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ANDREA ACCONCIA FRANCESCO MUZZARELLI 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ANDREA ACCONCIA
FRANCESCO MUZZARELLI
Guida pratica per il successo universitario
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TANTO PER ESSERE CHIARI

Questo libro non è la formula magica per prendere 30 e lode senza studiare. Quella, credeteci, non esiste.

Esiste, invece, una serie di strategie per studiare meglio e in meno tempo. Entrambi gli autori di questo libro le insegnano e applicano nel loro lavoro, attraverso libri e corsi di formazione.

Questo e-book nasce con l’idea di mettere insieme il punto di vista di un docente e di

uno studente, per capire quali sono gli errori più comuni e grossolani da evitare assolutamente all’esame.

È una guida pratica dedicata agli studenti che, se pur preparati, per l’emozione, per l’ansia o semplicemente perché nessuno gliel’ha spiegato, hanno risultati all’esame non in linea con le loro aspettative.

Tutto quello che leggerete, sulle cose da fare e sulle cose da NON fare, prima durante e dopo un esame, è frutto di molti anni di studio e, soprattutto, dell’esperienza sul campo che abbiamo maturato come studenti e docenti, dentro e fuori dall’università.

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In bocca al lupo per il prossimo esame

(e lunga vita al lupo).

Andrea Carmine Acconcia
 


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Francesco Muzzarelli

GLI AUTORI

GLI AUTORI 
 Andrea Acconcia è studente di scienze dell’educazione, presidente dell’associazione culturale Hand, si occupa

Andrea Acconcia è studente di scienze dell’educazione, presidente dell’associazione culturale Hand, si occupa di Educazione e di Apprendimento e come formatore e mental coach segue studenti universitari nella costruzione del metodo di studio e preparazione dell’esame.

Francesco Muzzarelli da venti anni svolge

l'attività di formatore e consulente presso l’impresa, la sanità e la pubblica amministrazione locale. È Professore a contratto presso la Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. Si occupa di comportamento organizzativo, comunicazione e metodologia didattica. È autore di oltre cento pubblicazioni su temi di management e formazione del personale.

GLI AUTORI 
 Andrea Acconcia è studente di scienze dell’educazione, presidente dell’associazione culturale Hand, si occupa

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Indice

PREFAZIONE: PAG.2
 ERRORE I: ARRIVARE IMPREPARATO PAG.8

PREFAZIONE:
PAG.2

ERRORE I: ARRIVARE IMPREPARATO
PAG.8

ERRORE II: STUDIARE SENZA RIPASSARE PAG.15

ERRORE II:
STUDIARE SENZA RIPASSARE
PAG.15

ERRORE III: NON ASCOLTARE LE DOMANDE PAG.25

ERRORE III:
NON ASCOLTARE LE DOMANDE PAG.25

ERRORE IV: COMUNICARE MALE PAG.40

ERRORE IV: COMUNICARE MALE
PAG.40

ERRORE V: RIMURGINARE SULL’ESAME PAG.35
ERRORE V:
RIMURGINARE SULL’ESAME
PAG.35

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”Se voi imparate a coltivare l'amore per le parole, moltiplicate il livello d'emozione.La differenza fra gli uomini e gli animali non sono i sentimenti, quelli li hanno anche loro. Anche un cane può voler bene ad una persona.

Noi però portiamo la sofisticazione comunicativa ad un livello ulteriore… più coltiviamo la sofisticazione del pensiero, più moltiplichiamo il livello d’emozione.”

(cit. Guido Clemente di San Luca prof. ordinario di Diritto Amministrativo presso la Seconda Università di Napoli)

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ERRORE I: ARRIVARE IMPREPARATO

GLI ACCORGIMENTI CHE VI FARANNO AVERE LA LODE

Scommettiamo che vi hanno sempre detto che il modo migliore di passare un esame è studiare.

Proviamo ad indovinare:

“L’80 degli individui ottiene il 20% dei risultati, mentre il restante 20% ottiene l’80% dei risultati” 
 
 (Principio di Pareto)
 


devi studiare giorno per giorno,non ridurti all’ultimo momento,leggi e ripeti più volte,fatti degli schemi o dei riassunti…

Per carità, tutte cose vere ..ma dei consigli della nonna possiamo farne a meno, quelli li conosciamo già.Quello che vi proponiamo noi è un punto di vista diverso sull’esame.

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Se è vero che il modo migliore per passare un esame è studiare (con metodo), l’errore più grande che si possa fare all’esame è arrivare IMPREPARATO.

 
 

“Ma scusa, studiare e essere preparato non è la stessa cosa”?

No, non lo è.

 
 

Cerchiamo di essere più chiari.Studiare è importante ma prima di iniziare a studiare, è fondamentale investire del tempo per capire come è strutturato l’esame.

