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Al colloquio.
- Noi cerchiamo un uomo che non ha
paura di nessun lavoro e che non si
d mai malato.
- Bene, mi assuma, che vi aiuto a
cercarlo.
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La comunicazione interpersonale, intesa come un


momento di incontro/scambio determina la qualit
della relazione.
Spesso si pensa che l'arte del comunicare consista
principalmente nella capacit di farsi ascoltare e di
farsi comprendere senza fraintendimenti.
In realt il successo della comunicazione non
dipende unicamente dall'intenzione dell'emittente,
ma e soprattutto dalla percezione del ricevente, per
cui l'ascolto ed il "feedback" (messaggio di
ritorno) del ricevente sono importanti rivelatori
della qualit dell'interazione.

Perch il rapporto con gli altri sia


affrontato con successo, occorre
dunque essere consapevoli della
propria responsabilit sia nella fase
di trasmissione che in quella
dell'ascolto.

Gli elementi base


della comunicazione
sono essenzialmente
tre:
Prof. Domenico

Come evidenziato dallo schema, nel


trasmettere un messaggio si passa un
contenuto, verbale o non verbale, che
sempre accompagnato da un'emozione,
da una determinata percezione o
interpretazione (un messaggio
psicologico) che determinano la qualit
della
comunicazione.
P

Il messaggio, con la sua duplice valenza,


rimane il punto di incontro tra le due
esperienze di chi codifica e di colui che
decodifica un contenuto trasmesso.
Nel processo comunicativo, inoltre
l'emittente influenza l'efficacia della
comunicazione in base a due dimensioni in
particolare: la competenza e la credibilit,
le quali sono strettamente connesse al
messaggio psicologico di cui sopra.

Il ruolo del ricevente non comunque di


minor rilevanza: l'ascoltare costituisce la
maggior parte delle attivit inerenti la
comunicazione. Essere un buon ricevente
vuol dire essere capaci di autoosservazione, tempo e pazienza per
decodificare con attenzione il comunicato
ricevuto e rimandare messaggi di ritorno
che favoriscano la piena comprensione
dell'intenzione dell'emittente.

Spesso chi ascolta ha la tendenza di giudicare,


interpretare o disapprovare il messaggio
originario, ostacolando in tal modo lefficacia
della comunicazione. Il ricevente, al contrario
deve essere capace di ascoltare, di parafrasare e
di verificare, con chi trasmette, la reale
percezione dei sentimenti e la negoziazione del
significato, mostrando cos di voler
comprendere a fondo il messaggio,
prima di darne una valutazione.

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Comunicazionecome
cometrasmissione,
trasmissione,
Comunicazione
passaggiodi
diinformazioni:
informazioni:
passaggio

Comunicazionecome
comerelazione,
relazione,
Comunicazione
metterein
incomune,
comune,
mettere
comprensione:
comprensione:

Comunicazione, dal latino


comunico, significa condivisione.
Non significa "mandare messaggi", ma
va intesa come un atto sociale e
reciproco di partecipazione, atto
mediato dall'uso di simboli significativi
tra individui e gruppi diversi.
Comunicare = interagire, mettere in comune,
Prof. Domenico Giuseppe Bozza
mettere in relazione

CONTESTO DI UNA COMUNICAZIONE

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Gli elementi fondamentali di ogni


processo comunicativo sono: (1)
1. l'emittente: il soggetto (o i soggetti) che
comunica il messaggio
2. il ricevente: il soggetto (o i soggetti) che
riceve il messaggio
3. il messaggio: il contenuto di ci che si
comunica. Pu essere una informazione,
un dato, una notizia o pi semplicemente
una sensazione

Gli elementi fondamentali di ogni


processo comunicativo sono: (2)

4. il codice: il sistema di segni che si usa


quando si comunica e senza il quale non
avviene la trasmissione del messaggio. Pu
essere sia una lingua, che un gesto, un
grafico, un disegno.
5. il canale: pu essere inteso sia come il
mezzo tecnico esterno al soggetto con cui il
messaggio arriva (telefono, fax, posta ecc.)
sia come il mezzo sensoriale coinvolto nella
comunicazione (principalmente udito e vista)

Gli elementi fondamentali di ogni


processo comunicativo sono: (3)
6. la codifica: l'attivit che svolge
l'emittente per trasformare idee, concetti e
immagini mentali in un messaggio
comunicabile attraverso il codice
7. la decodifica: il percorso contrario svolto
dal ricevente che trasforma il messaggio da
codice in idee, concetti e immagini mentali

Gli elementi fondamentali di ogni


processo comunicativo sono: (4)
8. il feed-back: l'interscambio che avviene
tra ricevente ed emittente quando
l'informazione di ritorno permette
all'emittente di percepire se il messaggio
stato ricevuto, capito ecc.

