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La moneta

nella Sicilia bizantina


di Giuseppe Guzzetta*
1. La produzione.
Nel 498 limperatore dOriente Anastasio ridiede vita allesausto sistema
monetale tardoromano introducendo tre nuovi nominali in rame, riconoscibili immediatamente non soltanto per le dimensioni di ciascuno, ma specialmente perch portavano nel R/ i rispettivi segni del valore scritti in lettere numerali dellalfabeto greco: il follis (fig. 1) (del peso di 1/36 di libbra, cio circa 9,10
grammi, e del diametro di circa 24 mm) equivalente a 40 nummi e perci segnato con M, il mezzo follis (fig. 2) (di 1/72 di libbra, circa gr. 4,54, e circa 20
mm di diametro) pari a 20 nummi (K) e il quarto di follis o decanummio
(1/144 di libbra, ca. gr. 2,27) del valore di 10 nummi (I), dunque tre multipli
del nummus, la moneta duso corrente che nel corso del V secolo si era sempre
pi svilita fino a ridursi a pezzi di metallo di meno di un grammo e del diametro inferiore ai 10 mm coniati grossolamente e frequentemente irriconoscibili1.
Pochi anni dopo, nel 512, con una seconda riforma, Anastasio raddoppi
il peso e ingrand le dimensioni di questi nominali (fig. 3) e ad essi ne aggiunse uno nuovo pi piccolo, il pentanummio (1/144 di libbra, ca. gr. 2,27, il peso che era stato del decanummio) (fig. 4), pari a 5 nummi, che in pochi anni
sarebbe divenuto il valore pi basso di tutta la scala poich i nummi, man mano pi rari, furono emessi per lultima volta durante il regno di Giustiniano I
(527-565)2. Queste monete si aggiungevano al solidus (fig. 5), detto in greco
nomisma, - la moneta in oro del peso di 1/72 di libbra, ca. gr. 4,54, introdotta da Costantino nel 3093 e destinata a una vita di molti secoli, che ebbe fine
negli ultimi decenni dellXI - e alle sue frazioni, il semissis (fig. 6) (pari a mez* Universit degli Studi di Catania.
1 Cfr. Kent 1994, pp. 17-22 (per le leghe di rame, stagno e piombo delle varie emissioni), 71-

72 (peso delle emissioni orientali sotto Arcadio degli anni 404-406, di circa gr. 0,85 e 0,82), 9394 (peso del nummo sotto Teodosio II), 121 (peso del nummo delle zecche orientali sotto
Zenone, inferiore a gr. 1,00), pp. 172-174 (peso del nummo occidentale sotto Valentiniano III);
Arslan 2003; Asolati 2005, pp. 56-63.
2 Sulle riforme monetarie di Anastasio, cfr. Metcalf 1969, pp. 87-90; Morrisson 1970, I, pp.
15-16; Hahn 1973, p. 34; Grierson 1982, pp. 59-60; Hendy 1985, pp. 475-478; Morrisson 1986,
pp. 19-21; Hahn 2000, pp. 13-15.
3 Sutherland 1967, pp. 100, 220-223.

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Fig. 1. Anastasio, Costantinopoli, 498-512, AE, follis.


Fig. 2. Anastasio, Costantinopoli, 498-512, AE, mezzo follis (=20 nummi).
Fig. 3. Anastasio, Costantinopoli, 512-518, AE, follis.
Fig. 4. Anastasio, Costantinopoli, 512-518, AE, pentanummium.
Fig. 5. Anastasio, Costantinopoli, 491-518, AU, solido.
Fig. 6. Anastasio, Costantinopoli, 491-518, AU, semisse.
Fig. 7. Anastasio, Costantinopoli, 491-518, AU, tremisse.
Fig. 8. Eraclio, Catania, 625/6, AE, decanummium.
Fig. 9. Eraclio, Siracusa, ca. 620, AE, follis con contromarche di Eraclio della classe 1.

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zo solido, ca. gr. 2,27) e il tremissis (fig. 7) (del valore di 1/3 di solido e del peso di ca. gr. 1,51)4 e si cambiavano con il solido, secondo un rapporto che ancora non stato riconosciuto concordemente, poich dal 512 fino alla riforma di Giustiniano del 538/39 per alcuni il solido avrebbe avuto il valore di
360 folles, per altri di 288 e per altri ancora di 2105.
La riconquista giustinianea della Sicilia, attuata da Belisario in pochi mesi
- dallestate al dicembre del 5356-, e in seguito dellItalia introdusse nei territori italiani luso e la produzione della moneta bizantina fin dalle prime fasi
della guerra gotica; Procopio ricorda infatti che Belisario il 31 dicembre 535,
ultimo giorno del suo consolato, entr a Siracusa tra le acclamazioni dei suoi
soldati e dei Siciliani gettando a tutti monete doro7, e poi che un certo Eutalio nel giugno 537, inviato da Bisanzio, raggiunse le truppe che combattevano
a Roma per portare il denaro che limperatore doveva per la paga dei soldati8.
Presa Roma nel dicembre del 5369, Belisario ne riattiv la zecca ben presto, forse nellanno 537, sicch questa coni dapprima folles e poi lintera scala dei nominali in bronzo10, ma la sua produzione, consistente anche di solidi
e tremissi11, fino alla conclusione della guerra nel 553 fu discontinua, poich
la citt in quegli anni fu assediata ben cinque volte - la prima volta da Vitige
dal febbraio 537 al marzo del 538 - e fu occupata dagli Ostrogoti, guidati da
Totila, nellinverno del 546/7 e poi dal gennaio 550 allestate del 55212.
4 Le due frazioni ebbero unesistenza meno lunga del solido, poich furono coniate per lul-

