Sei sulla pagina 1di 33

BREVE GUIDA ALLORTICOLTURA BIOLOGICA

Salvatore Di Napoli *
Lo scopo principale dellorticoltura biologica la produzione di alimenti vegetali sani ed equilibrati,
senza impiego di sostanze chimiche di sintesi per la fertilizzazione e la difesa dai parassiti e dalle erbe
spontanee competitrici (le infestanti dallagronomia classica). Si tratta di un obiettivo ricco di stimoli
sia per lorticoltura professionale che per quella familiare, raggiungibile attraverso ladozione di un
nuovo ed articolato sistema colturale.
Per l'Agricoltura biologica di fondamentale importanza il mantenimento e l'incremento della sostanza
organica nel suolo, perch essa sostiene la biomassa vivente (batteri, funghi, alghe, protozoi, micro e
mesofauna) e garantisce con la sua lenta mineralizzazione, operata senza sosta dai microrganismi
stessi, lequilibrata nutrizione delle piante. Poich i processi biologici relativi alla sostanza organica si
svolgono in massima parte nei primi 20 cm di suolo ricchi di aria, le tecniche agrobiologiche
sconsigliano o prevedono un impiego limitato dellaratura o delle lavorazioni meccaniche profonde,
preferendo al rivoltamento gli interventi con erpici o la vangatura leggera. Sono ancora poco
conosciuti i complessi rapporti tra gli organismi viventi del suolo e le piante, ma esperienza comune
tra i produttori biologici, rilevare uno stato di generale benessere e resistenza alle patologie nelle
piante coltivate in suoli equilibrati e ricchi di sostanza organica (almeno 2,5 3% in peso all'analisi). In
tal senso le piante da orto offrono esempi spettacolari di risposta positiva alla corretta gestione
agronomica del suolo in funzione della conservazione della sostanza organica.
La sostanza organica (S.O.), nei suoli agrari italiani, oggi solitamente povera, intorno all'1,0-1,5 %,
per cui, al fine di mantenere e migliorare il livello di sostanza organica di un suolo vivamente
consigliato limpiego di colture da sovescio, di letame compostato arricchito ed attivato con preparati di
origine naturale (macerati, farine di alghe o di roccia), di rotazioni con piante di diversa famiglia
botanica e di apparato radicale con differenti caratteristiche, fittonante, profondo o fascicolato.
La fertilizzazione
Affermava R. Steiner nel 1924: si deve sapere che concimare vuol dire vivificare la terra, in modo che
la pianta non si trovi in un terreno morto e debba contare solo sulla sua vitalit per trarre ci che le
necessario per arrivare alla formazione del frutto.
Quanto pi vitale il terreno tanto pi alle piante viene garantita una ottimale nutrizione. In orticoltura
biologica limpiego di fertilizzanti in gran parte finalizzato allalimentazione e allattivazione dei
microrganismi e non direttamente alla nutrizione delle piante. E per tale motivo che la fertilizzazione
imperniata sullimpiego di sostanze organiche di origine vegetale o miste, vegetali e animali, conferite
1

direttamente al terreno in forma di compost, ammendanti letamici e concimi organici o indirettamente


tramite sovesci. Limpiego di fertilizzanti organici di qualunque natura, in agricoltura biologica trova
oggi un limite di legge (Reg.Ce 834/07 e 889/08) nella quantit massima di 170 kg/ettaro/anno di
azoto somministrabile al terreno, comprendente anche la dose eventualmente derivata da una
letamazione effettuata allinizio dellannata agraria. La normativa comunitaria inoltre ne prevede
limpiego soltanto in caso di comprovata necessit ed per questo che, nella gran parte dei casi,
luso vincolato al rilascio di unapposita autorizzazione da parte dellorganismo di controllo.
Comunque sia, il letame, per quanto di difficile reperimento ed utilizzazione, rimane la sostanza
organica di riferimento in tema di fertilizzazione.
Il Letame
E' ottenuto dalla miscelazione dei materiali di lettiera (paglia, stocchi di mais, trucioli di legno ecc.) con
gli escrementi e le urine degli animali allevati. Non va somministrato fresco al terreno, ma soltanto
dopo aver subito un processo di maturazione in cumulo di durata variabile, lungo almeno 90 - 120 gg,
detto "compostaggio". La durata varia in funzione della quantit di paglia o dei materiali lignificati
presenti nella massa e del grado di umificazione che si ritiene debba avere il letame in relazione alle
caratteristiche fisiche ( tessitura e porosit) del nostro terreno. Nel corso del processo il letame
raggiunger una temperatura interna di circa 65 C, in grado di inattivare funghi patogeni, batteri,
semi di infestanti

e altri organismi dannosi presenti. Successivamente subir un progressivo

raffreddamento e alla fine del processo (almeno 4 mesi) potr essere somministrato al suolo. Un
letame maturo avr un odore caratteristico, non sgradevole, stringendolo nel pugno sar umido,
rimarranno alcune gocce dacqua nella mano, ma non saturo dacqua. Allatto della somministrazione
consigliabile non superare una quantit di 250-300 ql/ettaro.
La Pollina
E diffuso da tempo luso della pollina. I buoni letami avicoli, ricchi di lettiera e compostati, svolgono
anche una funzione ammendante per cui tradizionalmente hanno riscontrato il favore di numerosi
produttori biologici. Poich del tutto sconsigliata lutilizzazione di pollina fresca, leventuale suo
impiego richiede il compostaggio, dunque necessario che contenga materiali di lettiera. E vietato
dalle normative del biologico limpiego di pollina derivata da allevamenti industriali. Linteresse per la
pollina deriva dal fatto che presenta normalmente un titolo di azoto superiore al 3% - dunque anche
un concime organico - con una frazione mineralizzata di pronta cessione. Tuttavia limpiego di elevate
quantit, pur nei limiti di 170 kg di N/ettaro/anno, a causa del sodio che essa contiene, alla lunga pu
risultare dannoso alla struttura dei suoli, particolarmente quelli limosi. Il suo impiego moderato in
primavera, prima dellimpianto dellorto, attiva i processi di umificazione e mineralizzazione della
2

