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Corso di formazione in Radioprotezione

Corso di formazione

ASPETTI FISICI DELLA


RADIOPROTEZIONE

Dr. Roberto Bedogni


Esperto Qualificato dei L.N.F.

Corso di formazione in Radioprotezione

Argomenti

Cenni storici sulla radioattivit


Natura ed origine delle radiazioni
Energia delle radiazioni
Attenuazione delle radiazioni
Grandezze fisiche ed unit di misura
Alcune leggi fisiche importanti
Gli effetti biologici e sanitari
Gli obiettivi della radioprotezione
I tre principi della R.P.
Le grandezze limite ed operazionali
Il rischio radiologico

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

I raggi X
Nel 1895 W. C. Roentgen (1845-1923)
studiava i fenomeni luminosi associati alle
scariche ad alta tensione in ampolle di vetro
a vuoto (tubi di Crookes). Si accorse,
lavorando con uno schermo fluorescente
attorno al tubo in funzione, che lombra delle
ossa della sua mano era proiettata sullo
schermo.

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radioattivit naturale
Nel 1896 il fisico francese Henri Becquerel si
accorse casualmente che i sali di uranio,
posti in vicinanza di una lastra fotografica,
anche racchiusa in un involucro opaco, la
impressionano, mostrando cos di emettere
radiazioni capaci di attraversare anche i corpi
che non sono attraversati dalla luce. Questa
osservazione apr un nuovo capitolo della
fisica, quello della radioattivit.
(E. Persico Gli atomi e la loro energia)

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storia

Le osservazioni di Becquerel

natura
energia
attenuazione
grandezze

Insensibilit ai legami chimici: la radiazione


emessa da 1 g di bromuro di radio, che contiene
il 59% di Radio, identica a quella emessa da
0.59 g di Radio puro.

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Insensibilit alla temperatura, alla pressione, ai


campi elettrici e magnetici.
Diversi isotopi di uno stesso elemento,
nonostante presentino le stesse propriet
chimiche, non presentano la stessa radioattivit.
Per questo si pu parlare delle propriet
radioattive di un nuclide (o radionuclide, o
radioisotopo) ma non di un elemento.

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grandezze
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effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

1897: J.J. Thompson scopre lelettrone.


1898: Marie Curie scopre il Polonio ed il Radio
Proseguendo gli studi iniziati da Becquerel, M. Curie
scopr che anche altre sostanze godevano della
stessa propriet (radioattive, radium = raggio) Not
che la pechblenda (contenente piccole quantit di sali
di uranio) manifestava pi radioattivit dei sali di
uranio: ne dedusse la presenza di una specie chimica
ignota. Riusc a separare il polonio e il radio.
Utilizzando il radio, con un semplice esperimento
riusc a stabilire la natura dei raggi emessi scoprendo
che trattava di 3 tipi di radiazioni: la prima
elettricamente carica positivamente, la seconda
negativamente e la terza neutra. Associ a tali raggi le
prime tre lettere dellalfabeto greco (alfa), (beta),
(gamma).

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grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le trasmutazioni artificiali
Rutherford osserv la prima trasmutazione nucleare
artificiale (1919) con un semplice dispositivo: una sorgente
di particelle alfa () in un contenitore riempito di azoto (N2)
chiuso con uno schermo fluorescente. Lo schermo era
posto ad una distanza dalla sorgente tale che nessuna
particella alfa lo potesse raggiungere. Tuttavia sullo
schermo osserv delle scintillazioni, dovute ai protoni (p)
uscenti dalle reazioni nucleari tra le particella alfa e i
nuclei di azoto: 14N + = 17O + p.

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grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le trasmutazioni artificiali
In generale una trasmutazione artificiale avviene quando
una particella proiettile colpisce un nucleo bersaglio con
energia sufficiente per cambiarne la struttura interna e
mutarlo in un altro nuclide. La trasformazione pu essere
accompagnata dallemissione di radiazione particolata e
fotonica.
Dal 1919 al 1932 gli unici proiettili disponibili erano le
particelle alfa, che permettevano di produrre reazioni
solo con nuclei leggeri.
Il neutrone venne scoperto nel 1932 in seguito ad
unesperienza condotta da I. Curie e F. Joliot ed
interpretata da Chadwick.

