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Illibro

Primadileic’erasoltantoilvuoto. Dopo,unamoreinfinito. Hardinnonsisarebbemaiaspettatochelasuavitapotessecambiaretanto,eancheseloavessesaputo,in fondo,nonglisarebbeimportato.Perchénonglièmaiimportatodinulla,neanchedisestesso…finoalgiornoin cuihaincontratolei.Tessa. Avrebbedovutoesseresoloungioco,l’ennesimo.Eperunpo’loèstato.PoiperògliocchigrigidiTessahanno invasoisuoisogni,elesuelabbralohannofattoimpazzire.Alloraognirespiro,ognipensierohacominciatoa dipenderedalei. Èiniziatotuttocosì.Dueanime.Undestino.Unamoreinfinito.Che,findalprincipio,èstatounvortice,potente quantodistruttivo,capaceditrascinareconséall’infernoeritornochiunquetrovassesullapropriastrada.Christian, Molly,Stephenonsolo.EtralepaginediBeforesonoproprioloro,perlaprimavolta,araccontare,insiemea Hardin,tuttoquellochec’èstatoprimadell’incontrotraluieTessaequellocheèvenutodopo.Perviverela storiadiquestoamoreinfinitoconocchinuoviescoprirnetuttiiretroscena.PerchéBeforeètuttoilmondodiAfter cheancoranonèstatoraccontato.Emolto,moltodipiù.

Afterèstatoilprimo,inimitabilefenomenomondialetargatoWattpad,nonchéilcasoeditorialedel2015.Già

bestsellernegliStatiUniti,inBrasile,Francia,SpagnaeGermania,etuttoraincorsodipubblicazionein30Paesi,

da mesidomina le classifiche italiane deilibripiù venduti.E la Paramount Pictures ne ha acquistato idiritti cinematografici.

Instagram: @Imaginator1D Wattpad: @Imaginator1D L’autrice ANNA TODD vive a Austin,inTexas,conil marito.La lettura,le

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L’autrice

ANNA TODD vive a Austin,inTexas,conil marito.La lettura,le boy band e i romanzid’amoresonodasemprelesuepassioni,efinalmentehatrovatoilmododi combinarleinsieme.DopoaverseguitoWattpadpercinquemesicomespettatrice, hadecisodiparteciparedascrittrice,condividendoonlineunastoria,uncapitolo dopol’altro.CosìènatoAftereilsuosuccesso.Quellocheèvenutodopo,èsotto gliocchiditutti.Eora Annavive unsogno diventato realtàche l’ha portataa

visitareben10Paesisolonel2015eaincontraremigliaiadifan.

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AnnaTodd

BEFORE

TraduzionediIlariaKaterinov

BEFORE TraduzionediIlariaKaterinov

Atuttiimieifantasticilettori,

chemiispiranopiùdiquantopossanoimmaginare.

LaplaylistdiHessa

«NeverSayNever»deiFray «Demons»degliImagineDragons «Poison&Wine»deiCivilWars «I’maMess»diEdSheeran

«Robbers»dei1975

«ChangeYourTicket»degliOneDirection

«TheHills»diTheWeeknd

«InMyVeins»diAndrewBelle

«Endlessly»deiCab

«Colors»diHalsey

«BeautifulDisaster»diKellyClarkson

«LetHerGo»diPassenger

«SaySomething»degliAGreatBigWorld,ft.ChristinaAguilera

«AllYouEver»diHunterHayes

«BloodBank»deiBonIver

«NightChanges»degliOneDirection

«ADropintheOcean»diRonPope

«HeartbreakWarfare»diJohnMayer

«BeautifulDisaster»diJonMcLaughlin

«ThroughtheDark»degliOneDirection

«Shiver»deiColdplay

«AllIWant»deiKodaline

«BreatheMe»diSia

PARTEI

Prima

Quandoerapiccolofantasticavaspessosucosaavrebbefattodagrande. Forseilpoliziotto,omagaril’insegnante.Vance,l’amicodellamamma,perlavoroleggevalibrie sembravadivertente.Maluinonerasicuro dellesuecapacità,nonavevatalentiparticolari.Non cantavabenecomeJoss,lasuacompagnadiscuola;nonsapevafareaddizioniesottrazionidifficili comeAngela;difronteaisuoicompagniquasinonaprivabocca,adifferenzadiCalvin,simpaticoe chiacchierone. Gli piaceva solo leggere libri, pagina dopo pagina. Aspettava che Vance glieli portasse:unoallasettimana,avoltepiùeavoltemeno.C’eranoperiodiincuil’amicodellamadre nonsifacevavivo,eilbambinosiannoiavarileggendoall’infinitolestessepaginestrappatedaisuoi libripreferiti.Maprimaopoiquell’uomogentiletornavasempredaluiconunvolumeinmano.E luicrescevaeimparavasempredipiù:duecentimetridistaturaeunlibro nuovo ogniquindici giorni,ocosìsembrava. Isuoigenitoricambiavanoconlestagioni.Suopadregridavasemprepiùforte,erapiùtrasandato; esuamadreeraognivoltapiùstancaedinotteisuoisinghiozzieranosemprepiùviolenti.Lepareti dellapiccolacasainiziavanoaimpregnarsidifumoedicoseancorapeggiori.Lapuzzadiwhisky nell’alitodisuopadreeraunacertezza,comeillavandinopienodipiattisporchi.Conilpassaredei mesi,avoltedimenticavapersinochefacciaavessesuopadre. Vancevenivasemprepiùspesso,mailbambinoquasinonsiaccorsecheisospirinotturnidisua madreeranocambiati.Ormaisierafattoqualcheamico.Be’…unamico.Poiquell’amicoeraandato aviveredaun’altraparteeluinonsieramaipresolabrigadicercarsenealtri.Glisembravadinon avernebisogno,nonglidispiacevastaredasolo. Gliuominichevenneroquellanottelocambiaronoprofondamente.Ciòchevidesuccedereasua madrelo indurì,lo riempìdirabbia,resesuo padreunestraneo.Dilìapoco ilpadresmisedi rientrarebarcollandonellacasapiccolaesporca.Sen’eraandato,eluiprovòungrandesollievo. Nientepiùwhisky,nientepiùmobilirottinébuchinellepareti.Sieralasciatoindietrosolounfiglioe pacchettidisigarettesemivuotisparsiinsalotto. Luiodiavailsaporedellesigarette,peròamavailfumochegliriempivaipolmonieglimozzava ilfiato.Lefumòfinoall’ultimaepoinecompròaltre.Sifecenuoviamici,secosìsipotevachiamare ungruppodiribelliedelinquentichenonfacevanoaltrochedanni.Iniziòapassareleseratecon loro,elebugiebiancheeglischerziinnocentilasciaronoilpostoaireati,aqualcosadipiùoscuro:

sapevanotutticheerasbagliato–sbagliatissimo–maeradivertente.Pensavanochefosseunloro dirittodivertirsi,enonpotevanonegarelascossadiadrenalinachequelpotereglidava.Ognivolta che rubavano l’innocenza a qualcuno, nelle loro vene pulsava più arroganza, più avidità, meno divieti. Quelragazzorestavacomunqueilmenospietatodelgruppo,ancheseavevagiàpersogliscrupoli enonsognavapiùdifareilpompiereol’insegnante.Conledonnestavasviluppandounrapporto strano:sentivailbisognodelcontattofisicoconloro,manonvolevalegarsi.Neancheasuamadre, allaqualesmisepersinodidire«Tivogliobene».Tantononlavedevaquasimai:passavatuttoil tempoinstrada,elacasaperluinoneraaltrocheilpostoincuiognitantoarrivavaqualchepacco.

ConunindirizzodelloStatodiWashingtonscarabocchiatosottoilnomediVance. Ancheluil’avevaabbandonato. Leragazzeglimostravanoparecchiaattenzione.Cadevanoaisuoipiedi,glisiaggrappavanofino alasciargliisegnidelleunghiesulbraccio,eintantoluimentiva,lebaciava,selescopava.Dopoil sesso,quasituttecercavanodiabbracciarlo.Luilerespingeva,nonledegnavadiunbacionédiuna carezza.Seneandavasenzalasciarloroiltempodiriprenderefiato.Passavalegiornatefatto,lenotti strafatto.Abuttarevialavita,nelvicolodietroilnegoziodiliquorionelnegoziodelpadrediMark. Rubavabottiglie,giravaimperdonabilifilminiamatoriali,umiliavaragazzeingenue.Nonprovava piùalcunaemozioneapartel’arroganzaelarabbia. Aun certo punto la madre disse basta.Non aveva più i soldi né la pazienza per gestire il comportamentodistruttivodelfiglio.Asuopadreavevanooffertounpostodilavoroinun’università americana.NelloStatodiWashington,perlaprecisione.LostessodiVance,lastessacittà,addirittura. Ilbuonoeilcattivo,dinuovoinsiemenellostessoposto. Lamadrenonpensavacheluiavrebbeorigliatoletelefonateincuisimettevad’accordoconsuo padreperspedirlolaggiù.Sembravacheilvecchiosifosseunpo’ripulito:mailragazzononci credevapiùditanto.Nonciavrebbemaicreduto.Suopadreavevaancheunafidanzata,unapersonaa posto,perlaqualeluiprovavarancore.Quelladonnasigodevalasuatrasformazione:cenavaogni seraconunuomosobrioesentivaparolegentilicheilragazzononavevamaiavutol’opportunitàdi sentire. Quandoarrivòall’università,andòavivereinunaconfraternita,soloperfardispettoalpadre. Quelpostononglipiaceva,maquandoentròconibagaglinellastanzacheglierastataassegnatasi sentìvagamentesollevato.LacameraeragrandeildoppiodiquellacheavevaaHampstead,non c’eranobuchisullepareti,néscarafaggichesiarrampicavanosullavandinodelbagno.Finalmente avevaunpostodoveteneretuttiisuoilibri. All’iniziosenestavapercontosuo,nongliinteressavafareamicizia.Poi,apocoapoco,intorno aluisiaggregòunabanda,eilragazzoreplicòlostessoschemadiuntempo. Incontrò ilgemello virtualediMark,lasuaversioneamericana,einiziò aconvincersicheil mondofossefattocosì.Cominciòadaccettarechesarebberimastosolopersempre.Erabravoafare delmaleallepersone,acreareproblemi.Fecesoffrireun’altraragazza,comeavevafattosoffrire quelladiprima,esentìlastessascossalungolaschiena,un’energiaincontenibilechegliavrebbe rovinatolavita.Cominciòaberecomebevevasuopadre,essendounipocritadellapeggiorspecie. Manongliimportava;l’alcolannebbiavaisuoipensieriegliamiciloaiutavanoadimenticareche nellasuavitanonc’eranientediautentico. Nientechecontassedavvero. Neppureleragazzechecercavanodicapirlo.

Natalie

Quandolaconobbe,capìchequellaragazzadaicapelliscuriegliocchiazzurrieralìpermetterlo allaprova.Eracosìgentile,l’animapiùbuonacheavessemaiincontrato…esierapresaunacotta perlui. Trascinòviaquellaragazzaingenuadalsuomondopuroeincontaminato,lascopòviacomese fossespazzaturaelascaraventòinunmondonuovo,oscuroespietato.Lasuainsensibilitàlarese un’emarginata,esiliataprimadallaparrocchiaepoidallafamiglia.Ipettegolezzieranocrudeli,le donnebisbigliavanostringendosilaBibbiaalpetto.Iparentinonfuronopiùcomprensivideglialtri. Laragazzanonavevanessuno,ecommisel’erroredifidarsidilui,dicrederlomiglioredicom’era. Per la madre del ragazzo, quella fu l’ultima goccia. Lo spedì in America, nello Stato di Washington,dalsuonuovopadre.IlmodoincuiavevatrattatoNatalieglieracostatol’esiliodalla suapatria,Londra.Lasolitudinecheavevasempreprovatodentroallafineeradiventatarealtà.

LA chiesaèpienadigente,inquestocaldopomeriggiodiluglio.Ognisettimanacisonolestesse persone:potreichiamarlituttipernomeecognome. Lamiafamigliavivecomeunafamigliareale,quiinunadellepiùpiccolecomunitàreligiose. LamiasorellinaCecilyèsedutaaccantoameinprimafilaesidiverteagrattarvialescheggedi legnodallavecchiapanca.Lanostrachiesahaappenaricevutounadonazioneperristrutturaregli interni,eilgruppogiovaniledellaparrocchia,dicuifaccioparte,staraccogliendoleoffertedella comunità. Questa settimana dobbiamo recuperare della vernice e dipingere le panche. Passo i pomeriggiagiraredaunaferramentaall’altraperchiedereuncontributo. Comeasottolinearel’inutilitàdituttelemiefatiche,sentounrumoreseccodiqualcosachesi spezza,evedocheCecilyhastaccatounpezzodilegnodalsedile.Halosmaltorosasulleunghie, abbinatoalcoloredelfioccocheportatraicapellicastani,eppuresaesserepestifera. «Cecily,questeleripariamolasettimanaprossima.Smettila,perfavore.»Prendolesuemanitrale ditaeleifaunpo’ilbroncio.«Puoiaiutarciadipingerle,cosìtorneranno bellecomeprima.Ti piacerebbe?» Le sorrido. Ricambia con un sorriso adorabile e sdentato, e annuisce facendo ondeggiareiriccioli.Miamadrepuòandarfieradellavorodistamattinaconl’arricciacapelli. Ilpastorehaquasiterminato ilsermoneeimieigenitorisitengono per mano,rivoltiverso l’altare della piccola chiesa.Il sudore mi gocciola giù per la schiena e non riesco a prestare attenzioneaquelleparolesulpeccatoelasofferenza.Facosìcaldocheamiamadrestannocolandoil fondotintaeilmascara.Forse,però,èl’ultimasettimanachepasseremosenzaariacondizionata.Lo speroproprio,altrimentidovròdarmimalata,perevitarequestopostosoffocante. Alterminedellafunzionemiamadresialzaperparlareconlamogliedelpastore.Laammira molto,anchetroppoperimieigusti.Pauline,lafirstladydellaparrocchia,èunadonnainflessibilee pocoempatica,enonmistupiscechevadad’accordoconmiamadre. SalutoconlamanoThomas,l’unicomiocoetaneonelgruppogiovaniledellanostrachiesa.Lui ricambiamentremipassadavantiinsiemeatuttalafamiglia,accodandosiallealtrepersoneche

stannouscendo.Nonvedol’oradiprendereunaboccatad’ariafresca;mialzoemiasciugolemani sull’abitoceleste. «PuoiportareCecilyinmacchina?»chiedemiopadreconunsorrisocomplice. Statentandodifarsmetterediparlaremiamadre,comeognidomenica.Èunadiquelledonneche chiudonoeriapronolaconversazionealmenotrevolte,primadifinirladefinitivamente. Nonassomiglioaleiinquesto.Misforzopiuttostodisomigliaredipiùamiopadre:unuomodi pocheparole,madensedisignificato.Eso chepapàèfelicecheio abbiapreso tanto dalui:il temperamento calmo, i capelli scuri e gli occhi azzurri, la statura.O meglio, la bassa statura. Entrambisuperiamoappenailmetroesessanta,maluièunpo’piùaltodime.Cecilycisorpasserà entrambiprimadicompierediecianni,ciprendeingiromiamadre. Faccioamiopadreuncennodiassensoeprendopermanomiasorella.Camminapiùvelocedi me,sifalargotralagenteconl’entusiasmotipicodellasuaetà.Vorreitirarlaindietro,maquandosi giraasorriderminonriescoafaraltrochecorrereconlei.Ciprecipitiamogiùperlescaleesul prato.Cecilyschivaperunpelounacoppiadianzianieridoquandolanciaunostrilloerischiadi buttareaterraTylerKenton,ilragazzopiùinsopportabiledellaparrocchia.Splendeilsole,l’ariami riempieipolmoniecorro semprepiùveloce:inseguo Cecilyfinchécadesull’erba.Mimetto in ginocchiopercontrollarechestiabene.Lescostoicapellidalviso.Halelacrimeagliocchiele tremaillabbro. «Ilvestito…»diceaccarezzandosil’abitinobiancomacchiatodierba.«Èrovinato!»Affondala facciatralemanisporche,maioglieletirovia. Lesorridoebisbiglio:«Nonèrovinato,tesoro:sipuòlavare». Leasciugounalacrimaconilpollice.Leitirasuconilnaso;nonmicrede. «Succedespesso;ameècapitatoalmenotrentavolte»,larassicuro,benchénonsialaverità. «Èunabugia»,miaccusalasciandosisfuggireunsorriso.Laabbraccio elaaiuto arialzarsi. Controllochenoncisianograffisullesuebracciabianche.Tuttoaposto.Tengounbracciointorno allesuespallementreandiamo verso ilparcheggio.Inostrigenitoricistanno raggiungendo da quelladirezione:miopadreèfinalmenteriuscitoatroncarelechiacchieredellamamma. InmacchinamisiedodietroconCecily,chedisegnafarfallesulsuolibrodacolorare,mentrei mieiparlanodeiprocionichehannoinvasoibidonidellaspazzaturanelnostrogiardino.Unavolta nelvialettodicasamiopadrelasciailmotoreacceso.Cecilymidàunbaciosullaguanciaprimadi scendere.Scendoanch’io;abbracciomiamadre,miopadremidàunbacioerisalgoinmacchinaal postodiguida. «Sta’attenta,piccola,conquesto sole,cisaràunsacco digenteingiro»,midicemio padre riparandosigliocchiconunamano.Daunbelpo’nonsivedevaunagiornatacosìbellaaHampstead. Finorahafattocaldo,manonc’erailsole.Annuiscoeglipromettochefaròattenzione. Aspetto di uscire dal quartiere prima di cambiare stazione radio.Alzo il volume e canto a squarciagolafinchéarrivoincentro.Ilmioobiettivoèfarmidaretrebidonidivernicedaciascuno deitrenegoziincuiandrò.Sareigiàfeliceconunbidonedaciascuno,mapuntoatrecosìsaremo sicuridiaverneabbastanzapertinteggiaretutto. Ilprimonegozio,Markvernicieferramenta,ènotoperessereilpiùeconomicodellacittà.Mark, il proprietario, ha un’ottima reputazione, e mi fa piacere rivederlo. Lascio la macchina nel parcheggioquasivuoto:cisonosoloun’autod’epocaverniciatadirossomelaeunamonovolume. L’edificio èvecchio,composto daassi di legno epannelli di cartongesso dall’ariapoco solida. L’insegnaèstorta,laMèsbiaditaenonsileggequasipiù.Laportad’ingressocigola,equandoentro suonaunacampanella.Ungattosaltagiùdaunoscatoloneeatterradavantiame.Accarezzoperun

momentoquellapalladipeloepoivadoallacassa. L’internodelnegozioèdisordinatoquantol’esterno,econtuttaquellarobanonvedosubitoil ragazzodietroilbancone.Lasuapresenzamistupisceunpo’.Èalto,halespallelargheeunfisicoda atleta. «Mark…»dicocercandodiricordareilsuocognome.Tuttilochiamanosemplicementepernome. «SonoioMark»,intervieneunavoceallespalledelragazzomuscoloso.Sporgendomiunpo’vedo un’altrapersonasedutadietroilbancone,vestitadinerodacapoapiedi.Èuntipomoltopiùsnello dell’altro,eppurehaunapresenzapiùcarismatica.Haicapelliscuriepiuttostolunghiconunciuffo sullafronte.Sullebracciaabbronzatehaunmucchioditatuagginerichesembranodispostiacaso. Nonmipiaccionomolto,maanzichécriticarloriescosoloapensarechequest’estatesonotutti abbronzatitranneme. «No,ilveroMarksonoio»,diceunaterzavoce.Migirodall’altraparteetrovounragazzinodi staturamediaecorporaturasnella,conicapellicortissimi.«SonoMarkJunior,però.Secerchimio padre,ogginonc’è.» Isuoi tatuaggi sono distribuiti meglio di quelli del ragazzo spettinato, e ha un piercing sul sopracciglio.Unavoltahochiestoaimieiilpermessodifarmiunpiercingall’ombelico,emiviene ancoradaridereseripensoallalororeazioneinorridita. «Traidue,èluiilMarkmigliore»,miinformailragazzospettinato,scandendoleparoleconvoce profonda.Misorrideeglivengonoduefossettesulleguance. Scoppioaridere,perchéhoilsospettochenonsiaaffattovero.«Nonsoperché,manedubito»,lo prendoingiro.Ridonotutti,eMarkJrsiavvicinasorridendomi. Ilragazzosedutosialza.Lasuaaltezzalorendeancorapiùaffascinante.Sifaavantiemisovrasta. Èbello,hailineamentimarcati:mascellapronunciata,cigliascure,sopraccigliafolte.Nasosottilee labbraleggermenterosate.Lofissoeluifissame. «Comemaicercavimiopadre?»michiedeMark. Nonrispondosubito,eMarkel’atletaspostanolosguardotrameeilloroamico. Miriprendo,unpo’imbarazzata,espiego:«VengodallaparrocchiabattistadiHampstead,emi chiedevosevolestedonareverniceoattrezzi.Stiamoristrutturandolachiesaeabbiamobisognodi offerte…» Miinterrompo,perchéilragazzodallelabbrarosateèintentoabisbigliarecongliamicienon capiscocosastianodicendo.Poitaccionoemiguardanotuttietre,tresorrisiunoinfilaall’altro. Markèilprimoaparlare:«Certo,nonc’èproblema». Ilsuosorrisomifapensareaunqualchefelinopredatore.Nonsapreidireperché.Ricambioil sorrisoeloringrazio. Sigiraversol’amico,chehaungrandetatuaggiodiunanavesulbicipite.«Hardin,quantibidoni abbiamolaggiù?» Hardin?Chestranonome,nonl’avevomaisentito. Le maniche nere coprono solo metà della nave di legno.Èdavvero benfatta,condettagli e ombreggiaturemoltoaccurati.Alzogliocchisulvisodelragazzo,indugiandoperunistantesulle labbra, e mi sento arrossire. Mi guarda dritta in faccia: si è accorto che lo fissavo. Scambia un’occhiataconMark,eluiglimimaqualcosaconlelabbra,manoncapiscocosa. «Chenedicisetifacciounaproposta?»chiedeMark,facendouncennoaHardin. Sonointeressata.Quell’Hardinsembrasimpatico;èunpo’strano,mafinquinonmidispiace. «Cheproposta?»Avvolgounacioccadicapellisulditoeaspetto.Hardinmistaancorafissando. Anchesesiamo aunacertadistanza,percepisco unanotadidiffidenzanellasuaespressione.Mi

rendo conto di essere molto incuriosita da quel ragazzo che si sforza tanto di fare il duro. Rabbrividiscoalpensierodicomereagirebberoimieiseloportassiacasa.Miamadrepensachei tatuaggisianooperadeldemonio,masecondomepossonoessereunmodoperesprimeresestessi, edèsenzadubbiounacosapositiva. Marksigrattailmentorasato.«SeesciduevolteconilmioamicoHardintiregaloquarantalitri divernice.» GuardoHardin,chemiosservaefaunsorrisetto.Hadellelabbramoltobelle.Ilineamentiquasi femminilimitiganoladurezzadegliabitineriedeicapellispettinati.Chissàcosasistarannodicendo, contuttiqueibisbigli.Hardinmitrovacarina? Mentrecipensosu,Markalzalapostaingioco.«Ilcolorechepreferisci,lafiniturachevuoi. Offrelacasa.Quarantalitri.» Èunbravovenditore. «Unappuntamentosolo»,ribatto. Hardinride:ilpomod’Adamovasuegiùelefossettesifannopiùevidenti.Èdavverounbel ragazzo.Nonso perchénonmenesiaaccortaappenasono arrivata.Ero così concentratasulla vernicechenonavevofattocasoalverdedeisuoiocchi,messoinrisaltodaineondelnegozio. «Unosolo…Sipuòfare.»HardininfilaunamanointascaeMarksigiraversol’altroragazzo, quelloconicapellirasati. Soddisfattadelcompromesso,sorridoedelencoicolorichemiservonoperlepanche,lepareti, le scale, e intanto fingo di non essere in fibrillazione al pensiero di uscire con Hardin, il tipo spettinatoemisterioso,cosìtimidoeingenuodaregalarequarantalitridiverniceincambiodiun soloappuntamento.

Molly

Quandoeraadolescente,suamadregliraccontavastoriediragazzepericolose.Piùunatitrattamale, piùscappadate,epiùvuoldirechelepiaci.Doveterincorrerle,questosiinsegnaairagazzi. Poi, crescendo, scoprono che nella maggior parte dei casi quando non piaci a una ragazza significasemplicementechenonlepiaci.Lei eracresciutasenzaunadonnacheleinsegnassea vivere.Suamadresognavaun’esistenzapiùappagantediquellachepotevaoffrireallafiglia,ela ragazza aveva imparato cosa aspettarsi dagli uomini osservando il comportamento di chi la circondava. Crescendoavevaimparatorapidamenteleregoledelgiocoederadiventataunacampionessa.

TIRO giùl’orlodelvestitomentresvoltol’angoloperentrarenelvicolobuio.Sentostrapparsila stoffaerimproveromestessa,perchél’hofattodinuovo. Hodinuovopresoiltrenopervenireincentro,sperandodiottenere…qualcosa. Nonsocosadipreciso,masonopropriostancadisentirmicosì.Ilsensodivuotopuòspingertia comportamentidicuinontisarestimaicredutacapace,equestoèl’unicomodoper riempirela voragine schifosa che c’è dentro di me. Ogni tanto, quando gli uomini mi fissano, provo soddisfazione.Sisentonoindirittodipossedermiperchémivestoappositamenteperattirarli.Sono disgustosi,esisbaglianodigrosso,mastoalgiocoeliincoraggiofacendol’occhiolino.Unsorriso timidorivoltoaunuomochesisentesoloèun’armamoltoefficace. Èorribileaverebisognodiquesteattenzioni.Nonèundesiderio,èunfuocochemidivoradentro. Svoltounaltroangolo,vedoarrivareunamacchinanera,distolgolosguardomentrel’uomoal volanterallentaperguardarmi.Questovicolobuioetortuosositrovainunodeiquartieripiùricchi diPhiladelphia.Lastradaparallelaèpienadinegoziesulvicolosiapronogliingressiposteriori, dovevengonoscaricatelemerci. Inquestazona,laMainLine,circolanotroppisoldiepocagentilezza. «Tivadifareungiro?»chiedel’uomomentreilfinestrinosiabbassaconunronzio.Haunpo’di rughe,icapellicastanispruzzatidigrigioebenpettinaticonlarigadaunaparte.Haunbelsorriso,e sembrainformaperlasuaetà,mauncampanellod’allarmesuonanellamiatestaognifinesettimana, quandopercorroquestastradacamminandocomeunozombiepermotivichenonsospiegare.Ilsuo sorrisoèfalsocomelamiaborsaChanel.Èunsorrisocheprovienedaisoldi:ormail’hoimparato. Gliuominialvolantedimacchinenere,cosìlucidechebrillanoalchiarodiluna,hannoisoldima nonlacoscienza.Nonscopanoconlemoglidasettimane–senondamesi–ecercanoperstradale attenzionicheglivengononegateacasa. Maiononvoglioisuoisoldi.Imieigenitorinehannofintroppi. «Nonsonounaprostituta,pervertito!»Sferrouncalcioallasuastupidamacchinaconlazeppadi unostivaleesulsuoditovedoluccicareunanello. Segueilmiosguardoenascondelamanosottoilvolante.Cheimbecille. «Be’,cihaiprovato.Oratornatenedatuamoglie,lascusachetiseiinventatoprobabilmentesta

perscadere.» Inizioadallontanarmi,mal’uomodicequalcos’altro.Sonotroppolontanapersentirloelasua vocesiperdenellanotte.Nonmiprendoildisturbodigirarmi. Lastradaèquasideserta,vistochesonolenovepassatediunlunedìsera.Lelucisulretrodei palazzisonosoffuse,l’ariaècalmaec’èsilenzio.Passodietrounristorante,dalcomignoloescono volutedifumo,el’odoredelcarbonemiricordaibarbecueingiardino coniparentidiCurtis, quandoeropiccola.Quandoliconsideravounasecondafamiglia. Battolepalpebreperscacciarequeipensieriericambioilsorrisodiunadonnadimezz’etàin grembiuleecappellodacuocachestauscendodalretrodiunristorante.Lafiammadell’accendino rompeilbuio.Ladonnatiraunaboccatadallasigarettaeiolesorridodinuovo. «Sta’attenta,daquesteparti,ragazza»,miavverteconvoceroca. «Stosempreattenta»,rispondoconunsorrisoeuncennodisaluto.Leiscuotelatestaeportadi nuovolasigarettaallelabbra.Ilfumosalenell’ariafreddaelabracerossacrepitanelsilenziodella notte.Poiladonnagettalasigarettaaterraelacalpestarumorosamente. Continuoacamminareel’ariasifapiùfredda.Nelvicolopassaun’altramacchinaemimetto rasentealmuro.Ènera…guardomeglioevedocheèlucidacomequelladiprima.Micorreun brividolungolaschienamentrel’autorallentaefrena,passandosopraairifiutisparsiaterra. Accelero l’andatura e passo dietro un cassonetto per allontanarmi il più possibile.Proseguo ancoraunpo’. Nonsoperchésonocosìparanoica,stasera.Facciocosìquasiognifinesettimana:mimettoun vestitoorribile,dounbaciosullaguanciaamiopadreeglichiedoisoldiperiltreno.Luimidice conariapreoccupatachepassotroppotempodasolaechedevoriaffacciarmiallavita,perchégli annipassano inunsoffio.Sefossetanto semplice,nonmitogliereiilvestito infrettaenonlo nascondereinellaborsaperpoirimetterloprimaditornareacasa. Riaffacciarmiallavita.Comesefossefacile. «Molly,haisolo diciassetteanni;devitornarenelmondo reale,altrimentitiperderaiglianni migliori»,midiceognivolta. Sequestisonogliannimiglioridellamiavita,nonvedopropriochimelofafarediandareavanti. Annuiscosempre,sorridoemidichiarod’accordoconlui,mentreinrealtàvorreichelasmettesse diparagonarelasuaperditaallamia.Ladifferenzaèchemiamadrevolevaandarsene. Questaseramisembradiversadallealtre,forseperchélostessouomosistafermandoaccantoa meperlasecondavoltainventiminuti. Mimettoacorrere,lapauramisospingelungoilvicoloeversounastradapiùtrafficata.Untaxi suonail clacsonquando barcollando scendo dal marciapiede.Indietreggio di scatto,cercando di riprenderefiato. Devoandareacasa.Subito.Sentounbruciorenelpettoenonriescopiùarespirare.Fermasul marciapiedemiguardointorno. «Molly?MollySamuels,seitu?»gridaunavocefemminileallemiespalle. Migiroevedoilvoltofamiliaredell’ultimapersonacheavreivolutoincontrare.Resistoalla tentazionediscappareviaquandoincrociailmiosguardo.Haduesacchettidellaspesaevieneverso dime. «Checifaidaquestepartiaquest’ora?»michiedeMrsGarrett,mentreunacioccadicapellile ricadesullaguancia. «Facevounapasseggiata.»Cercodicoprirmilecosceconilvestito. «Dasola?»

«Èsolaanchelei»,osservo,sulladifensiva. Sospira e sposta entrambi i sacchetti in una mano. «Vieni, sali in macchina.» Si avvia alla monovolumemarroneparcheggiataall’angolo. Conunclicsultelecomandolaportieradelpasseggerosisbloccaeio,dopounabreveesitazione, salgo.Preferiscoentrareinquestamacchinaconleieisuoigiudizicherestareinstradaconquel tizionell’autonerachenonsembraaccettareunnocomerisposta. Lamiatemporaneasalvatricesimettealpostodiguidaeguardadrittodavantiaséperunminuto interoprimadigirarsiversodime.«Losaichenonpuoiandareavanticosìperilrestodellavita.» Parlaintonorisoluto,malesuemanitremanosulvolante. «Nonmi…» «Nonfarfintachenonsiasuccessoniente.»Nonèdell’umoregiustopericonvenevoli.«Tivesti inmodomoltodiversodaprima,ecertamentediversodaquellochetuopadrevorrebbe.Haiicapelli rosa,invecedeltuobiondonaturale.Giridaquestepartidinotte,dasola.Nonsonol’unicaadaverti notata,sai.L’altraseratihavistoJohn,unmioamicodellaparrocchia.Cel’hadettodavantiatutti.» «Io…» Liquidalemieobiezioniconuncennodellamano.«Nonhofinito.Tuopadremihadettochenon vuoipiùneppureandareallaOhioStateUniversity,cometueCurtisprogettavatedaanni.» Sentirequelnomedallesuelabbraèunapugnalatacheoltrepassalamiacorazzaprotettiva.Quello spessostratodinulladietrocuimirifugiodatempo.Ilvoltodisuofiglioinvadelamiamente,lasua vocemiriempieleorecchie. «Lasmetta»,riescoadire. «No,Molly»,sbottaMrsGarrett. Migironellasuadirezione:èrossainvolto,comeseavesseunmucchiodiemozioniimbottigliate dentro,shakeratesenzasostadaseimesiaquestaparte,eorafossesulpuntodiesplodere. «Eramiofiglio»,scandisce.«Quindinonvenirmiadirechesoffripiùdime.Hopersounfiglio, l’unicocheavevo,eorastoquiaguardarete,miadolceMolly,dopoavertivistacrescere,evedoche ti smarrisci anche tu… E non ho più intenzione di stare zitta. Devi alzare il sedere e andare all’università,andartenedaquestacittà,cometueCurtisvolevatefare.Deviandareavanticonlavita. Èquellochedobbiamofaretutti.Esepossoriuscirciio,seppureafatica,disicuropuoifarcelaanche tu.» QuandoMrsGarrettsmettediparlare,hol’impressionecheabbiapassatogliultimidueminutiad annodarmilostomaco.Èsemprestataunadonnataciturna–suomaritohasempreparlatopiùdilei– manegliultimicinqueminutimisembrachesiadiventatamenofragile.Lasuavoce,disolitocosì pacata,haassuntountonopiùdeterminato,equestomicolpiscemolto.Emispezzailcuore,comela consapevolezzadiessermiridottaalfantasmadimestessa. Mac’eroioalvolantediquellamacchina. Avevoaccettatodiguidarequelpick-uplaseraprimadiprenderelapatente.Eravamoeccitati,il suosorrisoerapersuasivo.Loamavoconognifibradelmiocorpo,equandoèmortolefibresi sonostrappateunaperuna.Luimiinfondevacalma,midavalacertezzachenonsareifinitacome miamadre,unadonnacheaspiravaaqualcosadipiùcheesserelamogliediqualcuno,inunagrande casa,inunriccoquartiere;leipassavaigiorniadipingereeballarenellanostravilla,acantareea promettermichecenesaremmoandatidaquellacittadinaanonima. «Nonmoriremoqui:ungiornoriusciròaconvinceretuopadre»,midicevasempre. Avevamantenutosolometàdellapromessa:dueanniprimasen’eraandatanelcuoredellanotte. Nonsopportavalavergognadiesseremoglieemadre,aquantopare.Pochedonnesisarebbero

vergognatediunacosadelgenere,mamiamadresì.Leivolevaesserealcentrodell’attenzione, volevachetuttisapesseroilsuonome.Ederacolpamiaselecosenonstavanocosì,per quanto tentassedinegarlo.Sièsemprevergognatadime;nonfacevachericordarmicomeavevoridottoil suocorpo.Avevounfisicoperfettoprimachearrivassitu,miripetevasempre.Sembravacheavessi sceltoiodifinirenell’uterodiquell’egoista.Unavoltamihamostratolesmagliaturecheleavevo lasciatosulventre,edentrambesiamorabbrividite. Ancheseerounintralcioperlei,mipromettevailmondo.Miparlavadicittàpiùgrandi,conpiù vita,coninsegneluminosesucuisarebbeapparsoilsuovoltosefossestatapiùbella. Eunamattinapresto,dopochelaseraprimamiavevadescrittoilmondochevoleva,l’hovista dallescalementretrascinavalavaligiaversolaportadicasa.Imprecava,siscostavaicapellidietrole spalle.Vestitacomeperuncolloquiodilavoro,truccataeconunamessainpiegaperfetta:doveva averusatomezzabombolettadilacca.Sembravaimpazienteesicuradisé. Unattimoprimadiuscire,sièguardataintornonelsalottoarredatocongustoehasfoderatoil sorrisopiùgrandecheavessimaivistosulsuovolto.Poiharichiusolaporta,el’hoimmaginata appoggiarsifeliceallostipite,lìfuori,conlafacciadiunachestaandandoinparadiso. Nonhopiantomentrescendevolescale,cercandodiimprimerenellamemoriailsuoaspettoei suoigesti.Volevoricordareogniparola,ogniabbraccio.Inquelmomentohocapitochelamiavita stavacambiandoancoraunavolta.Dallafinestradelsalotto,l’hovistasaliresuuntaxi.Sonorimasta afissareilvialetto.Forseavevosempresaputochedileinonc’eradafidarsi.Miopadrehapauradi lasciarelacittàincuiècresciuto,dovehaunottimolavoro;ma,porcaputtana,diluialmenomi possofidare. MrsGarrettmisfioralepuntedeicapellirosa.«Immergerelatestanelcoloranterosaperalimenti noncambieràquellocheèsuccesso.» Sorridoperlasuasceltadiparoleeintonobruscodicolaprimacosachemivieneinmente:

«Nonmisonotintaicapelliperchéhovistosuofigliomoriredissanguato».Ricordochelatintura sembravasanguementrelarisciacquavonellavandino. Scostoinmalomodolasuamano.Sì,hodettounacattiveria,ma…chicazzoèleipergiudicarmi? MrsGarrettsiblocca:senzadubbiostaimmaginandoilcorpomaciullatodiCurtis.Sonorimasta dasolaconluiperdueoreprimachequalcunovenisseasoccorrerci.Hocercatodistrapparela cinturadi sicurezza,manoncel’ho fatta.Laportierasi erapiegataquando avevamo colpito il guardrailemiimpedivadimuoverelebraccia.Cihoprovato,però,ehogridatoquandoilmetallo misièconficcatonellapelle.Ilmioamorenonsimuoveva,nonemettevaalcunsuono,eiogridavo rivoltaalui,allamacchina,all’universointero,percercaredisalvarci. Ununiversochemiavevatraditaecheèdiventatoneromentreilsuovoltosbiancavaelesue bracciaricadevanoinerti.Oggiringrazioquell’universo,ringraziocheilmiocorposiaandatointilt poco dopo la sua morte, perché così non ho dovuto guardare quella cosa che non era più lui, sperandocheinqualchemodotornasseinvita. MrsGarrettsospira,accendeilmotoreedescedalposteggio.«Comprendoiltuodolore,Molly… Se qualcuno può capirlo, quella sono io.Anch’io cerco un modo per andare avanti, ma tu stai rovinandolatuavitaperqualcosachenonèdipesodate.» Resto interdetta,etento diconcentrarmipassando unamano sulrivestimento inplasticadella portiera.«Nonèdipesodame?Guidavoioquellamacchina.»Ilrumoredellalamierachesbatte sull’albero epoisulguardrailmirimbombanelleorecchie,elemanimitremano.«Lasuavita dipendevadame,el’hoammazzato.» Luieralavita,l’incarnazionestessadellavita.Eraintelligente,affettuoso,pienodiamore.Curtis

sapevatrovarelafelicitànellecosepiùsciocche,piùsemplici.Iononerocomelui.Eropiùcinica, soprattuttodopochesen’eraandatamiamadre.Maluimiascoltavaognivoltachelarabbiaprendeva ilsopravvento.Ilgiornodelsuocompleannoavevaaiutatomiopadrearipulirelastanzaincuila mamma dipingeva,dopo che l’avevo messa a soqquadro imbrattando di vernice nera i preziosi quadricheleiciavevalasciato.Levolteincuidicevo chelavolevo mortaluinonmichiedeva perché. Nonmihamaigiudicata,emihaimpeditodicrollare:noncel’avreifattadasola.Hosempre pensatochesoltantograziealuimisareilaureataomisareifattaqualcheamicoinunanuovacittà. Nonsonomaistatabravaanasconderecosapensodellepersone,quindinonhomaiavutomolti amici.Luimiripetevasemprecheandavabenecosì,cheandavobenecom’ero,cheerosolotroppo schietta,avrebbeassunto luiilruolo delbugiardo nellanostrastoria.Avrebbefatto fintachegli stesserosimpaticiiragazziniricchieviziatidellanostrauniversità.Èsemprestatoquellobuono, quello che piaceva a tutti.Io ero esclusivamente il suo «più uno».Passavamo così tanto tempo insiemechetuttihannoiniziatoadaccettarmi.Ilsuocarismacompensavailmiopessimocarattere, suppongo.Eralascusachepotevousareconilrestodelmondo:luitrovavaqualcosadibuonoinme. Eral’unicapersonacapacediaccettarmiediamarmi,mapoimihalasciataanchelui.Èstatacolpa mia,eallostessomodosonoconvintachemiamadresenesiaandataperchéerastancadiquella città,dellanormalitàdimiopadre,edellafigliabiondaconilfioccotraicapelli. Quandoillavandinosiètintodirosaeilbiondoèscomparso,nonavevopiùbisognodifingere diesserenormale. «HounamicoinfluentenelloStatodiWashington.» Avevoquasidimenticatodovefossi,mentreilmiocervellorivivevainmenodidieciminutitutti gliorroridellamiavita. «Potreichiederglidiattivarsiunpo’efartientrareinunabuonauniversitàdaquelleparti.Èunbel posto:tantoverde,ariapulita.Ètardiperquestoannoaccademico,macipossoprovare,sevuoi.» Washington?Checavoloc’ènelloStatodiWashington? Valutolasuaofferta,emichiedosedavverovoglioancoraandareall’università.Ecapiscochesì, voglioproprioandarmenedaquestobucodiposto,quindiforsefareimeglioadaccettare.Pensavo spessoallealtrecittà,quandoeropiccola.MiamadremiparlavadiLosAngeles,dovec’èsemprebel tempo,ognisantogiorno.ParlavadiNewYork,dovelestradesonopienedigente.Parlavadelle metropoliglamourincuivolevavivere.Seleipotevacavarselainqueiposti,iodevoessereingrado dicavarmelanelloStatodiWashington. Maèlontano,èdall’altrapartedegliStatiUniti.Miopadreresterebbequidasolo…maforsegli farebbebene.Nonhaquasipiùamiciperchésipreoccupasempreperme,cercadirendermifelice. Harinunciatoallasuavita.Forsesemeneandassilontanoastudiareloaiuterei.Forseglirestituirei unsensodinormalità. Eforseanch’iomifareiqualcheamico.Icapellirosapotrebberosembraremenostraniinunacittà piùgrande.Imieiabitiprovocantipotrebberointimoriredimenolemiecoetanee. PotreiricominciaredacapoerendereMrsGarrettfieradime. PotreidareancheaCurtisqualcosadicuiessereorgoglioso. LoStatodiWashingtonpotrebbeesserelamiasalvezza. Ecosì,sedutanellamacchinadiquestadonna,dellamadreaffettuosadelragazzochehoamatoe perduto,giuroamestessachediventeròmiglioredicosì. Nonprenderòiltrenoperandareneiquartierimalfamati. Nonrimugineròsulpassato.

Nonmidaròpervinta.

Faròsolociòcheèmeglioperilmiofuturo,emenefregheròdell’opinionedeglialtri.

Melissa

All’inizio sottovalutò quellaragazza.Nonsapevaancoranientedilei,etuttoranonnesamolto. Avevaconosciutoprimasuofratello,avevapassatodellenottateaubriacarsiconlui,scoprendoche personaorribilefosse.Eraunserpentechesiaggiravaperilcampusselezionandoleprede,comese fosseilsuopersonaleterrenodicaccia. Ma, continuando a osservarlo, aveva scoperto che quel serpente aveva un punto debole: sua sorella.Eraunoschianto:alta,conicapellicorvinielapelleambrata.Piùodiavailserpenteepiù capivaquantoeravulnerabilesuquelfronte:proteggevalasorellacomesenientealmondofossepiù importante…aparteisuoiviziosceni,ovviamente.Equandosiaccorsecheilserpenteglistava sfuggendodimano,chestavaspargendoilsuovelenocomeunapestilenzacheandavafermata,il ragazzoescogitòunpiano. Quelvelenoandavaeliminato,elasorelladiluierasoltantoundannocollaterale.

LAcasaèvuota,peresserevenerdìsera.Miopadreèandatoaunacenacheglihannoorganizzatoper festeggiarelasuapromozioneall’ospedale,etuttiimieiamicisonoaun’altrafesta.Amenonvadi andareinnessunodeidueposti. Lafestanonsarebbemale,senonfosseallaconfraternitadimiofratello.Seciandassinonmi divertirei,perchéluiètroppoprotettivo.Midàsuinervi. Lacenasarebbemeglio,madipoco.Miopadre,ilmedicopiùstimatodellacittà,èpiùbravocome dottorechecomegenitore…però ci prova.Il suo tempo èprezioso ecostoso,eio nonposso competereconimalatichehannofinanziatoquestacasaenormeincuistosedutaalamentarmi. Misentounpo’incolpa,cosìprendoiltelefonoperdirglicheloraggiungerò.Mapoivedoche sonolenovepassate,elacenaèiniziataalleotto:disturbereiebasta,edareiallagiovanecompagna dimiopadreunmotivoinpiùperlagnarsidime.Tashahasolotreannipiùdimeefrequentamio padredaunanno.Sareiunpo’piùcomprensivasenonfossimoandatealliceoinsiemeenonsapessi quantoèacida.Oseleinonfingessedinonricordarsidime:sobenissimochesachisono. Nonmilamentomaiconpapà,ancheseTashaèmaleducata,perchéleilorendefelice.Sorride quandoluilaguarda.Ridedellesuebattutestupide.Sochenonloamaquantodovrebbe,mahovisto mio padre trasformarsi in una versione migliore di se stesso da quando lei è entrata nel suo ambulatorioconunditorottoeletettebeneinvista.Luihasoffertoperildivorziomoltopiùdella mamma,chebenprestohaannunciatochesarebbetornataavivereconimieinonniinMessicofinché fossestataingradodipagarsiunpostodovevivere. Nonsochipensidifregare.Conildivorziohaintascatotantidiqueisoldichepuòpermettersiuna fornituraavitadiscarpettedicristallo. InvecedidisturbareTashaemiopadre,scrivounmessaggioaDan.Esceconunaragazzache venivaalliceo conme,echediversamentedamecivaancora.Miofratello èprotettivoeleale all’inverosimile,maèunporco.Ungranporco.Facciodelmiomegliopertenermifuoridaisuoi giochetti con le ragazze. Sono porci anche i suoi amici, di solito più piccoli e ancora meno

raccomandabilidilui.Glipiacecircondarsidipersoneschifose,cosìpuòsentirsisuperiore.Vuol essereilredeitopi,immagino. Danrispondesubito:Passoaprendertitraventiminuti. Gliinviounafaccinasorridenteesaltogiùdallettoperprepararmi.Nonpossouscirestruccatae conlamagliettagrigiaconillogodell’università.Devoimpegnarmidipiù.Madevoanchestare attentaacosamimetto,senonvogliosorbirmilelamenteledimiofratellopertuttalasera. Cerco qualcosanell’armadio,inunmaredinero epaillettes.Ho troppivestiti.Miamadremi cedevasempreisuoidopoaverlimessiunavolta.Miopadretentavadifarlacontentaconibeivestiti elamacchinasportivarossa,maquellafelicitànonèmaiarrivata,chissàperché.Quandosen’è andata,mihapropostodiandareinMessicoconlei.Sochesembreràunaragionestupidaperdiredi no,manonpotevorinunciarealnuotoeallasquadra.Èlacosapiùimportanteperme,quinelloStato diWashington.Eral’unicacosa–apartemiopadreeDan–dicuiavreisentitolamancanza.Dan avevaunamezzaideadiseguirlainMessico,manonvolevalasciarmiqui.Ononriusciva,datoche nonmiperdedivistanemmenoperunmomento. Dopoessermiprovataduevestitieaverlibuttatidinuovonell’armadio,tirofuoriunatutinache nonhoancoramaimesso.Ècompletamentenera,aeccezionediunastampafantasiasullebretelline. Èaderentesulsedere,abbastanzacasualperqueltipodifesta,emicopreinmodosufficienteperché miofratellotengalaboccachiusa. MentrefiniscodiprepararmisentoilfastidiosoclacsondiDan,prendolaborsaecorrogiùperle scale. Se non mi sbrigo, i vicini si lamenteranno di nuovo del rumore. Inserisco il codice dell’allarmeemiprecipitofuori,equandoraggiungol’Audidimiofratellomiaccorgochesiè portatodietrounpaiodeisuoiamichetti. «Logan,fallasaliredavanti»,dice. VedoLoganditantointantoedèsemprestatogentileconme.Unavolta,aunafesta,cihaprovato conme.Quandoperòmisonoalzatadaldivanoehavistocheeroalmenodiecicentimetripiùaltadi luihasentenziatochesaremmostatiottimiamici.Horisoemisonodichiaratad’accordo:mipiaceil suosensodell’umorismo.Daquelgiorno,luièilmiopreferitonellabandadiidioticapeggiatada miofratello. «Nonimporta,salgodietro»,rispondoquandoLogansislaccialacinturadisicurezza.Sulsedile posteriorec’èunragazzoconicapellilunghi,scurieondulati,cheglinascondonoilviso,unostrano taglioasimmetricoinstileemochesiintonabeneaipiercingsulsopracciglioesullabbro.Nonalza losguardodaltelefonoquandomisiedonéquandolosaluto. «Nonfarcicaso»,diceDansbirciandomidallospecchiettoretrovisore. Glilancioun’occhiatacciaetirofuorianch’ioiltelefono,peringannareiltempo. Davantiallaconfraternitanonc’èparcheggio.Dansioffredifarmiscenderedifronteall’ingresso per noncostringermi acamminare.Scendo,maquando chiudo laportierasento chiudereanche l’altra.Alzo gliocchievedo ilragazzo cheeraseduto dietro conme:stacamminando verso la confraternita. «Stronzo!»gligridadietroDan,el’altropertuttarispostaglifaungestaccio. «Preferirebbechetucamminassiconloro,misembradicapire»,glidicoseguendolosulprato. Ungruppettodiragazzelofissa;unabisbigliaqualcosaaun’altraetutteetresigiranoaguardare me. «Qualcheproblema?»chiedo osservando iloro visitroppo truccati,dall’ariadisperata.Letre scuotonolatesta,macapiscochenonsiaspettavanocheioreagissi. Be’,sisbagliavano.Nonmipiacciono lebiondeperfettinecheparlano deglialtriper sentirsi

importanti. «Selasaranno fattasotto,ci scommetto»,esordisceil tipo dai capelli ondulati.Haunavoce profonda,moltoprofonda,emièsembratopropriodicogliereunaccentoinglese.Rallentailpasso ma non si gira a guardarmi. Ha le braccia coperte di tatuaggi. Non riesco a vedere cosa rappresentino,masonotuttiininchiostronero,nessunaltrocolore.Ancheijeanselamagliettasono neri.L’erbadelgiardinosmorzaitonfideisuoianfibi. Cercoditenermialpassoconlui,mahalegambetroppolunghe.Èunpo’piùaltodime. «Lospero»,replicolanciandoun’ultimaocchiataalleragazze.Orastannofissandoeindicando conilditounatiziaubriacainminigonnachebarcolladavantialoro. Ilragazzononmidicealtromentreentriamoincasa.Nonsigiraaguardarmimentrevaincucina, apreunabottigliadiwhiskyebeveunsorso.Ormaisonoincuriosita,perciòquandoDaneLogan entranoinsalottodecidodifarmiraccontarequalcosasulcontodiquellosconosciutotatuato.Prendo uncocktailinbottigliadaunsecchiellodelghiacciocheèsulbanconeeraggiungomiofratello, sedutosuldivanoconunabirra.Puzzagiàdierbaehagliocchirossi. «Chieraquelloinmacchinavicinoame?»glichiedo. Cambiasubitoespressione.«Chi,Hardin?» Nonècontentochegliel’abbiachiesto.E…Hardin?Cherazzadinomeè? «Sta’allalargadalui,Mel»,miavverteDan.«Dicosulserio.» Sbuffoedecidochenonvalelapenadilitigareconmiofratelloperunacosadelgenere.Non approvamainessunodeimieiragazzi,eppurehatentatodifarmimettereconilsuomiglioreamico, Jace,digranlungailpiùdisgustosodelgruppo.Evidentementeèpiùbravoabereefumarechea giudicarelepersone. Quandomifacennodisedermiaccantoaluiobbediscoinsilenzioerestoperunpo’aguardarela gente.Ilvolumedellamusicasialza,gliinvitatibevonoesidivertono. Qualcheminutodopo,quandoLoganchiedeamiofratellosevuolefumaredinuovo,miguardo intornocercandoHardin.Pensochenonmiabitueròmaiaquelnome. Lo vedo in cucina, da solo davanti al bancone.La bottiglia di whisky è molto meno piena dell’ultimavoltachel’holasciatalì,piùomenounquartod’orafa. Quindièuntipofestaiolo.Bene. Mialzodiscattodaldivano,equandoDanmiprendeperunbracciocapiscochedevotrovareuna scusaperusciredallastanza.MiseguiràseglidicochevadoacercareHardin. «Dovevai?»michiede. «Inbagno»,mento.Detestochemiinvitisempreaquestefesteesicomporticomefossemiopadre appenamiallontanounattimo. Miguardadrittonegliocchicomesecapissechehodettounabugia,maiomigirodall’altraparte. Sentoisuoiocchisudimementreattraversoilsalotto,quindivadoversolescale.Inquestacasa enormeibagnisonotuttialpianodisopra:ovviamentenonhasenso,maleconfraternitesonofatte così. Salgolentamentelescale;arrivataincimamigiroaguardaremiofratello,equandomivoltodi nuovoinavantivadoasbatterecontrounmuronero. Solochenonèunmuro:èilpettodiHardin. «Merda, scusa!» esclamo, cercando di asciugare il liquore che gli ho fatto schizzare sulla maglietta.«Almenononresteràlamacchia.» Isuoiocchisonodiunverdeacceso,cosìintensichenonriescoaguardarliperpiùdiunistante. «Ahah»,faintonoinespressivo.

Checafone.«Miofratellomihadettodistartiallalarga»,dicosenzariflettere.Ilsuosguardoè cosìpenetrantechemidàallatesta,manonvogliodistoglieregliocchi.Misembradicapirecheci siaabituato.Hol’impressionecheèesattamentecosìcheunaragazzasicaccianeiguai,conquesto qui. Inarcailsopracciglioconilpiercing.«Ah,davvero?» Sì,èpropriounaccentoinglese.Vorreifareuncommentosuquesto,masoquantoèfastidioso quandotifannonotareilmodoincuiparli.Conmelofannotutti. Annuisco,eilragazzobritannicomifaun’altradomanda:«Ecomemai?» Nonloso…mavoglioscoprirlo. «Deviesseredavveropocoraccomandabile,senonpiaciaDan»,scherzo,maluinonride. Sentolatensioneconcentrarsinellespalle:l’energiadiHardinmihagiàcatturata. «Siamomessibene,sediamorettaaisuoigiudizisullepersone»,osserva. Avreivogliadireagire,didirglichemiofratellononèpoicosìmale,cheèsoloincompreso. Sentoilbisognodidifenderlo. Poi ricordo il giorno incui l’intera famiglia della exdi Danè venuta a casa nostra,conla poverettaincintachesinascondevadietroasuopadreinfuriato.Miopapàhastaccatounassegnoe lorosenesonoandaticonmionipoteomianipote,enonabbiamopiùavutonotizie.Nelprofondodi mesochec’èqualcosadioscuroinmiofratello,mamirifiutodiammetterlo. OrachemiamadreècosìlontanaemiopadreèfissatoconTasha,nonmirestaaltrochelui. Rido.«Scommettochetuseimoltomeglio,invece.» Hardinalzalamanotatuataperscostarsiicapellidallafronte.«No,sonopeggio.» Miguardadrittaneimieiocchimarronie,nonsocome,capiscochedicelaverità.Colgoun avvertimentodietrolesueparole,quandoperòmioffrelabottigliadiwhiskymezzavuotanebevo unsorso. Ilwhiskymibruciaingola,èardentecomeisuoiocchi… EhopauracheHardinsiabenzinapura.

Steph

Quandoincontròperlaprimavoltalaragazzadaicapellidifuococonlebracciapieneditatuaggi,

intravideinleiqualcosadioscuro.C’eraunastranacompetitivitànelmodoincuiguardaval’amica

daicapellipiùchiarideisuoi.Siparagonavaaleiincontinuazione,eilragazzocompresecheaveva

ildisperatobisognodiattenzioni.GliricordavaRoussette,laprotagonistadiunafiabacheavevaletto

dabambino.Laprincipessadaicapellirossieragelosadellesorelleminori,cheavevanosposatodei

principi,sebbeneleiavessesposatounammiraglio.Manonlebastava;nonlesarebbebastatofinché

ilmaritol’avesseresamiglioredellesorelle.Laragazzadetestaval’ideadiperderetutto,anchele

coseche,diceva,noneranosue.Nonsopportavadipiazzarsialsecondoposto,volevaesseresempre

alcentrodell’attenzione.Nontolleravachequalcunaltroottenesseciòcheleicredevadimeritare,e

leicredevadimeritarenientemenoche…tuttociòcheesistesullaTerra.

MIO padreètornatotardidallavoro,dinuovo.Tornatardiognisera,equestasettimanaavrebbe dovuto prestarmilamacchinaper andarearitirarel’abito per ilballo dellascuola.Tuttelemie amichehannopresoilvestitounmesefa,eiostoandandonelpanico.Serestosenzavestitoperil ballododimatto,cazzo.Sonocosìfrustrata,emifaincazzarechemiopadresiadinuovoinritardo emiamadresiatroppooccupataabadareamianipoteperascoltarelemiegiustificatelamentele. Tuttogiraintornoamiasorellaeallasuabambina.Tuttiripetonosemprequellastronzatacheil figliominoreèilpiùamato.Sembraunabellacosa,inveceiosonocresciutaconvestitiusatiefeste dicompleanno dell’ultimo minuto acuinonsipresentavanessuno senoniparentistretti.Sono l’emarginatadellafamiglia,lafigliastrambacheèdiventatainvisibile.Enonsoneppurebeneperché. L’ultimavoltachemiamadremihadettopiùdidueparoledifilaèstataquandohomacchiatoil lavandinodelbagnoconunatintarossapericapelli.Sièinfuriata,perchéeralavigiliadellafesta per l’arrivodellabambinadimiasorellaOlivia.Avròschizzatoqualchegocciasultappetinodel bagno,edèpossibilecheabbiausatogliasciugamaniconleinizialiricamatedeimieigenitoriper coprirmilespallementreaspettavocheicapellisiimpregnasserodirossofuoco. MacitengoaprecisarechenonavevoosatorovinarelamagliettadiOlivia,diquandoavevala miaetà. Eccoun’altracosacheodiosentirmidire:AdiciassetteanniOliviaerapresidentedelconsiglio studentesco.Oppure:Adiciassetteanniprendevavotialtissimiestavaconunbravoragazzo,cheha sposatosubitodopoildiploma. Sonostufadiessereparagonataamiasorella:leièlafigliad’oro,mentreioaquantoparenon riescoaconquistareneppurel’argento.Aspettosolodipartireperl’università.Grazieallepressioni incessantideimieigenitoriandròallaWashingtonCentral,doveOliviasièlaureataconlalode. Aimieinonèmaiimportatonientediquelcollegefinchélohafrequentatomiasorella,eionon sarò mai alla sua altezza; ho smesso di provarci ed è più facile dire di sì, così almeno posso andarmenelaggiùenonvederepiùquestoposto. AppenasentolaJeepdimiopadreimboccareilvialettoprendolaborsa,miguardoun’ultima

voltaallospecchioecorrogiùperlescale,rischiandodiandareasbatterecontromiamadre.Non notaneppurecheportolecalzeareteeiltopdipellerossa:silimitaaborbottarequalcosasenza staccaregliocchidallettorediebook.Nonfaaltrocheleggere. Laportadicasasiapreemiasorellaentrainsalottoconmiopadre.Sierra,lamianipotina,dorme tralesuebraccia. «Sonostancamorta»,annunciaOliviaattraversandolastanza. Miamadreappareall’istante,chiudendolacustodiadellettorediebookeposandolodistrattamente sulla mensola del caminetto.Ovviamente, per Olivia può prendersi una pausa dal suo prezioso schermo. «Stephaniepuòaccompagnartiacasa,tesoro»,intervienemiopadredecidendoperme. «Papà,devoandarearitirareilvestitoperilballo,echiudonotramezz’ora!»Mettolaborsain spallaetendolamanoperchiederglilechiavi. «OliviaeSierrapossonovenireconte.» Miasorellaciinterrompe.«Nonèunproblema.Devosoloandareinbagnounmomento.» Scuoteicapellicastani.Indossapantalonicachieunamagliettastampataafioricolorati.Mio padresorridecomeselasuafigliamaggiorefosselaragazzapiùassennataepremurosadelmondo. Nonlosopporto. «Evabene»,sbuffo.«Maèl’ultimogiornochemitengonoilvestitodaparte,quindisenonposso andarealballosaràcolpatua»,dicoamiasorellaguardandolastorto.Leiannuisceeiooltrepasso miopadreperusciredicasa.«Tiaspettoinmacchina»,concludo. AvvioilmotoreeaspettoOlivia.Passanocinqueminuti.Nepassanodieci.Lemandoduemessaggi enonrisponde.Sochelihaletti,c’èlaspuntaazzurra.Immaginocheleiemiamadresianoalquarto abbracciod’addio.Miamadrefacosìanchequandoandiamoatrovarelanonna:pretendeunasfilza diabbraccipersoddisfareilsuobisognodiaffetto.Aldodicesimominutoscendodallamacchinaper tornareincasa. Mentrestochiudendolaportieramiasorellaesceapassolentoetuttasorridente.Deveancora sistemareSierrasulseggiolino. «Olivia,dobbiamoandare»,laincalzo. Sospiraemormorascusepococonvinte.

Sonoleottoetreminutiquandoparcheggiodavantialnegozio.Lelucisonospenteeilcartello sullaportadice:CHIUSO. Addiovestito.Avevogiàchiestodueproroghe;lihoscongiuratididarmialtrotempo,mami hannodettoeripetutocheoggieral’ultimogiorno.Maledizione. «Midispiace,Stephanie»,diceOliviaquandoappoggiolafrontesulvolante. Girolatestaelaguardoincagnesco.«Ècolpatua.» «Nonècolpamia»,ribatte,ehail coraggio di mostrarsi sorpresa.«Papàvolevaportarmi a comprareunpaiodiscarpettenuoveperSierra.Isuoipiedinicresconocosìinfretta…» Scarpettenuove?Madicisulserio?Sonorimastasenzavestitoperilballoperchélasuabambina avevabisognodiscarpenuove…eancoraneppurecammina! «Perchépapànontihaaccompagnatadirettamenteacasa?Sarestitornatamolto prima»,dico alzandolatestaelavoce. «Prima non ero stanca… non lo so», risponde con noncuranza, come se il mio tempo non significassenullaperlei.Comesenonfossesuccessonientedigrave.

«Stronzate!»sibilocoprendomiilvisoconlemani. «Nonparlarecosìdavantiallabambina!»esclamainunbisbiglioconcitato. Sbuffoedescodalparcheggio.Restiamoinsilenziofinoacasasua.Olivianonpensadiaverfatto nientedimaleeiosonotroppoarrabbiataperparlare.Sonoarcistufadivedermirubaretuttodalei,e quasinonbastasseSierracontinuaapiangerecomesevolessespaccarmiilcervelloindue. Odiolamiavita. QuandoarriviamoOliviamiringraziadelpassaggio.Nonvogliometterepiedenellasuanuova casa,quindisonocontentachenonmiinvitiafarlo.Unacasachesenzadubbioimieigenitorihanno aiutatoacomprare.SuomaritoRogernonparlamoltoquandoèconlamiafamiglia.Probabilmente èOliviaadirglidistarezitto.Scommettochetuttiricevonounavvertimentoprimadiincontrareme. Noncitenevoproprioaentrare,madevofarepipìeperarrivaredaimieicivuoleunquarto d’ora.Appenadentrosentounforteodoredicannella.Oliviaaccendequellecandeleprofumatein ognistanza. Rogerèsedutosuldivanoconiltelecomandoinmanoeilcomputersullegambe.Quandocivede sorrideasuamoglieemichiedeeducatamentecomesto.Rispondochestocomel’ultimavolta,anche senonricordodaquantotempononcivediamo Dopoqualcheminutodichiacchiereimbarazzate,Oliviavaametterealettolabambina.Salele scale conunorsacchiotto inuna mano e unbiberonnell’altra.Suo marito mi degna appena di un’occhiatamentreglipassodavantiper andareaguardarelelorostupidefotodifamigliasulla mensolasoprailcaminettofinto.Sialzaevaincucina,senzadubbioperevitaredidovermirivolgere ancoralaparola. Nellafotopiùrecente,espostainunportaritrattidilegno,lafamigliolaperfettaètuttavestitadi biancoenero.Proseguendoversolacucinatrovo,appesaallaparetedell’ingressoinunagrande cornicedimetallo,unafotodiOliviaeRogernelgiornodelmatrimonio.Oliviaèperfetta:capelli perfetti, trucco perfetto e un abito bellissimo di morbida seta bianca che arriva a sfiorare il pavimento.Sembraunaprincipessa,sembranataperindossarequelvestito. Èl’esattooppostodell’abitocheavreivolutocomprareperilballodellascuola,quellocheavrei dovutoritirarestasera:eradicotoneneroetulle.Uncorpettoattillato,conapplicazioniintullelungo ibordidellagonnaabalzeasimmetriche.Unvestitoche,grazieaOlivia,nonavròmai.Vorreiavere unbidonediverniceneraperrovinareilsuostupidoabitoperfetto.Guardolafotosuccessiva:Roger cheabbracciailpancionediOlivia. Miharovinatoilvestitoperilballo.Lerovineròl’abitodasposa. Quando entro incucinaRoger halatestanelfrigorifero.Tamburello leditasulbanconeper richiamarelasuaattenzione.Appenasigiratirogiùl’orlodellamagliettapermostrarglimegliola scollatura.Luiinspiraefauncolpettoditosse. Sorrido.Scommettochemiasorellanonsièpiùlasciatascoparedalmaritodopoaversfornatola marmocchia. «Scusa.»ArrotolounacioccadicapelliintornoalditomentreRogersisforzadinonguardarmile gambeconlecalzearete. «Ciao»,glidicocontinuandoacamminareversodilui. Hoilcuoreingolaenonsopropriocosacazzostofacendo,masonoarrabbiataconmiasorellae sonostufacheleisiprendasempretutto;ognicosagirisempreintornoallaperfettaOliviaemai intornoame;seiononhonientenondeveaverenienteneanchelei.Soprattuttononunmaritofedele comeuncagnolino. «Cosastaifacendo,Stephanie?»michiedeRoger,improvvisamentesbiancato.

«Niente.Volevofareduechiacchiere.»Afferrolagonnaelatirosupermostrarglilemutandinedi pizzo;luiarretraprecipitosamenteeurtacontroipensilidellacucina,facendosbattereunosportello. «Cosa succede?» rido.Mi sento annodare lo stomaco e ho paura di svenire da un momento all’altro,maallostessotempomisentobellissimaepotente.Dev’esserel’adrenalina.Mipiace.Ne voglioancora.Miavvicinodipiùeprendotraleditalazipsulpetto. Rogersicopreilviso.«Smettila,Stephanie.» Porcamiseria,èdavverouncucciolofedele.Equestomirendeancorapiùgelosa. «Coraggio,Roger,nonfareil…» «Stephanie!Checavolostaifacendo!»LavocediOliviarimbombaincucina. Lavedosullasoglia.Sièmessaunpigiamadiflanella.Èsututtelefurie. Dopoqualcheistantesigiraversoilmarito.«Roger?» «Nonloso,tesoro,èentrataquiehacominciatoaspogliarsi.»Alzalemanicomeapregarela mogliedicapirequantoèpazzaquellaputtanadisuasorella. Oliviamiincenerisceconlosguardo.«Vattene,Stephanie.» «Nonmihaineppurechiestoseèvero»,ledicointonorabbioso.Mettolaborsainspallaetiro giùlagonna. «Ticonosco»,rispondesemplicemente. Miconosce?No,nonmiconosceaffatto.Semiconoscessenonsarebbecosìstronza,cosìegoista. «Equindi?…»GuardoRoger,cheindietreggiapianpianocomedavantiaunserpente.Pensadi potermigiudicare?Senonavessepauradiesserescoperto,aquest’orasareipiegatainduesoprail banconedellacucina. «Be’,cihaiprovatoconmiomaritoono?»chiedemiasorella.Letremaillabbro:sistasforzando ditrattenerelelacrime.Dovreinegaretutto,presentareun’altraversionedeifatti,scaricarelacolpa sudi lui.Ècosì patetico cheOliviami crederebbe.So piangereacomando,esevolessi potrei convincerladiqualsiasicosa. Oh,maperfavore. «Seiunastronzettaviziata!»migridainfaccia,eRogervaadabbracciarla. Io?Madicesulserio?Èleiquellacheottienetuttoquellochevuole.Quantecazzate.Sonostufadi esseresemprealsecondo posto.Leèandatabenechenonho fatto dipeggio.Avreipotuto farli soffriremoltodipiù,entrambi.Mipassanointestacertipensierichestupisconoancheme…emi piacciono. «Vattene,Stephanie.»Oliviascuotelatestamentresuomaritoleaccarezzalemanitremanti. Sì,menevado.Tantonondovròsopportarequestoschifoancorapermolto. Prestoandròall’università. Esaròlareginadituttoilfottutocampus.