sostanza organica del suolo, portando ad una cessione abbastanza rapida di azoto ed altri elementi
nutritivi.
Compost e Compostaggio
Qualsiasi materiale organico di origine vegetale e animale da utilizzare nell'orto, sia secco (paglia,
trucioli di legno, stocchi di mais ecc.) che umido (letame fresco, pollina fresca, erba ecc), prima della
somministrazione dovr subire un processo di trasformazione aerobico (dunque non una deleteria
fermentazione tipica delle condizioni di asfissia), di durata variabile (4/6/12 mesi) in relazione alla
composizione chimica e all'umidit dei materiali di partenza. Questa trasformazione detta
compostaggio e porta alla produzione di humus stabile, elemento assolutamente fondamentale per gli
organismi viventi del suolo e per la fertilizzazione dell'orto biologico. Con il compostaggio operiamo
inoltre una disinfezione del materiale organico a disposizione e devitalizziamo i semi di infestanti in
esso presenti. Con tali materiali verr predisposto un cumulo di 80 120 cm di altezza e a sezione
triangolare per lo sgrondo dell'acqua. In fase di stratificazione del cumulo possibile aggiungere
cenere di legna o integratori minerali naturali, affinch gli stessi siano incorporati nella massa
organica. Con stallatico di cavallo o pecora aggiungere almeno il 50-60% di paglia nel cumulo e con
pollina di lettiera almeno il 70%, al fine di evitare un forte innalzamento della temperatura. Nelle zone
calde e secche occorrer favorire la trattenuta di acqua o bagnare il cumulo. Invece nei periodi piovosi
dovr essere protetto dall'eccessiva quantit di acqua. In caso di cumulo freddo, dove il
compostaggio stenta a partire, sar utile bagnare la massa con 10 lt di acqua tiepida + 500 gr di
zucchero + lievito, al fine di innescare il processo di trasformazione.
Durante il processo di compostaggio all'interno della massa vegetale si raggiunger una temperatura
elevata, anche di 65-70C. Sar necessario non superare tale limite per cui il cumulo
inizialmente andr frequentemente arieggiato (in particolare in estate) con il rivoltamento. Alla
fase di rapido innalzamento della temperatura seguir una fase di lento raffreddamento fino a
quando, alla fine del processo di maturazione, non si riconosceranno pi i materiali di partenza.
Il compost avr un aspetto grumoso, di colore scuro e con odore di terriccio di bosco. Dovr
essere umido e fresco ma non saturo di acqua.
Il Sovescio
In un campo coltivato vi sono periodi in cui il suolo scoperto e intense piogge potrebbero causare
perdite di azoto minerale per lisciviazione. Altri elementi, come ad esempio il fosforo, in suoli acidi o
calcarei corrono sempre il rischio della immobilizzazione, in altri casi pu essere necessario trasferire
i nutrienti dagli strati profondi verso la superficie o evitare che altri ancora possano migrare per
lisciviazione verso il basso in zone non raggiunte dalle radici e infine migliorare o mantenere alto il
3

livello di sostanza organica del suolo. Per venire incontro a queste diverse esigenze possibile
utilizzare delle essenze vegetali da sovescio, coltivate per essere trinciate e interrate prima della
produzione dei semi.
La crescita della coltura da sovescio viene interrotta normalmente durante o a fine fioritura con la
trinciatura e linterramento dellerba dopo alcuni giorni di essiccazione sulla superficie del terreno. Tra
le essenze da sovescio vengono preferite leguminose e graminacee, ma possibile ricorrere anche a
brassicacee, chenopodiacee, composite ecc.. E' importante seminare dei miscugli in cui sono presenti
specie di diverse famiglie botaniche, con diversa tipologia di sviluppo dell'apparato radicale e diversa
composizione chimica dei tessuti. Le leguminose sono ad esempio conosciute per l'apporto naturale
di azoto acquisito dalla simbiosi radicale con batteri azotofissatori, le graminacee consociate ad esse
si sviluppano bene proteggendole dal freddo nei mesi invernali. Tra le leguminose trovano largo
impiego la Veccia vellutata,

la Veccia comune, il Favino, il Pisello, il Trifoglio incarnato; tra le

graminacee l'Avena. L'Orzo, la Segale, la Loiessa; tra le brassicacee il Rafano o la Senape. Il taglio
del sovescio pu essere eseguito tramite trincia-stocchi o altri attrezzi pi piccoli; linterramento pu
essere effettuato con erpice a dischi entro i primi 10-15 cm di suolo perch una maggiore profondit
potrebbe ostacolare i processi di umificazione.
Per ci che attiene alle quantit di semente da impiegare ed alla composizione di alcuni miscugli si
rimanda alla tabella sottostante. I valori e le composizioni ivi riportate sono indicative perch

miscugli possono essere modificati in rapporto alle caratteristiche pedologiche e allepoca di semina,
dando tuttavia prevalenza quantitativa alle essenze meno competitive e pi sensibili al freddo (in
genere leguminose) e spostando qualitativamente la composizione verso le leguminose in caso di
terreni poco fertili o verso le graminacee o altri gruppi botanici in caso di terreni dotati di azoto.
Miscugli e semine in purezza di essenze da sovescio
VECCIA VILLOSA (90 kg/ha) + AVENA (70 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (20 kg/ha) + AVENA (25 kg/ha) + PISELLO (50 kg)
FAVINO (100 kg/ha) + ORZO (50 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (50 kg/ha) + SEGALE (50 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (30 kg/ha) + LOIESSA (15 kg/ha) + TRIFOGLIO INCARNATO (20 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (20 kg/ha) +AVENA (25 kg/ha) + FAVINO (80 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (70 kg/ha) + PISELLO (30 kg/ha) + FAVINO (50 kg/ha) + AVENA (30 kg/ha) +
LOIESSA (20 kg/ha) + SENAPE BIANCA (3 kg/ha)
VECCIA VILLOSA (90 kg/ha) + ORZO (70 kg/ha)
LOIESSA (35 kg/ha) + TRIFOGLIO INCARNATO (35 kg/ha)
IN COLTURA PURA
SENAPE BIANCA
COLZA
RAFANO (Raphanus sativus)
RAVIZZONE (Brassica campestris)

(20-25 kg/ha)
(20-25 kg/ha)
(20-25 kg/ha)
(20-25 kg/ha)
4

RAPA INVERNALE (Brassica rapa)


LUPINO
TRIFOGLIO ALESSANDRINO
TRIFOGLIO INCARNATO
TRIFOGLIO SOTTERRANEO
FAVINO
PISELLO
VECCIA VELLUTATA (V .villosa)
VECCIA COMUNE (V. sativa)
VECCIA DI NARBONA (V.narbonensis)
SORGO SUDANESE
LOIESSA
FACELIA (Phacelia tanacetifolia)
GRANO SARACENO (Fagopyrum esculentum)

(20-25 kg/ha)
(120-150 kg/ha)
(30-35 kg/ha)
(25-30 kg/ha)
( 30-35 kg/ha)
(120-150 kg/ha)
(150 kg/ha)
(100-120 kg/ha)
(100-120 kg/ha)
(100-120 kg/ha)
(40 kg/ha)
(50 kg/ha)
(15-20 kg/ha)
(90-100 kg/ha )

Stima di alcuni valori di biomassa vegetale fresca, sostanza secca e azoto prodotti da un ettaro
di essenze da sovescio. (rielaborazione da fonti diverse)
Specie
Lupino
Favino
Pisello
Colza invernale
Senape
Facelia
Veccia vellutata
Trifoglio incarnato
Trifoglio alessandrino
Trifoglio sotterraneo
Avena
Orzo

Ql materia verde
250-300
250
200
150-250
150-250
100-150
200-250
200-250
150-200
150-200
150-200
150-200

