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IL RIDOTTO

anno 4
numero 29
giugno 2010

ORGANO UFFICIALE DELLA COMPAGNIA DE CALZA I ANTICHI - BOLLETTINO MENSILE


venezia
san marco 2677
campo san maurizio

direttore Luca Colferai ♥ – divertirsi divertendo – ♥ priore Roberto Bianchin

Ma è bellissimo! Iscrivetevi alla Torcellana 2010!


in questo
di luca colo de fero colferai
L a Compagnia de Calza organizza anche quest’anno la fe-
sta d’arte, parole, cibi e bevande, intitolata Torcellana e giu-
ta così alla sua terza edizione. Ideata da Enzo Rossi Ròiss, numero
D onne Meravigliose
ed Uomini Stupendi,
ebbene sì: ecco a voi il
numero di giugno della nostra
rivista. È con particolare gio-
ospitata magnificamente da Renata Carlotto appunto a Torcello,
si terrà domenica 4 luglio e prevede stavolta (per la prima di una
serie di volte) un’esposizione d’arte. Per partecipare, per saperne
di più, andate a pagina 3. ◉
Torcellana 2010
Irriverenza
antropofagica
ia che lo licenziamo alle stam-
pe: non solo il nostro Micha- sandro Burbank (continua la nell’arte, a pagina 25); la Strega Cartoline
el Krondl è tornato in azione sua preziosa esplorazione nel- Jurubeba (con il suo oroscopo, dall’altra sponda
(con un delizioso ed irriverente la giovane poesia della nostra a pagina 34); Enzo Rossi Ròiss
viaggio tra dolci cannibaleschi città a pagina 15); Lucas Carl (con l’ultima delle sue lampi- La via delle farfalle
e sorprendentemente santifica- Christ (musica, a pagina 18); sterie, a pagina 32: ma non te-
ti, a pagina 9), ma da questo nu- Paolo Fiorindo (con una strug- mete, ne abbiamo pronte del- La Mata Atlantica
mero inizia la sua collaborazio- gente poetica storia di farfalle le altre); David Vatovec (con la
ne anche la cara Ilaria Pellan- perdute, a pagina 8); Leonar- sua cartolina dall’altra sponda Tarocchi: l’Imperatrice
da (redattrice capo della rivi- do Mello (con le sue sagge indi- dell’Adriatico, a pagina 6); An-
sta bimestrale colta ed elegante cazioni di teatro, a pagina 17); drea Vitali (grandissimo! con Poesia – Musica – Libri
VeneziaMusica e Dintorni, con Marilù Pavanini (con i gatti le sue interpretazioni iconolo- Teatro – Danza – Web
un interessante articolo sul- giche dei tarocchi: tocca all’im-
la danza, a pagina 19). Prezio- peratrice, a pagina 21). Invece Visione dal 2062
si come sempre i contributi di: risultano dispersi il Marinaio
Neno Brazil (con foto splen- Johnny (che però ha mandato L’Oroscopo della
dide dalla foresta alcune pagine del suo diario di Strega Jurubeba
atlantica, a pa- internauta, a pagina 27) e l’In-
gina 11); Ales- consolabile Console che, an- Il gatto nell’Arte IV
dato in Marocco alla ricerca –
appunto – del Marinaio John- A Tavola con I Antichi
ny e non avendolo trovato (ov- Maionese impazzita!
vio: non era lì) è partito un’al-
tra volta alla ricerca; ma non sa Chi lavora
bene neanche lui dov’è andato. è perduto
Mah. Ah, dimenticavo: la ma-
ionese è impazzita! (a pa-
continua a pagina 2

leggete e diffondete
« il ridotto »
de i antichi
è divertente
e anche
intelligente
ilridotto@iantichi.org – www.iantichi.org
pagina 2 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

gina 30). Più molte altre coset- roli, a pagina 29). Primo. Sapete vero come si nauta, chi il pompiere, c’è sem-
te che non sto qui ad elencarvi Visto che avanzano un po’ di usa fare con i bambini: a un pre qualcuno che risponde il
per non togliervi il piacere del- righe bianche, ecco un paio di certo punto c’è sempre una zia postino o il bidello l’esplorato-
la lettura. aneddoti del conte Emile dalla che chiede: e tu cosa vuoi fare re. Ecco, quand’ero bambino io
Tranne due o tre punti vera- sua viva voce sul lavoro in ono- da grande. E allora c’è chi ri- nessun mi chiedeva cos’avrei
mente importanti. re del Priore. sponde il dottore, chi l’astro- fatto da grande.
UNO. Il nostro Gran Priore, Secondo. Ricordo che molti
Bob R. White, è andato in pen- anni fa, quando ero giovane,
sione! E ciò è bellissimo! Co- acquistai per poche centina-
me dico in altra parte del bol- ia di migliaia di lire, quattro-
lettino (a pagina 20), ora può cento credo, se non ricordo ma-
dedicarsi veramente a ciò che le, una villa a Saluzzo, in rovi-
preferisce. na; era proprio in rovina, però
DUE. Lucas Carl Christ terrà Avviso al gentile lettore mi piaceva. E allora, un po’ al-
un importante concerto (sag- la volta, la rimisi a posto. Rifeci
gio finale che è come dire: l’ini- Fedele al detto: «I An- il tetto, ridipinsi gli interni, si-
zio di una promettente carriera tichi sono moderni» Il stemai gli infissi, la arredai per
a pagina 18) il 3 giugno alle ore Ridotto è dotato di col- intero e incominciai a viverci
20.30 al Conservatorio di Ve- legamenti diretti al- con grande piacere nonostan-
nezia: ci vediamo tutti lì! le proprie pagine e al- te la fatica che mi era costata.
TRE. Inizia da questo nu- le pagine esterne del- Ma ero giovane allora. Dopo
mero una rubrica di cui sia- la grande ragnatela un po’ di mesi arrivò un signo-
mo molto contenti, dedicata mondiale di cui per avventura si dovesse parlare nel testo: sono re. Vide la casa e se ne innamo-
ai ristoranti, alle osterie, ai lo- le parole scritte in rosso. Se ci passate sopra la freccia del topo, es- rò. E mi chiese se era in vendi-
cali, che ci piace frequentare; sa si trasforma in una manina con l’indice puntato, ci schiaccia- ta. No, gli risposi, ho appena fi-
è ovvio che non si tratta di cri- te sopra e potete aprire direttamente o nel vostro sfogliatore il colle- nito di metterla a posto. Ma io
tica gastronomica e che le no- gamento. Questo se avete un programma di lettura di documenti vorrei comprarla, mi disse il si-
stre valutazioni soggettive non con formato portatile abbastanza recente e che lo capisca da solo. gnore. Ma io non so se voglio
sono valide per tutti. È come Inoltre, l’avete letto nel messaggio di posta elettronica, è anche di- venderla, gli risposi. Però poi il
quando ti chiedono: dimmi un sponibile in una versione ad alta qualità in meravigliosa definizio- signore mi disse: le darò quat-
posto dove posso andare. Leg- ne per ammirare tutto lo splendore delle immagini. Evviva! tro milioni di lire se me la ven-
gete il Ridotto e lo saprete! (co- de. E allora io gliela vendetti. A
minciamo con il ristorante Mi- conti fatti, si può dire che quel-
rai della splendida Cristina Va- la volta ho veramente lavorato.
Buona lettura. ◉

Roberto Bianchin la storia e le spezie


NON RICORDO PIÙ NULLA venezia - amsterdam - lisbona

una girandola di racconti passato e presente


Quindici racconti, alcuni dei quali inedi-
un libro di michael krondl
RobeRto bianchin ti, altri pubblicati su quotidiani, riviste e in
vari volumi, tratteggiano in questo libro,
con pennellate a colori vivaci, il mondo Il Ridotto è l’Organo Ufficiale in inglese e in portoghese
Non ricordo più nulla onirico, surreale e magico, che ha già fatto
arditamente capolino nei romanzi di Ro-
berto Bianchin.
della Compagnia de Calza
Autore di nicchia, minoritario per voca-
zione, sempre fedele al suo linguaggio «I Antichi»
Fondata da Zane Cope
Racconti spiazzante attraversato da un’ironia surre-
ale in bilico fra il comico e il malinconico,
lo scrittore veneziano dà vita a una stupe-
facente galleria di personaggi folli e stra-
vaganti, poetici e romantici, che si muo-
vono sullo sfondo degli scenari a lui più
Bollettino Dedicato ai Membri
RobeRto bianchin – non RicoRdo più nulla

cari. Dal mondo della musica come ne «Il


batterista dei Navigli», a quello del circo
come in «Delia, l’acrobata dell’Alzaia» e
«L’uomo che moriva due volte al giorno»,
Tiratura fisica limitata 100 copie
Panoplia in Distribuzione Gratuita
da quello degli spettacoli di Carnevale co-
me in «Non ricordo più nulla» e «Mi chia-
mi pure Casanova, Mister Bond», a quel-
lo dello sport come in «Sventolano ancora in Campo San Maurizio
le bandiere» e «Le partite incominciavano
in cucina».
Ma qui l’autore spazia anche oltre. Fino
e per Internet senza Limiti
Stampa (a volte) per meravigliosa armonia
a piombare nei temi culturali e in quel-
li di più stretta attualità, come in «Faccia
di pazienza fatica intelletto luci e pigmenti: Luca Colferai
da schiaffi», «La mattina dei fogli parlan-
ti», «Nessuna fine mai». Per arrivare a de-
dicare un’attenzione tutta particolare alle
suggestioni che gli provengono dalla sua
città natale, la Serenissima Venezia, e dai
suoi molti problemi, visti sempre sotto la
lente d’ingrandimento di un’ironia sottile,
Direttore irResponsabile:
spesso dissacrante, che a volte si stempe-
ra nella nostalgia del tempo andato come Luca Colo de Fero Colferai
in «Ma che flash la vita» e ne «E i fantasmi
salirono dall’acqua dei canali», e altre vol-
Hanno collaborato, chi più e chi meno:
te diventa invece perfida, e si trasforma in
sarcasmo, come in «La notte che crollò il
Judith Jurubeba Souza Bomfim Zancopè, Michael Krondl,
ponte di Calatrava», «Il mistero della diga
lunata», «Il giorno che Nando tornò a Ve-
neland». Maria Lusia Pavanini Zennaro, Lucas Christ, Leonardo Mello,
Una girandola di invenzioni e colpi di sce-
Enzo Rossi-Ròiss, Ilze Jaunberga, Andrea Merola, Roberto Bianchin,
na, sostenuti da una scrittura strepitosa,

i antichi Carlo Bullo, Sebastiano Casellati, Bruno Dolcetta, Alessandro Burbank,


e dipinti all’acquerello con i colori auda-
ci del burlesque.
Paolo Fiorindo, David Vatovec, Andrea Vitali, Valeria Bolgan.
i antichi editori
editori
venezia venezia

Ove non diversamente indicato le immagini sono tratte da:


wikipedia.org; wga.hu; gutenberg.org; archivio privato de I Antichi.
IN LIBRERIA! telefono: 041 5265131
e-mail: ilridotto@iantichi.org – www.iantichi.org
lo trovate su
I Antichi Editori – 20 € Registrazione presso il Tribunale di Venezia 172/10 n. 3 del 29 gennaio 2010
www.spicehistory.net
Il Ridotto esce quando è pronto.
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 3

A nche quest’anno la
Compagnia De Cal-
za «I Antichi» torne-
rà a Torcello nel più caldo e di-
vertente festival d’arte e poesia
cellana 2010 è libera e gratuita,
previa domanda di partecipa-
zione inoltrata alla Compagnia
de Calza con i mezzi di comu-
nicazione preferiti. Le regole
mai realizzato. I Antichi pro-
muovono e organizzano quin-
di «Torcellana 2010» il 4 lu-
Torcellana 2010: prepariamo la terza edizione sono semplici: indossare vesti-
menta bianche, portare con sé
cibi e bevande per la consuma-
glio (terza edizione): saga del- Quest’anno il festival d’arte, poesia e grigliata aumenta ancora zione in gruppo; portare con sé
la creatività più disinibita e di- le opere che si intende esporre.
vertente. L’evento è previsto La Compagnia de Calza «I An-
plurinsediato sull’isola – en- tichi» non è in grado e non in-
plain-air e non – con la direzio- COMPAGNIA DE CALZA «I ANTICHI» VENEZIA tende fornire alcun sostegno
ne e organizzazione, il nucleo fondata da zane cope associazione culturale materiale né logistico né tec-
centrale di tutte le operazioni, nico né economico ai parteci-
nella residenza privata della panti. Da questo punto di vista
nostra carissima amica Renata l’evento s’intende: «ognun per
Carlotto che anche quest’anno sé e Dio per tutti».
mette a disposizione dei com- L’inizio della Torcellana è
pagni de calza la sua inarriva- fissato per le ore 12.00 (dodi-
bile ospitalità. Nel prato circo- ci, mezzogiorno) di domenica
stante, nel cortile e sin sull’aia, 4 luglio 2010. La chiusura alle
prenderanno vita letture poe- 22.30 circa. I partecipanti pos-
tiche esposizioni ed esibizio- sono arrivare a Torcello con i
ni varie sur l’herbe e anche no. mezzi Actv o con proprie im-
Con l’apporto fondamentale barcazioni. Gli Artisti e gli in-
dei Giovani Antichi, è previ- tervenienti possono eseguire i
sto un varietà di musica et al- loro allestimenti ed esporre le
tro del duo Lucas & Luca. Suha loro opere il giorno prima, op-
Saghira darà lezioni di danza pure durante la mattinata.
del ventre con esibizioni per- Le opere saranno conve-
sonali. È atteso e temuto l’ar- nientemente illustrate ai visi-

TORCELLANA 2010
rivo di Hainz! Il Barbaro (Ja! tatori dai loro artefici. Musi-
Bitte! Entschuldigung! Tanz!) che e parole saranno suonate
antenato e discendente di una e declamate a piacimento da-
grande famiglia di stermina- gli artisti protagonisti: diret-
tori di uomini, donne, vecchi FESTIVAL D’ARTE POESIA SPETTACOLO – III EDIZIONE tamente al consesso convivia-
e bambini, che a suo modo ha DOMENICA 4 LUGLIO 2010 – ISOLA DI TORCELLO le e anche, con rapide sortite,
provocato lo splendore di Tor- all’attonito pubblico dei turisti
cello e la nascita di Venezia. sbarcanti dai traghetti, previa
Alcuni artisti esporranno introduzione.
all’aperto ed illustreranno ai Alle ore 12.30 (mezzogior-
convenuti opere che succes- no e mezzo) è prevista una vi-
sivamente e fino al 30 settem- sita guidata all’isola con allo-
bre saranno esposte all’inter- cuzione del Procurator Gran-
no di alcuni esercizi commer- do sulle stupefacenti antichi-
ciali operativi sull’isola. Tut- tà della medesima (l’isola, non
te le opere saranno raccolte in l’allocuzione).
un catalogo web. Artisti ete- Alle ore 13.30 (tredici e trenta,
rogenei ed estemporanei si esi- un boto e mezo) rinfresco con
biranno nell’area antistan- cicheti vari e ombre.
te l’imbarcadero coordinati Il pranzo (carne e pesce e po-
dai Compagni de Calza, il tut- lenta alla griglia, vino a volon-
to ovviamente nello spirito più tà) inizierà alle ore 15.00 (quin-
tranquillo, libero e trasognato dici, tre del pomeriggio) e si
che questo evento richiede. protrarrà ad libitum.
La Torcellana è un’idea di Prima, durante e dopo il con-
Enzo Rossi-Ròiss. La regia è di vivio «I Antichi» si prodi-
Luca Colferai. La direzione di gheranno in turbinose mo-
Judith Bomfim. La direzione marie storiche e artistiche,
artistica di Roberto Bianchin. guidati dagli impareggiabi-
I Giovani Antichi sono guida- li Bob R. White e Colo de Fe-
ti da Zanzorzi Zancopè. ro nella veste di introdutto-
La partecipazione alla Tor- ri presentatori affabulatori. ◉
pagina 4 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

Un tuffo nel passato – Khartoum , Sudan, dal 3 al 5 giugno 2005. L’ambasciatore italiano a Khartoum, Lorenzo Angeloni, invita la
Compagnia de Calza «I Antichi» per la celebrazione della Festa della Repubblica Italiana in Sudan. Partono per l’indimenticabile
spedizione il Gran Priore Bob R. White, il Procurator Grando Colo de Fero, il direttore musicale Marney Taylor e le musiciste Germana
Pinarello, Marta Traversi, Giulia D’Elia (in quest’ordine nella terza foto). Sopra: il doge Lorenzo Celsi (1310 – 1365) detto il doge pazzo, noto
per i suoi gusti principeschi e le grandissime feste, interpretato da Bob R. White. Sotto, gli Antichi a cena nella residenza dell’ambasciatore;
le Serenissime dame al Conservatorio di Khartoum.