PARTEII

Durante

Hardin

Faceva tanti sbagli, tirava avanti e aveva delle aspettative minime riguardo se stesso. Si stava abituandotroppoaquelPaesestraniero:glisembravapersinocheilsuoaccentosvanissesempreun po’dipiùogninottechepassavalontanodacasa.Lasuavitasieraridottaagestirobotici,sempre uguali:stesseazioni,stessereazioni,stesseconseguenze.Ledonnesifondevanol’unaconl’altra,una catenaininterrottadiSarah,LauraeJane. Nonsapevacomeavrebbepotutoandareavantiinquelmodo. Epoi,laprimasettimanadell’annoaccademico,conobbelei.Erastataposizionatastrategicamente allaWashingtonCentraldaqualcheentitàsuperiore,perfarsibeffedilui.Quelqualcuno–oqualcosa –sapevachieralui,conoscevalasuareputazione,eavevaunpianopreciso.Volevaindurloarubare un’altrainnocenza,rovinarelavitaaun’altraragazza.Nonandràtantomale,stavolta,pensò.Nonsi sarebbespintoagliestremi:stavoltaeradiverso,erasoloungioco. Eandòcosì,finchéilventolesferzòicapellisulviso.Finchéilgrigiodeisuoiocchiinvaseisuoi sognieilrosadellesuelabbralofeceimpazzire.Sistavainnamorandodileitantoinfrettachenon capiva se fosse vero oppure lo stesse soltanto immaginando. Ma lo percepiva… Lo sentiva riecheggiare nel corpo come il ruggito di un leone.Ogni suo respiro, ogni pensiero iniziò a dipenderedalei.

UNA notte,nelmezzodituttaquellafaccenda,mentrelanevecoprival’asfalto,sedevadasolonel parcheggioestringevailvolantedellavecchiaFordCapri,senzariuscireafareordinetraipensieri. Comeavevapotutocomportarsiinquelmodo?Com’erapotutosuccederetuttocosìinfretta?Non losapeva,maincuorsuoeraconsapevolediaveresbagliato,echesenesarebbepentito.Senestava giàpentendo. Dovevaessereunbersagliofacile.Unabellaragazzaconunsorrisoinnocenteegliocchidal colorestrano,apparentementesenzaparticolareprofonditào significato.Luinonavrebbedovuto innamorarsi,eleinonavrebbedovutospingerloavolerdiventareunapersonamigliore. Pensavadistarebene,prima. Selacavavaallagrande,primadicommetterequelbellissimo errore:faredileitutto ilsuo mondo.Però laamava,laamavacosìtanto cheavevailterrorediperderla:perdereleiavrebbe significato perdere se stesso,e sapeva che nonsarebbe stato ingrado di sopportare una simile perdita,perchéluinonavevamaiavutonientedaperdere. Mentrelesuenocchesifacevanobianchedaquantostringevailvolante,ipensierisifacevanopiù confusi.Diventavapiùirrazionaleedisperato,einquelmomento,nelsilenziodelparcheggiovuoto incuipotevaaffogarelepaure,capìcheavrebbefattoqualsiasicosa–qualsiasicosa…–pur di restareconleipersempre. Erastatasua,l’avevapersaepoiriconquistata,neimesisuccessivi.Noncapivaproprio.Laamava. Ilsuoamoreperleierapiùbrillantediqualsiasistella,eperprovarglieloavrebbeevidenziatofrasi indiecimiladei suoi romanzi preferiti.Lei gli avevadato tutto,lui l’avevavistainnamorarsi,e

speravadiriuscireasmetteredideluderla.Saperechesifidavadiluilospronavaacomportarsibene. Volevadimostrarlecheavevaragionelei,echetuttiglialtrisisbagliavano.Leiglidavaunasperanza chenonavevamaiconosciuto,dicuiignoravapersinol’esistenza. Lapresenzadiquellaragazzalomettevaasuoagio,localmava;stavadiventandodipendenteda lei.Nonebbepacefinchéleifusua,edaquelgiornonessunodeiduefuingradodifermarsi.Ilcorpo dileidiventòlasuasalvezza,lamentedileidiventòilsuorifugio.Piùlaamava,piùlefacevadel male.Nonriuscivaastarlelontano,attraversoledifficoltàeranocresciutiinsieme,eleieradiventata quellanormalitàcheluiavevasempredesiderato. Irapporticonsuopadrepianpianomiglioravano.Erabastataqualchecenainfamigliael’odio cheprovavaper quell’uomoavevacominciatoasgretolarsi.Vedevasestessoconocchinuovi,e questoloaiutavaavederesottounalucediversaglierroricommessidasuopadre.Ealloraaveva bisognocheleiglidessestabilità,perchélasuavitastavacambiandodinuovo,lasuafamigliasi trasformava.Stavainiziandoavolerbeneaquelgruppodiestranei,benchéavessegiuratochenon sarebbemaisuccesso. Nonerafacilelottarecontrovent’annidicomportamentidistruttivi,reazionipuramenteistintive. Dovevacombattereognigiornocontrolavogliadialcol,controlarabbiadellaqualecercavadi liberarsi,anchesenonsapevacome.Promisedilottareper lei,elo fece.Fusconfitto inalcune battaglie,manonpersemaidivistal’obiettivofinale:vincerelaguerra.Leigliavevainsegnatoa ridereegliavevainsegnatoadamare:eluigliel’avevagiàdettotantevolte,manonavrebbesmesso mai.

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GLI ultimigiornidellevacanzeestivesonosempreipiùbelli.Lagentehaunafrettaindiavolatadi portareaterminei progetti erealizzarei desideri.Lefestesi fanno piùaffollate,leragazzesi scatenano…eppurenonvedol’oracheiniziilsemestre.Nonperchésonounastupidamatricola, impazientediscoprireilmagicomondodell’università.No,sonoansiosoperchésegiocobenele miecarteriusciròalaurearmiinprimavera,conuninteroannodianticipo. Nonmale,perundelinquentechenessunosiaspettavacheandasseall’università. Miamadreeraterrorizzataperilmiofuturoalpuntochemihamandatoall’altrocapodelmondo, nelnobileStatodiWashington,avivereconmiopadre.Sièinventataunascusapietosa,hadettoche volevafarmi«riallacciareirapporti»conlui,manoncisonocascato.Lasempliceveritàerachenon volevaenonpotevapiùsopportarelemiestronzate,quindiciaociaoeviainAmerica,comeipadri pellegriniinpartenzaperlecolonie. «Sei a buon punto?» Capelli rosa e labbra gonfie spuntano tra le mie gambe.Mi ero quasi dimenticatocheleifossequi. «Sì.» La prendo per le spalle e chiudo gli occhi, abbandonandomi al piacere fisico. Una distrazione,eccocos’è.Losonotutte. Sentocrescerelapressionenellaspinadorsale,enonmipreoccuponeppuredifingeredigradire lacompagniadiquestaragazzamentrescaricolatensionenellasuaboccacalda. Pochiistantidoposipuliscelelabbraconildorsodellamanoesialza. «Sai…»Mollyprendelaborsaetirafuoriunrossettoscuro.«Potrestialmenofarfintadiessere interessato,stronzo.»Failbroncioesipassaunditosullelabbrapertoglierel’eccessodicolore. Mischiariscolavoce.«Stofacendofinta,infatti.» Leimifaungestaccio.Peròèvero,sonointeressato:sessualmenteparlando,almeno.Mollyscopa decentementeequalchevoltaèdibuonacompagnia.Cisomigliamotanto,ioelei.Entrambiripudiati dallafamiglia.Nonsomoltodelsuopassato,madeveesserlesuccessoqualcosadibruttoperfarla scapparefinquaggiùdallariccacittadinadellaPennsylvaniaincuiabitava. «Idiota»,borbottarimettendo iltappo alrossetto.Èpiùbellaconlelabbraalnaturale,rosae gonfiedopoavermisucchiatoilcazzo. Mollyèunamiaconoscente.Be’,unatrombamica,potremmodire.Lanostra«amicizia»nonè esclusiva,tutt’altro:ciascunodeidueèliberodifarequellochevuoleedifarsichivuole.Permetà deltempomiodia,manonc’èproblema:èreciproco. Gliamiciciprendonoingiro,malacosafunzionaameraviglia.Quandomiannoioleivieneda me.Èbravaafareipompiniesenevapocodopo.L’ideale,perme.Eancheperlei,aquantopare. «Ciseistasera,allafesta?»michiede. Mialzoetirosuboxerejeans.«Abitoqui,no?»replicoguardandolaperplesso. Odioquestoposto,eognigiornomidomandocomesonofinitoavivereinunaconfraternita. Per colpadiquello stronzo delmio donatoredisperma,ecco come.KenScottèunfiglio di puttana.Unalcolistacheharovinatolamiainfanzia,perpoiredimersicomepermagiaeandarea vivereconunatiziaesuofiglio,unosfigatochehasolodueannimenodime.

La sua seconda possibilità, chiamiamola così.Ken Scottha ricevuto una seconda possibilità, mentreiodevostarmeneinunaconfraternitadelcazzo,nelcollegeincuipraticamentecomandalui. E,comenonbastasse,mihascongiuratodiandareadabitareconlui:pensavadavverocheavrei accettatodiviveresottolostessotetto,sottoilsuocontrollo?Quandohorifiutato,immaginavoche miavrebbetrovatounappartamento,maovviamentenonl’hafatto.Perciòeccomiqua,inquesta stupidacasa.Sièdavveroincazzatoquandohosceltoquestatopaiainvecedelsuopalazzoscintillante. Malaconfraternitanonèpoicosìmale.Unacasagigantesca,festequasiognisera,figacomese piovesse.Elacosamiglioreèchenessunomirompeicoglioni. Nessunodiqueiragazziniinsignificantiselaprendeperchénonmiimpegnoperrappresentarela confraternita.Nonmettolelorostupidefelpe,nonattaccoilorostupidiadesivisulparafango.Non partecipoalleloroiniziativedivolontariato,edisicurononvadoingiroagridareilnomedella confraternita.Certo,sirendonounpo’utilinellacomunità,maallafinfinenonglienefreganiente,e amefregaancoradimeno. Miguardointornoescoprodiessererimastosolonellastanza.Mollysen’èandatasenzacheme neaccorgessi. Aprolafinestraperfarentrareunpo’d’ariaincameraprimadiusarladinuovostasera.Tutte questestanzevuotenellacasatornanoutili,datochenonfaccioentrarenessunonellamia.Nonso beneperché,forsemisembraun’invasionedelmiospaziopersonale,fattostachenonmipiace;e ormaihannoimparatotutti,conlebuoneoconlecattive,chenondevonomettercipiede.Mollyele altresannocheleporteròinunadellestanzevuoteenonnellamia. SonoquasiarrivatoallamiaportaquandovedoLoganchebarcollaincorridoio,abraccettocon unaragazzabassaericciolutacheglistaspiegandoavocealtacosavuolefargli.Esprimoilmio disgustoavocealtrettantoalta. «Trovateviunamaledettacamera!»grido. Laragazzaridacchia,luimifaungestaccioeiovadoachiudermitralemiequattromura.Ecco comefunzionanolecose,daquesteparti:tuttimiignoranooppuremimandanoaffanculo.Emista benecosì.Preferiscostarmeneincameramia,dasolo,adaspettareilprossimosballoartificiale. Faccioscorrereleditasuiripianipolverosidelloscaffale.Nonsoinqualeromanzomivadi vivere,almomento…Hemingway,forse?Riesceadarmiunabuonadosedicinismo.Lasorelladi mezzo delle Brontë? Ho proprio voglia di una stupida storia d’amore tormentato.Prendo Cime tempestose,tolgoglianfibiemisdraiosulletto. Nonsoperchérileggotantospessoquestoromanzocosìcupo.Èangosciante,apensarcibene:due personechesiunisconoepoisiseparano.Sidistruggonoedistruggonotuttiquellichehannointorno perchésonotroppoegoisteetestardeperfarediversamente. Eppureèilgeneredistoriachepreferisco.Voglioprovarequalcosamentreleggo,elestorie feliciesdolcinatemifannovenirvogliadivomitaresullepagineepoiincendiarle. «Cazzo,sì!»strepitaunavocefemminiledietrolaparetedicartavelina. «Staizitta!»urlobattendounpugnosulmuro,poimicoproleorecchieconilcuscino. Ancoraunanno,porcaputtana.Soltantounaltroannodicorsiinutiliedesamifacili.Unaltroanno difestenoiosepienedigentechesipreoccupatroppodelleopinionialtrui.Unaltromaledettoanno dapassarepercontomio,epoipotròtornareaLondra,acasa.

2

Ricordaancorailprofumodivaniglianellastanzettadeldormitorio,laprimavoltacheèrimasto soloconlei.Avevaicapellibagnati,unasciugamanoavvoltointornoalcorpoformoso,eperla primavoltaluiavevanotato comelesiarrossavailpetto quando eraarrabbiata.L’avrebbevista arrabbiata–dannatamentearrabbiata–moltealtrevolte,innumerevolivolte,manonavrebbemai, maidimenticatocomeall’inizioleiavevatentatodiesseregentileconlui.Eluiavevascambiatola gentilezzaper orgoglio.Ecco un’altraragazzinatestardachesicredeunadonna,avevapensato. Quellatipastranacontinuavaasforzarsidiesserepaziente.Senzamotivo.Nonglidovevanulla, nemmenooraglidevenulla,eluinonsperaaltrochedivederlaarrabbiataconlui,ancoraeancora, perilrestodellavita. Ora,sedutolìdasolo,prigionierodeisuoisbagli,siaggrappaairicordidiqueigiorni.Quei ricordidellasuarabbiaedellarabbiadileisonounadellepochecosechelohannotenutoagalla dopocheleilohalasciato.

IL primogiornodelsemestreautunnaleèsempreilmiglioreper osservarelagente.Tuttiquegli idiotichescorrazzanocomegallinedecapitate,leragazzeintironeldisperatotentativodiattrarregli sguardimaschili. Vasempreallostessomodo,ogniannoinognicollegedelmondo.Quantoame,miètoccatala WashingtonCentralUniversity.Nonmidispiace:gliesamisonofacilieiprofessorichiudonoun occhio.Nonstudiogranché,mahodeivotinientemale.Semi«applicassidipiù»potreifareancora meglio,manonhotemponéenergiedasprecareaossessionarmiperlevalutazionieiprogrammi. Nonsonostupidocomecredonosempreiprofessori.Possosaltareun’interasettimanadilezionie prendereilmassimodeivotiall’esame.Hoscopertochefinchéfacciocosìmilascianoinpace. L’ingressodelCircolostudentescoèilpostomiglioredacuigodersilospettacolo.Stareseduto quiaguardaretuttiigenitoriinlacrimeèlapartechepreferisco.Èdivertenteperchémiamadrenon vedeval’oradiliberarsidime,mentrequialcunigenitorisicomportanocomeseavesseropersoun braccioquandoifigli–figliadulti–vannoalcollege.Altrochefrignare,dovrebberoringraziareil cielo che i loro ragazzi combinino qualcosa di buono. Se facessero un giro nel mio vecchio quartiere,bacerebberolaterradellaWashingtonCentralUniversityperaverdatoailorofigliuna possibilitàdifarsistradanelmondo. Unadonnacondelleenormitettefinteeicapelliossigenatiabbracciaunragazzomingherlinoin camiciaaquadri,edèesilarantevederloiniziareapiangeresullaspalladellamamma.Chesfigatodel cazzo.Il padre sta in disparte, lontano da quella scena patetica, e controlla il costoso orologio aspettandochemoglieefigliolapiantinodifrignare. Nonriescoaimmaginarecomemisentireiseimieimiasfissiasseroinquelmodo.Miamadremi vuolebene,malavoravadallamattinaallaseraelasciavacheiomelacavassidasolo,perrimediare allastupiditàdiqueldisgraziatodimiopadre.Hafattodelsuomeglio,manonrestagranchédafare quandohaigiàpersocosìtanto.Eiononhomaivolutoilsuoaiuto.Mai.Nonloaccettavoprimae

nonloaccettoadesso.Nédaleinédanessuno. «Ehi, bello.» Nate si siede davanti a me al tavolo da picnic e tira fuori una sigaretta.«Che programmiabbiamoperlaserata?»chiedefacendoscattarel’accendino. Controllol’orasultelefono.«Nonloso;civediamoincameradiSteph.» Mentrecontinuaafumare,mitormentafinchéaccettodiandareconluialdormitoriodiSteph. NonèlontanodalCircolostudenti,unquartod’oraapiedi,mapreferireiandarciinmacchinache sgomitaretraragazziniesagitaticonivestitidelladomenica. Quandoarriviamo,Natemistaparlandodellafestadiquestofinesettimana.Èsemprelastessa festachesiripeteugualetuttiiweekend.Cosac’èdicosìeccitante? Permenoncambiamainiente.Stessogruppodiamici,stessaquantitàdisesso,stessefeste,lo stessoschifoaoltranza. StoperaprirelaportaquandoNatedice:«Megliosebussiamo.Tiricordiquantosièincazzata l’ultimavolta?» Mivienedaridere.Sì,ricordoquelgiorno.Eraloscorsosemestre,esonoentratonellastanzadi Stephsenzabussare.L’hotrovatainginocchiodavantiauncoglione.Lodefiniscocoglioneperché… be’,perchéportavaleinfradito.Unoconleinfraditoèautomaticamenteuncoglione,nelmiomondo. Luierainimbarazzo,eStepherafuriosa.Ilragazzino sen’èandato eleimihatirato addosso praticamentetuttiglioggettichepossedeva. Èstatounospassovederlainquellostato.Laprendoancoraingiroperquellavicenda. SmettodiriderenonappenaStephcigridadientrare. Quandoentro,laprimacosachevedoèunragazzobiondoconuncardiganalcentrodellastanza. StephsipiazzatrameeNateescrutainuoviarrivaticonariadivertita.Unmomentodopovedouna donnadall’arianervosaeunaragazza.Ladonnaèmolto bella:alta,lunghi capelli biondi,tette decenti. «Ciao,tuseilacompagnadiSteph?»chiedeNate,esoloalloraguardobenelaragazza. Nonèmale:labbracarnose,lunghicapellibiondi.Nonvedomoltoaltro,perchéilrestoècoperto davestitiditretagliepiùgrandidellasua.Lagonnaarrivaalpavimento.Unorrore:mièbastata un’occhiatapercapirechequellaragazzanonselapasseràbenealcollege. Infattisistaguardandoipiedi,ènervosissima.Cheproblemaha? «Ehm…sì.MichiamoTessa»,mormoraavocecosìbassadaessereirritante. GuardoSteph,chemifaunsorrisettoevaasedersisullettosenzamaistaccaregliocchidalla ragazza. Naterispondeconunsorriso:èsemprestatoilpiùcordialetranoidue.«IosonoNate.Nonessere cosìnervosa.» Nonvedoilmotivodituttequestechiacchiere,tantopiùconunaragazzinacosìscialba.FissaNate conocchisbarratieluileposaunamanosullaspalla. «Titroveraibenissimo,qui»,ledice. Quantestronzate. La compagna di stanza di Steph osserva terrorizzata i poster attaccati alla parete.È l’ultima personaalmondocheavrebberodovutomettereincameraconSteph.Ètaciturna,timida,spaurita. Persuafortunaoggisonodibuonumore,altrimentil’avreimessaancorapiùadisagio. «Sonopronta,ragazzi»,diceStephalzandosidalletto.Mettelaborsainspallaesiavviaallaporta. Iltiziobiondo–immaginosiailfratellodellanuovaarrivata–mifissa,eiologuardoincagnesco. «Civediamoingiro,Tessa.»Natelasalutaconlamanoemiaccorgocheleistaguardandome.I suoiocchiscorronodalpiercingsulmiosopracciglioaquelloallabbro,epoisullemiebraccia.Mi

accorgocheancheladonnaeilragazzomisquadrano. Chec’è?Nonavevatemaivisto untatuaggio?vorreichiedere,maho ilpresentimento chele manieredellamadrenonsianoall’altezzadellasuascollatura,quindièmegliosefaccioilbravo.Per ilmomento. Appenauscitisentiamoladonnastrillare:«Tucambidormitorio!» Stephscoppiaaridere,eanch’ioeNateridiamomentreciallontaniamoincorridoio.

3

LAmattinaseguentenonhovogliadiandareallaprimalezione,quindimidirigoincameradiSteph. Probabilmentedormeancora,maiomiannoioeilsuodormitorioèilpiùvicinoall’auladellamia lezionesuccessiva.Lescrivounmessaggioperavvertirla,manonaspettocherisponda. Ilcorridoiodelvecchioedificioèquasideserto,soloqualcheritardatarioansiosocaricodilibri. Bussoallaporta,pernonfarvenireuninfartoamadamigella,enonsentendorispostaentroconla chiavechemihadatoSteph. Pernonaddormentarmisulsuolettoinizioafarezapping.Mentreunsedicentedottoredall’aria inamidatafaterapiadicoppiaadueidioti,laportasiapreedentralacompagnadistanzadiSteph.È avvoltainunasciugamanoeilunghicapellibagnatisonoincollatiallafacciainmodounpo’comico. Quandospalancagliocchiperlasorpresa,spengoiltelevisoreelaesaminoconsguardoclinico. «Ehm…Dov’èSteph?»domandaconvocestridula.Tienegliocchibassi,lialzasudime,li abbassadinuovo. Sorridodelsuoimbarazzoerestoinsilenzio. «Mihaisentita?Tihochiestodov’èSteph»,ripete,stavoltaintonopiùcortese. Ilmiosorrisosiallarga.«Nonloso.» Èprofondamenteadisagio,estringel’orlodell’asciugamanocontantaforzachetemosistrappi. Riaccendoiltelevisoreemialzoasederesulletto. «Okay…be’,potresti…andartene,cosìmivesto?» Nochenonmenevado,hoappenascopertol’unicaposizionecomodasuquestoletto. Decidodiaccontentarla:migirodall’altraparteemicoprolafacciaconlemani.«Nonilluderti, nontiguardereicomunque.» Èdavveropresuntuosasepensachevogliaguardarla. Be’…forselaguarderei,soprattuttodalmomentochequell’asciugamanometteinrisaltolesue curve. Lasentotrafficare,sentoscattareilgancettodiunreggiseno,ilsuorespiropesante.Èancora nervosa,evorreitantovederelasuafacciamentrecercadivestirsiilpiùinfrettapossibile.Aprirei gliocchisoloperfarledispetto,maoggisonoabbastanzadibuonumore.Epoivedròquestaragazza altrevolte,perciòtantovalemantenererapporticivili. «Haifinito?»sbotto,ancoraconlemanisugliocchi. «Maperchéseicosìmaleducato?Nontihofattoniente.Cheproblemahai?»strillalei. Ma che cazzo? Non mi aspettavo una reazione del genere da una ragazza che sembra tanto innocente.Sistasforzandodiesserepazienteconme,eiomistosforzandodifarlaesplodere.È proprioridicola. Laguardo,edèstranochemivengacosìtantodaridere,malasuaespressioneèesilarante.È furiosa. LaportasiapredischiantoedentraSteph,ancoraconivestitidiierisera.«Scusailritardo,houn doposbronzaassurdo»,piagnucola. Sbuffodinuovo.Certochehaildoposbronza,quand’èchenoncel’ha?

«ScusamiTess,hodimenticatodidirticheHardinsarebbepassato.»Faun’alzatadispalle.Come seglienefregassequalcosa. «Iltuoragazzoèmaleducato»,sbottalabionda. Scoppiodinuovoaridere.Stephmiguardaperplessa. «HardinScottnonèilmioragazzo!»esclama–forseconunpo’troppaenfasi–eperpocononsi strozzadalridereanchelei. Abbiamofattodellecose,ioelei,manonabbiamounastoria. Nonnevoglio. «Cosa le hai detto?» mi chiede Steph mettendosi le mani sui fianchi come se volesse rimproverarmi.Poisigiraversolaragazza:«Hardinha…unmodotuttosuodifareconversazione». Conversazione? Non ho niente da dire a nessuna di queste due, così torno a guardare la televisione. «C’èunafesta,stasera.Perchénonvienianchetu,Tessa?»chiedeSteph.Sì,certo,figuriamocise quellalìvieneaunafesta.Miprendoilpiercingtralelabbrapernonrideredinuovoefissolo schermo. «Lefestenonsonoilmioforte.Epoidevoandareacomprareunpo’dirobaperlamiascrivania elepareti.» «Madai,èsolounafesta!Seialcollege:unafestanontiucciderà»,tentadiconvincerlaSteph. «Ehi,aspetta,comecivaialnegozio?Pensavochenonavessilamacchina.» «Prendol’autobus.Epoinonpossoandareaunafesta,nonconosconessuno»,ribattelei.Ridodi nuovo.«PensavodileggereeparlareconNoahviaSkype.» Andareinunnegozioèilmassimodeldivertimento.Scommettochevainquelpostaccio,Target. Sembraproprioiltipo.El’appuntamentosuSkype…scommettochemostreràunacavigliaaquello sfigatodelsuoragazzo. «Nonpuoiprenderel’autobusdisabato!C’ètroppagente.Hardinpuòaccompagnartimentretorna acasa…giusto,Hardin?»faStephlanciandomiun’occhiata. Nonhointenzionediaccompagnarenessunodanessunaparte. «Eallafestaconoscigiàme»,continualei.«Dai,vieni…perfavore!» «Nonlo so…eno,nonvoglio cheHardinmi accompagni al negozio»,frignalaragazzina. Sorridoaentrambe:dipiùnonriescoafare,vistochesonoinsopportabili. «Oh,no!Epensarechecitenevoproprioapassaredeltempoconte!»intervengoio.«Dai,Steph, losaibenissimochequestaquinonverràallafesta.»Lanciounosguardoallasuamagliettabianca, tiratasulpettoesuifianchi.Dovrebbevestirsicosì,invecediquellastupidagonnalungacheaveva quandoèarrivata.Ipantaloncinicachisonoancoratroppolunghi,manonsipuòaveretutto. «Vabene,civengo»,dicelaragazza…Tessa,miparesichiami.Sì,Tessa.Sentounurlettodi gioia,equandoledueinizianoadabbracciarsicapiscocheèoradiandarmene. «Evviva!Cidivertiremounsacco!»leprometteStephmentreescodallastanza.

Raggiungo il campus e mi sorbisco le altre lezioni della giornata. Alla fine mi arriva un messaggiodaNate,chemidicedivederciconTristanalBlindBob’s,emiavvioinquelladirezione. Alzoilvolumedell’autoradioeabbassoilfinestrino.Daragazzinopensavochelamusicaatutto volumeconifinestrinigiùfosserobadacafoni,maoracapisco.Avoltevogliosolomettereatacere ilmondointornoame,elamusicaelaletturasonoleunichecosechemipermettonodifarlo. Ognunohaisuoimetodi,questisonoimiei.

Quandohobisognodisilenzio,ilrumoremiaiuta. Sempre meglio del whisky, immagino.Mia madre, in lacrime al telefono in piena notte, la penserebbecosì. «Perchécihaimessotanto?»Tristanaddentaunhamburgeremetàdelripienocadesulpiatto. «C’erauncasinoditraffico.»Misiedoaccantoalui.Lasolitacamerieramifauncennodelcapoe pocodopovieneaportarmiunbicchiered’acqua. «Ancora astemio, eh?» mi chiede Nate bevendo la sua birra ed evitando di guardare il mio bicchiere. «Sì,ancoraastemio.»Bevometàdelbicchiered’acquaetentodinonpensarealsaporedellabirra ghiacciatasullalingua. «Buon per te, bello.So che ti prendono tutti in giro, ma secondo me hai un autocontrollo formidabile.» IlcomplimentodiNatemimetteadisagio. Tristanrideesipuliscelaboccaconiltovagliolo.«Autocontrollo?IeriserahosentitoMollyche gridavailtuonome.» «Be’,autocontrollo…nelbere.Disicuro nonconleragazze.»Naterideconluiemidàuna spallata. Per fortuna hanno cambiato argomento, la conversazione stava andando troppo sul personaleperimieigusti. Natefinisceperconvincermialasciarloguidarelamiamacchina.Habevutounasolabirra,eame nonvadiguidare,quindiglipermettodiaccompagnarmiaprendereStephelasuacompagnadi stanza. «Mihachiamatocentovolteperchédicechetunonlerispondi»,miinformamentreusciamodal parcheggio. «Lehodettoun’orafacheavreidatounpassaggioatutteedue»,rispondointonoirritato.Stepha volteèinsopportabile. «L’ho appena avvertita che stiamo arrivando.Sono contento che venga anche quella ragazza, Tessa»,aggiungeaprendoilfinestrino. «Perché?» «Perchésembrasimpatica,esicuramentedovrebbeusciredipiù.AquantohacapitoSteph,ilsuo ragazzoèancheilsuounicoamico.» «Ragazzo?MistaidicendocheMadreTeresahailragazzo?»domandoscoppiandoaridere.Ehi, aspetta,queltiziobiondoneldormitorio?Sembranofratelloesorella,nonduechestannoinsieme.È conluicheparlaviaSkype?Alloraresteràvestita,anzisimetteràunagiaccainpiùpersicurezza. «Sì,eralìconleil’altrogiorno…quellotuttoperfettino.» «Mapensaunpo’.»Rido ealzo il volumedellaradio.Tesseil suo fidanzato figlio-di-papà odierebberoquestamusica.Alzoilvolumeancoradipiù. QuandoarriviamoalparcheggiodeldormitoriodiStephsentovibrareiltelefono.ÈMolly,non rispondo. «Signorine…»salutaNatevedendoarrivareleragazze.Stephindossaunvestitoarete,mentrela suapallaalpiedesièmessaunaspeciedisaccorossoscuro.Noncapisco.Hovistoleformesottoil suoasciugamano:perchésimetteaddossoquelleschifezze? «Theresa,losaichestiamoandandoaunafestaenoninchiesa,vero?»lechiedomentresalein macchina. «Perfavore,nonchiamarmiTheresa.PreferiscoTessa»,ribattestringata.Altezzosa. AvreiscommessochesichiamavaTheresa.Holettoabbastanzaromanzipersaperlo.Aquanto

parehotoccatounpuntodolente. «Certamente,Theresa»,laprovoco.Duranteiltragittolaguardodallospecchietto.Nonsembra irritata quando non sa che la sto osservando. Ancora pochi minuti di silenzio imbarazzato e arriviamoallaconfraternita.Nateparcheggiadietrounafiladialtremacchine. Theresasospira.«Èenorme,quantagentecisarà?»chiede.Nonlocapiscedalgiardinogremito? «Parecchia.Sbrigati»,ledicochiudendolaportiera.Restalìimpalata,forseperloshock,mentre miavvioall’ingresso.

4

Findall’inizio,findalloroprimoincontroedallaprimavoltacheleiavevaapertoquellasuadannata

bocca,sapevacheconleisarebbestatodiverso.Nonerasicuro…no,anzi,nonavevalapiùpallida

ideacheilfuocodentrodileisisarebbesmorzato,epoiestintoconilsuoviziodifareunosbaglio

dopol’altro,maspessosiritrovasedutodasoloaripensareaitempiincuiilfuocoardevadentrodi

lei.Quandolavoceeleazionidileieranointrisedipassionealpuntochel’ariatraloroduesi

annebbiava.Avrebbedovutoimmaginarechetuttaquellapassioneavrebbecondottoalladistruzione,

abruciarlel’animaeadisintegrarlelospirito,egliavrebbeportatovialaragazzacheamava,senza

laqualenonriuscivaenonriescearespirare;echeavrebbedovutoguardarlamentresidissolveva

insiemealleultimevolutedifumogrigio.

MI faccio largo aspintonitraicretiniubriachicheammazzano iltempo conungioco alcolico cercando disperatamentediintegrarsinelgruppo.Iloro occhirossieisorrisistupidimifanno vomitare.L’unodopol’altromiguardanocomeadire:Èunostronzo,eintantolancianopallinenei bicchieridibirraedesultanocomeseavesserovintounamedagliaperchéqualcunohafattoloroil lavaggiodelcervelloelihaconvintiaberebirradaquattrosoldidentrobicchierisporchi. Nell’ingressoaffollatovedoStephelasuapallaalpiede.Labiondahaun’ariasmarrita,èunpesce fuord’acquainquellamassadicorpiinmovimento.Qualcunolemetteunbicchiereinmanoeleifa unsorrisoeducato,anchesenonvuolebere.Locapiscodalsuosguardo.Maprendeilbicchiereese loportaallelabbra. Ecconeun’altrachenonsapensareconlasuatesta.Chesorpresa. «Ehi,TerrachiamaHardin!»LavocediMollysifastradasoprailrumore.StaosservandoTessae Stephconariascocciataelamanosulfianco. «Cosaguardavi?»michiedeconvocetirata. «Niente.Fattiicazzituoi.»Salgolescaleevadoversolamiastanza.Allemiespallesentoun irritantetintinnio dibigiotteria.Migiro emiritrovo davantiMollyconisuoiocchionidacane bastonato.«C’èunmotivoparticolarepercuimistaipedinando?»sibilo. Leisiscostaicapellirosadallaspallaeintonolamentosodice:«Miannoio». «E quindi?…» Tiro fuori il telefono dalla tasca posteriore dei pantaloni e fingo di fare qualcos’altrochenonsiaascoltarla. Fascorrereunamanolungoilmiobraccio.«Fammidivertire,stronzo.» Lasquadrodallatestaaipiedi,apprezzol’abitinochemetteinrisaltotuttelecosechehogiàvisto. Lesueunghieaffondanonellamiapelleeilsuosorrisosiallarga. «Edai,Hardin,quant’èchenontelaspassiunpo’?» Nonhapropriovergogna.Mipiace. «Be’,considerandoiltuopompinodiduegiornifa…» Lasuaboccaèsullamiaprimacheriescaadireun’altraparola.Mitiroindietro,leisispingein avanti.

Bah,perchéno.Nonèmalaccio,ecisonomodipeggioridipassareiltempo.PeresempioSteph deve sopportare Theresa la Brava Ragazza per tutta la serata. Quella lì farebbe addormentare chiunque. Mollymiportanell’ultimastanzaadestra:sabenechenondeveandareincameramia.Nessuno entraincameramia.Laportasirichiudeallesuespalleeleimisaltaaddosso.Lasuaboccaècalda,il glossèappiccicoso. Toccareun’altrapersona,chesiaMollyochiunquealtro,midàunaviadifuga.Noncapisco perchéfunzioni,sosolochequandospengolamenteperunpo’diventatuttopiùfacile.Sonogli unicimomentiincuiprovoqualcheemozione. Mollymitiraversoilletto,unmaterassonudosenzaneppureunlenzuolo.Maquestidettaglinon contanoquandononsentiniente.IlcorpominutodiMollyèsopradime,sistrofinacontrolamia gamba.Laprendopericapellirosaestaccolasuaboccadallamia. «No»,laavverto.Sbuffaepiagnucolacomefasemprequandolericordochenondevebaciarmi. «Chestronzochesei»,diceintonolamentoso,mapoisisdraiasudime. LaportasiapreeMollysmettedidimenareifianchi.Sialzaasederesopradime,giralatestaeio misollevosuigomiti. «Possoessertiutile?»sibilaimpaziente,lavocearrochitadaldesiderio. Eovviamente–ovviamente…–sullaportac’èTessa,lacompagnadistanzadiSteph,conuna facciapiùimbarazzatadimeeMollymessiinsieme. «Ah…no,scusate.Stavocercandoilbagno,mihannorovesciatounbicchiereaddosso.»Abbassa gliocchisulvestitosporcocomeperfornireleprove.Questaragazzapassaunsaccoditempocon gliocchibassi,sidirebbe. «Be’,allorava’acercareunbagno»,sbottaMollyscacciandolaconuncennodellamano. Tessaesceimmediatamenterichiudendolaporta. Però,mentreMollyricominciaabaciarmisulcollo,vedo l’ombradeipiedidiTessasotto la soglia.Cistaascoltando?Chestrano.QualcheistantedopoipiediscompaionoeMollymetteuna manotralemiegambe. «Nonlasopporto,quella»,silamenta. Peressereunachehapochiamiciasuavolta,Mollynonsopportaunbelpo’digente. «Dovevochiederlediunirsianoi?»chiedo,eMollyfaunasmorfia. «Bleah.Certocheno.BiancaoSteph,forse,maquellalìneanchemorta.Nonèneppurebella,edè ildoppiodime.» «Seiproprioacida,sai?»Tessasaràanchebruttina,mahaunbelcorpo:ilgeneredicorpoche piaceagliuomini,ilgeneredicorpochedivorereiinunbatterd’occhiseleiriuscisseatenerea frenol’impertinenza. «Sarà.Tantodileitipiaccionosololetette.»Mollysiavventadinuovosulmiocollo. «Nonmipiace»,ribatto,perchésentoilbisognodidifendermi. «Be’,èevidentechenontistasimpatica.»Sitirasuperguardarminegliocchiesorridecomese avessimounsegreto.«Manonvuoldirechenontelascoperesti.» Inizia a mordicchiarmi il collo.Afferra la mia erezione da sopra i pantaloni e ricomincia a strusciarsisudime. «Bastachiacchiere.»Allungo unamano tralesuecosceelaaccarezzo.Lei mugola,eio mi concentrosulpiacerechemistadando.Mollyèpiùsimileamediquantosiadispostaadammettere. Ancheleitrovalesuegiornatescialbeenoiose.Ancheleiricercasensazionifortiperfuggiredalla suatesta.Nonso molto dilei,eleinonmiparleràmaidisé,macapisco chehapassato brutti

momenti. Tremaquandoleinfilodueditadentro:ormaisocomefarlavenireinfretta.Traigemitilesfugge ilnomeLou,masiriprendesubitoediceilmio. Lou?Machecazzo?…Cercodinonridereall’ideachechiamiLoganconildiminutivomentreèa lettoconme.Sabenecheluinonlatoccherebbeconundito.Ègentileconleiperchéègentilecon tutti,mahadeirequisitiminimi. Semeneimportassequalcosaledireichehosentito,manonmenefregaproprioniente.Iousolei eleiusame:losappiamoentrambi.Pensoallafestaalpianodisotto.Michiedoquantevolteabbia pianto finora la compagna di stanza di Steph. È un tipo emotivo, tutte quelle lamentele e quell’insolenzaservonoanasconderelafragilità. Mollymislacciailbottonedeijeanseiochiudogliocchiappenasentoilcaloredellasuabocca. Quandofiniamonondiceunaparola,eneppureio.Sipuliscelabocca,sialza,sicopreperquanto glielopermettailvestitoedescedallastanza. Restolì,sdraiatosuunlettononmioaguardareilsoffittoperqualcheminutoprimadiuscirein corridoio.Lafestanonèancoraterminata,ilpavimentoèsemprepiùsporco.Mipassadavantiuntrio diragazzeubriache. «Voiduesietelemiemiglioriamiche»,dicelapiùbassadelletre. Unadiloroindossaunmaglioneazzurro,hagliocchirossiebarcolla.«Viamotutteedue!» rispondeconlelacrimeagliocchi. Ragazzeubriachechepiangonoesonoamichedelcuoredichiunque… Loganappareinfondoalcorridoioconunsorrisettoeduebicchieriinmano.Meneoffreunoma rifiutoconungesto. «Neltuoc’èacqua»,dice,emeloporge. Lo prendo e lo annuso. «Be’, grazie.» Bevo un sorso d’acqua fredda e ignoro il giudizio silenziosodiLogan. «Cavoli,lacasaèpienadigente»,commentaluiconunasmorfia.«Questavodkadaquattrosoldi bruciadamorire.» Senzareplicare,miguardointornomentreandiamoversolescale. «Aproposito,hovistoquellaragazza…Tessa…cheentravanellatuastanza»,diceLoganallemie spalle. Migiroversodilui.«Eh?» «ÈentratalìconSteph,chestamale,havomitatoinbagno.» «Eperchésonoandateincameramia?»domandoalzandolavoce.Avreigiuratodiaverchiusola porta a chiave.Nessuno entra nella mia stanza,vomito o nonvomito.Edi sicuro nessuno può vomitaresullamiaroba. «Nonloso,mamisembravailcasodidirtelo.» Loganspariscetralagenteeiovadoversolamiastanza.Stephsachenoncideveentrare;perché nonhaavvertitolasuapallaalpiede? Miprecipitodentroedeccolalì:Tessa,inpiediaccantoallalibreria.Notosubitochehainmanola miacopiapiùvecchiadiCimetempestose.Lepaginesonoormaiconsumatedalletanteriletture. «Checavolocifainellamiastanza?»lechiedo.Nonbatteciglioechiudedelicatamenteillibro. «Tihochiestocosacifainellamiastanza»,ripetoconlostessotonoseccato.Laraggiungo,le tolgoillibrodallemanieloripongosulloscaffale,alsuoposto.Laragazzanonmihaancora risposto:staimpalataaccantoalmiolettocongliocchisbarratielaboccachiusa. «NatemihadettodiportarequiSteph…»ammettepoiconunfilodivoceindicandoilmioletto,

sucuiStephgiaceaddormentata.Lacosanonmipiaceper niente.«Habevuto troppo,eNateha detto…» Hosentitoabbastanza. «Hosentitoquellochehaidetto»,lainterrompointonocalmo. «Matuseiiscrittoaquestaconfraternita?»michiede,incuriositamaancheconl’ariadivolermi giudicare.Nonmistupisce:sonoabituatoaigiudizidellagente,soprattuttoquellariccaearrogante. Maquestaragazzanonmisembraricca:ilsuovestitosembraveniredaunnegoziodell’usato,nonda unaboutique.Nonmel’aspettavo,nonsoperché. «Sì,eallora?»Facciounpassoversol’impiccionaeleiindietreggia,finendoconlespallecontro loscaffale.«Lacosatistupisce,Theresa?» «SmettiladichiamarmiTheresa»,sbotta. Ah,èostinata. «Èiltuonome,no?» Sospiraemivoltalespalleperusciredallastanza. «Nonpuòrestarequi»,ledico.Stephnonpuòdormiretuttalanottenelmioletto. «Perchéno?Pensavofosteamici.» Chedolce…cheingenua. «Sì,manessuno può restarenellamiastanza.»Mimetto abracciaconserteelaosservo con attenzione.Isuoiocchiseguonoitatuaggisullemiebraccia.Mipiaceilmodoincuimiguarda, cercandodicapirmi.Èquasieccitanteesserescandagliatoinquestomodo…Mitrovaaffascinante, questoèchiaro. Siriscuoteesmettedifissarmi. «Ah…hocapito,quindisololeragazzechetibacianopossonoentrarenellatuastanza?» Quellapiccolamatricolatestardamistrappaunsorriso.Lunghicapellibiondiecurvemozzafiato nascostedadeivestitiorrendi…maqualcosainleimiirritapiùdiSteph,epersinopiùdiMolly.Non capiscobenecosasia,mamiinnervosisceedevodarciuntaglio. «Quellanoneralamiastanza.Peròsestaicercandodidirechevuoibaciarmi,scusamanonseiil miotipo.» Sorridoevedol’imbarazzoelarabbiadipingersisulsuovolto. «Tu…tusei…» Attendoconimpazienzachetrovigliinsultigiusti. «Be’…alloraportalainun’altrastanza,iomenetornoindormitorio.» Ècosìstrafottentechelasopportosempremenoognisecondochepassa. NonlasceràdavveroStephqui,vero?Aprelaportaedesce. Hapiùpallediquantopensassi.Sonounpo’impressionato.Irritato,maanchecolpito. «Buonanotte,Theresa»,legridodietromentresbattelaporta. Miguardointornopervederecos’altrohannotoccatonellamiastanza.Lospecchioallaparete attiralamiaattenzione,inparticolareperchél’uomocherifletteèquasiirriconoscibile.Nonsochi sonodiventatoinquestiultimianni. Masoprattutto–edèlacosapiùsorprendente–nonsodadovesbuchiilsorrisostupidochehoin facciaadesso. Sonoabituatoalitigarecongentefastidiosadurantequestefeste.Perchéstavoltamisonodivertito moltopiùdelsolito?Saràmerito diquestanuovaragazza?Nonèiltipodipredachescelgoin genere,maèpiacevolegiocareconlei. Nellastanzarimbombanoirumoriprovenientidalpianodisotto,evistochesulmiolettoc’è

Stephnonhoscelta.DovròchiamareNateperfarmiaiutareaportarlaviadiqui:lalasceròperterra incorridoio,senecessario.Disicurohadormitoinpostipeggiori.MiritrovoapensareaTessae allasuaimpertinenza.Allatestardaggineconcuisièmessalamanosulfiancoenonsièlasciata intimidiredame. Esco in corridoio e convinco un nuovo iscritto della confraternita ad aiutarmi: insieme trasportiamoStephinunastanzavuota.Miassicurocheilragazzononrimangalìdentroconlei,e quandolovedousciredallastanzatornoversolamia. Passandodavantialbagnosentounavoceagitata.Lariconoscosubito:èquellalì,Tessa. «Sì.No.Sonoandataaunastupidafestaconlamiacompagnadistanzaeorasonobloccatainuna confraternita,senzaunpostoperdormirenéunpassaggiopercasa.» Stapiangendoadirotto.Dovreiallontanarmi:nonholeenergienélaminimavogliadioccuparmi diunaragazzinaipersensibile. «Malei…» Noncapiscoleparoletraunsinghiozzoel’altro.Appoggiol’orecchiosullaporta. «Nonèquestoilpunto,Noah…» Tentodiaprirelaporta,nonsoneppureperché.Èunafortunachesiachiusaachiave. «Unattimo!»diceleiavocealta,spazientita. Bussodinuovo. «Hodettounatt…» Aprelaportadischiantoerimanedistuccoquandomivede.Distolgolosguardomentreleimi oltrepassadicorsa.Lafermoprendendoladelicatamenteperunbraccio. «Nontoccarmi!»gridadivincolandosi. «Haipianto?»lechiedo,anchesesogiàlarisposta. «Lasciamiinpace,Hardin»,dice,masenzaconvinzione.Sembraesausta.Conchistavaparlando altelefono?Conilsuoragazzo? Stoperprenderlaingiromaleialzaundito.«Hardin,tiscongiuro:sehaiunbriciolodirispetto, lasciamistare.Tienitilecattiveriechestaviperdireperdomani.Tiprego.»Isuoiocchigrigioazzurri sonolucidielabattutinachestavoperfareperdeimprovvisamentemordente. «C’èunastanzainfondoalcorridoio,puoidormirelì.ÈdovehoportatoSteph»,ledico.Mi guardacomesefossiunmarziano. «Okay»,mormorasemplicementedopounmomento. «Èlaterzaportaasinistra.»Vadoversolamiastanza.Sentounbisognoprepotentediallontanarmi daquellaragazza,einfretta. «Buonanotte,Theresa»,dicoentrandoincameramia.Richiudolaportaemiciappoggio. Migiralatesta.Nonmisentobene.SperocheLogannonabbiaversatoqualcosanelmiobicchiere d’acqua. PrendoCimetempestosedallalibreria,loaproametà.Catherineèilpersonaggiofemminilepiù insopportabilecheabbiamailetto,enoncapiscopropriocomefacciaHeathcliffatollerarelesue stronzate. Èunidiotaanchelui,maleièpeggio.

***

Cimetto unpo’aprenderesonno,maquando miaddormento inizio asognareCatherine,o per megliodireunaversionedileipiùgiovaneepiùbionda,chearrivaalcollegetuttatrafelata.Mi

sveglianoleurladimiamadre;scattoasederesulletto,conlamagliettamadidadisudore,eaccendo laluce. Quandofiniràquestastoria?Sonopassatiannienonaccennaasmettere. Dopoqualchealtraorapassataafissareilsoffittoelepareti,cercandodiconvincermichedevo averdormitoalmenounpo’,facciounadocciaescendoincucina.Prendounsaccodellaspazzaturae decidodidareunamanoconlepulizie,unavoltatanto.Forse,semirendoutileinqualchemodo, primaopoiriusciròadormireunanotteintera. IncucinatrovoTessa,chequindinonsen’èandata.Staridendo,appoggiataalbancone. «Cosac’èditantobuffo?»chiedo,passandounbracciosulbanconeperfarcadereibicchieridi plasticanelsacco. «Niente…AncheNateabitaqui?»midomandalei,maiolaignoro. Alzalavoce:«Allora,vivequiono?Primamirispondi,primapossoandarmene». «Okay,selametticosì.»Facciounpassoversodileiperraccoglieredalbanconeunmucchiodi tovagliolidicartabagnati.Lesorrido.«No,luinonvivequi.Tipareiltipodaconfraternita?» «No,maneanchetu»,ribatte. Nonrispondo.Porcamiseria,questacasaèridottaunoschifo. «Daquesteparti passaqualcheautobus?»Batteil piedeaterracomeunabambina:èproprio esasperante. «Sì,aunisolatodaqui.» Lafacilitàconcuiriescoainnervosirlamifasorridere. Girasuitalloninellescarpesenzataccoesiallontanadibuonpasso.RidotrameeignoroLogan che mi guarda divertito. Mi incammino verso di lui ma cambio direzione quando vedo Tessa avvicinarsiaSteph. «Nienteautobus.Cifaremodareunpassaggiodaunodiquesticretini.ScommettocheHardin volevasolofartiarrabbiare»,stadicendoSteph.Entraincucina:sembrareducedall’uraganoKatrina. Iltruccoscuroètuttocolatointornoagliocchi.Tessaèquasistruccata,enotoladifferenza.«Hardin, puoiaccompagnarciacasa?Miscoppialatesta.» «Sì,certo;dammiunminuto.»Buttoaterrailsaccodellaspazzaturaeridacchioquandosento Tessasbuffare. Miaspettanotutteeduedavantiallamacchina,eduranteiltragittoversoilcampusnonriescoa nonmettereunadellemiecanzonimetalpreferite,WarPigs.Abbassotuttiifinestriniemigodola brezza. «Potrestichiudereifinestrini?»chiedeTessadalsedileposteriore. Guardonellospecchiettoemiprendoilpiercingtraidentipernonrideredeisuoicapellibiondi scompigliatidalvento.Fingodinonsentirlaealzoilvolumedell’autoradio. All’arrivo,mentreloroduescendonodallamacchina,dico:«Passoatrovartipiùtardi,Steph».Le sivedonolemutandesottoilvestito,mascommettocheèperquestochesièmessalecalzearete autoreggenti. «Civediamo,Theresa.»Sorridoeleimiguardamale.Misorprendoariderementremenevado.

5

Sisvegliòunanotte,mesidopoaverlaconosciuta.Sigiròelatrovòaccoccolatacontrodilui,le gambeintrecciateallesue.Nonavevamaiprovatonulladisimile:ildoloresieramoltoattenuato,ma allostessotempoilcuoreelamenteeranoinfibrillazione;eralaprimavoltacheglisuccedeva. Volevasvegliarla,volevaconfessareipeccatialsuoangeloquellanotte,maleisisvegliònelpreciso istanteincuiluistavaperchiedereperdono…enonneebbelaforza. Eraunvigliaccoeunbugiardo,elosapeva.Potevasolosperarecheleiavessepietàdilui.Leiaprì gli occhi elo cercò,elui si sentì addosso unpeso schiacciante.Nonpotevadistruggerelesue illusionirivelandolechieradavvero,maeraterrorizzatoperillorofuturo,perchédabambinoaveva imparatocheognibugiacreataalbuiodiventaunaterribileveritàallalucedelsole.

DOPOtreoremisveglianolerisateeuncanecheabbaia.Nondormomaimolto,magradireiunpo’

dipaceneicorridoi,datocheèlunedìmattinaeholezionetra…Prendoiltelefonoecontrollol’ora.

8.43.

Merda. Homenodimezz’oraperarrivareallalezionediletteratura…Echecavolocifauncaneincasa, traparentesi? Raccolgodaterraijeansdiierieliinfilo,barcollandoeimprecando.Holegambetroppolunghe perquestotessutoelasticizzato.Ieriserahobuttatolechiaviperterra,quindidevofrugaretramucchi dirobaperritrovarle.Magliettenere,jeansneriecalzinisporchi. Attraversolacasasenzaguardareidetritidellafesta.Loganmisalutaconungesto:haleocchiaie einmanounenergydrink. «Stodimerda,amico»,sbuffacercandodisorridere.Sorridesempre,lui;michiedocomecisi sentaaessereperennementedibuonumore.Anchedopounasbronzadelgenere.Iononcisonomai riuscito. «Haifattobeneanonbere.»Tirafuoridalfrigoillatteelobevedirettamentedallabottiglia. «Belloschifo.» Luisorrideebeveunaltrosorso.Lacucinainiziaariempirsidiragazzidellaconfraternita,e siccome nonfaccio parte del loro gruppetto prendo una fetta di pizza avanzata dalle quattro di stanotte,quandosièdecisodiordinarnedieci,emiallontano. MentreescosentoNeilchechiedeatuttisestaseravoglionoandarealristoranteprimadellafesta. Nonmiaspettavochemiinvitassero:nonmiinvitanomai.D’altrapartenonmifareimaivederein giroconquesticretinieilorocapellipienidigel,aparteaqualchefestaognitanto. Miamadrerompesemprelescatoledicendochedevofarminuoviamici,manoncapisce.Nonè tantofacile,enonèpernientedivertente.Perchédovreicercarel’approvazionedipersonechenon mipiacciono,soloper sentirmiunpo’piùimportante?Nonhobisognodiamici.Hounpiccolo gruppodipersonechetolleroamalapena,eperquantomiriguardabastanoeavanzano. Arrivoalcampuseilparcheggioèquasipieno;devotagliarelastradaaunimbecilleinBMWper

rubargliilposto. Ilprofessorestagiàblaterandoquandoentroinaula.Miguardointornoincercadiunpostolibero enotolaragazzasedutainprimafila.Ilunghicapellibiondinonmisononuovi,maèlagonnalunga finoaipiediadarmilaconferma.ÈTessa,lacompagnabacchettonadiSteph. SedutaaccantoaLandonGibson.Certo,c’eradascommetterci.Saràdivertente:Tessaintrappolata inun’aulaconme,accantoaleic’èunpostovuoto.Lagiornatapromettemoltobene. Quando miavvicino,leisigiraerimaneattonita.Sivoltasubito dall’altraparteeio vado a mettermivicinoalei.Comeprevistomiignora.Indossaunacamiciabiancadiduetaglieinpiùe portaicapellilegati. Iltelefonovibranellamiatasca. Unmessaggio dalmio donatoredisperma:Karenstapreparandounacenaspeciale,dovresti venire. Èimpazzito?GuardoLandon,ilfiglioperfettodiKaren,conlasuapolofrescadibucato. Colcavolochecivado.Nonandreimainellasuanuovacasapercenareconlasuafidanzataecon Landon.Landonilperfettino,cheamalosportedèlecchinocontuttiperchévuoleessereilragazzo piùeducatoeirreprensibiledelcircondario. Bleah. Aspetto cheil caro «fratello»mi dicaqualcosa,matace.Emeno malechemio padreaveva promessodi«unireleduefamiglie».Stronzo. «Pensochequestosaràilmiocorsopreferito»,glidiceTessaalterminedellalezione. Strano,mapotrebbeessereancheilmiopreferito,benchémisiaiscrittosoloperpassareiltempo. Sonoriuscitoasceglierlocomecorsofacoltativoanchesel’avevogiàseguitol’annoscorso. Quandosiaccorgechesonodietrodilei,Tessasigira.«Cosavuoi,Hardin?» Stagiàfunzionando. Lerivolgounsorrisoinnocente,senzadareavederechestotentandodiirritarla.«Niente,niente. Sono solo molto contento cheabbiamo uncorso incomune»,sghignazzo,eleiaccoglieilmio sarcasmoconariaindispettita.Continuoafissarlaperl’interalezione,divertendomiunmondoogni voltachesbuffaosiagitasullasedia.Èfacilefarlainnervosire.L’orafiniscetroppoprestoeTessa iniziaaradunarelesuecoseprimacheilprofessoredichiariterminatalalezione.Ehi,noncosìin fretta! Scattoinpiedi,prontoaseguireleieLandonfuori.Nonvogliocheildivertimentocessitanto presto.IncorridoioLandonsigiraversoTessa,chesembranervosatrovandocientrambidavantia lei.

«Civediamodopo,Tessa»,lasalutaLandonsenzadegnarmidiun’occhiata.

«Solotupotevifareamiciziaconilpiùsfigatodellaclasse»,laprendoingiromentreLandon

spariscetralafolladimatricolechecercanodiorientarsinelcampus.

Immaginolamadrediquelragazzoemiopadrechesitengonopermanodavantiatutti,comea

dire:Guardatequantociamiamo.Lamanodisuamadreinquelladimiopadre,KenScott,ovveroil

PadreDegeneredell’Anno:l’immaginemidàibrividi.Nonricordocheabbiamaitenutopermano

miamadreinquelmodo.

«Nondirecosì,èunragazzomoltodolce.Nonsipuòdirelostessodite»,sbottalei.

Laguardo,sorpresodatantalealtà.Loconoscegià?Luiconoscelei?Lepiace?

Echecazzomenefrega?

Scaccioqueipensieri,perchésonoimpazientedifarlainnervosireancoradipiù.«Ognivoltache

parliamotisisciogliedipiùlalingua,Theresa.»

Affrettailpassoperallontanarsidame,eioacceleroperraggiungerla. «Semi chiami Theresaun’altravolta…»Stringelelabbracarnoseesi sforzadi fissarmi in cagnesco.Mailsuosguardosiammorbidisce,ilcoloredelleiridipassadalgrigioaunazzurro chiaro,eiosentosciogliersilatensionenellespalle.Ilmiocorpoiniziaarilassarsi. Scaccioquellastranasensazione.Leimifissaancora.Hocambiatoidea:pensavomipiacesseil modoincuimifissavaprima,cercandodidecifrarmi,maoralosentosullapelle,sentochemista giudicando.Adessoguardalemiebracciatatuatenelmodoincuilofamianonna.Nonlepermetterò dimettereindiscussionelemiescelteelamiaidentità. «Smettiladifissarmi!»esclamo,emenevado.Girol’angoloehoilfiatone,comequelleserein cuifumotroppesigarette.Nonfumopiù,nonlofacciopiù,ricordoamestessomentremiappoggio almuroperriprenderefiato. Èstrana,quellabiondaimpertinente.

È stata una settimana di merda.Una festa dopo l’altra, un rumore dopo l’altro.Un baccano infernale. Avròdormitoventioreintuttonell’interasettimana,eoggimisentounostraccio.Miscoppiala testaenontrovolechiavi.Sonodipessimoumoreehounagranvogliadilitigare. Mentrerivoltolastanzapercercarelechiavi,bussanoallaporta.Sonotentatodinonrispondere, mapoibussanodinuovo,piùforte. AprolaportaevedounaragazzaconunafelpadellaWashingtonCentralUniversity,congliocchi rossieleguancepaonazze. «Possoentrare?»michiede.Letremanolemani. «No,mispiace»,dicochiudendolelaportainfaccia.Pochisecondidopobussadinuovo.Nonso chisia,madevetrovareun’altraportaacuibussare.Riapro. Fuoric’èNeil,unodeicretinipeggioridellaconfraternita.Haicapellibiondispettinatieodoradi birraefiga. «Checazzovuoi?»glichiedo.Rientronellastanzaeglitiroaddossounpaiodijeans. «Hai…vistoCady?»biascicamangiandosileparole. «Chi?» «Latipaconcuieroierisera.L’haivista?» Ripensoagliocchirossidellaragazzaconlafelpa,ilmodoincuivagavaper ilcorridoio,e scuotolatesta.All’iniziocredevochefossefumata,eforseloera,manonèmaiunabuonaidea tirareaindovinare. «Sen’èandataenontornerà.Lascialainpace.»Afferrounlibrodalloscaffaleeglitiroaddosso anchequello. Luimiinsultaeseneva. Ancoraarrabbiato,prendolamacchinaperandarealcampus,doveporteròavantilamianuova missione:fararrabbiarelacompagnadistanzadiSteph. «Nonvedevol’oradiiniziarequestocorso.Nehosentitoparlaremoltobene»,lediceLandon mentrecamminodietrodiloro.Devonoesserediventatipiùamicidiquantopensassi.Leirispondea vocebassaeluilesorride.Ilsorrisodileiècosìcalorosocheperunattimodevodistoglierelo sguardo. Sipiacciono?Leihaunfidanzato-fantoccio.Luihalaragazza,sebenricordo.Devonoessersi lasciati,agiudicaredalmodoincuiguardaTessa.

AmetàdellalezioneLandonsenevaeTessaspostalasediapiùlontanodallamia. «LunedìinizieremolasettimanadedicataaOrgoglioepregiudiziodiJaneAusten»,annunciaalla classeilprofessorCome-Si-Chiama.Tessasorride.Daunorecchioall’altro. Be’,ovvio.LeragazzeadoranoOrgoglioepregiudizio.NonsistancanomaidiDarcyedellesue stronzate,dellasuaarroganza-che-diventa-fascino. Tessaradunalesuecose:un’agendaenormeetuttiilibriditestodelcampus.Fingodiessere indaffarato,macistamettendodavverotantoaficcaretuttonellaborsa. Laseguofuoridall’aulaeledico:«Lasciamiindovinare,seifollementeinnamoratadiMrDarcy». Devoprenderlaingiroperquestastoria.Devo. «Loèognidonnacheabbialettoquelromanzo»,risponde;lespuntauncentimetrodilinguadalle labbraefadituttopernonguardarmi.Laseguoeleisigiraaguardareadestraeasinistraprimadi attraversarelastrada. «Ciavreiscommesso»,rido,epoimiaccorgochemihaseminatoedèquasiarrivataall’altro marciapiede.Cavoli,camminainfretta. «MisembralogicochetunoncolgailfascinodiMrDarcy»,ribatteconl’intenzionediinsultarmi quandolaraggiungo,mariescesoloafarmirideredinuovo. «Unuomosgarbatoeinsopportabile,trasformatoinuneroeromantico?Èridicolo.SeElizabeth avesseunminimodibuonsensoloavrebbemandatoaffanculodall’inizio.» MissPerfettinasigiranellamiadirezionee,conmiasorpresa,silasciasfuggireunrisolino.Uno diqueirisoliniinnocentieinvolontarichealgiornod’oggisembranosparitidalmondo.Sicopre subitolabocca,mal’hosentita.L’hosentita,comeseavessetrapassatoilmiocorpo. «Quindiseid’accordoconmecheElizabethèun’idiota?» «No,èunodeipersonaggipiùfortiecomplessichesianomaistatiscritti.» Difende ElizabethBennetcome poche diciottenni sarebbero ingrado di fare,e ci ha infilato persinounacitazionedaunfilmconTomHanks.Misorprendoarideredigusto,eleisiunisceame. Lasuarisataèmorbidacomel’ovatta. Macosacazzoho… Smettoimmediatamentediridereedistolgolosguardodalei.Èunasituazionetroppostrana. Leièstrana.Efastidiosa. «Civediamoingiro,Theresa»laliquido,emenevado. Morbidacomel’ovatta?Ilsuorisolinohatrapassatoilmiocorpo?Machecazzomièpreso? Scaccioqueipensieriassurdietornoallamacchina.Staserac’èun’altrafesta,comesempre,emi distrarròdatuttequestefesserieaffondandoinunacalda,stretta… Lavibrazionedeltelefonointascamidistraedaipensierispinti.LoprendoevedoilnomediJace suldisplay.Rispondosubito. Eraviadaunpo’,mifaràpiacererivederlo.Ognunodinoihaunamicospeciale,checifastare meglio connoistessi.Per meèJace.Èuno stronzo diprimacategoria,comepotràconfermare chiunqueloconosca,maèsimpaticoeconluicisidivertesempre.

6

Piùsiavvicinavaalei,piùsentivailbisognodiconoscerlameglio.Quandosisorpreseachiedersia cosapensasselaragazzaalsuorisveglioalmattino,oquantotempoimpiegasseperprepararsi,capì cheleistavadiventando qualcosadipiùcheunacomparsanellasuavita.All’improvviso leiera qualcosadipiùchel’oggettodiunascommessa.Nellasuamenteperversaeracontentodipoterusare ilgiococomescusapertrascorrerepiùtempoconlei.Ilpretestodellascommessaglipermettevadi indagaresudileisenzachegliamicisiinsospettissero.Avevaunbuonmotivopervolerpassarepiù orepossibileconlei. Eranecessariopervincere,no?

«PERCHÉdevevenireanchestavolta?»cichiedeMollytirandounaboccatadifumo. «PerchéèlacompagnadistanzadiSteph,eperqualcheoscuromotivolestasimpatica,quindise laportadietro»,spiegaNate. «Ma è acida, è insopportabile», sbuffo massaggiandomi le tempie.Mi irrita anche quando è lontana.Mollysembraapprezzarelamiareazione,perchésisporgeversodime,maiomisposto primachepossatoccarmi,fingendodinonavercapitolesueintenzioni. Hopassatoilpomeriggioascoparmela,adaffondareinleipensandoaun’altra.Sentivolecurve morbidedeisuoifianchi,ilsenoprosperoso.Sentivolasuavocechemichiamavapernome.Ho passatoleditatraicapellirosaimmaginandolibiondiesonovenutoconforzanelprofilattico.Molly eramoltofieradiséperessereriuscitaafarmiveniresenzausarelabocca. Sesolosapesse… «Èbella,però»,aggiungeNate. Senesonoaccortitutti,cheTessaèbella? «Bella?No,nonèvero»,mentoadentistretti. Unamanoabbronzatascorresuunachiomascolpitaconilgel.«Sìcheèbella»,affermaZedcon sorprendenteconvinzione.«Melascopereisenzapensarciduevolte.» «Tipiacerebbe.Èunabacchettona,sivedesubito.Insomma,cherazzadipersonaarrivavergineal college?»esclamaMollyimitandolavocediTessa. Natescoppiaaridere.«Equand’èchesietediventatecosìamichedaconfidarvicosedelgenere?» Mollyloguardamale.«Io?Iononlerivolgolaparola,maStephècostretta,ehasentitoqualcosa mentrelaPrincipessaeraaltelefonoconilfidanzato,credo.» «Forse è per questo che è così acida, perché nessuno se l’è scopata per bene», commento, allontanandomidiqualchecentimetrodaMollyesperandochenonmisegua. «Dovròfarlequestofavore,allora»,affermaZed.Nessunoride. «Certo,comeno.Nonciriusciresti»,loprendoingiro. «Perché,tusì,invece?Avreipiùpossibilitàdite»,ribatte. Nonpuòdiresulserio.HadimenticatolasuapreziosaSamantha? «Cosamisonoperso?»Jacesisiedesulcementoetirafuoridallatascaunacanna.

«LacompagnadiStephèunasnob,eZedeHardinlitiganoperchiselascopaperprimo»,lo informaMollyconunghigno. Zedpensadavverochequellaragazzaandrebbealettoconlui?Miguardointorno,infastidito all’ideachetuttipensinoquestodilei.Seilsuocorpoèpurocomedicono,possosoloimmaginare che effetto le farebbe la minima carezza.La farei contorcere sotto di me, mi implorerebbe di continuare.Zednonpotrebbemaifarlavenirecomesapreifareio. Ma lei gli permetterebbe di provare? In condizioni di assoluta parità, Tessa sceglierebbe lui anzichéme? «Be’…potremmorendereiltuttomoltopiùinteressante.Cistai?»chiedoaZed. Sorride.«Dipende.» «Mmm…Okay,alloravediamochiselaportaalettoperprimo.» Chesensoha?midomandounattimodopoaverlodetto. Eun’altrapartedimerisponde:Forsesaràdivertente.Almenoavròqualcosadafareeunmotivo perirritarlaancora. «Nonloso…»faZedincerto.Pensavochenonvedessel’oradibattermiinqualcosa,vistiinostri trascorsieilsuorancoreneimieiconfronti. «Forza,nonfareilfifone,nonsaràdifficile.ChiederemoaStephdiportarlaallaprossimafesta, celafaremoamica»,spiego.«Ègiovaneeingenua,saràunapasseggiata.» Nonsarebbelaprimavoltachefacciounacosadelgenere:unapredadiversaeundiversopremio inpalio,mailgiocoèsemprelostesso. «Chestupidaggine.Chisenefregadiunagaraachisverginaunaragazzaacaso?»sbuffaMolly, petulantecomealsolito. «Seseitantoconvintodiriuscirci,tidounasettimana.»JacetossisceepassalacannaaMolly. «Unasettimana?Maèacidacomeunlimone,egiànonandiamod’accordo.Miserviràpiùtempo.» Nonsannoquantoètestarda,maleducata,prepotente. «Quanto,allora? Due settimane? Senti,se ce la fai inunmese ti do cinquecento»,dice Zed, appoggiandosialmuro. «Cinquecentodollari?»Mollyrimaneesterrefatta.Lasuarabbiamifaridere.Lepiaceessereal centrodell’attenzioneecel’haconTessaperchélestarubandolascena. «Erilancioditre:ottocento.Pensidifarcela?»chiedeJace,chehagliocchiiniettatidisangue. «Sì,certochecelafaccio.Sperosolochenondiventiappiccicosa»,dico,emichiedosesiailcaso divantarmidellescommessechehovintoinpassato.No,megliodino.Èstraordinarialafacilitàcon cuimisonostampatoinfacciailmiovecchioghigno,quellocheMark,ilmioamicodiHampstead, chiamava «il sigillo».Èl’espressione che ho quando so che sto per vincere qualcosa o battere qualcuno.Edeccomiqui,arivolgereproprioquelghignoaZed,mentreescogitoilmiopianoegli altrisperanochequalcunomifacciaabbassarelacresta. «Nedubito.»Naterideesiaccendeun’altrasigaretta. «Nonsceglieràte,nonmisembracosìstupida»,replicaZedfulminandomiconlosguardo. Jacerideemiguardadrittoinfaccia.«Be’,dovraiportarcileprovedellamissionecompiuta.» Prove?Nonsaràdifficile.Sonountipocreativo. «Cheneditediunvideo?Mipiacerebbeunpo’dimaterialenuovo.»Jacesiappoggiaall’indietro suigomitiecontinuaaguardarmi. «No, no, troppo pericoloso», ribatto.Ci sono già passato e non ho intenzione di riprovarci. «Fidatevi,avretelevostreprovesenzabisognodiquellaroba.»RivolgodinuovoquelghignoaZed. «Nonmisonomaiscopatounavergine.Saràdivertente.»

