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PSICOLOGIA

GENERALE
INDICE
1. LE ORIGINI E LA STORIA DELLA PSICOLOGIA....................................................3
1.1

I PRECURSORI DELLA PSICOLOGIA....................................................3

1.2

LE VARIE SCUOLE DI PENSIERO........................................................7

1.2.1

WUNDT E LO STRUTTURALISMO (1879).......................................................7

1.2.2

JAMES E IL FUNZIONALISMO (1890).............................................................8

1.2.3

WERTHEIMER E LA GESTALT (1912).............................................................9

1.2.4

FREUD E LA PSICOANALISI (1896).............................................................10

1.2.5

WATSON E IL COMPORTAMENTISMO..........................................................12

1.2.6

IL NEOCOMPORTAMENTISMO.....................................................................13

1.2.7

NEISSER, MILLER E IL COGNITIVISMO (1960).............................................13

1.2.8

LINTERAZIONISMO.................................................................................... 15

1.2.9

LE TEORIE DELLA MENTE EMBODIED.........................................................15

2. I METODI E LA RICERCA IN PSICOLOGIA..........................................................16


2.1

IL MEDOTO SCIENTIFICO.............................................................................. 16

2.1.1

IDENTIFICARE LA DOMANDA......................................................................17

2.1.2

FORMULARE UNA SPIEGAZIONE.................................................................17

2.1.3 EFFETTUARE UNA RICERCA FINALIZZATA A SUPPORTARE O CONFUTARE LA


SPIEGAZIONE......................................................................................................... 17
2.1.4

COMUNICARE I RISULTATI..........................................................................19

3. LE DIVERSE AREE DI STUDIO DELLA PSICOLOGIA..........................................20


4. GLI OGGETTI DI STUDIO DELLA PSICOLOGIA..................................................22
4.1

LA SENSAZIONE............................................................................................ 22

4.1.1

LE SENSAZIONI E GLI ORGANI DI SENSO...................................................22

4.1.2

LE SOGLIE ASSOLUTE E LE SOGLIE DIFFERENZIALI DELLA SENSIBILIT.....22

4.1.3

LA VISTA.................................................................................................... 23

4.1.4

LUDITO..................................................................................................... 23

4.1.5

LOLFATTO.................................................................................................. 25

4.1.6

IL GUSTO................................................................................................... 25

4.1.7

IL TATTO..................................................................................................... 26

4.2

LA PERCEZIONE............................................................................................. 26
1

4.2.2

LA CATENA PSICOFISICA............................................................................27

4.2.3

IL SISTEMA PERCETTIVO DELLA VISTA.......................................................27

4.2.4

IL SISTEMA PERCETTIVO DELLUDITO E DEL TATTO....................................35

4.2.5

LA CULTURA E LA PERCEZIONE..................................................................36

4.2.6

LA PERCEZIONE SUBLIMINALE...................................................................36

4.3

LAPPRENDIMENTO....................................................................................... 36

4.4

LA MEMORIA.................................................................................................. 36

4.5

IL PENSIERO.................................................................................................. 36

4.6

LINTELLIGENZA............................................................................................. 36

4.7

LA COMUNICAZIONE E IL LINGUAGGIO......................................................36

4.8

LA MOTIVAZIONE.......................................................................................... 36

4.9

LE EMOZIONI................................................................................................. 36

4.10 LA PERSONALIT........................................................................................... 36

1.LE ORIGINI E LA STORIA DELLA PSICOLOGIA


Le radici della psicologia possono essere ricondotte agli ANTICHI GRECI E ROMANI.
Essa trae infatti le sue prime origini nella filosofia dellAntica Grecia poich il termine
PSICHE in greco antico significa ANIMA. Col passare del tempo i termini anima e
psiche hanno assunto significati diversi: il primo indica la parte spirituale
delluomo, il secondo quella mentale.
Per secoli, tuttavia, quelli che oggi costituiscono gli oggetti di studio della psicologia
sono stati indagati dalla filosofia e dalle scienze della natura o biologiche. Quindi, la
psicologia nata rendendosi PROGRESSIVAMENTE AUTONOMA DA queste due scienze:
LA FILOSOFIA E LA NEOROFISIOLOGIA, solo dagli ultimi decenni dellOttocento.
La progressiva autonomia della psicologia stata resa possibile dal passaggio:
-

dallo studio della mente sul piano filosofico , allo studio della relazione tra
mente e corpo sul piano naturalistico;
dallo studio del cervello sul piano meramente fisiologico, allo studio dellunit
cervello-mente e delle sue interazioni sullambiente.

Perci, LA PSICOLOGIA LO STUDIO SCIENTIFICO DEL COMPORTAMENTO E DEI


PROCESSI MENTALI.

1.1

I PRECURSORI DELLA PSICOLOGIA

Il termine Psicologia come gi detto, deriva dallunione di PSYCH = spirito, anima e


da LOGOS = discorso, studio e pu essere tradotto letteralmente, secondo letimologia
greca, CON STUDIO, DISCORSO O SCIENZA DELLANIMA. I due aspetti attorno ai quali
ruota lintero discorso sulla psicologia sono: LEVOLUZIONE DEL CONCETTO DI PSICHE
E LA FONDAZIONE DEL METODO SPERIMENTALE. Attraverso queste due parole-chiave
possibile far discendere, attraverso la filosofia, prima e poi, la fisiologia e la
psicofisica, i nuclei teorici di una nuova mentalit che porter alla nascita della
psicologia sperimentale come scienza, autonoma e definitivamente staccata da fede e
filosofia.
Nelle antiche civilt la psicologia cercava di rintracciare riferimenti tra sistema nervoso
e attivit psichica. In quasi tutte le civilt, lattivit psichica era collocata nel CUORE.
Per i greci, oltre al cuore, anche il cervello aveva un certo ruolo. PITAGORA distingueva
3 facolt psichiche: intelligenza, passione e ragione. La ragione era immortale e
lunica che gli animali non avevano. Intelligenza e ragione erano collocate nel cervello,
la passione nel cuore.
Lunico filosofo che colloc le facolt psichiche nel CERVELLO fu ALCMEONE, che
praticava anche la dissezione dei cadaveri. EMPEDOCLE introdusse invece la
possibilit che il principio guida delle attivit psichiche fossero nel SANGUE che irrora il
corpo.
Tuttavia, il merito pi importante da attribuirsi ad IPPOCRATE (430 A.C.), medico, il
quale nella sua ricerca ai rimedi per le malattie e la cura degli uomini, ritenne
rilevante osservare anche altri aspetti delluomo. Egli teorizz, infatti, lesistenza di
3

quattro TEMPERAMENTI DI PERSONALIT, corrispondenti ai quattro elementi naturali,


indicati da Empedocle: fuoco, aria, terra, acqua.
1.
2.
3.
4.

Aria = sangue (caldo e umido)


Terra = bile nera (fredda e secca)
Fuoco = bile gialla (caldo e secco)
Acqua = flegma (freddo ed umido)

TEMPERAMENTO
TEMPERAMENTO
TEMPERAMENTO
TEMPERAMENTO

SANGUIGNO
MELANCONICO
COLLERICO
FLEGMATICO

Tale caratterologia si mantenuta sino ad oggi, ed stata ripresa da Pavlov e da


Eysenck che ha mostrato le equivalenze:
1.
2.
3.
4.

Il
Il
Il
Il

tipo
tipo
tipo
tipo

stabile estroverso <--> sanguigno


labile e introverso <--> melanconico
labile ed estroverso <--> collerico
stabile introverso <--> flemmatico.

Ippocrate, inoltre, asser che il cervello pi potente del corpo e che la sede
dellintelligenza il ventricolo sinistro.
SOCRATE affermava che lo studio della passione e delluomo poteva essere compiuto
solo dalla loro osservazione diretta: egli considerava lanima come il principale oggetto
di riflessione e la parola come strumento privilegiato per la sua conoscenza.
EROFILO ed ERASISTRATO, eseguendo vivisezioni sui criminali, isolarono i nervi e li
classificarono in sensoriali e motori, e descrissero il cervelletto. Essi fondarono la
teoria pneumatica del comportamento, ripresa poi da Galeno, in contrasto con la
teoria di Aristotele, dove pneuma vitale risiede nel cuore, pneuma psichico nel
cervello. PLINIO IL VECCHIO, fece risiedere la mente nel cuore, ma la mente attraverso
lo pneuma, condotto dalle arterie, veniva portata sino al cervello. GALENO, aggiunse
allo pneuma vitale e psichico di Erasistrato lo pneuma fisico: pneuma derivato dai
vapori del sangue e regolatore delle funzioni corporee.
Con lavvento del CRISTIANESIMO, si nega la possibilit di studiare luomo, non c
spazio per una scienza delluomo, quindi, di una psicologia scientifica. Luomo non
visto come facente parte della natura, il mondo concepito secondo una precisa
struttura gerarchica, con alla testa Dio, e immediatamente sotto luomo, pertanto, una
scienza delluomo oltre che impensabile cattiva, quindi, non possibile parlare di
studio dellanima, se questa discende direttamente da Dio, neanche di studio delle
forme di vita sociale, dato che queste sono modellate su un disegno di origine divina.
Lo studio della natura non del tutto negato, ma puramente descrittivo, senza
nessun tentativo di sistematizzazione delle conoscenze. Sono vietati gli studi
anatomici.
Solo verso il 400 e poi con il Rinascimento si riorganizzano le condizioni che rendono
possibile una scienza delluomo. Ma tale processo in questo periodo colmo di
contraddizioni, procede con grande lentezza e in modo ambiguo, e si concluder solo
nel 700.
Nel RINASCIMENTO vi un improvviso interesse per luomo in quanto tale, e come
membro della natura, non pi visto in unottica trascendentale, ma si ancora lontano
dal considerarlo oggetto di studio. Alla Natura si tenta di attribuire una sua energia,
naturale e non di origine divina. In essa agiscono delle forze prodigiose, che
determinano tutto quanto avviene. Tra le cose della natura c interazione reciproca,
nulla si muove nelluniverso che non abbia una diretta conseguenza su tutte le altre
parti delluniverso. Di qui lenorme importanza dellASTROLOGIA, i moti degli astri non
4

possono non esercitare la loro influenza sugli eventi del mondo. Secondo PICO DELLA
MIRANDOLA, le leggi che regolano queste influenze reciproche sono leggi
matematiche.
Tra il 500 e 600 GALILEO, KEPLERO, BACONE operano una rivoluzione scientifica,
portando la magia naturale e laristotelismo astratto alla scienza moderna, cio al
legame tra teoria ed esperienza empirica. La scienza cessa di esistere come frutto di
una semplice riflessione per basarsi sullesperienza, su esperimenti ripetibili.
Cominciano a far parte della scienza solo quei fenomeni quantitativamente
riproducibili e la cui analisi di tipo oggettivo e non soggettivo. Si afferma cos IL
METODO SPERIMENTALE.
In questo periodo, facendo proprio le tecniche Galileiane, CARTESIO (1638) postula la
SEPARAZIONE TRA CORPO E MENTE.
A differenza di Cartesio, il filosofo LOCKE (1690) e gli altri empiristi inglesi condivisero
la posizione di Aristotele per losservazione empirica. Secondo Locke gli esseri umani
erano una TABULA RASA, cio privi di conoscenza. Per lui, infatti, la conoscenza si
acquisisce
attraverso
losservazione
empirica.
Secondo Locke
lo studio
dellapprendimento quindi la chiave per capire la mente umana. Inoltre, lapporto di
Locke si inserisce in uno degli aspetti fondamentali che concorrono alla nascita della
psicologia sperimentale: la differenza tra essenza e funzioni dellanima. Il filosofo
inglese separa, allinterno dellanima, il concetto di funzione da quello di essenza e
supera le speculazioni dualistiche di Cartesio, che ancoravano irriducibilmente il
pensare a una sostanza. Con Locke lo studio della psiche diventa possibile, in quanto
la psiche una parte, s separata dal corpo, ma che ha soprattutto delle funzioni che
possono diventare oggetto di scienza.
La disputa tra empirismo e razionalismo raggiunse un picco nel diciottesimo secolo,
quando il filosofo tedesco IMMANUEL KANT inizi un processo di sintesi di queste
posizioni. Nella sua discussione inerente la contrapposizione tra empirismo e
razionalismo e lorigine della conoscenza innata o acquisita tramite esperienza, Kant
dichiar decisamente che sia il razionalismo che lempirismo hanno ragione di essere e
che queste due impostazioni devono procedere insieme nella ricerca della verit.
Latto di conoscere unattivit unitaria in cui la materia fornita dai sensi
organizzata secondo forme proprio della mente.
Dopo secoli di indagini regolate dalla regina delle scienze, cio la filosofia, e di
esplorazioni in campi misteriosi dellattivit dellessere umano, dove era sovrastata dal
paventato incanto dellastrologia e della magia, lidea di una psicologia autonoma,
comincia a prendere forma verso la fine del 1700 con HERBER, secondo il quale, il
pensiero di un individuo pu essere studiato mediante lINTROSPEZIONE, guardando
cio dentro la mente; trova infine, la sua effettiva autonomia verso la met del 1800,
pervenendo allo status di scienza.
La psicologia filosofica si occup di definire la natura dellanima, successivamente la
PSICOLOGIA SCIENTIFICA, si interess di fenomeni psichici, di fatti osservabili, del
comportamento e ne fece oggetto di STUDI SPERIMENTALI.
La psicologia scientifica nacque proprio come psicologia sperimentale con il
laboratorio di Lipsia, fondato nel 1878 da WUNDT, subito imitato dalle maggiori
universit di altri Paesi. Nel suo laboratorio, misurava i tempi di reazione e le
associazioni mentali. Loggetto della psicologia diviene lesperienza umana e il metodo
per analizzarla lINTROSPEZIONE. LIPOTESI SCIENTIFICA CONSISTEVA NELLO
5