9. il contesto o ambiente: il "luogo", fisico


o sociale, dove avviene lo scambio
comunicativo - pu incentivare o al
contrario disincentivare la comunicazione

Modalit
comunicative e
apprendimento

Un utilizzo congiunto
delle diverse modalit comunicative
produce i risultati pi efficaci.
L'apprendimento varia al variare delle
tecniche comunicative e dunque dei diversi
canali di percezione.

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Per sfruttare coscientemente le possibilit


offerte dalla comunicazione, sempre
necessario definire con esattezza:
a chi ci rivolgiamo
(chi sono i soggetti con i quali devo entrare in relazione?)
l'obiettivo (cosa vogliamo che facciano, pensino,
abbiano presente, al termine della comunicazione?)
che cosa comunicare (quali sono i punti fondamentali
che devo comunicare per ottenere
l'effetto voluto e creare la relazione?)
come comunicarlo (quali sono "gli strumenti"
di comunicazione pi adatti a ottenere l'effetto voluto?
Scritto, orale, ecc. )

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Modalit comunicative
La comunicazione pu essere:
Comunicazione verbale: utilizza le parole
Comunicazione non verbale: espressione del
volto, gesti, tono della voce, etc. E' meno facilmente
sottoponibile a "censura", e quindi tradisce gli
effettivi sentimenti, stati d'animo, opinioni.
Comunicazione simbolica: il nostro modo di
vestire, gli oggetti di cui ci circondiamo, etc,
costituiscono una parte molto significativa della
nostra comunicazione

Concetto di competenza comunicativa

La competenza comunicativa pu
essere definita come la capacit di
relazionarsi con gli altri.
Implicitamente implica il sapere che
cosa fare e come farlo senza
trascurare il concetto di
appropriato/inappropriato
(Fillmore, 1981 su Di Fabio, 1998)
a

I fattori che facilitano lo sviluppo di una


buona competenza comunicativa
risultano essere:
COMPLESSITA' COGNITIVA
La capacit di interpretare e trovare un senso a
ci che gli altri fanno e dicono intorno a noi
EMPATIA
Espressivit, calore umano, facilit di rapporto,
flessibilit, ottimismo
ASSUNZIONE DI RUOLO E CONTROLLO
DEL RAPPORTO COMUNICAZIONALE
Capacit di condurre, sostenere, di indirizzare
l'interazione

la trasmissione
gli effetti che produce
il contenuto
La trasmissione
riguarda il modo in
cui il messaggio
viene trasmesso.

Gli effetti che produce sono le


conseguenze e queste possono essere
funzionali e disfunzionali alla
comunicazione, nel senso che, possono
tendere ad aprirla o a bloccarla. Questi
effetti dipendono e sono strettamente
collegati al contenuto della
comunicazione.

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Il contenuto pu essere
assertivo, aggressivo e vittimistico.
La comunicazione
assertiva chiara,
sintetica, esplicita. In tal
caso il parlante si prende
la responsabilit di dire ci
che pensa.

La comunicazione aggressiva
quella che sottende un
rimprovero. (Es. " Si pu
sapere cosa hai fatto?"). Chi
ascolta alza le barriere.

La comunicazione vittimistica quella con


la quale si esprimono i propri bisogni in
maniera da colpevolizzare l'altro. (Es. "
Non ce la faccio pi ad ascoltarti").
L'effetto di questa comunicazione di
produrre nell'altro una reazione di
evitamento,Prof.
bloccando
cos la relazione.
Domenico Giuseppe Bozza

L'empatia nasce con Carl Rogers


negli anni 5O.
Rogers, psicologo umanista,
not che 3 erano le condizioni necessarie
e sufficienti per produrre un cambiamento
positivo in una persona.

CAMBIAMENTO POSITIVO

Cambiamento positivo significa che se una


persona vive una situazione di
conflittualit, di confusione, di malessere,
rispetto ad una certa situazione, ci sono
tre condizioni che sono capaci di far
evolvere la persona verso il superamento
della difficolt e quindi verso la crescita.