Ql sostanza secca
50-60
50
40
25-40
25-40
15-22
40-50
40-50
30-40
30-40
30-40
30-40

Kg azoto
120-145
120
100
35-55
40-65
25-35
150-190
130-160
60-80
115-150
50-65
50-65

Loiessa

150-200

30-40

50-65

I Fertilizzanti minerali
Potassici
E informazione diffusa in letteratura che i suoli italiani siano ben dotati di potassio, ma non davvero
possibile generalizzare perch in terreni molto sciolti ad esempio comune la modesta o scarsa
presenza dellelemento. Limpiego dei fertilizzanti potassici indicati nel Reg.Ce 889/08, seppur
vincolato allautorizzazione dellente di controllo, in tali situazioni senzaltro possibile, ma la loro
composizione chimica consiglia una attenta valutazione del rapporto esistente nel terreno fra i tre
elementi antagonisti: magnesio, calcio e potassio. Ad esempio, in alcuni suoli frequente lelevata
dotazione costituzionale di magnesio a fronte di una bassa dotazione di calcio e potassio. In tale
5

contesto un prodotto di largo impiego come il Patentkali - Solfato potassico magnesiaco con un titolo
del 30 % di K2O e 10% di MgO - risulta sicuramente non idoneo. I Sali grezzi di Potassio, come
Kainite e Silvinite, con un titolo inferiore al Patentkali e rapporto K/Mg 2:1, sono ancora meno indicati
nei terreni in oggetto, inoltre contengono il cloro che pu risultare fitotossico in caso di ripetuto
impiego dei due concimi. Nellimpossibilit di utilizzare il Solfato di potassio grezzo di origine naturale
(diverso dal Solfato potassico normalmente in commercio con titolo 48-50% di K2O, non utilizzabile in
agricoltura biologica), nella situazione descritta sar allora utile somministrare poche unit di Solfato
potassico-magnesiaco (2 ql/ettaro) prima di seminare essenze da sovescio o interrare compost. Tale
indicazione resta ancor pi valida laddove sia accertata una reale carenza di potassio a fronte di una
bassa presenza di magnesio e calcio. E possibile utilizzare cenere di legna, purch non derivi da
legname trattato chimicamente dopo labbattimento.
Fosfatici
L'agricoltura biologica limita limpiego di fertilizzanti fosfatici minerali al Fosfato naturale tenero 28%
P2O5 (derivato dalla macinazione di fosforiti), al Fosfato allumino-calcico e alle Scorie Thomas di
defosforazione della ghisa. Il fosfato allumino-calcico pu essere impiegato soltanto in terreni con pH
> 7.5 per il rischio di liberazione di alluminio in quantit elevate nei suoli acidi. La difficolt di
spandimento ed il sospetto di contaminazione del suolo con metalli pesanti ha di fatto bloccato
limpiego delle Scorie Thomas in Italia. Sia i Fosfati naturali teneri che le Scorie sono molto ricche di
calcio per cui leventuale impiego motivato in terreni acidi o sub-acidi dove il fosforo non verrebbe
subito bloccato (retrogradazione) dal calcio costituzionale ma anzi reso pi assimilabile dal leggero
innalzamento del pH verso la neutralit. Con pH sub-alcalino o alcalino (> 7,5) inutile somministrare
fertilizzanti fosfatici minerali per limmediata retrogradazione, gioverebbe di contro distribuirli sul
compost durante la formazione del cumulo, o prima della semina di una essenza da sovescio o,
ancora, prima dellinterramento di una massa vegetale; operazione questultima che porta ad uno
spostamento temporaneo del pH di terreni calcarei verso la neutralit, dando maggiore solubilit al
fosforo. Non c purtroppo da farsi illusioni: il fosforo si muove pochissimo nel suolo e pi che
intervenire dallesterno dovremmo intervenire per mobilizzare le riserve del terreno. In tal senso
ancora una volta le essenze da sovescio con apparato radicale profondo come le crucifere o
competitive per il fosforo come le graminacee, ci possono venire incontro, prelevandolo da zone pi o
meno profonde dello strato fertile e mobilizzandolo verso gli strati alti in forma prima organica e poi
minerale. La somministrazione di fosfato naturale tenero al cumulo in compostaggio o sulla lettiera in
stalla come anche sui residui della vegetazione da sovesciare - senzaltro la pratica da consigliare
perch lorganicazione che segue allattacco della massa vegetale da parte dei microrganismi
protegger il fosforo dalla retrogradazione che blocca nei suoli acidi o alcalini i fertilizzanti minerali.
6

L'IMPIANTO DELL'ORTO
Le specie ortive possono essere seminate direttamente o trapiantate in pieno campo.
La semina diretta comporta un minore costo del materiale di propagazione ma maggiore rischio di
fallanze; inoltre spesso necessario il diradamento ed un maggiore impegno per il contenimento delle
erbe infestanti. Per questo motivo diversi orticoltori preferiscono ricorrere alla semina in semenzaio e
successivamente al trapianto.
Il trapianto consiste nel trasferire in piena terra le piantine alle distanze prestabilite.

Le piantine possono essere a radice nuda, oppure allevate in alveolo o, ormai raramente, in
vasetto di torba ( questultimo pi costoso e a volte di ostacolo alla pronta crescita delle piantine
trapiantate).

Il trapianto permette un anticipo delle produzioni e una minore competizione da parte delle
infestanti,

Solitamente le aziende orticole di maggiori dimensioni seminano direttamente in campo o acquistano


piantine allevate in alveolo, agevolando le operazioni con seminatrici di precisione o trapiantatrici;
alcuni vivaisti orticoli dispongono ormai della certificazione per il materiale da agricoltura biologica.
Nelle aziende di dimensioni pi ridotte un piccolo tunnel pu consentire lautoproduzione attraverso la
semina in cassette ed il ripicchettamento in alveolo. In caso di acquisto di terriccio universale per la
semina occorre verificare che non vi sia allorigine aggiunta di fertilizzanti chimici e che le confezioni
riportino la scritta Consentito in agricoltura biologica. E possibile integrare il terriccio per il trapianto
in alveolo, al momento della preparazione, con fertilizzanti organici a base letamica o compost in
ragione del 15% e concime organico (verificare sempre lautorizzazione allimpiego in agricoltura
biologica) nella misura di 5-6 kg/mc di terriccio.
Al momento del trasferimento in campo, per evitare lo stress da trapianto, bene eseguire
l'operazione nelle ore pomeridiane e somministrare subito acqua al piede delle piante. Lo stato idrico
delle piantine va osservato la mattina presto: una perdita di turgore delle foglie, quando ancora non
alta la traspirazione, ci indica che necessario intervenire con una irrigazione. Se lo stato di carenza
appare molto evidente occorre procedere subito all'irrigazione, altrimenti sempre bene effettuarla
nelle ore pi fresche della giornata. E buona norma non disporre le piantine sul fondo del solco, per
7

