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FARSI UN LIBRO

Parte prima: Le avventure del testo


Fare un libro: Nella societ odierna fare un libro divenuta unoperazione
complessa a causa di uno sconvolgimento delle tecnologie, tanto da vedere quella
gutemberghiana come un relitto di archeologia industriale. Ma le vere ragioni
della perdita didentit che soffre il libro stanno nellincapacit della massa di
analizzare e padroneggiare quegli obbiettivi che col tempo sono cambiati. Il basso
valore che oggi il libro detiene, insieme alla scrittura, deve essere ricercato nelluso
odierno dellimmagine, che riesce ad attrarre e sedurre losservatore, rendendo
inutile la scrittura.
Il sapere e i saperi: Se inizialmente luomo aspirava allEnciclopedia come unione di
saperi, ora si aspira alla tecnologia: il libro viene sostituito dal computer. Mentre
tra il libro e lettore cera un rapporto speciale e intenso, il monitor di una macchina
non dice molto allosservatore in questultimo fa parte dellinterazione tra i possibili.
Libro, passato e presente: Nella societ borghese si era soliti collegare lautore,
leditore, il libraio e il lettore alla realizzazione del libro. Il libro nasceva da tutti
questi membri che avevano un ruolo preciso e indiscusso regolato da norme non
scritte ma rispettate in quanto necessarie per lindustria della scrittura. Tutti
concorrevano al medesimo fine: la perfezione del libro . Cos scrive Anatole France
(scrittore francese operante verso la fine dell800 e agli inizi del 900). Oggi
lelemento che disturba questa catena il mercato, o meglio i mercati. Mentre
allepoca di France esisteva un unico mercato, da cui quindi no n deriva la necessit
di analizzarlo nella catena industriale, oggi i mercati sono molteplici, ciascuno dei
quali con esigenze proprie. Tale molteplicit ha a che fare con la molteplicit di
linguaggi che, nella societ complessa, si intersecano senza obbligo di incontrarsi.
Lideologia che caratterizzava il mercato unico dellepoca di France era quella di un
mercato . Nella uniformit della sua struttura il libro rappresentava un bene
socialmente riconosciuto.
Libro feticcio: Quando il libro entra nel suo periodo di crisi, molte sono le persone
che pretendono di fare il libro (il loro). Infatti il libro mantiene il carattere di feticcio
prima cultuale che culturale.
Farsi il libro (I): Colui che vuole farsi un libro pensa di potercela fare da solo. E nel
momento in cui il suo libro verr rifiutato attribuir la colpa di questo ai diversi
interesse condizionanti che hanno influenzato la scrittura o alla politica.
Lautoeditore, ossia colui promuove il libro, cercher di svolgere unoperazione non

tecnica ma moralizzatrice per ripristinare le funzioni originarie dei diversi


partecipanti e soggetti del libro.
Farsi il libro (II): La posteconomia si riconosce in qualcosa di gaio ed amabile, ossia
qualcosa di unico da condividere con persone uniche. Per questo farsi il libro deve
essere unoperazione senza importanza ma rispettando la legge della
posteconomia: luso povero del tecnologia, delleconomia stessa.
Farsi il libro (III): Pendolo di Foucault di Umberto Eco: Garamond ha creato la sede di
una casa editrice la Manuzio, qui laspirante autore viene raggirato per vedere il
proprio nome su 2000 copertine. Ma le copertine non saranno cos tante. Lautore
non sa inoltre che Garamond proprietario di unaltra casa editrice universitaria
molto conosciuta e professionale, la cui sede si trova nello stesso palazzo della
Manuzio; le due sono collegate da una porta a vetri smerigliati; non sa quindi che le
attivit non sono altro che due aspetti di uno stesso volto. In questo modo Umberto
Eco si prende in giro dellautore a proprie spese (APS), ma dice anche che una
situazione simile non poi cos stravagante o rara.
Autori APS (editoria a pagamento: pubblicazione del libro pagata dallautore): Gli
autori APS sono bersagli di facile satira, sono coloro che escono dalla massa dei
frustati. Questi si possono dividere in due schiere: la prima costituita dagli attori
dellIo, quelli che vogliono farsi il libro ingiustamente rifiutato dallindustria
editoriale. Altri invece sono pienamente consapevoli che dietro il rifiuto editoriale
del loro libro c una ragione, anche se un po vile. Questultimi sono sereni,
tranquilli e hanno capacit di iniziativa esplorando le possibilit di superare il
mercato e le sue leggi. Il primo gruppo alimenta quello che gli inglesi chiamano
Vanity Press (editoria a pagamento), gli hanno vissuto serie avventure editoriali,
dalle Private Press (tentativo artistico, no commerciale) ai libri dartista.
Edizioni clandestine: Il secolo pi difficile per gli autori e la stampa fu il Seicento a
causa della pressione del potere che imponeva censure, un meccanismo utilizzato
per impedire che sorgessero movimenti anticonformisti innovazioni culturali. Gli
autori non graditi dovevano quindi affidare i propri libri ad editorie semiclandestine,
le quali erano pi costose a causa del grosso rischio che correvano. Dalla biblioteca
di Don Abbondio e Don Ferrante ai testi di Galileo e Vico.
Di chi il libro: I ruoli che caratterizzano loperazione editoriale non sono cos
chiaramente distinti. Infatti lautore del libro non sempre colui che stende il testo
scritto: si pu anzi affermare che lautore intervenga in un secondo momento,
quando il libro gi stato ideato e progettato, non da leditoria ma dal mercato,

baricentro creativo del libro. Tenendo presente questo schema lautoeditore pu


progettare lopera, definirne le caratteristiche etc.
Scrittore: Testo di Raymond Carver: Scrivere qualcosa che susciti linteresse non solo
a me ma anche agli altri.
Autore (I): Testo di Roland Barthes: Testo come oggetto feticcio che mi desidera,
perduto in mezzo al teso di ritrova lautore, che come istituzione morto. Nel testo
si desidera comunque la figura dellautore come lui ha bisogno della mia.
Autore (II): E bene essere autore non di un solo libro, ma di pi libri,
contemporaneamente.
Autore ed editore (I): Nella presentazione del libro di un autore sar leditore che
presenter al pubblico lautore, accreditandolo non solo con la sua forza
commerciale e il suo prestigio ma anche con la peculiarit della sua esclusiva grafica.
Essere accolto in una collana di grande diffusione o comunque pregevole per
lautore un riconoscimento di status.
Autore ed editore (II): Come instaurare un rapporto tra autore ed editore? Umberto
Eco suggerisce un via lenta: farsi ospitare dapprima su una rivista sperimentale,
passare poi ad unaltra pi solida ed affermata e cos salendo arrivare al libro. Testo
di John Gardner: immediato contato tra autore ed editore (?). Testo di Furio
Colombo: Presenza di una nuovo mercato a monte del prodotto: gli agenti. Sono
pochissimi ma sono in grado d rispondere alla nuova idea di mercato dei nuovi
leader editoriali. Possono far lievitare i costi dei nomi che hanno in scuderia.
Editing: Gerundio di (to) edit dare alle stampe, curare per la stampa.
Elaborazione e messa a punto redazionale del testo originale, scritto e consegnato o
comunicato dallautore, prima della composizione. Una definizione che non prende
tutte quelle diverse e non tutte omogenee operazioni che caratterizzano lediting. [
Pound The Waste Land].
Dattiloscritto: Dattiloscritto come supporto pi importante e diffuso di un testo
destinato alla stampa. Il testo deve essere organizzato in modo che sia leggibile
alleditore: quindi evitare le pagine troppo fitte e con scarsi margini bianchi, non pi
di trenta righi, di 62/65 battute per rigo quando si usano caratteri medi (corpo 12).
Oltre alleditore il dattiloscritto destinato anche ai redattori incaricati della messa
a punto (editing), al tipografo, al compositore.
Tipografia: La vecchia struttura stata sostituita dalla tecnologia; dallottocentesca
linotype (macchina per composizione a caldo) alla fotocompositrice. Inoltre con la
recente introduzione dello scanner il processo compositivo si accorciato ancor di

pi con lintroduzione della lettura digitale (OCR, optical character recognition).