tima volta durante il regno di Basilio I (867-886), cfr. Morrisson 1970, II, pp. 541-546; Grierson
1973, pp. 490-491, 503; Grierson 1982, p. 7.
5 Cfr. Grierson 1982, pp. 15-16 (1 solido = 288 folles); Hendy 1985, pp. 477-478 (1 solido=
210 folles); Morrisson 1986, pp. 20-21 (1 solido=360 o 288 folles); Ead. 1989, p. 248 (1 solido =
288 folles); Harl 1996, pp. 193, 197, 436, nota 27 (1 solido = 420 folles dal 498 al 512; 1 solido
= 210 folles dal 512 al 538); Hahn 2000, pp. 11, 15 (1 solido= 360 folles).
6 Procop., Bell. Goth., I, 5; Lavagnini 1948, pp. XXIX-XXX, 5-6; Burgarella 1983, pp. 134137.
7 Procop., loc. cit.; Lavagnini 1948, p. 6 ritiene che fu fatta larga distribuzione di monete
doro, per celebrare il fausto avvenimento.
8 Procop., Bell. Goth., II, 2 (trad. di M. Craveri, Torino 1977).
9 Lavagnini 1948, pp. 42-45; Burgarella 1983, p. 137.
10 Bellinger 1966, pp. 174-179; Morrisson 1970, pp. 67, 111-114; Grierson 1982, pp. 70-71;
Hahn 2000, pp. 69-70, 163-165.
11 Bellinger 1966, pp. 173-174, nn. 318-319 (solidi ascritti agli anni 538-546), n. 320 (solidi
attribuiti al periodo della seconda occupazione di Roma da parte dellesercito bizantino, tra la
primavera del 547 e lestate del 549); Morrisson 1970, p. 111; Grierson 1982, p. 54; Hahn 2000,
pp. 48-49, che fa notare la tuttora perdurante incertezza riguardo alla delimitazione dellarco
temporale in cui collocare le emissioni auree di Roma, poich esse potrebbero avere avuto inizio nel 537 e fine a causa della prima o della seconda riconquista della citt da parte di Totila,
avvenute nel 546 e nel 550, e poi rileva che le prime serie di solidi non dovrebbero essere datate too close to 537, dato che, come ricorda Procopio (Bell. Goth., II, 2), nel passo sopra richiamato, lesercito bizantino assediato in Roma da Vitige ricevette la paga da Costantinopoli.
12 Burgarella 1983, pp. 140-151.

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La zecca di Ravenna, che insieme con quelle di Roma e Mediolanum era


stata in funzione sotto i Goti13, fu rimessa stabilmente in attivit dai Bizantini
nel 552/3, come provano le serie di decanummi datati con lindicazione dellanno XXVI e di quelli successivi del regno di Giustiniano fino a non molto
tempo fa ad essa attribuite unanimemente14, e coni monete oltre che in rame anche in oro e in argento15.
Allorch linvasione longobarda e in particolare la formazione del ducato
di Benevento a partire dal 57016 ebbe interrotto la continuit territoriale dellItalia bizantina rendendo difficile larrivo in Sicilia delle monete battute a
Roma e Ravenna, nel primo anno di regno dellimperatore Maurizio Tiberio,
il 582/3, fu aperta la zecca di Catania che cominci a produrre decanummi
datati con lanno di regno, recanti il segno del valore in greco (I = 10) e pentanummi non datati, con segno di valore romano (V = 5), gli uni e gli altri con
lindicazione della zecca CAT17, per porre riparo alla penuria di piccoli nominali. NellIsola furono inoltre battuti decanummi non datati, ma ritenuti posteriori al 588 per motivi iconografici, che presentano nel rovescio la leggenda SECILIA entro gli spazi di una grande X che ne indica il valore; dato che
non vi impresso il contrassegno della zecca di Catania, essi sono giudicati le
prime emissioni di quella di Siracusa18, molto attiva negli anni successivi. La
zecca di Catania continu a coniare decanummi e pentanummi sotto Foca
(602-610), del quale sono noti decanummi soltanto degli anni terzo (= 604/5)
e quarto19, e sotto Eraclio fino al 19 anno del suo regno (= 628/9) sicuramente per continuare a far fronte alla scarsit di monete di piccolo taglio. Negli
anni del lungo regno di Eraclio (610-641) la monetazione siciliana fu pi varia, poich da un lato continuavano le coniazioni catanesi di decanummi datati (a cominciare dallanno terzo, 612/3, o sesto, 616/7) (fig. 8) e di pentanummi20, dallaltro si contromarcavano intorno al 620, probabilmente nella
zecca di Siracusa, i logori folles costantinopolitani di Anastasio posteriori al
13 Metlich 2004, pp. 25-31, 38-41, 48-50; Arslan 2005a, pp. 211-215.
14 Bellinger 1966, pp. 184-186, nn. 347-355; Morrisson 1970, pp. 67, 119, nn. 4/Rv/AE/02-

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07; Grierson 1982, p. 71. Recentemente Hahn 2000, pp. 69 e 165-166, nn. 229a-229b, ha assegnato la produzione di questi decanummi alla zecca di Roma.
15 Bellinger 1966, pp. 65, 179-186; Morrisson 1970, pp. 67, 115-119; Grierson 1982, pp. 54,
56, 58-59; Hahn 2000, pp. 49-50, 53-56, 119-120, 125-126.
16 Falkenhausen 1983, pp. 251-252.
17 Bellinger 1966, pp. 364-367; Morrisson 1970, pp. 179, 210; Hahn 1975, pp. 73, 125, nn.
136B-138; Spahr 1976, pp. 6-7; Grierson 1982, p. 72.
18 Bellinger 1966, p. 367, n. 281 e nota a n. 281. 1 nella quale rileva che lelmo piumato del
busto imperiale induce a datare il tipo a partire dal 588; Morrisson 1970, p. 210; Hahn 1975, p.
73; Spahr 1976, p. 7; Grierson 1982, p. 72.
19 Grierson 1968, p. 200; Morrisson 1970, p. 241; Hahn 1975, pp. 83, 134, nn. 103-105;
Spahr 1976, p. 8; Grierson 1982, p. 72.
20 Grierson 1968, pp. 235-236, 358-361; Morrisson 1970, pp. 302-303; Spahr 1976, pp. 1112; Hahn 1981, pp. 117-118, 233, nn. 240-242; Grierson 1982, pp. 133-134.

