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Newsletter della Pontificia Facolt Teologica San Bonaventura Seraphicum

San Bonaventura
informa

ANNO III - N 29

In questo numero:

Editoriale
Il cantico delle creature
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e lhonore et onne
benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfno et nullu homo
ne dignu te mentovare.
Laudato sie, mi Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole, lo qual iorno,
et allumini noi per lui. Et ellu bellu e radiante
cum grande splendore, de te, Altissimo, porta
significatione.
Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle,
in celu li formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si, mi Signore, per frate vento et per
aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale
a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi Signore, per soraqua, la quale
multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si, mi Signore, per frate focu, per lo
quale ennallumini la nocte, et ello bello et iocundo
et robustoso et forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre
terra, la quale ne sustenta et governa, et produce
diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si, mi Signore, per quelli ke perdonano
per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke l sosterrano in pace, ka da te,
Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si mi Signore per sora nostra morte
corporale, da la quale nullu homo vivente p
skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata
mortali; beati quelli ke trovar ne le tue santissime
voluntati, ka la morte secunda no l farr male.
Laudate et benedicete mi Signore et ringratiate
et serviateli cum grande humilitate.
San Francesco di Assisi
giugno 2015

speciale laudato si: chiavi di lettura


francescane sullenciclica di papa francesco
pag. 2
morale e societ: riservatezza e trasparenza
nella santa sede
pag. 16
teologia: i 70 anni dello studio teologico
per laici di padova
pag. 18
miscellanea francescana: anteprima sul
nuovo fascicolo
pag. 21
estate missionaria: sulle banchine del tevere,
a parlare di dio
pag. 22
tra le righe: chiara e francesco
pag. 24
cultura dellaccoglienza: happy therapy,
nellestate di bimbi&Co.
pag. 25
cineforum: Jura$$ic World
pag. 27
appuntamenti: in queste settimane...
pag. 30
Francescanamente parlando: le attivit
pag. 32

speciale laudato si
IL PROBLEMA ECOLOGICO E LE GRANDI SFIDE DEL NOSTRO TEMPO:
COSA CI CHIEDE LENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

di Giulio Cesareo*

Lultima fatica di papa Francesco, lenciclica Laudato si, sulla cura della casa comune, il documento
pontificio sullecologia, che era atteso da tempo.
Non potendo per ovvie ragioni di spazio offrire una sintesi compiuta del testo, mi limiter a
evidenziarne alcuni tratti particolarmente significativi, con lambizione di sottolinearne delle chiavi
di lettura essenziali.
La prima cosa comunque certamente la scelta del titolo e del sottotitolo. Lutilizzo dellincipit del
celeberrimo Cantico di frate Sole di san Francesco senza alcun dubbio
espressione di una notevole creativit e originalit che allo stesso tempo
non fa altro che confermare e ribadire quanto la scelta del nome Francesco
da parte di papa Bergoglio non sia stata unazione di marketing spirituale,
quanto il frutto di unintuizione, secondo la quale il Poverello dAssisi, in
quanto trasparenza di Cristo stesso (lAlter Christus), davvero fonte di
ispirazione per lesercizio del ministero petrino e la vita di tutta la Chiesa
in questa seconda decade del terzo millennio cristiano.
Il sottotitolo del documento, poi, sulla cura della casa comune, lascia
intravvedere sin dallinizio almeno tre chiavi di lettura essenziali, che
ritornano a pi riprese, di tutto il documento e della questione ambientale tout court.
1. Anzitutto lambiente , il mondo, la natura non qualcosa da cui gli uomini possono separarsi
per analizzarlo e gestirlo quasi dallesterno, dal momento che la loro unica casa, lunico ambito
della loro vita in quanto umana.
2. In secondo luogo lambiente non uno spazio asettico o vuoto, quanto la casa degli uomini.
E dire casa fa riferimento a una realt ordinata, sensata, significativa, ma soprattutto abitata.
3. Infine proprio questo aggettivo abitata che fa pendant con comune del sottotitolo rinvia
al fatto che lambiente lo spazio delle relazioni interpersonali che sono la quidditas della vita
dellumanit. La questione ambientale dunque essenziale perch lumanit si scopra famiglia e non
confederazione di singoli.
giugno 2015

Il documento si presenta come un testo relativamente lungo per il suo genere sebbene sostanzialmente
semplice e accessibile a lettori credenti e no che non siano particolarmente addentro n alle
questioni teologiche, n tantomeno a quelle ambientali o relative alla giustizia sociale, che un tema
molto ricorrente, insieme a quello ecologico, delleconomia e della cultura occidentale consumistica,
che si sta imponendo su vasta scala per tutto il pianeta.
In questo senso il pontefice propone continuamente una visione
dinsieme del problema ecologico, allinterno delle altre grandi
questioni e sfide del nostro tempo: dalla lotta alla povert alla
promozione della giustizia, da una rivoluzione culturale basata
sulla gratitudine e sulla sobriet a una vera gestione politica
(nel senso forte del termine) delle dinamiche fondamentali della
societ mondiale, attualmente in mano a poteri occulti in qualche
modo legati al mondo dellalta finanza e dei grandi gestori dei
Foto: www.perlapace.it
mass media.
In modo particolare la proposta cristiana a questa crisi globale del nostro tempo, di cui il disastro
ecologico non che un aspetto, richiede soluzioni globali, organiche, appunto, in cui necessario
agire sulle coscienze dei singoli attraverso leducazione (etica e estetica soprattutto) e delle masse,
per re-imparare a percepire il mondo e la vita come dono del Padre, che si dona nelle persone e nelle
cose attraverso il suo Figlio incarnato per la potenza dello Spirito santo.
La fede in Cristo cio offre lopportunit di scoprire la realt come casa
delle relazioni damore, che partono dal Padre e ci raggiungono e ci
coinvolgono.
In questo modo niente e nessuno pu essere semplicemente qualcuno
o qualcosa, ma tutto, dalla pietra al filo derba fino allembrione al
malato e allanziano in casa di riposo, portatore in maniera peculiare e certamente differenziata
di una Presenza che si offre come amore e invita alla cura e allamore a 360.
Il mondo come la casa delle relazioni: laudato s!

*OFMConv, docente di Teologia morale, Metodologia e Teologia trinitaria


Direttore dellIstituto Mulieris dignitatem per studi sullunidualit uomo-donna

giugno 2015

speciale laudato si
Costruire una buona ecologia con arte e poesia.
Giacomo di Sarug, Efrem il Siro, Isacco di Ninive

di Tomasz Szymczak*
Se teniamo conto della complessit della crisi ecologica e delle sue molteplici cause, dovremmo
riconoscere che le soluzioni non possono venire da un unico modo di interpretare e trasformare la
realt. necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, allarte e alla poesia,
alla vita interiore e alla spiritualit. Se si vuole veramente costruire unecologia che ci permetta
di riparare tutto ci che abbiamo distrutto, allora nessun ramo delle scienze e nessuna forma di
saggezza pu essere trascurata, nemmeno quella religiosa con il suo linguaggio proprio.
FRANCESCO, Laudato si, 63
Adamo, nuovo unto, diventato limmagine del Figlio, venuto nel mondo e tutto il mondo si
inginocchiato e si prostrato davanti a lui in adorazione.
La luce lo ha accolto perch limmagine della Luce brillava sul suo volto. Il firmamento si rallegrato,
le stelle si presentarono al suo servizio. Il mare si rallegrato e ha preparato i pesci da offrirgli. La
terra si rallegrata e si inginocchiata davanti a lui, con i suoi alberi. Il sole e la luna hanno offerto a
lui i loro raggi, che sono piaciuti al nuovo padrone. I rettili aquatici e gli uccelli che volano nellaria
sono venuti a gruppi per rendergli omaggio.
Tutti gli animali domestici, tutti gli animali selvatici e gli uccelli si piegano per accogliere il suo
giogo. Sono venuti da lui come la propriet da un maestro, mandria dopo mandria, stormo dopo
stormo, paio dopo paio, fila dopo fila. Sono venuti a rendergli omaggio, pieni di pace e amore per lui.
E le bestie feroci inchinavano le loro teste nel segno dellobbedienza davanti alla grande immagine
di Dio, incisa sullAdamo.
Appena il cosmo lo ha visto, si sottomesso totalmente a lui: ogni animale domestico e addirittura le
bestie selvatiche sono venute vicino per dare a lui la reverenza, e lui le ha sigillate come sua propriet.
Ha chiamato i loro nomi, e con i nomi le ha soggiogate, perch il Signore ha dato a lui come la
propriet. Era giusto, perch era immagine di Dio, di porre le mani sopra ogni cosa che il Signore, il
suo Signore, ha creato. Lui stesso non poteva creare, ma ha dato i nomi e cosi diventato il partner
di Dio nellopera della creazione.
(Giacomo di Sarug , Omelia sulla Creazione del mondo. Il sesto giorno)
giugno 2015

Che vocazione meravigliosa, che ruolo grande assegnato allessere umano! Quale posizione importante
che Dio assegna alluomo nelluniverso. Il vicer e il partner di Dio nellopera della creazione! C
oggi ancora qualcuno che riesce a guardare il mondo in questa ottica? Dopo la lettura dellenciclica
Laudato si, sembra di s.
Il testo riportato sopra un frammento dellomelia di un grande autore antico che scriveva in lingua
siriaca, Giacomo di Sarug (451-521).
Questo frammento fa parte di un ciclo delle omelie sui sei giorni della
creazione, e pi precisamente, dellomelia che concerne il sesto giorno,
in cui secondo il racconto della Genesi fu creato luomo.
Gi da quel passaggio possiamo comprendere che la visione ecologica
di Giacomo di Sarug radicata nella Bibbia e nasce da essa. Giacomo
consapevole dellintima relazione che ricorre tra Dio, luomo e il creato;
del ruolo delluomo affidatogli dal Creatore - luomo come ambasciatore
o vicer che esercita lautorit sul creato, ma questa autorit significa
piuttosto responsabilit.
Il pensiero di Giacomo si inserisce in un grande fiume che nasce da una sorgente che zampillava nelle
citta di Nisibis e Edessa e si chiamava santEfrem il Siro (306-373).
stato lui, lArpa dello Spirito Santo, a dare inizio a quello specifico e profondo modo di percepire
il mondo, ripreso poi da tanti poeti e autori siriaci. La sua visione del creato e il suo rapporto con
Dio e con luomo cos impressionante e attuale, che uno dei massimi esperti degli studi siriaci nel
mondo, Sebastian Brock, notando la grandezza di quel pensiero ecologico di santEfrem, non esita a
dire che sarebbe un ottimo patrono dellecologia! (giocando in casa dobbiamo aggiungere: se il posto
non fosse gi occupato da san Francesco).
Colpisce prima di tutto la profonda consapevolezza che Efrem aveva dei legami che esistono tra tutto
ci che creato e che nulla esiste nellisolamento.
Ma non tutti si accorgono di questo fatto. Efrem osservava che nei
confronti del creato si pu avere uno dei due atteggiamenti, espressioni
della nostra responsabilit o della sua mancanza.
Latteggiamento giusto quello di gratitudine e meraviglia, quello
sbagliato latteggiamento di arroganza e avidit.
Latteggiamento giusto si traduce anche nella capacita di trattare il mondo
come un libro, come un sacramento che racconta la bellezza del suo
Creatore.
Tuttavia, dopo la caduta dei primi genitori larmonia primordiale, quel
bellissimo rapporto che esisteva tra esso, luomo e Dio stato distrutto. Non siamo pi capaci di
leggere il mondo come il luogo della rivelazione divina, i nostri rapporti con il creato sono pessimi e
peggiorano ancora.
Efrem non perde comunque la speranza, vede che nella storia della salvezza proprio il peccato diventa
il luogo dove si sperimenta la misericordia.
giugno 2015