Tutti i procedimenti di composizione presupponevano tempi di apprendistato
lunghissimi. Il deterioramento del rapporto con il manufatto ha comportato una
disaffezione al lavoro.
Computer: Uno storico, seguendo e indicazioni dategli dalleditore, scrisse il suo
ultimo libro interamente col computer, in tal modo leditore poteva saltare la fase
della composizione tipografica e della correzione bozze, inserire il floppy nella
stampante era lunica azione. Lo storico si sentiva quindi partecipe della stampa del
testo anche se lunico a risparmiare era leditore.
Il dentro e il fuori del libro: Inizialmente il libro era privo di copertina e anche
spesso di titolo. Oggi invece il libro avvolto anche da altri elementi verbali e non
verbali che oltre a presentare il testo, questi hanno la funzione di intermediari verso
il mondo esterno, quello dei lettori. Questo complesso di elementi si chiama
paratesto. Citazione Grard Genette: vestibolo che offre a tutti la possibilit di
entrare o di tornare sui propri passi.
Copertina: La copertina inizialmente aveva solo la funzione di conserva il libro, oggi
invece deve affascinare il lettore ed sempre buona regola non fidarsi di ci che
presenta. In aggiunto alla copertina possono esserci anche la sovracopertina, la
fascetta, i risvolti di copertina e la quarta di copertina. Questultimi due hanno dato
origine ad autonome forme di scrittura. A differenza della copertina il dorso o
costola sobrio ed consigliabile consultarlo.
Frontespizio: In francese frontispice richiama i frontoni dei tempi classici e in effetti
questa pagina era decorata e la scritta era racchiusa in un fastigio. Oggi il
frontespizio preceduto da una serie di fogli bianchi o con indicazioni editoriali
(sguardie bianche, pagina con occhiello) che sembrano avere la funzione di sipario. Il
nome frontespizio venne usato per una famosa rivista fiorentina degli anni 30.
Titolo: La scienza che studia la scelta di un titolo per un testo si chiama titologia. I
titoli possono essere descrittivi o connotativi, semplici o doppi, composti o
complessi e possono variare da copertina a frontespizio o a dorso etc. In generale il
titolo ha la funzione di designazione/indicazione del testo. Ma sulla scelta del titolo
non intervengono solo lautore e leditore ma ha una grande influenza il pubblico a
cui il testo destinato.
Nome dellautore: Anche in questo processo si muovono strategie abbastanza
complesse. Bisogna stare attenti a non commettere errori nella collocazione del
nome, nelle proporzioni etc. Si consiglia di usare uno pseudonimo, mentre
lanonimato segno di cattivo carattere.

Carattere (I): Secondo Paul Valry la pagina del libro deve possedere una vera e
propria qualit darte, ossia lavorare in termini di proporzioni sulle masse di nero
puro dei caratteri, disposte sul campo purissimo del foglio di carta con potenza
di contrasto raggiunta con le interlinee. Il libro ideale quello che si gusta con gli
occhi e con la mente, quello che ti d una sensazione gradevole sia visivamente che
nella lettura. Questo ideale non pu essere attinto che attraverso la collaborazione
dellincisore del carattere con lo stampatore. Tutta la forma deve scaturire dal
carattere.
Carattere (II): Dal greco che significa imprimere, incidere. Ciascuna
delle rappresentazioni grafiche delle lettere dellalfabeto, disegnate secondo le
stesse regole in un determinato stile, ma anche Insieme dei tratti fisici, morali e
comportamentali di una persona, che la distingue dalle altre. Dunque il carattere
tipografico incide, distingue il libro dagli altri. E quindi il carattere tipografico che d
il carattere al testo. Nella storia per con lavvento delle avanguardie futuriste e le
altre questo schema fu completamente distrutto in quanto il manifesto futurista
prevedeva luso di diversi caratteri in diversi modo togliendo al libro quelluniformit
che lo caratterizzava. Il testo cos si dissolto nella materia tipografica, e la materia
tipografica si a sua volta fatta testo.
Il libro e locchio: Il rapporto tra libro ed occhio molto stretto, un balzo in questo
senso si riscontra nella seconda met del 1500 quando gli intellettuali si
interessarono allo studio della natura, dellanatomia e della biologia a cui
corrisposero editori e ed autori ma soprattutto nuovi artisti che, grazie alle nuove
tecniche della calcografia, riproducevano con lincisione/disegno testi naturalistici
molto precisi. E in questo momento che nasce il libro avente una funzione visiva di
grande importanza. Forse una delle cause della crisi del libro da ricerca proprio
nella rottura del rapporto tra libro e immagine.
Illustrazione/immagine: La scelta dellimmagine nel libro pu dare risultati
deludenti, per questo a volte si consiglia di lasciar perdere lillustrazione. Bisogna
per distinguere tra illustrazione e immagine: lillustrazione, molto sinteticamente,
ha finito con lassorbire entro i propri confini limmagine in senso forte: larte
figurativa, che si ormai trasformata nella pura illustrazione. I surrealisti erano degli
eccellenti illustratori, grafici e stampatori a dei pessimi pittori (scarso interesse per
lo specifico).
Illustrazioni: Basta col vile abuso delle pagine dipinte! Locchio sar ormai tutto e
lingua e orecchio nulla? Dio ci guardi dal cader cos in basso! Wiliam Wordsworth.

Note: Io credo che non si possa pi scrivere libri. Quasi tutti i libri sono note a pi di
pagina gonfiate in volumi. Io scrivo solo note a pi di pagina Bobi Bazlen.
Retrofrontespizio, colophon: Questi due elementi costituiscono limpronta digitale,
la carta didentit del libro. Nel retrofrontespizio si trova il titolo originale, la data
della prima edizione e delle successive, lindicazione dei diversi editori e il copyright.
Il colophon dovrebbe invece contenere alcuni elementi fissi che per non sempre
vengono inseriti (es. data e luogo di stampa: s.d., s.l.). Inoltre un libro dovrebbe
contenere anche lo ISBN (International Standard Book Number) con il relativo codice
a barre.
Correzione delle bozze: A volte lo stesso autore che vuole correggere le bozze, ci
fa infuriare leditore o il tipografo. Ma in effetti lautore si accorge della grande
lontananza che passa tra il suo dattiloscritto e il testo appena stampato. E la
diversit di immagine che stravolge il rapporto.
Epitesto: Lautore dovrebbe innanzitutto partire dallepitesto prima che dal testo.
Lepitesto comprende tutte quelle strategie, occasioni da sfruttare (dalla recensione
allinterista, dal premio nobel letterario etc.). La pratica dellepitesto fa fiorire
strutture semantiche autoconservatrici.
Tatto: Il piacere del testo si avverte anche attraverso il tatto, sfregare tra il palmo e
il pollice un libro di dimensioni ben equilibrate, con le masse ben dosate, la
copertina e il dorso gradevolmente rilegati. Un buon libro deve poter offrire questo
piacere. Scomparsa labitudine di leggere in lunghe passeggiate come il vecchio
Don Abbondio.
Castrante: Libro come veicolo di saggezza, ma costringe anche a rispettare la sua
ideologia castrante. Luciano Caruso.
Lettura: La lettura una cosa innaturale, oggi ci viene spontaneo leggere con gli
occhi, in silenzio. S. Agostino si stupiva di un monaco che leggeva i quel modo
spezzando le unit tra il parlare, lo scrivere e il leggere, regola viva ancora nel
medioevo. La fisiologia e la psicologia della lettura sono scienze ancora in sviluppo,
perch una cosa certa: gli uomini leggeranno sempre pi i cartelli luminosi che i
libri dotati di una luce spenta. Forse la crisi del libro sta anche nellaver perso la
capacit di trasmettere progettualit.
Lettore (I): Hypocrite lecteur mon semblable, - mon frre! Charles Baudelaire.
Ce vice impuni, la lecteur Valery Larbaud.