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radioattivit artificiale
Nel 1934 I. Curie e F. Joliot si accorsero che il Magnesio,
bombardato con particelle alfa, diventa radioattivo, e
precisamente emette radiazione beta con un tempo di
dimezzamento caratteristico.
Si era cio scoperto che le reazioni nucleari possono
produrre nuclidi non esistenti in natura, i radioisotopi
artificiali.
Poco dopo questa esperienza, Fermi scopriva che anche
un bombardamento con neutroni poteva produrre
radioattivit artificiale (attivazione neutronica).
Il dispositivo era molto semplice: una sostanza veniva esposta ai
neutroni emessi da un miscuglio di Radio e Berillio (ancora oggi
usato come sorgente di neutroni), poi veniva misurata con un
contatore Geiger: dallandamento temporale del numero di
conteggi si ricavava il tempo di dimezzamento tipico del
radionuclide prodotto.

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storia
natura
energia

La struttura dellatomo

attenuazione
grandezze
leggi

I decadimenti e

effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radiazione
La radiazione neutronica

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storia

La struttura dellatomo

natura
energia

attenuazione

effetti
obiettivi R.P.

e
e

principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

grandezze
leggi

ee

e
e

e
e

Latomo viene simbolicamente rappresentato con

X = Specie fisica
A = Numero di massa = Numero di nucleoni
Z = Numero di protoni

N = A - Z = Numero di neutronii

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storia

Il decadimento alfa

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le PARTICELLE ALFA sono formate da due protoni


e due neutroni (un nucleo di elio)

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Il decadimento alfa

storia
natura

Il decadimento alfa
avviene per nuclei
pesanti (A>209) e le
particelle vengono
emesse con energia tra
4 e 8 MeV.

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

A
Z

X "AZ##42Y + $

241
95

Am"237
93 Np + $

226
88

Ra "

222
86

Rn + $

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storia

La radiazione alfa

natura
energia
attenuazione

Essendo dotate di carica elettrica, le particelle


interagiscono DIRETTAMENTE con la materia:

grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Cedono energia al mezzo attraversato ionizzandone


gli atomi e le molecole.
Lelevata massa (circa 8000 masse elettroniche) fa
s che il loro percorso sia rettilineo.
Il percorso (range) di una particella alfa di qualche
cm in aria e di qualche m in tessuto.

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storia

La radiazione alfa

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le PARTICELLE ALFA da sorgenti esterne al corpo NON


possono penetrare lo strato corneo della pelle, ma sorgenti
interne al corpo producono un notevole danno biologico.
Per questo i composti alfa emettitori sono fortemente
radiotossici.
La manipolazione di sorgenti alfa non sigillate
unoperazione ad elevato rischio (inalazione, ingestione,
ferita), da effettuare sotto cappa in zona sorvegliata o
controllata.
L inalazione di Radon-222 comporta lesposizione del
tratto respiratorio alle radiazioni alfa del Rn e della
progenie.

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storia
natura

Il decadimento beta

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le PARTICELLE hanno massa pari ad una massa elettronica


(9.11E-31 kg) e carica +1 (+, positroni) oppure -1 ( -, elettroni).

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Il decadimento beta-

storia
natura
energia

Decadono in modalit i
nuclei con un eccesso di
neutroni

attenuazione
grandezze

(Il decadimento il risultato


di una conversione di un
neutrone
in
un
protone
allinterno del nucleo).

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti

monitoraggio

rischio

60
27

X! Y + "

Z +1

Co! Ni + "
60

28

Sono emettitori - : Trizio (3H1),


Fosforo-32 (32P15), Zolfo-35
(35P16),
Carbonio-14
(14C6),
Stronzio-90 (90Sr38) e gran parte
dei prodotti di attivazione e dei
frammenti di fissione.

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storia
natura

Il decadimento beta+

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Decadono in modalit
+ o per cattura
elettronica quei nuclei
che presentano un
eccesso di protoni.

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natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radiazione beta
Le particelle , essendo dotate di carica elettrica, sono
direttamente ionizzanti.
Il loro percorso in un mezzo estremamente frastagliato (a
zig-zag) a causa delle innumerevoli diffusioni (rimbalzi) con
gli elettroni orbitali degli atomi del mezzo.
Sono molto pi penetranti delle particelle ma possono
essere fermati da sottili strati di materiali (es mm cm di
plastica, mm di metallo).
I beta da sorgenti esterne al corpo (Energia > 70 keV)
possono essere importanti per la dose alla pelle.
Lintroduzione nel corpo di materiali - emettitori pu
essere pericolosa ma molto meno di quella degli emettitori.