consapevole comunque, che il cambiamento esige la collaborazione di tutti, a causa della


sopranominata consapevolezza che tutto legato con tutto.
Tutto landamento del rapporto tra di noi e il creato dipende quindi dal nostro rapporto con Dio. Se la
nostra relazione con Dio va male, andr male pure la nostra relazione con il creato.
Eccoci lesortazione di Efrem in una frammento che potrebbe essere proposto come una delle pi
semplici, belle e potenti sintesi della visione ecologica cristiana:
Nutrite le vostre anime con il timore di Dio, e Dio nutrir il vostro corpo. Fa queste cose, in modo
che quello che voi stessi non siete in grado di procurare, possa esservi donato da Dio. Prendi nota di
questo, se Dio non procurer la pioggia e il vento, essere ansioso non ti servir a niente. Obbedisci
dunque a Dio e la creazione obbedir alle Tue esigenze.
(Efrem il Siro, Commentario al Diatessarone VI.18a)
LEnciclica Laudato si di Papa Francesco incoraggia a un certo punto a prendere in mano il pensiero, la
poesia, larte delle diverse culture, per cercare in esse il respiro, lispirazione
che potrebbe aiutare a recuperare la visione del creato.
San Francesco e il suo discepolo san Bonaventura sono stati gi citati
nellenciclica, mi sono permesso quindi di giocare fuori casa, prendere in
mano la poesia e il pensiero che proveniva dallaltro circolo culturale e
rimandare chi fosse interessato pure a queste fonti della saggezza, che si
nascondono tra le righe della letteratura dei padri siriaci.
E come vediamo, alla fine i pensieri dei santi, dei mistici, dei poeti, degli
artisti che agiscono sotto la guida dello Spirito Santo convergono, pur essendo
distanti nella particolarit della espressione, nel tempo della formulazione,
nella provenienza geografica. Il nucleo del pensiero rimane invariabile: la
razza umana uscita dalle stesse mani da cui uscito lagnello e la tigre. S, siamo fratelli e sorelle.
Ma la pace e il decoro della casa comune dipendono dal nostro comportamento, non dalla condotta
degli scoiattoli e delle alghe. E di questo tratta tutta la Laudato si. E di questo tratta il testo riportato
sotto, in cui Isacco di Ninive annunzia una buona novella la pace tra il mondo creato e luomo
possibile. necessaria per la conversione: accoglienza dellopera redentrice di Cristo.
Luomo mite avvicina le bestie feroci e nel momento in cui posano il loro sguardo su di lui, la loro
ferocia viene calmata. Vengono da lui e aderiscono a lui come loro Maestro, muovendo le code e
leccando le sue mani e i suoi piedi. Sentono come se emanasse da lui lo stesso profumo che usciva da
Adamo prima della trasgressione, nel tempo quando erano radunate davanti a lui e lui conferiva a loro
i nomi, nel Paradiso. Questo profumo stato tolto da noi, ma Cristo lo ha rinnovato e ce lo ha ridato
nel momento della sua venuta. Questo ci che addolcisce la fragranza dellumanit.
(Isacco di Ninive, De perfectione religiosa)

*OFMConv, conferenziere e dottorando al Biblicum


giugno 2015

speciale laudato si
Cambio depoca? Dalla cultura dello scarto
alla cultura dellammirazione con Francesco

di Orlando Todisco*
Francesco figura inaugurale - Linizio - il primo mattino - il luogo dellindicibile per la sua
ricchezza. Noi per non siamo allinizio - luomo stato creato per ultimo - bens fatti per linizio,
impegnati cio ad attivare una dialettica liberatoria da ci che ci incurva su noi stessi o isola le cose
dalla loro sorgente. quanto sollecita papa Francesco, figura inaugurale, il cui sguardo ammirativo
per le cose ben diverso dallo sguardo mercantile, luno attento alla cosa come questa o quella, laltro
alla prestazione cui la cosa deputata; per luno la cosa dammirare, per laltro da sfruttare. Papa
Francesco insegna a riscoprire il fascino delle creature rinnovando la lezione di Francesco dAssisi.
Il Cantico delle creature - Innalzando a Dio il Cantico delle creature, ignorava forse il Poverello
dAssisi che il sole brucia talvolta i raccolti e inaridisce la terra; che il vento
spazza via ci che incontra sul suo cammino; che lacqua talvolta inonda e
devasta; che il fuoco minaccia le abitazioni dei poveri? E allora - occorre
concludere - lesaltazione degli elementi nel Cantico delle creature , oltre
che linno di lode al creatore, anche un invito a organizzare le cose perch
siano motivo di vita, non di morte, di gioia, non di sofferenza. Il che
possibile uscendo dalla logica selvaggia del puro profitto. Oltre che simbolo
della pacificazione cosmica, il Cantico delle creature anche un progetto di
strategia operativa a salvaguardia del creato.
Dalla cultura dello scarto alla cultura della custodia - Come non lasciarsi prendere dalla bellezza
multiforme, di cui ogni creatura un riassunto? Come uscire dalla cultura dello scarto, sostenuta
dal primato dellutile, ed entrare nella logica del rispetto, promossa dalla cultura dellammirazione? A
quale condizione possibile questo passaggio? qui il cambio depoca che papa Francesco sollecita.
Ebbene, limitandoci allaspetto filosofico, quale loperazione a cui occorre metter mano? Rispondiamo
pensando a Francesco dAssisi, il cui atteggiamento complessivo invita a disertare lambito della
ragione e ad abitare un terreno, altro dalla ragione, da cui ammirare la bellezza delle creature.
Eravamo idioti e soggetti a tutti, leggiamo nel suo Testamento. Non lelogio dellignoranza o la
denuncia di un sapere da acquisire. piuttosto lenunciazione di un programma da attuare. Ebbene,
in cosa consiste tale programma?
giugno 2015

Ruolo definitorio della ragione - Il ruolo della ragione di rispondere allinterrogativo cos
questo? promuovendo lidentificazione della cosa. Il che ha luogo insegnando a de-finire - porre fine
alloscillazione di senso dei fenomeni - o a de-terminare - porre termine alla discussione tra i vari
punti di vista, dicendo che una cosa questa e non altro.
La ragione indica la via dellordine contro il disordine, della legge contro la trasgressione, della
norma contro la devianza; o anche, lo strumento che dota di punti di riferimento il paesaggio che
siamo chiamati ad abitare, sottraendolo allanarchia del dissenso.
Il mondo che la ragione esclude - Ma in questo modo la ragione cosa esclude? da quale mondo prende
le distanze? Interrogativo cruciale, da non eludere. La risposta non viene dalla ragione, dal momento
che cerchiamo ci che precede la ragione o altro
dalla ragione.
un interrogativo che solleva colui che vuole
che la verit della ragione non sia coperta dalla
maschera dellassolutezza con i suoi derivati
indiscutibili di bene e di male; un interrogativo
che solleva colui che vuole che la verit della
ragione appaia come uno strumento prezioso, e
nulla pi, una necessit di convivenza pacifica,
dunque funzionale, non assoluta o definitiva.
E allora - domandiamo di nuovo - quale la fonte
da cui la ragione prende le distanze? La risposta : quel mondo, detto inconscio, e cio che non si
lascia categorizzare, respinto nel regno delle pulsioni emotive; quel pensiero, per il quale le cose sono
fornite di intenzionalit; quel mondo - demoni, di, leggi, ideali - la cui sovrabbondanza semantica
nella storia ampiamente confermata e nella vita soggettiva sempre risorgente.
La ragione espunge tutto ci, o forse lascia solo nellombra un mondo che ritiene un insieme di punti
oscuri di una psiche immatura.
La ragione non prende forse le distanze anche da quel Dio delle religioni abramitiche, perch troppo
antropomorfico e dunque non razionalizzabile?
E che dire della concezione immacolata di Maria, dellincarnazione del Verbo di Dio, della resurrezione
di Cristo, in quanto fuori o contro ogni logica razionale?
La ragione nasce e si afferma per il controllo - Perch la ragione lascia ai margini questo regno che
costituisce la nostra singolarit, la nostra biografia intima, la nostra fede, il nostro mondo quotidiano?
Quale lobiettivo che la ragione persegue, con cui sta o cade? La risposta : il controllo lobiettivo
della ragione.
La ragione la fonte primaria del dominio delle cose e del controllo della societ; o anche, un
sistema di regole che inducono ad abdicare alla propria soggettivit e al proprio mondo, a favore del
mondo di tutti in quanto non di alcuno in particolare, in una sorta di impersonale comunitarismo.
Come altrimenti vivere se vien meno il controllo di ci tra cui viviamo?
giugno 2015

Non saremmo profondamente angosciati se sopraffatti dallimprevedibile? questo il ruolo prezioso


della ragione. Il risultato loggettivazione e cio il pensare le cose in maniera che non sfuggano alla
nostra logica e si prestino alle nostre manipolazioni.
Ebbene, di questo strumento che ci siamo serviti finora - filosofi, scienziati, dogmatici, moralisti con atteggiamenti assolutistici e definitori, procedendo alla razionalizzazione finanche della parola
rivelata, dopo per aver ricondotto Dio stesso a fondamento di ci che noi riteniamo vero.
Amiamo purtroppo vestirci spesso dei panni di Dio o servirci della sua autorit!
Recuperare il mondo francescano - Occorre recuperare quel mondo variegato di senso, da cui la
ragione prescinde.
Come? Facendo spazio a ci che razionalmente
incontrollabile - dalla poesia alla letteratura,
dallarte alla preghiera, alla liturgia.
la via della libert creativa, lungo la quale dare,
non rapinare, aprire, non chiudere, mettere a
frutto, non sprecare.
Il che comporta il ridimensionamento della
ragione, alla ricerca del massimo risultato con il
minimo impiego di mezzi.
E come? Potenziando la forza immaginativa dellanima, innamorata dello sguardo poetico, meditativo,
orante di Francesco dAssisi?
Il che comporta limpegno di imprimere al linguaggio visivo, oggi predominante, una verticalit che
sondi zone invisibili, dando luogo a scene di ammirazione e di preghiera, a una rinnovata liturgia nel
labirinto del mondo.
Questa non lepoca del cambiamento, ma il cambiamento depoca - O la ragione ridiventa
una voce, per quanto preziosa, solo una tra tante, o altrimenti, con il suo carattere omologante e
utilitaristico, continuer a coprire lintero territorio.
E allora linteresse non potr non pretendere il primo posto e con esso il profitto e quindi il denaro.
il registro interpretativo del reale nel suo insieme che ci interpella.
Non pi la ragione, strumentale e provvisoria, ma la libert creativa di segno oblativo.
questa la via francescana per il cambiamento depoca.