Lettore (II): Lautore geloso del testo, permaloso se qualcuno gli consiglia di
correggere qualcosa che per una persona non va. Per questo lautore non potr mai
essere il lettore del proprio libro, egli non sopporta nemmeno che il primo rapporto
che il lettore instaura con il testo che legge il tradimento. La scrittura allontana il
lettore dallautore e dalla sua opera. Secondo Roland Barthes gli scrittori, cento fani
fa (1800 ca), ignoravano che si fossero pi modi di parlare una lingua. Essi esigevano
che il lettore dimenticasse la lingua duso quotidiano per adottare quella che
lautore imponeva. Ancora oggi spesso cos.
Lettura ed eros: Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno pi non vi leggemmo
avante Dante Alighieri.
E venuto per leggere. Ed aprimmo due o tre libri: storici e poeti. Ha letto un po, per
dieci minuti, poi ha smesso. Sul divano sonnecchia. Appartiene ai suoi libri: pure-ha
solo ventitr anni, molto bello Costantino Kavafis.
Libro dartista: Il libro dartista non un libro illustrato da un artista ne il prodotto
delleditoria autogestita (esoeditoria, underground press, small press etc.). Il libro
dartista invece il prodotto di una volont totalizzante da parte di un unico autore.
Il libro era quindi realizzato da un unico autore o da u piccolo gruppo che lo
stampava con strumenti povere (macchina a spirito, matrice di carta etc.) oppure
con i nuovi strumenti di riproduzione (fotocopie etc.). Conta il rapporto che si forma
con il destinatario e non si investe sulla struttura del libro.
Libro darte: Il pi dei libri darte non hanno nulla a che fare con larte. Questi tipi di
libro si ritrovavano, soprattutto nella crisi degli anni 60, nelle sale daspetto di
dentisti, avvocati, persone ricche. Infatti grazie a questo fenomeno che molti
artisti hanno ottenuto fama. Questo tipo di libri ha una funzione simile a quella dei
quadri. Ma in questo mercato di formata uneditoria volgare che ha influenzato
limmagine del libro.
Libro-game: Libro che offre una pluralit di percorsi alla lettura, Barthes dice il
ritmo di ci che si legge e ci che non si legge a fare il piacere dei grandi racconti. Il
modello del libro-game viene seguito da I Promessi Sposi in cui dove si narra
lincontro di Don Abbondi con i bravi alla biforcazione della stradina. La biforcazione
interpretazione di quello schema; lintera narrazione piena di scelte, tra bene e
male etc. Raymond Queneau Un raccontino a vostro piacimento.
Pocket-book: Da Aldo Manuzio in poi i tascabili costituiscono il miraggio di ogni
editore. Il pocket-book moderno nasce nella seconda guerra mondiale con le
ineguagliate Armed Forces Editions in dotazione alle truppe americane con le
dimensioni adatte (base cm 16,50, altezza circa cm 10) a entrare nella tasca destra

posteriore di pantaloni khaki. Era il sogno di ogni editore creare un tascabile della
bibbia, ora procedimento banale grazie al chip, che ha, per, segnato la fine del
libro.
Costi e prezzo: Il prezzo del libro determinato dalla somma dei costi di una serie di
fattori pi o meo fissi (carta, stampa, confezione etc.) con altri invece che sono
variabili come le spese redazionali e i costi generali di impresa. Autore come un
venduto? Leditoria ottiene il prezzo di copertina moltiplicandolo per un parametro
fisso. Altro modo per definire il prezzo di un libro quello di tener conto del
significato intrinseco dellopera, vi sono opere che lautore stesso consiglia di non
comprare.
Fiscalizzazione: E lapporto dello Stato alla crisi editoriale del libro; di fatti difficile
avviare una piccola iniziativa editoriale nel sistema fiscale italiano, i costi e i
meccanismi del sistema sovrasteranno il profitto.
Distribuzione: La fortuna di un libro dipende soprattutto dalla distribuzione, la quale
infatti lindiziato primo cui accollare le responsabilit del proprio fallimento. La
distribuzione pu assorbire fino al 60% del rezzo di copertina.
Autodistribuzione: Un solo mercato piuttosto che una molteplicit di mercati: c
chi dice che, coerentemente con le leggi delleconomia, anche quello del libro un
unico mercato in quanto nella societ di consumi lunicit di mercato misura di
tutti i valori, dunque anche del libro. In questo sistema si ritrovano alcuni fenomeni
economicamente marginali: le vendite dirette dei libri mirati, le vendite per
corrispondenza di annunci o mailing postali. Qualcosa di simile nel vecchio mercato
si ritrovava nella cultura degli Almanacchi, dei Lunari etc.
Libreria: Il libro in libreria viene messo in mostra, ma tra tutti gli altri non si
pavoneggia, mostra solo il suo dorso. La libreria di oggi presenta il libro di faccia, ma
al lettore esperto per leggere lintero libro gli basta decodificarne la copertina. Si
pu comprare il libro per svagatezza oppure comprare in comunit: si compra
insieme, in una sorta di complicit. Tutti i libri sono, senza volerlo, Instant Books
(libro di tempi strettissimi che racconta di eventi o personaggi attuali), filosofia
industriale del just in time, dello stock zero presa dallindustria giapponese. Allo
scadere del tempo fissato da un apposito programma, il libro invenduto finir,
scartato e dismesso dal Catalogo, in un magazzino. Da unattenta gestione del
magazzino nacque poi la cultura dei Remainder (I remainder sono libri che
costituiscono le giacenze di magazzino di edizioni non pi in commercio, o perch il
titolo stato ristampato in una nuova edizione (spesso differente solo per copertina
e veste grafica) o perch andato fuori catalogo e non sar pi ripubblicato, almeno

per il momento, da quella casa editrice. Costituisce una valida alternativa al macero
dei libri, garantendo un risparmio per l'ambiente, e permettendo la circolazione dei
libri (e quindi di cultura) a bassissimo prezzo, consentendone l'acquisto anche a chi
normalmente non pu permettersi un acquisto in libreria. Wikipedia).
Libro/giornale: Si avvolge in cellofan per impreziosire un oggetto; incellofanato il
libro allegato a un quotidiano/settimanale/mensile ed cos che la vendita del libro
si ritrova in luoghi impropri: giornalai, supermercati, fiere etc. In questo modo il
libro perde il suo valore acquisendo quello di strumento di pubblicit. Non si ha mai
lopposto.
Bibliofilia: La bibliofilia propriamente l'amore per i libri. Ovvero la passione nel
leggere e spesso collezionare libri, di solito ponendo particolare attenzione alla
qualit dell'edizione, per quanto riguarda stampa, formato e materiale oppure alla
rarit. Bibliofilo colui che si dedica alla bibliofilia. Di solito un lettore accanito, e
pu collezionare e raccogliere i libri da lui amati. Non sempre, per, necessita di essi
il possesso. Talvolta preferisce ammirare antiche edizioni nelle biblioteche. Ammira
codici antichi, prime edizioni, stampe raffinate, manoscritti autografi, carte speciali,
illustrazioni particolari quali silografie e acqueforti, opere scritte in lingue poco
conosciute, condizioni buone di conservazione, presenze di documenti
complementari quali ritratti e lettere.
I dispiaceri del testo: Barthes differenzia tra piacere e godimento del testo, si ha
questultimo in rapporto alla percezione della continuit nello sviluppo storico cui il
testo appartiene. Il testo di piacere testimone di discontinuit, si concede in quella
che Barthes chiama in balia delle illusioni, seduzioni e intimidazioni del linguaggio.
Gran parte delleditoria contemporanea evitano il testo di piacere che, a questo
punto, ci si chiede se nato per sbaglio.
Il libro e la rivoluzione: Barthes: Nulla pi essenziale a una societ che la
classificazione dei suoi linguaggi. Cambiare questa classificazione, spostare la
parola, fare una rivoluzione. Oggi in corso un vasto rimaneggiamento che
propone la centralit della scrittura mettendo in discussione i generi. Anticlassicismo
e sovversione dei ruoli. Questa nuova centralit non deve per riguardare solo il
libro ma abbracciare tutta la scrittura.

Parte seconda: Caratteri eminenti


Garamond: E tra i caratteri che ancor oggi vengono usati e soprattutto e il
carattere che pi si rif al modello antico. Questo carattere si sviluppato tra la fine
del 1400 e la prima met del 1500.