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radiazione gamma
I raggi X e sono radiazioni elettromagnetiche simili
alla luce e alle onde ma di lunghezza donda pi
corta.
I raggi X e sono molto pi penetranti dei raggi e .
Soltanto materiali ad alta densit quali il piombo sono
in grado di fermarli.
La pericolosit dei raggi X e , specialmente nel caso
di irraggiamento esterno, strettamente connessa
con lelevata capacit di penetrazione che essi hanno
nei vari materiali, tessuti viventi compresi.
La radiazione accompagna quasi sempre
decadimento beta (prodotti di attivazione).

il

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storia
natura

La radiazione neutronica

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

I neutroni sono particelle neutre cio


senza carica elettrica; sono molto
penetranti, non ionizzano direttamente ma
la loro interazione con la materia pu
generare particelle , , che a loro volta
producono ionizzazione. I neutroni sono
fermati da materiali leggeri quali acqua,
paraffina, polietilene, e calcestruzzo in
spessori pi o meno grandi.

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storia

I prodotti di attivazione

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti

59
27C

o( ! , 2n )2577C o

59
27C

o( ! ,n )

58
2 7C

59
27C

o( n, ! )

60
2 7C

obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

63
29
65
29

60
27

Cu (! ,2pn) Co
60
27

Cu (! ,2p3n) Co

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natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Lenergia delle radiazioni


Una radiazione viene identificata dal suo tipo
(alfa, beta, gamma, neutroni) e dalla sua energia.
Lenergia delle radiazioni si misura in eV (multipli
e sottomultipli).
(1 eV = energia acquisita da un elettrone quando viene accelerato da
una d.d.p. di 1 V).

Gli effetti delle radiazioni sono dovuti alla


cessione della loro energia (direttamente o
indirettamente) alla materia attraversata.
Il danno subito dai tessuti biologici relazionabile
allenergia assorbita per unit di massa, chiamata
DOSE (u.d.m. Gray; 1 Gy = 1 J/kg).

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storia

ATTENUAZIONE DELLE RADIAZIONI

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi

La attenuazione delle radiazioni, ovvero la loro


schermatura mediante meteriali di tipo e spessore
idonei, uno dei TRE elementi della
radioprotezione contro sorgenti ESTERNE al
corpo:

effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

SCHERMATURA
TEMPO
DISTANZA

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

ATTENUAZIONE DELLE RADIAZIONI

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Attenuazione dei

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Attenuazione di una sorgente di 90Sr+Y con


diversi spessori di plastica da 1,5 mm.

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Attenuazione dei

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Il percorso dei raggi


aumenta allaumentare
della loro energia

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Attenuazione dei

storia
natura
energia
attenuazione
grandezze

nuclide

Energia massima
dei (keV)

Percorso in
aria (mm)

18,6
158
1710
2280

6
200
4500
5200

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

H
C
32
P
90
Sr+Y
14

Percorso in
tessuto
(mm)
0,006
0,5
8
9,2

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attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Il bremsstrahlung
La perdita di energia collisionale non lunico
fenomeno che sottrae energia agli elettroni in un
mezzo.
La rimanente parte di energia viene trasformata in
radiazione fotonica (X), con energia da zero fino
allenergia iniziale degli elettroni (bremsstrahlung).
Limportanza di questo fenomeno aumenta
allaumentare dello Z dellassorbitore e dellenergia
degli elettroni (tubi a raggi X).