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512, di Giustino I (518-527), di Giustino e Giustiniano (aprile-agosto del 527)


e di Giustiniano (527-565) degli anni 527-538, e inoltre, sia pure in misura minore, folles di Giustiniano posteriori alla riforma del 538/9 (12 anno di regno), coniati oltre che a Costantinopoli anche a Nicomedia e Cizico; su tutte
queste monete erano apposte due contromarche circolari (fig. 9), ciascuna del
diametro di 11-16 mm, luna con il busto di Eraclio di fronte, con barba corta e corona sormontata da croce, affiancato dal suo monogramma, impressa
sul D/, laltra con le lettere SCLS, poste sotto una linea orizzontale, che sono
unabbreviazione del nome Sicilia, battuta nel R/, generalmente sopra il contrassegno della zecca21. Quanto alla sede in cui sarebbe stata compiuta loperazione si anche supposto che i punzoni delle contromarche fossero stati
preparati a Catania e poi distribuiti per essere adoperati nei vari luoghi dellIsola in cui si tenevano i mercati, sicch per tale motivo sarebbe stata impressa la sigla SCLS in luogo del contrassegno CAT22.
Poco tempo dopo la chiusura della zecca di Catania, le cui ultime emissioni di decanummi sono dellanno 19 del regno di Eraclio corrispondente al
628/9, furono contromarcati anche i folles contemporanei dello stesso Eraclio
dalla zecca di Siracusa: infatti su esemplari costantinopolitani degli anni 20 e
21 (629/30 e 630/1) intorno al 631 furono apposte (fig. 10) una contromarca con i due busti di Eraclio con barba corta ed Eraclio Costantino imberbe
di fronte nel R/ e una con le lettere SCLS nel D/23. Successivamente su folles
costantinopolitani coniati negli anni dal 20 al 26 (636/7) e talora su quelli
gi punzonati con le contromarche appena descritte, non di rado tosati, intorno al 638, ne furono impresse (fig. 11) una con i busti di fronte di Eraclio, con
grandi baffi e lunga barba, e di Eraclio Costantino, con barba corta, e una crocetta tra le teste, come al solito sul D/ e unaltra con le lettere SCS affiancate
dal monogramma dellimperatore nel R/24; esse, a giudizio del Grierson, sarebbero state battute dalla stessa zecca di Costantinopoli su folles da essa prodotti per rifornire la Sicilia25.
Non pu restare a questo punto inosservata la potest ridotta delle zecche siciliane rispetto a quella ampia della ravennate nel quasi mezzo secolo di
attivit (dal 582/3 al 628/9) della zecca di Catania, poich n questa n quella
di Siracusa coniarono monete in metallo nobile e i nominali maggiori in bronzo, il follis e il mezzo follis, che nello stesso arco di tempo erano invece emes21 Grierson 1968, 1, pp. 236-237 e 352-354, class 1; Morrisson 1970, pp. 259, 303-304, type 1;

Spahr 1976, pp. 10, 12-14, nn. 41-45; Hahn 1981, pp. 118, 233, Km. 4; Grierson 1982, p. 134, I.
22 Grierson 1968, 1, p. 237; Grierson 1982, pp. 134-135.
23 Grierson 1968, 1, pp. 236, 355-356, class 2; Morrisson 1970, pp. 259, 305, type 2; Spahr
1976, pp. 10, 15, n. 52; Grierson 1982, pp. 134-135, II.
24 Grierson 1968, 1, pp. 236, 356-357, class 3 (datata negli anni 632-641); Morrisson 1970,
pp. 259, 305-306, type 3; Spahr 1976, pp. 10, 16, n. 54; Grierson 1982, p. 135, III (datata nel
638).
25 Grierson 1968, pp. 45, 237-238; Grierson 1982, p. 135.

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si, insieme con quelli in oro e in argento, a Ravenna26. Siracusa anzi, che ebbe
una produzione irregolare e saltuaria, sotto Eraclio non batt moneta ma si limit a contromarcare i coevi folles costantinopolitani, i quali testimoniano
quindi che grandi quantit di monete provenienti dalla capitale raggiunsero la
Sicilia fino agli ultimi anni di Eraclio, in tempi difficili per limpero che subiva
gravi offensive prima dai Persiani e poi dagli Arabi e la perdita definitiva di importanti territori ad opera dei Musulmani, i quali tra il 636 e il 638 conquistarono la Siria e la Palestina e negli anni 638-640 occuparono la Mesopotamia.
Un mutamento capitale ebbe inizio nel corso dellanno 641 sotto i discendenti e successori di Eraclio: la zecca di Siracusa, ormai lunica della Sicilia,
avvi unattivit regolare con una emissione di rari solidi ascritti al brevissimo
regno di Eraclona (maggio-settembre del 641)27 e fin dai primi anni di governo di Costante II (settembre 641-15 luglio 668)28 coni in abbondanza monete in oro, solidi (fig. 12 ), semissi e tremissi (fig. 15), che avevano tipi, peso, titolo e segno di zecca CONOB uguali a quelle di Costantinopoli, dalle quali si
distinguono per peculiarit stilistiche ed epigrafiche oltre che per il contorno
lineare29, e in rame, folles e mezzi folles e inoltre scarsi e occasionali decanummi, battuti negli anni tra il 651/2 e il 66330. I tipi della ricca monetazione di
Costante II (il cui nome di battesimo, Eraclio, fu sostituito al momento dellincoronazione dal nome Costantino che lunico presente nelle leggende
monetali) riflettono principalmente le tre fasi del regno, - dal 641 al 654 la prima, in cui limperatore govern da solo (fig. 12); dal 654 al 659 la seconda, in
cui fu coreggente il figlio Costantino (IV) (fig. 13); dal 659 al 668 la terza, in
cui furono associati al trono anche i figli pi giovani Eraclio e Tiberio (fig. 14)
- e nella prima di queste presentano limperatore dapprima imberbe, poi con
corta barba e infine con grandi baffi e barba assai lunga, nella terza Costante
26 Cfr. Bellinger 1966, pp. 293, 370-371 (folles degli anni 583/4 e 586/7; mezzi folles degli