Le due sorgenti: Lalfabeto latino ha due forme


fondamentali: il maiuscolo e il minuscolo. Il maiuscolo ha
come modello la capitalis romana, il carattere che
rappresentava nella scrittura il potere dellimpero. Jan
Tschichold, tipografo contemporaneo, dice: Noi
dovremmo studiare e ammirare la grande bellezza delle
lettere prese ad una ad una, come il ritmo dei rapporti tra
loro. Osservare le distanze tra le lettere, per quanto inusuali
e grandi ci possano apparire, e prenderle a guida.. Roberto
Guiscardo, condottiere normanno, usa questo carattere
monumentale romano per liscrizione sulla facciata del
Duomo di Salerno, come per richiamare lantico impero romano. Nel cinquecento si
cerca di trasformare il carattere in qualcosa di pi elegante cercando di togliergli le
regole geometriche che seguiva, ma anche cos il carattere appariva rigido. Il
minuscolo lo ritroviamo nella scrittura umanistica neocarolingia, che era la scrittura
formale usata nei libri manoscritti. Poi cera la scrittura corrente (corsivo).
Francesco Griffo: Larte della stampa si diffonde dalla Germania in tuta Europa: la
prima stamperia in Italia quella di Arnold Pannartz e Conrad Sweynheym, segue
poi quella dei fratelli Johan e Wendelin von Speyer a Venezia nel 1469. Il francese
Nicholas Jenson vi incide nel 1470 il prototipo del Garamond, che stato definito il
pi perfetto mai inciso. Aldo Manunzio il pi grande editore in senso moderno,
che apre la sua stamperia a Venezia nel 1490. Egli affida lincisione dei punzoni a
Francesco Griffo, che fu il primo a produrre il corsivo, richiestogli per le produzioni
economiche in quanto permetteva di comprimere il testo in termini di spazio. La
qualit editoriale dei libri d Manunzio furono di esempio per tutta Europa. Griffo,
dopo aver rotto con Manunzio, si dedic alla stampa pirata spacciando per originali
delle false stampe recanti il sigillo di Manunzio.
Il cosiddetto Garamond: Nela Francia di Rabelais e di Francesco I si riconosce una
vera e propria fioritura tipografica; qui che Claude Garamond acquista subito
grande fama grazie alleccellenza del suo alfabeto greco, il primo ad usare il
corsivo insieme al tondo. Una delle pi importanti scoperte tipografiche fu fatta nel
1926 dalla studiosa americana Beatrice Warde, la quale dimostr che il Garamond
prodotto nel 1922 dalla Monotype Corporation era in realt basato su caratteri incisi
da Jean Jannon nella prima met del seicento. Si ritrovano in tutti i Garamond
caratteristiche comuni: la lunghezza delle ascendenti e delle discendenti, le
maiuscole pi basse delle ascendenti, la spigolosit nel raccordo tra i due occhi della

g, lasimmetria delle grazie superiori della T, locchio della P aperto, lassenza di


grazie nelle lettere C e S e nel corsivo le maiuscole sono meno inclinate delle
minuscole.
Baskerville: John Baskerville, il laccatore di Birmingham.
William Caslon: In Inghilterra si riscontra per tutto il 1600
uno scarso sviluppo tipografico, tanto che le stamperie
utilizzano caratteri importati dallOlanda. Caslon il primo
incisore inglese che fa concorrenza allOlanda con i suoi
caratteri forti per funzionalit e grazia ( gusto calligrafico,
penna a punta: segni morbidi e delicati ). Il carattere
tuttora molto utilizzato e il corsivo rimane campione di
eleganza.
Leccentrico laccatore di Birmingham: John Baskerville, singolare figura di
illuminista inglese del secolo di Adam Smith, nasce nella campagna del
Worcestershire nel 1706. A ventanni si trasferisce a Birmingham, uno dei centri
della rivoluzione industriale, dove lavora come maestro calligrafo e pratica
lincisione su pietra. Allet di trentanni, quando muore il padre, deve dedicarsi ad
unattivit pi redditizia: lavora nellindustria degli oggetti laccati, dove nel giro di
pochi anni si fa conoscere.
Carta e inchiostro: Nel 1751 Baskerville torna alla Lettera, dove cerca la perfezione
dei caratteri. La cerca essendo consapevole che caratteri, carta, stampa e inchiostro
sono strettamente legati. Cos produce la carta nel suo laboratorio, fa costruire
torchi da stampa dalle superfici accuratamente complanari e prepara linchiostro
facendo stagionare olio di semi di lino con laggiunta di resina ambrata e nerofumo
di alta qualit.
Il bel cavallo da tiro: I caratteri di Baskerville portano a compimento i suggerimenti
di Caslon: i contrasti sono ulteriormente accentuati e i raccordi pi eleganti. Le
grazie superiori sono quasi orizzontali, la base della E si allarga e gli spessori dei
tratti non seguono pi gli andamenti del pennino tagliato cinquecentesco. Assunte
forme di calligrafia post fiamminga: la coda della Q a forma di falce, il cappi inferiore
della g aperto e il corsivo inequivocabile. Inizialmente deriso il carattere di
Baskerville tanto da definirlo beautiful workhorse trover fama dopo la sua morte.
Benjamin Franklin ne era un appassionato ammiratore, [ tanto da tacere quelli che
dicevano che era meglio il Caslon: B.F. presentava a questi un Caslon dicendogli che
era un Baskerville. ]. La dichiarazione dindipendenza americana del 1776 verr
comunque composta in Caslon. Baskerville muore nel 1775.

Bodoni
Il Romano del Re: Nel 1640 il cardinale Richelieu istituisce
lImprimere Royale, la stamperia reale. Luigi XIV, nel 1692,
forma una commissione per lo studio di un nuovo carattere
progettato secondo principi scientifici: si propone quindi un
carattere costruito su una griglia quadrata 48x48; le grazie
sono orizzontali, accentuato il contrasto tra tratti spessi e
sottili e c unidea di sistema. Il carattere, inciso da Philippe
Grandjean, fu chiamato Romain du Roi ed lantecedente dei
moderni Bodoni e Didot. Il carattere coperto da un divieto di riproduzione, ma ci
non ferma i tipografi che riproducono il carattere apportando alcune modifiche per
evitare la sanzione. Pierre Simon Fournier incide caratteri estremamente personali
introducendo inoltre un enorme numero di fregi e decorazioni.
Re dei tipografi e tipografo dei re: Giambattista Bodoni nasce a Saluzzo nel 1740,
figlio di un tipografo impara il mestiere nella bottega del padre. Allet di diciottanni
si trasferisce a Roma dove lavora a riordinare il patrimonio tipografico della
stamperia vaticana inoltre si interessa alle lingue orientali. Nel 1766 vuole andare a
Birmingham per incontrare Baskerville, che ammirava molto. Ma nel frattempo si
ammala e rimane nel suo paese natale. In seguito il duca di Parma Ferdinando di
Borbone gli propone di impiantare la stamperia di corte. Dopo lungo tormento
abbandona Baskerville per Fournier e scrive il suo primo libro nel 1771 ( Fregi e
Maiuscole ). Muore nel 1813.
Il trionfo del neoclassico: Bodoni, partito a una fornitura di Fournier, appena
comincia a incidere caratteri per la stamperia di Parma, elabora un proprio stile:
abbandona le decorazioni eccessive tipiche del francese e ripulisce la pagine
dedicandosi alla lettera e alla sua impaginazione. Un altro francese, Firmin Didot, sta
percorrendo una strada simile a quella di Bodoni, quella che dal rococ porta al
neoclassicismo. Le grazie del Bodoni sono pi dolcemente raccordate, gli
assortimenti di corpi e caratteri pi equilibrati, spaziature e interlinee maggiormente
dosate. Il Bodoni si impone, sovrasta losservatore.
Rockwell: Dalla fine del settecento aumentano gli uso della tipografia: viene usata
per volantini, manifesti, pubblicit commerciale etc. Nasce quindi il bisogno di
caratteri forti; si incidono caratteri in legno, si usa il gotico quando c bisogno di pi
nero. Si cerca per altro: caratteri mostruosi, iperdecorati, eccessivi.
Gli egiziani: Una linea di sviluppo si riconosce negli ultra-Bodoni; seguendo
Fournier-Didot-Bodoni si crea un forte contrato tra il peso dei tratti e la sottigliezza