 

Giocate a calcio?

 
 

Anche se non avete mai fatto sport, dovete sapere che ogni squadra ha un allenatore, che non allena soltanto la squadra, ma prepara tatticamente la partita.

 
 

Cioè studia l’avversario, il campo di gioco, valuta i suoi giocatori, e poi li mette in campo.

 
 

Quindi non gli basta valutare i propri giocatori, deve valutare anche l’avversario.

 

Questo significa che non potete basarvi soltanto su quello che avete studiato, ma anche su come, quando, e perché queste informazioni vi saranno chieste.

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 Un esame scritto richiederà un tipo particolare di studio, un esame orale un altro.
 

Un esame scritto richiederà un tipo
particolare di studio, un esame orale un
altro.

A secondo che lo scritto sia a crocette o a
risposte aperte, ci vuole uno studio
diverso. Nel primo caso vi verrà chiesto di
rispondere a delle domande chiuse, quindi
serve uno studio più mnemonico, nel
secondo occorre saper argomentare e
quindi oltre alla memoria è richiesta
capacità espositiva.

“Ma io ho una memoria pessima”

Tranquilli… al contrario di quanto si possa
pensare, avere problemi di memoria non è
una fatto genetico, ma esistono delle

tecniche per ricordare meglio e più a lungo termine. Ne sveliamo qualcuna nel capitolo 3, se poi desiderate approfondire la tematica, vi consigliamo di guardare il

Torniamo a noi.In un esame orale dovete raccontare le cose che avete studiato a un’altra persona, quindi vi conviene allenarvi a ripeterle.

Conosciamo tantissimi studenti che passano settimane e mesi sui libri e poi all’esame balbettano.

In questi casi vi consigliamo di conservare un po’ di tempo per ripetere oralmente

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almeno gli argomenti principali, magari smettendo di studiare 2-3 giorni prima dell’esame.
 
 Oltre a questo,
almeno gli argomenti principali, magari
smettendo di studiare 2-3 giorni prima
dell’esame.

Oltre a questo, prima di fare un esame è
opportuno conoscere accuratamente le
modalità in cui l’esame si svolgerà.
Attenzione, non parliamo di esame
scritto, orale, o a crocette; facciamo
riferimento a quali sono i temi principali
su cui verterà l’esame.

Quali sono i temi importanti per il professore?Su quali argomenti si è soffermato di più a lezione?

“Ma io non sono andato a lezione!”

Un ottimo motivo per confrontarsi coi compagni di studio, sui gruppi facebook, o nei luoghi come aule studio, biblioteche, caffé.

“Ma io non ho amici, e quelli che ho non studiano!”

Un ottimo motivo per cominciare a cercarli e coltivarli.

Ragazzi, si chiama “Intelligenza Interpersonale” o più semplicemente la capacità di comprendere gli altri, le loro caratteristiche, e di creare situazioni sociali favorevoli.

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 A nostro avviso è importante tanto quanto l’Intelligenza Logico-Matematica, cioè quella che usate quando siete
A nostro avviso è importante tanto quanto
l’Intelligenza Logico-Matematica, cioè
quella che usate quando siete da soli col
vostro bel libro.
E non tirate fuori la scusa che “in gruppo
non si combina niente”. 

Imparare a lavorare in gruppo può essere
una delle abilità fondamentali per il
vostro futuro lavoro.
(a quanto ci risulta studiate per trovarvi
un lavoro non per appendere la laurea in
camera, vero? =) )

Quindi vale la pena imparare.Se non trovate amici o compagni di studio

validi, non smettete di cercarli.Studiare in gruppo, e aiutarsi l’un l’altro significa qualcosa di più di guadagnare informazioni, significa condividere conoscenza, passare gli anni più belli della vostra vita a guardare persone, non solo manuali.

L’università non è solo seguire corsi e dare esami, l’università è (anche) tutto il resto. Chiedetelo a chi l’ha già fatto.

Dopo tutti gli anni passati in facoltà, non vi ricorderete degli amici con i quali andavate a ballare il sabato sera, ma quelli con cui condividevate ansie, paure, stress e conoscenza preparando gli esami.

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 In extrema ratio (cioè se le cose si mettessero male) ricordate che c’è sempre il
In extrema ratio (cioè se le cose si
mettessero male) ricordate che c’è
sempre il docente, il quale è tenuto
almeno una volta a settimana a ricevervi e
rispondere alle vostre domande.

“Ma io ho paura/vergogna ad andare al
ricevimento!”.


Un ottimo motivo per affrontare la vostra

paura e superarla! Se vi fa paura un professore immaginatevi la paura che vi farà:

  • - progettare un ponte

  • - visitare un paziente

  • - affrontare una causa

  • - tenere una lezione
 
 … e così via
 


Aver paura di una cosa, non è una condizione sufficiente a non farla.” 
 


