?); ricostruendo lordine cronologico dei motivi (fabula) la
scena dellassassinio va collocata prima del ritrovamento del cadavere (motivo: A stato ucciso).
Per compiere questo lavoro lanalista distingue i motivi legati, indispensabili per lintreccio e parte
della fabula, dai motivi liberi, importanti per lintreccio ma omissibili dalla fabula46. In un romanzo
giallo un motivo legato il ritrovamento del cadavere, mentre sono motivi liberi i pranzi a base di
pesce del commissario Montalbano. Tuttavia lesempio proposto del romanzo giallo tra i pi
banali: vi una sola linea narrativa principale e il senso della trama coincide con il suo acme, la
punta di massima tensione prima dello scioglimento (lassassino ). Da qui, scomponendo
lintreccio e procedendo a ritroso, lanalista ricostruisce facilmente lordine cronologico dei motivi
legati. Ma in unopera pi complessa non certo che si possa procedere agevolmente allo stesso
modo: la linea narrativa principale pu essere spezzettata, ritorta; possono esserci pi punti
culminanti o pi linee narrative come in The 42nd parallel di John Dos Passos. In tal caso lanalista
sceglie da dove cominciare, per esempio quale acme o linea narrativa ritiene pi pertinente, quindi
ricostruisce lordine dei motivi. Si pu dire che la fabula un intricato filo di Arianna dipanato in
un intreccio, labirinto in cui sentieri differenti riconducono a una o pi vie dingresso. Un intreccio,
dunque, pu essere scomposto in un numero elevato ma finito di motivi liberi e legati, questultimi
riconducibili a pi di una fabula. Ritroveremo la coppia motivi legati / motivi liberi parlando delle
proposizioni e delle funzioni narrative.

2. Approccio formale
La ricerca delle leggi strutturali del racconto accomuna, con somiglianze e differenze, i percorsi di
ricerca di Barthes, Bremond, Todorov e Genette, ciascuno costruendo a suo modo loggetto di
studio e il livello di analisi. Con racconto Barthes intende una qualsiasi narrazione su un supporto
qualsiasi47, Bremond una struttura autonoma dallinsieme del messaggio narrativo, dotata di propri

45

V. a tal proposito Sklovskij, O teorii cit. (trad. it. pp. 209-243).


Tomasevskij, Teorija cit. (trad. it. p. 186).
47
Barthes, Introduction cit. (trad. it. p. 7).
46

11

significanti e significati e indipendente dalle tecniche che la realizzano48. Todorov e Genette


parlano solo di racconto letterario49. Genette preciser di volersi occupare del racconto come
discorso narrativo (rappresentazione degli avvenimenti), che cosa diversa dalla narrazione (latto
narrativo: qualcuno racconta) e dalla storia (il contenuto narrativo: la successione degli
avvenimenti)50. Rispetto allopera concreta il termine racconto (rcit) permette una prima
astrazione: le ricerche si concentrano sulle propriet generali comuni a ogni genere di opera (o, se si
considera il solo racconto letterario, a ogni specie di opera letteraria). Loggetto di ricerca, lo
specifico strutturale del racconto, riceve nomi diversi: Bremond, che procede per via rigorosamente
deduttiva, parla di logica del racconto, Barthes si rif alla distinzione saussurriana langue /
paroles51, Genette e Todorov richiamano la letterariet questultimo propone anche grammatica
narrativa52. Si assegnano nomi diversi alla disciplina: il pi gettonato sembra essere, a partire da
Todorov e Genette, sulla scia dei formalisti russi, poetica, poi sostituito da narratologia53 (coniato
da Todorov), mentre Bremond parla di scienza del racconto e Barthes si accontenta di analisi
strutturale del racconto non esistendo ancora, alla fine degli anni Sessanta, n ununica disciplina n
un insegnamento universitario54.
Divider i percorsi di ricerca in tre livelli, laddove il primo corrisponde al livello pi astratto e il
terzo al livello pi vicino al concreto. Il primo livello occupato dalla logica del racconto di
Bremond, il quale muove da alcune importanti osservazioni sulla morfologia di Propp e propone
uno studio delle funzioni integrate nella categoria di ruolo narrativo. Al secondo livello si trovano
le analisi di Todorov e di Barthes che riprendono la coppia formalista motivo legato / motivo libero:
Todorov, richiamandosi alla sintassi frastica, le traduce in pi elaborate proposizioni narrative
mentre Barthes parla di funzioni narrative. Al terzo livello si colloca lanalisi delle figure di Genette
il quale giunge a redigere in Figures III le tavole narratologiche per via retorica occupandosi di fatti
stilistici. Come dimostrer nel corso della ricognizione, questi percorsi di ricerca o simpantanano
nelle stesse contraddizioni del formalismo denunciate da Lvi-Strauss, distaccando la forma dal
48

Bremond, Le message cit., p. 4, il quale aggiunge che necessario e sufficiente che [il messaggio narrativo] racconti
una storia perch si possa procedere allanalisi del racconto.
49
V. i contributi al n. 8 di Communications Todorov, Les catgories du rcit littraire e Genette, Frontires du rcit.
50
Genette, Figures III, Seuil, Paris, 1972 (trad. it. p. 74). Considerando il racconto come struttura autonoma dotata di
propri significanti e significati, Bremond, Logique du rcit, Seuil, Paris, 1973 (trad. it. p. 244) sostiene di essersi
occupato dei significati del racconto e che Genette ha trattato dei significanti. Questultimo sembra accettare tale
sistemazione scrivendo che il racconto propriamente detto il significante (Genette, Figures III cit., trad. it. p. 75).
51
Si chiede Barthes: non si tratta forse di padroneggiare linfinito delle paroles per arrivare a descrivere la langue da
cui esse sono derivate ed a partire dalle quali esse possono essere generate?.
52
Cfr. Bremond, Logique cit.; Barthes, Introduction cit. (trad. it. p. 8); Genette, Figures III cit. (trad. it. p. 5); Todorov,
Les categories cit. (trad. it. p. 229); Id., Grammaire du Decameron, Mouton, Paris, 1969, p. 14.
53
Per poetica: Todorov, Potique cit.; Genette, Figures III cit. (trad. it. p. 5). Ricorre inoltre spesso nei saggi di Barthes,
Genette e Todorov il nome di Paul Valry: il poeta fu incaricato dellinsegnamento di Poetica al Collge de France dal
1937 al 1945 (anno della morte). Per narratologia: Todorov, Grammaire cit.; Genette, Figure III cit.; Id., Nouveau cit.
(trad. it. p. 10).
54
Bremond, Le message cit., p. 31; Barthes, Laventure smiologique, Seuil, Paris, 1985 (trad. it. p. 139).

12

contenuto e annientando per astrazione loggetto di studio ( soprattutto il caso di Bremond e


Todorov), o si limitano allo studio delle tecniche narrative ( il caso di Genette e in parte di
Barthes)55. In ogni caso rappresentano una fase preparadigmatica dello strutturalismo56.

2.1. I ruoli narrativi


La logica del racconto di Bremond muove da alcune osservazioni sul metodo di Propp. Ne Le
message narratif Bremond considera i risultati della morfologia generalizzabili, ma, poich questa
si modella sulla botanica e la zoologia, necessario rivedere la struttura generale delle funzioni con
le lenti della linguistica strutturale, in particolare passare dallordine lineare allarticolazione binaria
propria dei tratti differenziali, marcato / non marcato57. Come per Lvi-Strauss, le funzioni sono
assimilabili a tratti differenziali. Nella morfologia lordine di queste lineare perch vige una
doppia causalit: meccanicistica, tale che il termine posteriore implica lanteriore, e finalistica, in
base al quale lantecedente implica il conseguente58. Questultima, scrive Bremond, aggiunta da
Propp senza essere giustificata dalloggetto di analisi: alla funzione Tentazione, infatti, pu
seguire Caduta (Adamo cade in tentazione) o Resistenza (lesempio di SantAntonio Abate)59.
A una funzione non ne segue sempre una e una sola: questo vale per qualsiasi racconto, anche per la
fiaba di magia. Se Propp fa seguire alla Lotta solo Vittoria perch considera come funzioni le
sole azioni compiute dalleroe60. Ma ci non rende ragione della definizione di funzione come
lazione di un personaggio considerata rispetto allintreccio. A Lotta possono seguire Vittoria o
Sconfitta. Le funzioni, inoltre, non sono tutte sullo stesso piano: esistono delle funzioni-perno
(es.: Compito), delle marche, alle quali segue sempre una biforcazione (Compito 
Esecuzione del compito / Non esecuzione del compito), ovvero unalternativa tra due funzioni
una delle quali provvista della marca (+) mentre laltra non marcata (). Il metodo di Propp non
in grado di rendere conto di questa struttura.
Bremond cala lopposizione binaria in un ambivalente processo che pu essere sia di
presupposizione analitica (che va dal termine posteriore allanteriore) sia processo puramente

55

Appare fuorviante ed errata la distinzione che Marrone, Introduzione cit. (p. XX) dice di riprendere da Figures III di
Genette tra una narratologia del significato attenta alla fabula, che accomunerebbe Propp, Lvi-Strauss, Bremond e
Greimas, e una narratologia del significante attenta allintreccio, che riguarderebbe Barthes, Genette, Todorov. Una
formulazione di questo tipo non tiene in alcuna considerazione le riflessioni di Lvi-Strauss sullopera di Propp.
56
interessante notare che tutti questi studiosi hanno progressivamente abbandonato i loro percorsi di ricerca: Barthes,
come dir pi avanti, passa in un istante dallanalisi strutturale allanalisi testuale; agli inizi degli anni Ottanta Bremond
getta via Propp e si d alla critica tematica; pi radicale ancora appare labiura di Todorov, Critique de la critique,
Seuil, Paris, 1984; Genette resister con le sue tavole narratologiche fino alla svolta estetica (anni Novanta).
57
Bremond, Le message cit., p. 22.
58
Anche Paul Ricoeur in Temps cit. (trad. it. p. 62) analizza la doppia costruzione meccanica e organica dello schema di
Propp.
59
Bremond, Le message cit., p. 11.
60
Ibid., p. 12.