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natura
energia
attenuazione

Il bremsstrahlung
Il bremsstrahlung converte una radiazione
poco penetrante (elettroni) in una fortemente
penetrante (fotoni).

grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La schermatura di sorgenti beta deve essere


fatta minimizzando questo processo. Pertanto i
beta vanno schermati con materiali a basso
numero atomico, ad esempio plastici.
Frazione di energia convertita in raggi X
Sr-90 (0.8 MeV) con Pb (Z=82)
f = 10%
Sr-90 (0.8 MeV) con plastica (Z=7) f = 0,6%

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attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radiazione X e
La radiazione fotonica INDIRETTAMENTE
IONIZZANTE, cio produce ionizzazione nel mezzo
tramite i secondari carichi (elettroni) che mette in
moto. Il tipo di materiale e lo spessore delle
schermature vengono scelti in funzione dellenergia.
Tubo RX da 100 kV: Uno schermo di cemento
spesso 80 volte e pesante 17 volte rispetto
allequivalente in Pb.
1 MV: ...spesso 6 volte e pesante 1,25 volte rispetto
allequivalente in Pb (molto pi economico).
Pb < 300 kV
Cemento, terra.... > 300 kV

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storia

Spessore decivalente (SDV)

natura
energia

E lo spessore necessario per ridurre la dose al 10%

attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Nota: Per ridurre lintensit al 1% servono 2 SDV


(il 10% del 10% l 1%).

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Sorgente
Tubo RX
Tubo RX
Tubo Rx
Au-198
Cs-137
Linac
Co-60
Linac
Accel.

E
75 kV
100 kV
250 kV
411 keV
662 keV
1000 kV
1,25 MeV
10 MV
100 MV

SDVPb(cm)
0.05
0.08
0.29
3.6
2.2
2.52
4.0
6
-

SDVcemento(cm)
1.3
5.5
9.0
13.5
16.3
15
20.3
38
50

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La radiazione neutronica
I NEUTRONI sono particelle prive di carica elettrica e
dotate di massa. Interagiscono in modo ELASTICO o
INELASTICO, con i NUCLEI del mezzo attraversato.
Lassenza di carica li rende infatti insensibili ai campi
elettromagnetici degli elettroni orbitali.
I neutroni sono prodotti da:
Fissione e fusione nucleare,
sorgenti radionuclidiche (241Am-Be, 252Cf),
Interazione con la materia di elettroni
e gamma di alta energia (> 10 MeV)

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storia

Attenuazione dei neutroni

natura

Energia trasferita in
media da un urto:
37%(H)
14%(C)
3% (Fe)

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.

Cattura nucleare
(con attivazione)

limiti
monitoraggio
rischio

Esempio di schermatura composta per neutroni fino a


circa 20 MeV: Ferro - polietilene - cadmio - piombo

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natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le Grandezze
Fisiche

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi

Attivit (A)
unit di misura S.I. = Becquerel (Bq)
Rappresenta il numero di disintegrazioni
nellunit di tempo.
1 Bq = 1 disintegrazione al secondo

effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.

Lunit di misura tradizionale il Curie (Ci), cos


legato al Bq:

limiti
monitoraggio
rischio

1 Ci = 3.7E+10 Bq
1 mCi = 3.7E+7 Bq
1 mCi = 3.7E+4 Bq
1 nCi = 37 Bq

A(GBq) = A(Ci) x 37
A(MBq) = A(mCi) x 37
A(kBq) = A(mCi) x 37
A(Bq) = A(nCi) x 37

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storia
natura

Dose assorbita (D)


unit di misura S.I. = Gray (Gy)

energia
attenuazione
grandezze
leggi

Rappresenta lenergia assorbita dallunit di


massa di un materiale ad opera della radiazione
che lo attraversa.

effetti

1 Gy = 1 Joule/kg

obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Lunit di misura tradizionale il rad, cos legato


al Gy:
1 Gy = 100 rad
1 mGy = 0.1 rad
1 mGy = 0.1 mrad

D(Gy) = D(rad) x 0.01


D(mGy) = D(rad) x 10
D(mGy) = D(mrad) x 10

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natura
energia
attenuazione
grandezze

Kerma (K)
unit di misura S.I. = Gray (Gy)
Rappresenta lenergia ceduta alle particelle
secondarie per unit di massa di un materiale.

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Per i fotoni in aria il kerma praticamente


sempre identificabile con la dose.
Non generalmente vero che K=D, in quanto parte dellenergia
ceduta ai secondari pu allontanarsi dalla porzione di mezzo
considerata (ad es. tramite emissione di radiazione di
frenamento).