Sfoderounsorrisofalsoemitoccoilpiercingsullabbrocomesecercassidinasconderlo. Mollyinterviene.«Aspettate…Comepensatediallestirequestospettacolo,voidueidioti?Nonha senso:all’improvvisoandatedaleieprovateentrambiascoparvela?»Scuoteicapelliconungesto brusco.«Almenofatevifurbi.»Tendelamanoperfarsidarel’accendinodaNate. «Nonhaituttiitorti»,diceJace.«Cheneditediungioco?» «Ungioco?»Zedsembrainteressato. «TipoObbligooverità.Potremmofarlequalchedomandasulsesso,cosìavremmolaconferma cheèvergineevoiduenonsprecherestetempo»,proponeJaceindicandomeeZed. «Obbligooverità?Miprendiperilculo?»Nessunofapiùqueigiochicretini. «Cheideastupida»,faNatefingendosideluso. NessunogiocaaObbligooveritàdopolaprimamedia. «Inveceèunabuonaidea»,intervieneSteph.«Piùcredibile.Quellalìècosìscemachecicrederà selediciamo cheèungioco classico chesifaalcollege.Èaudacequanto bastaper sembrarle pericoloso,einfantilequantobastaperchécapiscaleregole.» Miguardointorno:tuttiridono.Chebrancodiidioti. Miarrendoallaloroidea,masoloperchénonnehounamigliore. «VadaperObbligooverità»,stabilisceJace.

Allafestac’èunsaccodigente,ancorapiùdellasettimanascorsa,eiosonosobriocomesempre. Sonorimastoincameramiamentreilvolumedellamusicanonfacevacheaumentare,mapoiho decisodiscendere. SonoinsalottoacercareNatequandovedoTessasedutasuldivano.Be’,almenomisembrache sialei.Èvestitainmododiversodalsolito.Moltodiverso.Queglistraniocchigrigioazzurrisono messiinrisaltodaltrucco,eivestitiaderisconoallecurve. Èdavverobella,cazzo.Nonglielodirei,maèpropriobella. «Sei…diversa.»Nonriescoasmetterediguardarlamentresialzainpiedi.Queifianchi…porca puttana,queifianchidovrebberoaverelemieimprontedigitaliimpressesopra. «Staserahaiivestitidellatagliagiusta.»Miescecomeunabattuta,manonloera. Leimiguardastortoesitirasulamagliettapercoprirelasplendidascollatura. «Mistupiscodivedertiqui»,ledicocontinuandoafissarla. Sospira.«Eiomistupiscodiesseretornata.»Siallontanadameall’improvvisoeioesitoperun attimo, cercando di decidere se seguirla o meno.Ora che la vedo vestita così sono ancora più impazientedidareilviaalgioco.Decidodinonseguirla,perilmomento.Lasciochesismarriscatra lagenteperunpo’. Qualcheminutodoposonoincucina,appoggiatoalbancone,quandoMollysiavvicina.«Allora, seiprontoperquestastronzata?» Èstizzitaedègelosadellanuovaprotagonista.Lacapisco.Èabituataalleattenzionidell’altro sesso;ècosìchesisenteimportante. Nessunolocapiscemegliodime. «Etu?» Miguardaindispettitacongliocchipesantementetruccatidinero.«ChiedoaStephdiportarlain salotto,datochetunonvuoicollaborare.» Misiedoconunbicchiered’acquainmanoeTessasistaunendoalgruppo.Misentoadisagioma ancheemozionato,nonsoperché.CercodinonpensareaNatalie,Melissaelealtre.Nonècolpaloro

sesononatesuquestopianetainsiemeallafecciadell’umanità,mecompreso. «GiochiamoaObbligooverità»,iniziaZed,eilnostrogruppettodiamicitatuatisiradunaintorno aldivano.Mollyfagirareunabottigliadivodkaeiodistolgolosguardoebevolamiaacquacome semidessequellostessobrucioreallagolachericordocosìbene. Steph,Nate,ilsuocompagnodistanzaTristan,ZedeMollybevonoaturnodallabottiglia.Tessali guardamanonbeve.Nonpensochesiainastinenzacomeme,forsesemplicementenonlepiacebere. Neppurealcollege,neppureaunafesta. «Devigiocareanchetu,Tessa.»Mollylesorride.Conoscoquelsorriso:nonpromettenientedi buono.Ancoranonmicapacitochestiamofacendoungiochettocosìinfantile. «Preferireidino.»TessasiguardaleunghieeioguardoZed.Sembraunpo’preoccupato.Forse perchéleicontinuaascoccareocchiateameenonalui. «Per giocaredovrebbeprimasmetteredi esserebigottaper cinqueminuti»,laprovoco.Tutti ridonotranneSteph,masochefinge.Nonmifrega,laconoscotroppobene. GuardoTessachetentadiresistereallepressioni:stapercedere.MisporgoversoZedeglidico:

«Saràfacile,tantovalechemidaidirettamenteisoldi». Forse,dopotutto,questogiocononèstataunacattivaidea. DuranteiprimiturniZedsiscolaunabirraeMollycifavedereipiercingsuicapezzoli.Mi diverto aguardareTessachesbarragli occhi earrossisce.Immagino lesuetette,prosperosee morbide,decoratecondellebarrettedimetallo. «Obbligooverità,Theresa?»lechiedo,dandoilviaalledanze.Finalmente. «Verità?»Sembraincerta. «Ciavreiscommesso»,borbotto.LeimiguardamalementreNatesifregalemaniefingechenon siamogiàtuttid’accordosulladomandadafarle.«Okay.Sei…vergine?»chiedefinalmenteZed. Tessaemetteunversostrozzato,gutturale.Èinorridita,sbigottita,scandalizzatacheunestraneole facciaunadomandacosìpersonale.Ilrossoresispandefinoalpetto.Nonriesceatenerelemani ferme,ehol’impressionechestiacercandodidecidereseinsultareNateoscapparevia. «Allora?»laincalzo,eintantoimmaginoilsuocorponudosottoilmio.Lasuavocepacatae melodiosaprodurrebbesuonichenessunessereumanohamaisentito.L’ideamiaffascinamolto,ma miturbaanche,perchénonriescoarivolgerlelaparolasenzasentirmioffesodalsuosnobismo. Allafinelapoverinaannuisceinsilenzio. Stiamotuttipensandoalgiocoeacomequestaragazzinainnocente,dolceeingenuaèdiventatail premioinpalio. Tessa è vergine:l’ha appena ammesso davanti a tutti.Ma lo sapevo già.Lo capivo da come rabbrividisceognivoltacheparliamo.L’ideadiessereilprimoadaverla,difarlescoprirecosasiè persafinoramelofarizzareall’istante.Immaginocosac’èsottoisuoivestiti.Lapellemorbida,le curveprocaci,icapezzolichesiindurisconosottolemiedita.Oracheilgiocoèiniziato,ilsangue mipulsanellevene.Nonvedol’oradiesseredentrodilei. Giocherellaconicapelli,sedutadavantiame,eimmaginoquelleciocchebiondestrettenelmio pugno,immaginoditirarlaamepericapellimentrelascopodadietro.Lasculaccerei,sperandodi lasciareilsegnosuquellechiappesode.Mugolerebbeilmionomeconlesuelabbrarosaegonfie.Il mionomesuonerebbemoltobenesullasuabocca.Misistemoipantalonietornoaguardarla. Leisileccalelabbraeioimprecotrame. Chissàquanti cazzi hapreso inbocca.Chissàsehamai assaggiato lo sperma…ementrela conversazionevaavantiscoprochenonhafattoquasiniente,sessualmenteparlando,edecidodifarle vedereneiminimidettaglicosasièpersa.

7

C’èunlimitealnumerodisbaglichesipossonofarenellavita,eluiliavevafattitutti.Ognibriciolo dirispettocheprovavaperleisembravascomparirenellaconfusionedellasuamente.Laamavaela considerava più preziosa dell’aria che respirava, ma non riusciva mai a dimostrarglielo. Non riuscivamaiaricordarsenequandoserviva.Siprendevagiocodilei,facevastupidischerzienonle facevacapirelaverità.Laveritàcheavevanascosto,messoalsicurodietroiricordid’infanzia,il fattochedabambinonessunoloabbracciava,nessunoglivolevabene.Noncercavagiustificazioni, semplicementeeraabituatoacomportarsicosì.Scaricavasemprelacolpasuglialtri,nonsiassumeva mailaresponsabilitàdiciòchefacevaodiceva.Perchécosìerapiùfacile. Maallafineimparòlalezione.

«OBBLIGO»,rispondo,giàstufodiquelgiochetto.Qualcunopensavacheavreisceltol’altraopzione? Guardo Madre Teresa – Tessa, cioè – che cerca di inventarsi un obbligo interessante. «Ti obbligo… mmm, ti obbligo a…» Non le viene in mente nulla.Tutti aspettano di sentire la sua domanda,divederlacascarenell’imbroglio. «Afarecosa?»laincalzo,perchénonnepossopiù. Quellaragazza,chenonsaincheguaisiècacciataconquestobrancodiiene…stasedutain silenzioesiguardaintorno,nelpanico.Èsoloungioco,unafesta,macapiscocheèunadiquelle persone che ci tengono a far bene qualunque cosa, comprese le stupidaggini come questa. È divertentevederlatantoinansiaper qualcosadicosìinsignificante.Hal’abitudinedimordersiil labbro,comefaccioioquandogiococonilpiercing.Perunattimolaimmaginoconunanelloal labbro.Sarebbemoltosexy. «Toglitilamagliettaerestaatorsonudofinoallafinedelgioco!»diceMollyalpostodiTessa. ETessaarrossisce,tantopercambiare. «Comeseiinfantile.»MisfilolamagliettaneraeTessamiguarda.Mifissacosìintensamenteche nonsirendeneppurecontochemenesonoaccorto.Stephledàdigomitoeleiabbassagliocchi, arrossendodinuovo. Stoufficialmentevincendo.Zednonhasperanze. Ilgiococontinua,eiorestolìmezzosvestitoaguardareTessachetentadinonguardarmi.Non riescoacapireseimieitatuaggilefannoschifoolaattraggono.Sisforzadistareferma,maogni tantounmuscolodelsuovisofreme. Interessante. «Tessa,obbligooverità?»domandaTristan. Miappoggioall’indietrosullemani.«Cosaglielochiediafare?Losappiamotuttichesceglierà verità…» «Obbligo», risponde la ragazza testarda, sorprendendomi con quel tono di sfida. Non me l’aspettavoproprio. «Mmm…Tessa,tiobbligoa…bereunoshotdivodka»,concludeTristansorridendo.

«Nonbevo.» Lo immaginavo,maquestarivelazionemi fapiacere.Inquesto posto si imbottiscono tutti di schifezze,èbelloognitantoconoscerequalcunochenonnehabisogno. «Perquestotistoobbligando»,ribatteTristan. «Senti,senonvuoi…»iniziaNate. «Checagasotto»,mibisbigliaall’orecchioMolly. Cagasotto?Perchénonvuolebere? «Evabene,maunsoloshot»,concedelei.Edeccofatto:MissIo-non-faccio-queste-cosehaceduto alprimocolpo. Sedevodirelaverità,sonounpo’deluso.Nonsobeneperché,mapensavochefossediversa. Pensavochenonfossecometuttinoi,allaricercadisperatadiattenzioni. Evidentementemisbagliavosulsuoconto. «Tiobbligoa…ilsolito»,lediceZed,perpoibereunlungosorsoeporgerlelabottiglia.Midà fastidiochebevanodallastessabottiglia;èdisgustoso,anzi. Ilgiocovaavanti,unsorsodopol’altro,unasmorfiadiTessadopol’altra.Ormaihagliocchi rossiquantoleguance,haun’ariasmarritaesembraaverpersol’equilibrio,anchedaseduta. Siportadinuovolabottigliaallelabbra,eioglielastrappodimano.Noncercadifermarmi:ha capitoancheleidiaverebevutotroppo? Loconsiderailsuoprimoassaggiodilibertà?Unaragazzachehasemprevissutoinunambiente protetto,echeorasiaffaccianelgrandemondopienodilupicattivichebevonopernonpensareai problemiereditatidagenitoridimerda.Forseilsuoproblemaèugualealmio:sisentetrascurata.È stata trascurata? Osservo il colletto ben stirato della sua camicetta. No, di sicuro non l’hanno trascurata.Forsequestasuascarsaautostimaèsoltantounafase.Vuoleemanciparsidalcontrollodi mammaepapàedimostrareasestessacheancheleiècapacediscatenarsi.Diuscireconicattivi ragazzieubriacarsifinoastaremale. Oppure,semplicemente,siamomoltobraviatrascinarelagentealnostrolivello. «Haibevutoabbastanza,direi»,commento,emiaccingoaporgerelabottigliaaNate.MaTessala afferraall’ultimosecondoebeveunaltrosorso.Sileccalelabbracarnoseeaccennaunsorriso. Guardoilsuocollomentredeglutisceepensochevorreischiuderlelelabbraebereilliquoredalla suabocca. Scaccioquelpensiero.Mollymifissaepicchiettaunditosullatempiaperdirechesonopazzo. Forselosono. «Noncipossocrederechenontierimaiubriacata,Tessa.Èdivertente,vero?»lechiedeZed. Leiridacchiaeiosbuffo. «Hardin,obbligooverità?»domandaMolly. «Obbligo.»C’erabisognodichiedere?ForseavreidovutofarecomeTessa,soloperdimostrare qualcosa. «TiobbligoabaciareTessa.»LelabbradipintediMollysipieganoinunsorriso,eTessaresta sbigottita. Nonmilasciailtempodireplicare.«No,hoilragazzo.» «Eallora?Èsoloungioco.Baciatevi,nonfatetantestorie»,insisteMolly,stuzzicandosileunghie. «No»,ripeteTessaavocepiùalta.«Iononbacionessuno.»Sialzaeattraversalastanza.Bevoun sorsod’acquaelaguardousciredallaportadicasa.Mihafissatopertuttalasera,haosservatoilmio pettonudo,eppurel’ideadibaciarmiladisgustaalpuntodaprendereeandarsene? Oppureunbaciopotrebbesignificarepiùcheungioco,perlei?

«Eccolaqui,signoreesignori!»Natescoppiaaridereesiappoggiaallamiaspalla.Labirrache hanelbicchieregocciolasullamoquette.Nonsicuradiasciugarla.Questipavimentihannovistodi peggio. «Èmeglio selecorridietro,altrimentiperdi!»miprendeingiro Stephmentremirimetto la maglietta. Ultimamenteècosìacida.Chissàcheproblemaha. «Chidivoiduecoglionilecorredietro?»chiedeNate.MiguardointornoenonvedoTessa.Zed miosservatentandodisondarelamiareazione.Mantengoun’espressioneneutra,disinteressata,e continuoaguardarmiintorno.Nonglipermetteròdiandaredaleiperprimo.Èarrabbiataperché volevanoobbligarlaabaciarmi.Questostupidogiocononèstataunamiaidea,esiègiàritorto contro dinoi.Lo avevo detto atuttichenonavrebbefunzionato.Quando LogandistraeZedmi sporgoaguardareincucina.VedoTessaemialzoinpiedi. «Dovevai?»chiedeMollyafferrandomiperilbraccio. «Ehm,aprenderealtraacqua.»Guardoilmiobicchierequasipieno:nonmeneimportanientese pensacheleabbiamentito. MifacciostradatralagentecercandoicapellibiondidiTessaelatrovodavantialbanconedella cucinaconunabottigliadiwhiskyinmano.Quandoselaportaallelabbrasentoingolailfamiliare bisognodibere. Èorribilechequestaragazzasiacadutacosìinfrettainun’abitudinetantopericolosa.Gliocchi chiusi,lafogaconcuibeve…sivedecheilliquorelebruciaingolaeledàlanausea,eppure continuaabere.Diventeràdipendente?Louseràperdimenticare,persmorzareilrumoredeiricordi, comefacevoio?Hadeiricordidasmorzare?Aocchiodireidisì. Apreilrubinetto,cercaunbicchiere.Aprelosportellodiunpensileesigiraaguardarelasoglia. Facciounpassoindietroperchénonmiveda. Cosacifaccioqui?Perchélaseguoeassistoallasuaricercadell’amnesiaalcolica? Tornodaglialtri.QuandomisiedosulpavimentosporcoMollystaprendendoingiroLoganper ilsuoappuntamentodiierisera,mentreNatesiaccendeunasigaretta. «Andiamocene.Miannoio,evedochetiannoianchetu»,bisbigliaMolly,emiabbraccia.Mela scrollodidossoefacciocennodino.Leimisiappiccicadinuovo. «Vadodisopra»,ledico.Lesuebracciasembranofatted’acciaio,miimpedisconodialzarmi. «Buonaidea.»Mibaciasulcollo. Tralasuaubriachezzaelarapiditàconcuimialzo,finiscepercadereriversasullamoquette. «Cheimbarazzo»,laprendeingiroLogan.Leiglifaungestaccio. «Sulserio,Hardin?»sibila. «Sulserio,Molly.»Levoltolespalleesalgolescale. Quando arrivo sulpianerottolo iltelefono nellamiatascasuona.Vedo cheèKeneignoro la chiamata.Nonsonodell’umoregiustoperparlareconlui.Nonlosonoquasimai.Vogliostarmeneda solo,lontanodatuttaquestamusicaedatuttequestevoci.Vogliochequell’idiotadimiopadrela pianti di tentare di «riallacciare i rapporti».Voglio smarrirmi nel mondo di un romanzo i cui personaggiabbianoproblemimoltopeggiorideimiei,cosìmisentiròunpo’piùnormale. Maavvicinandomi allamiastanzavedo chelaportaèsocchiusa.Strano:lachiudo semprea chiave. TrovoTessasedutasullettoconunodeimieilibri.Iltelefonosquilladinuovo.Lamiarabbiasi trasferiscedaKenalei.Pensadipoterfarequellochevuole?Dipoterentrareincameramiapiùdi unavoltaesenzailmiopermesso?

Checifaqui?L’avevoavvertita.Cheproblemaha?

Miavvicino.«Qualepartedi‘Nessunopuòentrarenellamiastanza’nontièchiara?»

Raddrizzalespalleperlasorpresa.«Scusa…Io…»balbettacongliocchisbarrati,manonperla

paura…perlarabbia.Stausandodinuovoquellatattica,esseremoltopazienteconme.

«Fuoridiqui»,leintimoindicandolaporta.

«Nondeviperforzaesserecosìcafone!»grida.

«Seidinuovonellamiastanza,dopochetihoproibitodientrarci.Quindivattene!»dicoalzando

lavoceamiavolta.

«Perchénontipiaccio?»michiede.Cercadifareladura,mahasmessodigridareemiguarda

condueocchionichemifannovenireilbatticuore.

8

Quella domanda, così schietta e audace, lo sorprese; e gli fece capire che era sull’orlo di un precipizio.Conunafolatadiventosarebbefinitogiù.

PERCHÉmelochiede?Nonèevidente?Nonmipiaceperchéèinsopportabile.Perchéè… Be’… Èsempreprontaagiudicare.Micriticaincontinuazione,ognivoltacheleparlo.E… Nonèpoicosìmale,forse. «Perqualemotivomelochiedi?»Cercodimantenerelavocecalma. Miguardastorto.Ricambioconlastessacattiverianegliocchi.Pensadipotermiintimidire?Èin cameramia,mifadomandestupide,mifissainquelmodo… «Nonloso…perchésonosemprestatagentileconte,etumihaisempretrattatamalissimo.E pensarecheauncertopuntocredevochepotessimoessereamici.» C’èmoltaforzaneisuoiocchiarrossati,cisonodentrotantissimecosechenonsodilei.Edicui nonmiimportaniente. Amici?Madicesulserio,cazzo?Iononhoamici.Nonnehobisogno. «Amici?Noi?»Scoppioaridere.«Nontisembraevidenteilmotivopercuinonpossiamoessere amici?» «Sinceramenteno»,risponde,ediprimoacchitopensochescherzi.Mailsuotonoconvintomi confermacheèseria.Questaragazzaècompletamentepazza.Pensacheunocomemepossaessere amicodiunacomelei?Nonlosachenonsopportolagenteingenerale,etantomenoimieicosiddetti amici? Dadoveinizioaspiegarleperchénonpuòfunzionare? «Be’, tanto per cominciare sei una santarellina del cazzo.Scommetto che sei cresciuta in un impeccabilequartiereresidenziale»,dicopensandoallamuffanerasulsoffittodellamiacameretta.«I tuoigenitoriticompravanotuttoquellochechiedevienontièmaimancatonulla.Conletuestupide gonneapieghe,poi!»Guardocom’èvestitaadesso,cercandodiignorarelastoffadellagonnache aderisceaisuoifianchimorbidi.«Chicavolosivestecosìadiciott’anni?» Rimanesbigottitaefaunpassoversodime.Indietreggiod’istinto.Dallenubiditempestachevedo nelgrigiodeisuoiocchicapiscocheoramenediràquattro. «Tunonsainientedime,eticredisuperiore!Manonèveroniente!Miopadreèalcolizzatoeci haabbandonatequandoavevodiecianni,emiamadrehasgobbatoperpagarmil’università.Asedici annihoiniziatoalavorareperaiutarlaapagarelebollette,eimieivestitimipiacciono…»Grida indicandoisuoiabiti;ècosìinfuriatacheletremanolemani.«Scusamitantosenonvadoingiro vestitadaspogliarellistacometuttelealtre!Peressereunochecitieneaessereoriginale,disicuro noncipensiduevolteagiudicarelepersonediversedate!» Mivoltalespalle. Dicelaverità?Questaragazzaperfettaèdavverounadiqueifiglisfortunaticostrettiacrescere

troppopresto?Esesì,perchésorrideognivoltachelavedo? Dicechelagiudico?Propriolei,chehaappenadefinitospogliarellistedelleragazzesoloperché sivestonoinuncertomodo?Oramiguardaaspettandolamiareazione,manonsocosafare.Sono ammutolitodaquestadonnacombattiva,moralista,interessante. «Saiunacosa,Hardin?Nonvoglioesseretuaamica»,diceprimacheilmiocervelloriescaa scrollarsididossoiltorpore. Vaadaprirelaporta,eioripensoaSeth,ilprimoamicochehoavutoinvitamia.Ancheisuoi eranospiantati,mapoièmortounodeiricchinonnichenonavevamaiconosciutoehaereditatoun belpo’disoldi.Siècompratounpaiodiscarpebiancheconlelucinesullasuola,invecediquelle bucatecheavevaprima.Eranobellissime.Unavoltanehochiestounpaioamiamadreperilmio compleanno.Hafattounsorrisotriste,elamattinadelcompleannomihaconsegnatounascatoladi scarpe.Erocosìemozionatomentreleaprivo,aspettandomiditrovarequellemaledettescarpeconle lucine.Invecenellascatolac’erasìunpaiodiscarpe,masenzalucine.Capivochefarmiquelregalo larattristava,manoncomprendevoperché;econilpassaredeimesihoincontratoSethsemprepiùdi rado,finchéungiornononl’hovistopiù,trannequandopassavadavantiacasamiaconisuoinuovi amici,tutticonlelucinesullescarpe. Èstatoilmioprimoeultimoamico,edaalloralamiavitaèmoltopiùsemplice. «Dovevai?»chiedoaTessa,unaragazzachepensavapotessimoessereamici.Siferma,confusa. Propriocomeme. «Allafermatadell’autobus,pertornareindormitorioenonmetteremaipiùpiedequi.Nonmi interessadiventareamicadinessunodivoi.» Misentounamerda.Daunlatoèmegliopertutticheleimidetesti,madall’altro…be’,voglio piacerleabbastanzaperchésilasciscopare. DopocheavròvintolaScommessa,potràodiarmiquantolepare. «È troppo tardi per prendere l’autobus da sola», dico. Bella com’è, e dopo avere bevuto superalcolicipertuttalasera,sarebbeunapessimaideaandareallafermatapercontosuo. Sigiraversodime,eperlaprimavoltalevedolelacrimeagliocchi.«Nonpenseraidifarmi crederechet’importaqualcosadellamiaincolumità?»domandaintonosarcastico. «Nonstodicendochemiimportaqualcosa…Tistosoloavvertendocheèunapessimaidea.» GuardolalibreriaemivieneinmenteCatherine,laprotagonistadellibrocheTessastavaleggendo quandosonoentrato.Lesomigliamolto:volubileecontroppecosedadimostrare.ElizabethBennetè uguale,semprelìaprecisarequalcosa.Mipiace.Oggileragazzehannopersolagrinta.Vogliono solofarecolposugliuomini,nonpensanoasestesse…chegustoc’è? «Be’,Hardin,nonhoaltrascelta.Sonotuttiubriachi,mecompresa.»Ricominciaapiangere. Miammorbidiscounpo’.Perchépiange?Piangesempre,sidirebbe. Cercodiconsolarlanell’unicomodocheconosco:conilsarcasmo.«Piangisempre,allefeste?» «Ognivoltacheciseianchetu,aquantopare.Edatochesonoleunichefesteacuivado…» Aprelaporta,mainciampaesiaggrappaalbordodellacassettiera. «Theresa…»mormoro.Nonsapevodiriuscireaparlarecosìpiano.«Tisentibene?» Annuisce.Sembraconfusa,arrabbiataebellissima:masoprattuttoarrabbiata. Meneimportaqualcosadisaperesestabeneono?Èubriacaesisentemale,enonèpropriola seragiustapercercaredisegnarepunticontroZed.Nonmiva,ecomunqueequivarrebbeabarare:

Tessahabevutodavverotroppo.

«Sieditidueminuti,poiandraiallafermatadell’autobus»,suggerisco.Forseguadagneròqualche

puntosesonogentileconlei.

«Pensavochenellatuastanzanonpotesseentrarenessuno»,diceincuriosita,sedendosiperterra. Sesapessequantecosesonosuccessesuquelpavimentononcisisiederebbe. Misorprendoasorridere,eappenameneaccorgosmetto.Mettolecoseinchiaro.Leiannuiscee levieneilsinghiozzo:sembrachedebbavomitaredaunmomentoall’altro.«Sevomitinellamia stanza…»laavverto. Puliscelei,questoèpocomasicuro. «Hosolobisognodiunpo’d’acqua.» Leporgoilbicchiere. Lospingeviainmalomodo.«Hodettoacqua,nonbirra.» «Èacqua.Iononbevo.» «Esilarante!»esclamascoppiandoaridere.«Nonvorraisedertiquiefarmidababysitter,vero?» Certochesì.Nonlalascioquidentroafrugaretralamiarobaeavomitaresuimieilibri. «Tirifuoriilpeggiodime.»Questeparolemicolgonoallasprovvistaalpuntodaindurmia rompereilsilenzio. «È una cosa cattiva questa», sbotto.Tiro fuori il peggio di lei? Non mi conosce nemmeno. Continuo:«Esì,misiederòquietifaròdababysitter.Seiubriacaperlaprimavoltainvitatua,ehai l’abitudineditoccarelemiecosementreiononcisono». Misiedosullettomentreleibeveunsorsodellamiaacquaconariadiffidente.Loimmaginavo. Devegirarlelatesta.Poverina.Laguardoattentamentementresorseggia.Ilmodoincuichiudegli occhiesileccalelabbradopoaverebevuto,ilsuorespirotroppoaffannoso.Lafissosenzacheleise neaccorga,ecercodinonchiedermiperchélastofissando. Cisonotroppecosechenonsodilei,tantecosechevogliosapere. Dafuorisembracosìfaciledacapire.Èbionda,haunabellezzasemplice,edalsuomododi parlarecapiscochepassaoreconilnasoaffondatoneilibri.Mailfattochesiacosìpermalosaecosì suscettibilemispingeachiedermicosacisiasottoquelleapparenze. «Possofartiunadomanda?»dicosovrappensiero.Tentodisorriderle,matemochemisiauscito unghignodamaniaco. «Certo»,rispondeaccigliata. Eadessocosalechiedo?Immaginavochemiavrebbemandatoaldiavolo. Scelgoladomandapiùfacilechemivieneinmente.«Cosavuoifaredopoilcollege?»Soche avreidovutodomandarlequalcosadipiùpersonale,qualcosachemiaiutasseavincereilgiococon Zed. Tessaciriflette,sipicchiettaunditosulmentoprimadirispondere.«Be’,vorreifarelascrittriceo lavorareinunacasaeditrice,laprimadelleduechemiriesce.» Erafaciledaindovinare. Nonledicochehoglistessiprogetti.Alzogliocchialcieloeguardoilvuoto. «Sonotuoiqueilibri?»domandaindicandoloscaffale. «Sì»,borbotto. «Qualèiltuopreferito?» Cheficcanaso. «Nonnehodipreferiti»,mento.Staandandotropposulpersonale,edèinquestastanzadaunbel po’ditempo.Dirlequalisonoimieilibripreferitinonmiaiuteràaottenereciòchevoglio. Devocambiareargomento.Devofarlainnervosire.«Mailtuoragazzolosacheseidinuovoauna festa?Checoglione,poveretto.» «Nonparlarecosìdilui,è…luiè…carino.»

Mivienedaridere:ècosìdifficiletrovareuncomplimentodafareaquelsuofidanzatoconi mocassini. Mipuntaunditoaddosso.«Edisicuroèpiùeducatodite.» «Carino?Èquestalaprimaparolachetivieneinmentequandoparlideltuoragazzo?Carinoèil tuomodo‘carino’perdirecheènoioso»,commentoscoppiandoaridere. «Nonloconosci»,insisteconunaveemenzaammirevole,devoammettere. «Be’,socheènoioso.Siintuiscedalcardiganedaimocassini.»Ormaistoridendoacrepapelle. Non resisto. Quando vedo la sua espressione infuriata rido ancora di più, e immagino quel bambolottoKenchepiangeperchéhaunbucosulmaglionedicachemire. «Nonportaimocassini!»Tessasicoprelaboccapernonridereasuavolta.Beveunaltrosorso d’acqua. «Be’,stacontedadueannienontihaancorascopata,perciòdireicheèunosfigato.» Tessarisputal’acquanelbicchiere.«Cos’haidetto,scusa?!» «Mihaisentito.Theresa.»Lesorridoeleisiarrabbiaancoradipiù. «Seiunostronzo,Hardin.» Ah,quantomipiacequandosioffendecosì… L’acquafreddaschizzasulmioviso. Resto spiazzato dalla sua audacia. Pensavo che ci stessimo divertendo a fare battutacce. Mi sforzavodiirritarlaemisembravachefacessepiacerealeiquantoame. Agiudicaredallasuaespressionedisgustata,probabilmentenonècosì. Perchéhotiratoinballoilsuoragazzo?Sonounidiota.Andavatuttobene,leieraincameramia, ridevaconme,ehorovinatotutto. Siprecipitafuoridallastanzamentreiomiasciugolafaccia.Restoaguardarladallasogliamentre scendelescaleduegradiniallavolta. Rientroincamera,conilronziodelventilatoresulsoffittocomeunicacompagnia.Misiedosul letto,eperlaprimavoltadaquandoabitoquivorreichecifossequalcunonellastanzaconme.

9

Nelmomentoincuilelabbradileitoccaronolesueperlaprimavolta,luilosentì.Sentìcambiare

qualcosanelprofondodisé,inunangolonascostoecopertodipolvere.Unpuntochenessunoaveva

maitoccatodaquandoluiricordava,probabilmentedasempre.Leilorisvegliò,gliportòlaluceele

risateeildesiderio,edalprimomomentoincuilelorolabbrasiincontraronoluiseppechenon

sarebbepiùstatoquellodiprima.

TESSAmihaschizzatol’acquainfacciaesen’èandatafacendol’offesa.Eorastoandandoacercarla alpianodisotto,dopoessererimastochiusoincameraperpochiminuti,apiagnucolarecomeun bambinoacuisièrottoilgiocattolopreferito. MaTessanonèilmiogiocattolopreferito:ètroppolucidaenuovapergiocarciconlemiemani sporche. Volevo solo ridarle il buonumore, ma evidentemente non ci sono riuscito. Avrei dovuto immaginarecheparlarledelsuostupidofidanzatol’avrebbefattainnervosire. Èdavvero irritante.Sisentesuperioreedèmolto volubile.Ipersensibile,ecco cos’è,emifa incazzare.Cherazzadipersonalanciaunbicchiered’acquainfacciaallagente,inquelmodo?Per essereunachehaun’opinionecosìaltadisestessa,sicomportacomeunabambinapetulante. La trovo in cucina, che sta bevendo da una bottiglia di liquore.Si guarda intorno cercando qualcuno,ementrelaosservosentosuonareiltelefonointasca.ÈunaltromessaggiodaKen:Karen preparalacena,stasera,setivadipassare.C’èunacosadicuivoglioparlarti.Nonhairispostoai mieimessaggiprecedenti,quindihopensatochesetiscrivoalletredinottealmenotitrovosveglio. Vuoleparlarmidiqualcosa?Hodimegliodafare,peresempiofarvedereaZedchicomandaqui dentro.TornoaguardareTessaemiaccorgocheZedèconlei. Ovviamente,appenalaperdodivistaunmomentoquelfarabuttosifasubitoavanti. Tessastaancorabevendo;nondovrebbeberecosìtanto.Domanistaràmalissimo.Èevidentecheè inquestomodocheZedsiprefiggediconquistarla. «Guardacomesono carini.»Girandomi mi ritrovo accanto Stephconuncocktail inmano.I capellirossisonospettinatiintornoalviso. TornoaosservareZedeTessa,estavoltaprestopiùattenzionealmodoincuileisospiraelo guardanegliocchi.Sembraasuo agio:halespallerilassateegliocchidolci.Molto diversada quandoèconme.NonconosceZedmegliodicomeconoscame,quindicomesispiegaladifferenza? Saràperchélui,diversamentedame,lafissasolonegliocchienonsifadistrarredallascollatura?Si sporgeversodileieleiglisorride.AquantopareZedhadecisodifareilpoliziottobuonoedi lasciareameilruolodiquellocattivo. Èpiùbravodiquantopensassi. Tessaguardaverso laportaeStepharretraprecipitosamente,tirandomiper ilbraccio.Mela scrollodidosso. Hagliocchiiniettatidisangue,lepupilleridotteaduepuntiniinunmaredirosso.«Nondirleche

sonoqui.Sonostufadifarledababysitter»,sbuffa.NonsisforzaneppuredifingerequandoTessa nonèneiparaggi.Unastronzadiprimacategoria. Una bionda ubriaca in un vestito attillatissimo mi passa davanti e mi fa l’occhiolino.Me la ricordo…credo. «L’haiportatatuqui»,ricordoaStephintonoallegro.Lacosanonmiinteressaaffatto.Nonso neppureperchégliel’hodetto,anzi. «Eallora?Misonoscocciatadileiperstasera,esietevoidueacontendervela,ricordi?»Alzale spalleesiallontanadame. Be’… «Perderaiserestilìimpalatocomeunmaniaco!»gridaSteph,cheharaggiuntolaportad’ingresso estaprendendopermanoquellostranotiziodicuisilamentavalasettimanascorsa. Perderò? Maperfavore.Èimpossibile. Maèancheverochenonresteròquiimpalatocomeunmaniaco. Tornoinsalottoevadoasedermisuldivano.Aspetteròchesialeiaveniredame.Siannoieràa parlarediscienzaepianteconZed,«salvareilmondounfioreallavolta»etuttequellestronzate. Magaricicredeanche,maconquellolìnonsicapiscemai.Piùprobabilmente,sirendecontoa livelloinconsciochesololepiantelosopportano. Dopounpo’Tessarientrainsalotto,conZedchelestaappiccicatocomeuncagnolino.Nonmi vedeneppureevaasedersiconimieiamicisulpavimentoapocadistanzadame. Misentostrizzareunbraccioelabiondadipocoprimamiabbracciaconforza. «Hardinnnn…»biascica,cosìubriacachenoncapiscosevogliamolestarmiosesiaggrappiame solopernoncadere.«Chebellorivederti.Sarebbeancoramegliotoccarti…» Laspingoviadelicatamente,tentandodidivincolarmi.Mal’alcolhafattodileiunpolpotenace,e miafferradinuovo.Allafinemispostoaccantoaunodei«confratelli»dicuinonricordomaiil nome,prendounbracciodellaragazzaeloappoggiosullaspalladilui.Ilrestodelsuocorposi accasciasudilui:«Steeeeveeee…Daquantotempoooo…»farfuglia.Menevado,semprepiùirritato aognipassosullamoquettesporca. «Gliautobuspassanopertuttalanotte?»stachiedendoTessa,ormaiubriacafradicia.Halavoce piùroca,failbroncioesimangialeparole. Micostringoasmetterediascoltarlaetornoincucina.Nonèunmioproblema:nonhomotivodi interessarmialsuostatodiubriachezza.Menodidiecisecondidopotornoinsalottoemifermo davantialei,cheèsedutaaterra. Quandomivedemilanciaun’occhiatacciasupponente.Lofaspesso,aquantopare. NonconZed,però.MaiconZed. «TueZed,quindi?»lechiedo,eleisialzainpiedibarcollando.Quantohabevuto?Nonsicapisce; losguardosembralucido. Laprendoperunbracciomentremipassadavanti.«Lasciamiandare,Hardin»,esclamaalzandole braccia.Tento dinonriderediquelgesto melodrammatico.Siguardaintorno comeincercadi qualcosadatirarmiaddosso.«Stosolotentandodicapirecomefareconl’autobus.» Mioltrepassaconunaspallataeiolaprendodelicatamenteperunbracciopernonfarleperdere l’equilibrio. «Ehi, ehi, frena:sono le tre di notte.Non passano gli autobus.» Lascio il braccio e vedo la comprensionefarsistradasulsuovolto.«Graziealtuonuovostiledivitaalcolico,anchestavoltasei bloccataqui.»

Èinnegabilmenteunasituazionebuffa.Ripeteognicinqueminuticheodiaquestoposto,eora

dovràpassarciun’altranotte.

Miguardacongliocchionieilbroncio,eioneapprofittoperrigirareilcoltellonellapiagadel

suoego.

«AmenochetunonvogliaandareacasaconZed…»

Milanciaun’occhiatacciaesiallontanasenzadireunaparola.

Chesensohaseguirlaovunqueetentaredifarlaarrabbiare?Nessuno,stosolosprecandotempo.È

bravaquantomeinquestogioco.

Tornoincameramia,prendounlibrodalloscaffale,mitolgolamagliettaeijeanselibuttoa

terra.Aproilromanzoeinizioaleggeredaunapaginaacaso:

Acosaservivanolacolleraoleprotestecontrotantascioccacredulità?Quellaseraciseparammoindisaccordo;

mailgiornoseguentemividesullastradadiWutheringHeightsaccantoalponydellamiaostinatapadroncina.

Nonsopportavolasuasofferenza,nonsopportavodivederlapallida,abbattuta,congliocchigonfi;eavevoceduto

nellatimidasperanzachelostessoLintonpotessedimostrare,conlasuaaccoglienza,quantopocofossefondatoil

raccontodiHeathcliff.

LabiondaCatherineeralì,sullimitaredellabrughiera,conicapellilegatidaunfioccorosso comeilsanguechelescorrevanellevene.Erafuoridisé;eraperduta.Sigiròversodilui,lasua vocerimbombònell’ariatradiloro:«Hardin?» LavocediCatherineècosìforte,cosìfortecheentranelmiosonno.Stosognando? «Hardin!Hardin!Perfavore,apri!» Saltogiùdalletto,confusoespaventato,evedogirareilpomellodellaporta.Qualcunolasta prendendoapugni. «Hardin!»gridaancoraquellavoce. Maè?… Aprosubitolaporta.MitrovodavantiTessa,conun’espressioneinorriditaegliocchisbarratiper lapaura.Rabbrividisco,eall’improvvisotuttiimieisensisonoall’erta. «Tess?»Mistropicciogliocchiperscacciareilsognoeconcentrarmisullarealtà. «Hardin,perfavore,mifaientrare?C’èuntizio…»Sigiraaguardareincorridoio,quindiesco dallastanzapervederecos’èstatoaspaventarlainquelmodo. Neil viene verso di noi, con gli occhi rossi e la maglietta sporca.È disgustoso.Quando si appoggiaalmuropernoncadere,capiscofinoachepuntoèubriaco. PerchéTessascappadalui?Nonavràmica… Neilincrociailmiosguardoesiblocca.Sehaunbriciolodicervello,orasigireràesitoglierà dallepalle.Altrimenti,Tessaetuttequestepersonenelcorridoio–chenonhannol’ariadivolerla aiutare–sigodrannounbellospettacolo. Torno a guardarla, per assicurarmi che Neil non abbia fatto nulla che mi obbligherebbe a nascondereilsuocadavereprimachearrivilapolizia. «Loconosci?»michiedeconvocerotta. Mitremanolemanilungoifianchi. «Sì,entra.»Latrascinoincameraemisiedosulletto.Miscrutaintensamente,eiomistropicciodi nuovogliocchi.«Staibene?»lechiedo. Sembraaposto;nervosa,forse,manonpiange.Èunbuonsegno,almenocredo. «Sì…sì.Scusasetihosvegliato,manonsapevocosa…»

Mipassolemanitraicapelli,liscostodallafronte.«Nonpreoccuparti.»Notocheanchealei tremanolemani;lefaccioladomandachehointestadaquandohoapertolaporta.«Tihamessole maniaddosso?» Miassalgonoistintiomicidi.NessunosentirebbelamancanzadiNeil,questoèpocomasicuro. «No»,iniziaadire,mapoiesita.«Cihaprovato.Sonostatatantostupidadachiudermiachiavein unastanzaconunestraneoubriaco,quindimelasonocercata.» Sel’ècercata?Machecazzodice? «Nonècolpatua.Nonseiabituataaquestotipodi…situazioni.»Misforzodimantenereuntono calmopernonspaventarlaancoradipiù.L’hovistosuccedereatanteinvitamia.Damiamadrealle ragazze ubriache durante le feste.L’anno scorso ho dovuto salvare Molly dalle grinfie di Neil. Pensavo cheavesseimparato lalezione,dopo chegli ho rotto il naso elussato unaspalla,ma evidentementenonècosì.Èchiarochehabisognodiunripassino.Loganmiaiuterà,comel’altra volta. Tessasiavvicinaelefacciocennodisedersiconmesulletto.Sisiedeeposalemaniingrembo. Lasuaespressionevulnerabilemiricordaall’improvvisocheindossosolounpaiodiboxerneri. Vorreimettermiqualcos’altro,manonvoglioattirarel’attenzionesulfattochesonomezzonudo,e nonintendometterlaulteriormenteadisagiodatocheèvenutaquipertrovarerifugioetranquillità. «Nonhointenzionediabituarmici.Èdavverol’ultimavoltachevengoqui,oaqualsiasifesta.Non soneppureperchécihoprovato.Equello…eracosì…» Rabbrividisceelelacrimeinizianoascorrerlesulleguance. «Nonpiangere,Tess»,sussurro,eposounamanosullasuaguancia.Leasciugolelacrimeconil polliceeleitirasuconilnaso.Èunsuonocosìinnocenteevulnerabilechenonriescoastaccarlegli occhididosso. «Nonavevonotatoquantofosserogrigiituoiocchi»,leconfido. Nonavevoprestatomoltaattenzioneaidettagli,finora,aparteilsenoelasuscettibilitàaimiei giochetti.Erotroppooccupatoconaltrecose,tropposuperficiale. Mapoimidicochenonèvero,chesonounbugiardo.Hoprestatoattenzioneaiminimiparticolari diquestaragazzafindalprimogiornoincuil’hovista. Hoancoralamanosullasuaguanciaeleimiguardaancora,schiudendolelabbracarnose.Mi prendoilpiercingtraidentielostrattonocomefacciosempre.Continuaaguardarmilabocca,e quandotolgolamanosisporgeinavantiepremelelabbrasullemie. Inspirodiscatto,coltototalmenteallasprovvista.Cosastafacendo?Ecosacazzostofacendoio? Manonmifermo.Nonciriesco.Lepassolalinguasullelabbramorbide,accolgoisuoisospirie leposolemanisulleguance.Sospiracomesebaciarmifosseunsollievo.Halapellecalda,muovele labbracondelicatezzaenervosismo.Laprendoperifianchi. Quandosentoilsaporedellavodkasullalinguamitiroindietro. «Tess…»sospirosullesuelabbra.Sospiraanchelei,elepassolalinguasullelabbraperfarle schiuderedinuovo.Tentodischiarirmiipensieri:comesiamoarrivatiaquesto? Misento calmo,diversamentedalsolito.Èpiacevole.Èunsollievo daquelfuoco chebrucia dentrodimecostantemente.Nonmieromaisentitocosìsereno;mifaquasipaura. Lamiamentenonhapiùilcontrollodellasituazione:lesensazionidellasuaboccasullamia hanno preso il sopravvento su tutto il resto. La stringo più forte sui fianchi e la tiro a me, sdraiandomisulletto.Leimisalesopraeposalemanisulmiopetto.Lasualinguastuzzicalamia, senzamaismettere.Èdavverobrava.Cazzo,èbrava. Isuoicapelliricadonosullamiapelle,emistaccodalei.Ilgemitochesilasciasfuggiremelofa

venireduroall’istante.Mivuole.Oramistaaccarezzandoilpetto,ecapiscochevuolemetterealla provaisuoilimiti. Nonpermetteròchecispingiamotroppooltre.Nonstasera.Habevuto,enonmipiaccionoqueste cose.Lavoglio…voglioscoparlaeriscoparla.Sentirlatutta,ognicentimetro.Manonstasera.È vergine,mafindovesièspintaconilsuoragazzo?Sièmaisdraiatasudiluiquandoluierainboxer, strusciandosiinquestomodo,provocandolo?Èdavverocosìconlui,epoifalasantarellinaconil restodelmondo? Lalinguadiqueltipoèpassatasullapellemorbidadelsuocollo?Dacomeleiansimasottoil toccodellamia,direidino.Mugola,eiolesollevoicapelliperbaciarlasulcollo.Poiscendopiùin basso,lemordicchioleclavicole,eleigemedinuovoemormorailmionome. Tornoabaciarlaeleicontinuaastrusciarmisiaddosso.Sochesentequantosonoduro,quantola voglio. «Hardin, fermati…» mormora, ma non stacca la lingua dalla mia.«Hardin!» ripete.Mi tiro indietroperguardarla.Halelabbragonfie,diunrosainvitante,gliocchispalancati. «Nonpossiamo»,dice.Staccaleditadameeilcaloresitrasformainghiaccio. Sapevochenonsarebbedurato;erasolo…lafogadelmomento.Unmomentocheavreivolutofar continuare,maprimaopoituttofinisce.Miappoggiosuigomiti,leiscendedasopradimeesisdraia sull’altrametàdelletto. «Midispiace,scusami.»Halavoceroca,enonsembraper nientedispiaciutaagiudicaredai respiriaffannosiedalfattochenonsmettediguardarelamiabocca. Mitornainmenteunlibrocheholetto,incuiledonnediunacittàsmettonodichiederescusanella vita quotidiana. È interessante perché capiscono che il novanta per cento delle scuse che pronunciavanoeranopercosedicuinonavevanocolpa.SeTessaabitasseinquellacittàsitroverebbe moltoasuoagio. «Dicosa?»chiedocontuttalacalmadicuisonocapace.Mialzoevadoadaprireilcassettopieno di magliette nere buttate alla rinfusa.Ne indosso una, e lei mi guarda, guarda i miei boxer.E arrossisce. «Diavertibaciato…» Perchésiscusadiavermibaciato?Senonvuoleaverenienteachefareconme,nonlovoglio neanch’io;manonlehodatomotivodipensarechenonvolessiquellochevolevalei. «Èstatosolounbacio;lagentesibaciaincontinuazione.»Stoattentoamantenereuntonodivoce neutro,per nonfarlasentireancorapeggio.Ègiàpentita,edèprontaafuggiredaunmomento all’altro.Esefuggedovròinseguirla.Nonpossoritirarmidalgiocoproprioorachestofacendo progressi.Leimihatoccato,hoassaporatolasualingua.L’hofattaansimare,voleredipiù.Ormai sonointesta,nonpossoperderequestovantaggiosuZed.Leiingigantiràlaquestione:selaconsolo, èmoltopiùprobabilechesifididime,elasuafiduciamifrutteràun’altrapossibilitàdispingermi piùinlàdicosìlaprossimavolta. Guardaaterra.Dinuovo.Ègiàcosìpentitachenonriesceneppureaguardarmi?Nonmipiaceil modoincuimisento. Nonpuòesseregiàpentita;senonnevienefuorisonofottuto,vinceràZed. «PossiamononfarneunaquestionediStato,allora?»chiedeTessa. «Credimi,neanch’iocitengoafarlosapereatutti.Eorasmettidiparlarne.» Cirestamale,evorreirimangiarmileparole.Sonoproprionegatoperquestecose. «Vedocheseidinuovoquellodiprima.»Ilsuosguardosifapenetrante;sistapreparandoauna battaglia.Vorreiribattereatono,matengolaboccachiusa.

Nonsanientedime.Mifaincazzarechepensidiesserediventataun’espertadiHardinScottdopo avermivistotreoquattrovolte.Sicredemiglioredime,ehailterrorechelagentevengaasapere chemihabaciatoperché…be’,iosonoioeleièMissPerfezione.Nonriescopiùatacere. «Nonsonomaistatounaltro:nonpensarechesoloperchémihaibaciato,praticamentecontrola miavolontà,cisiaqualchelegametranoi.» Sentolemieparoleabbattersisudileicomeunarietedisfondamento.Sialzainpiedi,furente. UnamodernaGiovannad’Arco,prontaabruciarmisulrogo. «Avrestipotutofermarmi»,sibila.Stringeipugniesembrapensarechesianofattidifuoco. Lamiaboccarispondedasola:«Difficile». Sospiraenascondeilvisotralemani.Distolgolosguardo.Ècosìemotiva,enonèneppurequesta lacosapiùstrana.L’emotivitàènormale,immagino,maleilatirafuorisenzaalcunritegno.Non sonosuoamiconésuoparente,eppuremibuttainfaccialesueemozionicomeselaconoscessida sempre.Nonhapauradimostrarmicosaprova;nonsembraadisagioaesporsiinquestomodo. Theresa Young è un mistero che non riesco a risolvere.È aperta e fragile, e al contempo guardingaetaglientecomeilvetro.Nonlacapisco.Èdavverostrana.Lasuadisponibilitàafarsi vedereinquestostatofaunpo’tenerezza,manonlarendemenostramba. «Puoirestarequiperstanotte,datochenonhaiunaltropostodoveandare»,lepropongo. Tessafacennodino,simettelemanisuifianchiemiguardastorto.Vorreidirlechemidispiace diaverlatrattatamale,cheforseavoltemivengono fuoricosechenondovreidire,maperché sprecaretanteenergieperun’estranea?Nonmiconosceenonmiconosceràmai. «No,grazie.» La guardo allontanarsi in corridoio, stringo lo stipite della porta e in silenzio le auguro la buonanotte,sapendocheionondormiròbene. «Tessa»,lachiamoconunfilodivoce:nonsosevogliochemisenta.

10

Erasemprestatotestardo,findalprincipio.Quellaragazzatoccavadeitasticheluinonsapevadi possedere,eloinducevaaguardareilmondoconocchinuovi.Nonsisarebbemaiaspettatocheda quelsuogiocopotessevenirefuoriqualcosa,enonsirendevacontocheognisguardodilei,ogni sorriso con cui lo premiava contribuivano a trasformarlo.Fin dall’inizio fu protettivo nei suoi confronti,enoncapìchestavadiventandoautoritario.Tentòditrattenersi,manonneebbelaforza, finchéfutroppotardi.

SE n’èandatadaventiminutienonlatrovo.PerchénonpuòesserecomeMolly,oun’altradelle ragazzeconcuisonostato,chetornanosempredame?Perchéècosìcocciuta? Conoscendola–perquelpocochelaconosco–sospettochefaràapezziognimiopreconcetto sulleragazze. Evviva.Cisaràdadivertirsi,cazzo. «Sen’èandata,bello.»Loganentraincucinaconunabottigliadivodka. Andata? Non può essere andata. Non sa neppure come tornare al campus, e quel cellulare antidiluvianononlaaiuteràsesiperde. «Impossibile.»Sentenzioprendendounbicchiere.QuandoaproilrubinettoNatemiguardaconun sorrisostupido. «Chec’è,stronzo?»glichiedotraunsorsod’acquael’altro. «Niente,bello.»RideescambiaconLoganun’occhiatad’intesa. «Misonopersoqualcosa?»domandoloro. «No.»Loganmiposaunamanosullaspallaeiomiscosto.«Perchélacerchi,dipreciso?» «Secondote?»ribatto,enonsosestomentendoosehoricominciatoagiocare.Sì,laScommessa èancoraincorso,mainquestomomentovogliosolosaperedovesiècacciataTessa. «Okay.»NatedàdigomitoaLogan,comefacevamoioeimieiamiciallemedie.«Be’,fattosta chesen’èandata.L’hovistauscire.» «El’hailasciatauscire?» «Eh?Chemeneimportaseesce?Nondovrebbeimportareneancheate…ocosìpensavo»,dice NateguardandoLogan. «Dov’èZed?»chiedo,perdarel’impressionediesserepreoccupatodellapossibilitàcheluipassi invantaggio. Mifannosegnodinonaverneideaesirimettonoachiacchieraretraloro,comeseavesserogià persointeressenellafaccenda. Miallontanodalìstringendoipugni.Magarihachiamatoun’amicaperfarsivenireaprendere… Avràqualcheamica?Sembrailtipodiragazzinasputasentenzedicuinessunovuolessereamico. Comeme,inpratica.Maleggermentepiùsimpatica.Leggermente… Nonsaràcosìstupidadafarsicinquechilometriapiedipertornarealdormitorio. Cosìstupida?No.

Cosìtestarda?Certochesì. Tornoacontrollarealpianodisopraperassicurarmichesiadavverouscitadicasa.Lamiastanza èvuota;speravochedecidessedifarelarompiscatoleeintrufolarsidinuovolì.Speravoquasidi trovarlasullettoconinmanounodeimieilibri. Mano,ovviamentehadovutofareladifficileeandarsene.Dasola. Dasola. Porcaputtana,èingiroperstradadasola. Cherazzadi…Porcaputtana,mifaincazzare.Potevamoscegliereunaragazzapiùrompipalledi leiperlaScommessa?Nonpensoproprio. «Nate!»gridosopralamusica,correndogiùperlescale. «Chec’è?Vaidifretta?»faluiconunsorrisetto,eiorallentosugliultimigradini. «No,èsolo…»Miscostoicapellidallafronte.«Cercavoquellabruna,quellaconlacanottieraele tetteenormi»,mentomimandoconlemanilecurvediquellaragazzaimmaginaria. Nateabbassalosguardoesorride.Intravedoiltatuaggioall’internodellabbroinferiorequando dice:«Ah,hocapito». Fal’occhiolinoeLoganride. «Be’,vadoacercarla…»Lisentoparlottarementregirosuitacchiemiallontano.Escodicasa senzaguardarmiindietroesalgoinmacchina.Lestradesonodeserteedileinonc’ètraccia. Dopo qualche giro dell’isolato decido di andare direttamente al suo dormitorio.Ormai sarà arrivata.Perforza,dev’esserearrivata. Quandoraggiungol’edificiomirendocontodiessereingirodadueore.Laportadellastanzasi apresenzadifficoltàetrovo StepheTristansulletto.Sono entrambisenzamagliettaeleilo sta accarezzando.Staccalaboccadaluiesialzaasedere. «Possoessertiutile?»Sileccalelabbraeliminandoleultimetraccedirossetto. «Dov’èTheresa?»chiedo.TristanraccoglielasuamagliettaeStephglielastrappadimanoela buttaperterra.«Allora?»insisto. «Nonèqui.L’abbiamovistaperstrada.»CominciaabaciareTristansulcollo,eamevienevoglia divomitare. «Cosa? L’avete vista e non vi siete fermati?» Afferro la maglietta di Tristan e gliela lancio addosso,colpendoliinpienafaccia.Tristansialzadallettoeioindietreggioversolaporta. «Stephmihadettodinonfermarmi»,spiegamentresiriveste. «Machecazzotièpreso?»chiedoalei. «Cheproblemac’è?»ribattesghignazzando.«Unapasseggiataleavràfattobene.» «Ehi»,faTristandandoleunaleggeragomitataconariadidisapprovazione. Stephalzagliocchialcielo. «Vestitevi,tuttiedue,efuoridiqui.Arriveràdaunmomentoall’altro»,dico. «Questaèlamiastanza,nonmenevado»,replicaSteph. «Edai.»Cercounascusapermandarlavia.«Hobisognodistareunpo’dasoloconlei.» Stephscoppiaaridere.«Perché?Perscopartela?» «Perandareinquelladirezione,sì.» «Andiamo dame,Natenoncisarà»,proponeTristan,sistemando unacioccadicapellidietro l’orecchiodiSteph.Leisorrideeannuisce. Rimastosolo,misiedosullettodiTessa.Mentrecercodidecideresefrugaretralasuarobaper togliermiqualchecuriosità,siaprelaporta.Eccolalì,sullasoglia:sembradiventatapiùaltaestringe ipugni.Trattieneastentolarabbia.Quandolesorrido,sbotta:«Tumiprendiingiro!»

«Doveseistata?»lechiedointonocalmo,adifferenzadilei,cheèinfuriata.«Tihocercataper quasidueore.» «Cosa?Perché?»michiede,conun’espressioneametàtral’esasperatoeilconfuso.Haleguance arrossatedallafrescaariaautunnaleeicapellispettinatidalvento,nonisolitiricciordinati. Tentodispiegarmi,mamiescesoltanto:«Nonmisembrasaggioandarseneingirodasoladi notte». Inaspettatamente,scoppiaaridere.Macheproblemaha?Enonèunadellesuesoliterisatinefinte, unsorrisinoeducato.Èlarisatadiunapazza. «Vattene,Hardin…vatteneebasta!» «Theresa,io…» Qualcunobussaallaporta,interrompendomi. «Theresa!TheresaYoung,apriquestaporta!»strillaunavocedidonna. «Hardin,nasconditinell’armadio»,bisbigliaTessa,prendendomiperunbraccioetirandomisudal letto. «Nonho laminimaintenzionedinasconderminell’armadio.Haidiciottoanni»,ribatto.Tessa correallospecchio,siispezionarapidamenteilvisoesilisciaicapelli.Corredall’altrapartedella stanzaconuntubettodidentifricioinmano,nefauscireunpo’eselostrofinasullalingua.Mi sembradiguardareunaragazzinasorpresaausciredinascostodacasadellamamma.Vaallaporta conarianervosa.Letremalamanomentregirailpomello. «Ciao!Cosacifatequi?»chiedeallamadre,cheentranellastanzaseguitaaruotadaun’altra persona. Ilragazzodellavoltascorsa.Noah. La madre di Tessa viene dritta da me, ma sono troppo impegnato a osservare il ragazzo.Il fidanzatodiTessa,ilfamigeratoNoah.HaicapellidiunbiondopiùchiarorispettoaquellidiTessa, indossa un morbido cardigan e pantaloni cachi ben stirati.Aquest’ora del mattino sembra una riproduzioneancoraincellofanatadiunragazzopreppy. Machecifaqui?Lecosetralorosonocosìserie? ÈstatoluiachiamarelamadrediTessa,unaspeciediguardianodellamoralità? La donna fa un gran respiro e butta fuori l’aria.«Dunque è per questo che non rispondi al telefono?Perchéhaiquesto…questo…»Agitalebraccia,lostessogestochefasempresuafiglia. «Questoteppistatatuatoincameratuaalleseidelmattino!» Teppistatatuato?Maperchéquestedonnedevonousareinsultidaprimaelementare? Tessaraddrizzalespalle,prontaallabattaglia. Be’,almenoorasodachihapresoilviziodispararesentenze.Elecurve,elasuscettibilità. Fulminaconlosguardolamadre,maleinonsembraaccorgersicheleunghiedellafigliaincidonoi palmi.Echeilsuocollosistaarrossando.Noncifacaso.Eneppureilfidanzatino. Questomiirrita:cheTessavengarimproverataperchésicomportacomeunanormalematricola delcollege.Anzi,èmoltopiùresponsabiledellealtrematricolecheconosco.Suamadredovrebbe esserefieradilei. «Ècosìchepassiiltempoalcollege?Staifuorituttalanotteetiportiiragazziincamera?»sbraita ladonna.«IlpoveroNoaherapreoccupatissimo,edopoesserevenutifinquititroviamoaspassartela conchissàchi.» Chissàchi?Noahstaindietreggiandopianopianoversolaporta,senzaaccorgersene,mentrela donnacontinuaagridare…Hol’impressionechegliabbianofattoillavaggiodelcervelloancora peggiocheaTessa.

Nonriescoatrattenermi:rispondoprimachepossafarlolei.«Adireilverosonoappenaarrivato, eleinonstavafacendonientedimale.» Tessamiguardacomesefossipazzoacontraddiresuamadre.Dalcantosuo,quelladonnasembra altrettantoincredula.Elasuaincredulitàèesilarante:questepersonenonhannoideadiciòdicui sonocapace. «Scusa?Disicurononparlavoconte.Nonsoneppurecosacifacciaunocometeincompagniadi miafiglia.» L’idiotanell’angolorestainsilenzio,efabene. «Mamma…»faTessa,tentandodisembrareminacciosa.Milanciaun’occhiata:ilsuosguardoè piùdurodelsolito.Nonsoseperl’imbarazzooperlarabbia. Lamadrenonbatteciglio.«Tessa,haipersoillumedellaragione»,diceadentistretti.«Sento puzzadialcolfindaqui,eimmaginosiacolpadellatuaadorabilecompagnadistanza…ediquesto qui»,concludeemipuntaunditoaddosso. Semiconoscesse,abbasserebbesubitoqueldito. «Hodiciottoanni,mamma»,iniziaTessa,magiàintonosconfitto.«Nonavevomaibevuto,enon hofattonientedimale.Facciosololecosechefannotuttiglistudentiuniversitari.Midispiacechemi sisiascaricatalabatteriadeltelefono,echetuabbiadovutoprenderelamacchinaevenirequaggiù, mastobene.» Sisiedesulbordodellasedia.Nonmipiaceilmodoincuiqueiduelamettonoadisagio.Mi sembra un’estranea a vederla così, seduta ad aspettare timidamente il prossimo colpo di quella stronzadisuamadre. Restoimmobile.Anchequandogliocchiditempestadiquelladonnatornanoaposarsisudime. «Giovanotto,potrestilasciarcisoleperunmomento?» Nonèunarichiesta.Equel«giovanotto»sembraunaformadicortesia,mainrealtàèilsuomodo diparlarmidall’altoinbassosenzachesinoti.Sonocresciutotraragazziricchi,hopresenteiloro metodi. GuardoTheresaecercodifarlecapirechenonmeneandròseleinonselasentediaffrontareda solalamadreeilfidanzato.Leiannuisce,mavedolaconfusioneneisuoiocchigrigi. Esco,comemièstatochiestodifare,maconunpesonelpetto.

11

Quando iniziò avederlainsogno,sispaventò amorte.Oraleilo divoravainunboccone,fino all’ultimabriciola.Eraterrificantepensareacosaavrebbepotutofargliunavoltaentrata.Ilragazzo nonvolevapermetterglielo,manonavevalaforzadiopporsi.Sierasempreconsideratoforte.Era luiilre,finchéeraarrivataleiarubarglilacorona.

ASPETTO chelaportasiapraechelamadreeilsuoscagnozzosenevadano.Passanoiminutie inizioadubitaredellamiasanitàmentale. Perchélaaspetto?Cosalediròquandosarannoandativia?Vorràparlareconme?Forsesì,semi scusodiaverlepermessodibaciarmi.Forsebasteràarisolveretuttiiproblemi. Finalmentelaportasiapreelamadremilanciaun’occhiataccia.DietrodileiesconoTessae Noah,manonellamano. Erosedutodavantiallaportaemialzoinpiedisenzasaperebenecosadire,masentol’esigenzadi direqualcosa,difarequalcosa. «Andiamoincentro»,miinformaTessa,ecos’altropossofaresenonlasciarliandarevia? Nonriesco asmetterediguardarelasuamano inquelladelsuo ragazzo.Leiarrossisceesi allontanamentrelamadremirivolgeilsorrisopiùfalsocheabbiamaivisto. «Nonmipiaceproprio,quellolì»,sentodirealfidanzato. «Neppureame»,mormoraTessa. Megliocosì.Perchéancheleinonmipiaceperniente.

Quandorisalgoinmacchina,iltelefonovibranelportabicchieridelcruscotto.Rispondoquando

vedoilnomediMolly.Dicesoltanto:«Titiroicapelli»,eriattacca.

Cinqueminutidopoentronelsuoappartamentosenzabussare,elasuacoinquilinamiguardamale

dasottolecigliacarichedimascaraefauntirodallasigaretta.«Èincamerasua.»

Mollyèsdraiatasulletto,conunmucchiodicuscinisottolatestaelegambedivaricateenude.La

stanzaèpiccola,haleparetiazzurretappezzatediritaglidirivistedimoda,quasituttefotoinbianco

enero.Illettoèdispostolungolapareteoppostaallaportaenoncisonofinestre.Impazzireiinuna

stanzasenzafinestre,nonmistupiscocheleicipassimenotempopossibile.

Mifacennodiraggiungerlasulletto:icapellirosasonospettinatielegatiallarinfusaincimaalla

testa.«Benebene,guardaunpo’chièarrivato»,miprendeingiroquandomisiedoaccantoalei.Si

alzalagonnapermostrarmilemutandinenere.Sipassalemanisullecosceesulbordodipizzo.

«Mihaichiamatotu»,lericordo.

«Etuseivenuto»,cinguettasarcasticaeorgogliosa.

«Nongasartitroppo.Miannoiavoetutiseiresadisponibile»,dicointonocasuale,eleisifinge

offesa.

«Questoèvero»,confermascoppiandoaridere;nonhaunbriciolodipudore.

Miprendeperilbraccioconunamanofreddaemitiraasé.L’abat-joursulcomodinoilluminale

cicatricichehasulpolso.

MibaciasulcolloeiomisforzodinonpensareallelabbracarnosediTessa.Sisdraiasopradi

me,misbottonaijeanselitiragiùinsiemeaiboxer.Sollevoifianchiperaiutarlaaspogliarmi,e

intantocercodiconvincermichelovoglio.Èdivertente.Èquellochefannolepersonecomemeper

divertirsi.LepersonecomemeeMolly,lepersonerovinate.Iohoimieiproblemieleihaisuoi:

problemidicuiperfortunanonmihamaivolutoparlare,problemidicuinonmifregaabbastanza perchiedere.Socheècomeme,enonhobisognodisaperealtro. Mistuzzicaleccandolapuntadelmiocazzo.Odioesserestuzzicato,quindilaafferropericapelli rosaelaspingoaprendermituttoinbocca.Miaccorgochehaunleggeroconatoemollolapresa. Sochelepiaceunpo’diviolenza…anzi,lepiacepiùdiquantosonodispostoadargliene. StringoicapellidiTessa.Lasuaboccaècosìbagnata,cosìcalda.Lasualinguasimuovesudime, piùaggressivadiquantoavreiimmaginato.Lesuemaniscorronosullemiecosce;lesueunghiesono piùlunghediquantoricordassi. «Hardin»,geme,econtinuaaleccare.Lavoceèstridula,strana. «Cazzo,Tessa.» AppenafiniscodidirequelleparolelelabbracarnosediTessasisgonfiano. Mollysiirrigidisceall’istanteesistaccadame.«Sulserio?» Mischiariscolavoce.«Cosa?» «Tihosentito»,diceconsguardominaccioso. «Nonhaisentitoniente,eanchesefosse,nonfarfintadinonavermichiamatoLog…» «Sta’zitto»,miintimaconungesto dellamano.«Vuoichefinisca?»chiedeintono dinuovo allegro,evedo chemiguardaconunastranacomprensione,comesentisseilbisogno diessere dispiaciutapermeoqualchestronzatadelgenere. L’ideamifainfuriare.Èsolaesbandatacomeme…Chedirittohadicompatirmi? «No.»Mirimettoijeans,mialzoeinfiloiltelefonointasca,eleimistaancoraguardandoinquel modo.Lamiarabbianonsignificanullaperlei. «Nontiaccompagnoallaporta»,ride,tornandoperunmomentoalsuosolitonichilismo.Mapoi aggiunge:«Sta’attentoconquestastoria.Leragazzecomeleinonscelgonomaiideviaticomete». Ilsuosguardoèancorapiùrattristatodiprimaemifavenirevogliadivomitare.Sochenon intendevainsultarmi,èsinceraerealista,manonhobisognodeisuoiconsigli. Nonvoglio«esserescelto»daTessa.Voglioscoparmelaevincere.Tuttoqui. Senzadireun’altraparolaescoetornoacasa.

