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J. .

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SETTIMANALE ANARCHICO
FAI - FEDERAZIO N E AN ARCH ICA ITA LIA N A
9 gennaio 1977 - n. 1 - anno 57 - Lire 150
zionari.

INTERVISTA A JUDITH M ALINA

Miti m aschili: la relazione tra


fem m inism o e anarchism o
Il brano che segue un intervento della compagna Judith Malina
fondatrice, assieme a Julian Beck, del LIV1NG THEATRE sul Ris
veglio femminista. Pur concordando con molte delle osservazioni della
Malina, alcune di quest non ci trovano daccordo. Non crediamo, ad
esempio, che sia per paura (e tanto meno per paura di apparire effemminati) che gli anarchici non diano molto credito alla non-violenza e so
stengano, in genere, la necessit, probabilmente inevitabile, della lotta
armata nellabbattimento del capitale e dello stato. Inoltre il tema della
lotta armata appare, dalle affermazioni della Malina, come mito del
pensiero anarchico e non come risposta critica e pragmatica alla violen
za quotidiana e soprattutto a quella armata che ogni potere adotta e adotter per conservarsi e per garantirsi la sopravvivenza. Nonostante ci
riteniamo importante lintervento della compagna Judith, soprattutto se
potr provocare un ulteriore e un pi ampio dibattito.
GRUPPO ANARCHICO E.MALATESTA (FAI) - IMOLA
Vivendo in una cultura dominata da
una imperante mitologia maschile dif
ficile per le femministe prendere impor
tanti e inevitabili provvedimenti che va
dano oltre la nostra primaria lotta con
tro i pi ovvi abusi delle leggi e dei le
gislatori maschili. Anche la valorosa lot
ta per il possesso dei nostri corpi e la
lotta per uguali diritti nei settori del la
voro e delleducazione, della nostra vi
ta sessuale, domestica e pubblica in
sostanza appena un fare appello alla
categoria dei maschi affinch revochino
una legislazione ingiuriosa fatta propria,
da loro. Ma anche se ci fosse un pari o
maggior numero di donne che decido
no le leggi, la struttura patriarcale nella
quale esse si troverebbero ad operare
continuerebbe ad essere offensiva a cau
sa della forma di governo intrinsicamente gerarchica. V i un vistoso disequili
brio nella struttura, non solo della nos
tra cultura ma nella nostra intera civilt.
Abbiam o ragione, evidentemente, a com-

battere prima per specifici risultati e


contro specifici abusi, perch le dirette
e immediate sofferenze che ci vengono
imposte e la loro alleviazione sono una
priorit che le donne hanno sempre ca
pito con una capacit pi esistenziale di
quanto le leggi maschili non potranno
mai prendere in considerazione.
Ma la via della rivoluzione sempre
duplice (non divisa ma duplice) prenden
do in considerazione il provvedimento
immediato dellabolizione degli abusi e
della risposta ai bisogni e anche arric
chendo il nostro panorama con alcuni
barlumi di strategia che entrano lottano
e profondamente nella nostra vita e che
impediscono al nostro intervento nella
prassi di diventare condizionato e set
tario. Abbiam o bisogno di riesaminare la
struttura patriarcale della condotta com
pletamente mascolinizzata nascosta den
tro il dominio del linguaggio, della cul
tura ecc. Ma soprattutto nelle forme
quotidiane dei rapporti sociali nei qua-