13

temporale di lettura (che va dal termine anteriore al posteriore); la assimila inoltre alla biforcazione,
a partire da una funzione-perno, tra una funzione selezionata e una funzione scartata. Ma le due
operazioni non coincidono. Nello schema ad albero a una funzione-perno segue sempre
unalternativa tra unaffermazione (marcata) e una negazione (non marcata), di cui una delle due
selezionata e laltra scartata, ma tale che laffermazione, se selezionata, assume a sua volta il ruolo
di funzione-perno di una nuova alternativa61. Per esempio alla funzione Assunzione del compito
segue lalternativa Esecuzione del compito / Non esecuzione del compito: leroe pu svolgere
la prova o rifiutarla; a Esecuzione del compito, se selezionata, segue lalternativa Compimento
del compito / Non compimento del compito. In una relazione necessaria (lotta e risultato della
lotta) si insinua una relazione probabile (il risultato della lotta pu essere la vittoria o la sconfitta).
Bremond definisce questo tipo di relazione una sequenza, unit minima del racconto pi grande di
una funzione e pi piccola di una struttura generale62. Una sequenza un ordine di biforcazioni
successive di funzioni tale che il conseguente (se c Non compimento del compito) implica
lantecedente (allora c Esecuzione del compito), ma non viceversa (a Esecuzione del compito
pu seguire Non compimento del compito o Compimento del compito). Nella Logique du rcit
il modello generale della sequenza articolato in una fase eventuale, una di attualizzazione, una di
realizzazione: alla Eventualit pu seguire Non passaggio allatto o Passaggio allatto e a
questultimo Compimento o Non compimento. Un concatenamento di sequenze, infine,
compone una sequenza complessa63.
Tuttavia lelemento fondamentale del racconto non la sequenza in s. Nella definizione di
funzione di Propp si parla di azione di un personaggio; proprio questa specificazione che
interessa a Bremond: c Lotta perch due personaggi combattono e ogni lotta ha un esito: dei due
personaggi, uno vince e laltro perde. Nello schema di Propp alla funzione Lotta segue sempre
Vittoria. Ma ogni lotta ha un vincitore e uno sconfitto; si tratta di due ruoli narrativi, risultato
dellattribuzione a un personaggio di un processo eventuale, in atto o compiuto: il vincitore
comprende il processo Eventuale lotta  Lotta eseguita  Vittoria, lo sconfitto il processo
Eventuale lotta  Lotta eseguita  Sconfitta.
Il ruolo lelemento portante del racconto. I due principali ruoli sono il paziente, colui che subisce
lazione, e lagente, colui che agisce. Li si studia nello stato dinamico caratterizzato dal passaggio
da uno stato iniziale a uno stato finale secondo fasi di Modificazione / Conservazione e
61

Ibid., p. 15.
Ibid., p. 18.
63
Id., Logique cit. (trad. it. p. 49). Poich il conseguente implica lantecedente, si pu codificare a ritroso lo schema in
modo da includere la fase precedente (presupposta) in quella seguente: Compito eventuale attuato non realizzato /
Compito eventuale attuato realizzato Compito eventuale attuato / Compito eventuale non attuato Compito
eventuale. Greimas ha ripreso questa triade per articolare i modi di esistenza semiotica (virtualizzazione,
attualizzazione, realizzazione).
62

14

Miglioramento / Peggioramento64. Cos lanalista del racconto compila inventari di ruoli. Ecco
lesempio di un possibile ruolo di agente65: nella favola di La Fontaine, Consiglio tenuto dai topi i
versi analizzati sono: La difficolt fu attaccare il sonaglio. / Uno disse: Io non ci vado davvero
non sono mica sciocco. / Laltro: Io non saprei. Cos senza fare nulla / ognuno se ne and. Il
ruolo di agente ricoperto dai topi. In questo caso si tratta di eseguire un compito che per non
viene nemmeno messo in atto (non attualizzato). Si pu cos trascrivere il loro ruolo: agente
eventuale di un compito che si astiene dallintraprenderne lesecuzione. Negli inventari, di cui
questo un esempio tra i pi facili, si trovano formule parossistiche66.
Bremond giunge a un livello di astrazione maggiore di quello di Propp. La costruzione delle
sequenze, in quanto possibili narrativi, relega il messaggio narrativo al rango di convalida della
formula codificata del ruolo. Sebbene Bremond sia convinto di aver superato il rapporto
problematico tra forma e contenuto grazie alla concatenazione di funzioni in sequenze e di queste in
sequenze complesse67, si pu ben dire che la soluzione sia stata trovata annientando il contenuto,
riducendo il racconto a una combinatoria di sequenze, paradossalmente talmente complicata da
essere legata al singolo caso concreto di ruolo narrativo. La logica del racconto in realt una
logica dei ruoli narrativi. Inoltre il modello di Bremond, come ha notato Denis Bertrand, non in
grado di formalizzare lo svolgimento del racconto68; dunque non pu rendere conto della
definizione contestuale di funzione formulata da Propp. Non si avvale della dimensione
sintagmatica n possibile rinvenire un ordine delle sostituzioni: infatti, diversamente da quando
accade in fonologia, dove i tratti differenziali sono di numero finito, non esiste un pacchetto
determinabile di funzioni quali tratti differenziali delle sequenze; di conseguenza non possibile
stabilire alcun rapporto paradigmatico tra i ruoli.

2.2. Le proposizioni e le funzioni narrative


Il percorso di ricerca di Todorov segue la via tracciata dai formalisti russi. Ne Les catgories du
rcit littraire, contributo al numero monografico di Communications, le direttrici del collegamento
sono loggetto di studio, la letterariet, e il nome della disciplina, la poetica, i cui strumenti di
analisi sono organizzati intorno alla coppia concettuale di Benveniste storia / discorso: con storia
sintende la serie degli avvenimenti narrati, con discorso il racconto degli avvenimenti. Nella storia

64

Id., Les possibles cit. (trad. it. p. 102).


Lesempio tratto da Id., Logique cit. (trad. it. p. 94).
66
In un favola di La Fontaine gli ingannati dal grido Al lupo! sono codificati come pseudo-agente eventuale di un
compito di protezione la cui occasione non viene offerta; provvisto di una falsa informazione che linduce a credere che
loccasione di questo compito gli viene offerta; che giudica a torto loccasione offerta (Ibid. trad. it. p. 104).
67
ci che Bremond afferma in Id., Le message cit., p. 23.
68
Bertrand, Prcis de smiotique littraire, Nathan HER, Paris, 2000 (trad. it. p. 174).
65

15

si distinguono due livelli di analisi, la logica delle azioni e le relazioni dei personaggi, al discorso
appartiene il livello della narrazione.
Todorov ha elaborato il suo modello lavorando sui primi due livelli. Nella Grammaire du
Decameron lanalisi delle novelle di Boccaccio finalizzata allo studio della logica delle azioni.
Guida la ricerca lesistenza presupposta della grammatica universale, di una struttura generale di
tutte le lingue, di cui si sono occupati i modisti (filosofi vissuti tra il XIII e XIV sec.). Poich il
racconto un fatto di linguaggio, possibile ipotizzare lo studio della struttura generale di tutti i
racconti69. Vi gi una discrepanza tra il proposito di una grammatica generale e il titolo, che
riferisce di una grammatica di una sola opera (sebbene composta di pi novelle). Laspetto
principale del racconto, il pi importante, quello sintattico70, la combinazione delle unit
narrative. Lunit minima del racconto, sulla quale avviene lanalisi, la proposizione, che non la
frase concreta ma ununita sintattica composta di un agente e un predicato: un enunciato elementare
del tipo Jean ruba il denaro, Il re parte. Corrisponde al motivo dei formalisti. Un
concatenamento di proposizioni, o sequenza, retto da tre possibili relazioni71: logico, temporale,
spaziale. Le pi importanti sono le prime due (la relazione spaziale tipica della poesia). La
relazione logica di tipo causale o di consequenzialit, come quando a un desiderio espresso in
forma di domanda (A vuole sposare B) segue la risposta (B rifiuta di sposare A); la relazione
temporale, pi debole della precedente, di tipo consecutivo: a una modifica di uno stato iniziale
(A parte per X) pu seguire un contrattempo (durante il viaggio A incontra dei ladri) che devia
dallesito (A arriva a X).
La logica delle azioni sembra voler regolare le principali operazioni dellapproccio formale: la
riduzione delle parti dellintreccio in motivi e larticolazione di questi nella fabula. Le proposizioni,
come i motivi, sono parte costitutiva dellintreccio: dunque la sequenza, con le possibili relazioni,
pu essere considerata la prima tappa della messa in ordine dei motivi. Ma non si tratta ancora
dellordine della fabula. Todorov infatti propone una seconda classificazione delle relazioni tra
proposizioni di ordine maggiore a quella precedente. Si tratta della coppia relazioni obbligatorie /
relazioni facoltative72. Le prime sono sempre presenti nelle sequenze: il rifiuto segue, e non
precede, una richiesta. Si dispongono le proposizioni secondo un ordine cronologico che per non
riguarda solo le relazioni causali: una proposizione concatenata per relazione temporale rientra in
una relazione obbligatoria se funzionale ai fini dello svolgimento narrativo. Nellesempio
proposto la proposizione durante il viaggio A incontra dei ladri diventa indispensabile ai fini
69

Todorov, Grammaire cit., p. 15.