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anni 583/4 e 586-602); Grierson 1968, 1, pp. 151, 204-206 (folles e mezzi folles dellanno 602/3
e dellanno 608/9), pp. 243, 371-380 (folles e mezzi folles di Eraclio); Morrisson 1970, pp. 212213, 243-244, 311-315.
27 Grierson 1968, 1, p. 399; Morrisson 1970, p. 324; Grierson 1982, pp. 130-131.
28 Sulla datazione delluccisione di Costante II (15 luglio o 15 settembre) vd. Grierson 1968,
p. 402; Corsi 1983, pp. 196-198.
29 Grierson 1968, 2, p. 414; Morrisson 1970, p. 333; Spahr 1976, p. 18; Hahn 1981, pp. 128129; Grierson 1982, pp. 129-130, 131.
30 Grierson 1968, 2, pp. 415, 500, n. 185 (decanummi attribuiti al decimo anno di regno,
650/1); Morrisson 1970, p. 366 (dellanno 650/1); Spahr 1976, p. 24, nn. 121-122 (degli anni 10
e 14 di regno = 655/6); Grierson 1982, p. 136, sulla base dellosservazione che la datazione si
riferisce allanno dellindizione modifica la cronologia precedentemente da lui proposta e assegna i decanummi con lindicazione degli anni I, D, Z rispettivamente al 651/2, al 660/1 e al 663,
ma a tal riguardo mi pare che il riferimento allanno dellindizione doveva essere insolito a giudicare dal follis in cui esso esplicitamente indicato con la leggenda IND IA, cio indizione
undicesima, corrispondente allanno 652/3 (cfr. Grierson 1968, pp. 495- 496, class 4; Morrisson
1970, p. 364, type 4; Spahr 1976, p. 24, n. 118; Grierson, p. 136, n. 4).

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Fig. 10. Eraclio, Siracusa, ca. 631, follis dellanno 21 di regno con contromarche della classe 2.
Fig. 11. Eraclio, Siracusa, ca. 638, follis con contromarche della classe 3.
Fig. 12. Costante II, Siracusa, 641-647, AU, solido.
Fig. 13. Costante II, Siracusa, 654-659, AU, solido.
Fig. 14. Costante II, Siracusa, 661-668, AU, solido.
Fig. 15. Costante II, Siracusa, 641-668, AU, tremisse.
Fig. 16. Costante II, Siracusa? Costantinopoli?, 643/4, AE, follis.
Fig. 17. Costante II, Costantinopoli, 643/4, AE, follis.

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dapprima coronato e poi elmato sui solidi, sicch di essi sono state individuate sei classi31, alle quali se ne affiancano altrettante di folles, i cui tipi sono sostanziamente simili e lievemente differenti nelle ultime due classi32 .
I folles della prima emissione si legano alle ultime contromarche del regno
di Eraclio poich le lettere SCS sono ora parte del tipo del loro R/; essi infatti presentano (fig. 16) nel D/ busto frontale dellimperatore imberbe, diademato, con globo crucigero nella destra, leggenda IhPe R CohST; nel R/ numerale M in corsivo, ai cui lati la scritta A/N/A N/e/O/S, in basso grandi
lettere SCS, come contrassegno di zecca, affiancate a sinistra da segni alfabetici - da alfa ad epsilon - indicanti lofficina, o da crocetta. Lattribuzione a
Eraclona fatta in passato33 stata corretta dopo che si avuta notizia di esemplari di questa emissione riconiati su folles costantinopolitani di Costante II
degli anni 641-643, sicch appare sicura lassegnazione a questultimo34;
quanto alla datazione e alla zecca - a causa delle somiglianze tipologiche e stilistiche con folles costantinopolitani di Costante II con la data dellanno 3 di
regno35 (fig. 17) e delle lettere indicanti lofficina, che non sono mai presenti
sulle serie siciliane, - il Grierson ha supposto che essi sarebbero stati prodotti proprio nel terzo anno di regno, 643/4, dalla zecca di Costantinopoli e inviati in Sicilia36.
I primi folles con caratteristiche stilistiche attribuibili a produzione siciliana, anche se privi del segno della zecca, furono coniati negli anni tra il 644 e
il 651, e presentano nel D/ il busto dellimperatore dapprima imberbe (644648) e poi con corta barba, inizialmente in forma di una fila di globetti (648651); nel R/ numerale M e in alto il monogramma imperiale. Dal 651 nel R/
sotto la grande M indicante il valore fu posto il contrassegno SCL (fig. 18), naturalmente indicante la Sicilia, che rimase in uso fino al regno di Leone III, e
in particolare fino ai folles battuti negli anni tra il 721 e il 730 circa37.
Abbondanti emissioni di monete di rame (figg. 18, 19, 20, 21, 22) dal 644
si aggiunsero a quelle degli aurei e alimentarono una circolazione monetaria
ben diffusa, a giudicare dalla grande quantit di esemplari rinvenuti fortuitamente o nel corso di regolari indagini archeologiche38. Durante il regno di Co31 Grierson 1968, 2, pp. 485-490; Morrisson 1970, pp. 360-362; Grierson 1982, p. 131.
32 Grierson 1968, 2, pp. 494-498; Morrisson 1970, pp. 363-365; Spahr 1976, pp. 19-28;

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Grierson 1982, pp. 135-136.


33 Grierson 1968, 2, p. 399; Morrisson 1970, p. 325, n. 12/Sy/AE/01-03, ma a p. 320, n. 4
lA. avverte della necessit di spostarne lattribuzione da Eraclona a Costante II.
34 Spahr 1976, pp. 22-23, nn. 109-113; Grierson 1982, p. 135.
35 Questi presentano nel D/ busto di fronte; nel R/ grande M; sotto, lettera dellofficina;
sopra, croce; a s. ANA discendente; nellesergo NEOY; a d. II/I, cfr. Grierson 1982, p. 111 classe 2 bis e tav. 21, n. 369.
36 Grierson 1982, p. 135.
37 Cfr. Grierson 1973, p. 268; Spahr 1976, p. 60, n. 318.
38 Cfr. Guzzetta 1986a (a p. 126, quadro sinottico dei rinvenimenti); Id. 1999; Id. 2002, pp.
713-744; Id. 2005; Id. 2007.