* OFMConv, docente di Filosofia francescana

GIUG N O 2 0 1 5

speciale laudato si
LEMERGENZA DI UNA EDUCAZIONE AL CREATO E ALLA MERAVIGLIA:
UNA PROPOSTA PER NUOVI STILI DI VITA E NUOVE SENSIBILIT

di Maria Teresa Pontara Pederiva*


Nella nostra societ occidentale non sembra esserci spesso alcuna differenza di comportamento
neppure tra quanti chiamano la natura creato e la ritengono un dono di un Dio Creatore. Anzi,
sembrerebbe quasi pi realistico affermare che proprio in tanti cristiani sembri ancora aleggiare una
sorta di indifferenza, se non quasi sufficienza, a questo tema.
Cosa manca allora o cosa mancato in questi anni nella riflessione delle nostre comunit, nella
predicazione, nella catechesi per giungere a tutto questo? Com possibile che neppure lintroduzione
della Giornata del Creato da parte dei nostri vescovi abbia portato ad uninversione di tendenza degna
di nota? Perch, come cristiani, non se ne parla ancora abbastanza, il tema non diventa oggetto di
dibattito, terreno comune su cui convergere fra credenti, non credenti o diversamente credenti?
ancora carente una vera e propria educazione al creato. Unazione, attenta e paziente, che si sia
fatta carico di annunciare il Dio Creatore che ha affidato alluomo la terra su
cui vivere, una terra da amare, condividere con i nostri fratelli e conservare
con responsabilit per le generazioni future (La Terra giustizia di Dio. Educare
alla responsabilit per il creato di Maria Teresa Pontara, EDB 2013, ndr).
Educazione e spiritualit ecologica: il titolo del capitolo sesto dellenciclica
indica gi una pista da percorrere. Una sfida culturale, spirituale ed educativa.
Puntare su un altro stile di vita per acquisire quella libert di scelta che
non ci renda - singoli, famiglie, comunit - schiavi del modello consumistico
imperante. Uno stile di vita alternativo che possa produrre un cambiamento
rilevante nella societ (LS 203-208).
Larte delleducare al Creato diventa sempre pi necessaria. Anche perch gli errori ed i limiti
precedenti, frutto di poca sensibilit sociale e culturale, possono ora essere rimediati. E superati.
La sensibilit infatti cresciuta, pi vicina alla storia odierna, soprattutto dei giovani, che sentono
vivissimo il loro cuore attento allerba che cresce, al cielo azzurro, allaria pulita, al territorio risanato.
In un lavoro che garantisca il futuro - scrive padre Giancarlo Bregantini, vescovo di CampobassoBojano - leducare al creato diventa scuola di gratuit e di stupore per la bellezza della vita. Perch
c una grammatica da rispettare, che non creo ma scopro, gi presente prima di me. La dobbiamo
solo custodire, perch possa fiorire in bellezza e freschezza.
Almeno per quella buona fetta di adulti che non hanno rinunciato ad educare, se espressioni come
distribuzione ineguale delle risorse del pianeta, ecologia integrale, sostenibilit ambientale,
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prospettive per il futuro della terra e dei suoi abitanti sono ormai diventate familiari ai cittadini
dEuropa, perch allora nel nostro Paese non educare anche allambiente, casa di tutta lumanit?
Se vero che la Conferenza episcopale italiana non ha mai dedicato un documento specifico al tema,
a differenza di tutti gli altri paesi occidentali, anche di molti asiatici (il primo documento dei vescovi
tedeschi del 1980, mentre da noi solo la conferenza episcopale lombarda ha scritto nel 1988 e si
contano rare Lettere pastorali, come quelle del vescovo di Bolzano-Bressanone, Wilhelm Egger), in
questo campo la testimonianza laicale rappresenta una risorsa, soprattutto per quanti si ispirano alla
spiritualit francescana.
E se cominciassimo, da cristiani, ad andare in controtendenza rispetto allo stile di vita che ci propone
il mondo moderno? Se provassimo nel concreto a testimoniare da laici il nostro essere battezzati e
inviati a prendere il largo? S, anche attraverso il nostro comportamento nei confronti del creato,
la nostra casa comune - evitando ad esempio lo spreco di risorse - possiamo realizzare il nostro
essere inviati (cfr. Giovanni 17, 1-26). Ci impegniamo: a sviluppare ulteriormente uno stile di
vita nel quale, in contrapposizione al dominio della logica economica ed alla costrizione al consumo,
accordiamo valore ad una qualit di vita responsabile e sostenibile, si legge nella Charta Oecumenica (9).
Bartolomeo I, il patriarca verde, scriveva nel suo Messaggio alla Chiesa ortodossa di
Costantinopoli (1 settembre 2012): Quando invochiamo Dio
per la conservazione dellambiente naturale, in ultima analisi, lo
imploriamo di cambiare la mentalit dei potenti del mondo, perch
li illumini di non distruggere lecosistema del pianeta per ragioni
di profitto economico e di interesse effimero. Questo a sua volta,
per, riguarda anche ciascuno di noi, in quanto tutti noi generiamo
BartolomeoIepapaFrancesco(foto:www.asianews.it)
piccoli danni ecologici in rapporto alle nostre capacit individuali
e alla nostra ignoranza del problema.
Educhiamo allora alla meraviglia, ad una nuova attenzione alle cose, ad un nuovo modo di rapportarci
col creato, da trattare come habitat e non contenitore di risorse da saccheggiare. Uno sguardo sulla
realt al di l della logica delluso ci apra al senso richiamato dalle cose stesse, che poi la dimensione
contemplativa, oggi dimenticata.
Educhiamo a riconoscere la bellezza della creazione, a liberarci dalla schiavit del consumo e della
corsa ad avere sempre di pi, perch educare al creato educare i nostri figli al senso del dono e
della gratuit, mutando lo sguardo per considerare la natura come dono di Dio Creatore.
Convertirsi al creato significa anche celebrare il creato allinterno delle nostre liturgie, assumere la
responsabilit di un nuovo ruolo culturale, testimoniare la possibilit di nuovi stili di vita, educare
alluniversalit della famiglia umana.
In altre parole siamo chiamati a scegliere tra la vita e la morte, tra il dono del creato e la sua distruzione, tra
lesistenza di chi ha troppo e quella di chi non ha niente, tra la benedizione e il fallimento personali e comunitari.
* OFS, giornalista e docente di scienze a Trento
Maria Teresa Pontara
GIUG N O 2 0 1 5

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speciale laudato si
Sguardo grato, tutto connesso ed ecologia integrale
Alcuni passaggi dellEnciclica

di Domenico Paoletti*

Lenciclica di papa Francesco Sulla cura della casa comune per lunghezza, ampiezza e profondit
necessita di unattenta lettura per evitare di banalizzarla in letture parziali e superficiali destinate in poco
tempo ad essere assorbite nel grande mare dellindifferenza mediatica o assoggettate a qualche moda
ideologica. Il fatto che stato un documento tanto atteso gi segno di una umanit in ricerca di luce e di
senso per una crisi di cui il degrado dellambiente, nostra casa comune, ne segno ed effetto.
In attesa di uno studio attento e approfondito dellEnciclica in questo breve testo accenno a tre passaggi
significativi che ho colto ad una prima lettura.
Innanzitutto limpressione che emerge dalla lettura del testo quella suggerita dallo stesso titolo, lincipit
sanfrancescano Laudato si: linvito alla lode e alla contemplazione.
Papa Francesco ci invita ad assumere uno sguardo diverso (111) sul creato, centrato sugli atteggiamenti
positivi dello stupore e della lode, della gratitudine e della gratuit, della gioia e della responsabilit. la
lode al Signore-Creatore che ci dona quella luce della fede per riconoscere la verit e la consistenza di tutte
le cose. San Francesco, a cui il papa rimanda per imparare uno sguardo contemplativo, tutte le creature
appellava fratelli e sorelle, dicendo che tutti abbiano un cominciamento da un medesimo Creatore e Padre
(san Bonaventura). Senza lo sguardo di fede non si riesce a cogliere il senso del mondo, della storia e del
nostro essere in cammino nel mondo. Da qui linvito a cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche
in un cambiamento dellessere umano, perch altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi (9).
Un secondo passaggio significativo lo si riscontra nel sottotitolo Sulla cura della casa comune che viene
compresa come una sorella, con la quale condividiamo lesistenza, e come una madre bella che ci accoglie
tra le sue braccia (1).
La casa comune rimanda allidea di ununica famiglia ed esige, pertanto, una cura generosa e piena
di tenerezza (222). Il concetto di casa comune esprime inevitabilmente interdipendenza reciproca,
relazioni come componenti costitutive della realt. Linterdipendenza ci obbliga a pensare a un solo
mondo, ad un progetto comune (164). Da qui il primato che lenciclica attribuisce alla fratellanza, sia
rispetto al creato che alla societ. Lecologia non altra cosa della casa in cui abitiamo. Non si pu parlare
di ecologia senza parlare delle creature che labitano, e tra queste luomo ne il vertice perch creato ad
immagine e somiglianza di Dio. Cos si comprende linvito del papa a riscoprire il dinamismo trinitario
della creazione: Tutto collegato, e questo ci invita a maturare una spiritualit della solidariet globale
che sgorga dal mistero della Trinit (240).
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Il terzo passaggio costituito, a mio avviso, dal concetto di ecologia integrale che riassume tutto
il messaggio della enciclica (cf. Cap. IV e altre parti). Bisogna ammettere, dice il papa, che siamo
di fronte a una sfida epocale, che non lecito ignorare o minimizzare. La gravit di questa sfida
collegata al principio di fondo che tutto connesso, vera chiave interpretativa dellintera enciclica.
Tutto connesso. Se lessere umano si dichiara autonomo dalla realt e si costituisce dominatore
assoluto, la stessa base della sua esistenza si sgretola (117; cf. anche 138). C un nesso tra lecologia
delluomo e quella dellambiente, da qui lecologia integrale intrinseca allumanesimo integrale, il
quale intrinseco alla cristologia integrale.
San Francesco dAssisi, presentato da papa Francesco come esempio di attenzione allecologia
integrale, senza la fede in Ges Cristo, modello e fine della creazione, rimane incomprensibile.
Lecologia integrale quella testimoniata dal santo dAssisi con i suoi tre amori - il cosiddetto
cosmoteandrismo francescano - uniti allinterno del primato dellamore Dio.
Papa Francesco riprende e rilancia il messaggio di frate Francesco con
lobiettivo di proporre una sana relazione col creato come una dimensione
della conversione integrale della persona (218).
Ecologia integrale significa ecologia totale, completa, in contrapposizione a
parziale, di cui piena una certa cultura ideologica ambientalista e animalista.
Oggi in alcuni ambienti si pi attenti al pane integrale che allecologia
integrale, come si pi attenti alla salute che alla salvezza integrale
Foto: www.unibs.it
delluomo, di tutto luomo e di tutti gli uomini.
Non c ecologia senza unadeguata antropologia (118), non si pu separare lambiente dalluomo
e luomo da Dio se si vuole comprendere e vivere una vera ecologia integrale: lecologia umana e
lecologia ambientale camminano insieme con Dio verso una pienezza e un abbraccio totale-integrale
in Dio.
Laudato si un testo di spessore culturale, accolto con attenzione dal mondo religioso, politico ed
economico grazie al suo approccio profetico e di grande realismo. Lenciclica ci aiuta a prendere
coscienza che abbiamo bisogno di un nuovo sguardo e di una nuova sintesi, che interpella tutti noi a
fare un passo in avanti nella conversione ecologica (cf. 216-221).