delle grazie. Quando invece le grazie vengono del tutto eliminate si ottiene il cos
detto carattere bastone, un ritorno allantico lapidario greco e romano arcaico.
Quando invece lo spessore delle grazie uguale a quello dei tratti il carattere si
definisce egiziano, non per una connessione diretta allEgitto, ma perch quando
furono introdotti era conosciuta e attiva la spedizione di Napoleone in Egitto con la
stele di Rosetta. Gli egiziani sono di due tipi: quelli a grazie raccordate ( il pi noto
il Clarendon, realizzato nella fonderia della famiglia Caslon, a Londra nel 1843 ) e
quelli a grazie non raccordate, come il Rockwell.
Ancora egiziani: Gli egiziani a grazie non raccordate ritornano nel 1930, si usano
dappertutto dalla Germani ( Memphis ) alla Monotype che realizza il Rockwell per il
mercato americano, un carattere che ancora oggi funziona molto bene ed uno dei
pi famosi della sua famiglia.
Century: Nella storia dei moderni ( dopo Fournier ) prendono una linea diversa i
caratteri cos detti scozzesi, gli Scotch Roman. Chiamati cos negli Stati Uniti i
caratteri incisi da Richard Austin per la Miller di Edimburgo allinizio dellottocento.
Mentre Bodoni allarga le lettere in cerca di eleganza, Austin le restringe, modera i
contrasti, accorcia i tratti ascendenti e discendenti con lobbiettivo di renderli pi
leggibili. Gli scozzesi sono quindi gli antecedenti del Century, disegnato da Linn
Boyd Benton nel 1895.
La meccanizzazione della tipografia: Nel 1798 viene inventata in Francia la
fabbricazione meccanica della carta ( cartiera Didot, primi impianti in Inghilterra nel
1803 ). Nel 1811 viene costruita la prima macchina da stampa a vapore adottata dal
Times di Londra dal 1814. Sempre in Inghilterra viene introdotta la fonditrice di
caratteri nel 1822. Tutto ci per arrivare infine alla composizione meccanica, che
porta alla messa a punto negli Stati Uniti delle due macchine fondamentali: la
linotype, inventata da Merghentaler e installata al New York Tribune nel 1886, che
fonde unintera riga alla volta; e la monotype, inventata da Lanston e prodotta dal
1889, che fonde ciascuna lettera separatamente. Il successo delle due macchine
per dovuto dalla macchina per incidere i punzoni, inventata da Linn Boyd Benton
nel 1885 a Milwaukee, con la quale si possono produrre punzoni in serie invece che
a mano.
I grande incendio di Chicago: Di grande rilevanza la normalizzazione della misura
tipografica, che permette di moltiplicare produzioni e commerci. Un decreto della
monarchia francese del 1723 stabiliva i rapporti tra i vari corpi non specificandone
per lunit di misura. Nel 1735 Fournier da al punto tipografico il valore di un
settantaduesimo di pollice, ma sceglie per il pollice un valore ufficialmente non
riconosciuto. Francois Ambrose Didot cinquantanni dopo mette in relazione il punto

tipografico con la misura riconosciuta del piede. In America bisogner aspettare


lincendio di Chiacgo del 1871 perch le cose cambino. Distrutta la fonderia si decide
di studiare un sistema di misura razionalizzato: lAmerican Point System, messo a
punto da Nelson Hawks.
De Vinne: Theodore Low De Vinne, stampatore e studioso della tipografia, incarica
Benton di creare un carattere da usare per la rivista Century specificando di volere
un tratto pi marcato. Benton lavorava molto sui caratteri scozzesi migliorandone la
leggibilit senza togliere alcune caratteristiche principali. Il figlio di Benton, Morris
Fuller, porta la variante bold del Century. Morris Fuller Benton anche famoso per il
suo Franklin Gothic, carattere senza grazie per titoli, compresso ed equilibrato.
Gill: Eric Gill cre due dei caratteri pi compiuti e originali del 1900: il Perpetua e il
Gill Sans. Egli era incisore, scultore, artista e artigiano, ritenuto dagli altri tipografi
come un dilettante firmo il secolo con i suoi caratteri.
Stamperie private e calligrafia: La Kelmscott Press, stamperia impiantata da William
Morris nel 1891, la prima delle private presse. Le arti applicate nascono nella
seconda met dellottocento con lobbiettivo di ridare dignit alle lavorazioni
artigianali soffocate dalla crescente industrializzazione Nasce cos anche il design, la
progettazione della forma dei prodotti industriali. Edward Johnston, allievo di
Morris, si dedic alla calligrafia e il suo libro Writing & Illuminating & Lettering dl
1906 ebbe molto successo.
Frank Pick: E importante nel processo dei rimodellazione, egli avvia la completa
ristrutturazione dellimmagine della metropolitana di Londra. -[ Pick era cattolico in
un paese protestante e socialisteggiante, pensa che il design abbia come fine
primario lutilit sociale. ]- Nel 1914 Pick commissiona a Johnston un carattere senza
grazie che sia utile a tutti gli usi in metropolitana. Il carattere, in uso dal 1916, il
primo caso di applicazione sistematica di un senza grazie ed limmediato
antecedente del Gill Sans.
Incisori e comunisti: Verso la met degli anni venti Stanley Morison cerca un
alfabeto moderno, cos, pensando che un incisore abbia pi sensibilit per le grazie,
chiede a Gill di realizzare un nuovo carattere. Tra il 1925 e il 1928 Gill disegna
lelegantissimo Perpetua, nel quale diverse lettere derivano dalle iscrizioni tombali
del settecento. Nel 1926 dipinge linsegna di una libreria a Bristol con un carattere
sans serif simile a quello di Johnston e Morison, rimanendone colpito, chiede a Gill
di realizzare un carattere senza grazie. Nasce cos, ne 1927, il Gill Sans. La sua
particolarit consiste nellavere il portamento di un carattere con grazie, pur non
avendone; richiama per certe analogie strutturali il Perpetua; la g ha il doppio occhio

classico, inusuale nei senza grazie, la p del corsivo ha uninsolita continuazione del
tratto curvo.
Futura: Lavanguardia razionalista degli anni venti vuole ridurre le forme nelle loro
costituenti elementari.
La tipografia del Bauhaus: Il laboratorio del Bauhaus produce lavori notevoli nel
campo dellimpaginazione, ma non altrettanto in quello della tipografia. Il carattere
regolato da forme geometriche funziona solo per i titoli. Il pi noto carattere
lUniversal-Alfabet di Bayer. Il critico tipografico Jan Tschichold dice dellamico El
Lisitskij che le sue opere hanno lirreperibile incanto dellesperimento rivoluzionario,
ma non sviluppava le sue forme sulla base della tecnica tipografica. La specificit
della scrittura quindi non pu essere elusa e trattare le forme delle lettere d aun
punto di vista puramente formale porta ineluttabilmente a esiti fragili.
Renner alla triennale di Milano: Lunico carattere che ci pervenuto dal Bauhaus
il Futura di Paul Renner, prodotto a partire dal 1927. Renner vede i disegni di un suo
studente ( Ferdinand Kramer ), il quale aveva frequentato il Bauhaus, e rimane
colpito dallottimo equilibrio compositivo. Renner decide di farne un redesign, ma
Kramer aveva disegnato solo il maiuscolo e le cifre; infatti i problemi si riscontrano
nella creazione delle minuscole: la prima versione fu caratterizzata da forme
tradizionali, poich, in forme geometriche, la lettura sarebbe stata complicata. Cos
lo spessore dei tratti curvi si assottiglia in prossimit del raccordo con i tratti dritti. Il
carattere avr un grande successo, Renner lo presenter nel 1933 alla V Triennale di
Milano, dove verr usato come modello per lautorappresentazione del regime
fascista. In Germania, per, Renner venne accusato dai nazisti di bolscevismo
tipografico e cacciato dalla scuola di sua fondazione a Monaco. In Germania fu poi
usato il gotico fino a quando sar abolito perch inventato da un ebreo.
Unaccattivante elaborazione del Futura il Neo-futura di Milton Glaser.
Rudolf Koch: Nel giro di pochi anni appaiono diversi caratteri senza grazie: In Gran
Bretagna il Gill Sans, negli Stati Uniti il Metro di Dwinnings e il Tempo di Middleton,
in Germani, oltre al Futura, lErbar di Jakob Erbar e il Kabel di Rudolf Koch. Il
carattere Kebal quasi un neogotico ed agli antipodi del Futura; le terminazioni
oblique dei tratti richiamano la xilografia espressionista e linconfondibile disegno
della g gli assicura una buona memoria.
Times
Alla stazione di Kings Cross: Il 10 settembre 1912 Stanley Morison compra The
Times nella stazione londinese di Kings Cross; il giornale contiene un supplemento
della rivista The Imprint di Gerard Meynell. Nell primo numero si ricerca una