evitare che lacqua ne bagni direttamente il colletto favorendo cos l'insorgenza di pericolose infezioni
fungine.
La scelta delle distanze dimpianto di grande importanza: leccessiva fittezza pu originare una
insufficiente circolazione di aria e lo sviluppo di malattie fungine o batteriche, la competizione limiter
inoltre la produzione. Le diverse specie e variet ortive richiedono differenti distanze sulla fila e tra le
file, le relative densit dimpianto si possono ricavare dai manuali di orticoltura in commercio.
Dopo qualche giorno dal trapianto, per favorire la radicazione, possibile somministrare biostimolatori
naturali a base di acidi umici.
Pacciamatura
Le erbe infestanti in orticoltura biologica possono essere gestite con diverse soluzioni. Posto che tra
le cosiddette infestanti abbiamo una grande quantit di piante utilizzabili per lalimentazione e la salute
(chenopodio, amaranto, portulaca, romice, gramigna, ortica, cicorie ecc.) e che pertanto lorticoltore
pu trovare in esse una risorsa piuttosto che un problema, qualora si volessero contenere, nellorto
familiare si pu ricorrere alla pacciamatura con diversi materiali e alla scerbatura manuale o con
piccoli attrezzi meccanici. E utile inoltre ricordare che la scelta della densit dimpianto e delle
consociazioni pu essere tale da favorire la copertura rapida della superficie da parte delle ortive
ostacolando le infestanti.
Un'interessante soluzione per lorto familiare la predisposizione di aiuole alte 20 cm, fertilizzate con
compost o letame maturo, pacciamate con almeno 10 cm di paglia (non cortecce perch acidificano il
suolo), dove porre i semi o le piantine in fila o in ordine sparso, preferibilmente consociate. Le aiuole
non verranno pi rivoltate ma alimentate dallalto, ad ogni nuovo ciclo colturale, con altra paglia e
compost, le nuove semine ed i trapianti rispetteranno i criteri di rotazione che sono esposti pi avanti.
Negli orti di pi grandi dimensioni sono possibili altre soluzioni come la pacciamatura con film plastici
biodegradabili di origine vegetale o con carta, materiale pi costoso e delicato. Per i teli biodegradabili
lo spessore preferibile di 0,012 - 0,015 mm con una prevista durata da 90 a 150 gg, il costo
superiore a quello del film in polietilene, ma inferiore alla carta. Per l'irrigazione sar necessario porre
una manichetta forata sotto la pacciamatura con film plastico o carta.
Le densit dimpianto devono consentire limpiego di macchine sarchiatrici o per il pirodiserbo, e dove
necessario a causa delle grandi superfici investite, per la raccolta meccanizzata. E molto utile che le
stesse lavorazioni siano effettuate senza rivoltamento profondo, con tecnica conservativa, utilizzando
discissori o vangatrici ed erpici per laffinamento del terreno.
In un orto biologico, la monocoltura ripetuta oltre che essere una chiara contraddizione con quanto
detto prima impossibile da praticare, invece consigliabile unampia consociazione e risulta
necessaria ladozione di rotazioni. Le soluzioni sono tantissime e lasciate alla creativit dellorticoltore,
8

tuttavia di seguito sono esposti alcuni criteri-guida utili alla migliore scelta delle colture.
Compatibilmente con le esigenze legate alla destinazione commerciale del prodotto, opportuno
scegliere variet ben adattate allambiente di coltivazione, per questo si pu ricorrere anche a studi
specifici sul germoplasma regionale per la ricerca di specie e variet locali, peraltro molto apprezzate
dai consumatori di prodotti biologici.

Le rotazioni
Gli ortaggi, in funzione del loro fabbisogno nutritivo complessivo vengono suddivisi in:
- Deboli consumatori (erbe aromatiche, fagioli, piselli, leguminose).
- Medi consumatori (aglio, cipolle, carote, ravanelli, insalata);
- Forti consumatori (Cavolo, Pomodoro, Melanzana, Peperone, Porro, Patata,
Sedano, Zucchino, Melone, Cocomero );
Uno schema simile fa riferimento al solo fabbisogno di azoto delle piante ortive:
Deboli consumatrici di azoto (erbe aromatiche, insalate, ravanelli, carote, fagioli, ceci,
fave, piselli).
Medie consumatrici di azoto: Liliacee ( Cipolle, Aglio), Ombrellifere ( Carota, Finocchio),
Composite ( Lattughe, Cicoria, Indivia), Spinacio, Bietola, Ravanello, "Barbe Rosse".
Forti consumatrici di azoto: Solanacee (Pomodoro, Patata, Melanzana, Peperone),
Brassicacee ( Rape, Cavoli, Cavolfiore, Cavolo broccolo), Cucurbitacee (Zucche,
Zucchino, Melone, Cocomero).
Un diverso schema di classificazione suddivide gli ortaggi in base allorgano utilizzato: Radici, Foglie,
Frutti. In agricoltura biodinamica viene considerato anche il gruppo dei Fiori. In tal caso tuttavia,
broccoli, cavolfiore e carciofi non vengono considerati fiori nella misura in cui il consumo avviene
nella fase di bocciolo. Qualora non si volessero inserire piante da fiore in rotazione possibile la
sostituzione con la patata.
La successione di ortaggi consigliata potrebbe essere: Radici Frutti Fiori o patate Foglie.
Piante perenni come le fragole potrebbero occupare una superficie per alcuni anni ed essere seguite
dalla successione sopra consigliata, in tal modo potremo avere una rotazione anche di otto anni.
Unaltra possibile successione quadriennale che tiene contemporaneamente conto dell'organo
utilizzato e del livello di nutrienti prelevato dal terreno la seguente :
9

1) Fave, piselli, fagiolini (Piante azotofissatrici, migliorano la dotazione azotata del terreno);
2) Pomodoro, Peperone, Melanzana, Zucchino (Piante da frutto).
3) Spinacio, Insalate, Indivie, Cardi, Cavoli (Piante da foglia);
4)

Carota, Rapa, Barbabietola, Patata, Finocchio, Porri, Cipolla, Aglio (Piante da organi
sotterranei);

Gli schemi di classificazione proposti hanno comunque in comune la prescrizione che gli ortaggi con
le stesse caratteristiche non devono succedere a se stessi sulla superficie coltivata. Il terreno si
impoverirebbe degli stessi elementi nutritivi e i parassiti, in presenza di un ambiente costante e
ottimale dal punto di vista nutritivo, si riprodurrebbero enormemente danneggiando le colture.
Le rotazioni possono ovviamente essere almeno biennali, ma pi opportuno siano triennali,
quadriennali e oltre, inserendo anche coltivazioni poliennali di fragola o di carciofi. La contemporanea
presenza di diversi ortaggi pu essere garantita dalla suddivisione dellorto in aiuole, settori o campi
su cui far succedere nel tempo le colture secondo lordine di rotazione previsto.
In una rotazione quadriennale ad esempio lorto pu essere suddiviso in quattro settori, tre dei quali
occupati dalle colture con diverse esigenze in azoto, il quarto impegnato da essenze sovescio.
Altre utili indicazioni possono essere le seguenti:

gli ortaggi da radice o da organo sotterraneo precedono bene Pomodoro, Zucche, Zucchino,
Cavoli, Rape.