SCOMPORRE I PROCESSI COSCIENTI IN ELEMENTI SEMPLICI, COS, CHE SIANO


OSSERVABILI.
Le 4 fasi dei processi psichici erano identificabili in:
1. Stimolazione
2. Percezione
3. Qualificazione
4. Volont
I processi mentali e quelli fisici erano considerati paralleli, i primi non causavano i
secondi e viceversa; al cambiamento degli uni corrispondeva il cambiamento degli
altri.
Da Wundt in poi, si ha uno sviluppo sempre crescente di questa disciplina, con VARI
ORIENTAMENTI, ognuno con un proprio campo di osservazione, tra cui ricordiamo la
psicologia PSICODINAMICA, il COMPORTAMENTISMO, il COGNITIVISMO e la GESTALT.
MULLER rappresenta il precursore della ricerca NEUROFISIOLOGICA. Con la sua teoria
denominata impulso nervoso specifico sosteneva che i diversi tipi di nervi e di
strutture nervose erano selettive e specifiche al tipo di informazione trasmessa e non
legate alla qualit fisica dello stimolo esterno. Da qui lesistenza di aree corticali e
cerebrali idonee ad analizzare stimoli diversi e a produrre le risposte. Ad esempio un
nervo sensoriale ottico trasmette solamente informazioni luminose, anche se lo
stimolo esterno la pressione, ma non la luce.
Un suo allievo, HELMHOLTZ, bas il suo lavoro sulla FISIOLOGIA SENSORIALE DELLA
VISIONE E DELLUDITO.
Un ponte tra la prospettiva fisiologica e quella psicologica, rappresentato da
FECHNER, per luso di nuovi metodi. La sua notoriet legata soprattutto al tentativo
di costruire una PSICOLOGIA SPERIMENTALE SU BASE MATEMATICA. Formul,
utilizzando gli studi del fisiologo Weber, quella che egli chiam la legge psicofisica
fondamentale, secondo cui: stimoli e sensazioni sono in un rapporto quantitativo
definito e precisamente, se lintensit dello stimolo cresce in progressione geometrica,
la sensazione corrispondente cresce in progressione aritmetica, il che pu anche
essere espresso, dicendo che, la sensazione proporzionale al logaritmo dello
stimolo.
Nei primi decenni del Novecento, soprattutto in Germania e in Austria, si svilupp la
scuola della GESTALT. Gli psicologi facenti capo a questa scuola sostenevano che la
percezione di una totalit di elementi la percezione di una forma, in tedesco Gestalt,
non riducibile alla somma degli elementi che vi prendono parte. Ci equivale a
sostenere un PUNTO DI VISTA OLISTICO, OSSIA IL PRIMATO DELLA TOTALIT
RISPETTO ALLE PARTI COSTITUTIVE. Prendendo ad esempio la visione, NON VENGONO
PERCEPITI SINGOLI ELEMENTI SEPARATI LUNO DALLALTRO; AL CONTRARIO LA
COSCIENZA COGLIE IMMEDIATAMENTE DELLE TOTALIT STRUTTURATE. Attribuendo un
ruolo centrale alla totalit, la scuola della Gestalt costituisce un ribaltamento rispetto
allassociazionismo di Wundt. Numerosi autori contribuirono a elaborare in forma
sistematica la psicologia della Gestalt: tra questi WERTHEIMER, KOHLER, LEWIN,
KOFFKA.

Di seguito alla psicologia della Gestalt, si sviluppa la PSICOLOGIA DINAMICA O DEL


PROFONDO, una psicologia che adotta un metodo di indagine che opera collegando
lIo a strati psichici non direttamente percepiti come pertinenti allIo stesso, anche se
non riconducibili ad ununica categoria chiamata INCONSCIO. Il massimo esponente fu
FREUD.
Come reazione ai procedimenti soggettivi dellintrospezionismo ed ai concetti
intellettuali di sensazione e percezione nasce la SCUOLA BEHAVIORISTICA che si
occupa solo dei fatti osservabili, cio degli stimoli che colpiscono gli organi di senso e
delle risposte osservabili, quindi, del COMPORTAMENTO PRODOTTO IN RISPOSTA AGLI
STIMOLI, con PAVLOV e la sua teoria del condizionamento classico. Sulle prime, questa
tesi tendeva a non considerare le strutture interne dellorganismo che consentivano
lorganizzazione delle risposte allambiente, ma poi accogliendo la TESI
DELLASSOCIAZIONISMO ritenne efficace il principio per il quale le unit elementari
della mente, le sensazioni, sono associate tra di loro dalla prossimit nello spazio e nel
tempo, CON THORNDIKE e la sua TEORIA DEL CONDIZIONAMENTO STRUTTURALE.
Negli Stati Uniti e in Europa soprattutto negli anni 60 si afferm una delle pi
importanti correnti della psicologia sperimentale contemporanea, IL COGNITIVISMO. Il
cognitivismo, pi che una teoria unitaria e ben definita, rappresenta un particolare
approccio metodologico allo studio della psiche umana. Si presenta come una
contrapposizione, da una parte, al comportamentismo, non senza per qualche
elemento di continuit e dallaltra alla psicanalisi; CONSISTE NEL VEDERE LA MENTE
UMANA COME UN SISTEMA ATTIVO DI ELABORAZIONE DI INFORMAZIONI
PARAGONANDOLA AD UN COMPUTER, infatti, molti sono i termini utilizzati dai
cognitivisti derivanti dallinformatica e dalla cibernetica.

1.2

LE VARIE SCUOLE DI PENSIERO


1.2.1 WUNDT E LO STRUTTURALISMO (1879)

LINIZIO formale DELLA PSICOLOGIA come scienza viene fissato NEL 1879, quando
Wilhelm Wundt fond a Lipsia in Germania il PRIMO LABORATORIO DI PSICOLOGIA
SPERIMENTALE, nel quale si effettuavano gli esperimenti sulle stesse problematiche
che da anni venivano gi studiate nei laboratori di fisiologia.
Eppure limportanza del laboratorio sperimentale di Wundt risiedeva oltre che nella
denominazione ufficiale, che contribuiva a stabilire lindipendenza istituzionale della
psicologia rispetto alle altre scienze biologiche, anche nel METODO.
Infatti, Wundt voleva studiare gli elementi della mente mediante lo STRUTTURALISMO:
UNA DISCIPLINA SISTEMATICA E ATOMISTICA CHE CONSIDERAVA I FATTI PSICHICI COME
SOMMA DI ELEMENTI SEMPLICI. detto strutturalismo, perch la struttura ricalca la
somma di elementi semplici. Gli elementi semplici sono le sensazioni che costituiscono
le percezioni, le immagini che costituiscono le idee, gli stati affettivi che costituiscono
emozioni e sentimenti.
Quindi, loggetto dellindagine psicologica dello strutturalismo LO STUDIO
DELLESPERIENZA SOGGETTIVA COSCIENTE e lobiettivo quello di COMPRENDERE LA
STRUTTURA DELLA MENTE: scomponendo i processi coscienti nei loro elementi
7

costitutivi, scoprendo come questi elementi siano connessi tra loro, e determinando le
leggi di combinazione.
Ci significa che il metodo utilizzato dalla strutturalismo il METODO INTROSPETTIVO,
ossia Wundt sosteneva che analizzando le verbalizzazioni fornite dalle persone
riguardo alle loro reazioni, gli psicologi potevano arrivare a comprendere meglio la
struttura della mente. Lintrospezione lunico metodo che caratterizza la psicologia
rispetto alle altre scienze. I dati empirici oggettivi, rilevabili dallesterno del soggetto,
come i comportamenti, diventano psicologici soltanto se e nella misura in cui possono
essere interpretati alla luce dellintrospezione.
La psicologia dellintrospezione segue due norme fondamentali:
1. ADOZIONE DEL CRITERIO ELEMENTISTICO: ogni dato cosciente sottoposto
allintrospezione deve essere scomposto nei suoi elementi pi semplici, cio in
elementi non suscettibili di ulteriore scomposizione psichica. Esempio:
lesperienza cosciente suscitata da un fiore profumato non costituisce un
elemento semplice. Infatti, lintrospezione analitica rivela la presenza in essa di
due componenti irriducibili e reciprocamente indipendenti: una sensazione di
odore e uno stato affettivo di piacere.
2. LA SALVAGUARDIA DALLERRORE DELLO STIMOLO: consiste nellattribuzione di
significati o di valori ai dati dellesperienza cosciente, che vanno invece riportati
nella loro nuda e cruda esistenzialit, di qui il termine esistenzialismo con quale
veniva talora indicato il sistema titcheneriano. In virt di un addestramento
preliminare lungo e non facile il soggetto impara a descrivere il processo
cosciente determinato in lui dalloggetto-stimolo, anzich loggetto-stimolo in
quanto noto come tale.
LE CRITICHE ALLO STRUTTURALISMO: il metodo dellintrospezione non pu dirci nulla
sulle attivit mentali poich i processi mentali sono in genere inconsapevoli e i
resoconti dei soggetti sono ricostruzioni retrospettive infondate.

APPROCCIO

OGGETTO DI STUDIO

OBIETTIVO

METODO

STRUTTURALISMO
APPROCCIO ELEMENTISTA (gli elementi
sensoriali costituiscono la base del
pensiero e quindi ogni elemento psichico
pu essere ridotto a elementi minimi)
ESPERIENZA IMMEDIATA O DIRETTA DEI
PROCESSI MENTALI: ESPERIENZA
SOGGETTIVA COSCIENTE misurava i
tempi di reazione e le associazioni
mentali
COMPRENDERE LA STRUTTURA DELLA
MENTE scomponendo i processi coscienti
nei loro elementi costitutivi, scoprendo
come questi elementi siano connessi tra
loro, e determinando le leggi di
combinazione.
INTROSPEZIONE (basato cio
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sullesperienza cosciente e le
verbalizzazioni delle persone riguardo
alle loro reazioni)

1.2.2 JAMES E IL FUNZIONALISMO (1890)


William James, quasi contemporaneamente a Wundt, fond il suo laboratorio di
psicologia fondato sul cosiddetto FUNZIONALISMO: IL PRIMO APPROCCIO ALLA
PSICOLOGIA CHE SI CONCENTRAVA SU CI CHE FA LA MENTE E SUL RUOLO DEL
COMPORTAMENTO NEL PERMETTERE AGLI INDIVIDUI DI ADATTARSI AI LORO AMBIENTI.
Il funzionalismo studia quindi i mezzi messi in opera dallindividuo per raggiungere uno
scopo. Disdegna il metodo sperimentale e considera luomo come lultimo stadio del
processo evolutivo. Il funzionalismo SI CONCENTRA SU CI CHE FA LA MENTE E SU
COME FUNZIONI IL COMPORTAMENTO E VEDE LA COSCIENZA COME STREAM OF
COSCIOUSNESS, OSSIA UN FLUSSO DINAMICO E CONTINUO DI ESPERIENZA NON
SCOMPONIBILE IN ELEMENTI. Ed esamina come il comportamento permetta alle
persone di soddisfare i propri bisogni. Perci, i processi mentali sono considerati i
mezzi che aiutano luomo a sopravvivere ad adattarsi allambiente. Linterrogativo
principale a cosa servono e come funzionano i processi mentali? Loggetto di
ricerca, sono le attivit mentali, acquisizione, immagazzinamento, organizzazione e
valutazione. Importante il concetto che d del comportamento orientato verso
qualcosa: comportamento adattivo. Infatti, il background teorico-culturale su cui il
funzionalismo si innesta costituito dalle teorie evoluzionistiche di Darwin, che nel
1859 pubblic Lorigine delle specie, in cui si sostiene che le attivit psichiche
subiscono una evoluzione per selezione naturale, e che in questa evoluzione un ruolo
determinante dato dalladattamento dellindividuo allambiente. Quindi, lobiettivo
del funzionamento ANALIZZARE I CAMBIAMENTI E LE FUNZIONI ADATTIVE DELLA
MENTE.