Todorov parla anche dellaspetto semantico, i contenuti delle unit, che dipende da quello sintattico, e dellaspetto
verbale, le frasi concrete con cui si narra il racconto, marginale rispetto agli altri due.
71
Ibid., pp. 53-58.
72
Ibid., p. 58.
70

16

dellintreccio se i ladri rapiscono A: ne risulta un motivo legato. Si ha dunque che la sequenza di


proposizioni concatenate secondo relazioni obbligatorie corrisponde alla fabula; le relazioni
obbligatorie permettono di identificare i motivi legati; le relazioni facoltative, che sono non
obbligatorie o alternative, riguardano i rapporti tra motivi legati e motivi liberi.
In Litterature et signification lo studio delle relazioni dei personaggi condotto su un romanzo
epistolare, scelto perch lintreccio costituito soprattutto dai rapporti interpersonali, Les liaisons
dangereuses di Laclos. Innanzitutto si tratta di rigettare una trattazione psicologica e fornire i
personaggi di uno statuto strutturale, il che pu avvenire a partire dalla relazione come forma di
interazione espressa grammaticalmente dal predicato. Si procede per via di riduzione in modo da
individuare i predicati di base di tutte le relazioni. Todorov individua tre tipi generali di relazione73:
il desiderio, la partecipazione e la comunicazione. Da questi si possono generare tutti gli altri
predicati per mezzo di alcune regole di derivazione: per esempio con la regola di opposizione, per
cui ogni predicato ne ha uno di valore opposto, si ottiene una relazione di contrariet (pi ristretta
della relazione di negazione) come tra amore, derivato del desiderio, e odio. Quindi si
ricostruiscono le reti di relazioni tra agenti sottoforma di proposizioni, o motivi (A ama B; B odia
C). Dalle regole di derivazione si ricavano rapporti statici, mentre i rapporti dinamici sono
formalizzati mediante regole dazione74: oltre agli agenti e al predicato derivato, si ha un predicato
di trasformazione che permette di collegare le proposizioni in sequenze: per esempio, data la
relazione A ama B, A agisce in modo tale che B ami A. Si pu notare lo scarso rigore della
proposta nella combinatoria dei predicati. In questo caso, come nel precedente, le conclusioni
generali sono tratte dallo studio di una singola opera. Niente assicura che il modello funzioni
altrove, anche se gi qui risulta difettoso: la formalizzazione delle azioni e dei personaggi si limita a
ricostruire lordine lineare e giunge a un livello di astrazione tale da non avere pi valore euristico.
Nella Introduction lanalyse structurale des rcits Barthes propone la stessa gerarchia di livelli di
Todorov cambiandone i nomi: a partire dal pi profondo, si hanno il livello delle funzioni, delle
azioni (in cui si pone il problema dello statuto strutturale dei personaggi) e della narrazione (in cui
si tratta di individuare nellopera le marche del narratore e del lettore). Barthes si concentra sul
primo livello riprendendo in modo esplicito le categorie formaliste. La funzione, infatti, corrisponde
non al concetto di Propp ma al motivo. lunit minima del contenuto e pu essere di due tipi75:
funzione cardinale (o nucleo) e catalisi. Una funzione cardinale se lazione che riferisce comporta
unalternativa tale da poter modificare il corso della storia: a il telefono suon pu seguire

73

Id., Litterature et signification, Larousse, Paris, 1967, p. 58.


Ibid., p. 63.
75
Barthes, Introduction cit. (trad. it. p. 19).
74

17

rispose o non rispose, alternativa che pu indirizzare la storia per due strade diverse76. Le
catalisi si situano tra due nuclei senza risultare decisive per la storia: tra il telefono squill e
rispose possono inserirsi una serie di azioni come si diresse verso la scrivania, pos la
sigaretta, sollev il ricevitore, nessuna delle quali determinanti. Tra le funzioni cardinali vige
una relazione di correlazione; una serie di funzioni cardinali compone una sequenza. Una catalisi
implica una funzione cardinale secondo una relazione univoca. I due tipi di funzione corrispondono
alla coppia motivi legati / motivi liberi e i due tipi di relazione alla coppia proposta da Todorov
relazioni obbligate / relazioni facoltative.
A livello delle funzioni, oltre alla classe appena descritta, ve n unaltra che comprende unit di
natura integrativa, tali da permettere il passaggio dal livello delle funzioni a quello delle azioni. Si
tratta della classe degli indizi che comprende tutte le parti descrittive del racconto. Al suo interno ve
ne sono di due tipi77: gli indizi propriamente detti integrano le funzioni (per es. Bond toglie
scherzando il portachiavi a una cameriera, che non protesta indizio della disinvoltura di Bond e
del suo successo con le donne78); le informazioni tracciano le coordinate del racconto (let di un
personaggio o il luogo in cui avviene unazione). Tra indizi e funzioni vige un rapporto di libera
associazione, che si pu considerare una seconda specie di relazione facoltativa.
Pur riprendendo categoria formaliste, Barthes non intende ricostruire la fabula dallintreccio. La
ragione sta nel fatto che in un racconto tutto, a differenti gradi, vi significa79, fino al pi piccolo
dettaglio. Il racconto non pi distinto dallopera concreta in quanto non fatto di sole funzioni ma
ogni elemento vi ha senso. La catalisi, per esempio, risulta superflua rispetto alla storia (la
successione degli avvenimenti) ma la sua soppressione altera il discorso (il racconto degli
avvenimenti). Lanalista, secondo Barthes, deve operare a ridosso dellopera.
Si tratta di un punto importante per capire come Barthes concepisce loperazione metodologica
dellastrazione. Propp estraeva le azioni e le raccoglieva in classi, le funzioni, assegnando un nome
a ciascuna di queste (Danneggiamento, Lotta, Compito difficile ecc.). In questo modo si costruisce
il metalinguaggio della teoria, luogo dal quale si osserva loggetto di studio e nel quale si fabbrica il
modello. Barthes porta agli estremi il procedimento: loperazione di astrazione coincide con quella
di denominazione; inoltre questa non prerogativa dellanalista, ma si compie gi nel lettore:
leggere denominare e le denominazioni fanno parte dun metalinguaggio interno al lettore80.

76

La prova proposta sia di commutazione (v. lesempio di analisi fonologica nel paragrafo su Lvi-Strauss) sia
controfattuale (corrispondente in grammatica al periodo ipotetico dellirrealt: se avessi corso, allora avrei preso il
treno, il che presuppone che non ho corso).
77
Ibid., p. 21.
78
Lindizio propriamente detto una connotazione: un segno il cui significante un altro segno.
79
Ibid., p. 15.
80
Ibid., p. 26.

18

Tra analista e lettore vige una differenza di grado e non, come afferma Todorov81 o come si evince
in Bremond, una differenza di natura. Lanalista, secondo Barthes, pi che costruire un modello,
inventa nomi per le sequenze di funzioni cardinali seguendo uno schema ad albero piuttosto
arbitrario: dalla sequenza Tendere la mano Stringerla Lasciarla si risale alla funzione Saluto
a sua volta parte della sequenza Avvicinamento Richiamo Saluto Sistemazione, dalla quale
si risale alla funzione Incontro a sua volta parte della sequenza Incontro Sollecitazione
Contratto ecc.82. Lanalisi una lettura alla moviola83, ci che il semiologo francese fa in S/Z,
lettura-analisi del racconto Sarrazine di Balzac, dove per ha gi abbandonato lanalisi strutturale
per quella testuale.
Secondo Gianfranco Marrone84, Barthes non considerava lanalisi strutturale adeguata per la
letteratura, dove si fa uso creativo della lingua e i sensi si moltiplicano. Ma questo non ci fa capire
perch il semiologo francese si fosse cimentato nellanalisi strutturale dato che nello stesso anno
dellIntroduction scriveva un pamphlet, Critique et verit in cui nella seconda parte si parla di
concetti come scrittura e simbolo determinanti per lanalisi testuale. C unambiguit di fondo
nellapproccio di Barthes che si evince dal modo di concepire loperazione di astrazione. Non
facile sostenere, come fa Marrone, che ci sarebbe stato prima un Barthes semiologo che ha
coniugato attivit critica e scienza della letteratura e poi un Barthes che ha condotto unattivit
critica sul versante della lettura85.
interessante seguire brevemente il passaggio dallanalisi strutturale allanalisi testuale: si assiste a
unimmersione nel racconto che provoca come uno smottamento del livello delle funzioni. Lanalisi
testuale di Sarrazine un gioco di scomposizione a met tra lanalisi e il fermo-immagine a partire
da unarbitraria segmentazione del racconto in unit di lettura chiamate lesse86. Larticolo Les
sries des actions del 1969 contiene alcune riflessioni sui risultati conseguiti87. Innanzitutto un
racconto letterario non pu essere ridotto alle sole grandi azioni per le miriadi di minute azioni e i
flussi di dettagli non trascurabili. Nella lettura-analisi bisogna ritessere le serie delle azioni per via
della nominazione: nominare per lanalista ci che per il geometra misurare. Barthes non parla
pi di funzioni cardinali e catalisi; non solo: lo smottamento annulla la gerarchia di livelli e fa
precipitare il livello delle funzioni in superficie, sullo stesso piano degli altri codici del racconto.
Qui le azioni sono raccolte in un insieme chiamato, con termine aristotelico, codice proairetico88.
81

Todorov, Les catgories cit. (trad. it. p. 235).