12

CONTINUANOabussareallaporta.L’uomolìdietromichiamapernome,eiotentodinonfarerumore nascondendominell’armadioamuro.Michiudodentroeaspetto,mitappoleorecchiepernonsentire icolpisullaporta. «Escisubito!»tuona. Miopadreèdinuovoubriaco;ormaièubriacotuttelesere. Conunultimocolpo,ilsuopugnosfondaillegnodellaporta,eunbrividomicorrelungola schiena.Odioaverepauradilui…nondovreiproprioaverne.Hododicianniesonoaltoperlamia età.Dovreisapermidifendere. Perchéhopaura?Perchésonopatetico. Lasuavocesimescolaaquelledialtriuomini…sonotornati?Nonloso.Nondovrebbero,orache c’èlui,maforseluinonciproteggerebbecomunque. Laportadell’armadiosiapreeiomifacciopiccoloemiaddossoallaparetefinchénonmirestano piùnascondigli. Mi sveglio gridando nella stanza vuota.Sono chiuso qui dentro da quasi tre giorni di fila e nessunomihachiamato,nessunoèvenutoabussare.Masonoriuscitoalavoraremolto.Nonvoglio incontrarla.NonvogliovedereZedeglialtri.Neanchelorosisonofattivivi. Eccocosasuccedequandoseiinvisibile:anessunofregauncazzoditeetunonhainessunodicui tifreghiqualcosa. Raccolgodaterraunamagliettasporcaemiasciugoilsudoredalviso.Hoicapellibagnatiela vistaannebbiata,unamisceladipassatoepresente;perilmomentotengofuoridaquestocasinola mancanzadiunfuturo. Forsenondovreiusareiltermine«mancanza».Diventerò uno diquegliuominichelavorano troppo,scopanotroppoetornanoogniserainunacasavuota.Faròunmucchiodisoldi,comprerò unacasaancorapiùgrandediquelladiKenenonloinviteròmai,propriocomeDonDraper.Gliela faròvedere. Nonsocos’èchedovròfarglivedere,maqualcosacisarà. Oggimialzeròdaquestofottutoletto.

AppenaarrivoalcampuscercoTessa.Èunpo’chenonlavedo.ChissàseZedl’havista…Avrà segnatoqualchepuntoduranteilmioritirodaeremita?Èmetàmattina,quindiTessastaràuscendo dallalezionediletteratura.Amenochel’abbiasaltata… Sì,figuriamoci.Arrivo all’edificio mentrelalezionestafinendo,intempo per vederlauscire dall’aula.Sièfattaqualcosaaicapelli,sonodiversi.Unnuovotaglio,mipare.Lestannobene,non sonotroppodiversidaprima,maabbastanzaperchémeneaccorga.Michiedosesenesiaaccorto qualcunaltro…maquandovedousciredietrodileiilsuodamerino,Landon,midicocheluisene saràaccortodisicuro. Miavvicinolorodadietroedico:«Tiseitagliataicapelli,Theresa».

L’hocoltaallasprovvista;sigiraemisalutafrettolosamente,poiaccelerailpasso.Lesuescarpe bassefannouncigoliosullemattonelle.Perchévatantodifretta? Epoicapisco:nonvuolefarsaperealsuoangelicoamicochemihabaciato.Chepraticamentemi èsaltataaddosso. Ildisagiocheprovaèunasfidaacuinonpossosottrarmi. «Comehaipassatoilfinesettimana?»chiedoconungransorriso. PertuttarispostaleiprendeLandonperunbraccioelotiraasé,allontanandosidibuonpasso. «Bene.Be’,civediamoingiro!»gridasenzavoltarsi. Trascinal’amico fuoridall’edificio eio lilascio andare;l’urgenzacheavevo divederlasiè dissolta. Giroperlestradedelcampustornandolentamenteversolamacchina.Nonmelasentopropriodi andarealezione. DopoqualcheminutotrovoZedsedutoafumaresuunapanchinafuoridall’edificiodiscienze. Miguardasoffiandoviailfumo.«Ciao.» «Ciao.»Nonsosesedermioandarmene. «Haifattoprogressiconlaragazza?»michiede. «Sì,unpo’»,mento.«Etu?» Aspettoimpazientementreluifaunaltrotiro.«Nah.Miscocciaunpo’,ateno?» «Nah»,faccio,ripetendolaparolacheluiusatroppospesso.Semprenahdiquaenahdilà,come senullameritassedavverolasuaattenzioneenullafossecosìimportantedameritareun«no»veroe proprio. Zed non replica, e io decido di andare a cercare Tessa subito, mentre lui sta qui a fare il pappamollaeafumaretroppesigarette.Detestol’odoredellesigarette,miricordalacasadimia madre.Dabambinononsirespirava,làdentro,emisembraancoradivederelemacchiegiallesulla vecchiacartadaparatidelsalotto. Per ingannareil tempo mi fermo aprendereuncaffè,malo finisco inmeno di dueminuti, bruciandomilagola.Chissàperchésonocosìansioso. Mialzoemiincamminosenzameta,poidecidodiandareall’edificiodiSteph,prendendomela comodaeperdendotempoaosservarelagentechesiaggiraperilcampus.Coppietteecapannellidi secchioni,ungruppettodiatletichesitiranounpallone.Ètroppo. NelcorridoiodeldormitoriovedolachiomarossadiSteph. «Hardin!Micercavi?»chiedealzandolamano. «Nonproprio.»Migiroaguardarelaportadellasuastanza. «Aaah,hocapito.»Rideesisistemalascollatura.«Be’,vadoatrovarmiqualcosadafare,cosìvi lasciosoliperunpo’.»Arrivainfondoalcorridoioesigiradinuovo:«Prego,stronzo!» «Nontistoringraziando»,borbotto,primadibussareallaporta. Sentounfrusciodicarteeunlibrochesichiude.Tessaraggiungelaportainseipassieioannuso ilmiofiatorespirandodentroilcollettodellat-shirt. Davveromisonoappenaannusato?… «Stephnonèancorarientrata»,diceTessaappenaapertalaporta.Stranamentenonmiguarda neppureetornaasedersisulletto,senzasbattermilaportainfaccia.Èunbuoninizio. «Possoaspettare.»MisiedosullettodiStephedalìguardoillatodellastanzacheappartienea Tessa. «Fa’cometipare»,ribatteseccata,epoisitiralacopertafinsopralatesta,ungestoinfantile.Rido emidomandocosalepassiperlatesta.Èunaspeciedibubù-settetealcontrarioperfarmisparire?

TamburelloleditasullatestieradellettodiSteph,sperandodifarinnervosireTessaeindurlaa rivolgermilaparola.Ilpianofallisce,maqualcheminutodoposuonaunasvegliaeleitirafuoriun bracciodasottolecoperteperspegnerla. Deveandaredaqualcheparte?Conchi? «Deviandaredaqualcheparte?» «No.»Sialzaasederesulletto,lacopertalecadedidossorivelandol’espressionestrafottente. «Stavofacendounsonnellinodiventiminuti.» «Haimesso lasvegliaper assicurartididormiresolo ventiminuti?»Rido alpensiero chemi piacerebbedormirepiùdiventiminutidifila,ognitanto. «Sì,eatecosaimporta?» La guardo disporre i libri secondo l’ordine dell’orario delle lezioni. Non avrei dovuto accorgermichel’ordineeraquello,eppuremenesonoaccorto.Aquantoparesomoltecosesudilei. Prendeunpiccoloraccoglitoreeloappoggiaaccantoallapilaordinatadilibri.Èpropriofissata. «Soffrididisturboossessivo-compulsivo?»lechiedomeravigliato. «No,Hardin.Soloperchéaunapersonapiacechelecosestianoinuncertomodononvuoldire chesiapazza.Nonc’ènientedimaleaessereorganizzati.» Ècosìcondiscendente.Èunaragazzamoltosgradevole,malgradol’apparenzadolce.Mivieneda ridere:devecrederediessereperfettaeimpeccabile,einvecehaunpessimocarattereegiudicale personecomeselofacessedimestiere. Miavvicino,cercandounnuovomodoper irritarla.Saràfacile,suscettibilecom’è.Miguardo intornonellastanzaordinata,osservoillettobenrifattoelepilesimmetrichedicarteelibri.Ecco,ho trovato. Prendounapiladifoglidallettonelmomentoesattoincuiinostrisguardisiincontrano.Lei abbassagliocchi,tentandodifarsivenireinmenteilmodogiustopernegoziareconme.Allungale maniperriprendersiifoglimaiolisollevopiùinalto.Cercodideciderefindovespingermi,e intanto osservo ilsuo petto sollevarsiinunrespiro affannoso,lesuelabbrachetremano per la rabbia.È quasi eccitante, e decido di andare avanti ancora un po’.Non fino a farla arrabbiare davvero,soloquantobastaperirritarla,inmododapoterlapoiriconquistareconilmiofascino. Lancioifogliinariaeliguardoricaderespargendosisulpavimento.Leidiventarossadirabbia. «Raccoglili!»sbotta. Sorrido:pensadavverochelofarei?Forse,seincambiomisucchiasseilcazzo.Alzolapostain gioco:prendoun’altrapiladifoglielibuttoperterra. «Hardin,smettila!»esclamaminacciosa. Passoallapilasuccessiva,eleimicoglieallasprovvista:sifaavantiemispintonaviadalletto. «Insomma,nontipiacechetocchinolatuaroba?»lasfotto.Èdavveroarrabbiata,moltopiùdi quantosiarrabbierebbeunapersonanormaleperunacosacosìstupida. «Nochenonmipiace!»gridaspintonandomidinuovo. Lasuarabbiamidàforza.Lasuaenergiamiinfondearianeipolmoni.Sonoinfuriatoquantolei… edevoaverla.Subito. Laraggiungo,laprendo per ipolsielaspingo all’indietro contro laparete.Mifissa,ancora combattiva,mavedoilsuosguardocambiare,dallafrustrazionealdesiderio.Sec’èunacosacheso sulledonne,èquesta:soriconoscerequandosonoeccitate,eTessaèdecisamenteeccitata.Laeccita questarabbiaappassionata,comeeccitame.Miguardanegliocchi,poiliabbassasullemielabbra,ed èinquelmomento checapisco per certo chelo vuoleanchelei.Mivuole,cazzo.Forsenonle piaccio,maèattrattadame.Lacosaèreciproca,vorreidirle.Ricambiolosguardo,vorreidirleche

neancheleimistasimpatica,chetranoic’èsoloattrazionefisica.Chenonèaltrocheunafame animale:undesideriointenso,mapursempredesiderio. «Hardin,perfavore»,bisbiglia. Lasuavoceèbassa;vuolechemenevadaechelabaciallostessotempo.Losoperchéanch’io voglioscappareilpiùlontanopossibiledaquestaragazza,einveceeccomiqui,aguardarelasua bocca.Ilsuopettosialzaesiabbassaaffannosamente.Muovounamano,perchésentoilbisognodi toccarla,eappenalemieditasfioranolasuapelleleisospira.Miguarda,aspetta.Lascioandareilsuo polsomaglieliprendoentrambiinunamano.Leitirafuorilapuntadellalinguaper bagnarsiil labbroinferioreeioperdoilcontrollo.Ilsuonocheleèuscitodiboccaeracosìflebile,cosìtenue chepensononsisianeppureaccortadiaverloemesso.Maiol’hosentito.L’hosentito,emihafatto capitolare. Mispingocontrodilei,premendoladelicatamentecontrolaparete.Gemesullemielabbraeposa lebracciasullemiespalle.Lasualinguaseguelamia,muovendosiperfettamenteall’unisono.La prendoperlecosceelasollevodaterra.Mentremelastringoaddossoilmiocuorebattecosìfortee sonocosìeccitatochenonsocomefaròafermarmi.IlcorpodiTessaèancoraaggrappatoameela suaboccanonsmettediprenderelamiamentrelatrasportoversoilletto. Mistrattonaicapelli,eioperdolatesta.Misentocomeseilmiocorpofossestatofattoapezzie sparpagliatoinquestastanza;poi,quandoleiiniziaamugolareeansimare,misiedosulsuoletto portandolaconme.Lafaccio sederesullemiegambe,tenendo lemanisuisuoifianchiformosi. Affondoleditanellasuapelle,ilmiocorpocercadicapirecosastasuccedendo.L’hofattotante volte,ealloraperchénonriescoastarecalmo?Nonriescoatenermialpassoconlei. «Merda»,borbotto,sentendol’erezionepremerecontroijeans. Strattono lasuamaglietta; lei gemeeio stacco laboccadalei per togliergliela.Abbasso lo sguardodaisuoiocchiallesuelabbracarnoseegonfie,alsuoreggiseno:ènero,nientepizzo,niente lustrini,nientedispeciale.Cosìinnocente,banale,normalechelotrovostranamenteattraente.Mi mordoillabbro,cercodirecuperareilcontrollodimestessoper nonstrapparleilreggisenodi dosso.Lesuetetteprosperoserischianodistraripare.C’èunalentiggine,pocosottoilcollo,evorrei baciarla.Vogliocopriretuttoilsuocorpoconlaboccaeassaporarlamentrelafacciovenire. «Seicosìsexy,Tess»,sussurrosullesuelabbra.Leiansimaeiomibevoquelsuonoinebriante. Sonosemprepiùvicinoaperdereilcontrollomentreleisistrusciaconpiùforzacontrodime.La abbracciopiùstretta… Saltagiùdameesituffaaraccoglierelamaglietta.Latranceincuieravamocadutisièspezzata. Siveste,sicopre,esoloallorasentoaprirsilaporta. Comehafattoasentire?Noneracoinvoltaquantome?Iononmisareimaifermato,neanchese fosseroentratisuamadreeilsuofidanzato. InveceèSteph,esenestalìsullaportafingendosiscandalizzata.Hogiàvistoquell’espressione,e michiedosubitoseZedl’abbiapagatapervenireainterromperci. SperocheTessanonlacredadavverosuaamica.Stephèpiùfalsadelcoloredeisuoicapelli. «Cosamisonopersa?»chiede,mettendosilemanisuifianchi. «Nientediche»,rispondoalzandomiinpiedi.Stephmistrizzal’occhiomentreTessaguardail muropernonguardarenoi. Escodallastanzasenzavoltarmi. Nonpossodireunaparola,altrimentiesploderei. Ilpettomifamalissimo,ilcuorevaamille,misembradiimpazzire. Inquellostato,tornoallaconfraternita,vadoincameramiaefaccioladocciapiùlungadella

storiaper tentaredidimenticarel’effettochemifaquellastranaragazzinachenonsanientedel mondo.Sta diventando un casino.Non doveva diventare un casino.Non avrei dovuto sentire il bisognodellasuamenteoltrechedellasuabocca.Nonavreidovutopensareaquantosarebbestretta intornoamesemiinfilassinelsuocorpomorbido.Nondovreimasturbarmiimmaginandolasua manoalpostodellamia. Avreidovutoottenereciòchevolevo,vincerelaScommessaeandareavanticonlavita. Esco dalla doccia solo quando l’acqua diventa fredda. Apro l’armadietto per prendere un asciugamanoelabottigliadiliquore,nascostalìdachissàchi,sembrasorridermi,ricordandomiil controllocheesercitasudime.Horesistitotantoalungosenzasentirmiattrattodaquell’armadietto, e allora perché adesso ci penso? Credevo che ormai se la fosse scolata qualcun altro della confraternita,masottosottosperavodino. Ho il brutto vizio di voler esercitareil controllo suogni dettaglio dellamiavita.Finora,da quandononbevopiù,sonostatobravissimoamantenerelaluciditàeildominiosuipensieriesulle azioni;magliocchigrigidiTessanonsmettonodiguardarmi,elasuamentebrillantemiscongiura disvelarequalcunaltrodeisuoisegreti. Labottigliamichiama,eiosbattolosportellodell’armadietto. Hoancorailcontrollodime. NonmilasceròtraviaredaTessanédaquellabottigliadelcazzo. Nonglielopermetto. Quando finalmentetorno aletto,resto aguardareil soffitto,sapendo giàchesaràunalunga nottata.

Èbuio,buiopestoinquestoarmadioamuro.Sonostancodistarenascostoqui,manonhounaltro postodoveandare.Nonriescoanonsentirelegridadimiamadre,lacercoovunquemanonlatrovo. La sento ma non la vedo. Ho visto loro, però: gli uomini. Li ho visti e ho sentito le loro voci riecheggiaretraleparetidiquestapiccolacasaenellamiatesta. Laportadell’armadioamurosiapreeiomiraggomitolo,sperandochenonmivedano,maunpo’ anchedesiderandochemettanofinealleurladimiamadre. Unamanosiinfilanellospazioangustoeiomiguardointornoallaricercadiqualcosadausare comearma,macisonosoloappendiabiti. «Hardin?»bisbigliaunavoce. Ivestitiappesisiapronoametàcomeunsiparioeleientra,guardandomidrittoinfaccia. Tessa. Èqui?Com’èpossibile? «Nonaverepaura,Hardin.» Sisiedeaccantoame,ilsuocorpoècaldoesenzapaura.Portaunfioretraicapelli,dietro l’orecchio,eprendelemiemani.Lesueunghieminutesonoincrostatediterra,profumacomeun negoziodifioriounaserra. Miamadrehasmessodigridareeilmiocuorerallenta,dalritmodelpanicoaunopiùpacato, mentreleiafferralamiamano.

Quandoarrivoall’universitàlacaffeinaègiàentrataincircolo,aguzzandomilavistaeaiutandomi

adimenticarequell’incuboorrendo.

Cosa ci faceva lei lì? Perché ho sognato Tessa? Non era neppure Tessa com’è ora:era una versionepiùgiovanedilei,leguancepaffuteegliocchiluminosieconfortantidiunaragazza cresciutatroppoinfretta.Erastrano,surreale,enonmièpiaciutoperniente. Mièpiaciutodormire,però.Perunavoltanellavita,cazzo,eoggimisento…be’,riposato?Più calmo,quantomeno. Nell’auladiletteraturamisiedo inprimafilaaccanto aduepostivuoti.Guardo lacattedrae aspettocheinizilalezione.Misforzodinonguardarelaporta,dinonaspettarelei. Quandononresistopiùemigiro,TessaeLandonstannoentrando.Leisorride,haocchisoloper lui.Èdiventataamicadiqueltipopiùdiquantomiaspettassi. Non mi stupisco che vadano d’accordo… ma non pensavo che l’amicizia di Landon potesse rappresentareunaminacciapiùgrandediZednellaScommessa.

13

«OGGIconcludiamoildiscorsosuOrgoglioepregiudizio»,cidiceilprofessore.«Sperocheabbiate trovatointeressantiquestelezioni.Datocheormaisapetetutticomevaafinireilromanzo,misembra giustoincentrareladiscussionesull’usocheJaneAustenfadegliindizipremonitori.Vichiedo:vi aspettavatecheElizabetheDarcysarebberofinitiinsieme?» Tessaalzasubitolamanoeiomiappoggioalloschienaledellasedia.Nonsismentiscemai,la solitasaputella.PropriocomeLandon:laclassicacoppiettaamericanaperfetta. «MissYoung»,failprofessore,eTessasiillumina.Adoracompiacereglialtri.Scommettoche potreiusarequestasuacaratteristicaamiovantaggio. TroncoilmonologointerioreeaspettoilsuomonologosulbuonvecchioO&P.Seèintelligente comepenso,saràinteressanteascoltarla. «Be’,laprimavoltacheholettoilromanzoeroimpazientediscoprirecomesarebbeandatoa finire.» Sì,avreiscommessochesisarebberomessiinsieme,comeorascommettocheTessaeLandonil Perfettoavrannounastoriaaltrettantoperfetta. «Ancoraoggi–el’holettoalmenodiecivolte–misentoansiosaall’iniziodellalororelazione. MrDarcyècosìcrudeleconElizabeth,dicecosetalmentecattivesudileiesullasuafamigliache nonsonomaisicuracheleiriusciràaperdonarlo,etantomenoainnamorarsidilui.»Terminail discorsoconungransorrisoeintreccialemanisopraillibro.Aspettaimpazientecheilprofessorele accarezzilatestolinaeledicacheèun’ottimaallieva.Landonlaguardacomesestesseroperuscire arcobalenidallapuntadellesuedita. Adessolamettoindifficoltà. Parla,Hardin. Lavocesiincastranellamiagola.Eppurebastanopocheparole.Sentointestal’incoraggiamento dimiamadre:Respiraebasta,Hardin.Seicapacediparlareinpubblico.Midicevasempredinon preoccuparmi:Molte persone sono agitate nelle situazioni sociali, Hardin.Non c’è nulla di cui vergognarsi. Maiononhol’ansiasociale.Èsolochenonmipiacelagente. «Chestupidaggine.»Hoparlatoavocealtaelemieparolerimbombanonelsilenzio. «MrScott?Vuoleaggiungerequalcosa?»chiedeilprofessore,palesementesorpresodisentirmi intervenire. «Certo.» Scorro in avanti sulla sedia.La faccia di Tessa è una maschera imperscrutabile; è scioccatamalonascondebene.«Hodettocheèunastupidaggine.Ledonnevoglionosempreciòche nonpossonoavere.Èpropriol’arroganzadiMrDarcyarenderloattraenteagliocchidiElizabeth, perciòèovviochedebbanofinireinsieme.» Taccioemiguardoleunghie. «Nonèverocheledonnevoglionociòchenonpossonoavere.MrDarcyerascorteseconleisolo perchéeratroppoorgogliosoperammetterechelaamava.Quandoluismettedicomportarsiinquel modo,Elizabethcapiscecheinrealtàèinnamorato.»Eperl’enfasideldiscorsobatteconforzasul

bancounamanotremante. Miguardo intorno:tutticifissano.Lasorelladelmio amico Danèsedutainprimafilaemi sorride. Misentoaddossogliocchideglialtristudenti.Devoribattere.Devocontraddirla:«Nonsoche generediragazzifrequentitu,mapensocheseluilaamassenonlatratterebbecosìmale».Comenon lofarebberoiltuoattualefidanzatoequellofuturo,Landon.Lorononlacontraddirebbero.«Chiede lasuamanosoloperchéleinonlasmettevapiùdibuttarglisiaddosso.» ElizabethsièbuttataaddossoaDarcy?No,l’esattoopposto. Tessasibuttaaddossoame?No,l’esattoopposto. Manonpotevolasciarlavincerecosì. «Nonglisibuttaaddosso!Luilailludefingendosigentileepoisiapprofittadellasuadebolezza!» «Siapprofitta…Maperfavore!»Esitounmomento,imieipensiericorronocosìinfrettachele parolesiaccavallano.«Leisiannoiacosìtantochedeveandareincercadiemozioni,equindiglisi buttaaddosso!» Miinterrompo,accorgendomiconstuporediavergridatoquelleparole;stostringendoconforza ibordidelbanco. «Be’,seluinonfosseunmaniacosessuale,forsechiuderebbelaquestionedopolaprimavolta, invecedipresentarsiincamerasua!» Glisghignazzi,lerisateelefacceincreduledeglialtristudentirivelano checisiamoesposti. Tantovalevamettereuncartellofuoridallaportadell’aulaconscrittospettacoloteatrale. Maniacosessuale? Saròandatoalettoconmezzocampus,avròfattopiùsbaglidileieneavròdimenticatilametà, maalmenoiononsonounosnobbenpensanteebacchettone.Pensateunpo’cosasuccederebbese etichettassileiconlaversionefemminilediquell’insulto… «Okay, una discussione accesa», interviene il professore con aria preoccupata, probabilmente seccatocheleemozioniumanegliabbianorovinatounalezionecosìbenpreparata.«Pensocheper oggipossabastare…» Tessaafferralaborsa,selastringealpettoesiaffrettaversol’uscita.Landonrestaseduto,come alsolitoincertosuldafarsinellesituazionistressanti.Forseperchélasuavitaèsemprestataperfetta. Scommettochesuamadreglidavaimuffinappenasfornatiespolveratid’amoreognimattinaprima dellascuola. Iomipreparavodasolocerealiscadutiedovevoannusareilcartonedellattepervedereseera andatoamale. Miprecipitofuoridall’aulaanch’io.Tessanonpuòfuggiredaogniconflittocheprovoca.Capisco cheèabituata:glieledannosempretuttevinte. «Stavoltanontilascioscappare,Theresa!»legridodietro. In corridoio si girano tutti a guardarmi, ma lei continua a camminare e devo correre per raggiungerla.Mentrestaperuscirelaprendoperunbraccio,eleisidivincola. «Perché mi metti sempre le mani addosso? Prendimi di nuovo per un braccio e ti do uno schiaffo!»grida. Afferrodinuovoilsuobraccioestavoltanonreagisce. «Cosavuoi,Hardin?Dirmiquantosonodisperata?Rideredimeperchétihopermessodiferirmi un’altravolta?Sonostufadiquestigiochetti…»Batteilpiedeaterraeagitalemaniinariacomefa sempre.Midiverteilmodoincuiparlaconlemani. Staancorablaterando,manonlaascolto più.Ècosìarrabbiata,cosìinfuriataconmechesta

perdendoillumedellaragione.QuandoèconLandonèsemprerilassataesorridente.Conmeèuna furia.Lebrillanogliocchi,nonsosedirabbiaoditristezza,maalmenosochesuscitoancorainlei unareazioneemotiva. «Èproprioverochetirofuoriilpeggiodite,eh?»Giocherelloconunabruciaturadisigaretta sull’orlodellamagliettanera.«Nonstofacendonessungioco,conte.» Tutti ci guardano e io mi passo le mani sulla testa.Perché conlei ogni cosa è sempre così melodrammatica? «Alloracosastaifacendo?»domandamassaggiandosiletempie.«Ituoisbalzid’umoremifanno venireilmalditesta.» Laprendodelicatamenteperlebracciaperaverelasuaattenzione.Nonopponeresistenza,quindi laconducoinunvicolotradueedifici,guardandostortolepersoneperchésenevadano.Nonvoglio chequalcuno sentalanostraconversazione,chelainducaastamparsiinfaccial’espressioneda «ragazzaperfetta». Laguardo,ammirandolasuaimmobilità.Sembracalmaeimpassibile,anchesesiamocosìvicini. Intravedounacrepanellasuaarmaturaquandociguardiamonegliocchi;leideglutisceeletremano lelabbra. «Tess,io…Nonsocosamièpreso.Mihaibaciatotuperprima,teloricordi?»Nonimportaseda allorapensoognigiornoalsaporedellesuelabbra.Èstataleiafarelaprimamossa,equestosarà sempreunpuntoamiofavore. «Sì…ederoubriaca,teloricordi?»Abbassagliocchiperlavergogna.«Eierimihaibaciata primatu.»Nonammetteràmaichemivoleva.Troveràsemprequalchescusa.Miirritachecontinuia negare.Hosentitocomesièscioltatralemiebraccia. Forseleimiodia,mailsuocorpono. «Sì…etunonmihaifermato.»Taccioperunmomentoevedolacuriositàaddensarsineisuoi occhi.«Dev’esserestancante.» «Cosa?»domanda,alzandoilmentoconariadisfida. «Fingeredinonvolermi,mentresappiamoentrambichemivuoi.»Miavvicinoeleiindietreggia finoatoccarelapareteconlaschiena. Èimmobile,comeseilsuocorpoavessegiàcapitocosavuole. Mapoilamenteriprendeilsopravvento.«Cosa?Nontivoglioaffatto.Hoilragazzo.»Sisforzadi parlareintonopacato. Facciounsorrisetto.«Unragazzochetiannoia.Ammettilo,Tess.Noname,atestessa.Luiti annoia.»Dicoogniparolapiùlentamentepossibile,eintantomiavvicinosempredipiùalei.Ilsuo sguardo è attratto dalla mia bocca:certo, è ovvio.Sta valutando le sue possibilità.Sicuramente ricordacomel’hobaciata,perchésisfioralelabbra.Èimprigionataquiconme.Ilsuodesiderioela curiositàbruciantecheprovaneimieiconfrontinonlepermetterannodiscappare,stavolta. «Tihamaifattosentirecometifacciosentireio?»aggiungo,evogliodavverosaperelarisposta. «Cosa? Certochesì»,tentadiinsistere. Noncicasco.Sembravapiùsinceraquandoparlavadiunromanzodell’Ottocentocheoradelle capacitàamatoriedelsuoadorabilefidanzato. «No,invece.L’hocapito,sai,chenessunotiavevamaitoccata…toccatadavvero.» Haschiusolelabbra,emisembradisentireilsuocuorechemartellanelpetto.Midomandoquali segnalipercepiscadalmiocorpo.Capiscecheisuoirespirisoffertielesuelabbracarnosemistanno facendoimpazzire?Qualcosaneimieiocchiledicechedesideroprenderlapericapelliebaciarla? Ilsuocorpolosa,ilsuocorpolosa.

«Nonsonoaffarituoi.» Forsenonsen’èaccorta.Quandoindossiunamascherapercosìtantotempo,comehafattolei, nonriescipiùatogliertela.Oppureèleiquellachesisenteinvisibile. «Non hai idea di quanto piacere potrei darti.» Faccio un altro passo verso di lei. Lasciati convincere,permettimididimostrartelo,vorreiimplorarla. Èdinuovoconlespallealmuro,esiguardaintornoallaricercadiunmodoperallontanarsida me.Ormaiansima,lestofacendoeffetto.Finalmente. «Nonc’èbisognochetuloammetta,locapiscodasolo.» Boccheggia:unsuonochesembrainnocente,maioconoscolaverità.Sochevuoledipiù:ilsuo corpoelasuamentevoglionodipiù. «Tièvenutoilbatticuore,eh?Sentilaboccaasciutta,ehaidinuovoquellasensazione…laggiù. Non è così, Theresa?» Immagino il suo corpo nudo, disteso e pronto per me, e immagino di accarezzarlatralegambe,etrovarlabagnata. Inspiradiscattoetentadidistoglierelosguardodame,manoncelafa.«Tisbagli.»Sacheho ragione. «Nonmisbagliomai»,replicoconunsorriso.Leiesitaesisistemaunacioccadietrol’orecchio. «Nonsuquestecose.» Tessarespiraafondo:sogiàcosamiaspetta.«Perchécontinuiadirechemibuttoaituoipiedi, vistocheoraseituamettermiall’angolo?» «Perchéseistatatuafarelaprimamossa.Etiassicurochesonorimastosorpresoquantote.» «Eroubriacaeavevopassatounabruttaserata,comegiàsai.Eroconfusaperchétuerigentile… be’,ericivileconme.» Civile?Sonoquasisempregentileconlei.Tantopiùorachehounmotivoperesserlo.Mitornain mentelaScommessaericordochedevoandarciconipiedidipiombo,piùdiquantofareidisolito. Tessamioltrepassaevaasedersisulbordodelmarciapiede.Miguardointorno,maperfortuna nessunosembraavercinotati. «Nontitrattopoicosìmale»,dico,mastoiniziandoachiedermiselopensadavvero. «Sìchemitrattimale.Tiimpegniproprio,pertrattarmimale.Lofaicontutti,maconmetisforzi piùcheconglialtri.» Misforzo?Nonlatrattopeggiodicometrattereiungattino.Anzi,finoragliel’hofattapassare liscia. «Nonèvero.Nontitrattopeggiodicometrattochiunquealtro.»Nontrovaaffattodivertentile miebattute.Sepotessemifarebbevolareviaconunoschiaffo. «Nonsoperchécontinuoaperderetempoconte!»dicescattandoinpiedi. Senestaandando.Nonvogliochesenevada,vero? No,nonvoglio.Nonsonobravoachiederescusa,soprattuttoquandomisembrachenoncenesia bisogno, ma devo smetterla di tirarmela e decidermi a scusarmi.Ho imparato che le scuse la tranquillizzanosubito. «Ehi,scusa.Tornaqui»,dico neltono persuasivo chepiacealleragazze.Vado asedermisul marciapiede,dov’eraleifinoapocoprima. «Siediti.»Indicoilmarciapiedeaccantoame.Leisbuffaeobbedisce.Incrocialegambeesospira. Mistupiscelacalmacheprovoquandoleimiconcedeilsuoperdono. «Tiseisedutamoltolontana»,laprendoingiro,eleimiguardastorto.«Nontifididime?»Sogià larisposta. Certocheno,mavuolefidarsi.Eiovogliochesifidi,piùdiquantosonodispostoadammettere.

«No,certocheno.Perchédovreifidarmi?»ribattesecca. Arretro leggermente.Neanch’io mifido dilei,manonc’èbisogno chemelo dicacontanta convinzione.Èevidentecheèattrattadame,altrimentinonstaremmofacendoquestaconversazione. «Possiamotrovareuncompromesso?Ociteniamoallalargal’unodall’altraoppurediventiamo amici.Nonhopiùleenergieperlitigareconte.» Nonmisembrachelitighiamospesso;èsolocheparliamopiùdiquantociaspettassimo.Litigo menoconleicheconKen,eparlopiùconleicheconKen.Nonèmale,comemedia. Ci siamo abituati l’uno all’altra.Sarebbe strano non rivederla più.Ho fatto il callo alla sua impertinenzaeallarabbianeisuoiocchi.Lasuairruenzaècontagiosa.Stodiventandodipendente, comesenonavessigiàabbastanzadipendenze. «Nonvoglio startiallalarga»,ammetto.Detesto dover starecosìattento conlei:sefaccio un errore,leiscappa.Mipiacerebbepensarecheoggicisiamo avvicinatiuntantino,cheforseora esiterebbeunpo’dipiùprimadiscappare.Siaspettacheledicacomemisento,chemiaprainun modochemimetteadisagio,enonottengonienteincambio.Ècomeesseresposato,senzaibenefici delsessoedellacenaintavolaognisera. «Insomma…nonpensocheriusciremmoaevitarci,datocheunadellemiemiglioriamicheèla tuacompagnadistanza.Quindiforselacosapiùsensataèprovareaessereamici.»C’èungiocoche devovincere,eleinonèunapedinafacile. «Okay,alloraamici?»chiedeconiltonodadonnad’affari.Potreioffrirledidividereametài soldidellavincita.Sarebbeunbell’inizio,perun’amicizia. Amici?Amicichescopano,forse?Trombamici. «Amici»,confermoporgendolelamano. Sfodero ilmio sorriso piùaffascinante.Leiseneaccorgeescuotelatesta.Intuiscechesono pericoloso,manonabbastanzadastarmilontano. «Non‘piùcheamici’»,insiste,mapoisitradiscearrossendo.Nonmieromairesocontodiquanto fosseattraentelasuainnocenza. Giocherelloconilpiercingsulsopracciglio.«Perchédicicosì?» «Comesetunonlosapessi.Stephmiharaccontatotutto.» «Cosa,dimeedilei?»Noneramale,eraunapersonainteressantedafrequentare.Haisuoi problemi,comeliabbiamotutti,maseliportaappressoelinascondealmondo,adifferenzadi Mollyedime.Chissàcos’hadettoaTessadinoidue.Forsehaesageratounpo’nelraccontarele nostreavventure.Stephhasemprevolutopiùdiquantoiopotessidarle,edètroppocompetitiva:non saaccettareunnocomerisposta. «Tuelei,tuetuttelealtre.» «Be’,ioeSteph…cisiamodivertiti.»Lesorridoeleidistoglielosguardo. «Esì,hodelleragazzeconcuiscopo.Mapertechedifferenzafa,amica?» Devo ammettere che immagino Tessa come una di quelle ragazze, sdraiata sotto di me con un’espressionedipiacereinfaccia.Chiudegliocchieprendefiato.Fantasticodimozzarleilrespiro facendolavenireconleditaelaboccaallostessotempo.Scommettochenessunol’hamaistuzzicata conlalinguaelehainfilatolentamente… «Infattinonmeneimportaniente»,dice,interrompendoimieipensieri.«Èsolochenonvoglio lasciarticrederechesaròunadiquelleragazze.»Mispintona,conl’unicorisultatodiintensificarela fantasiachehointesta. «Aaah…Seigelosa,Theresa?» Mispintonadinuovo.«Ovviamenteno.Midispiaceperquelleragazze.»Scuoteilcapoeiorido.

Nonledispiacerebbeproprioperniente:proverebbesolopiacere,unpiacerecosìintensochenonlo immaginaneppure. «Oh,nondispiacerti.»Nonriescoasmetteredipensarealsuocorponudo.Devoscoprirecosasi nascondesottoqueivestitilarghi.Seriuscissiametterlelemaniaddossononcapirebbepiùniente. «Lorosonofelicissime,credimi.» «Okay,okay,hocapito.Possiamocambiareargomento,perfavore?»Chiudedinuovogliocchi, poisospiraesasperataedice:«Allora,proveraiaesserepiùgentileconme?» «Certo.Etuproveraianonesseresemprecosìbigottaeacida?» «Nonsonoacida,seitucheseiinsopportabile.» Ridiamo entrambi.La sua risata è leggera, mi galleggia intorno.Mi sento… soffice, è una sensazionestranamapiacevole. Soffice?Sulserio,Hardin? DevodarmiunacalmataeriportarequestoTrenodell’Amiciziasulbinariogiusto. Misporgoversolamianuovaamica.«Maguardaci,siamoamici.» Tessasiritraeesialza,sistemandosilagonna,eiofantasticodisfilargliela.«Peròquellagonnaè orribile,davvero,Tess.Sevogliamoessereamicinondevipiùmettertela.»Nonèpoicosìmale,ma bellanonè. Miaccorgocheèimbarazzataelesorridopertranquillizzarla.Nonerauninsulto,lastavosolo prendendoingiro.Sevuolemettersivestitichenonledonanonehatuttoildiritto.Iononportoaltro chejeansneriemagliettemacchiate. Il suo telefono inizia a vibrare e Tessa lo tira fuori dalla borsa.«Devo tornare a studiare», annuncia. Osservoilpesanteoggettodiplasticachehainmano.ÈunNokia,percaso? «Mettilasvegliaperstudiare?»lechiedo,eintantoriflettocheilsuodev’esserel’ultimotelefono aconchigliarimastoalmondo.Sembrachesisforzidiesserefuorimoda. «Metto lasvegliaper unsacco dicose;èun’abitudine,tutto qui»,rispondestringendosinelle spalle. Ètimida,comesesivergognasse.Perchédovrebbevergognarsidiunacosadelgenere?Qualcuno nellasuavitadeveaverlaconvintachehabisognodigiustificareisuoicomportamentistrani.Sua madre,ciscommetto.Be’,oralostofacendoanch’io,maquelladonnasembrainflessibile.Lefarà metterelasvegliaancheperpisciare. «Be’,mettiunasvegliaperdomanidopolalezione:ioetefaremoqualcosadidivertenteinsieme», dico. Vogliopassaredeltempoconlei.Nehobisogno. Miguardaconfusa.«Nonpensochelamiaideadidivertimentocoincidaconlatua.» Nonhatuttiitorti.Lamiaideadidivertimentoèmoltodiversadallasua.Lasuasarebbestudiare insiemesuunlettoingombrodiappuntielibroni.Unaricettaantisesso. Lamiaideadidivertimentoèun’altra.Èstaresedutosullettoeappoggiarmiconlaschienaalla testieramentreTessameloprendeinbocca.Aggiungereiunwhiskyconunsolocubettodighiaccio chetintinnanelbicchierementreleimisucchiapiùafondo. Manondevobere,quindimiaccontenteròdelpompino. Però mi limito a dire:«Be’, sacrificheremo solo qualche gatto, daremo fuoco a un paio di palazzi…» Tessaridacchia,eiononriescoatrattenereunsorriso.Mamidistraggovedendopassareuna coppiettachesitienepermanoparlottando.Ilragazzofaunabattutapietosaelaragazzaride.Nonho

sentitolabattuta,masocheèpietosaperchéqueidueindossanoglistessicalziniarighe.Spiattellano lalorostoriainfacciaaipassantiinnocenti.Cheschifo.Tessanonlivedeneppure,perchétienegli occhibassi. «Davvero,però,dovrestiprendertiunapausaognitanto;edatocheorasiamoamici,possiamo prendercelainsieme.» Primachepossadirmidino,levoltolespalleemiincammino.«Bene,sonocontentochetuabbia accettato.Adomani.» Attraversolastrada,evoltandomilascorgosedutasulmarciapiede.Nonhatentatodiopporsi,ha accettatodivedermidomani,eoranonsochecazzofare,perchéprevedevounaseriedirifiutiprima didoverorganizzaredavveroun’uscitaconlei. Raggiungolamacchina,riflettendosuldafarsi.Nonescomai,senonperandareallefesteincasa diqualcuno.Perilresto,stoall’universitàodasoloincameramia. Avvioilmotoreecontinuoascervellarmi.Potremmoandarealcinema?Chegeneredifilmle piacerà?QuellitrattidairomanzidiNicholasSparks,scommetto.Potreiposarleunbracciosulle spalle. Potrei comprarle i popcorn, o quei cioccolatini dal prezzo gonfiato, per fare buona impressione.Il problema del cinema è che durante il film non potremmo parlare.Qualcuno si lamenterebbeemicaccereineiguai. In passato queste cose erano molto più facili.Se vivessimo in un romanzo della Austen, la corteggereielaportereiapasseggiarenelboscoconunaccompagnatore,econunpo’dicoraggio potreisfiorarelasuamanoguantataconlamia.Leiarrossirebbeesiposerebbeunditosullelabbra, guarderebbeilnostroaccompagnatoreconunavvertimentonegliocchigrigi. Maoggiirapportitrauomoedonnasonodiversi;conunpo’dicoraggiopotreiaccarezzarlei capezzolidasopralamagliettaeleiprenderebbelamiamanoeselametterebbetralecosce.Niente accompagnatori,nienteregole. Losquillodeltelefonointerrompeimieipensieri. Tessahailmionumero?Aproposito,devofarmidareilsuodaSteph. QuandoleggoilnomediKensuldisplaysbuffo,mastavoltarispondo.Dovròpremiarelasua tenacia,immagino. «Sì?»dico,imboccando lasuperstrada.Incastro il telefono tralaguanciaelaspalla.L’unico

difettodellamiabellaFordCapridel1970èlamancanzadiuncollegamentoBluetooth.

«Ehm,Hardin,ciao»,balbettalui. Nonsiaspettavacherispondessi.Ognitantomichiama;credochelaconsideriunabuonaazione dapartesua.Chiamaper «sentirecomesto»perchésachenonglirisponderò,eintantofabella figuraprovandoacomunicareconilfiglioribelle.Lasuanuovafidanzataglidiràcheèbravoelo abbracceràperrassicurarlo.Ungiornocambieràidea,suppongoglipromettaquelladonna.Èsolo arrabbiato. Sarebbearrabbiataancheleisequell’uomofossesuopadre. «Ciao.»Attivoilvivavoceemettoiltelefononelportabicchieri. «Comestai,figliolo?»chiededandomisubitosuinervi. «Bene.» Sischiariscelavoce.«Mifapiacere.Volevoinvitartiacenadomanisera.Karenpreparailpollo,e cipiacerebbemoltosetuvenissi.» Vuolechevadaacenadalui?Cosaglifapensarecheandreiamangiareacasasuaconlasua nuovafamiglia,aparlarediquantoèbellostaretuttiinsieme?Neanchemorto. «Domanihodafare»,rispondo,estavoltanonèunabugia.

«Ah.Be’,puoiveniredopocena.Karenpreparaancheundolce.» «Hodafaretuttalasera»,insisto.Chissàchetempofaràdomani.Ilcieloènuvoloso,comesempre inquestoStatodimerda.Ilsoledeveodiarequestoposto,eccoperchépiovesempre. «Pioveràdomani?»chiedoaKen.Èpiùfacilecheandareacontrollareleprevisionideltempo. «No,dovrebberoalzarsiletemperature,enientepioggiafinoallaprossimasettimana.» Sefossiinbuonirapporticonl’uomochehacontribuitoagenerarmi,potreichiedergliconsiglio sucosafareconTessa.Manonciriesco. Aluiriescoadomandaresoltantoqualimodulidevocompilareper l’università.Nonabbiamo nienteincomuneenonmisognereimaidichiedergliconsiglidinaturasentimentale. ForseVanceavràqualcheidea…Megliosentirelui. «Devoandare»,dico.GlichiudoiltelefonoinfacciaecercoVanceinrubrica. Rispondealprimosquillo.«Hardin,comeva?» «Hai consigli dadarmi sudoveportarequalcuno?»gli chiedo frettolosamente,conunavoce strana. «Nelsensodiuncadavere?»faluiridendo.Èuncretino,pensoconunsorriso. «No,stavoltano.»CercounmodoperdomandargliaiutosenzafareilnomediTessa.«Peruscire conqualcuno.» «Unappuntamento?» «No,nonproprio.Maunacosadelgenere.» NonsocomedefinirequestoincontroconTessa.Nonèunappuntamento.Siamoamici. Amicifinchénonmelascoperò,ricordoamestesso. Ècosìbacchettona.Simettequeivestitilarghienondicequasimaiparolacce.Dovepotreiportarla perfarlarilassareunpo’?Cercodirichiamareallamenteilmioricordopreferitodaquandomisono trasferitoqui.

Ilruscellochescorrelungolastatale75nonèmale.Seiltempoèbellopotrebbefunzionare.

L’acqua nonè alta e si vedono i sassi sul fondo.Tessa nuoterebbe inunruscello quasi pulito? Probabilmenteno,macipossoprovare. «Be’,conmehannosemprefunzionatolepasseggiatenellanatura»,rispondeVance. Eperlaprimavoltadaqualcheora,mitornainmentelaScommessa.

14

Laprimavoltacherimasedasolo conleisentìfremerequalcosadentro disé.Pensò dipotersi opporre,cheforsesistavaammorbidendounpo’,nonsoltantoconleimacontuttelepersoneche avevaintorno…Neerasicuro.Avevapassato tuttalavitainsolitudineederadiventato maestro nell’artedischivareogniformadiintimità,aparteilsesso.Nonavevabisognodiamici,enonaveva unafamigliaunitachegliinsegnasseainteragireconilprossimo.Glipiacevaquellasuadurezza:gli semplificavalavita.Alprimoincontroconleisierasentitosoffocare,maconilpassaredeltempo iniziò a provare qualcosa di più, qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto,e si ripromise di lasciarelecosecom’erano. Eraabituatoaunatotalesolitudine,eleistavamettendoognicosasottosopra.

ÈMATTINAenonhoquasichiusoocchio.Nonsonostatineppureimaledettiincubiatenermisveglio:

èstataTessa. Eralìquandohochiusogliocchi,enonnelmodocheavreipreferito.Noneranuda,fremente sotto lemiemani:erafuriosaeannoiataduranteil tragitto verso il ruscello doveho deciso di portarla.Inunascenadegnadiunfilm,inventatadalmiocervellomalatoestanco,sierafattamalea unpiedeesilamentavapertuttoilpomeriggio.Inun’altrascenasiannoiavaamorteevolevacheil suo fidanzatino sfigato venisseaprenderlaalcampus.Poiluiarrivavaederatutto cardigan.Un gigantescomostroaformadicardigan,spaventosoeridicoloallostessotempo. Èmoltoirritantecheiosprechilemieenergieperpensarealei.Traunmeseogiùdilìnonmi importeràpiùniente.Sequestocosiddettoappuntamentovaperilversogiusto,sperodivincerela Scommessaentroduesettimane…Selaaffascinoadovere,forsegiàalruscello… Lasvegliadeltelefonotrillaall’altrocapodellastanzaemialzodallettoperandareaspegnerla. Oggièilgrandegiorno.Mifamalelatestaemisentotenutoasfruttarebeneiltempochepasserò conlei.Saràmeglio fareunadoccia.Mentremivesto midomando per unmomento cosastarà facendolei…Èstressataquantome?Immaginodisì,inflessibileeprecisacom’è. Dopoladocciacerconelcassettounamagliettanerapulita.Netrovounanonstirata,maandrà benelostesso.Mentrefacciopartirelamacchinasentounoscricchioliosottoilpiedeetrovouna bottigliettad’acquavuotasotto il pedaledell’acceleratore.Mezzo addormentato comesono,quel rumoremiinfastidiscealpuntodascendereperbuttarelabottiglietta. Vorreitantoriuscireadormiremeglio. Arrivo alcampusunpo’inanticipo edimentico sulsedileposterioreilibri,gliappuntieil maglionenero.Quandomeneaccorgosonogiàquasiall’aulaenonhonessunavogliaditornare indietro. AletteraturaipostidiTessaeLandonsonoancoravuoti,egongoloall’ideacheleisiainritardo piùdime,echequestolairriterà.Lafelicitàvacercatanellepiccolecose… Peringannareiltempoguardolaportaeiltelefono,dovehomessaggiechiamatesenzarisposta daMolly,Jaceeunastranaragazzadicuinonricordoilnome.FinalmentearrivanoTessaeLandon:

chiacchieranocontentieleihal’ariatranquillaeriposata.Nonhaleocchiaie,lei,nonhapassatola notteinbianco. «Sei prontaper il nostro appuntamento?»lechiedo mentrestrusciail fianco trai banchi per passare.Èungranbelfianco.Lacurvasuldavantidellecosceèunadellepartidelcorpofemminile chepreferisco:èdavverosexy. «Nonèunappuntamento»,puntualizza,poisigiraversoLandoneaggiunge:«Siamosoloamici». «Amici,nonamici,chedifferenzafa.»Notocom’èvestita.Jeansattillatichemettonoinrisaltole cosceeilsedere.Porcamiseria. Tessamievitaperl’interalezione,eiononlaguardo. Altermine,noncapiscocosalestiadicendoLandon–parlaavocetroppobassa,quelcretino–ma lasentorispondere:«Nonpreoccuparti,stiamosoltantocercandodiandared’accordoperchélamia compagnadistanzaèsuaamica». Andared’accordoebasta,eh? Miavvicinoaquelpoverosfigatoeallasuaragazza,altrettantosfigatamabella.Landonindossa unaorribilepoloinfilataneipantalonigrigiconlapiega.Malosacheèunostudentesquattrinato? Ehi,aspetta:no,nonèsquattrinato.Viveinunagrandecasapocolontanodaqui,conl’uomoche tecnicamenteèmiopadre,mentremiamadreabitainunatopaiainInghilterra.Equellacheiochiamo casaèunavecchiaconfraternitapienadigentechesicredefigaenonfanienteperaiutarelanostra comunità,comeinteoriadovrebbefareperchéèscrittonellostatutodell’associazione.Ilragazzodi Tessasitroverebbebeneinunaconfraternita.Capellibiondi,occhiazzurri,mocassini,cardigan:il candidatoperfetto. Be’,dovrebbeprimaimparareabere… Landonincrociailmiosguardoenonsipreoccupaditenerebassalavoce.«Loso,edèmolto gentiledapartetua.IlpuntoèchenonsoseHardinmeritalatuagentilezza.» Davvero?Ecosamerito,Landon?Unpaparinonuovochenonamiilliquorepiùdelsuounico figliobiologico? «Nonhaidimegliodafarechesparlaredime?Piantala,bello»,intervengocontuttalagentilezza dicuisonocapace.Sedicessiquellochepensodavvero,Tessaannullerebbeilnostroappuntamento. Landonnonmirisponde;sirabbuiaedicequalcos’altroaTessa,eanchestavoltanonlosento. Mentreluisiallontana,Tessasivoltaversodime. «Ehi,nondevitrattarlocosìmale,sietepraticamentefratelli.»Sembrasulpuntodisputarefuoco. Praticamentefratelli?Incherazzadimondopensadivivere,questaqui?Unmondoincuiioe Landonsiamo quasifratelli?No,siamo dueestraneichecasualmentehanno unterzo estraneo in comune. «Cos’haidetto?»ringhio. SoloperchéquelpezzentedimiopadrehaportatoLandonelasuamamminaavivereinunavilla pienadibiscottialcioccolato…Ehi,aspetta,maTessacomefaasaperlo? Mimettolemanitraicapelli. «Insomma,tuopadreesuamadre,no?»falei,moltoconfusa;poisirabbuiacomesesifosse lasciatasfuggireunsegreto. GuardonelladirezioneincuièandatoLandon,pervederesefaccioancoraintempoainseguirlo. «Nonsonoaffarituoi.» Perchéqueltipopensadiavereildirittodiparlaredellequestioniprivatedellamiafamiglia? «Nonsoperchéquellostronzoteneabbiaparlato.Aquantoparedovròfarlotacere.» Faccioscrocchiarelenocche,ignorandoildolorenelleditaperennementeferite.

Tessamiguardamale.«Lascialostare,Hardin.»Unaverareginaguerriera,moltoconvincente. «Nonvolevaneanchedirmelo,l’hocostrettoio.» Quindioraleisadellamiafamiglia?Nonègiusto.Nonvogliochesappianientedime.Stiamo esagerando.Questafaccendamistasfuggendodimano. «Allora,doveandiamooggi?»michiede. Sièavvicinatatroppo:sistaimmischiandonellamiavitaprivataenonmistabene,cazzo.Gliavrà chiestoanchealtrecosesudime.PerchénonabitoconKenelasuanuovafamiglia,perchénonparlo maiconmiopadre…Gliavràchiestopersinocom’erodabambino,eLandonleavràriferitotutto ciòchehasentitosulmioconto.Tessamistagiàgiudicando,lovedo. «Nonandiamodanessunaparte;eraunapessimaidea»,ledico,elapiantoinasso. Nondeveavvicinarsipiùdicosì.Ètroppoficcanaso,troppomoralista.Nonvogliopiùsapernedi questastoria.Devostareallalargadalei. Quandoarrivoallamacchinailmalditestaèaumentatoeholemanisudate.PerchéLandonleha parlatodellamiafamiglia?Ormaisapràtutto.Oalmenolecosepositivecheluileavràriferito:che miopadreèilrettoredell’università,chealcollegeerailterzomigliorstudentedelsuoanno,cheè appassionatodisport. QuellocheTessanonsaèchemiopadreeraalcolizzato–unalcolizzatodellapeggiorspecie– perchéilteneroLandonnonconoscequellatodilui. Sapràqualcosadiconcretosulsuoconto?Ilmiocaropaparinolohaingannatobenbene? Vorreitantospiattellarglieloio,mentremangialatortaalcoccodisuamadre. Hounimprovvisoattaccodiclaustrofobiaeabbassoilfinestrinoperprendereunpo’d’aria.La manovellasièincastrata:èunpeccatocheunamacchinacosìbellasiaanchecosìvecchia.Dopo trentasecondiriescoaprenderefiatoedescodalparcheggio.SeTessamiavesseseguito,nonso cosaavreifatto. SonoincameramiadamenodidieciminutiquandoricevounmessaggiodaMolly:Zedèin dormitorioconBarbieVergine.Sbrigati,piccioncino. Cosa? Come fai a saperlo? rispondo, e mi chiedo perché proprio Molly voglia aiutarmi a vincere… Vuolefregarmi? Nonrivelolemiefonti. Mi sembra di sentire la sua voce che mi sfotte mentre mi rimetto gli anfibi neri.Sono così consumaticheprimaopoisistaccherannolesuolementrecammino,malihodaannienonnetrovo altriugualmentecomodi. SochenonriusciròastrappareulterioriinformazioniaMolly,quindiscrivoaStephprimadi uscire:TessaèconZed? Rispondesubito:*Nononèqui * Capiscoall’istantecheèunabugia,eaffondoilpiedesull’acceleratore.

TessaèconZed? Rispondesubito: *Nononèqui * Capiscoall’istantecheèunabugia,eaffondoilpiedesull’acceleratore.

15

QUANDO aprolaportatrovoTessasullettodiStephconZed,mentreilsuolettoèvuoto.Unletto piccolo,consopraZed.CisonoancheStepheTristan,eTessaèsemplicementesedutalì,nientedi più,ma…ÈconZed.Suunletto.SuunlettoconZed. Eiovadosututtelefurie. «Potrestianchebussare,ognitanto»,mirimproveraSteph,simulandosorpresa.Sapevabenissimo chesareivenutosubito.Volevachevenissi:eccoperchél’hadettoaMolly,nesonosicuro.Mami stupiscocheMollymel’abbiariferito.Stephincrociailmiosguardoeride.«Potevoesserenuda!» Poteva?Loèstata,glieloleggonegliocchi.Sì,l’hovistanuda,quindisochenonhaletettegrandi comesembranoconqueireggiseniimbottiti.Incompensohaunodeiculipiùbellicheioabbiamai toccato… Entronellastanzaereplico:«Nientechenonabbiagiàvisto». TessaeTristansonosbigottiti. «Oh,sta’zitto»,rideSteph:adoraesserealcentrodell’attenzione. «Cosacombinate?»chiedo sedendomi sul letto di Tessa,di frontealoro.Almeno Zednonè arrivatofinolì.Dovrebbeessereunaconsolazione… Zedmisorride.Checazzohadasorridere? «Adireilverostavamoperandarealcinema»,rispondelui.«Tessa,vienianchetu?» Tessaguardameepoilui.Sembranervosa.Staperdiredisì… «IoeTessaabbiamoaltriprogrammi»,intervengoprimachesiatroppotardi. RivolgoaZedun’occhiatadiavvertimento.Luiassumeun’ariadisfida.Tristanrestainsilenzio quandologuardo:nonvuoleintromettersinelnostrogioco.Nonèpoicosìantipatico,senonfosse cheesceconquellastrega. «Cosa?»esclamanoincoroZedeSteph. «Eroappuntovenutoaprenderla.» MaTessarestasedutaenonaccennaamuoversi. «Seipronta?»chiedopoiintonodisinvolto. Sembracombattuta.Pensoaqualcosadadirleperconvincerla,maleisialzadalletto. «Ci vediamo dopo!»esclamo a voce troppo alta,sospingendo Tessa fuori dalla porta conla smaniadichisièappenacalatounapasticca. Miseguefuori,camminandoalunghipassipernonrestareindietro.Halegambepiuttostolunghe. Lecoscesonounpo’grosse.Nonriescoaevitarediimmaginarechemiciaggrappereimentrela prendodadietro,chinasulcofanodellamiamacchina.Tentodinonpensareaquestecosequandolei ècosìvicina.Mifamaleilcazzo,miscongiuradiconsiderarequanto sarebbemorbida,quanto vorreipalparla… MiaccorgochesiamoarrivatiallamacchinaechehoapertolaportieraperTessasovrappensiero. Maleinonsale,chissàperché.Sièmessaabracciaconserte,facendosollevareletette. Nondubitochevogliacomunicarerabbia,maiolatrovosoloeccitante. «Be’,staròattentoanontenertipiùleportiereaperte…»ledico,sarcastico.

Scuotelatestaecapiscochestaperesplodere.«Cosatièpreso?Sobenissimochenonerivenuto perme,miaveviappenadettochenonvolevipiùuscireinsieme!» Sièmessaagridare.Miguardointorno:ilparcheggiononèdeserto,maleiparenonfarcasoalla gente.Nonmisembrailtipodipersonachelitigainpubblico,ancheseconmel’hagiàfattodue volte. Mifauscireditesta,porcaputtana. «Sì,tihodettocosì.Orasaliinmacchina.»L’hopulitaappostaperlei,faràmeglioasalire. «No!Senonammettichenonerivenutopervedereme,tornoincameraevadoalcinemacon Zed»,ribatteindispettita. Macheproblemaha?Dàdelmaleducatoame,epoimiparlaconquestotono?Èun’ipocrita,ecco cos’è. Cosarispondo,adesso? Devo rivelarlechemihascritto Molly?No,per carità:CapelliRosanonmidirebbemaipiù niente.EperchéTessamiminacciadiuscireconZed?HascopertodellaScommessa?Sièmessa d’accordoconSteph? Nonsoquasinientedilei,eppuremiaccorgocheècambiatoqualcosa.DisicuroStephgliel’ha detto. «Ammettilo,Hardin,omenevado.» Noncapiscosemiprendeingiroono.Sembrastizzita,econtinuaadilatarelenariciinmaniera comica.Okay,aldiavolol’ego,perunavolta. «Vabene,lo ammetto.Adesso però sali:nontelo chiederò un’altravolta.»Voglio vincerela scommessa,mastadiventandounaseccatura;misforzeròancoraunpo’,poilacederòaunaltro compagnodicorso.Vadoalpostodiguida,lasciandoapertalaportieradelpasseggero. Enonmistupiscoquandolavedosalire. Escodalparcheggioconinerviafiordipelle.Avevodecisodinonpassaredeltempoconlei,di tirarmiindietro,eoradobbiamouscirelostesso.Mifaancoramalelatesta,lamiamentesembra lottarecontrosestessa.Unapartedimevorrebbegridareeabbassaretuttiifinestrini,mal’altrametà èpervasadaunastranacalma,dallaserenità.Accendol’autoradiopercoprireilrumoredeipensieri. Di solito funziona: uomini che gridano, testi che parlano di morte e depressione, una musica ripetitivainterrottadaqualchefuriosoassolodibatteria. Tessanonsembrad’accordocongliSlipknoteavvicinaunamanoallaradio.Hapropriounbel coraggio! «Nontoccarelamiaradio.» «Se hai deciso di comportarti così, non voglio passare il pomeriggio con te», minaccia.Si appoggiaalloschienaledelsedileconariamelodrammatica. «Nonhodecisoniente,matunontoccarelamiaradio.» Nonriescopiùarespirare,eilrumoremiaiutaanonsentireilpanico.Tessaguardal’autoradio conun’espressionerabbiosa.Mitornasubitoilbuonumoreemivienevogliadiridere,maforsenon èilmomentogiusto. «CheteneimportasevadoalcinemaconZed?SarebberovenutiancheStepheTristan»,dicepoi, alzandoilmentoconariadisfida. Ah,unappuntamentoindoppiacoppia?Bene… «Non penso che Zed abbia buone intenzioni.» Non so cos’altro rispondere, quindi guardo la strada. Dopounmomentodisilenzioteso,Tessascoppiaaridere.Macheproblemaha?

«Ah,etuinvecesì?AlmenoZedègentile.» Staancoraridendo.Zedègentileconlei?Gentile? Hainballounascommessasullatuaverginità,tesoro.Manonpossodirglielo. Perchécisonoinballoanch’io. Restoinsilenzio,eTessagridasopralamusica:«Puoiabbassare,perfavore?» Facciocennodisì.Tantovaleprovarearidarleilbuonumore. «Questamusicaèorribile.»Sapevochenonlesarebbepiaciuta;bastaguardarlapercapireche ascoltauncertogenere.Ilcontrariodiquellochepiaceame. Tamburelloleditasulvolanteeleifadistrattamentelostessogestosullecosce. «No,nonloè.Manonvedol’oradisentireletueopinioniinfattodibuonamusica.» Sorrido al pensiero dellasuaplaylistdaragazzina:gli ’NSync,JessicaSimpsonedi sicuro qualcunodiquegliorrendigruppifemminilichespuntanocomefunghiinInghilterra. «Be’,mipiaccionoiBonIvereiFray»,dicedopoqualchesecondodiriflessione. «Prevedibile.»Unabanddiispirazionecristianaeunasuper-hipster.Nonmistupiscoaffatto. Okay,sì,entrambefannomusicadecente,solochenonsonoilmiogenere.Nonc’èabbastanza dolore,perimieigusti. «Cos’hannochenonva?Sonobravissimi»,replicaintonoappassionato.Quandoincrociaimiei occhisigirasubitoaguardarefuoridalfinestrino. «Bravissimiaconciliareilsonno,sì.» Midàunamanatasullaspalla.Èungestostrano,chevedofarespessoallecoppie,manessuno l’avevamaifattoame. «Be’,amepiacciono.»Sorrideorgogliosa.Sembrachesistiadivertendoalmenounpo’.«Dove stiamoandando?» Restosulvago:«Inunodeimieipostipreferiti». «Ovvero?»insiste,comesupponevo.Troppoperfezionista. «Devipropriosaperetuttoinanticipo,eh?»commentoperprendermilarivincita. «Sì,mipiace…» «…avereilcontrollodellasituazione?» Nonrisponde. Decido di lasciar perdere per stavolta.Non voglio esagerare.«Be’, non te lo dico finché ci arriviamo…Cioètracinqueminuti.» Siguardaintornoconfusa.Miaccorgochesisforzadinonchiedermelodinuovo.Stacercandodi rilassarsi,equestomisemplificalecose.Dopounpaiodiminutinotocheguardailsedileposteriore. «Vediqualcosachetipiace,làdietro?»laprendoingiro,eleiscuotelatesta.Unacioccadicapelli lunghiricadesullasuaspallaeTessalaspingeindietro.Isuoicapellisembranomorbidissimi.Chissà seèbiondanaturale…agiudicaredasuamadredireipropriodisì. «Chemacchinaèquesta?»chiedeguardandosilescarpe. «Una Ford Capri, un grande classico.» Amo la mia macchina più di me stesso e ne vado fierissimo.Tessamiascoltamentrelespiego delmotorerimesso anuovo edeltubo discarico silenziato.Sorride;pursapendochenoncapisceunaparolaèstranamentepiacevoleparlareconun essereumanoincarneeossa.Dopoqualcheminutolaguardodinuovoemistafissandonegliocchi. Unbrividomicorregiùperlaschiena. Troppovicina.Sistaavvicinandotroppo.Èungioco,Hardin.Trattalacomeunapedinadelgioco. «Nonmipiacechemifissi»,dicocercandodirestareserio. Ècosìcuriosa,emiaccorgochelacosamipiacepiùdiquantodovrebbe.

16

IMBOCCO l’ultimosentieroeparcheggioinunospiazzodighiaiacircondatodagrandialberi.Mi piacemoltoquestoposto:noncivienemainessuno,edèperfettoperme.Soprattuttoinunadellerare giornatesenzapioggiadellaPenisolaOlimpica.Sonoabituatoalcielogrigio,essendocresciutoa Hampstead,doveinautunnononsivedequasimaiilsole. Tessasiguardaintornoperplessa. «Nonpreoccuparti,nontihoportatafinquiper ammazzarti»,ledicomentrescendiamodalla macchina,tentandodifarlaridere. Lei guarda i fiori gialli che punteggiano il prato e rilassaleggermente le spalle.Cosa starà pensando? «Cosacifacciamoqui?»chiede. «Be’,primadituttocamminiamounpo’.» Sospiraemiseguelungoilsentierosterratodoveprimacresceval’erba.Hal’ariagiàavvilita.Ma cosamièvenutoinmente?«Unpo’,nontroppo.» Nonsifida,eoggisembradimalumore.Tantopercambiare.Miconcentrosullapolveresollevata daimieianfibisulsentieroarido.IpassidiTessasonoquasisilenziosieincredibilmentelenti. «Be’, se ci sbrighiamo potremmo arrivare prima del tramonto», la prendo in giro quando raggiungiamounalberoacuièlegataunabiciclettaabbandonata.Èilsegnaledimetàstrada,ela passeggiataèlungacircaunchilometroemezzo.Nontroppo.Tessarallenta,malasuaespressione quandoarriviamoall’acquavaletuttoiltemposprecato.Rimanesenzafiato,comesequelsemplice ruscelloinmezzoalboscofossemagico,esorride. Lepiacenuotare?Forseeramegliochiederglieloprima. Restoinsilenzioeaspettochesiguardiintornoprimadifarledomande.Orachesiamosoli,non mivieneinmentenulladadirle.Forsedovreientraredirettamenteinacqua?Tessanonsièmossadal puntoincuieral’ultimavoltachel’hoguardata.Smuovelaterraconlapuntadellascarpaperevitare diincontrareimieiocchi. Aldiavolol’imbarazzo,iovadoanuotare. Mitolgolamagliettaeaspettol’inevitabilepiagnucoliodiTessa.Nonparlamolto,malacolonna sonoradellesueespressionièpiuttostovariegata.Ilsorrisosiaccompagnadisolitoaunsospiro, quandoèirritatasbuffaequandoèeccitataansima. «Aspetta,perchétistaispogliando?»midomanda.Noncredosirendacontodell’intensitàconcui mistafissandoilpetto.Sischiariscelavoceechiede:«Vuoifareilbagno?Lìdentro?» Indical’acquaconariadisgustata.OvviamenteMissPerfezionenonvuolebagnarsiivestitiei capelli. «Sì,lofacciosempre.Etuverraiconme.»Sbottonoijeans,mentreleicontinuaalamentarsi. Maintantomifissamentremispoglio. «Nonhointenzionedifareilbagnoinquestoruscello.» L’acquaèpiùlimpidaditantilaghi,adireilvero.Eccoperchénonsopportoleragazzesnobe viziatechehannopauradirovinarsilamanicure.