APPROCCIO

OGGETTO DI STUDIO

OBIETTIVO

FUNZIONALISMO
APPROCCIO GLOBALISTICO (le attivit
mentali non sono scomponibili, ma
devono essere viste come ununit)
CI CHE FA LA MENTE E COME FUNZIONA
IL COMPORTAMENTO, ossia esamina
come il comportamento permette alle
persone di soddisfare i propri bisogni.
ANALIZZARE I CAMBIAMENTI E LE
FUNZIONI ADATTIVE DELLA MENTE,
perch i fenomeni psichici possono
9

METODO

essere interpretati come FUNZIONI


mediante le quali lorganismo si adatta
allambiente sociale e fisico (non c
quindi separazione tra corpo e mente)
la mente il prodotto della selezione
naturale e delle interazioni con
lambiente
METODO COMPARATIVO

1.2.3 WERTHEIMER E LA GESTALT (1912)


La psicologia della forma, gestalt in tedesco, pu essere considerata come la risposta
tedesca alla psicologia di Wundt e si sviluppa a partire dai lavori di Wertheimer, Kohler
e Koffka. La data di nascita della Gestalt risale infatti al 1912 anno in cui Wertheimer
pubblica il lavoro sul MOVIMENTO STROBOSCOPIO, che per intenderci quello che
sperimentiamo per esempio con lo scorrimento dei fotogrammi della pellicola
cinematografica: ambiente buio, si illumina mediante un raggio emesso da un
proiettore un oggetto posto a sinistra dellosservatore; dopo alcuni secondi si spegne il
fascio di luce di sinistra e in rapida successione si illumina un secondo oggetto simile
al precedente ma posto sulla destra dellosservatore. Il risultato percettivo quello di
vedere un unico oggetto. Quindi, il movimento stroboscopico richiede una
organizzazione globale logicamente precedente nel processo percettivo, rispetto agli
elementi di cui composto: in effetti i fotogrammi sono fissi ed lo spettatore a
organizzare percettivamente i fotogrammi unificandoli, per cui non vede una sequenza
di immagini statiche ma un insieme unico in movimento. Quindi, LA PSICOLOGIA
DELLA GESTALT (O DELLA FORMA) LAPPROCCIO ALLA PSICOLOGIA CHE SI
FOCALIZZA SULLORGANIZZAZIONE DELLA PERCEZIONE E DEL PENSIERO NEL SENSO
DI UN INSIEME PIUTTOSTO CHE SUGLI ELEMENTI SINGOLI DELLA PERCEZIONE.
I gestaltisti sostengono che la psicologia debba volgere allo studio dei fatti
dellESPERIENZA DIRETTA, al pari delle scienze naturali. Lo psicologo deve studiare
lesperienza in quanto tale. Diverso, per, rispetto agli strutturalisti, il loro modo di
vedere lesperienza diretta. Mentre per gli strutturalisti lesperienza viene descritta
attraverso dati primari ed elementari, per i gestaltisti lesperienza data
dallambiente esterno cos come lo troviamo intorno, e ci rivela non un mosaico di
qualit semplici ed elementari, ma un insieme strutturato di oggetti e di eventi. I DATI
DELLESPERIENZA CI SI PRESENTANO IMMEDIATAMENTE COME ORGANIZZATI
SECONDO FORME. Il momento organizzativo, ossia la rappresentazione delloggetto,
non il risultato finale di un processo sommativo di un insieme di stimoli, ma
limmediato frutto di un atto percettivo intuitivo. La psicologia scientifica europea, nei
primi decenni, viene rappresentata dalla scuola Gestalt. E viene anche chiamata
psicologia della forma, in quanto STUDIA IL NOSTRO MODO DI OSSERVARE IL MONDO E
DI CONFERIRE UN SIGNIFICATO A CI CHE VEDIAMO, SENZA SUBIRE PASSIVAMENTE
GLI STIMOLI. LA PERCEZIONE UNATTIVIT CHE ORGANIZZA LE INFORMAZIONI
PROVENIENTI DALLESTERNO. Le figure ambigue e le illusioni ottiche dimostrano le
possibilit di variare soggettivamente la nostra percezione. Gli psicologi della Gestalt
prestano attenzione alla fenomenologia della vita psichica, alla manifestazione della
vita e della mente attraverso i comportamenti immediati. Lambiente vissuto
dalluomo sempre in qualche modo soggettivo. Luomo non agisce in base a ci che
, ma in base a ci che vede ed a ci che sa o che immagina.
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APPROCCIO

OGGETTO DI STUDIO
OBIETTIVO
METODO

GESTALT
Lesperienza data dallambiente
esterno cos come lo troviamo intorno
I DATI DELLESPERIENZA CI SI
PRESENTANO IMMEDIATAMENTE COME
ORGANIZZATI IN UN INSIEME IL TUTTO
PRECEDE LE PARTI
LESPERIENZA DIRETTA DEI PROCESSI
MENTALI
STUDIARE LORGANIZZAZIONE DELLA
PERCEZIONE E DEL PENSIERO
METODO FENOMENOLOGICO
SPERIMENTALE

1.2.4 FREUD E LA PSICOANALISI (1896)


Il termine psicoanalisi compare per la prima volta nel 1896 in uno scritto di Freud e
sostituisce altri termini come analisi psichica, ipnotica impiegati precedentemente
da lui per designare un insieme di modalit di osservazione e terapeutiche rivolte alla
conoscenza e al trattamento di determinati disturbi psichici.
LA PSICOANALISI (O PSICODINAMICA) UN APPROCCIO ALLA PSICOLOGIA CHE
CONSIDERA IL COMPORTAMENTO MOTIVATO DA FORZE E CONFLITTI INTERNI DEI QUALI
SI HA POCA CONSAPEVOLEZZA O CONTROLLO. Si tratta quindi di un metodo che
intende indagare i modi in cui si possono svolgere e manifestare i processi psichici.
Tale metodo si basa sullassunto che la vita psichica sia caratterizzata da processi
inconsci.
Freud sosteneva che la psiche umana non del tutto trasparente. Non tutto ci che
sentiamo e crediamo di intendere in superficie in s compiuto e completamente
chiaro. La psiche come un iceberg: la parte superficiale molto meno rilevante della
parte sommersa, immensa e misteriosa.
Freud, come prima suddivisione della psiche, formula la prima topica (nel senso di
toponomastica, dislocazione e individuazione di luoghi psichici): la psiche suddivisa
in conscio, inconscio e preconscio.
-

LINCONSCIO: la parte sommersa della psiche: i suoi scopi sono autonomi e


nascosti alla coscienza superficiale. Linconscio contiene il ribollire dei pensieri
nascosti al sentire immediato, luomo non sente il contenuto dellinconscio,
linconscio ha una sua vita autonoma, le forze psichiche in esso contenute
lottano e agiscono alloscuro del pensato cosciente.
IL PRECONSCIO: composto da i ricordi non completamente consci ma
facilmente richiamabili alla coscienza superficiale, come, ad esempio, desideri e
sentimenti dominanti che sottendono particolari circostanze o fasi della vita. Gi
dal nome si pu notare come il preconscio posto da Freud come termine
medio tra lassolutamente non percepito rappresentato dall inconscio e il
percepito chiaramente rappresentato dal conscio.

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IL CONSCIO: la parte superficiale della psiche, la coscienza chiara e distinta


del contenuto della mente, lordinaria percezione dei pensieri, con il loro flusso
di idee immediatamente presenti alla coscienza.

Successivamente formula la seconda topica, cio individua altri tre luoghi psichici, i
quali non andavano a sostituire la prima topica, ma la integravano. I tre luoghi psichici
erano:
-

LES: cio il serbatoio dellenergia vitale, linsieme caotico e turbolento delle


pulsioni, quellentit che si fa interprete della volont di ottenere il piacere ad
ogni costo. LEs quindi governato dal principio di piacere.
IL SUPER-IO: che la censura morale, linsieme dei divieti sociali sentiti dalla
psiche come costrizione e impedimento alla soddisfazione del piacere. Il superio rappresenta quindi la censura morale della coscienza.
LIO: che la coscienza mediatrice prodotta dai due movimenti contrastanti
dellEs e del Super-io. LIo governato dal principio di realt, il suo compito
quello di mediare le istanze vitali dellEs, tese al soddisfacimento irrazionale e
assoluto, e le istanze del Super-Io, indirizzate verso la censura delle istanze
dellEs.

Entro la struttura della I topica si possono manifestare le nevrosi, le psicosi. La nevrosi


quel malessere della psiche che insorge quando ci nascondiamo un trauma. Fatti e
accadimenti spiacevoli sono infatti spesso oggetto di rimozione, ovvero di una
dimenticanza impostaci dalla nostra mente: tali fatti spiacevoli vengono stipati allora
nellinconscio, e, nel loro tentativo inesausto di riaffiorare, sono sublimati, cio
trasformati in energia e comportamenti positivi, oppure dolorosamente castrati dalla
mente cosciente e in questo caso assumono le forme negative di compulsioni, ovvero
atti illogici, tic nervosi, ai quali non ci possiamo sottrarre, e ossessioni, corto circuiti
mentali, che ci costringono a tormentarci attorno a un'idea fissa. Il concetto di nevrosi
porta a rivoluzionare il nostro concetto equilibrio mentale: ben presto ci si accorger
che pochi di noi sono realmente immuni da manie e nevrosi pi o meno fastidiose.
Mentre la nevrosi quindi da ritenere una malattia, la sublimazione rappresenta la
rielaborazione positiva o meglio realistica dello stesso processo nevrotico.
Tutte le scelte della psiche sono dettate dal principio del piacere: luomo desidera la
sua felicit, lappagamento immediato e incondizionato dei suoi desideri, ma tale
desiderio si scontra quasi sempre con la realt, ovvero con le costrizioni morali e le
tradizioni sociali che sono ostili alla pieno soddisfacimento del piacere. Il principio del
piacere si scontra con la realt e ne deriva linevitabile frustrazione dei desideri.
Freud introdusse la talking cure, la cura del parlare e del discorrere. In altre parole
lasciava che i pazienti, opportunamente rilassati e distesi comodamente su un divano
(ci che poi si trasformato nellimmagine della psicoanalisi nel famoso lettino
dellanalista), dessero libero sfogo alle parole e al flusso delle proprie idee, tentando di
vincere lazione di controllo delle tradizioni, della morale e degli impositivi sociali che
impedivano ai fatti raccontati di presentarsi per ci che erano. Lazione di questi
impositivi impediva spesso la soluzione di un trauma rimosso, il trauma incontrava
resistenza nel venire alla luce, lasciando che le parole scaturissero per associazione di
idee, senza alcuna logica che non fosse spontanea, permetteva a Freud e al paziente
di portare a galla verit che non si credevano nemmeno di avere nascoste. Importante
per tale lavoro di recupero del trauma era un certo rapporto di amore e odio che
sinstaurava tra paziente e medico, il transfert.
12

Nel corso della sua ricerca sulla psiche umana, Sigmund Freud suddivise lo sviluppo
psicosessuale in fasi:
1. FASE ORALE (0-2 anni), con la ricerca del piacere a livello della zona orale e
della bocca. La bocca lorgano con il quale il bambino entra in contatto con
la madre, attraverso il suo seno. La meta della ricerca si trova ancora
allinterno del corpo stesso del bambino.
2. FASE ANALE (2-3 anni), il bambino impara a controllare la muscolatura
sfinterica e, di conseguenza, a utilizzare i servizi igienici, senza avere pi
bisogno del pannolino. La fonte del piacere inizia a essere esterna al corpo
del bambino e causata dalla soddisfazione per la produzione autonoma di
qualcosa altro da s.
3. FASE FALLICA O EDIPICA (3-5 anni), il bambino comincia a provare piacere
nelle zone erogene dei genitali e a scoprire la differenza dei due sessi. In
questa fase si manifesta il complesso di Edipo, ossia il bambino prova un
desiderio di ostilit nei confronti del padre e un desiderio di amore per la
madre. Questi due desideri sono presenti in forma inconscia e il bambino li
vive come un conflitto. Il padre rappresenta per il bambino una fonte di
punizione a causa dellamore rivolto alla madre (complesso di castrazione). Il
bambino pu superare questo conflitto attraverso il processo di
identificazione con il padre, mediante il quale assimila e fa proprio il
comportamento del padre.
4. FASE DI LATENZA (5-11 anni), dopo la risoluzione del complesso edipico il
bambino sembra non mostrare evidenti segni di ricerca o soddisfazione delle
sue pulsioni sessuali.
5. FASE GENITALE (dagli 11 anni in poi), la fase di latenza sfocia del
raggiungimento della maturit sessuale definitiva e nella ricerca del proprio
oggetto sessuale non pi allinterno del proprio corpo ma allesterno di s. La
sessualit si organizza intorno alla zona genitale e assume come scopo
primario quello della riproduzione.