U n incredibile e im-
portante ritrovamen-
to è stato fatto per ca-
so nei forzieri zincati e blinda-
ti che I Antichi detengono in
Ritornano in video i poeti erotici del 1996
festival di poesia erotica bal-
neare intitolato «Poeti da ma-
za Aurora a Jesolo il 13 luglio
1996. Universalmente ricorda-
gi non è invece in realtà nien-
te male. L’errore fu ripropor-
re il delirio liberatorio del Car-
nevale ad un pubblico serotino
balneare, con bimbi ed infanti,
usucapione nei sotterranei del- re, poeti d’amare», sottotito- to come il più imponente e ca- totalmente e all’infinito digiu-
la Biblioteca Marciana: la vi- lo «Spettacolo di versi, musi- tastrofico naufragio spetta- no di piaceri erotici e poetici.
deocassetta originale dell’in- che e fenomeni», andato in colare de I Antichi, una vera e Su Youtube faremo della cas-
tera prima e unica edizione del scena nell’anfiteatro di Piaz- propria catastrofe, rivisto og- setta tante clip selezionate. ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 5

È stato bellissimo! Tor-


nare a Cervia è per
I Antichi sempre più
un’avventura piacevolissima.
Ci trattano benissimo, ci tro-
prattutto. E non hanno la mi-
nima vergogna ad ammetter-
lo. E visto che si erano nasco-
sti non sanno nemmeno bene
cos’è successo.
viamo benissimo, inventiamo
ogni volta qualcosa che ci di-
verte e diverte gli altri tantissi-
Sposalizio Cervia 2010 che meraviglia! Armato di tutto punto è nato
invece dal cervello di Colo de
Fero (che sono io) Hainz! il Lan-
mo. Arrivati in una delle gior- di luca colo de fero colferai Procurator Grando e Prior Onorario zikenck di Landsutt (Ja! Bitte!)
nate più tempestosamente pio- krande ecsterminatore di uo-
vose di questa curiosa prima- mini tonne e pampini, ma puo-
vera (adesso è estate, ma prima che quasi nessuno aveva osato rio immaginifico. Gli unici ad no però! Spaß! e del suo coman-
proprio no) che sembrava po- muoversi sotto il nubifragio. E aver recuperato un genere di dante (io visto lui piancere!).
ter cancellare tutte le manife- qui la prima sorprendente pro- racconto musicato scomparso Inevitabile il successo della
stazioni in programma, siamo va del fecondo e forse involon- da secoli: il blues rinascimen- nostra Sirena Cleo’ accompa-
andati in scena lo stesso (saba- tariamente fertile ruolo di fe- tale. Con il quale raccontano gnata dal potente Carlo R. Bul-
to 15) nell’imponente scena- condatrice d’idee che questa a modo loro cruentissime bat- lo. Queste, e altre foto, più o me-
rio seicentesco dei Magazzi- piccola e deliziosa città ha sul- taglie. I Reduci sono importan- no riuscite (ma no podemo mi-
ni del Sale. Quasi praticamen- le nostre menti. Grandissimi i tissimi: sono gli ultimi e uni- ga far tuto!) le trovate sulla no-
te una prova generale, visto nostri Giovani Antichi, Ales- ci testimoni di eventi epocali. stra nuova pagina su Flick’r. ◉
sandro Burbank e Nicolò Po- Ma alcuni di essi, i nostri due
lesel hanno generato «I Redu- ad essere sinceri, sono i redu-
ci» due figure che sicuramente ci che non c’erano. Cioè: erano
resteranno nel nostro reperto- lì, ma anche no. Per paura, so-
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Cartoline dall’altra sponda


da Capodistria david vatovec

La cartolina di questo mese mostra «La Quadriglia» di fine anno scolastico, ballata il 21 maggio scorso. Ogni anno gli studenti diplomati delle scuole medie per
festeggiare appunto il loro diploma riempiono le piazze della Slovenia ed danzano l’antico ballo della quadriglia. Questa è una veduta della piazza centrale di
Capodistria (chiamata Piazza Tito) vista dal campanile. Alle dodici esatte del 21 maggio 2010 in ventitrè città slovene e altre città della ex Yugoslavia, ma anche
della Repubblica Ceca e della Slovacchia, per un totale tutto di sette stati, cinquantuno città e circa venticinquemila giovani hanno ballato simultaneamente per
entrare nel Guinness dei primati. Tanti cari saluti finalmente estivi dal vostro affezionato David Vatovec.

« Z orro!» è il titolo del


nuovo spettacolo
prodotto dal-
la Proeventi con la regia
del nostro amatissimo
Al circo: Antonio Giarola contro «Zorro!» suo gruppo di artisti, cascato-
ri ed attori provenienti dall’Ita-
lia e dall’Ukraina.
Si tratta di uno spetta-
colo equestre e di azio-
Antonio Giarola in col- ne con duelli di spa-
laborazione con il parco da e acrobazie apposi-
belga Bobbejaanland e tamente concepito da
che ha come protagoni- Proeventi per un par-
sti il vincitore del World co di grande livello e
Guinness Record 2009 che da anni è atten-
in Lèvade equestre Gre- to alla qualità dei pro-
gory Ancelotti, con il pri eventi interni. Que-
suo bellissimo cavallo sta produzione sosti-
minorchino Doc (nel- tuisce Rêve, an eque-
la foto), che grazie agli strian dream con i Gio-
speciali allenamenti di na Show, che ha avuto
Gregory percorre deci- un grande successo nel-
ne di metri eretto sulle lo stesso parco nel cor-
zampe posteriori, ed il so della stagione 2009. ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 7

La bottiglia di grappa più grande del mondo Antiche meraviglie di vetro ad Altino
L ’irrefrenabile San-
dro Bottega ha sem-
pre avuto la passione
vigiani. Gli ingredienti base:
450 kg di riso, 450 kg di aspa-
ragi bianchi di Badoere (Igp),
di judith bomfim zancopè

della bottiglie stravaganti. Sta-


volta vuole battere ogni re-
cord con la bottiglia di grap-
pa più grande del mondo: al-
tezza di due metri e capacità
200 kg di cipolle, 130 lt di olio,
30 kg di sale grosso e altrettan-
to di fino, 100 kg di burro, sette-
mila porzioni di pollo, 100 kg di
formaggio grana grattugiato,
D a non per-
dere la
m o -
stra di vetri
antichissimi
Altino già dal
II secolo a.C.
era sotto l'in-
fluenza cul-
tu rale di
centoventi litri; in vetro sof- quindicimila panini, 300 kg di organizza- Roma e di-
fiato. Un giudice verrà apposi- carote, 300 kg di pomodoro, 150 ta per il cin- venne mu-
tamente da Londra per consi- kg di sedano, 60 kg di bibane- quantesimo nicipio tra
derare la possibilità di inserir- si e una montagna di casatella anniversa- il 49 e il 42
la nel Guinness World Record trevigiana Dop. Il ricavato dei rio della na- a.C.: fu una
domenica 6 giugno, ore 10,30, seimila coperti sarà devolu- scita del Mu- d e l le g r a n-
nel parco di Sant’Artemio a to in beneficenza all’Associa- seo Archeologi- di città portua-
Treviso, dove si terrà un monu- zione di volontariato «Advar- co Nazionale di Alti- li sull'Adriatico, con
mentale banchetto intitolato Alberto Rizzotti» che assiste i no, a cura di Rosa Barovier Aquileia e Ravenna. Rac-
appunto Grantavolata (con la malati terminali e i loro fami- Mentasti e Margherita Tirelli: contano le antiche cronache
tovaglia più lunga del mondo: liari. Testimonial della giorna- «Altino. Vetri di laguna». che l’isola di Murano fu fonda-
millesettecento metri). Gli chef ta saranno Federico Quaranta Quasi quattrocento prezio- ta proprio da profughi altina-
di trentaquattro tra i miglio- e Tinto, conduttori di «Decan- sissimi pezzi meravigliosi: olle, ti e ricevette dapprima il nome
ri ristoranti trevigiani – più la ter» su Radio Rai2. L’evento sa- bottiglie, brocche, coppe, bic- di Ammuriana, una delle por-
Distilleria Bottega e la Agotex rà arricchito da spettacoli mu- chieri, piattini, balsamari, ma te di Altino, storpiata in segui-
di Davide Carraretto per la to- sicali, da installazioni d’arte, anche monili e gioielli (anelli, to in Ammurianum ed infine
vaglia – allestiranno un pan- da mostre di fonografi e di auto bracciali, perle in pasta vitrea); in Murano. Altino fu abbando-
tagruelico menu per circa sei- d’epoca, nonché da una lotteria una selezione degli esempla- nata nel VII secolo dopo Cristo,
mila persone, lungo una tavola che ha come primo premio una ri più affascinanti, oltre mille, a seguito delle invasioni longo-
di millecinquecento metri con crociera nell’Egeo per due per- della collezione del museo. I re- barde e i suoi abitanti si trasfe-
un menu di prodotti tipici tre- sone. www.grantavolata.tv. ◉ perti vitrei sono stati rinvenu- rirono in particolare nella vici-
ti negli scavi (sia nella necropo- na isola di Torcello. Accanto ai
li che nell'abitato) dell'area ar- preziosi reperti dei primi seco-
cheologica a partire dalla metà li d.C., in un dialogo tra antico
del secolo scorso. e contemporaneo, sono espo-
La mostra ha come scopo in- ste anche opere create espres-
dicare la continuità tra gli anti- samente dal maestro Lino Ta-
chi vetri altinati e i vetri di Mu- gliapietra, uno dei più grandi
rano, la cui produzione affon- artisti del vetro contempora-
da le proprie radici nelle forme neo, modernissimamente cre-
e nelle tecniche di lavorazione ate con vetri industriali per uso
antiche, in vario modo conti- farmaceutico (dell’azienda Ste-
nuate e anche in diverse epo- vanato Group) come omaggio
che recuperate, oppure addirit- di continuità all’ingegno degli
tura reinventate.Una testimo- antichi artigiani.
nianza preziosa della perizia La mostra è accompagnata
dei maestri artigiani che lavo- dal volume «Altino. Vetri di
ravano il vetro durante l'Impe- laguna» a cura di Rosa Baro-
ro, anticipando moltissime tec- vier Mentasti, Storica del vetro
niche che sarebbero poi state di Murano e Presidente del Co-
ereditate e riprese dalla grande mitato Promotore «Altino, ve-
tradizione del vetro veneziano: tri di laguna», e Margherita Ti-
la soffiatura a stampo e a mano relli, Direttrice del Museo Ar-
libera, la lavorazione a nastri e cheologico Nazionale di Al-
a can- tino,
ne, il ed ito
vet ro da Via-
mur- nello Li-
rino e a bri.Mu-
millefio- s e o A r-
ri, le pizzicature e cheologico Na-
la decorazione con zionale di Altino:
filamenti. tel. 0422 829008. ◉
pagina 8 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

I n estate, nel tempo del


solleone, nei torridi pome-
riggi in cui maturano i frut-
ti della campagna, andavo a
Cronache dal contado.
Quaggiù, dove anche la miseria è un lusso.
di del grande ibiscus, l’arbu-
sto dai fiori rossi come lei. Ogni
volta che pensavo che fosse
morta e le alitavo sopra, lei bat-
passeggiare lungo i filari delle
viti e sugli stradoni a fianco dei
fossi e dei campi di frumento
La via delle farfalle teva le ali, sempre più debol-
mente. Finché un freddo gior-
no di dicembre scomparve. La
biondo, vicino all’oro delle spi- dal nostro corrispondente a Torre di Mosto paolo fiorindo cercai sotto al tappeto, dietro i
ghe mature e al rosso dei papa- divani, spostai la libreria, ma
veri lì lì per essere falciati, gra- niente, era proprio spa-
no e gramigne e tutto, compre- foglie nate, vissute, morte, tra- de e oro, rivedo la cicogna dalla
se le bestie che ci avevano fat- sportate dal vento chissà dove coda dorata, l’airone cinerino,
to la tana. Ragazzino esplora- e poi ancora rinate, vive, ubria- esili garzet-
tore in proprio, mi spingevo sin che di sole e di rugiada. Non te, colom-
oltre il canale antico (segna- c’era, allora, il caldo insoppor- bacci, uccel-
to sulle mappe sin dal Quat- tabile di questi ultimi anni. li d’acqua che
trocento, ma io ancora non lo Ora, dietro casa mia, non arri- non riconosco,
sapevo) con la mia piccola bi- vano più i refoli del vento libe-
cicletta rossa, attraversavo il ro dell’estate. Il cemento che ha
ponticello con la chiavica e ar- sepolto i campi d’oro della mia
rivavo fino alla lunga strada di fanciullezza rende l’aria bol-
terra fiancheggiata dagli al- lente. Così, per trovare dell’aria
ti pioppi. Li guardavo da sotto fresca, di sera mi spingo con la
in su, quei maestosi alberi dal- bicicletta nera fino in fondo al-
le fronde verde scuro luccican- la lunga strada che da bam-
ti, proiettate contro il cielo, sen- bino non avevo il coraggio di
tinelle abbagliate dal sole, gi- percorrere.
gantesche mitiche antenne na- Dopo qualche centinaio di rita. Il gior-
turali. Ne udivo le fronde stor- metri, tra i salici e le gazzìe dei gazze, ghiandaie, no dopo, in giar-
mire sommessamente a ogni fossi, ritrovo il fresco. La tem- bisce argentee e nere dino, alla luce di un so-
piccolo refolo di vento, e ne gu- peratura si abbassa di qualche e rane timide che dise- le infreddolito, mi parve di ve-
stavo lo strano magnetismo da grado, l’aria diventa frizzante, gnano cerchi nell’acqua torbi- derla... ma capii subito che non
bosco sacro che polarizzavano rivivo al buio tra pochi bagliori da del canale grande. E, quan- si trattava di lei; erano due, più
a terra, lungo lo stradone d’er- lontani i ricordi di chi non sono do torno, lungo il primo pezzo piccole di lei, rosse, volticchia-
ba alta e fiori strani che stavo più e le incertezze di quello che di strada di sassi, lì dove una vano sopra gli steli rinsecchi-
percorrendo. Pensavo alle mi- sarò. I lampioni, fastidiosi im- volta c’erano i ruderi della casa ti dei crisantemi. La finestra
gliaia di litri di linfa che le loro portuni osservatori della notte, di quell’antica famiglia conta- del tinello era aperta: intrave-
radici, vene potentissime, aspi- qui non ci sono, e nel buio na- dina di cinquanta persone, ri- devo il grande ibiscus dal ra-
ravano dalla terra e pompava- turale finalmente riesco a ve- trovo la nuvola di farfalle ros- mo più alto del quale era spun-
no su, per decine di metri, fino dere il cielo, tutta la volta cele- se, vanesse allegre curiose ri- tato, senza che me fossi accor-
all’ultimo rametto, alla più pic- ste (nera però di notte) e le stel- baltate sui sassi, appese ai ra- to prima, un unico grande fiore
cola foglia. Chilome- le, tutte quante (anche quel- mi di salice, ai canneti dei fossi. rosso. ◉
tri di rami, mi- le che cadono, e quelle che in- Una neve rossa, cibo per passe-
lioni di vece, birichine, cambiano ve- ri rondini e gazze che là si dan-
locemente di posto), e a consi- no appuntamento finché la sta-
derare se le costellazio- gione non se la porta via.
ni sono ancora lì, al lo- Una di quelle rosse
ro posto, e come l’Or- vanesse, una del-
sa maggiore ruota at- le più grandi, mi
torno alla stella Polare. ha seguito non
Di notte vedo le civet- so come fi-
te, i barbagianni cac- no a casa;
ciatori di topi, qual- quand’ar-
che riccio che fur- rivò la sta-
tivo attraversa la gione del
strada. Di gior- freddo si
no, in mezzo ai nasco-
campi, sotto il se in ti-
cielo grande, col nello e,
sole che mi bru- in f ine,
cia la schiena, agoniz-
tra i canali col- zò per
mi d’acqua colorata di settima-
mille sfumature di ver- ne ai pie-
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 9

È c u r io s o p e n s a r e
quanto profondamen-
te la civiltà europea sia
legata al cannibalismo senza
che quasi ce ne accorgiamo. In
Dal mondo: irriverenti dolcezze antropofagiche
dal nostro corrispondente a New York michael krondl
mente ricco di dolci da conven-
to, con un catalogo molto inte-
ressante di nomi di derivazio-
ne ecclesiastica. Alcuni si rife-
riscono a parti anatomiche, al-
fin dei conti non esiste un’altra tri sono molto più immateria-
grande religione, tranne il cri- ma, piuttosto appropriata per centro settentrionale dozzine e li. Potete sgranocchiare del-
stianesimo, che si cibi – seppur la dea della fertilità, dei genita- dozzine di simboli da mangia- le orecchie di abate (orelhas de
simbolicamente – del proprio li femminili. Lo storico Athe- re: maialini per la buona fortu- abade), trangugiare pappagor-
dio ogni settimana, la domeni- naeus descrive un dolce al for- na, coniglietti per la fertilità, ge d’angelo (papos de anjo) e
ca. Gli Indù nutrono i loro dei maggio a forma di mammel- cuori per l’amore, curiosi uo- leccare crema di
con dolci saporiti, noi compri- la che veniva servito a Spar- mini leone per la virilità.
miamo il nostro in una partico- ta durante i banchetti di noz- Un’interessan-
la insapore. È vero però che ce ze. Priapo, il dio romano della
la caviamo meglio con i perso- fertilità, era comunemente raf-
naggi diciamo così di secondo figurato con un gigantesco fal-
piano. Per esempio alcuni san- lo eretto. Questa immagine,
ti vengono ricoperti di ciocco- o più comunemente (e fa-
lato fondente, e le loro dita sono cilmente per i panettieri o
a volte farcite con ricotta dolce, pasticcieri) la parte anato-
prima di essere divorate dai fe- mica più iconologicamen-
deli golosi. te pertinente del dio, veni- serafino (cre-
Ad essere corretti, probabil- va servita come dolce. Una me de seraphim). Sem-
mente non dovremmo incol- specie di tiramisu alla fine del bra anche che il paradiso por-
pare di questo cannibalismo pasto, se mi concedete il para- toghese sia ricco di prosciut-
il Cristianesimo, né tanto me- gone anacronistico ma etimo- te inversione del processo sim- to delizioso (toucinho do céu)
no il Cattolicesimo. L’idea di ci- logicamente corretto. Marzia- bolico è un dolce portoghese e formaggette sublimi (quejin-
barsi di finte parti del corpo (al- le, il grande poeta romano del- chiamato pitos de Santa Luzia; hos do céu). Ci sono anche an-
trui) è molto più antica. In una le satire, suggerisce che potesse pito è un termine colloquiale che sospiri, pance e baci di suo-
specie di dizionario sumero essere un sostituto socialmente per vagina e il dessert, giusta- ra (rispettivamente suspiros,
accadico tramandatoci in an- accettabile per quegli uomini mente trattandosi di una san- barrigas and beijos de freira).
tiche tavolette di creta incisa, particolarmente bramosi per la ta, ha la forma di un pacchet- Anche santa Caterina è nota
possiamo catalogare quasi tre- realtà simbolizzata: to perfettamente chiuso, an- per i suoi sospiri (suspiros de
cento varietà di pane tra cui che se i quattro lembi ripiega- Santa Catarina). Ma il massi-
troviamo cuori, teste, mani, Priapus siligineus ti che lo chiudono lasciano spa- mo dell’efficacia simbolica la
orecchie, e anche mammelle di Si vis esse satur, zio a molte interpretazioni. La si raggiunge nel nord ad Ama-
donna. È un’idea nostrum potes esse Priapum: tradizione vuole che le ragaz- rante sul fiume Tamega, vici-
fissa. Agli anti- Ipsa licet rodas inguina, ze regalino ai loro morosi i pitos no a Oporto, con i dolci (o raz-
chi romani pia- purus eris. de Santa Luzia nel giorno dedi- zi) di San Gonzalo (bolos ou fo-
cevano panet- cata alla santa (il 13 dicembre) guetes de São Gonçalo) che si
ti dolci in ogni Una statuetta di Priapo e che i ragazzi contraccambi- preparano per
sorta di forme, fatta di frumento no il regalo con i ganchas la festa del
piuttosto sug- Se hai fame, de São Brás, la cui fe-
gestive. In Si- puoi mangiare il nostro Priapo sta si celebra il 3 febbra-
cilia la dea dei di grano duro: io. I ganchas (cioè un-
raccolti Deme- anche se gli rosicchi l’inguine, cini) hanno la forma di
tra (per i lati- sarai comunque puro. bastoncini di zucche-
ni Cerere) veni- (Marziale - Epigrammi - Liber xiv – 70) ro ripiegati. Sebbene
va onorata con si possano riferire in-
un dolce chiama- Pare evidente che il significa- genuamente anche
to mulloi, fatto con to totemico di queste confezio- al bastone pastora-
farina di grano, se- ni era, e ovviamente ancor og- le detto anche vin-
samo e miele. Alla gi è, chiaro per tutti. Cìbati di castro, la loro forma
pasta si dava la for- un paio di mammelle o di una non lascia molto spa-
vulva e diventerai più fertile; o zio all’immaginazio-
di un fallo, se vuoi crescere più ne, anche perché non
virile. I venditori di pan di zen- vengono mai pre-
zero del diciannovesimo secolo sentati con l’ansa
smerciavano in tutta l’Europa rivolta verso il
basso .
A sinistra, una baguette francese; Il Portogal-
i portoghesi pitos de Santa Luzia; lo possiede
e a destra un gancha di São Brás, un reperto-
sempre dal Portogallo. rio particolar-
pagina 10 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

il simbolismo può essere sotti-


le. Piero Camporesi, scrivendo
dei riti alimentari dell’Emilia e
della Romagna sottolinea che
la ciambella, fem-

morso goloso sulla punta.