«Ecomemai?Guarda,ècosìlimpidachesivedeilfondo.»Pensavocheavrebbereagitomeglio. Miinnervosiscenoncapiremaicosastiapensando. «Macisaranno…ipesci,echissàcos’altro!»strepita. Ipesci?Èdeipescichesipreoccupaquestastranaragazza? «Epoinonmiavevidettocheandavamoanuotare,quindinonhoilcostume.» «Mistaidicendocheseiiltipodiragazzachegirasenzamutande?»Lesorrido,hounavoglia mattadivederlasvestita.«Già,eallorabasterannoquelle,eilreggiseno.»Nonaccetteràmai.Scorgo larabbiaaddensarsidietroquegliocchigrigiesonoimpazientedisentirelarisposta. «Iononnuotoinmutande,pervertitochenonseialtro.»Sisiedesull’erbaapochipassidalla sponda.«Stoquiaguardarti.» Sorrideeincrocialegambe. Mistaosservandodinuovo.Estavoltafissailrigonfiamentodeimieiboxer.Èarrossitaecercadi distoglierelosguardo;vuolefarmicrederechestaispezionandoifilid’erbachetieneinmano. «Seiunaguastafeste.Enonsaicosatiperdi»,ledico,poimituffoinacqua. Cazzo, è più fredda di quanto pensassi. Nuoto fino alla sponda opposta, dove il sole batte sull’acquapertuttoilgiornoelatemperaturaèpiùmite. «L’acquaècaldissima,Tess!» Alzagliocchidalmazzettodifilid’erbachestaraccogliendoperdistrarsi.Siannoiaamorte,e nonsocomefarlecambiareidea.Senonvuolenuotareconme,cosadovreifare? «Questaamiciziaènoiosissima,finora…» Miguardaesasperataepoialzailvisoversoilsole. «Almeno toglitilescarpeeinfilaipiediinacqua.Èfantastica.Presto faràtroppo freddo per nuotare.» Accettaesitoglielescarpe,posandolebenallineateaccantoasé.Chestranescarpe:sembrano pezzidistoffaattaccaticonilnastroadesivoaunpezzodicartone.Nonpossonoesserecomode. Arrotolaijeanssuipolpacciesimordeillabbromentreinfilaipiediinacqua. Miaspettochesilamenti,invecesorride.«Èstupenda,no?»lechiedo. Senzaparlarealzadinuovoilvisoalsole. «Alloravieni.»Piegolatestaall’indietroperbagnareicapelli,cercandodiconvincerla. Quandolarialzo,Tessafacennodino.Nonvuoleancoraentrareinacqua.Cazzo,chedonna difficile.Laschizzoeleistrillaearretraprecipitosamentesull’erba.Noneromaistatoinquesto postoconun’altrapersona.Faunostranoeffettoaverecompagniaquaggiù. Comepossoconvincerlaavenireinacqua?Senonentra,tuttaquestagiornatasaràunagigantesca perditaditempo.Devonegoziareconlei.Macosavorràincambio? Nonmisembrailtipochescendeacompromessi… «Seentri,tipromettocherisponderòaunadelletuedomandeindiscrete.Quellachevuoi,ma soltantouna»,dico,cosìsuduepiedi.Ètalmenteficcanasochelapropostalepiacerà. «L’offerta scade tra unminuto.»Devo darle unlimite di tempo,altrimenti ci metterà tutto il giorno.Vadosott’acquaenuotoperunadecinadimetritrattenendoilrespiro.Tessadisicuroavràil broncio.Quelpensieromifaridereerischiodiaffogare. «Tessa…»ricomincio,evorreichelapiantassedipensarecosìtanto,«smettiladirimuginaresu tutto,tuffatiebasta.» Siguardaivestiti.«Nonhonientedamettermi.Senuotocosì,poidovròsalireinmacchinaconi vestitifradici.» «Mettitilamiamaglietta»,lepropongo.Sigiraavederla,èposatasull’erba.«Forza,mettitela.È

abbastanzalunga,mapuoitenereaddossoanchelemutandine.»Preferireicheletogliesse,eancheil reggiseno,maovviamenteladecisionespettaalei. Sigiradinuovoavedereintorno,osserval’acquaeilmiocorposeminudo,epoisichinaa raccoglierelamiamaglietta.Hovinto. «Evabene.»Èunapiccolapeste.Siposalamanosulfiancoeprosegueinegoziati:«Magiratie nonguardarmi». Eccotornatoilgattinoruggente.Rido,eleifaunostranomovimentoconifianchi,lifadondolare mentresitoglielamagliettaetienelamiastrettatralecosce.Migirosubito:sonoungentiluomo,lo giuro. «Sbrigati,altrimentimivolto»,esclamoimpazientedopoaverecontatoinsilenziofinoatrenta. Azzardoun’occhiatamentreleièchinaaripiegareijeanseaposizionarliperfettamenteinlineacon lescarpe.Èunapsicopatica.Perqualchesecondomidomandocomereagirebbeselelanciassile scarpeinacqua.Siarrabbierebbedamorire.Trattengounsorrisoefinalmenteguardoilsuocorpo. Legambesonoabbronzate,èlaprimacosachenoto.Lamiamagliettalecalzaapennello.Letette fannotenderelastoffa,tantochesuldavantilearrivaappenaallasommitàdellecosce.Prendoil piercingtraidentiemigodolospettacolo. «Ehm…vieniinacqua,okay?»Mischiariscolavoceecercodismetteredifissarelesuecosce. «Tuffatiebasta!» «Aspetta,dammitempo…» «Prendiunpo’dirincorsa.» «Okay.» Faunrespiroprofondoepartealgaloppoversol’acqua,muovendosistranamenteascatti.Quando arrivaallasponda,unpassoprimadisaltare,siferma,lanciaunostrillettoesicoprelafaccia. «No!Aveviiniziatocosìbene!»Scoppioaridere.Tessamifissa,ridendonelsole,emisento confuso.Cosacifacciamoqui?Aridereinunruscello?Cos’è,unodiqueifilmtrattidailibridi NicholasSparksincuilacoppiachelitigaècosìcarinacheiltrailerdiventasubitoviralesuInternet? Donneannoiatecheaspettanodifarsisalvaredaqualcheeroedellanarrativa.Sonotuttestronzate,e quelledonnefinisconosempreconunmaritoinutileacuinonfreganientediloroedellafamiglia. «Noncelafaccio!» Sembramoltoagitata.Nonavràmicapauradell’acqua?«Haipaura?»lechiedo. «No…nonloso.Forse.» Miavvicinocamminandosulfondo.Sbattoilpiedesuungrossosasso. «Sieditisullariva,tiaiutoascendere.»Leporgolamanoeleisifapiùvicina,stringendole gambepernonfarmivederelemutandine.Apprezzolosforzo:inquestomomentoèbenechenonmi distragga. Laafferroperlecosceeilmiosessorispondeall’istante. Accidentialeieallesuecoscemorbidetralequalinonvedol’oradiaffondarelafaccia. «Pronta?»Prendofiatoespostolemanipercingerlainvita.Lemieditaaffondanonellasuacarne morbida e devo fare appello a tutto il mio autocontrollo.Vorrei tanto farla piegare inavanti e prenderlaqui. Che problema ho? Non sono mai stato così maniaco.Sarà la sua innocenza e il suo corpo provocante,oppurelacompetizione,lavogliadibattereZed? Lasuapellecaldaentranell’acquaelalascio andare.L’acqualearrivaappenasotto ilpetto. Allargalebracciadavantiaséelevienelapelled’oca,accentuatadallalucedelsole. «Nonstartenelìimpalata.»Devimuoverti,altrimentistaròquiafissartipertuttoilgiorno.

Nondàcennodiavermisentito,masiavventurapiùlontanodallasponda.Lamagliettasisolleva nell’acquacomesevolessespiccareilvolo.Tessalatiragiù,lisciandolasott’acquamegliochepuò. «Potrestianchetogliertela»,osservo.Nonmilamentereidisicuro. Faunasmorfiaemischizza.Miha…schizzato?Nondovreitrovarlocosìdivertente. «Mihaischizzato,percaso?» Tessasghignazzaebattelemanisull’acqua. Miscrolloicapelliemiavventosudileipertrascinarlasott’acqua.Leisitappailnaso.Sitappa ancorailnaso? Sonopiegatoinduedalridere.«Nonsocos’èpiùbuffo:ilfattochetutistiadivertendooilfatto chedevitappartiilnasoperandaresotto.»Ridocosìtantochenonriescopiùaparlare. Tessavieneversodimeconun’espressionedeterminata.Alzalebracciasopralatestapercercare dispingermisott’acqua.Èuntentativoridicolo…nellamiglioredelleipotesi.Stavoltanondistolgo losguardodallamiamagliettachel’acquafagonfiareintornoalsuocorpo,eleiridedisestessae deimieicrampiallostomacoperiltropporidere.Lasuarisataèmusicale,miricordaifiorigialli chehovistoinquelpratoall’iniziodelnostro…appuntamento. «Credo chetumidebbalarispostaaunadomanda»,dichiara.Sapevo chenonsenesarebbe dimenticata,mapensavocheavrebbeaspettatoancoraunpo’primadichiedermelo. «Vabene,masolouna.» Midomanderàqualcosadistupido,deltipo:Èdolorosofarsiuntatuaggio?Guardol’erbasulla spondadelruscelloeaspettochesifacciagliaffarimiei. Lasuavocespezzailsilenzio.«Chièlapersonacheamidipiùalmondo?» Machecazzodidomandaè? Chestrano.Nonvoglio rispondere.Nonsaprei neppurecosadire.Leconversazioni tralei e Landonsulmiocontomiinsospettisconosempredipiù.Amore?Chiamo? Chiamodipiùalmondo?Be’,miamadre,penso.Sonoannichenonledicopiùchelevoglio bene,maèpursempremiamadre.Credochenoncisianessunaltro,apartemestesso.Sonoiola personacheamodipiù.Manoncredochesiaunarispostaaccettabile. Eppuredicosinceramente:«Mestesso».Noneroiltipochehalafidanzatinaallescuolemedie, quindinonhodovutomentiredicendo«tiamo»primadiaverel’etàpercapirecosasignificasse.Mi rifugiosott’acquaperqualchesecondomentreilcervellodiTessastilaunelencodigiudizisommari sulmioconto. «Impossibile»,dichiaraappenariemergo.«Eituoigenitori?»Inquell’istanteoltrepassaillimite. TessaYoungèunaficcanasoenonsafarsiicazzisuoi.Miguardacongliocchidolcielelabbra socchiuse,inattesadellamiarisposta.Detestoquellosguardochegrondapietà. Piantala,Theresa. «Nonparlarepiùdeimieigenitori,capito?» «Scusa,erosolocuriosa.Haidettocheavrestirispostoaunadomanda»,mormora.«Midispiace davvero,Hardin,nonparleròpiùdiloro.» Nonsosecrederle.Statramandoqualcosa,melosento.Ètroppoperspicaceemoltoinvadente. Nonlaconosconeanche,edisicuroleinonconosceme.Perchésiostinaafarmidomandecosì personali? Questopomeriggiopuòandareafinireinduemodi:olitighiamoeleisenetornaindormitorio, oppureriescoadaffascinarlaelefacciovenirevogliadifrequentarmiancora. Decidodimantenereuntonocivile.Preferireinonrestareinunsilenzioimbarazzatopertuttoil viaggiodiritornoinmacchina.Lacingoinvita.Ilsuocorpoèleggeronell’acquaquandolasollevo

elascaravento giù.Lei lanciauno strillo eagitalebracciacomeunuccellino chebatteleali. Riemergeconicapellifradiciegliocchiaccesi. Èfelice. Potevaandareinduemodie,chissàcome,l’horesafelice. «Melapagherai!»strillaallegra,venendoversodime.Forsecrededavverodipotersivendicare. Siavvicina,elegocced’acquascorronosulsuoviso.Lasuapelleèbagnataeluccicantee…perché sistaancoraavvicinando? Rimangosenzafiatoquandomistringelegambeintornoaifianchieappoggiailpettoalmio. Dovreicomandareio,qui. Siirrigidisceall’improvvisoeallentalapresaconlegambe.«Scusa.» No,no. Glieleprendoemelerimettointornoaifianchi.Ècosìpiacevolesentirlapremerecontrodime, cosìcalda.Migettalebracciaalcolloeiosentounfremitodipaurainfondoallaschiena.Tentodi leggerlenelpensiero.Impossible. «Cosamifai,Tess…»mormoroaccarezzandoconilpolliceilsuolabbrotremante.Farespiri sofferti.Ilsaporedellasuaboccaèancorafresconeimieiricordi.Hobisognodiassaggiarlodi nuovo. «Nonloso…» Non lo sa.Non lo so neanch’io.Nessuno dei due ci capisce niente, e la situazione potrebbe degeneraremoltoinfretta. Vogliochedegeneri. Questaragazzahalaminimaideadiquantoèsexy?Sachebastalaformadellesuelabbraafarmi venirepensierisconci?Laimmaginoinginocchiodavantiame,lelabbradischiuse,lalinguabagnata eprontaaprendermi,adarmipiacere.Vogliopremereilmiosessosullasuaboccaeprovocarlafino afarlaimpazzire,comeleistafacendoimpazzireme.Lesuelabbrasonodiunrosadelicatoeil labbrosuperiorefaunacurvadecisa,comequellodiunpersonaggiodeicartonianimati.Maun personaggiosexy,comeJessicaRabbit. Cazzo,stoandandofuoriditesta.Lecosenonsimettonobene. Menomalechenonhoscrupoli. «Questelabbra…lecosechepotrestifarci…»Ricordolasuaboccasullamia,nellamiastanzae poinellasua.«Vuoichesmetta?»Lafissocercandosegnidinervosismo.Lesuecoscesistringono intornoameeloprendocomeunno,malelascioqualchesecondoperrispondereprimadipassare all’azione. Siavvicinaancoradipiù,sispingecontrodimesottolasuperficiedell’acqua. «Nonpossiamoesseresoloamici,losai,vero?» Inspiradiscattomentremiappoggioalei,sfiorandoleilmentoconlelabbra.Chiudegliocchie iocontinuoasolcarecondelicatezzalapellebagnatalungolalineadelmento.Quandoraggiungoil colloelazonadietrol’orecchioleimugola:«Oh,Hardin». Aquelleparole,unascaricaelettricaattraversailmiocorpo.Lasuavoceèroca,vogliosa.Dime. Ècretanellemiemani,emivieneilbatticuoreall’ideadiplasmareilsuopiacere.Nessunol’hamai scopata,manondubitochesisiadatapiaceredasola. Vogliosentirlamugolaredinuovoilmionome,hobisognodiriassaporarelasuabocca. «Vogliofartigridareilmionome,Tessa.Tantevolte.Lovuoianchetu?»Nonriconoscopiùla miavoce,questotonodisupplica. C’èsilenzio,aparteisuoirespiriaffannosielosciabordiodell’acquaintornoanoi.Leiannuisce.

«Dillo,Tessa.»Prendo ilsuo lobo traidenti.Leimugolaemisistrusciaaddosso,annuendo furiosamente. Annuirenonbasta,Theresa.Lovuoi,perciòdimmelo.«Devidirmelo,piccola,eavocealta,così sapròchelovuoidavvero.»Posolemanisullasuapancia,sottolamaglietta. «Lovoglio…»rispondeaffannata,disperata.Sorridosullapellecaldadelsuocolloeleisospira. Quelledueparolesonoilpermessodicuiavevobisogno.Continuoareggerlatralebracciaelei contraeimuscoli:forsetemechelalascicadere.Inizioausciredall’acquaportandomeladietro.Con ognipassolesuecoscedivaricatemisistruscianocontroediventosemprepiùduro. Arrivati a riva la lascio andare e lei piagnucola.Quel suono mi fa affluire tutto il sangue all’inguine.Raggiungolaspondaemigiroperaiutarlaausciredall’acqua.Tendelemaniversodi meepuntalosguardosulmiopetto.Staosservandoiltatuaggiochehosull’addome,l’alberomorto. Probabilmenteodiaimieitatuaggi:quellabacchettonadisuamadreleavràinsegnatochelepersone tatuatesonomalvagieedivoranol’animaallebraveragazze. Saràabituataalpettodepilatoepulitodelsuoragazzo.Miaccorgochecontinuaaguardarmie tentadidecifrareildisegno.Ilsuoragazzononhatatuaggi,ciscommetto.Nonavràneppureuna cicatrice,nésullapellenénellamente. Cisepariamoeleirestaimmobile,inattesadiistruzioni. Nonsobenecosafareconlei.Mistaancorafissando…perchémiguarda?Esoprattutto,perché midàcosìfastidio?Hofattoquestitatuaggipermestesso,nonperesseregiudicatodaunaragazza. Eoraperchémistareigiustificando?Nonmeneèmaifregatonientedell’opinionedelleragazze; pensosoloascoparleeafarledivertire,adistrarciavicenda. Smettiladiriflettercisu,Hardin.Stodiventandocomelei,pensotroppo.Cosamistafacendo? Vadodrittoaldunque.«Quioincameramia?» Dovreiscoparlaqui?Potreifarlasdraiaresull’erba,allargarequellecosceefarlegridareilmio nometracciandolecerchisulclitorideconlalingua. Miosservamentremisistemoiboxer.«Qui»,decide. «Vienidame»,ordino.Obbedisce,conleguancerosseeapassolento.Vorreimetterlefretta. Nonresistopiù,hobisognodisentirla.Hobisognocheleisentame.Lascoperòquisulprato.La farò sdraiare e toccherò ogni centimetro del suo corpo irresistibile.La mia maglietta bagnata aderiscealsuocorpocomeunguantodilattice.Devetogliersela. Glielasfilodallatesta.Nonèfacile:sembranonvolersistaccaredalei,propriocomeme. Perlaprimapartedellagiornataabbiamofattoquellochevolevalei.Lasecondaparteandràa modomio.Nonsonoabituatoafareconversazione,asentirmichiederechiamodipiùalmondo.Ma sonoabituatoausareuncorpomorbidoperdarepiacerealmio.

17

Stavapervincere.Eraprontopervincere.

Epoisiresecontodinonessereaffattoprontoper…lei.

STENDOsull’erbalamagliettabagnata.Mitremanolemani. «Sdraiati»,ledico,elaaiutoamettersigiù.Midistendoaccantoaleiemiappoggiosulgomito perguardarlabene.Ilsuocorpoèesposto,ilsuosenoprosperosoèinbellavista;lapelleunpo’ abbronzatarisplendealsole.Èunamelarossaesuccosacheaspettasolodiesseremorsicatadame. Hovistotante,tanteragazzemoltopiùnudedicosì,maTessaèunaltropianeta.Mentreammirola curvachedaisuoifianchiportaalpetto,duepiccolemanicercanodicoprirmilavisuale.Mialzoa sedere;l’erbaèfittaemorbidasottodime,l’unicoeffettopositivodituttaquestapioggia. Laprendoperipolsieletirogiùlemani.«Noncoprirtimai,quandoseiconme.»Ciguardiamo negliocchi. «Èsoloche…»Arrossisceedistoglielosguardo.Nonlepermettodifinirequellafraseridicola. «Nondevicoprirti,Tess,perchénonhainientedicuivergognarti.»Nonsembraconvinta.Chiha rovinatolasuaautostima?«Dicodavvero,guardati.» «Seistatocontanteragazze…»Dovevoaspettarmiquestaobiezione.Cosaglieneimportasesono statoconaltreragazze?Nonstiamoinsiemeemaicistaremo.Lealtreconcuisonostatononerano comelei;alcunelesomigliavano,madisolitononscelgoleverginelleinnocenti.Mipiaccionole donnechesannoquellochefanno.Nonvogliodover insegnarenienteanessuno,soprattuttonon l’artedelsesso. AparteNatalie,miricordaquellainsopportabilevocettanellatesta.Natalie,laragazzadolcee devotaconilsederebellissimoeicapellinericomelapece.Eracosìinespertachenonriusciva neppureainfilarmiilprofilattico.Alcatechismonongliel’avevanoinsegnato. «Nessunacomete.»Sembranervosa,cosìintattaeinvitante…voglioaffondareinlei. «Haiunpreservativo?»chiedeabbassando lavocesull’ultimaparola.Neavràmaivisto uno? Natalieliavevavistisoloalbuio. PerchéstopensandoaNatalieproprioadesso? PossoscoparmiTessaoraevincere.Possotuffarminelsuocorpopuroeprendereciòpercui sonovenutofinqui.Miguardaconariad’aspettativa.Pensacheiosiaquellocheportaleragazzenel boscoperscoparsele.Soprattuttoquellevergini. «Un preservativo?» rido, e in quel momento decido che non possiamo scopare lì.«Non ho intenzionedifaresessoconte»,mento. «Ah»,faleiimbarazzata.«Edove…» Perchépensachedobbiamoandarcene,soloperchénonvoglioscoparmela? «Oh…No,Tess,nonintendevoinquelsenso.Volevosolodirechetunonhaimaifatto…quelle cose,perciònonvogliofaresessoconte.»Tentodicapiresemicrede,poiaggiungo:«Peroggi».Il rossosullesueguancesistemperaunpo’.

«Prima ci sono un mucchio di altre cose che voglio farti.» Eccome se ce ne sono.La farò supplicare.Hobisognocheilsuocorposiarrendaalmiotocco.Ognicentimetrodileitraunistante miapparterrà.Èsdraiatadavantiame,nudaepronta,eintendosfruttarealmassimolasituazione. Misdraiosopradilei,eTessarabbrividiscequandolegocced’acquacadonodaimieicapellisul suoviso.Sorridoelaguardochiuderegliocchiaspettandosialtregocce. «Èincredibilechenessunotiabbiaancorascopata»,dicointonosincero.Vogliopremereilmio corpovestitosulsuoperdarleunassaggiodicomesisentirebbeselascopassioggi.Mipuntellosul gomito elaaccarezzo sulcollo etraiseni.Sono cosìmorbidi,grandiabbastanzaper scoparli, troppoperprenderliinmano,masisostengonodasoli,altiesodi.Icapezzolisonosassoliniduriche aspettanosolodiesseresucchiatidame.Semisoffermoadammirarlieaccarezzarli,nonriusciròa tenerloneipantaloni.Perfortunahaancorailreggiseno. Laaccarezzosulventre,unacurvaleggeraemorbida.Levienelapelled’ocaesospira.Affondo leditanellesuemutandine,cercoilpuntopiùsensibiletralepieghebagnate. «Tipiace?»lechiedo,stringendoilbocciolotrapolliceeindice. Nonrisponde.Èbagnataegonfia:ilsuocorposiarrendealmio,alprimotocco.Hoappena iniziatoamostrarlecomepossofarlasentire.Chinolatestapersfiorarlelelabbraconlemie. «Tipiacepiùdiquandolofaidasola?»chiedo.Scorrounditolungolafessura.Michiedoinche modosieccitiquandoèsola.Sistrofinaosiinfilaleditadentro?Secondomesistrofina,vadrittaal punto. «Allora?»insisto. «Cosa?

» «Quandotitocchi,tipiacecomeadesso?» Nonrispondeancora…perchénonmelodiceebasta? Ècosìeccitanteimmaginarlasdraiatasullettoneldormitorio,agambelarghe,chesiaccarezza conlesuepiccoledita.Dovràstareattentaanonsvegliarelacompagnadistanza,sicopriràlabocca conlamanomentreviene.Avolte,quandol’orgasmoèforte,potrebbemordersiillabbroetrattenere igemiti.Devoscoprirecomefa,maleicontinuaafissarmicomesefossiunextraterrestre.Leho solochiestoinchemodosimasturba. Ah. MivieneilsospettocheMissPerfezionenonsisiamaitoccata. «Aspetta…Nonhaimaifattoneppurequello,vero?»domando,eintantocontinuoastuzzicarlae sentoleditasemprepiùumide.«Seicosìsensibile,cosìbagnata.» Mugola.Un suono meraviglioso.Torno a pizzicarle delicatamente il clitoride, poi lo faccio scorreretralemieditaumide. «Cosa…cos’era?»Lasuavoceèunbisbigliocaldo,ogniresistenzasièdissoltasottoilmio tocco.Lapizzicoancoraeintantodescrivopiccolicerchiconilpollice.Ormaistaansimando,le gambelesiirrigidiscono,capiscocheèvicinaalculmine.Moltovicina.Nonvedol’oradisentirla perdersiperme.Nonriescoacrederechenonabbiamaiprovatol’euforiapuradelsesso.Cazzo, cosasièpersa. Inarcalaschiena,avvicinandoletetteallamiafaccia.Unaleccatinanonguasterà. Sì,guasterebbe.Midistrarrei.Labacio dinuovo,stavoltasulserio,rivendicandolaedandole esattamenteciòdicuihabisogno.Lestooffrendosensazionichenonavevamaiprovato.Lasto portandofuoridallarealtà.Io,lemiedita. Infilolamanoliberanelsuoreggisenoeaccarezzounodeisuoiseniperfetti,perfarleprovare piùdiun’emozionepervolta.Letremanolegambe.

«Brava,Theresa,vieniperme»,laincoraggio.Lei,sdraiatasull’erba,identicheaffondanosul labbroinferiore,leguancearrossate,egliocchi…gliocchiindemoniati. «Guardami,piccola»,sussurromordicchiandolacarnechespuntadalreggiseno. «Hardin»,mugolalei,convoceroca,impedendomididistoglierelosguardo.Ècosìsexy,così seducentesenzaneppuresforzarsi. «Hardin…»Mitiraasémentrediceilmionome.Hailfiatone,stacercandodicalmarsi. «Ti lascio un minuto per riprenderti», le dico tirando fuori lentamente la mano dalle sue mutandineeposandoglielasulventre,doverestaunatraccialucentedelsuoorgasmo.Leisospiraeio mipuliscolamanosuiboxer. Sono così duro che mi sembra di impazzire. Lei è ancora sdraiata lì con un’espressione soddisfatta.Nevorrebbeancora,loso.Eglienedareiancora,congrandepiacere.Ognipartedime vuoleinsinuarsiinlei.Voglioascoltarlaansimareesentirlastrettaintornoame. Manonoggi.Ogginonposso.Mialzoinpiedieraccolgoijeanselescarpe. Sentoaddossoilsuosguardomentremirivesto.«Ceneandiamogià?»mormoraincerta. Vuolechelafacciaveniredinuovo?Èdiventataingorda,orachesaqualifantastichesensazioniil suocorpopuòregalarle. «Sì,volevirestareancora?» «Pensavo…nonloso,pensavochemagarituvolessiqualcosa…» Sembraumiliata.Perché?Siègiàpentitadiavermipermessodifarlavenire? Avreidovutoimmaginarlo. Sicopre,sinasconde.Stagiàcercandodiscapparedame.Ehi,aspetta,hadettochepensavacheio volessiqualcosa… «Ah,no.Perilmomentosonoaposto.» Quantovorreisentirelatualinguasullapuntadelcazzo,inquestoprecisoistante:manonrientra nelmiopiano. Invecepuntualizzo:«Perilmomento»,perfarlecapirechesaròfelicissimoquandosuccederà. Laguardomentresirivesteanchesevorreispogliarladinuovo.Sidondolasuitallonicomese provasseunfastidiotralecosce.Nondovrebbeprovaredolore:nonsonoentratoaffatto.Forsenonè abituataasentirsicosìbagnata.Quelpensieromifaveniredaridereemieccitaallostessotempo.

«Qualcosanonva?»lechiedoinmacchinamentreimboccoilsentierodighiaia.Ilsoleèunpo’ piùbassoel’ariasistafacendoumida.Siavvicinalapioggia. «Nonloso.Perchéseicosìstrano,adesso?» Strano?Inchesenso? «Io?Seituquellastrana.» «Non mi hai più detto una parola da quando… be’, lo sai.» È troppo timida per parlare chiaramente. Lofaccioioperlei.«Daquandotihoprocuratoiltuoprimoorgasmo?» «Be’,sì.Daallorainpoinonhaidettopiùniente.Tiseirivestitoecenesiamoandati.Mifasentire usata,oqualcosadelgenere.» Usata?Perfarecosa? Ah,èvero,lastousando. Maleinonlosa.Èsolol’insicurezzaafarlaparlarecosì. «Cosa? Ma no, non ti sto usando. Usare una persona implica trarne un vantaggio per sé.»

Sghignazzo. Migiroaguardarla,maleinonride.Hagliocchirossieunalacrimalescendesullaguancia. Merda. «Staipiangendo?Cos’hodetto?»Nonlacapisco.Perchéècosìemotiva,eperchémifasentire tantoincolpa?Distorceognimiaparolaelatrasformainunacattiveria.Haunapessimaopinionedi me,enonpossobiasimarla.Ètropposensibile. «Nonvolevo…Midispiace.Nonavevocertointenzionediriportartiincameratuaeandarmene! Pensavodiinvitartiacena,chenedici?Scommettochemuoridifame.»Posounamanosullasua cosciaestringo.Leisorrideeildolorechesentonelpettosiplaca. «Allora, cosa ti piace mangiare?» le chiedo.Non so dove portarla.Non sono mai andato al ristorantedasoloconunaragazza.Triste,loso,maingenereconledonnefaccioaltro. Tessasilegaicapellibagnati.Pensochemipiaceràconicapellilegati,perchévedròmeglioil suoviso.«Be’,mangioditutto,apattodisaperecos’è.Eapattochenoncisiailketchup.» «Nontipiaceilketchup?Pensavochetuttigliamericanineandasseropazzi.»Chestranaragazza. «Iolotrovodisgustoso.» Ècosìsicuraeinflessibile,cosìfieranelsuoodioperilketchup.Ècomico. Rideconme.«Tivabeneseandiamoinunatavolacalda?» Quandoinmacchinacalaunsilenziotroppolungo,lechiedo:«Allora,cosapensidifaredopo l’università?» Merda,gliel’avevogiàchiesto.Sononegatoperlaconversazione. «MitrasferiròaSeattle,esperoditrovarelavoroinunacasaeditriceodiscrivereunlibro.Soche èstupido.»Siguardalemani.Nonèstupido;anch’iohoquestosogno.«Mamel’avevigiàchiesto, ricordi?» «No,nonèstupido.ConoscoqualcunoallacasaeditriceVance.Sevuoipossoscambiarcidue parole;èunpo’lontanadaqui,mapotrestifaredomandaperunostage.»Vanceucciderebbeper avereinufficiounapersonaintelligentecomeTessa. «Cosa?Farestiquestoperme?»Èdavverosorpresa,locapiscodallasuavoce. «Certo, non c’è problema.» Detesto ricevere tutte queste attenzioni.Tessa gongola sul sedile accanto.Nonènientediche,lestosoloprocurandounostageallaVance.Lofareiperchiunque. «Wow,grazie!Hobisognoditrovarealpiùprestounlavoroounostage,equellosarebbeun sognochesiavvera!»Battelemanicomeunabambinachehaappenavintol’orsacchiottopiùgrande dellunapark,eamevienedasorridere.

Mentreparcheggio,Tessasembraperplessadallatavolacalda,cheineffettihaun’ariaunpo’ antiquata. «Qui si mangia benissimo», la rassicuro scendendo dalla macchina.Ai tavoli non c’è quasi nessuno.UnacamerieradimezzaetàciportailmenueiocercodiguardareovunquetranneTessa. Dopoavereordinato,avviaunaconversazione.Cercadiscoprirequalcosasullamiainfanzia,ma iononleriveloniente. «Miopadrebevevamolto;sen’èandatoquandoeropiccola»,diceall’improvviso. Nonreplico,guardoilpiattoecercodinonimmaginarladabambina,costrettaanascondersida unpadredegenerequantoilmio. Duranteiltragittodiritornorestoimmersoneipensieriecontinuoadaccarezzarlelacoscia. «Tiseidivertito?»michiedequandoarriviamoalcampus,emiguardapienadiaspettativa.

Certochemisonodivertito.Mipiacerebbedivertirmiancoraconlei,farlegridareilmionome mentrelamasturboconledita. Peròmilimitoarispondere:«Sì,adireilverosì.Senti,tiaccompagnereiincamera,manon vogliocheStephcominciconledomande…» Migiroversodilei.Èdelusa,anchesefadituttopertenersiinfacciaquelsorrisofalso. «Nonimporta,civediamodomani»,rispondedispiaciuta. Capisco che non vuole andarsene e ne sono felice. Mi guarda, aspettando che io aggiunga qualcosa.Nonparlo,malesistemounacioccadicapellidietrol’orecchio.Nonhomoltodadire, peròvogliosentirladinuovo.Voglioprovarequestacalmaassolutachemidàquandomitocca.Lei giralatestaperposarelaguanciasulpalmodellamiamano,einquelmomentosembrapiùpiccola, prontaadaccogliermi.Laprendoperlebracciaelatiroame.Hobisognodisentirlapiùvicina.Si arrampicasullaconsolecentraleesimetteacavalcionisudime.Lesuemaniaccarezzanoavideil mioaddomedasopralamaglietta.Ognitoccodellesueditamiregalaunnuovobrivido. Stuzzicolasualinguaconlamia,prontoaprendermituttociòchevorràdarmi.Laabbraccioper stringerlaameilpiùpossibile,manonèancoraabbastanza.Devoaveredipiù.Nonmibastamai, questaragazza.Accarezzo lapellecaldadel suo ventre…eveniamo interrotti daunafastidiosa suoneria. «Un’altra sveglia?» le chiedo mentre fruga nella borsa.Il suo telefono antidiluviano ha uno schermopiccolo,mariescoaleggereilnomechelampeggiasuldisplay:Noah. Ilsuoadorabilefidanzatinodelliceolachiamamentreleièinautoconme,conlalinguainfilata nellamiagola.Rifiutalachiamataemisorride.Sulserio?Alloranonèinnocentecomepensavo.Le èbastatounbuonorgasmopersbarazzarsideiprincìpimorali,unmugolioallavolta. MirendocontocheTessanongliracconteràmaiquellocheèsuccessooggi.Neancheunaparola. Mibacerà,scenderàdallamiamacchinaeappenaentrataincamerachiameràilsuoragazzoeglidirà cheloama.Luiricambierà,eleisorrideràcomehasorrisoquandol’hobaciata. Sileccalelabbraesisporgeperbaciarmidinuovo. No,no. «Èmegliosemenevado,adesso.»Sospiroeguardofuoridalparabrezza. «Hardin,ho ignorato lachiamata»,dice,sulladifensiva.«Gli parlerò di tutto questo.Nonso ancoracomenéquando,malofaròpresto.Teloprometto.» Be’,misbagliavosullascomparsadeisuoiprincìpimorali,malecosestannopeggiodicome pensassi.Hapassato unpomeriggio conme,eoravuolelasciareilfidanzatino delleelementari sperandodirimpiazzarloconme? No,no. No. L’arianell’abitacolosistaaddensando,miserralagola,mentreTessaaspettalamiarisposta. «Parlarglidicosa?»chiedo,sapendo chenondovreialimentarelesuesperanzepiùdiquanto abbiagiàfatto. «Dituttoquesto…»Agitalemaninell’ariaviziatadellamacchina,eiomisentosoffocare.Come mi èsaltato intestadi farequellecoseconlei?Avrei dovuto scoparmela,nonchiacchieraredi ketchupeprogrammiperilfuturo.Comefannosempreledonne,oraancheleivuolefarpartedella miavita.Èpazzasepensachesiapossibile.«Dinoi»,aggiunge. Adesso usaparolecome…noi…Èterrificante.«Noi?Nonstaraicercando didirmichevuoi lasciarlo…perme,vero?»Ilpesodelsuocorposulmiomiricordailmotivopercuilevergininon fannoperme.NeppureNatalieloera;avevadatolasuaverginitàaunragazzodellasuachiesa,per

«unesperimento». «Non…nonvuoichelolasci?»domandaconfusa. Merda,stiamodegenerandoinfretta. «No,perchédovresti?Cioè,sì,sevuoilasciarlolascialopure,manonfarloperme.» «Ma…iopensavo…» «Tihogiàspiegatochenonvogliorelazioni,Theresa.» Restasbigottita.Staandandopeggiodelprevisto.Vorreispiegarlechenonlofacciopercattiveria, chenonècolpamiasesonofattocosì.Enonècolpasua.Solocheineffettiècolpamia:perchénon ho dentro di me quello che serve a formare una coppia e vivere per sempre felici e contenti saltellandoneipratitraifioridicampo.Nonsonocapace,punto. «Sei disgustoso.» Scende da sopra di me e si affretta a raccogliere il telefono e la borsa. L’improvvisa separazione dei nostri corpi mi dà fastidio.Eanche la tempesta grigia che si sta addensandoneisuoiocchi.«Sta’lontanodame,d’orainpoi:dicosulserio!»grida,eseneva. Gli altoparlanti dellamiamentetrasmettono lavocedi Nataliechediceesattamentelestesse parole,congliocchipienidilacrime.GliocchidiTessasonolucidi,masitrattieneperorgoglio.In questosensocisomigliamo:l’enorme,irrazionalequantitàdiorgogliocheabbiamoentrambirischia dimettercineiguai. Tessaaprelaportieraescendesenzadegnarmidiunosguardo.Lasbattemettendocisid’impegno einiziaacamminareapassosveltonelparcheggio.Alzosubitoilvolumedell’autoradio.Hobisogno delrumoreperzittirel’uraganochehointesta.Miprudonolemani,ipensierisiaccavallano. Natalie,Theresa,Natalie,Theresa. NataliesullaverandadellacasadimiamadreaHampstead,lozainoafioriconilibristrettoal pettoegliocchigonfi. «Perfavore,Hardin»,dicevapiangendo.«Nonhounpostodoveandare.»Miscongiurava.Dalla suaboccauscivaunanuvolettadifumonell’ariafredda.Nonsonoriuscitoafarlaentrare.Nonmela sonosentita.Avevosaputochelafamigliaelaparrocchial’avevanoesiliata,cheerastatacacciatada entrambiiluoghiincuisierasempresentitaalsicuro.Mièsembratacosìpiccola,inquelmomento; isuoiocchiazzurririlucevanoalbuio:aspettava,speravacheiocambiassiidea. Einveceno,cazzo,noncel’ho fatta.Nonpotevo ospitarladame.Miamadrenonc’eramai, saremmorimastisempredasoli.Cosapotevofareperlei?Nonvolevoaverenienteachefarecon quella ragazza, e in ogni caso non potevo aiutarla.Mio padre era un alcolizzato che l’avrebbe svegliatarientrandoinunacasapienadimuffaefumodisigarette.Doveavrebbedormitoseluifosse tornato all’improvviso?Sen’eraandato daqualcheanno,malamiamenteinfantilecredevache potessetornare.Erounidiota. Oracheètornatodavvero,ehaunabellafamigliolanuovainunagrandecasa,detestochequel pensieromisiriaffacciallamentecosìspesso.Misonogiàtrasferitoall’altrocapodelmondoper starepiùvicinoalui,eorasièimpadronitoanchedeimieipensieri. Unclacsonmiriportaalpresente,equandosterzobruscamenteunamonovolumestrombazzadi nuovo.Imieiocchinonriesconoamettereafuoco,nonvedonientealdilàdelparabrezza. Battoripetutamentelepalpebre,abbassoilvolumedellaradio.Devoaccostare.Mifamaleilpetto, unacontrazioneritmicadeimuscolimiscuoteleossa.Sentogocciolinedisudoresullapelle,oforse sonolacrime.Leasciugo,imbarazzato. «Merda!»grido.Misentosoffocareespalancolaportiera.L’ariafrescamiriempieipolmoni,mi aiutaarespirarepiùlentamente. RicordoancorabenissimoilvisodiNatalie.EpoivedoTessa,etutteedueridonodime,mi

prendonoingiro.Perilpoterecheesercitanosudime.IlsorrisocompiaciutodiTessasiallarga,e l’immaginediNataliesvanisce.Checazzomistasuccedendo?DevostareallalargadaTessa,anche sehofattounascommessaeanchesesembreròstupidoquandoZedlavincerà. Zed. C’èsempredimezzolui.Nonsopportol’ideacheselaprendalui.Ilsuocorposudato,premuto controquellodilei. Chiudo gliocchieappoggio laguanciabollentesulvolante.Inchecasino misono andato a cacciare.

QuandoarrivoalezioneTessanonc’è.AncheilpostodiLandonèvuoto.Misiedoetirofuoriil telefono.C’èunmessaggiodiLoganchemiinvitaaberequalcosanellapausapranzo.Rifiutoe rimettoilcellularenellatascadeijeansneri.Mistannounpo’stretti,mamegliocosì:holegambe troppolungheperportareipantalonilarghisenzasembrareunclown.Sullamanicadellamaglietta biancac’èunamacchiadi penna…o forseèmascara.Mi toccheràfareil bucato,leragazzesi mettonoinfacciarobatossica. MidistraggodallostatodisgustosodellamiaigienepersonalequandovedoentrareTessa.Viene versolaprimafiladibanchieaspettocheilsuosguardoincontriilmio.Mistupiscochenonvadaa sedersidaun’altraparte.Eppuredeveodiarmiabbastanza,almomento,perfareunacosadelgenere. «Tess?»bisbiglio.Leimiignora,mahonotatountremitoquandohopronunciatoilsuonome. «Tess?» Deglutisce e fa respiri innaturalmente lenti. Percepisco una tensione tra noi, una vibrazionechesiirradiadall’unoall’altra. «Nonrivolgermilaparola,Hardin.»Raddrizzalespalleperfarmicapirechenonstascherzando. «Oh,perfavore!»Cercodipersuaderlaconunsorriso,manonsismuove. Sileccalelabbraecontinua:«Dicosulserio,Hardin,lasciamiinpace». «Evabene,fa’cometipare.»Sevuolefareladifficile,soesseredifficileanch’io.Cazzo,sonoil redeidifficili. Landonintervienenellaconversazionee,conl’ariadiuncagnolinoansioso,chiedeaTessa:«Va tuttobene?» «Sì,stobene»,glirispondegirandosiversodiluipervoltarmilespalle.

Lasettimanaprosegueconnottiinsonnieilrichiamoirresistibiledellebottiglieimpolveratesotto illavandino.Diventasemprepiùdifficileignorareilcantodellesirene.Venerdìsonoesausto,mi sentounamerda,esivede.Quandoarrivoalezionediletteratura,Landonèsedutoalsuobancoemi guardasubitonegliocchi. «Devoparlarti»,dice.Miguardointornopercapireachisirivolga.Certamentenoname;forsea Tessa,chestaentrandopropriooranell’aula? «Sì,tu»,insiste,piùirritatodiprima. Misiedoalmiopostoeloignoro.Accavallolegambesottoilbancoemiappoggioalloschienale dellasediadiplastica. «Volevo avvertirti che i nostri genitori ti inviteranno a cena uno dei prossimi giorni.Hanno qualcosadadirti.»Deveaverecapitoquantoèstupido,perchésicorregge:«Miamadreetuopadre». Inostrigenitori?Cos’è,cretino? «Nonazzardartimaipiùaspararecazzatedelgenere,imbecille.»

Luiappoggialemanisulbanco,comepertirarsiinpiedi.Ah,devesoloprovarci! «Lascialostare,Hardin!»gridaTessa,emiprendeper lebracciaper impedirmidiscagliarmi controdilui.Nonsapropriofarsigliaffarisuoi.Lasciocaderelebraccia.Aldiavolo.Perchéè arrivataproprioadesso? «Devifartigliaffarituoi,Theresa.» Sisporgeversoilsuoamichettodelcuoreeglibisbigliaqualcosa. «Èunostronzo.Tuttoqui»,annunciaLandonconunsorrisosornione. LarisatinadiTessamifaincazzare. «Hounabellanotizia!»diceaLandon.Stadandospettacoloamiobeneficio,penseràchenonmi accorgadiquantoèinfantile. «Ahsì?» «OggivieneNoah,esifermapertuttoilfinesettimana!» Lagelosiasifastradainme,arroventandoqualsiasicosaincontri.Aognibattitodellemanidi Tessasentoilmiosguardoscaldarlelapelle,eogniwattdiluminositàinpiùnelsuosorrisomifa prudereulteriormentelemani. «Chebello!»laassecondaLandon,enessuno deiduefacaso amequando faccio ilgesto di vomitare.

18

Piùconoscevaquellaragazzaepiùlasuapauraaumentava.Nonavevamaidovutocontendersicon nessunoleattenzionifemminili.Isuoifugaciincontrinoneranomaiminacciatidaaltriuomini. Almenocosìerastatofinchéeraarrivatoilragazzoperfettodaicapellid’oro,conunlibroche custodivaisegretidilei.Sapevacheluil’avevavistacrescere,erastato sempreaccanto aleie probabilmentelaconoscevamegliodichiunquealtro.Erafacileodiarlo,maallafinecapìchenon eraluiilveroavversario.

MENTRE attraversoilcorridoiodeldormitoriodiTessatentodiscacciarel’immaginedileinuda sottoilsuofidanzatinocheselascopaconilcardiganlegatosullespalle. Senonmifacessevomitare,lotrovereiesilarante. BussoallaportadiTessa,poigirolamanigliaedentro.Nonèchiusaachiave,quindièchiaroche leieilsuoragazzononhannoprogettitropposcabrosi.Litrovosedutisullettoalbuio,eTessa sobbalzaesiscostadalui. «Checifaiqui?»Alzasubitolavoce,appenavedechesonoio.«Nonpuoientrarecosì,senza bussare!» Sorridoall’adorabilecoppia.«DevovedereSteph.»MisiedosullettodiSteph,benconsapevoledi avermentito.GuardoNoahpervalutareilsuolivellodinervosismo.Èuntipotranquillooppureè suscettibilecomeTessa?Oralo chiamo per nome,così Tessaselafaràaddosso.«Ciao,Noah, piaceredirivederti.»Forsepotreistringerglilamano:immaginochesiusicosìalcountryclubdicui saràsicuramentesocio. «ÈconTristan,probabilmentesonogiàacasavostra»,ribatteseccaTessa,comeper dirmidi andarmene. Nonancora,biondina. «Ah sì?» Ho deciso di tormentarla. «Voi due venite alla festa?» Sarebbe molto divertente. Immaginocheluisitroverebbebeneallaconfraternita:altriragazzibiondicheloriempirebbero subitodibirra,contaminerebberolapurezzadellasuaanima,eTheresadovrebbetrovarsiunaltro fotomodellodacatalogo.Èduralavita. «No,nonveniamo.Vorremmovedereunfilm»,rispondeTessa.Noahposaunamanosullasua. Anchealbuiopercepiscoildisagiosulvisodilei. «Peccato.Alloraèmegliochevada…»Miavvioallaportaesentoalleviarsilapressionesulpetto. «Ah,Noah…»Facciounapausa,eintantomigodolascenadiTessacherabbrividisce.«Chebel cardigan!» Tessasembrasollevata. «Grazie,l’hopresodaGap»,rispondelui,senzasospettareminimamentechelostiaprendendoin giro. «Be’,sivede.Divertitevi,voidue»,dicouscendodallastanza.Mentrerichiudolaportahouna strettaalpetto.Checretino,quellolì.

19

Proprioquandolasuavitainiziavaadandareperilversogiusto,arrivòun’altrabatosta.Pensavadi esercitareilcontrollo susestesso,sudilei,sututto.Resistevaalladolcetentazionedelliquore amaro.Nonlo desideravapiùcomeprima,finchési trovò al telefono consuo padreasentirsi raccontarediunavitanuovaemigliore. Alterminedellatelefonata,capìdinonaverescelta. Erarimastosoloconlasuaunicaamica.Labottigliadiwhiskyeraquasivuota:praticamentecome lui.

QUANDOarrivoacasaScottparcheggioinmezzoalvialetto.Odioquestafottutacasabellissimaeil suogiardinodiunverdeperfetto.KeneKarenspendonounafortunaperilgiardiniere.Lafutura secondamogliediKenadoraviverequi,scommetto,eprobabilmenteadoraanchespendereisoldi delfidanzatopersestessa. Sonoincazzatonero. Migiranolepalleenonsonoabbastanzaubriacopersopportarequestestronzate.Cherazzadi padrecomunicaal suo unico figlio,cheiniziaaconoscerlo solo ora,di voler sposareun’altra donna?Eccoperchénonvolevoaverenienteachefareconlui.Purtroppoerarimastosolounquarto dibottiglianelmobiletto.Homalditesta,lagolasecca,vogliosentireancorailbrucioredelwhisky ingola.KenScotthabottigliediscotchpregiatocheisuoicolleghiincravattatiglihannoregalatodi ritornodaunavacanzainScozia.Quellostronzodimiopadresirisposaemelocomunicacosì:«Ioe Karenandremoall’altare.Presto,moltopresto». Andremoall’altare?Chemododiesprimersiè?Emelodicealtelefono? «Andremoall’altare»,ripetosalendoigradinidellasuaverandadueallavolta.Cisonocosìtanti cespuglichemiaspettodivederspuntareTarzandaunmomentoall’altro. Lamiaprioritàassolutaèprocurarmialtrowhisky. «Hofinitolescorte!»esclamonelbuio. Èunbelgrattacapo.Sonoubriaco,manonquantovorrei.Hobisognodialtroalcol.Kenhadei liquoriincasa.Nehasempre. Bussoallaportamanonrispondenessuno.Lacasaètroppogrande.Stupidavilladaarricchiti. «C’èqualcuno?»gridonell’abissodelgiardinobuio.Ivicinihannoleluciacceseinveranda,ec’è unSUVparcheggiatodavantiaognicasa,tutticongliadesividell’universitàsulparafango.Tuttii professoriricchiconlapuzzasottoilnasoabitanoinquestastrada.Tirogiùsulleorecchieilberretto dilana,sperandodiapparireancoramenoraccomandabiledelsolitoagliocchideivicini. Landonaprelaportaprimachemirendacontochelastoprendendoapugni.Lenocchestavano appenainiziandoaguarire:nonfannomaiintempoarimarginarsichesispaccanodinuovo. «Hardin?»Halavoceassonnata,forsel’hosvegliato. «No»,dico,oltrepassandoloperentrare.Vadodrittoincucinaeparloavocepiùaltaperfarmi sentiredaLandon,chemisegue.Misoffermounattimoaguardareildivano:èorribile,afiorie

pienodimerletti.«Èuntiziocheglisomigliamoltissimo,marispettoall’altroticonsideraancora piùcretino.» Aprounpensileincucinaedoilviaallericerche.Daquandononbevepiù,ilmiodonatoredi spermahabuttatoviaquasituttelebottiglie,masochehaconservatounwhiskymoltopregiato. Forsecomemonito,forsecometentazione;malotienelìconcura,comeuntesoro.L’hosentito parlaredipiùeconpiùaffettodiquellabottigliachedime,chesonosuofiglio.Lamettesemprein postidiversi:nonsosevuolenasconderlaasestessooselausaperricordarsidicontinuodiessere uscitodall’alcolismo.Inognicaso,oraèmia. «Ken e mia madre non ci sono, sono fuori città per il weekend», dice Landon, dandomi un’informazionechegiàavevo. Restoinsilenzio,nonhovogliadifareconversazioneconilmiofuturofratellastro.Lasolaidea mi fa vomitare.Non sono fatto per avere una famiglia, fratelli di cui prendermi cura o che si prendanocuradime.Sonofattoperstarepercontomioecavarmeladasolo. ContinuoacercarenellacameradalettodiKeneKaren.Èunastanzaenorme,cientrerebberoaltri duelettiabaldacchinooltreaquellochec’ègià.Lacassettiera,icomodinieillettosonoinlegnodi ciliegioscuro,comelascrivaniadiKennelsuostudio. Esaltatoarricchitodelcazzo. Lastanzaèorrenda,masperocheKeneKarensianofeliciquidentro,coniloromobiliintonatie lalorovitaperfetta.Accendolalucenellacabinaarmadioepassounamanosuiripiani.Trovounpo’ dipolvere,unascatolae…bingo!Unoggettodivetro. Tirogiùlabottigliaelapuliscodallapolverechesièaccumulatadall’ultimavoltacheKenl’ha mostratainpubblico.Svitoiltappo,strappandoilsigillodiplasticacongrandesoddisfazione. Ilwhiskyècaldosullalinguaebruciasuuntagliettochehosulpalato.Assaporoilgustointenso, la consistenza vellutata.Ken Scott ha sempre amato il whisky, ed è un intenditore.Il sapore è fantastico,delicatomaaromatico.Personalmentetrovocheloscotchsiarobaunpo’dafighetti,e sono rimasto deluso quando ho scoperto che è l’unico whisky che viene dalla Scozia.Bastardi presuntuosi.Maadoroilsuosapore:èunadellepochecosechehoereditatodaKen. Labottiglianonècompletamentepiena,migiralatestaemidicochetantovalefinirla.Perchéno? Miopadrenonselamerita,nonbeveneppurepiù.Quandohasceltodinoncamminarepiùmano nellamanoconildiavolo,hapersoildirittodipossedereunliquorecosìpregiato. Epoihagiàtantecoseprezioseeperfette.Per esempio ilsuo nuovo figlio,cheorasembra convintodipotermidistoglieredallamiamissione,ovverofarsoffrireilsuonuovopapinocome soffroio.Kenhaunafuturamoglieeccezionale,chetienepienaladispensaeilsuostomaco.Leinon devefarsiotto oredilavoro piùglistraordinari,nondevemettereinfilalebollettesultavolo traballantedellacucinaesceglierequellachenonriusciràapagareilmeseincorso.Lerarevolteche parloconlui,KensembrapensarechecelapassiamobenegiùaHampstead;einparteècolpadimia madre,chehapiùorgogliochecervello. Lacasaèpulita,eancheilfrigo:noncisono ditatesull’acciaio.Milecco leditaelefaccio scorreresulmetallo. Landonsbuffaeimprecaallemiespalle.«Tiseiscolatotuttalabottiglia?»sibilaincredulo. «No,cen’èancorametà.Vuoi?» «No.»Indietreggiaversoilsalottoconlemanialzate,eioloseguo. Ilfiglioperfettoèancheastemio.Chetenerezza. «Avevocapitochenonbevevipiù…»continuapoi.Barcolloemiappoggioaunagrandevetrina pienadipiatticostosi.Checazzonesaluidiquantobevo?

Stringoillegnopregiatotraledita.«Perché?» Capiscediaveresbagliato aparlarecosìdavantialpovero figlio pieno diproblemi.«Dicevo solo…»Statentandodifregarmi. «Zitto.»Alzolamanochetienelabottiglia,eluicontinuaadarretrareversoilsalotto.Nonha propriointenzionedichiuderequelladannatabocca.Insisteeinsiste…Nonhoalcuncontrollosudi lui,sututtociòchestasuccedendo.Quellostronzodimiopadrestaperrisposarsi,sonoubriacoe incazzato,equestoimbecillenonsaquandosmetterediprovocarmi. Stringopiùfortel’angolodellacredenza. Nonhaproprioideadiquandoèoraditacere.«Tuopadrehadetto…» Adessoglifacciovedereio.Senzalasciarglifinirelafrase,rovesciolacredenza.Cimettotuttala forzacheho,elabottigliami cadedi mano.Landongridaqualcosa,manonlo sento soprail frastuonodeipiattichesirompono. «Vattene!Tenedeviandare!»grida.Michinoaraccoglierelabottigliatralescheggedilegnoei coccibianchieazzurrideipiatti.Miferiscolapuntadiunditoeleccoviailsangue,assicurandomi intantochelabottigliadiwhiskysiaintegraetappata. «Tessasarebbefieradite!»losentodirementreaprolaportasulretro. Tessa? Vorrei chiedergli cosa cazzo c’entra Tessa con tutto questo, ma non voglio dargli la soddisfazionedisaperechepuòusarlacomearmacontrodime.PensacheilnomediTessabasteràa calmarmi,enonvogliolasciarglicrederecheharagione.Quindiloignoroedesconelgiardinosul retro. L’ariaètiepidamacalma:èautunno,leseresifarannoprestofrescheepoifredde.Laprossima voltachenecombinounagrossamitrasferiscoaitropici. «Tessasarebbefieradite»,esclamoavocealtaimitandoquelladiLandon.Quellosputasentenze volevadirecheTessanonapproverebbeimieiscattid’ira. «Tessa,Tessa,Tessa!»gridonelbuio. Ancheilgiardinosulretroèperfetto.Ègrandequasicomeuncampodafootballecosteggiatoda alberialti,chedigiornogettanoombrasullacasaedinotteunacoltrenera.

Migiralatestaeilsilenziononmiaiuta.Bevounaltrosorso. Qualcheminutodoposentoaprirsilacontroportaescattoinpiedi.Tessaèsullasoglia,davantia Landon.Siincamminaversodime,econognipassolabottigliachehoinmanodiventapiùpesante.I suoiocchichiarisonofissineimiei. È davvero qui? I suoi capelli biondi risplendono sotto le lampade della veranda.È radiosa. Preoccupata,masfavillante. «Che ci fai qui?» le chiedo. Seguo il suo sguardo verso Landon e mi sento raggelare. Quell’imbecille! «Landon…ha…»balbettalei. «L’haichiamatatu,stronzo?» Luinonmirisponde,rientraincasaechiudelaporta. Tessamipuntaunditoaddosso.«Lascialostare,Hardin.Èpreoccupatoperte»,dice,difendendo l’amico. Ilfratelloperfettohal’amicaperfetta. Disolito Tessaparlaavocebassa,manonquando èarrabbiata.Isuoiocchisono bellissimi, troppoperfettiperunvisocosìdelicato.Nonpossocontinuareafissarla,hotroppomalditesta.Devo

indovinarecosastapensando,elaserataègiàstatalunga.Misiedoaltavolodellaverandaelefaccio cennodisedersidavantiame. Bevo unaltro sorso elei mi guarda,mi giudica.Sbatto labottigliasul tavolo di vetro elei sobbalzasullasedia.Deveandarsene,nonpuòstarequi.Landonnonavrebbedovutochiederledi venire.Perchéèvenuta?Questofinesettimanac’èilsuoragazzo,enonhodubbicheleiabbiascritto «coccole»sull’agenda. L’ideamidàibrividi.Landonnonavevaildirittodichiamarla,porcaputtana. «Aaah,comesietecarini,voidue.Sietecosìprevedibili.IlpoveroHardinèdimalumore,perciòvi coalizzateperfarmisentireincolpaperchéhorottoqualcunodiquegliorribilipiatti.»Lesorrido:

devemettersiintestachestaserainterpretoilruolodelcattivo. «Misembravadiavercapitochetunonbevessi»,dice. Èpiùunadomandacheun’affermazione.Stacercandodicomprenderechisono.Laconfondo,e leiodiasentirsiconfusa. «Non bevo.O non bevevo finora.Non farmi la predica, non sei migliore di me», rispondo puntandoleunditoaddosso,comefasemprelei. Nonbatteciglio,eiobevounaltrosorso. «Nonhomaidettodiesseremiglioredite.Vorreisolosaperecosatihaspintoabere.» Noncapiròmaiperchéquestaragazzapensadipoterfarequalsiasidomandaachiunque.Nonha filtri. «Cosatenefrega?Dov’èiltuoragazzo?»lechiedoguardandoladrittanegliocchi,contanta intensitàdacostringerlaadistoglierelosguardo. «Èancoranellamiastanza.Voglio solo aiutarti,Hardin.»Faper prendermilamano,manon glielopermetto. Cosastafacendo?Dev’essereunoscherzodicattivogusto.Landondeveaverledettodivenirequi efarelagentile,domareilleone.Nonmitoccherebbesenonavesseunbuonmotivoperfarlo. «Aiutarmi?»ridacchio.«Sevuoiaiutarmi,vattene.»Indicolaportaconlabottiglia. «Perchénonmispieghichetiprende?»Sapevocheavrebbeinsistito.Haicapelliscioltisulle spalle,ondulati.Sièvestitadifretta,sembrapiùpiccolachemai.Abbassagliocchiesiguardale mani. Comemiosolitomitolgoilberrettoemipassolamanotraicapelli.Sentol’odoredelwhiskyche miescedaipori,erallentoilrespiroperadeguarloalritmodiquellodiTessa,poimichiedocosa cazzostofacendo. Meglioparlarechesopportarequestosilenzioteso.«Miopadrehadecisodidirmiproprioadesso chevuolesposareKaren,eilmatrimonioèilmeseprossimo.Avrebbedovutodirmelomoltotempo fa,enonpertelefono.Scommettocheilcaro,infallibileLandonlosapevadaunpezzo.» Tessamiguardanegliocchi,esembraunpo’sorpresadallamiaimprovvisasincerità. Nonavevoprevistodiscendereneidettagli. Colpadelwhisky. «Avràavutoisuoimotivipernondirtelo.»Lodifende…Macerto.KenScottècomelei:pulitoe ordinato,sempredallapartedeibuoni. «Tu non lo conosci: non gliene frega un cazzo di me.Sai quante volte ho parlato con lui nell’ultimoanno?Unadecinaalmassimo.Gliinteressasololasuagrandecasa,lasuafuturamoglie eilsuonuovofiglioperfetto.»Bevounsorsodallabottigliaemiasciugolaboccaconildorsodella mano.«Dovrestivederelatopaiaincuivivemiamadre,inInghilterra.Dicechelepiace,masoche nonèvero.Èpiùpiccoladellacameradaletto di mio padreinquestavilla.Lamammami ha

praticamentecostrettoavenirequiperfarel’università,perstarepiùvicinoalui…edeccocosaci hoguadagnato.» «Quantianniaveviquandosen’èandato?»michiede,forseperchéèficcanaso,oforseperchémi compatisce,oppureèsolocuriosa. Esitoprimadirispondere.«Dieci.Maancheprimanonc’eramai.Andavaogniserainunbar diverso.OraèMisterPerfezioneepossiedetuttaquestaroba»,continuo,facendoungestoversola casa.Laverandaèravvivatadaunasfilzadipiantefioriteinvaso. «Midispiacecheviabbiaabbandonati,ma…» «Non mi serve la tua pietà», la interrompo.Vuole trovare sempre giustificazioni per tutti.È insopportabile,cazzo.Nonconoscemiopadre,nonhadovutotollerarlofinchéc’eraesopravvivere dopo. «Nonèpietà.Cercasolodi…» «Difarecosa?» «Diaiutarti.Distartivicino.» Sembrabello,dettodalei.Peccatochenonsappiaunbelnientedime.Nonsachistatentandodi aiutare.Devecapirechesono incurabile,chestasprecando ilsuo tempo.Deveandarseneenon rivolgermipiùlaparola. «Seipatetica.Noncapiscichenontivoglioqui?Soloperchécisiamodivertiti,nonsignificache voglio avereancoraachefareconte.Einveceeccotiqua:haipiantato inasso iltuo simpatico fidanzato–chequantomenotolleralatuapresenza–pervenirequiacercaredi‘aiutarmi’.Questa, Theresa,èladefinizionedamanualedi‘patetico’»,sibilo.Isuoiocchigrigidiventanodipietra. «Nondicisulserio.»Nonmiconosce,masaleggerminelpensiero. Assestoilcolpodigrazia.«Invecedicosulserio.Tornateneacasa.»Alzolabottigliainsegnodi vittoriaeaprolabocca.All’improvvisolabottigliamivienestrappatadimanoefiniscesull’erba. «Mache?!…»sbraito.Èimpazzita?Lanciareunapreziosabottigliadiscotchdauncapoall’altro delgiardino?SaettolosguardoilvetroeTessa,chestarientrandoincasa,epoi,dopoaverraccolto labottigliaeaverlamessasultavolo,laseguo.Nonmireggobeneinpiedi,mariescoaoltrepassarla. «Dovevai?»domandoimpedendoledivarcarelasoglia.Lalucedellaverandasiriflettesullesue cigliagettandoun’ombraleggerasuglizigomi.Lafisso,eleisiguardaipiedi. «DevoaiutareLandonarimettereapostoilcasinochehaicombinato,poivadoacasa»,risponde in un tono perentorio, che non ammette repliche.Ma io sono bravissimo a trovare margini di dialogo. «Eperchévorrestiaiutarlo?»Mihatraditochiamandola,eoraleimilasciaperandareadaiutare lui? «Perchélui,diversamentedate,merital’aiutodiqualcuno»,ribatteintonocalmo,pacato,deciso. Quelleparolesonounpugnoinpienopetto.Miguardanegliocchiconariadisfida. Haragione.Landonstasimpaticoatutti.Nonspaccaipiattienonvafuoriditestaquandoriceve unabruttanotizia.MeritailtempoeleattenzionidiTessa,emeritadiessereaccoltocalorosamentein questavillaedistarseneinpaceincamerasua.Meritaunacenapreparataincasa;nondevemangiare pizzadaasportoinunastanzavuota,inunacasapienadiestraneicheloodiano. SuquestopuntoTessanonhatorto,perciòlalascioandaresenzadireun’altraparola. Mentre passa mi fulmina con un’occhiata, che resta impressa nella mia mente.Tiro fuori il telefonoesfogliolepochefotochelehoscattato.Unamentreandavamoalruscello…isuoicapelli eranocosìbiondisottoilsole,lasuapelleerasplendente.Erataciturna–nervosa,forse–main quellafotosembraserena.Èdavverobella.Perchévuoleaiutarmi?CosalehadettoLandonsulmio

rapportoconl’alcol? Mirimettoilberretto,edopoqualcheminutononresistopiù,devorientrareincasa.Mibruciano gliocchiemifamalelatesta. «Tessa,posso parlarti,per favore?»chiedo.Landonèaccovacciato aterraestaraccogliendo coccidiceramicachebuttainunsecchiodiplastica.Tessafacennodisì.Laguardomapoiabbasso gliocchiemiaccorgochetienelamanosottoilgettodell’acqua,nellavandino.Leescesanguedaun dito. «Staibene?»eintantomiavvicinosubitoalei.«Cos’èsuccesso?» «Niente,misonotagliataconunvetro.»Iltagliosembrapiccolo,manonriescoavederlobene. Prendolasuamanoelatiroviadasottol’acqua.Laferitaèlungacircauncentimetroeprofonda mezzo.Nientedigrave,basteràunafasciatura.Lasuamanoècosìleggeranellamia,cosìcalda… sentorallentareilrespiro.Lalascioeleisospira. «Dovesonoicerotti?»domandoaLandon. «Inbagno»,rispondeintonoarrabbiato.Vadoaprendereicerottieunacremadisinfettanteetorno incucina. AfferrolamanodiTessaperlasecondavoltaespremounpo’dicremasullapuntadeldito.Lei miscrutacondiffidenza…sembraconfusa.Icerottimifannopensareamiamadreeaquellanotte tremendaditantiannifa,scaccioilricordomentreavvolgolabendaintornoalditodiTessa. «Possoparlarti,perfavore?»lechiedodinuovo.Leirispondedisìeiolaprendoperilpolsoela portodinuovoinveranda.Lìstaremosoli,Landonnonoriglierà. Quandoarriviamoaltavololasciolasuamanoescostoperleiunasediadaltavolo.Èilminimo chepossafare,immagino.Holamanofreddaenonsentopiùpompareilsanguenelleorecchie.Sono calmoerilassato. Trascino un’altra sedia sul pavimento.Quando mi siedo davanti a lei le nostre ginocchia si sfiorano. «Dicosamaivorraiparlarmi,Hardin?»domandaconariatotalmentedisinteressata. Mitolgoilberrettoelolanciosultavolotranoi.Affondolamanotraicapelli.Misentoun bastardoperessermicomportatocosìmalepocofa.Vogliofarlecapirechenonsonounpoverettoda aiutare,unabambolarottadaaggiustare,maoracheillivellodiadrenalinastascendendoinizioa capirechehocombinatouncasino. «Midispiace»,ammetto.Leitaceetradinoicalaunsilenziocaricoditensione.«Mihaisentito?» «Sì,tihosentito»,sbottaalzandoilmentoconariadisfida.Èinfuriata. Infuriata,lei?Sono io quello incazzato.Èvenutaquiaficcareilnaso neiproblemidellamia famigliaepoinonaccettalemiescuse? Svitoiltappodellabottiglia.Leimiguardamalementrebevo.«Èfaticosoavereachefareconte.» «Ah,iosareifaticosa?Cosadovreifare,Hardin?Seicrudeleconme…cosìcrudele.»Letremano lelabbraehalelacrimeagliocchi.Cercadiraddrizzarelespallemanoncelafa;èproprioavvilita. Sussurro:«Nonlofaccioapposta». «Sì,invece:elosai.Lofaiapposta.Nonsonomaistatatrattatacosìmaledanessunointuttalamia vita.»Nonpuòesserevero.Nonl’hotrattatacosìmale.Nonnehapassatetantenellavita,senessuno l’hamaitrattatapeggiodicosì. «Allora perché continui a tornare da me? Perché nonti arrendi?»Se sono una persona così orribile,perchévuoleancorastareconme? Ignorolapartedelmiocervellochesichiedecomemisentireisesmettessedivolerlo. «Nonloso.Mapossoassicurartichedopostaseranontornopiù.Miritirodalcorsodiletteratura,

loseguiròilprossimosemestre.»Simetteabracciaconserteeilventolescuoteicapellisullespalle. Midomandoseabbiafreddo. Nonvogliochesiritiridalcorso,èl’unicoappuntamentofissochehoconlei.«No,perfavore nonfarlo.» «Che te ne importa? Non vuoi essere costretto a frequentare una persona patetica come me, giusto?»Sentoildoloresottolesueparole,manonlaconoscoabbastanzapercapireseèautentico. Vorreipoterlocapire.Michiedoquantepersonelaconoscanodavvero.Laversioneautenticadilei:

quellachesiaccigliaprimadisorridere,quellacheforsenonhaleideechiaresucosavuoledalla vita,comeinvecepensasuamadre. «Nonparlavosulserio…Sonoioquellopatetico.»Sospiroemiappoggioalloschienale. «Be’,suquestonontidotorto»,affermaguardandomidrittonegliocchi,poiserralelabbra.Tenta diprenderelabottigliamastavoltasonopiùvelocedilei. «Quindisolotuhaiildirittodiubriacarti?»Staguardandoilpiercingsulmiosopracciglio. «Pensavochevolessibuttarlaviadinuovo.»Glielaporgo.Nonmipiacechebeva,mahavogliadi litigareeiono.Vogliosolocherestiqui.Mipiacelacalmacheportaconsé. Levieneunconatoalprimosorso.«Daquandoinquabevi?»Mistafacendoilterzogrado.«Mi hailasciatointenderedinonaverlomaifatto.» «Finoastaseraeranocircaseimesichenonbevevo.»Seimesibuttatinelcesso.Complimenti, Hardin. «Be’,nondovrestibereaffatto.L’alcolfaditeunapersonaancorapiùbruttadelsolito»,dicenel tonodiunabattuta,masochelopensadavvero. «Mitroviunabruttapersona?»lechiedotenendogliocchibassi.Risponderàdisì,comefarebbe chiunque. «Sì.» Lesueparolenonmistupiscono,eppuresperavochedicessedino. «Nonèvero.Be’,forsesì.Vogliochetu…»Nonsonopoiunapersonacosìbrutta,vero?Potrei esseremigliore,perlei,semelochiedesse.Laguardoevedocheletremanolelabbra,aspettacheio finiscadiesprimerequelpensieroconfuso.Voglioesserebuono,vogliocheleimiconsideribuono. «Vuoicheio?Vaiavanti»,misprona.Mirestituiscelabottigliaeiovadoasedermisultavolo,ma nonbevo. Cosapossorisponderle,senzasembrarepatetico?Possosmetteredibere,possoesserepiùgentile conlepersone,osoloconlei. «Niente.»Nontrovoleparolegiuste. «Devoandare»,dicealzandosi,esiallontanainfretta.Nonvogliochesenevada.Devosforzarmi dipiù. «No.»Laseguo.Quandosiferma,ilsuovoltoècosìvicinoalmiochesentounleggeroodoredi whiskysulsuoalito. «Perchéno?Haialtriinsultiper me?»grida,elesueparolemicolpisconoconpiùforzadel solito.Mivoltadinuovolespalleeiolaprendoperunbraccioelastrattono. «Nonvoltarmilespalle!»sbotto.Nonpuòvenirequi,farmiagitareepoiandarsene.Sonostufo, fannosempretutticosìconme. «Avreidovutovoltartilespallemoltotempofa!»esclamadandomiunospintone.«Nonsoneppure perchésonovenutafinquiappenaLandonmihachiamata!»Sièmessaagridare,èpaonazzaeparla velocissima.Tirafuorilalinguaperbagnarsilelabbraprimaditerminarelapredica.«Holasciatoin camerailmioragazzo–che,comehaidettotu,èl’unicapersonachemisopporta–perveniredate!»