Le condizioni sono

L'empatia: capacit di mettersi nei panni


dell'altro, pensare e sentire "come se" si
fosse l'altro, mantenendo nel contempo il
contatto con se stesso e con le proprie
emozioni.
La congruenza: stato di accordo interno.
L'accettazione positiva dell'altro:
presuppone una visione alterocentrica della
vita, secondo la quale si d per scontato che
ogni personaa diversa dall'altra

Ponendo che ci sia


a) una minima volont da parte di due
persone di relazionarsi;
b) una capacit e una minima volont di
entrambi di ricevere informazioni
dall'altro;
c) un rapporto che esiste da un certo e
per un certo periodo di tempo, allora si
ipotizza come valida la seguente
relazione

Maggiore la capacit di comunicazione in uno


dei due individui, pi la relazione con l'altro che
ne deriva assumer una tendenza alla
comunicazione reciproca, che si caratterizzer
per una sempre maggiore congruenza, una
tendenza alla comprensione pi adeguata delle
informazioni da parte di entrambi, un migliore
adattamento psicologico, quindi un migliore
funzionamento di tutti e due e una soddisfazione
reciproca per la relazione intrattenuta.

L'ascolto empatico rappresenta quindi una


struttura psicologica di accoglienza, nel senso
che l'empatia comporta il "sentire" e
"l'essere consapevole" delle proprie
emozioni, (congruenza), ma anche il
"sentire" e "l'essere consapevole" delle
emozioni dell'altro (empatia in senso stretto).
Questo processo determina la capacit dell'io
di relazionarsi e quindi indice di maturit
affettiva (posizione alterocentrica).

Secondo quanto osservava Rogers, se in una


interazione a due, uno dei due partners si pone
in modo alterocentrico (e quindi non
egocentrico), questo modo di relazionarsi nella
persona si "contager" all'altro e determiner
corresponsabilit nella relazione, che indice di
maturit sociale.
Questo processo rappresenta il presupposto per la
negoziazione dei reciproci punti di vista e quindi,
di conseguenza, della prevenzione dei conflitti.

Di fronte ad una comunicazione aggressiva


(es. "Si pu sapere dove hai messo il libro?"),
Si pu rispondere:
a) in maniera assertiva, ad es.: "Nel
secondo cassetto".
b) in maniera aggressiva, ad es.: "Ma
perch non puoi cercarlo?"
c) in maniera vittimistica, ad es.: "Ma
non puoi sempre chiedermi tutto!"

La risposta aggressiva ha come effetto quello


di provocare, in chi ascolta, altra aggressivit.
La relazione quindi diventa simmetrica e non
complementare.
Si ha comunicazione simmetrica quando si utilizza la
stessa modalit dell'interlocutore (aggressiva o
vittimistica). In tal caso la comunicazione
disfunzionale fino ad arrivare all'escalation simmetrica
(esasperazione del conflitto).
Si ha comunicazione complementare quando si
interrompe la modalit aggressiva o vittimistica
dell'interlocutore, perch si utilizza la comunicazione
assertiva, facendo s che l'altro, si prenda le proprie
responsabilit. Poich fa chiarezza e apertura, questa
comunicazione funzionale.

Per un riepilogo
La comunicazione pu definirsi come la modalit
attraverso cui si instaurano, si strutturano, si
sviluppano le relazioni sociali e si afferma il se
nel mondo come attori individuali e/o collettivi.
La comunicazione si inserisce allinterno di un
contesto culturale di riferimento in cui un
emittente, trasmettendo un contenuto tramite un
canale ed un codice condivisi col ricevente, pu
ricevere dal destinatario un feedback
comunicativo.

La finestra di Johari
NOTO A S

IGNOTO A S

AREA
APERTA
1
AREA
NASCOSTA
2

AREA
CIECA
3
AREA
IGNOTA
4

NOTO AGLI
ALTRI
IGNOTO AGLI
ALTRI

Joseph Luft e Harry Ingham, 1950


(Tratto da J. Luft, Dinamica delle relazioni interpersonali. La finestra di
Johari, ISEDI 1985)

Cosa studia
CON QUESTO MODELLO NON SI STUDIA
LA COMUNICAZIONE, NELLE SUE FASI,
MA SI STUDIA PER UTILIZZARLA AL
MEGLIO E MIGLIORARE QUINDI LA
CONSAPEVOLEZZA DEGLI
INTERLOCUTORI.
QUESTO MODELLO ESPLICITA IL
RAPPORTO TRA CONSAPEVOLEZZA E
COSCIENZA ATTRAVERSO LA
BIPOLARIZZAZIONE TRA CI CHE
NOTO (O IGNOTO) A NOI STESSI E CI
CHE NOTO (O IGNOTO) AGLI ALTRI.