Queste antiche usanze
cannibalesche superstiti pos-
minile, ha la forma sono assumere connotazioni
di un anello, mentre il ciam- ancor più impressionanti. Nel-
bellone, maschile, ha forma di la cittadina morava di Stram-
un lungo bastone. Da quan- berk si preparano dei biscotti
di zenzero dalla for-
patrono della città il ma vagamente coni-
10 gennaio e che rap- ca chiamati Stram-
presentano la diretta berkské usi, orecchie
eredità di un passato di Stramberk. La sto-
antichissimo. ria di questi sempli-
La Francia ha picco- ci biscotti dal nome
li peti di suora (pets tanto strano risale al
de nonnes): dei pic- 1241, quando la città
coli leggerissimi bi- era assediata dai ter-
gnè che, curiosamen- ribili Tartari. Gli abi-
te, nel quattordicesi- tanti si rifugiarono
mo secolo erano co- su una collina sovra-
nosciuti come scor- stante un bacino ar-
regge spagnole (pets tificiale riempito con
d’Espagne) e in se- l’acqua raccolta dal-
guito, nel Seicen- le piogge. Da lì, con
to, furono rinomina- uno stratagemma ri-
ti come peti di putta- uscirono a concen-
na (pets de putain). trare i nemici a val-
Inspiegabilmente le le del bacino, rompe-
suore arrivarono po- re la diga e annegar-
co dopo. li tutti quanti. Subi-
In Italia, non oc- to dopo, mentre sac-
corre che ve lo dica io proprio to di mantello, spada e cavallo; do ho letto questo passo non cheggiavano i cadaveri, trova-
a voi veneziani, c’è prima di ma ci sono anche altre parti di riesco a togliermi dalla men- rono delle borse piene di orec-
tutto il San Martino, con tan- corpi santi: le dita degli aposto- te l’immagine di un corpulen- chie mozzate, che i Tartari ave-
li in Liguria, e a Catania i min- to signore di Parigi che torna a vano amputato in mezza Euro-
ni di sant’Agata (mammelli- casa con la sua baguette sotto pa, collezionandole in un truce
ne). Anche in Italia, braccio, e magari ogni ricordo delle loro scorrerie. Ed
tanto dà al pane ecco l’ispirazione dei vincitori
un amoroso per i loro biscotti. Buono, no? ◉

www.spicehistory.net
traduzione e adattamento
luca colferai

In senso orario: dalla Moraviai


Stramberkské usi; due pets de nonne
dalla Francia; una magnifica vetrina
con un bolo de São Gonçalo ad
Amarante in Portogallo; un paio di
minne di SantaAgata a Catania.
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 11

L’ immensa foresta at-


lantica, che si svilup-
pava lungo tutta la co-
sta del Brasile occupando circa
centotrentasei milioni di ettari
C’era una volta la mata atlantica...
dal nostro corrispondente nell’Isola di Santa Catarina in Brasile neno brazil
Sotto un urubu rei (Sarcorampus
papa) perlustra;sotto una bromelia
appare all’improvviso nella foresta
sul Monte Verde ( al confine tra gli
stati di Minas Gerais e São Paulo
di territorio, enorme-
mente distrutta nel
corso dei secoli, è la
grande vittima inno-
cente dello sviluppo
economico della ci-
viltà occidentale, fin
dal giorno del desco-
brimento, o scoperta,
del Brasile. Centina-
ia di migliaia di alberi
pau brasil furono tra-
sportati (e grattugia-
ti a mano dai condan-
nati ai lavori forzati
in Olanda) per tinge-
re di rosso le vesti dei
re, dei cortigiani, dei
vescovi e dei prelati
d’Europa, e di mar-
rone rossastro i bor-
ghesi abbienti; le na-
vi trasportavano ton-
nellate e tonnellate di
© neno brazil 2010

tronchi di ybirapitan-
ga (questo il nome che
gli indio Tupi Gua-
rani davano all’al-
bero) e al ritorno la-
sciavano qui solo pie-
tre usate come zavor-
ra per attraversare
l’Atlantico.
Nel 1531 il barone de
Saint Blanchard ri-
corse in giudizio per
il sequestro della sua
nave La Pélerine, cat-
turata dai portoghe-
si al rientro dal Bra-
sile. Nel corso del pro-
cesso furono elencati
i beni trasportati dal-
la nave: trecento ton-
nellate di pau bra-
sil, trecento quinta-
li di grano del Nuovo
Mondo, tremila pel-
li di giaguaro e altri
animali, tremila du-
cati d’oro, mille duca-
ti in olii medicinali e
seicento pappagalli
© neno brazil 2010

di cui molti già istru-


iti in qualche paro-
la di francese. Spesso
mi soffermo a pensa-
re quali fossero in re-
altà queste specie
pagina 12 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

di uccelli che all’epoca erano ca era continua e ininterrotta, me dire ottomila volte lo stadio dell’entroterra la canna da zuc-
generalmente indicate come come oggi è ancora la Floresta Maracanã (che pure è stato il chero viene trasformata in al-
pappagalli, e quante di queste Amazônica, estendendosi lun- più grande stadio del mondo). col così come si faceva quattro
siano ormai irrimediabilmen- go tutta la costa dal Rio Gran- La seconda foresta per di- secoli fa dai colonizzatori: è la
te scomparse per il divertimen- de do Sul fino al Rio Grande do mensioni e importanza non so- pinga, la tradizionale cachaça
to delle corti europee. Norte. Nella zona sud e sud- lo del Brasile, ma anche dell’in- brasiliana. Segno che almeno
Dopo l’impatto della sco- est giungeva fino all’Argen- tero continente sudamericano, una cosa positiva è venuta fuo-
perta, ecco i cicli economici di tina e al Paraguai, ricopren- la Mata Atlântica è quindi og- ri da questo insensato e conti-
sfruttamento: dell’Oro, del Ca- do grandi estensioni delle ser- gi estremamente ridotta ed è nuo disboscamento.

© neno brazil 2010

© neno brazil 2010

cao e della Canna da Zucche- re e delle balze dell’Altopiano anche una delle foreste tropi- In alcuni parchi e sui monti di
ro, che conclusero l’opera di di- brasiliano. cali più minacciate al mondo, quasi duemila metri della Ser-
struzione con il disboscamen- Oggi in Brasile rimane solo ma nonostante tutto ciò il suo ra Geral, lungo la costa brasi-
to totale che all’epoca era la re- il 6,89%1 dell’estensione origi- clima la rende uno degli ecosi- liana, resistono ancora vaste
alizzazione pratica e tecnolo- nale della Mata Atlântica. E il stemi più ricchi di biodiversità aree superstiti della foresta at-
gica del concetto di progresso processo non si è mai interrot- del pianeta. lantica. Così come è conside-
e civilizzazione applicato alla to: in cinque anni, dal 2000 al Oggi sopravvive solo in al- rata parte della Mata Atlânti-
foresta. 2005, sono stati disboscati altri cune isole ridotte, circondata ca tutta la vegetazione costiera
In passato la Mata Atlânti- novantacinquemila ettari, co- da enormi distese di campi de- brasiliana; che comprende am-
stinati all’allevamento o a va- bienti molto diversi tra loro: la
Papagallo brasiliano Amazônia aestiva, con il suo piccolo, su un tronco morto rie coltivazioni, spesso mono- bassa vegetazione d’alta quota
in una zona di reforestazione. (Ilha de Sta. Catarina). colture di soia, agrumi, e can- che qui chiamiamo campos de
Germogli di samambaia (tipo di felce pteridofite sul Monte Verde (SP/MG). na da zucchero. In alcuni posti altitude, la foresta umida pe-
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 13

renne e perennemente coperta cie di gendarme forestale del testa rossa), da falchi grandi e toghese significa cacciatore di
di nubi, un po’ più in basso, det- passato), e tantissimi tipi di tor- piccoli, tra cui spiccano il gran- scimmie) e l’imponente har-
ta floresta nebular sulle pen- do qui generalmente chiama- de gavião-pega-macaco (Spiza- pia (Harpia harpyja, chiamata
dici della Serra Geral; foreste ti sabiá, tutti e altri popolano etus tyrannus, il nome in por- anche falco reale o vero uiraçu,
umide di araucária
(le nostre gigante-
sche conifere) e altre
foreste umide, con al-
beri dai venti ai tren-
ta metri di altezza
abitati da un’enorme
diversità di parassiti
vegetali, liane e altri
rampicanti aerei, in-
credibili bromeliacee
e splendide multifor-
mi orchidee. Fanno
parte della Mata At-
lântica anche le for-
me che la grande fo-
resta assume quan-
do incontra l’oceano
da cui prende il nome:
la vegetazione delle
dune e delle spiagge
lungo il mare e le fo-
© neno brazil 2010

ci dei fiumi, che qui


chiamiamo restin-
ga, e le mangrovie o
mangue (di cui vi ho
già parlato su que-
ste pagine) un poco
più là, proprio sopra
l’acqua.
Ogni vegetazio-
ne di questo immen-
sa struttura ecologi-
ca possiede inevita-
bilmente una sua avi-
fauna caratteristica
e diversa. Gli uccel-
li pescatori, inevita-
bilmente, nei man-
gues e nelle restin-
gas costiere, anche se
ho incontrato il mar-
tin pescatore anche
nelle mie spedizioni
nell’interno del ba-
cino idrografico ca-
tarinense; e così an-
che ben lontano dal-
la costa, il cormora-
no biguá, e diversi tipi
© neno brazil 2010

di garze e trampolie-
ri. Uccelli canori bra-
siliani come il gatu-
ramo, un passerifor-
me dal nome scienti-
fico di Euphonia (che
in greco dice già tut-
to: dal bel suono), o il capitão- queste foreste continuamen- Un gaturamo verdadeiro (Euphonia violácea) tra i rami di un capororoca
do-mato (Lipaugus Vociferans, te sorvolate dai grandi uru- (Myrsine) in una zona in reforestazione (Ilha de Sta. Catarina). Orchidee
che deve il suo nome a una spe- bu (rei, re, e cabeça-vermelha, selvatiche nella foresta atlantica nell’Isola di Santa Catarina.
pagina 14 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

uno dei rapaci più grandi del buraqueira (Athene cunicula- del mare, come anche il quero- re che questa enorme diversi-
mondo, con un’apertura alare ria, traducibile con civetta mi- quero (Vanellus chilensis, co- tà biologica possa continuare
di due metri e mezzo e un pe- natrice da uno dei suoi sinoni- sì chiamato per il suo verso che ad esistere e a diffondersi è im-
so di dieci chili, e con un aspet- mi, così chiamata perché vive potete sentire su wikipedia) e portante difendere la creazio-
ne di corridoi ecolo-
gici nelle zone che se-
parano l’una dall’al-
tra le isole di Mata
Atlântica che un tem-
po formavano una fa-
scia continua e inin-
terrotta di chilome-
tri e chilometri. At-
traverso zone coltiva-
te e urbanizzate è im-
portante che gli ani-
mali e la vegetazio-
ne possano continua-
re a scambiarsi mate-
riale genetico conser-
vando la salute delle
specie e aumentando
l’area territoriale di
alcune specie sull’or-
lo dell’estinzione sol-

© neno brazil 2010


tanto a causa del-
la restrizione spazia-
le, del confinamen-
to e della diminuzio-
ne dell’equilibrio del-
la popolazione. Con
tanta diversità di vi-
venti e di ambienti
differenti, il comples-
so della Mata Atlân-
tica superstite rap-
presenta ancora un
gioiello di biodiver-
sità, ma sempre più in
difficoltà, strangola-
to dai lacci che la no-
stra civiltà e il nostro
progresso gli impon-
gono. Un arcipelago
di piccole foreste in
quello che un tempo
era un grande e ma-
gnifico mare verde.
1. Dati da SOS Mata Atlân-
tica/INPE, www.sosmatat-
lantica.org.br
© neno brazil 2010

Sopra: un quete
(Poospiza lateralis) nella
Riserva Rio das furnas
SC. Sotto: saíra-preciosa
(Tangará peruviana)
sempre nella Riserva Rio
das furnas SC.

to degno del nome) di cui spe- in cunicoli sotterranei) è mol- alcuni ibis. E ovunque, dove si
ro un giorno di poter avvista- to diffusa nei campi, nei pasco- trovino dei fiori, gli scintillan- www.ekkobrasil.org.br
re e anche fotografare prima li, nelle zone verdi cittadine e ti frenetici colibrì, i beija-flores. traduzione e adattamento
o poi un esemplare. La coruja- nelle dune sabbiose della riva Per preservare e permette- luca colferai
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 15

Scrivere poesie non è difficile;


è difficile viverle. Poesia. Nuovi poeti a Venezia: Egon Thompson ma poesia «Non gira tutto in-
torno a me» il Thompson culla
il concetto di esistenza facen-
Ricorda di come si annodavano do un’ulteriore indagine intro-
[i corpi
a cura di alessandro burbank spettiva ed esteriore della ge-
danzavano le lacrime sul pavimento nesi del mondo quasi come se
[del tuo volto.
Come tremavano le gambe umide
ballerine magre senza scarpe.
Dei solchi tra le dita
E g on Thom p s on,
vent’anni di Venezia,
scrive poesie catastrofi-
ste immaginifiche intimistiche
e visionarie. Alla sua poetica,
re fisico, l’estetica abbagliante
della società, si fondono in una
spirale di piste di emozioni at-
traverso le quali scorrono i sen-
timenti; queste piste sono in re-
fosse Dio, sospirando l’anima
in starnuto, e come se non fosse
nulla al contempo di fronte al
tramonto del sole.
dolci pieni di sporcizia Ponendosi quasi in una visio-
degli angoli scomposti pregna di vissuto, abbina im- altà le vene metaforiche del no- ne neo-presocratica del fasci-
di natura senz’ordine. magini, illusioni-flash istanta- stro io virtuale. Quindi il di- no del mondo quindi, l’archè
Capelli scapigliati come prosa nee di paranoie che, come zan- sagio fisico del dolore è colli- greca in entrambe le sue forme
[macabra zare ostinate, non riesce più a mato dove ogni essere umano di principio generatore che ha
e poesie non finite scacciare. di carne e ossa sottoaffilate fa scatenato il tempo e questi at-
romanzi al cuore La poesia egoniana s’infiltra confluire quelle piste/fiumi di timi di susseguirsi nell’incipit
introduzioni nell’atrio a scacchi
e conclusioni in ventricoli ottusi
di melma
sforzate
labbra sbucciate
squame di carne da masticare.
Le orecchie fine lame taglienti
le ossa sotto affilate
spigoli di carne velina.
Mani forbici arrotondate
saliva colla per mobili antichi
Unghie slabbrate immerse
[nel te caldo
al freddo di rughe d’espressione.
Piste di emozioni
calore nel corpo che dorme
affianco respiro di fiato
pensiero svuotato
e ripetersi
costante
infinito
pieno e
danzante
di
felicità immaginata tra il suo cervello, organo ra- sentimenti positivi nel calde- della lirica e di principio con-
vita già vissuta in un attimo zionale per necessità, sicurez- rone chiamato coscienza; que- servatore, l’elemento che man-
d’incroci di dita. za esistenziale e la sua coscien- sta pienezza derivata ci dona la tiene in vita il mondo che senza
za non ben definita sostanza sensazione di felicità. luce non esiste.
Non gira tutto intorno a me dell’essere e calderone di pau- Ma la riflessione egoniana Egon Thompson dimostra
re, timori che nel quotidiano si non termina qui infatti la feli- la sua profondità intellettuale
In questi attimi di susseguirsi manifestano portando l’autore cità è solo immaginata, vita già mantenendo una poetica senza
sospiro l’anima in starnuto ad attente riflessioni sulla real- vissuta l’apice del pathos porta studi stilistici posteriori come
sporcando le mie mani tà/non realtà circostante. subito alla fuoriuscita del no- lui stesso ha ammesso durante
d’aspra saliva In «Non è difficile scrivere stro pasto emozionale sicché un intervista; le sue poesie so-
in fughe e sotterfugi allucinogeni poesie; è difficile viverle» tito- una volta sazi cadremo nel re- no suoni che rincorrono parole,
trascino il corpo fra vapori lo citazione palesata di Bukow- spiro di fiato, pensiero svuotato nell’innata esigenza di scrive-
che l’annebbiano sky, Thompson traduce per im- per tornare costantemente in re provengono da quella parte
e ridondando voglie magini e metafore biologiche un infinito e danzante [...] atti- del cervello chiamata cuore. ◉
di chiara ed il significato di vita intesa co- mo di incroci di dita. Parole im-
accecante limpidezza me costante ricerca di felicità. magini e musicalità per estir-
con gli occhi chiusi attendo In questo senso schopenaue- pare, criptare e palesare assie-
il cuocermi di un sole riano della felicità unito alle vi- me, un concetto, ben noto già
che tramonta, vide immagini carnali, movi- in filosofia, tramite la varietà
nel buio congelato menti di mani come forbici ar- linguistica e stilistica della po-
dal fascino del mondo rotondate o spigoli di carne ve- esia e della visione di un giova-
che senza luce lina o ancora unghie slabbra- ne poeta contemporaneo.
non esiste. te immerse nel te caldo: il dolo- Nella breve ma intensissi-
pagina 16 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