(Soprattutto se quella cosa è utile per la vostra crescita)

Penso l’abbiate capito… le scuse con noi non hanno scampo :)

Credeteci. Fare queste cose è tutto nel vostro interesse. Noi non ci guadagniamo niente.

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RICAPITOLANDO: PRIMO ERRORE DA EVITARE

Arrivare all’esame IMPREPARATO,non solo nel senso di aver studiato poco,ma di NON aver studiato beneLE MODALITÀ DI VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO.

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ERRORE 2: STUDIARE SENZA RIPASSARE

COME RIPETERE IN MODO INTELLIGENTE

Il mostro peggiore per uno studente è sicuramente trovarsi con la sensazione di aver studiato, ma di dimenticare tutto proprio all’esame…


 “I livelli dell’ermeneutica sono 4: 
 Fingere di Capire
 Credere di Capire
 Capire
 Capire veramente”

“I livelli dell’ermeneutica sono 4:
Fingere di Capire

Credere di Capire

Capire

Capire veramente”


(cit. prof. Giuseppe Limone ordinario di filosofia del diritto e della Politica presso la seconda Università di Napoli )

Visto che il discorso della memoria

richiederebbe più tempo e più spazio, ti consigliamo ancora una volta di andare ad approfondire su METODO UNIVERSITARIO

Ma già che ci siamo, cerchiamo di fare qualcosa subito:

In che modo la maggior parte degli studenti risponde a quest’ansia di dimenticare tutto?

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1) Studiano con il libro in mano fino a un minuto prima dell’esame.2) Si disinteressano totalmente e vanno allo sbaraglio, tanto chissenefrega…

Vi è mai capitato?

 

È una generalizzazione, però purtroppo spesso è vera.

PROBLEMI DI MEMORIA


 La figura che sta per arrivare vi spiega quella che in gergo tecnico si chiama
La figura che sta per arrivare vi spiega
quella che in gergo tecnico si chiama
CURVA DELL’OBLIO
Lo psicologo Ebbingaus, qualche decennio
fa, ha dimostrato quanto segue:


"la memoria dei dati appresi in una determinata sessione diminuisce con il passare delle ore e dei giorni. L'oblio è più marcato nelle prime ore e meno dopo un certo numero di ore."

(fonte wikipedia)

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Questa curva spiega il fenomeno noto allo studente come:

"L'ho ripassato mezz'ora fa e lo sapevo, perché adesso non me lo ricordo più !?!??!?”

un’informazione. Ora vi spieghiamo meglio.

Il Deposito si ha quando comprendiamo un' informazione, il richiamo quando riusciamo a ricordarla, contestualizzarla e ovviamente anche esporla.

Fenomeno che causa spesso brutte figure davanti al professore.

Vi è mai capitato?

Siate sinceri, a tutti è capitato almeno una volta di pensare di sapere una cosa, e poi nell'esporla non ricordare un tubo.

Si tratta di un errore semplicissimo, che nessuno ci ha mai spiegato e cioè:

confondere il DEPOSITO con il RICHIAMO di

Imparare a richiamare è un'operazione semplice, all'inizio può sembrare complessa, ma col tempo diventa semplice, ed è come detto uno dei punti di METODO UNIVERSITARIO.

Ripassando pochi secondi prima dell’esame si migliora sicuramente la memoria a breve termine dell’ultimo argomento ripassato, ma si rischia di fare CONFUSIONE con tutto il resto.

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Peggio ancora se studiate per la prima volta un argomento, le informazioni non

hanno il tempo di sedimentarsi, e quindi

  • di essere richiamate.

Lo studio ha bisogno di sedimentazione e

  • di richiami programmati, non può essere

lasciato al caso con una lettura, altrimenti

si avrà la percezione di sapere quell’argomento (DEPOSITO) ma non lo si avrà chiaro nella mente per esporlo.

Risultato?“Prof. io questa cosa la so, l’ho studiata, ma non riesco a spiegarla”

Chiaro?

LA SOLUZIONE

Conoscendo il funzionamento della curva dell’oblio si può anticipare il fenomeno per poi EVITARLO.

Quindi, volete sapere esattamente quando ripassare per RICORDARE TUTTO QUELLO CHE VI INTERESSA?

APRITE BENE LE ORECCHIEPer memorizzare a breve termine bisogna RIPASSARE un argomento:

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-SUBITO, APPENA HO FINITO DI STUDIARLO

e già questo vi assicuriamo, migliora tantissimo le prestazioni! La maggior parte degli studenti è talmente frustrata che non vede l’ora di chiudere il libro appena finito di studiare. Beh, abbiamo una cattiva notizia. State buttando la maggior parte del lavoro fatto. Richiamando immediatamente quello che avete studiato, anche solo per punti principali MIGLIORATE NOTEVOLMENTE la vostra capacità di richiamo.