APPROCCIO

OGGETTO DI STUDIO

OBIETTIVO
METODO

PSICOANALISI
CONSIDERA IL COMPORTAMENTO
MOTIVATO DA FORZE E CONFLITTI
INTERNI DEI QUALI SI HA POCA
CONSAPEVOLEZZA O CONTROLLO
LESPERIENZA INCONSCIA (che ha una
sua logica e, in parte, pu essere portata
per la coscienza. Essa pu condizionare
desideri, motivazioni, fantasie, pensieri e
comportamenti).
ANALIZZARE LATTIVIT PSICHICA
CONSCIA E INCONSCIA
METODO TERAPEUTICO

1.2.5 WATSON E IL COMPORTAMENTISMO


La teoria comportamentista nata come reazione allenfasi posta sui meccanismi
interni della coscienza e della mente, suggerendo che ci si deva concentrare sul
comportamento osservabile, misurabile obiettivamente. John B. Watson fu il primo a
13

sostenere tale approccio, secondo il quale lorganismo una scatola nera allinterno
della quale non possibile entrare, e per cui lo psicologo pu studiare solo le
associazioni tra stimolo (dal mondo fisico esterno) e risposta (ossia il comportamento
osservabile del soggetto). Ossia, pu misurare come dipende il variare delle risposte
del soggetto al variare degli stimoli.
Perci, IL COMPORTAMENTISMO UN APPROCCIO ALLA PSICOLOGIA CHE SI
CONCENTRA SUL COMPORTAMENTO OSSERVABILE INTERSOGGETTIVAMENTE E
MISURABILE OBIETTIVAMENTE.
Perci per Watson nulla innato, ma tutto determinato dallambiente.

APPROCCIO

OGGETTO DI STUDIO
OBIETTIVO

METODO

IL COMPORTAMENTISMO
STUDIA IL COMPORTAMENTO
OSSERVABILE E MISURABILE
OGGETTIVAMENTE, siccome nulla
innato, ma determinato dallambiente
IL COMPORTAMENTO OSSERVABILE
INTERSOGGETTIVAMENTE
ANALIZZARE LE ASSOCIAZIONI STIMOLORISPOSTA E I PRINCIPI CHE LE
REGOLANO E APPRENDERE I PRINCIPI
DEL CONDIZIONAMENTO
METODO SPERIMENTALE

1.2.6 IL NEOCOMPORTAMENTISMO
Il neocomportamentismo nasce allinterno del comportamentismo mettendo in
discussione il rigoroso divieto di interessarsi di ci che si frappone tra gli stimoli e le
risposte. Si inizia cos a ipotizzare la necessit di considerare lesistenza di processi
interni allorganismo non rilevabili al livello del comportamento manifesto, ma
necessari per la spiegazione di questultimo. Quindi lo schema stimolo-risposta viene
trasformato nello schema stimolo-organismo-risposta.
Perci, IL NEOCOMPORTAMENTISMO UN APPROCCIO CHE IPOTIZZA LA NECESSIT DI
CONSIDERARE I PROCESSI INTERNI DELLORGANISMO NON RILEVABILI COME
COMPORTAMENTO MANIFESTO.

1.2.7 NEISSER, MILLER E IL COGNITIVISMO (1960)


I limiti evidenti del neocomportamentismo fecero s che negli anni 60 alcuni psicologi
fossero indotti a cercare modelli per la ricerca in altre discipline come la cibernetica,
informatica, matematica, linguistica ecc.
Si afferm cos un modo di concepire la mente basato sullanalogia tra questa e i
processi di elaborazione dellinformazione. Laspetto fondamentale del cognitivismo
la creazione di modelli teorici adatti a spiegare come funziona il cervello, inteso come
uno strumento organizzato per ricevere, memorizzare ed elaborare informazioni.
14

Il COGNITIVISMO perci LA TEORIA CHE STUDIA LA MENTE COME UN ELABORATORE


DI INFORMAZIONI.
La psicologia cognitivista nasce tra il 1950 e il 1960 e studia, appunto, come luomo
acquisisce le informazioni e le conoscenze sul mondo, i processi mentali. I maggiori
esponenti furono Neisser e Miller.
Infatti, la analogia tra operazioni della mente umana e computazioni eseguite da
macchine divenne per la prima volta stabile punto di riferimento per la psicologia con
la comparsa nel 1960 di Piani e strutture del comportamento di Miller, Galanter e
Pribram. Poi, alcuni studiosi proposero come modello di ogni comportamento il TOTE:
-

TEST: piano proattivo di azione (si esamina la situazione esistente + la si mette


a confronto con la meta da raggiungere + si elabora il progetto per realizzare il
cambiamento desiderato);
OPERATE: azione (si mettono in pratica le azioni necessarie);
TEST: feedback e valutazione dellazione (si analizza nuovamente la situazione);
EXIT: fine dellazione (se lo scopo raggiunto, lazione finisce, in caso contrario
si v avanti fino al risultato desiderato).

Esso si basava quindi sullidea di una CASUALIT CIRCOLARE come nella cibernetica,
superando co lidea della sequenza di stimoli e risposte del comportamentismo.
Poi, nel 1967 NEISSER pubblic un volume intitolato PSICOLOGIA COGNITIVISTA che
riassumeva tutte le teorie sino ad allora compite e stabiliva il nome ufficiale della
corrente, la quale nel decennio successivo si impose come paradigma dominante della
psicologia. La versione del cognitivismo incentrata sullanalogia mente-computer suole
essere designata come corrente HUMAN INORMATION PROCESSING (HIP).
Pi recentemente poi si iniziato a parlare di SCIENZA COGNITIVA per designare un
APPROCCIO INTERDISCIPLINARE ALLO STUDIO DELLINTELLIGENZA NATURALE E
ARTIFICIALE. La scienza cognitiva si sviluppata alla fine degli anni 70 (precisamente
nel 1977) quando venne fondata la rivista Cognitive Science e successivamente la
Cognitive Science Society. La scienza cognitiva intende occuparsi di problemi comuni
agli studiosi dellintelligenza naturale e a quelli dellintelligenza artificiale, quali:
-

LA RAPPRESENTAZIONE DELLE CONOSCENZE (RETI SEMANTICHE)


LA COMPRENSIONE DEL LINGUAGGIO
LA COSTRUZIONE ED ELABORAZIONE DI IMMAGINI
LINFERENZA
IL RAGIONAMENTO
LA PIANIFICAZIONE
LA PRESA DI DECISIONE

Perci, lo scopo della scienza cognitiva quello di STABILIRE COME LE CONOSCENZE


SONO CODIFICATE DALLA MENTE, DELLA QUALE SI CERCA DI INDAGARE
LARCHITETTURA FUNZIONALE. Il fine delle scienze cognitive infatti quello di
DESCRIVERE LA STRUTTURA ASTRATTA CHE PERMETTE LA REALIZZAZIONE DI CERTE
FUNZIONI INTELLETTIVE, prescindendo dalla sua base materiale.
Alla scienza cognitiva appartengono due teorie spesso considerate opposte: IL
MODULARISMO E IL CONNESSIONISMO.
IL MODULARISMO una prospettiva teorica legata al nome di Jerry Fodor, SECONDO
CUI ESISTONO MODULI DI CONOSCENZA SPECIFICI E INCAPSULATI. Il presupposto di
partenza di questa teoria che il comportamento di un la mente elabora
15

linformazione di input e la traduce in informazione di output, per Fodor, quindi, ci


deve essere una distinzione tra sistemi di input (moduli) e sistemi centrali della mente.
Perci, le attivit mentali sono processi computazionali paragonabile allesecuzione di
un software su una base hardware, ossia il cervello.
IL CONNESSIONISMO un paradigma teorico della scienza cognitiva che CERCA
MODELLI DELLARCHITETTURA MENTALE NELLA STRUTTURA E NEL FUNZIONAMENTO
DEL CERVELLO. Esso ritiene infatti che per lo studio della mente non sia irrilevante la
conoscenza dellorgano fisico che ne la controparte. Perci, il cervello sarebbe un
tipo di sistema e larchitettura mentale concepita sul modello di una rete di unit di
elaborazione. Alcune unit della rete fungono da elementi di input della rete stessa,
mentre altre unit fungono da elementi di output, e le restanti unit (collocate tra
quelle di input e di output, denominate unit nascoste) mediano il passaggio degli
stimoli dallinput alloutput. Tutte le unit sono collegate da nessi attraverso i quali
passano attivazioni le quali possono eccitare o inibire i nodi della rete e modificare la
rispondenza delle varie unit. In modo analogo si propagano informazioni mediante
sinapsi tra i neuroni a livello celebrale. Secondo i connessionisti la conoscenza non
depositata in particolari rappresentazioni o processi, ma distribuita sullintera rete. La
rete recepisce gli stimoli assumendo un particolare schema di attivit e tale schema
pu essere modificato sulla base di nuove esperienze. E il metodo utilizzato per la
ricerca quello della simulazione del comportamento attraverso il computer.

APPROCCIO
OGGETTO DI STUDIO
OBIETTIVO

METODO

IL COGNITIVISMO
STUDIA LA MENTE COME UN
ELABORATORE DI INFORMAZIONI
I PROCESSI MENTALI
STABILIRE COME LE CONOSCENZE SONO
CODIFICATE DALLA MENTE, DELLA
QUALE SI CERCA DI INDAGARE
LARCHITETTURA FUNZIONALE
METODO SPERIMENTALE ATTRAVERSO LA
SIMULAZIONE MEDIANTE CALCOLATORE

1.2.8 LINTERAZIONISMO
LINTERAZIONISMO UN APPROCCIO PSICOLOGICO CHE FOCALIZZA LATTENZIONE
DELLA MENTE AL SOGGETTO IN INTERAZIONE CON IL MONDO E CON ALTRI SOGGETTI.
Esso ha attraversato tutta la storia della psicologia con contributi offerti da differenti
autori.
Si pu parlare perci di diversi approcci allinterazionismo:
-

LINTERAZIONISMO SIMBOLICO: in cui Mead definisce il S di un soggetto


come composto da IO (la parte pi individuale e idiosincratica di un soggetto) +
ME (costituito dai molti modi in cui gli altri vedono e vivono il soggetto). Perci
Mead nega lesistenza di un S precostruito rispetto alla sua vita sociale e alle
interazioni a cui partecipa.
LA PROSPETTIVA RELAZIONALE (O SCUOLA SISTEMICA): in essa viene
teorizzato un parallelismo tra il concetto di funzione in matematica e il concetto
di relazione in psicologia. Perci, il soggetto viene definito dalle relazioni in cui
16

inserito e che lo definiscono. Quindi, un cambiamento del comportamento del


soggetto possibile solo modificando lintero sistema, ossia linsieme di
relazioni in cui immerso e di cui parte.
LINTERAZIONISMO CULTURALE: in cui si sostiene che la vita della mente
un dialogo tra il soggetto e lambiente e gli individui tra loro.

1.2.9 LE TEORIE DELLA MENTE EMBODIED


Le Teorie della mente embodied, sviluppatesi in questo ultimo decennio, sono uno
studio integrato della complessit mente-cervello: esse cio cercano lintegrazione tra
la componente fisica (corpo, cervello), la componente culturale e linterazione con
lambiente.
Esse si basano su 3 corollari fondamentali:
a. La mente, ha un corpo, embodied ossia incarnata, integrata con la struttura
cerebrale.
b. Le sue competenze cognitive e comunicative sono relational mind ossia
descrivibili solo in-azione, anzi in inter-azione, e non come isolati prodotti di una
macchina del pensiero.
c. Lattivit della mente situata in un ambiente, o sistema, fisico e sociale.

17

2.I METODI E LA RICERCA IN PSICOLOGIA


Vediamo ora come lavora la psicologia:

2.1 IL MEDOTO SCIENTIFICO


Gli psicologi accolgono la sfida di porsi appropriate domande cui dare appropriate
risposte facendo affidamento sul metodo scientifico.
IL METODO SCIENTIFICO , infatti, lapproccio utilizzato per incrementare
sistematicamente la conoscenza e la comprensione del comportamento e altri
fenomeni.
Esso composto da 4 fasi:
-

IDENTIFICARE LA DOMANDA
FORMULARE UNA SPIEGAZIONE
EFFETTUARE UNA RICERCA FINALIZZATA A SUPPORTARE O CONFUTARE LA
SPIEGAZIONE
COMUNICARE I RISULTATI

18

2.1.1 IDENTIFICARE LA DOMANDA


Col metodo scientifico si comincia identificando una DOMANDA, che possono essere:

DOMANDE SULLA NATURA E SULLE CAUSE DEL COMPORTAMENTO


DOMANDE BASATE SU CONCLUSIONI DI LORO PRECEDENTI RICERCHE O SU
RICERCHE FATTE DA ALTRI PSICOLOGI
NUOVE DOMANDE FONDATE SU CURIOSIT, CREATIVIT O INTUITO

2.1.2 FORMULARE UNA SPIEGAZIONE


2.1.2.1 STABILIRE UNA TEORIA
Una volta identificata una domanda, bisogna sviluppare una
TEORIA che spieghi il fenomeno osservato.
Esse forniscono un contesto per la comprensione delle
relazioni tra un insieme di fatti e principi altrimenti non
organizzati.
2.1.2.2 SVILUPPARE UNIPOTESI
Il passo successivo poi quello di escogitare un metodo per
verificare la teoria. perci necessario sviluppare
unIPOTESI, ossia una predizione formulata in modo da
permettere di essere testata. Perci le ipotesi derivano dalle
teorie, siccome aiutano a testare il fondamento delle teorie.

2.1.3 EFFETTUARE
UNA
RICERCA
FINALIZZATA
SUPPORTARE O CONFUTARE LA SPIEGAZIONE

Dopo aver formulato propriamente le domande, gli psicologi possono scegliere fra
metodi di ricerca diversi per trovare delle risposte.
LA RICERCA unindagine sistematica volta alla scoperta di nuove conoscenze. Essa
fornisce la chiave per comprendere il gradi di accuratezza delle ipotesi e delle teorie.
E come esistono vari tipi di teorie e ipotesi, esistono anche vari tipi di metodi di
ricerca. Per, per prima cosa le ipotesi devono essere formulate in modo tale da
permettere di essere verificabili: questa procedura nota anche come
operazionalizzazione.