persona che possa lavorare nel giornale. Morison si propone e il posto suo pur non
avendo alcuna esperienza. Comincia cos la carriera di quello che stato considerato
la massima autorit mondiale nel campo della stampa.
Il carattere del secolo: Nel 1922 Morison consulente della Monotype Corporation,
nel 1925 della prestigiosa Cambridge University Press e nel 1929 del Times. Qui si
cerca la progettazione di un nuovo carattere per tutto il giornale. Morison comincia
a lavorare sul Baskerville e sullo Ionic, poi sul Perpetua.Infine Morison individua
come punto di partenza il Plantin. Esegue gli studi a matita, che vengono passati a
Victor Lardent, dellufficio grafico. Il 3 ottobre del 1932 il Time esce composto
interamente dal nuovo carattere chiamato Times New Roman. La base
cinquecentesca quasi impercettibile: le lettere sono pi piene, i tratti ascendenti e
discendenti pi corti, lo spessore pi marcato e le grazie pi regolari e uniformi.
Tutto ci permette unottima leggibilit anche a corpi piccoli.
Helvetica: Carattere associato al design e alla grafica italiana degli anni sessanta.
Un senza grazie tipicamente ottocentesco: LHelvetica segna la fine dei caratteri
geometrici razionalisti con un ritorno alla tradizione mitigato dal nuovo gusto
moderno. LHelvetica infatti un redesign dellAkzidenz-Grotesk, prodoto dalla
fonderia Berthold dal 1896. Il nuovo carattere stato disegnato da Max Miedinger
nel 1957 per la fonderia Haas. Le particolarit dellHelvetica: stata riesumata la
zampa a ricciolo, tipica dei moderni, della R, poi sono state rese quasi orizzontali le
terminazioni delle lettere c, e, s, C, G, S e la curva inferiore della g si un po
appiattita. Questo carattere eccezionalmente neutro e compatto eccellente per
luso formalistico.
Univers: Il carattere degli anni settanta doveva essere lUnivers progettato dallo
svizzero Adrian Frutiger per la fonderia francese Deberny & Peignot nel 1957. Non
ebbe successo come lHelvetica proprio per il suo programma di sviluppo completo,
arrivando ad avere in totale ventuno varianti. Sono riconoscibili nel carattere le
lettere G, Q, R, E e i numeri 1, 2, 5.
Optima
La confraternita dei calligrafi: Nato a Norimberga nel 1918, Hermann Zapf,
inizialmente apprendisti tipografo, a ventanni rimane colpito dalla mostra dei lavori
di Rudolf Koch. Studia calligrafia come autodidatta dal manuale di Edward Johnston
ed entra in contatto con lo storico Gustav Mori. Nel 1938 un suo carattere viene
accettato dalla fonderia Stempel di Francoforte. Dopo la guerra alla Stempel come
direttore artistico della stamperia interna. Nel 1949 realizza il Palatino, nel 1952 il
Melior e nel 1955 la prima serie dellOptima. Nel 1956 Zapf lascia la Stempel per

dedicarsi allo studio e alla ricerca; crea infatti molti caratteri. Nel 1954 pubblica il
Manuale Typographicum ( un raccolta di sue composizioni tipografiche ). Lo stesso
Zapf dice che la calligrafia ci fa esprimere sentimenti umani e che c sempre una
goccia del nostro cuore nellinchiostro che usiamo. Anche la moglie di Zapf
calligrafa autodidatta.
Lepigrafia fiorentina: Nel 1951 Zapf va a Firenze, dove studia le iscrizioni in pietra
della Firenze del quattrocento, la quale aveva la caratteristica di avere grazie poco
accentuate. Sar la base dellOptima, carattere originale: la struttura delle lettere
classica, ma un carattere sans serif anche e non lo sembra; questo effetto dato
da un particolare trattamento degli spessori.

Parte terza: Diario di lavoro


La carta: Il tatto ha grande importanza nella stimolazione del piacere in una
lettura di un libro, quindi importante scegliere il tipo di carta da utilizzare in base
al tipo di pubblicazione.
Cos: La carta un foglio costituito di materie prime fibrose, soprattutto vegetali,
far loro feltrate ed essiccate; a queste vengono aggiunte le materie collanti, i
coloranti e sostanze speciali per diminuire la trasparenza. La carta igroscopica (
assorbe lumidit atmosferica )
Tipi: Si distinguono fondamentalmente carta, cartoncini e cartoni. La differenza
consiste nel peso e nello spessore. Le carte hanno un peso compreso tra 10 a 150
g/mq e uno spessore che va da 0,3 a 0,03 mm; i cartoncini hanno un peso compreso
tra 150 e 400 g/mq e uno spessore superiore a 0,3 mm; i cartoni hanno un peso
compreso tra 400 a 1200 g/mq e uno spessore che giunge fino a 2mm.
Limpasto: Si riconoscono carte finissime di puro straccio oppure soltanto di
cellulose chimiche, carte mezzo fini che contengono quantit variabili di cellulose
chimiche e di pasta di legno e infine la carta riciclata ed ecologica che per non
adatta a tutti i tipi di pubblicazione.
Limpiego: I prodotto cartari si classificano in diverse categoria da qusto punto di
vista: carte da giornali, carte da scrivere o da stampa, carte da impacco, cartoncini e
cartoni. Le carte e cartoncini si distinguono in diversi tipi: - carte patinate ( lucide ed
opache ): si adattano soprattutto alla riproduzione di illustrazioni. Si usa la carta
lucida se la pubblicazione composta principalmente da immagini, mentre si usa la
carta opaca se la pubblicazione composta principalmente da testo; - carte uso

mano: adatte per la stampa di libri, opuscoli, riviste. Il supporto pi o meno


satinato e risulta particolarmente gradevole al tatto; - carte speciali: tutte le carte
per usi particolari ( depliant pubblicitari, edizioni di lusso etc. ). Il costo maggiore.
Comprarsi la carta: Per la disponibilit di alcuni tipi di carta a volte possono essere
necessari diversi giorni, bene quindi affrontare il tema della carta per primo. Oltre
a reperire gli indirizzi dei migliori rivenditori di carta, bisogna informarsi sul peso del
quantitativo che servir per il nostro libro, poich il costo della carta viene espresso
a peso, mentre la vendita viene effettuata generalmente a risme.
Formati: Il formato di una pubblicazione deve cercare di adattarsi ai formati
normalmente reperibili in commercio, che sono il 64x88 cm ed il 70x100 cm, dai
quali si ottengono i relativi sottomultipli.
Il formato Uni: Il formato unificato nei suoi multipli e sottomultipli conservi le stesse
proporzioni. Il fisico Lichtenberg cerc di trovare il formato unificato circa
centosessantanni fa: egli constat che un foglio di carta i cui lati siano nel rapporto
che esiste tra un lato del quadrato e la sua diagonale permette di ottenere dei
formati nei quali il rapporto fra i lati rimane costante. Come base si scelto u foglio
che avesse quei requisiti e che aveva le dimensioni di 1mq ed in cui il rapporto tra i
lati sia 5:7 ( formato A0 ). Esso costituisce la base della serie dei formati A i cui
sottomultipli si ottengono per dimezzamento normale al lato pi lungo. La serie A
adatta ad ogni produzione grafica finita. La serie C contiene la serie A e la serie B
contiene la serie C.
Foglio e formato finito: Tradizionalmente il formato era indicato dal numero dei
foglietti che si ottengono piegando il foglio stampato : 1) in-piano: un foglietto, due
pagine; 2) in-folio: due foglietti; quattro pagine; 3) in 4, in 8, in 16, in 24, in 32.
Gli originali: Con il termine originale si intendono tutti quei materiali che
dovranno essere riprodotti: testo, foto, disegni o altro. La stampa la riproduzione
di un originale e come tale riproduce, e a volte accentua i difetti di questo.
Il testo: Loriginale del testo deve essere battuto a macchina su fogli preferibilmente
di formato A4 ( 21 x 29,7 cm ). Esso va poi riveduto, controllando in particolare la
punteggiatura. Presso le case editrici esiste un precisa figura professionale, il
redattore. Il testo non deve essere passato in composizione fino a quando non sia
perfettamente preparato: definitivo, chiaro, leggibile, corretto, e con tutte le
indicazioni per la lavorazione.
Calcolarne lo sviluppo: E importante calcolare quanto svilupper tipograficamente
il nostro testo, per poter preventivare spessore del libro, tempi di realizzazione e