RISULTA UNO SCHEMA


CON 4 QUADRANTI:
SFERA PUBBLICA DELLA PERSONALIT
ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI CHE IL
SOGGETTO ASSUME CONSAPEVOLMENTE E DI
CUI ANCHE GLI ALTRI SONO AL CORRENTE. D
LUOGO AD UN'AREA COMUNICATIVA APERTA IN
CUI CIRCOLANO LIBERAMENTE LE
INFORMAZIONI CHE L'INDIVIDUO CONOSCE E
CHE DISPOSTO A COMUNICARE ANCHE AGLI
ALTRI.
SFERA PRIVATA SULLE CARATTERISTICHE
DI CUI IL SOGGETTO CONSAPEVOLE MA CHE NON
VUOLE CONDIVIDERE CON GLI ALTRI O CHE GLI
ALTRI NON RECEPISCONO. QUESTA AREA
NASCOSTA IMPORTANTE PERCH RESTRINGE
LE POSSIBILIT DI UNA LIBERA
COMUNICAZIONE.

RISULTA UNO SCHEMA


CON 4 QUADRANTI:
AREA CIECA:
CORRISPONDE ALLE IMPRESSIONI CHE GLI
ALTRI HANNO DI NOI MA CHE NON
ESPLICITANO.
AREA IGNOTA:
D LUOGO A UNA NON-COMUNICAZIONE IN
CUI CARATTERISTICHE E IMPRESSIONI
NON SONO NOTE N A NOI N AGLI ALTRI
E NON SIAMO, QUINDI, IN GRADO DI
CAPTARLE SE NON CON L'ANALISI
PSICOLOGICA. RIMANGONO, IN
QUEST'AREA, DEI CONTENUTI LATENTI.

Prof. Domenico Giuseppe Bozza

Teoria socio-psicologica transazionale


(Il Modello GAB)

Berne E., A che gioco giochiamo, Bompiani, 2000

COME SI ESPRIMONO
LE TRE PERSONALIT
Genitore critico: Devi, Non devi - Se io fossi in te... - Non farlo mai
pi - Continua cos e andrai all'inferno - Tu sei cattivo (stupido,
ignorante, ecc.) - Non disturbare - Tu sei una maledizione per tutti noi
- ecc.
Genitore amorevole: Che cosa penseranno i vicini? - Attento al
freddo! - Senza di te non so che cosa farei? - Tu si che sei bravo,
invece tua sorella... - Tu sei una benedizione per tutti noi - ecc.
Bambino Naturale: Non voglio! - mio! - Ho paura! - Non l'ho fatto
io! - Lo voglio! - Dammelo! - colpa sua! - Raccontami una storia. Voglio guardare la televisione. - ecc.
Bambino Adattato: Per favore, mi presti la penna? - Buona sera come
sta? - La maestra mi ha dato un brutto voto, ha fatto bene perch non
avevo studiato. - Non mangio le caramelle perch lo zucchero guasta i
denti. - Potrei guardare la televisione per mezzora? - ecc.
Adulto: Quali sono i fatti? - Fammi capire bene come stanno le cose Quali sono le ragioni? - Hai fatto i dovuti controlli? - L'incontro
marted alle 14.00, vedr di non mancare. - ecc.

Opinioni a confronto:
Si supponga che in un ufficio arrivi una
ragazza con la minigonna.
Bambino Libero e Naturale: "Per... guarda
che gambe!"
Genitore Critico: "Dovrebbero proibire certi
vestiti in un ufficio."
Genitore Amorevole: "Poverina, chiss
come soffre il caldo."
Adulto: "Penso che una gonna un po' pi
lunga sarebbe pi adatta".

Il bambino e la comunicazione
Se mi tocchi dolcemente,
Se mi guardi e mi sorridi,
Se qualche volta mi ascolti prima di parlare,
Allora io crescer, veramente crescer.
Bradley (9 anni).