Barthes, Introduction cit., p. 27.
83
Barthes, Le bruissement de la langue, Seuil, Paris, 1984 (trad. it. p. 23).
84
Marrone, Il sistema di Barthes, Bomipiani, Milano, 1994, p. 111.
85
Ibid., p. 125.
86
Il gioco di scomposizione lo stesso Barthes a proporlo in Barthes, S/Z, Seuil, Paris, 1970 (trad. it. p. 18).
87
Larticolo contenuto in Barthes, Laventure cit. (trad. it. pp. 123-134).
88
Ibid. (trad. it. p. 126) e gi in Id., Introduction cit. (trad. it. n. 17, p. 24).
82

19

Nellanalisi testuale il codice una rete di elementi che attraversa il testo, un reticolo intertestuale
che lanalista costruisce leggendo89. Tutti i codici sono tipi culturali. Il codice proairetico non ha pi
lo statuto del livello delle funzioni: una sequenza di azioni perfetta, minuziosamente sciolta, che
procura certezza logica al lettore, non altro che uno stereotipo del mondo narrativo90.

2.3. Le figure del racconto


Genette, come Todorov, segue la via dei formalisti russi secondo le direzioni della letterariet e
della poetica. Tuttavia il modello formale elaborato in Figures III in realt un inventario di
categorie narratologiche ispirato ai manuali di retorica, sprovvisto di qualsiasi ordine logico o
lineare; viene inoltre elaborato dopo vari studi di critica letteraria, raccolti in Figures e Figures II
curiosamente, stando alla suddivisione di Todorov91, al livello della narrazione, studiando il
discorso del racconto il suo significante92.
Nellarticolo Langage potique, potique du langage contenuto in Figures II Genette concepisce la
poetica come studio della funzione poetica del segno, ovvero del segno motivato in opposizione ai
segni arbitrari del linguaggio quotidiano. Uno studio del linguaggio poetico non pu che occuparsi
principalmente di poesia. Ma Genette afferma che bisognerebbe innanzitutto occuparsi della poetica
del linguaggio, ovvero dei procedimenti di motivazione dei segni arbitrari. Uno di questi lo
spostamento dei significanti che consiste nel mettere al posto di un termine proprio un altro
termine che viene distolto dal suo uso e a cui viene affidato un uso e un senso nuovi93. Da questa
operazione si originano i termini figurati, o figure, il cui significato non letterale ma figurato.
Sono segni motivati per due ragioni: in quanto scelti dallautore e non imposti dalla lingua; perch
la sostituzione di un termine con un altro procede da determinati rapporti (metaforico, metonimico,
per analogia ecc.), studiati dalla retorica, tra due segni denotativi.
Le figure che danno il titolo a un importante articolo94 sono dunque al centro dellinteresse di
Genette su un piano in cui la poetica, lo studio dei procedimenti di motivazione dei segni arbitrari,
incontra la retorica quale studio dellelocutio, del lavoro di stile, e redazione del catalogo di
tropi95. Il concetto di figura non equivale a quello di tropo: per esempio non una figura la catacresi
(il piede del tavolo) tropo costruito per necessit mancando la parola appropriata per loggetto in
89

Id., S/Z cit. (trad. it. p. 24).


Id., Laventure cit. (trad. it. p. 131).
91
Todorov, Les catgories cit. (trad. it. p. 250).
92
Genette, Figures III cit. (trad. it. p. 75).
93
Genette, Figures II, Seuil, Paris, 1969 (trad. it. p. 116).
94
Larticolo Figures d il titolo alla prima raccolta di scritti dello studioso francese: Id., Figures, Seuil, Paris, 1966.
95
Nellarticolo Figures Genette cita diversi trattati di retorica fra i quali uno, Des figures du discours autres que le
tropes, di Pierre Fontanier, grammatico vissuto tra la seconda met del XVIII e la prima met del XIX secolo. Di questo
trattato Genette ha curato una riedizione. inoltre interessante sottolineare che Genette, laddove propone di occuparsi
dei procedimenti di motivazione del segno, richiami il modo in cui Gaston Bachelard intendeva lo studio della poetica.
90

20

questione. La figura non imposta ma scelta: in quanto tale rappresenta sempre una deviazione
dalluso comune, sebbene sia paradossalmente deviazione in rapporto alluso comune, la quale
tuttavia nelluso comune96. Si pu dire gara di vela o gara di barche a vela: la figura non
appartiene al solo linguaggio poetico, ma la poetica un aspetto potenziale del linguaggio. Nella
dichiarata aporia della deviazione dalluso comune insita nelluso comune si fa surrettizio ritorno
allo studio letterario, come se la deviazione dalluso non riguardasse il linguaggio comune. Lo si
pu vedere nellarticolo Lenverse des signes dedicato a Barthes, dal quale Genette riprende la
coppia di concetti denotazione / connotazione. Il senso proprio o letterale di una parola la sua
denotazione: vela significa un oggetto secondo un rapporto di arbitrariet che proprio del
linguaggio. Ma il linguaggio detiene un potere supplementare che consiste nellassegnare un
senso secondo alle parole, costituendo un secondo strato linguistico. il potere di connotazione. Per
acquisire un senso secondo un termine deve sostituirsi a un altro in base a un particolare rapporto
tra i due segni denotativi: il termine vela pu significare il termine nave in base a un rapporto di
sineddoche (la parte per il tutto). La figura la forma di connotazione composta da un segno
motivato in cui il significante un termine (vela) che designa un altro termine (nave) per via di
sineddoche. Il procedimento di motivazione il rapporto di sostituzione codificato dalla retorica. Il
linguaggio della connotazione il piano della retorica che regge, senza che ci sia giustificato da
una qualche argomentazione, il regno della letteratura, fatto sovralinguistico97. La figura interessa
solo in quanto significante di un nuovo significato, la poesia. Si ritorna dalla poetica del linguaggio
(il piano della retorica) al linguaggio poetico (il regno della letteratura).
La figura, in quanto risultato di un artificio di motivazione del segno, un fatto di stile e quindi
analizzabile anche nel discorso narrativo. Genette si concentra su ci che Sklovskij chiamava
procedimento artistico. Le affinit con il formalista sono nei presupposti: la concezione del
linguaggio poetico come deviazione dalluso comune (Sklovskij parlava di carattere straniero) e
linteresse per il procedimento come la tecnica che consente questa deviazione (Sklovskij parlava di
linguaggio-costruzione)98. La figura pu dunque essere considerata una tecnica poetica o narrativa.
Nella poetica barocca la figura dominante lantitesi; un caso di tecnica narrativa invece il
palinsesto nella Recherche di Proust, la sovrapposizione per contrasto o accostamento di immagini
opposte o discordanti, sulla cui linea si pu collocare anche lo studio della stretta connessione
nellopera di metafora e metonimia99. Lo stesso Genette, in Nouveau discours du rcit, scrive di

96

Genette, Figures II cit. (trad. it. p. 191).


Ibid. (trad. it. p. 19).
98
Cfr. Sklovskij, O teorii cit. (trad. it. p. 22, 24). Si potrebbero aggiungere il riferimento alla retorica e lo studio di
procedimenti letterari codificati da una tradizione.
99
Larticolo sulla poetica barocca in Genette, Figures cit. (trad. it. pp. 27-35); gli articoli sulla Recherche sono in Ibid.
(trad. it. pp. 36-62) e Id., Figures III cit. (trad. it. pp. 41-66).
97

21

aver lavorato a partire da alcune riflessioni e analisi precedenti, tra cui, in particolare, lanalisi sulle
opere di Stendhal e sulla figura dominante della sua poetica, lellissi, lo spostamento del racconto
rispetto allazione, che Genette formalizzer come figura del tempo (o meglio del rapporto tra il
tempo del racconto e il tempo della storia)100. Con le tavole narratologiche si assiste a un secondo
passaggio nel percorso di ricerca: dopo il ritorno dalla poetica del linguaggio al linguaggio poetico,
si passa da questultimo alla poetica intesa come lesplorazione dei diversi possibili del discorso
di cui le forme gi usate sono dei casi particolari e si profilano altre combinazioni prevedibili101.
Tuttavia loggetto di studio resta sempre il procedimento. Le tavole narratologiche offrono un
quadro pi astratto pur essendo ricavate per via induttiva dallo studio di una singola opera (la
Recherche) e per questo difficilmente generalizzabili: non a caso le si prendono a pezzi come si fa
con le rubriche dei tropi: in questo senso linventario di figure ha conservato della retorica solo
lesempio, la sua forma102. Lo studio del significante nel regno della letteratura permette di
definire il racconto con un polittoto: il racconto come discorso del racconto.

3. Approccio strutturale
Nella premessa allanalisi della novella Deux amis di Maupassant Greimas espone delle critiche
allanalisi del racconto che sembrano indirizzate ai sostenitori dellapproccio formale: lo
sfruttamento meccanico dello schema proppiano, o meglio lutilizzazione di modelli ridotti che
definiscono, per esempio, il racconto come una successione di miglioramenti e peggioramenti,
appare una tecnica ripetitiva senza alcun progetto scientifico; la scelta di analizzare testi moderni,
altamente elaborati ma non adeguatamente rappresentativi e che per questo non lasciano la minima
speranza di uneventuale convalida, un contributo pi alla critica letteraria che alla semiotica; la
fascinazione provocata dalla ricchezza del testo esaminato che, coniugata allincapacit, confessata
o meno, di renderne conto, porta allabdicazione del progetto semiotico e allaffermazione che un
testo suscettibile di infinite letture. Sembrano tre accuse rivolte, rispettivamente, a Bremond e
Todorov, a Genette, a Barthes103.
Greimas prende le distanze dagli studi sullo specifico del racconto: nel confronto con Deux amis
interessato a saggiare un metodo danalisi con un esercizio di lettura che possa turbare certezze
precostituite, in un continuo viavai tra deduzione e induzione. Come letnologo, per descrivere una

100

Id., Nouveau cit. (trad. it. p. 7). Larticolo su Stendhal in Id., Figures II cit. (trad. it. pp. 121-155). Gli altri due
lavori citati sono il contributo per il numero monografico di Communications e larticolo Vraisemblance et motivation
(Ibid.., trad. it. pp. 43-69).Sulla formalizzazione dellellissi cfr. Id., Figures III cit. (trad. it. pp. 155-158).
101
Ibid. (trad. it. p. 5).
102
Id., Figures cit. (trad. it. p. 202).
103
Greimas, Maupassant cit. (trad. it. pp. 2-3).