* OFMConv, Preside della Facolt e docente di Teologia fondamentale


@fraterdominicus

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speciale laudato si
IL FESTIVAL FRANCESCANO: UNEDIZIONE CHE ABBRACCIA IL CREATO,
DAL CANTICO DELLE CREATURE ALLENCICLICA LAUDATO SI

di Elisabetta Lo Iacono*
La citt di Bologna ospiter, dal 25 al 27 settembre, la settima edizione del Festival francescano. Sar piazza
Maggiore a celebrare Sorella terra tema scelto per questa edizione , il luogo dove ci si interrogher sul
futuro dellambiente, dove si avanzeranno proposte per donare al pianeta quella tutela e quellequilibrio
che richiedono urgentemente le sue creature.
indubbio che il sottofondo spirituale e programmatico saranno il Cantico delle creature di Francesco
di Assisi e la recente enciclica Laudato si di papa Francesco.
Due testi che apporteranno ulteriori spunti di riflessione, ma anche domande e richiami allassunzione di
responsabilit, in una manifestazione che si sta sempre pi consolidando come un punto di riferimento
per il mondo francescano ma anche per chi, credente o meno, ha la piena consapevolezza di come certe
questioni siano ormai improcrastinabili.
Il Festival francescano ha proprio il merito di rappresentare uno strumento completo, capace di offrire
intensi contributi sul piano spirituale, dellattualit, delle risposte che si
vorrebbero da una societ spesso povera di testimoni.
Sono oltre cento le iniziative gratuite in programma: conferenze, workshop,
incontri con lautore, spettacoli, attivit per bambini, spazi dedicati alla
spiritualit.
Il tema di questa edizione la prima a Bologna dopo i tre anni a Reggio
Emilia e le altrettante edizioni a Rimini era stato comunicato, come da
tradizione, in chiusura del Festival del 2014.
E lenciclica di papa Francesco assieme allExpo di Milano rappresenteranno
indubbiamente un apporto tematico di non poco conto, un appuntamento
da condividere con personalit del mondo religioso, culturale, politico.
Lelenco degli ospiti particolarmente ricco e vi spiccano i nomi del filosofo
Massimo Cacciari, dello storico del cristianesimo Alberto Melloni, del regista Pupi Avati, dellattrice
Amanda Sandrelli, del missionario Alex Zanotelli, delleconomista Romano Prodi.
Tre i principali filoni che sottendono il programma: quello filosofico-letterario che metter al centro il
Cantico delle Creature; il filone spirituale, dal testo biblico allenciclica di papa Bergoglio; infine, quello
scientifico su energie rinnovabili, consumo delle risorse, sprechi, con un evidente collegamento alle
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tematiche dellExpo di Milano.


Dopo due anni di presenza con uno spazio espositivo sulle proprie attivit, il Seraphicum per il
terzo anno consecutivo parteciper al Festival,
portandovi anche un contributo accademico e di
approfondimento sul Cantico di frate sole.
Il Preside fra Domenico Paoletti sar, infatti, relatore
al convegno Il Cantico delle creature tra storia,
poesia e teologia. Il messaggio di san Francesco
dAssisi per la custodia del creato, in programma la
mattina del 25 settembre nellAula absidale di Santa Lucia.
Da sn. fra Rimoli e fra Nguyen allo stand del Seraphicum
Lappuntamento, promosso dal Festival in
collaborazione con Alma Mater Studiorum Universit di Bologna, sar aperto alle ore 9 da fra
Alessandro Caspoli, presidente del Festival Francescano, e dal professor Ivano Dionigi, filologo e
Magnifico Rettore dellUniversit di Bologna.
Seguir lintervento del medievista Jacques Dalarun su Il Cantico di frate sole: un testo e la sua
genesi, autore del recente ritrovamento di un manoscritto di Tommaso da Celano su san Francesco.
Sar quindi la volta del preside fra Domenico Paoletti su Laudato sie, mi Signore e del poeta
Alberto Bertoni su Il Cantico delle creature, evento poetico.
Parteciperemo anche questanno al Festival Francescano - spiega il fra Domenico Paoletti - con la
consapevolezza che i luoghi della teologia non sono solo le aule scolastiche ma anche gli spazi dove
la gente vive e si incontra. E il Festival francescano appunto un luogo da abitare, specie questanno
che ha per tema Sorella terra.
Il Festival come luogo di incontro e di arricchimento, dove trascorrere qualche ora del proprio tempo
cos da acquisire una maggiore conoscenza sulle ricchezze di cui disponiamo e delle quali, troppo
spesso, non abbiamo una chiara percezione.
Il primo passo pu essere proprio quello di partire dalla spiritualit francescana, per una maggiore
consapevolezza del posto che ci stato dato nel creato, magari muovendo da questa riflessione
contenuta nel manifesto scientifico del Festival. Dio si serve del sole per illuminarci, riscaldarci
attraverso il fuoco, dissetarci attraverso lacqua, nutrirci attraverso i frutti della sorella madre terra.
Per il francescano Dio l, sotto mille forme, nel senso che non crea per ritirarsi poi nel suo regno,
ma dimora tra le sue creature, suo autentico altare.
Il sito del Festival francescano

* Giornalista e docente di Mass media


@eliloiacono

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MORALE E SOCIET
Riservatezza o trasparenza?
La Santa Sede va controcorrente

di Maurizio Di Paolo*

Sono rimasto sgomento, come penso molti di voi, quando ho saputo che dalle colonne dellEspresso,
o meglio dal suo portale informatico, veniva reso pubblico il testo della Enciclica Laudato si.
La violazione dellembargo in s un atto di grave scorrettezza e disonest professionale. Su questo
tutti siamo daccordo. Tuttavia questa violazione assume anche un valore simbolico, a motivo del fatto
che questa fuga di notizie partita dagli ambienti vaticani, ovvero dai giornalisti accreditati presso
la Santa Sede. Tutti ricordiamo lo scandalo del cos detto corvo, che rese pubblico il carteggio
riservato del Pontefice, e in seguito volle giustificare la sua azione motivandola come desiderio di
trasparenza.
Tutti ci rendiamo conto che la violazione di un embargo pontificio, oltre ad avere profili di immoralit,
non pu esser mossa che da latenti o manifesti interessi politici o,
peggio ancora, economici.
Frequentando personalmente gli ambienti vaticani, a causa del mio
servizio di Procura, ossia di rappresentanza dellOrdine presso
gli uffici della Santa Sede, tocco con mano gli effetti di una logica
diversa: quella della riservatezza.
Basta un minimo particolare: in alcuni uffici, come ad esempio
quello della Congregazione della Dottrina della Fede, non possibile
attendere un officiale allingresso, o lungo un corridoio, o accedere direttamente in un ufficio, ma si
attende la persona competente per risolvere la pratica segnalata, in un salottino, ove si svolge anche
lincontro, a porte chiuse.
In alcune occasioni le stesse missive arrivano in buste prive di intestazione, e recano nellincipit la
qualifica: riservato. In rare occasioni, la missiva giunge sub secreto pontificio e viene ricordato
che lobbligo di osservare tale segreto sub gravi, ossia che la violazione dello stesso costituisce
peccato grave.
Perch tanta cura per tutelare la riservatezza? Alla domanda mi sono dato empiricamente tre
risposte: per preservare la buona fama delle persone, per rispettare la libert di coscienza, e per
tutelare la libert di azione della stessa Santa Sede, sottraendo al tribunale mediatico e, a volte alla
vera e propria diffamazione, le persone e le questioni pi delicate.
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Troppo spesso le vicende pi importanti, nella nostra societ italiana e occidentale, sono giudicate
sommariamente nei salotti televisivi, da opinionisti o giornalisti, o peggio ancora sulle nuove agor
virtuali, a suon di post e di sentenze approssimative e superficiali.
La riservatezza tutela la libert di coscienza che ognuno di noi ha, ed esprime nel porre in essere
le proprie scelte, che se possono sembrare criticabili ai pi, hanno una loro logica intrinseca, fosse
anche quella della debolezza che innesca il peccato. necessario giudicare e condannare il peccato,
salvando il peccatore, e dando a lui la possibilit di riscatto.
Distruggere la buona fama di una persona pubblica, come ad esempio un sacerdote o un religioso,
potrebbe cagionare anche labbandono della Chiesa e lo scandalo da parte di molti altri, fedeli o non.
Attuare sanzioni penali su di un religioso o un fedele, da parte della autorit ecclesiastica, secondo
le procedure prestabilite, non deve comportare una damnatio memoriae, ma tracciare un cammino
di conversione, evitando lo scandalo, che ferisce la fede dei pi deboli. Ecco perch tutto ci deve
avvenire nella massima riservatezza. Basti pensare che per alcuni procedimenti penali la Santa Sede
chiede che siano sacerdoti sia i giudici che gli avvocati, tanta la delicatezza delle questioni trattate.
La segretezza di taluni provvedimenti tutela la libert di azione della Santa Sede. Mi riferisco ad
esempio alla procedura di nomina ad alcuni uffici ecclesiastici, per i quali
necessario richiedere delle informazioni e dei pareri presso persone
autorevoli, senza sollevare sospetti o dare adito a dicerie. La libert di
azione della Santa Sede si esprime anche nel governo e nel controllo
delle Chiese locali e degli Istituti Religiosi. In questi casi la riservatezza
dobbligo. Basti pensare cosa avverrebbe se lidentit di chi denuncia
alla Santa Sede una situazione problematica allinterno di una Chiesa
locale o un Istituto Religioso venisse resa nota: si esporrebbe la persona
al rischio della emarginazione, o peggio ancora della ritorsione. Il male
va curato, senza condannare chi lo ha denunciato.
Possiamo pensare in merito, alla sottilissima rete di rapporti diplomatici che la Segreteria di Stato
tesse con le diplomazie di tutto il mondo, per tutelare la pace, la libert religiosa e la dignit delle
comunit cristiane sparse in tutto il mondo.
La trasparenza, che oggi sembra un principio imprescindibile, fino a diventare una vera e propria
bandiera politica, non pu essere applicata sic et simpliciter alle procedure vaticane. Se la richiesta di
trasparenza figlia della profonda diffidenza nelle istituzioni politiche, la fiducia nella Chiesa motiva
e supporta il nostro pieno rispetto per la segretezza che il Papa e i suoi collaboratori ci chiedono in
alcune circostanze, per il bene del prossimo e la salvezza delle anime, che nella Chiesa deve sempre
essere legge suprema (Can. 1752) .