La moneta nella Sicilia bizantina

stante II la produzione monetaria siracusana sia in oro sia in rame super, e


non di poco, quella complessiva delle zecche della penisola, Ravenna, Roma e
Napoli39, e pare logico presumere che negli anni (663-668) della permanenza
della corte imperiale a Siracusa40 essa sia stata aumentata per assicurare la regolare retribuzione dei militari e dei funzionari della corte oltre che dellamministrazione statale stanziata nellIsola, ma al Grierson sembrato che essa
invece abbia subito una diminuzione41.
Dopo lassassinio di Costante II le truppe proclamarono imperatore il nobile armeno Mezezio, patrikios e komes dellOpsikion, o probabilmente stratego degli Anatolici, la cui rivolta fu repressa allinizio del 669 dalle truppe italiane guidate dallesarca di Ravenna, che lo fece giustiziare insieme con parecchi dei pi eminenti cospiratori42. Documento di grandissimo valore sono i
rarissimi solidi del ribelle, identificati soltanto nel 1978 grazie a un esemplare
con legenda chiara, posto in vendita allasta e acquistato dal Museo di Monaco43, al quale di recente se ne aggiunto un altro (fig. 23) in eccellente conservazione, passato per il mercato antiquario internazionale, in cui si legge
perfettamente il suo nome44, come anche in un semissis, finora unico, della
Dumbarton Oaks Collection45. Essi, come stato osservato, costituiscono un
caso raro di produzione monetale ascrivibile a un usurpatore senza successo
e dimostrano che Mezezio conserv il suo nome armeno invece di adottarne
un altro pi vicino allonomastica greca, come mezzo secolo dopo avrebbe fatto il suo connazionale Bardane che si denomin Filippico (711-713)46.
Sotto Costantino IV (668-685), il figlio e successore di Costante II, la scala di nominali in bronzo creata da Anastasio si ridusse a due soli, il follis (fig.
24) e il mezzo follis47 e subito dopo, durante il primo regno (685-695) di Giustiniano II la zecca di Siracusa emise per lultima volta le monete da 20 num39 Morrisson 1970, pp. 333-334 Syracuse est alors sans conteste latelier byzantin le plus

important dItalie; Grierson 1982, p. 130 both in gold and copper the output of Syracuse far
exceeded that of all the mainland mints of Italy put together.
40 Cracco Ruggini 1980, pp. 34-38; Corsi 1983, pp. 167 ss.
41 Grierson 1968, 2, p. 414 the coinage was struck in great quantity, especially during the first
two decades of the reign. In the last few years it seems to have been less plentiful, though one would
expect the reverse to have been the case, since Constans took up his residence at Syracuse in the late
summer of 663 and remained there until his death in 668.
42 Ostrogorsky 1968, pp. 108, 133 n. 86; Burgarella 1983, pp. 184-185; Corsi 1983, pp. 204206; Hollingsworth 1991.
43 Numismatik Lanz, Auktion 14 del 14 marzo 1978, lot. 497; cfr. Grierson 1986, p. 231, n. 2.
44 Cfr. Gemini, LLC, Auction II, 11 gennaio 2006, n. 531, reperibile anche nel sito www. coinarchives.com.
45 Grierson 1986.
46 Grierson 1982, p. 139; Grierson 1986, che respinge a buon diritto i dubbi sullautenticit del solido venduto nel 1978 espressi da Hahn 1980.
47 Grierson 1968, 2, pp. 554-558; Morrisson 1970, pp. 389-391; Spahr 1976, p. 32, nn. 172174, p. 34, nn. 183-187; Hahn 1981, pp. 161-162, 260, nn. 104-112; Grierson 1982, p. 136.

177

Giuseppe Guzzetta

Fig. 18. Costante II, Siracusa, c. 651-652, AE, follis.


Fig. 19. Costante II, Siracusa, 654-659, AE, follis.
Fig. 20. Costante II, Siracusa, 659-668, AE, follis.

mi48 precedendo di circa un secolo quella di Costantinopoli che coni gli ultimi mezzi folles al tempo (778-780) di Leone IV49. A partire dai pochi anni di
Leonzio (695-698) quindi la zecca siciliana continu ad emettere soltanto il follis (fig. 25), ma questo, dopo il breve regno di Tiberio III (698-705) (fig. 26) nel cui ultimo anno Siracusa fu colpita dallincursione dellesercito musulmano
di Mus-f che la saccheggi portandone via un ricco bottino50 e provocando
una prolungata riduzione dellattivit della zecca -, nel corso dellVIII secolo sub un calo ponderale e un notevole impoverimento tecnico, iconografico e formale. Le emissioni di moneta di rame furono occasionali e irregolari, al punto
che alla fine del secolo, per poco pi di un ventennio coincidente con i regni di
Costantino VI (780-797) e di Irene (797-802) non furono coniati folles51.
La svalutazione non risparmiava neppure la moneta aurea siracusana il cui
titolo, che al tempo di Costante II era stato superiore al 95%, fu abbassato
sotto Leonzio a una percentuale compresa tra l84,5 e l87,5%, pari a carati
21 1/2 - 22, e continu ad essere diminuito sotto gli imperatori Tiberio III, Filippico (711-713) e allinizio del regno di Leone III (717-741), allorch sembra essere disceso al 60%, ma subito dopo, gi dai solidi battuti tra il 720 e il
735 ca., fu aumentato a circa l80% e rimase tale per circa un secolo52. Il pe-

178

48 Cfr. Grierson 1968, 2, p. 602, (65); Morrisson 1970, p. 413; Spahr 1976, p. 39, n. 227;
Grierson 1982, pp. 137-138.
49 Cfr. Morrisson 1970, p. 487; Grierson 1973, 1, p. 333; Grierson 1982, p. 164.
50 Amari 1933, pp. 293 e ss.; Holm 1901, p. 594.
51 Grierson 1973, 1, pp. 339, 350-351; Spahr 1976, p. 68; Grierson 1982, pp. 166-167 e 168.
52 Oddy 1988, pp. 138-140, i cui dati sono lievemente differenti rispetto a quelli di
Morrisson-Barrandon-Poirier 1983, pp. 276, 284-285 (84-80% il titolo sotto Leonzio, 75-71%
sotto Tiberio III, circa 67% sotto Filippico, circa 84% sotto Leone III).

La moneta nella Sicilia bizantina

Fig. 21. Costante II, Siracusa, 648/9, AE, mezzo follis (=20 nummi).
Fig. 22. Costante II, Siracusa, 664/5, AE, mezzo follis.
Fig. 23. Mezezio, Siracusa, 668-669, AU, solido.
Fig. 24. Costantino IV, Siracusa, 674-681, AE, follis.
Fig. 25. Leonzio, Siracusa, 695-698, AE, follis.
Fig. 26. Tiberio III, Siracusa, 698-705, AE, follis.
Fig. 27. Costantino V, Siracusa, 751-775, AU, solido.
Fig. 28. Teofilo, Siracusa, 831-842, AU, solido.
Fig. 29. Michele III, Siracusa, 842-866, AU, semisse.
Tutte le monete sono riprodotte in scala 1:1; le illustrazioni sono tratte dal sito www.coinarchives.com e si riferiscono a esemplari passati per il commercio antiquario. Si ringrazia la dott.ssa
V. Lo Monaco per la composizione elettronica delle tavole.