2.1.3.1 LOPERAZIONALIZZAZIONE
Loperazionalizzazione il processo di traduzione di
unipotesi in procedure specifiche verificabili che possono
essere misurate e osservate.

19

2.1.3.2 SELEZIONARE UN METODO DI RICERCA: LA RICERCA


IN PSICOLOGIA E LA RICERCA SPERIMENTALE
METODO DI
RICERCA
RICERCA
DESCRITTIVA E
CORRELAZIONAL
E

DESCRIZIONE

VANTAGGI

SVANTAGGI

Il ricercatore
osserva una
situazione gi
esistente ma non
provoca
cambiamento nella
situazione, ma
semplicemente
esamina la
relazione tra due
gruppi di variabili
per determinare se
sono associate o
correlate.
Esamina i dati gi
esistenti per
confermare
unipotesi.
Osservazione di un
comportamento
che accade
naturalmente,
senza creare un
cambiamento nella
situazione.
Viene scelto un
campione per
rappresentare una
popolazione pi
grande e viene
sottoposto a una
serie di domande.

Fornire
comprensione della
relazione fra
variabili.

Non pu essere
determinata la
casualit.

Facilit nella
raccolta dati
perch gi presenti
nella realt.
Considera le
risposte di un
campione di
persone nel loro
ambiente naturale.

Dipendente dalla
reperibilit dei dati.

Un campione
ristretto pu essere
usato per inferire
atteggiamenti e
comportamenti di
una popolazione
pi ampia.

STUDIO DI CASO

Indagine intensiva
di un individuo o di
un piccolo gruppo.

RICERCA
SPERIMENTALE

Il ricercatore
produce un
cambiamento in
una variabile per
osservare gli effetti

Fornisce una
dettagliata e
approfondita
conoscenza dei
soggetti.
Gli esperimenti
costituiscono il solo
modo per
determinare
relazioni di causa

Il campione non
pu essere
rappresentativo di
una popolazione
pi grande; i
soggetti possono
non rispondere
accuratamente alle
domande del
sondaggio.
I risultati possono
non essere
generalizzabili oltre
il campione.

RASSEGNA
DELLA
LETTERATURA
METODO
OSSERVATIVO

RICERCA
MEDIANTE
INCHIESTA O
QUESTIONARIO

Lambiente
naturale che viene
osservato non pu
essere controllato.

Per essere validi gli


esperimenti
richiedono: una
assegnazione
casuale dei
20

di quel
ed effetto.
soggetti alle
cambiamento su
condizioni, variabili
altre variabili.
indipendenti e
Quindi, un
dipendenti
esperimento lo
chiaramente
studio della
definite, controlli
relazione tra due o
rigorosi delle
pi variabili
condizioni
attraverso la
sperimentali, ecc.
produzione di un
cambiamento in
una variabile di
una situazione e
losservazione degli
effetti di tale
cambiamento su
altri aspetti della
situazione.
Bisogna per, prima di concludere largomentazione sulla
ricerca
in
psicologia,
bisogna
fare
alcune
altre
puntualizzazioni sulla RICERCA SPERIMENTALE. La ricerca
sperimentale richiede che siano comparate le risposte di
almeno due gruppi: un gruppo ricever un trattamento
speciale (la manipolazione della variabile effettuata dal
ricercatore) e un altro gruppo o non ricever trattamento o
ricever un trattamento diverso. Ogni gruppo che riceve un
trattamento chiamato GRUPPO SPERIMENTALE, mentre i
gruppi che non ricevono alcun trattamento sono detti
GRUPPI DI CONTROLLO. E, i ricercatori, utilizzando in un
esperimento sia gruppi sperimentali che di controllo, sono
in grado di escludere che i risultati osservati siano stati
prodotti da qualcosa di diverso dalla manipolazione
sperimentale. Detto ci, ovvio che bisogna quindi
distinguere tra VARIABILI INDIPENDENTI, ossia le variabili
che vengono manipolate dallo sperimentatore, e VARIABILI
INDIPENDENTI, cio variabili che vengono misurate dallo
sperimentatore e che dovrebbero cambiare come risultato
della manipolazione sulla variabile indipendente.
Tuttavia, perch lesperimento sia una valida verifica
dellipotesi, i ricercatori hanno bisogno di effettuare un
ulteriore passaggio importante: lopportuna assegnazione
dei partecipanti che riceveranno un particolare trattamento.
Solitamente,
lASSEGNAZIONE

CAUSALE
ALLA
CONDIZIONE, cio i partecipanti allesperimento vengono
assegnati a differenti gruppi sperimentali o condizioni sulla
base della casualit.
2.1.3.3 RACCOGLIERE E ANALIZZARE I DATI
Ovviamente, poi i dati della ricerca dovranno essere raccolti
e analizzati, e questi dovranno essere SIGNIFICATIVI
21

affinch lipotesi possa avere successo. Perci i risultati si


definiscono significati se permettono ai ricercatori di sentirsi
fiduciosi di avere confermato le loro ipotesi.

2.1.4 COMUNICARE I RISULTATI

Ovviamente, alla fine si dovranno comunicare i dati, ma bene puntualizzare che


prima di affermare unipotesi necessario ripetere lesperimento, cambiando anche le
variabili, siccome i risultati devono essere REPLICATI in situazioni diverse e con altri
gruppi di partecipanti, prima che venga posta piena fiducia nella validit di ogni
singolo esperimento. Infine, oltre a replicare i risultati sperimentali, gli psicologi hanno
bisogno di verificare le limitazioni delle loro ipotesi e teorie per determinare in quali
specifiche circostanze possono o meno applcarle.

22

3.LE DIVERSE AREE DI STUDIO DELLA PSICOLOGIA


L diversit degli argomenti allinterno della psicologia ha portato allo sviluppo di
diverse aree di studio caratterizzate da approcci e metodi distinti.

NEUROSCIENZA COMPORTAMENTALE

Esamina la base biologica del


comportamento, ossia studia come il
cervello, il sistema nervoso e altri
processi biologici determinano il
comportamento.

PSICOLOGIA CLINICA

Si occupa dello studio, della diagnosi e


del trattamento dei disturbi psicologici.

NEUROPSICOLOGIA CLINICA

Unisce le aree di biopsicologia e


psicologia clinica, focalizzandosi sulla
relazione tra fattori biologici e disturbi
psicologici.

COUNSELING PSICOLOGICO

Si focalizza su problemi di adattamento


educativo, sociale e professionale.

PSICOLOGIA INTERCULTURALE

Studia le similitudini e le differenze nel


funzionamento psicologico allinterno e
tra le varie culture e gruppi etnici.

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Esamina come le persone crescono e


cambiano dal momento del loro
concepimento fino alla morte.

PSICOLOGIA DELLEDUCAZIONE

Si occupa di processi di insegnamento e


apprendimento, come la relazione tra
intelligenza e risultati scolastici e dello
sviluppo di tecniche di insegnamento
migliori.

PSICOLOGIA DELLAMBIENTE

Prende in considerazione la relazione tra


le persone e il loro ambiente fisico, tra
cui linfluenza dellambiente sulle nostre
emozioni e la quantit di stress che
sperimentiamo in particolari situazioni.

PSICOLOGIA DELLEVOLUZIONE

Esamina linfluenza della nostra eredit


genetica sul comportamento.

PSICOLOGIA FORENSE

Si focalizza su questioni legali, come


decidere se un imputato sano di mente
nel momento in cui commette un
23

crimine.
PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Esamina la relazione tra fattori


psicologici e disturbi o malattie fisiche.

PSICOLOGIA DELLE ORGANIZZAZIONI

Riguarda la psicologia del lavoro.

PSICOLOGIA DELLA PERSONALIT

Si focalizza sulla coerenza del


comportamento delle persone nel tempo
e sui tratti che differenziano una persona
dallaltra.

PSICOLOGIA SOCIALE

Studia come i pensieri, i sentimenti, e le


azioni delle persone sono influenzate
dagli altri.

PSICOLOGIA DELLO SPORT

Applica la psicologia ad attivit ed


esercizio atletico.

PSICOLOGIA COGNITIVA

Si focalizza sullo studio dei processi


mentali avanzati.
La psicologia cognitiva infatti si occupa
dello studio scientifico dei processi
attraverso cui le persone acquisiscono
informazioni dallambiente, le
interpretano, le immagazzinano in
memoria e le recuperano da essa, al fine
di comprendere sia il proprio mondo
sociale che loro stesse, ed organizzare di
conseguenza i propri comportamenti.
Perci, la percezione, l'apprendimento, il
ragionamento, la risoluzione dei
problemi, la memoria, l'attenzione, il
linguaggio e le emozioni sono tutti
processi mentali studiati dalla psicologia
cognitiva.
Lobiettivo finale della psicologia
cognitiva quindi quello di individuare i
processi che caratterizzano il
funzionamento del nostro sistema
cognitivo e che guidano i giudizi che
emettiamo nella nostra vita quotidiana,
cos come i comportamenti che
realizziamo allinterno del nostro sistema
sociale.

PSICOLOGIA GENERALE

Studia i processi di recezione,


percezione, apprendimento, e pensiero
delluomo rispetto allambiente che ci
circonda.
24

25

4.GLI OGGETTI DI STUDIO DELLA PSICOLOGIA


Come detto, la psicologia generale studia i processi di recezione, percezione,
apprendimento, e pensiero delluomo rispetto allambiente che lo circonda. Vedremo
quindi ora questi vari oggetti di studio della psicologia.

4.1 LA SENSAZIONE
4.1.1 LE SENSAZIONI E GLI ORGANI DI SENSO
Le sensazioni sono eventi privati e soggettivi. possibile descrivere agli altri le proprie
sensazioni, ma nessuno, se non noi, pu averne unesperienza diretta.
I SISTEMI PERCETTIVI CONSENTONO DI ENTRARE IN RAPPORTO COL MONDO ESTERNO,
ELABORANDO GLI STIMOLI CHE DA QUESTO PROVENGONO.
Nel processo di informazione sensoriale si distinguono due fasi: la sensazione e la
percezione. La prima RIGUARDA IL RICONOSCIMENTO DEGLI STIMOLI DA PARTE DEGLI
ORGANI DI SENSO; la seconda, lorganizzazione e linterpretazione delle informazioni
sensoriali. Sentire uno stimolo significa esserne consapevole; percepirlo vuol dire
capire che cosa .
4.1.2 LE SOGLIE ASSOLUTE E LE SOGLIE DIFFERENZIALI DELLA
SENSIBILIT
Ogni sistema sensoriale sensibile a una determinata forma di energia fisica, lessere
umano sensibile soltanto alle forme di energia per le quali possiede gli opportuni
organi recettori (organi di senso).
Il valore di energia che segna il confine tra i livelli di energia sufficienti per suscitare
una sensazione avvertibile e quelli troppo deboli per farlo, detta soglia assoluta ed
utilizzata per determinare il livello minimo di energia di uno stimolo fisico capace di
suscitare una sensazione (SOGLIA ASSOLUTA= LA MINOR INTENSIT DI STIMOLO
NECESSARIA AFFINCH QUESTO SIA RECEPIBILE).
Il minimo valore di energia con cui uno stimolo fisico deve essere variato, perch la
variazione sia avvertita, rappresenta la soglia differenziale ed utilizzata per misurare
la sensibilit che si ha nellavvertire una variazione nellintensit dellenergia (S OGLIA
DIFFERENZIALE= LA MINIMA QUANTIT DI CAMBIAMENTO NELLINTENSIT DI UNO
STIMOLO NECESSARIA PER RECEPIRE LA DIFFERENZA RISPETTO A UNO STIMOLO DI
CONFRONTO).
La psicologia sperimentale ha iniziato i suoi studi proprio sui limiti della nostra
sensibilit. I metodi elaborati per determinare la soglia assoluta e la soglia
differenziale furono i primi tentativi di eseguire misurazioni precise in psicologia.