* OFMConv, Procuratore generale dellOrdine


procurator@ofmconv.net

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teologia
Lo Studio patavino collegato a San Bonaventura
I 70 anni dello studio teologico per laici di padova:
una formazione che guarda aLLE SFIDE DELLA STORIA

di Luciano Bertazzo*
Domenica 21 giugno presso lIstituto Teologico S. Antonio Dottore di Padova si voluto celebrare
il 70 anniversario di fondazione dello Studio teologico per Laici al Santo (STL). Una realt
ininterrottamente presente nel contesto culturale e teologico, evolutasi in una vivace Scuola di
formazione teologica, formalmente riconosciuta dalla Facolt teologica dellOrdine.
Nellultimo ventennio sono stati pi di 500 gli studenti che hanno raggiunto il diploma dopo un
quadriennio di regolare frequenza dei corsi.
Settantanni: la vita di un uomo, secondo il salmo! Ma anche segno di vitalit in una storia che ha
saputo trovare nuove strade offrendo risposte a domande emergenti nel variare delle situazioni.
Tutto inizi nel dicembre 1945, quando per iniziativa di p. Samuele Doimi, il 21 dicembre prendeva
avvi lo Studio Teologico per Laici al Santo.
Era il primo nel Veneto proposto dai francescani
conventuali che, secondo unantica tradizione, in
continuit ideale con lo Studium generale presente nel
convento del Santo fin dal 300, volevano rifarsi presenti
nel tessuto urbano allora devastato dalla guerra e dalla
ideologia totalitaria del fascismo per un ripensamento
dellessere cristiani in una societ pluralista, proponendo
una solida formazione.
Studenti dello Studio teologico (Foto ITSAD)
Unesperienza analoga era gi stata avviata, nel
gennaio di quellanno, nella basilica francescana di Santa Croce a Firenze. Un avvio con i crismi
dellapprovazione ufficiale pervenuti dalla Congregazione per gli Affari Ecclesiastici. Il 17 dicembre,
a firma del pro-sostituto Domenico Tardini, giungeva lassenso con levidenziare Linsegnamento
non solo si terr fuori di ogni corrente di pensiero antitomistico, ma seguir la dottrina dellAngelico
Dottore, in conformit a quanto prescrive il can 1366 2.
La proposta padovana non costituiva una novit assoluta. Si poneva allinterno di quelle esigenze
maturate gi nel pontificato di Pio XI con il progetto di un laicato preparato culturalmente e
dottrinalmente, fedele e obbediente alla gerarchia, capace di inserirsi e di opporsi a una cultura
laicista, quando non antagonista.
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Gi nel 1915 il gesuita p. Agostino Garagnani aveva aperto a Padova l Accademia di


studi religiosi (lo stesso che fond nella Pontificia Universit Gregoriana la cattedra di
Apologetica della religione nel 1918); dal 1935 al 1941 corsi di cultura cattolica erano
stati svolti a Trieste dal gesuita p. Giuseppe Petazzi; nel 1945 a Venezia si era avviato
lo Studium Cattolico e a Verona la Scuola superiore di cultura religiosa; dal 1943 ad
Assisi don Giovanni Rossi aveva avviato le Settimane teologiche presso la Pro civitate
christiana.
Lo Studio di Padova, nel primo decennio, tenne corsi sistematici di teologia, filosofia, cicli
di conferenze, aprendosi a iniziative artistico-musicali e aggiornamenti sui temi scottanti del
tempo, invitando le migliori intelligenze del mondo francescano, del clero diocesano e del
laicato cattolico.
Negli anni 60 con la flessione del numero dei partecipanti, si modific la proposta proponendo
brevi cicli di lezione su punti salienti della fede cristiana. Una situazione storicamente
comprensibile nei mutamenti culturali dellepoca, soprattutto nellevento conciliare del
Vaticano II (1962-1965).
La svolta, improrogabile, avvenne con lanno accademico 1977: restando idealmente
collegati al Santo da dove tutto aveva avuto inizio, la sede
venne trasferita presso lITSAD organizzando una scuola
serale di teologia, articolata in un ciclo triennale.
Lo STL divenne cos la Scuola Serale di Teologia, collegata
per il diploma alla Pontificia Facolt Teologica San
Bonaventura.
Ai corsi sistematici di teologia venivano affiancate varie
altre proposte culturali, particolarmente vivaci durante il
rettorato di p. Alfredo Bizzotto (1983-1991).
Fra Paoletti con fra Bertazzo (Foto ITSAD)
Nel mese di ottobre 1979, prendeva avvio anche la Scuola
di Teologia per religiose (impedite, per vari motivi, a partecipare alla scuola serale), di
durata triennale, esperienza durata fino al 1991.
Nel consiglio scolastico del 1991, su proposta del rettore Bizzotto, le due scuole confluirono
in un unico corso (su richiesta della maggior parte dei laici che trovavano pi vantaggiosa
la soluzione in termini di impegno) con corsi dalla durata quadriennale organizzati nella
Scuola di formazione teologica, attivit dal 1995 formalmente incorporata nellITSAD.
Molte cose erano cambiate nel frattempo. Lesigenza di una formazione teologica per i
laici era divenuta unesigenza sentita: molte diocesi avevano attivato Scuole di formazione
teologica; nel 1978 anche la diocesi di Padova aveva avviato la sua Scuola di formazione
teologica, in un ciclo triennale.
Scuole che si erano associate nella Federazione delle Scuole di Formazione Teologica del
Triveneto, Federazione che attualmente fatica a trovare ossigeno, anche se si sta cercando
di rivitalizzarla come luogo alternativo alla ristrutturazione dei vari ISSR.
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Su questa traccia, che segna una realt che stata capace di rinnovarsi, di accogliere
considerevoli numeri di iscritti grazie soprattutto al convinto passaparola di chi la frequentava,
si stati capaci di offrire ulteriori rivitalizzanti
proposte.
Mi riferisco soprattutto a due iniziative che
caratterizzano vivacemente la realt attuale.
Lattivit proposta nella lectio divina domenicale:
avviata nellanno accademico 1996-97 come
proposta in preparazione alla Missione cittadina in
vista del grande Giubileo del 2000. Una proposta
che si affiancava al corso di Introduzione biblica,
Consegna dei diplomi (Foto ITSAD)
animato dai padri Lorenzin, Cappelletto, Casarin.
E poi la costituzione della Scuola di spiritualit come ricerca dellidentit profonda della
vita consacrata e quale risposta alla diffusa domanda di approfondimento presente nel clima
culturale.
Nel settembre 1998, in una giornata di formazione dei
docenti, si rifletteva sulla domanda di una teologia che
si fa spiritualit.
Su queste linee e domande si avviava, il 6 ottobre 2001,
il Corso biennale di spiritualit, divenuto triennale a
partire dal 2006, con una formula progressivamente e
costantemente rinnovata.
Studenti dello Studio teologico (Foto ITSAD)
Ringraziamo il Signore per questa storia: continui a darci
nel ministero intellettuale la passione per il regno, interceda il beato Antonio, incaricato
da san Francesco di insegnare teologia, purch non si estingua lo spirito di orazione e
devozione.

