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IL PASTO DEL DRAGONE :

riflessioni su narrativa e cibo nella Cina degli anni


Ottanta

Gennaro Rega, rega_rino@yahoo.it



PREMESSA

Il pubblico dei lettori italiani ancora limitatamente informato sulla letteratura e in particolare sulla
narrativa contemporanea cinese. Questo aspetto tenderebbe a rafforzare il luogo comune che vuole la
Cina un Paese impossibile da conoscere (cito e traggo spunti dallintroduzione al bel libro-reportage in
forma di interviste scritto da Marco Del Corona, Un t con Mo Yan, e altri scrittori cinesi, ObarraO ed. 2015),
mentre bisognerebbe incrementare le occasioni di incontro, perch il testo letterario pu fornire porte
daccesso alle tante variet e peculiarit che caratterizzano la realt cinese ancora cos complessa e
sfaccettata e ancora in gran parte impenetrabile per lo straniero, pur in unepoca globalizzata.
Dovendo comunque premettere di non conoscere la lingua cinese a giustificazione dellincompletezza della
scelta da me proposta e del limitato rigore scientifico di questa mio lavoro, preciso che mi sono avvalso
della lettura di tutti o quasi i volumi di narrativa pubblicati e tradotti in italiano e scritti negli anni Ottanta,
decennio doro per la creazione letteraria del paese asiatico (cfr. ad esempio le pp. 22 e 33 dellop. cit. di
Del Corona, con analoghi giudizi da parte dello scrittore Mo Yan).
Unaltra chiave per avvicinare questepoca di svolta cos profonda in tutti gli ambiti del vivere cinese, la
pu, a mio giudizio, offrire la tematica del cibo, elemento che segna efficacemente le distanze e le
contiguit fra le culture.
Infatti innovazione (), parola dordine del periodo postmaoista, signific per la cucina cinese come
viene rappresentata nei libri, innanzitutto un recupero delle tradizioni culinarie di un pi o meno lontano
passato, riproposte con tutta la cura e lapplicazione che esse meritavano. Prelibare un piatto non
significava pi cedere ad una tentazione da palato borghese e gli scrittori perci ritornarono a
rappresentare senza remore i cibi imbanditi sulla tavola dei ricchi o del popolo.
Ma il cibo da sempre anche grande metafora del mondo e gli autori di questo decennio la utilizzarono
spesso per alludere alle vicende politiche del loro presente e di un loro recente, e quasi innominabile,
passato, per sondare le zone dombra che oscuravano ancora un Partito spesso autoreferenziale e solo
allapparenza monolitico, per prefigurarsi le conseguenze inquietanti di un epocale cambiamento in atto
nella societ cinese.

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1. Lalba di una nuova fase storico-letteraria, dopo lepoca di Mao
Quando la letteratura cess di essere un sonnifero inserito in panini fatti con carne umana e serviti in
locande malfamate (cos nel gennaio del 1980 si sarebbe espresso con una potente metafora lo scrittore
Wang Meng, citando il capolavoro del romanzo classico cinese, La storia delle spiagge (Shui-hu chuan) del
XVI secolo)1 in Cina si avvi una nuova, feconda fase della sua storia letteraria, dopo ventanni di meschinit
e di sofferenze.
E di quello stesso anno lo svolgimento del processo alla cosiddetta Banda dei quattro, gruppo formato
dai pi influenti personaggi dellultima fase del maoismo: Jiang Qing, vedova di Mao Zedong e sua quarta e
ultima moglie, Zhang Chunqiao, Yao Wenyuan e Wang Hongwen arrestati un mese dopo la morte del leader
cinese (settembre 1976) con laccusa di colpo di stato e condannati nel 1981. Con questo drammatico
episodio si pu ritenere conclusa la lunga fase della Rivoluzione culturale, delle guardie rosse, delle comuni,
delle migrazioni interne forzate, soprattutto ai danni dei cosiddetti giovani istruiti (zhishi qingnian), che
lascia il posto ad una dirigenza moderata e riformista del Partito comunista cinese. Questa linea politica
pragmatica sar incarnata dalla figura di Deng Xiaoping che per prima cosa favor la promulgazione di una
nuova costituzione (marzo 1978), la quale sanciva, pur con molte limitazioni, il diritto di sciopero e di
manifestare le proprie opinioni, e favoriva un programma di apertura verso lesterno, prospettando in
definitiva la fine della lotta di classe.
Subito dopo ci fu lavvio delle riforme economiche, basate sulle cosiddette quattro modernizzazioni (si ge
xiandaihua): agricoltura, industria, difesa nazionale, scienza e tecnica, con la conseguente rapida ripresa
economica e un generalizzato miglioramento del tenore di vita, che coincisero con una prima moderata
apertura ai modelli occidentali; infine la guida di Deng nel partito e nel governo, stabilmente mantenuta
per tutti gli anni Ottanta, favor la riappacificazione con molti intellettuali messi al bando durante lepoca di
Mao e matur in loro la consapevolezza che, se attentamente indagata, la tragedia della Rivoluzione
Culturale, da poco lasciata alle spalle, paradossalmente avrebbe potuto produrre degli effetti positivi sulla
nuova letteratura.
Infatti la ventata liberalizzatrice che stava investendo ogni ambito della societ cinese, port anche la
cultura a farsi interprete di questa nuova era (xin shiqi) e innanzitutto testimone dei tanti errori
commessi in un recente passato basato su una rigida ideologia e una politica senza umanesimo.
Tuttavia fra la fine degli anni Settanta e la prima met degli anni Ottanta come nella societ civile cos nella
societ letteraria, si procede a strappi: ad esempio, le dichiarazioni in pubblico e sui giornali che la
verit deve essere ricercata nei fatti illuse molti intellettuali; essi infatti ritenevano che larticolo 45 della
nuova Costituzione del 1978 avrebbe portato ad una rapida democratizzazione del Paese; simbolo di queste
aspettative divenne a Pechino il muro di Xidan dove si affiggevano dazebao che denunciavano le violenze
del maoismo e inneggiavano alle nuove libert.
Gi fra il 1976 e il 1978 la cosiddetta letteratura delle cicatrici (shanghen wenxue) aveva, pur con toni
sfumati e tendenti al patetismo, colto il bisogno di liberarsi dalla oppressione delle coscienze dellepoca di
Mao e di riprendere linfa artistica dai principi, ad esempio, che erano stati del Movimento del 4 maggio del
1919 (Wu si yundong).
Il testo eponimo considerato una novella del 1978 La ferita (Shanghen)2 di Lu Xinhua. Vi si rievoca uno
degli infiniti drammi familiari provocati dal clima intimidatorio e di sospetto alimentato dalla Rivoluzione
culturale, nei modi di una scrittura spontanea, di sfogo, sentimentale; letica infatti spesso sembra

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prevalere sul giudizio storico (Solo se c odio c amore; e senza odio per la Banda dei Quattro non ci
sarebbe stato amore per il Partito); dallautore laspetto formale considerato ancora secondario rispetto
al fine pedagogico. Tuttavia questo filone narrativo un primo sintomo della volont da parte degli scrittori
di recuperare la propria soggettivit creativa.

2. Il vivificante incontro generazionale nella produzione letteraria dei primi anni Ottanta
E per con gli anni Ottanta che finalmente la voce di quei milioni di giovani istruiti ritornati da poco dalle
campagne (si vedano le recenti, toccanti scene dellultimo film di Zhang Yimou, Lettere di uno sconosciuto,3
che mostrano gli arrivi alla stazione, dopo il 1976, di masse di persone provenienti dalle pi lontane regioni
della Cina) ritorna a pretendere un riscatto non soltanto economico per quegli anni spezzati della loro
infanzia e adolescenza.
Ma la classe politica non pronta per cambiamenti radicali. Lo stesso Deng Xiaoping, preoccupato di porre
un argine alle critiche, ai disordini e alle proteste di piazza, abroga nel 1980 larticolo 45 della Costituzione,
mette in prigione Wei Jingsheng, ispiratore del muro della democrazia, avvia un profondo cambio
generazionale nel PCC. E, quando fra il 1980 e il 1983 attraverso la carta stampata e in dibattiti pubblici si
porter troppo avanti la discussione sulla alienazione del socialismo e sulla difesa dellumanesimo, ancora
Deng preoccupato, come una parte dei quadri e dei membri del Partito, che la liberalizzazione delle idee e
dei costumi possa provocare una crisi dei valori su cui ancora vuole saldamente basarsi lideologia marxista
dello Stato, pronto a lanciare la campagna contro linquinamento spirituale e a sancire un nuovo patto
con lintelligencija cinese, che preveda una blanda censura in cambio di un impegno dello scrittore a
rappresentare ancora un Io corale accanto al proprio Io individuale e a continuare il ruolo di mediatore
fra Popolo e Potere politico.
Nel corso del decennio su questo discrimine che si muover la gran parte degli autori di cui vogliamo
occuparci e che intercettarono linteresse e la curiosit di editori e pubblico anche in Italia, subito dopo
aver pubblicato in patria (anche se bisogna ammettere che in molti casi lo iato temporale fu pi ampio,
conseguente ad una sensibilit un po provinciale della nostra industria culturale).
Questo vento di novit, anche in campo letterario, fu positivamente alimentato da due fronti generazionali.
Da una parte, come si preciser pi avanti, si fecero spazio giovani scrittori (zhiqing zuojia) destinati a
rinnovare profondamente, anche da un punto di vista stilistico oltre che tematico, la narrativa spesso
ingessata dei due decenni precedenti; essi avevano dovuto vivere in unepoca quanto mai travagliata (il
cosiddetto shi nian dongluan, decennio del caos) e fatta di immani sacrifici e privazioni per milioni
individui; ma ora avevano la possibilit, come scrive Yu Hua in La Cina in dieci parole4 , di rappresentare il
dolore degli altri, dopo aver metabolizzato il proprio, ed erano in grado di capire e testimoniare i drammi
personali e collettivi di quellepoca appena trascorsa.
Dallaltra, alcuni scrittori di mezza et (zhongian zuojia), o riemergenti (fuchu zuojia), nati quasi tutti
negli anni Trenta, ritornarono autorevolmente a sollecitare, dopo essere stati riabilitati, un ripensamento
critico sulla recente storia passata e a portare lesempio di una scrittura interessata nuovamente al
problema dello stile e della tecnica della creazione letteraria.

3. Lu Wenfu, ovvero il cibo come metafora della Storia
Nei loro romanzi o racconti, ad esempio, la rappresentazione di una locanda, di un ristorante, di un
banchetto signorilmente imbandito o di un pranzo frugale proposta non soltanto per dare colore alla
scena, ma anche per caratterizzare un ambiente storico o sociale. Come efficacemente scrive Lu Wenfu

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(1927-2005) nel 1981 in un suo articolo intitolato Le parole migliorano quando uno ha superato la mezza
et (Ren guo zhongnian hua tigao)5 il lavoro letterario simile alla fabbricazione delle sigarette: bisogna
produrle sulla base di una miscela ben calibrata di foglie di tabacco novello, di foglie di tabacco stagionato,
di foglie di tabacco dello Yunnan, di foglie di Xuchang e cos via. Ma se il trattamento cui verranno
sottoposte sar scadente, si otterranno soltanto sigarette di qualit superiore della fabbrica della Comune,
dalla bella confezione, ma dal gusto grossolano.
Lo scrittore di Suzhou6 riconosce che certi temi, come il cibo, possono anche metaforicamente arricchirsi di
altre funzioni, non solo descrittive, ma di ripensamento in chiave storica delle vicende a cui alludono. Il
romanzo con cui nel 1982 riprende a pubblicare dopo un lungo forzato silenzio si intitola, appunto,
Meishijia (Il gastronomo)7. Scorrono nelle sue pagine le pi significative vicende storico-politiche della Cina
dagli anni Quaranta alla seconda met degli anni Settanta: la Guerra, il faticoso periodo di avvio della
Repubblica popolare cinese, il velleitario tentativo del Grande Balzo in avanti con il conseguente disastro
economico e la carestia degli anni 1959-1961, la successiva breve fase di decollettivizzazione delle
campagne e di ripresa economica, poi la Grande Rivoluzione culturale durata dal 1966 al 1976, e infine i
primi tempi del dopo Mao.
Noi lettori siamo allettati o disgustati per le pietanze e le bevande, nonch per gli ambienti in cui esse si
consumano, che, come su un vassoio girevole per la fonduta mongola (huoguo), ci vengono proposti o
riproposti, durante la rievocazione di quel cinquantennio.
Riusciamo cos a comprendere, mentre leggiamo di ravioli, gamberi e zampetti di maiale, ma non solo, che
il popolo cinese in quei decenni ha vissuto come sulle montagne russe sia in cucina o al ristorante, sia
nelle piazze o nelle case del suo immenso territorio. Il protagonista e io narrante della storia, Gao Xiaoting,
esce comunque temprato e maturato dalle variegate esperienze vissute, proprio come il suo creatore, Lu
Wenfu, che nella sua autobiografia, Una debole luce, confessa: Chi avrebbe mai previsto che la letteratura
fosse un gioco cos pericoloso? Il finale paradossale ed ironico del libro, che prende spunto dal banale
episodio dei capricci per fame del nipotino, suona come un avvertimento a non pensare che tutto sia
definitivamente andato a posto: il rivoluzionario Gao pronto ad intervenire, come ha sempre cercato di
fare nella sua vita, affinch il demone della gola non si insinui anche nella sua discendenza, magari
attraverso una apparentemente innocua barretta di cioccolato.
L'antagonista di Gao Zhu Zyeun benestante e impenitente ghiottone, che vive a Suzhou, centro di
eccellenza della cucina della Cina orientale. Egli in qualche modo il distillato di una suntuosa millenaria
cultura culinaria, che non si pu cancellare con un colpo di spugna. Infatti in maniera rocambolesca e
sorprendente costui sopravviver alle alterne vicende politiche del Paese, fino ad arrivare con il nuovo
corso di Deng Xiaoping ad essere riconosciuto una icona della Cina che vuole modernizzarsi, senza
dimenticare le sue tradizioni migliori.
Infatti nei capitoli finali Lu Wenfu mette a frutto il suo accurato studio dei menu, dei ricettari e dei manuali
di cucina della sua patria dadozione rappresentandoci due banchetti, a cui nello stesso giorno Gao
partecipa. Il primo quello che si tiene nella bella dimora di Zhu in occasione dellinaugurazione della
Societ di gastronomia fondata in suo onore; laltro nella semplice casa dellamico autista A Er per le nozze
della figlia. Gli ambienti e i menu sono due facce speculari e complementari di ci che vuole diventare la
nuova Cina di Deng. Infatti da una parte c tutto lo sfoggio di una splendida, antica tradizione (attinta
anche da una serie di ricettari che risalgono fino al V secolo d.C.) che Kong Bixia, come cuoca e padrona di
casa, sa interpretare da par suo e Zhu, come esperto del gusto, orchestrare abilmente; dallaltra c la
trasposizione in un menu di nozze parco, ma saporoso, dellabilit creativa della gente comune quando ai
fornelli. Entrambi specchio della concezione di vita di un popolo che sia a livello alto sia a livello basso

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stato capace di attraversare e superare nella sua Storia molteplici vicissitudini senza dimenticare le buone
pietanze e il buon gusto.