179

Giuseppe Guzzetta

so del solido - che allepoca di Costante II e Costantino IV era stato di gr. 4,454,30 e sotto Giustiniano II di gr. 4,22-4,05 - sotto Leone III cal a circa gr.
3,9053. Da Costantino V (741-775) (fig. 27) in avanti lo scadimento riguard
anche gli aspetti tecnici e formali essendo i conii incisi con poca cura, le leggende frammentarie, le immagini degli imperatori stereotipate e stilizzate; al
culmine della crisi la zecca siracusana nei quasi due decenni del regno di Costantino VI e di sua madre Irene non emise moneta aurea, e sotto il governo
di Irene batt solamente pochissimi solidi54.
Sotto Niceforo I (802-811) ricominciarono le emissioni tanto delle monete doro - con pesi ancora pi bassi, essendo quello del solido intorno a gr.
3,8055 - quanto di quelle di rame, ma la vera ripresa avvenne sotto Leone V
(813-820), allorch Siracusa coni monete auree ben curate nellaspetto e di
peso lievemente aumentato (solidi di gr. 3,85-3,90, semissi di gr. 1,85-2,06 e
tremissi di gr. 1,16-1,29) e abbondanti serie di folles56, e prosegu sotto Teofilo (829-842), durante il cui regno la zecca siciliana produsse serie in oro - solidi di ca. gr. 3,86, semissi di ca. gr. 1,74 e tremissi di ca. gr. 1,14 - e in rame
ricche di tipi diversi e assai abbondanti57. La crisi tuttavia torn a colpire negli ultimi anni di Teofilo, ai quali si ascrivono semissi in lega di oro e rame con
basso contenuto di fino58 (fig. 28), emessi mentre gi procedeva linvasione
musulmana dellIsola, e si aggrav subito dopo, durante il regno di Michele
III (842-867), poich la zecca di Siracusa emise semissi59 (fig. 29) e rarissimi
tremissi60 di bassa lega, con un titolo aureo del 40%61 o, secondo altri, compreso tra il 20 e il 30%62, e folles di diametro e peso fortemente irregolari63,
ben lontani ponderalmente e tipologicamente da quelli costantinopolitani. Essa ebbe lultimo sussulto di attivit nel primo decennio del regno di Basilio I
(867-886), al quale risalgono soltanto semissi di bassissima lega64, spesso de-

180

53 Morrisson 1970, p. 401 (afferma che il peso dei solidi di Giustiniano II e dei suoi successori di g. 4,00-4,10); Grierson 1973, 1, pp. 25-26; Spahr 1976, p. 56.
54 Morrisson 1970, p. 495; Grierson 1973, 1, pp. 350-351; Spahr 1976, p. 68.
55 Grierson 1973, 1, p. 26; Spahr 1976, p. 70.
56 Grierson 1973, 1, p. 26 (per il peso del solido); Spahr 1976, pp. 76-78.
57 Morrisson 1970, pp. 516, 528-531; Grierson 1973, 1, pp. 417-421, 440-449; Spahr 1976,
pp. 84-90; Grierson 1982, pp. 186-187.
58 Grierson 1973, 1, p. 420, class III (c), p. 445, n. 26c. 2-3; Spahr 1976, p. 90, nn. 429-430;
Oddy 1988, p. 140.
59 Grierson 1973, 1, pp. 459, 467-468; Spahr 1976, p. 93.
60 Noti finora per un solo esemplare di gr. 0,91, venduto dalla Classical Numismatic Group
nella Auction dell8. 1. 2008, che presenta nel D/ MI XAHL Busto di fronte con stemma e
loros regge croce potenziata con la d.; R/ MI XAHL Busto di fronte con stemma e clamide
regge globo crucigero con la d.; ora visibile nel sito web www.coinarchives.com.
61 Morrisson-Barrandon-Poirier 1983, pp. 276, 286.
62 Oddy 1988, p. 140.
63 Grierson 1973, 1, pp. 459, 468-469, nn. 12-13; Spahr 1976, p. 93, nn. 438-439.
64 Morrisson-Barrandon-Poirier 1983, pp. 276, 286, lega ternaria di rame (48%), argento
(24,7 %) e oro (27,3 %).

La moneta nella Sicilia bizantina

finiti di rame dorato, e rarissimi tremissi di puro rame65; nell878 la conquista di Siracusa da parte degli Arabi pose termine non soltanto alle emissioni
monetarie ma alla storia della Sicilia quale provincia dellimpero bizantino.
2. La circolazione.
La circolazione delle monete bizantine in Sicilia, le cui testimonianze vado
raccogliendo da alcuni decenni e non posso presentare qui analiticamente, ha
inizio con i primi afflussi di moneta dallOriente al seguito delle truppe di Belisario e Narsete durante il corso della guerra gotica. Insieme con le monete
doro costantinopolitane - di cui data testimonianza dal tesoretto rinvenuto
nel 1949 a Castellana Sicula, composto da 12 solidi battuti nella capitale dellimpero sotto gli imperatori da Teodosio II a Giustiniano66 - arrivavano nellIsola, come anche nelle regioni meridionali dellItalia, in quantit considerevole quelle di rame coniate a Costantinopoli ed anche, sia pure in misura assai
pi limitata, in altre citt orientali (Tessalonica, Nicomedia, Cizico, Antiochia).
In breve tempo vennero ad aggiungersi le monete in bronzo della zecca romana e ancor pi quelle della ravennate, le cui emissioni, come si visto, avevano
avuto inizio nel 552/3. Tornavano dunque a giungere in Sicilia le monete di Ravenna, nella quale nel secolo precedente, si era cominciato a battere moneta nel
402/3 dopo che il comitatus di Onorio vi si era trasferito da Milano67; gli aurei
ravennati erano affluiti nellIsola in grande quantit e ne avevano sostanziosamente alimentato la circolazione e la tesaurizzazione, come si pu desumere
dal considerevole tesoro degli anni immediatamente successivi alla met del V
secolo rinvenuto a Comiso nel 1936, nella cui composizione sono largamente
predominanti quelli di Ravenna. Tra i 423 solidi che furono assicurati al Museo di Siracusa, rappresentanti tutti i tipi e le zecche delle monete del complesso, originariamente consistente di circa 1100 solidi, sono infatti ben 337 quelli
della zecca ravennate, quasi l80 per cento della parte recuperata68.
Dalla fine del VI secolo i decanummia e pentanummia di Catania e i decanummia di Siracusa cominciarono a subentrare a quelli emessi a Roma e Ravenna, ma sembra che fino al terzo decennio del VII secolo la quantit di piccoli nominali in circolazione non dovette essere elevata; durante il regno di
Eraclio invece dovettero circolare ampiamente i folles contromarcati - sia
quelli della prima met del VI secolo sia quelli contemporanei coniati a Costantinopoli - sicch essi, dopo che negli anni della guerra contro i Persiani furono chiuse alcune zecche orientali (Antiochia, Tessalonica, Nicomedia e Ci65 Grierson 1973, 2, p. 503; Spahr 1976, p. 95.
66 Tusa 1966.
67 Cfr. Hendy 1972, pp. 123 e s.; Kent 1994, pp. 33-34; Arslan 2005, p. 191.
68 Panvini Rosati 1953; Id. 1985, pp. 7-14; Guzzetta 1995, pp. 20-21.