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attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Legge del decadimento radioattivo


La attivit di un radionuclide diminuisce nel
tempo, in quanto ogni decadimento sottrae un
nucleo alla specie padre.
Siccome il numero di disintegrazioni al secondo
(A) proporzionale al numero di nuclei non
ancora disintegrati, la legge sar di tipo
esponenziale.
Ogni radionuclide caratterizzato da un tempo
di dimezzamento (da frazioni infinitesime di
secondo a miliardi di anni).

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Una lamina di Indio stata attivata e misurata ad intervalli di


un minuto per circa 2 ore. Dalla curva di decadimento si
calcola il tempo di dimezzamento dellisotopo prodotto (116In).

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H-3
C-14
Co-60
Cs-137
Sr-90
U-238

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

12.3 anni
5730 anni
5.3 anni
30 anni
29.1 anni
4470000000 anni

Esempi:
Il Co-60, in 1 mese, si riduce del 1%. Infatti, 5.3
a = 1934 d quindi: 1- 2-30/1934 = 0.01
Dopo 10 tempi di dimezzamento, lattivit si
riduce a 0,1%.

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storia

La dose diminuisce con la distanza

natura
energia
attenuazione
grandezze

La DISTANZA un altro dei TRE elementi della


radioprotezione contro sorgenti ESTERNE al
corpo:

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

SCHERMATURA
TEMPO
DISTANZA

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Legge dellinverso del quadrato

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La dose dovuta ad una sorgente di radiazioni


gamma (considerata puntiforme) varia in modo
inversamente proporzionale al quadrato della
distanza.

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Legge dellinverso del quadrato

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Pertanto, la dose ad una distanza x


(espressa in metri) da una certa sorgente
pu
essere
semplicemente
calcolata
conoscendo la dose ad 1 m:
D(x) = D (1 m) / x2
(Nota: se la distanza raddoppia la dose
diventa 1/4, se la distanza dimezza la dose
diventa 4 volte tanto).

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storia

Legge dellinverso del quadrato

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Per un dato radionuclide gamma emettitore,


la dose in aria in unora ad un metro dovuta
ad unattivit pari a 1 MBq una costante (qui
espressa in mGy/h):
Co-60
Cs-137
Au -198
I-131
U-238

3.90
1.10
0.76
0.73
0.013

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze

La dose proporzionale al tempo di


esposizione
La riduzione del tempo di esposizione un altro
dei TRE elementi della radioprotezione contro
sorgenti ESTERNE al corpo:

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

SCHERMATURA
TEMPO
DISTANZA

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Esercizio
Gli elementi schermatura - distanza - tempo devono
essere combinati in modo da ottimizzare la protezione
della persona.
Esempio: Un intervento in zona controllata richiede 30 minuti
di lavoro ad una intensit di dose di 20 microSv/h.
Se si introduce un tele-manipolatore, lintensit di dose
diventa 10 microSv/h ma il tempo richiesto diventa 2 ore.
La situazione da preferire la prima, perch nei due casi la
dose alloperatore sar:
20 * 0,5 = 10 microSv nel primo caso
10 * 2 = 20 microSv nel secondo caso

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storia

Effetti delle radiazioni sulla materia vivente

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.

Dalla scoperta della radioattivit, occorsero pi di trenta


anni perch nascesse un organo internazionale avente
come obiettivo la protezione delluomo contro le radiazioni
ionizzanti.
1897: E riconosciuta per la prima volta u n e s p o s i z i o n e
acuta nelluomo (Walsh)
1899: Primo trattamento oncologico (Stenbeck)

principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

1902: E riconosciuto per la prima volta nelluomo un cancro


indotto da radiazioni (Frieben)
1928: Nasce lICRP

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

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leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

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obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

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leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Danno microscopico
A livello microscopico, le radiazioni ionizzanti
depositano energia che eccita e ionizza le
molecole.
Il tessuto biologico composto in gran parte di
acqua. La ionizzazione dellacqua produce
RADICALI LIBERI, ed in particolare:
H2O+ H2O- H*

OH*

H+

OH-

HO2- e-

I radicali liberi, allinterno della cellula,


danneggiano le BIOMOLECOLE (come il DNA)
che ne governano la funzionalit.

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Dalla ionizzazione al danno cellulare....

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storia
natura

Molecolare

RNA
DNA
INTERFERENZE PROCESSI METABOLICI

Subcellulare

MEMBRANE
NUCLEI
CROMOSOMI
MITOCONDRI
LISOSOMI

Cellulare

INIBIZIONE DIVISIONE CELLULARE


MORTE CELLULARE
DEGENERAZIONE MALIGNA

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.