Lesueparolemientranoincorpo,l’unadopol’altra.Èvero,halasciatoilsuoragazzopervenire qui.Nonhaaltromotivodiesserequiaparteme.Forsenonsonocattivocomepensavo,eforseleilo capisce. «Saiunacosa?Hairagione,Hardin:sonopatetica.Sonopateticaperchésonovenutaqui,sono pateticaperavertentato…» Senzaesitaremifaccioavantielabacio.Leiposalemanisulmiopettoetentadirespingermi,ma sentocheilsuocorposirilassatralemiebraccia. «Baciami,Tessa»,sussurrointonodisupplica.Hobisognodilei.«Tiprego,baciami.Hobisogno dite.»Riprovoperl’ultimavoltaafarmibaciare.Lamialinguasfioralesuelabbra,elesuelabbrasi schiudono.Siabbandonaame,tutt’auntrattoecompletamente.Siappoggiaame,sospirasullamia bocca,eioprendoilsuovisotralemaniegustoilsuosapore. Faccioscorrerelalinguasulsuolabbroinferioreeleièpercorsadaunfremito.Laabbraccio,mi lasciososteneredalei.Sentounrumoreproveniredallacasa,eTessasistaccadame.Nonlabaciodi nuovomacontinuoadabbracciarla. «Hardin,devoproprioandare.Nonpossiamocontinuarecosì;nonfabeneanessunodeidue.» Menteasestessa.Possiamofarcela. «Sìchepossiamo.»Nonsodadovemivengaquestasperanzaimprovvisa,maèpiacevolesentirla. «No,nonpossiamo.Tumidetesti,eiononvogliopiùesserelatuavalvoladisfogo.Nonci capisco niente,con te.Unminuto prima mi dici che nonmi sopporti,o mi umili dopo la mia esperienzapiùintima.» Èvero,l’hofatto.Hosbagliato.Devospiegarleperchéèsuccesso,echeavolterovinotuttodi proposito. Ho sempre fatto così. Quando ho compiuto dodici anni mia nonna ha tentato di organizzarmiunafestadicompleanno.Hadistribuitogliinvitiehaordinatounatortaspeciale.Il giornodellafestahodettoatutticheeraannullataesonorimastochiusoincameraperilgiorno intero.Nonhoneppuretoccatolatorta.Avolterovinotutto…manonriescoafarneameno.Sein cambiopossobaciareTessa,sentirlaabbandonarsiameun’altravolta,sonodispostoaqualsiasicosa. Tento di interromperla,ma lei posa undito sulle mie labbra.Se nonavesse il cerotto starei baciandolasuaferita.«Poi,unminutodopo,mibaciemidicichehaibisognodime.Nonmipiacela personachediventoquandostoconte,edetestoilmodoincuimisentoquandomidiciquellecose orribili.» «Chidiventi,quandostaiconme?»Mipiacelapersonacheè.Èunapersonamiglioreditante altre. «Una persona che non voglio essere: una persona che tradisce il suo ragazzo e piange in continuazione.»Lesiincrinalavoce.Sivergognadicomediventaquandoèconme.Equestomifa sentireunamerda.Vogliochesiafelicedipassaredeltempoconme.Vogliochemidesidericonla stessaforzaconcuiladesideroio. «Saichidiventi,invece,secondome?»Passoilpollicelungoilsuomentoeleichiudegliocchi. «Chi?»mormorasenzaquasimuoverelelabbra.L’ariatranoièimmobile,mentreleiaspettala miarisposta. Ledicolaverità.«Testessa.Credochequestasialapersonacheseidavvero,enonlocapisci perchéseitroppoimpegnataapreoccupartidicosapensalagente. «Esocosatihofatto,dopochetihoinfilatoundito…»Leisirabbuia.«Scusa…dopolanostra esperienzainsieme.Ho capito che era sbagliato.Sono stato malissimo dopo che sei scesa dalla macchina.» «Nedubito»,ribattestizzita.

«Èvero,telogiuro.Sochemicrediunabruttapersona…mamifai…»Nonriescoafinire.Mista

entrandodentro,semprepiùinprofondità,edèterrificante.«Lasciaperdere.»

«Finisciquellafrase,Hardin,omenevadoall’istante.»Capiscocheèseria.Aspetta,conlamano

sulfiancoeunosguardogelidonegliocchi.

«Tu…mifaivenirevogliadidiventarebuono,perte…Voglioessereunabravapersonaperte,

Tess»,mormoro,eleièvisibilmentestupita.

20

Quandoleiiniziòadaffibbiarglietichetteeapretenderecheluisiimpegnasse,andònelpanico.Si

sentivaunanimaleselvaticoingabbia.Lasuagabbiaeralasincerità,eleiminacciavadichiuderlo

dentroebuttarevialachiave.Nonpotevaperderla,maognigiornodiventavapiùdifficiletenerla

vicina.Leiavevaribaltatolasituazione,sieraaccortadicosedicuiluipensavanonsisarebbemai

accorta.Quandovolevadipiùlochiedeva,enonaccettavamaiunnocomerisposta;maquandoera

luiavoleredipiù,leitrovavasempreunascusapernonaccontentarlo.

«NON potrebbefunzionare,Hardin,siamocosìdiversi.Tantopercominciare,tunonvuoirelazioni, ricordi?»sbotta.Siallontanadame;sperononvogliaandarsenedacasadimiopadre.Ormaisembra chenonparliamopiùd’altrochedelfuturo.Matrimoni,convivenze,rotture,nonrotture.Tessasente ilbisognodipianificareilrestodellasuavita,maiono.Èchiarochenonsonobravoagestirequesto tipodipressioni.Eppureleicontinuaapretenderechediventimiglioreperlei. «Nonsiamopoicosìdiversi.Cipiaccionolestessecose:peresempioilibri»,lericordo. Devosempredifendermi,conlei.«Tunonvuoirelazioni»,miscimmiotta. «Loso,mapotremmo…essereamici?» Amici?Davvero,Hardin? Miguardaconariafrustrata.«Miparevachetuavessidettochenonpotevamoessereamici,no?E nonvoglioesseretuaamica,perchésocosaintendiconquellaparola.Vuoituttiilatipositividiuna fidanzatamasenzaleresponsabilità.» Lalascioandare,barcollo,miappoggioaqualcosa.«Echemalecisarebbe?Perchéhaibisognodi un’etichetta?»Èunsollievochecisiamostaccatil’unodall’altra:orarespiroariafrescaenonsento piùpuzzadiwhisky. «Perché, Hardin, anche se ultimamente non ho avuto molto autocontrollo, continuo a nutrire rispettopermestessa.Nonvoglioessereiltuogiocattolo,soprattuttosepoimitrattimale»,spiega esasperata.«Epoisonogiàimpegnata.» UsaquelNoahcomescusa?Chipensadifregare? «Eperòguardadoveseiadesso»,ribattosecco. Stausandoilsuoragazzocontrodime,melofapenzolaresottoilnasocomeun’esca,epoisi lamentaquandoiofacciolostessoconMolly.Noncapiscechestausandoduepesieduemisure,e staserailwhiskymirendepiùpessimistadelsolito.Sonoabbastanzaintelligentedacomprenderlo, matroppostupidopersmetteredifarel’idiota.Eatalpuntoubriacodafregarmeneditutto.Hofattoa pezzilasaladapranzodimiopadre. Miguardatorva,sembraquasichedigrigniidenti.«Ioloamoeluiamame.» Quelle parole sono una pugnalata al cuore.Mi scosto da lei e vado a sbattere su una sedia. Accidentiaicapogiri. «Nondirecosì.»Alzounamanocomeperfarmiscudodallesueparole. Non desiste:è incazzata nera e vuole azzannarmi alla giugulare.«Parli così solo perché hai

bevuto:domaniricominceraiaodiarmi.» Odiarla?Odiarla?Comepotrei? Indietreggio sdegnato etento di concentrarmi sugli alberi,verdi erigogliosi dopo lepiogge abbondanti.«Nontiodio»,dicoallafine.«Seriesciaguardarminegliocchiechiedermidilasciarti inpaceenonrivolgertipiùlaparola,tiascolterò.»Nonvogliosentirlepronunciarequelleparole– miucciderebbero–maseleilapensassecosì,sevolesseesserelasciatainpace,lofarei.«Logiuro, daoggiinpoinonmiavvicineròpiùate.Devisolodirmelo.» Provoaimmaginarelamiaesistenzasenzadilei.Siporterebbeviatuttiicolorichesonoriuscito adipingeresullateladellamiavita. Senza lasciarle il tempo di rispondere, continuo:«Dimmelo, Tessa, dimmi che non vuoi più vedermi».Nonriescoaimmaginarlo.Miavvicinoaleiepassolemanisullesuebraccianude.Le vienelapelled’ocaeschiudelelabbra. Miavvicinoancoraesussurro:«Dimmichenonvuoipiùsentirtitoccaredame».Posoleditasul suocolloelefaccioscorrerelentamenteversoilbasso,poilungolaclavicola.Ansima,nonriesce piùaparlare.Miavvicinoulteriormente,ilmiovisoèauncentimetrodalsuo.Percepiscol’elettricità sotto lasuapelle,unronzio sommesso checidistraeentrambi.«Chenonvuoipiùimieibaci», mormoro,eleitrema. «Dimmelo,Theresa.»Tentodifarledireleparolechenonvoglioascoltare. Quasinonlasentoquandopronunciailmionome,maavvertoilfiatosullelabbra. «Non riesci a resistermi, Tessa, come io non resisto a te.» Sembra perplessa dalla mia affermazione,manonscandalizzata.«Resticonmestasera?»lechiedo. Sigiradiscattoaguardareversolacasaesitiraindietrodame.Cosal’haspaventata?Nonvedo niente.Dicechedeveandare. No,nonpuòandarevia.Nonsonoancoraprontoastaredasoloinquestavilla.Nonriescoa crederechecirimarrò. «Merda»,mormoro passandomi lemani sui capelli.«Ti prego,ti prego,resta.Restaconme stanotte,esedomattinadecidichenonvuoivedermipiù…»Nonvorreichefosseunapossibilità,ma purtroppoloè.«Maperfavore,rimani.Tistopregando,eiononpregomainessuno,Theresa.» Nonloavevomaifattoinvitamia.Èilwhiskyoèleiafarmiimpazzire?Nonloso. Isuoiocchibrillanosottolaluce.«EcosadicoaNoah?»Èdolorososentirequelnome,perchémi ricordacheèmiasoloperilmomento.Hobisognodialtrotempoconlei.«Miaspetta,esonovenuta conlasuamacchina.» L’halasciatonellasuastanza?Perveniredame? Nonsocosapensare.Sisonolasciati?Luisacheèquiconme?Nonhoideaneppuresequeltipo sacomemichiamo.Mifaammattirenonsaperecosaprovaleiperme.Stephnonvuoledirminiente, eTessamenchemeno. Le importa davvero così tanto di cosa pensa il suo ragazzo? Guardo il retro della casa. I rampicanti coprono il muro di mattoni. Le luci sono abbaglianti. Sospetto che Tessa inizi a comprendereciòchestafacendo.«Diglichedevifermartiquiperché…nonloso.Nondirgliniente. Qualèlacosapeggiorechepuòfare?» Vorrei proprio capire il motivo per cui Noah esercita tutto questo controllo su di lei.Tessa sospira;failbroncio,sembradavveropreoccupata.Cosapotrebbemaifare,quellolì…andrebbea farelaspiaallamadrediTessa?Hadiciottoanni,nonsen’èaccorta? «Tantoprobabilmentedorme,aquest’ora»,dico.Èvero,vaancoraalliceo,avràilcoprifuoco. Tessascuotelatesta.Miappoggioallaringhiera.«No,nonsacometornareinalbergo.»

Albergo? Quel ragazzino sta in albergo? Sarà minorenne, può prendere una stanza da solo? «Albergo?Aspetta…nondormeconte?» «No,haunastanzainunalbergolìvicino.»Tessaabbassalosguardoesidondolasuitalloni,a disagio. «Etudormilìconlui?» «No,luidormelì»,rispondeabassavoce,«eionellamiastanza.» Incredibile.Maleiglipiace,almeno?Glipiacciono ledonne?Insomma,guardatela!«Maè… etero?»chiedo.Èimpossibilechelosia.Amenochenonlatradisca,esarebbeunabastardata…ma mitornerebbemoltocomodo. Noncheleinonstiafacendolostesso… «Certocheloè!»esclamaindignata. Nonriescoacapirecomepossanonsembrarlestrano.«Scusa,maicontinontornano.Setufossi mia,nonriuscireiastartilontano.Tiscopereiaognioccasione.»Èlaverità.Lasvegliereiogni mattinaaffondandolafacciatralesuecosce.Ledareilabuonanotteogniserafacendolegridareil mionome. Arrossisce e distoglie lo sguardo. Adoro l’effetto che le fanno le mie parole. Il buio sta accentuando ilmio malditesta.Glialberisimuovono troppo,itronchisicontorcono inmodo innaturale.Epoivogliostareincasa,dasoloconlei.Soprattuttodopolaseratachehopassato. «Rientriamo in casa», le dico. «Vedo ondeggiare gli alberi. Penso significhi che ho bevuto troppo.» Guardalacasa,poiguardame.«Turestiqui?» Laprendopermano.Restaquianchelei.NonriescoancoraacrederechedormiròacasadiKen, dopoquellochemihafatto.«Sì,eanchetu.Andiamo.» Entriamoincasaeleitentadisfilarelamanodallamiaaccelerandoilpasso.Laraggiungosulla portadellacucina. Cisonoancoradeicocciper terra,ilcestinoneèpieno,maquasituttiivetrirottisonostati spazzativia.Bene,cipenseràLandonaripulire.Dopotuttosiprenderàmiopadre.Anzi,ègiàsuo. KenScottèsempreappartenutoaqualcunaltrooqualcos’altro,maiame.Alwhisky,aibar,aKaren, Landon,aquestavilla.Sidedicagenerosamenteatutti,eppurefinoapocotempofanonc’eraspazio permenellasuavita;pensachemistiabene?No,cazzo. StringopiùfortelamanodiTessamentresaliamolescale.Sebenricordoèl’ultimastanzain fondoalcorridoio.Cisonounmucchiodiportelassù.Nonvorreientrarepersbaglioincameradi Landonesorprenderloafarsiunasega. Finalmentearriviamoallaportagiusta.Tessaèrimastainsilenziopertuttoiltempo,eameva benecosì.Nonvogliofarletroppepressioni,estoancoratentandodismetteredipensareaquanto odioilmiodonatoredisperma. Lastanzaèimmersanelbuio.Cercol’interruttore,senzatrovarlo. «Hardin?»bisbigliaTessa. Dalletendeleggermentescostatefiltrailchiarodiluna.LascioandarelamanodiTessaedentro nellacamera. Vedolasagomadiuntavoloincontroluce,eforseunalampada,quindimiavvioallaciecain quella direzione. Batto il piede contro qualcosa e rischio di cadere. «Merda!» Scommetto che l’interruttorenonc’èproprio:KeneKarenavrannovolutofarmiunoscherzodicattivogusto. Raggiungoiltavoloeaccendol’abat-jour.«Sonoqui»,dicoaTessa.Restoaccecatodallaluce, fortissimaperunalampadacosìpiccola.Battoripetutamentelepalpebreemiguardointorno:lamia

stanza. Lastanzaincuinonhomaidormito.Mai. Sembralasuitediunalbergodilusso.Leparetisonogrigiochiaro,conunabordaturabianca lungoilsoffittoeilpavimento.Sullamoquettec’èancorailsegnodelpassaggiodell’aspirapolvere. Illettoèdisgustosamentegrande,conunamontagnadicuscinielatestierainciliegio.Unlettocosì spaziososervirebbeaqualcosasolosecifossesdraiatasopraTessa,nuda.Purtroppopermenonè così.Leièinpiediaccanto aunascrivaniasucuièposato unMacnuovo dizecca.Chepalloni gonfiati,queidue. Mistrofinolanuca.«Questaè…lamiacamera.»Nonsocos’altrodire. Tessasimordeillabbroemichiede:«Haiunastanzaqui?» Nonlasentomia,neancheunpo’,matecnicamenteloè.Kenmihapiùvolteripetutocheètuttaper me.Secondoluidovreirestarecolpitodallettoabaldacchinoedalcomputergigante.«Già…nonci homaidormito…finoastasera»,spiegoimbarazzato.Sperochenonmifacciaaltredomande,maso chenefarà. Aipiedidellettoc’èunagrossacassapancacheimmaginoservaariporretuttiqueicuscini.La rendopiùutilesedendomicisopraperslacciarmiglianfibi.Tessamiguarda,eficcanasocom’èstarà compilando mentalmenteunalistadicose.Mitolgo icalzinieliinfilo nellescarpe.Ho qualche graffio sullecaviglie:evidentementequalchescheggiadi vetro èentratanegli anfibi.Fantastico, cazzo. Tessadeveaverfinitodicompilarelalista.Faunpassoversodime.«Ah,eperchéno?» Prendofiatoedecidodirisponderleanzichélamentarmidelladomanda.«Perchénonvoglio.Odio questoposto»,rispondosinceramente.OdiocheilmiolettoacasadimiamadreinInghilterraabbia ilmaterassomacchiatoelostessopiumonedaquandoerobambino. MentreTessariflettesullamiarispostaeformulaladomandasuccessiva,misbottonoipantalonie lisfilo.Restoinboxerdavantialei,chemiguardasbigottita. «Cosastaifacendo?» «Mispoglio,no?»Capiscochelepiacciafaredomande,maperchénefadicosìovvie? «Quello che intendo è… perché?» Guarda il mio pube.Se tenta di non farmi capire che sta pensandoalmiocazzo,temochenoncistiariuscendo. Laguardonegliocchi.«Be’,nondormoconijeanseglianfibi.»Scostoicapellichemiricadono sullafronte. «Oh»,mormora. Aspettochedicaaltro,matace.Continuoafissarlamentremitolgolamaglietta.Isuoiocchisi spostano dal mio collo giù fino all’addome, esaminando ciascuno dei tatuaggi.Si sofferma in particolaresull’albero.Vorreisaperesequestapartedimelepiaceoppureno.Misentoadisagio sottoilsuosguardo.Nonsocosafarementremiispeziona.Ognicentimetrosfioratodaisuoiocchisi copredipelled’oca.Invecedelbrucioredicuiparlano sempreiromanzi,misembradisentire addossounsoffiogelidochesispandelentamente. Tessamifissaancora.Lacolgoallasprovvistalanciandolelamaglietta,maèipnotizzatadamee la lascia cadere a terra. Mi chiedo cosa dovrei fare per convincerla a spogliarsi, così potrei analizzareognicentimetrodelsuocorpo,ognidifettochelarendeinsicuramadicuiiononmi accorgereineppure. Vorreisaperecosastapensando.Vorreiconoscerlameglio.Misorprendoarammaricarmidinon averlaconosciutaincircostanzediverse.Potevaessereunavicinadicasachebussaperchiederein prestitoqualcosa:inquelcasoavreipotutofarletutteledomandechevolevo.Leavreichiestoperché

ècosìcuriosa,perchésiaccigliaquandoèconfusaoarrabbiata.Lechiedereicosapensadifarenella vita.Le chiederei come si sentirebbe se non mi vedesse mai più.Le chiederei se è capace di perdonarmi. Maquestaèlarealtà,enellarealtàsonoancoraunestraneoperlei.Nonsanientedime,ese sapesse la metà delle porcate che ho fatto non mi troverebbe più così interessante. Non le interesserebberopiùimieitatuaggi,elasuareazioneallamiaprepotenzanonsarebbepiùsarcastica, mavelenosa.Devostareattento,perchéselasciosvanirel’auradimisterochemicircondalefarò venirevogliadiandarsene. Merda,tutti questi pensieri mi fanno girare la testa.Mi sta passando la sbornia e il cervello ricominciaatormentarmi.Devoallentarelatensione.«Puoimetterlaperdormire.Immaginochenon vorrairimanereinmutandeereggiseno.D’altrondeionesareifelice»,commentosorridendo. «Preferiscodormirevestita»,puntualizza,neltonomenoconvincentecheioabbiamaisentito. Nonè vero che vuole dormire conquella gonnellona e quella maglietta larga.Mi piace la sua maglietta:quell’azzurrosiintonaalcoloredeisuoiocchi.Nonavevomaifattopensieridelgenere… Siintonaalcoloredeisuoiocchi?Cosavorrebbedire? Questaragazzamifapiùmaledelwhisky,stasera. «Comepreferisci.Sevuoistarescomoda,fa’pure.»Raggiungoillettoeinizioabuttareaterrai cusciniditroppo. Leisembrascandalizzata.Oforselaoffendeilfattocheiosiaquasinudo.Nonloso.Vaadaprire lacassapancainfondoalletto.«Ehi,nonbuttarliperterra.Vannoquidentro»,midice,comesenon losapessi.Pensachenonabbiamaivistocuscinidiquestotipo?Pensachesiccomesonocresciuto conunamadresolanonsoinfilaredeicusciniinunacassa? No,Hardin,vuoleaiutarti…Lamiamentevasempredrittaall’interpretazionepeggiore.Odio quandofacosì.Leinsicurezzemidivorano.Gettoaterraunaltrocuscino,ancorapiùcopertodi merletti.Tessasbuffaesichinaaraccoglierlo. Mentreleigiocaafarelacasalinga,tirogiùlacopertaemisdraiosulletto.Nessunocihamai dormito,èevidente.Sembradistaresdraiatisullenuvole.Èancoramegliocheinalbergo.Notoche Tessamiguardamentreincrociolebracciadietrolatesta.Miguardasempre.Eioguardosemprelei. Incrociolecaviglieeleichiudelacassapanca.Unamaniacadell’ordine,eccocos’è. Haintenzionedirestarelìimpalatatuttalanotte?Preferireichesitogliessequeivestitilarghie venissealetto.«Nontilamenteraiperchédevidormireconme,vero?» «Nonlofarò,illettoègrandeabbastanzapertuttiedue.»Ilsuosorrisononlasciatrasparireil nervosismo,mailtremoredellemanisì.Orafalaspiritosa;èadorabile. «Ecco,questaèlaTessacheamo»,scherzo.Leisbarragliocchi,manonmichiedoperché.Non oggi:ogginonèproprioilgiornogiustoperfarmicertedomande. Sitoglielescarpeevienealetto,imbarazzata.Èancoravestitadituttopuntoesièrifugiatasul bordo delmaterasso,piùlontanapossibiledame.Vorreiavvicinarmi,maho paurachesisposti ancorapiùinlàefiniscapercadere.Alpensierodileichecadedallettomivienedaridere. «Chec’èditantobuffo?»michiede.Ecco,fadinuovoquelmovimentoconlesopracciglia.È bellissima,porcamiseria. «Niente»,mento.Pensochelaveritànongiocherebbeamiofavore.Eppuremivieneancorada ridere. «Dimmelo!» esclama mettendo il broncio.Le sue labbra sono scopabili, forse ancora di più quandohailbroncio.Nonvedol’oradisentirlescorrerelentamentesulmiocazzo.Alpensieromi mordodinuovoillabbro,prendendoilpiercingtraidenti.Ilmetalloèfreddosullalingua.

Misdraiosulfianco,rivoltoversodilei,elechiedo:«Èlaprimavoltachedorminellostesso letto conunragazzo,vero?»Adirlatutta,neanch’io ho mai dormito nello stesso letto conuna ragazza.Nonèmai stato dame.Nonso seadesso lo sia,mafinqui nonneho mai sentito la mancanza. Sonosollevatoquandorispondedisì.Sorridopermostrarlechesonofelicediessereilprimo.È bellosaperechecisonoancoratantecosenuoveperlei,echepossofarglielescoprireio.Percerti versianch’iohomoltodadarle. Èsdraiataerivoltaversodime,ancoravestita:mifaammattire.Alzalamanoeinfilalapuntadel ditonellafossettasullamiaguancia.Èungestocosìsemplicemacosìdolce…Nessunomitoccavail visodaalmenodiecianni,neppuremiamadre.Quandofacciosessoavoltebacioleragazze,manon milasciotoccaretroppoalungo. Vedoilpaniconeisuoiocchi.Tentaditirarevialamano,maiolaprendoemelarimettosulla guancia.Èbelloesseretoccatodalei.Lesueditasonodelicate.Vogliochemitocchiovunque.«Non so perchénessuno tiabbiaancorascopata;evidentementelatuaabitudineapianificaretiaiutaa opporreresistenza»,laprendoingiro.Dev’esserciunmotivoseècosìinesperta.Èirreale,ameno checisiaunmotivovalido. «Nonhomaiavutobisognodiopporreresistenzaanessuno»,confessa.Noncredoallesueparole, macredoaisuoiocchi.Eppureèdifficilissimocrederle. «Oèunabugiaoppureandaviinunascuolaperciechi.Mivienedurosoloaguardartilelabbra.» Èlaverità.Lebasterebbetendereunamano per avernelariprova.Glielo direi,manonvoglio rovinareilmomento. Melaridovedendolascandalizzata.Pensoatuttiimodiincuipotreifarlaimpazzire.Ècomela primavoltacheguidiunamacchinanuova,laprimavoltachesentiilrombo basso delmotore. Vogliosentirlefarelefusa…anzi,seLandonnonfosseincasalafarei…gridare.Voglioandarci pianostasera,mavogliomostrarlecosenuoverispettoaquandosiamostatialruscello.Quelloera solounodeimieitantitrucchi. Mileccolelabbra,prendolasuamanoemelaportoallabocca.Leiinspiradiscattoquando faccioscorrerelesueditasullemielabbrabagnate.Letremalamanoquandomordicchiolapuntadel suo indice.Le sfugge un mugolio e io mi sento esplodere.Le sue mani sono calde quando le appoggio sul mio collo.Èfantastico esseretoccato,èunasensazionechemi dàallatestaemi annebbiaisensi.L’effettodell’alcolsièquasiesaurito,eorasonoubriacosolodiquestabionda testardaesexy.Tiravialamanodallamiaetracciaconlapuntadelleditaicontornideltatuaggioche hotrailcolloelaspalla.Nonriescoapensareanient’altrochealtoccodellesuedita. Dopo qualche secondo di silenzio, ricomincio a parlare.Sono curioso ed eccitato, e voglio divertirmiconlei.Prendodinuovolasuamano.«Tipiacequandotidicoquestecose,vero?» Lafissofinchéilsuorespirosifaaffannoso.Distoglielosguardodameeiocontinuo.«Vedoche seiarrossita,efairespiripiùveloci.Rispondimi,Tessa,usaquellebellelabbracarnose.»Vorreiche leusasseancheinaltrimodi.Restainsilenzio.Edirechepensavodiessereioquellotestardo.Prendo ilsuopolsotraledita.Haleguancerosse.Èunadroga. Proprioquandopensochestiaperconfessaredisentirsiattrattadame,michiede:«Puoiaccendere ilventilatore?Perfavore».Mainsomma,Theresa!Pensaforsediavermigiàinpugno?Pensache scenderòdaquestolettocomodoquandoleièsdraiatacosìvicinoame?Guardoisuoiocchigrigi. «Per favore»,bisbiglia,senzasmetteredifissarmi.Primadirendermenecontosonogiàinpiedi. Cazzo,èbrava. Sembramoltofieradisé.Sembraancheparecchioadisagioinqueivestitiridicoli.Lasuagonna

contienepiùstoffadelcopripiumino.«Sehaicaldo,perchénontitogliqueivestitipesanti?Quella gonnapoihal’ariadidaremoltoprurito.» Faunsorrisetto. Madicevo sulserio:sivestemalissimo.«Dovrestimettereinrisalto letuecurve,Tessa,non coprirle.»Tentodiguardarleilpetto,chesiintravedeappenasottotuttaquellastoffa.«Senonti avessivistainreggisenoemutandine,nonavreimaiimmaginatoquantoseisexy.Quellagonnaèun saccodipatate.» Ride. È andata meglio del previsto. «Cosa dovrei mettermi, secondo te? Calze a rete e minigonna?» Laimmaginoconuntopsenzaspallineeunpaiodipantaloncini.«No…be’,mipiacerebbe,ma no.Puoicoprirti,maconvestitidellatagliagiusta.Quellamagliettanascondeletette,enondevi nascondereproprioniente.» «Lasmettidiusarequelleparole?»mirimproverascuotendolatesta,eiotornoalettoridendo. Nonsoquantoavvicinarmi,quindiscorrolentamenteversodileifinquasiatoccarla.Tessasialzaa sedereescendedalletto.Sentounafittaalpetto. «Dovevai?»Sperochenonsisiaarrabbiataenonabbiadecisodiandarsene. Attraversarapidamentelastanza.«Acambiarmi.»Raccogliedaterralamiamaglietta.Sorrido:è bellochelepiacciametterlaquantopiaceame. «Giratienonsbirciare»,midice,comesefossiunbambino. «No.» Miguardastorto.«Inchesenso,no?» «Nonmigiro.Vogliovederti»,rispondosincero. Nonribattemaspegnelaluce.Chespiritosa!Mipiaccionoquestisuoigiochetti.Milamentoavoce altaper farlecapirechepossogiocaresporcoquantolei.Albuiosentocadereaterrauntessuto pesante:lagonna.Riaccendolaluceeleisussulta.Pronunciailmionomecomesefosseuninsulto:

«Hardin!» Continuoasquadrarla,dallegambeagliocchieviceversa.Leifaunrespiroprofondoesiinfilala miamaglietta.Portaunreggisenodicotonebiancoconpochissimaimbottitura;ineffettinonneha bisogno.Ancheglislipsonobianchi,elecopronoquasituttoilsedere.Unsedereperfetto,sodoe rotondo…mipiacerebbeprenderlaanchelì. «Vieni»,bisbiglio.Nonpossoaspettareunistantedipiù,devotoccarla.Avanzalentamenteversoil letto, un meraviglioso spettacolo di burlesque. Mi appoggio alla testiera per guardare meglio. Arrossiscesottoilmiosguardo,equestononfacheintensificareilmiopiacere. Tendelamanoeiolatiroame.Montaacavalcioni.Adoroquestaposizione.Lamiafantasiasi scatena.MaTessasireggesulleginocchia,nonsiabbassasudime.Nonpensoproprio.Laprendo delicatamenteperifianchielafacciosederesopradime.Simordeillabbroemiguardanegliocchi. Distolgol’attenzioneper primoperchésentoarrivarel’erezionedaunmigliodidistanza.Lesue gambesonocosìlisceelamiamagliettachelerisalesuifianchiètalmentesexy… Lesorrido,ammirolasuabellezzaemigodolasensazionedelsuocorposulmio.«Cosìvamolto meglio.»Aspettochericambiilmiosorriso,manonlofa. «Cos’hai?»Leaccarezzolaguancia,leisorrideechiudegliocchi;midomandosestoviolandole regoledellascommessa.Forselascommessanoncontapiù,ormai. «Niente…Èsolochenonsocosafare»,diceconlosguardobasso,evidentementeinimbarazzo. Nonvogliofarlepressioni.Inqualsiasimodomitocchisaràbello.Nonsocomespiegarletutto ciòaparole.«Faituttoquellochetiva,Tess.Seguil’istinto.»

Alzaunamanocomepertoccarmiilpetto,mapoinonlofa.Miguardanegliocchiperchiedermi ilpermesso.Eccoun’altracosachenessunoavevamaifattoconme.Lefacciocennodisì,nervoso maeccitato,erestoafissarla.Fascorrerelentamentel’indicesulmioaddomefinoall’elasticodei boxer.Misforzodirestarefermo,anchesevorreiprenderlaperilpolso,farlagirareescoparmela comesideve.Chiudogliocchielasciocheaccarezziimieitatuaggi.Mipiacequandolofa. Tiravialamanoeioaprogliocchi.Nonmibasta.Sonoundrogato. «Posso…ehm…toccarti?»chiedeesitante,guardandoilrigonfiamentodeimieiboxer. Sì,cazzo!Vorreigridare,invece,conlamassimacalmapossibile,rispondo:«Sì,perfavore». Nervosa,abbassa la mano sopra i miei boxer e lentamente la appoggia sul mio sesso.Ci fa scorrereleditasopra,suegiù,conuntoccoleggero,facendoloindurireancoradipiù. «Tifacciovederecomesifa?»suggerisco.Vogliometterlaasuoagio. Leiannuisceeioposolamanosullasua.Lemiesonomoltopiùgrandi.Laaiutoaprenderloin mano.Ecco, ha capito come si fa.Quando si rende conto di avere il controllo completo della situazionemipuntaaddossounosguardochevorrebbeessereinnocente,inveceèprovocante.Hale pupilledilatate,lelabbrasocchiuse,leguancearrossate. «Cazzo,Tessa,nonfarecosì.»Rischiodiveniresemiguardadinuovoinquelmodo. Miprendeinparolaebloccalamano.Merda,mierodimenticatocheinterpretaognicosaalla lettera. «No,no,nonquello.Quellocontinuapureafarlo…Intendevo,nonguardarmicosì.» Battelepalpebreconlapiùassolutaingenuità.«Cosìcome?» «In quel modo innocente… mi fa venir voglia di farti tante cose sporche.» Non sai quante, Theresa. Nervosamente,riprendeamuoverelamanosudime.Nonstringequantopotrebbe,mapreferisco nonpuntualizzarlo.Imparerà.Disicurolaaiuteròaimparare.Simordeillabbro,elesuecarezze lentemiinducono amormorareilsuo nome.Sepotessiavereunacosasolaper sempre,vorrei questa. «Merda,Tess,ècosìbellosentirminellatuamano.»Lemieparolelaincoraggiano,forseunpo’ troppo.Mistrizzafinoafarmimale.«Noncosìforte,piccola»,preciso,attentoanonmetterlain imbarazzo. Mibaciaecontinuaconlecarezzelente.«Scusa»,mormorasulmiocollo.Passalalinguasulla pellesottol’orecchio.Cazzo,com’èbello.Devotoccarla,nonresisto. Posolemanisulsuopetto.Ilreggisenoèunmurochecisepara. «Posso…toglierti…ilreggiseno?»domandointonodisupplica.Vogliosentireilsuocorposexy. Infilolemanisottolamagliettaetoccoilsuosenoperfetto,rotondoepieno.Tessarimanesenza fiato.Mitremanolemanimentreslaccioigancetti.Faccioscivolaregiùlespalline.Civuoletuttoil mioautocontrollopernonstrapparglielodidosso.Staccalemanidameperconsentirmidisfilarlo. Logettoaterra,riportolemanisulsuosenoelabacio.Pizzicodelicatamenteicapezzoliinduritie leimugolasullamiabocca.Mipiaceilsuomododibaciare,delicatomaenergico.Miprendedi nuovoinmanoevasuegiù,suegiù.Mistadandopiacere,nelmioletto,conimieivestitiindosso. «Oh,Tessa,stopervenire»,ansimo.Nonhopiùilcontrollodelmiocorpo.Tessaèdiventatail burattinaiochegovernaognimiasensazione.Misentoavvampareecongelareallostessotempo, faticoanongridareilsuonome.Continuoabaciarla,agiocareconlasualingua.Lestoancora accarezzando ilseno,eisuoimugoliimidicono chelepiace.Almomento dell’orgasmo lascio ricaderelemanidalei.Ilcalorechesentodiffondersineiboxerèunsollievostupendo. Quandoinizioacalmarmichiudogliocchi.Tessarestasedutasullemiecosce.Nesonofelice.

Tuttipensanocheandròall’inferno,mainquestomomentomisentoinparadiso.SentoTessaagitarsi perciòaprogliocchi.Miinquietaunpo’ilfattodiaveregiàimparatoariconoscerelesuereazioni. Misorrideesonosubitopiùcalmo.Misporgoadarleunbaciosullafronte.Leifaunsospiro,e anchequelsuonomipiace. «Noneromaivenutocosì»,leconfido.Mipiacechemistiafacendoprovareesperienzenuove. «Èstatobrutto?»chiedeinorridita,saltandosubitoallaconclusionesbagliata. «Eh?No,seistatamoltobrava.Disolitononciriescoconiboxeraddosso.» Guarda nel vuoto e non replica.Qualcosa non va.Ripercorro mentalmente gli ultimi trenta secondipercapiresel’hooffesa.Miparedino.Decidodichiederle:«Cosastaipensando?» Nonrisponde.Miaccusadiesserepococomunicativo,epoinoncomunicaneanchelei. «Ohcoraggio,Tessa,dimmelo.»Nonmispiegamainiente,peròsiaspettacheiolofacciasempre. Quindidecidodifarleilsolletico.Ivecchitelefilmcheguardavodabambinomihannoinsegnatoche fareilsolleticoaunadonnaèunmetodoefficaceperfarlaparlare,epoièunmodoperflirtare.Eio devoflirtareconleiatuttiicosti. «Okay…okay!Telodico!»strillascalciandocomeuncavallo.Fasmorfieridicole,digrignai denti,mifamoriredalridere. «Unadecisionesaggia»,commento,sentendomibagnato.«Peròaspetta,primadevocambiarmii boxer.» Nonmisonoportatodietrouncambio,enelbagagliaiodellamacchinahosolomagliette.Mi guardointorno.Ilcassettoneèpienodivestiti,mel’hadettoKaren.Preferivononpensarci:èorribile chequelladonnaabbiariempitouncomòdirobaperqualcunochenonvuoleaverenienteachefare conlei. Aldiavolo,nonhoalternative,epoiKarennonècosìmale.Hofattoapezzilasuasaladapranzo, potròalmenofarlacontentaaccettandolasuacarità.Vadoadaprireilcassetto,speranzoso,mala speranzasfumaquandovedounadistesadibiancheriaafantasiascozzese.Biancoeazzurro,rossoe bianco,rossoeverde,bluerosso,biancoeverde.Nonfiniscepiù.Vorreirichiudereilcassetto,mala situazioneèdisperata.Prendo lemutandemeno brutte,aquadribianchieazzurri,eletengo tra polliceeindicecomesefosserocontaminate. «Chec’è?»faTessa,alzandolatestaeappoggiandosialgomito.Sistadivertendo,glieloleggo negliocchi.Ogniminutochepassoconleilaconoscounpo’meglio. «Sonoinguardabili.»Aquadri?Dicotone?TagliaXL?Perchifaacquistiquelladonna? «Nonsonocosìmale»,mente.Scuotolatestaelesventolodavantil’orrorebiancoeazzurro. «Be’,nonhomoltascelta.Tornosubito.»EscodallastanzasenzagirarmiaguardareTessasul letto.AndandoinbagnopassodavantiallacameradiLandon.Avvicinol’orecchioallaporta.Nonmi stupiscodisentirelevocidegliattoridiunfilmcheparlanodielfi.Bussopianopernonfarmisentire daTessa.Aspetto unarisposta,maètardi,probabilmentesièaddormentato guardando Twilight. Bussodinuovoelaportasiapre.All’iniziohaun’espressionerilassata,mapoivedechesonoio. Facciounpassoavantieluialzalemanicomeperproteggersi. «Nonsonovenutoperlitigare»,bisbiglio.Èunostronzosepensadisì. Capiscobenissimochenonmicrede. «Alloracosavuoi?»domandadubbioso. «Posso?»glichiedoindicandolastanza.Guardodentroevedountelevisoreappesoallaparete:è enorme, saranno almeno sessanta pollici.Ovvio.Poi c’è un’altra parete tappezzata di magliette autografatedagiocatoridifootball,incornicichesembranofatteamanodaqualchevecchiettachele avràincollateconilsuosudore,soloperLandon.Aquantopareottienesempretuttociòchevuole.È

piùbassodimedipochicentimetrimaèmoltopiùmuscoloso.Ilmiofisicoèaltoeslanciato,ilsuoè piùcompattoesolido.SembraunaversionepiùgiovaneepiùnerddiDavidBeckham.Indossauna magliettadellaWashingtonCentralepantalonidiflanella.Nonc’èpropriosperanzaperquestoqui. Misquadradacapoapiedieosservaincuriositoimieiboxer. «Vaffanculo,melihacompratituamadre»,sbotto. Sicoprelaboccaper nonridere.«Lo so,per questo èdivertente.»Ridedime,ricordandomi quantomièantipatico. «Lasciastare.»Looltrepassoeproseguoversoilbagno.Nonavreidovutotentarediparlargli. «Aspetta,scusa»,midicealzandolemani.«Èsolochelotrovodivertenteperchémiamadremeli compraancora,ancheseledicosemprechefannoschifo.» Nonridoconlui,maineffettilotrovodivertenteanch’io.«VolevoparlartidiTessa.» Simettesulladifensiva,raddrizzandolespalleestringendolelabbra.«Cosavuoisapere?» Miscostoicapellidalviso.«Volevoassicurarmichetusapessichelei…» Alzadinuovolemani,mastavoltaperzittirmi.«Tessasabadareasestessa,nonhabisognodel mioaiuto»,affermaintonosevero,masenzacattiveria. Nonsocomereplicare.Immaginavocheavrebbefattol’amicoprotettivo,cheleavrebbedettodi stareallalargadame. «Be’…adessovadoaletto»,rispondo,poimigiroaguardarlomentrerichiudelaportaevedo chesorride.Èstatoimbarazzantemaèandatamegliodelprevisto. Facciounadocciaetornoincamera,dovetrovoTessaaccoccolatanellettocomeungattino.Punta subitogliocchisuimieiorribiliboxer. «Mipiacciono»,mente. Sonoinguardabili,enonmettononeppureinrisaltolamiavirilità.Ledoun’occhiatacciaevadoa spegnerelaluceeaccenderelatv.MistupiscocheMrScott,unuomocosìraffinato,nonabbiamesso

untelevisore3Dinquestastanza.Scelgouncanaleacasoperavereunpo’dirumoreinsottofondoe

abbassoilvolumefinquasiazero.MisdraioaccantoaTessa.

«Allora,cosastaviperdirmi?»lechiedo.Simordeillabbro.«Nonfarelatimida,adesso:mihai

appenafattovenireneiboxer.»Ridodelsuoimbarazzoelastringoame.

Aspettochelepassiilrossore.Mipiacevederlacosìspensierata,perchéhol’impressionechesia

meritomio,enevadofiero.Quandolamiamelodrammaticaamicatornaadassumereuncolorito

normale,icapellilericadonospettinatisulviso.Senzapensareglielisistemodietrol’orecchio.Porta

degliorecchinipiccolissimi.Mitornainmentequellavoltaincuivolevomettermiundilatatoreal

lobo,finchéilmioamicoMarksièpresoun’infezione.Facevaschifo,puzzavadamorire.

Devopensareaqualcos’altro.

Labaciodolcementesullelabbraenonriescopiùadistogliereilpensierodalei.

«Seiancoraubriaco?»Eccotornatalaficcanaso.

«No,pensochetuttiqueglistrilliingiardinomiabbianofattopassarelasbronza.»

«Be’,almenoneèvenutofuoriqualcosadibuono.»

Nonsocosafareconilbraccio.Devoappoggiarlosullasuaschiena?Chissà.Decidodifarlo.

«Già,direidisì.»Tessaposalatestasulmiobraccio.Segueilmiomovimentoaognirespiro,come

sesifossegiàabituataaquestaposizione.Lacosamipiace.

Mirivolgeunsorrisoallegro.«Sinceramente,daubriacomipiacidipiù.»

Daubriaco…

Misembradisentireleurladimiamadrecherimbombanonellapiccolacasa.Nonseialtrocheun

ubriacone,Ken!

Mifacciodistrarredairicordicheminaccianodirovinarequestomomentoconlei. Probabilmentescherzava.Devo imparareariflettereprimadi parlare.Frequentando Tessaho molteoccasionidifarepratica.«Ahsì?» «Forse»,rispondemettendoilbroncio.Sepensadifarmidimenticarechevogliounarispostada lei,sisbagliadigrosso. Tornosubitoaldunque.«Letuetattichedidistrazionenonfunzionano.Oradimmelo.» «Be’,stavosolopensandoatutteleragazzechehai…insomma,concuiseiandatoaletto.»Tenta dinasconderelafacciasulmiopetto. Èaquestochestavapensando?Ioriescoapensaresoloaisuoicapellivaporosichemifannoil solleticosottoilnaso,ealsuoprofumodivaniglia.«Perqualemotivocipensavi?» Sospiracomesedovessiarrivarcidasolo.Ioperònonciarrivo.«Nonloso…perchéhozero esperienzaetunehaimolta.CompresaSteph»,rispondeconamarezza.Immaginochereagireiallo stesso modo seleiandassealetto conZed.Ilpensiero èfugacemamiassaleconunaviolenza inaspettata. Cercodinonpensarci.Nonc’èpostoperZedinquestolettoconTessa.Vorreiperòchefossequi pervederecomeleimiguarda,impazientecheiolededichilamiaattenzione. Noncapiscoseèarrabbiata,gelosaocuriosa.Avolteèunlibroaperto,altrevolteunlibrochiuso. Datochenoncapisco,glielochiedo.«Seigelosa,Tess?» Speropropriodisì. «No,certocheno.» Mente,nonc’èdubbio. Decidodigiocareconlei.Sel’ècercata.Ilsuocorpoècaldocontroilmio.Noneromaistato sdraiatocosì,abbracciatoaunaragazza,dopoesserevenutoneiboxer.Nonl’avevomaifatto,enon mieromaisentitoconnessoinquestomodoaunapersonamentrefacevosesso,edisicurononho maidormitoconqualcunonelletto.«Quindinontidispiacesetiraccontounpo’didettagli?» «No!Tiprego,no!»strilla,tantofortechemivienedaridere.Mipiacechel’idealediafastidio.Io preferireitrapanarmiitimpanipiuttostochesentirlaparlaredialtriuominiconcuièstata.Guardoil soffitto etento diricordaresemisono maichiesto comesarebbestato passarelanotteconuna personanelletto.Aparteunaoduevoltedaubriaco,nonciavevomairiflettuto.Tessatacedatroppo tempo,temochesisiaaddormentata.Controllol’orasultelefono:èsoltantomezzanotte. «Nontistaraiaddormentando,vero?Èancorapresto.» «Ahsì?»faleiconvoceassonnata.Stavadavveroperaddormentarsi.Francamenteanch’ioavrei bisognodidormire,mavogliopassarealtrotempoconlei.Sbadigliaeiolaguardomale. Hoquasivogliadimentirledicendochesonoledieci.«Sì,èsolomezzanotte.» Scommettochedormeottooreogninotte,comeraccomandanoimedici.Eccoperchéèsempre feliceesorridente. «Mezzanottenonèpresto.»Ilsuosecondosbadigliofaancorapiùtenerezzadelprimo. Di solito è facile convincerla, quindi vediamo cosa posso fare. «Per me sì. E poi voglio ricambiareilfavore.» Siirrigidiscetralemiebraccia.Saràarrossitadinuovo.Staràimmaginandolasensazionediuna linguacaldaebagnatachescorresulsuopuntopiùsensibile. «Lovuoianchetu,no?»sussurro.Lasentorabbrividire,eloprendocomeunsì.Leimiguarda sorridendo.Laabbraccioelafacciogirarepersdraiarmisopradilei.Nellamiaimmaginazione,la suaboccaèapertanell’estasielesueditamitiranoicapelli,epercepiscosullalinguailsuosapore dolce.Nellarealtà,posaunagambasullamiaschienaemitiraasé.Leaccarezzo lacosciaeil

ginocchio. Èfantasticosentirlasottodime.Ilsuocorpomitentaall’inverosimile.Sonoconvintocheme l’abbianomandatasolopertorturarmi,permettereaduraprovailmioautocontrollo.Unavocina nellatestamiricordacheforse,invece,mièstatamandataperilmotivoopposto.Forseèdestinoche iostiaconlei,chelemostriunnuovopuntodivistasullavita?Probabilmentesonotuttestronzate,ma èpossibilecheleinonsiaquiperpunirmi…piuttostoèquiper…salvarmi. «Seicosìmorbida»,dicoaccarezzandolelegambe.Ilpensierodicosac’èalterminediquelle gambeèlimpidonellamiatestaeneimieiboxer.Leirabbrividiscedinuovo.Mipiacelaprevedibilità dellereazionidelsuocorpo.Ildesideriononlaabbandonamai;ilsuocorporispondeaognimio tocco.Mibagnolelabbraelepremosull’internodelsuoginocchio.Lasuapelleèmorbidissimaesa divaniglia.Potreidivorarlatuttainpochisecondi.Autocontrollo…autocontrollo. «Vogliosentireiltuosapore,Tessa.»Laguardonegliocchipervederelasuareazione.Nonha ideadiquantopiacerepossodarle.Lamialingualafaràimpazzire,nonvorràmaichesmetta. Schiude le labbra e si sporge verso di me, aspettando che la baci.La sua inesperienza è al contempounapiacevolenovitàeunafontedifrustrazione. «No… laggiù», preciso, facendo scivolare una mano tra le sue gambe. Rimane senza fiato. Continuoastuzzicarlaconcarezzeleggere,eleiiniziaabagnarsisottolemiedita. Ledicocheègiàbagnataperme.Èstupenda,eancorapiùradiosaquandoècosì,bagnataepronta perme.«Parlami,Tessa.Dimmiquantolodesideri.»Èun’ossessione,devosentirlasupplicare. Continuoadaccarezzarla,concentrandomisulpuntopiùsensibile. «Nonsmettere»,piagnucola. «Nonmihairisposto»,puntualizzo.«Nonsapevosetipiaceva.» «Nonsicapiva?» Mitirosuemisiedosullesuecosce.Nonriescoatoglierlelemanididosso.Accarezzolapelle lisciadellesuegambe,lafacciosussultaresottodime. «Dillo»,insisto.«Nonbastaannuire,piccola.Dimmicosavuoi»,laincoraggio.Mipiacesentirmi direquantomivuole. «Vogliochetulofaccia.»Siavvicina.Cercoditenerfermelemaniedilasciarleiltempodidirmi cosavuole. «Farecosa,Theresa?» «Be’…chemibaci.» Labacioduevoltesullelabbra,eleimiguardamale. «Era questo che intendevi?» la prendo in giro.Mi dà una pacca sul braccio.Voglio che mi supplichidiusarelalingua. «Baciami…lì!»Mentrestoperobbedire,sicopreilvisoescuotelatesta.Mivienedaridereele abbassolemani.«Mivuoipropriomettereinimbarazzo»,protestaguardandomimale.Sel’èpresa davvero.Com’èpotutosuccedere? Non sembra convinta quando provo a spiegarle che volevo solo sentirle dire quelle parole. «Lasciaperdere,Hardin.»Sitiralacopertaaddossopernascondersidame.Sièsdraiatasull’altro fianco,mivoltalespalleeguardalaparete. Detesto l’idea di averle fatto vivere un’esperienza sessuale spiacevole.Stare a letto con me dovrebbeessereilsuorifugio,ilpostoincuipuòsmetteredipensareelasciarsiandarealpiacere. Ho sbagliato,eoraci staràmaleogni voltacheripenseràaquesto episodio.Nonavrei dovuto insisteretanto.Èinesperta,eiosonounidiota. «Ehi,scusa»,dicosuisuoicapelli.Detestolitigareconlei.Lastavosoloprendendoingiro,ma

nonmisonofermatointempo.

«Buonanotte,Hardin»,tagliacorto.Nonèdell’umoregiustoperlebattute,quindimisforzodi

lasciarlainpace.Nondevoassolutamenteprovocarlaancora.

Vedi,stoimparando,vorreifarlenotare.

«Vabbe’,macertocheseitestarda»,borbotto.Guardoisuoirespirirallentare,laabbraccioetento

diaddormentarmi.Lasentosospirare,mormorareparolesenzasenso.Quandosiaddormentamialzo

asederesullettoelaosservoancoraperunpo’,chiedendomiquantoalungoresteràarrabbiatacon

meeseriusciròmaiadiventareunbravofidanzato.

21

Ognicosanellasuavitastavacambiandocosìinfrettacheluinonriuscivaatenersialpasso.Era felice…Finalmenteavevaimparatoilsignificatodiquellaparola.Igiornipassavanotroppovelocie luinoncapivacosastessesuccedendo.Quandolaragazzasieraapertaalui,sierarifugiatoinleiesi erasentitoacasa.Leigliavevadonatolapartepiùprofondadellasuainnocenza,eluisel’erapresa sapendochenonglispettava;masperavacheleinonvenissemaiasaperelaverità.Laamavaela usava,enonavevaideadicomeconciliareleduecose.Laamava,ederaconsapevolechel’amore nongiustificavatuttiglisbaglichestavacommettendo,uno dietro l’altro,masperavadipotersi godereiltempochepassavaconlei,eforsediconvincerladiesseredegnodelsuoperdono.

ENTRO nelparcheggiodeldormitoriodiTessaemichiedoincosaconsistailmiomaledettopiano. Quandosonouscitodicasaavevoleideechiare:sareiandatoincamerasua,leavreiraccontatotutto el’avreiscongiuratadiperdonarmi.Noneraunpianoinfallibile,maeral’unicocheavessi.Ilsenso dicolpamistadivorando,midilanialeviscere,supplicadiesserealleviato.Hoilterroredicosa succederàquandoglielodirò,maleihaildirittodisapere.Devesapere. Hobevutosolounpo’,giustoqualchesorsoperallentarelatensione. Nonpossoingannarlaconimieibaciedistrarlaconlecarezzeperun’altraora.Ilparcheggiodel DormitorioBnonèmaipieno:trovopostovicinoalmarciapiede.Sembraunvecchiocondominio, maimattonirosso scuro gliconferiscono un’ariaufficiale,austera.Èildormitorio chelo staff dell’università sorveglia con meno attenzione. Lo so bene, perché sono stato cacciato sia dal DormitorioAsiadalDormitorioD. ScrivounmessaggioaStephperdirledistareallalargadallastanza.Dopounminutononha ancora risposto, quindi scendo dalla macchina e spero di non trovarla in camera.Il messaggio precedentechecomparesuldisplayèdiTessa,chemidàlabuonanotte.Avreidovutorispondere. Perchésonocosìstronzo?

Ilcorridoioèdeserto,eperalmenocinqueminutirestoimpalatodavantiallastanzaB20invece

dellaB22.Nontrovoilcoraggiodibussare.Leinonmiaspetta,masonosicurocheèqui.No,non

devo bussare,noncen’èmotivo.Mitremano lemaniquando giro lamaniglia.Laportasiapre cigolandoedentro,sperandodinonbeccarmiunascarpaintestaedinontrovareStephconuncazzo inbocca. Imieiocchisistannoabituandoalbuioquandosiaccendeunalampada. «Cosastaifacendo?»chiedeTessa.Èsedutasullettoesiriparadallaluce. OltrepassoillettodiStephemifermovicinoaquellodiTessa.«Sonovenutoacercarti»,dico,e orachelavedomisentosubitopiùcalmo.Leisigirasulfiancoeposaunamanosull’anca.Quando sirialzaasederefapenzolareipiedinudidalbordodelmaterassoeicapellibiondilecopronoquasi tuttalaschiena.Indossaunamagliettadicotonechesembramoltomorbida.Vorreiaccarezzarequel tessutocheaderisceallasuapelle.Vorreipoterleaccarezzarelafronteeicapelli.Hobisognodi toccarelesuelabbracarnose.

Miguardaimbronciata,comeungattinoarrabbiato.«Perché?»piagnucola. Nonsapendo cos’altro fare,vado asedermi allasuascrivania.Dopo unattimo di esitazione, rispondoconlaverità:«Perchémimancavi». Miguardaincredula,eiomidomandoselesonomancato. Laconfortonelsonnocomefaleiperme,oppureinfestoisuoiincubi?Nonnehoproprioidea. Sospiraeincurvalespalle.«Alloraperchéteneseiandato?»mormora.Miguardointorno:per unavoltailsuolettoèsfatto.Ilpiumoneèappallottolatoinfondo,unodeicuscinistapercadere.Il latodellastanzadiStephèindisordinecomealsolito,emivienedariderepensandoacomequel caosdeveinfastidireTess.Mistupiscochenonfaccialepuliziementreènellastanzadasola.Chissà, forselefa. Alzolespalleeleisimetteabracciaconserte.Homoltecosedadirti,Tessa,perfavorelasciami parlare,unavoltatanto…«Perchémistaviirritando.» Sbuffaescalciacomeunabambinadelleelementari.«Okay,adessotornoadormire.Seiubriacoe staisicuramenteperdirmiqualchealtracattiveria.»Scuotelatestaechiudegliocchi.Lasuarabbiaè unapugnalatanelpettoelamiamifaserrareipugni. Tentodiconvincerlachenondicocattiverie,chehobevutosolounpo’,echevolevovederla. Impediscoamestessodisedermisulsuoletto.Vogliochesisdraiesilascitoccare.Continuoa parlarleintonodolceeprovoafarlasorridere. Maleinoncicasca.«Èmegliosetenevai»,afferma,esisdraiasulfiancorivoltaallaparete. Ragazzinatestarda.Mifaandarefuoriditesta,maèbellissima. Sevuolecomportarsicomeunabambina,latratteròcometale.«Aaah,piccola,nonarrabbiarti.» Mi accorgo che irrigidisce le spalle e mi dispiace non poterla vedere in viso. L’ho chiamata «piccola»perirritarla,maèmoltobellochiamarlacosì.«Davveromicaccivia?Losaicosasuccede quandodormosenzadite…»Sperochelamiavulnerabilitàlaintenerisca. Faungransospiroeiotrattengoilfiato.Nonvoglioandarmene.Nonvogliochemimandivia. «Evabene,puoirestare.Maiodormo»,dichiarasenzavoltarsi.Michiedoconquantaforzami schiaffeggerebbeseoramisdraiassiaccantoaleiolaprendessiperlaspallaelafacessigirareverso dime. Nonmidispiacechedorma,mapreferireigodermilasuacompagnia.Venendoquiavevouna mezzaidea,maoraèfuoriquestione.Ègiàarrabbiataconme;seleraccontoquellocheerovenutoa dirlenonmirivolgeràpiùlaparola.«Perché?Nonvuoichiacchierareconme?»lechiedo. Miripetechesonoubriacoecattivo.Rispondochenonsononessunadelleduecoseecheèleia essereinfantile. «Èunacosacattivadadireaunapersona.Soprattuttovistochetihosolochiestodeltuolavoro», ribatte. Migiralatesta;ripetesemprelestessecose.«Oddio,nonricominciamo.Dai,Tessa,lasciastare. Nonmivadiparlarneadesso.» Mivieneinmentecheseleconfessassilaverità,lamaggiorpartedeinostriproblemisparirebbe. Ilguaioèchesparirebbeanchelei. «Perchéhaibevutostasera?»vuolesapere. Sembravaunabuonaidea.Erotesoedepresso,enonriuscivoapensareconlucidità.L’alitochesa diliquoredàallemieconfessioniuntonomenograve,menooffensivo.Possofarneticareperché sonoubriaco,eseleisiscandalizza,l’indomanipossonegaretutto. Cazzo,nonriescoasmetteredimentire. «Non… non lo so… mi andava di bere qualcosa… be’, parecchio. Puoi smettere di essere

arrabbiataconme,perfavore?Tiamo.»Èvero,laamoehobisognodistarlevicino.Detestochesia arrabbiataconme,mainqualchemodocontortotrovoconfortantechesipreoccupiperme. Lestapassandolarabbia.«Nonsonoarrabbiata,manonvogliofareunpassoindietronellanostra storia.Nonmipiacequandomiaggrediscisenzamotivoepoitenevai.Sequalcosanontistabene, vogliochemeneparli.» Dove siamo, dallo psicologo? Impiego un momento a capire che mi sta parlando come se avessimo unastoriaseria.Cosachenonpotrebbeesserepiùfalsa.Farnetica,dicechedobbiamo comunicaremaèleichemivoltalespalleenonmiparla.Misonofattoinquattroperquestaragazza, e non le basta ancora. Mi sforzo di essere ragionevole, di non dare sfogo alla rabbia, ma è un’impresaconunacomeTessa,chemiprovocaincontinuazione. «Èsolochedetestinonpoteresercitareilcontrollosuogniminimacosa»,ribatto.Èassurdoche mistiadandoconsigli.Pensadisaperetutto. «Scusa?»faconvoceincrinata.Sialzaasederesullettoeposaigomitisullegambe. Ribadiscocheèunamaniacadelcontrollo.Leinega. Midomandasehoaltriinsultiperlei,eiolechiedodivenireavivereconme.Restasorpresa quantomiaspettavo.Anch’iomistupiscochelamiaboccaabbiasceltoproprioquestomomentoper dirglielo.Mi guarda intensamente, come per memorizzare ciò che le sto dicendo sulla casa.È emozionata,sivede,maèancheinsicuraenonèbravaanasconderlo.Ledimostreròchenonha niente da temere. Posso continuare a essere migliore per lei e renderla felice. So che posso. L’atmosferatranoiècambiatamolto,eoraleisimordeillabbroemiprendeingiro,eiononvedo l’oradiandareavivereconlei. L’uraganodelleveritàincombesudinoi,ruotasusestessoeprendeforza,prontoatravolgercida unmomentoall’altro.Facciofintadiessereinunromanzo,echeleimiperdoneràcomeElizabeth perdonaDarcy.Sefossimodelleparolesuunapagina,oraleisarebbedinuovotralemiebraccia, perquantogravisianostatiimieisbagli,propriocomeCatherine.Vorrebbevivereavventuresempre nuoveconmeenonriuscirebbepiùastarmilontano,proprio comeDaisy.Lacatastrofenonsi abbatteràsudinoisecirifugiamoalsicuronelnostromondo,nelnostroappartamento,nelnostro romanzo. Quelpostosaràunafortezza,nonunaprigione,lepromettoinsilenzio.Leparolemuoionosulle mielabbra.Leimifissacongliocchilucidi,pienidientusiasmotrattenuto. «Allora,vieniavivereconme?» Di’disì,Tess.Tiprego,dimmidisì. Faun’alzatadispalleelaspallinadelsuoreggisenorosaspuntadasottolamaglietta.Miera sembratodicapirecheportassesolobiancheriadicotonebiancoenero.Continuoaguardarlela spalla,sperandocheilrosaspuntidinuovo. «Facciamounpassoallavolta!Perorasmettodiesserearrabbiataconte»,midice,edèlasua versione di un compromesso. «Ora vieni a letto.» Si sdraia e mi fa cenno di raggiungerla. All’improvvisodiventouncagnolinochehaavutoilpermessodisaltaresulletto.Misfiloijeanseli lanciosopraunapiladilibriaccantoallettodiSteph.Tessaguardalamiamaglietta,miinvitain silenzioatoglierla.Quellacheindossaleièmoltosexy,manonc’ènientedimegliochevederlacon unamiamaglietta.Adoroquandoselemetteperdormire. Latolgoeglielaposodavanti;leifaunsorrisobellissimoeiniziaaspogliarsi.Lasuapelleè liscia, la curva del seno è troppo sexy. Quando vedo la biancheria di pizzo, per poco ho un mancamento.Sonoabituatoaireggisenisformatidicotone,nonaunpush-upconilferrettoeil pizzo.

«Merda»,esclamo.«Macos’haisotto?»Questaragazzaèmaledettamentesexyenonlosaneppure. Lesueguancesitingonodirosso. Bisbiglia:«Io…hocompratodellabiancheria,oggi».Èimbarazzata,anchesesembraunadea, conicapellibiondielunghi,legambelisceelelabbracarnosecheaspettanosolocheiociinfiliil cazzo… Michiedocos’altroabbiacompratooggi,equantosarebbedifficileconvincerlaafareunasfilata soloperme. Noneromaistatocosìeccitatodaunadonnainvitamia.Riesceaesseresensualissimasenzail minimosforzo,enonsaquantedonnedarebberoqualunquecosaperesserelei,peraverecurvetanto sexy.«Questolovedo…Merda.» Lepiacesentirselodire.Imieicomplimentilafannosbocciare,edèunagrandesoddisfazione.Mi stupiscoognigiornochenonsivedaperquellacheè.Leripetocheèbellissima,eleisorrideancora dipiù.Nonriescoadistoglierelosguardodallesuetette,néatenereabadal’eccitazione.Tessa guardaimieiboxer,vedeilcotonenerotendersisottolapressionedelmiocazzosemprepiùgonfio. Lofissaconavidità,mordendosiillabbro.Midicequalcosa,manoncapiscoleparole. «Mmm»,mormoro.Riescoapensaresoloalrichiamodelsuocorpo:ècomesefossestatacreata appostaperme.Posounginocchiosullettoemisporgoabaciarla.Lasualinguaèvellutoewhisky, morbidaeasprasullamia,miferisceemirimarginaallostessotempo. Stofacendoungiocopericoloso,stocamminandosuunfilomoltosottile,masonodiventato bravo amantenerel’equilibrio.Sevieneavivereconmevedràquanto sono pronto adiventare miglioreperlei.Capiràcheunsolosbagliocontabenpocorispettoalfattochelaamo,rispettoaciò chepossodiventareperlei. Lasuaboccasiavventagolosasullamia.Èbravaadesso:lenostrelinguesimuovonoall’unisono, eaognisuomugoliomiscopropiùperso.Affondounamanotraisuoicapellisoffici,neldisperato tentativodiavvicinarmiancoradipiùalei.Mistrusciosudilei,perchéhobisognodiunpo’diattrito senonvoglioesplodere.Ilsollievoprovocatodaquelmovimentomispaventa.Questaragazzasiè impadronitadelmiocorpoedellamiamente,enonsocosaintendafarsene. Miappoggiosulgomitoemisoffermoadammirarelasuabellezza.Lesuelabbrasonodiunrosa piùscuro,adesso,enellamiamentec’èuninterocatalogodicosechevorreifarle.Conl’altramano accarezzoilpizzorosadelreggiseno,cheastentocontieneletette. Pianpiano,condelicatezza,passoleditasottolaspallina,poiinfilolamanosottoiltessutoesento i capezzoli duri come sassolini. È il paradiso, cazzo. «Non riesco a decidere se lasciartelo addosso…»Potreipassaretuttoilgiornosdraiatoquiconleicheaspettalemiecarezze.Faccioun po’dipressionesuicapezzolieleimugola. Voglioilsuosenonudonellemani.«No,lotogliamo»,ansimo.Sonoeccitatoeimpaziente,e quandoleiinarcalaschienaperfarseloslacciarerischiodivenireneiboxer.Prendoinmanoletette, lefacciomuoveresuegiùsoloper ammirarelaperfezionediquelmovimento.Questadonnaè l’incarnazionediognimiofeticismo.«Cosavuoifare,Tess?» Iovogliofaretuttoconlei,tutto.Cosechenonhomaifatto,ecosechehogiàprovatomainmodo diverso.«Tel’hogiàdetto»,gemepremendoilpettocontrolamiamano.Sporcaccionachenonè altro. Siamo pronti? Lei è pronta? Penso di sì.Ansima, e sotto la luce dell’abat-jour vedo che le mutandinesonobagnate. Passounamanosullasuapanciafinoall’orlodeglislip.Cercodicontrollarmi,maleimugolaeio avvertoilbisognodisentiredinuovoimieisuonipreferiti.Merda,mitieneinpugno.

Faccio scenderelamano fino all’inguineesento quanto èbagnatasotto lemutandine.Il suo profumodolceriempiel’ariaeiovoglioassaggiarla.Infilodueditadentrodileieinizioamuoverle. Lanciaungrido,miabbracciaperreggersiamementreilsuocorposiscuote.Lasentostrettissima intornoalledita,ansimaognivoltacheentrano. Congestinervositrovailmiocazzoecominciaadaccarezzarlodasopraiboxer. «Seisicura?»lechiedo.Devoaverelacertezzaassoluta.Dev’essereperfettoperleicomesaràper me.«Sì,sonosicura»,diceguardandominegliocchi.«Smettiladiscervellarti,seguil’istinto.» Chinolatestaeridacchiosulsuocollo.Èparadossale:disolitoèleiquellachecipensatroppo, mastavoltasisonoinvertitiiruoli.Stoperaverla,finalmente,eilmomentosaràrovinatodaquella stupidascommessa.Tornaadattanagliarmiilsensodicolpacheprovodaquandohoiniziatoad amarla.Dentrodimeinfuriaunabattaglia:ilbravo ragazzoinnamoratodellabravaragazzaeil ragazzocattivoincapacediamaresisfidanoaduello.Ciascunodeiduevuolequalcosadidiverso dallaprincipessa.Ilragazzovestitodinerofiniscealtappeto. «Ti amo,lo sai vero?»ledico senzasmetteredi baciarla.Riesceasentireil saporedel mio panico? Sesì,nonlodàavedere.«Sì.»Mibaciadolcemente.«Tiamo,Hardin.» Lesuegambescalciano,comeseilsuo corpo nonsopportassepiùilpiacerechelemiedita continuanoadargli.Immaginoilmomentoincuientreròinleielafaròmia.Madevoaspettareche sialeiafarelaprimamossa…Misonodatounaregoladarispettare.Intantolabaciosulcollo, succhiolapellemorbida,sentoilsanguescorrerealdisotto.Ègiàmia. «Hardin… sto…» mormora con voce lamentosa quando la lascio vuota.Èpronta per essere divorata.All’improvvisomisentoaffamato.Hobisognodiassaporarla.Scorrosulletto,abbassoi suoislipeleallargolecosce.Ilprofumoèdolce,inebriante.Nonavevomaisentitounafamecome questa.Poso tanti piccoli baci sul suo ventre.Èbagnatissima.Ci soffio sopraemi godo i suoi mugolii,ilmodoincuisollevaifianchidalletto.Mituffosudilei. Ilsuosaporeriempieimieisensimentrelalecco.Conognigemitolestoccatedellamialinguasi fannopiùprecise,eleistringelelenzuolaneipugnipernongridare. «Dimmiquantotipiace»,chiedo,attentoasoffiarleaddossoconogniparola. Leiemettegemitistrozzati:«Tanto…» Lasucchioelaleccofinoafarlatremare. Vogliodarletuttol’incoraggiamentodicuihabisogno.«Ecco,piccola,vieniperme.Devosentirti sullalingua.»Leifacomeledico.Laaccompagnoall’orgasmo;oranonsonopiùubriacodiliquore madipotere. Misdraiosopradileieilmiocazzosiposasulsuoventre.Leimibaciacontrasporto:ègià prontaaricominciare.Nientemale.«Sei…»comincioadomandarle,perconferma. Decisa,facennodisì,emibaciadinuovo.«Shhh.Sì,sonosicura.»Affondaleunghienellamia schiena,poimitiragiùiboxer.Mifaimpazziresentirlacosì,pellecontro pelle,sentirmiduro addossoalei. Devoentrareinlei.Devoappropriarmidelsuocorpo. Questo momento cambieràtutto.Nessuno dinoiduesaràpiùlo stesso.Leinonsaràpiùuna ragazzainnocente;saràunadonnaconunavitasessuale.Dovràbarrarelacasella«sessualmente attiva»quandovadalmedico.Ungiornosisposeràedovràdireaquell’uomochehascopatoconme. Mi sento terribilmente in colpa ma estremamente soddisfatto. È un’esperienza liberatoria ma spaventosa. «Tessa…»Devodirglielo.Ilmiocorposistaspaccandoindue.