4. I calligrafici fondali della Pechino di Deng Youmei
Il recupero del Passato dopo le macerie della Rivoluzione culturale porta un altro scrittore di mezza et a
evocare in questo caso il sapore della capitale (jing wei) e ad anticipare alcuni aspetti che verranno
discussi dal convegno promosso dalla rivista letteraria Shanghai wenxue nel 1984 sulla ricerca delle radici.
Deng Youmei, nato a Tianjin nel 1931, sostiene allinizio del suo romanzo Tabacchiere (1983)8 che il tabacco
da fiuto faccia meno male delle sigarette o dei sigari; il suo uso in Cina stato in auge dai tempi di Matteo
Ricci (sotto la dinastia Ming); ma le leggi dellindustria moderna hanno imposto che venisse accantonato;
dunque lo scrittore rievocher almeno gli ultimi tempi di quella moda (fine Ottocento, inizi Novecento) e
soprattutto render un doveroso omaggio alle tabacchiere, oggetti che abili e fantasiosi artigiani cinesi
crearono di ogni foggia e grandezza con i materiali pi vari. Il romanzo imperniato sulla vita di un celebre
maestro, Wu Chang , chiamato nel libro con il suo nome originario Wu Shibao, che eccelleva allepoca
dellimperatrice Cixi (1861 1908) nella pittura delle tabacchiere di porcellana guyuexuan che spesso
avevano anche la particolarit di essere dipinte allinterno9.
Deng Youmei rappresenta un quadro accurato e vivace della vita ai vari livelli della Pechino dellultima fase
imperiale; lui stesso in una intervista dichiara che nei suoi libri, dopo la riabilitazione come scrittore
ottenuta alla fine del maoismo, ha cercato di proporre il sapore di Pechino, della sua cultura tradizionale
e del suo arguto dialetto, consapevole che nella nuova Cina messa in moto dal riformismo di Deng
Xiaoping tutto si sarebbe trasformato in fretta, con il rischio di dimenticare quella che era stata la vita dei
pechinesi del passato. Cos al lettore, quasi avesse davanti un ologramma di parole, viene offerta la
dettagliatissima mappa di quartieri, piazze, edifici sacri e profani, vicoli e mercati della capitale, con tutto il
loro brulicante viavai di persone e lo straripante accumulo di merci e oggetti, che vi si vendono, vi si
barattano, vi si forgiano.
In questa sinestetica pittura di pennello non mancano gli odori e i sapori degli hutong (cio i vicoli di
Pechino) e dei ristoranti: Wu Shibao aveva deciso di andare al tempio della Tranquillit celeste perch sulla
strada del ritorno avrebbero potuto fermarsi nel vicolo Beipan al ristorante Guangheju che era famoso in
tutta la citt per i suoi rognoncini stufati alla meridionale e il pesce in umido10. Perfino scendendo nelle
carceri imperiali possiamo renderci conto di come anche allora il trattamento dei detenuti poteva essere
diverso, in base al censo o alla disponibilit di denaro: se a Wu Shibao portavano panini di farina di
granturco e rape in salamoia, a Mastro Nie portavano panini di farina di frumento, un piatto di verdura e
uno di carnee riceveva anche del vino di Shaoxing camuffato da brodo di pollo, sotto una pellicola di olio11.
Na Wu12 il romanzo scritto un anno prima (1982) da Deng Youmei, con protagonista una sorta di Oblomov
mancese. Le peripezie, a volte goffe, di questo personaggio hanno come sfondo la vecchia Pechino dei
primi decenni del Novecento ritratta con toni nostalgici ma mai zuccherosi. Volevo preservare sulla pagina
quellatmosfera che a distanza di una ventina danni dalla pubblicazione del libro ormai non esiste pi13.
Infatti lo storico ristorante Laijinyuxuan, costruito nel 1915, meta dei gaudenti epigoni del vecchio ceto
dominante imperiale, esiste tuttora, ma adattato freddamente alle esigenze del turismo globalizzato; e gli
odorini di trippa scottata del vicolo Menkuang o dei dolciumi dello Xinyuanzhai (la bottega delleterna
fiducia) dove Na Wu, il protagonista, acquista lo squisito infuso di prugne, sono svaniti inesorabilmente
nello smog causato da cinque milioni di veicoli della Pechino di oggi. Quello stesso traffico che ci
impedirebbero di seguire rilassatamente il nostro Na Wu mentre va allangolo di via Dongsi e si fa una
ciotola di stufato di budella per poi dirigersi verso la zona del tempio Longfu a mangiare una porzione di

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sanguinaccio di montone14. Svanita infine per sempre anche latmosfera animata e suadente delle case da
t, come quella Qingyin, dove il protagonista vive un breve momento di euforico benessere concluso da
una cocente delusione amorosa. Molti di questi edifici si trovavano a qualche centinaio di metri a sud di
piazza Tiananmen, nel quartiere di Qianmen, oggi ricostruito, ma diventato una scenografica copia senza
quel sapore antico della vecchia Pechino che invece possiamo ritrovare intatto e intenso nei romanzi di Den
Youmei.

5. Il romanzo della fabbrica
Mentre si avviavano le riforme economiche di Deng Xiaoping, leader indiscusso in Cina per tutti gli anni
Ottanta, come miglioravano la condizione degli operai in fabbrica e il loro tenore di vita? Riporto un solo
dato, in relazione al tema di cui ci stiamo occupando: lHuman Development Report 1990 delle Nazioni
Unite in una tabella sugli indicatori fondamentali dello sviluppo indica che in Cina lapporto calorico
risultava nel 1965 di 14 punti al disotto del limite minimo richiesto per abitante, mentre nel 1985 era
arrivato a 11 punti sopra il limite minimo (comunque inferiore a paesi come la Jamaica).
Il romanzo di Jiang Zilong Lofficina (Huguang)15 del 1980, propone un dettagliato quadro delle relazioni
umane, e dei rapporti di lavoro e di potere, allinterno di una grande fabbrica siderurgica. La
rappresentazione conforme a quel nuovo realismo cinese, di cui proprio Jiang stato giudicato
lesponente pi significativo. Questo filone letterario a cavallo fra gli anni Settanta ed Ottanta fu una forza
profonda e vitale allinterno della societ, evidenziando aspetti della realt del mondo cinese che erano
stati fino a quel momento soppressi nellambito della letteratura. Cito il giudizio di Lee Yee in The New
Realism, Writings from China after the Cultural Revolution (1983) riportato nellampio e approfondito
saggio introduttivo di Stefania Stafutti alledizione italiana del testo pubblicato nel 199116.
Senza qui analizzare (perch baster consultare la esauriente prefazione della Stafutti) tutti gli aspetti
testuali ed extratestuali di questo lucido e a volte perfino un po amaro romanzo della fabbrica, come
sarebbe stato definito in Italia negli anni Settanta, nello svelamento sia dei comportamenti pi miseri sia di
quelli pi nobili di operai e dirigenti che ne formano il variegato insieme dei personaggi, mi limito a citarne
qualche passo per metterlo in rapporto con il cibo.
Gli alloggi costruiti dalla ditta sono appartamenti dove vivono due famiglie: perci la cucina che di sei
metri quadrati, viene divisa in due da un pannello in mattoni affinch ogni nucleo familiare abbia la sua
autonomia; quanta sensibilit da parte della fabbrica verso le esigenze della povera gente, conclude il
narratore con una dolente esclamazione antifrastica 17.
Quando Bai Ruxin, il quadro carrierista e senza scrupoli, invita a cena per sedurla Zhao Yulan, la giovane
vice-segretaria della sezione di fabbrica del partito, che intimamente tormentata per la mancanza di
affetti e per un nubilato troppo prolungato, costui sceglie per far colpo su di lei di andare al ristorante.
Loperaia si sente a disagio in quellambiente che le inusuale, e non sa neppure cosa ordinare e se
aspettare al tavolo o andare al banco per farlo. Ci pensa lo smaliziato Bai Ruxin, che ha abbandonato a casa,
con la figlioletta, la dolce e sensibile moglie, Ma Yue; ordina con disinvoltura quattro piatti, un piatto
freddo, gamberi, pesce, pollo a pezzi, fegatini e del vino 18. Ma la serata non si concluder come luomo
aveva previsto. Yulan lascer precipitosamente il locale, dopo un giro di ballo che le fa capire le volgari
intenzioni del compagno di fabbrica.
Infine, quando il personaggio sempre ambiguo e criticabile di Bai Ruxin tenter, in base ad un calcolo
dinteresse politico e non certo per amore, di ricomporre i cocci del suo matrimonio, prima di tornare a
casa decide di acquistare due cocomeri del tipo Primizia e un barattolo di latte in polvere ricostituente al

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malto19. Vorrebbero essere i doni della ritrovata concordia coniugale e della promozione appena ottenuta;
saranno invece soltanto la fragile giustificazione per rimandare la rottura definitiva.


6. La giovent bruciata dei romanzi di Wang Shuo
Non sono pi le figure tipiche (operai, contadini, insegnanti, quadri di partito) della narrativa cinese quelle
che animano la movimentata e torbida scena pechinese delle storie di Wang Shuo, nonostante il suo
romanzo pi conosciuto in Italia, Met fuoco, met acqua (1986)20 sia solo di un paio danni posteriore a
quelli finora citati.
Originario di Naijin (1958), il pi scandaloso autore degli anni Ottanta, odiatissimo dalla classe politica e
dagli intellettuali del regime, perch con spirito anarchico e vena satirica celebra teppisti e vagabondi che
rifiutano lo stato sociale cinese. Lo stile dei suoi testi originale, perfino virtuosistico, basato
linguisticamente su un miscuglio di dialetto pechinese, slang giovanile e inserti del retorico gergo della
politica. Nel romanzo citato, il protagonista, Zhang Ming, un ventenne delinquente di Pechino che si
dedica al giuoco dellamore e dellazzardo, finendo per portare allautodistruzione lingenua giovane donna
che lo ama senza remore; nel finale questo ragazzo di vita sa riscattarsi perch, dopo alcuni anni di
carcere, salva da un tentativo di stupro la studentessa di inglese che ha conosciuto durante una breve
vacanza che sta trascorrendo ad Hainan.
Wang Shuo, che lo scrittore capofila della generazione perduta o della letteratura dei teppisti, come
la critica letteraria cinese ama definirlo, propone delle giovani vite violente, sempre in bilico, che
rassomigliano a quei semi di zucca che i personaggi sgranocchiano e sputano in continuazione tra una birra,
un bicchiere di vino rosso ed un qualunque cibo di strada consumato in fretta. Esistenze che vivono una
profonda crisi nei confronti dei valori tradizionali, che si ribellano alle regole perbeniste della societ, che
cercano la libert a tutti i costi, ma sembrano soprattutto spaesate.
Il lettore perci pu trovare un esempio di banale colazione turistica sul traghetto che porta allisola di
Hainan: vado al banco ad ordinare la colazione: hanno solo spaghettini in brodo con carne e rape21; oppure
le pi varie, ma sempre standardizzate offerte gastronomiche che sullisola si offrono ai turisti: vendono
frutti di mare, granchi, gamberi, vongole e ogni tipo di pescema anche bibite fresche, sigarette e
caramelle22. In definitiva, anche sotto questa angolatura, ci troviamo difronte alla fotografia in chiaroscuro
della Cina agli inizi del boom consumistico.
Wang Shuo, nel secondo romanzo edito in Italia e scritto nel 1989, Scherzando col fuoco23, si focalizza molto
pi di frequente sul cibo e lo utilizza anche in chiave metaforica; daltronde scrive un testo ambizioso nella
costruzione narrativa, perch non solo una detective story quanto soprattutto una assillante indagine del
protagonista sul proprio passato; egli stenta a ricomporre il puzzle degli incontri, degli amori, delle amicizie
dei suoi ultimi dieci anni di vita per scoprire se lassassinio di cui accusato sia stato proprio lui a
compierlo, perch, come in Pirandello o in Rashomon di Kurosawa, la realt appare sfaccettata e la sua
identit viene giudicata in modo contraddittorio in base ai diversi punti di vista degli altri personaggi che nel
libro entrano in contatto con lui.
Nelle prime pagine ritroviamo il fast food, segno tangibile di una Cina che sta velocemente cambiando.
Siamo nelle vie brulicanti del quartiere pechinese di Chongwen Men. Lio narrante, a causa del vento
gelido che sferza la citt, in attesa di un treno su cui viaggia una coppia di suoi giovani amici, deve trovare
un posto caldo e accogliente dove mangiare qualcosa. In un fast food ben riscaldato e illuminato mangiai un
piatto di cosiddetti spaghetti allitaliana, mandai gi una tazza di minestra cosiddetta americana, comprai

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una lattina di autentica birra cinese e andai a sedermi vicino a una finestra per ammazzare il tempo24. Ma a
Pechino nella seconda met degli anni Ottanta si trovavano ancora piccoli ristoranti tradizionali, anche se
dal menu non troppo vario: oloturie e gamberi, polpette di carne, tendini di maiale, e una certa variet di
pesce; di questo i personaggi un po sbruffoni di Wang Shuo si lamentano ironicamente col cameriere
perch: il problema con i piccoli ristoranti che non hanno mai un granch!
Canton, a sud, offre invece nei suoi locali il meglio della scuola gastronomica Yue 25: squisiti dim sum di
carne e di riso, ravioli con gamberetti, dolci a forma di zoccolo di cavallo26 e molto altro che Sha Quing, la
sfuggente donna amata dall io narrante, nellennesimo flash back in cui si racconta un brandello del
passato del protagonista, dimentica di precisare, attratta dalla comparsa di quello che anche noi, per
evitare di scoprire la trama, chiameremo un sopravvissuto.
Fang Yan, lio narrante, daltra parte lo perch il decennio intercorso fra le oscure vicende che lo hanno
coinvolto e il monotono tenore di vita in cui invischiato allinizio del libro, ha prodotto il progressivo
tramonto di sogni, di progetti, di speranze che lui e i suoi compagni (o meglio, la sua generazione) si erano
visti imbandire ( non a caso egli riflette : probabile che allora non mi abbia fatto nessuna impressione
particolare, ma a ripensarci oggi sono quasi sicuro che quel vecchio e lussuoso ristorante aspettava
qualcuno27 ). Si spiega dunque la sua ansia di indagarlo e verificarlo, quel Passato, perch contiene qualcosa
di lui che non gli ancora del tutto chiara, ma che gli preme far emergere. In una vera e propria qute che
lo porta a ripercorrere luoghi e quartieri della capitale per interrogare persone che lo possano aiutare a
ricomporre i tasselli confusi degli anni alle sue spalle, egli attraversa hutong allinterno dei quali vecchie
case popolari si mescolano a costruzioni di stile occidentale e a palazzi in mattoni di epoche differenti, con
ancora i vecchi caizhan, sorta di rivendite pubbliche degli anni 60 e 70 che garantivano da parte dello
Stato il rifornimento invernale di cavoli e carote, indispensabili alla popolazione per il ripieno con maiale e
cavolo degli jiaozi bolliti..Morivo dalla curiosit ed esitavo, quei portoni racchiudevano un pezzo del mio
passato quale spalancare per riprendermi ci che mi apparteneva?28
Leuforia degli anni Ottanta sta svanendo; quella famelica aspirazione ai beni di consumo (dobbiamo
alloggiare nellalbergo pi bello e mangiare nei posti migliori, ho giurato che avrei assaggiato tutte le
specialit di terra e di mare -esclama un compagno di Fang- 29) ha lasciato molto amaro in bocca e la voglia
di un rogo palingenetico dopo il quale rinascere, ma senza pi puntelli ideologici e verit consolatorie, da
veri moderni wuxia30.