22

cultura diversa dalla propria, deve mettere in discussione le sue categorie interpretative, cos il
semiotico, di fronte al testo, deve abbandonare i pregiudizi propri e culturali per operare con
strumenti danalisi pi efficaci. Il pensiero scientifico sempre controintuitivo: il ricercatore deve
liberarsi di ci che viene dal senso comune e guadagnare, fin nei presupposti epistemologici, la
giusta distanza dalloggetto di analisi. La metafora del testo come il selvaggio del semiotico non
va presa ingenuamente come se il testo fosse rintracciabile da qualche parte nella realt o nella
cultura. Ritorner su questo argomento nelle conclusioni.
Il percorso di ricerca di Greimas dedicato allo studio del senso, o meglio a elaborare, come scrive
Paolo Fabbri, una metodologia in grado di mettere il senso in condizioni di significare104.
Larticolazione del senso, o significazione, si d in forma strutturale: poich si tratta di articolazione
complessa, bisogna disporre di un metodo di analisi stratificato secondo unorganizzazione coesa e
coerente che garantisca il funzionamento del modello. Viene cos elaborato il percorso generativo
nella sua forma non definitiva105, un modello impostato secondo un ordine logico e munito di
categorie interdefinite in grado di permettere una lettura nello stesso tempo orizzontale e verticale
delloggetto di analisi. Si tratta di un metodo generativo per descrivere le articolazioni di senso,
cosa ben diversa dalla genesi di un testo o dalla produzione di senso.
Nei paragrafi seguenti non illustrer il percorso generativo, compito gi svolto in diversi modi da
unampia manualistica106. Mi concentrer sulle strutture semio-narrative per mostrarne larchitettura
logica ed evidenziare i tratti peculiari dellapproccio strutturale greimasiano, percorso decisivo della
fase paradigmatica dello strutturalismo.

3.1. La struttura elementare della significazione


Il percorso di ricerca di Greimas pu essere analizzato come una serie di passaggi, il primo dei quali
avviene dalla lessicologia alla semantica, dalla tassonomia delle parole allo studio del significato
come effetto di superficie, manifestazione linguistica di condizioni di senso da ricostruire a livello
pi profondo. La Smantique structurale elabora una teoria dellarticolazione del significato per
tratti differenziali seguendo il modello fonologico: come il fonema composto da tratti
differenziali, o femi, cos il semema composto da semi. Bisogna distinguere la nozione di semema
dalla manifestazione del significato, ci che viene indicato con il termine lessema. Un semema
leffetto di senso composto a livello profondo da un nucleo semico, i semi invarianti, e un classema,
i semi variabili detti anche semi contestuali perch dipendono dal contesto in cui appare il lessema.

104

Cfr. p. 13 dellintroduzione italiana di Fabbri a Greimas, Smantique structurale, Larousse, Paris, 1966.
V. Greimas e Courts, Smiotique, Hachette, Paris, 1979 (trad. it. p. 142).
106
V. Marsciani e Zinna, Elementi di semiotica generativa, Esculapio, Bologna, 1991; Bertrand, Precis cit.; Pozzato,
Semiotica del testo, Carocci, Roma, 2001; Marrone, Introduzione alla semiotica del testo, Laterza, Bari, 2011.
105

23

Per esempio lanalisi del lessema testa mette in luce un nucleo semico, i tratti estremit e
sferoidit. Gli altri semi rinvenuti sono contestuali: per esempio il sema verticalit compare
nellespressione essere alla testa dellazienda ma non nellespressione testa del corteo107. Il
lessema lo stesso, ma la realizzazione del semema comporta una precisa selezione di semi
contestuali: muniti del nucleo semico, si effettua un percorso sememico che lascia come
virtualmente possibili altri percorsi, altre combinazioni semiche non selezionate. Per esempio il
lessema abbaia realizza due distinte combinazioni semiche nelle espressioni il cane abbaia e il
commissario abbaia: riconoscendo in modo generico il nucleo semico come una specie di grido,
si identificano due classemi diversi, animale nel primo caso e umano nel secondo108. Il
semema, dunque, un fatto strutturale che si pone a un livello dimmanenza, organizzato in modo
autonomo e anteriore rispetto alla sua manifestazione. Il lessema la realizzazione del semema, la
sua manifestazione in discorso: come i diversi significati del dizionario sono il prodotto della storia
e variano con luso, cos il lessema dipende da questi fattori e non da componenti strutturali. Questo
punto molto importante perch permette di sganciare la dimensione del contenuto, oggetto dello
studio semantico, dalla pi vasta dimensione segnica: il lessema, infatti, un segno, mentre il
semema ununit di significazione che pu manifestarsi in vari modi (una parola, un disegno, un
dipinto, un comportamento ecc.).
Semi e femi hanno natura differenziale e strutturale, ma i primi, diversamente dai secondi, non sono
in numero finito. Posta lautonomia dellanalisi semantica dalla manifestazione segnica, non si tratta
di compilare definizioni delle parole ma di concentrarsi sul problema della struttura di relazione.
Nellarticolo, scritto con Franois Rastier, The interaction of semiotic contraints, Greimas elabora
un modello costituzionale che, svincolandosi dal riferimento fonologico, supera il limite delle
coppie dicotomiche di Lvi-Strauss, a sua volta troppo legate allimmagine dei tratti differenziali109.
A una prima articolazione di tipo binario, diffusa tra i linguisti, composta di un tratto positivo e di
uno negativo, del tipo s / non s, si sostituisce unarticolazione pi complessa. Questa prima
relazione pu essere considerata lopposizione tra due categorie semantiche S / ~S (sessualit / non
sessualit). Innanzitutto una categoria semantica S sussume due semi in relazione differenziale e si
struttura secondo un modello di articolazione s1 / s2. Per esempio110 la categoria semantica
sessualit articolata dallopposizione semica maschile / femminile. Si tratta di una relazione fra
contrari, in cui i due termini semici si presuppongono reciprocamente. In secondo luogo ciascuno
dei due semi, preso separatamente, indica lesistenza del proprio termine contraddittorio: s1 / ~s1 e

107

Greimas, Smantique cit. (trad. it. p. 73).


Ibid. (trad. it. p. 79).
109
Larticolo contenuto in Greimas, Du sens, Seuil, Paris, 1970 (trad. it. pp. 143-163).
110
Lesempio tratto da Marsciani e Zinna, Elementi cit., p. 49.
108

24

s2 / ~s2: maschile / non maschile e femminile / non femminile. possibile dare una
rappresentazione visiva di queste relazioni mediante il quadrato semiotico:

Le relazioni tra i semi sono sei: due di contrariet (s1 / s2 e ~s1 / ~s2), due di contraddizione (s1 /
~s1 e s2 / ~s2) e due di complementariet o implicazione (s1 / ~s2 e s2 / ~s1). Come si vede, vi
una relazione di contraddizione gerarchicamente superiore tra categorie semantiche S / ~S: a un
livello inferiore, cio a livello dei semi, si tratta di due relazioni di contrariet tale che la seconda
(~s1 / ~s2), definita relazione sub-contraria, dipende dalla prima (s1 / s2). Queste due relazioni
contraddittorie costituiscono due assi. Le relazioni s1 / ~s1 e s2 / ~s2 sono chiamate schemi, le
relazioni s1 / ~s2 e s2 / ~s1 sono chiamate deissi. Riprendendo lesempio proposto, larticolazione
su quadrato semiotico della categoria semantica sessualit comporta la definizione di quattro
sememi: le deissi maschile (s1) + non femminile (~s2) e femminile (s2) + non maschile (~s1)
compongono rispettivamente i sememi Uomo e Donna; gli assi maschile (s1) + femminile
(s2) e non femminile (~s2) + non maschile (~s1) compongono rispettivamente i sememi
Ermafrodita e Angelo. Si tenga conto che in questo modo non si ottiene una definizione dei
lessemi, ma solo una selezione pertinente di alcuni percorsi sememici: su un altro piano di
pertinenza Angelo pu opporsi a Dio secondo un asse della spiritualit.
Il quadrato semiotico un ordine logico preciso, una struttura di relazioni regolate. Segna una
seconda svolta decisiva dalla semantica al progetto semiotico. Greimas evidenzia fin da subito i
limiti dellanalisi semantica: poich i semi non sono in numero finito, non possibile compiere
analisi strutturale di un universo semantico globale111. La ricerca deve concentrarsi su microuniversi
semantici, manifestati da una qualche sostanza dellespressione (linguistica, iconica, gestuale ecc.).
Il quadrato semiotico la struttura elementare di significazione, la matrice di ogni possibile
articolazione di senso. A questo stadio, inoltre, diventa molto utile la nozione operativa di isotopia

111

Cfr. Greimas, Smantique cit. (trad. it. p. 195).

25

che individua la ricorrenza di un elemento semantico in un corpus danalisi come segno di


permanenza e continuit delleffetto di senso. Questo strumento funziona come una sonda che
permette di rilevare la presenza di una categoria semantica individuandone le tracce disseminate.
Poich non si tratta di studiare percorsi sememici realizzati ma fenomeni pi complessi di
articolazione del senso, la nozione di isotopia verr in seguito allargata ad altre componenti del
percorso generativo (figurativo, spaziale, attoriale ecc.). Si tratta comunque dello strumento
decisivo con il quale lanalista costruisce il testo112.