D i solito si recensisco-
no libri che sono appe-
na usciti, o che stanno
per uscire. Invece, varda ti, sta-
volta ecco uno di ben quattro
Giorgio Bertolizio e le sue perle da libreria (1)
libri letti e riletti da luca colferai recensore stocastico
che da semplici grafici per di-
stricarsi nel groviglio delle di-
nastie dei potenti europei spes-
so avviluppatamente ingarbu-
gliate con i papi. Scrive Bertoli-
libri già usciti, alcuni da qual- zio: «Gli storici si sono sbizzar-
che anno altri da meno, del tut- In questo numero parlerò re nella martoriatissima Euro- riti a enumerare le nefandezze
to esenti e refrattari però allo quindi succintamente di Vizi pa, a partire dal VI secolo fino a dei pontefici. Non esiste, tutta-
scorrere del tempo, che si pos- capitali e sommi pontefici, ope- parte del XVIII. La scelta cro- via, un inventario dei papi re-
sono leggere e rileggere senza ra uscita nel 2004 per i tipi delle nologica è dettata non solo dal- probi in relazione ai loro de-
alcun vincolo temporale. Pri- Edizioni Clandestine, una pic- la scarsità di notizie dei primi meriti. Ho cercato di colmare
ma o poi, e anche durante. Po- cola ma determinata casa edi- secoli ma anche dalla pochezza la non grave lacuna, classifi-
tete anche leggerli dall’inizio trice di Marina di Massa (in di grandi vizi papali tra Otto- candoli in base ai cosiddetti vi-
alla fine, o viceversa; oppure Toscana) con un nutrito cata- cento e Novecento, almeno fi- zi capitali, quelli che la Chiesa
saltando qua e là. Rileggerli più logo di opere di autori viventi nora storicamente accertati. cattolica colloca all’origine di
e più volte. Perché hanno una e una sezione di classici, dallo Se pensate che si tratti di mal- tutti i peccati».
qualità ormai rara: sono di pia- spirito decisamente indomito dicenza e se intendete cercare Ne viene fuori una lettura più
cevolissima lettura. Illumina- (la casa editrice, il catalogo, gli tra le righe vergate da Giorgio che gustosa, adatta a quelli che
no la mente con sottile ironia e autori viventi e anche, in parte, Bertolizio alcunché di blasfe- una splendida rivista del pas-
solleticano lo spirito con intel- la sezione dei classici). mo, compratevi un altro libro o sato osava definire adulti colti,
ligenza, tanto che vi ritrovere- Nelle duecentottantadue pa- navigate su internet per soddi- adattassima quindi a te, o tra-
te più volte spinti a manifesta- gine che compongono il volu- sfare le vostre brame di nequi- scelto lettore di queste righe.
re la vostra ammirazione non me troverete una scapicollata zia. Qui troverete solo ciò che la Citiamone uno per tutti, clas-
solo con il sorriso sulle labbra cavalcata attraverso i vizi ca- storia tramanda, ma riveduto sificato tra i golosi: «Benedet-
ma addirittura in aperte risate pitali non solo dei pontefici, co- corretto se necessario e ordina- to XI (1240-1303), al secolo Nic-
e, ohibò!, in esclamazioni di en- me recita il titolo, ma anche ne- tamente catalogato per vizio, colò Boccassini successore di
tusiastica approvazione. Cose cessariamente dei vari poten- disposto dall’autore con sapi- Bonifacio VIII (1235-1303), eb-
queste che accadono raramen- ti che si sono avvicendati più o da prosa in ordine più o meno be un pontificato molto breve
te ad un lettore, ad esclusione meno meritatamente al pote- cronologico e supportato an- perché, pur essendo di Trevi-
di quelli che leggono il Ridot- so, al radicchio rosso preferiva
to, ovvio. i fichi fioroni dei quali era in-
Autore di queste quattro de- gordo. Golosità che gli fu fata-
lizie da libreria è il grandissi- le. Il 7 luglio 1304 ne ingoiò un
mo Giorgio Bertolizio, com- intero paniere offertogli da un
pagno de Calza di antichissi- giovane travestito da suora».
ma adesione, che i più vecchi Per sapere cosa successe, qua-
(non solo cronologicamente) li furono i prodromi e le conse-
tra noi ricordano con ammi- guenze della gola di Benedetto
rato affetto. Per chi non lo co- XI ordinate il libro e leggetelo.
noscesse diciamo brevemen- Concludiamo con l’inizio, o
te che: Giorgio Bertolizio, oltre quasi: «Forse , a molti credenti
ad essere un uomo dall’intel- ripugna il ricordo dei vizi, pec-
ligenza e dall’ironia squisita- cati e misfatti dei papi in ven-
mente non comuni è stato per ti secoli di storia e ad altri può
tantissimi anni non solo pri- sembrare addirittura blasfemo
mario ospedaliero, ma anche farne menzione. Tutti costoro,
segretario nazionale dell’as- invece, dovrebbero rallegrar-
sociazione dei medesimi; è na- si che esistano prove tangibili
to a Trieste ma vive in Lombar- dell’infinita pazienza divina».
dia; è stato Archiatra de I Anti- Come rarissimamente acca-
chi e ha per noi pubblicato un de, se non ai più necessitati, di
libro curiosissimo e ormai in- questo libro si può (e si deve)
trovabile, Vocabolario segreto leggere anche la bibliografia:
di terminologia medica com- esauriente se non esaustiva.
parata ed analogica edito nel Buona lettura. ◉
1983 (all’epoca il suo commen-
to fu: «questo libro può anche Giorgio Bertolizio
indurvi a pensare ma non è ob- Vizi capitali e sommi pontefici
bligatorio»); è sposato con una Edizioni Clandestine
donna meravigliosa, Vera Sto- ISBN 88-89383-02-X
rani, la cui bellezza ed elegan- cm 12,5x19x2,2; gr 325; brossura;
za sono impareggiabilmente € 12,00
ineguagliabili. www.edizioniclandestine.com
Fine dell’introduzione. info@edizioniclandestine.com
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 17

A teatro: il presente in scena, dal cucciolo di


Gassman la nuova stagione dello Stabile
di leonardo mello

zione più autorevole e rappre- mo alla nostra Biennale – oc-


sentativa delle scene naziona- cupa tutta la città, si snoda tra
li e non solo. Il mio consiglio, ri- strade, piazze e vicoli coinvol-
volto a chi anticipa con furbi- gendo spazi teatrali e non in
zia le pro-

P otrei invitare i lettori


ad andarsene in giro per
il Veneto, come già ho
fatto precedentemente in oc-
casione dell’estate, quando le
prie vacan-
z e pr i m a
della calca
disumana
di luglio e
stagioni ufficiali sono a riposo soprattutto
e sorge un florilegio di festival di agosto, è
e festivalini, rassegne e rasse- di scegliere
gnine che si estende a macchia Napoli co-
per tutto il nostro territorio. Ma me destina-
questa volta invece preferisco zione. Ol-
fare un telegrafico accenno a tre a godere
una realtà assai distante da noi delle bellez-
come Napoli, città che ad onta ze di un luo-
della sua lontananza condivi- go magico
de con Venezia una naturale e e denso, af-
profonda essenza teatrale. Non fascinante
è un caso infatti che entrambe anche nel-
siano state capitali riconosciu- le sue con-
te del nostro più grande van- traddizio-
to spettacolare, ovvero il me- ni (e ora an-
lodramma, e se Venezia ha da- che ripuli-
to i natali a Carlo Goldoni, il to miraco-
più grande riformatore della lo s a m e n-
prassi drammaturgica di epo- te dai rifiu-
ca moderna, Napoli tra le sue ti grazie al-
glorie annovera il grandissimo la prontez-
Eduardo De Filippo, forse il più za e dallo
importante comme- zelo gover-
diografo italia- nativi…) è
no dell’inte- l’occasio-
ro Novecen- ne per im-
to, e di certo mergersi in
della secon- un contesto
da parte del
secolo.
Ma perché
mi metto
a par-
lare di
Napoli assolutamen- una visione d’insieme che con- risulterà vincitore sarà premia-
proprio te avvolgente ta cinque, sei rappresentazio- to con un calendario osé. La re-
a d e s s o? e straordina- ni al giorno. Un esempio per gia è curata da una delle più
Sempli- rio. Il festival invogliare all’impresa può es- brave (nonché avvenenti) arti-
ce, perché infatti, grazie sere Bizzarra, la teatronove- ste italiane, la romana Manue-
per tutto il all’intelligen- la dell’argentino Rafael Spre- la Cherubini. Per informazioni:
mese di giu- za del direttore gelburd (astro nascente della www.teatrofestivalitalia.it. ◉
gno la città partenopea sa- artistico Renato drammaturgia internaziona-
rà invasa dalla terza edizio- Quaglia – le), spalmata in venti emozio- Scene da Bizzarra
ne del Napoli Teatro Fe- che ancora nanti giorni di visione, al ter- di Rafael Spregelburd
stival Italia, la manifesta- rimpiangia- mine dei quali lo spettatore che ( www.schaubuehne.de)
pagina 18 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

L adies and Gentleman!


Meine Damen und Her-
ren! Carissimi e fedelis-
simi lettori bentornati al no-
stro ormai tradizio-
Da sentire: saggi finali al Conservatorio
di lucas christ con rudolf stainer & professor hainz
ti direttori d’orchestra: dirige-
ranno così brani tratti dal Don
Giovanni di Mozart! Il 14 giu-
gno la serata è dedicata al ro-
manticismo più puro
nale appuntamen- e intimo di Robert
to mensile dedi- poter suonare ai tradizionali studiando e si sta preparando Schumann: oltre al
cato ai piaceri del- saggi finali del corrente anno furiosamente per il concerto! quintetto per pia-
le muse, alle de- accademico. Quindi avremo Suonerà quattro brani di stra- noforte e archi (ca-
lizie dei sensi udi- una serie di serate (da inizio ordinaria bellezza! Due inter- polavoro senza pa-
tivi, alle sfere cele- mese fino al 21 giugno, inizio mezzi di Johannes Brahms e ri) sentiremo anche al-
sti dalle armoniose vi- h 20,30 – per le date e i giorni due preludi del Primo Libro di cuni dei suoi più bei lie-
brazioni e ai profumi delle ar- precisi di tutti gli appuntamen- Claude Debussy, tra cui la Cat- der (canzoni) per voce e pia-
monie! Musica! ...e ora, che fi- ti chiamare il conservatorio o tedrale sommersa (pezzo fan- noforte. Il giorno dopo, mar-
nalmente l’estate è esplosa do- visitare il sito www.conse- tastico, ispirato a una leggen- tedì 15, è sotto il segno di Be-
po mesi densi d’inverno, il pia- ve.it) dove si esibiranno in for- da bretone di una cattedrale ethoven! Un altro dio della no-
cere d’ascoltar è tanto più gaio ma di concerto gli allievi scelti sommersa nelle acque del ma- stra cultura musicale occiden-
che mai! Ma non voglio dilun-
garmi troppo con questi prelu-
di di parole, ma vorrei passare
subito ai punti salienti di que-
sto giugno. E lo farò! Dunque...
ah mi dimenticavo che oggi so-
no solo, il mio amatissimo col-
lega Prof. Hainz si scusa tanto
ma non è stato possibile per lui
liberarsi per essere qui con noi
ora, ma la sua assenza è piena-
mente giustificata... vi svelerò
fra poco la causa, che è stretta-
mente legata con il nostro pro-
gramma musicale di questo
mese. Infatti, vista questa fre-
schezza estiva che ci rinvigori-
sce l’animo e non solo, abbia-
mo deciso di dedicare questo
numero alla freschezza di gio-
vani musicisti che questo me-
se avremo modo di ascoltare in
varie occasioni: mi riferisco ap-
punto ai giovani (e non solo) al-
lievi del conservatorio di mu-
sica nostrano Benedetto Mar-
cello di Venezia. I poderosi, vo-
lenterosi e bravis-
simi allievi nelle audizioni. Sentiremo co- re, la quale ogni tanto riemer- tale. Qui ascolteremo tre del-
della storica sì pianisti, cantanti, violoncel- ge di flutti per poi sprofondare le sue sonate per pianoforte e
istituzione listi, chitarristi, violinisti, flau- di nuovo negli abissi, dai qua- un quartetto per archi! Ecco...
veneziana tisti, complessi di musica da ca- li si sente ancora il ricordo del- insomma, come dire... non ci
nel mese mera e molti altri che propor- le campane e l’eco delle pre- resta altro che tuffarci in que-
scorso si ranno al pubblico veneziano le ghiere dei monaci) ...poi vi sve- sti ascolti che avranno luo-
sono sot- loro interpretazioni cariche di lo anche una curiosità: il Prof. go chiaramente tutti nella fa-
toposti ad energia, freschezza, dedizione Hainz si esibirà con uno pseu- stosa sala dei concerti di pa-
una serie ed entusiasmo! donimo, una specie di nome lazzo Pisani, sede del Conser-
di audi- Approfitto dell’occasione d’arte: Lucas Carl Christ! No- vatorio! Auguro a tutti un tra-
zioni per quindi per presentarvi alcu- me bizzarro... Poi il giorno do- volgente ascolto! A presto. ◉
ne serate sicuramente di me- po, il 4, abbiamo una serata de-
raviglioso interesse. Partiamo dicata al romanticismo chopi- Cluade Debussy nel 1908 in una foto
il 3 giugno, una serata per me niano nella quale avremo mo- di Gaspard-Félix Tournachon noto
importante perché tra gli ese- do di sentire alcuni dei gran- come Nadar (1820–1910)
cutori avremo modo di senti- di capolavori di Chopin: la se- Claude Monet,
re il nostro amatissimo collega conda sonata, ballate, ecc. Il 12 Impression, soleil levant
Prof. Hainz! Ebbene si! questo è giugno invece è la serata dedi- (1872, olio su tela, 48 cm × 63 cm,
il motivo della sua assenza: sta cata ai giovani allievi aspiran- Musée Marmottan Monet, Parigi).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 19

H a avuto inizio lo
scorso 26 maggio il
VII Festival Interna-
zionale di Danza Contempo-
ranea, con un ricco calendario
Danza: a caccia di emozioni con Ismael Ivo
di ilaria pellanda
gno, ore 21.00), Are We That
We Are dell’australiano-berli-
nese Adam Linder (Malibram,
5 giugno, ore 18.00), Tempest:
Without a Body del grup-
di eventi che, fino al 12 giugno, po Mau della Nuova Zelan-
stanno snodandosi tra i sugge- ni, tenerezze e ispirazioni». Anche quest’anno il cartello- da (Tese, 5 e 6 ore 20.00), Glow
stivi spazi dell’Arsenale, il Te- A interpretare la sua nuo- ne è davvero ricco e variegato, dell’israeliano Gideon Obar-
atro Malibran, le Sale Apolli- va creazione sono stati i gio- con un occhio di riguardo per zanek (Tese delle Vergini, 5 e 6
nee della Fenice, il Teatro Fon- vani danzatori dell’Arsena- le compagnie di due aree geo- alle 19.00 e alle 22.00); la chiu-
damenta Nuove e il Toniolo di le della Danza, progetto nato grafiche: Canada e Australia. sura sta ai coreografi italiani:
Mestre. da poco più di un anno in se- E direttamente dall’Australia Cristina Caprioli sarà alle Te-
Capturing Emotions è il tito- no alla Biennale di Venezia il 3 e il 4 giugno (ore 22.00) ap- se delle Vergini il 9 e il 10 giu-
lo che Ismael Ivo, direttore per dalla volontà di incentivare le proda al Piccolo Arsenale Ros gno (rispettivamente alle 20.00
il quinto anno consecutivo del- energie creative delle nuove Warby con Monumental, spet- e alle 22.00) con Cut-Outs and
la splendi-
da rassegna
venezia-
na, ha scel-
to per il suo
nuovo dise-
gno. L’ine-
dito proget-
to del coreo-
grafo e dan-
zatore afro-
brasilia-
no analizza
il rapporto
dell’uomo
con l’a m-
biente in cui
vive, esa-
minando le
trasforma-
zioni della
società, del-
la politica,
dell’econo-
mia e, più
in generale,
tutte quelle
che riguar-
dano il no-
stro piane-
ta e le sue
rivoluzioni.
L’ed izio-
ne 2010 si è aperta alle Tese generazioni. tacolo multimediale che af- Trees; Adriana Borriello il 9 e il
con una coreografia dello stes- «Dopo il progetto pilota fonda i movimenti anche nel 10 (alle 22.00 e alle 20.00) porte-
so Ivo, Oxygen, che ha porta- dell’anno scorso, l’Arsenale classico, da cui pesca simboli rà al Fondamenta Nuove Di me
to in scena il tema dell’aria, del ha dato ottimi risultati», conti- imprescindibili quali il cigno in me; il 10 e l’11 (alle 22.00 e al-
respiro e della sopravviven- nua il coreografo. «La maggior bianco e quello nero. le 20.00) al Piccolo Arsenale sa-
za umana. «L’uomo può rima- parte dei ballerini che ne fanno Negli stessi giorni, ma in rà la volta di Virgilio Sieni e dei
nere anche molti giorni senza parte sono italiani, ma molti di tempi e luoghi diversi (Mali- suoi Tristi tropici.
mangiare, ma solo pochi minu- loro vengono anche dalla Fran- bran, ore 20.00), la Sidney Dan- Il gran finale è per Ano-
ti senza respirare», ha spiega- cia, dalla Slovacchia, dal Vene- ce Company porta sulle sce- ther Evening: Venice di
to Ismael, che ha posto sotto il zuela, dalla Polonia, dall’In- ne We Unfold di Rafael Bona- Bill T. Jones, alle Tese l’11
fuoco dell’attenzione la «dan- dia…». Sul palco e dal vivo per chela, che si autodefinisce un e il 12 giugno alle 20.00. ◉
za intesa come polmone, come l’occasione, davvero affollatis- «drogato di movimento» e che
movimento che ricorda il mira- sima, anche l’Orchestra di Pa- tornerà nello stesso teatro il 5 Amour, acide e noix (2001) di Daniel
colo dell’esser vivi e la capacità dova e del Veneto, che ha ese- con lo spettacolo 6 Breaths. Léveillé (in foto: Frédéric Boivin,
di definirci come esseri umani guito musiche di Arvo Pärt e E poi ancora: Roadkill di Ga- Dave St-Pierre, Ivana Milicevic,
che custodiscono in sé emozio- John Adams. vin Webber (Toniolo, 4 e 6 giu- David Kilburn (foto John Morstad).
pagina 20 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