Tessuto/Organo

principi R.P.

SISTEMA NERVOSO
MIDOLLO OSSEO
INTESTINO
INDUZIONE DI NEOPLASIE

limiti
monitoraggio

Animale in toto

MORTE
ACCORCIAMENTO DELLA VITA

Popolazione di
animali

MUTAZIONI GENETICHE
MUTAZIONI CROMOSOMICHE

rischio

Corso di formazione in Radioprotezione

Danno cellulare

EFFETTI SOMATICI NEI TESSUTI IRRADIATI


Effetti acuti e tardivi

Neoplasie maligne

Dovuti a variazioni funzionali


e morfologiche dei tessuti

- Leucemie
- Tumori solidi

Effetti deterministici

EFFETTI GENETICI NEI DIS CENDENTI

Difetti ereditari di diversa


gravita
- malattie
- malformazioni
- difetti mentali

Effetti stocastici

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storia

Effetti dannosi

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

I processi di ionizzazione ed eccitazione


degli atomi e molecole dei tessuti biologici
possono causare modifiche sia a lungo sia
a breve temine delle cellule irradiate. Nel
caso una cellula subisca un
danneggiamento senza unadeguata
riparazione, essa pu perdere del tutto la
sua capacita riproduttiva o morire subito,
ovvero rimanere vitale ma modificata. Ne
conseguono implicazioni profondamente
diverse per lorganismo considerato nella
sua interezza.

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storia

Effetti deterministici (necrosi)

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Il numero di cellule pu diminuire anche


notevolmente. Se i meccanismi di
riparazione/ripristino non bastanoper
recuperare il tessuto perso, la funzionalit
dellorgano o tessuto compromessa. Esiste
comunque un valore di soglia al di sotto del
quale tale effetto non si manifesta e al di
sopra del quale la gravita del danno arrecato
aumenta al crescere della dose. Questo tipo
di effetto e detto deterministico: esiste cio
una connessione causale fra dose ed effetto.

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Corso di formazione in Radioprotezione

sindrome acuta da radiazioni

storia
natura
energia
attenuazione

Tempo
dall'irradiazione
Primo giorno

grandezze
leggi
effetti

Seconda settimana

obiettivi R.P.
principi R.P.

Sindrome
cerebrale

Sindrome
gastrointestinale

Sindrome
ematologica

> 50 Gy

5-20 Gy

2-5 Gy

Nausea
Vomito
Diarrea
Cefalea
Eritema
Disorientazione
Agitazione
Atassia
Sonnolenza
Coma
Convulsioni
Shock
Morte

Nausea
Vomito
Diarrea

Nausea
Vomito
Diarrea

Vomito
Diarrea
Cachessia
Prostrazione
Morte

Terza e quarta settimana

limiti
monitoraggio
rischio

DL50/30 = 4-5 Gy (uomo)

Malessere
Astenia
Anoressia
Vomito
Febbre
Nausea
Emorragia
Depilazione
Recupero

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storia

Effetti stocastici

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Le conseguenze sono del tutto diverse nel caso le


cellule irradiate sopravvivano, anche se modificate,
conservando comunque la capacita di riprodursi. Le
cellule generate successivamente, dopo un periodo
pi o meno di latenza, possono degenerare
provocando linsorgenza di tumori, con probabilit
crescente in funzione della dose ricevuta,
proporzionalmente alla dose stessa, senza un
valore di soglia e comunque per valori molto inferiori
alla soglia per effetti deterministici. Questo tipo di
effetto e detto stocastico: la probabilit di comparsa
di tale effetto e cio correlabile con la dose ricevuta
soltanto sulla base di considerazioni statistiche

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

energia

Per gli effetti stocastici, che possono avere


tempi di latenza di anni o generazioni, si assume
un modello di induzione di tipo

attenuazione

LINEARE SENZA SOGLIA

natura

grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

con pendenza 0,05 Sv-1. Cio:


1) si assume cautelativamente che non vi sia un
valore di dose al di sotto del quale da
escludere linduzione di questi effetti.
2) il rischio assunto di 5% per Sv, oppure di
0,00005 per mSv. In pratica, si assume che su
100000 persone irradiate a 1 mSv, 5
svilupperanno un effetto di questo tipo (calcolato
a partire da dati epidemiologici con dosi
individuali dellordine di centinaia di mSv).