*OFMConv, Preside dellIstituto teologico di Padova

La cerimonia sul blog Istituto Teologico S.Antonio Dottore

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MISCELLANEA FRANCESCANA
IN ANTEPRIMA IL NUOVO FASCICOLO DI MISCELLANEA FRANCESCANA
CON STUDI FILOSOFICO/TEOLOGICI, FRANCESCANI E SU S. ANGELA DA FOLIGNO

di Roberto Tamanti*
Puntuale come un orologio svizzero arriva la nostra rivista Miscellanea francescana. Il primo
fascicolo del 2015 infatti appena stato licenziato ed in spedizione ai vari abbonati, oltre che
consultabile nelle biblioteche e anche online sul sito della Libreria del Santo.
In questo numero abbiamo articoli e contributi suddivisi in tre sezioni: gli studi filosofico/teologici,
gli studi francescani ed una sezione dedicata ad alcuni lavori su santAngela da Foligno.
Mi piace evidenziare, tra tutti questi articoli, alcuni che per il tema affrontato o per il modo con
il quale sono stati elaborati, si mostrano particolarmente significativi.
Tra gli studi teologici un lavoro nuovo come tipo di proposta quello di Simone Schiavone, frate
del Seraphicum, che con altri studenti ha partecipato al seminario offerto dalla Facolt insieme
allIstituto Mulieris dignitatem, sul tema della teologia nella vita quotidiana. Questo lavoro il
frutto della discussione in seno al seminario stesso, quindi in qualche modo un contributo che
passato attraverso il confronto con gli altri studenti.
Tra gli studi francescani suggerisco in particolare la lettura dellarticolo di un frate minore
della Custodia di Terrasanta, sulla farmacia da loro gestita a Gerusalemme, su tutta lopera di
cura dei malati portata avanti durante i secoli dai frati. Un lavoro ricco di citazioni e curiosit:
la storia, come sappiamo, non fatta solo di grandi eventi, ma anche della narrazione delle
vicende quotidiane, che permettono di capire la situazione e lo spirito del tempo. Inoltre non
dimentichiamo i due articoli sul beato Antonio Lucci (OFMConv), nel 25 di beatificazione.
Infine, come dicevo, alcuni contributi su santAngela da Foligno, frutto e della presentazione del libro
a lei dedicato, e della relazione svolta durante la festa della Facolt da parte di Bernardo Commodi.
Come sempre, completano il volume qualificate recensioni.
Segnaliamo come, a partire da questo numero, abbiamo ripreso la stampa degli estratti cartacei
degli articoli, quindi chi particolarmente interessato a uno studio pu farne richiesta allautore.
Infine, in seconda pagina di copertina di Miscellanea appare una dicitura nuova: la rivista
infatti classificata da Anvur come rivista scientifica per le aree 10 e 11 (per saperne di pi,
consultare il sito www.anvur.it).
*OFMConv, docente di Teologia morale e Bioetica, direttore di Miscellanea Francescana
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estate missionaria
In missione sulle banchine del Tevere
per costruire ponti con una periferia bisognosa di Dio

di Paolo Fiasconaro*

Diamo un volto umanitario, sociale e spirituale allEstate Romana sul Tevere, lo slogan
del Centro Missionario Francescano ONLUS per sensibilizzare turisti e visitatori romani a
vivere momenti di crescita nelle calde serate estive ed anche per far conoscere le attivit
missionarie che i Francescani Conventuali promuovono in quaranta paesi del mondo.
Liniziativa, dopo lesperienza estiva
dello scorso anno, partita anche
questanno (12 giugno/2 settembre)
ed nata in collaborazione con
lAssociazione Culturale La Vela
doro per valorizzare il tempo libero
con contenuti culturali, artistici e promozionali, accogliendo linvito di Papa Francesco che
stimola i credenti a uscire dalle proprie strutture per andare nelle periferie esistenziali
delluomo dove la gente vive tempi e spazi di sana cultura.
Raccontare lesperienza vissuta tra le sponde del Tevere dal nostro Centro Missionario pu
essere un motivo in pi per capire il significato dellevento, caratterizzato da elementi poveri
di strutture, ma fortemente ricco per la valenza culturale e spirituale.
La missione sulle banchine unavventura che ha dello straordinario e sorprendente.
Straordinario per la novit di una proposta e di una esperienza inusuale, in un luogo laico,
in una periferia umana quale la movida romana del divertimento, del relax serale e della
passeggiata dei romani e dei turisti.
Sorprendente per i risvolti positivi nel dialogo e nellincontro con la gente di varie estrazioni
sociali, nazionalit, razza e culture: una moltitudine di tipologie diverse, giovani e famiglie
intere, suore e preti, seminaristi e diplomatici, credenti e non credenti di varie religioni e
ideologie. Una fiumana umana che guarda meravigliata, si ferma, dialoga e cammina fino
a notte alta alla ricerca di un sorriso, di un consiglio, di uno sfogo e forse spesso di
ritrovare la strada perduta.
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Abbiamo visto transitare lo scorso anno per tutta lestate quasi due milioni di persone: tutti
hanno potuto osservare il nostro stand e la nostra presenza tra la gente, in un sito con tanti
ristoranti, eventi e due chilometri di spazi espositivi.
Alcuni rivolgono un semplice sguardo, ma con ammirazione;
altri indifferenti, ma rispettosi. Moltissimi grati perch ci
siete in questo luogo laico. Tanti ringraziamenti perch
siete la fiaccola accesa in questo mondo che corre.
Proficua la consegna di una cartolina CARO PAPA
FRANCESCO: per me la missione , dove ognuno pu
esprimere un proprio pensiero sul concetto di missione.
Inoltre si distribuiscono migliaia di depliant, rosari, biografie e la nostra rivista Il Missionario
Francescano. Non vendita di oggetti missionari, ma solo presenza e testimonianza.
Grande rispetto per il saio francescano e per la cordialit dellapproccio, non invadente, ma
mirato alle finalit della nostra proposta. Ci mandano San Francesco e Papa Francesco:
sono le due figure che ci aiutano a trasmettere il nostro messaggio.
Leffetto Bergoglio una sorprendente ed efficace mediazione di catechesi che traduce
concretamente quanto il Papa va dicendo ogni giorno:
Sogno una Chiesa che faccia delle scelte missionarie
una Chiesa in uscita. Il nostro Centro ha ascoltato il
suo messaggio sullonda dellinvito del Padre San
Francesco. Non abbiamo esitato ad intraprendere questa
avventura e la Provvidenza ci venuta incontro.
Due sono i dati salienti dellincontro con la gente.
1) La proposta del concetto di missione spiazza
ogni ideologia e, al di l del proprio credo, dentro la
missione sono insiti i valori dellaltruismo, condivisione, volontariato, solidariet e
quantaltro di positivo vi dentro lanimo umano nei confronti del proprio simile.
2) Lesperienza vissuta sulle banchine esportabile in altri siti laici e credo che sia la
nuova frontiera di una evangelizzazione davvero nuova. Essa fa tesoro di queste
opportunit per penetrare dentro il tessuto di una collettivit disorientata, distratta e alla
ricerca dellaccoglienza fraterna e di testimonianze credibili in grado di dare risposte ai
grandi problemi esistenziali dellumanit e alle tante povert che affliggono il mondo
contemporaneo, bisognoso di Dio.
*OFMConv, giornalista, direttore del Centro Missionario Francescano Onlus
Il sito del Centro Missionario Francescano

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TRA LE RIGHE
CHIARA E FRANCESCO: DUE MODI DI REALIZZARE LA VITA EVANGELICA

Pietro MARANESI, Chiara e Francesco. Due volti dello stesso sogno


(Itinera Franciscana, 8), Cittadella Editrice, Assisi 2015, pp. 114.

Recensione a cura di Emil Kumka*

Il nuovo libro di Pietro Maranesi mette a confronto due modi di realizzare la proposta della vita
evangelica. Adoperando la categoria del sogno espone limpatto della radicalit della scelta del
rovesciamento delle strutture sociali e religiose da parte di Francesco e di Chiara.
Lo stesso fascino per il Vangelo, per la povert volontaria e la fraternit con gli ultimi dellepoca,
che furono uguali per tutti e due i figli dAssisi, non poterono per avere svolgimento omogeneo.
Subito allinizio del libro troviamo la problematica della struttura sociale nella quale si nota
una netta cesura per i maschi e per le femmine (i primi svolgevano le funzioni nel tessuto della
citt, invece le seconde furono relegate unicamente alle funzioni familiari tra le mura della casa
o alla scelta della reclusione nella clausura del monastero), perch secondo queste categorie
antropologiche e di tali valori sociali che vivono Francesco e Chiara.
Di conseguenza Maranesi pone la domanda: come e se queste circostanze poterono condizionare
il valore evangelico scoperto e proposto da parte dei Santi? Nella breve conclusione lAutore d la
sua risposta alla domanda iniziale, sullimpatto e sulla reazione della proposta del cambiamento
della gerarchia sociale e religiosa nellottica del Signore povero, che sottolinea s la novit
profetica dellAssisiate e della sua Pianticella, ma che tristemente evidenzia una certa sconfitta.
Infatti scrive: Tuttavia i processi evolutivi che seguirono le due realizzazioni specifiche di quel
sogno evangelico (da parte dei frati minori e da parte delle sorelle povere di San Damiano),
mostrano una specie di (e)involuzione interna dei gruppi. [] si assiste di fatto ad una specie
di involuzione, i cui punti di arrivo delle due esperienze nate da Francesco e da Chiara sembrano
ritornare a quei valori sociali-religiosi dai quali essi si erano voluti allontanare.
Cos la novit profetica stata in qualche modo canalizzata sui percorsi, comunque cambiando
la percezione del mondo degli ultimi e la sensibilit verso i poveri nella storia ecclesiale e civile.

*OFMConv, docente di Francescanesimo e Direttore della Biblioteca del Seraphicum

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CULTURA DELLaccoglienza
Happy Therapy Happy Summer 2015
nuove iniziative dellassociazione bimbi & co.