L a delusione per esse-


re stata sconfitta, e con-
seguentemente per aver
perso le Olimpiadi, durò quello
che i francesi chiamano l’éspa-
Sogni mostruosamente proibiti
.
commento del Gra Priore roberto bob r white bianchin
Chi lavora è perduto
di luca colo de fero colferai
ce d’un matin. Lo spazio di un
mattino. La città che fu Se-
renissima si risvegliò presto,
molto presto, dal brutto sogno.
Si rimboccò maniche e galosce
e seppe inventarsi subito un al-
Il presidente dei piccioni a capi-
tale europea dei volatili da pas-
seggio. Il presidente del por-
to a capitale delle crocie-
bre. Il presidente del carneva-
le a capitale delle maschere ci-
nesi. Il presidente dei vespa-
siani a capitale dei recioni. Il
I l nostro Gran Priore Ro-
berto Bob R. White, mio ge-
mello, è andato in pensio-
ne il primo giugno. Ha ora così
il tempo di dedicarsi di più al-
re unisex. Il presidente dei presidente delle bibliote-
tro sogno proibito. Anzi, molti caffè storici a capitale del- che a capitale della carta le cose che preferisce; cioè tut-
altri. Tutti bellissimi. lo spriz. Il pre- straccia. Il pre- te tranne lavorare. Auguri da
Il sindaco avanzò la candida- sidente degli sidente dei ba- parte di tutti I Antichi, dei col-
tura di Venezia a capitale euro- abusivi del cari a capitale laboratori e dei lettori de Il Ri-
pea della cultura. Il presiden- Tr onc he t- dell’aciughe- dotto! Era ora e meglio così.
te della Provincia, in un im- Parafrasando non so più chi a
peto incontrollato di entusia- proposito di non so più cosa, il
smo, la candidò ai mondiali di lavoro in un quotidiano è co-
sci alpino. Il governatore della me una navigazione a vela in
Regione, più pragmaticamen- un oceano in perenne noiosis-
te, ai campionati del mondo di sima bonaccia, però interrot-
sport acquatici subacquei. Il ta da frequentissimi brevissi-
ministro della cultura a capita- mi cicloni di frenetica attività
le mondiale dei musei chiusi. parossistica e del tutto inutile.
Un altro ministro a capitale Per molti moltissimi giorni set-
mondiale dei nani da giardi- timane e mesi e anni il mio ge-
no. Il presidente del consiglio mello è stato rinchiuso in una
a capitale italiana e interna- stanzetta (che io ho visto) su
zionale delle escort minorenni. su per un palazzetto nel centro
Il capo della protezione civile a della città Mil’ano (che non so
capitale dei massaggi. Il capo perché a noi veneziani sto no-
dello Stato a capitale dei rap- me dà sempre un brivido dietro
porti internazionali con i pae- to a capitale dello sfruttamen- ta. Il presidente dele putane a la schiena) costretto di fronte
si canaglia. Un gruppo di de- to intensivo del turista. Il presi- capitale del pompin. al piccolo schermo di un com-
putati di maggioranza a capi- dente dei motoscafisti a capita- Nessuna di queste meravi- puter antediluviano, con la so-
tale del cinema muto. Un grup- le dei motoscafi che no fa onde. gliose e innovative proposte la vista esterna di una fuga di
po di senatori di minoranza a Il presidente dei bancarellari a venne accolta dai comitati ri- tetti milanesi in stile specula-
capitale del teatro d’avanguar- capitale delle bancarelle ecoso- onali, comunali, provinciali, zione edilizia dell’era demo-
dia. Il presidente degli alberga- stenibili. Il presidente dei gon- regionali, interregionali, na- cristiana. In uno stato di ve-
tori a capitale dei lupanari. Il dolieri a capitale delle gondole- zionali e internazionali de- glia interrotto solo da qualche
presidente dei commer- te di plastica. Il presidente degli putati alla designazione delle sogno di spettacoli e qualche
cianti a capitale del- imbriagoni a capitale delle om- candidature. mail. In realtà, da un momen-
le boutique di specia- In compenso nessuno propo- to all’altro, suonava il telefono
lità veneziane contraf- se nulla per tentare di risolvere e, in un turbine di rassegnazio-
fatte. Il presidente dei ri- i numerosi piccoli e grandi pro- ne, partiva in automobile ver-
storatori a capitale mon- blemi che affliggono ogni gior- so i luoghi più disparati spin-
diale del bisato sull’ara. no gli ultimi abitanti della cit- to (coatto è il termine giusto,
Il presidente della came- tà che fu dei Dogi, dal suo cen- ma mi piace poco) nel mondo
ra di commercio a capi- tro storico alle sue isole, fino al- esterno per raccontarne a pa-
tale delle perline di vetro la sua terraferma. role la quo-
a forma di vulva. tidiana di-
sparata e
d i s p e r a-
ta follia.
Chiunque
può affermare che esistono la-
Venezia morì sere- vori ben peggiori, ma a noi (cioè
namente con tutti i suoi sogni a me e a lui) questo pare già
miracolosamente intatti, sen- brutto a sufficienza. Tanto che
za nemmeno aver ricomin- mi sento già meglio anch’io,
ciato a vivere. Si narra che ri- che in pensione non andrò
masero tutti felici e conten- mai, e semmai, se proprio de-
ti. Magari un po’ incazzati. ◉ vo, vado al grand hotel. ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 21

U na regina incorona-
ta con in una mano
uno scudo e nell’altra
il bastone del comando carat-
terizza l’immagine di questo
Iconologia: «L’Imperatrice» quarto dei Tarocchi
a cura di andrea vitali presidente dell’associazione culturale «Le Tarot»
gno, del Sacro Romano Impe-
ro, volendo con ciò perpetua-
re quel potere che aveva avu-
to in Augusto il suo primo
rappresentante.
trionfo nei Tarocchi Visconti Sul perché fosse stato scelto
Sforza (figura 1) dove la questo rapace per simboleggia-
sata. L’emblema dei tre anel- re il potere occorre rifarsi alla
li quale simbolo degli Sforza è tradizione. Scrive Dionigi Are-
attestato in numerosi mano- opagita: «L’aspetto delle aquile
scritti fra cui l’Urbinate Lati- fa intendere il loro carattere re-
no 899 della Biblioteca Vatica- gale e lo slancio verso l’alto e il
na in cui sono narrate le Nozze volo rapido e l’acutezza e la so-
di Costanzo Sforza con Camil- brietà e l’agilità e l’ingegnosi-
la d’Aragona. tà per accogliere l’alimento che
Sullo scudo dell’Imperatri- le rende forti, e uno sguardo,
ce è raffigurata un’aquila che diritto inflessibilmente e sen-
forse è l’animale più rappre- za ostacoli, volto verso il rag-
sentato in araldica fin dai tem- gio abbondante e luminoso
pi antichi. Essa divenne sim- dell’emissione solare tearchi-
bolo delle legioni romane, in- ca nelle estensioni robustissi-
segna dell’impero bizantino, me delle virtù visive» (Tutte le
emblema della dinastia rega- opere, traduzione di P. Scazzo-
le degli Hohenstaufen e sim- so, 1981, p.133). Prerogative che
bolo, adottato da Carlo Ma- ovviamente ben si adatta-

presenza
di tre anel-
li con punta
di diaman-
te ricorren-
ti nell’abito la
individuano
in Bianca Ma-
ria Sforza, come
attesta Giuliana
Algeri (Gli Zavat-
tari, una famiglia mi degli Sforza che questi
di pittori e la cul- tu- si attribuirono dopo la vitto-
ra longobardica in Lombardia, ria (ca. 1420) su Cabrino Fon-
1981, pp.61-64). Ella, infatti, de- dulo, Signore di Cremona, a
siderava sempre che nelle mo- cui tale simbolo appartene-
nete ducali ed in ogni intesta- va. Gli altri emblemi pre-
zione le venisse attribuita la senti nell’abito dell’Im-
qualifica di «Cremonae Domi-
na, Ducissa Mediolani».
peratrice, la palma e l’al-
loro, appartenevano già

Gli anelli araldici infatti co- da tempo al patrimonio
stituivano uno degli emble- araldico di quella ca-
pagina 22 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

vano ad essere fatte proprie dai Dio). Versi da interpretare an-


detentori del potere. che allegoricamente come ca-
Anche il mondo cristiano ri- pacità di ogni buon imperante,
corse all’aquila, ponendola a ovviamente superiore ad ogni
significazione del Cristo. Nel altro uomo, di ben governare
Liber formularum spiritalis in- nonostante la vecchiaia, grazie
telligentiae di Sant’Eucherio alla continua ricerca e al ricor-
di Lione, che fu una delle figu- so di coloro in grado di offrire
re più autorevoli della Chiesa saggi consigli, avvicinandosi
gallicana del V secolo, si legge in tal modo, attraverso le giu-
a tal proposito: «Le Aquile so- ste scelte di comando, alla vo-
no i santi; nel Vangelo (Matteo lontà di quel Dio da cui si è rice-
24,28) è scritto: “Dovunque vi vuto lo scettro del potere.
sarà il cadavere, qui si radune- L’iconografia di questo trion-
ranno le aquile”. Perché le san- fo rimase praticamente inva-
te anime, quando escono dal riata nella produzione succes-
corpo, si riuniscono a Cristo, siva sino ai tarocchi occultisti-
che morendo si fece cadavere ci. In particolar modo in quelli
per loro. L’aquila significa an- del Wirth alcuni elementi av-
che Cristo, come in Salomone vicinano la figura dell’Impe-
(Proverbi 30,19), cioè l’ascen- ratrice alla Vergine dell’Apo-
sione di Cristo». calisse (figura 2): la Luna sot-
Nel Theobaldi Physiologus to i piedi, che indica il dominio
dell’XI secolo (II) i versi inizia- sulle cose sublunari, cioè ter-
li sull’aquila affermano: «Es- rene; le dodici stelle intorno al
se ferunt aquilam super omne capo ed infine le ali, che erano
volatile primam, / quae se sic già apparse nel Tarocco Marsi-
renovat , quando senecta gra- gliese (figura 3) e che le servi-
vat: / fons ubi sit, quaerit, qui rono per ascendere velocemen-
numquam surgere desit; / it su- te per salvare il bambino insi-
per hunc coelo fitque propin- diato dal dragone, bestia im-
qua Deo» (Dicono che l’aqui- monda divenuta anch’essa at-
la sia superiore a tutti gli es- tributo della Vergine dell’Apo-
seri che volano, che si rinnova calisse: «...apparve nel cie-
quando la grava la vecchiezza: lo una donna rivestita del so-
cerca dove sia la fonte che non le, con la luna sotto i piedi e
cessa mai di zampillare; vola
sopra questa e arriva vicino a
③ sul capo una corona di dodi-
ci stelle» (Apocalisse XII,1). ◉

A
PUBBLICITÀ MASCHERATA PUBBLICITÀ MASCHERATA PUBBLICITÀ MASCHERATA PUBBLICITÀ MASCHERATA PUBBLICITÀ MASCHERATA PUBBLICITÀ MASCHERATA
lexander Spray è no notoriamente accompagna-
una grappa di Mosca- Bevi queo che ti vol: Alexander Spray ti con vari distillati. La grappa
to, racchiusa in una si presta egregiamente a que-
piccola bottiglia dotata di va- sto abbinamento. Se spruzza-
porizzatore. Nata alcuni anni ta sulle foglie esterne del siga-
fa con l’intenzione di regala- ro ne valorizza aromi e sapori.
re l’emozione fuggevole di un È apprezzata inoltre tantissi-
assaggio olfattivo, è divenuta mo anche per profumare ostri-
subito uno dei giochi pubblici che, risotti e gamberoni.
e privati più amati dagli Anti- Caratteristiche del prodotto
chi: non c’è festa in cui non ce (Grappa di Moscato). Colore:
ne portiamo dietro un paio di trasparente e cristallino; olfat-
flaconi per divertirci tra di noi to: uva moscato, frutta, erbe of-
e con tutti gli altri. ficinali; gusto: suadente, priva
Si può usare seriamente per di asprezze, morbida; Retrol-
moltissime cose. Ecco alcuni fatto: sentori del vitigno di ori-
esempi e suggerimenti. gine, frutta.
Il caffè profumato. Con il È un regalo originale, diver-
tradizionale espresso, nebu- tente, prezioso e al tempo stes-
lizzato in superficie con uno fumato. Torte e pasticceria pa. Alcuni suggerimenti: baci so poco impegnativo. Grazie al
spruzzo di grappa, che non ne secca. Questi dolci acquista- di dama, saporelli, panforte di vaporizzatore il distillato per-
altera le caratteristiche, come no verve, se a tavola, immedia- Siena, torta margherita, stru- de la sua intensità alcolica e
accade con il caffè corretto, tamente prima del consumo, del, torta di mele. Sigari cu- diventa in questo modo gra-
ma lo rende per l’appunto pro- vengono spruzzati con la grap- bani e toscani. I sigari vengo- dito anche a chi teme l’alcol. ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 23

I l 21 febbraio dell’an-
no 2062, alle ore dodici e
qualche decina di minu-
ti, nell’atrio di Ca’ Rezzonico
si tiene una riunione plenaria,
Dal diario onirico: il futuro del Carnevale
di luca colo de fero colferai
sieme a Grace Jones, ma io me
ne accorgo solo dopo perché sto
sparando cazzate a raffica con
Alessandro Dal Prà, qui alla
mia destra, che eravamo alle
consesso, pubblico dibattito, pena presentato la quar- ge all’estremità della se- medie insieme (non nella stes-
intitolato «Il futuro del Carne- ta edizione riveduta conda fila (a sinistra) sa classe ma nella stessa scuo-
vale di Venezia». Fuori fa piut- aggiornata e corret- Maurizio Cecconi la) e stiamo al Lido tutti e due
tosto freddo, ma dentro no. Ci ta dei suoi annali Crediamo di po- – il primo assesso- e anche abbiamo la barca nel-
sono dei globi di fiamme in- del carnevale in ter affermare con re che ho visto di lo stesso canale; c’è il maestro
candescenti che riscaldano, età moderna e un certo orgoglio e an- persona, in car- Claudio Gasparoni, che abita
pure troppo, l’ambiente. Come postmoderna; che un po’ di presunzione, ne e ossa, a cin- al Lido anche lui, che ha mol-
al solito, a questi avvenimen- c’è il doge dei via, che siamo l’unico gior- quanta centi- ti più capelli del doge, ma tut-
ti cittadini, de I Antichi ci sono Nicolotti, che nale al mondo, non solo pre- metri di di- ti ricci però; c’è Antonia Sut-
solo io; mi mandano. Soprat- con il passa- sente ma anche passato e for- stanza die- ter, biondissima altissima bel-
tutto quando non è previsto un re degli an- se futuro, a pubblicare veritiere tro la scriva- lissima; c’è anche Cristiano
rinfresco alla conclusione. La ni ha per- cronache oniriche. Molti sono ca- nia, quan- Chiarot, che gli tocca esserci da
sala è piena, anzi, strapiena. Di so un po’ paci di scrivere resoconti della real- do avevo quando la Fenice è stata con-
pubblico e di facce note, notis- la voce ma tà, alcuni sono persino capaci di in- una ven- dannata in perpetuo a organiz-
sime. In più ci sono anche dei ha guada- ventarsi dettagliate relazioni di ac- tina d’an- zare il carnevale per i bambini
portaborse, facchini, serventi o gnato una cadimenti più o meno irreali, spac- ni, perché e anche per gli anziani, so per
che so io, vestiti di rosso cupo f o l t i s s i - ciandoli a volte per racconti, altre per mi ci ave- certo che è insieme, oltre al pre-
che gironzolano qua e là e au- ma chio- romanzi, o anche per articoli di gior- va portato zioso Luciano Aricci, a Mat-
mentano ancora di più, non so ma di un nali, servizi televisivi, documentari, Za ncopè teo Corvino, ma io non mi ri-
mica perché, l’impressione di naturalis- notizie esclusive e rapporti confiden- – egli fu- cordo mai che faccia ha Corvi-
confusa familiarità. Mi guardo simo ne- ziali. Noi no. Cioè: siamo capaci di ma avida- no perché quando lo vedo (alla
intorno: ci sono tutti. Ma pro- ro lucido fare tutto questo, ma anche altro. E mente un Cavalchina) ho bevuto troppo
prio tutti. C’è il titanico Renzo e brillante di più! Ovvero raccontarvi per filo sigaro to- per ricordarmelo quindi il tipo
Stevanato, biondissimo e im- come ossi- e per segno, con tutta la veridicità scano, è av- vicino a Chiarot ha tutta la te-
ponentissimo in un doppio pet- diana; ci so- che è possibile attendersi da una volto in un sta avvolta nella nebbia e da ciò
to blu con sciarpa di cachemi- no assessori mente addormentata e in pre- c o m p l e t o presumo e desumo che sia lui;
re giallo; c’è lo Zio Bruno To- e consiglie- da a profondi rivolgimenti oni- di fustagno c’è anche Antonio Giarola che
si, elegantissimo in cappotto ri comuna- rici, i nostri sogni. Ecco quin- verde e tut- è venuto da Verona in missio-
di cammello, accompagnato li, funzionari di, dal diario onirico di Colo to ciò gli dà ne diplomatica scortato da due
da due stangone mulatte tut- e dirigenti, più de Fero, in data 13 maggio un’aura mol- alabardieri longobardi in ar-
te scosciate che non capiscono o meno comu- 2010, che cosa accadde, to cavalleria matura; c’è Matteo Balich, fa-
bene di che sesso sono ma che nali provinciali o accadrà, o potreb- rusticana; c’è il sciato da un gessato blu antra-
mi fanno un bellissimo effet- regionali: di tutti be accadere... Principe Maurice cite molto anglosassone, con
to cardiocircolatorio; C’è Ales- ricordo le facce ma Agosti, seduto pro- delle scarpe ancora più britan-
sandro Bressanello che ha ap- non i nomi, però riful- prio davanti a me as- niche, londinesi direi che scric-
pagina 24 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