-DOPO UN’ORA

anche qui vale lo stesso discorso, inutile farsi prendere dalla frustrazione di aver appena finito di studiare… buttate tempo e fatica.Meglio studiare un po’ meno ma conservare un minimo di voglia di ripassare e richiamare, che studiare ininterrottamente 3 ore per poi chiudere il libro e “sperare di ricordare”.

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Poi ci sono i ripassi:

 
 

-DOPO UN GIORNO

-DOPO UNA SETTIMANA

(e per la memoria a lungo termine)

-DOPO UN MESE -ENTRO I PRIMI 3-6 MESI

 

Lo sappiamo ora cosa state pensando:

“Si vabbè, ma così si perde un sacco di tempo…”

Nessuno ha detto che è obbligatorio, ci sono materie più complesse che richiedono più letture, altre che richiedono più richiami, se però vi sembra di perdere tempo, state perdendo di vista l’obiettivo principale.

Se il vostro obiettivo è passare l’esame, possibilmente con un bel voto, e che ve ne rendiate conto o no LA MAGGIOR PARTE DEL TEMPO LO PERDETE A LEGGERE IL LIBRO PIÙ E PIÙ VOLTE SENZA FARE MAI DEI RICHIAMI!

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volete la prova?

 
 

Prendete il libro dell’ultimo esame che avete dato.Quando aprite una pagina avete la sensazione di “vuoto totale” nonostante abbiate già studiato quella pagina?

 
 

Ok, allora state già perdendo tempo.

 
 

Studiando come invece vi suggeriamo noi, ci metterete un po’ più tempo la prima volta, ma eviterete di rileggere mille volte e a caso pagine che avete già studiato.

 

Quindi avrete la sensazione di perdere più tempo (all’inizio) ma in realtà ne state

risparmiando un sacco, perché non dovrete fare tante inutili riletture.

 
 

Chiaro?

P.S.Il modo migliore per fare un richiamo è fare una mappa concettuale o mentale, mettendo però delle parole CHIAVE che favoriscano il richiamo, non il deposito.Dovete usare quindi parole che vi richiamino nella mente informazioni immediatamente.

 

Non sprecate tempo a fare riassunti, servono a depositare meglio, ma non a richiamare.

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Un buon richiamo è fatto di:

PAROLE CHIAVE RIPASSI PROGRAMMATI

e se proprio non ricordate ancora qualche punto difficile, utilizzate le

TECNICHE DI MEMORIA

(per scoprire meglio di cosa si tratta, potete visitare la nostra pagina Facebook cliccando qui)

osservate quante cose ricordate…Vi stupirete di voi stessi, garantito!

Tutto il resto è energia sprecata.Provate a studiare così, a prendere le parole chiave e a richiamare subito, dopo un’ora, dopo un giorno e dopo una settimana i concetti che studiate, e

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RICAPITOLANDO: SECONDO ERRORE DA EVITARE

Studiare senza prendere PAROLE CHIAVE e senza fare dei RIPASSI PROGRAMMATI

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ERRORE 3: NON ASCOLTARE LE DOMANDE

COME DARE LE RISPOSTE PERFETTE

Che ci crediate o no, i professori non sanno quello che c’è nella vostra testa. Voi sapete quanto e come avete studiato, loro no. Non sanno quale argomento avete dimenticato di studiare l’ultimo giorno,o se su qualche argomento siete particolarmente ferrati o impreparati, quindi sta a voi portarli su quello che sapete meglio.

“Se io vi chiedo che ore sono, voi non potete rispondermi che fuori piove, anche se fuori sta piovendo”

(cit. prof. Lucia Monaco - prof. associato Istituzioni di Diritto Romano presso la Seconda Università di Napoli)

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Per farlo dovrete ascoltare molto attentamente le domande. Fatto questo, prendetevi qualche secondo di pausa, non abbiate fretta di rispondere, organizzate il discorso nella vostra testa, e una volta fatto questo cominciate ad argomentare, con tono sicuro, partendo - ovviamente - dalla domanda del professore, per poi

andare sugli argomenti nei quali siete più preparati.

I bravi professori apprezzano chi sa fare collegamenti, chi non ha bisogno di troppe domande, chi prima risponde in modo pertinente e poi aggiunge proprie considerazioni.

studiato bene quell’argomento, chiedendo quindi un’altra domanda, oppure se il ricordo è nebuloso (cosa che ovviamente non dovrebbe accadere se avete fatto dei buoni ripassi programmati) partite ad argomentare con quello che ricordate e magari la risposta vi verrà parlando.