7. Un indiscusso caposcuola: Wang Meng
Figura di spicco fra gli scrittori della vecchia generazione, apprezzato perfino dalla generazione
contestataria (tanto che proprio Wang Shuo lo cita nel romanzo Scherzando col fuoco perch il protagonista
ne ruba per alcune sequenze lidentit) Wang Meng, nato a Pechino nel 1934. Nei primi anni Ottanta
riprende unintensa attivit di scrittura, che affianca ad un impegno in politica che lo porter a ricoprire la
carica di ministro della Cultura dal 1986 alla primavera del 89, quando in dissenso con la linea dura del
premier Li Peng nei confronti dei manifestanti di Piazza Tian anmen, decide di ritirarsi dalla vita pubblica.
Uscito da un lungo forzato silenzio letterario, quando pubblica nel 1980 la raccolta di racconti intitolata La
farfalla (Hudie)31 uno scrittore in piena ricerca, che si interroga su: la scrittura come strumento per
ripensare criticamente il recente passato; lo svecchiamento delle formule narrative del realismo
socialista; lo stile che rispecchi la personalit dellautore e sappia toccare tutte le corde del sentimento e
della ragione. Il racconto eponimo coglie al meglio questi obiettivi e con labolizione della rigida
consequenzialit spazio-temporale nellintreccio, propone un testo dal punto di vista strutturale davvero
innovativo, in cui la storia si svolge in un tempo relativamente breve (un paio di giorni) rispetto ai quasi

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trentanni di ricordi della vita di Zhang Siyuan che si affollano nella sua mente durante il viaggio da Beijng al
villaggio di montagna, verso cui diretto per rincontrare il figlio e chiedere alla dottoressa Qiuwen di
sposarlo. Il suicidio della prima moglie, accusata di essere un elemento di destra durante la Rivoluzione
culturale, la sua stessa imprevista e improvvisa caduta politica in quel turbolento periodo, perch accusato
di essere un controrivoluzionario; le umiliazioni patite, ad opera perfino del giovane figlio, intransigente
guardia rossa, e la rigenerante rieducazione nel villaggio di montagna dove ora sta tornando; la
riabilitazione nel 1975, conclusasi due anni dopo con la nomina a viceministro nella capitale; il desiderio di
dare una sistemazione definitiva alla sua vita ora che le prospettive guardano al futuro con speranza, sono
alcuni snodi del lungo flash back su cui si impernia il racconto.
Wang Meng utilizza di tanto in tanto dei particolari legati al cibo per emblematizzare la condizione
psicologica del personaggio: i dolci e il gelato che Zhang vorrebbe ancora regalare al figlio adolescente Dong
Dong per accattivarsene laffetto dopo la dolorosa separazione, non sono le dolcezze che possono
permettere di spianare le ciglia aggrottate del ragazzo; il figlio infatti nella critica fase della pre-adolescenza
pretenderebbe con il genitore un rapporto pi sincero e meno superficiale32. Mentre il profumo delle
cipolle novelle, che Zhang sta per aggiungere a due uova e alla verza, quando ancora da rieducato si trova
nel 1975 nel villaggio di montagna e si appresta a preparare una rustica cena, non solo gli danno
limpressione che la primavera finalmente stia arrivando, ma emblematicamente gli preannunciano la
sorprendente apparizione del militare inviatogli dal Comitato provinciale del Partito con il messaggio che
dichiara il suo pieno reintegro nei ranghi dellalta dirigenza politica cinese33.
Le marcate differenze fra la Cina rurale e quella urbana sono evidenziate pi volte nel racconto, ma quelle
sul cibo sono di particolare effetto: il protagonista si percepisce con due identit: quella di padre Zhang e
di viceministro Zhang. Il primo se ne sta a suo agio in una capanna piena di fumo a mangiare
limmancabile pappa di riso con soia e verdure in salamoia, e accetta volentieri destate il grande crudo di
legumi, conservati sotto sale dal 1929 (!) che lamico Shuanfu gli offre dopo averlo bollito34. Laltro Zhang,
ricevendo le delegazioni straniere, in grado di scegliere piatti ricercati e alla moda occidentale,
accompagnati dai migliori vini.
Ritornato unultima volta al villaggio col viaggio che il testo rievoca, il protagonista gusta con piacere i cibi
che i montanari gli preparano per onorare il suo arrivo e che a gara gli porgono: il polletto saltato in padella,
i panini bianchi cotti al vapore, laglio dal gambo secco, il maiale salato con contorno di fagiolini e
melanzane, la ciotola di riso35. E poi alla vista dei frutti dolci e succosi degli alberi di giuggiole, Zhang rivive
la gioia e la semplicit della sua infanzia nei gesti dei bambini del villaggio che se ne riempiono la bocca36.
Wang Meng ama citare questo proverbio iuguro: il vecchio onestuomo ha perduto il suo cavallo alla
frontiera, ma chi lo sa se non sia un bene?
Il finale di La farfalla riporta Zhang a Pechino, ma non in compagnia del figlio e della donna che avrebbe
voluto sposare; cos per lui ritornano primari i doveri delluomo politico, altrettanto appaganti (egli si
convince) se messi al servizio della collettivit.
Nel 1981 lo scrittore pubblica undici micro racconti contenuti nel libro Volete mettere la zuppa
agropiccante? 37. In uno di questi, si leggono le sentenziose dichiarazioni di un certo dott. O, specialista in
culinaria, critico su ogni degustazione innovativa che gli viene proposta perch, a suo parere, nella
tradizione si potrebbe sempre trovare qualcosa di meglio, come appunto lagropiccante della zuppa che lui,
indignato, non ritrova nelle nuove tipologie di gelato suggeritegli.
Wang Meng, riprendendo una modalit espressiva desunta dalla antica letteratura cinese del racconto in
cento ideogrammi ma anche dalle analoghe raccolte, ad esempio, di scrittori sudamericani degli anni Trenta
(Jorge Luis Borges, Silvina Ocampo, Bioy Casares) punta decisamente sullarma dellironia e, focalizzandosi

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su una Cina in bilico fra mentalit feudale, gerontocrazia politico-burocratica e direttive di riforma e di
apertura per portarla al passo con la modernit, traccia un miniaturistico ma grottesco e divertente
mosaico della societ contemporanea. Cos anche il cibo pu diventare una sarcastica allusione a quegli
apparati del PCC arroccati nelle loro posizioni di rendita che facevano appello sempre e comunque agli
intoccabili principi del credo marxista contro ogni riformismo.
Wang Meng sul finire del decennio (1989) avrebbe pubblicato sulla rivista bimensile Zhongguozuojia
("Scrittori cinesi") il racconto Jianyingdexizhou (Dura la pappa di riso)38, che pass sotto silenzio a causa
delle vicende di Piazza Tian anmen. Nel 1991 questo testo ottenne il premio come miglior racconto del
biennio 1989-1990, scatenando subito polemiche e velenose accuse da parte di esponenti, rimasti
anonimi, della sinistra del Partito con l'obiettivo di ricordare a Deng Xiaoping che nessuna
modernizzazione sarebbe stata possibile a spese della vecchia guardia. Wang Meng infatti era considerato
un elemento democratico, cio di destra, del Partito e con queste critiche si voleva insinuare che il suo
racconto screditasse la figura di Deng Xiaoping.
Tuttavia l'attacco contro Wang Meng non ebbe alcun esito; infatti egli reag s con fermezza, ma attraverso
le normali vie "legali" (ad affermare la necessit della certezza del diritto al quale rimettere ogni tipo di
controversia, sottraendola all'arena selvaggia del dileggio per fini politici). E alla fine il sorriso caustico, ma
illuminante del grande scrittore, ancora una volta ebbe la meglio sulle polemiche e le invidie contingenti.
Fin dal titolo, la metafora del cibo chiara: la pappa di riso potr diventare dura per chi, immerso nella
marea del progresso economico e della modernizzazione con cui si chiudono gli anni Ottanta in Cina, decida
di provare qualcosa di nuovo e di diverso, come appunto gli slogan governativi e pubblicitari sollecitano a
fare.
Lautore riferisce con tono bonario e sornione al lettore le tragicomiche vicende della famiglia Wang che,
abituata a certe consuetudini alimentari come la colazione con pappa di riso e verdure in salamoia, secondo
le nuove direttive politiche dovrebbe rinnovare il proprio regime alimentare. Di fronte al dilemma se
continuare a prepararla con fette di mou tostato, pappa di riso e verdure in salamoia, oppure convertirsi al
toast, al burro, alle uova fresche strapazzate e al caffelatte, la piccola comunit familiare, che ha fin qui
vissuto in armonia e nel rispetto delle gerarchie, entra in crisi, si scinde in molteplici pareri e correnti di
pensiero, e alla fine dovr assistere impotente ad una vera e propria diaspora dei suoi membri.
Il racconto per, come si diceva, ha un doppio binario di lettura; Wang Meng, mentre con ironia ci descrive
le tensioni e ci riporta gli animati dialoghi fra i membri del clan per realizzare una dieta che faccia convivere
lo zhou e il toast imburrato, allude in maniera piuttosto complicata e sofisticata al dibattito interno al PCC
di quegli anni, mascherando a volte la terminologia del contemporaneo agone politico con i semplici e
quotidiani discorsi dei personaggi. Uno di questi, ad esempio, se ne viene fuori con la proposta di
sviluppare e incoraggiare la democrazia39 in casa Weng per risolvere la gestione culinaria della famiglia,
parole che, scritte nei mesi immediatamente successivi a piazza Tiananmen, dovevano risultare
particolarmente allusive e rischiose.
Il romanzo dal titolo Figure intercambiabili (Huodong bian ren xing, letteralmente La figura umana
cambiata dal movimento)40 fu portato a termine da Wang Meng nel 1985 e pubblicato lanno successivo a
pochi giorni dalla sua entrata in carica come ministro della Cultura. E, fra quelle tradotte in italiano, lopera
pi complessa e ardua, perch, come si espresse lo stesso autore, vuole manifestare il mormorio
fastidioso della verit e dei fatti. Potrebbe essere aggiunta al catalogo che proponeva Franco Moretti nel
suo saggio del 1994, Opere mondo: infatti ha una notevole complessit narrativa, una polifonia semantica,
che a volte devia verso una voluta cacofonia, una forma aperta dellintreccio, eredit delle tradizionali
strutture dellepica, delle possenti allegorie polisemiche e infine si avvale di una modalit espressiva
innovativa per la narrativa cinese: lo stream of consciousness, che per proporrei di definire pi

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opportunamente discorso indiretto libero; esso ben si adatta a rappresentare linteriorit individuale
sottoposta ad un aggressivo contesto socio-familiare.
Il libro quindi meriterebbe un particolare approfondimento, come la stessa curatrice e traduttrice Vilma
Costantini suggeriva nella nota conclusiva alla prima edizione italiana ed europea del 1989. Ma solo
volendo rimanere nellambito del tema culinario a cui questo scritto dedicato, ci sarebbe da citare e da
proporre una quantit sorprendente di materiale.
Si pu iniziare con la patata dolce arrostita che Ni Zao da bambino si mangiava nel freddo dellinverno
pechinese durante il tragitto da casa a scuola. Egli non sta trascorrendo una infanzia serena a causa della
conflittualit continua fra i suoi genitori. Ni Wuchen, il padre, giudicato dalla famiglia inaffidabile; inoltre
in una Cina che ancora quella dellanteguerra, ha la colpa di atteggiarsi a donchisciottesco sostenitore di
una educazione modernista alleuropea per i propri figli; Dolce Delizia Jiang, la madre, un essere mite ma
troppo condizionato dalle tradizioni; con lei nella stessa casa vivono altre due componenti la sua famiglia
dorigine, Dolce Tesoro Jiang, la sorella, che narcisisticamente tutta compresa nel culto di se stessa come
vedova illibata, ma pronta anche a difendere con una energia sorprendente l ostrica familiare; e la madre
Jiang Zhao, esemplare rappresentante di una antica casta di possidenti terrieri inurbati, depositaria di riti e
di formule magiche ancestrali, con i quali ritiene di poter evitare per s e i propri cari ogni malanno della
vita. Il bambino dunque spesso attraversato da pensieri angoscianti: ad esempio, si immagina da morto e
frutto di tutta unaltra vita, camminare accanto a un Ni Zao vivo con tutto il carico dei conflitti della sua
famiglia; e quando finalmente nel dirigersi a scuola riesce a scuotersi da questo incubo ad occhi aperti, il
senso di realt gli offerto dal bigliettino che i compagni hanno attaccato alla guardiola del portiere: farina
di carrube, albicocche candite, marmellata di sorbo a strisce per prendere in giro le sdolcinate preferenze
delle coetanee41.
Secondo le idee del padre, Ni Zao e la sorella pi piccola Ni Ping avrebbero dovuto crescere sulla base di
regole alimentari ben diverse da quelle arcaiche e, a suo parere, scorrette che seguivano le tre passatiste
donne di casa: queste cucinano o acquistano il brodo di fagioli verdi, il decotto di foglie di alloro, la zuppa di
midollo, le caramelle di susine nere essiccate, il dolce di porri e il dolce di giuggiole acerbe, di cui
particolarmente ghiotta la bambina42; e oppongono la salsa di fagioli di soia mescolata con la salsa di
sesamo, allolio di fegato di merluzzo, di cui invece un fervido sostenitore Ni Wuchen, come panacea
alimentare per piccoli e grandi. Bisogna bere il caff e mangiare il gelato. Soprattutto bisogna bere il latte.
Ora che hai partorito, ho ordinato per te il latte e tu non lo bevi, dici che nauseante, dici che fa calore
interno, dici che quando lo bevi ti viene da vomitare43. Sono le parole di Ni Wuchen in uno dei tanti litigi con
la moglie Dolce Delizia, che ha appena partorito la bimba. Egli conclude, sconsolato: Questa non altro che
barbarie, difronte ai continui dinieghi della donna ad assecondare la sua dieta, il suo stile di vita
alloccidentale.
Infatti il vero godimento culinario per le donne della famiglia Zhao si realizza dopo il capodanno lunare
quando arrivano dal lontano Hebei i fittavoli delle loro terre. Siamo nella Pechino degli anni Quaranta
durante loccupazione giapponese. Allinizio del cap. XVI descritto incisivamente il gioco delle parti fra
padrone e servi; ma quello che interessa qui ricordare il saporoso elenco dei doni della terra che i
contadini portano nella casa della grande nonna, con laggiunta, a titolo personale, di una specialit
paesana: il prosciutto di verdura, fatto con una crosta di formaggio di soia riempito di spezie e ingredienti
vari; e lo sciroppo di pere autunnali, prodotto dalla ebollizione e la dolcificazione di un particolare tipo di
pere croccanti che crescono nelle campagne del Nord, ottimo rimedio per le malattie dello stomaco, per la
tosse e il catarro44.
Lesistenza di Ni Wuchen centrifuga: infatti, ai cibi cucinati dalla moglie (spesso fatti di avanzi e di
ingredienti semplici per risparmiare sulle modeste entrate familiari; di conseguenza, la rapa pur cotta

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gustosamente ha una aggiunta di cavoli avanzati due giorni prima e di un formaggio di soia secco, che la
rendono poco invitante ) preferisce i ristoranti, meglio se di qualit; avrebbe portato un ospite di riguardo
al Tan, al Beijing fandian o magari al Tonganshi, il migliore ristorante pechinese di cucina occidentale, per
fargli gustare il maiale lesso in bianco, oppure carne di ogni tipo saltata in padella, o anche la coda di cervo
fritta e soprattutto il gelato e il caff. Non a caso alcuni episodi significativi della sua vita, si svolgono in
questi contesti.
Cito tra gli altri il locale alloccidentale nei pressi del mercato di Xidan dove incontra la sua amante, Miss
Liu, che fa conoscere a Ni Zao, allora piccolino. Di quella giornata rimarranno poche, fascinose impressioni
nella mente del figlio: piatti dove cera qualcosa di bianco, di rosso, di marrone, e anche di verde; e qualcosa
di appiccicoso, di morbido, di dolce e di salato insieme e poi cera qualcosa di piccante e di aromatico45;
quellacqua nera che si chiama caff; e la voce dolce e bassa della giovane donna, che sorrideva spesso e
rumorosamente, come non si dovrebbe fare. Da quel momento il bambino prende coscienza di uno dei
motivi di attrito fra il padre e la madre, che alimenteranno i suoi precoci conflitti su da che parte stare.
Indimenticabile il banchetto presso lelegante ristorante Delle fate, offerto ai loro pi cari amici da Ni
Wuchen e signora (sono passati solo alcuni anni dallepisodio precedente, siamo nel pieno della Guerra e
segretamente luomo sta pensando di divorziare perch listituto matrimoniale, come viene inteso in quel
momento storico dalla societ cinese, per lui insopportabile); vengono serviti ai tavoli i pi vari antipasti,
il manzo ai peperoni verdi, la carne fritta, il maiale tritato e quello alle uova e ai funghi condito da salsa di
porro e di soia, e, come pietanza principale, la carpa per met arrostita e per met in brodo. Mentre il
pranzo, apprezzato da tutti i numerosi ospiti, volge al termine con larrivo del dolce denominato tre non si
attacca, tipico dello Shandong, ecco compiersi un inaspettato psicodramma: la moglie Dolce Delizia, che
ha vendicativamente assecondato questo pranzo da tempo nella mente del marito, svela in un pianto
dirotto e con sofferte parole lintenzione di Wuchen di divorziare da lei46. La vergogna e il senso di colpa
prodotte dalle accuse in pubblico della donna nei suoi confronti saranno cos forti da spingerlo a tentare il
suicidio e poi a sparire per molto tempo.
I rapporti della sua famiglia ritornano ad intrecciarsi a Pechino nel Dopoguerra e seguiranno i tortuosi,
contrastanti e a volte penosi percorsi della Repubblica popolare cinese dal 1949 agli anni Settanta. Ma un
buon pasto pu cambiare la visione del mondo continuava a ripetere Ni Wuchen e volentieri con gli amici si
sarebbe recato al Tongheju o al Cuihualou, a mangiare lanatra laccata o un gustoso piatto di pesce, se le
condizioni finanziarie e politiche glielo avessero permesso.
Nel capitolo finale (siamo di nuovo tornati al 1985 da cui prende le mosse il romanzo) il narratore anonimo
e testimone di questi decenni di vita che con qualche sospiro47 gli hanno dato loccasione di tirar fuori
vicende di gusto locale, ricorda di essere stato portato proprio da Ni Zao, ormai stimato docente
universitario, in un ristorante alloccidentale, frequentato gi dal padre, Wuchen, e di aver gustato dei
freschissimi gamberoni fritti e il gelato di frutta. E un menu emblematico, perch contiene la
riabilitazione di gusti, inclinazioni, scelte troppe volte di recente rifiutati o proibiti da quellentusiasmante
ma anche doloroso movimento della Storia che tutto fa girare e sconvolge il cielo48.

8. Una scrittrice e uno scrittore della Glastnost cinese
Anche Zhang Jie, nata a Pechino nel 1937, occupa negli anni Ottanta una posizione di rilievo fra gli scrittori
della generazione che precede quella formatasi attraverso le esperienze della Rivoluzione culturale. Fin
dagli esordi si dimostra intellettuale poco incline a seguire le parole dordine del regime, sia quello di Mao
Zedong sia quello di Deng Xiaoping, e punta le sue ironiche critiche senza veli ideologici contro
lantifemminismo della societ cinese dellepoca e contro il burocratismo il quale alle prese con la

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semplificazione ideologica oppone cavillose ed estenuanti remore allo snellimento della rigida
organizzazione statale.
Il testo del 1984 dal titolo italiano Comunicazione ufficiosa49 (inserito nella raccolta Mandarini cinesi)
documenta in modo disincantato e impersonale questultima tematica. Il burocrate Jia Yunshan, rotellina
servizievole ed affidabile, da vivo, e invece sassolino che rischia di inceppare il mastodontico ingranaggio
del sistema, da morto50, non pu anche in fatto di alimentazione che dimostrare esigenze semplici, ma
precise. Infatti a colazione deve avere due ciotole di pappa di miglio e un piattino di cetriolini in salamoia
con salsa di soia51. Eppure lindustria alimentare e i programmi governativi consentirebbero una pi vasta
scelta. Ma questo tipo di colazione unabitudine; e le abitudini, conclude beffardamente lautrice, se si
cambiano provocano disagio e fanno sentire in difficolt; e quando ci si sente in difficolt, possono
succedere molte cose, come lalzarsi della pressione arteriosa per il nostro segretario del comitato di partito
municipale (e la cosa poco dopo gli sar fatale).
Altrettanto tenace, ma non in campo alimentare bens in quello politico, risulta latteggiamento di Zhang
Xianliang (nato a Nanchino nel 1936) perch dovette sopportare pi di ventanni di rieducazione attraverso
il lavoro, essendo stato etichettato fin dal 1958 un destro per la sua attivit di intellettuale.
Nellunico suo romanzo tradotto in italiano, fra quelli pubblicati dopo la riabilitazione nel 1979 e fino alla
fine degli anni Ottanta, Met delluomo donna (1985)52 , si ripercorrono le vicende umane e sentimentali
di un prigioniero politico, Zhang Yonglin, durante il decennio della Rivoluzione culturale. Nella prima parte
del testo, lo troviamo inserito in una delle tante squadre di criminali da rieducare utilizzate per
canalizzare e rendere coltivabili a riso le immense distese di loess dello Ningxian; per lui e i suoi compagni le
razioni di cibo possono variare in proporzione alla libert di movimento nellattivit agricola che devono
svolgere; per cui a volte non una sola ma due diventano le ciotole piene di verdure, come cetrioli e
pomodori, con cui si possono sfamare, anche se nei loro sogni alla fine di una giornata, oltre ai corpi sinuosi
delle donne, o ad una sigaretta dal gusto delicato e ricco, non manca mai limmagine di un panino al
vapore, bianco e soffice53.
In un momento di pausa dallestenuante lavoro di pulitura dei canali, il protagonista, casualmente, ha
linattesa e folgorante visione della conturbante nudit di una giovane rieducata attraverso il lavoro, che
destinata otto anni dopo a diventare sua moglie; infatti nella seconda parte luomo, trasferito come
mandriano in una fattoria, si ritrova a tu per tu con la stessa donna, Huang Xiangjiu, che obbligata anche
lei a fare la contadina per essere rieducata. I due personaggi, che si portano nellintimo i traumi soprattutto
psicologici di unepoca che ha massificato e mortificato il pensiero e i sentimenti di milioni di persone,
accettano di formare una famiglia per ritrovare un minimo di calore umano, una parvenza di dignitosa e
pulita gestione del loro spazio vitale e della propria persona, almeno fisica; sono come le soluzioni di due
sali incolori ionizzati che unendosi producono un precipitato, il loro matrimonio, insolubile, nel senso, per,
che render evidente le incongruenze delle loro personalit e i loro opposti progetti di vita. Il matrimonio
servito ad entrambi per ripartire da dove sono caduti: lei, con due divorzi alle spalle, giudicata
malevolmente dalla piccola comunit rurale, anche perch ancora bella e ci suscita invidie e desideri; lui
attende che la Cina si svegli dal grande sogno54, aspetta con ansia di ritornare a recitare nella societ un
ruolo da attore, e non da rettificato55. Ma arrivano a questa decisione con due atteggiamenti diversi
che non tarderanno ad entrare in conflitto; luomo pieno di dubbi perch teme che lunione matrimoniale
confligga in futuro con i suoi ideali politici; mentre la donna fiduciosa che il rapporto matrimoniale saner
tutte le ferite pregresse e placher le rispettive inquietudini esistenziali.
Comunque anche ai tempi della Rivoluzione culturale le procedure per una richiesta di matrimonio
potevano avanzare pi velocemente se accompagnate da due bottiglie di liquore e da una scatola di dolci al
burro, meglio ancora se provenienti dai grandi magazzini di Xidan di Pechino56; e cos in breve il contadino
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operaio Zhang e la contadina-operaia Huang ottengono dal segretario della sezione di partito della squadra
in cui lavorano il benestare alla cerimonia. Cerimonia che si svolge con molta semplicit, se fa fede il
particolare delle caramelle e dei semi di melone57 avanzati dagli invitati. Ma alla fine di quella stessa
giornata che si apre un primo inaspettato solco fra i due protagonisti: Zhang Yonglin ha accumulato cos
tante frustrazioni negli anni di detenzione, che si scopre impotente proprio dinnanzi al corpo che aveva cos
a lungo desiderato. Eppure non questa lincrinatura che porter al fallimento dellunione: dovr
trascorrere quasi un anno fra rovelli interiori delluomo e aspre recriminazioni della donna (che arriver
perfino a tradirlo con il segretario del partito Cao Xueyi) prima che si arrivi alla richiesta di divorzio; tuttavia
la motivazione non sar limpotentia coeundi perch essa, a sorpresa, si risolta non con il ricorso
allospedale, dove fanno solo aborti, legature di tube, o ad un ormai introvabile medico delle erbe, ma
grazie ad una semplice tazza di zuppa bollente di zenzero, con la quale Huang Xiangjiu ha forse
inconsapevolmente riequilibrato (sulla base delle tradizionali regole filosofico-alimentari cinesi) i due
principi yang e ying, profondamente alterati nel soma del marito. Questo colpo di scena avvenuto al
termine di una giornata memorabile per la comunit contadina, allinterno della quale ambientato gran
parte del romanzo; le forti piogge di fine estate hanno messo in crisi la diga, che ha rischiato di fessurarsi in
alcuni punti; proprio il mandriano e sorvegliato politico Zhang con un gesto coraggioso ha evitato che una
infiltrazione diventasse catastrofica per la tenuta della diga. Tornato a casa esausto e bagnato fradicio,
trova la moglie disposta ad accudirlo con la rigenerante brodaglia ma soprattutto ad accoglierlo col suo
caldo corpo che finalmente egli sapr non respingere58.
Per concludere, un ultimo particolare del libro a conferma che il cibo un elemento narrativo insostituibile
per rappresentare a tutto tondo i caratteri di un personaggio. Huang tenta in ogni modo di trattenere a s
Zhang, avendo con lui recuperato una dimensione, direi quasi piccolo borghese, che le perfettamente
confacente e nella quale, considerato il futuro nebuloso che si prospettava in Cina a met degli anni
Settanta, vorrebbe raggomitolarsi, restando entro lorizzonte del nido. Eccola dunque preparare
amorevolmente le uova danatra marinate, che sceglie ad una ad una e mette nella giara piena di acqua
salata bollita59; ha deciso proprio questo piatto perch vorrebbe accantonare ogni incompatibilit con il
marito, anche di tipo gastronomico; costui, uomo del Sud, in tutti questi anni si abituato a mangiare
spaghetti e focacce, tipiche del Nord della Cina, e si adattato al miele e allo zucchero; dunque, pur di
andare daccordo, lei, settentrionale, pronta a preparare una ricetta tipicamente meridionale. Qualche
capitolo pi avanti sulla tavola gli porger del riso bianco con un uovo danatra fritto60. Eppure quella cena,
tristemente, sancir la loro separazione. Zhang Yonglin ormai determinato ad affrontare, libero da ogni
vincolo, il suo ritorno in un mondo che gli sembra ad un bivio epocale, ma che pretende menti indipendenti
e coraggiose.

9. Il cantore delle meravigliose vallate dellHunan
Autore dallesuberante talento, sbocciato negli anni successivi alla morte di Mao Zedong quando viene
nominato presidente dellassociazione degli scrittori dello Hunan, regione della Cina meridionale, in gran
parte montuosa, scrigno di culture e di tradizioni autoctone a quellepoca ancora in gran parte integre e
dove era nato nel 1942, Gu Hua (pseudonimo di Luo Hongyu), nel 1981 pubblica il romanzo Furong zhen
(Villaggio Ibisco). Il libro subito un successo editoriale (vende pi di 800.000 copie). Lanno dopo ottiene il
prestigioso premio Mao Dun61. Nel 1986 il regista Xie Jin ne trae lomonimo film con attori di fama come Liu
Xiaoqing, nel ruolo del tenace protagonista maschile Hu Yuyin e Jang Wen, nel ruolo della affascinante
protagonista femminile Quin Shutian.
Si tratta probabilmente del primo romanzo cinese che con una vasta diffusione in patria e in Occidente
svela le storture, gli sconvolgimenti, i drammi provocati fra il 1963 e il 1976 dal Movimento per

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leducazione socialista, prima, e dalla Grande rivoluzione culturale proletaria, poi, mettendo a nudo errori e
malefatte di piccoli dirigenti locali che vengono presentati come sbiadite e parodistiche copie del Potere.
Gli abitanti di questa cittadina di montagna, Ibisco, che giace in una stretta vallata al confine delle tre
province dello Hunan, Guangdong e Guangxi 62 dopo essere in qualche modo sopravvissuti a tali
rivolgimenti storici, sono chiamati dal narratore, che comunque appare interno a quel mondo, a
testimoniare la fine di una terribile, tragica epoca 63
In particolare sono sei i personaggi che svolgono i tradizionali ruoli dello schema narrativo:
Hu Yuyin (soprannominata la bella del doufu64) oggetto del desiderio prima di Li Mangeng (segretario
della brigata di Ibisco) che rinuncer a lei per non bloccare la sua carriera politica, rimanendole per amico
(si chiamano infatti reciprocamente con i termini sorella e fratello secondo luso delle campagne
cinesi); poi di Quin Shutian (soprannominato Quin il pazzo, soggetto giudicato dopo il 1956 di Destra e
appartenente alle cosiddette Cinque Categorie), che la sposer negli anni della Rivoluzione culturale
quando rimarr lunico fra i paesani ad avere delle attenzioni per lei caduta in disgrazia per essere stata
classificata contadina ricca e senza pi il marito suicidatosi per salvare lonore della coppia; spicca anche
la figura di Gu Yanshan (soprannominato il soldato del Nord perch, arrivato ad Ibisco con lesercito di
Liberazione nel 1949, aveva deciso di stabilirvisi definitivamente, attratto dai luoghi e dalla ospitalit della
gente) che funger non soltanto da aiutante di Yuyin in alcune situazioni iniziali del racconto, ma, nel
finale, anche da destinatore del frutto dellamore fra la donna e Quin; cos questa famiglia, ricomposta
dopo le ingiustizie subite, potr ritrovarsi al completo e riprendere un cammino di speranza.
Tali sono i buoni della storia, in alcuni casi i perseguitati, mentre i cattivi vengono impersonati da Li
Guoxiang, che ha toccato i trentadue anni quando si apre il racconto, svolge la mansione di direttrice
dellosteria statale di Ibisco ed disposta a tutto per la carriera politica, ma non riuscita ancora a fare,
dopo vari deludenti tentativi, un buon matrimonio per dare stabilit alla sua vita. Laltro antagonista dei
protagonisti positivi del romanzo Wang Qiushe: incarna il proletario servile e opportunista, che grazie alla
Riforma agraria del 1950 era stato classificato come attivista, ma aveva sperperato ci che gli era stato
assegnato (tranne la casa sospesa, dove vive, requisita dallo Stato ad un ricco latifondista) e campava
perci avendo sempre sulla bocca lo slogan: Il governo popolare nutre e veste i suoi figli.65
Queste due personalit, distorte a causa della invidia nei confronti della bella Yuyin e del suo rinomato
chiosco di doufu al mercato di Ibisco; pronte alla vendetta per essere stata, Li Guoxiang, rifiutata da Gu
Yanshan e Wag Qiushe deriso e criticato come fannullone da tutti gli abitanti della cittadina; rose dalla
ambizione di salire di grado come funzionari del Partito, al punto da assecondare senza scrupoli le posizioni
ideologiche pi estreme dei Movimenti del tempo, daranno luogo ad una meschina alleanza che produrr
una serie di azioni punitive e vessatorie verso i buoni e colpir innanzitutto la redditizia attivit
commerciale della protagonista e del suo primo marito, il mite macellaio Li Guigui.
Proprio il doufu sar il fattore scatenante delle fortune (brevi, dal 1961-1963) e delle disgrazie (persistenti,
dal 1964 al 1976) di Hu Yuyin. Lei, con la sua graziosa e accattivante persona, sembra essere tuttuna col
prodotto che prepara con instancabile cura alla vigilia di ogni mercato66. La carne di Hu Yuyin candida e
soda come il doufu che vende67.
E ogni scodella, quelle del suo chiosco sono sempre candide, come il palmo delle sue mani, venduta ad un
mao68, non solo contiene porzioni abbondanti, ben condite e saporite, ma riceve laggiunta di quel
particolare (peperoncino, alcool, tocchetti di carne) capace di anticipare le richieste del cliente.
Quando per anche sullappartata, serena Ibisco69 si abbatteranno le direttive del Movimento delle Quattro
Purificazioni, tutto verr sporcato anche il soffice biancore del doufu e della bella del doufu. Infatti
proprio da un dossier di Li Guoxiang, in cui si denuncia lillecito arricchimento di Yuyin e del marito

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attraverso una attivit capitalistica, colpevolmente favorita dai quadri locali, scaturisce il processo
popolare in base al quale costoro sono classificati appartenenti alla Cinque Categorie e quindi emarginati
dalla comunit. La protagonista si salva inizialmente trovando rifugio presso lontani parenti. Ma qualche
mese dopo queste accuse, sulla strada del ritorno a casa, ecco un segno di come stanno cambiando le cose
anche nella periferica regione dellHunan.
Si era fermata a mangiare qualcosa . due scodelle di doufu, ma vi era troppa calce, lo rendeva giallastro,
non bianco e soffice come il suo ed era anche poco condito.70
Di l a poco sarebbero stati banditi tutti i chioschi e i venditori ambulanti avrebbero dovuto abbandonare il
commercio e andare a lavorare in campagna. Per Hu sarebbe stato ancora peggio. Requisita la casa, chiusi il
chiosco e lattivit, perso il marito, verr costretta a spazzare le strade di Ibisco e periodicamente a
sottoporsi a critiche, umiliazioni e insulti sullo spiazzo delle riunioni collettive.
Queste peripezie che Yuyin condivider con Quin Shutian, temprato per alla pressione psicologica del
Potere e capace di ricomporre lautostima della donna, ricordano quelle di certi romanzi ottocenteschi alla
Dickens; e si sciolgono positivamente soltanto con lavvio di un nuovo corso della politica cinese, riassunto
nel libro con il termine le quattro modernizzazioni. Grano, olio di semi di th, noccioline, fagioli, cotone,
legname, maiali, mucche, capre non sono pi esclusivo monopolio dello stato e si vendono nuovamente al
mercato, che si tiene ben sei volte al mese. Sulle bancarelle, ad esempio, si pu ancora come un tempo
scegliere e trattare sul prezzo di riso nuovo, giallo, rosso, non raffinato, bianco.71
Insomma anche se qualche preoccupazione per i ricordi di un recente passato ben impressi nella mente
della gente non del tutto scomparsa, sta ritornando la fiducia e la Ibisco di inizio libro sembra realmente
poter rifiorire.
Una raccolta di racconti scritti da Gu Hua nella prima met degli anni Ottanta, era stata proposta, su
suggerimento delle esperte sinologhe Marina Grassini e Vilma Costantini, al pubblico italiano dalle Edizioni
e/o nel 1988, ma pass quasi inosservata. Purtroppo nessunaltra traduzione italiana ha contribuito a tener
vivo linteresse per i testi di questo autore che pure allepoca era stato considerato il pi dotato interprete
della letteratura xiangtu (della terra nativa) ed erede del grande Shen Gongwen (1902-1988).
Il narratore popolare che d voce alle molte storie meravigliose e personaggi leggendari72 delle montagne
Wujie sembra modellato su quello di Ivan Turgheniev in Memorie di un cacciatore per la vivezza con cui il
prisma della memoria realistica riproduce ambienti e personaggi, ma soprattutto su quello di Nikolaj Gogol
in Le veglie ad una fattoria presso Dikanka per la trasfigurazione poetica della vita dei villaggi Yao e per
lironia, a volte amara, sulla Rivoluzione culturale e la sua ottusa burocrazia.
Come per esempio il caso delluomo e del cane 73: un dossier rispolverato dagli archivi per riesaminare e
riabilitare due persone ingiustamente condannate al tempo della Rivoluzione culturale. Si trattava di Lao
Shiqing, sessantenne guardia forestale della zona denominata Tian Meng Dong, luogo remoto abitato dalle
divinit silvane, e di Xiao Shubao, orfano allet di due anni ed adottato dal taglialegna, che gli aveva
insegnato tutti i segreti e le insidie delle foreste antichissime dei Wujie. Per farli sopravvivere nella loro
sperduta capanna ogni mese veniva mandato dalla stazione forestale un carico di riso, farina, verdura, olio,
sale, soia e aceto, e nei giorni di festa venivano portati pesci, carne, e bai jiu, cio vino ricavato dal
granturco e dal sorgo74. Ma dallufficio politico di quella stessa stazione forestale arriveranno dopo il 1966
le critiche assurde a Lao Shiqing di essere stato prima della Liberazione un pericoloso brigante, rifugiatosi
poi sotto falso nome fra i monti Wuije; questa macchia condizioner soprattutto le aspirazioni del giovane
Xiao, che quando non sopporter pi la vita solitaria e sacrificata del guardia-boschi si vedr respinta ogni
richiesta di impiego lontano da Tian Meng Dong. Esasperato e sobillato dalle pressioni dei dirigenti della
stazione forestale, decide di sopprimere il padre adottivo per emanciparsi; ma il cane che da sempre vive

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fedelmente accanto al vecchio, vendicher lassassinio del padrone azzannando implacabilmente Xiao
Shubao sulla via del ritorno.
Nei villaggi montani di etnia Yao (sono particolari che traggo sempre dalle pagine dei racconti contenuti nel
libro La morte del re dei serpenti) ci si ciba di polli, anatre, carne di maiale e di pecora; e sulle tavole non
mancano i pesci dei numerosi torrenti e laghi; se la caccia fortunata si possono arrostire cinghiali e
fagiani; si coltivano cereali, si raccolgono funghi e negli orti crescono patate dolci, cetrioli peperoni, carnosi
e lucenti; le uova sono un cibo pregiato; e soprattutto per i bambini le madri preparano con la farina di
radici di felci dolcetti dalle aggraziate forme; e riempiono cestini con le bacche di uva spina o le ciliegie
selvatiche di cui traboccano le rive del torrente Men Dong o la Gola Yangmei, per venderle al mercato, per
farne dei succhi di frutta, delle marmellate, del vino, del liquore, o semplicemente farsene una scorpacciata
in famiglia, se si tratta appunto delle succose e salutari bacche yangmei 75. Gu Hua non lascia ai lettori
nessuna particolare ricetta di questo mondo appartato e senza tempo. Piuttosto in ogni pagina ne
sottolinea la intima e millenaria osmosi con gli elementi della natura, mentre esprime un accorato monito a
non soffocarla per inseguire le chimere della modernit a tutti i costi.
Dopo i fatti di piazza Tiananmen, lo scrittore emigr a Vancouver ed stato quasi completamente
dimenticato in patria.

10. La narrativa delle radici
Fin qui abbiamo esaminato soprattutto la produzione di scrittori nati prima della Repubblica popolare
cinese. Ora, invece, ricercheremo la tematica del cibo nelle opere di autori che avevano trascorso
ladolescenza e la giovinezza ai tempi della Rivoluzione culturale.
In questo decennio gli autori-capostipite che recuperano la memoria della cultura popolare, delle tradizioni
confuciana e taoista, con stile asciutto, ma a volte lirico perch dimostrano unattenzione particolare
allanima delle cose, anche le pi semplici, sono proprio due trentenni Acheng e Han Shaogong.
Questultimo in un saggio del 1984, Le radici della letteratura (Wenxue de gen), sugger il nome
dellomonima corrente letteraria e sosteneva che la scrittura ha le radici tenacemente conficcate nella terra
e nelle tradizioni del popolo cinese. Aggiungeva che dora in poi la letteratura cinese avrebbe dovuto avere
pi coscienza di s e della propria storia, se voleva aspirare a tracciare lautentica realt della Cina, quella
oggettiva e soggettiva, quella razionale e irrazionale, quella passata e presente.
Comunque nel solco di questa tendenza narrativa va almeno fatto un cenno a Wang Zengqi (1920-1997).
Risulta infatti emblematico un passaggio, presente in un suo intervento (1984) intitolato Note sparse di un
ambidestro (Liangxi zashu) in cui afferma: Dobbiamo usare lantico per creare il nuovo, cercando di
trovare cose nuove nel nostro retaggio culturale.
Zhong Acheng, questo il suo nome completo, originario del Sichuan, nel 1984 avvi la pubblicazione della
cosiddetta Trilogia dei re (San Wang), con il romanzo breve Il re degli scacchi (Qi wang)76, a cui seguirono
lanno dopo Il re degli alberi (Shu wang) e Il re dei bambini (Haizi wang), opere che ben presto furono
largamente apprezzate anche fuori dalla Cina. In particolare Il re dei bambini ebbe il privilegio nel 1988 di
un adattamento cinematografico ad opera del pi prestigioso regista cinese del tempo, Chen Kaige.
Nel libro desordio lautore con occhio pacato e lucido rievoca le vicende di alcuni giovani istruiti in un
momento cruciale della Rivoluzione culturale; siamo probabilmente nel 1969, pochi mesi dopo lordine
dato dallo stesso Mao Zedong di sciogliere il movimento delle cosiddette Guardie rosse (hongweibing), che
dallagosto 1966 era diventato il vero braccio armato di un leader ritornato carismatico e capace di
abbattere i quattro vecchiumi (sijiu) (ideologia revisionista, cultura, costumi e abitudini borghesi).

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Secondo il programma Salire sulle montagne e scendere nei villaggi (shangshan xiaxiang) a milioni di
adolescenti e giovani fu dato lordine di prestare la propria forza-lavoro nelle zone rurali anche le pi
remote della Cina. Questo massiccio spostamento coatto aveva lo scopo di avvicinarli alla immensa
popolazione contadina, e chiudeva la fase pi drammatica e convulsa della Rivoluzione.
Il narratore, che orfano di genitori intellettuali e pertanto ritenuti allepoca cattivi elementi, conosce
Wang Yisheng sul treno stracarico di studenti che da Pechino sta partendo per la regione dello Yunnan,
montuosa e ricca di foreste, nella Cina sud occidentale. Costui nello scompartimento se ne sta appartato
mentre intorno c una confusione generale. Poi allimprovviso rivolgendogli stentatamente la parola, lo
invita a giocare a scacchi. Lio narrante ne ammira subito l'abilit, mentre altri compagni di viaggio lo
riconoscono per il noto Wang Yisheng, soprannominato "Topo di scacchiera". Nasce fra i due unamicizia
che spinge il giovane scacchista a raccontare al narratore la propria storia: dalle umili origini e dalla precoce
passione per il mondo degli scacchi, ai suoi vagabondaggi alla ricerca di sempre nuovi e pi abili sfidanti,
durante i quali ha avuto la fortuna di incontrare un vecchio che per vivere raccoglie stracci - vero maestro
tanto nel gioco, quanto di vita. Infatti il suo approccio allo xiangqi (gli scacchi cinesi) si fonda sul pensiero
del tao.
Da questuomo Wang Yisheng ha imparato non solo la strategia del gioco, ma anche la sua vera essenza:
infatti degli scacchi non bisogna fare un mezzo di sostentamento, ma una regola per coltivare la propria
natura, considerando che nella vita si deve tendere a soddisfare i principi essenziali, e non il possesso di
beni materiali. Il protagonista assomiglia per lumilt, i comportamenti, i pensieri pi ad un monaco taoista
che a un giovane comunista istruito da rieducare. Insomma Acheng in controluce fa intravvedere le
anime variegate della cultura e del popolo cinese, che in armonica fusione potranno dar luogo davvero
alluomo nuovo, ma non cos come pretendeva di imporre la Rivoluzione culturale.
Arrivati a destinazione, le strade dei due giovani si dividono, perch le aziende agricole a cui sono stati
assegnati distano varie decine di chilometri; tuttavia si ripromettono di vedersi presto. Dopo alcuni mesi
Wang Yisheng va a trovare il narratore nella zona di montagna dove lavora e l viene accolto da tutto il
gruppo con entusiasmo. Si decide subito di organizzare una cena nel dormitorio della squadra e si va a
chiamare Ni Bin, che uno studente di famiglia agiata per tradizione cultrice di scacchi, lunico nellazienda
agricola che possa competere con Topo di scacchiera. Il racconto della cena ha i toni di un antico
banchetto rituale; ed ricco di significati simbolici che rimandano alla tradizione taoista-confuciana; a
partire proprio dal piatto forte che verr servito, cio il serpente, il quale rappresenta lenergia con il suo
perpetuo movimento a spirale convogliata dalla terra (yin) al cielo (yang), dal cielo alla terra77. Di questa si
nutrono i giovani in quella particolare serata, e soprattutto Wang Yisheng che ne avr bisogno per
lattesissimo torneo distrettuale a scacchi, a cui stato iscritto, pur riluttante, dagli amici.
In quella occasione si batter in simultanea contro il campione e i finalisti della gara - cui vanno ad
aggiungersi prontamente altri campioni della zona - per un totale di nove avversari. L'impresa, che d luogo
ad un finale dai toni epici, attira una folla elettrizzata e vociferante dentro e intorno al salone del torneo.
Per le migliaia di persone convenute per levento dovranno addirittura essere esposti dei grandi cartelloni
allesterno dove si indicheranno via via le mosse compiute dai giocatori
Durante la sfida la figura del giovane scacchista appare quasi ascetica, immersa in una sorta di trance, da
cui emerge solo per bere qualche goccia dacqua che gli porge lamico preoccupato per lenorme tensione
che vede nel volto e nelle membra di lui. Arriva lultima tappa di questa investitura a re degli scacchi. Un
uomo anziano, il campione in carica, il nono sfidante, ammirato dalla sapiente maestria di Wang Yisheng,
decide di uscire dalla casa, da dove finora aveva giocato grazie a dei messaggeri in bicicletta, e di affrontarlo
a viso aperto. Tra la vertigine della vittoria e lonta della sconfitta, dopo lunghe mosse, il vecchio opter per

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un pareggio, ma comunque se ne andr soddisfatto e rinfrancato perch ha potuto constatare che larte
degli scacchi ha un futuro.
Lo scioglimento della vicenda non indulge a toni retorici, ma secondo lapparente semplicit e linearit di
scrittura di Acheng, si ferma a descrivere brevemente il raccogliersi della compagnia di amici in una frugale
cena e in un profondo sonno ristoratore.
La discesa al popolo che la letteratura delle radici indicava come indispensabile per rivivificare il vivere
civile e i valori collettivi e per far sentire ancora attuale il sacrificio dellinteresse individuale in rapporto al
bene comune78 port anche alla scoperta di abissi disperanti79; nel frattempo lavviato sviluppo
economico inoculava inesorabilmente il virus del consumismo e delle mode occidentali. Ogni bene
materiale o culturale ridotto a merce e la forma di merce tende a farsi assoluta, al punto da diventare
misura per lindividuo; a questo punto soprattutto i subalterni e i poveri -la maggioranza dei cinesi- si
ritrovano privati di tutto e frustrati (pg. 256 dellop. cit. di Maria Rita Masci). La societ socialista cinese
proprio a partire dagli anni Ottanta inizia a mostrare crepe e contraddizioni, in particolare nelle realt
urbane. La narrativa intercetta, con alcune opere giudicate di rottura, questi processi esprimendosi con
rabbia e sarcasmo. E la letteratura dei delinquenti (pizi wenxue), come la critica accademica cinese
preferir definirla, il cui capostipite Wang Shuo, di cui abbiamo in precedenza trattato.

11. I personaggi senza pi radici di Xu Xing
Xu Xing, tuttavia, gi a partire dal 1981, venticinquenne, aveva scritto dei racconti che rappresentavano
questo spaesamento delle coscienze; essi verranno pubblicati nel 1985; ma in Italia usciranno dieci anni
dopo con il titolo Quel che resta tuo80. Il protagonista di queste storie un giovane alla continua ricerca di
s, un bastardo buono a nulla, come lui stesso si definisce, sodale di quelle frange marginali e disilluse sia
dalla Rivoluzione sia dalle Riforme, che iniziano a diffondersi nelle realt metropolitane della Cina di quel
decennio. Raffigura lantieroe di una narrativa prevalentemente urbana, individualista, propensa alla
sperimentazione stilistica, spesso irriverente e antisociale, che per certi versi si ispira alla cultura hippy o
pop.
Lautore propone dei testi fortemente autobiografici, poich, come i suoi personaggi, lui stesso in giovent,
ai tempi della Rivoluzione culturale, ha avuto una famiglia smembrata nelle pi diverse regioni della Cina,
ha vagabondato a lungo nel Paese, conoscendo perfino la prigione, e ha lavorato da sguattero a Pechino nel
celebre ristorante Lanatra. Infatti lio narrante del racconto Variazioni senza tema (1981)81 un giovane
scrittore che sbarca il lunario come cameriere e ama vivere alla giornata, perch ha messo da parte ogni
ideologia; non disprezza il lavoro che fa, ma anzi accontentare le richieste dei clienti pi disparati lo aiuta a
sentirsi utile e i loro ordini lo sollevano dal prendere decisioni proprie e gli evitano di pensare a cosa deve
fare. Infatti manca di spirito di iniziativa, la parola dordine pi in voga ai tempi delle quattro
modernizzazioni; ma gli sufficiente aver trovato un guscio protettivo, il ristorante dove lavora, e prender
parte alla meticolosa preparazione del banchetto, dove per gli altri inizier la grande abbuffata 82.
Anche laltro alter ego di Xu Xing, protagonista del racconto eponimo Quel che resta tuo (1988)83 un
giovane pechinese (io non ho niente al di fuori della mia giovinezza e del tempo per sprecarla84) che se ne va
allavventura, su una sgangherata bicicletta, come un hippy americano degli anni Sessanta, dal nord al sud
della Cina. In questo viaggio picaresco, alla ricerca di un piacere spontaneo e senza condizionamenti indotti
dalla societ e da interessi venali, il personaggio si trover spesso a riflettere amaramente sulle storture di
un Paese in tumultuosa trasformazione.
Perci anche gesti minimi, come mangiare con le mani, dopo averla rotta lasciandola cadere per terra,
languria che lamico gli ha portato da Pechino (perch bisogna proprio dire che le angurie di Pechino sono le

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migliori 85) o scolarsi insieme a lui sei bottiglie di birra e mezza grappa, per sentirsi meno sfigati e
sollevare il morale, rimandano a un profondo desiderio di rapporti sinceri e semplici in un mondo sempre
pi artefatto e classista.
Xu Xing sembra andare alla disperata ricerca di naturalit e di bellezza, intuendo la nuova massificazione
che la ricerca del denaro e delle merci avrebbero prodotto in Cina. C un cammeo nel testo che mi sembra
rappresenti tutto questo con straordinaria immediatezza e poeticit: le braccia lisce e umide della giovane
figlia del segretario del villaggio86; il protagonista con un espediente ha trovato accoglienza nella sua casa e,
seduto a tavola, le sta osservando, ammirato; sono come i bei bastoni che hanno tirato la sfoglia per gli
spaghetti profumati che poco prima la ragazza gli ha servito in una grande zuppiera. In questa breve
sequenza traspare lo stesso principio di armonia, parit, benessere, felicit che Italo Calvino era riuscito a
concentrare nel personaggio delle Cosmicomiche, rassicurante e vitale, della signora Ph(i)Nk0 87.

12. Una coppia dai destini contrastanti: la biografia integrata di Wang Anyi e quella messa al bando
di Ma Jian
Altre due personalit che in questo periodo si affacciano alla ribalta letteraria e che avevano trascorso gli
anni della giovinezza durante gli sconvolgimenti della Rivoluzione culturale, sono quelle di Ma Jian e Wang
Anyi. I loro destini per come scrittori sarebbero stati profondamente diversi. Infatti sia Tira fuori la lingua
(Liang chu ni de shetai huo kongkongdangdang)88 del primo, sia Lamore in una valle incantata (Jinxiugu zhi
lian)89 della seconda, suscitarono grande scalpore quando nel 1987 furono pubblicati; ma i racconti tibetani
di Ma Jian vennero pesantemente censurati, il loro autore dopo il 1989 decise di abbandonare
definitivamente la Cina per lEuropa e i suoi testi non vennero pi editi nella Repubblica popolare cinese;
mentre Wang Anyi rimasta in patria, ha rinnovato le sue tecniche narrative, variato i generi di scrittura,
arricchito la sua conoscenza del Passato, arrivando a scrivere nel 1995 un vero best-seller: La canzone
delleterno rimpianto (Chang hen ge).
Speravo di trovare in Tibet un rifugio alla societ senzanima che era diventata la Cina. Volevo fuggire
dentro un paesaggio e una cultura diversi, e avvicinarmi di pi alla mia fede buddhista90. Tuttavia
lesperienza di questa terra e del suo popolo non lammalier con nessun esotismo e nessuna appariscente
spettacolarit. Ma Jian piuttosto far ritorno a Pechino con negli occhi la crudezza e la difficolt di quelle
esistenze incontrate durante il viaggio e con la dolente impressione che la spietatezza della marea del
Progresso, arrivata fin l, ha strappato il cuore della cultura tibetana.
Pertanto nei cinque racconti che compongono il libro anche i riferimenti al cibo sono scarni e semplici come
gli individui che se ne nutrono (pastori, artigiani, piccoli commercianti, monaci, guardie di confine).
Troviamo, infatti, la carne secca di montone e il vino dorzo fatto in casa91, il burro di yak per insaporire i cibi
in padella, i panetti di orzo tostato da accompagnare, masticandoli, a vino dorzo oppure a gin ottenuto con
i datteri e le pere di montagna. Dello yak la gente dei villaggi abituata ad usare davvero tutto: oltre alla
carne, che si preferisce essiccare, il latte, da cui ci si procura il formaggio, e perfino il sangue che, coagulato
e tagliato a listerelle, serve per calmare i morsi della fame92.
Anche nel romanzo di Wang Anyi i richiami al cibo sono pochi ed essenziali, ma non perch questo tema sia
estraneo alle corde della scrittrice di Nanchino 93. Nella prima parte il ripetitivo alternarsi di momenti di
banale quotidianit e di scialbo lavoro nella redazione di una rivista letteraria, hanno tolto alla giovane
protagonista ogni slancio emozionale e soprattutto appannato il rapporto con il marito; anzi fra i due si da
tempo innescata una sorda guerra di risentimenti e disaffezione. La narratrice segue distaccata i gesti
ripetitivi del mnage della coppia, usando, ad esempio, il dettaglio di una colazione triste e monotona
consumata in fretta, senza gustare il riso solamente bollito, cos caldo da bruciare il palato 94; e in ufficio

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lapatia della donna nei confronti di ci che le sta intorno si dimostra anche nella svogliata cura nel nutrirsi
durante le pause di lavoro: qualche sorso di t e qualche verdura bollita della mensa95.
Anche nella seconda parte del romanzo, quando unoccasione imprevista permette alla protagonista, mai
citata con il suo nome, di allontanarsi da questo grigiore esistenziale e di partire per Lushan, nello Jiangxi,
dove si tiene una importante conferenza di scrittori, laspetto culinario rimane circoscritto ad alcuni cenni.
Wang Anyi infatti attenta soprattutto a rappresentarci la metamorfosi della giovane redattrice affascinata
dai modi e dai comportamenti di uno scrittore, conosciuto casualmente e ospite del convegno. Il loro
rapporto fatto di sfumate allusioni e di gesti delicati, premurosi; nessuno spazio per una cruda avventura
extraconiugale, ma loccasione irripetibile di sfiorare lideale, serbandone almeno il ricordo incontaminato.
Le atmosfere incantate dei paesaggi montani di Lushan e il tempo autunnale concorrono a rendere
lesperienza delluomo e della donna, come se fosse avvenuta in un sogno. Dunque nessuno spazio alla
carnalit del cibo; soltanto un inciso, quasi un omaggio alla cucina tipica della zona montuosa a sud della
regione: selvaggina dal sapore simile alla carne della rana, ma molto pi delicato, funghi di montagna dal
sapore intenso, e del pesce, simile al pesce azzurro, ma certo pi raro e pregiato perch pescato nei laghi
montani 96. Nella terza parte, appena ritornata a casa la zuppa di soia verde congelata nel freezer e il pane
fresco 97 che il marito premuroso le ha lasciato per rifocillarsi dal lungo viaggio, sono il segnale di un ritorno
allordine. Un sottile rammarico e un nostalgico ricordo avvolgeranno come in una nebbia lui e la
giovinezza ormai sfiorita e un po sprecata della protagonista.

13. Tre classici contemporanei
Fa il suo esordio nella seconda met del decennio in esame, la triade Mo Yan, Yu Hua, Su Tong 98 che
apport un contributo determinante al rinnovamento del linguaggio della narrativa cinese contemporanea
e alla sua diffusione fra i lettori di tutto il mondo. La qualit artistica delle loro opere trover un significativo
riconoscimento nel premio Nobel assegnato nel 2012 a Mo Yan.
Ognuno di loro ha avuto la capacit di sperimentare con sorprendente ampiezza temi e stili i pi vari,
ognuno di loro stato capace di riscoprire la ricchezza espressiva della lingua dopo anni di predominio della
cosiddetta lingua di pietra, politicizzata, rigida, inespressiva influenzata dalle traduzioni delle opere di
Marx e di Lenin dal russo al mandarino, largamente in auge dagli anni Cinquanta agli anni Settanta e che
aveva, in nome del realismo socialista, cancellato ogni sfumatura e interiorit delle cose, abolito lo
scandaglio della coscienza individuale, impoverito la ricchezza espressiva della millenaria tradizione cinese.
Sarebbe forzato cercare di inserire anche i loro primi testi, risalenti a questo periodo, allinterno di
specifiche correnti e scuole, come quelle a cui abbiamo fatto cenno, della ricerca delle radici, o della
terra nativa, o del neorealismo, o dei teppisti, vista la libert despressione che gelosamente costoro
rivendicano.
Preciso inoltre che, siccome soprattutto dopo il Nobel, anche in Italia si sono moltiplicati gli studi critici sullo
scrittore di Gaomi, mi parso pleonastico aggiungere a queste mie brevi annotazioni dei dettagliati
commenti al romanzo Sorgo rosso (Hong gaoliang jiazu) del 1986 99, alla raccolta di racconti scritti fra il
1986 e il 1989, il cui titolo in italiano Luomo che allevava i gatti, e al romanzo Le canzoni dellaglio
(Tiantang suantai zhi ge) del 1988. Tuttavia non pu passare sotto silenzio il pi recente libro100 di Mo Yan
pubblicato in Italia nellambito di un pregevole e ambizioso progetto editoriale dellEinaudi, teso a proporre
al pubblico italiano lopera omnia dello scrittore cinese.
La genesi di questo testo risale al 1989, ma poi ha avuto un complicato e non del tutto chiarito sviluppo che
nel 1992 ha portato alla sua prima edizione (in Cina) e successivamente ad una sua rielaborazione e
revisione conclusasi nel 1999. Mo Yan stesso ha richiesto espressamente alla traduttrice italiana di lavorare

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soltanto sul testo revisionato, ma ipotizzabile che il nucleo narrativo e stilistico del libro siano quelli ideati
alla fine degli anni Ottanta, poco dopo il contraccolpo delle vicende di piazza Tian anmen.
Il paese dellalcol conferma il sorprendente balzo in avanti che la narrativa cinese compiva allo scadere degli
anni Ottanta; Mo Yan infatti con notevole maestria non soltanto scardina la tradizionale forma-romanzo,
rimescolando i generi (poliziesco, wuxia, storico-antropologico, reportage, epistolare) e contribuisce ad
ampliare la gamma dei registri linguistici usati in uno stesso testo; ma soprattutto scrive un romanzo
polisemico, che sfugge ad ogni gabbia ideologica e offre una pessimistica, ma lucida e profetica visione
della Cina di quegli anni e di quelli a venire. Lo si potrebbe anche definire un romanzo sinestetico perch
ogni senso del lettore, soprattutto lolfatto e il gusto, viene continuamente sollecitato e coinvolto.
E proprio il giovane scrittore Li Yidou, discepolo di Mo Yan che nella finzione letteraria d vita con lui ad un
fitto dialogo epistolare intrecciato alla detective story dellispettore Ding Gouer su cui il romanzo si
impernia, a dichiarare che nella corsa frenetica allarricchimento che ha pervaso il Paese, i dirigenti di Jiuguo
hanno saputo elaborare una propria visione e una specifica strategia per perseguire larricchimento: far
mangiare e bere bene la gente che viene nella nostra citt. Fargli mangiare i piatti pi variati e gustosi in
modo che non ne possano pi fare a meno. E dobbiamo fargli capire che mangiare e bere non un semplice
atto vitale, ma consente di apprezzare il vero sapore della vita, di penetrarne la filosofia. 101
Dietro questi condivisibili e allapparenza innocui slogans pubblicitari, si celerebbero, tuttavia, crimini e
misfatti indicibili. Infatti lispettore Ding Gouer, il protagonista, stato inviato nella citt di Jiuguo (la citt
dellalcol, appunto) per indagare su una banda di dirigenti locali, sospettati di coprire gli esperimenti del
Centro di ricerca culinaria, allinterno della Universit della distillazione, dove verrebbero allestite persino
pietanze a base di carne di bambino. Tutto ci per soddisfare la smania di novit e di esperienze estreme
che in ogni campo, come una peste, sta ottenebrando le coscienze, portandole a snaturarsi.
Mo Yan, per, sa bene quanto sia sfaccettata e contraddittoria la realt cinese e opera ingegnosamente
affinch nel suo romanzo nulla, come in una sala degli specchi di un luna park, si ancori ad un significato
definitivo. Il lettore di conseguenza preso in un vortice di riflessi ingannevoli, di paradossali deformazioni,
di sdoppiamenti sorprendenti, di mezze verit.
La tematica del cibo anche in questopera ha forti connotazioni realistiche e metaforiche e pervade tutto il
racconto. Pu sollecitare Mo Yan a rappresentare il rabbrividente banchetto di perversi cannibali di carne di
neonato, oppure proporci senza patemi il sofisticato trompe-l'il culinario di un apparente bambino
grassottello seduto nella posizione del loto su un grande vassoio dorato con il braccino fatto con radice di
loto del Lago della luna la gambina una salsiccia di prosciutto; il torso fatto con maialino arrostito e poi
lavorato in modo speciale; la testa unanguria; i capelli sono erbe e verdure tra le pi comuni.102
Possono essere millantati gli effetti quasi miracolosi che i rari e sofisticati nidi di rondine producono
nellaspetto fisico e sulla salute di chi se ne ciba103 (ad esempio, laffascinante e ambiguo personaggio della
suocera descritto da Li Yidou nei suoi racconti come una vera e propria dark lady dellAccademia di cucina
della citt di Jiuguo); oppure dichiarare che il valore nutritivo dei nidi di rondine equivale allincirca a quello
delle patate dolci arrostite; e che spendere tanti soldi per schifezze del genere del tutto idiota.104
Lo scrittore pu farci rivivere la suntuosit di certi pranzi trimalcioneschi, alla Taverna Yichi, il cui padrone
il provocatorio, ambizioso, fanfaronesco, misterioso nano Yu Yichi, e sbizzarrirsi nella descrizione del men
di carne dasino, con la specialit afrodisiaca detta Unione augurale del drago e della fenice, i cui ingredienti
basilari sono costituiti da una vulva dasina e un fallo dasino 105 ; oppure tratteggiarci il tradizionale banco
di un ambulante che fa cuocere nella marmitta i ravioli, avvolto dal loro caldo vapore e dallodore dei semi
di soia arrostiti 106. Pu aprirci la porta di una bottega della suggestiva via degli Asini, a Jiuguo, e farci
assistere, prima, alla crudele trattativa fra il Calvo, che ne il padrone, e un asinaio e, poi, alluccisione e

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macellazione della povera bestia (in tutto il romanzo, come tipico della scrittura dellautore cinese, si
percepisce una forte empatia fra il destino degli uomini e quello degli animali) le cui carni delizieranno i
palati di una clientela sempre pi numerosa ed esigente 107; oppure evocare la leggenda di un asinello nero
con zoccoli di cristallo e occhi brillanti, che di tanto in tanto apparirebbe di notte lungo la via degli Asini; la
bestia sarebbe montata da un giovanetto dalle squame di pesce simile ad un cavaliere errante e giustiziere
dei torti subiti dal popolo a causa di governanti corrotti.108
Li Yidou che anche un dottorando di ricerca sui liquori (e, precisa argutamente lo scrittore-personaggio
Mo Yan nella sua risposta epistolare, nella Cina doggi, in cui lalcol scorre a fiumi, non c specializzazione
pi promettente109) scioglie un vero peana in onore dellarte del bere soprattutto nel suo racconto finale
intitolato La citt dellalcol 110: ma, se lebbrezza libert, Jiuguo davvero la citt della libert, oppure non
piuttosto il viscido ombelico dove nel finale si inabissano tutti gli ideali e i principi della Rivoluzione e lo
stesso sconfitto, infelice ispettore Ding Gouer ?
In definitiva, lo scrittore per molte sequenze del libro illude il lettore che la strada del cuore si possa
percorrere attraverso lo stomaco; una tentazione in cui cadono perfino lispettore Ding Gouer e il Mo Yan
personaggio 111; ma la sensazione finale quella che destinatario dellopera e protagonisti siano stati irretiti
dallennesimo allucinato effetto di una ubriacatura collettiva da cui sarebbe forse meglio risvegliarsi e
uscire al pi presto.
Mi soffermo invece sul romanzo Shi san pu (I tredici passi) 112 del 1989, non ancora tradotto in Italia.
Attraverso una vicenda ai limiti del surreale, lautore riprende la tematica sarcastica ed amara sulla sofferta
riconversione dei ceti inurbati al consumismo, indotto dallo stesso Partito negli anni di Deng Xiaoping. I
protagonisti sono due professori di fisica del liceo n8 di una non precisata citt, Zhang Honqi e Fang Fugui,
e le loro rispettive mogli, Li Yuchan truccatrice per le salme del funerarium cittadino e Du Xiaying, che
lavora in una fabbrica di conserve di carne di coniglio. Lo stipendio di entrambe le coppie basta soltanto a
tirare avanti un mnage modesto, che ha concorso ad ingrigire anche le loro aspettative e i loro rapporti.
Vivono in due appartamenti contigui di un palazzone popolare e una sorte imprevedibile li legher a doppio
filo. Infatti Fang Hui muore improvvisamente, stroncato dalla fatica del vivere e dellinsegnare. La dirigenza
dellIstituto e del partito vogliono organizzargli un funerale solenne, considerandolo un eroe del lavoro: in
questo modo ne trarrebbero entrambi lustro. Ma il morto risuscita e frastornato si rifugia a casa del collega
Zhang e di Fang, la quale si dichiara pronta a dargli una nuova identit: quella del marito. Costui,
insoddisfatto del posto di insegnante, vorrebbe acquistare un negozio di tabacchi o una merceria per
tentare la fortuna col commercio. Nello stesso tempo il redivivo Fang se accettasse la nuova identit, non
manderebbe a monte il suo funerale celebrativo, accontentando i colleghi, che si aspettano sovvenzioni
dalla municipalit, e soprattutto la moglie Du, a cui sono state fatte delle promesse per un nuovo e pi
adeguato incarico di lavoro. Luomo le potr comunque vivere vicino e seguirla in questa miglior vita che le
si sta prospettando e non abbandonare del tutto i loro due piccoli figli. Ma il finale del libro riserva
drammatici ribaltamenti di situazioni; evito, per, di dettagliare tutte le intricate vicende della trama per
concentrarmi su alcune sequenze legate al cibo.
Il cibo, con il sesso e la morte, risulta il collante delle vicende e dei rapporti fra i personaggi.
Li Yuchan allinizio del racconto porta a casa una sostanziosa porzione di trippe di maiale, tutte
ingarbugliate e avvoltolate 113 . Il lettore scoprir successivamente la curiosa provenienza di questa e di altra
carne ancora: quarti di manzo, pezzi di maiale bianco, posteriori di coniglio e di pollo vengono direttamente
dallenorme cella frigorifera del custode del serraglio di bestie feroci, attiguo al funerarium, e sono merce di
macabro scambio con il grasso e altre parti sovrabbondanti dei corpi dei cadaveri rimodellati da Li Yuchan.
Le trippe (i figli devono accontentarsi della zuppa), stufate con il loro sugo, sono riservate al marito che ha

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un prolasso anale, causato da scarsa energia vitale; secondo la medicina tradizionale, infatti, avrebbero il
potere di arrestarlo e di agevolare la respirazione.
Anche Mo Yan attinge dunque alla ricca tradizione culinaria del popolo utilizzandola per soddisfare un
bisogno di vitalit di cui i suoi personaggi sono disperatamente in cerca.
Il lettore scoprir a poco a poco che questa strana malattia delluomo dovuta al fatto di essere un morto
redivivo, le cui parti anatomiche sono tenute in vita pur con perizia, ma con grande difficolt, dagli
interventi della portentosa e sensuale Li Yuchan, sua nuova moglie. In una sequenza che intreccia
presente e passato di questa donna, si accenna ad una serie di piatti casalinghi che la madre negli anni
Sessanta preparava per la domenica: ravioli ai tre sapori (carne, verdure, crostacei), purea daglio con
laggiunta di un goccio di aceto e di soia, condito con un filo di olio di sesamo114. Daltronde era un periodo
di sviluppo delleconomia del Paese e anche in una cittadina lontana dal mare si potevano trovare mazzi di
gamberetti, splendide aragoste a buon prezzo, pesce fresco a tre mao la libbra, come, ad esempio, il pesce
spatola che a primavera i venditori esibivano sui loro banchi con i germogli di xiangchun (lacacia della Cina)
ricercatissimi per svariate propriet dietetiche, non ultima la longevit appunto115.
Sorprendente per la sua attualit anche la pagina in cui Mo Yan ci descrive un grande banchetto offerto
nella sala professori del liceo n8; infatti vengono appositamente scelti e serviti piatti innovativi116. Un rag
di lucertola alla salsa di soia; delle cavallette fritte; delle libellule vive; delle lucertole bollite; delle mantidi
religiose al sale; api in salsa agrodolce; e una frittura di placenta117. Inoltre nei discorsi dei commensali, fra i
quali c chi si dichiara perplesso difronte a questa offerta di nuovi e bizzarri alimenti per soddisfare la
spasmodica richiesta di innovare anche in campo gastronomico, si accenna alla possibilit di acquistare
scorpioni a otto mao, passeri a cinque mao, lombrichi a due mao, augurandosi che non si arrivi in un
prossimo futuro a mangiare vermi e scarabei, o addirittura carne umana (e qui lautore sembra anticipare i
temi del suo romanzo Il paese dellalcol).
In questo pastiche letterario, fatto di sogni, ricordi, racconti morali, proverbi, stralci di giornali, testi poetici
ed altro ancora, racchiusi nellintreccio a cui si accennato, non poteva mancare una vera e propria ricetta
appositamente e ironicamente ideata per la bocca della fragile bellezza, espressione con cui il narratore
allude ad un misterioso personaggio (forse la nonna di Li Yuchan?). Ne riporto i dettagli; ingredienti: 100
grammi di petti di pollo, cento grammi di carne macinata di manzo, 150 grammi di riso, 3 milligrammi di
sonnifero; preparazione: tritare le carni fino a ridurle ad una poltiglia; mescolarle con il riso; triturare le
pillole e cospargerne la polvere nellimpasto; mescolare a lungo fino ad ottenere un insieme omogeneo118.
Infine nelle vicende stralunate ed angoscianti di queste due famiglie che rappresentano il ceto medio
cittadino cinese allepoca di Deng in bilico tra tradizione e modernit, tra parsimonia e consumismo, c un
momento di pietosa attenzione ai comportamenti e ai rapporti fra le persone. Mi riferisco a una situazione
simile a quella che nella Sicilia verghiana si chiamava il pranzo del conslo. Infatti proprio la algida Li
Yuchan prende un piatto rotondo di porcellana, un tovagliolo ricamato e vi dispone due cosce e unala di
pollo, con una ciotola di rag di manzo in salsa di soia. Poi sollecita il perplesso e timido Fang Fugui, ormai
con le sembianze di Zhang, a portarlo alla sconsolata vedova Du Xiaying per rifocillarla e confortarla119.
I racconti120 scritti da Yu Hua alla fine degli anni Ottanta spesso si basano su storie del filone fantastico-
horror popolate da incubi spaventosi e personaggi inquietanti; ad esempio, Un tipo di realt,1988, trascina
il lettore dentro una faida familiare dagli esiti raccapriccianti; abilmente i curatori della collana einaudiana
Stile libero, proposero lo scrittore cinese di Torture come precursore della narrativa splatter dei giovani
scrittori italiani definiti cannibali. In questi racconti non c spazio per le raffinatezze della buona tavola e
il lettore non pu godere la descrizione di aromi, profumi, sapori dei tanti piatti della cucina cinese o
casalinga o dellalta gastronomia. Piuttosto vi aleggia lacre odore del sangue, spesso umano, e sembra ci si
debba da un momento allaltro imbattere nel fumante e spaventoso calderone di Medea.

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Anche nella seconda raccolta (Le cose del mondo sono fumo) i riferimenti al cibo sono parchi; tuttavia nella
novella Un amore classico (Gudian aiqing121) lo scrittore utilizza trama e personaggi che allapparenza
imitano un antico racconto damore sventurato, per rievocare, attraverso il filtro di un remoto e lirico
passato, una delle pi grandi tragedie della Cina dei suoi tempi: la catastrofica carestia che ha imperversato
dal 1958 al 1961.
Il protagonista Liu Sheng, aspirante scriba imperiale, si reca per gli esami dal suo remoto villaggio alla
capitale e quando finalmente vi arriva dovunque volga lo sguardo vede, ad esempio, negozi e taverne
stracolme di cibo. Pezzi di carne grassa di montone erano appesi allingresso, mentre sui banconi erano
disposti in modo molto ordinato piatti con gambetti di maiale, anatra in salamoia e pesce fresco. Sui
banconi delle case da t erano invece disposti numerosi piatti con biscotti allarancia, coni di riso glutinoso
cotti al vapore nelle foglie di bamb e focacce al sesamo122. Molti mesi dopo, rifar lo stesso percorso per
ripetere lesame e soprattutto ritrovare la fanciulla che ama, ma inutilmente, anche se tutto rimasto
inalterato. Passeranno tre anni ( una indicazione allusiva ai tre anni di terribile carestia subiti dalla Cina di
Mao Zedong anche per gravi errori di programmazione economica) e lo stesso percorso, lo stesso
paesaggio, la stessa capitale, fiorenti un tempo, Liu Sheng stranito li osserva immersi nella desolazione e
nella disperazione. Il narratore con apparente distacco e precisione ci rappresenta un mondo sconvolto,
dove perfino i valori umani pi elementari sono stati scardinati. Il cannibalismo diventato una prassi, per
di pi odiosamente classista, poich solo chi ricco pu permettersi la carne umana pi delicata123. Ma
lalito pesante della Storia riprofuma dopo ogni abbuffata, anche se per molti che lhanno dovuto subire
non c rigenerazione, ma rimpianto. Liu Sheng infatti decider di vivere il resto della sua vita occupandosi
della tomba della ragazza amata.
La novella mi sembra velatamente alludere alle preoccupazioni che anche Yu Hua, come altri intellettuali
cinesi, nutriva a proposito del boom economico che si era innescato nel decennio preso in esame. Esso, ad
esempio, aveva, s, notevolmente ridimensionata la penuria alimentare degli anni del dopo Mao, quando
agli uomini spettavano 27 jin (jin= 500 grammi) di cereali al mese, alle donne solo 25; per tutti, senza
distinzione, mezzo jin di carne e due ljang (ljiang= un quarto di litro) di olio a testa; e si mangiavano
mediamente 200 grammi di riso al giorno e qualche pezzetto di carne alla settimana. Ma aveva, anche,
introdotto milioni di cinesi soprattutto delle citt ad unera di inusuale abbondanza di merci, frutto di un PIL
che dal 1978 ai nostri anni si sarebbe incrementato pi di sessanta volte. La rivoluzione economica stava
servendo da coperchio per nascondere o smorzare le tensioni interne e le rivendicazioni sul fronte dei diritti
civili; il benessere economico diventava merce di scambio per rinviare la democratizzazione del sistema,
come di l a poco i fatti di piazza Tiananmen avrebbero drammaticamente testimoniato.

*** *** **

CONCLUSIONI

Attraverso i romanzi e i racconti fin qui citati dunque possibile ricomporre anche in chiave antropologicoculturale le abitudini alimentari di molte categorie sociali della Cina degli anni Ottanta: la colazione
tradizionale del vecchio burocrate; la ricerca di men sofisticati e alla moda ma in chiave consumistica e di
affermazione di uno status symbol da parte di affaristi e di carrieristi che incominciano a pullulare nelle
grandi citt; e allopposto la scelta di non preoccuparsi troppo del cibo accettando quello che viene, da
parte dei giovani arrabbiati delle metropoli; lapproccio parco e ancora senza nessuna concessione ad
alimenti di importazione del ceto operaio; laccostarsi con curiosit ai nuovi sapori che provengono spesso

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dallestero senza per trascurare quelli pi rassicuranti, e ancora apprezzati, della tradizione familiare o
della propria regione dorigine, da parte del ceto dei professionisti e della emergente middle class; infine le
richieste da parte di una lite di svincolare larte culinaria da ogni controllo e limitazione per competere con
i mercati internazionali.
Daltronde con questo lavoro mi proponevo di far duettare letteratura e vita affinch non sbiadisse in una
nuvola di smog la prima, impetuosa fase di una nuova lunga marcia della cultura cinese durante la quale si
sono vissuti momenti adrenalinici intrecciati ad altri di smarrimento, e i cui esiti finali oggi ancora
impossibile prevedere.







NOTE
1. Cfr. Scrittori in Cina, ventitre racconti autobiografici, a cura di Helmut Martin, ed. manifestolibri
1993, pg. 119
2. Lu Xinhua, La ferita, traduzione di Giusi Tamburello, in Mondo cinese, 69, 1990
3. Lettere di uno sconosciuto, regia di Zhang Yimou, interpreti principali Gong Li e Chen Daoming, 2014,
ispirato al romanzo The criminal Lu Yanshi di Yan Geling.
4. Yu Hua, La Cina in dieci parole (Shi ge cihui zhong de Zhongguo), traduzione di Silvia Pozzi, ed.
Feltrinelli 2012, pg. 228-29
5. Cfr. Scrittori in Cina, op.cit., pg. 123
6. Cfr. la sua autobiografia, Una debole luce, pubblicata a Pechino nel 1985. Suzhou, la Venezia
dOriente, citt dello Jiangsu, centro rinomato della cucina Hui .
7. Pubblicato in Italia con il titolo Vita e passione di un gastronomo cinese, traduzione di Cristina
Pisciotta, ed. Guanda 1991
8. Cfr. Deng Youmei, Tabacchiere (Yanhu), traduzione di Anna Bujatti, Scheiwiller ed. 1995
9. Op.cit. pg. 8
10. Op.cit. pg. 20
11. Op.cit. 38
12. Deng Youmei, Na Wu, traduzione di Anna Tung Chang e Ester Bianchi, Morlacchi ed. 2009
13. Crf. l intervista di Ester Bianchi a Deng Youmei, riportata in fondo all op.cit.
14. Op. cit. pg. 70
15. Jiang Zilong, Lofficina, traduzione di Stefania Stafutti, Pieraldo ed. 1991
16. Cfr. op.cit. pg. 19
17. Op. cit. pg. 51
18. Op.cit. pg. 143
19. Op.cit. pg. 173
20. Wang Shuo, Met fuoco, met acqua (Yiban shi huoyan, yiban shi haishui), traduzione di Rosa
Lombardi, Mondadori 1999
21. Op.cit. pg. 94

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22. Op.cit.pg. 102
23. Wang Shuo, Scherzando col fuoco (Wanr de jiu shi xin tiao), traduzione di Rosa Lombardi, Mondadori
1998
24. Op. cit. pg. 9
25. Cfr. www.webfoodculture.com
26. Op. cit. pg. 155
27. Op. cit. pg. 17
28. Op. cit. pg. 75
29. Op. cit. pg. 295
30. Letteralmente eroe marziale, ovvero qualcosa di simile al cavaliere errante dellepica europea,
che ha dato il nome anche ad un genere letterario di cappa e spada, ancora in auge.
31. Wang Meng, Le papillon, Littrature chinoise Beijing 1982. Ho utilizzato questa edizione in
francese, poich la raccolta di racconti non mai stata tradotta in italiano. La traduzione dal
francese proposta da me.
32. Op. cit. pg. 63
33. Op. cit. pp. 79-81
34. Op. cit. pg.97
35. Op. cit. pg. 107
36. Op. cit. pg. 108
37. Wang Meng, Volete mettere la zuppa agropiccante? (Buru suanlatang ji qita), traduzione di Fiorenzo
Lafirenza, Marsilio 1999
38. Wang Meng, Dura, la pappa di riso! in Fiorenzo Lafirenza, Dura la pappa di riso, Signor Wang Meng!,
Cafoscarina ed. 1998
39. Op. cit. pg. 39
40. Wang Meng, Figure intercambiabili, traduzione di Vilma Costantini, Garzanti 1989
41. Op. cit. pg. 29
42. Op.cit. pg. 172
43. Op. cit. pg. 111
44. Op.cit. pp. 233-235
45. Op. cit. pp. 145-146
46. Op. cit. pp. 334-339
47. Op. cit. pg. 400
48. Op.cit. pp. 406-408
49. Zhang Jie, Mandarini cinesi, traduzione di Giuseppa Tamburello, Feltrinelli 1989. Nel libro sono
raccolti alcuni racconti dellautrice (Lar Laral; Comunicazione in via ufficiosa; Una persona fuori
posto; Un problema di incontinenza; Mali e rimedi) pubblicati fra il 1983 e il 1986 su cinque diverse
riviste cinesi.
50. Il personaggio muore improvvisamente per un attacco di cuore durante una lunga ed estenuante
riunione collettiva dellufficio municipale per la politica degli intellettuali: cfr. op. cit. pg. 26
51. Op.cit. pg. 18
52. Zhang Xianliang, Met delluomo donna (Nanrende yiban shi nuren), traduzione di Nazarena
Fazzari, De Ferrari ed. 2005
53. Op. cit. pg. 37
54. Op.cit. pg. 106
55. Op. cit. cap. IV, Terza parte
56. Op. cit. pg. 131
57. Op.cit. pg. 136
58. Op. cit. cap.III, Quarta parte

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59. Op. cit. pg. 234
60. Op.cit. pg. 252
61. Gu Hua, Una piccola citt di nome Ibisco (Furong zhen), traduzione di Marina Grassini, Greco&Greco
1992. Il libro aveva invece avuto numerose edizioni e ristampe gi un paio di anni dopo la sua
pubblicazione in Cina nel mondo anglosassone, americano e francese. Il piccolo editore italiano nel
risvolto di copertina assicurava trattarsi di un libro di autentico valore; oggi le copie sono introvabili
e il testo meriterebbe una adeguata ristampa.
62. Op. cit. pg. 9
63. Op. cit. pg. 281
64. Dalla soia (dadou o Glycine max) i Cinesi hanno elaborato una ampia variet di cibi; in particolare
per preparare il tofu (o dufu) comunemente chiamato formaggio di soia, si immergono i fagioli in
acqua calda da cui si estraggono proteine e grassi; a tale liquido viene aggiunto solfato di calcio, che
lagente coagulante; quindi il coagulo viene trasferito solitamente in stampi in attesa che il latte di
soia cagliato si rapprenda. A cubetti pu essere usato come pietanza o pu essere utilizzato come
condimento in zuppe e brodi.
65. Op. cit. pg. 40
66. Op. cit. pg. 45; tuttavia alle pp. 234-235 il narratore fa riferimento al preoccupante inquinamento
del fiume Ibisco e del suo affluente, il torrente Foglie di Giada. Siamo dopo il 1976, si avviata una
industrializzazione del territorio e la composizione chimica originaria delle acque si sta alterando a
danno di produzioni locali, come vino, distillati e probabilmente lo stesso doufu.
67. Op. cit. pg. 13; una frase del vecchio Gu, di ingenua ammirazione per Hu, e che rappresenta
bene i giudizi della gente di Ibisco nei confronti di questa sorta di Mirandolina cinese.
68. Decimo dello yuan, unit base della monetazione nella Cina contemporanea.
69. Cfr. cap. 2, pg. 73 e sgg.
70. Op. cit. pg. 131
71. Op. cit. pp. 277-78
72. Gu Hua, La morte del re dei serpenti (She wang zhi si), traduzione di Vilma Costantini, edizioni e/o
1988, pg. 5
73. Op. cit. pp. 15-24
74. Op.cit. pg. 16
75. Op. cit. pg. 56 e pg. 61
76. Zhong Acheng, Il re degli scacchi (Qi wang), traduzione di Maria Rita Masci, Tascabili Bompiani 2005
77. Op. cit. pp. 41-49
78. Cfr. Edoarda Masi, Storie del bosco letterario, Scheiwiller 2002, pg. 255 sgg.
79. Op.cit. pg. 256. Il testo pi emblematico e sconvolgente sulla convivenza di modernit e arcaicit
nella Societ cinese il racconto lungo del 1985 Pa Pa Pa (Ba ba ba) di Han Shaogong, tradotto da
Maria Rita Masci, e pubblicato da Theoria nel 1992. Ai fini del nostro approfondimento, mi limito a
citare un passo del testo che rappresenta le limitate risorse di cibo in un villaggio del remoto e
solitario Sud-ovest (cfr. nota alledizione italiana scritta dallautore). Pg. 42, in questo dannato
posto, dove aravano una volta lanno e non aprivano canali per irrigare i campi e non li spianavano
dai cumuli di terra, come speravano di raccogliere il riso? Perci basta unannata metereologica
particolarmente sfavorevole per far s che le riserve di riso diventino ben presto insufficienti in quasi
tutte le famiglie, tanto da indurre gli abitanti del villaggio a fare un sacrificio umano al dio dei
cereali; la vittima designata dovrebbe essere appunto lidiota della comunit, il giovane Bingzai-Pa
pa pa. Ma le superstizioni e lirrazionalit dei comportamenti della gente ribalteranno addirittura la
opinione popolare sul protagonista, attribuendogli capacit divinatorie; cos mentre prima per
dileggio gli si metteva in bocca una fetta di patata dolce o una castagna dacqua saltata in padella,

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pg. 24, ora gli si offre un dolce di riso glutinoso, pg. 68. Tuttavia alla fine il villaggio decider di
migrare, lasciando fra le macerie e nellinedia Pa pa pa, lidolo troppo in fretta invocato e rinnegato.
80. Xu Xing, Quel che resta tuo (Shengxia de dou shuyu ni), traduzione di Antonella Calcagno, Theoria
ed. 1995.
81. Wuzhuti bianzou, in op. cit. pp. 13-49
82. Op.cit. pg. 23
83. Shengxia de dou shuyu ni, in op. cit. pp. 66-121
84. Op.cit.pg. 94
85. Op.cit. pg. 78
86. Op.cit. pp. 76-78
87. Italo Calvino, Tutto in un punto, in Le cosmicomiche, Einaudi 1965
88. Ma Jian, Tira fuori la lingua Storie dal Tibet (Stick out your tongue), traduzione dallinglese di Katia
Bagnoli, Feltrinelli 2008
89. Wang Anyi, Amore in una valle incantata (Jinxiugu zhi lian), traduzione di Gabriella Capasso, Argo
editore 1995. Esso fa parte della Trilogia dellamore (San lian) con altri due romanzi: Amore in una
cittadina (Xiaocheng zhi lian) del 1986 e Amore tra le montagne desolate (Huangshan zhi lian) del
1987, non pubblicati in Italia.
90. Ma Jian, op. cit. postfazione pg. 65
91. Op. cit. pg. 16 e sgg.
92. Op. cit. pg. 39
93. Infatti ne La canzone delleterno rimpianto (Chang hen ge), traduzione italiana di Maria Rita Masci,
Einaudi 1995, sono numerosi e allettanti i riferimenti sia alle abilit culinarie della protagonista
Wang Qiyao, e ai gusti dei suoi ospiti (cfr., ad esempio, le pp. 213-241) sia ai ristoranti di Shangai. La
metropoli adagiata sulle rive dell Huangpu fa da fascinoso sfondo alle vicende del romanzo che si
sviluppano nellarco di quasi un cinquantennio (cfr., ad esempio, le pp. 372-373).
94. Op. cit. pg. 21
95. Op. cit. pg. 28
96. Op.cit. pg. 51; come si pu notare una cucina rurale molto semplice ma prelibata, specializzata in
volatili e pesce fresco, accompagnati da zuppe leggere o contorni di funghi neri che esaltano i sapori
naturali di quella terra.
97. Op. cit. pg. 105
98. Su Tong, il pi giovane dei tre scrittori ( nato nel 1963) pubblica alcuni racconti su riviste cinesi, ma
il suo primo romanzo Qiqie chengqun (Mogli e concubine) del 1992. Pertanto non verr analizzato
nella mia ricerca.
99. Il romanzo desordio di Mo Yan accrebbe la sua fama (e ci direttamente confermato anche nel
romanzo che stiamo per commentare: cfr. pg. 244) dopo la trascrizione cinematografica che ne fece
il regista Zhang Yimou nel 1987. Il film lanno dopo ottenne lOrso doro al Festival di Berlino ed era
la prima volta che un premio cos prestigioso veniva conquistato da un regista cinese.
100. Mo Yan, Il paese dellalcol (Jiu guo), traduzione italiana di Silvia Calamandrei, Einaudi 2015
101. Op. cit. pg. 145
102. Op. cit. pg. 87; ma si legga tutto il cap. III
103. Op. cit. pg. 261 e sgg.
104. Op. cit. pg. 281
105. Op. cit. pp. 157-160
106. Op. cit. pg. 240
107. Op. cit. pp. 355-358
108. Op. cit. pg. 161 e pg. 163
109. Op. cit. pg. 28

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110. Op. cit. pp. 323-331
111. Ad esempio per Ding Gouer, op. cit. pg. 171 e sgg. ; e per Mo Yan personaggio, op. cit. pg.
316 e sgg.
112. Mo Yan, Les treize pas, ditions du seuil 1995. I passi riportati dal francese sono una mia
traduzione
113. Op. cit. pg. 24
114. Op. cit. pg. 27
115. Op. cit. pp. 37-38
116. Op. cit. pg. 89
117. La sequenza del romanzo di Mo Yan, sarebbe stata sicuramente disturbante per il palato di un
lettore italiano di quegli anni. Ma di recente, anche grazie allExpo di Milano, il grande pubblico ha
avuto modo di accostare con meno pregiudizi lentomofagia, e di apprezzarne le qualit dietetiche ed
ecosostenibili. Al Future Food District oppure al padiglione del Belgio stato possibile degustare
svariati piatti e alimenti a base di insetti; mentre molte sono state nell ottobre del 2015, sempre a
Milano, le iniziative per presentare alla stampa e al pubblico specializzato questo cibo del futuro: cfr. ad
esempio www.edibleinsects.it/
118. Op. cit. pg. 167
119. Op. cit. pg. 169
120. Sono stati pubblicati in Italia da Einaudi nel 1997 col titolo di Torture, traduzione italiana di Maria
Rita Masci e nel 2004 col titolo Le cose del mondo sono fumo, sempre con la traduzione di Maria Rita
Masci).
121. Op. cit. pp. 25-78
122. Op. cit. pg. 30
123. Op. cit. pg. 50 sg.


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