181

Giuseppe Guzzetta

zico)69, dalle quali in passato erano pervenuti apporti alla valuta presente in
Sicilia, alimentarono la circolazione in modo preponderante.
La mancanza di coniazioni in argento siciliane e di rinvenimenti di monete argentee - sia di quelle prodotte a Ravenna in abbondanza sotto Giustiniano I e in quantit calanti fino a Foca (602-610), sia delle altre successive relative alle serie dellhexagramma, coniate in Oriente essenzialmente tra il 615 e
il 680 circa e per lultima volta sotto Tiberio III (698-705)70 - dimostra il sostanziale bimetallismo della circolazione monetaria in Sicilia (e nelle regioni
meridionali dellItalia71), e lestraneit ad essa dei nominali argentei, alla cui
carenza sopperivano le abbondanti produzioni delle frazioni del solido.
Ampia dovette essere nel VII secolo la diffusione della moneta in oro, come lascia presumere la straordinaria quantit di tesori di aurei in prevalenza
dellepoca di Costante II e del figlio Costantino IV, talvolta composti anche di
gioielli, rinvenuti a Racalmuto nel 193972, Milazzo nel 193773, a Siracusa nel
187274, nel 190975, nel 194176 e nel 196477, a Pantalica nel 190378, a Scicli nel

182

69 Grierson 1968, 1, pp. 219-220; Morrisson 1970, pp. 258-259; Grierson 1982, pp. 84-86.
Ultime emissioni di Antiochia nel 610 sotto Foca, di Cizico nel 614/5 e poi negli anni 625/6628/9, di Nicomedia nel 617/8 e negli anni 625/6 e 626/7, di Tessalonica nel 629/630.
70 Grierson 1968, pp. 17-18, 270-274 nn. 61-68 (Costantinopoli), 437-442 nn. 48-58
(Costantinopoli), 465 n. 101 (Thessalonica?), 507 n. 203 (Ravenna, hexagramma cerimoniale),
534-536 nn. 21-27, 583 nn. 16-17, 628 n. 6; Morrisson 1970, pp. 257, 329, 400, 406, 423;
Yannopoulos 1978, pp. 2-5 (sulla cronologia della prima emissione) e passim; Id. 1982, pp. 117 e
120-121; Hahn 1981, pp. 17-18, 98-99, 133-134, 155, 189; Grierson 1982, pp. 103-105. Per lanalisi della distribuzione geografica dei rinvenimenti vd. Curta 1996, pp. 109-115 e Id. 2005, p. 118.
71 Guzzetta 1986b, p. 273; Id. 1989; Id. 2001, p. 571.
72 Composto da 203 monete (in particolare un tremisse di Zenone, un solido di Tiberio II,
2 solidi, 2 semissi e 12 tremissi di Maurizio Tiberio, 23 solidi e 2 tremissi di Foca, 116 solidi, 14
semissi e 29 tremissi di Eraclio, infine un semisse di Costante II) che sarebbero state occultate
allinizio del regno di Costante II; cfr. Griffo 1946, p. 17; Kent 1994, p. CVIII; Guzzetta 1995,
p. 23; Arslan 2005b, p. 127, n. 7060.
73 Rinvenuto accidentalmente, entro un vaso fittile, nellambito del centro moderno di
Milazzo, consisteva di poco pi delle 74 monete recuperate per il Museo di Siracusa, le quali in
seguito al mio esame risultano tutte di Costante II coniate a Costantinopoli (9 solidi degli anni
641-646, 7 del 650/1, 8 degli anni 651-654, 15 degli anni 654-659, uno del biennio 659-661, 17
degli anni 661-663, 4 semissi e 12 tremissi battuti tra il 641 e il 668), cfr. Guzzetta in c. s. che corregge quanto scritto, in seguito alla prima segnalazione di Griffo 1946, pp. 15-16, da Guzzetta
1995, p. 12; Morrisson 1998, p. 309; Guzzetta 2002, p. 714; Arslan 2005b, p. 123, n. 6840.
74 Consistente di pi libbre di monete doro e gioielli, dei quali poterono essere salvati soltanto alcuni solidi e tremissi di Costante II e il celebre anello lavorato a niello attribuito ad
Eudocia, cfr. Guzzetta 1995, p. 11; Id. 2002, pp. 720-722. Scheda dellanello, in Baldini Lippolis
1999, p. 213, n. 10.
75 Un solido e un tremisse di Costante II rinvenuti nel predio Tarantello in contrada Fusco,
cfr. Guzzetta 2002, p. 722.
76 Fu rinvenuto in via Savoia durante i lavori per la costruzione di un cinematografo e sarebbe
consistito di una ingente quantit di aurei bizantini, di collane, di vasi sacri. Gli aurei furono mandati al crogiuolo, mentre vasi, collane, perle furono venduti ad antiquari, Agnello 1952, p. 28, nota 2.