 “Ma se io non so rispondere?” Beh, qui l’errore sta nella fase di preparazione e
“Ma se io non so rispondere?”
Beh, qui l’errore sta nella fase di
preparazione e studio: avete studiato
male l’avversario.

In questi casi consigliamo, invece che la
scena muta, o ammettere la colpa e dire
(sempre con tono sicuro) di non aver
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N.B. Se seguite bene le indicazioni

del capitolo 1 e 2 non vi troverete MAI in questa situazione.

Se non conoscete bene un argomento, nell’esporre non lo accennate nemmeno, non è detto che il prof. ve lo chieda.

In questo caso ovviamente aiuta aver ripetuto oralmente a casa. Soprattutto

per gli esami orali.

 
 

Si formeranno nella vostra testa delle sinapsi che vi aiuteranno a ricostruire il discorso facilmente, se lo avete già fatto a qualcuno. Il nostro cervello va più facilmente dove è già stato…

 
 

Non ci credete?

 
 

Quando andate in palestra mettete la vostra roba sempre nello stesso armadietto o ne cambiate uno ogni giorno? =)

 
 

Sul divano di casa vi mettete sempre seduti allo stesso posto, magari allo stesso modo o cambiate? =)

 

Per il cervello funziona uguale, quindi a un po’ di giorni dall’esame, soprattutto se orale: SMETTETELA DI STUDIARE e iniziate a ad “esercitarvi a sostenere l’esame” se l’esame è orale esercitatevi a ripetere oralmente, altrimenti rischiate di vanificare tutti gli sforzi fatti, invece di ottimizzare le cose che sapete.

Per gli esami scritti è un po’ diverso perché avete più tempo per richiamare le informazioni, ma nulla vi vieta di buttare giù un elenco delle possibili domande, cercando anche sui gruppi Facebook, o sui vari siti internet, chiedendo agli studenti più grandi… e di allenarvi a rispondere.

Anche se non usciranno quelle domande all’esame sarà comunque un buon

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allenamento.

N.B. Evitate suppliche e piagnistei,

non servono a niente perché i prof ci hanno fatto il callo.

IL CONSIGLIO DEL PROF:

Se l’esame “sta andando male” non tentare di arrampicarsi sugli specchi, insistendo con la frase “La prego mi faccia un’altra domanda”. Molto meglio segnalare al Prof. l’intenzione di ritirarsi. Sarà lui a decidere e magari, apprezzando la vostra maturità, sarà lui a orirvi un’ulteriore possibilità.

Siete mai stati perseguitati da un ragazzo/a che si attaccava a voi e voleva assolutamente il vostro

numero?Gli direste di si anche solo per bere un caè insieme?Se dalla mattina alla sera vedi gente che supplica voti è ovvio che diventi allergico alle suppliche…
 


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RICAPITOLANDO: (TERZO ERRORE DA EVITARE)
 


NON ASCOLTARE le domande, o tentare di SUPPLICARE il prof.

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ERRORE 4: COMUNICARE MALE


 
 
 
 COME SEMBRARE AUTOREVOLI E PREPARATI “Sai perché gli Yankees vincono sempre? Perché
COME SEMBRARE AUTOREVOLI
E PREPARATI
“Sai perché gli Yankees vincono sempre?
Perché gli avversari non riescono a
staccare gli occhi dalle righine delle
divise dei giocatori.” (Frank W. Abagnale
Senior, tratto dal Film “Prova a
prendermi”)

Conoscete lo studio del prof. Albert
Mehrabian sulla comunicazione non
verbale?
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Ormai è la base su qualsiasi corso di comunicazione, in sostanza spiega che nella prima conversazione con una persona, noi diamo peso soltanto per il 7% alla sua comunicazione verbale (ossia le parole che dice), l’altro 93% è diviso fra comunicazione para verbale (il 38% ) e non verbale (55%) che rispettivamente sono il tono di voce che usate e il vostro linguaggio del corpo.

Questo significa che più della metà di quello che dite al professore, non lo dite con la bocca, ma col vostro corpo.

Anche in questo caso, per approfondire il

discorso sulla comunicazione orale e scritta ti consigliamo di guardare il portale: Metodo Universitario

Al contrario di quanto si pensi il linguaggio del corpo non è fatto solo di gesti, ma anche del vostro abbigliamento.

Per quanto riguarda l’abbigliamento vi suggeriamo di dedicare almeno 10 minuti prima dell’esame, soprattutto se orale, a curare la vostra immagine, in quanto avere un abbigliamento troppo informale o troppo formale, è una delle cose che irrita più facilmente un professore.

come:

alzarsi e abbandonare l’aula durante la lezione, contraddire il professore e litigarci,

figuriamoci presentarsi all’esame con i jeans strappati e la maglietta sporca di pomodoro.