chiolano anche da ferme; c’è sia tricologica della riunione è son, marchesa di Pompadour, del duemilasessantadue. An-
Arrigo Cipriani in frac e cilin- venuto addirittura Alberto Vi- universalmente conosciuta co- no Domini. I facchini vestiti di
dro con un Martini alla Mon- tucci della Nuova; mentre per il me Madame de Pompadour. rosso restano finalmente im-
tgomery – detto quindici a uno Gazetìn c’è Petito che è glabro Massimo Cacciari, in maglio- mobili. Si sente solo il sibilo e lo
per il rapporto che il genera- ma ricciolino; sguinzagliati i ne da sciatore con il collo al- schioppettio dei grossi globi di
le inglese preferiva con i suoi fotografi, in ordine di appari- to, bianco e con uno zigzag ne- fiamma.
uomini dell’ottava armata, e zione riconosco: Graziano Ari- ro da Charlie Brown ma molto Ma ecco che un ibernista del
che si dice perciò inventato da ci, Andrea Merola, e (magnifi- optical, è da solo al tavolo uffi- Lido, già in costume da ba-
Hemingway – e una rosa ros- co!) Sebastiano Sebasex Casel- ciale, a parte una caraffa d’ac- gno, anziano seguace di Mario
sa all’occhiello; ci sono alber- lati; e poi altri che non mi ricor- qua (di vetro: finalmente! di so- D’Elia, il referendario separa-
gatori grandi, piccoli e medi; do i nomi. Presiede la riunio- lito mettono quelle schifezze di tista esiliato in contumacia nel
c’è Maurizio Bastianetto nella ne assembleare Massimo Cac- bottiglie di plastica che sembra ‘41 a Sant’Elena, si alza e dice:
sua impareggiabile imitazio- ciari, che da quando non è più di essere ad una gara podistica, «Annuncio ufficialmente che
ne del depravatissimo Gustav sindaco – dopo l’ultima volta ma ormai tutto il mondo ha lo la Compagnia de Calza I Anti-
von Aschenbach che però sta- nel terribile Triennio di Fuo- stesso stile di una gara podisti- chi è morta!»
volta sembra più il dottor Stra- co, dal gennaio ‘37 al dicembre ca) e un grosso microfono ro- Sconcerto in platea.
namore e fa anche il saluto na- ‘39, quando abbiamo fatto sal- sa. Batte con il dito indice della Massimo Cacciari tace.
zista con la mano di legno, che tare finalmente il ponte della mano destra sulla grossa pun- Tutti tacciono.
non so se sia vera o finta (cioè Libertà, ha giurato che non lo ta sferica del medesimo: una Allora mi alzo io.
se ha veramente una mano di farà mai più e stavolta ha man- volta, due volte, tre volte. Sta E dico: «Signore e signo-
legno o fa finta di averla, e ciò tenuto la promessa – ha fonda- per cominciare! In platea un si- ri, donne magnifiche e uomi-
in varie combinazioni logiche e to l’Ordine Arditissimo della lenzio carico di attesa, spasmo- ni stupendi, annuncio ufficial-
anche illogiche di mani e di le- Guêpière e durante tutti i car- dico direi: il futuro del carne- mente che quel signore in co-
gno); ci sono le associazioni di nevali e tutto il carnevale si ve- vale. Di Venezia. Sono le dodi- stume da bagno è un coglio-
categoria; c’è un rappresentan- ste da Jeanne-Antoinette Pois- ci e trenta del ventuno febbraio ne! La Compagnia de Calza I
te ciascuno dei gondo- Antichi è viva e vege-
lieri, maschereri, pa- ta, tant’è che l’ho
nettieri, pasticcieri, lasciata neanche
tappezzieri, barbie- mezz’ora fa riunita
ri, parrucchieri, gio- in sessione plenaria
iellieri, luganeghe- ad organizzare il suo
ri, banchieri, tabache- secondo viaggio a Rio
ri, becheri, mureri, e al- de Janeiro...»
tri lavoratori a caso; ci Dai volti attoniti dei
sono dame e mada- presenti arguisco che il
me della borghesia, momento di dire su-
più o meno patri- bito loro la verità, vi-
zia, della città: pro- sto che non l’hanno
fessoresse di que- ancora capita:
sto e anche di quel- «Carissime ami-
lo, esperte di quel- che, carissimi amici,
lo e anche di questo, non mio né caro né si-
scrittrici sui giornali, gnore ma coglione: I
sulle riviste e anche Antichi sono vivis-
sui libri; c’è Giorgio simi, siamo noi che
Spiller che sem- ormai siamo tutti
bra sempre più un trapassati!»
ragazzo, in piedi Universale sospi-
con la schiena con- ro di sollievo. Sorri-
tro il muro; c’è Tin- si a scena aperta. Ap-
to Brass con le sue plausi scroscianti. Tri-
ultime stelline, pudio di fiamme. Tutti
due gemelle ge- si alzano e se vanno.
lataie di Sant’Era- Il doge dei Nicolot-
smo; c’è anche Gior- ti, pien de cavei ner-
gio Camuffo, pro- rri (con tre erre: non
prio qua alla mia è un refuso), rimasto
sinistra, che sta solo, dice: «oh cas-
organizzando so! Nissuni me gave-
un’iniziativa gra- va dito gnente!» ◉
fica e anche de-
menziale; ci sono Herrad von Landsberg,
i giornalisti: a sot- L’inferno, miniatura da
tolineare la frene- Hortus Deliciarum (1180).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 25

N el Settecento con
la pittura della real-
tà i gatti compaiono in
molti dipinti, anche un gran-
de pittore di corte come lo spa-
Gatti e altri gatti dagli artisti ritratti
di maria luisa marilù pavanini zennaro
comoda metafora per i presun-
ti limiti dell’amore femminile.
Sigmund Freud attribuì l’attra-
zione degli uomini per le don-
ne al fatto che esse mantengo-
gnolo Francisco Goya non ri- no il loro narcisismo mentre gli
mane indifferente al fascino uomini l’hanno abbandonato
felino e ne inserisce uno nel o non se ne servono. Come so-
ritratto di Don Manuel Oso- no cambiati i tempi...
rio (e non solo). Ma forse il gat- Ma per quanto i gatti possa-
to più conosciuto, dell’Otto- no essere sconci le donne-gat-
cento, è quello nero adagiato te sono sempre bellissime e de-
ai piedi dell’Olympia di Ma- siderabili. In inglese il termi-
net. Numerosi i mici che fanno ne pussy ( che indica un micino
compagnia alle giovani don- ma anche la vagina) è volga-
ne dipinte da Renoir, Vallot- re, ma esprime comunque una
ton e Bonnard. In tali ritrat- sfumatura erotica. L’espressio-
ti femminili i gatti compaiono ne inglese: tomcatting around
per sottolineare le arti subdole, che vuol dire andare in giro a
seduttive,quasi magiche delle sedurre (come fanno i gatti ma-
donne. schi) ha anche una connota-
La sessualità aggressi- zione licenziosa e squallida.
va , la tendenza a pulirsi Un celebre artista del no-
continuamente faceva- vecento, Balthus, associa
no delle gatte l’emble- costantemente nei suoi
ma perfetto della corti- dipinti fanciulle ado-
giana. L’ardore sessua- lescenti e gatti sornio-
le e il freddo egocen- ni. Le ragazze distese
trismo di questi ani- in posizioni vulnera-
mali, forniscono una bili e provocanti sono
accostate ad un gatto,
che fissa un punto lon-
tano con l’aria di chi la
sa lunga. Tutti i gatti di
Balthus, nei quali l’ar-
tista si identifica, sugge-
riscono però un vigore in-
vidiabile più che
lascivia.
Altri artisti del
Novecento han-
no invece rappre-
sentato il gatto co-
me simbolo di op-
pressione. Pablo
Picasso (1881-
1973) nel di-
pinto del 1939:
pagina 26 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

tati come topi e i nazisti Per concludere vorrei cita- Gatto nero
come gatti. Il gatto re una poesia di Rainer Maria Sembra il custode antico
si presta a rappre- Rilke: di ogni sguardo
sentare questa che vuol calato in lui
doppia per- tutti li stringe a sé
s o n a l it à : per sonnecchiarvi sopra
elegante e ostile e pigro
posato ad del tutto in sé racchiusi,
abbelli- il lungo giorno.
re salotti
e dipin-
ti, cac-
ciatore
in cerca
di preda
e simbolo
del diavolo.
I gatti han-
no sempre affa-
scinato gli artisti
per le immagini diver-
se che proiettano su di sé, in-
sieme al fatto di essere così vi-
«Gatto che divora un uccel- cini a noi e così distaccati.
lo» vuole alludere allegorica- Il gatto può essere così fiero
mente alla Spagna franchista. compagno, killer spietato, paf-
Il legame fra il gatto e il dispo- futo sibarita o inesorabile ven-
tismo oppressore compare an- dicatore come il gatto nero di
che nel fumetto «Maus» di Art Poe. Fantastici e simbolici, i
Spiegelmann (premio Pulitzer gatti affascinano e non anno-
1992). Gli ebrei sono rappresen- iano mai.

Il gatto e il diavolo
tratto dal testo di James Joyce

Nella pagina precedente: al centro,


Francisco Goya, ritratto di Manuel
A Beaugency, una deliziosa cittadina sulle rive della Loi-
ra, un tempo, per passare da una riva all’altra del fiume,
gli abitanti dovevano prendere il battello. Non c’era infat-
ti un ponte e i cittadini non avevano i soldi per costruirne uno. Il
diavolo, che sa sempre tutto, indossò il suo costume più bello e an-
Osorio de Zuniga (c. 1788, olio su tela, dò a far visita al sindaco di Beaugency, che a quel tempo si chia-
127 × 101 cm, Metropolitan Museum mava Alfred Byrne. Il diavolo gli disse che lui era in grado di co-
of Art, New York); in basso, Édouard struire un ponte così tutti potevano andare a loro piacimento da
Manet, Olympia (1863, olio su tela, una riva all’altra del fiume. Disse che sarebbe stato il più solido
130 × 190 cm, Musée d’Orsay, Parigi); ponte mai costruito e che lui avrebbe impiegato solo una notte per
a sinistra Pietro Gambadilegno (di quel lavoro e quello che chiedeva in cambio era l’anima del primo
Walt Disney: Peg Leg Pete, o Black passante. Venne la notte e venne l’alba e tutti gli abitanti appena
Pete, o Pete, apparso il 18 novembre misero il naso fuori della finestra videro un magnifico ponte. Tut-
1928). In questa pagina: in alto, ti si precipitarono all’imboccatura del ponte e guardarono dall’al-
Krazy Kat (di George Herriman, tra parte. Ed ecco comparire il diavolo in una nuvola di fumo ne-
apparso il 26 luglio 1910, il primo ro deciso a prendersi il primo passante. Nessuno osava muo-
pazzo gatto dei fumetti, non si sa se versi. Improvvisamente annunciato da tre squilli di trom-
è maschio o femmina; Krazy Kat ba comparve il sindaco col suo vestito di velluto scar-
considera il lancio dei mattoni come latto: aveva in mano un secchio d’acqua e un gatto. Il
un sicuro segno d’affetto del perfido sindaco depose il gatto all’imboccatura del ponte e
Ignatz Mouse di cui è follemente senza lasciargli il tempo di capire cosa stesse suc-
innamorato/a); sopra il gatto Hitler cedendo gli versò addosso il secchio d’acqua. Il
di Art Spiegelmann (non c’è niente gatto costretto a scegliere tra l’acqua e il diavo-
da ridere); a destra Pablo Picasso, lo, attraversò il ponte e si gettò addosso al dia-
Cat and Bird (1939, olio su tela, 100 × volo, che era così arrabbiato da sembrare in-
39); sotto, Balthus Jeune fille au chat diavolato.Da quel giorno gli abitanti ven-
(1937, 88 × 78 cm, olio su tela). gono chiamati «i gatti di Beaugency». ◉
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 27

P oter leggere il mano-


scritto originale dell’Hi-
stoire de ma vie di Giaco-
mo Girolamo Casanova! An-
che se non nella copia carta-
In rete il manoscritto originale di Casanova!
dal diario di bordo del nostro internauta il marinaio johnny
guerre napoleoniche, e poi la
Restaurazione avevano fatto
scomparire per sempre il mon-
do di Casanova, e con esso an-
che qualsiasi lettore, anche in
cea almeno nella sua fedelis- potenza. Ai figli di Carlo An-
sima riproduzione fotografica giolini non parve vero di tro-
o anastatica: un sogno. Eppu- vare, nel 1821 a Lipsia l’edito-
re, eccolo qua: la sezione digi- re Brockhaus disposto a com-
tale della Bibliothèque natio- prare loro l’opera (ovviamente
nale de France, ovvero Galli- per un valore mostruosamen-
ca bibliothéque numérique ve te inferiore al reale). Friedrich
lo offre di stecca in prima pa- Arnold Brockhaus fece tradur-
gina all’indirizzo: gallica.bnf. re in tedesco l’opera e ne rica-
fr. Per ora sono disponibili solo vò un discreto successo; l’edi-
i primi dieci capitoli (tra i quali tore francese Tournachon la ri-
mancano il terzo e l’ottavo, non tradusse in francese (alteran-
chiedetemi perché) ma l’opera dola non poco) con uguale ri-
di digitalizzazione prosegue torno, contrastato poco dopo
instancabilmente. È inoltre as- da un’edizione pirata, anch’es-
sai plausibile che nessuno ab- sa ritradotta dal tedesco con
bia intenzione di leggere le Me- molte stravaganti libertà. Da
morie di Casanova diretta- queste due fantasiose ritradu-
mente da questa fonte, per cui zioni derivano tutte (ma tut-
non c’è di fatto alcuna fretta. te tutte proprio tutte le edizio-
Nel sito della biblioteca na- ni) fino al 1960, quando il ma-
zionale francese c’è anche un noscritto originale fu ritrova-
filmato in cui si può ammira- to, dopo esser stato dato per di-
re il manoscritto nella sua inte- sperso sotto i bombardamen-
rezza: filmato manoscritto Hi- ti della Seconda Guerra (chis-
stoire de ma vie. Per tutti coloro sà perché non l’avevano tirato
che hanno letto e riletto le me- fuori prima), e ne fu tratta fi-
morabili pagine, e anche per nalmente un’edizione corretta.
quelli che non l’hanno mai fat- Attenzione, però, quando com-
to (e non sanno cosa si perdo- prate una Storia della mia vi-
no) è una cosa a dir poco emo- ta: nei primi anni Sessanta, ti-
zionante, quasi commoven- tillati dal facile guadagno, in-
te, direi. Vergate con mano fer- numerevoli editori confidanti
ma e mente lucida, benché en- nell’ignoranza delle masse ri-
trambe gravate dagli anni dal- spolverarono le vecchie edizio-
le avventure e dalle avversi- ni false rivomitandole sul mer-
tà, le pagine autografe di Gia- cato librario. Una rapida ma
como Casanova sono una me- dettagliata ricostruzione del-
ravigliosa macchina del tem- le vicende filologiche dell’Hi-
po che in un solo balzo può far- stoire de ma le trovate in que-
ci superare il tempo e lo spazio. sta pagina (in inglese ma an-
Il fatto che la Bibliothèque na- che in francese) di Wikipedia.
tionale de France abbia deci- Nell’autunno del 2011 è in pro-
so di rendere universalmen- gramma l’esposizione al pub-
te disponibile questo inegua- blico del manoscritto, presso la
gliabile tesoro è una conqui- Bibliothèque nationale, a Pari-
sta della cultura del nostro pre- sciuti). La storia di questo ma- to perché il principe di Ligne, gi. Ocio: se usate Firefox, con
sente e, al contempo, la prova noscritto e conseguentemente Charles-Joseph Lamoral, scrit- l’estensione Screengrab (la tro-
che esistono anche biblioteca- delle Memorie è alquanto sin- tore e feldmaresciallo, al tem- vate qui) potete ottenere delle
ri che sanno che il loro compito golare e merita di essere ricor- po famosissimo le voleva leg- stupende immagini delle pagi-
non è conservare i libri per na- data. Oltre ai vari episodi della gere). Ma nel maggio del 1798, ne; dato che se scaricate quelle
sconderli ma per diffonderne i sua vita che aveva già pubbli- sentendosi prossimo alla mor- messe a disposizione da Galli-
contenuti a dispetto dei seco- cato (il duello con Braniski, per te, Casanova affidava il mano- ca, rimanete con in mano delle
li. Il manoscritto delle memo- esempio, o la famosissima fu- scritto al nipote Carlo Angio- schifezze. ◉
rie di Casanova è stato acqui- ga dai piombi) negli ultimi an- lini con la dichiarata speran-
sito dalla Bibliothèque il 18 feb- ni della sua vita Giacomo ave- za che lo pubblicasse e ne ren- La prima pagina del manoscritto
braio scorso (cioè del 2010) da va scritto le sue memorie e ne desse così imperitura la fa- originale di Histoire de ma vie di
un anonimo donatore (i termi- aveva intrapreso la correzione ma. Purtroppo però la Rivolu- Giacomo Casanova, Bruno Racine,
ni della cessione sono scono- e riorganizzazione (soprattut- zione francese, prima, e poi le persidente di BnF con l’opera.
pagina 28 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

