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"Minori ed uso di internet: opportunit o rischio?" Il progetto "Connetti anche la testa!" del
Consiglio dellOrdine degli Avvocati di Roma
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Con la fine dellanno scolastico 2015 2016 si concluso il secondo anno di attivit del progetto
"Connetti anche la testa!" della Commissione Famiglia, Minori, Immigrazione del Consiglio
dellOrdine degli Avvocati di Roma , al quale ho avuto il piacere di partecipare con altri valenti
colleghi del foro di Roma, con la regia dallallora coordinatrice vicaria Avv. Pompilia Rossi. Il
progetto ha previsto un ciclo di incontri con le prime due classi di alcuni licei romani sulluso
consapevole e sicuro della rete Internet e dei servizi ad essa associati nonch sul fenomeno del
cyberbullismo.
Facebook conta in Italia circa 26 milioni di profili attivi. Nel mondo, gli utenti attivi ogni mese sono
1,59 miliardi (1,44 dei quali da dispositivo mobile) e 1,04 miliardi giornalmente (dati 4
quadrimestre). Sempre su Facebook il numero di visualizzazioni di video ha toccato i 3 miliardi al
giorno. Secondo le stime della compagnia californiana le persone passano mediamente circa 19
minuti al giorno su Facebook.
Secondo i dati forniti da Google, proprietaria di YouTube, il servizio di visualizzazione e
condivisione di video ha pi di 1 miliardo di utenti che ogni giorno guardano centinaia di milioni di
ore di video generando miliardi di visualizzazioni. Il numero di ore di visualizzazione ogni mese su
YouTube aumenta del 50% anno su anno. Ogni minuto vengono caricate su YouTube 300 ore di
video.
Negli ultimi anni lofferta dei servizi di network sociale cresciuto sensibilmente. In Italia,
soprattutto tra i pi giovani, molto diffuso ASK.fm il cui nome lacronimo di "Ask for me". ASK
un servizio di rete sociale basato su un'interazione "domanda-risposta" il cui scopo quello di
scrivere domande sul profilo degli altri membri. Il servizio basato principalmente sull'anonimato:
infatti possibile scrivere le domande in forma anonima sulla bacheca degli altri utenti e seguire i
propri amici senza che loro lo sappiano. Per rispondere alle domande tuttavia necessario registrarsi
al sito che, nelle condizioni di utilizzo, stabilisce che gli utenti di Ask.fm devono avere almeno 13
anni. ASK.fm nel 2013 aveva pi di sessanta milioni di utenti registrati, di cui 13,2 milioni sono
frequentatori quotidiani.
Il fenomeno non pu essere circoscritto ai soli social network. Esiste una enorme offerta di servizi di
telecomunicazione che consentono linterazione tra utenti che si avvalgono dei protocolli informatici

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della rete Internet e che non rientrano nella categoria del network sociale. Tra questi, il pi diffuso
tra i giovani probabilmente WhatsApp che consente linvio di messaggi di testo con video, audio
ed immagini ai contatti della propria rubrica telefonica che abbiano installato il programma. Anche i
numeri di WhatsApp, con un miliardo di utenti attivi nel mondo, sono impressionanti.
Dal rapporto ISTAT su Cittadini e Nuove Tecnologie, pubblicato il 18/12/2014, risulta che nel
2014 oltre la met dei bambini con almeno 3 anni di et (54,7%) utilizza il pc e oltre la met della
popolazione di 6 anni e pi (57,3%) naviga su Internet. Il dato risulta ancor pi significativo per i
ragazzi in et compresa tra gli 11 ed i 14 anni di cui quasi l80% utilizza Internet. Le famiglie in cui
presente almeno un minorenne si dimostrano quelle a pi alta intensit di tecnologia: il personal
computer e laccesso ad Internet da casa sono disponibili, rispettivamente, nell87,1% e nell89% dei
casi. Le famiglie con un componente sotto i 18 anni sono anche quelle in cui pi frequente la
connessione a banda larga (87,2%) e in cui il telefono cellulare onnipresente.