«Shhh…» Sentoilpesodelmiocorposulsuo,inperfettaarmonia.Laguardoinvoltoemiimprimonella memoriaquestoistanteperconservarloineterno.«MaTessa…devodirtiunacosa…» «Shhh.Hardin,perfavore,nonparlarepiù.»Isuoiocchitraboccanod’amoreedieccitazione.La miavitastacambiando,eorastopertrasformaretutto.Primachepossaaggiungerealtro,leimi bacia,afferrailmiocazzoefascivolarelamanosuegiù,mitentaemizittisce.Inspirodiscatto quandoleipassailpollicesullapunta. «Verròselofaidinuovo»,boccheggio.Vogliosentirelesueditadelicatestuzzicarmilapuntadel cazzo,torturarmi,farmisupplicare. Esoprattutto,devoaffondareinlei.Adesso. Immaginochenonabbiaprofilattici,emivergognosoloperunistantediavernesemprequalcuno conme,perabitudine.Nelsessohopocheregole,manonrinunciomaialpreservativo. Tessami guardadal letto mentreraccolgo i jeansdaterraefrugo nelletasche.Mi sento un pervertito,conunprofilatticonelportafogli. Mabastaunosguardoneisuoiocchipienididesiderioperscacciarequelpensiero,etornoaletto conlabustina.Aspettocheleiloprenda,manonlofa.Be’,ovviamentenonneavevamaivistounoal difuoridellelezionidieducazionesessuale.

«Sei…»Nonsocomechiederlesevuoleprovareamettermelo.Adalcunedonnepiacefarlo,ad

altreno.

Alzalavoce.«Semichiediun’altravoltasesonosicura,tiammazzo.»

Lecredo.

QuindipassoalpianoB,ovverogodermiquestomomentofinchéleirestamia.Scuotolatestaele

mostroilpreservativo.«Stavodicendo:seidispostaadaiutarmiolomettodasolo?»Fareiprimada

solo,questoècerto.

Simordeillabbro,nervosa.Nonresistopiù,sonotentatodiscoparmelasenzaprofilattico.

Pernonfarlodevoricordareamestessochesarebbeunapessimaidea.

«Ah.Sì,voglioaiutarti…madevifarmivederecomesifa.»Ècosìtimidaecosìmaledettamente

sexy.Lesuetette,grosseerotonde,midistraggono.Devodarmiunamossa.

«Okay»,dico.Tessasiavvicinaeincrocialegambe.Mifapiacereinsegnarlecomesifa,main

questomomentononcistoconlatesta.Miimmaginogiàsopradilei,aspingere,eleichemugolae

affondaleunghienellamiaschiena.Chiededipiù,viene,èmia.

«Ce la siamo cavata, per essere una vergine e un ubriaco», scherza Tessa al termine dell’operazione.Le ricordo che non sono ubriaco, che discutere con lei mi ha fatto passare la sbornia,comealsolito. «Eadessocosasuccede?»domanda. Prendolasuamanoelapososulmiosesso.«Impaziente?»lechiedo,eleiannuisce. «Anch’io»,ammetto.Nonhomaivolutocosìtantoqualcosa.Mispostosopradileieleallargole gambeconilginocchio. «Seimoltobagnata,questosemplificalecose.»Sentodinuovoilsuoprofumo.Ècosìreattiva,mi faimpazzire.Labaciosullabocca,sull’angolodellelabbraepoisulnaso,epoidinuovosullabocca. Leimiabbracciaemistringeasé.Nonvedel’ora,eiomisentosulpuntodiesplodere.

«Piano,piccola,dobbiamoandarcipiano.»Ledounbaciosullatempia.Nonvogliochesoffra. «All’iniziotifaràmale,perciòdimmiquandovuoichemifermi.Sulserio,okay?»Laguardodritta negliocchi.Halepupilledilatate,leguancerosseeicapellispettinati. «Okay»,rispondeconlagolaserrata.Conlosguardo,senzaparlare,lericordoquantolaamo, quantohobisognodilei.Facciounrespiroprofondoeinizioaspingerepiano.Aognicentimetrola sentopiùstrettaintornoame,equandoleichiudegliocchimifermo. «Tuttobene?»sussurro.Leiannuisce,stringelelabbra.Ècaldaestrettissima. Misfuggeungemitoquandoisuoimuscolisicontraggonodinuovo. «Possomuovermi?»Porcaputtana,devomuovermi.Sapevochesarebbestatailparadiso,manon immaginavofinoaquestopunto. Faqualcherespiroprimadirispondere:«Sì».Vadoavantilentamente,pernonfarlemale.Lasento allentarelastrettasullemiebracciaconognibaciocheledo.Sulcollo,sullabocca,sulnaso.Amo ognicentimetrodelsuocorpo.Delmio. Leripetochelaamomentreinizioauscireerientrarelentamentedalei.Tieneancoragliocchi chiusimanonsembrasoffrire.Dopo ventisecondinonmihaancorarisposto,perciò smetto di muovermi.«Vuoi…oh,cazzo…vuoichemifermi?» Mifacennodinoeiorichiudogliocchi,mavedoancoraognicentimetrodileisottodime.La pelleliscia,ilcorpofusoconilmio.Èmiaadessoepersempre,anchequandocisaremoalzatida questoletto.Mantengoilritmoeleicontinuaadabbracciarmi.Ilcuoremimartellanelpettosempre piùfortemanmanochemiavvicinoalculmine.Nonavevomaiprovatoquestesensazionifacendo sesso. Misentomeravigliosamentebene,misentovivo,equandoincontrolosguardopienodiluceedi ammirazionedelmioamore,capiscochetuttoandrànelmodogiusto. Tessa mi sorprende di nuovo con la sua forza, quando vedo una lacrima scorrere sulla sua guancia.Glielaasciugoconunbacio.«Seicosìbrava,piccola.Tiamocosìtanto.»Leaccarezzoi capelliesucchiolapellesudatadelsuocollo. «Tiamo,Hardin.»Nonmiservealtro. Labaciosullaboccaconavidità.«Oh,piccola,stoper venire.Okay?»Lasuapelleluccicadi sudore,siamosfrenati. Facennodisìemiincoraggiaagoderedentrodilei.Inquestomomentoodiolabarrierachec’è tranoi.Voglioriempirla,vogliorenderlamiaintuttoepertutto.Leimisucchiailcolloeiotendo ognimuscolo allo spasimo,ilmio corpo siarrendealpiacere,emormoro ilsuo nomementre raggiungol’orgasmo.Misdraiosulsuopettoperriprenderefiatoeleimiaccarezzapiano. Oraècambiatotutto.Hocambiatotuttotranoi.Laconfortoecercodinonpensareallaveritàche minacciadidistruggermi.Ementrelesussurroparoledolci,pregochiunquemiascolticheilmio mondononsiriducainpolvere.

22

Tuttoiniziòaprecipitare:ilfragilecastellodicartecheavevacostruitotraballavasemprepiùconil passaredeigiorni.Ognivoltacheunasuabugiavenivafuori,luiandavanelpanicoesisforzavadi escogitareunpiano.Eraconvinto di esserevittimadi unamaledizione,findabambino…come spiegarealtrimentituttelesofferenzecheavevapatito?IniziavaachiedersiseTessafossevenutaa salvarlooppureadistruggerlo.Lapossedeva,possedevaognipartedilei,eppureglisfuggivadi manoognisecondodipiù.

TESSAèinufficioperlostagequandopassonellasuastanza,qualchegiornodopo.Mollymihadetto cheStephstadandodimatto:devoparlarleprimacheimpazziscadeltutto. La trovo stesa sul letto, i riccioli rossi fissati sulla testa con le forcine. È molto truccata:

l’ombrettogrigioledàun’ariatormentata,lapellechiaracontrastaconilrossoscurodellelabbra.

«Leinonc’è»,annuncia,chiudendoloschermodelcomputerdiTessa.Cosacifaqui?«Stavosolo

guardandounfilm.Rilassati,psicopatico.»

Requisiscoilportatileemelomettosottoilbraccio.«Losochenonc’è,volevoparlareconte.»

Leisiappoggiasulgomitoeletettetendonolastoffadelvestito,ampliandolascollatura.

«Parlarmidicosa?»Aspettalamiarispostaguardandomiconocchifreddi.Hosempresaputoche

nellasuamentec’èqualcosachenonva,manoncapiscomaifinoachepuntosiapericolosa.Tutti

abbiamoqualcherotellafuoriposto,manelcasodiStephmisembracheilproblemasiapiùgrave.

Latrovavosimpatica,mapoièdiventataunaversionedaicapellirossidellaprotagonistadiL’amore

bugiardo.

«Losai.»MisiedosullettodiTessaemigiroaguardareSteph.

«Mollytihachiamato»,ribatte,intuendolaverità.«Stadiventandopropriostronza,vero?»Sbuffa

esialzaasedere.«NonneparleròconTessa.Socheseivenutosoloperdirmidistarezitta.Starò

zitta.»

«Edovreicrederti?»

Sipassalalinguasuidenti.«Credimiono,fa’cometipare,mafinquimisonodivertita.Adesso

miannoio,einiziaadispiacermiunpo’perlei.»

Sonomoltosorpreso.«Davvero?»MisporgoinavantisullettodiTessaeposoigomitisulle

gambe.

Scoppiaaridere–unarisatacrudele,stridula–,eiosospiro.Dovevoimmaginarlo.«No,certoche

no.Maèverochemiannoio.»Sisistemailvestitopermostrarmimegliolascollatura.Distolgolo

sguardo.

LostofacendoperTessa.Nondevofarescenate.

«Tantoormaiavraiquasichiusoconlei,no?»

Quasichiuso?Èimpazzita?

«Telaseiscopata,no?Quindiorahaichiuso.Ècosìchefunzionaconte.»

Lacosapiùstranaèchenonmistarimproverando,silimitaaesporreifatti.Basandosisuimiei

trascorsi,lasuadeduzionesarebberagionevole;senonfossechehodedicatomoltopiùtempoed energieaTessacheachiunquealtra. Tessamihacostrettoalottareperlei,perchénevalevalapena.Purtroppohorovinatotutto. «No…»Mischiariscolavoce.«Nonhochiusoconlei.» Stephmiguardaconsufficienza.«Loimmaginavo.Quantevoltetelaseiscopata?Possibilechesia ancorastretta?Insomma,sappiamobenecheroviniognicosachetocchi.» Lamiaespressionedevespaventarla,perchésiscostadame. «Allora,èstrettaono?»chiededinuovo.«Saràbendilatata,ormai.Orasenepuòancheandare,e tupuoitrovarteneun’altra.Devogiàpassarefintroppotempoconlei.» «Non ti sta proprio simpatica, eh?» Tessa pensa che Steph sia sua amica, e non voglio intromettermitraloro seposso farneameno.Seperò Stephprovaafarlebruttischerzi,dovrò intervenire. «No,perniente.LascialaperdereetornaafartisucchiareilcazzodaMollyungiornosìeuno no.» «ContinueròafrequentareTessa.»Nonsocomefarglielocapire.NonvogliodareaStephaltre munizionicontrodime,oltreaquellechehagià,manonvoglioneanchelasciarlepensarecheTessa nonsiaunapresenzafissanellamiavita. Nonèunapresenzafissa,mapregoancorachepossadiventarlo. PerònonsonoaffaridiSteph.Cazzo,incheguaiomisonocacciato. «Cosaseivenutoafare,Hardin?Nonseivenutofinquisolopertapparelamiaboccaccia,loso.» Sileccadinuovolelabbraepremespudoratamenteigomitisuifianchiperspingereinfuoriilseno. Inunimpetodirabbiascattoinpiedi.«Nonsaraicosìpazzadailludertichetitocchereiconun dito!» «Tessanonènientedispeciale.NonsoperchétueZedsiatefissaticonlei.» «Zednonc’entranienteinquestaconversazione.»Mitremanolemani,evedocheStephèsempre piùcompiaciutadellareazionecheilnomediZedsuscitainme. Nonlasciartiprovocare,Hardin. Misfidaeiolalasciofare.Comedicevasempremianonna? Cazzo,nonmeloricordo. «Zedc’entraeccome…» «Basta.»Miprendoilvisotralemani.Inspiroafondo,espiro. SonovenutoperparlarledeitimoridiMolly,perassicurarmicheStephnonfacciaqualchecazzata perstrapparmiTessa,maorasonoquieStephèancorapiùstronzadelsolito,esinceramentehouna gran voglia di farle una cattiveria. Quando si comporta così mi fa sentire com’ero prima di conoscereTessa.PensavodiesserediventatomigliorediStephedeglialtri,einveceeccomiqui. All’infernocisiederemovicini. Sentoilbisognodifarlasoffrirecomesoffroio.Sfoderounsorrisone.«Forsefarestimeglioa preoccupartideltuoragazzo,chenonstaccamaigliocchidaMolly.Lihovistiinsiemediverse volte…»Dicoalcunealtrefalsitàsudiloro–nonsoneppurecosa,dipreciso–ealterminevedoil miotrionforiflessonegliocchilucididiSteph. «Sonotuttebugie»,mormorasforzandosiditrattenerelelacrime.Tihofregata. «No,purtroppoper te.»Ripongoilcomputer diTessanelprimocassettodelsuocomò.Devo portarlaviadaquestodormitorioalpiùpresto. Esco dalla stanza senza lasciare a Steph il tempo di dire un’altra parola.Quando risalgo in macchinaemitornaunbriciolodilucidità,mirendocontodiaverfattoun’altrastupidaggine.Steph

non è come le altre ragazze.Non cova la rabbia aspettando il momento giusto per colpire.È irrazionale,eoraandràaraccontareaTessadellascommessa,elafaràsembrareancorapeggiodi com’è.Dovreidirglieloebasta:dovreiconfessareaTessatuttaladisgustosaveritàprimachela scopradasola.Ilsensodicolpamistadivorando. ScendodallamacchinaetornoaldormitorioperaffrontareStephdaun’altraangolazione. MaavvicinandomiallastanzasentolavocediTessa.Merda. Miappoggioallaportaelesentoparlare. «NoncredocheTristansceglierebbelei;hovistocometiguarda,tienedavveroate.Dovreste sentirvieparlarne»,stadicendoTessa.Premol’orecchiosullaportaesperochenonpassinessunoin corridoio. «Eselochiamoedèconlei?» Hacredutodavveroatuttequellestronzate? «Nonèconlei»,leassicuraTessa. «Comelosai?Avoltetisembradiconoscereunapersona,invecenonèvero.» Merda,staperdirglielo.Glielostadicendo…adesso. «Har…» Aprolaporta. «Ciao…»faccioentrandodifilatonellastanza.Senonleconoscessi,pensereiditrovarmidavanti dueamichedelcuore.«Ehm,èmegliosetornopiùtardi?» «No, vado a cercare Tristan e tento di chiedergli scusa», risponde Steph alzandosi in piedi. «Grazie,Tessa.»Laabbracciaemiguardacomeadirechenonfiniscequi. Hourgentebisognodiunadistrazione.«Haifame?»domandoaTessamentreStephseneva. «Adireilverosì»,ammette.Nonsembraessersiaccortadell’occhiatacaricadiodiocheStephmi harivolto.

23

Laparanoialotravolse,trascinandolosemprepiùlontanodalei.Cercòdiaggrapparsiaquelbriciolo

disperanzadipotersicostruireconleilavitachevoleva.Tentòdiescogitareunpianodopol’altro

persalvarel’unicacosabuonacheglifossemaicapitata.Scongiuravainemici,supplicavagliamici

ditacere.Nessunodeisuoipianiavrebbefunzionato,nonsarebberiuscitoanascondereciòchele

avevafatto,esapevachelesueazioniglisisarebberoritortecontro.

PORTO Tessa al centro commerciale, dove la sfiga si accanisce ancora contro di me mentre ci sediamoamangiareprimadidecidereinqualinegoziandare.Laparanoiamipedina.Nonriescoa smetteredipensareaciòcheStephstavaperdireaTessa.Saquantecoselenascondo?Capiràuna voltapertuttechenonsonodegnodilei? Piluccoilpranzo,personeipensieri,mentreTessamangialentamenteenonmistaccagliocchidi dosso.Cosapensaditrovare?Indizidellemiebugie? «Perchénoncerchiamoprimailvestitoperte?»ledico.Noncicredoancorachehoaccettatodi andare al matrimonio. Sarà parecchio imbarazzante, e il mio unico piano a questo punto è concentrarmisuTessaerimuoveretuttiiricordipiùvecchiditremesi. «Be’,hailafortunadiesserebellissimaconqualsiasivestito.» «Non è vero», ribatte arrossendo.«Sei tu quello che ‘mi sono vestito al buio eppure sono perfetto’»,concluderidendo,elapressionechesentonelpettosiallentaunpo’. «Èvero,no?»Lesorrido.Maèvero ancheper lei.Molto piùcheper me,eTessanondeve neppuresforzarsi. Ilsuotelefonovibrasultavolo.Tessasicomportainmanieradecisamentenormale,sesachemi stoprendendogiocodilei.Forselofaappostaperdistrarmi,aspettailmomentogiustoperprendersi larivincita. Oforsedavverononlosa? «ÈLandon»,dice.Hoilcuoreingola.Tessarispondeeioguardolasuaboccamentreparla.Si mordeillabbroealzagliocchisudime. DevotrovareilmododiimpedirecherestisolaconSteph.Devotenermelapiùstretta,d’orain poi.Finoranonmisonopreoccupatoabbastanza.Nondevomaiperderlad’occhio. «Okay,be’,faròdelmiomeglioperincravattarlo»,affermaaltelefono,edèchiarodichiparla. Appoggiailgomitosultavoloelaguanciasullamano.Èficcanasoinmanieraadorabile.Una cravattaalmiocollo?Nonciriusciràmai. Iniziaadirequalcos’altroaLandon,malamiaattenzionesispostapocolontanodalì,dovesono apparsiZed,JaceeLogan.Sonovestiticiascunoinmododiverso,ognunodeitrecercadiesprimere lasuapersonalitàattraversol’abbigliamento.Loganèquellopreppymaunpo’punk,conlafacciada bambino,efameno il duro rispetto agli altri due.Zed,alto escuro,sembraunmodello inun catalogodigiubbottidipelle,deltuttofuoripostoinuncentrocommercialediperiferia.Jacehala facciadadelinquente,quellodacuileragazzinedovrebberostareallalarga.

«Tornosubito.»Mialzodatavolalasciandoilpranzoametà.Per fortunaTessaèaltelefono, quindinonmiseguirà.Nonsubito,almeno. Logansistamettendoilburrocacaoquandoliraggiungo.Jacehaun’espressionefastidiosamente compiaciutaeZedsembramoltostressato.«Anchenoisiamocontentidirivederti»,esordisceLogan battendoilpiedesulpavimento,mentreJacefaunarisatinaroca.Tuttietrehannolepupilledilatatee unreticolodicapillarirossinegliocchi.Puzzanodierbaedisigarette.SeZedeTessasibaciassero, lepiacerebbeilsaporedeltabacco? «Cosacifatequi?»chiedo,controllandoTessaconlacodadell’occhio. «Quidove,inuncentrocommercialeapertoalpubblico?»domandaJace. Loguardoincagnesco.Sedicecosechenondovrebbeglifaròdelmale. «Passavamodaquesteparti»,mispiegaLoganconariad’intesa.Sadicosamipreoccupo,esta cercandodidirmichenonsonovenutiquiperquello.«Sulserio»,insiste,eiomirilassounpo’. «Dov’èiltuoanimalettodacompagnia?»Jacesileccalelabbraconungestodisgustoso.Zedfa unasmorfianauseataeLoganciignoratuttiefissaloschermorottodelsuoiPhone. «Ah,èlaggiù!»strillaJace,eiosonotentatodiprenderloabotte.Èunodiqueitipipericolosi, comeil mio vecchio amico Mark,chegiocavaconlepersonesenzarimorsi.Però ripenso alla scommessaetemodiessereugualealui,eallafinedelnostrogiocoeroioilvincitore. «Dacciuntaglio»,sibilofacendomiavanti,eJacemifaunghignomalevolo.Cigodeamettermi ansia.Sadiesercitarequestopoteresudime,elosoanch’io,eprestolosapràpureTessa. «Stavenendoqui.»Loganguardaancorailsuotelefono,macistaavvertendodell’arrivodiTessa. Misudanolemaniemifannomalelenoccheognivoltacheaffondoleunghienelpalmo.Questitre stannoperrovinarmilavita,qui,inuncentrocommercialediunastupidacittadinaamericana. «Ciao,Tessa,comestai?»Zedlevaincontroeiofacciounpassoavanti.Quandosiabbracciano mivienevogliadifarloapezzi. «Hardin,noncipresentilatuaamica?»domandaJacefissandomidivertito. «Ah,sì»,dicofacendosbrigativamentelepresentazioni.«LamiaamicaTessa,Tessa,luièJace.» Tessahal’ariaarrabbiata,eiosonoconfuso.Conchicel’ha?Aspettochemiguardi,manonlofa. «VaiallaWCU?»chiedeaJace.Perchédevesempreparlaredelpiùedelmenoconlagente?È chiarochenonhamoltaesperienzaneirapportisociali:nonhailminimointuitoperl’etichetta. «No,percarità.Ilcollegenonfaperme.Masetutteleragazzesonobellecomete,forsecifaccio unpensierino.» Tessasembraunpo’spaventata,eioimmaginoletonalitàdiblucheassumerebbelafacciadiJace selostrangolassi. «Staseraandiamoalporto,dovrestepassareanchevoidue»,intervieneZed. Passare?Vaffanculo,Zed. «Nonpossiamo,magarilaprossimavolta»,tagliocorto. «Perchéno?»chiedeJace.MistasfidandodavantiaTessaeZed. «Domanileilavora.Ioforsepossopassarepiùtardi.Dasolo»,preciso.Nonlavedrannomaipiù. Nonsaràfacile,masonocosìpazzodailludermichemelacaverò.Hovintolascommessa,leièmia, eZedpuòandareall’inferno. «Ah,peccato»,faJacesorridendo aTessa.Fatico sempredipiùatrattenerelarabbia:mista provocando. Sta facendo dondolare quella maledetta scommessa sotto il mio naso, come il formaggiodavantiauntopo. «Sì,passopiùtardidavoi»,mento. Devocapirecosafareconlui.Nonvedel’oradiraccontareaTessadellascommessa,perchéèuno

stronzo.Masocheseglieneparlononfaròcheistigarlo,oglifaròvenirevogliadidirglielosenon ciavevagiàpensato. QueitresenevannoeTessa,conariairritata,liguardaallontanarsi.Restoinsilenzioelaseguoin un negozio.Cammina più veloce di me, un modo infantile e petulante per farmi capire che è arrabbiata. «Cosasuccede?»chiedo.C’èsemprequalcosachenonlestabene.Hodettoqualcosa,hofatto qualcosa,ilgattodeivicinil’haguardatastorto…qualcosac’èsempre. «Ah,nonloso,Hardin!» «Nemmenoio!SeituquellachehaappenaabbracciatoZed!»sbotto.Nonriescoapensareadaltro, eleivorrebbelitigare? «Ti vergogni di me, per caso? Insomma, ho capito che non sono la ragazza più figa del circondario,però…» Nonhoideadidovevogliaarrivare.Pensachemivergognidistareconlei?Perchépensasempre questo? «Eh?No!Certochenonmivergognodite.Seimatta?» Sì,èmatta.Losiamoentrambi. «Perchéhaidettochesonounatuaamica?Continuiachiedermidivenireavivereconteepoidici allagentechesiamosoloamici?»Aogniparolaalzadipiùlavoce.«Cosavuoifare,nascondermi? Mirifiutodiessereilsegretodiqualcuno.Emidispiacetantosenonsonoall’altezzadeituoiamici.» Comepossodefinirlapiùcheun’amica?Miodieràpiùdiqualsiasinemicoquandoilmiotempo conleisaràfinito.Èmoltopiùcheunsegretoperme.Nontentodinasconderla.Nonvogliopiù nasconderla,cazzo.Vogliovantarmidileicontuttiefarsapereatutticheleièmia.Solomia.Ma sonotroppostupidoperfarfunzionarelecosetradinoi,edèperquestochedevoproteggerelacosa piùpreziosacheho,ilmiounicotesoro.Devonasconderlaanzichélasciarlasbocciarealsole,e questomidistrugge. «Tessa! Accidenti…» esclamo, mentre lei guarda verso i camerini. «Ti seguo anche lì», la minaccio.Edèvero:mipiacerebbeseguirlainquelcamerinoescoparlaappoggiataallospecchio. Miguardamalissimo.Sabenechelaseguirei.Laseguireifinoall’inferno,semelochiedesse. «Portamiacasa.Subito»,ordina.Portarlaacasa?Tuttopercolpadiunostupidolitigio?Miprecedea unacertadistanzafuoridalnegozioeversolamacchina.Faccioperaprirlelaportieramanonmelo permette. «Haifinitolascenata?» «Scenata?Mascherzi?!»strepita. «Nonhocapitocosaticambiasedicocheseimiaamica;nonvolevofarlo,mihannocoltoalla sprovvista.»Unamezzaverità. «Setivergognidime,nonvogliopiùvederti.»Letremalavoce,edèevidentechesisforzadinon piangere.Ormailaconoscoabbastanzabenedasaperechestaaffondandoleunghienellecosceei suoiocchigrigisistannoriempiendodilacrime.Altrelacrimechehocausatoio. «Nonparlarmi così.»Mi passo lamano trai capelli sporchi,vorrei strapparli viaaciocche. «Tessa,perchépartidalpresuppostocheiomivergognidite?Èun’idearidicola,cazzo.»Nonho nessunmotivodivergognarmi;anzi,tuttoilcontrario.Imieiamiciridonodilei:ognimomentoche hotrascorsoconquestaragazzasièridottoaniente.Hotrasformatoiltuttoinnienteenonc’èmodo difermarequestotrenomercicheèderagliatoestaperabbattersisullamiavita,dinuovo.Avevo appenainiziatoaricostruirlaeorahorovinatoognicosa. «Divertitiallafesta,stasera»,diceleicupa.

«Maperfavore…Micacivado,l’hodettosoloperfarstarezittoJace.»Edèlaverità.Nonvoglio

andareaunastupidafesta.VoglioaffondaretralecoscediTessapertuttalanotte.

«Senontivergognidime,alloraportamiallafesta.»

Avreidovutoprevederequestocontrattacco.Ognicosaèungiocoperlei,sempre.

Sentichiparla.

«Colcazzocheticiporto.»

Ovviamentel’hoportataaquellafottutafesta,perchécomealsolitoTheresaYoungl’haavuta vinta. Con il trascorrere dei giorni inizio ad abituarmi troppo alla mia bugia. Fingo che tutta l’impalcaturanonstiacrollandolentamente,cheogniminutochepassasenzacheleisappialaverità nonfacciasgretolarepianpianociòchecitieneinsieme.Nonpossodirglielo.Nonpossoaprirequel vasodiPandoraelasciarechecidistrugga.Laveritàcitravolgeràeannegheremo:nonc’èscampo.È inevitabile,com’èinevitabileilmioamoreperTessa. «Be’… benvenuta a casa!» esclamo quando il tizio dell’agenzia immobiliare ci lascia soli. Finalmente,pensavochenonsenesarebbepiùandato.Tessaride,coprendosilaboccaconildorso dellamano,evieneadabbracciarmi.Ringraziochiunquemel’abbiadataperavermiconcessoancora unpo’ditempoprimadistrapparmelavia.Meritounbriciolodifelicità,finchédura,no? «Noncicredoancoracheabitiamoqui.»Siguardaintornoemozionata,curiosa,vivacomenonla vedevopiùdaquandol’hoconosciuta.Lehodonatolalibertà.Lehodatounbell’appartamentoincui puòesseresestessa,laversionedileichenessunopuògiudicareedacuinessunopuòpretendere nulla.Suamadrenonèquiadirledispazzolarsiicapelli,Stephnonèquiainventarsimodinuovie ingegnosiperfarcisoffrire. «Sequalcunomiavessedettoduemesifachesareiandatoaconvivereconte–oanchesoloche misareimessoconte–sareiscoppiatoaridereogliavreitiratounpugno.»Sorridoeprendoilsuo visotralemani.Haleguancerosseperl’emozione. «Be’,seipropriodolce.»Mettelemanisuimieifianchiesiappoggiaame.Lasuatestapesasul mio petto,èlamiaàncoradisalvezza.Lamiavitaèperfetta,per laprimavoltadaquando ho memoria.Mi sto completamentedisinteressando dellacatastrofeinarrivo; per oralamiavitaè perfetta.«Èunsollievo,però,avereunospaziotuttonostro.Nientepiùfeste,nientepiùcompagnidi stanzaedocceincomune»,aggiunge.Ilmiocuorebattesottolasuaguanciaemidomandoselei percepiscalaparanoiachemistaassalendo. «Ilnostroletto…»Tentodidistrarlaconl’umorismo.«Ciservirannoalcunecose,piattieccetera.» Piùcosesuecisonoinquestacasa,piùsaràdifficileandarsenequandoarriveràilmomento.Merda, sonointrappolatoinquestabugiaestolegandolefuniintornoaTessa.Questaragazzabellissimanon miperdoneràmai…Mai. Cipenseròpiùavanti.Miverràinmentequalcosa. Posa il dorso della mano sulla mia fronte. «Ma ti senti bene? Oggi sei incredibilmente collaborativo.»Sorride.Ilsuosarcasmomelafaamareancoradipiù. Prendolasuamanoelabacio.«Vogliosolochetusiasoddisfattaditutto.Vogliochetutisentaa casa…conme.»Èlaverità.NonhomaisentitodiavereunacasafinchéTessahafirmatosuquella lineatratteggiatapervenireavivereconme.Svegliarmiognimattinaconiltrillofastidiosodellasua svegliaèdiventataun’abitudinedicuihobisogno,unacosadicuisentivolamancanzasenzasaperlo. «Etu?Tisentiacasaqui?»Lasuavoceèpienadisperanza.Unasperanzatenue,però…Aspetta

cheiolecomunichilamiaopinionesenzaremore.Glieloleggonegliocchi:èfiduciosamasiaspetta ilpeggiodameperchéèquellocheottienesempre. «Stranoadirsi,masì»,rispondoconsincerità,sforzandomidirisultarepiùconvincentepossibile. Mipiacedavverostarequiconlei. «Èmegliocheandiamoaprenderelamiaroba»,midice. «Giàfatto.»Sorrido. «Eh?»falei,confusa. «Ho portato qui la tua roba dal dormitorio; è tutto nel bagagliaio della tua macchina.» Non riuscivoadaspettare.Volevochevedessequestopostoenonseneandassepiù.Hobisognochenon senevadamai,quindidevestarepiùcomodapossibile. «Comefaceviasaperecheavreifirmato?Esel’appartamentononmipiaceva?»domandaconun mistodicuriositàedisfida. «Sequestonontifossepiaciuto,neavreitrovatounaltro.» Vedochemicrede.«Okay…Eletuecose?» «Possiamoandareaprenderledomani.Hounpo’divestitiinmacchina.» «Aproposito,perchétienisempretuttiqueivestitiinmacchina?» «Nonlo so.Forseperchénonpuoimaisaperequando tiserviranno.»Cheficcanaso.Tengo i vestitilìpermoltimotivi,lamaggiorpartedeiqualinonlepiacerebbero.«Andiamoacomprarela robacheciserveperlacucinaequalcosadamangiare.» «Possoguidarelatuamacchina?»chiedementrescendiamoalpianoterra. «Nonloso…»dicoperprenderlaingiro.

PARTEIII

Dopo

Stavafinalmentediventando l’uomo chenonavevamai sperato di poter diventare.Incanalavala rabbianeilibrichescriveva,einiziavaadandarefierodellapersonacheera.Selasuavitaaveva presoquellapiegaeratuttomeritodellaragazza:l’avrebberingraziatainginocchioogniminutodi ognigiorno,seavessepotuto.Erarimastaalsuofiancofinoalmomentoincuinonerapiùsalutare pernessunodeidue,epoigliavevalasciatoiltempodirimettereincarreggiatalasuavitadasolo. Avevasostenutolesuescelte,mesedopomese,eloavevasemprespintoaimpegnarsidipiù. Inquelperiodo,alterminediognimesepassato senzatoccarealcol,ricevevaunbiglietto di auguriperposta,vecchiostile,conilnomedileieildisegnodiuncuore.Laconoscevaabbastanza benepersaperecheidueannidilontananzanoneranostatifaciliperlei.Erastatouninfernoperlei, unpurgatorioeternoperlui. Quandoleparolescritteamanonelraccoglitorediventaronopaginestampate,leinontelefonòper unasettimana.Luisapevacheavevalettoillibro,ederasicurocheavevapassatol’interasettimanaa camminarenervosamenteavantieindietronelpiccoloappartamentoincuiabitavaconilfratellodi lui.Nel frattempo si eratrasferito inun’altracittà,unacittàventosaconpalazzi alti,hotdog e baseball.Lìnonsisentivaacasa,ancheseleiandavaatrovarlopiùspessodiquantomeritasse.Lesue giornatepassavanocosì,lavorando,aspettandounachiamataoun’emaildilei,pianificandoilloro incontro successivo.Manmano che diventava piùdegno di lei,iniziava a piacergli l’uomo che vedevaallospecchioognimattina. Quandofinalmenteleiloavevachiamato,alterminedellasettimana,lesieraincrinatalavocealla primaparola,eluinonavevasaputocosadirle.Volevafarlecapirechenonesistevanoduepersone fatte l’una per l’altra quanto loro due.Lei si era congratulata per il libro, ma in tono freddo, scostante.Luisistavastancando,sichiedevasefossedestinatoaviverecosìpersempre,dasoloinun appartamentoamangiarecibodaasportoevederereplichediFriends. Settimanedopo,glierabalzatoilcuoreingolaquandoleigliavevatelefonatoper dirgliche sarebbevenutaincittà,chedovevaandareaunmatrimonioeavevabisognodiunaccompagnatore. Avevaballatoconluipertuttalaseraederarimastasottodiluinelsuolettopertregiorni… Epoisen’eraandata,portandosiviailsuocuore. LavoltasuccessivaeraandatoluiatrovarlanellacaoticaNewYork,ederarimastoimpressionato dallasuanuovavita.Masentivalamancanzadelsuopostoinquellaesistenza.Leistavabenelì:aveva amicieparenti.Luiavevaunavitaimmaginariaconlei,easpettavacheleidecidesseditrasformarla inrealtà.Convintochefosselasuaunicasperanzadifelicità,continuavaamostrarlecheeradiventato unapersonamigliore.Moltomigliore.Piùviva. Auncertopunto,lasuaevoluzionecomeessereumanoeilmodoincuisitraducevanelsuo comportamento iniziarono a farlo sentire prezioso, e di conseguenza cominciò a sentirsi responsabile.Quandosuofratelloebbeunadolorosadelusioned’amore,glirestòvicinoeloaiutòa superarla.Intantimodi,grandiepiccoli,scoprìdipoteressereutileallasuafamiglia. Fecedatestimonealmatrimoniodisuofratello.Leieralì,pienadiamoreperlui,edentrambi capirono chelaseparazioneeradurataabbastanza.Erano cresciuti,erano capaci di affrontareil

mondoinsieme.Luinonerapiùegoista;leiavevacapitochiera.Lalontananzaavevafattobeneatutti edue,maeranoprontiainiziarelalorovital’unoaffiancoall’altra. Insieme,visseromomentididolore–piùterribilidiquellichesieranocausatiavicendaneiprimi anni–eavoltedubitaronodipoter andareavanti.Ilgiornopiùbruttoditutti,quandosvuotòla camerettadellorofiglioperduto,sidomandòsefosseunapunizione,seipeccatidelsuopassato fosseroilmotivodiquellutto. Ilgiornoincuinacquelasuaprimafiglia,nacqueanchelui.Risortoanuovavita.Avevapercorso tantastrada,eracambiato.Avevaconosciuto unamorepiùelevato epiùprofondo,efinalmente capiva.Leditadellabambinaerano piccole,maglieleavevastretteintorno alcuore.Guardò la ragazzacheamavadaannidiventareunadonna,epoilamadredisuafiglia.Nonc’eranientedipiù bello… Finchédivennemadreperlasecondavolta,diunmaschietto. Mentreibambinicrescevano,quell’uomorinatoelasuadonna…sisentivanoringiovanire,si innamoravanodinuovoognigiorno. Sisentivafortunato,benedetto,orgogliosodellavitacheavevanocostruitoinsieme;nonriuscivaa crederechebastardofortunatofosse.

Zed

Ogniromanzodàlasuainterpretazionedell’eroeromantico.Laformulapiùclassica,dicuicisiamo ormai stufati tutti, è il triangolo amoroso.Wickham mente a proposito del padre di Darcy per conquistareElizabeth.JayGatsbyportafuoriacenaDaisyBuchanan,leoffreunavitachesuomarito Tomnonpuòdarle.Lintonèlasceltasaggiadellamiaeroinapreferita,CatherineEarnshaw,che sceglieluiaunavitadipassionedistruttivaconHeathcliff.C’èpersinounlicantropomuscolosoe abbronzatochetentadistrapparelaspiritosaBellaSwanaquelvampirocentenarioeluccicante. Dopo averneletto tantevolteneiromanzi,gliparveridicolo trovarsiinprimapersonainun triangolo.Nellasuastoria,ilcattivoragazzochevuolediventaresantomahaproblemiconsuopadre cercaditenerelontanalaverginellatestardadalgiovaneallamodaesentimentalecheaspiraasalvare ifiorieilpianetainungiornosolo.Iclassicidisolitofinisconoconlamortedeiprotagonisti,ocon lanascitadibambinemezzevampire,mahannountemaincomune:unodeidueuomininonha speranza.Enellasuavicenda,nonsapevasel’amoredileiglisarebbebastatopervincere. Ma meritano un riconoscimento anche i rivali, quelli che escono sconfitti e devono cercarsi un’altradonna.

***

UN’ALTRA festa.Un’altrafestasuperaffollataincuituttifannolestessecosedellaseraprecedente. Alcoldentrobicchieridiplasticaemusicaatuttovolume.Ognipersonacheincontroincorridoiomi sembrapiùannoiatadiquellaappenavista,perciòmiparestranocheaquestafestad’inizioanno accademico ci sia molta più gente che a quella dell’anno scorso.Da dove sbucano tutte queste persone?Sonocosìannoiatedasestessechedevonofingeredidivertirsiconglialtri?Inizioacapire cheilcollegeètuttoqui.LoStatodiWashingtonèmoltodiversodallaFlorida,dovesonocresciuto, maleuniversitàsonosempreuguali. «Devopisciare»,dicoanessunoinparticolare,emiappoggioallapareteaccantoallaportadel bagno.Pocodopovedouscireunaragazzaminutaconicapellibiondilunghifinoallespalle.Mi passadavantiguardandoaterra.Indossaunamagliaamanichelunghecheaderisceperfettamentealla curvadeisuoifianchinonostanteijeanslarghi. «Scusa»,affermasorridendoallamoquette,mentremioltrepassaperproseguireincorridoio. Entroinbagnoechiudolaporta.C’èunastranapuzzadideodoranteperambientiallavaniglia sintetica,quindimisbrigoapisciare,milavolemani,riaprolaporta…emiritrovoinmezzoaun gruppodiragazze.Unadiloromisquadradacapoapiedi.Miparedileggerlenelpensiero.Aprela boccaper parlare,maquandoguardosopralasuatestavedolabiondaconifianchimozzafiato fermaincimaallescale.Faperprenderequalcosadallatascaposterioremanonlotrova,sileccale labbraesbuffa.Èuntipostrafottente,sivedesubito.Mieroripromessodinoncercarealtreragazze dopolafaccendaconTessa,eppuremiritrovoacamminareversoquellatipa.Nonvoglionientedi serio,manonmidispiacerebbefareconversazione. Leistringeilcorrimanodellescalecongestimoltodelicati.Miavvicinoperguardarlameglioe

leiiniziaascenderelescaleapassicauti,benchéportilescarpedaginnastica.Icapellifoltile copronolespalle.Siguardaintornoconattenzione,scrutandoognivolto.Cercaqualcuno?Vedoche simordeillabbroedecidodiavvicinarmi.L’orlodeijeansèarrotolatoeintravedounastellavicino allacaviglia. «Cerchiqualcuno?»lechiedo. Sigiranellamiadirezioneemifissacongrandiocchimarroni,quasisproporzionatiperilsuo viso,cheledannoun’ariaspaurita.«Cercavoimieiamici,mapensochesenesianoandati.»Si rabbuia. «Ah.Tiaiutoatrovarli?»propongo. Leicontinuaaguardarsiintorno,poiallungaunbracciodietrodimeesfilailberrettodabaseball dallatestadiunragazzochestapassandodilì.Luiborbottaqualcosaeleisorrideconunleggero imbarazzoeun’ariaunpo’disperata. Michiedoperchéabbiafattoquelgesto.«AncheilmioamicoJohnportaunberretto»,spiega.Non capiscoancorasesiatimidaoaggressiva,mavoglioscoprirlo. «Nonpuoichiamarli?»domando. «Ilmiotelefonoènellaborsadellamiaamica»,sospira.«Nonvolevoportarmiunaborsa.Sapevo chenonsareidovutavenire.Nonmipiaccionolefeste.»Alzalavoceeiniziaagesticolare.«Mapoi Macymihapregatainginocchiodivenire.Cidivertiremo,diceva,restiamosoloperun’ora,diceva.» Sbuffaefaunasmorfia,eiomimordoillabbropernonridere. Arrossisce,imbarazzata.«Chec’è?» «Niente»,mento.Èpropriocarina.«Tivadiberequalcosa?» «Nonbevotantospesso»,mormora. «Nontantospessoomai?» «Qualchevolta,madisicurononallefesteconunmucchiodisconosciuti.» «Be’,misembraragionevole.»Sorridoperfarlecapirecheapprezzochenonabbiailbisognodi ubriacarsicomelealtreragazze.Eiragazzi,seèperquesto. «Sodivertirmianchedasobria.» Latrovo piùattraenteogni secondo chepassa.«Be’,posso offrirti unabibitao unbicchiere d’acqua,epuoirestareconmeeimieiamicifinchéritroviituoi,tiva?» «Ehm,nonsaprei.»Siguardaintornonelsalottopienodiestranei.«Nonconosconessuno,edi solito aquesto tipo di festec’ègentepoco raccomandabile.»Si voltaverso duetizi chestanno girandointornoaungruppodiragazzedelprimoannoinminigonna. Nonhatuttiitorti. Natemifauncennoconlamanodall’altrocapodellastanza.Lancioun’altraocchiataaquesta ragazzacosìinteressante. «Be’,sedecidichenonvuoistartenequidasola,seilabenvenutaconnoi:siamolaggiù.»Indicoi mieiamicieleirimanesbigottitadavantialcentinaioditatuaggichetotalizzano. «Sono piùtranquillidiquello chesembrano»,scherzo.Leifaunsorriso incerto.«Be’,alcuni almeno»,aggiungo. Faunarisatinaepoimiseguedaglialtri.Tristansialzainpiedielelasciailsuopostosuldivano, lei lo ringraziaeducatamente.Negli ultimi tempi nonlo vedo spesso,masono contento chesia tornatodallaLouisianaechesiadinuovosingle,dopochehachiusoufficialmenteconStephelesue stronzate. «All’ultimoannodischiavitùuniversitaria.»AlzailbicchiereebrindaconLogan.Molly,seduta sullesuegambe,siuniscealbrindisi.

«Parlateper voi:io devo farmiancoradueanni»,silamentaNate.Laragazzaconcuiesce– Briana,miparesichiami–alzagliocchialcielo,borbottaqualcosadeltipo:Ilsolitoesagerato…e glisfiladimanoilbicchiereperbereunsorso. «Dovevo iscrivermi all’istituto tecnico etrovarmi unlavoro»,continuaNate,elaragazzalo guardadivertita.«Ilcollegefaproprioschifo.» «Tel’avevodettodiaccettarequelpostodaapprendistaalnegozioditatuaggi»,lorimproveralei. Luisbuffaeletiraunaspallinadellacanotta,mettendoinmostraunpo’dipellescurasulloscollo; unavistachenonmidispiaceaffatto. «Cistoancorapensando»,lerisponde.Forsenonsarebbeunacattivaidea,datocheilcollegegli piacecosìpoco. «Maadessobastaconquestidiscorsinoiosi.Chièlei?»faMollyindicandolaragazzacheho incontratoincorridoio. «È…»Laguardospaesato.Misonodimenticatodichiederlecomesichiama. «Therise»,rispondelei,esolooramiaccorgocheparlaconunleggeroaccento. Porcamiseria. «Noncipossocredere»,rideMolly,esiappoggiaaLogan. «Belnome»,ghignaJace,leccandolacartinachestaarrotolando. «Tivadifareungioco,Therise?»chiedeMollyconuntonocheconosco.«Obbligooverità?»Mi guardaeioscuotolatesta. «Madai…scommettochesarebbedivertente»,intervieneJace. Mollyannuisce.«Già,avederlasidirebbechehaiqualchesperanzadivinc…» Loganletappalabocca.Nonmicapacitochequestiduestianoinsieme. «Piantala»,leintima. Leiloguardamalematace. «Nonhointenzionediripeterel’esperienzadell’annoscorso.Troppidrammi.»Loganbaciala spallanudadiMollyeleisorride,stavoltadavvero,esembrasubitomenocattiva. Therisemifissaperplessa,poispostalosguardosuglialtriepercepiscelastranaenergiachesiè creatatranoi.«Cos’èsuccessol’annoscorso?» «Niente»,proclamo,emiauguro cheglialtritengano laboccachiusa.Ho appenaconosciuto questaragazza,nonvoglioiniziaresubitoabombardarlaconquellecazzate. «C’èuntiziochesichiamaHard…»Mollynonriesceproprioafarsiicazzisuoi. «NonparliamopiùdiHessa!»sbuffaLogan.«Sonola-coppia-che-non-può-essere-nominata.» «MachecazzoèunHessa?»chiedelaragazzadiNate. Mollyalzalamano,tuttaorgogliosa.«L’hoinventatoio!»strilla.«Enerivendicoilmerito.Ho ribattezzatocosìqueiduepazzi,eoramiaspettouninvitoalloromatrimonio.»Ride.Ilrosadeisuoi capellièmoltosbiadito,nonlitingedaunpo’.Ormaisonopraticamentebiondi,conuntagliocorto. «Nonsisposeranno»,sbotto. Sonostufodisentirparlarediqueidue.SonostufodivedereipostdiTessasuFacebook.Ècosì feliceaNewYork.Hardinècosìfelice;sonotutticosìmaledettamentefelici. Evviva! «Nonsubito,maprimaopoisì,ciscommettereideisoldi.»Mollysorride.«E…vincerei.»Hagli occhicontornatidimatitanera,equandomifal’occhiolinosembraungatto.Loganrigirailcoltello nellapiagaannuendoconariaconvinta.Comeselacosafosseovviapertutti. Mollyfaungestoperzittirci.«Comunque,primachearrivastevoistavamorivangandolagrande sagadell’exragazzadiZed.»

«Non…noneralamiaragazza»,mugugno. «Porcaputtana»,esclamaqualcuno,forseJace. «Be’…»Therisesialzaesiscrocchialenoccheconariaimbarazzata.«Ègiuntoilmomentodi andarmene.»Faunsorrisoesitanteesiallontana. Evidentementehoinfacciaun’espressioneavvilita,oirritata,oarrabbiata–hoprovatotuttequeste emozioni–perchéLoganmidice:«Lascialaandare,tantosarestiriuscitosoloafartiunaltronemico. Avràunfidanzatoprontoatagliartilegommedellamacchina». Aquantopareimieiamicihannodecisodirompermilescatolepertuttalasettimanasuimiei erroridelpassato. Laprospettivadiunacatenaininterrottadidelusionisentimentalismorzaunpo’lamiarabbia.Non holeenergieperrestarearrabbiato,perchétantononcambiamainiente.«Nonsapevochequellalì fossefidanzata,esonoconvintochesiastatalei,enonilsuoragazzo,afarmiquelloscherzetto»,mi giustifico,erabbrividiscoalricordodiciòcheJonahSotohafattoalmiopick-up.Quell’uomoè pazzo,nondovrebberopermetterglidiinsegnareall’università. Natebeveunsorsoconariaindifferente.«Allorasmettiladiandarealettoconragazzeacaso.» «Èpassatopiùdiunanno,ecomefacevoasaperecheilsuofidanzatoinsegnavaqui?» Quelweekenderastatoundisastro.Seavessisaputochelaragazzaeralìindiscotecaperilsuo addioalnubilato,nonmelasareiportataacasa.Insomma,c’èunmotivoseagliaddiialnubilatocisi metteilboadistruzzoeildiademaelafasciadamiss.Èunavvertimentoperiragazzi,cosìsanno chenondevonofarestupidaggini…eneancheleragazze.Laprimacosachedevifareperspogliarle ètoglierelafascia,esullafasciac’èscrittoqualcosadeltipoDOMANIMISPOSO. Lamiasolitafortuna:l’unicavoltainvitamiachehoun’avventuradiunanotte,eccocomevaa finire.(Forsehofattocredereaimieiamicichelamiavitasessualesiaunpo’piùmovimentata,ma non c’è bisogno che sappiano la verità.) Il fidanzato-professore l’ha presa meglio del previsto, megliodicomel’avreipresaioalpostosuo,finchéhatentatodifarmibocciarealcorsodiscienzee si è opposto all’espulsione di Hardin. Nessuno si è chiesto come mai un giovane professore prendesseledifesediunteppistachenonconoscevaneppure.Èstatounoschifo,mainfindeiconti sonocontentochenonabbianoespulsoHardin. «Comunquesentichiparla,metàdivoièandataalettoconMolly»,dico. «Sta’attento»,miminacciaLogan,etuttisimettonoall’erta. Invecedilitigareconlui,decidodiseguirelaragazzanuova. Nonlaconosco,masembrasimpaticaedèmoltobella.Sì,miricordaTessa,esì,cihomesso parecchiotempoadimenticarla,eforsenonèunabuonaidea…maquandomaihobuoneidee? Contuttiquestipensieriintesta,mialzoperandareacercarla. NonvolevochelastoriaconTessafinissecosì.Levolevobene,mamisonolasciatotrasportare daunastupidagelosiaedaunmeschinodesideriodivendicarmidiHardinperchéeraandatoaletto conSamantha.Tessamipiacevamolto,maimieisentimentiperleinoneranoparagonabiliaquelli cheprovavaHardin. Samanthaerafantastica,erasimpaticaeavevaqualcheannopiùdime,egiàquestoeraeccitante, maeradavveroscatenata.DopoquellafaccendaconTessahopensatospessochelasuastoriacon Hardinfossel’equivalentediquellochec’eratrameeSamantha.MaSamanthaèandataalettocon Hardin,enonsièfattatantiscrupoli.Sicomportavacomesefosseunacosanormale,andarealetto conunmioamico.Ovviamenteneanchealuifregavaniente. Ameperòsì.Erodevastato,eincazzatonero,eholasciatocheilrancoremiribollissedentro,e hoaspettatoilmomentogiustopervendicarmi.Tessasifidavadime,anchedopochehascopertoil

mioruolonellascommessa.Erostatoioaraccontarletuttiidettagli,eleivenivasempreacercarmi quandoavevabisognodime.Eraquestoilproblema,però:venivadamesoloquandoluilacacciava, eamenonpiaceesserelasecondascelta.Epoiqueidueeranotroppomelodrammatici,edopo l’inizialesoddisfazionediessereriuscitoafarsoffrireHardinèdiventatostancantedoversempre accorrereinaiutodiTessaesopportarel’infantilismodiquellastoria. Avreidovutolasciarlainpacedopochequelpazzodelsuoragazzomihapicchiatolaprimavolta. Einveceno,lasuarabbiamihasolospintoalottareancoradipiùperlavittoria.Perchéluipoteva portarsialettoSamantha,epoipartecipareallascommessa,epoideciderequandoilgiocofinisce… eioinvecedovevorassegnarmi? Eratuttotroppoinfantile,oramenerendoconto.Nonavreidovutoprovarciconleiquellaseraa casadisuamadre,enonavreidovutodiretantecosechehodetto.Grazieallamiastupiditàsono singledaallora,enonsentoTessadapiùdiunanno.Lacosatristeèchemimancaparlareconlei. MihannoriferitocheèandataavivereaNewYorkconilsuoamicoLandon,masochebenpresto Hardinlaseguiràanchelì.Detesto doverlo ammettere,matraqueiduec’èqualcosadispeciale. Nonostantetuttiiproblemichehanno,nonhomaivistoduepersonelottarel’unoperl’altracome lorodue.Hardinnonlamerita,questoèsicuro,manonspettaameinterferire,nonpiù. EscoingiardinoacercareTheriseelatrovosedutasulmurettodipietra:mitornainmenteun altro ricordo.Sta staccando pezzetti di calce da un mattone rotto, e quando mi avvicino fa per scendere. «Aspetta.Possoaiutartiaritrovareituoiamici,oppurepossochiedereaqualcuno didartiun passaggioacasa.» «Nonloso.»Miscrutaconattenzione,forsecercandodicapiresesonounserialkiller. «Èsolounpassaggio.Imieiamicichiacchieranotanto,manessunodilorotifarebbedelmale. Vengoanch’iosevuoi,peròhobevutoenonpossoguidare.» Aspetto unarispostaeleiscuotelatesta.«Wow,quindiilbelragazzo punkhaunbriciolo di buonsenso»,miprendeingiro,peròcondolcezza. «Qualchevolta»,dicostringendominellespalle.«MichiamoZed»,aggiungoporgendolelamano. Esitaperunmomentomapoilastringe. «Piacerediconoscerti…Zed.»Pronunciailmionomecomeseavessepauradifarlo. «Piaceremio,Therise.»

Landon

Odiavaquelragazzoperfettogiàdaprimadiconoscerlo.Quandosuopadreglidissecheavrebbe avuto un fratello, sembrava che tutti si aspettassero che fosse felice. Che all’improvviso gli importassedicosecomelafamigliaeleceneeletortefatteincasa,pernonesseredamenodel nuovofigliodisuopadre. Quando conobbequest’altro figlio,il suo odio nonfececheaumentare.Sapevadi nonavere motivodiodiarlo,apartelagelosia,eppureloodiava.Nonsiintendevadisportcomelui,enonera ingradodiaffascinareicommensaliduranteunacena.Sapevadinonpotercompetereconilnuovo figliodisuopadre,però,manmanochelasuavitacambiava,capìchenonc’eramaistatobisognodi competere.Sierasforzatotanto–troppo–ditenersiadistanzadalragazzoperfetto,cheallafine sarebbediventatoilsuoamicopiùcaro.

LE primetrecosechepensoognimattinasono:Quic’èmenogentediquantacredessi.Speroche oggiTessanonlavori,cosìpossiamovederci.Mimancalamamma. Sì,sonounostudentedelsecondoannoall’UniversitàdiNewYork,mamiamadreèunadeimiei miglioriamici. Sentomoltolamancanzadicasa.ÈconfortanteaverequiTessa,lacosapiùsimileaunafamiglia cheioabbiadaquesteparti. Socheglistudentiuniversitarinonvedonol’oradiandarsenedicasaedallacittàdiorigine,ma permenonècosì.Lamiafamigliamipiace,anchesenonsonocresciutoconloro.Quandohofatto domandaper entrareall’UniversitàdiNewYorkavevo unpiano,chepoièsaltato.Sareidovuto venirequiaNewYorkeiniziareunanuovavitaconDakota,laragazzaconcuistavoalliceo.Non potevoprevederecheleiavrebbedecisodiesseresinglealprimoannodicollege. Cisonorimastomoltomale.Cistomaletuttora,mavogliocheleisiafelice,anchesenzadime. Incittàfagiàfrescoasettembre,manonpiovepraticamentemairispettoalloStatodiWashington. Ègiàqualcosa. Mentrevadoallavoroapiedicontrolloiltelefono,comefacciounacinquantinadivoltealgiorno. Mia madre è incinta della mia sorellina e voglio essere sicuro che se succede qualcosa posso prendereunaereoeandaresubitodalei.Finoraperòmihainviatosolofotodellesuefantastiche ricetteculinarie. Nessunaemergenza,maquantomimancalasuacucina Mifacciolargosuimarciapiediaffollati.Stoaspettandodiattraversarelastradaconungruppodi persone,quasituttituristicongrossefotocamereappesealcollo.Ridotramequandounragazzinosi faunselfieconuniPadgigante. Noncapiròmaiquell’impulso. Quandoilsemaforodiventagialloequellopedonaleiniziaalampeggiare,alzoilvolumedella musicanellecuffie. Ultimamente ho sempre gli auricolari addosso.La città è molto più rumorosa di quanto mi

aspettassi,edèutileattutireilfrastuonooalmenotingerlodisuonichemipiacciono. OggisonolenotediHozier. Portolecuffieanchementrelavoroincaffetteria,inunorecchiosolocosìsentoleordinazioni. Oggisonounpo’distrattodadueuominivestitidapiratachestrillano,edentrandonellocalevadoa sbatterecontroAiden,ilcollegachemistamenosimpatico. Èalto,moltopiùdime,eicapellichiarissimilofannosomigliareaDracoMalfoy,quindimi incuteunpo’disoggezione.Epoiavolteèmaleducato.Conmeècordiale,mavedoilmodoincui guardalestudentessecheentranoalGrind.Sicomportacomeselavorasseinunadiscoteca,anziché inunacaffetteria. Sorrideatutte,ciprovacontutte,lestregaconilsuosguardoseducente;lotrovosgradevole.Non misembranemmenocosìbello;forsesarebbepiùattraentesefossepiùsimpatico. «Guardadovevai»,borbottadandomiunaspallata,neanchefossimosuuncampodafootball. Oggiiniziaairritarmigiàdimattinapresto… Tentodinonpensarcievadonelretroamettermiilgrembiulegialloeacontrollareiltelefono. DopoaveretimbratoilcartellinomimettoallaricercadiPosey,unaragazzaacuidovreiinsegnareil mestiereperunpaiodisettimane.Èsimpatica,taciturnamagrandelavoratrice,emipiacecheprenda sempreilbiscotto gratischeleoffriamoognigiorno delcorsodiformazionecomeincentivoa sentirsiunpo’piùfeliceduranteilturno.Lamaggiorpartedegliapprendistirifiutailbiscotto,malei nehamangiatounoalgiornopertuttalasettimana,inognivariante:cioccolato,nocimacadamia, zuccheroeunmisteriosobiscottoverdechecredosiaunaspecialitàbiologicaesenzaglutine. «Ciao»,lesorridoquandolavedoappoggiataallamacchinadelghiaccio.Haicapellidietrole orecchieestaleggendol’etichettadiunsacchettodicaffè.Ricambiailmiosorrisoetornaaleggere. «Nonhoancoracapitocomefaccianoachiederequindicidollariperunsacchettocosìpiccolo», dice,lanciandomelo. Loafferroperunpelo. «Chiediamo»,lacorreggoridendo,eposoilsacchettosultavolo.«Siamonoiachiederli.» «Nonlavoroquidaabbastanzatempoperessereinclusanel‘noi’»,ribatte.Silegaicapelliconun elasticochehasfilatodalpolso.Èunachiomavoluminosa,ricciolidiuncastanorossiccio.Faun cennoperdirecheèprontaperiniziareilturno. Mi segue nel locale e si posiziona alla cassa.Questa settimana sta imparando a prendere le ordinazioni,elaprossimaprobabilmentecominceràaprepararle.Perquantomiriguardaprediligo stareallacassa,perchépreferiscoparlareconlagentechescottarmileditaconlamacchinadelcaffè, comemisuccedeaogniturno. Stosistemandoletazzeeipiattiniquandolacampanellasopralaportasuona.MigiroversoPosey per accertarmi chesiainposizioneelavedo prontaadaccoglierei caffeinomani di oggi.Due ragazzesiavvicinanoalbanconechiacchierandoadaltavoce.Riconoscounadellevoci,egirandomi vedoDakota.Indossauntopsportivo,pantaloncinilarghiescarpedaginnasticacolorate.Deveavere appenafinitodifarejogging;sestesseandandoadanzasarebbevestitainmodoleggermentediverso:

unbodyepantaloncinipiùaderenti.Esarebbealtrettantobella.Èsemprebella. Nonvenivaincaffetteriadaqualchesettimana,emi stupisco di vederla.Mi innervosisce; mi tremanolemaniemiritrovoapremerepulsantiacasosuldisplaydelcomputer.LasuaamicaMaggy siaccorgedimeeposaunamanosullaspalladiDakota,chesigiranellamiadirezioneconungran sorriso.Èsudataeportairicciolinerilegatiinunochignon. «Speravoditrovartiqui.»SalutaconlamanoprimameepoiPosey. Sperava?Nonsocosapensare.Siamorimastiamici,manoncapiscosequestesianochiacchiere

traamicioqualcosadipiù. «Ciao,Landon»,misalutaMaggy.Sorridoaentrambeechiedocosavoglionobere. «Caffèfreddoconlattedoppio»,rispondonoincoro.Sonovestiteinmodoquasiidentico,ma Dakotaèmoltopiùcarinaconlasuapellecolorcaramelloeigrandiocchimarroni. Congestiautomaticiprendoduebicchieridiplasticaeliriempiodighiaccioedicaffè.Dakotami fissa.Misentoisuoiocchiaddosso.Nonsoperchémailsuosguardomimetteadisagio,equando miaccorgocheanchePoseymistafissandopensochepotrei–dovrei,probabilmente–spiegarle cosastofacendo. «Versiamosemplicementeilcaffèsoprailghiaccio;iragazzidelturnodiserapreparanoilcaffè, cosìsiraffreddadurantelanotteenonfasciogliereilghiaccio»,illustro. Èuna procedura molto semplice,e quasi mi vergogno di spiegarla davanti a Dakota.Siamo rimastiinbuonirapporti,manoncivediamospessoquantoprima.L’hocapitaperfettamentequando hadecisodichiuderelanostrastoriadopotreanni.EraaNewYork,inunpostonuovoconnuovi amici.Nonvolevotarparleleali,quindihomantenutolapromessaesonorimastosuoamico.La conoscodaannielevorròsemprebene.Èstatalamiasecondaragazza,malaprimaverastoriache hoavuto,efinoral’unica.UltimamentemivedoconSo,chehatreannipiùdime,masiamosolo amici.ÈmoltogentileancheconTessa,l’haaiutataatrovareunimpiegoalristoranteincuilavora. «Dakota?»Aidenmiinterrompementrestoperchiederealledueragazzesevoglionolapanna montatasulcaffè,comeloprendoio. Confuso,guardoAidensporgersisulbanconeeprenderelamanodiDakota.Lasollevainaria conlasua,eleisorrideefaunapiroetta. Poimilanciaun’occhiata,siscostaleggermentedaluiediceintonopiùneutro:«Nonsapevoche tulavorassiqui». GuardoPoseyperdistrarmienonorigliarelaloroconversazione,poifingodiesaminarel’orario deiturniappesoallaparetedietrodilei.Nonsonoaffarimieidichièamica. «Misembravadiavertelodettoierisera»,rispondeAiden,eiotossiscopercamuffareilgemito chemièsfuggito. Perfortunanonseneaccorgenessuno,trannePosey,chesisforzadinascondereilsorriso. NonguardoDakotamapercepiscocheèadisagio:rispondeaAidenconlastessarisatacheha rivoltoamianonnal’annoscorsodopoavereapertoilregalodiNatale.Chebelsuono…Mianonna eracosìcontentaquandoDakotaharisovedendoquell’orribilepescecanterinoincollatoaunpezzo dilegnofinto.Lasentorideredinuovoecapiscocheèmoltoadisagio.Perdissiparel’imbarazzo porgoicaffèalledueragazzeconunsorriso,edicoaDakotachesperodirivederlapresto. Senzalasciarleiltempodirispondere,lesorridodinuovoevadonelretrobottega,alzandoil volumedellamusicanellecuffie. Aspettochelacampanellasuonipersegnalarel’uscitadiDakotaeMaggy,mapoicapiscoche probabilmentenonlasentiròsopralaradiocronacadellapartitadihockeycherimbombanelmio orecchio.Ancheconunsoloauricolare,ilboatodellafollaeitonfidellemazzecoprirebberoiltrillo di una vecchia campanella di ottone. Torno dietro il bancone e trovo Posey che guarda con insofferenzaAiden,intento amostrarlequanto èbravo amontarelaschiumadilatte.Haun’aria strana,conquellanubedivaporeintornoaicapellicosìbiondidasembrarebianchi. «Dicechevannoascuolainsieme,inquell’accademiadidanzachefrequentalui»,bisbigliaPosey quandomiavvicino. MisentoraggelareeguardoversoAiden,chenonseneaccorge,persocom’ènelsuomondo meraviglioso.«Gliel’haichiesto?»domandoaPosey,impressionatoeunpo’preoccupatoall’ideadi

comerisponderebbeadaltredomandesuDakota. Leiannuisceeprendeunbriccodimetallodalavare.Laseguoallavandinoeleiapreilrubinetto. «Hovistocomehaireagitoquandoluilehapresolamano,quindihopensatodichiederglicosac’è tradiloro.»Scuotelamatassadiriccioli. Haunapioggiadilentigginimoltochiaresulnasoesulleguance.Halelabbracarnoseedèalta quasiquanto me.Ho notato tuttequestecosealterzo giorno delsuo corso diformazione,inun momentodiinteresseimprovviso. «Sono uscito con lei per un po’», confesso alla mia nuova amica, mentre le porgo uno strofinaccioconcuiasciugareilbricco. «Ah,nonpensochesifrequentino.SarebbepazzaauscireconunSerpeverde.»Poseysorride,io misentoarrossireeridoconlei. «Cihaifattocasoanchetu?»lechiedo. Prendounbiscottoallamentaepistacchioeglielooffro. Sorride,accettailbiscottoenemangiametàprimaancoracheioabbiarichiusoilbarattolo.

Christian

Ilegamicheabbiamoconlafamigliadovrebberounirelenostreanime.Dovremmoamaregenitorie fratellisemplicementeperchénellenostrevenescorrelostessosangue.Giàquandoerabambino questa idea non gli andava giù.Perché doveva amare l’uomo che rientrava in casa gridando e barcollando,svegliandoloinpienanotte?L’uomochetrovavainsalotto,appoggiatoallamensoladel caminettochelottavapersfilarsigliscarponi?Ilbambinosinascondevadietrol’angoloeguardava l’uomoperderel’equilibrioecadereaterra.Poitornavadicorsaincamerasuamentreloscarponesi abbattevasullaparetevicinoallasuatesta. Odiavaquellenotti,enonvedeval’orachevenisseatrovarlil’amicodellamamma,quelloche rideva sempre. Sarebbe stato bello avere lui come padre. Forse lo avrebbe portato via di lì. Quell’uomoavevasempreunlibrosottoilbraccio.Parlavadilibriconilbambino,gliraccontavale trame,lestorie,lofacevasentireintelligenteeadulto. Ricorderàsempreilprimolibrochegliregalò.Quellibrodivenneilsuoprimoveroamico,e quando,conilpassaredeglianni,l’amicodellamammavenneatrovarlisempremenospesso,il ragazzosentìlasuamancanzae,traunavisitael’altra,quelladeilibri.Eppure,ancheduranteglianni dellasuaadolescenzatumultuosaeribelle,l’uomoavevacontinuatoaportarglieli.Ilragazzosapeva chesuamadrevolevamoltobeneall’amico,manonpotevaimmaginarefinoachepunto,acausadi ciò,lasuavitafosseunamenzogna.

LAcasaèimmersanelsilenzio.KimdormesuldivanoconKarinasdraiatasulsuoaddome;lemani

dellabambinastringonoilmaglionedellamadre.Kimsièaddormentatamentreparlavaallanostra

bambinadimeedelmioaccento:lestavadicendocheimpareràaparlareconunavoceadorabile,

unamisceladeitonidolcidellamammaedell’accentodiabolicodelpapà.Diabolico,lohadefinito.

Propriolei,ladonnapiùtestardaedemoniacadelpianeta:edèperquestochelaamocosìtanto.

Kimberlyeralamiasegretariaeadessoèlamiasocia;èmoltobravaaintuireilpotenzialedelle

persone.Forseèperquestochemihasposato.OforsemiofiglioSmithlestadavverosimpatico.Del

restostasimpaticoatutti.