3.2. La grammatica narrativa


Il passaggio dalla semantica alla semiotica deve molto agli studi sui miti di Lvi-Strauss e di
Georges Dumzil: larricchimento portato dalle ricerche mitologiche agli studi sulla significazione
pone il problema di una teoria non pi limitata a indagare il significato in enunciati ma che sia in
grado di operare nellambito di sequenze di enunciati articolati in racconti113.
In lments dune grammaire narrative Greimas scrive che il progetto semiotico di una teoria della
narrativit immanente rispetto alla sua manifestazione e non consiste nel perfezionamento di un
modello narrativo ottenuto per via di descrizioni sempre pi numerose e variate: in questo senso
non una teoria della narrazione114. Si tratta di elaborare un modello teorico (il percorso generativo)
nel quale, tra la struttura elementare di significazione e la manifestazione si deve porre una serie di
livelli di articolazione del senso: non una tassonomia, bens unorganizzazione logica dotata di strati
relativamente autonomi regolati da precisi rapporti. A ciascun livello si distinguono una
componente semantica, di articolazione dei valori, e una componente sintattica, insieme di regole
operative, strettamente legate tra loro.
A livello profondo si colloca la struttura elementare della significazione con le sue relazioni
articolate. Qui vige un ordine paradigmatico e statico, che tuttavia permette di rendere conto
dellordine sintagmatico e dinamico seguendo le regole operative del quadrato, ovvero le relazioni
logiche che lo costituiscono. Come ha scritto Paul Ricoeur bisogna trattare le relazioni come
operazioni, introducendo la categoria di giunzione, articolata nella coppia congiunzione /
disgiunzione115. Tale coppia in grado di rendere conto a un livello elementare di tutte le possibili
trasformazioni. Di solito si ha dapprima una relazione di disgiunzione che passa per la
contraddizione da s1 a ~s1, poi una relazione di congiunzione che passa per limplicazione da ~s1 a

112

Ibid. (trad. it. p. 200).


Id., lments pour une thorie de linterprtation du rcit mythique, in Communications, 1966, n. 8 (trad. it. p.
47).
114
Larticolo contenuto in Id., Du sens cit. (trad. it. pp. 167-194).
115
Ricoeur, Temps cit. (trad. it. p. 86).
113

26

s2, quindi, di nuovo, una relazione di disgiunzione (da s2 a ~s2) e di congiunzione (da ~s2 a s1).
Cos le operazioni sintattiche sono orientate e organizzate in serie logiche116.
A livello di superficie le procedure riguardano gli enunciati. Greimas si rif alla proposta dei
linguisti Louis Hjelmslev e Lucien Tesnire che hanno considerato lenunciato sotto una prospettiva
differente da quella tradizionale. Le regole operative che costituiscono una sintassi di solito si
focalizzano sulla proposizione come composto di soggetto e predicato: questultimo corrisponde pi
o meno al verbo. La sintassi frastica alla base della costruzione dei motivi e delle proposizioni
narrative di Todorov. Una differente proposta consiste nel sostenere che il predicato non una tra le
funzioni sintattiche dellenunciato, ma la funzione costitutiva dellenunciato: lenunciato ha
funzione predicativa117. Ci permette di svincolare il predicato dal verbo e di rendere il progetto
semiotico pi autonomo dalla linguistica. La struttura dellenunciato non regge pi sullopposizione
soggetto / predicato, ma lespansione del predicato in quanto sua funzione costitutiva: pu cos
essere articolata in una relazione predicativa tra funtivi, cio termini della funzione, denominati
attanti.
Se il predicato il nucleo dellenunciato, gli attanti non sono che delle posizioni relative.
Riprendendo la proposta di Tesnire dellenunciato come piccolo dramma, Greimas costruisce
inizialmente un modello attanziale costituito di sei attanti articolabili in tre coppie oppositive118:
destinante / destinatario, soggetto / oggetto, aiutante / opponente questultima coppia viene
elaborata riflettendo sulla tipologia dei personaggi della fiaba di magia proposta da Propp. Ma a
livello di superficie si d conto di come gli elementi sono sia distribuiti su ordine sintagmatico sia
possono essere categorizzati nellordine paradigmatico grazie alla struttura regolare del quadrato
semiotico: pertanto ogni attante sia suscettibile di essere proiettato su quadrato semiotico
articolando cos quattro posizioni attanziali (attante, antiattante, negattante, negantiattante), che
definiscono delle categorie attanziali; sia, come si vedr pi avanti, di entrare in una concatenazione
logica narrativa ricoprendo un ruolo attanziale.
Il predicato, si detto, il nucleo dellenunciato. In chiave semantica si possono distinguere due
classi di predicato in base allopposizione staticit / dinamicit119. Si distinguono predicati statici e
predicati dinamici costitutivi, rispettivamente, di enunciati di stato ed enunciati di trasformazione.
Lenunciato di stato un enunciato elementare che esprime una funzione predicativa come essere
o avere ed definito da una relazione di giunzione tra un attante-soggetto e un attante-oggetto.
116

Greimas, Du sens cit. (trad. it. p. 176).


Cfr. Marsciani e Zinna, Elementi cit., p. 54; Greimas e Courts, Smiotique cit. (trad. it. p. 249).
118
Greimas, Smantique cit. (trad. it. p. 246).
119
Ibid. (trad. it. p. 171). Si tratta di unopposizione relativa a una categoria classematica, che dunque implica un sema
contestuale staticit o dinamicit entro il semema predicativo. Per esempio, il lessema andare comporta un
classema staticit nella proposizione questo vestito gli va bene, e un classema dinamicit nella proposizione
questo bambino va a scuola (Ibidem.).
117

27

Per esempio si ha relazione statica di congiunzione tra soggetto e oggetto nellenunciato Giovanni
ha il libro, e relazione statica di disgiunzione in Giovanni non ha il libro. Questi due esempi
molto banali evidenziano come la congiunzione e la disgiunzione caratterizzino rispettivamente una
constatazione affermativa e negativa. chiaro che gli enunciati di stato possono essere proiettati su
quadrato semiotico, dove ciascuno indica lesistenza del suo contraddittorio, cos da ottenere una
coppia di sub-contrari (non disgiunzione / non congiunzione). Inoltre il verbo essere va
considerato come un operatore sintattico, il che vale anche per il verbo fare degli enunciati di
trasformazione: pur introducendo un soggetto operatore, si tratta di un essere e di un fare
linguistici, non reali120.
Gli enunciati di trasformazione possono essere di due tipi, disgiuntivo o congiuntivo. La
trasformazione disgiuntiva comporta la modifica dello stato congiuntivo in stato disgiuntivo. Un
enunciato di trasformazione disgiuntiva Giovanni ha perso il libro: il verbo perdere
rappresenta uno stato disgiuntivo che presuppone un precedente stato di possesso (avere), ovvero
uno stato di congiunzione tra soggetto e oggetto. La trasformazione congiuntiva comporta la
modifica dello stato disgiuntivo in stato congiuntivo: nellenunciato Giovanni ha ritrovato il libro
il verbo ritrovare presuppone un precedente stato di disgiunzione rappresentato dal verbo
perdere; se vi si aggiunge il presupposto precedente stato di possesso avere si ha dunque un
concatenamento di enunciati Giovanni ha il libro Giovanni ha perso il libro Giovanni ha
ritrovato il libro, ovvero una successione sintagmatica che di ordine cronologico ma che viene
ricostruita in sede di analisi per presupposizione dal conseguente allantecedente121. Tale catena
costituisce una narrazione, seppur grossolana. Infine, la trasformazione operata da un soggetto,
detto soggetto del fare, o trasformatore, che, sul piano grammaticale, va distinto dal soggetto della
relazione statica, detto soggetto di stato se per es. stato Marco a smarrire o rubare il libro di
Giovanni. In questo modo si dipana tutto il piccolo dramma del processo predicativo. Anche le
relazioni di trasformazione sono suscettibili di essere proiettate su quadrato semiotico: alla coppia
dei contrari fare congiuntivo / fare disgiuntivo si aggiunge la coppia dei sub-contrari fare non
disgiuntivo / fare non congiuntivo.
Sempre a livello di superficie viene elaborata la teoria delle modalit. Il problema modale gi
prospettato nel lavoro semantico, affrontato nellarticolo lments dune grammaire narrative, poi
trattato nellarticolo Pour une thorie des modalits122. In grammatica i predicati modali sono i
cosiddetti verbi servili: in particolare volere, potere, sapere, dovere ricoprono in molte lingue
120

Id., Du sens cit. (trad. it. p. 178).


Si tratta del metodo di ricostruzione adottato da Bremond per rinvenire le sequenze narrative, ma gi proposto da
Propp come criterio del conseguente per sciogliere i dubbi circa lordine di successione delle funzioni.
122
Sul problema modale nel lavoro semantico v. Id., Smantique cit. (trad. it. p. 183); il secondo articolo citato in Id.,
Du sens II, Seuil, Paris, 1983 (trad. it. pp. 65-88).
121

