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Work-life balance: tempo di agire

Qual attualmente la situazione in Europa?


Commissione e Parlamento hanno deciso di agire per migliorare lequilibrio vita-lavoro di tutti i cittadini,
uomini e donne: una leva in grado di migliorare notevolmente lattuale disuguaglianza di genere. Ecco
alcuni dati di contesto che raccontano la situazione, oggi.

In tutta Europa il tasso di natalit sensibilmente diminuito negli ultimi decenni.

Gli studi dellultimo decennio sollevano molti dubbi riguardo leffettiva efficacia di un pi
lungo orario di lavoro in termini di aumento della produttivit.

La perdita di PIL nel mercato del lavoro europeo attribuibile al gender gap stimata al
10%.

La disuguaglianza sul mercato del lavoro ha conseguenze che durano (e peggiorano) nel
tempo: il gender pension gap (39%) pi del doppio del gender pay gap (16%)!

I congedi legati a motivi familiari sono ancora motivo di forte discriminazione per uomini
e donne, nonostante il quadro normativo esistente a livello europeo.

Solo il 10% dei padri usa almeno UN giorno di congedo di paternit.

Il 97% delle donne usa il congedo parentale disponibile per entrambi i genitori.

Solo 11 Stati membri hanno raggiunto il primo degli obiettivi di Barcellona (2002, servizi
di cura per linfanzia accessibili al 90% dei bambini tra i tre anni e linizio dellobbligo
scolastico), mentre solo 10 Stati membri hanno raggiunto il secondo obiettivo (servizi di
cura per linfanzia accessibili al 33% dei bambini di et inferiore ai 3 anni).

3,3 milioni di cittadini europei tra i 15 e i 34 anni hanno dovuto rinunciare al lavoro a
tempo pieno per mancanza di servizi di cura per i propri figli o altri parenti a carico.
Anche nel campo dei servizi, gli investitori e le aziende del settore dovranno rispettare le
normative europee ed essere sottoposti allo stesso numero di controlli.

Il rapporto di iniziativa del Parlamento


Il Parlamento europeo ha deciso di redigere una relazione diniziativa per portare maggiore attenzione
al dibattito e per richiedere alla Commissione di intensificare il suo lavoro in questo campo. Soprattutto,
questa relazione una reazione alla roadmap e alla relativa consultazione pubblica lanciate dalla
Commissione nel 2015, dal titolo Un nuovo inizio per fronteggiare le sfide del work-life balance
affrontato da famiglie di lavoratori.
Lobiettivo di questa iniziativa della Commissione quello di aumentare la partecipazione delle
donne al mercato del lavoro attraverso la modernizzazione e ladeguamento del quadro giuridico
politico dellUE al mercato del lavoro di oggi, per consentire ai genitori con bambini e/o altri parenti a
carico un migliore equilibrio tra famiglia, lavoro e vita privata, sostenere una maggiore condivisione

delle responsabilit familiari tra uomini e donne, e rafforzare la parit di genere nel mercato del lavoro.
Lo scopo di questa relazione - e delle politiche di conciliazione vita privata-vita lavorativa in generale
- non solo la promozione della parit di genere nel mercato del lavoro e in altre sfere della societ,
ma anche dare ai bambini la possibilit di raggiungere il loro pieno potenziale, fornendo loro
unistruzione di alta qualit e servizi di cura per la prima infanzia, accesso ad attivit ricreative, culturali
e sportive e, soprattutto, tempo con i loro genitori.
Flessibilit: il rapporto specifica che per conciliare lavoro, vita privata e familiare non esiste una
soluzione one-size-fits-all, e il giusto equilibrio deve essere trovato per ogni persona, al fine di
soddisfare le loro esigenze personali e familiari.

Azioni proposte:
Adeguati regimi di congedo condivisi. La mancanza di sistemi di congedi retribuiti per i padri, o
linadeguatezza degli incentivi per usarli, aumenta la disuguaglianza di genere nella condivisione
del lavoro di cura della famiglia tra donne e uomini. Poich le donne sono le principali utilizzatrici
dei congedi legati a motivi familiari, la loro posizione nel mercato del lavoro indebolita per quanto
riguarda laccesso al mercato del lavoro, il salario e lavanzamento di carriera. Allo stesso tempo, gli
uomini non sono supportati o motivati a prendere del tempo da trascorrere con la propria famiglia. Per
far fronte a questo, la relazione invita la Commissione a:

presentare una proposta di revisione della direttiva sul congedo di maternit, che
attualmente risale al 1992, adottata nellambito di competenza dellUnione europea
in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La direttiva in vigore prevede 14 settimane
di congedo di maternit retribuito e la protezione contro il licenziamento. La revisione
dovrebbe mirare a prolungare il congedo di maternit retribuito con modalit diversificate
di retribuzione, per consentire il soddisfacimento di specifiche esigenze e tradizioni
diverse nei diversi Stati membri;

presentare una direttiva sul congedo di paternit, per garantire che gli uomini assumano
la loro parte di responsabilit familiari, prevedendo un congedo minimo obbligatorio,
retribuito e non trasferibile, per i padri;

presentare una relazione sullattuazione della direttiva sul congedo parentale,

proporre una direttiva sui congedi per i carers, per consentire ai lavoratori di prendersi
cura di persone a carico.

Inoltre la relazione chiede:

di adoperarsi per cambiare gli stereotipi sui ruoli di genere;

di adottare misure per ridurre il divario retributivo di genere;

che vi sia piena disponibilit di strumenti di flessibilit organizzativa del lavoro (vigilando
che essi non siano un obbligo per nessuno), come telelavoro, smartworking, orari flessibili
e part-time.

Infine, la relazione sottolinea che le condizioni favorevoli per lequilibrio vita-lavoro nel mercato del
lavoro e una soddisfacente qualit di vita possono essere raggiunti solo se le persone hanno abbastanza
tempo fuori del lavoro per lo sviluppo personale, per esempio attraverso listruzione e la formazione,
e per il tempo libero. La Commissione dovrebbe pertanto intensificare le sue azioni nei confronti degli
Stati membri che non applicano correttamente la direttiva sullorario di lavoro. Inoltre, gli Stati membri
sono incoraggiati a mettere in atto misure di sostegno ai congedi per scopi di istruzione e formazione
e ai carrier breaks.

Alessia Mosca

Parlamento Europeo

Bruxelles, 9 settembre 2016

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