È aperta fino al 15 giu-


gno, allo SpazioEven-
ti della libreria Monda-
dori a San Marco, l’esposizio-
ne dell’artista veneziano Paolo
In mostra: 365 gradi d’immagini e parole
Le opere di Paolo Bertuzzo con le poesie di Emanuele Horodniceanu
Dopo aver «caracollato a lun-
go tra carta stampata e televi-
sioni» si occupa oggi, oltre al-
la sua attività di ufficio stampa,
di arte, organizzando mostre e
Bertuzzo intitolata «365° attor- Paolo Bertuzzo, artista vene- Per Emanuele Horodnicea- «scrivendo saltuariamente per
no all’immagine». ziano conosciuto per l’attivi- nu, giornalista pubblicista ve- qualche rivista». Emanuele
Oltre a raccogliere e mostrare tà di grafico ed illustratore, al- neziano, questa mostra «rap- ha pubblicato tre raccolte po-
disegni, foto, montaggi in cui lievo di Emilio Vedova per cui presenta in qualche modo il etiche: Military Voyage, Mu-
traspaiono le visioni dell’arti- ha progettato vari cataloghi, mio ritorno alla scrittura cre- lination e Passos; «poi la poe-
sta, «5 gradi oltre il suolo che scrive di sé nell’ottimo catalo- ativa dopo molti anni di silen- sia si è rintanata, ma talvolta
calpestiamo, immagini diver- go: «ho capito all’Istituto sta- zio; ho recuperato poesie vec- chiede di prendere una boccata
se da come le vediamo, perso- tale d’arte di Venezia con Dal- chie poesie disperse,alcune le d’aria». Questa volta speriamo
ne diverse da come le conoscia- la Zorza e Zaramella, perfezio- ho manipolate, in altri casi ho per lunghissimo tempo.
mo, da come la nostra mente nato poi all’Accademia con Ve- elaborato dei semplici appun- Molto bello il catalogo cu-
interpreta tutto, spesso super- dova, pittura, fotografia, illu- ti, un paio di testi sono nuovi» rato dall’artista, un’opera a
ficialmente» la mostra è cor- strazione, grafica, fumetto, con una o due hanno partecipato e sé da leggere e sfogliare con
redata da testi poetici di Ema- uno scopo: l’immagine, il se- vinto a passate edizioni del no- soddisfazione, anche se – sia-
nuele Horodniceanu e segna gno, per ricreare emozioni, di- stro Festival «Baffo Zancopè» mo tetratricotomi orchiclasti
per questo il ritorno alla poesia segnare sogni o bugie. Mostre, (il festival internazionale di – il prezzo di copertina ci pa-
di una delle voci più limpide, e libri, cataloghi, premi elenchi poesia erotica che vanta innu- re un po’ elevato (16 euro). Ine-
da noi più amate, della poesia inaffidabili, numeri per l’agen- merevoli e miseramente falliti sistente purtroppo la coper-
veneziana contemporanea. da, non per la mia felicità». tentativi di imitazione) tura web dell’evento. (l.c.) ◉

Laguna Antica
Tra queste paludi di canne s’agita il vento irrequieto.
Tra i banchi di fango brillano fuochi di legna rubata.
Stretti attorno alle fiamme genti misteriose Frutti di bosco
mormorano un canto di barena intingendo le dita nel pesce. Volle andar nel bosco a frugar nel muschio e trovar mirtilli.
Fantasmi di barche attendono Volli anch’io di sotto l’erba fragole scoprire.
gorgogliando nell’acqua di pece gonfie di merce. Volemmo entrambi assaggiare i frutti
Al primo alitare dell’alba non resta che cenere. Più sotto, e mentre di mirtilli mi spalmava l’erta
le ossa dei morti crocchiano il loro saluto di fragole facevo rosse le labbra sue.
sommesso. Mangiammo a sazietà col sole addosso.
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 29

Indovina dove andiamo a cena: cucina giapponese a Venezia


C reative sushi è una
geniale corrente in-
novativa della cucina
giapponese nata alla fine del
Novecento da qualche parte tra
Creatività intercontinentale al Mirai
ma nato in Brasile. Potrei scri-
vere fiumi di parole sull’inte-
ressantissima cultura dei nip-
pobrasiliani, ma non lo farò:
del Procurtor Grando e Priore Onorario luca colo de fero colferai è certo però che di tutti i giap-
Giappone, California, Hawaii e ponesi emigrati all’estero so-
Brasile. La cosa più interessan- no i più strettamente legati al-
te di questa libertaria e liberti- Cominciamo in questo numero una deliziosa rubrica (soprattut- le tradizioni e nello stesso tem-
na cucina è che ha permesso di to per chi la scrive) dedicata ai ristoranti, osterie, bar e locali amati po i più integrati nella cultura
diffondere rapidamente i due da I Antichi. L’abbiamo opportunamente intitolata Indovina dove occidentale, misteriosi effet-
piatti più famosi (sushi e sashi- andiamo a cena e non è una guida da critici gastronomici ma una ti del multiforme crogiolo an-
mi) in tutto il mondo, liberan- rassegna dei posti che ci piacciono di più e in cui ci piace andare. tropologico brasiliano.La cuci-
doli dall’aura un po’ per inizia- na, governata dallo chef Norio
ti che avevano un tempo i ri- Nishibori, produce meraviglie
storanti giapponesi all’estero, da vedere e da mangiare. Que-
e adattandoli in qualche mo- sto per sottolineare che se tutti
do alle differenti abitudini dei possono arrangiarsi, nella tra-
popoli. dizione giapponese occorre che
Il Mirai (che in giapponese si- inizialmente l’aspirante cuoco
gnifica futuro), perfetto esem- possa solo osservare il maestro
pio di questa geniale inven- all’opera per un periodo di due
zione, è il ristorante giappone- anni; solo dopo potrà comin-
se dei veneziani – di laguna e ciare a preparare il riso; mentre
di terraferma – si trova in Li- ce ne vogliono quattro in tota-
le per imparare la scelta e il ta-
glio del pesce. I cuochi del Mi-
rai sono scelti per aver seguito
tutto l’iter, andando a studia-
re in Giappone la vera arte del
sushi. Per dirne una, minima
ma importante, la salsa di soia
è prodotta in proprio dal risto-
sta di Spagna, poco prima del rante. Un’altra notevole e piace-
campo di Santa Lucia, al piano vole caratteristica del ristoran-
terreno dell’Hotel Amadeus. te e l’elegante cordialità con cui
Non è molto grande, ma l’arre- Cristina Varoli (che io ammiro
damento e i colori, rosso e nero, moltissimo) accoglie i clienti.
molto nippotech per dirla con «All’inizio tutti pensavano che
un neologismo barbarico ma la clientela sarebbe stata prin-
comprensibile, lo rendono in- cipalmente composta di turi-
timo a sufficienza da non sen- sti, cosa quasi inevitabile a Ve-
tirsi compressi neanche quan- nezia. Ma io volevo invece che
do è pieno. fosse un ristorante per i vene-
Inventrice e comandante del ziani, e ci sono riuscita».
Mirai è Cristina Varoli, brasi- Il menu offre una vasta scelta
liana veneziana, venuta in Ita- di antipasti, insalate, tempura
lia per perfezionare la sua lau- (la frittura giapponese) a base
rea in architettura e scopertasi di pesce, zuppe e persino la car-
invece destinata alla ristorazio- ne (che qualche volta ho man-
ne. Dopo aver lavorato per al- giato ed è buonissima, solo che
cuni anni a Milano alla famo- ci vado soprattutto per i sushi
sa trattoria giapponese Com- e il sashimi). Considerando che
pagnia generale dei viaggia- il pesce è tutto di prima scelta
tori naviganti e sognatori, per (nel senso tecnico, non solo che
una serie di fortuite e fortuna- è ottimo) e che quindi varia se-
te coincidenze, Cristina ha tro- condo stagione e disponibilità,
vato in Alessandro Zuin, am- e che il personale è gentilissi-
ministratore degli hotel Princi- mo, affidatevi ai loro consigli.
pe e Amadeus, il promotore del Ottimi anche i vini , scelti per-
suo sogno di aprire un ristoran- sonalmente da Cristina; ma io
te giapponese a Venezia. Che è Il vostro amato autore a tavola con Cristina Varoli; interno del ristorante sono sempre indeciso se è mi-
nato così il 12 febbraio del 2002. Mirai, il giardino dell’Hotel Amadeus che d’estate si trasforma in dependance gliore la birra Sapporo o Kirin
Una delle caratteristiche pecu- all’aperto; assortimento di sushi gustati il 28 maggio 2010. e ogni volta ne bevo tantissi-
liari è che lo chef è giapponese, Il sito del Mirai è www.miraivenice.com e merita una visita. me per decidere, senza esito. ◉
pagina 30 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

H o fatto una grande


scoperta, splendida-
mente inattuale e as-
solutamente inutile: la maione-
se è nata senza uova. Incredi-
A Tavola con I Antichi: la maionese impazzita
di luca colo de fero colferai
tartara magra con un modo se-
condo di fare la salsa tartara (e
una salsa tartara alla ravigote);
e poi, brillantemente eclatan-
ti: una salsa alla magnonnai-
bile, no? Nessuno oggi potreb- se (con variante salsa magnon-
be immaginare una salsa ma- cina di Giovanni Vialardi (ri- cina italiana (dell’alta società, naise verde alla ravigote) ed in-
ionese che non sia fatta di tuorli stampa anastatica di Arnal- ovvio) in un momento dicia- fine una salsa alla bayonnaise;
d’uova e olio furiosamente me- do Forni Editore www. mo proprio cruciale: in cui in- occhio ai nomi perché la que-
nati e rimenati fino ad ottener- fornieditore.com) ho novazioni potenti penetrano stione terminologica ed eti-
ne un’emulsione più o meno di- trovato quattro cin- profondamente nelle abitudi- mologica (nonché toponoma-
sgustosa. Anzi, di più, i bigot- que sorprendenti ni gastronomiche italiane, con stica e anche topologica) del-
ti culinari la vogliono fatta sol- la maionese è mostruosamen-
tanto ed esclusivamente di ros- te interessante, almeno per me.
so d’uovo e olio; aggiunta solo Alla lettura attenta delle ricet-
qualche goccia di limone per te si evince che: la salsa tarta-
togliere l’inevitabile traccia di ra (nella sua versione origina-
freschìn. E gli scaffali dei su- le, nella seconda variante, ma
permercati, e i banconi dei bar, non nella prima variante) è fat-
e le tavole delle pizzerie, sono ta stemperando rossi d’uovo
pieni di confezioni che non con olio (di Nizza); la salsa alla
contengono una salsa france- magnonnaise si fa: o come la
se ma un prodigio della scien- salsa tartara (con le uova) op-
za dei fluidi e dell’ingegneria pure come la seconda varian-
meccanica: oli che non usere- te della salsa tartara: senza
ste nemmeno per lubrificare uova; che la salsa bayonnaise si
il vostro fuoribordo vengono fa con la gelatina: senza uova.
emulsionati con frazioni infi- Urca, mi son detto: possibi-
nitesimali, quasi omeopatiche, salse che hanno stuzzicato im- il ritardo tipico della nostra na- le che Vialardi, che conosce-
di proteine di rossi d’uovo liofi- mediatamente la mia inutile zione (cinquant’anni: eravamo va il sistema metrico decima-
lizzati. Eppure... curiosità. Giovanni Vialardi fu già in ritardo a metà dell’Ot- le, il servizio alla russa, che (di-
Siccome a volte leggo i libri di «aiutante capo-cuoco e pastic- tocento, e anche prima: ci sia- ce lui) aveva lavorato in Fran-
ricette come si leggono roman- ciere delle loro maestà» Car- mo sempre presi presto, con un cia con i più grandi cuochi e pa-
zi (dall’inizio alla fine) alle pa- lo Alberto «di Gloriosa Me- certo anticipo, per essere in ri- sticcieri non sapesse che la ma-
gine 88 e 89 del Trattato di Cu- moria» e Vittorio Emanuele II tardo). Queste innovazioni so- ionese si fa con le uova e non
Re di Sarde- no: introduzione del sistema con la gelatina? E poi, ostre-
gna (all’an- metrico decimale, con dei bei ga!, che confusione termino-
no di pubbli- minuti al posto dell’avemaria; logica: tartara, magnonnai-
cazione, poi grammi al posto delle once; de- se, bayonnaise. Perché Vialar-
re d’Italia cimetri al posto dei piedi; e de- di chiama tartara la maionese
dal 1861 fi- cilitri invece che fogliette; ser- quando tutti sanno che è una
no alla mor- vizio alla russa (antipasti, pri- variante? E cosa sono queste
te per umidi- mi, secondi, dessert come al ri- magnonesi e baionesi, da do-
tà da caccia storante; camerieri a stipendio) ve saltano fuori? E ancor più
nel 1877) e ad al posto del servizio alla fran- fondamentale: perché Vialar-
entrambi il cese (tutto insieme come in un di nell’introduzione alle salse
buffet, valletto personale) mu- scrive: «quattro sono le princi-
tazione che segna, oltre ai no- pali salse: la spagnuola, la vel-
ti cambiamenti economici e lutata (velouté), l’alemanda,
sociali dell’epoca, l’inizio del- la bechamelle; le quali da sole
la supremazia del Tempo sul- od unite, formano quasi tutte
lo Spazio nella psiche occiden- le altre, e servono per intingo-
tale e mostra una rivoluzione li e per diverse pietanze com-
profonda della cultura euro- poste» e relega queste maione-
pea (ma di tutto questo un’al- si bastarde (piene di erbe e ace-
cuoco dedicò tra volta); concezione della cu- ti, vedi ricette nel prossimo nu-
il suo primo linaria come arte basata su un mero) nei bassifondi del capito-
libro, pubbli- «metodo economico, sempli- lo, addirittura dopo il cren
cato a Tori- ce, signorile, e borghese» tut-
no nel 1854. ti aggettivi davvero insoliti per Monsieur D’Albignac prepara una
Quest’opera un cuoco. Per farla breve Gio- sua insalata a Londra, Illustrazione
interessan- vanni Vialardi elenca in queste di Bertall (1820-1882) dall’edizione del
tissima foto- due pagine (88-89) tre ricette e 1848 della Physiologie du goût di Jean
grafa la cu- tre loro varianti: una salsa alla Anthelme Brillat Savarin (1755-1826).
venezia san marco 2677 campo san maurizio IL RIDOTTO giugno 2010 anno 4 numero 29 pagina 31