Nessuno credo voglia tornare ai tempi in cui il professore era un Barone onnipotente avvolto da un’aura sacrale, ma ragazzi è un esame! cioè il momento in cui voi verificate col docente la vostra preparazione.

Forse non lo sapete, ma quando i vostri professori erano studenti (si lo sono stati anche loro =) ) erano inconcepibili cose

Non è una sfilata di moda una birra con gli amici, vestitevi come se doveste andare dall’avvocato o dal

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commercialista. Il docente è un professionista, rispettatelo ma non abbiatene timore. Vi sembrerà strano ma è lì per voi, e lo state pagando con le vostre tasse :)

Ma in contesti in cui una persona ha pochi istanti per farsi conoscere, tanto vale avere un’apparenza che aiuti il nostro interlocutore (il docente) a farsi un’idea positiva su di noi.

“Ma l’abito non fa il monaco!”

È vero, forse un abito non fa il monaco ma aiuta a riconoscerne uno.Entrambi per il lavoro che facciamo, siamo di un’apertura mentale estrema, se non altro perché lavoriamo con le persone e ne abbiamo viste di molti tipi…

Quindi per carità, ognuno può vestirsi, ed essere come gli pare, come è anche vero che l’essere è molto più importante dell’apparire.

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Se ci pensate non è altro che quello che fate quando uscite il sabato sera pettinandovi, lavandovi e vestendovi in un modo che le persone attorno a voi possano crearsi un’idea positiva su di voi.

“Ma io voglio mantenere il mio stile”

 

Quando la sera dopo l’esame uscirete a fare baldoria, potrete vestirvi come volete, ma all’esame il nostro consiglio è

Per gli uomini:Pettinatura sobria, jeans classico (quelli

strappati non valgono), cintura, e la classica e sempre efficace camicia bianca (stirata possibilmente =D )

Per le donne: Beh, lungi da noi (che siamo due uomini) dirvi come vestirvi. Solo Qualche consiglio. Meglio evitare abiti troppo eleganti, così come scollature troppo plateali. Ci sono docenti che per cose del genere rimandano a casa la studentessa, non scherziamo. Andate casual ma eleganti e dovrebbe andare tutto alla grande.Il principio si estende per la pettinatura e gli accessori (anelli, bracciali, collane, etc.)

N.B.Soprattutto per gli studenti

giovani:non date l’impressione di essere uno studentello/a appena uscito dal liceo con lo zainetto in spalla… perderete subito credibilità.

Vestitevi come un professionista, uomo o donna che siate, e usate sempre, anche quando non conoscete bene la risposta un tono di voce sicuro, deciso. Le vostre parole si riempiranno di autorevolezza.

Ovviamente vale lo stesso principio anche per l’esame scritto, i professori soprattutto nei corsi non molto numerosi si ricordano i propri studenti,e tanto vale fargli avere un bel ricordo di voi.

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RICAPITOLANDO: (QUARTO ERRORE DA EVITARE)
 


Avere un abbigliamento TROPPO FORMALE o TROPPO INFORMALE.L’abito non fa il monaco ma aiuta a riconoscerne uno.

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ERRORE 5: RIMURGINARE SULL’ESAME

 
 

COSA FARE DOPO L’ESAME

“Se avessi, se potessi, se facessi… la triade dei fessi.” (cit. Anonimo)

 
 

Bene, siamo arrivati al momento fatidico del dopo esame. E ora voi vi chiederete:quanti errori posso fare adesso che l’esame l’ho già dato?

 
 

In realtà ne potete fare un mucchio.Sia se è andato bene, sia se è andato male.

 
 
 

Lungi da noi volervi spiegare il concetto che tutto è uno, e che se state male siete voi stessi a causare quella sofferenza, che se non capite questa cosa ci sarà sempre il capo, il vostro fidanzato/a, il professore di turno che vi tormenterà.

 
 

Ma come detto, lungi da noi voler trattare questo tema che richiede molto tempo e soprattutto un lungo lavoro su di =) ma come sempre, vediamo di fare qualcosa da subito.

Le casistiche che possono presentarsi dopo un esame sono:

 

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1) L’ESAME VA BENE ho il voto

che volevo, magari anche 30 e sono soddisfatto del lavoro fatto.

cose, ma daranno valore al vostro impegno!

- ABBANDONARVI AL “FANCAZZISMO”

-> ERRORI DA EVITARE

  • - NON PREMIARVI

Se considerate l’avere un risultato positivo come il semplice “fare il vostro dovere” significa che non state dando valore al vostro operato. E se non lo fate voi non lo farà nessuno al posto vostro.Compratevi un gelato, concedetevi del tempo per voi, fate quella cosa che stavate rimandando da tanto tempo, magari per lo studio. Bastano piccole

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Lo sappiamo, aspettavate da tanto questo momento, ma vi possiamo

assicurare che 
 
 la felicità non sta nel non fare niente, ma nel fare, costruire, creare, progettare.” 
 