Davantiamesulbanconedellacucinac’èunapiladifogli:ilcontrattoperunnuovoristoranteche

apriremoaNewYorkl’annoprossimo.Èunabellasoddisfazione,manienteachevedereconla

nostrafigliaappenanata.HoinvestitoinristorantinelloStatodiWashington,aNewYorkeLos

Angeles,manonc’èconfrontoconlagioiachemidàvedercrescerequellabambinasottoimiei

occhi,unagioiachenonhoavutolafortunadiprovareconglialtrimieifigli.

Guardodinuovomiamoglie,cherussapiùfortedelsolito.Sentimentalecomesono,tirofuoriil

telefonoperregistrareunvideo.Ilcontrattopuòaspettaredomani.Miamoglierussadafartremarele

pareti.

Premoilpulsantediregistrazioneemiavvicinoaldivanosenzafarrumore.Dopocinquesecondi

Kimapregliocchievedeiltelefono,eiomisentoincolpaperaverladisturbata,proprioquando

finalmenteriuscivaadormireunpo’. «Nondovrestilavorare?»bisbigliailmioamoreconvoceassonnata,stiracchiandosieguardando Karina. «Sì,tesoro,matormentartièmoltopiùdivertente»,dicoridendo,eleimitirauncalcio.Karina apregliocchiettiefissaqueirompiscatoledeisuoigenitori. «L’haisvegliata»,mirimproveraKimberlyconunsorriso.Sialzaasedere,sollevaKarinaemela metteinbraccio. «Lamiabellissimabambina»,bisbiglioaKarinaappoggiandoilnasosullasuaguanciapaffuta. Sbadiglia,einquelmomento misomigliaancoradipiù.AncheSmitheHardinhanno lestesse fossettequandosorridono. Unaseraeravamotuttiincucina,eRoseeKententavanodiscegliereilnomedelbambino.Il pancioneeratalmentegrossocheTrishnonriuscivapiùadallacciarsilescarpe. «NicholaseHaroldmipiaccionocomenomi»,avevadettoKen. Harold?No. Nicholas.Doppiono. Trishavevasorriso,accarezzandosiilpancione.«Harold…Nonmidispiace.» Effettivamente non era bruttissimo, ma non era il nome giusto.Quel bambino stava facendo soffrireTrish,scalciavatuttalanotteecrescevacosìinfrettachelapanciaparevasulpunto di scoppiare.Eraunguerriero,quelbambino…Harold–Harry–eraunnometroppodolce. «Èbanale»,erointervenutoprimacheKenpotesseprenderelaparola.«CheneditediHardin?» Avevo scelto quel nome per il mio primo figlio quando ero adolescente. Da bambino, a Hampstead,pensavo cheungiorno avreiscritto ungranderomanzo,eilprotagonistasisarebbe chiamatoHardin.Nonèunnomediffuso,mafamoltovecchiaInghilterra. Trishl’avevaripetutopersentirel’effettochefaceva.«Har…din.Nonloso…» Mapoiavevaguardatoilmarito–einquell’istantemierosentitomoriredigelosia–eluisiera strettonellespalle,fingendosiinteressatopereducazione. «Nonèmale»,avevamormorato,conscarsapartecipazione. Trishavevaaccennatounsorriso.«Hardin?…Hardin.» «Alloraèdeciso»,avevadichiaratoKen,moltosollevato. Trishnonsembravasorpresadalsuodisinteresseperlasceltadelnomedelloroprimogenito.A meimportava,invece,esapevocheimportavaanchealei. MipiacerebbepensarecheincircostanzediverseKensarebbestatopiùcoinvolto,maall’epoca eramoltooccupatoall’università.Studiavatantissimo,egiravavocechementrepreparavagliesami digiurisprudenzaavesseiniziatoasniffare.Avevasemprelepupilledilatate,malocapivo:doveva studiareunsacco.Nonmisentivoindirittodigiudicarlo,masapevochedabenprimadellanascita delbambinoavevaindossatolamascheradelpadremodello;sel’eraprovatapervederecomegli stava.Lacosamiinfastidivapiùdiquantoavrebbedovuto,consideratalasituazioneincuimiero cacciatoconlemiemani.

Vent’annifa…

Facaldissimo,peressereHampsteadadaprile.Trishèsdraiatasulpratoaccantoame,ilventosferza isuoifolticapellicastanisullamiafacciaeleisostienechesialacosapiùdivertentechelesia successanellasuavita.Disolitoèmaturaperlasuaetà,haleideemoltochiaresulmondoesuchilo governa,mainquestomomentohasceltodiaveredinuovoundicianni. Miscrollodidossoisuoicapelliperladecimavolta. «Nondovevi tagliarli?»ledomando scostandomi dalei.Lascorsasettimanahadichiarato di volersirasareazeroperdimostrarequalcosa,manonricordopiùcosa. L’HampsteadTowneParkèquasivuotoelarisatadiTrishriecheggiatraglialberichecircondano ilprato.Veniamospessoqui,maKennonsiaggregapraticamentemaiperchéhasempretantoda fare. «Cistavopensando,maètroppodivertente»,rispondeavvicinandosiegettandodinuovoicapelli sullamiafaccia.Sannodifiorieancheunpo’dimenta.Èunprofumochemiattraesempre.Trishsi stringeameeintrecciaunagambaallamia. Dovreimuovermi,manonciriesco.Sistatroppobenequi. «Eseibambininascesseroconicapellilunghi?» È una domanda senza senso, ma non mi stupisce affatto.Trish Powell è famosa per le sue domande.Ese?…Ese?…Èfattacosì,elotrovostranoebelloinpartiuguali.Èmoltodiversadalle altreragazze,lemiecompagnediuniversità.Laprimacosachehonotatoquandol’hoconosciuta sonostatiicapelli,einquestomartedìpomeriggiosonodiventatiilmioproblemapiùgrave. «Davvero abbiamo saltato una lezione per parlare di bambini che escono dall’utero con una pettinaturadarockstar?»chiedo. Aprogliocchiemigiroper guardarlabene.Haunsaccodilentiggini.Vorreiaccarezzarlee vederlachiuderegliocchiperilpiacere. «No,immaginodino»,risponderidacchiando.Seguoilsuosguardoversol’ombrachesista avvicinando.Kenvieneasedersisulprato;quandoguardaTrish,neisuoiocchitramontalalunae sorgeilsole. Quandoleiglisorride,luihalafacciadiunochehavintolalotteria.Noncapiscoseleisisia accortadicomelaguarda.Iol’hosemprenotato,emisonoabituatoafarfintadiniente,mentre invecemibrucianellevenecomeacido. Èrisaputochetranoidueèluiquellomigliore. Il sole inizia a scottare; mi alzo, riparandomi gli occhi con la mano.«Devo andare, ho un appuntamento»,dico,emipuliscolemanisuglishortsdijeans,notandochequest’estatemisono abbronzatomolto.Trishmeloripetequasituttiigiorni.Saràperchésonosempreingiroconlei. Trishciguardastortoeborbottaqualcosadimoltospinto.Kenarrossisceleggermente.Glistanno crescendoicapelli,inizianoacoprirgliilcollo.Haleocchiaie,perchéstastudiandotantissimoper l’esamediammissioneagiurisprudenza.KenScottèlo studentepiùserio delnostro anno;non capisco perché uno come lui sia diventato il nostro migliore amico.Forse Trish è un po’più giudiziosadime.Èvivaceedestroversa,mahalatestasullespalle.Saquandoèilmomentogiusto perscatenarsiequandooccorreessereprudente.Èunacosadileichemièsemprepiaciuta. «Possoparlartiunmomento?»michiedeKenavvicinandosi;èqualchecentimetropiùaltodime. Annuiscoeaspettocheinizi,maluiguardaTrishealloracapiscochevuoleparlarmiinprivato.Lo

seguoperunaventinadimetrifinchésifermaaccantoaunavecchiapanchinadiferro.Sisiedeemi facennodifarealtrettanto. Haun’ariaserissima.Unragazzoeunaragazzamoltogiovanicipassanodavanti,manonella mano.Kenaspettachesisianoallontanatiprimadiparlare,eiocomincioapreoccuparmi. «Volevodirtiunacosa.»Inquelmomento,cosìcupo,dimostramoltopiùdeisuoidiciassetteanni. «Nonstaipermorire,vero?»Glidounaspallataeluisirilassaunpo’. «No,no.Certocheno»,rispondeconunarisatinanervosa. Perchéècosìteso?Perchétantimisteri? «Voglio-chiedere-a-Trish-di-mettersi-con-me», annuncia pronunciando la frase come se fosse un’unicaparola. Vorreifarglirimangiarequellochehadetto,oforsevorreichestessedavveropermorire. «Dimettersi…cosa?»balbettosforzandomidimantenerelacalma. «Didiventarelamiaragazza,scemo.» Vorreirisponderglichenonpuòaverla,chenonègiustocheglielochiedaprimalui.Lascialeuna scelta,vorreidirgli.Dovevaesseremiafindall’inizio,vorreiribattere. Invecechiedo:«Perchémelodici?» Ilmioamicosiappoggiaalloschienaledellapanchinaconlemanisulleginocchia.«Volevosolo esseresicuro…»inizia,manonfiniscelafrase. Einquel silenzio improvviso mi rendo conto di esserecombattuto trail desiderio di essere sinceroconilmiomiglioreamicoeildesideriocheluisiafelice.Èimpossibilechesiverifichino entrambelecose. Sorrido,scegliendolasuafelicitàanzichélamia. NonmistupiscoquandoTrishaccettalapropostadiKen,mamentireisedicessichenonsperavo cheleipotesseamareancheme.Maamadipiùlastabilità,ecosì,peridodicimesisuccessivi,evito dipensareaTrishsenoncomeallaragazzadelmiomiglioreamico.Avolte,quandosibaciano davantiame,leimiguardacomesecercasselamiaapprovazione.Tengo vivo quelbriciolo di speranza,maèunannomoltodifficile.Quandoscopo,pensoalei.Quandobacio,sentoilsuosapore. Ladevopiantare. All’inizio èsemplice.Smetto di paragonarealei tutteleragazzeconcui esco.Lei smettedi prendermipermanomentreparliamo.Comincioavedereilmondoconocchinuovi,orachenonla consideropiùun’àncorachemitienelegatoacasa.Nientemilegapiùaquelposto. Hampsteadmivastretta.Ioloso,Trishlosa.Ancheilfornaiosièinsospettito,datochenon compropiùidolciognisettimana. All’improvvisovoglioqualcosachequestacittadinanonpuòdarmi.Voglioandareaviverein America,lontanodaimieistupidiamicichenonhannoprogettiperilfuturo…eancorapiùlontano daimieidueinnamoratipreferiti.OrmainonfaccioaltrochereggereilmoccoloaKeneMaxealle lororagazze.Voglioscoprireilmondo,conosceregentenuova,nonpossofossilizzarmiqui.Tutti quellichemicircondanohannomessoradiciinquestoposto.Hannoapertocontiinbancaesisono iscritti aun’universitànei dintorni.Mi sembragiàdi vedereleloro ambizioni andareinfumo, quando finiranno per fare lo stesso mestiere dei genitori. Si accontenteranno di quel ruolo secondarioenonfarannomaiunprovinoperlapartedelprotagonista. Trishèdiventataunadiloro.Eraentusiastadeicorsiallafacoltàdilettere,maoranonfrequenta quasipiù.LeieKensonoandatiavivereinunappartamentinovicinoall’universitàperrisparmiare temponeglispostamenti.Kenlavoracomeunpazzo:ognivoltachelovedoècircondatodapiledi libri.Trishsembrapiùsuamadrechelasuaragazza:puntalasvegliaogniseraperlui,glipreparai

vestitipulitielimettesulletto,glifailcaffèelacolazione,eilpranzodaportarevia.Aspettache torniacasa,glifatrovarelacenaeluilaignoraperrimettersisuilibri;ilgiornodoporicominciada capolostesso,noiosociclo.Trishnonèpiùl’audacefigliadeifioridiuntempo.Èunacameriera chelavoratroppo edormetroppo poco.Tienel’appartamento pulitissimo ehapreso ungattino randagio,chehachiamatoGatinonorediunodeimieipersonaggipreferiti.SospettocheaKennon piaccianonéilgattonéilnome. Trishhaquasismessodichiedersi:Ese?…Ormaièassillatadaun’ansiacostante.Nonsiperde più nei voli di fantasia che ci divertivano; si preoccupa delle minuzie.E io non sono più un compagnodigiochisuunprato,maunochedeverassicurarla,anchesenonhoilprimopostonel suocuore. Nonostantetutto,però,haancorailsensodell’umorismo:eogniserapregochenonloperda completamente.Ognivoltachepassoatrovarlailsuofuocosembrapiùintenso.Miimpegnoad andaredaleiunavoltaallasettimanaepoidue,quandomelochiede.Kenèsemprevia,lacasaè semprepiùvuota.Leimiconfidalesuepreoccupazioniebisbiglialedomandepiùoscurenella stanzabuia.Fingodiaveretuttelerispostee,dabuonamicodientrambi,leconsigliodiparlaredelle suepaurealcompagno. Mamipentoquasisubito.UnadelleraresereincuiKenèacasaenondevestudiare,siamotutti seduti al tavolo della cucina con un bicchiere di whisky in mano. Durante una pausa della conversazioneimbarazzataincuitentiamodiaggiornarcil’unl’altrosullenostrevite,Kenriempieil bicchiere.Nonsiscomodaneppureacercareilghiaccio,ormainoncelomettepiù. Trishfaunsospiroesialza,vainsalottoesisiedesulbracciolodeldivano.«Esetuttoilmondo esistesseinunatecadivetronellacamerettadiunbambinoalieno,comeunacoloniadiformiche?» Quandobeveilsuoaccentosifapiùmarcato. «Chedomandadelcazzo»,sbotto,esentoilwhiskybruciarenellenarici.Kennonsorride,lesue labbrarestanoimmobili.Mialzoperstiracchiarmi,pernonrestaredasoloconluiatavola. «Evabene.Eseilmondofinissedomani,dimostrandocheèstatosolounosprecoditempo lavoraretantoedormirecosìpoco?»Isuoiocchisiilluminanonellapenombradellastanza.Gatsalta sullesuegambeeleigliaccarezzailpelorossiccio. Inizio a riflettere sulla sua domanda.Se morissi domani,Trishsaprebbe quanto la desidero? Saprebbequantolaamo? SoltantooraKenscoppiaaridere,mailsuocommentononèquellochemiaspettavo.«Lavorare tanto?Comesetunesapessiqualcosa.» Conun’espressioneinquietantesisporgesultavolo.Gatsembrapercepirelaminacciamentre Trishfaunrespiro profondo.Nonli ho mai visti litigare,masesuccedessescommetterei sulla vittoriadiTrish.Ilgattosaltagiùescappaincorridoio.Dovreiseguirlo,dovreiandarmeneerestarne fuori,manonciriesco. Kensiportailbicchiereallelabbraeloscolad’unfiato. «Scusa,devoaversentitomale»,sibilaTrish. Ignoro lemiemanichetremano sotto iltavolo quando Kensialzaeiniziaagridare.Ignoro l’istintodiprenderloperlespalleescuoterlofinoasvegliarlodalsonnambulismoincuiècaduto ultimamente,echelospingeainsultarla,adirlecoseorribili.Ignorolalavachemiribollenello stomacoquandoleiloschiaffeggia.Ignorolelacrimechebagnanolemiebracciaquandolastringoa mesuldivano,mezz’oradopocheluièuscito,ubriacofradicio,ehapresolamacchinaanchesenon eraingradoneppuredicamminare.Madopoaverlovistoandareviainquelmodo,senzagirarsi quandol’hochiamato,sonocontentochesenesiaandato.

«Esenontorna?»Letremaillabbromafinalmenteiniziaacalmarsi,eposalatestasulmiopetto. «Esetorna?»chiedoio. Sospiraestringefortelamiamano.Guardoilsuovisoemifamaleilcuore.Èbellissima,anche conlelabbrascrepolateegliocchigonfi.Orasiècalmataefissalamiabocca. «Esestoperdendodivistal’uomochepensavodiconoscere?»chiede;poi,parlandoancorapiù veloce:«Esepreferiscoricevereattenzionipiuttostocheavereunavitastabile?» Èagitata,affondalemanitraicapelli.Miguardaeraddrizzalespalle.«Esehoconfusol’amicizia conl’amore?Secondoteèsuccessoquesto,trameeKen?» Fissalemiemani,chesistannoavvicinandoaleisenzachemenesiaaccorto. «Nonloso»,rispondo,tirandoindietrolemaniperpassarmelesullatesta,emiappoggioallo schienaledeldivano.Anch’iohoconfusoamiciziaeamorequandohodatolaprioritàallaprima rispettoaimieisentimentiperTrish,maoraimieimiglioriamicihannocostruitounavitainsieme.Il loroproblemanonèlamancanzadiamore,malamancanzaditempo.Luilaama,eseleiamasseme anzichéluimel’avrebbedettomoltotempofa. Simetteinginocchiosuldivano,sisporgeversodimeemisistemaicapelli.«Esenonfossecosì semplice?» Hacapitocosaprovoperlei?Perquestosiavvicinaamesemprepiùconognirespiro? Quandoilsuovisoèauncentimetrodalmio,miguardadrittonegliocchi.«Pensimaiame?» Ilwhiskycheabbiamobevuto,benchémoltomenodiKen,aleggianell’aria.Ecco,stopensandodi nuovoaKen:lasuapresenzaèovunqueinquestoappartamento.Harivendicatoperséilcorpodi Trish.Puòsentireilsuosenosottolemani.Puòtoccarelapellechiaradelsuoaddome,dellecosce. Puòbaciarelesuelabbra.Puòassaporarla… Eiononpotròfarlomai. «Nondovrei…»dico. Masareipazzosenonpensassiaisuoifianchisnellieallasuapelleperfetta.L’hovistacrescere,e ognigiornofantasticavosudilei. Trishèfelicedellamiarisposta.Lovedodalmodoincuisileccalelabbramentreosservalemie, dallaboccachesischiudeleggermente.Significache…be’,cheancheleipensaame?Altrimenti perchémel’avrebbechiesto? Miguardanegliocchiperunistante,poidinuovolabocca,eilmiobuonsensoel’autocontrollo svaniscono.Affondounamanotraisuoicapellielatiroame.Labaciolentamente,miappropriodi ognicentimetro dellasualingua,dellesuelabbra.Inquesto momento èmia,eneapprofittiamo entrambi.Benprestoisuoimovimentisifannopiùaggressivi,avidi:mispingeaterraemimonta sopra.Quandotornaabaciarmi,sulsuovisoèdipintounsollievoprofondo.Conungemitosollevoi fianchiperandarleincontro.Sonoduroperleievogliochelosenta. Lesueditasiintreccianoallemieemiguidanotralesuegambe.Vuolefarmisentirequantoè bagnata: è pronta a confessare il suo bisogno di me. Sono pronto anch’io, e glielo dimostro strusciandomicontrodilei;leimisupplicadicontinuare. Possiamo?… «Eseciscoprono?»chiede,tirandosiindietroperunistante. Nonsosemeneimportaquantopensavochemenesarebbeimportato. «Esenonciscoprono?»mormorapoi,ezittisceognialtradomandabaciandomiesbottonandomi ipantaloni.LapauradiesserescopertidaKen,laconsapevolezzacheleinonèmia,l’ansiachemi assalequandopensochemeneandròdiqui…tuttoscompare.Nonriescoapensareadaltrochead affondareinlei,albisognochehodiognipartedelsuocorpo.

Mitirogiùipantalonieiboxer.Lasuaboccamiassapora,lasualinguaesplora,leccalavena pulsantechecorrealcentrodelmiosesso.Chiudegliocchiemifaaffondarefinoingola,epoidi nuovofuori.Gettaalventoognicautelaemidivora,facendomiimpazzire.Midàpiacerecomese sapessechenonsentiràpiùilmiosapore.Edèvero,nonlosentirà. «Sdraiatiagambeaperte.Voglioguardarti»,ledico.Devoguardarla,perchéfinalmentehosottodi meciòchevoglio.Trishsispostaversoilcentrodeltappeto,spingeviailtavolino.Sispogliain fretta,enonmidispiace,perchéammirarlaèbellissimo.Illungoabitodicotonericadeaisuoipiedie lebracciastannogiàsollevandolespallinedelreggisenodicotonebianco.Seguocongliocchile curvedelsuocorpo;icapezzolisonosassolinidurisottoilmiosguardo.Ilventreèpiatto,imuscoli deltoracesitendonoversoilbacino. Misentopulsarenellamanomentrevadodalei.Èsdraiatasultappeto,legambelargheperme.Il miocazzoèpesantetranoiesentoilprofumoumidodilei.Sogiàquantosaràstretta.Miavvicinoe spingolentamentefinoariempirla.Aderisceamecomeunguantomentreentroedescodalei.Non pensocheriusciròmaiasmettere.Vogliogiàdipiùesochenonresisteròancorapermolto.Dimeno ifianchieleimicingeinvitaconlecosce.Stapervenire,mormoracheèbellissimo,affondale unghienelmiobracciomentrelascopopiùforte. Gododentrodileievorreichenonfosselaprimaeultimavolta.Ansimasullamiaspallaeiola baciosulcollo,neglistessipuntiincuiprimal’holeccata. Qualcheminuto dopo torniamo lentamenteallarealtà,tramuscoli doloranti,sudoreerespiri affannosi.Trishèsedutaaterraagambeincrociateeiosonosuldivano,piùlontanopossibiledalei. «Esenonriusciamoafermarci?»diceguardandomeepoiiltavolodellacucina. Nonsocosafare.Nonsocosavoglio,nécosavuolelei.Nonsocos’èpossibile.«Dobbiamo fermarci»,rispondoinebetito.«Ilmeseprossimomenevado.» Gliel’hogiàdetto,mihaaiutatoacomprareilbigliettoaereo,masigiradiscattocomeselo scoprisseinquestomomento. Poi,senzaunaparola,annuisce,edentrambiproviamosensodicolpa,sollievoedoloreperla perditadiqualcosachenonabbiamomaiavutodavvero.

Ilmeravigliosopresente…

Keneramioamico–ilmioamicopiùcaro,direi–ederoossessionatodasuamoglie.Amavoquella pazzaeilfuocochelebruciavadentro.Eracomplicata,erabrillante:erailmiopuntodebole.Ciòche facevamo insieme era inaccettabile, e lei lo sapeva.Lo sapeva, ma nessuno dei due riusciva a trattenersi.Eravamoprigionieri,vittimediunpessimotempismoediscelteancorapeggiori.Nonera colpanostra,miripetevoognivoltachemisdraiavoansimanteeappagatosulsuocorponudo.Non potevamofarciniente;noneracolpanostra.Eral’universo,eranolecircostanze. Sonostatoeducatocosì.Dabambinomihannoinsegnatochenienteeracolpamia.Miopadre avevasempreragione,anchequandoavevatorto,ehainsegnatoalsuoprimogenitoapensarlaallo stesso modo.Ero unbambino viziato,manondai soldi.Nel tempo chepassavo conmio padre imparavoaesserearrogantecomelui.Nonammettevamaiisuoierrori:nonneavevabisogno.Ho imparatochenellavitac’èsemprequalcunosucuiscaricarelacolpa.Hoprovatoaessereunpadre diversodalui,unpadremigliore. Kimberlysostienechecistiariuscendobenissimo.Mielogiamoltopiùdiquantomeriti.Èbrava ancheacriticarmi:èpiùvolgaredeimieicompagnidiuniversitàdopounaconfezionedadodici lattinedibirradaquattrosoldi. «MettialettoKarina,tiaspetto.»Miamogliemidàunbaciosullaguanciaepoiunasculacciata,mi fal’occhiolino,sorrideevaincamera. Amoquelladonna. Karinafaunruttinonelsonnoeioleaccarezzolaschiena.Alzaunamaninaeafferralamia. Noncicredoancorachesonodinuovopapà.Sonovecchioormai.Mistannovenendoicapelli bianchi. QuandoèmortaRoseeioeSmithsiamorimastisoli,nonpensavocheavreiavutounaltrofiglio. Né che avrei scoperto di avere già un altro figlio. E tantomeno – soprattutto a giudicare da com’eranoiniziatelecose–miaspettavocheunragazzodiventunannientrassenellamiavita,come amicoecomeuomo.Hardinerailmiopeggior rimorsoedèdiventatolamiagioiapiùgrande. Temevoperilsuofuturo,tantochel’avevoassuntoallaVancesoloperassicurarmicheavesseun lavoro. Noncredevochesirivelasseunmaledettogenio.Negliannidell’adolescenzahaavutocosìtanti problemichetemevosirovinasselavita,ochemorisseprimaancoradicominciareavivere.Era semprearrabbiatoetrattavamalissimosuamadre. L’hovistotrasformarsidaragazzodifficileesolitarioinscrittorefamosoeattivistacheaiutai giovaniindifficoltà.Èdiventatociòcheavreisognatoperlui.Smithloammiraintuttoepertutto, ancheper itatuaggi.Hardinglimostraognivoltaquellinuovi,per iqualiriescechissàcomea trovarepostosullapelle. Guardo lamiabellaaddormentatanellacullaeaccendo lalampadadanottesullacassettiera; promettoaquestabambinapreziosachesaròilpadremigliorepossibile.

Smith

Daragazzononsapevadareilbuonesempio.Nonriuscivaproprioaimmaginareperqualemotivo

qualcunovolesseesserecomelui,mailbambinoconlefossettelovoleva.Loseguivaovunque,

quandovenivaacasaloro,ecrescevanoinsieme.Sarebberostatilegatidaunaprofondaamicizia,e

quandoilbambinoebberaggiuntolastessastaturadelragazzo,eradiventatodavverosuofratello.

OGGIvieneHardin,eiononvedol’oraperchénonciincontriamodaqualchemese.Pensavochenon sarebbepiùtornato.Quandohacambiatocittàmihapromessochesarebbevenutoatrovarciditanto intanto:ilpiùpossibile,hadetto.Sonocontentochefinoraabbiamantenutolapromessa. Negliultimigiornipapàsisforzadidistrarmi,per esempioobbligandomiafareicompitidi matematica,atogliereipiattidallalavastoviglieeaportarefuoriilcanediKim,Teddy.Mipiace uscireconlui:èsimpaticoemoltopiccolo,tantochepossoportarloinbraccioquandosiimpigrisce enonvuolepiùcamminare.Mal’ideacheHardinstaperarrivaremidistogliedatuttoilresto. Oggièstataunagiornatalunga:lascuola,lalezionedipianoforteeoraicompiti.Kimberlysta cantandonell’altrastanza.Merda,quantostrilla.Pensochesiaconvintadiesserebrava,quindinonle diròchenonècosì.Qualchevoltaisuoiacutispaventanoilcane. Quandovieneatrovarmi,Hardinmiportaognivoltaunlibro.Lileggosempretutti,epoine parliamounpo’,avoceoviamessaggio.Avoltemidàlibridifficiliconparolechenoncapisco,o librichemiopapànonmifaleggereperchésostienechesiatroppopiccolo.Eprimadimetterlivia per«quandosaròpiùgrande»lisbattesempreintestaaHardin. MifaridereHardinquandodiceleparolacceamiopapà.Ledicespesso,quandoluiglisbattei libriintesta. UnavoltaTessamihadettocheHardinmiinsegnavaleparolaccequandoeropiùpiccolo,manon meloricordo.Tessamiraccontasemprestoriediquandoeropiùpiccolo.Parlapiùdituttiglialtri, eccettoKim:nessunoparladipiùeavocepiùaltadiKim.MaTessacivavicino. Passodavantiallaportadicasaeilsistemad’allarmefabipunpo’divolte;sultelevisoredel salottosiapreunafinestrella.LafacciadiHardinlariempie,conilsuograndenaso.Eitatuaggisul collo,chesembranoscarabocchisulloschermo.Ridoepremoilpulsantedelcitofono. «Tuo padrehacambiato dinuovo ilcodice?»michiede,edèridicolo perchélasuaboccasi muovepiùvelocesulloschermorispettoallavocecheescedall’altoparlante. Lasuavoceèquasiugualeaquelladipapà,mapiùlenta.Ancheimieinonniparlanocomeloro, perchésononatiinInghilterra.Papàdicechecisonostatoquattrovolte,maricordosolol’ultima, l’annoscorso,quandosiamoandatialmatrimoniodeiloroamici. Inquelviaggiopapàsièfattomale:lagambasembravacarnemacinataperfareglihamburger.Mi hafattopensareaTheWalkingDead(manonditeglichehotrovatounmodopervederequalche episodio).HoaiutatoKimacambiarglilafasciatura:leferitefacevanoschifo,esonorimastedelle bellecicatrici.Kimhadovutospingerlosullacarrozzinaperunmese;hadettochelofacevaperché loama.Sonosicurochespingerebbeancheme,semifacessimaleeavessibisognodellasediaa

rotelle. FaccioentrareHardinevadoincucina. «Smith, tesoro», dice Kim entrando.«Vuoi mangiare qualcosa?» Oggi ha i capelli arricciati intornoallafaccia:somigliaalsuocane,Teddy,cheètuttopeloso.FacciocennodinomentreHardin ciraggiunge. «Iosì,hofame»,interviene. «Nonl’hochiestoate,l’hochiestoaSmith»,falei,pulendosilemanisulvestitoblu. Hardinrideforteemiguardaconariad’intesa.«Vedicomemitratta?Èinaccettabile.» Ridoanch’io.KimdicecheHardintrattamalelei!Sonocomici,tuttiedue. Kimtirafuoridalfrigoriferounabroccadisuccod’arancia.«Sentichiparla.» Hardinridedinuovoesisiedeaccantoame.Hainmanoduepacchettiavvoltiincartabianca. Nientefiocchi,nientebiglietti.Sochesonoperme,manonvoglioesseremaleducato. Cercodileggereititolideilibriattraversolacarta,manonciriesco.Fingodiguardarefuori dallafinestrapernonsembraresgarbato. HardinposaipacchettisulbanconeeKimmidàunbicchieredisuccoevaaprenderelepatatine. PapàdicesempreaKimdinonlasciarmimangiaretroppepatatine,maleinonglidàretta.Papàdice cheKimnonglidàmairettasuniente. Faccioperprenderelepatatine,maHardinèpiùvelocedime,afferrailsacchettoelotienesopra latestaperunminuto. Misorride.«Avevidettochenonhaifame.» Ilbucochehasottolaboccasembraunpuntinofattoconilpennarello.Primaportavaunpiercing, eioglichiedosempredirimetterselo.LuiperòmirispondechedevosmetterladiascoltareTessa. «Adessohofame.»Conunsaltoacchiappolepatatine.Hardinsembracontento.Lofaccioridere, melodicesempre. AproilsacchettoeHardinprendeunamanciatadipatatineeseleinfilainbocca.«Nonvuoiaprire iregali,primadimangiartituttelepatatine?»Mentreparla,dellebriciolevolanodallasuaboccae Kimfaunasmorfiadisgustata. «Christian!»grida. IoridoeHardinsifingeterrorizzato. Spingovialepatatine.«Be’,vistochemelochiedi,voglioaprireprimailibri.» Hardinprendeiduepacchettieseliappoggiaalpetto.«Libri,eh?Cosatifapensarechetiabbia portatodeilibri?» «Perchémeliportisempre.»Tendo lamano verso quello piùgrosso eluilo fascorreresul bancone. «Touché»,dice.Nonsocosasignifichi. Lasciandoperderelebuonemaniere,strappolacartaesottovedounacopertinacolorata.C’èun bambinoconuncappellodastregone. «Lacameradeisegreti»,leggoavocealta.Sonocontentochemiabbiaportatoquestolibro:ho appenafinitodileggereilprecedente. Hardinsiscostaicapellidalviso.Sonod’accordoconpapàquandodicechedovrebbetagliarli. OrmaisonolunghicomequellidiKim. «AnchequestotelomandaLandon.Glipiaceproprio,quelmaghetto»,mispiega. MiopadreentraincucinaediceunaparolacciaaHardin.LuiglidàunapaccasullaspallaeKim osservachesonoduebambini,echeiosembropiùadultodiloro. «Be’,ègentiledapartesua»,commentamiopadre.«Smith,ricordatidiringraziarel’amicodi

Tessa.» Hardinsbuffa.«L’amicodiTessa?Èmiofratello»,puntualizzasorridendoegrattandosilebraccia pieneditatuaggi.Quandosarògrandevogliofarmelianch’io.Papànonèd’accordo,maKimmiha dettochequandononvivròpiùacasaconloropapànonpotràimpedirmelo. Quandosaròadultopotròfaretuttoquellochevoglio. «Nonèdavverotuofratello»,commento.MiopadremihaspiegatocheLandonnonèilvero fratellodiHardin. Hardinsmettedisorridere.«Èvero,maècomunquemiofratello.» Mentreriflettosullesueparole,KimchiedeamiopadresehafameeHardinsiguardaintorno; all’improvvisosembraunpo’triste,nonsoperché. «Tuopapàèmiopapà.QuindilamammadiLandonèlatuamamma?»chiedo. Hardinfacennodino;papàdàunbacioaKimsullaspalla,eovviamenteleisorride.Lafasempre sorridere. «Avoltesipuòessereunafamigliaanchesenzaavereglistessigenitori.» Hardinmiscrutacomeseaspettasseunarisposta.Nonhocapitobenequellochehadetto,mase vuolecheancheLandonsiasuofratello,permevabene.Landonèmoltosimpatico.ViveaNew York,quindinonlovedospesso.C’èancheTessalaggiù.Papàhaunufficiolì:ètuttolucidoeodora diospedale. Hardinmitoccalamanoeiologuardo.«SoloperchéLandonèmiofratellononvuoldireche nonloseianchetu.Losai,vero?» Sonounpo’inimbarazzo,perchéKimsembrasulpuntodipiangereepapàhaun’ariaspaventata. «Loso»,rispondo,efissoillibrodiHarryPotter.«AncheLandonpuòesseremiofratello.» HardinsorrideeKimfadinuovoquellafaccia. «Certo.»HardinguardaKimeledice:«Piantaladifrignare!Sembrachetièmortoqualcuno». PapàinsultaHardin,luiglitiraunamela,eKimfaunsaltoperschivarla.Papàlaprendealvolo comeungiocatoredibaseball…elaaddenta,facendocirideretutti. Hardinfascorrerel’altrolibrosulbanconeeioloprendo.L’incartoèpiùdifficiledaaprireemi facciountagliettosuldito.Facciounasmorfiadidoloremasperochenonsenesiaaccortonessuno, altrimentiKimmifaràlavarelaferitaemettereuncerotto,peròprimavogliovederechelibroè. Tolgolacarta:sullacopertinac’èunagrandecroce. «Dra…cula?»leggo.Nehosentitoparlare.Èunlibrosuivampiri. PapàsiallontanadaKimegiraintornoalbancone.«Dracula?Seimatto?Nonhaneanchedieci anni!»esclamatendendolamanoperfarsidareillibro. MigiroversoKimperchiederleaiuto.LeistringelelabbraeguardastortoHardin. «Disolitostareidallatuaparte»,dice.Hardinledàdellabugiarda,maleicontinuaaparlare.«Ma Dracula…HarryPottereDracula,chestranoabbinamento…» Papà raddrizza le spalle mettendosi in una posa da statua, come fa sempre quando vuole dimostrarecheharagione. Hardin, spazientito, si strattona il colletto della t-shirt nera. «Mi dispiace, tuo padre è un rompiscatole.LeggipureillibrodiHarryPotter,elaprossimavoltateneporteròunaltro…» «Unosenzaviolenza»,siintromettepapà. «Certo,certo,nienteviolenza»,sospiraHardinconunavocettabuffa. Ridodinuovo.PapàsorrideeKimvaadabbracciarlo. ChissàserivedròprestoHardin. «Quandotorni?»glichiedo.

«Be’,nonloso»,rispondetitubante.«Traunmese,forse.»

Unmesesembratantissimo,maineffettiillibrodiHarryPotterèabbastanzalungo…

«Matiporteròunlibroognivoltachetorno»,bisbigliasporgendosiversodime.

«Comemiopapàfacevaconte?»glichiedo,eluisigiraaguardarlo.Nostropadre.Luinonlo

chiamapapà,però.LochiamaVance,cheèilnostrocognome.Manonèilsuo,luidicognomesi

chiamaScott,comeilsuofalsopapà.

QuandohoprovatoachiamarloVancemiopapàmihadettocheseloripetevoun’altravoltami

mettevaincastigofinoaquandoavreicompiutotrent’anni.Nonvogliostareincastigocosìtanto,

quindilochiamopapà.

Hardinsiagitasullasedia.«Sì,comefacevaluiconme.»

Sembradinuovotriste,manonnesonosicuro.Hardinètriste,poisiarrabbia,poiride,cambiain

continuazione.

Èstranissimo.

«Comefaceviasaperlo,Smith?»chiedepapà.

Hardindiventarossoemimaconlelabbra:Nondirglielo.

Alzolemanieprendoaltrepatatine.«Hardindicechenondevodirtelo.»

Hardinsidàunamanatasullafronteepoinedàunaame,eKimcisorride.Sorridetanto,sorride

sempre.Mipiaceanchelasuarisata:èunbelsuono.

Papàsiavvicina.

«Be’,nonèHardinastabilireleregole,ricordi?»Posalemanisullemiespalleelemassaggia.È

piacevole.«DimmicosatihadettoHardineticomproungelatoeunanuovarotaiaperiltrenino.»

Iltreninoèilmiogiocopreferito.Papàmicomprasemprenuoverotaie,eilmesescorsoKimmi

haaiutatoaspostaretuttoinunacameravuota,cosìadessohoun’interastanzasoloperitreni.

Hardinhainiziatoasudare.Manonsembraarrabbiato,quindidecidodidirelaverità.

Epoicosìpapàmicompraunarotaianuova.

«Hadettochetugliportaviilibri,comequesti»,rivelosollevandoipesantivolumi.«Quandoera

unbambinocomeme.Echeeracontentodiriceverli.»

Hardingiralatestaepapàsembrasorpreso.Mifissacongliocchilucidi.

«Ah…hadettocosì?»chiedeconunavocestrana.

«Sì.»

Hardinrestainsilenzio,masigiraversodime.Èarrossitoeancheluihagliocchilucidi.Kimsiè

messaunamanodavantiallabocca.

«Hodettoqualcosadimale?»

«No,no»,rispondonoincoropapàeHardin.

«Nonhaidettonientedimale,figliolo.»Papàmetteunamanosullamiaschienaeunasuquelladi

Hardin.

Disolito,quandofaquestogesto,Hardinsiscansa.

Oggino.

Hessa

TESSApartorisceAudeninunadelleestatipiùcaldedellastoriadiNewYork.Èmartedì,ilgiornodi uscitadelmionuovoromanzo,eioeTessasiamosdraiatisultappetoaguardareilventilatorea soffittocheabbiamomontatolasettimanascorsa. Continuiamoacambiaremobiliesuppellettilinelnostroappartamentino,chissàperché.Sappiamo che non resteremo qui a lungo, eppure spendiamo sempre soldi per questa casa.La decisione impulsiva di rifare da capo la cameretta quando il bambino aveva solo due mesi si è rivelata un’impresapiùdifficiledelprevisto.AbbiamodovutospostarelaculladiAudenincameranostra,ai piedidelletto.Cistastretta,misentocomeseavessimocedutolacabinaaEmery,lanostrafigliadi cinqueanni,ecifossimopresilascialuppadisalvataggio. ATesspiaceunsacco. Certeseresiaddormentasdraiataalcontrario,conlatestaaipiedidelletto,tenendopermanoil bambino.Spessolasvegliomordicchiandolel’orecchioemassaggiandolelespalleperfarlatornare nellaposizionegiusta.Altrevolteabbracciolesuegambeedormocosì.L’importanteècheinostri corpi si tocchino, in qualche modo. Al mattino mi risveglio sempre con lei accanto, che mi mordicchial’orecchioomiaccarezzalaschiena. Misentogiàvecchio:mifamalelaschienaperchéscrivostravaccatosuldivanoosedutoperterra agambeincrociate. «Èstorto»,diceTessaindicandoilventilatore.«Dovremmoritinteggiare.» Almomento lacamerettaèdiungiallo tenue,per evitareilrosael’azzurro.Nonvolevamo sbilanciarcitroppo,perchéabbiamoimparatoanostrespesequantoèsbagliato–edoloroso–dare per scontatochetuafigliavorràleparetirosa,cheavevamodipintoprimadellasuanascita.Ma appenaEmeryhadecisocheilrosanonlepiaceva,ciabbiamomessotrepomeriggietremanidi verde per coprirlo. Abbiamo imparato la lezione, e Tessa ha imparato da me qualche nuova parolaccia.Perciòstavoltaabbiamosceltoilgiallopastello,cheparevadamoltodimoda:sappiamo tuttiquantocitengoaseguirelamodaearenderefelicelamiadonna.Epoisaràfacilecoprirlocon unaltrocolorequandoAudeninizieràadirelasua. Nellastanzacisonovariesfumaturedigiallo.Nonsapevocheesistesserosfumaturedigiallo,né che potessero cozzare in questo modo l’una con l’altra.Il tutto proviene dalle puntate di Tessa all’IkeaeaPotteryBarn,chesisvolgonoconfrequenzaalmenotrisettimanale.Trovasempreun mucchio di cose che le piacciono e se le stringe al petto esclamando: «Questo cuscino è stupendooo!!!»Oppure:«Questogiocattoloècosìtenerochemelomangerei!»Poiinfilagliacquisti sottouncuscinodeldivanooinunangolinodellacamerettamiracolosamenteancoravuoto. CisiamoritrovaticonunastanzapsichedelicaincuiTessanonriesceastarepiùdidieciminuti senzachelevengalanausea.Mihafattoprometterechenonlepermetteròpiùdiscegliereicoloridi unambiente,esoprattuttononquellidellanursery.Eoravuolecheiolatinteggidacapo. Cosanonfaccioperquestadonna Efareidipiù.Facciotuttoquellocheposso. Unacosachepotreifareperlei,seavessiipoterimagici,sarebbeimpedirlediportarsiillavoroa

casa.Ultimamenteèsemprestanca,mifadisperare.Nonvuolerallentare,masoquantoamailsuo lavoro.Lacarrieraèilsuoterzofiglio.Siimpegnaalmassimoperorganizzareimatrimonipiùbelli chesipossanoimmaginare.Hainiziatodapococonquestolavoro,maèbravissima. Eraterrorizzataquandomihaconfessatochepensavadicambiaremestiere.Camminavaavantie indietronellanostrapiccolacucina.Avevoappenacaricatolalavastoviglieeavevo…finito…di metterelosmaltosulleunghieaEmery.Pensavodicavarmelabeneconilrovesciamentodeiruoli, mamiafigliahachiestoaTessdilicenziarmiquandohosostenutochelosmaltorossoandavabene com’era,esembravasolocheEmeryavesseammazzatoqualcuno. Nonpensavochemiafigliapotesseaverelostomacocosìdeboleeunsensodell’umorismotanto scarso. «Insomma,vogliorifiutarelapromozioneallaVanceetornareall’università»,mihadettointono disinvolto–almenocosìmièsembrato–,sedutaaltavolodellacucina.Emeryèrimastainsilenzio, senzaavereideadelleconseguenzechedecisionidiquestotipopossonoaveresullavitadegliadulti. «Davvero?»hochiestomentreasciugavounpiatto. «Cihopensatomoltonegliultimitempi»,harispostomordendosiillabbro.«Esenonlofaccio impazzirò.» Noneranecessariochesispiegasse,lacapivobenissimo.Tuttiabbiamobisognodiunaventata d’arianuova,ognitanto.Pureiomiannoiavotraunlibroel’altro,eTessamihaconsigliatodifare ilsupplenteperdueotregiornialmesenellascuolaelementarediEmery,dove,guardacaso,lavora ancheLandon.Menesonoandatodopotregiorni,maèstatounesperimentodivertenteemihafatto guadagnarepunticonTessa. Comesempre,l’hoincoraggiataafareciòchedesiderava.Volevochefossefelice,enonavevamo certobisognodidenaro.AvevoappenafirmatounnuovocontrattoconlaVance,ilterzonegliultimi dueanni.IsoldiguadagnaticonAftereranoandatidrittiinuncontodirisparmioperibambini.Be’, neavevousatiunapartepercomprareaTessaunregalochesignificava:Perfavoreperdonamise sonostatounidiota,eripetutamente.Unbraccialettoconiciondoli,inmetallo,persostituirequello vecchio,cheeradicorda. Negliannilacordasieraconsumata,maTessaavevaconservatoiciondoliederafelicissimache sulnuovobraccialettosipotessecambiarliapiacimento.Amesembraun’ideastupida,maleilo adora. Lamattinaseguenteèandatanell’ufficiodiVanceecongarboharifiutatolapromozione,poiè tornataacasaehapiantoper un’ora.Sapevochesisarebbesentitaincolpaper averelasciatoil lavoro,masapevoanchecheKimeVancel’avrebberorassicurataognigiornonelleduesettimanedi preavviso. Quando haorganizzato ilprimo matrimonio comewedding planner eraalsettimo cielo:non l’avevomaivistacosìpienadivita.Nonsoancoraperchéquestapazzasiarimastaconmedopotutte lecazzatechehofattodagiovane,masonofelicechenonmiabbialasciato,anchesoltantoperchéin questomodohopotutoassistereaquelmomentodientusiasmo. Ovviamenteilprimomatrimonioèandatoallagrandeelehafruttatoottimereferenze;dopopochi mesihapotutoassumereduedipendenti.Erofierodilei,eleierafieradisé.Aripensarci,sembra assurdochetemessedifallire.Tessa,unadiquellepersoneirritantichetrasformanoinorotuttociò chetoccano…Mecompreso. Lavoravatroppo,però,anchedopolanascitadiAuden. «Deviprendertiunaseratalibera»,ledicodandoleunaleggeragomitata.«Tistaiaddormentando perterraguardandoilventilatore.»

«Stobene»,puntualizzaleirestituendomilagomitata.«Seituquellochepraticamentenonchiude occhio.» Socheharagione,madevorispettaredellescadenzeenonhotempodaperdere.Epoi,quando unafrasenonmivienenelmodogiusto,continuaaronzarmiintestaenonriescoadormire.Mi dispiacecheTessasisiaaccortacheriposopoco,perchésipreoccupasemprepermepiùdiquanto menepreoccupiio. «Haibisognodiunapausa»,provoainsistere.«Tistaiancorariprendendodaquelmostriciattolo chetihaapertaindue»,dicoaccarezzandolelapanciasottolamaglietta. «Nonfarecosì»,sbuffatentandodiscrollarsididossolamiamano.Detestochesisentainsicura daquandoèarrivatonostrofiglio.LanascitadiAudenhalasciatosudileipiùtraccefisichediquella diEmery,maiononl’avevomaitrovatacosìsexy.Èorribilecheiltoccodellamiamanolametta tantoadisagio. «Piccola…»Staccolamanodalei,masoloperappoggiarmisulgomitoeguardarlainfaccia. Leiposadueditacaldesullemielabbraesorride.«Hopresentequestapartedelromanzo.Èquella incuiilmaritofaallamoglieildiscorsettoeroicosucomesièconquistatalecicatricieoraèmolto piùbella»,declama. Èsemprestataimpertinente. «No,Tess,questaèlaparteincuitimostrocomemisentoquandotiguardo.» Lestrizzo unatettaquanto bastaper accendereinlei il desiderio.Stuzzico il capezzolo elei mugola. Èspacciata,losaanchelei.Siarrende,eiopassosubitoall’azione. Infilounamanoneisuoipantaloncini.E,comeprevisto,latrovobagnata.Adorosentirlabagnata, enonvedol’oradiassaporarla.Tirovialeditaemeleportoallelabbra.Tessageme,prendelemie ditaelesucchia.Mifaimpazzire… Continuaaguardarminegliocchimentremordicchiaimieipolpastrelli.Mispingocontrodilei perfarlesentirequantosonoduro.Leabbassoipantaloncinieleiliscalciaviadaipiedicongesti frettolosi.Lovuolesubito,vuoleme.Labaciosulcolloemisentoafferrarenellasuamano.Mi spogliainfretta,lasciandomisolo icalzini.Tuttelesueinsicurezzesembrano svanirequando si abbassasudimeelesuelabbrabagnatemitoccano.Passalalinguasullapuntafacendostillareuna goccia.Continuaamuoverelaboccaaunritmocostante,facendomiaffondaresempredipiù,eio mugoloilsuonome. Appoggio la nuca a terra e alzo le mani per accarezzarle le tette.Sono ancora gonfie per l’allattamento:questoèuncambiamentopositivodelsuocorpo,chepiacealeiquantoame. «Cazzo,adoroletuetette»,ledicomentrecontinuaasucchiarmi. Accelerailritmo,lasuaboccamistringeconpiùforza.Quandoleaccarezzoicapellileisitira indietroesileccalelabbra,continuandoaguardarminegliocchi.Siappoggiasuigomitiescorrein avantifinchéilsuosenoèall’altezzadelmiosesso.Stoansimandodaldesiderio.Spingel’unacontro l’altralesuefantastichetetteecifascivolareinmezzoilmiocazzo.Bastanotrecolpettievengo addossoalei.Mentreriprendofiato,Tessatirafuorilalinguaemifaunsorrisotimido;èarrossita sentendolareazionedelsuocorpoquandomidàpiacere. Sialzainpiedi,siguardailpettoedice:«Devofareunadoccia». Conilfiatone,recuperolamagliettaneradalpavimentoecercodiposarglielaaddosso.Leila spingeviafacendounasmorfiaevaallaporta.Negliannilepiacesempremenocheusilemie maglietteperasciugarefluidicorporei.Dicecheèinappropriato,echegliasciugamanisonofatti apposta.

Laseguoinbagno,pensandoatuttiimodiincuimisdebiterònelladoccia.

Ilsuosenoèbellissimoquandoèpremutosulvetro.Lospecchioallaparetedelbagnoèunadelle

cosemiglioridiquestoappartamento.

Hessa

Pasqua

«HARDIN, Auden si è svegliato.» La voce di Tessa fende la coltre del mio sonno.«Dobbiamo svegliareEmeryefartrovareloroilorocestinidiPasqua.» Miscrollaperlaspalla,pregandomidiapriregliocchi. «Edai,Hardin»,misollecitainunsussurroconcitato. Sevenissisvegliatocosìognimattinaperilrestodellavita,sareipiùfortunatodiquantomerito. Socchiudogliocchi,sbuffoemelatiroalpetto.«Perchéfaitantofracasso?»chiedodandoleun baciosullatempia.Isuoicapelliricadonosulmiovisoeioliscosto.Ilsuomorbidosenonudo premesulmiofianco. Sospiraeintrecciaunagambaallemie.Nonèdepilataallaperfezione,quinditirovialagamba fingendomidisgustatoeleimidàunapacca.«Ibambinidevonotrovareicestieiovoglioiniziarea prepararelacolazione,quindidevialzarti.» E,comesenonsapessequantomieccita,sidivincoladalmioabbraccioesialzadalletto. «Vieniqui,piccola»,milamento,perchésentogiàlamancanzadelcaloredelsuocorpo. Mentreapreuncassettodelcomò,ammiroilsuoseno.Misfuggeungemito,emirammaricodi nonessermisvegliatoprima.Aquest’orasareidentrodilei,affondereiinlei,calda,bagnata… Uncuscinoatterrasullamiafaccia.«Alzati!Saràunagiornatalunga!» Sospiro e mi tiro su dal letto per infilarmi una maglietta prima che lei mi lanci addosso qualcos’altro. Non vorrà rovinare il lavoro di questi mesi passati ad arredare la casa con quell’architettopazzochemihaconvintoadassoldare.Queldisgraziatohapitturatoilsalottodirosa salmone,ecihamessounasettimanaarimediareall’erroreconunatintamenovomitevole. «Loso,tesoro.Cestini,coniglietti,uovaealtrestronzate.»Miguardoallospecchioemipassole manitraicapelli.LilegoconunelasticoemigiroversoTessa,chemistafissandoincagnescoesi sforzadinonsorridere. «Sì,ealtrestronzate.»Scoppiaaridereevaaprenderelaspazzola.«DobbiamoesseredaLandon alledue.L’aereodiKareneKenègiàatterrato,enonabbiamoancorapreparatol’insalatadipatate chedobbiamoportare.» Sistrigliailunghicapelliemiporgelaspazzolaconunghigno. Scuotolatesta.Nonhobisognodispazzole,bastanoledita. «Metto acuocerelepatatementretutiprepari»,propongo.«Adesso però andiamo avederei bambinichetrovanoicestini.» Fa una smorfia, non si fida delle mie capacità in cucina. Sono perfettamente in grado di cavarmela…aparteloscorsoNatale,quandohobruciatoilpollo. Tessaindossapantalonidicotonebiancoeunamagliettabluscuro;haunaleggeraabbronzatura perchépassamoltotempoaoccuparsidellepiantenelnostropiccologiardinoquiaBrooklyn.Lo adora:èlasuapartepreferitadellacasachehocompratoperfesteggiarelafirmadelcontrattoperil nuovolibro. SifermaincorridoiodavantiallacamerettadiEmery.«Sveglialaescendeteinsalotto.»Midàun baciosullaguanciaevaachiamarenostrofiglio.Mentresiallontanaleassestounasculacciataelei miguardamale:ordinariaamministrazione. EmeryèsdraiatasopralatrapuntaconipersonaggiDisney,lelunghegambepenzolanodalbordo delmaterasso. «Em»,chiamoscuotendoladelicatamenteperunbraccio. Sisvegliamanonapregliocchi.

Quandolascuotodinuovopiagnucola:«Nooo!»esigiraapanciaingiùaffondandolafaccianel cuscino. Com’èmelodrammatica. «Piccola,devialzarti.AltrimentiAudentirubatuttiidolcidiPasqua…» Edeccolachesaltagiùdalletto,icapellibiondiarruffati.Sonoondulaticomeimieiefolticome quellidisuamadre. «Nonsideveazzardare!»dichiarainfilandosilepantofoleecorrendofuoridallastanza. Quandolaraggiungostaaprendotuttiipensilidellacucina. «Dov’èilmio?!»strilla. Tessaride,mentreAudenscartafaticosamenteunuovodicioccolatoconlemaninepaffuteeselo metteinboccatuttointero.Masticaunpo’epoiaprelabocca. Tessasichinaasfilargliunpezzodicartastagnoladallalinguaeluisorride,conidentiricoperti dicioccolata.Lasettimanascorsaglisono cadutigliincisividalatte,edèadorabile,cazzo.Lo prendoingiroperchéparlaconlalisca:unodeivantaggidiessereungenitoreèpotersiburlarea piacimentodeiproprifigli.Èunritodipassaggio. «Mamma!»frignaEmerydall’armadio amuro dell’ingresso.«Papàhanascosto ilmio,vero? Eccoperchénonlotrovo!» Ridodelsuotonoangosciato.«Sì,sì,èandatacosì.» Èunabambinadolcissima,maaundiciannihagiàleideemoltochiaresucosavuole.Èperquesto chenonhatantiamici. ContinuaafrugareingiropercasamentreAudendivorailsuocestinodidolci,buttandoperterra filid’erbafinta. «C’è anche un tamburo lì dentro», gli dico. Lui annuisce con la bocca piena: non sembra interessatoaglioggettichenonsonofattidicioccolata. «Papà.»Emeryentraincucinaamanivuote.«Perfavore,mipuoidiredovehainascostoilmio cestino?Ètroppodifficile.Piùdell’annoscorso.»Siavvicinaallosgabellosucuisonosedutoemi cingeinvita.Èmoltoaltaperlasuaetà,etentadicommuovermi. «Perfavooooore!»miscongiura. «Nonmifreghi,caramia.Tidaròunindizio,maunabbraccioequellavocinanonbastanoa corrompermi.Bisognafaticareperottenereciòchevogliamo,ricordi?» Failbroncioemiabbracciapiùstretto.«Loso,papà»,diceappoggiataalmiopetto. OsservodivertitoquellanuovatatticaevedocheTessaguardaEmeryconariasospettosa. «Èinunpostonelqualenonvaimai.Ilpostoincuiteniamoivestitichetunonvuoimaiaiutarcia ripiegare.»Leaccarezzolaschienaeleisistaccadame. «Lalavatrice!»gridaAuden,edEmerylanciaunostrillo.Vadasuofratelloegliaccarezzalatesta. Luisorridecomeuncagnolinoelogiatodallasorellamaggiore. UnminutodopoEmerytornaincucinadicorsaconilsuocestino.Gliovettidicioccolatacadono aterra.Leiliignoraecontinuaafrugarvidentro.Tessasialzaperraccoglierli. Emerysisiedeaterra,posailcestinosullegambeincrociateesiinfilainboccaunamanciatadi caramellegommose.MigiroversoTessa,chetieneAudeninbraccio.Inquellaposizionesembrano grandiuguali.Noncapiscocomesiapotutopassaretuttoquestotempo,ecomeio–unragazzino ribelleepienodiproblemi–possaaverprodottofiglicosìsereniedempatici. Be’,adireilveroEmeryfaparecchicapricci.Unavoltahalanciatounapiantacontroilmuro.Ma èstatofacilerisolvere:hotoltolasuaportadaicardini.Nonmiprestoaqueigiochettidabambini viziati.Nonhanullaper cui arrabbiarsi aundici anni,diversamentedameallasuaetà.Hadue

genitorichelaamanoesonosemprepresenti. Matuttosommatosonoduebravibambini. IoeTessasiamosempreconloro.Nonpassagiornosenzachericevanounbacio,unabbraccioe almenodue«Tivogliobene».AEmerycompriamoalcunedellecosechevannodimodaascuola. Nonvogliocheimieifigliabbianoibuchinellescarpecomeliavevoio.Vogliochesappianocosa significadesiderareungiocattoloecheimparinoaguadagnarselo,concosesemplicicomebaci, abbraccieparolediincoraggiamento,chedaquestepartinonmancanomai.Abbiamodecisodifare cosìappenasononati.Nonvolevodiventarecomemiopadre,nessunodeimieiduepadri.Volevo tiraresufiglichesisentisseroamati,chenonpensasseromaidiesseresolialmondo.Ilmondoèun postotroppograndeincuiritrovarsidasoli,soprattuttoperduepiccoliScott. Hointerrottoladinastiadeipessimipadriprimadirovinarealtreduepiccolevite. Nel giro di un’oraEmerydormeprofondamentesul divano,conunagambaabbarbicataallo schienaleeunbraccio chepenzoladallaseduta.Audenèsull’altro divano,il suo preferito,che occupatroppospaziomacheTessahavolutocomprarenonostantelemieproteste.Nelprezzoera inclusounpoggiapiedi,eanchequelloètroppoingombranteinunangustosalottodiBrooklyn.Sono uscitosconfittonellabattagliasull’arredamento,quindieccomiquaaosservareilmiobambinodisei annicheèstravaccatoincomadazucchericonilmentoancorasporcodicioccolata.Somigliapiùa mecheallamadre. «Guardacomesonodolci»,diceTessaallemiespalle.Migiroelavedoesausta:hagliocchi annebbiatiedèunpo’pallida. Ledounbaciosullaguanciasperandodiridarlecolore.Sospiraeposalemanisullamiapancia. «Cosapensavidifareduranteillorosonnellino?»lechiedo.Riesceognivoltaasfruttareiminuti preziosiincuiibambinidormono–sempredimeno,conilpassaredeltempo–perfarequalcosadi produttivo.Èunadonnatroppoindaffarata,maseglielofaccionotarenonmidàretta. «Be’…»diceconariameditabonda,poiiniziaaelencarecosedeltipo«chiamareFeeperlatorta» e«chiedereaPoseydicontrollareibouquet»equalcos’altrochenonascoltoperchéstoinfilandouna manoneisuoipantaloni.Miscrutaguardingamentreslacciolacoulisseeraggiungol’elasticodelle mutandine. «Nondistrarmi»,silamenta,masispingeversodimeperfarmipremereconpiùforza. «Tu lavori troppo», ribatto per la trentesima volta questa settimana, e lei sbuffa per la trentunesima. Prendelamiamano liberaeselaportasulpetto.«Dissequello chenondormivaper giorni quandoavevaunascadenza.» Oggièdispostaafarsidistrarredame,diversamentedalsolito,eintendoapprofittarne.Affondo lamanosulsuopubeeleisussulta,facendoondeggiareilseno.Piagnucola,vuoledipiù.Glielodarò. Laprendopermanoelaconducoincorridoio.Camminaveloce,impazientediraggiungerela nostracamera.Appenavarchiamolasogliarichiudelaportafacendolasbattere,erischiandodifar cadereungrossoritrattodeibambiniappesoallaparete.Quandomihapropostodifarlodipingere l’hotrovatoinquietante,malepiaceval’ideadiunagigantografiadeibambinidatenereinstanza. L’unicavoceincapitolochehoavutoèstatainsistereaffinchévenisseappesosullaparetepiùlontana dalnostroletto.Nonhointenzionedifissareimieifiglidipintiinstileastrattoeincolorisquillanti mentrescopoconmiamoglie.Neanchemorto. «Vieniqui»,ledico,facendolecennodisedersiinbraccioame,sulnostrograndeletto.Negli ultimimesiognitantoabbiamolasciatodormireibambiniconnoi.Audenhaavutogliincubiperun certoperiodo,eiorestavosveglioachiedermiseavesseereditatodamequelproblema.Poiètoccato

aEmery,cheeragelosadelfratelloevenivaachiederciprotezionedaibruttisogni,masapevoche noneravero.Sistropicciavagliocchicomeseavessedinuovoseianni. Sisdraiavanotuttieduetradinoi. Èstatobellissimo. «Hardin?»faTessaconvoceroca,guardandominegliocchi.«Cosastaipensando?»Miaccarezza l’addome,lasciandocideisegnileggericonleunghie. «Aibambini,eaquandodormivanoconnoi.» «Chestrano»,dicelei,malesfuggeunsorriso. «Èstranosolochestavoltamisiadistrattoioanzichétu,tesoro.» Leaccarezzoicapezzolidurieleimugola.Letolgolamagliettasfilandoladallatestaelalascio cadereaterra.Haleguancerosseelelabbrarosa.Unachiomabiondaeselvaggiaeocchifamelici. Passounditosulbordodelreggisenodipizzonero.Questadonnahaunacollezionedireggiseniin pizzo.Infilolamanosottolastoffaestuzzicoicapezzoli.«Sdraiati,piccola»,ordino.Leisisfilai pantalonielemutandine,liscalciaaterraesisdraiasulletto.Simetteuncuscinosottolatesta.Isuoi occhimidiconoesattamentecosavuole:vuolechelalecchi.Ultimamenteèlasuaattivitàpreferita. Èstanca,sfinita,lefannomaleipiedi,evuolesoloesserecoccolata.Dovràricambiareilfavore, naturalmente,prendendomiilcazzofinoingolalemattineincuiibambinicilascianodormirefin dopolesette.Oraalzalegambe,lepiegaeaprelecoscedavantiame.Mimordoillabbrocercando disoffocareungemito. Èfradicia,brillasottolaluceeiononhopiùautocontrollo.Mituffosudileiaboccaaperta.Passo lalinguaconunmovimentodecisodall’altoversoilbassoesucchiocondelicatezza. Leiinarcalaschienaesollevaifianchi.Laprendoperlecosceelatiroversoilbordodelletto. Lancia un adorabile strilletto di sorpresa ed eccitazione.Le palpo il sedere mentre continuo a divorarlaeleimugolailmionomeeunmilionedicosespinte. Adorolesueparolinediincoraggiamento.Mispingonoafarletremarelegambe,afarlestringere illenzuoloneipugni.Oramistastrattonandoicapelli.Loadoro,cazzo. «Har…din…»Lesiincrinalavoceeioleinfilounditodentro;leisiscioglie.Continuoaleccarla elaassaporomentreviene,ilsaporepiùdolcealmondo. Alzolatestaperriprenderefiatoepoilaappoggiosulsuoaddome.Leimiprendepericapellie mitirasu.Sonoancoraduro,eorachesonosdraiatosoprailsuocorponudononrestaaltrocheil sessonellalistadeimieidesideri.Tessalosa,edèperquestochemisistastrusciandoaddosso. «Devoanchescoparti?Nontièbastato?» «Nonmi basteràmai…»mormoraintono lamentoso,eio gemo quando mi afferraemi fa entrare.Affondoinleieguardolasuaespressionepersa.Lesuetettesonopremutesulmiopetto,le suecoscesonointornoaimieifianchi. «Ancora»,miscongiura,chiedendomidimuovermidentrodilei.Laaccontentoeinizioadare spinteveloci.Tieneancoraunamanotraimieicapellieconl’altramigraffialaschiena. Nondureròancoramolto. Sentolesuegambestringersiintornoameearrivoalculminenellostessoistante,econleultime spintecifondiamol’unoconl’altra.Leitienegliocchichiusieiomilasciocadereaccantoalei. Quando riprendo fiato mi giro aguardarla.Isuoi occhi grigioazzurri sono chiusi,lelabbra semiaperte:èbellacomeilgiornoincuil’hoconosciuta. Ricordoamalapenailragazzocheeroquandol’hoincontrata.Maognidettagliodellanostravita insiemedopoquelgiornomiscorredentrocomeunacanzone. Questadonnatestardasirifiutaancoradisposarmi,maèmiamoglieintuttiisensichecontanoed

èlamadredeimieibellissimibambini.Vogliamoavernealmenounaltro,quandoleirallenteràconil lavoro. L’ideadiportareunaltrofiglioinquestomondomimetteunpo’inansia;mipreoccupoogni volta. Laresponsabilitàditirarsuesseriumaniperbenegravasullemiespalle,maTessaportametàdel pesoemirassicuradicendochesiamoottimigenitori.Nonsonocomemiopadre.Sonounuomo diverso.Certo,hofattotantisbagli.Mahoscontatolapenaesonostatoperdonato.Nonsonouna personareligiosa,masochedev’esserciinballoqualcosadipiùgrandedimeeTessa.Sonopassato dal non avere niente all’avere tutto, e sono orgoglioso della persona che sono diventato.Vedo risplenderelamialucenegliocchideimieifigliesentolamiafelicitànellelororisate. Vado fiero dell’aiuto chepresto airagazzidellanostracomunitàconleraccoltedifondiche organizzo.Hoincontratomigliaiadipersonechesonostateinfluenzatedalleparolechescrivo.A lungoholottatopertenermituttodentro,maquandomisonolasciatoandareilmiocuoresièaperto. Sareistatoegoistaanoncondividerelemieesperienze,anonassistereiragazzichesoffronodi problemi psichiatrici edipendenzadalledroghe.Negli anni ho imparato anonfocalizzarmi sul passatomaaguardaresoloversoilfuturo.Sobenechesembranounmucchiodiclichésdolcinati, maèlamiaverità. Hovissutoalungonell’oscurità;oravoglioportarelaluceaglialtri. Ho ricevuto in dono una famiglia che non avrei mai sognato, e sto crescendo figli che diventerannomiglioridime. Tessaappoggialaguanciasulcuscinoesiaddormenta,eiolescostoicapellidalviso.Èstatala miacalma,ilmiofuoco,ilmiorespiro,ilmiodolore,eanchecontuttoquellocheabbiamopassato valevalapenadisopportareognisecondoperconquistarcilavitacheabbiamoora. HotrascinatoTessaemestessoall’inferno eritorno,maeccociquinellanostraversionedel paradiso.

Ringraziamenti

MIsembradiripetereperquestolibroglistessiringraziamentidelprecedente,malestessepersone fantastichemihannoaiutataconentrambi:quindigrazieatutti! AdamWilson:grazieancorapertuttoiltuoimpegno.Imparomoltissimodate,grazieallatua pazienza.Abbiamopubblicatocinquelibri(inrealtàlunghicomedieci)inunanno,edèunacosa pazzesca.Nonvedol’oradipubblicareiprossimi . KristinDwyer:seiunameraviglia.Miaiutiaorganizzarmi(neilimitidelpossibile,datocheho appenaimparatoasegnaregliappuntamentisulcalendario).Grazieditutto! Wattpad:graziediessereancoralamiacasa,diessererimastofedeleatestessoediaveredatoa milionidipersoneunpostoincuipraticarel’attivitàchepreferiscono. UrsulaUriarte:èassurdochetusiaentratanellamiavitacomeunabloggeracuipiacevanoimiei libriechesiadiventataunadellemiemiglioriamiche.Nonhoancoraimparatoascrivereiltuo nome,maseidavveroimportanteperme,eperHardineTessa.Liamicomeliamoio,equesto significamoltoperloro.(Mel’hannodetto!) VilmaeRK:vivogliobeneesonomoltogrataperlavostraamicizia.Miaveteseguitanellevarie fasidellastesuradiquestolibroeavetesopportatoconpazienzalemiescenate.Viadoro. AshleighGardner:graziediesserelamiglioreamica-agentechesipossadesiderare! Ringrazioiredattorielostaffdiproduzione,chehalavoratosodoconscadenzestrette. Ungrandegrazieatuttiimieieditoristranieri,daglieditoragliufficistampaetuttiglialtri.Vi impegnateafondopertradurreepromuovereimieilibri,eioeilettoriloapprezziamomolto.Mi sonodivertitamoltissimoavisitaretantiPaesieaconoscereilettoriintuttoilmondo.

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LacitazionedaCimetempestoseètrattadalvolumetradottodaMargheritaGiacobino,OscarMondadori,Milano2014.

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OriginallypublishedbyGalleryBooks,aDivisionofSimon&Schuster,Inc. Allrightsreserved,includingtherighttoreproducethisbookorportionsthereforeinanyformwhatsoever DesignInfinityLogo©GrupoPlaneta–ArtDepartment RealizzazioneeditorialeacuradiStudioDispari.

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Illibro

L’autrice

Frontespizio

LaplaylistdiHessa

PARTEI.Prima

Natalie

Molly

Melissa

Steph

PARTEII.Durante

Hardin

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

PARTEIII.Dopo

Zed

Landon

Christian

Smith

Hessa

Hessa

Ringraziamenti

Copyright

Indice