Le colture da radice non devono seguire a patata.

I cavoli crescono bene dopo le leguminose;

Piante da sovescio a ciclo autunno-primaverile sono: Trifoglio incarnato, Veccia vellutata


(Vicia villosa), Favino, Lupino, Pisello, Lupinella, Grano, Segale, Avena, Senape, Colza.

Piante da sovescio a ciclo primaverile-estivo sono: Trifoglio alessandrino, Sulla, Veccia


(Vicia sativa), Grano saraceno, Sorgo, Facelia.

Consociazioni
Sulla stessa aiuola possiamo coltivare ortaggi che hanno diverse modalit e tempi di crescita,
esigenze nutritive complementari e differente morfologia dellapparato radicale e vegetativo.
Dato che in natura costante la biodiversit risulta senzaltro pi armoniosa e vantaggiosa, anche nel
nostro orto, la vita comune di vegetali appartenenti a specie diverse. Oggi un fatto dimostrato da
diverse osservazioni che le piante a volte si disturbano e si ostacolano a vicenda con sostanze
10

allelopatiche emesse dalle radici o si stimolano reciprocamente e si proteggono da microrganismi


parassiti e insetti nocivi. Con le consociazioni potremo utilizzare a nostro vantaggio tutti i fattori positivi
derivati dalla presenza contemporanea di diverse specie ortive o da fiore nel nostro orto, evitando gli
effetti dannosi della competizione.
E' molto importante tenere un diario aggiornato delle semine, dei trapianti, delle consociazioni attuate.
Di seguito si riportano alcuni esempi di consociazioni positive :

Pomodoro con: Cavoli, Basilico, Carota, Ravanello, Prezzemolo, Finocchio, Lattuga, Indivia,
Cipolla;

Cavolfiore con: Melanzana, Peperone, Patata, Pomodoro, Scarola, Lattuga;

Cipolla, Aglio, Porro con: Sedano, Prezzemolo, Fragola, Spinacio, Lattuga, Cardo, Ravanello,
Cocomero, Pomodoro, Melanzana. Peperone;

Sedano con: Cavoli, Cipolla, Aglio, Porro, Spinacio, Insalate, Fave;

Patata con: Cavoli, Fagiolo, Insalata, Zucchino, Rafani, Spinaci.

Fragole e porri costituiscono una buona consociazione, ad essi si possono abbinare Carote,
Cavoli, Insalate, Pomodori e solanacee, Sedani.

Fagioli nani e cetrioli favoriscono la crescita reciproca;

11

Cipolle e scalogni allontanano la mosca della carota (Psila rosae)( le mosche compaiono con
temperatura del terreno di 12-15 C per cui pu essere anche utile posticipare la semina).
Le carote allontanano la mosca della cipolla (Delia antiqua)(la fuoriuscita degli adulti dal terreno
avviene con temperatura del terreno di 7-8 C; le semine tardive permettono di sfuggire in parte
allattacco della mosca).
La lattuga protegge il cavolo rapa ed i ravanelli dalle altiche e favorisce la crescita dellaglio.
I porri proteggono il sedano dalla ruggine.
Il sedano ed il pomodoro si combinano ottimamente con i cavoli perch li difendono dalla cavolaia
(Pieris brassicae)
Un ruolo particolare nelle consociazioni rivestono le erbe aromatiche ed alcune piante da fiore che
svolgono azione protettiva delle piante ortive nei confronti dei parassiti.
Laneto si consocia bene con le carote, con linsalata, con i cetrioli; protegge le carote dagli afidi e
successivamente dalla mosca; la Santoreggia si consocia bene a fagioli e fagiolini;
Le piante di Tagetes spp. proteggono bene le consociate dagli afidi e svolgono anche una bella
funzione estetica.
Le informazioni sulle consociazioni possono essere approfondite su testi specifici che riportano tabelle
di facile consultazione.

La difesa dellorto biologico


Nella pratica di coltivazione spesso necessario ricorrere ad interventi di difesa contro i parassiti delle
colture. Se alcuni fondamentali principi dellorticoltura biologica sono stati rispettati, la sensibilit delle
colture ai parassiti sar minore ed i mezzi tecnici a nostra disposizione risulteranno efficaci.
I Reg.Ce 834/07 ed 889/08 consentono per la difesa dagli insetti lutilizzazione di insetticidi di origine
naturale come Piretro, Azadiractina, Spinosad, di oli bianchi e paraffinici, saponi di potassio. E
possibile inoltre impiegare mezzi tecnici come le trappole a feromoni per la cattura di massa o il
monitoraggio degli insetti dannosi, oppure organismi antagonisti come insetti, acari, nematodi,
batteri, funghi e virus, oggi disponibili in formulati che ne consentono un agevole impiego.
Contro i funghi parassiti vale molto unattenta prevenzione volta ad evitare il verificarsi delle condizioni
che ne favoriscono lo sviluppo, tuttavia consentito limpiego del rame (max 6 kg/ettaro/anno di rame
metallo) nei suoi diversi formulati poltiglia bordolese, ossicloruri e idrossidi - e dello zolfo, bagnabile
o in polvere, unitamente ad attivatori delle difese naturali della pianta come Propoli di api ed
estratti di alghe, bicarbonato di sodio e argille. Di difficile impiego, quali coadiuvanti nella difesa
12

dai parassiti su ampie superfici, sono i macerati ed i decotti di diverse piante, anche se oggigiorno
diversi preparati erboristici a base di aglio, equiseto, assenzio, ortica ne facilitano limpiego pratico.
Lutilizzazione di preparati a base di piante, per stimolare lo sviluppo delle ortive, per potenziarne le
difese o per combattere direttamente i parassiti, patrimonio delle prime aziende biologiche, oggi da
riscoprire ed estendere poich costituisce una peculiarit dellagricoltura biologica e biodinamica e
sicuramente un campo applicativo e di ricerca stimolante e ricco di sorprese, sia in termini di
potenzialit fitoiatriche che di risultati.
Di seguito si riportano alcune note sullimpiego di preparati a base di piante.
Macerati
Macerato fermentato
viene riempito un sacco permeabile con le parti verdi delle piante da macerare. Il sacco viene posto in
un recipiente pieno dacqua e in seguito il macerato viene rimescolato ogni giorno, aggiungendo un
po di farina di roccia per attenuare lodore. Dopo 7-14 giorni pu essere impiegato diluito irrorando il
terreno in corrispondenza delle radici. Per limpiego sulle piante diluire in rapporto di 1:10.