li giace sepolta la radice della nostra sot


tomissione alla patriarchia. Finch non
capiamo come il nostro comportamento
sessuale crea un modello per tutti i no
stri comportamenti, rimarremo sotto
messe ai maestri che ci guidano con im
magini virili, con concetti di falso orgo
glio, con rigidit, valorizzando solo aspetti fisici, o come padri carismatici,
con forzata retorica, con lo scettro e col
bastone.
Le donne sanno che " i diritti della
d onna" non saranno loro garantiti pa
ternallsticamente dentro la prigione di
una cultura maschile. Sappiamo che la
struttura nella quale basata la nostra vi
ta una finzione, una mitologia alla qua
le non possiamo rendere credito o fidu
cia pi a lungo. Nel momento in cui co
minciamo ad osservare le pi profonde
implicazioni del femminismo alla luce
degli squilibri sociali, sono parecchi I mi
ti della mitologia maschile che siamo
pronte a individuare e a demistificare.
Per mitologia intendo un concetto fittizio cosi profondamente radicato nel no
stro modo di pensare da avere le qualit
di una fede quasi religiosa. I suoi princi
pi fondamentali sono incontestati e sem
bra qualcosa di eretico contestarli o al
trimenti pensato come "innaturale" o
contrario a qualche intrinseca funzione
umana il contestarli.
Il mito principale il mito dellauto
rit stessa. Come anarchica questo lho
sempre capito, ma come femminista at
tivamente presente nel risveglio femmi
nista io intendo la sua funzione in modo
completamente nuovo. Il mito dellauto
rit sostenuto da tutti gli altri miti del
la nostra societ autoritaria, ma esso fa
emergere il fatto amaro che molta gente
creda sia necessaria alla nostra condizio
ne umana il ruolo di una superiore figu
ra patriarcale di qualche genere. I miti
del beneficio sociale della competitivit,
della combattivit e delle coercizioni fi
siche sono stati utilizzati nella corrente
principale della nostra cultura al fine di
sostenere questa nozione. U no di questi
miti il concetto della validit della for
za fisica come metodo utile per risolvere
i conflitti ha portato alla falsa imma
gine della virilit che domina la nostra
letteratura, la canzone, il teatro, l'arte e
la storia. Dalla Bibbia al cinema di John
Wayne il mito consolidato: chi ha la
forza fisica maggiore o pi spietato o
pi sicuro nel tirare col fucile, conse
guentemente il migliore, e ha conseguen
temente lautorizzazione a comandare.
L'aspetto quasi religioso di questo mito
culmina non nel ritenere che "il potere
fa il diritto", come dice il proverbio, ma
nella credenza quasi piistica che "il dirit
to fa il potere" e che in essi vinceranno
la lotta sanguinosa che giusta e che ha
dalla propria parte presupposti rivolu-