Fonte ISTAT www.istat.it

Internet si connota sempre di pi come strumento per linterazione sociale. Il 62,7% usa la rete per
inviare messaggi in chat, blog, forum di discussione online e per la messaggeria istantanea, pi della
met (57%) per inviare messaggi su Facebook, Twitter. Pi contenuta la quota di coloro che hanno
effettuato telefonate via Internet (37,3%). da sottolineare come queste attivit siano gi molto
diffuse tra i minorenni con et compresa tra gli 11 e i 17 anni che dimostrano una precoce confidenza
con le tecnologie telematiche.
Spesso i minorenni tra gli 11 e i 17 anni svolgono in famiglia unopera di alfabetizzazione informatica
dei genitori avendo maggiore dimestichezza con luso degli strumenti digitali. Si riscontra tra i
giovani il paradosso di una grande esperienza delle modalit duso dei servizi con un quasi istantaneo
adattamento alle interfacce dei programmi, che si accompagna ad una scarsa o solo approssimativa
conoscenza dei meccanismi di funzionamento della rete Internet e delle caratteristiche della
cosiddetta memoria digitale.

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Da ci deriva lerronea percezione che tutto quello che accade su Internet sia virtuale, in quanto
proprio di una dimensione cibernetica estranea alla vita reale. Di conseguenza lo stesso concetto di
rete intesa come infrastruttura tecnologica a servizio delle interazioni reali tra persone risulta di non
immediata comprensione.
La collocazione di Internet nel mondo reale consente ai ragazzi la comprensione che le interazioni si
svolgono nel reame dei rapporti giuridici. Che laccettazione delle condizioni di servizio di un social
network abbia un contenuto contrattuale risulta essere spesso un concetto oscuro ai giovani.
Gli atti posti in essere da un minorenne sono di regola annullabili a meno che il minore abbia, non soltanto dichiarato
falsamente di essere maggiorenne ma abbia con raggiri occultato la sua minore et. Con la creazione di un profilo in un
social network si concede quasi sempre al gestore una licenza illimitata non esclusiva sulla propriet intellettuale dei
contenuti pubblicati, atto straordinario che richiede lautorizzazione del giudice tutelare e la nomina di un curatore
speciale in caso di conflitto dinteressi con il minore.

Lo scopo del progetto stato quello di educare i giovani allievi dei licei ad un uso consapevole delle
tecnologie informatiche nonch di aiutare i ragazzi ad affrontare il fenomeno del cyberbullismo e
delle condotte illecite attraverso la rete, mediante la comprensione delle possibili conseguenze delle
condotte lesive per le vittime e per gli autori.
Tra i giovani la percezione dellillegalit delle condotte illecite attraverso luso della rete molto
bassa. Spesso lequivoco che Internet sia un luogo virtuale dove sia facile mantenere lanonimato,
magari mascherandosi dietro un nickname, induce in errore sulla gravit degli atti commessi
attraverso la rete. I ragazzi, sebbene utilizzino quotidianamente strumenti informatici molto sofisticati
come smatphone e tablet, risultano poco inclini alla navigazione sicura mediante il protocollo https
ed alla cura nella scelta delle password di accesso ai servizi. E scarsa infine la consapevolezza delle
conseguenze derivanti dalla pubblicazione di foto su Internet.
Secondo i dati raccolti dallISTAT e pubblicati il 15 dicembre 2015 nel rapporto sui Comportamenti
Offensivi e Violenti tra i Giovanissimi, tra i ragazzi utilizzatori apparati connessi in rete (cellulati,
tablet o pc), il 5,9% denuncia di avere subto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat
o sui social network. Le femmine sono pi di frequente vittime di cyberbullismo (7,1% contro il 4,6%
dei ragazzi) probabilmente perch prediligono modalit indirette di approccio rispetto a quelle dirette,
tipiche del bullismo off line dei maschi.
Se consideriamo che nel 2014, poco pi del 50% degli 11-17enni ha subto qualche episodio
offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze, appare evidente che
lincidenza delle forme tradizionali di bullismo maggiore rispetto a quelle avvenute per mezzo o