28

naturali tale funzione predicativa. Assunti nel modello, i quattro predicati possono essere combinati
con i predicati del fare e dellessere e ciascuna combinazione suscettibile di ricevere
proiezione su quadrato semiotico. La loro articolazione permette una riduzione della struttura
attanziale: per esempio la coppia aiutante / opponente risulta costruzione secondaria rispetto alle
articolazioni possibili della modalit del potere.
Nella teoria semiotica il predicato modale si oppone al predicato descrittivo e, nellordine lineare, lo
precede e lo modifica. Modale e descrittivo non sono propriet dei predicati, ma posizioni strutturali
entro lenunciato. Infatti questa distinzione coinvolge i predicati fare e essere dando vita a
quattro possibili combinazioni: il fare che modalizza lessere far-essere, lessere che modalizza
il fare essere del fare, il fare che modalizza il fare far-fare, lessere che modalizza lessere
essere dellessere. Ciascuna delle quattro modalit suscettibile di essere proiettata su quadrato
semiotico a seconda se la negazione riguardi il predicato modale e/o quello descrittivo. Per esempio,
dalla modalit far-fare si ricavano tre posizioni modali: il termine contraddittorio non-far-fare,
il termine contrario far-non-fare e il termine complementare non-far-non-fare. Riprendendo
lesempio della parafrasi logica di Cirese, si pu considerare manifestazione del far-fare
lespressione ordinare di parlare. Si ha dunque un termine contraddittorio non-far-fare
nellespressione non ordinare di parlare, traducibile come lasciar parlare; un termine contrario
far-non-fare nellespressione ordinare di non parlare, traducibile come vietare di parlare; un
termine complementare non-far-non-fare nellespressione non ordinare di non parlare, ovvero
non vietare di parlare, traducibile come permettere di parlare.
Dalle quattro combinazioni modali si pu elaborare una teoria dellazione. Il ruolo centrale
ricoperto dal far-essere come latto per cui il soggetto del fare modifica lo stato del soggetto
dellessere. Questatto prende il nome di performanza, la quale anticipata dalla competenza, atto
che caratterizza un soggetto di stato il cui modo di essere permette di eseguire un atto, dunque
essere del fare. La modalit far-fare pu essere espressa come latto per cui il soggetto del fare
permette di seguire un atto, prendendo il nome di manipolazione. Infine la modalit essere
dellessere, detta sanzione, pu essere espressa come un soggetto di stato il cui modo di essere
permette un modo di essere.
Questa combinatoria introduce numerose novit. La teoria dellazione articola un ordine
sintagmatico rappresentato dalla sequenza Manipolazione Competenza Performanza
Sanzione. In Smantique structurale e in varie analisi, come nel contributo al numero
monografico di Communications, Greimas aveva lavorato alla riduzione delle trentuno funzioni di
Propp giungendo alla costruzione di uno schema narrativo costituito principalmente dalliterazione
di tre prove: qualificante, decisiva, glorificante. Gli sviluppi della grammatica narrativa hanno
29

diminuito limportanza della prova. La sequenza di cui sopra sostituisce lo schema narrativo123. Ma,
mentre lo schema narrativo segue il modello delle funzioni di Propp, per cui maschera loggettivit
della successione in uniterazione delle prove che in realt, come notava Bremond, da attribuire al
soggetto eroe, gli atti della sequenza risultano pi flessibili. Innanzitutto spezzano questa in due
livelli: Competenza e Performanza sono atti del soggetto, Manipolazione e Sanzione sono
atti del destinante che suscita e giudica lazione del soggetto. In secondo luogo la sequenza pu dare
conto dei percorsi narrativi di tutti gli attanti-soggetti formalizzandone le relazioni per via del
quadrato semiotico. Introducendo la nozione di programma narrativo, unit di natura sintattica
costituita da un enunciato del fare che regge un enunciato di stato, si possono mettere a confronto,
per esempio, il programma narrativo del soggetto con quello dellanti-soggetto. Il programma
narrativo, inoltre, duso quando di supporto al programma di base, che quello principale124. Si
ottiene cos una definizione rigorosa del percorso narrativo come concatenazione logica di
programmi narrativi attribuibili a un attante. In terzo luogo performanza e competenza di un attantesoggetto costituiscono latto pragmatico mentre gli atti attribuiti al destinante compongono latto
cognitivo: la Manipolazione come modalit del far-fare suscettibile di svilupparsi in un
programma cognitivo del fare persuasivo; a sua volta la Sanzione come modalit del essere
dellessere suscettibile di svilupparsi in un programma cognitivo del fare interpretativo. Il
guadagno euristico del modello notevole: in questo modo si possono analizzare sia le azioni sia le
cognizioni e inglobare nel sistema il processo di comunicazione, formalizzato dalla relazione tra un
destinante, modalizzato da un fare persuasivo, e un destinatario, modalizzato da un fare
interpretativo125.
La nozione di valore, infine, ricopre un ruolo determinante nel percorso generativo. Nellarticolo
Une problme de smiotique narrative: les objets des valeurs Greimas, dopo aver tracciato la sua
derivazione dallaccezione linguistica, sottolinea come solo liscrizione del valore in un enunciato
di stato che stabilisce la relazione giuntiva tra soggetto e oggetto ci consente di vedere questo
soggetto e questo oggetto come esistenti luno per laltro126. Oggetto e valore tuttavia non vanno
confusi in quanto loggetto spesso un pretesto per il raggiungimento di un valore semiotico:
unautomobile, per esempio, pu essere acquistata per la sua rapidit negli spostamenti, per il
confort o in quanto status symbol. Il fare di un soggetto loperazione mediante la quale si cerca di
entrare in possesso di un oggetto di valore.
123

Il lavoro di riduzione delle funzioni di Propp gi proposto in Id., Smantique cit. (trad. it. pp. 262-300), poi ripreso
in Id., lments pour une thorie cit. (trad. it. p. 78); sul ridimensionamento del ruolo della prova: Greimas e Courts,
Smiotique cit. (trad. it. p. 216); sulla sostituzione dello schema narrativo con la sequenza: Marsciani e Zinna, Elementi
cit., p. 95.
124
Sulla coppia programma narrativo di base / programma narrativo duso: Greimas, Du sens II cit. (trad. it. p. 154).
125
Sulla coppia fare persuasivo / fare interpretativo: Ibid. (trad. it. pp. 207-208).
126
Larticolo in Ibid. (trad. it. pp. 17-44); la citazione a p. 24.

30

Esistono due classi di valori. Il valore descrittivo pu essere oggettivo se attribuito al soggetto
mediante il verbo avere, o soggettivo se attribuito al soggetto mediante il verbo essere. Non
bisogna confondere questa nozione strutturale di valore con la nozione fenomenologica per cui
linvestimento di valore frutto di unintenzione del soggetto. Poich a livello immanente il
soggetto altri non che un operatore, non c bisogno di introdurre, come ha fatto lo stesso
Greimas, una dimensione antropomorfa127. Per rendere conto della distribuzione dei valori sono
sufficienti le articolazioni regolate dei processi trasformativi. A tale proposito si distinguono,
relativamente ai programmi narrativi, valori duso e valori di base, i primi essendo costitutivi di una
relazione tra soggetto e oggetto di supporto a quella principale: dal punto di vista operativo e
mediante queste categorie possibile analizzare la costruzione degli oggetti di valore, come ha
mostrato Greimas nello studio di una ricetta di cucina128. La seconda classe di valori permette di
mostrare come valore e oggetto non abbiano lo stesso statuto. Il valore modale (volere, dovere,
potere, sapere essere/fare) precede il valore descrittivo e, investendo loggetto di valore, modifica
lesistenza modale del soggetto di stato, ovvero la sua relazione con loggetto. Per esempio ci che
nella Genesi per Eva desiderabile non la mela in s che le offre il serpente, ma la conoscenza
assoluta, un poter-essere come Dio. Lo statuto semiotico del valore correlato al modo di
esistenza del soggetto rispetto a un oggetto di valore. I valori virtuali, non-investiti, sono
rappresentati, a livello semantico profondo, in unassiologia secondo la forma del quadrato
semiotico; vi corrisponde uno stato di non-giunzione tra soggetto e oggetto. Il valore attualizzato
prende il nome di ideologia e corrisponde allinvestimento dei valori in una struttura attanziale; vi
corrisponde una relazione di disgiunzione tra soggetto e oggetto129. Infine il valore realizzato si ha
con la congiunzione tra soggetto e oggetto.
Lesistenza semiotica si definisce come una relazione strutturale di cui il valore componente
essenziale. Inoltre il discorso narrativo si presenta spesso sotto la forma di una circolazione di
oggetti di valore130. Bisogna dunque tenere conto sia della circolazione dei valori sia del fatto che
un oggetto semiotico sempre valorizzato. In un micro-universo semantico chiuso, dei soggetti si
possano fronteggiare per accaparrarsi valori contesi. Prospettandone almeno due che si confrontano,
ciascuno secondo un proprio percorso narrativo, si configura una struttura che, a seconda del tipo di
127

Id., Du sens cit. (trad. it. p. 178).


Larticolo La soup au pistou ou la construction dun objet de valeur, contenuto in Id., Du sens II cit. (trad. it. pp.
151-163). Come nellanalisi di Deux amis, ci che importa non la natura delloggetto di studio, dato che non si tratta
di rinvenire alcuno specifico, ma larticolazione di senso a partire da quelle determinazioni pertinenti rilevate mediante
lisotopia e che costruiscono il testo, secondo loscillare costitutivo dellanalisi tra deduzione e induzione.
129
Per rendere conto dellinvestimento si introduce la categoria timica articolata nella coppia euforia / disforia. Questo
ha generato molta confusione perch sembra installare una componente psicologica nel modello che fa diventare il
soggetto operatore un individuo dotato di unintenzione e un corpo. Euforico e disforico vanno considerati come dei
connotatori, per ci stesso interni alla categoria semantica (categoria propriocettiva).
130
Greimas e Courts, Smiotique cit. (trad. it. p. 376).
128

31

interazione, pi o meno conflittuale, pu essere polemica o contrattuale, dove la denominazione dei


due attanti come soggetto e anti-soggetto dipende dalla prospettiva assunta. Tutta lorganizzazione
narrativa, dunque, sembra riarticolarsi intorno alla nozione fondamentale di valore131.