Non diciamo che dobbiate subito riempirvi l’agenda di impegni, ma come già suggerito nel punto precedente fate qualcosa di bello!organizzate un caffè con un amico, fate l’amore con la vostra fidanzata/o, se avete sonno arretrato prendetevi una mattinata per dormire, ma poi

ricominciate a progettare la vostra vita. Col tempo potrebbe piacervi =)

  • - RIMETTERSI A STUDIARE

Questo è uno degli errori più gravi.

Ragazzi:
 
 la vita non è una fatica da portare a termine ma una festa da celebrare”
 


se non vi premiate non vi date valore, ma se non vi concedete un po’ di riposo o di rilassamento il vostro cervello può saturarsi. È per questo che è stata inventata la domenica, che credete…Con un riposo adeguato, la vostra produttività sarà maggiore. Quindi almeno per una giornata NON STUDIATE, alla peggio leggetevi un libro =)

2) L’esame NON VA BENE, mi

bocciano o non ho il voto che volevo
 


Beh, adesso comincia a diventare

interessante.Qui cominciano le famose 3 emozioni dello studente post-esame:
 


RABBIA

“Il professore è stronzo!”

FRUSTRAZIONE

“Mi chiudo in camera e soffro in silenzio”

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MANCANZA DI MOTIVAZIONE

“Non ho più voglia di fare un cazzo”

Queste 3 emozioni le troverete descritte - quando uscirà - nel libro “Come sopravvivere all’università”. Che per ora è ancora in work in progess.

Ecco quello che riusciamo dirvi adesso, proprio come consiglio tra amici:
 


SMETTETELA DI CERCARE UN COLPEVOLE e iniziate a capire COSA POTETE IMPARARE.

Siamo tutti iscritti a un’università chiamata vita, che ogni giorno ci dà delle lezioni per le quali è necessario pagare un prezzo. Le lezioni più importanti le abbiamo prese quando qualcosa è andato storto, quando ci hanno deluso, abbandonato e abbiamo trovato dentro di noi la forza per reagire.

Non vi serve a niente cercare un colpevole. Nessuno di questi:

  • Il professore

  • L’assistente

  • Il vostro ragazzo/a

  • I vostri genitori

  • Il vostro cuscino

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  • Un’entità onnipotente e suprema

  • Voi stessi

 
 

NON VI SERVE A NIENTE!

Potete stare lì a rimuginare quanto volete, ma la verità è che non vi porta da nessuna parte. A meno che non sostituiate alle frasi:

 
 

“Avrei potuto studiare di più se…”“Però il prof. poteva…”“Sono tutti raccomandati…”“Tanta fatica per niente…”

 
 

ecc. ecc. ecc.

La frase:

 

“COSA HO IMPARATO?”

Questa domanda magica, che vi invitiamo a segnarvi e appuntarvi in un luogo ben visibile della vostra camera, vi servirà ogni volta che avrete un fallimento a trasformarlo in qualcosa di utile per voi.

Provate a pensarci, se ogni volta che sbagliate trovate il modo di imparare qualcosa, per voi il fallimento non esiste! Avete imparato qualcosa,

a rendervi dei falliti ci siete solo voi con le vostre credenze limitanti e il vostro pregiudizio su voi stessi.

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Se ogni volta imparate qualcosa smettete di sentirvi dei falliti e cominciate a capire che nella vita esistono solo risultati, a volte positivi a volte negativi.

Non abituatevi a quelli negativi, e infuriatevi pure ogni volta che qualcosa

va male, ma solo per MIGLIORARVI, non per AUTOCOMMISERARVI.

Anche qui, tutto quello che di buono riuscite a trovare, è solo vostro =)è solo per voi.

E se proprio non ci riuscite, sforzatevi!Chiedetevi: se proprio ci fosse qualcosa di positivo in quest’esperienza, cosa sarebbe?Visto che è successo, perché tanto è successo, se proprio ci fosse qualcosa da imparare, cosa sarebbe?

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RICAPITOLANDO:QUINTO ERRORE DA EVITARE
 


Non CONGRATULARSI con se stessi, oppure RIMURGINARE sull’esame. Ogni volta che avete un risultato negativo chiedetevi: Cosa avete imparato?

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Bene, siamo arrivati alla fine.È bello scollinare, e una volta finita la salita intravedere la discesa =)


 Abbiamo deciso di farvi un regalo, innanzitutto vi invitiamo a proseguire il viaggio con i
Abbiamo deciso di farvi un regalo,
innanzitutto vi invitiamo a proseguire il
viaggio con i nostri libri e video lezioni.