26

LA LEGGE DI WEBER: Weber verific che la soglia differenziale (AR) di ciascun tipo di
stimolo una frazione (o proporzione) costante (K) dellintensit dello stimolo (R)
iniziale; cio: K=AR/R.
LA LEGGE DI FECHNER: alla legge di Weber, segu la legge di Fechner, secondo cui
stimoli sempre pi intensi sono richiesti per produrre un aumento costante
dellesperienza sensoriale: S = K log I (il valore della sensazione S direttamente
proporzionale al logaritmo naturale del valore dello stimolo I).
Le ricerche condotte per le diverse modalit sensoriali hanno dimostrato la validit
della legge di Fechner a un livello di approssimazione decisamente soddisfacente,
salvo che per i valori pi alti e pi bassi delle scale di intensit.
4.1.3 LA VISTA
La visione il pi importante sistema sensoriale. il sistema dal quale otteniamo pi
informazioni, e la sua perdita terribilmente penosa.
Lorgano della visione lOCCHIO. Anatomicamente, di forma sferica, un po
appiattita in senso verticale (BULBO OCULARE), pesa circa 7 gr. ed costituito da 3
membrane concentricamente sovrapposte; dallesterno allinterno: la SCLERA, l uvea
e la retina. La sclera costituisce la membrana superficiale di rivestimento, dura, opaca,
di colorito biancastro. Prosegue, anteriormente al polo del bulbo oculare, in un tessuto
trasparente detto CORNEA. LUVEA, membrana vascolare, aderisce alla superficie
interna della sclera per i suoi 2/3 posteriori circa (COROIDE), anteriormente forma per
un breve tratto numerose pieghe raggiate (CORPO CILIARE) e termina disponendosi
come un diaframma (IRIDE) attorno al foro della pupilla il cui diametro varia, sotto il
controllo del sistema parasimpatico, col variare dellintensit della luce e per lazione
delle fibre muscolari. LA RETINA la tunica nervosa dellocchio, occupa la parete
opposta alliride.
Locchio proietta unimmagine dello stimolo su questa parete posteriore. nella retina
che le cellule sensibili alla luce convertono limmagine proiettata in una informazione
nervosa. Sulla retina vi sono due punti di riferimento principali, la fovea e il punto
cieco. LA FOVEA una piccola area della retina situata dietro il cristallino. Essa si trova
al centro del campo visivo, dove lacuit visiva massima. Il PUNTO CIECO situato al
centro di un fitto reticolo di vasi sanguigni, larea in cui i vasi sanguigni e i neuroni
attraversano la parete dellocchio ed completamente insensibile alla luce. Nella
retina vi sono due tipi di cellule sensibili alla luce, diverse anzitutto per la loro forma, i
BASTONCELLI E I CONI. I bastoncelli sono circa 120 milioni e sono distribuiti sulla
maggior parte della retina, ma la loro concentrazione maggiore nellarea di qualche
grado al di fuori della fovea. I bastoncelli sono pi sensibili alla luce, e perci
dipendiamo da essi per vedere di notte o in condizioni di scarsa luminosit. Bench
sensibili alla luce, non sono in grado di distinguere i colori. I coni sono circa 6-8 milioni.
La maggioranza dei coni si trova nella fovea, essi sono in grado di cogliere i dettagli
pi fini e di percepire i colori; funzionano meglio alla luce del giorno o con luce intensa.

27

4.1.4 LUDITO
LO STIMOLO AMBIENTALE CHE NORMALMENTE PRODUCE LA SENSAZIONE SONORA
UNA RAPIDA VARIAZIONE DELLA PRESSIONE DELLARIA CHE GIUNGE ALLORGANO
DELLUDITO.
LORECCHIO lorgano delludito e parte del complesso sistema dellequilibrio, si trova
in un osso del cranio, bilaterale e simmetrico, detto OSSO TEMPORALE, che ne
protegge le delicate strutture. Da un punto di vista anatomico, e in base a differenze
funzionali e di sviluppo, lintero organo viene suddiviso in 3 parti:
- ORECCHIO ESTERNO: che formato dal padiglione auricolare, lunica parte
dellorecchio visibile allesterno, e dal CONDOTTO UDITIVO ESTERNO. IL
PADIGLIONE AURICOLARE una struttura cartilaginea a forma di conchiglia, atta
a raccogliere nel modo migliore le onde sonore e a convogliarle nel condotto
uditivo, il quale a sua volta le convoglia alla MEMBRANA TIMPANICA, che entra in
vibrazione in presenza appunto di onde sonore.
- ORECCHIO MEDIO: che costituito in prevalenza da una cavit piena daria e
rivestita da un sottile strato di mucosa allinterno dellosso temporale. Nella
cavit alloggiano i tre ossicini dellorecchio: MARTELLO, INCUDINE E STAFFA, che
intervengono come amplificatori della vibrazione timpanica. La connessione tra
la membrana del timpano e i tre ossicini avviene a livello del martello, che
aderisce alle fibre della membrana. La cavit dellorecchio medio, detta CASSA
DEL TIMPANO, connessa allambiente esterno attraverso un sottile condotto
detto TUBA DI EUSTACHIO: questo un canale in genere chiuso, che per si
apre eseguendo determinati movimenti muscolari, come lo sbadiglio o il
deglutire. La sua funzione di equilibrare la pressione esercitata sulla superficie
esterna. La staffa, lultimo dei tre ossicini, si inserisce in una piccola nicchia, la
finestra ovale, permettendo il passaggio dellonda sonora dellaria alle strutture
dellorecchio interno.
- ORECCHIO INTERNO: che una complessa struttura, contenente nei suoi vari
compartimenti dei liquidi e situata allinterno dellosso temporale, IL LABIRINTO.
Si distingue una parte anteriore dalla forma a spirale come una chiocciola, LA
COCLEA, che traduce londa sonora in impulso nervoso ed una parte posteriore,
il labirinto posteriore, attraverso il quale lorecchio partecipa alla regolazione
dellequilibrio. La coclea contiene lorgano delludito vero e proprio, detto
ORGANO DEL CORTI che si sviluppa lungo tutto il percorso a spirale della coclea.
Le CELLULE COCLEARI di questorgano rappresentano i veri e propri recettori
uditivi del nostro orecchio e si connettono alle fibre nervose del nervo acustico,
che uscendo dallosso temporale attraverso il condotto uditivo interno, connette
lorecchio al nostro sistema nervoso.

28

IL SUONO UNA VARIAZIONE DELLA PRESSIONE ATMOSFERICA REGISTRATA


DALLORGANO DELLUDITO. Ciascun suono presenta 3 caratteristiche fisiche
determinate:
- LINTENSIT, cio la pressione sonora dellonda, percepita dallorecchio umano
come volume. Lunit di misura il decibel.
- LA FREQUENZA, ovvero il numero di cicli al secondo dellonda sonora. In base
alla frequenza distinguiamo suoni alti e suoni bassi. Lunit di misura della
frequenza lHertz.
- IL TIMBRO, cio la composizione in frequenza di un determinato suono.
4.1.5 LOLFATTO
Lolfatto ci permette di saggiare la qualit chimica del mondo. I suoi recettori sono
delle CELLULE PLURICILIARI impiantate, insieme a cellule di sostegno, in un EPITELIO
posto in una piccola area interne della cavit nasale superiore detta REGIONE
OLFATTIVA. Il flusso daria respiratorio sposta laria attraverso la cavit nasale inferiore
e media e non interessa quella superiore che, invece, stimolata dallannusare. La
soglia di sensibilit olfattiva delluomo molto bassa.

29

4.1.6 IL GUSTO
Il gusto le cui cellule recettoriali sono raccolte in gruppi di 4050, detti BOTTONI
GUSTATIVI, hanno varie forme e sono collocati sulle PAPILLE GUSTATIVE della MUCOSA
LINGUALE, sul VELO PALATINO, sulla FARINGE e sulla MUCOSA DELLE GUANCE.
Esistono recettori per quattro tipi di gusti fondamentali: per il dolce sulla punta della
lingua, per il salato sui bordi anteriori della lingua, per laspro sui bordi posteriori e per
lamaro sul dorso della lingua. La soglia di sensibilit gustativa delluomo piuttosto
bassa.

4.1.7 IL TATTO
Il tatto i cui recettori del tatto sono diffusi su tutta la cute, ma particolarmente
concentrati alle estremit del corpo. Questa disposizione si spiega con la funzione
tattile di esplorazione dellambiente circostante.

30

4.2 LA PERCEZIONE
4.2.1 LA REALT FISICA E LA REALT PERCETTIVA
Le persone non hanno a che fare con sensazioni isolate, ma con percezioni. Essi
vedono oggetti e altre persone nella loro totalit e identit; sentono parole e brani di
musica dotati di significato e cos via. LA PERCEZIONE , quindi, UNORGANIZZAZIONE
IMMEDIATA, DINAMICA E SIGNIFICATIVA DEI DATI DELLA REALT. Quindi, LA
PERCEZIONE IL PROCESSO COSTRUTTIVO ATTRAVERSO IL QUALE ANDIAMO OLTRE
GLI STIMOLI CHE CI SI PRESENTANO E LI ELABORIAMO (CIO LI CODIFICHIAMO,
RICONOSCIAMO E INTERPRETIAMO) IN UNA UNIT DOTATA DI SIGNIFICATO IL
PROCESSO DI ELABORAZIONE COGNITIVA DELLINFORMAZIONE SENSORIALE.
Essa non una risposta disinteressata e frammentata, al contrario conduce a
suddividere il flusso continuo dellesperienza in unit distinte, con le loro propriet e
relazioni immediatamente evidenti.
Con una definizione moderna, POSSIAMO DEFINIRLA, IL PROCESSO MEDIANTE IL
QUALE ACQUISIAMO INFORMAZIONI SUL MONDO NEL QUALE VIVIAMO.

Il nostro mondo percettivo fatto di oggetti ed eventi inerenti la realt che ci circonda.
Gli oggetti, gli eventi producono in continuazione stimolazioni sensoriali che variano
per intensit e frequenza, definiti stimoli distali. Gli stimoli distali stimolano i nostri
organi sensoriali, detti stimolazioni prossimali, in modo dinamico, con continui
cambiamenti che sono organizzati a livello temporale e spaziale.
LATTO PERCETTIVO PRIMITIVO ED IMMEDIATO, nel senso di non intellettuale e
riflesso; OGGETTIVO, nel senso di essere legato a condizioni esterne al percepiente;
GLOBALE ED UNITARIO, nel senso di non essere una pura eccitazione puntuale.
Due sono I MODELLI DI APPROCCIO NELLESAME DEI PROCESSI PERCETTIVI:
31

IL MODELLO DI REALISMO INGENUO, che afferma lautentica ed incontestata


corrispondenza fra realt fisica e realt percettiva;
IL MODELLO NEUROFISIOLOGICO DI REALISMO CRITICO, che cinsegna che la
catena dei processi ha una direzione del tutto diversa, dalloggetto, fonte degli
stimoli, alla stimolazione dei recettori, alla conduzione centripeta degli impulsi
fino ai processi corticali. Loggetto percepito correlato strettamente con questi
ultimi processi e non immediatamente con loggetto stimolante. Il passaggio da
un atteggiamento di realismo ingenuo ad un atteggiamento di realismo critico
pu essere facilitato richiamando a scopo dimostrativo alcune situazioni
quotidiane, quali ad esempio lassenza fenomenica in presenza di oggetti fisici,
come lincapacit nelluomo di percepire ultravioletti ed ultrasuoni; la presenza
fenomenica in assenza di oggetti fisici, come silenzio, buio; la discrepanza fra
oggetto fenomenico e corrispondente oggetto fisico, come le illusioni, nello
specifico quelle ottico-geometriche.
Quindi, in breve, il realismo critico smentisce il realismo ingenuo perch noi non
rispondiamo in modo passivo agli stimoli (per esempio non rispondiamo
passivamente allo stimolo visivo che perviene alla nostra retina, ma al contrario
lo cerchiamo di organizzare attivamente e di comprendere ci che vediamo)
dunque la realt fisica non corrisponde alla realt percettiva.

4.2.2 LA CATENA PSICOFISICA


Come detto, LA REALT CHE NOI PERCEPIAMO NON LA COPIA ESATTA DELLA REALT
FISICA MA IL RISULTATO DI UN PROCESSO PSICOFISICO DETTO CATENA PSICOFISICA.
Questa catena composta da 3 anelli:
1. LO STIMOLO FISICO O DISTALE: stimolo prodotto dalla molteplicit di radiazioni
(ossia energia) di vario tipo e intensit presenti nel mondo fisico (es. di stimolo
fisico: energia luminosa, sonora, ecc.).
2. LO STIMOLO PROSSIMALE: parte di energia dello stimolo distale che viene
raccolta dai nostri recettori (visivi, tattili, olfattivi, ecc.) e avvertita dal nostro
organismo (es. di stimolo prossimale: limmagine retinica di un oggetto).
3. LA PERCEZIONE: questa energia viene tradotta dai nostri recettori in energia
nervosa e viene trasmessa la cervello, il quale poi la elabora: avviene cos la
percezione, ossia il riconoscimento immediato di fenomeni di realt (es. di
percezione: riconoscimento di oggetti statici o in movimento, la percezione di
parole o musica o rumori, ecc.).
4.2.3 IL SISTEMA PERCETTIVO DELLA VISTA
Gli ERRORI che si possono commettere se si considera la realt fisica uguale alla realt
percettiva sono:
LERRORE DELLO STIMOLO: lerrore che si compie nei fenomeni di illusione
ottica, per cui noi descriviamo non ci che vediamo, ma ci che sappiamo.
- LERRORE DELLESPERIENZA: si compie quando attribuiamo alla realt fisica
attributi che invece appartengono alla percezione, e quindi alla realt
fenomenica.
Dato che solo una parte dellenergia dello stimolo distale viene raccolta dai nostri
recettori, allora linformazione che i nostri recettori filtrano parzialmente
indeterminata: si parla perci di INDETERMINAZIONE DELLINFORMAZIONE
32