Di ortica : far macerare per 8 -10 gg 1 kg di pianta fresca ( senza radici) o 200 gr di pianta
essiccata in 10 lt di acqua; somministrato diluito 10 volte ( 1:10) sul terreno stimola la crescita
delle piante in post trapianto. Diluito anche 20 volte (1:20) irrorato sulle piante stimola la
crescita delle piantine e previene su patata e pomodoro gli attacchi di peronospora.

di Aglio o cipolla : 500 gr di foglie fresche o 200 gr di pianta essiccata in 10 lt di acqua, diluito
1:10 intervento al colletto e sul terreno per prevenire malattie crittogamiche.

Macerato in fermentazione

di ortica (Urtica spp.) : Vengono messe a bagno delle parti verdi di ortica non fiorita alla dose
di 10 kg per 100 lt di acqua. Fare macerare almeno 5-6 gg, rimescolando e sommergendo il
cappello di ortiche ogni giorno. Lacqua del macerato pu essere utilizzata contro gli afidi,
diluita in rapporto di 1:10; se risulta inefficace, dopo 2-3 gg ripetere il trattamento concentrando
maggiormente e verificando che alle concentrazioni pi alte non vi siano effetti fitotossici sulle
piante.

di Assenzio (Artemisia absinthium): 300 gr di pianta fresca o 30 gr di pianta essiccata in 10 lt


di acqua, per almeno 6 gg, non diluito, contro afidi, larve di coleotteri e lepidotteri.
13

di Equiseto (Equisetum arvense): 1 kg di pianta fresca, esclusa la radice, o 150 gr di pianta


essiccata in 10 lt di acqua, diluito in rapporto 1:5 e miscelato con macerato di ortica o con 300
gr/lt di sapone di potassio contro Afidi, Ragnetto rosso ed altri acari .

di Felce aquilina (Pteridium aquilinum): 1 kg di pianta fresca o 100 gr di pianta essiccata in


10 lt di acqua, per almeno 6-7 gg, diluito in rapporto 1:10 contro Afidi in primavera; sulle piante
e sul terreno, non diluito contro le lumache.

Decotti
Porre a bagno in acqua fredda per 24 ore delle erbe essiccate o fresche, poi portare lacqua ad
ebollizione e far bollire 20 minuti, poi lasciare raffreddare lentamente coprendo il recipiente.

di Aloe (Aloe arborescens) : 10 gr di foglie in pezzetti in 10 lt di acqua, non diluito repulsivo


per le lumache;

di Assenzio (Artemisia absinthum): 300 gr di pianta fresca o 30 gr di pianta essiccata in 10 lt


di acqua, non diluito, contro Cavolaia in primavera ed in estate allo sfarfallamento.

di Camomilla (Matricaria chamomilla) : 50 gr di fiori essiccati in 10 lt di acqua, non diluito


rinforza le piante.

di Equiseto (Equisetum arvense): 1 kg di pianta fresca, esclusa la radice, o 150 gr di pianta


essiccata in 10 lt di acqua, diluito in rapporto 1:5 in primavera estate contro Oidio,
peronospora, septoria delle ortive; malattie fungine dei fruttiferi (monilie e ticchiolature,bolla
del pesco). Attivatore delle difese naturali delle piante.

di Tanaceto (Tanacetum vulgare): 300 gr di pianta fresca e fiori o 30 gr di pianta essiccata in


10 lt di acqua, non diluito contro larve terricole di coleotteri o farfalle, Afidi su germogli, foglie e
radici, Cavolaia, Acari su fragole, more, lamponi.

Infusi
Portare ad ebollizione lacqua e porvi erbe fresche o essiccate. Fare raffreddare lentamente per circa
24 ore con le erbe in infusione.

14

di Tanaceto (Tanacetum vulgare): 300 gr di pianta fresca e fiori o 30 gr di pianta essiccata in


10 lt di acqua, non diluito contro larve terricole di coleotteri o farfalle, Afidi su germogli, foglie e
radici, Cavolaia, Acari su fragole, more, lamponi.

di Aglio o Cipolla: 75 gr di bulbi tritati finemente in 10 lt di acqua. In primavera fare sulle


piante alcuni trattamenti ripetuti, 2-3 a distanza di 4-5 gg luno dallaltro, contro acari, afidi e
malattie crittogamiche.

di Assenzio (Artemisia absinthum): 300 gr di pianta fresca o 30 gr di pianta essiccata in 10 lt


di acqua, non diluito, contro acari in primavera-estate

Estratti
Porre delle erbe fresche o essiccate in acqua per 1-3 giorni curando che non vi sia fermentazione,
filtrare ed utilizzare.

Di ortica: lasciare a bagno in 10 lt di acqua 1kg di piante fresche per almeno 1 gg.
Somministrare sulle piante non diluito contro afidi.

di Aglio o Cipolla: 75 gr di bulbi tritati finemente in 10 lt di acqua. In primavera fare sulle


piante alcuni trattamenti ripetuti, 2-3 a distanza di 4-5 gg luno dallaltro, contro acari, afidi e
malattie crittogamiche.

Di seguito vengono riportate sintetiche note pratiche di coltivazione ed una breve rassegna delle
principali avversit di alcune importanti specie ortive.

POMODORO
Precessioni colturali
Favorevoli:
Cavolo o bietola, porro, aglio, spinacio, insalate, cereali, colture da sovescio a base di graminacee e
crucifere, grano.
Meno indicata una precessione con erba medica o leguminose perch l'abbondanza di azoto ritarda la
maturazione e predispone alle patologie; essenze leguminose possono essere utilizzate in
consociazione a graminacee nel sovescio.

15

Sfavorevoli
frequenti i rischi da marciume del colletto o accumulo di Nematodi quando in precessione abbiamo
Melone, Cocomero, Asparago, Solanacee (Pomodoro, Patata, Melanzana, Peperone), Mais;.
Al Pomodoro succedono bene: Carota, Rape, Insalate, Bietole.
impianto
Disposizione a file binate: 30-35 cm tra le file sulla bina, 130-1,50 cm di distanza tra gli assi delle bine,
40 cm sulla fila. n.piante per mq: 6-8 (La disposizione a file binate indicata per la raccolta
meccanizzata del pomodoro da industria). File binate sono anche praticate per la coltivazione del
pomodoro da mensa con impiego di sostegni. Scegliendo questa disposizione, bene disporre la
pianta di partenza della seconda fila della bina nel punto intermedio tra le due iniziali della prima fila
(al vertice del triangolo che collega le tre piante), in tal modo tutte le altre non fronteggeranno le
corrispondenti della prima fila ma occuperanno lo spazio a disposizione in modo efficiente
(disposizione a quinconce).
Disposizione a file semplici : 100 cm tra le file , 40 cm di distanza sulla fila. n. piante per mq 2,5.
caratteristiche varietali da preferire: buona resistenza ai parassiti, rusticit, buona produttivit,
tolleranza al marciume apicale dei frutti (vi soggetta in particolare la var.San Marzano).
Per lindustria : idoneit alla trasformazione in conserve (polpa, cubettato, triturato), buona resistenza
alla sovramaturazione ed alla raccolta meccanizzata, contemporaneit di maturazione.
Per il consumo fresco o per la vendita diretta: maturazione scalare, buona persistenza sulla pianta,
attitudine a diversi impieghi.
Produzione attesa : 450 ql/ha
Preparazione del terreno:

spandimento del letame ( 150 ql ettaro)

discissura del terreno

erpicatura con erpice a dischi

seconda erpicatura con vibrocoltivatore per affinamento del terreno;


16

In caso di mancato reperimento del letame possibile impiegare prodotti commerciali a base di
letame o pollina in ragione di 15ql /ha di letame + 5 ql/ha di pollina
pH preferibile 6.0 -7.5, calcare attivo < 10%, conducibilit elettrica < 3 ms/cm (salinit del suolo).

Criteri per l'integrazione con fertilizzanti minerali


Fosforo: con dotazione superiore a 25 - 30 ppm (metodo Paulsen) in terreni sabbiosi, a 30-35 ppm in
terreni di medio impasto, a 35-40 ppm in terreni argillosi, non necessario ricorrere ad integrazione
fosfatica.
Al di sotto dei valori indicati, con terreni a pH 6-6,5 poveri di calcio, somministrare al massimo 60
kg/ha di anidride fosforica (P2O5) pari a circa 2,5 ql/ha di Fosfato Naturale Tenero.
E sempre opportuno fare la somministrazione prima della semina della precedente coltura da
sovescio, oppure al letame in fase di compostaggio. Utilizzare dopo aver richiesto allente di controllo
lautorizzazione all'impiego.
Potassio : con valori inferiori a 80 ppm opportuno correggere con 100-150 kg/ha di K2O
corrispondenti a circa 3,5 ql di solfato potassico-magnesiaco. Con la letamazione (150 ql/ha) ogni
altro intervento superfluo. In terreni molto sciolti somministrare poco prima del trapianto.
Calcio: importante l'equilibrato rapporto con Potassio ( Ca / K 8 -10 : 1) , per evitare l'eccesso di
assorbimento dell'uno a svantaggio dell'altro. La buona dotazione di Calcio evita l'insorgenza di
marciume apicale nelle bacche e conferisce buona resistenza alla buccia.
Una media dotazione di calcio si ha con valori minimi di 1500 ppm e max. 2000 ppm. Eventualmente
possibile aggiungere alghe litotamnio al letame in compostaggio (50-100 kg) o in pre-trapianto al
terreno (2 ql/ha).
Trapianto : fine aprile-maggio quando superato il rischio di gelate primaverili. Per le indicazioni
sullimpiego della pacciamatura
Leggera irrigazione all'atto del trapianto per consentire il superamento dello stress.
Lavori successivi: zappature, scerbature, trinciatura dell'erba, qualche intervento irriguo di soccorso se
necessario.
17

POMODORO CHERRY (CILIEGINO)


E' molto richiesto dai consumatori per la dolcezza dei frutti maturi, utilizzato per conserva o per
consumo fresco. Ha una scarsa suscettibilit alle malattie.In coltura protetta professionale si possono
utilizzare piante provenienti dal vivaio, gi cimate, oppure da semenzaio, da cimare dieci giorni prima
del trapianto. La cimatura utile all'emissione di due branche produttive. Per far crescere bene le
piantine da cimare si possono impiegare per la semina, contenitori alveolati a 84-104 fori; ci per
evitare fenomeni negativi di competizione tra le piantine.
Il sesto d'impianto delle piantine cimate sar di 40-50 cm lungo la fila e 100 cm tra le file.
Con piantine non cimate il sesto sar di 25-35 cm sulla fila e 100 cm tra le file.
In coltura protetta prevedere irrigazione localizzata con gocciolatori (uno per pianta).
Il tutoraggio pu essere fatto con canne o filo di nylon legato ad un filo di ferro sospeso tra due pali di
legno sulla fila.
Durante la coltivazione eliminare i getti laterali improduttivi con scacchiature.
Quando la pianta arriva a 170-190 cm di altezza (Altezza del filo di ferro del tutoraggio) cimare la
gemma apicale per interrompere l'accrescimento indeterminato.
Produzione attesa 5 kg /mq;

Avversit e difesa
Il rispetto delle distanze dimpianto permette di favorire la circolazione di aria e previene i ristagni di
umidit tra la vegetazione. Ci ancora pi importante per la coltivazione in piena terra senza
sostegni. Il ridotto apporto azotato organico favorisce una crescita equilibrata.
Peronospora (Phytophthora infestans): colpisce le foglie ed i frutti, gli organi infetti disseccano e le
bacche risultano non commerciabili. Le piante possono essere fortemente danneggiate e non portare
a maturazione i frutti. E favorita da temperature intorno a 18C, ottimali 20-23 C, ed una piovosit di
circa 20 mm nellarco di 5 giorni. Una diffusione epidemica si ha con ripetute piogge primaveriliestive. Effettuare 2 trattamenti con rameici nei periodi piovosi. Gli interventi post-trapianto con Propoli
18

(10 ml/10 lt di acqua con propoli a 20 Galangine) o con decotto di equiseto rinforzano le difese della
pianta.
Cladosporiosi, Septoriosi, Alternariosi: micosi favorite da ristagni di umidit nella vegetazione o,
nel caso di colture protette, da elevata umidit nellambiente di coltivazione.

Rispettare adeguate

distanze dimpianto, non eccedere con le concimazioni organiche, eventualmente effettuare 2


trattamenti con rameici nel periodo fra allegazione e pre-raccolta. Gli interventi post-trapianto con
Propoli (10 ml in 10 lt di acqua con propoli a 20 Galangine) o con decotto di equiseto rinforzano le
difese della pianta. Asportare possibilmente i residui colturali e porli in cumulo di compostaggio,
adottare le rotazioni.
Tracheomicosi: Le piante improvvisamente avvizziscono e muoiono. Il fusto, in sezione trasversale,
presenta delle piccole aree annerite. Si attua una lotta di tipo agronomico, con rotazioni colturali
ampie, impiego di variet resistenti e buon drenaggio dei terreni, utile a sfavorire ristagni dumidit nel
suolo.
Cimice verde (Nezara viridula): il danno consiste nelle punture trofiche sulla vegetazione e sui frutti,
causando malformazioni, difetti di colorazione e presenza di sgradevole odore di cimiciato. Ad aprile
gli adulti lasciano i ricoveri e tra maggio e luglio si svolge la prima generazione, tra fine luglio e
settembre la seconda con adulti svernanti. In caso di necessit utilizzare Piretro 120-150 ml in 100lt di
acqua; macerato di ortica o di assenzio; infuso di aglio.
Afide verde (Aphis gossypii): Infesta la pagina inferiore delle foglie, provocandone lingiallimento ed il
disseccamento. Inoltre attacca anche i fiori ed i frutti ostacolandone laccrescimento. Le piante colpite
manifestano un generale sviluppo stentato. Lafide inoltre produce melata che richiama formiche,
procura asfissia e favorisce linsediamento di fumaggini. E causa anche della diffusione di virus
delle solanacee e delle cucurbitacee.