di Enrica Lo Coco*

Lo splendido parco della Pontificia Facolt Teologica San Bonaventura Seraphicum , anche
questanno, protagonista del campus estivo Happy Therapy Happy Summer 2015.
Come di consueto i Frati Minori Conventuali che ospitano lAssociazione Bimbi & Co. Onlus si sono
fatti ambasciatori delliniziativa che vede protagonisti, per il secondo anno consecutivo, quattordici
piccoli partecipanti selezionati nel progetto di ricerca Learn By Doing.
LAssociazione Bimbi & Co. Onlus opera dal 2009 in favore della riabilitazione di bambini con
autismo, disturbi del comportamento e del linguaggio,
Ideatrice e promotrice del progetto Learn By Doing, lAssociazione ha sede operativa proprio
allinterno del Seraphicum con ben 400 metri quadri di spazi, realizzati con il contributo della Caritas
Antoniana.
Learn by Doing un programma di ricerca su circa ottanta
famiglie coinvolte e si sviluppa durante il corso dellanno
scolastico rispettando le attivit terapeutiche tradizionali di
logopedia e neuropsicomotricit con cadenza uni o bisettimanale,
con monitoraggi e valutazioni semestrali (a inizio e fine progetto)
e inserendo come unicit la condivisione e il coinvolgimento nelle
attivit dellintero nucleo familiare.
Infatti lunicit sta proprio nellaccogliere la famiglia e tutte le
persone che ruotano intorno al bambino, proprio per lavorare
insieme nel raggiungimento degli obiettivi preposti.
La figura, inoltre, del responsabile dellAssociazione, mamma
anchessa di un bimbo con diverse abilit favorisce lascolto e
laccoglienza.
Il campus estivo Happy Therapy, poi, nasce dalla richiesta e dallesigenza da parte delle famiglie che
da settembre a giugno accompagnano i loro bambini a terapia e che desiderano integrare e intensificare
il lavoro svolto durante lanno con lorganizzazione di un campus estivo rivolto ai propri figli.
Happy Therapy, volto ad arricchire il lavoro terapeutico sviluppato durante il corso dellanno
con rapporto uno a uno (operatore e bambino) con una proposta sperimentale studiata proprio
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per agevolare la relazione con i pari, un progetto Bimbi & Co. basato sulla ricerca e che ha come
scopo quello di dimostrare limportanza di una costanza, di
una persistenza e di una regolarit del lavoro quotidiano per
diverse ore consecutive rispetto al singolo intervento terapeutico
settimanale.
gestito interamente dal personale sanitario che ha sviluppato
le attivit non pi per il singolo ma per il piccolo gruppo.
La sana competizione, losservazione dellaltro e lo scambio tra
pari, oltre a favorire lintegrazione e la relazione, garantiscono
Attivit nel parco del Seraphicum
lacquisizione di competenze pi facilmente raggiungibili
grazie a una intensificazione terapeutica basata su obiettivi a breve termine.
Campo Estivo HAPPY THERAPY HAPPY SUMMER 2015
Che cos: un campo estivo in cui ai bambini del nostro centro vengono proposte attivit
neuropsicomotorie e logopediche mirate. I 14 partecipanti divisi in tre gruppi in base ad et e necessit
riabilitative frequentano il campo per 5 giorni a settimana dalle ore 8:30 alle ore 16. La loro giornata
suddivisa in 6 momenti diversi: logopedia, attivit neuropsicomotoria a tavolino, merenda, attivit
neuropsicomotoria dinamica, pranzo seguito da gioco libero e attivit musicoterapeutiche e artistiche.
Quando: inizio attivit 30 giugno termine 24 luglio 2015
Beneficiari: 14 bambini del nostro centro e le rispettive famiglie, 4 operatori sanitari, 4
tirocinanti, 2 addetti allamministrazione.
Risultati ottenuti nel 2014: dal punto di vista riabilitativo si assistito a un miglioramento
delle performance dei bambini in tutte le aree. I genitori hanno accolto con grande entusiasmo questo
progetto e, al termine del campo estivo, hanno ripetutamente chiesto la sua attivazione anche durante
lanno scolastico o in tutti i periodi di vacanza dalla scuola.
I piccoli partecipanti vengono accolti e accompagnati nel parco dove si svolgono quasi tutte le attivit
proposte. La durata del campus di 8 ore al giorno per 5 volte a settimana per 4 settimane dalle ore
9.30 alle ore 16.00 e prevede:
Arrivo e divisione dei gruppi
Percorso senso motorio (bike therapy, puzzle therapy)
Sviluppo delle competenze linguistiche
Attivit di autocontrollo, attenzione e sviluppo delle funzioni esecutive
Musicoterapia , Teatroterapia e Laboratori crativi
Il momento del pranzo, con lapparecchiamento e il servizio a tavola svolto di volta in volta dai bambini
Pausa relax e gioco strutturato nel parco in zona dombra
Uscita
Visita il sito di Bimbi&Co.
* Fondatore e Presidente di Bimbi&Co.
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Cineforum
Jura$$ic World: un film con grandi effetti speciali
ma unoccasione mancata per riflettere su uomo, natura e tecnica

di Emanuele Rimoli*

A Uomo non bastava un giardino e si compr unisola. Uomo piant ogni tipo di laboratori e vi giacque
con unanziana zanzara. Quando si svegli i laboratori avevano dato chi il trenta, chi il sessanta, chi
il cento per uno. E Uomo era molto felice perch era miracolosamente diventato oviparo. E questo per
quattro volte, nonostante alcuni figlioli dimostrassero avere qualche problema con lautorit.
Sotto la costante supervisione di mamma laboratorio Uomo allev i piccoli che crebbero grandi e forti,
e gli spuntarono la coda, le piume, le ali, le squame,
gli artigli, i denti (molti!), le corna, il gozzo - tutte
quelle cose che rendono fieri i genitori e per cui dicono ha preso tutto da me.
Ma mamma laboratorio, nonostante le innovative
tecniche pedagogiche, non riesce a educare tutti i figli, perci questi si arrabbiano, spaccano tutto, se la
prendono con babbo Uomo e si mangiano un po fra
di loro.
Ma un bel mattino, dopo tanta corsa e tanti ruggiti, tutto torna a posto: Uomo fa un bel sermone funebre moraleggiante a mamma laboratorio e se ne va, e i figlioli tornano a giocare liberi.
Considerato che il cuore di questo genere di film emerge fra le corse spasmodiche, i ruggiti, i morsi e
le urla terrorizzate degli umani, il lettore/spettatore capisce bene che resta poco su cui ragionare. Ed
un peccato.
Si potrebbe tranquillamente dire che un giocattolone che mescola dosi innocue di avventura, tensione,
meraviglia, effetti speciali (smisurati), elementi tenuti assieme dal democratico per tutta la famiglia.
Perci tocca semplicemente essere spettatori che si godono lentertainment, visto che per questo stato
pensato.
Ma cos si finisce col buonista Eh, so ragazzi, e i monelli continuano a sfondare le finestre a pallonate.
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Il film si basa su tre elementi fondamentali e poche altre briciole.


Il dinosauro geneticamente modificato. Siccome ormai ci siamo abituati ai dinosauri che non sono
pi abbastanza WOW, ce n bisogno di uno nuovo, pi allavanguardia (was designed dice il dottor
Wu/Frankestein). Insomma i dinosauri sono troppo vecchi per questo mondo e non fanno pi tendenza
(alias guadagno), c bisogno di un upgrade che lasci tutti a bocca aperta.
Ed ecco che viene progettato il feroce Indominus rex, panacea per le esigenze di marketing del parco.
Che cosa veramente sia riassunto nella frase pi ripetuta del film: Bigger, Louder, More Teeth, ovvero pi grosso degli altri, quando urla fa pi rumore degli altri e ha molti pi denti degli altri.
Insomma Er pi de Borgo, ricordando il Celentanosauro.
Ed femmina, bianca, intelligentissima, psicopatica, imprevedibile, snervante, e ha il pollice opponibile - chi scrive non intende fare alcuna allusione sarcastica.
I velociraptor ammaestrati. la parte pi spassosa e moralistica del film.
Owen - macho col coefficiente di lezzo pari alla metroB allora di punta - lalfa del branco dei Raptor.
Ragiona con loro, in qualche maniera li ha addestrati ma,
siccome tiene a entrambe le mani e non solo, si affretta a
ricordare che i Raptor non sono foche da circo o le caprette
di Heidi, e che lui non li ha davvero ammaestrati, ma ha
intessuto con loro una relazione basata sul mutuo rispetto, cosa che auspica per la relazione con la bella e frigida
Claire, A.D. del parco.
Spezziamo una lancia a suo favore. Una delle scene pi belle del film la corsa in moto del macho Owen (di sorriso soddisfatto munito) con i Raptor alla ricerca
del Cattivosauro.
Una carica di cavalleria adrenalinica che supera la scena epica di Godzilla scortato dalla flotta armata
del film di Edwards (2014).
Ma la tensione mozzafiato e il terrore dei Raptor del primo Jurassic Park muoiono qui, il resto rissa
da bar.
Il terzo elemento (che non merita nemmeno il grassetto) sarebbe la battaglia etica tra chi vede gli zoo
come entit commerciali da modificare e promuovere in base alle
leggi di mercato e chi, invece, invocando il rispetto per lecosistema, considera i dinosauri creati in laboratorio come animali
da studiare - ovviamente con tanto di diritti, tipo essere vestiti da
pony per portare a spasso i bambini del parco (cos i cuccioli di
Triceratopo nel film) o magari, per essere pi attuali, infestare il
web come accade ultimamente coi gattini.

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Ma il tema cos generico che scompare allora di pranzo del T-Rex, quando lonnipresente voce del
megafono annuncia: Avviso per i genitori: lo spettacolo potrebbe impressionare vostri bambini.
Le briciole, ovvero il T-Rocky o Rockysauro. Il film spera in un climax finale, quando lIndominus sta
per insediarsi sul trono, i Raptor ne sono diventati gli alfieri e i pedoni umani sono in trappola.
Colpo di scena, se cos si pu dire: il Raptor beta rientra in
s, torna dalla parte di Owen-alfa e viene punito dallIndominus con un solenne ceffone.
Claire, che finora ha fatto poco pi che urlare, correre sui
tacchi (che non si rompono mai!) e cercare di domare attacchi dansia, ha un colpo di genio (indotto dal nipote),
far entrare in scena uno coi denti.
un momento grandioso: si alza il cancello della gabbia
come un sipario e dal fondo buio compare il T-Rex come una vecchia gloria, un eroe di guerra.
Limponente e un po flaccido Rocky sale sul ring e ovviamente, dopo un promettente inizio a suon di
ruggiti a 50 e passa denti e corsa in slow motion, le prende di santa ragione.
Solo il gioco di squadra con il Raptor (lo schiaffeggiato) e il leviatanico Mosasauro (alfa e omega della
sua genia) permette di sconfiggere lodiosa lucertola artificiale.
Natura vince, tecnica perde - come in Rocky contro Drago. E il T-Rex va a urlare Adriana sul tetto
del laboratorio.
Al di l degli straordinari effetti speciali, il film unoccasione mancata. Si poteva riflettere sui temi
attualissimi che riguardano il rapporto uomo, natura e tecnica, pur mantenendo una buona dose di intrattenimento.
Questo film e lintera serie potevano farlo senza scivolare sugli slogan pseudomoralistici del riccone di
turno: Questo parco stato costruito per ricordarci quanto siamo piccoli - imbottito di Maalox, deve
aver dimenticato che basta un mal di pancia a ricordarcelo, o una zanzara tigre E invece no.
Ci si persi in troppi rivoli gi visti, prevedibili e mai sviluppati appieno. Ci si meraviglia pi per lintrattenimento del parco a pieno regime, che per la natura.
Il risultato che a vincere su tutti una sola specie mai estinta, il Dollarosauro.