Trovate tutto linkato all’ultima pagina.

Intanto vi abbiamo fatto un elenco dei più
grandi errori fatti da noi e dai nostri
studenti all’esame.


Il senso non è solo quello di farsi due risate, anche se in l’autoironia è importantissima, ma anche di imparare per prevenire invece che curare. Se ognuno di noi condivide il proprio errore abbiamo tutti e 2 imparato qualcosa. Chi

scrive lo consapevolizza, perché scrivere serve a fluidificare il pensiero, e chi legge lo impara prima di compierlo e può quindi prevenirlo.Quindi, se volete, scriveteci pure i vostri errori all’indirizzo metodouniversitario@gmail.como alla pagina Facebookhttps://www.facebook.com/ MetodoUniversitario/ e se per voi è stato di valore girate questo ebook a più persone possibili!Ci guadagneremo entrambi, voi in stima e affetto dei vostri amici e noi in visibilità =) Un classico Win Win agreement!

p.s.E se proprio il libro non vi è piaciuto, beh per favore: FATEVI I FATTI VOSTRI =)

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HALL OF FAME - GLI ERRORI MEMORABILI!
HALL OF FAME - GLI ERRORI MEMORABILI!

ERRORI DEGLI STUDENTI

Ho riscritto il libro a mano

Ho sprecato vari mesi a colorare inutilmente il libro, non ho fatto i ripassi programmati quindi avevo l'illusione di aver imparato quell'argomento ma passava un giorno e lo dimenticavo

Non ho fatto schemi

Ho passato la notte prima dell'esame a studiare e la mattina dopo ero distrutto e non ricordavo nulla

Non ho cercato di capire le priorità del docente prima di preparare un esame

Ho detto "ciao" all'assistente invece di "salve"

Ho cercato di memorizzare tutto solo con la ripetizione

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Ho cercato di studiare con persone che non ne avevano voglia

Sono andato a lezione senza saper prendere appunti

Ho rimandato tre volte un esame anche se avevo possibilità di passarlo

l'orale per il quale mi ero tanto preparata e che rimandavo già da diversi appelli.
 


Ho rifiutato un 22, ho ristudiato per un mese l’esame allo stesso modo, senza cambiare approccio, e il prof. mi ha dato 23 solo per la buona volontà…

Sono arrivato a un esame scritto senza una penna.

Dopo aver studiato una decina di ore al giorno per due - tre settimane ho preferito dare uno scritto invece che

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GLI ERRORI CHE DANNO FASTIDIO AI PROF.

Non guardare in faccia il Prof. mentre formula la domanda e mentre si risponde.

Arrivare tardi, entrare in aula senza salutare, con gli occhiali scuri, non trattenere la porta che sbatte, passare davanti al Prof.

Masticare caramelle o chewing gum. Muovere nervosamente le mani, giocherellando con la penna.

Tenere le mani “sotto il tavolo” o in tasca o le braccia conserte.

Non ascoltare con attenzione e fino in fondo le domande del Prof. cominciando a rispondere precipitosamente. Molto meglio prendersi qualche istante per organizzare il pensiero.

Non fare domande di chiarimento qualora non ci risulta ben comprensibile la richiesta del Prof.

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Parlare in fretta, mangiandosi le parole, senza fare pause.

Usare la voce in modo monocorde o cantilenante.

Schiarirsi ripetutamente la voce.

Produrre frequenti ponti sonori (ehmmm… ahmmm…. ohhhmm…)

Usare frequenti marcatori di discorso (come dire… diciamo… praticamente… piuttosto che… quello che è… cioè… tra virgolette… in un qualche modo…).

Produrre frasi lunghe con numerose subordinate.

Argomentare in modo destrutturato, senza specificare una premessa, dei punti focali e una conclusione.

Ostentare un sorriso forzato o un volto eccessivamente serio.

Non prepararsi un argomento “cavallo di battaglia” utile a fare una bella figura nel caso della famosa domanda sull’argomento “a piacere”.

Non rispondere con specificità alle domande, divagando (rischio del “fuori tema”). Conviene ampliare e fare

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collegamenti solo su richiesta del Prof. o chiedendogli se lo gradisce.

Battibeccare con il Prof. in caso di disaccordo (fissare un appuntamento successivo per chiarirsi).

Non “fare pace” con l’ansia da prestazione: è assolutamente normale averla. I medicinali migliori sono la preparazione e l’allenamento.

Lasciare rifiuti in aula.L’uomo da secoli non fa altro che consumare e sporcare, non iniziamo a farlo nei luoghi dove si forma la nostra conoscenza.

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