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attraverso Internet. Tuttavia, altrettanto evidente quanto sia maggiormente elevato il grado di
pericolosit di una condotta illecita online.
Nel 2014, l83% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di et utilizza Internet con un telefono cellulare e il 57% naviga nel web.
In particolare, i maggiori fruitori di tecnologia sono gli adolescenti 14-17enni, i quali utilizzano giornalmente o qualche
volta a settimana il telefono cellulare nel 92,6% dei casi (contro il 67,8% degli 11-13enni), nel 50,5% il personal
computer e nel 69% Internet (contro il 27,4% e il 39,4% dei pi piccoli di 11-13 anni).
Le femmine fra gli 11 e i 17 anni usano pi frequentemente dei coetanei maschi sia il telefono cellulare (86% contro
79,2%) sia Internet (59,8% contro 54,1%).
Il cyberbullismo molto meno frequente di altre forme di bullismo perpetrate offline: il 22,2% delle vittime di
aggressioni da parte di bulli ha dichiarato di aver subto una qualche prepotenza tramite luso delle nuove tecnologie
come telefoni cellulari, Internet, e-mail, durante lanno.
Le azioni ripetute (pi volte al mese) riguardano il 5,9% dei ragazzi 11-17enni che hanno subto atti di bullismo
elettronico.
Si riscontra una incidenza maggiore tra i pi giovani rispetto agli adolescenti. Circa il 7% dei ragazzi tra 11 e 13 anni
dichiara di essere stato vittima una o pi volte al mese di prepotenze tramite cellulare o Internet, mentre la quota
scende al 5,2% se la vittima ha unet compresa tra 14 e 17 anni.
Ben l88% di quanti hanno lamentato continui comportamenti scorretti on line (una o pi volte al mese) ha
dichiarato di aver subto altrettante vessazioni anche in altri contesti del vivere quotidiano. Pertanto il cyberbullismo si
presenta come fenomeno spesso associato a quello del bullismo tradizionale e pi raramente come fenomeno a s
stante. (Fonte ISTAT www.istat.it)

Il programma degli incontri ha compreso unintroduzione sul funzionamento di Internet, sulle misure
minime per navigare in sicurezza, sulle potenzialit ed i rischi delluniverso digitale; una rassegna
delle principali fattispecie di reato ed il racconto di casi reali di cyberbullismo; la discussione delle
possibili strategie per la risoluzione dei conflitti tra ragazzi e la valorizzazione della condivisione
delle esperienze dolorose da parte delle vittime come valido rimedio e ausilio per la loro corretta
elaborazione. La tecnica espositiva ha privilegiato linterazione con i giovani che sono stati invitati a
condividere con i relatori le proprie esperienze ed impressioni.
Come riportato nella relazione del Procuratore Generale della Repubblica della Corte d'Appello di
Roma, Antonio Marini, nel 2014 si potuto registrare nel distretto di Corte di Appello di Roma un
calo rispetto allo scorso anno delle iscrizioni di minori per reati di estorsione, violenza privata e
minacce, tutti reati riconducibili al fenomeno del bullismo. Si tratta senzaltro di un importante
risultato ma non bisogna abbassare la guardia ed iniziative come questa vanno nella giusta direzione,
poich il migliore antidoto contro il bullismo ed il cyberbullismo nonch contro i danni derivanti da
un uso non sicuro degli strumenti informatici rappresentato senza dubbio dalla conoscenza.

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Obiettivo delliniziativa stato di valorizzare la rete Internet come strumento di conoscenza,


condivisione ed interazione, fornendo ai giovani le informazioni necessarie ad un uso consapevole e
sicuro della rete in unottica di prevenzione e contrasto delle condotte devianti che purtroppo spesso
assumono carattere di drammaticit.
Liniziativa del Consiglio dellOrdine degli Avvocati di Roma ha condiviso lapproccio di fondo che
ispirava il disegno di legge S. 1261 approvato dal Senato della Repubblica il 20/05/2015 al quale la
Camera dei Deputati ha purtroppo messo mano pesantemente snaturandone gli obiettivi e la natura.
Nei due anni di attivit il progetto ha coinvolto i licei Dante, Lucrezio, Tacito e Tasso di Roma nonch
lIstituto Scolastico Calasanzio. Per rendere le conversazioni pi coinvolgenti e mantenere alto
linteresse della giovane platea, sono stati proiettati video e slide che i relatori hanno commentato.
Lattenzione degli studenti stata sempre molto alta. Numerosi gli interventi dei ragazzi che in alcuni
casi hanno condiviso le proprie esperienze personali e dei propri amici. I dirigenti scolastici e gli
insegnanti hanno mostrato grande interesse alliniziativa.
Aiutare i giovani a collocare ogni attivit su Internet in un contesto giuridico e di legalit, attraverso
la conoscenza della rete e delle sue regole, esalta il ruolo sociale dellavvocatura che in questo modo
riesce ad andare oltre la gi non semplice e tradizionale funzione di pilastro dellapparato della
amministrazione della giustizia nella difesa dei diritti e delle libert fondamentali.
Avv. Mario Sabatino luglio 2016
www.sabatino.pro
mario@sabatino.pro