*OFMConv, Docente di Antropologia teologica e Direttore del Cineforum Seraphicum


@fratemanu

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appuntamenti
PELLEGRINAGGIO NEI LUOGHI KOLBIANI
Dieci giorni sui luoghi di san Massimiliano Kolbe in Polonia, guidati dai frati polacchi. Il pellegrinaggiostudio, in corso in questi giorni, proposto dalla Cattedra Kolbiana della Facolt ai frati studenti
del Seraphicum che hanno cos lopportunit di visitare e
conoscere i luoghi simbolo del loro confratello, martire ad
Auschwitz.
Il programma prevede soste a Niepokalanow la Citt
dellImmacolata, a Cracovia e ad Auschwitz.
I partecipanti al pellegrinaggio - spiega fra Raffaele Di
Muro, direttore della Cattedra Kolbiana - hanno cos
lopportunit di sostare nei luoghi di Kolbe, riflettendo
sulla sua spiritualit e sul suo zelo apostolico. La visita ai
campi di concentramento si rivela assai toccante alla luce
del martirio di carit vissuto dal santo polacco.
Liniziativa va a concludere il percorso di studi della licenza in francescanesimo durante la quale gli
studenti, dopo aver seguito corsi o convegni kolbiani, visitano quei luoghi dove il santo polacco, ex
studente del Seraphicum, ha espresso il suo fervore missionario.
CONVEGNO SU VALDO E FRANCESCO
Valdo e Francesco. I fondatori e gli sviluppi il tema del convegno in programma il 1 agosto a
Laux (Usseaux), al quale parteciper fra Giuseppe Giunti, docente di
Teologia pastorale e Catechetica al Seraphicum.
Francesco interpella i credenti di oggi il tema della relazione che
offrir un contributo allobiettivo di questo convegno finalizzato a
studiare due uomini che in periodi vicini e in luoghi diversi - si legge
nella presentazione - hanno animato e interpretato nella cristianit
delle esperienze religiose per alcuni aspetti simili e che hanno avuto
degli esiti opposti. Con Valdo di Lione nel 1174 inizia un movimento
(Foto: www.valdesidipignano.it)
pauperistico che si sviluppa allora specialmente nella Francia del Sud e
nel Nord dellItalia. Francesco dAssisi si converte nel 1206, lanno della morte di Valdo, e quando
muore nel 1226 il movimento da lui promosso ha ormai una diffusione ampissima destinata ancora a
espandersi. Il convegno, inoltre, intende interrogarsi sugli stimoli che da Valdo di Lione e Francesco
dAssisi possono venire alla nostra religiosit e alla nostra cultura.
SAN BONAVENTURA INFORMA SULLA LETTURA
Uscir attorno alla met di luglio il numero di San Bonaventura informa dedicato alla
lettura, lultimo prima della pausa estiva. Come da tradizione, si tratter di un numero
interamente dedicato ai libri, attraverso riflessioni, consigli da parte dei docenti e uno
sguardo alle pubblicazioni presentate nel corso dellanno accademico. Un numero a
foliazione ridotta, in linea con il periodo estivo, ma con la volont di offrire qualche
spunto per questo tempo di riposo.
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v erso il 112 anno accademico :


I P E R C O R S I F O R M AT I V I D E L la facolt
Si apriranno il prossimo 1 settembre le iscrizioni allanno accademico 2015-2016, il 112 della Facolt.
La Facolt San Bonaventura, inizialmente riservata agli
appartenenti allOrdine dei Frati minori conventuali, dal
1973 frequentata anche da studenti esterni, religiosi e laici,
che vi trovano, in un ambiente familiare, la possibilit di
acquisire approfondite conoscenze nellambito teologico e del
francescanesimo. Con il valore aggiunto - oltre che di un corpo
docente qualificato - di un radicato approccio interculturale
grazie a un eterogeneo corpo docenti e alla presenza di studenti
provenienti da oltre venti Paesi.
Seguendo i nostri corsi, possibile conseguire i gradi accademici di:
*Baccalaureato: I ciclo quinquennale di studi con un biennio filosofico e un triennio istituzionale;
*Licenza: II ciclo di studi della durata di due anni con specializzazione in Cristologia e in
Francescanesimo contemporaneo.
*Dottorato: III ciclo della durata di due anni.
Il nuovo anno accademico inizier il 5 ottobre 2015
e terminer il 23 giugno 2016.
Le iscrizioni al primo semestre sono aperte dal 1
settembre al 5 ottobre 2015; per il secondo semestre
dal 7 gennaio al 16 febbraio 2016.
Ci si pu iscrivere alla Facolt come:
ordinario: per conseguire i gradi accademici di
Baccalaureato e Licenza in Sacra Teologia;
straordinario: per frequentare i corsi istituzionali
senza il conseguimento dei gradi;
ospite/uditore: per frequentare alcune discipline senza obbligo desame;
fuori corso: per completare gli studi e conservare i diritti di studente trascorso il normale periodo di iscrizione;
candidato al dottorato: dopo aver conseguito i gradi di Baccalaureato e di Licenza in Teologia.
La Facolt propone inoltre i corsi di: Cattedra Kolbiana, Grafologia pastorale, Master Peace Building
Management-per costruire la pace nel mondo .
Recapiti della Segreteria per informazioni e iscrizioni: via del Serafico, 1 00142 Roma
tel. 06 5192007 - e-mail: segreteria@seraphicum.org
(la Segreteria riaprir il 1 settembre)
Per ogni dettaglio, visita il nostro sito.
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francescanamente parlando
INIZIATIVA DELLACCADEMIA BESSARIONE
stato presentato l11 giugno nella biblioteca della Facolt, alla presenza del cardinale Raffaele Farina,
il volume Il Palazzo della Rovere ai Santi Apostoli di Roma.
Uomini, pietre, vicende. Il Quattrocento. Parte Prima. I cardinali
Bessarione e Riario di p. Isidoro Liberale Gatti.
Il testo il primo di sei volumi che lautore ha progettato per
coprire il periodo storico dal Quattrocento al Novecento (il
primo volume parte in realt dal Duecento, con i viaggi a Roma
di Francesco dAssisi), ricostruendo nel dettaglio vicende e
personaggi che hanno ruotato attorno al Palazzo della Rovere ai
Santi Apostoli. Un edificio di particolare importanza nella storia
Foto: fra Franciszek Czarnowski
romana, appartenuto al cardinale Basilio Giovanni Bessarione
(1403-1472), sede del cenacolo culturale che lui stesso volle creare nella citt dei papi, donando poi il
complesso allOrdine dei Frati minori conventuali. Alliniziativa, promossa dallAccademia Cardinalis
Bessarionis - Cultus et lectura Patrum, istituita presso la Facolt, sono intervenuti il cardinale Raffaele
Farina, presidente onorario dellAccademia, il prof. Francesco Sisinni presidente della stessa, il Preside fra
Domenico Paoletti, la professoressa Concetta Bianca dellUniversit degli Studi di Firenze e lautore del
libro, moderati da fra Tomislav Mrkonji, responsabile dellAccademia per la Facolt e docente del Seraphicum.

CONFERENZA SUL MARTIRIO DI SAN PAOLO


Il martirio di Paolo il tema della conferenza che ha chiuso, il 27 giugno, il ciclo di appuntamenti ideati
e tenuti da fra Germano Scaglioni, biblista e docente di Nuovo
Testamento. Un incontro che ha permesso di ricostruire la figura
dellapostolo, esaminando in particolare lultima fase della sua
vita comunemente definita la passione di Paolo.
Gli incontri, organizzati nellambito di questo percorso biblico,
hanno affrontato la Lettera ai Filippesi, offrendo una rilettura e
analisi della cosiddetta lettera della gioia di Paolo e, a seguire,
il tema Per la prima volta furono chiamati cristiani. La chiesa
di Antiochia negli Atti degli Apostoli.
Il percorso biblico con fra Germano Scaglioni riprender dopo la pausa estiva.

COMUNICARE DIO: LO SGUARDO CRISTIANO DELLA NOTIZIA


Comunicare Dio. Lo sguardo cristiano sulla notizia stato il tema del secondo meeting nazionale dei
giornalisti cattolici Pellegrini nel Cyberspazio, svoltosi dal 18 al 20 giugno a
Grottammare-Ascoli Piceno, al quale era presente anche il Seraphicum con San
Bonaventura informa.
Un appuntamento promosso per riflettere e per confrontarsi sui rapidi mutamenti
della comunicazione, con lobiettivo primario di mantenere sempre la centralit
della Verit. Il meeting ha visto una folta partecipazione di operatori dei media ma
non solo. Particolarmente significativa la testimonianza di mons. Basel Yaldo (nella
foto), vescovo ausiliare di Baghdad che ha richiamato lattenzione sul ruolo primario
dellinformazione per far acquisire la dovuta consapevolezza sulle persecuzioni contro
i cristiani, perpetrate ogni giorno in tante parti del mondo.
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FESTA DI RINGRAZIAMENTO A CHIUSURA DELLANNO ACCADEMICO


Si svolta il 24 giugno la tradizionale festa di ringraziamento a conclusione del 111 anno accademico
della Facolt, aperta dalla santa messa presieduta
da monsignor Augusto Paolo Lojudice, vescovo
ausiliare di Roma per il settore sud.
A seguire la consegna dei riconoscimenti agli
studenti che, in questo anno, hanno conseguito i vari
gradi accademici e quindi il momento di convivialit
La celebrazione eucaristica nella Cappella San Bonaventura

e dei saluti con la cena nel parco del Seraphicum.


La conclusione dellanno accademico stata dunque

anche loccasione per festeggiare gli studenti che hanno sostenuto


e superato gli esami di grado.
Hanno conseguito il Baccalaureato: Paulo De Freitas Lindo,
Alessandra Genovesi, Domenico Susco, Matteo Ragazzini,
Timothy Mwanjala Machila, Paul Kiarie Njuguna, Andrei Bejan,
William Mulenga Chanda, Willis Chungu, Thiago Da Silva Lougon,
Nstor Livera Prez, Cezar Nanea, Antolin Ramos De La Cruz.
Per quanto riguarda invece la Licenza, hanno concluso il ciclo di

Mons. Lojudice con il Preside Paoletti e fra Algarotti

studi, Louis Panthiruvelil, Luigi Ruggeri, Zlatko Vlahek, Kyuhee Han,


Luis Alberto Nolasco Hernandez, Arturo Osorio Nava, Clement Tlin.

IN PAROLE FRANCESCANE
Con il fervore di una devozione inaudita, in ciascuna delle creature, come in un ruscello,
delibava quella Bont fontale, e le esortava dolcemente, al modo di Davide profeta, alla
lode di Dio, perch avvertiva come un concento celeste nella consonanza delle varie doti e
attitudini che Dio ha loro conferito .
SAN BONAVENTURA, Leggenda maggiore IX: FF 1162

PONTIFICIA FACOLT TEOLOGICA SAN BONAVENTURA SERAPHICUM


Via del Serafico, 1 - 00142 Roma
San Bonaventura informa a cura dellUfficio Stampa del Seraphicum
Responsabile: Elisabetta Lo Iacono (press.seraphicum@gmail.com)
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giugno 2015

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