Corso di formazione in Radioprotezione

storia
natura
energia

Il coefficiente di rischio viene calcolato come


sommatoria dei contributi di vari effetti:

attenuazione
grandezze
Detrimento (10-2 Sv-1)

leggi
effetti

Popolazione

Tumori
letali

Tumori
non letali

Effetti
ereditari
gravi

Totale

Lavoratori
adulti

4.0

0.8

0.8

5.6

Popolazione
generale

5.0

1.0

1.3

7.3

obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Corso di formazione in Radioprotezione

storia
natura
energia
attenuazione
grandezze

Il danno radioindotto dipende fortemente dal


tipo di radiazione.

Il fattore wR tiene conto dellefficacia


biologica dei diversi tipi di radiazione rispetto
ai fotoni.

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

R A D I A Z I O N E
Fotoni, elettroni
ALFA
PROTONI
NEUTRONI < 10 keV
NEUTRONI 10 - 100 keV
NEUTRONI 0.1 - 2 MeV
NEUTRONI 2 - 20 MeV
NEUTRONI > 20 MeV

WR
1
20
5
5
10
20
10
5

Corso di formazione in Radioprotezione

storia
natura

Il danno radioindotto dipende dalla risposta dei


vari organi o tessuti.

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

T E S S U T O
GONADI
MIDOLLO ROSSO
COLON
POLMONE
STOMACO
VESCICA
MAMMELLA
FEGATO
ESOFAGO
TIROIDE
CUTE
SUP. OSSEE
ALTRI TESSUTI

WT
0.2
0.12
0.12
0.12
0.12
0.05
0.05
0.05
0.05
0.05
0.01
0.01
0.05

wT il fattore di
ripartizione
del
rischio di effetti
stocastici tra i vari
organi rapportato
alla
irradiazione
uniforme del corpo
intero.
La somma dei wT
deve essere 1

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storia

Gli obiettivi di un sistema di radioprotezione

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Prevenire gli effetti deterministici.


Limitare il rischi dellinduzione di
effetti stocastici ad un valore
accettabile, tenendo conto dei fattori
economici e sociali.
Nota: non possibile lavorare a livello di rischio pari a
zero, perch questo renderebbe impraticabile qualunque
attivit.

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

I principi della radioprotezione

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Giustificazione : nessuna pratica con


radiazioni giustificata a meno che non
produca un beneficio agli individui e alla
societ tale da compensarne il detrimento.
Ottimizzazione : La dose ricevuta da
una pratica con radiazioni deve essere
tanto pi bassa quanto ragionevolmente
ottenibile, tenuto conto dei fattori economici
e sociali.
Limitazione delle dosi individuali ai
valori limiti raccomandati dalla ICRP.

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

Le grandezze limite (ICRP60, D.Lgs. 230/95)

natura
energia

Dose equivalente a organo o tessuto, HT

attenuazione
grandezze
leggi
effetti

HT = ! WR DT , R
R

obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Tiene conto del fattore peso per i diversi tipi


di radiazione; si misura in Sievert, Sv.
1 Sv = 1 J/kg

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

Le grandezze limite (ICRP60, D.Lgs. 230/95)

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La ICRP ha posto specifici limiti sulla


dose equivalente a speciali tessuti
(cristallino,
pelle,
mani,
piedi,
avambracci e caviglie) al fine di
preservare gli individui da effetti di tipo
deterministico localizzati in questi
tessuti.

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

Le grandezze limite (ICRP60, D.Lgs. 230/95)

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Dose efficace, E (u.d.m. Sv)

E = ! wT H T = !wT ! wR DTR
T

E ritenuta indicativa (proporzionale) al


rischio di effetti stocastici, in quanto tiene
conto delle dosi equivalenti ai vari organi o
tessuti, pesate con i corrispondenti fattori di
peso WT.

Corso di formazione in Radioprotezione

storia

Le grandezze limite (ICRP60, D.Lgs. 230/95)

natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

La ICRP ha posto un limite sulla dose


efficace E per limitare il rischio di effetti
stocastici ad un valore accettabile,
tenuto conto dei fattori economicio e
sociali.