costi. Per fare ci, prima si calcola di quante battute loriginale: si contano le
battute di una riga media, si moltiplica per il numero delle righe della pagina media;
si moltiplica quindi il risultato ottenuto per il numero delle cartelle. Il risultato il
totale delle battute del nostro testo. Una volta scelto il corpo, il carattere e la
giustezza, con laiuto del campionario dei caratteri della tipografia ricaviamo quante
battute conterr la pagina stampata; sar sufficiente dividere il totale delle battute
per questo dato e sapremo il nostro libro sar di tot pagine.
Come va passato: E necessario indicare sulloriginale tutte le informazioni che
serviranno al compositore: il tipo di carattere, il corpo, la giustezza, la distanza di
eventuali rientranze, le distanze dei bianchi tra i titoli e tutte le variazioni necessarie
ad evidenziare tipograficamente segni o parole.
Originali delle illustrazioni: Se un testo possibile correggerlo anche dopo la prima
bozza, non la stessa cosa per una brutta illustrazione. I disegni devono essere
realizzata a china nero su carta bianca da disegno o su carta da lucido. Bisogna
inoltre tener conto che nella riduzione per la riproduzione anche lo spessore del
tratto del disegno diminuisce. La verifica possibile con una fotocopia . Le fotografia
devono essere stampate carte lucide, bianche, brillanti e preferibilmente devono
essere foto originali ( per ragioni di resa e di etica ). La tecnica di retinatura della
stampante produce diversi inconvenienti. bene inoltre che le foto siano i bianco e
nero se devono essere stampate in bianco e nero. La fotografia deve essere pi
nitida possibile. Per i grafici e le illustrazioni la tecnologia moderna ci aiuta moto.
La preparazione: Con lavvento della fotocomposizione e del personal computer la
simbologia e il linguaggio grafico non sono pi univoci. LUni sta varando
attualmente delle normative per tentare di dare alla grafica, alleditoria e alla
stampa un linguaggio universale. Una classificazione dei caratteri risulta pertanto
quanto mai difficile se non impossibile.
La forma della scrittura: La scrittura fonetica alfabetica che usiamo quella latina;
essa deriva dalle lettere capitali dellepoca classica romana, ed a questa si
ricollegava la scrittura usata nel periodo medievale dai monaci amanuensi. I copisti
tracciavano i caratteri uno a uno, con linvenzione dei caratteri mobili, il copista non
pu lasciare la sua firma, non pu scrivere i caratteri in modo soggettivo. In
quellepoca la tipografia era considerata unarte, il carattere esprimeva un
comunanza di cultura e il suo disegno doveva essere in armonia non solo con gli altri
caratteri ma anche con lo spirito artistico di chi lo utilizzava. Nei secoli successivi non
cambi tanto la forma base del carattere, quanto piuttosto il gusto. La creazione
elettronica del carattere e la videoimpaginazione hanno riportato alla condizione

originale, permettendo la riproduzione con la possibilit di intervenire su ogni


singolo segno.
I caratteri da stampa: I caratteri possono essere graziati e senza grazie. Possiamo
classificare nelle seguenti famiglie i caratteri pi usati: 1) bastoni, etruschi,
grotteschi; non hanno terminazioni e le aste sono di spessore uniforme; 2) egiziani;
le aste sono in genere di spessore uniforme e hanno terminazioni ad angolo retto,
dello stesso spessore delle aste, o leggermente inferiori; 3) romani antichi; hanno
aste con un principio di contrasto ( linee sottili e spesse ) e le terminazioni sono
triangolari raccordate con curve alle aste; lasse delle lettere rotonde obliquo; 4)
romani moderni; le terminazioni sono orizzontali, di spessore molto sottile, uguale
alle aste chiare, queste sono fortemente contrastate rispetto a quelle scure; lasse
delle lettere rotonde verticale; 5) gotici e medievali; caratteri tipici tedeschi, usati
per composizioni finalizzate a identificare precise tematiche ; 6) inglesi e scritture;
sviluppati dalle antiche scritture cancelleresche, hanno in genere un forte contrasto
tra le aste; 7) fantasia; la parola stessa dice che questo gruppo inclassificabile;
lesplosione di questi caratteri ne ha favorito un uso generalmente improprio,
aggravato dal fatto che raro trovare validi elementi estetici in queste serie.
Scegliere il carattere: Consultare il campionario dei caratteri per individuare quello
pi adatto ala propria pubblicazione pu risultare unoperazione difficile. La scelta
dei caratteri dipende da fattori fisiologici ( equilibrio, presentazione generale etc. ) e
da fattori psicologici ( il piacere suscitato, il gusto, labitudine etc. ). Si possono
quindi immaginare i caratteri in funzione di segni e immagini, perch non hanno solo
la funzione di trasmettere un messaggio, ma hanno una forza dimmagine
autonoma. Bisogna sempre ricordare il fattore leggibilit, perch un carattere pu
essere bello esteticamente ma pu non essere ben leggibile nelle maiuscole, mentre
pu essere leggibile nelle minuscole e viceversa. In genere si considera ben leggibile
uno scritto che si pu decifrare comprendo la met inferiore delle minuscole, un
testo composto solo da maiuscole non ben leggibile in quanto questa regola non
vale per questultimo caso. I caratteri con grazie sono quelli pi indicati per testi
molto lunghi, in quanto ispirano continuit. Ogni famiglia di caratteri ha diverse
serie: in rapporto alla forma il carattere sar tondo, corsivo o controcorsivo, in
rapporto alla proporzione pu essere strettissimo, stretto, normale, largo,
larghissimo, rispetto alla forza delle aste invece chiarissimo, chiaro, neretto, nero e
nerissimo; pu essere infine maiuscoletto, filettato, ombrato, negativo.
Le misure tipografiche: La dimensione dei caratteri detta corpo o forza di corpo e
viene espressa in punti tipografici considerandone le parti ascendenti e discendenti.
Il sistema di misure tipografico non quello metrico decimale ma quello introdotto

nel 1770 da F.A.Didot basato sul punto tipografico che corrisponde a 0,3759 mm.
Multiplo del punto la riga tipografica, che formata da 12 punti, detta anche
cicero ( in Francia douze, in Olanda augustjin, in Inghilterra e in America pica ).
Alcuni computer hanno introdotto ne loro sistema la misura anglosassone, il pica.
Per le misure tipografiche ci serve il tipometro, che reca da una parte le misure in
centimetri e millimetri e dallaltra le corrispondenti misure tipografiche.
La giustezza: La larghezza di una colonna di testo o di pagine viene detta giustezza: il
termine giustezza 14 vuol dire che la composizione larga 14 righe. La giustezza di
un testo molto importante ai fini della leggibilit: infatti se il testo troppo lungo
difficile, finita una riga, ritrovare la successiva, mentre se troppo corto la lettura
appesantita dalle divisioni sillabiche e leccessiva verticalit rende difficile la lettura.
Linterlinea: Per interlinea si intende lo spazio tra un riga e laltra. Il termine
sterlinato viene usato per indicare un testo composto con linterlinea dello stesso
valore del corpo. Interlineare a 2 punti invece significa che un testo stato
composto con un interlinea di 2 punti maggiore del corpo. Anche nella scelta
dellinterlinea bisogna tener conto di fattori estetici e di leggibilit: un carattere ben
composto non ha bisogno di un supplemento di interlineatura per essere leggibile,
mentre in relazione alla forza delle aste, al corpo e alla giustezza una maggiore
interlineatura pu aiutare a rendere il testo pi leggibile.
Ordini di composizione: La composizione si pu effettuare in diversi modi, ma i piu
usati sono: la composizione a blocchetto ( o giustificata, o a pacchetto ), a epigrafe (
o centrata, o lapidaria ), a bandiera.
La composizione a blocchetto: Questa composizione la pi usata, specialmente
per i libri: le righe hanno uguale lunghezza fra loro e di conseguenza facilitano una
lettura continua. Lartifizio che si usa per permettere alla riga di arrivare a giustezza
di aumentare o diminuire lo spazio tra le parole o tra le lettere. Esistono
comunque delle regole: la distanza non devessere troppo lunga ne troppo corta.
Inoltre lultimo righino non deve essere pi corta di un terzo della giustezza.
I capoversi: Nellimpaginazione da evitare che la prima riga della pagina inizi con
una parola tagliata o con un righino di fine capoverso. Il capoverso pu essere del
tipo con rientranza o con sporgenza. Il rientro deve comunque essere proporzionato
alla giustezza.
La composizione non giustificata: La composizione a epigrafe si ottiene
impaginando le righe, di diversa giustezza, centrate tra di loro. Una composizione
gradevole esteticamente adatta a testi brevi. La composizione a bandiera ha
ugualmente le righe di diversa giustezza, ma allineate solo a destra o a sinistra.