(salsa di rafano all’aceto) e pri- te chiudere. Passata la buria- lardi (con in più la complicazio- (Physiologie du Goût, ou Médi-
ma dei ragout? na Beauvilliers riaprì, con mi- ne del freddo) e anche al modo tations de Gastronomie Tran-
Nella cultura contempora- nor fortuna ma buona fama, secondo di fare la salsa tartara scendante; ouvrage théorique,
nea degli esperti di cucina (tut- la «Grande Taverne de Lon- del medesimo autore). historique et à l’ordre du jour,
ti oggi sono esperti di cucina) dres» in rue Richelieu: Brillat- A complicare ancora di più dédié aux Gastronomes pari-
la maionese è: «una salsa cre- Savarin dice ancora: «Quan- questa faccenda delle uova ar- siens, par un Professeur, mem-
mosa ed omogenea, general- do molti [...] cercarono di egua- riva un titano della letteratu- bre de plusieurs sociétés lit-
mente di colore bianco o gial- gliarlo, sostenne la lotta senza ra francese: Alexandre Du- téraires et savantes, 1825) de-
lo pallido, che viene consuma- svantaggi perché non ebbe che mas che nel marzo del 1870, al- scrivendo spassosamente gli
ta fresca. È un’emulsione sta- da far pochi passi per seguire i cuni mesi prima di morire – il Espedienti gastronomici degli
bile di olio vegetale frazionato progressi della scienza. Duran- 5 dicembre dello stesso anno emigrati racconta diffusamen-
in acqua, con tuorlo d’uovo co- te le due successive occupazio- – consegna al suo editore una te del signor D’Albignac che a
me emulsionante, e aromatiz- ni di Parigi, nel 1814 e nel 1815, delle sue opere più divertenti Londra si guadagnò fama e de-
zato con aceto o succo di limo- davanti alla sua trattoria si ve- (l’unica che io continui a legge- naro diffondendo nell’alta so-
ne (che aiuta l’emulsionamen- devano carrozze di tutte le na- re) il Grand dictionnaire de cu- cietà la moda dell’insalata al-
to); è tollerato anche l’uso del- zioni: egli conosceva tutti i ca- isine, pubblicato nel 1873 per- la francese: «Uomo accorto,
la senape. Con l’aggiunta di al- pi dei corpi diplomatici stranie- ché nel frattempo a Parigi era- D’Albignac seppe approfittare
tri ingredienti acquista vari ri e aveva finito con l’imparare no successi un po’ di casini (la dell’entusiasmo che aveva su-
nomi. La maionese è una del- tutte le loro lingue, in quanto, guerra con i prussiani e la Co- scitato: presto ebbe un carroz-
le salse alla base della classi- s’intende, era necessario al suo mune). Ebbene: in questo di- zino, per andare più presto nei
ca cucina francese, ed è fonda- commercio». Nel 1814 (e poi nel zionario l’autore dei Tre Mo- vari luoghi dove era chiamato,
mentale per molte altre prepa- 1821) Antoine Beauvilliers die- schettieri e del Conte di Mon- e un domestico che gli portava,
razioni» questa è la definizio- de alle stampe un’opera bellis- tecristo (ma anche della Regi- in una scatola di mogano, tutti
ne di Wikipedia, specchio su- sima, considerata un caposal- na Margot e del Tulipano Ne- gli ingredienti di cui aveva ar-
blime e onesto della concezio- do della cucina francese: L’Art ro, suo figlio invece La signo- ricchito il suo repertorio, come
ne contemporanea della no- du Cuisinier in due volumi in ra delle camelie) che era an- tipi d’aceto con profumi diver-
stra cultura generale e partico- ottavo, con illustrazioni (Paris, che amico di Garibaldi, co- si, olio con, o senza, sapore di
lare. In questo caso molto pre- Pilet); di cui nel 1825 fu edita pia di stecca parola per paro- frutto, soia, caviale, tartufi, ac-
cisa ed esatta nel dire cosa noi una versione in inglese: «The la la ricetta scritta cinquanta- ciughe, sugo di carne e persino
pensiamo e crediamo che sia la Art of French Cookery» (Lon- sei anni prima da Beauvilliers tuorli d’uovo, che sono la carat-
maionese. Non cosa essa è, ed don, Longman). Mi son detto: e da me tradotta poco fa. Ora, teristica della maionese».
è stata, in realtà. Infatti Vialar- saprà no, questo signore, come che Alexandre Dumas copias- Ahia! Confusi? Aspettate di
di non sarebbe stato per niente si fa una maionese? Se non lo se gli scritti di altri, o li pubbli- affrontare la que-
d’accordo. sa lui... casse a suo nome, qui non è in- stione termino-
Secondo gli storici della cu- E infatti, nella sauce mayon- teressante, importa invece logica etimolo-
cina (quelli che scrivono i li- naise di Beauvilliers di uo- che quasi sessant’anni do- gica. Ma que-
bri, non quelli che sono esper- va non c’è alcuna traccia. Nel po un signore decisamente sto nella prossi-
ti di cucina) il termine mayon- 1814 la maionese che veni- sovrappeso come lui, aman- ma punta-
naise appare per la prima vol- va servita nel migliore risto- te della buona tavola, delle bel- ta. ◉
ta a stampa nel 18061. Antoi- rante del mondo era fatta sen- le donne, della bella vita, del-
ne Beauvilliers nacque a Pari- za uova, con moltissime erbe, le lettere e dei debiti, consi-
gi nel 1754 e quivi morì nel 1817: gelatina, olio e aceto: «mette- derava perfettamente nor-
è celebre e giustamente famo- te in un vaso di terracotta tre male una ricetta di maio-
so per avere aperto il primo ve- o quattro cucchiai d’olio fino, nese senza uova, tanto da
ro grande ristorante di Parigi e due di aceto al dragoncello; inserirla nel suo memo-
(e quindi di conseguenza del aggiungete dragoncello, scalo- riale gastronomico tale e
mondo, date le condizioni del gni, pimpinella, tagliati fini fi- quale senza darsi pena né
resto del mondo all’epoca, e un ni, sale e pepe in quantità suffi- di correggerla né tanto me-
poco anche oggi): «si era sta- ciente, due o tre cucchiai di ge- no di espungerla. Voglio di-
bilito a Parigi – scrive Anthel- latina o di aspic; mescolate be- re: da marzo a dicembre ne
me Brillat-Savarin nella sua Fi- ne con un cucchiaio: la salsa si passano di mesi, io mi sarei
siologia del gusto o Meditazio- addenserà e diverrà simile ad ricordato di aver sbagliato
ni di gastronomia trascenden- una crema. Assaggiatela: se la ricetta della maionese. È
te – verso il 1782, fu, per più di c’è troppo sale o troppo d’ace- una cosa importante, senza
quindici anni, il più famoso ri- to aggiungete mescolando un scherzi.
storatore della città. Per pri- po’ d’olio; nel caso in cui la vo- Però, però però. Il già cita-
mo ebbe una sala elegante, ca- gliate chiara, schiacciate della to e sempre mitico Jean An-
merieri ben vestiti, una canti- gelatina con [la lama del] vo- thelme Brillat-Savarin (1755
na scelta e una cucina ottima». stro coltello e mescolatela dol- – 1826) politico e gastrono-
Il primo ristorante di Beauvil- cemente alla vostra salsa». Et mo francese che duran-
liers era al Palais Royal, a suo voilà! te il periodo del Terrore si
nome; però durante la rivolu- Questa sauce mayonnaise di rifugiò temporaneamen-
zione fu un luogo d’incontro Beauvilliers sembra essere al- te all’estero, nella sua famo-
dei reazionari e nel 1795 dovet- la base della bayonnaise di Via- sa opera La fisiologia del gusto
pagina 32 giugno 2010 anno 4 numero 29 IL RIDOTTO venezia san marco 2677 campo san maurizio

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numero X - L’amore mi trascina in un universo insolito, ove in altri
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www.youtube.com/IAntichiVenezia potente. La mia sensualità si può paragonare soltanto a un Mistero. quando la scienza è potenza
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lugio
mmx

d
CANCRO LEONE
e
22 giugno 22 luglio
22 luglio 23 agosto

luni marti mercore zioba venere sabo domenega

28 29 30 1
S.TEOBALDO EREM.
a. 4.38 – t. 19.49
2
S. OTTONE
a. 4.39 – t. 19.49
3
S.TOMMASO AP.
a. 4.40 – t. 19.49
4
S. ELISABETTA , S. ROSSELLA
a. 4.40 – t. 19.48
9.26 (tram.) – 22.24 (lev.) 10.25 (tram.) – 22.45 (lev.) 11.25 (tram.) – 23.07 (lev.) 12.25 (tram.) – 23.31 (lev.)
00:55 +46 15:17 +54 01:27 +38 15:49 +55 02:05 +30 16:27 +55 03:02 +20 17:12 +56
07:58 -24 20:59 +23 08:23 -17 22:05 +21 08:48 -09 23:40 +16 09:13 -01

5
S. ANTONIO M.Z.
a. 4.41 – t. 19.48
6
S. MARIA GORETTI
a. 4.41 – t. 19.48
7 8 9 10 11
S. EDDA, S. CLAUDIO S. ADRIANO, S. PRISCILLA S. ARMANDO, S. LETIZIA S. FELICITA , S. SILVANA S. BENEDETTO, S. OLGA, S. FABRIZIO
a. 4.42 – t. 19.48 a. 4.43 – t. 19.47 a. 4.43 – t. 19.47 a. 4.44 – t. 19.46 a. 4.45 – t. 19.46
13.28 (tram.) – 23.57 (lev.) 14.33 (tram.) 0.29 (lev.) – 15.39 (tram.) 1.08 (lev.) – 16.46 (tram.) 1.57 (lev.) – 17.49 (tram.) 2.56 (lev.) – 18.46 (tram.) 4.05 (lev.) – 19.34 (tram.)
01:27 +08 09:40 +08 02:32 -02 10:27 +16 03:14 -12 13:01 +23 03:50 -22 14:41 +24 04:25 -31 15:48 +23 04:58 -38 16:41 +20 05:32 -43 17:28 +17
05:27 +13 18:05 +57 09:30 +17 19:03 +59 10:25 +25 19:59 +61 10:55 +34 20:51 +64 11:24 +42 21:37 +67 11:54 +49 22:21 +69 12:25 +56 23:02 +69

12 13 14 15 16 17 18
S. FORTUNATO MARTIRE
a. 4.45 – t. 19.45
S. ENRICO IMP.
a. 4.46 – t. 19.45
S. CAMILLO DE LELLIS
a. 4.47 – t. 19.44
S. BONAVENTURA
a. 4.48 – t. 19.44
N.S. DEL CARMELO
a. 4.49 – t. 19.43
FESTA DEL REDENTORE S. CALOGERO, S. FEDERICOV.
a. 4.50 – t. 19.42 a. 4.50 – t. 19.42
5.21 (lev.) – 20.15 (tram.) 6.39 (lev.) – 20.49 (tram.) 7.57 (lev.) – 21.19 (tram.) 9.14 (lev.) – 21.47 (tram.) 10.28 (lev.) – 22.14 (tram.) 11.41 (lev.) – 22.43 (tram.) 12.53 (lev.) – 23.14 (tram.)
06:05 -45 18:13 +14 06:37 -44 18:56 +12 00:22 +62 14:02 +65 07:42 -34 20:30 +10 01:42 +47 15:14 +64 02:27 +37 15:55 +62 03:25 +26 16:43 +59
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19 20 21 d22e 23 24 25
S. GIUSTA, S. SIMMACO S. ELIA PROF., S. MARGHERITA
a. 4.51 – t. 19.41 a. 4.52 – t. 19.40
S. LORENZO DA B.
a. 4.53 – t. 19.39
S. MARIA MADDALENA
a. 4.54 – t. 19.39
S. BRIGIDA
a. 4.55 – t. 19.38
S. CRISTINA
a. 4.56 – t. 19.37
S. GIACOMO AP.
a. 4.57 – t. 19.36
14.04 (lev.) – 23.49 (tram.) 15.12 (lev.) 0.30 (tram.) – 16.15 (lev.) 1.18 (tram.) – 17.11 (lev.) 2.12 (tram.) – 17.59 (lev.) 3.11 (tram.) – 18.39 (lev.) 4.12 (tram.) – 19.13 (lev.)
00:20 +05 09:46 +08 02:05 -03 03:10 -13 13:33 +28 03:54 -22 15:18 +28 04:30 -29 16:18 +26 05:01 -35 17:01 +23 05:29 -38 17:36 +20
05:15 +17 17:41 +56 18:52 +55 10:49 +30 20:00 +56 11:15 +39 20:57 +57 11:41 +46 21:43 +59 12:05 +52 22:21 +60 12:28 +56 22:56 +61

26 27 28 29 30 31
SS. ANNA E GIOACCHINO S. LILIANA , S. AURELIO S. NAZARIO , S. INNOCENZO
a. 4.58 – t. 19.35 a. 4.59 – t. 19.34
5.15 (tram.) – 19.41 (lev.)
a. 5.00 – t. 19.33
6.16 (tram.) – 20.06 (lev.) 7.17 (tram.) – 20.29 (lev.)
S. MARTA
a. 5.01 – t. 19.32
8.16 (tram.) – 20.50 (lev.)
S. PIETRO CRISOLOGO
a. 5.01 – t. 19.31
9.15 (tram.) – 21.12 (lev.)
S. IGNAZIO DI L.
a. 5.02 – t. 19.30
10.15 (tram.) – 21.34 (lev.)
1
05:55 -39 18:07 +17 06:20 -37 18:36 +14 06:42 -34 19:06 +11 00:25 +54 13:51 +61 00:54 +49 14:13 +62 01:24 +42 14:37 +61
12:50 +59 23:27 +60 13:11 +60 23:57 +58 13:31 +61 07:03 -30 19:38 +10 07:24 -24 20:13 +09 07:43 -17 20:56 +08

J. Heintz, il Giovane, Processione del Redentore (1650 ca. olio su tela, Venezia, Museo Correr)
compagnia de calza «i antichi» venezia IL RIDOTTO DE I ANTICHI 30124 san marco 2677 campo san maurizio

C
Ariete – Sorprese e eventi ina-
spettati in questo mese ti fa-
ranno riacquistare più flessi-
bilità e creatività. Sentire il momen-
L’Oroscopo del mese: giugno 2010 si nella ricerca della strada da prendere
nella vita personale o finanziaria. Do-
po un po’ di meditazione comincerà un
nuovo ciclo e senza dubbio con mol-
to, assaporare le opportunità e scap- to successo, portandoti molte soddi-
pare dei problemi chiederà più fa- a cura di strega jurubeba sfazioni. Nell’amore e nelle relazioni
tica e meno logica. La cosa più sag- il mese sarà calmo. Attenti ai bugiardi.
gia è mantenere il buon umore e la
disposizione per imparare dagli er- CANCRO Scorpione – Con calma i cambia-
rori. Molti cambiamenti e un desi-
derio immenso de provare la tua li-
bertà daranno le capacità di crea-
dal 21 giugno al 22 luglio
J menti stanno arrivando e riusci-
rai ad affrontarli se mantieni un
equilibrio emozionale. Realismo e ve-
re il presente e il futuro. Eros è al tuo rità sono le armi che devi usare per af-
fianco e le passioni saranno nell’aria. frontarli. Urano entra in Ariete dan-
do una grande apertura a una fase di
Toro – Il Sole è nel tuo segno rinnovamento con sorprese nel quoti-

D e la vitalità, disposizione e ta-


lento saranno in risalto. An-
che il potere di attrazione e realizzazio-
diano e nelle relazioni affettive, un as-
saggio dell’anno 2011. Tenta di esse-
re flessibile, fiducioso e ottimista. La
ne. Di tutto il periodo dell’anno questo generosità è a un punto alto nei rap-
è quello più promettente. La capacità porti e un clima speciale sorgerà da-
di comunicazione è la tua grande ar- vanti ai tuoi occhi in questa estate.
ma per superare diverse sfide. Giove ti
aiuterà a ampliare tuoi progetti e ave- Sagittario –La parola d’or-
re una vita sociale intensa. Una nuova
storia può accendersi e se sei impegna-
to, la miglior cosa da fare è dedicarsi
K dine è mantenere la fiducia
nella vita, con l’ottimismo di
sempre. Continua evitando attitudi-
all’arte, musica, poesia e viaggi. Gran- ni esagerate senza controllo persona-
di ispirazioni in questo momento. le, specialmente nella vita intima, do-
mestica, familiare e professionale che
Gemelli – Ci saranno tensioni è il palcoscenico di questa tua debo-

E in questo mese e toccheranno


le tue certezze e la tua struttu-
ra. Dovrai risolvere delle dipendenze:
lezza. La Luna che è entrata nel segno
del Sagittario, ti dà buone opportuni-
tà per rivedere le priorità e tenere il tuo
cambiare casa, relazioni in famiglia o equilibrio indipendente delle pressio-
rifare nuovi piani professionali. Usa ni altrui. Nell’amore un momento di
presenza di spirito, versatilità per sco- maggiore libertà con novità in vista.
prire delle soluzioni a questi proble-

I
mi. Approfitta dell’impulso della luna Capricorno – Urano è entra-
piena. Non c’è dubbio che il tuo buon
senso, la praticità del tuo segno di ter-
ra, cosi ben fortificato, ti aiuteranno a
l passato torna in varie forme per chiedere soluzioni. Con
Mercurio indietro le cose vanno piano ma, dopo il 10 si torna
alla normalità. Rompete le catene con il passato, vi pesa trop-
L to in Ariete e rimane in tran-
sito nel tuo segno per un bre-
ve tempo fino a metà agosto. Hai tem-
vedere tutto da una prospettiva rea- po sufficiente per rivedere le basi su
listica. Grande momento di seduzio- po. Saturno che non è più indietro ti aiuterà a camminare verso il cui si basano le tue sicurezze emo-
ne, la tua happy hour sarà molto felice. futuro. È arrivata l’ora di una vita diversa. I viaggi saranno inevi- zionali. La Luna ti ha dato una buo-
tabili, anche se volevi stare tranquilla nel tuo angolino. Mi dispia- na concezione del tuo corpo e senti-
Leone – Ambizione e desi- menti per aiutarti a identificare me-

G derio di essere valorizza-


to per i tuoi sforzi ti daran-
no più forza ed energia. Un buon
ce ma c’è molto movimento. Fra una decina di giorni, la tua sensi-
bilità sarà a fior di pelle e anche il tuo potere di seduzione più for-
te. Venere entrerà nel tuo segno e vi resterà per quattro settimane.
glio cosa ti disturba. L’amore è mol-
to vicino a te; ma se pensi solo al la-
voro o ai problemi familiari, passerà
consiglio per questo mese è pianifi- Amore e soldi saranno abbondanti. e non te ne accorgerai. Sii più legge-
care viaggi, fare qualche corso che ro e aperto con le persone in generale.
ti interessa. Avrai ispirazione suffi-
ciente perfino da buttare via. Dai un Caratteristiche: sensibile, suscettibile, intelligenza intuiti- Acquario – Lascia il pessimi-
cambiamento spirituale nella tua vi-
ta. Un aiuto esterno arriverà al mo-
mento giusto. E anche la vita quoti-
va, protettore, comprensivo, creativo, aggressivo, persistente e
autoritario. A smo da parte e vai controcor-
rente scommettendo in feste
divertenti e accoglienti. Rompi con la
diana diventerà più brillante e diver- noia di tutti i giorni e usa un po’ di li-
tente. Attento con la digestione: scegli Elemento: acqua. Reggente: luna. Metallo: argento. Pietra: bertà nei fine settimana. Cerca prima
i cibi giusti. Occhio alle finanze. Evi- perla e calcedonio. Animali: gatto. Colori: grigio perla e bianco. di tutto di divertirti e imparare qualco-
ta le spese. Molto spazio per le novità. Verbo: io sento. sa di nuovo. Senza benzina nelle idee,
il motore del cuore non funziona. Il so-
Vergine –Gli affari continua- le in Gemello ti fa rivivere una vita

H no ad essere in espansione e
cambiamento, soprattutto
per coloro che lavorano per conto pro-
Piccolo rito di macumba detto simpatia buono per tutti.
amorosa più raffinata, movimentata e
con più esperienze. Novità nel settore
finanziario e materiali. Buona fortuna!
prio. Un buon periodo per liberarsi di Per realizzare i desideri
una pendenza del passato. Concludi i Pesci –La situazione non si
compiti che si trascinano da tanto tem-
po e guarda con attenzione ai proble-
mi legali. Lascia per più tardi gli argo-
Abbi sempre in mano un pezzo di legno (come una bacchetta)
per realizzare i tuoi desideri. Un cucchiaio di legno della cucina
può trasformarsi in un potente strumento magico. Scegli un
B presenta come delle più rosee
in questo mese di giugno poi-
ché molti pianeti sono in transito e si
menti amorosi in questo periodo, prin- cucchiaio nuovo di legno e passalo nove volte sul fuoco poi, sposteranno e questo si rifletterà ine-
cipalmente se hai interessi finanziari vitabilmente sul tuo umore ed ovvia-
o politici (in cui sono coinvolti amici). immergilo sette volte in acqua fredda e per finire spargi tre mente nelle tue relazioni. Attento a
pizzichi di sale sopra il cucchiaio. Asciuga alla luce del sole. non essere altero e presuntuoso perché
Bilancia – Cominciano a dira- Usalo normalmente in cucina. Quanto più si usa, più potere questo non sarà tollerato dalle persone

I darsi le vibrazioni astrali tese,


ma resta tranquillo e un po’ ri-
tirato per mettere ancora in ordine i
avrà. I tuoi alimenti saranno pieni di amore e non pensarci due
volte a usarlo anche come bacchetta magica.
che ti sono vicine. Forse sarà il caso di
controllarti di più, almeno nell’espri-
mere le tue opinioni di fronte a tutti. La
tuoi pensieri e le emozioni. Sarai in cri- salute è il lato migliore in questo mese.