OTTICA. Ci significa che limmagine ottica contiene una parte dellinformazione


relativa allo stimolo fisico, ma non tutta, e per questo motivo svolgiamo poi una sorta
di RECUPERO DELLINFORMAZIONE PERDUTA, costruendo una rappresentazione il pi
possibile vicina al vero. Per esempio, nel momento in cui una persona si allontana da
noi sulla nostra retina la sua immagine apparir man mano sempre pi piccola, ma
ovviamente noi non percepiamo che la persona si stia rimpicciolendo, ma solamente
che si stia allontanando e quindi poniamo in relazione la distanza con la grandezza,
ossia applichiamo la legge di costanza percettiva. La COSTANZA PERCETTIVA un
fenomeno per cui gli oggetti fisici vengono percepiti come invariabili e dotati di
stabilit, nonostante lo stimolo prossimale cambi continuamente, quindi essa opera
unazione di stabilit rispetto al mondo che ci circonda (aiutandoci appunto a vederlo
pi stabile). La costanza percettiva pu per anche creare illusioni ottiche, ad esempio
noi percepiamo la luna come enorme quando sorge e quindi si trova vicino
allorizzonte siccome la mettiamo in relazione agli alberi e al suolo allorizzonte
(producendo co un senso della distanza ingannevole e quindi una luna piuttosto
grande), mentre quando si sposta in alto nel cielo la percepiamo come molto piccola
sia osservandola singolarmente sia rispetto alle stelle e alle nuvole.
La psicologia strutturalista descrive le COSTANZE PERCETTIVE come un processo
spontaneo autoregolatore, mentre la psicologia che ammette il riferimento
allesperienza e che, quindi, potremmo definire empirista, le considera come un
processo integrativo di adattamento a una realt che fa comodo stabilizzare.
Le costanze possono essere:

COSTANZA DI GRANDEZZA, secondo la legge di Euclide la dimensione di un


oggetto sulla retina inversamente proporzionale alla distanza di tale oggetto
dallocchio, ovvero pi un oggetto lontano e pi limmagine sulla retina
piccola. Tuttavia, come gi detto, noi operiamo degli aggiustamenti, appunto le
costanze di grandezza, e tendiamo a percepire gli oggetti della stessa
grandezza sia lontani che vicini. Questo avviene perch noi teniamo conto non
solo delle informazioni ottiche, ma anche delle informazioni presenti
nellambiente relative alla distanza delloggetto da noi.
Questa relazione tra distanza e grandezza viene espressa dalla LEGGE DI
EMMERT, secondo la quale, rimanendo costante langolo ottico, a distanze
maggiori corrispondono grandezze maggiori.

COSTANZA DI FORMA, noi tendiamo a vedere oggetti nella loro forma originaria
anche se sono posti in obliquo o non perfettamente rispetto al nostro campo
visivo.

33

COSTANZA DI COLORE, noi tendiamo a vedere gli oggetti con il loro colore
indipendentemente dallintensit della luce.

La mente organizza lattivit percettiva in modo che oggetti ed eventi appaiono


organizzati e unitari. Esistono quindi una serie di leggi che focalizzano lattenzione su
come organizziamo le informazioni in ununit percettiva di senso compiuto. Queste
leggi sono chiamate LEGGI GESTALT DELLORGANIZZAZIONE, siccome si fondano sul
principio che il tutto pi della somma delle singole parti. In altri termini, lunit
percettiva non dipende dalle caratteristiche dei singoli elementi bens dalla
organizzazione totale della configurazione.
Le principali SEGMENTAZIONI
PERCETTIVE sono:

LA SEGMENTAZIONE DEL CAMPO VISIVO, si tratta dei principi Gestaltici sulla


percezione. Si ricordano tra essi, il principio di prossimit, di somiglianza, di
pregnanza e di esperienza passata. Le costanze percettive e le costanze visive
sono degli aggiustamenti che il nostro sistema percettivo opera sui continui
mutamenti degli stimoli prossimali sulla nostra retina. Questo consente di
applicare delle economie al nostro organismo che non deve continuamente
operare delle interpretazioni.
I FATTORI CHE DETERMINANO LUNIFICAZIONE degli elementi discreti in unit
(sia per gli stimoli visivi che uditivi) per Wertheimer sono:
a. IL PRINCIPIO DELLA VICINANZA: gli elementi prossimi si unificano;
b. IL PRINCIPIO DELLA SOMIGLIANZA: gli elementi simili si unificano;
c. IL PRINCIPIO DELLA CHIUSURA: le linee che delimitano una regione chiusa
tendono a unificarsi;
d. IL PRINCIPIO DI CONTINUIT: le linee caratterizzate da continuit di
orientamento spaziale si unificano;
e. IL PRINCIPIO DI SEMPLICIT O PREGNANZA: vengono privilegiati insiemi di
stimoli caratterizzati da semplicit, simmetria e regolarit.
f. ESPERIENZA PASSATA: ai fattori finora esaminati e che devono essere
considerati come fattori autonomi, non appresi, espressione di principi
strutturali inerenti al sistema percettivo, Wertheimer ha aggiunto anche
un fattore empirico: la segmentazione del campo sarebbe influenzata
anche delle nostre esperienze passate, in modo che sia favorita la
costituzione di oggetti di cui abbiamo familiarit, che abbiamo gi visto,
piuttosto che di forme sconosciute o poco familiari.

34

LORGANIZZAZIONE FIGURA SFONDO, noi tendiamo a identificare nelle


immagini una figura in primo piano e una di sfondo. La figura ha determinate
caratteristiche, come il fatto di essere centrale, di dimensioni maggiori e con
contorni ben definiti. Quando tali caratteristiche non sono ben definite, siamo in
presenza di immagini reversibili in cui non si riesce a distinguere bene figura e
sfondo.
I fattori che fanno emergere una figura dallo sfondo sono detti FATTORI
ISOLABILI, ed essi sono:
a. INCLUSIONE: diventa figura la regione inclusa;
b. CONVESSIT: diventa figura la regione convessa;
c. AREA RELATIVA: diventa figura la regione di area minore;
d. ORIENTAMENTO: diventano figure le regioni in cui assi intrinseci sono
allineati con le direzioni principali dello spazio percepito, verticale e
orizzontale;
e. SIMMETRIA: diventano figure le regioni a simmetria bilaterale rispetto
a un asse.

Mentre questo un esempio di confusione tra sfondo e figura:

CONTORNI ANOMALI, lesempio pi classico rappresentato dal triangolo di


Kanizsa in cui, anche in assenza di un contorno si ha la percezione che ci sia.
Questo deriva dalla disposizione degli oggetti nel campo visivo, infatti spostare
gli oggetti che la percezione si perde.

35

La percezione dello spazio pone il problema di come sia possibile vedere in modo
TRIDIMENSIONALE. Infatti, le immagini proiettate sulla retina sono piatte e
bidimensionali, mentre il mondo tridimensionale, ed cos che lo percepiamo grazie
agli indizi monoculari e binoculari.

GLI INDIZI BINOCULARI: sono indizi della percezione della profondit individuata
attraverso le informazioni provenienti da entrambi gli occhi. Cio, grazie alla
distanza tra gli occhi riceviamo due immagini leggermente diverse tra loro di
uno stesso oggetto. Questo fenomeno chiamato DISPARIT BINOCULARE. Ed
il cervello che poi integra le due immagini in una visione singola, detta FUSIONE
BINOCULARE: in questo modo percepiamo la distanza tra gli oggetti.

Tuttavia, gli oggetti troppo lontani avranno una disparit troppo piccola per
essere misurata e quindi in questi casi si fa ricorso agli indizi monoculari.

GLI INDIZI MONOCULARI: si tratta di indizi di profondit individuati attraverso le


informazioni provenienti da un solo occhio.
Grazie ai quali abbiamo:
o LACCOMODAZIONE: percepisce che loggetto si trova
a una distanza diversa dalla superficie sulla retina;
o LA DENSIT MICROSTRUTTURALE: fenomeno del
gradiente di densit della microstruttura delle
superfici della retina;
o LA PROSPETTIVA DI MOVIMENTO: a seconda del
movimento del nostro corpo cambia la posizione di un
oggetto sulla retina;
o GLI INDIZI PITTORICI: relativi alle propriet proiettate
delle immagini statiche. Ne sono esempi: la
dimensione
degli
oggeti,
la
distribuzione
36

dellilluminazione sulle superfici, ecc.: tutti fattori che


ci aiutano a percepire la distanza, detta PROSPETTIVA
LINEARE,
ossia
un
indizio
monoculare
tradizionalmente adottato per la stima di una
distanza, permettendo allimmagine bidimensionale
che
raggiunge
la
retina
una
registrazione
tridimensionale del mondo.
Quindi i fattori che intervengono nella traduzione di immagini bidimensionali a
tridimensionali sono:
-

FISIOLOGICI, che fanno riferimento alla visione stereoscopica che si attiva grazie
alla convergenza degli occhi che aumenta man mano che si avvicinano gli
oggetti e poi al fatto che le immagini proiettate sulla retina, sono differenti per il
fatto che gli occhi distano luno dallaltro e quindi, vediamo oggetti da
angolazioni diverse.
PSICOLOGICI, che fanno riferimento al fatto che a parit di condizioni loggetto
pi vicino percepito come pi grande.

La PERCEZIONE DEL MOVIMENTO si ottiene quando c una modificazione


temporale delle immagini proiettate sulla retina. Quindi, quando si parla di percezione
dobbiamo tenere conto dei movimenti della nostra testa e dei nostri occhi e dei
conseguenti cambiamenti dellimmagine sulla retina.
Tra le tipologie di percezione di movimento ricordiamo:
-

IL MOVIMENTO APPARENTE O STROBOSCOPIO O PHI, che alla base del


cinematografo, dove lillusione del movimento creato dalla rapida successione
di stimoli immobili separati consiste nella percezione di oggetti in movimento
a partire da stimoli statici presenti a intervalli regolari nel tempo.
IL MOVIMENTO INDOTTO, quello in cui si ha la percezione che un oggetto si
muova, quando invece si sta muovendo lo sfondo la percezione del
movimento dipende dal sistema di riferimento prossimo non da quello
sovraordinato.
IL MOVIMENTO AUTOCINETICO, quando in una stanza buia si fissa un puntino
luminoso, dopo poco tempo si ha limpressione che questo punto si muove il
fenomeno si verifica perch non essendoci punti di riferimento noi attribuiamo
erroneamente i nostri movimenti oculari al punto stesso (baster aggiungere un
altro punto luminoso affinch leffetto scompaia.

Interessante anche il fatto che attraverso la percezione noi RICONOSCIAMO GLI


OGGETTI grazie allELABORAZIONE TOP-DOWN E BOTTOM-UP.
Un esempio potrebbe essere questo:

37

Essa avviene grazie al ricorso e il confronto con le conoscenze in memoria che


permettono cos il riconoscimento e lattribuzione di significato.
Le modalit con le quali avviene questo confronto possono essere top-down o bottomup.
-

LELABORAZIONE TOP-DOWN: la percezione guidata da un alto livello di


conoscenza, da esperienza, aspettativa e motivazione.
LELABORAZIONE BOTTOM-UP: consiste nel riconoscere ed elaborare
informazioni che riguardano le singole componenti degli stimoli.
Tuttavia lelaborazione top-down non pu accadere senza la bottom-up: la
bottom-up ci permette di elaborare le caratteristiche fondamentali dello stimolo,
mentre la top-down ci consente di utilizzare la nostra esperienza nellaffrontare
la percezione.
PERCEPIRE LA TOTALIT:
Esistono quindi due posizioni canoniche inerenti la percezione:
lINNATISMO di Cartesio e Kant che sostengono che luomo nasce
gi con una propria peculiare capacit percettiva;
lEMPIRISMO di Berkeley e Locke, che sostengono che luomo
impara attraverso lesperienza del mondo circostante la maniera di
percepirlo.
A tal proposito in psicologia esistono diversi approcci:
Secondo la TEORIA DELLA GESTALT la percezione un fatto primario e
immediato, risultante dalla dinamica interna delle forze che si vengono a
creare fra le diverse componenti di uno stimolo. Al pari del campo di forze
elettromagnetico, anche il campo percettivo si autorganizza attraverso la
distribuzione dinamica delle forze percettive. In questo senso il processo topdown, guidato cio centralmente dalla visione gestaltica dellinsieme e non
dalla composizione o somma delle singole parti. La teoria della Gestalt in
opposizione cos al principio esplicativo dellesperienza passata. Lesperienza
passata non influisce direttamente sui processi di organizzazione del campo
fenomenico (o percettivo), anche se pu influire sul loro orientamento in
condizioni particolari. In particolare, la percezione non dovuta al concorso di
fattori estranei, come le associazioni, le inferenze o i giudizi.
Secondo la teoria del New Look, o meglio definita PROSPETTIVA
FUNZIONALISTICA, lorganizzazione del mondo percettivo, oltre che da fattori
strettamente percettivi, dipende anche dai fattori soggettivi come: i bisogni, gli
stati emotivi, le aspettative, le motivazioni del soggetto percipiente. Il soggetto,
quando percepisce uno stimolo, compie unazione di categorizzazione, la
percezione si fonda su un sistema di categorie appropriate, idonee per
codificare la realt ambientale sulla base delle relazioni rilevate fra le propriet
degli oggetti e degli eventi.
Secondo la TEORIA DI GIBSON (1977) la percezione non consiste n in un
progressivo arricchimento fondato sullesperienza, n nellelaborazione
cognitiva del soggetto che impone la propria organizzazione agli stimoli, bens
la capacit di cogliere le informazioni gi contenute nello stimolo medesimo
38