Bisogna quindi conciliare il vantaggio di avere le spaziature uniformi con lo


svantaggio di non avere un punto determinato per il ritorno a nuova riga dellocchio.
Da evitare la divisione sillabica delle parole. Altri ordini di composizione sono: a
sagoma, quando il testo segue il contorno di un disegno o di una foto, e a giustezza
crescente o decrescente, quando le righe variano la giustezza in modo costante
secondo una linea prestabilita.
La spaziatura: I criteri classici della spaziatura erano: il quadrato ( pari al corpo ), il
quadratino ( met del corpo ), il terziruolo ( lo spazio ideale tra una parola allaltra,
un terzo del corpo ) e il mezzano ( un quarto del corpo). La fotocomposizione ha
cambiato questi criteri in quanto ha offerto ulteriori possibilit: si pu variare
linterlineatura con incrementi microscopici o con valori inferiori allaltezza del
carattere , sovrapporre i caratteri, comporre sulla stessa riga caratteri di corpi
diversi allineati o meno al piede; si pu diminuire lo spazio tra le lettere.
Le composizione a caldo: Il sistema che per secoli stato usato per la
realizzazione dei testi la composizione a mano, che consiste nellallineare le lettere
che sono incise a rilievo e a rovescio su un parallelepipedo di piombo, fino a formare
una riga di testo. Le parti non rilevate vengono riempite da interlinee. Dalla fine
dellOttocento la composizione della riga viene effettuata anche con la linotype, una
macchina che permette di dattiloscrivere su una tastiera le lettere e fornisce la riga
di testo fusa in un'unica linea di piombo.
La composizione a freddo: La fotocomposizione vive una vita di continua
evoluzione, si succedono tre generazioni di macchine: allinizio le macchine si
avvalevano di un sistema ottico meccanico, riproducevano cio il carattere
proiettando un fascio di luce attraverso la lettera incisa su una matrice negativo, e
impressionando cos la carta; nella seconda generazione le macchine invece
utilizzano il calcolatore per ricreare la lettera e u tubo catodico per impressionarla
sul film; quella di terza generazione composta da un certo numero di tastiere, da
un calcolatore, da una memoria per archiviare e gestire i dati e i programmi.
Lintervento sui caratteri: Le stesse informazioni che un computer da per generare
un carattere di corpo 6, le utilizza per crearne uno di corpo 60; questo un grande
problema che si risolve in due modi: uno prevede che per il testo ( fino al corpo 12 )
il computer disegni caratteri con delle piccole varianti nei confronti di quello per i
titoli ( dal corpo 14 in poi ). Un altro sistema, pi sofisticato quello dellintervento
intelligente del calcolatore in rapporto alle modifiche del corpo. Inoltre la
possibilit di modificare elettronicamente il carattere (inclinarlo, stringerlo e
allargarlo ) porta a una gran confusione degli stili e dei disegni del carattere.

Il desktop publishing: Levoluzione della tecnologia dei computer, oltre ad


aumentarne la potenza e facilitarne luso, ha ridotto considerevolmente i costi. La
semplicit nel produrre una pagina e quindi il gran numero di utenti per porta ad
un scarsa conoscenza della cultura tipografica che porta alla produzione di prodotto
di qualit scadente. Unulteriore tecnica per la preparazione di pagine per la stampa
la macchina da scrivere. Potete inoltre aiutarvi, per le titolazioni o per i testi, con i
caratteri trasferibili, o addirittura con la penna.
La correzione delle bozze: Le bozze vengono tirate generalmente in colonna, ossia
con il testo non impaginato definitivamente. Le bozze vanno rilette, insieme al
manoscritto, almeno due volte da due persone diverse. La prima lettura per
controllare il senso del discorso e il controllo tipografico; laltra lettura deve invece
prestare attenzione ai refusi , gli errori di battuta di chi ha composto il testo.
Effettuate le correzioni, si tirano le seconde bozze in due copie: una per il riscontro
ed eventuali nuove correzioni e laltra per limpaginazione.
La bozza di impaginazione: Con la copia dellimpaginazione e quella delle
illustrazioni si prepara il cosiddetto menab, ossia il fac-simile dello stampato. Dopo
un ulteriore riscontro per verificare che le istruzioni del menab siano state
rispettate la pagina completa viene fotocomposta su pellicola trasparente. Questa
viene assemblata con le figure e le altre pagine sul formato carta da stampare e
viene tirata unultima prova, detta cianografia per il caratteristico colore
azzurrognolo. Nella cianografia appare il definitivo assetto del testo, impaginato e
con le illustrazioni; su questa, effettuati gli ultimi controlli, va apposto il visto si
stampi.
Il libro e i suoi componenti
La copertina: La copertina costituta da due piani, uno anteriore e uno posteriore,
uniti tra loro dalla costa o dorso, che pu essere tondo ( flessibile ) o piatto ( rigido e
incollato alla pagine. La copertina deve poter esprimere con pochi elementi quello
che il contenuto del libro. Per un legatura in brossura ( la copertina incollata al
dorso ) si pi plastificare la copertina.
Le prime pagine e le ultime: Le prime pagine del libro ( principi ) vengono composte
dopo perci si numerano con i numeri romani. Esse contengono tradizionalmente: I:
occhiello od occhietto: nato intorno al 1484 con lo scopo di proteggere la prima
pagina del libro. Reca il titolo del volume e della collana. II: in genere bianca, pu
contenere il frontespizio o lelenco degli altri libri dello stesso autore. III:
frontespizio, una pagina molto importante, contiene il nome dellautore, il titolo del
libro, leventuale sottotitolo o indicazioni di collaboratori, il nome delleditore con

lindicazione della citt in cui risiede, lanno di pubblicazione. IV: retrofrontespizio


con le varie informazioni riguardanti al libro e chi ha collaborato. V: dedica a chi ha
dato lidea allautore di scrivere il libro. VI: bianca; pu contenere i ringraziamenti
agli eventuali collaboratori e le fonti bibliografiche. VII-VIII: prefazione; lautore o
leditore spiegano le ragioni della pubblicazione. IX: indice; pu trovarsi anche alla
fine. X: indice delle illustrazioni oppure pagina bianca.
La numerazione delle pagine e i titoletti correnti: Per evidenziare le pagine di
apertura delle varie parti del libro di solito si usa lasciare uno spazio bianco in testa
alla pagina. Nelle pagine si possono trovare titoli correnti, che sintetizzano il
contenuto del testo. La soluzione classica prevede nella pagina di sinistra il titolo del
volume e in quella di destra quello del capitolo. Il carattere dovrebbe essere quello
del testo ma con un corpo minore. La numerazione pu trovarsi in basso o in alto,
centrata o spostata ai margini ( di solito si trova ai margini ).
Limpaginazione: La presenza di illustrazioni rende limpaginazione un lavoro non
facile. Si possono usare colori senza abusarne soprattutto nel testo.
La gabbia: Il sistema per determinare larea della pagina destinata al testo affidata
alla proporzione aurea.
Il menab: Nel menab su dei fogli doppi si traccia la gabbia che si deciso di
utilizzare cominciando a disporre le bozze in questarea lasciando degli spazi per le
illustrazioni.
Le dimensioni delle immagini: Per calcolare la riduzione e lingrandimento un
metodo quello di tracciare la diagonale sul retro delloriginale; una volta scelta la
nuova base si riporta questa ai piedi della foto. Il metodo matematico lequazione
proporzionale. Ridimensionata la foto bisogner indicare tagli e misure sul retro.
Le didascalie: