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Notazione In seguito indicheremo la convergenza uniforme col simbolo o, altrimenti, con una U maiuscola in questo modo: −→

U

Teorema 1. (di limitatezza della funzione limite) Sia A un insieme qualunque e sia (X, d) uno spazio metrico. Siano f , {f n } nN funzioni dove f, f n : A X e tali che f n n+ f in A e si supponga f n limitata n N. Allora f `e limitata.

Dimostrazione. Si fissi ε > 0. Per definizione di convergenza uniforme N N : n N, x A d(f n (x), f (x)) 1. Consideriamo in particolare la

funzione f N (per cui

n = N ). Si ha, poich´e f N limitata, che c X, r R :

f N (A) B(c, r) ossia tale che x A d(f N (x), c) r. Ma allora

x A d(f(x), c) d(f(x), f N (x)) + d(f N (x), c) r + 1.

Segue che anche f `e limitata.

Lemma 1. (condizione di Cauchy) Sia A un insieme qualunque e (X, d) uno spazio metrico completo. Sia {f n } nN una successione di funzioni dove f n : A X. La convergenza uniforme (f n f , per qualche f ) `e equivalente alla seguente proposizione:

ε > 0 N N : m N, n N, x A d(f n (x), f m (x)) < ε.

Dimostrazione. La prima implicazione `e analoga al caso dei limiti puntuali. Infatti, per definizione di convergenza uniforme (sia ε > 0) esiste N N tale che

2 . Ma allora, se anche m N, m > N , vale, per la disuguaglianza triangolare vale

d(f n (x), f m (x)) d(f n (x), f (x)) + d(f (x), f m (x)) < ε.

La seconda implicazione `e vera poich´e si suppone (X, d) spazio metrico com- pleto (la prima `e valida anche qualora (X, d) non sia completo). Infatti usi- amo questa ipotesi per garantire che esista f (x) a cui la successione f n (x) tende puntualmente: a ogni punto del dominio corrisponde una successione di Cauchy che, per definizione di spazio metrico completo, converge (risulta ovvio come definire f ). Resta da verificare la convergenza uniforme. Si scelga N N tale che valga l’ipotesi. Usiamo nuovamente la triangolare.

d(f n (x), f (x)) d(f n (x), f m (x)) + d(f m (x), f (x))

f n ( x ) , f m ( x )) + d ( f m

x A d(f n (x), f (x)) < ε

1

Studiamo l’ultimo termine: vale che x A, k N, k > N d(f m (x), f k (x)) < ε, in particolare per un x fissato vale {f k (x) | k > N} ⊆ B(f m (x), ε). Es-

sendo per definizione f (x) il limite si ha f (x) B(f m (x), ε) (infatti f (x) `e, se non un valore tra gli f k (x), un punto di accumulazione per punti all’interno dell’intorno). Dunque d(f m (x), f (x)) ε x. Ma allora vale

d(f n (x), f (x)) < 2ε

per cui si arriva alla definizione convergenza uniforme.

Teorema 2. (del doppio limite) Sia (X 1 , d 1 ) uno spazio metrico e (X 2 , d 2 ) uno spazio metrico completo. Sia {f n } nN una successione di funzioni e f una funzione, dove f n , f : Ω X 1 X 2 . Si supponga che f n f in . Sia x 0 e supponiamo lim xx 0 f n (x) = L n X 2 .

x → x 0 f n ( x ) = L n ∈ X 2 .

Allora L X 2 : L n −−−−−→ L, lim xx 0 f (x) = L e vale inoltre L = L. La tesi si pu`o esprimere in modo alternativo nella maniera seguente:

n+

lim

lim 0 f n (x) = lim

xx 0

n+xx

n+ f n (x).

lim

Dimostrazione. Per vedere che L n converge, dato che (X 2 , d 2 ) `e uno spazio metrico completo, basta mostrare che `e una successione di Cauchy. Si fissi ε > 0. Per il lemma precedente f n f ⇒ ∃N = N(ε) N :

m, n N, x A d(f n (x), f m (x)) < ε. Siano n, m tali che valga la condizione appena citata. Usando due volte la triangolare possiamo scri- vere d 2 (L n , L m ) d 2 (L n , f n (x)) + d 2 (f n (x), f m (x)) + d 2 (f m (x), L m ). Poich´e

f n (x)

ε definitivamente. Per lo stesso motivo esiste δ 2 tale che valga anche che d 2 (L m , f m (x)) < ε. Mettendo insieme le ultime affermazioni si ha che in B(x 0 , δ) (dove δ = min(δ 1 , δ 2 ))

N N : m, n N, x A d 2 (L n (x), L m (x)) < 3ε

per cui la successione `e di Cauchy. Sia L il suo limite. Dimostriamo che L = lim xx 0 f (x). Usando due volte la triangolare si scrive d 2 (f(x), L) d 2 (f(x), f n (x)) + d 2 (f n (x), L n ) + d 2 (L n , L). Sia di nuovo ε > 0 fissato. Per ipotesi definitivamente d 2 (f n (x), f (x)) < ε x X 1 . Allo stesso tempo vale definitivamente d 2 (L n , L) < ε. Dunque definitivamente x B(x 0 , δ) d 2 (f (x), L) < 3ε, dove l’intorno `e quello definito prima. Fissando ε abbiamo trovato δ tale che

−−−→ L n , δ 1 R + : x X 1 | 0 < d 1 (x, x 0 ) < δ 1 d 2 (L n , f n (x)) <

xx

0

0 < d 1 (x, x 0 ) < δ d 2 (f(x), L) < ε

da cui la tesi.

2

x )) < x → x 0 0 < d 1 ( x, x 0 )

Osservazione 1. Si vuole ora esibire un esempio che mostri che nel teorema appena enunciato l’ipotesi che (X 2 , d 2 ) sia completo `e necessaria: il teorema non vale se l’ipotesi viene a mancare. Si pensi a Q come sottoinsieme di R e si considerino le funzioni f n : Q Q cos`ı definite:

f n (x) = x troncato alla cifra decimale n

per cui ad esempio f 4 (34, 7083421) = 34, 7083 e f 3 ( 10 ) = 3, 333.

3

`

E chiaro

che f n converga uniformemente all’identit`a su Q, f (x) = x. Si consideri ora

L n =

lim 2 f n (x)

x

che esiste in quanto 2 `e un punto di accumulazione per Q, e in un intorno

la

successione dei troncamenti di 2 alla n-esima cifra decimale. Tuttavia L n non converge in Q dunque l’ipotesi che lo spazio di arrivo sia completo `e necessaria.

sufficientemente piccolo di 2 f n (x) `e definitivamente costante.

L n

`e

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