quindi, le informazioni percettive sono gi contenute nella stimolazione cos


come essa si presenta al soggetto; gi presenti nella distribuzione spaziale e
temporale degli stimoli e resa disponibile per il soggetto. Queste disponibilit
gi presenti nella stimolazione sono dette AFFORDANCES. Il soggetto deve solo
riuscire a cogliere le informazioni percettive gi esistenti nellambiente
circostante (quindi la stimolazione non n caotica n indeterminata). Egli non
ha bisogno n di rielaborarle successivamente attraverso un processo
costruttivo, n di integrarle con apporti di altre fonti.
Rifiuto di ogni interpretazione della percezione come progressivo
arricchimento degli stati sensoriali attraverso processi eterogenei (esperienza
passata, inferenze, schemi ecc.).
Rifiuto della tesi secondo cui la percezione il risultato dellattivit cognitiva
del soggetto percipiente che impone la propria elaborazione e organizzazione
alla costellazione degli stimoli.
Secondo la TEORIA DI MARR (1982) il soggetto codifica le immagini in funzione
delle variazioni di luminosit. La percezione avviene in 2 fasi:
La I lo schema grezzo originario che formato da linee, punti e
barre ordinati gerarchicamente sulla base degli scarti di luminosit.
Secondo Marr il nostro sistema percettivo dotato di cellule
deputate alla rilevazione di differenze di luminosit e procede in
modo ordinato: dalle cellule sensibili a frequenze di luminosit
basse a quelle sensibili a frequenze pi elevate.
La II fase lo schema a 2 dimensioni e mezzo che si occupa degli
indicatori di profondit, anche se non esaurisce la totalit delle
informazioni che esistono nella distanza tra 2 superfici collocate in
diverse parti del campo visivo.
Tuttavia, lattivit percettiva, pur cogliendo la profondit, non
esaurisce la totalit delle informazioni presenti nel mondo fisico.
CONCENTRARSI SULLE PARTI DEL TUTTO
Secondo la TEORIA DI HELMHOLTZ (1870) la percezione della realt
influenzata dalle esperienze passate avute con la realt stessa e
dallapprendimento che ne derivato. Essa il risultato dellintegrazione dei
dati sensoriali, sensazioni elementari, con informazioni dellesperienza passata.
Responsabile di questa integrazione sono i processi di associazione che
agiscono sotto forma di inferenza inconscia, lindividuo, in base allesperienza
passata, compie una sorta di ragionamento inconsapevole, in virt del quale
corregge e integra le sensazioni elementari attuali. In questi processi agisce il
principio dellinferenza inconscia, una sorta di ragionamento rapido e
inconsapevole grazie al quale si integrano o modificano le sensazioni
elementari.
Punto di partenza dunque il processamento delle parti poi integrate in una
elaborazione successiva.
Un approccio pi recente alla questione della percezione lANALISI DELLE
CARATTERISTICHE ESSENZIALI, che prende in considerazione il modo in cui
percepiamo una forma, un pattern, un oggetto o una scena reagendo prima di
tutto alle singole parti che lo compongono. Secondo questa teoria solo
successivamente che utilizziamo queste componenti per comprendere la natura
completa di ci che stiamo percependo quindi possibile scomporre qualsiasi
39

stimolo in una serie di caratteristiche che lo compongono. Perci, in breve,


secondo la teoria dellanalisi delle caratteristiche essenziali quando ci troviamo
di fronte a uno stimolo (come una lettera) il sistema di elaborazione percettiva
del cervello risponde inizialmente alle parti che lo compongono, poi ciascuna di
queste parti confrontata con le informazioni riguardo a parti memorizzate
precedentemente, e infine, quando le parti che incontriamo corrispondono ad
altre precedentemente conosciute, il nostro cervello le riconosce e siamo in
grado di identificare lo stimolo.
Mentre, per la psicologa ANNE TREISMAN la percezione si divide in una prima
fase (lautomatica) nella quale ci concentriamo sulle caratteristiche fisiche di
uno stimolo in modo inconscio, e in una seconda fase (processo controllato
dallattenzione) dove prendiamo in esame le caratteristiche salienti di un
oggetto, scegliendo caratteristiche che prima erano considerate separatamente.
Per esempio:

Se osserviamo queste due foto rovesciate di primo impatto ci sembrano molto


simili.

Mentre se le osserviamo dal verso giusto noteremo subito con sorpresa che una
delle due ha dei tratti deformanti. Secondo Treisman ci avviene perch la
nostra scansione iniziale delle fotografie avviene a uno stadio automatico,
quando invece le osserviamo da dritte, procediamo immediatamente alla fase
del processo controllato dellattenzione, nel quale siamo in grado di considerare
la natura effettiva degli stimoli con pi attenzione.
Se pensiamo alla teoria della Gestalt e questa teoria di Anne Treisman viene naturale
porsi la domanda: la percezione si basa pi sulla considerazione delle singole parti
componenti uno stimolo, oppure fa riferimento principalmente alla percezione del suo
insieme totale?

40

La risposta che entrambi i processi (bottom-up e top-down) sono indispensabili alla


percezione e il nostro sistema sensoriale e nervoso lavora in entrambe le direzioni
permettendoci di interpretare continuamente le informazioni che arrivano
dallambiente e di rispondere adeguatamente.
4.2.4 IL SISTEMA PERCETTIVO DELLUDITO E DEL TATTO

In assenza della vista, i due sistemi percettivi, udito e tatto, che prendono in carico la
conoscenza dello spazio, utilizzando strategie differenti, sono meno efficaci
nellelaborazione dei dati spaziali.
LUDITO, un sistema telerecettore che apporta informazioni sulle caratteristiche degli
oggetti, utili alla localizzazione delle sorgenti sonore nello spazio. In quanto al TATTO,
esso permette la conoscenza delle propriet degli oggetti, quali forma, grandezza,
localizzazione spaziale, distanza, peso, temperatura. Tuttavia il tatto un recettore di
contatto che ha un campo percettivo molto esiguo; sono, pertanto, necessari ampi
movimenti di esplorazione della mano per aumentare la sua estensione e percepire gli
oggetti. La percezione tattile, inoltre, si sviluppa in modo sequenziale, ludito e il tatto
dipendono dalla successione, mentre la visione ha il dominio della simultaneit.
Tuttavia, il mondo dei ciechi non fondamentalmente diverso da quello dei vedenti,
anche nel campo delle conoscenze spaziali. La differenza sta nel fatto che
lelaborazione e il controllo delle condotte spaziali, si realizzano nel cieco pi
lentamente e pi difficilmente rispetto al vedente.
NEL CAMPO DELLE PERCEZIONI SPAZIALI, LA VISTA MOLTO PI EFFICIENTE, MENTRE
LUDITO SPECIALIZZATO IN TUTTO CI CHE SEQUENZIALE E IL TATTO ADATTO
ALLA CONOSCENZA DELLE PROPRIET SOSTANZIALI DEGLI OGGETTI, MOLTO MENO
EFFICACE DELLA VISTA NELLA CONOSCENZA SPAZIALE.
Contrariamente a quanto credono le persone che non hanno familiarit con la cecit, il
mondo dei ciechi non completamente differente da quello dei vedenti, in particolare
sotto il profilo sensoriale e della immaginazione. Nellelaborazione delle informazioni
relative alla localizzazione spaziale dei non vedenti, particolarit propria del sistema
tattilo cinestico, che utilizza modalit differenti da quelle dei vedenti, poich i sistemi
di riferimento usati, non sono gli stessi. La cecit, infatti, genera delle riorganizzazioni
funzionali attraverso le quali alcuni processi vicarianti prendono in carico e in modo
diverso la realt e lelaborazione del mondo esterno. Pertanto, se i vedenti dispongono
di mappe cognitive simultanee e generali basate su immagini visive, i ciechi, invece,
dispongono di immagini tattili e sensoriali. Un aspetto fondamentale la sua capacit
di trarre vantaggio dalla mobilit della mano che lo distinguono dalla percezione
visiva. Tuttavia questa differenza non deve essere considerata come un vantaggio di
una modalit sullaltra. Ogni modalit, infatti, ha i suoi punti di forza e le sue
mancanze. Le immagini tattili, seguono un dinamismo che si basa su principi e
strategie diverse da quelle che danno origine ad immagini visive; i vedenti, infatti,
fanno ricorso in prevalenza a rappresentazioni cognitive pi astratte.

4.2.5 LA CULTURA E LA PERCEZIONE


41

La specifica cultura in cui siamo cresciuti ha chiare conseguenze nel modo in cui
percepiamo il mondo.

4.2.6 LA PERCEZIONE SUBLIMINALE


Questo tipo di percezione possibile , infatti possibile percepire a nostra insaputa,
ma ha conseguenze solo a breve termine, infatti questo tipo di percezione non viene
immagazzinato nella memoria a lungo termine.

4.3 LAPPRENDIMENTO
Il termine apprendimento, etimologicamente deriva dal latino apprehendo (afferro) e
nelluso pi diffuso indica il processo mediante il quale un comportamento acquisito
e modificato. Si ritrova, cos, nel linguaggio comune il verbo apprendere quale
sinonimo di imparare. Apprendimento vuole, per, anche indicare il risultato
dellimparare, cio lappreso, linsieme delle modificazioni che si sono prodotte nel
comportamento. LAPPRENDIMENTO , QUINDI, LACQUISIZIONE DI CONOSCENZE IN
VISTA DI UNO SCOPO. un comportamento motivato e orientato, non riducibile ad
uno sterile meccanismo di assimilazione di contenuti privi di un significato emotivo per
la persona che apprende. LAPPRENDIMENTO UN PROCESSO COMPLESSO, RISULTA
DALLA COMPENETRAZIONE DI MOTIVAZIONE, EMOZIONE, MEMORIA, PENSIERO.
Quindi, LAPPRENDIMENTO UN CAMBIAMENTO RELATIVAMENTE PERMANENTE DEL
COMPORTAMENTO CHE DETERMINATO DALLESPERIENZA.
Esistono DUE TIPI DI STILE, lo stile di apprendimento SINTETICO che predilige le visioni
dinsieme, lo stile ANALITICO che si sofferma sui dettagli. Ciascuno si specializza in
uno dei due stili e lo adotta di preferenza, ma deve rendersi capace di padroneggiare
anche laltro. Nessuno dei due stili migliore dellaltro. Tutto dipende dalla natura dei
compiti e dal tempo a disposizione, per questo, al di sopra della biforcazione tra sintesi
e analisi si colloca lelasticit individuale e la capacit di gestire, all occorrenza, lo
stile pi conforme al compito richiesto. La scelta dettata anche dal valore attribuito
al compito: se suscita interesse, anche un sintetico cambierebbe il suo stile, optando
per quello analitico, per ottenere un livello pi alto di approfondimento e sviscerare
con dovizia le conoscenze che gli siano a cuore.
I primi studi sistematici sullapprendimento risalgono alla met del secolo scorso e
sono stati condotti osservando il comportamento di cavie da laboratorio. SI
SUPPONEVA CHE I PROCESSI DI APPRENDIMENTO FOSSERO UGUALI NELLUOMO E
NEGLI ANIMALI, LUOMO INVECE DISPONE DI STRUMENTI LINGUISTICI E SIMBOLICI,
COGNITIVI ED EMOTIVI, CHE RENDONO UNICI I SUOI PROCESSI PSICHICI. Questo per
non invalida totalmente i primi studi sullapprendimento: alcuni principi scoperti sono
tuttora validi, infatti, possibile individuare i seguenti diversi tipi di apprendimento.
A. APPRENDIMENTO ASSOCIATIVO
B. APPRENDIMENTO COGNITIVO
C. APPRENDIMENTO SOCIALE
4.3.1 APPRENDIMENTO ASSOCIATIVO

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Lapprendimento associativo la modificazione del comportamento guidata


dallesperienza di associazioni. Quindi, si tratta di una forma di apprendimento in
funzione dellesperienza.
In tutti i processi di apprendimento associativo operano sempre le stesse leggi
fondamentali, indipendentemente da chi apprende e da ci che viene appreso: OGNI
FORMA DI APPRENDIMENTO DERIVA DA ASSOCIAZIONI TRA STIMOLI E TRA STIMOLI E
RISPOSTE.
Esistono due tipologie di apprendimento associativo:
1. IL CONDIZIONAMENTO CLASSICO
2. IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE

4.3.2 APPRENDIMENTO COGNITIVO

4.3.3 APPRENDIMENTO SOCIALE

4.4
4.5
4.6
4.7
4.8
4.9
4.10

LA MEMORIA
IL PENSIERO
LINTELLIGENZA
LA COMUNICAZIONE E IL LINGUAGGIO
LA MOTIVAZIONE
LE EMOZIONI
LA PERSONALIT

43