3.3. I livelli di pertinenza


Ciascun livello delle strutture semio-narrative descritto rappresenta un luogo di articolazione del
senso, dotato di organizzazione relativamente autonoma in cui condurre lanalisi. A ogni livello
possibile ricostruire lordine paradigmatico sullasse sintagmatico, il che avviene grazie al quadrato
semiotico. Ciascuno strato un livello di pertinenza. Lanalisi non un processo di disarticolazione del senso che attraversa tutto il percorso generativo. La pertinenza come regole di
descrizione scientifica, per cui si prendono in considerazione solo quelle grandezze semiotiche
necessarie e sufficienti per lo studio della significazione, strettamente legata alla nozione
operativa di isotopia132.
In secondo luogo il progetto semiotico non unespansione della semantica poich non riguarda
solo il piano del contenuto: il meccanismo messo in piedi dallapproccio strutturale quello
dellordine logico delle relazioni regolate. La celebre tesi della biplanarit di Hjelmslev sostituisce
le coppie significante / significato e forma / contenuto con una coppia doppiamente articolata
espressione / contenuto in forma / sostanza dellespressione e del contenuto, dove la sostanza
materia formata. Le forme del contenuto e dellespressione, ci che immanente rispetto alle
sostanze di manifestazione, non sono entit a s stanti: lunione delle due forme a costituire la
forma semiotica, unione che si d per correlazione, presupposizione reciproca. Questa relazione
attraversa in due modi il percorso generativo: regola i rapporti in termini di categorie interdefinite
tra i livelli (per es. tra far-fare / far-non-fare e trasformazione congiuntiva / trasformazione
disgiuntiva) e tra le componenti sintattica e semantica (per es. far-fare / far-non-fare e ordine /
divieto). Il percorso generativo analisi correlata della forma dellespressione e della forma del
contenuto.

4. Conclusione
Se si dice che Greimas ha fondato la grammatica narrativa a partire da Propp (magari con laggiunta
di un po di Lvi-Strauss), si fa inciampare il progetto semiotico nellequivoco di cui ho scritto
131

La nozione di destinante diventa problematica rispetto alla circolazione di valore poich istituisce un manipolatore /
giudice trascendente. Si potrebbe pensare, unicamente dal punto di vista soggettivo, a una semplificazione della
struttura attanziale considerando la coppia destinante / destinatario secondaria rispetto a combinazioni di modalit
virtualizzanti del volere e del dovere.
132
Ibid. (trad. it. p. 242).

32

nellintroduzione, minandone la validit. C unaltra via pi rigorosa per spiegare le ragioni della
narrativit: si deve partire dalladesione di Greimas alla sintassi attanziale in luogo di quella
tradizionale. Con lelaborazione della struttura attanziale e della relazione giuntiva (il piccolo
dramma) alla base dellenunciato di stato, appare quasi ridondante parlare di enunciato narrativo.
Procedendo oltre la dimensione dellenunciato, si impone la seguente scelta: o il discorso una
semplice concatenazione di frasi, oppure un tutto di significazione133 provvisto di una propria
organizzazione, la narrativit, sorta di tronco strutturale comune a ogni discorso, opposta alla
narrazione, le differenti manifestazioni134. Non c motivo per considerare il progetto semiotico
inerente i soli studi sul racconto. Diversamente da narrazione, che concetto intuitivo, la narrativit,
scientificamente definita e articolata, suscettibile di rendere conto di ogni possibile articolazione
del senso in qualsiasi realt fenomenica. Le strutture semio-narrative sono listanza suscettibile di
render conto dellinsorgenza e dellelaborazione di ogni significazione135. Tra narrativit e
narrazione vige una differenza simile a quella che corre tra semema e lessema: narrativit e semema
sono un fatto strutturale, immanente, narrazione e lessema sono un fatto storico, dipendente
dalluso.
La semiotica generativa non si occupa di racconti ma di significazione. La tendenza attuale di
parlare di semiotica del testo, lavorando sulle strutture testuali, punta del percorso generativo, non
senza vari rischi ed equivoci. Nel saggio introduttivo a Linvenzione del testo di Marrone si
rintracciano quattro accezioni di testo136. La prima quella comune, che il semiotico oltrepassa,
secondo la quale il testo il contenuto di un supporto verbale scritto. Nella seconda accezione il
testo un qualche supporto espressivo atto a veicolare determinati contenuti137. In seguito
diventano testi manifestazioni culturali molto diverse fra loro che possono avere le stesse propriet
di un libro-testo138: ora non si parla pi di testo dal punto di vista empirico, ma da quello
metodologico; per cui testo non pi loggetto empirico ma un modello teorico usato come
strumento di descrizione per ricostruire i dispositivi formali pi o meno profondi di qualsiasi
oggetto di conoscenza della scienza della significazione139.
Poich si parla di modello teorico, come si distingue la narrativit dalla narrazione, cos si distingue
la testualit dal testo. In realt loperazione non cos ovvia. Nella terza accezione di testo ci sono
due tautologie: loggetto di conoscenza della semiotica del testo il testo: il testo, di qualunque

133

Ibid. (trad. it. p. 212).


Greimas, Du sens cit. (trad. it. p. 168).
135
Greimas e Courts, Smiotique cit. (trad. it. p. 213).
136
Marrone, Linvenzione del testo, Laterza, Bari, 2010, pp. 3-80.
137
Ibid., p. 5.
138
Ibidem.
139
Ibid., pp. 5-6.
134

33

specie e dimensione esso sia, costituisce loggetto di conoscenza della semiotica140. I dispositivi
formali che la semiotica indaga per mezzo del testo, in quanto modello teorico, sono altrettanti testi:
il testo il dispositivo formale mediante cui il senso, articolandosi, si manifesta, circola nella
societ e nella cultura141. Il termine testo prevale su quello di testualit, ma entrambi, posto che
sussista una qualche differenza, sono mal posti. Lo si propone subito come modello teorico laddove
occorrerebbe porre prima, e non alla fine142, le basi sulle quali dovrebbe reggere tale modello
teorico. Mi pare, inoltre, che modello teorico non sia il testo, bens il percorso generativo: infatti il
testo non pu essere nello stesso tempo modello formale e il luogo dove il percorso generativo
dotandosi di una materia espressiva, assume una concretezza empirica e si manifesta, si rende
comunicabile143.
A ci si aggiunge una palese contraddizione: il testo sarebbe lesito di una doppia costruzione:
configurazione socioculturale prima, riconfigurazione analitica dopo144. Non si capisce come un
modello teorico possa essere ci che la cultura costruisce. Questa affermazione potrebbe sembrare
intuitiva, ovvero non scientifica. Vi si pu scorgere il limite di due slogan: il testo il selvaggio
del semiotico, la semiotica ha vocazione scientifica. Se si ha vocazione scientifica, allora si deve
seguire in modo coerente e rigoroso lepistemologia radicalmente costruttivista145: non si possono
trovare testi in qualche modo gi delimitati nel mondo reale e pronti da analizzare (dalloggetto
artistico alla merce in vendita), come sembrerebbe dalle liste che si soliti redigere nei manuali di
semiotica per mostrare allo studente tutto ci che pu essere testo146. Il testo il selvaggio del
semiotico perch gli impone di liberarsi di ogni pregiudizio, proprio e culturale, di mettere in
discussione consolidate categorie interpretative di qualsiasi genere, di opporsi al senso comune,
pena linefficacia o linutilit (in quanto anti-economici) degli strumenti di analisi. Porsi il problema
della costruzione del testo gi un modo per chiedersi la ragione teorica per cui ci si dovrebbe
cimentare nellanalisi del packaging, di una citt, di siti web, di strategie di marketing e cos via.
Infatti, facendo del testo un modello teorico e chiamando testi oggetti precostituiti, si rischia di
legittimare la ricerca di specificit strutturali di singoli testi o di generi di testi retrocedendo alla
fase preparadigmatica dellapproccio formale. Appare poi del tutto fuorviante il riferimento
precipuo alla cultura, soprattutto nella versione della semiosfera, concetto mal definito dello
studioso sovietico Jurij M. Lotman, immagine, forse per alcuni suggestiva, di testi che si

140

Ibid., p. 41.
Ibid., p. 7.
142
Come si pu constatare in Ibid., pp. 71-80 criterio poi rovesciato in Id., Introduzione alla semiotica cit.
143
Id., Linvenzione cit., p. 43.
144
Ibid., p. 7.
145
Ibid., p. 49.
146
Cfr. per es. Id., Introduzione alla semiotica cit., pp. V-VI.
141

34

intrecciano fra loro parlando gli uni degli altri147, testi che si traducono e che generano ulteriori
concetti meta-testi, anti-testi, catene intertestuali, interdiscorsive, intermediatiche148. La
configurazione culturale non pu precedere la riconfigurazione dallanalista; secondo una
prospettiva costruttivista dovrebbe essere vero il contrario: prima viene la configurazione
dellanalista, poi, semmai, qualcosa che si pu genericamente abbozzare come configurazione
culturale, non ancora adeguatamente definita.
La sola accezione valida di testo la quarta: il testo come gli oggetti dei matematici, va
progressivamente costruito149. Per cui, prima di trovare o inventarsi testi conviene tornare a due
nozioni fondamentali della semiotica strutturale e generativa: lo strumento operativo dellisotopia,
che alla base della costruzione del testo150, e i livelli di pertinenza. Dato che lanalisi presuppone
sempre la scelta di un livello di pertinenza, il testo costituito unicamente dagli elementi
semiotici conformi al progetto teorico della descrizione151. da qui che dovrebbe muovere una
riflessione rigorosa sulla costruzione del testo.

147

Id., Corpi sociali, Einaudi, Torino, 2001, p. XXI.


Id., Linvenzione cit., p. 7.
149
Ibid., p. 45.
150
Cfr. Greimas, Smantique cit. (trad. it. p. 200).
151
Greimas e Courts, Smiotique cit. (trad. it. p. 358).
148

35

5. Bibliografia
Al nome dellautore segue il titolo della prima edizione. Le pagine citate corrispondono a quelle
delle traduzioni italiane riportate in bibliografia. Di queste ultime si d, alla fine della voce, prima
lanno della prima edizione e poi, eventualmente, ledizione consultata se diversa dalla precedente.
Laddove non indicata la traduzione, il numero di pagina si riferisce alledizione in lingua
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