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storia
natura

I limiti (ICRP60, D.Lgs. 230/95)

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

E
H cristallino
H pelle
estremit

lavoratori
20 mSv
150 mSv
500 mSv
500 mSv

popolazione
1 mSv
15 mSv
50 mSv

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natura
energia
attenuazione
grandezze
leggi

Dalle grandezze fisiche


(kerma, dose....misurabili con strumenti)

....alle grandezze limite.....

(connesse con la prevenzione/limitazione degli effetti


ma non misurabili)

effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

....alle grandezze operazionali


(misurabili, definite in modo da
stimare conservativamente le
grandezze limite per poter vigilare
sul rispetto dei limiti)

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storia
natura

Le grandezze operazionali
in dosimetria esterna

energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Essendo E ed HT non direttamente


misurabili (sono infatti definite nel corpo
dellindividuo!!) , vengono stimati con la
grandezza
equivalente
di
dose
personale, Hp(d).
1) Idoneo per la taratura degli strumenti
2) Conservativa (cio sempre > di E ed HT )
Con il D.Lgs. 230/95 (i dosimetri personali
devono rispondere in termini di Hp(d)).

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storia
natura
energia
attenuazione
grandezze

Hp(0.07), Hp(3) e Hp(10)


(u.d.m. Sievert, Sv - definite dalla ICRU)
Sono definite come lEQUIVALENTE DI DOSE nel
CORPO alla profondit 0.07, 3 e 10 mm.

leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Sono calcolate SIMULANDO IL CORPO UMANO


con un fantoccio di tessuto equivalente di 30x30x15
cm3.
- Hp(0.07) per il monitoraggio della pelle e delle
estremit (Hpelle, Hestremit)
- Hp(3) per il monitoraggio del cristallino (Hcristallino )
- Hp(10) per il monitoraggio della dose efficace, E.

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Perch Hp(d) pi idonea della dose o del


kerma ai fini della prevenzione/limitazione
degli effetti dannosi?

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energia
attenuazione
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effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Alcuni dati per renderci conto dellentit del


rischio da radiazioni

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energia
attenuazione
grandezze
leggi
effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

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Esposizione naturale
Sorgente
Raggi cosmici
Componente direttamente
ionizzante
Neutroni

IRRADIAZIONE
ESTERNA INTERNA TOTALE
0.30

0.30

0.055

0.055

Radionuclidi cosmogenici
Radionuclidi primordiali
K-40

0.015

0.015

0.18

0.33

0.006

0.006

0.10

1.24

1.34

0.16

0.18

0.34

0.8

1.6

2.4

0.15

Rb-87
U-238 (serie)
Th-232 (serie)
Totale

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storia

Esposizione naturale

natura
DOSE EFFICACE ANNUALE ALLA POPOLAZIONE ADULTA
DOVUTA A RADIOATTIVITA' NATURALE (mSv)

energia
attenuazione
grandezze
leggi

RADIAZIONE COSMICA

0.39

effetti

0.23

obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

RADIONUCLIDI NEL CORPO


RADIAZIONE TERRESTRE

1.3
0.46

RADON E SUOI PRODOTTI DI


DECADIMENTO

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obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Esposizione del pubblico

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attenuazione
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effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Esposizione in quota e durante i voli aerei

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attenuazione
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effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

Esposizione durante gli esami clinici

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attenuazione
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effetti
obiettivi R.P.
principi R.P.
limiti
monitoraggio
rischio

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storia
natura

Attivit con ugual valore di rischio

energia

Situazione

Causa di morte

attenuazione

Viaggiare 1000 Km in aereo

Incidente

grandezze

Attraversare l'oceano

Tumore da raggi cosmici

Viaggiare per 90 Km in automobile

Incidente

Vivere 2 mesi in un edificio di tufo

Tumore da radioattivit

Lavorare 10 giorni in una industria

Incidente

Lavorare 3 ore in una miniera

Incidente

principi R.P.

Fumare da una a tre sigarette

Tumore, malattie cardiache e polmonari

limiti

Scalare una montagna per 15 minuti

Incidente

monitoraggio

Vivere 20 minuti a 60 anni

Qualsiasi

rischio

Assorbire una dose di 0.10 mSv

Tumore da radioattivit

leggi
effetti
obiettivi R.P.