N e l c o rso del m io la v o ro h o in c o n tra


to c e n tin a ia d i p e rso n e e tra lo ro una
gran parte e ra n o an arch ici, c h e so ste n g o
n o che la lotta arm ata u n in d isc u tib ile
necessit. E nelle m ie d isc u ssio n i c o n lo
ro, q u a n d o io h o o b b ie tta to a questa lo
ro c o n v in z io n e , le risp o ste d im o stra v a n o
la lo ro paura che q u alsiasi strategia n o n
vio le n ta sia se n tim e n ta le ed effem m i*
n a ta ". E ssi d im o s tra n o u n a paura ch e I'
a ltru ism o , o, ancora peggio, la tenerez
za, ra p p re se n tin o u n a m in a ccia alla lo ro
virilit, che essi cio sta re b b e ro p e n sa n
d o da fif o n i o sareb b e ro in cap aci d i lo t
tare. E n a tu ralm e n te questa paura ri
flessa in m o lte d o n n e che s o n o afferrate
dalla paura p ro vo c a ta dal m a sc h io di es
sere co n sid e ra te p i d e b o li e m e n o ag
guerrite degli u o m in i. M a q u e sto lo ri
sc o n tro assai m e n o m a n o a m a n o che
p ro gre disce il risve glio fe m m in ista . La
c o m p e titivit u n a ltro m ito della c u l
tura su p e rm a sc o lin izza ta . L accettazione
di stru ttu re ge rarchiche e la n o z io n e di
c o m p e titivit c o m e b e n e fic io sociale so
n o strettam ente correlate. L 'e s e m p io di
sp o rt c o m p e titiv i fo rse t r o p p o facile
per la n o stra d e fin izio n e . M a l'e se m p io
della negativit della n o stra scu o la c o m
petitiva, d i p ro m o z io n i, esam i, d i p rim i
della c la sse ", e la paura e la tragedia d e
gli e rro ri e dei cattivi vo ti, d im o stra n o
ch iaram e n te c o m e n o i sia m o p o rta ti a
fu n z io n a re socialm ente.
Le stru ttu re p ira m id a li d e llo stato
che il m o v im e n to lib e rta rio sta lo tta n d o
per d im o stra re c o m e sia n o u n m ale n o n
necessario, n o n s o n o n ie n t'a ltro che u n
e ste n zio n e d i questa fo rm a c o m p e titiva
d i c o n d o tta e d i teoria. I se n tim e n ti d e l
le d o n n e e le q u alit d e lle d u c a zio n e
fe m m in ile te n d o n o , al c o n tra rio , a ll'a l
tru ism o e al m u tu o so c c o rso , alla c o o p e
ra zio n e p iu tto sto che a s o lu z io n i co m p etitive/esplosive d i fro n te a p ro b le m i um ani e so cia li. C i che stia m o ce rc a n d o
d i fa tto u n a fe m m in iz z a z io n e della n o
stra c u ltu ra . E per q uei m a sc h i che so n o
o ffe si da q u e sto c o n c e tto lasciatem i ag
giungere che co n sid e ra re q u e sto c o m e un
genere d i guerra tra u o m in i e d o n n e esattam ente q uella specie d i p en sie ro
c o m p e titiv o che sto su g g e re n d o d o b b ia
m o im parare ad evitare, o p iu tto sto a d i
sim parare. P o ic h n o i a b b ia m o ab b astan
za, tutti n o i. p e n sa to di d ife n d ere la c u l
tura del m a sc h io e di sentire che fe m m inizzare la c u ltu ra sarebbe u n m ettere in
p e rico lo il naturale e sp o n ta n e o e q u ili
b rio della nostra societ.
Il fa tto che la c u ltu ra n o n e q u ili
brata. Il fa tto che le caratte ristich e m a
sc h ili s o n o le d o m in a n ti e sp esso le sole
caratteristiche che m o tiv a n o l a zio n e e il
p en sie ro nella n o stra stru ttu ra sociale.
S tia m o p a rla n d o d i e q u ilib rio in una s o
ciet d o m in a ta da m aschi, nella q u ale le
in flu e n ze fe m m in ili s o n o state distorte,
d istru tte e represse. Q u a n d o il p rin c ip io
della le ad e rsh ip co rre tta m e n te a n a liz
za to c o m e la rip e tizio n e della vecchia e
quasi m istica fo rm a d i d o m in a z io n e del
lim m a g in e paterna e c o m e l'In te ra m ito
logia psicose ssu ale ch e trascinata c o n
essa, a llora i p rin c ip i delle a n arch ich e v i
sio n a rie c o m e L u is a M ic h e l e F lo ra Tristan, e M a ria L u is a B e rn e ri e E m m a G o ld m a n n e D o r o t y D a y p o s s o n o essere tra
d o tti in a z io n e diretta. I p r in c ip i fe m
m in isti s o n o u n e sp re ssio n e d i libert in
c o m p a t ib ile c o n il p r in c ip io della leader
sh ip . L a base del f e m m in is m o a n tia u to
ritaria d e fin e n d o l'a u t o r it a r is m o c o m e
fo rm a patriarcale. L a sto ria , m u o v e n d o
a ttra ve rso tu tti n o i, a m m o n is c e il m o v i
m e n to a n a rc h ic o a ric o n o sc e re q u e sto
legam e.
N o n p o s s ia m o p re d ire o p ro g ra m m a re
il genere d i a z io n e d iretta c h e p u a ssu
m ere u n a c u ltu ra fe m m in ista , o a n c h e il
genere d i a z io n e d iretta c h e u n m o v i
m e n to a n a rc h ic o p u p re n d e re q u a n d o
esso a cce tti la presa d i c o sc ie n z a fe m m i
nista nella sua c o rre n te d i p en sie ro . M a
n o i p o s s ia m o p revedere c h e le su e d i
m e n s io n i si b a se ra n n o su llenergia cre ati
va delle p e rso n e le c u i p re z io se capacit
c o stru ttiv e s o n o state se p o lte s o tto la
d o m in a z io n e dei m iti m a sc h ili p er m i
gliaia d i a n n i, e q u a n d o q u e sta energia
d ir o m p e r ....
J u d it h M a lin a
(trad. a cu ra del G r u p p o A n a r c h ic o
M a la te sta d i Im o la )