La moneta nella Sicilia bizantina

190879, che da un lato rispecchiano labbondanza della massa monetaria in circolazione - derivante sia dallaccresciuto volume di emissione della zecca siracusana negli anni di Costante II sia dallafflusso di valuta pregiata da Costantinopoli - e dallaltro possono connettersi rispettivamente con i disordini successivi allassassinio dellimperatore, con lo scompiglio provocato dalla prima incursione araba in Sicilia nel 669/70 e il saccheggio della stessa Siracusa80 e infine o con laltro saccheggio musulmano di Siracusa del 705 o con la rivolta dello stratego di Sicilia, Sergio, nel 71881.
Anche i rinvenimenti di monete di rame di Costante II, che tra quelli relativi al VII secolo sono finora i pi numerosi82, devono essere in rapporto con
il notevole incremento della produzione siracusana sotto il suo regno. Per
converso la successiva diminuzione dei ritrovamenti monetali relativi a Costantino IV (668-685) e al primo regno di Giustiniano II (685-695) riflette la
riduzione delle coniazioni siracusane in questo quarto di secolo.
Le testimonianze pertinenti ai decenni iniziali dellVIII secolo sono di numero alquanto ridotto, sebbene le spinte inflazionistiche dovessero essere non
lievi - come lascia presumere la fine della produzione dei mezzi folles sopra ricordata - e luso della moneta non fosse ancora variato. Bisogna tuttavia considerare che scarse furono le coniazioni durante regni di breve durata come
quelli di Filippico (711-713)83, Anastasio II (713-715)84, Teodosio III (715717)85 e si pu inoltre supporre che in quegli anni sia subentrata una fase di
recessione economica. Molto pochi sono gli esemplari di Leone III finora recuperati, bench appaiano essere state abbondanti le emissioni a suo nome.
77 Rinvenuto occasionalmente dagli operai di un cantiere edile allinizio di Corso Gelone

sarebbe stato composto da circa 700 solidi di cui ne furono recuperati per il Museo di Siracusa
119; 103 di questi sono di Costante II (in particolare 100 battuti a Costantinopoli tra il 661 e il
663 e 3 a Siracusa tra il 661 e il 668), 16 sono di Costantino IV (4 coniati a Costantinopoli nel
668, 10 a Siracusa tra il 668 e il 673, due a Cartagine negli anni 681-685), cfr. Guzzetta in c. s.
che corregge le precedenti attribuzioni di Curr Pisan 1962-64, pp. 262-263; Guzzetta 1995,
pp. 11-12; Id. 2002, p. 722.
78 Contenuto in un vaso di bronzo era composto di circa un migliaio di monete doro e di
almeno 14 pezzi di gioiellerie, di cui P. Orsi pot esaminare 9 solidi di Costante II e di
Costantino IV, cfr. Orsi 1904; Id. 1910; Guzzetta 1995, pp. 12-14.
79 Noto allOrsi soltanto per i due tremissi di Costante II chegli pot acquistare per il Museo
di Siracusa nel marzo 1909, cfr. Guzzetta 2002, p. 730; Arslan 2005b, p. 128, n. 7160.
80 Amari 1933, pp. 216 e ss.; Holm 1901, p. 591; Pace 1949, p. 118; Stratos 1976, che stabilisce nel 669/70 la datazione della prima incursione araba.
81 Sono le due occasioni in cui, come gi da tempo ho proposto, potrebbe essere stato occultato il tesoro di Pantalica, cfr. Guzzetta 1995, pp. 13-14.
82 Tanto nella Sicilia orientale quanto nel territorio calabrese di Reggio e Locri, cfr. Guzzetta
2002 e Id. 1986b, pp. 256 ss., quadro sinottico a pp. 268-269, e pp. 273-274.
83 Sul quale vd. Ostrogorsky 1968, pp. 123, 141-142; Grierson 1968, p. 664; HollingsworthCappel 1991.
84 Cfr. Ostrogorsky 1968, pp. 142-143; Grierson 1968, p. 673; Hollingsworth 1991a.
85 Cfr. Ostrogorsky 1968, pp. 143-144; Grierson 1968, p. 684; Hollingsworth 1991b.

183

Giuseppe Guzzetta

Se in generale piuttosto debole dovette essere la circolazione monetaria per


tutto lVIII secolo, il momento di crisi acuta si pone negli anni tra Leone IV
e Michele I, dal 775 all811, segnati da una lacuna di testimonianze che pi
ampia del ventennio di interruzione delle coniazioni del rame (780-802) di cui
si gi fatto cenno. Un segno finora eccezionale di un perdurante rapporto
anche monetario con la capitale dellimpero dato dal tesoro di solidi rinvenuto nel 1950 presso Capo Schis86; ne furono recuperati 180 coniati a Costantinopoli sotto gli imperatori Leone III (717-741), Costantino V (741-775),
Artavasde (742-743), Leone IV (775-780) e Costantino VI (780-797), e di questultimo lesemplare pi tardo, un solido degli anni 790-792.
Una nuova e crescente apparizione delle testimonianze si pu rilevare per
il periodo che ha inizio con Leone V (813-820) e prosegue con Michele II
(820-829) e Teofilo (829-842), ma ad essa succede una drastica riduzione per
il regno di Michele III (842-867), al quale risalgono le ultime e scarse emissioni di Siracusa, mentre i Musulmani procedevano alla conquista della Sicilia.
Una stretta connessione quindi si osserva tra gli addensamenti e le lacune
delle testimonianze della circolazione monetaria e le differenti fasi di attivit
della zecca di Siracusa, la quale non soltanto precorse quella di Costantinopoli in alcune manovre monetarie, come si rilevato in precedenza, ma anche se
ne distacc procedendo nel IX secolo lungo un percorso differente.
La Sicilia bizantina fu permeata dalluso della moneta non meno di altre
regioni dellimpero, ma anchessa, come i territori orientali, sebbene in misura inferiore, pare colpita da un indebolimento della vita cittadina e da un processo di ruralizzazione, da un rallentamento del commercio e della circolazione monetaria tra la fine del VII e gli inizi del IX secolo87; quando una nuova
linfa cominci a scorrere nel suo corpo sociale e un nuovo assetto prese a costituirsi, il thema di Sicilia dovette soccombere alle forze dellIslam.

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86 Agnello 1953; Guzzetta 1986a, p. 130; Id. 2002, p. 716; Arslan 2005, p. 124, n. 6910 (con
dati erronei).
87 Guzzetta 2002, pp. 742-744; per i territori orientali dellimpero vd. ora Metcalf 2001 e,
con differente valutazione, Curta 2005.

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