Lafide ha diversi nemici naturali, la parassitizzazione pu

essere evidenziata dalla presenza di carcasse rotonde di colore biancastro. In caso di necessit
intervenire sulle prime colonie utilizzando Piretro 120-150 ml in 100 lt di acqua; macerato di ortica, di
assenzio o di felce aquilina; infuso di aglio o di tanaceto.

PATATA
Precessioni colturali
favorevoli:
19

Cavolo, spinacio, insalate, cereali, colture da sovescio a base di graminacee e crucifere, grano.
Meno indicata una precessione con erba medica o leguminose perch l'abbondanza di azoto ritarda la
maturazione dei tuberi e predispone alle patologie; essenze leguminose possono essere utilizzate in
consociazione a graminacee nel sovescio. Dopo un prato triennale o quadriennale di erba medica
risultano probabili attacchi di larve di coleotteri elateridi (ferretti).

sfavorevoli:
Solanacee (Pomodoro, Patata, Melanzana, Peperone), Mais, ortaggi a radice; frequenti rischi da
marciume del colletto o accumulo di Nematodi nel suolo.
Consociazioni
Si consocia bene con Cavoli, Fagiolo, Insalata, Zucchino, Rafani, Spinaci. Evitare altre solanacee,
sedani, piselli e ortaggi a radice.
Terreni adatti
Di medio impasto, tendenzialmente sciolti, purch non aridi. La carenza di acqua porta ad un
accorciamento del ciclo ed alla formazione di tuberi piccoli con buccia molto suberosa. I suoli compatti
ostacolano la crescita dei tuberi e, a causa della maggiore ritenzione idrica, favoriscono la formazione
di marciumi di origine fungina o batterica; anche i nematodi ne risultano avvantaggiati poich si
muovono con pi facilit nelle lenti dacqua del suolo.
Vive male in terreni salini, con conducibilit elettrica pari a 4 mmhos/cm si riduce considerevolmente
la resa, il pH ottimale intorno a 6-6,5.
Esigenze ambientali
I tuberi congelano a -2C. A 2C compromessa la vitalit dei germogli. La crescita vegetativa si
ferma a 6-8C. Per avere il germogliamento dei tuberi occorre una temperatura del terreno di almeno
14C, mentre per la crescita e la maturazione le temperature ottimali sono 18-20C. Temperature >
30C riducono moltissimo l'assimilazione netta della patata.
La richiesta idrica elevata, circa 430 mm nel periodo marzo-agosto.
fertilizzazione

20

Sostanza organica: Somministrare non pi di 300 ql/ha di letame o max 20 ql/ha di ammendanti
commerciali a base letamica.
Limpiego di sostanza organica di grande importanza per il risultato della coltura:

migliora la struttura del suolo;

aumenta il calore del suolo. Importante per la coltura precoce;

migliora il regime idrico del suolo;

favorisce una cessione lenta di azoto e ci evita i problemi connessi ad uno sviluppo rapido delle
piante (scarsa suberificazione dellepidermide, maggiore suscettibilit alle malattie ed ai parassiti
epigei);

apporta altri elementi nutritivi ( Fosforo e Potassio in particolare) in quantit equilibrata.

100 ql di tuberi dovrebbero asportare (compresa la parte vegetativa) dal suolo 40 kg di azoto, 25 kg di
P2O5, 75 kg di K2O. Si consideri che la coltura pu dare rese in tuberi dellordine di 250-350 ql/ettaro,
ci dipende dalla fertilit del suolo ma anche da caratteristiche varietali.
Le esigenze di azoto e fosforo sono inizialmente modeste ma tendono a salire con lo sviluppo della
pianta e sono massime in fioritura, scendono lentamente in seguito. Le esigenze di Potassio sono
elevate fino alla fioritura poi decrescono velocemente.
In rapporto a ci bene regolarsi per effettuare delle concimazioni integrative.
Fosforo: con dotazione superiore a 25 - 30 ppm in terreni sabbiosi, a 30-35 ppm in terreni di medio
impasto, a 35-40 ppm in terreni argillosi, non necessario ricorrere ad integrazione fosfatica. Al di
sotto dei valori indicati somministrare al massimo 60 kg/ha di anidride fosforica pari a circa 2,5 ql/ha di
Fosfato Naturale Tenero;
opportuno fare la somministrazione alla precedente coltura da sovescio oppure al letame in fase di
compostaggio. Utilizzare dopo aver richiesto allente di controllo lautorizzazione all'impiego.
Potassio : con valori inferiori a 80 ppm opportuno correggere con 100-150 kg/ha di K2O
corrispondenti a circa 3,5 ql di solfato potassico-magnesiaco. Con la letamazione ogni altro intervento
superfluo. In terreni molto sciolti somministrare poco prima della semina dei tuberi.
Calcio: importante l'equilibrato rapporto con Potassio ( Ca / K 8-10 : 1) , per evitare l'eccesso di
assorbimento dell'uno a svantaggio dell'altro. Il calcio conferisce buona resistenza allepidermide.

21

Una media dotazione di calcio si ha con valori minimi di 1500 ppm e max. 2000 ppm. Eventualmente
possibile aggiungere alghe litotamnio al letame in compostaggio (50-100 kg) o in pre-semina al
terreno (2 ql/ha).
Semina
Disporre i tuberi nel suolo quando questo ha una temperatura di 8-10 C (fine marzo-aprile nell'Italia
Centro-Settentrionale). Per la semina sono da preferire tuberi di piccola media pezzatura (diametro di
3,5-4,5 cm, peso 40-60 gr) perch tuberi pi grossi costringono ad operare un taglio del tubero con
conseguente maggior rischio di infezioni. Se utilizzati integralmente i grossi tuberi produrranno
numerosi steli che, facendosi concorrenza, produrranno molti tuberi di piccola taglia. In caso di
sezionamento dei tuberi utile fare il taglio in senso longitudinale per avere parti con uguale numero
di occhi. Dopo il taglio attendere almeno un giorno prima di seminare per dar modo al tubero di
suberificare un po le superfici.
Il quantitativo da impiegare di circa 20-30 ql/ha adottando un sesto di 35 cm x 60 cm tra le file, pari a
5-8 piante mq. Il tubero va interrato a 5-8 cm, tale operazione importante anche per sfavorire in
seguito gli attacchi di Tignola della patata (Phthorimaea operculella) .
Irrigazione
Il periodo critico va da 20 giorni prima a 20 giorni dopo linizio della fioritura, perch in questa fase
che si ha lingrossamento dei tuberi. La pianta ha un apparato radicale superficiale per cui nei terreni
secchi importante prevedere lirrigazione. Il sistema irriguo a pioggia da evitare per il rischio di
infezioni peronosporiche, pi indicato luso di manichette forate poste in un solco prossimo alla fila. Gli
scompensi idrici possono portare alla presenza di anelli imbruniti interni, che si evidenziano al taglio
trasversale del tubero, dovuti a depositi gommosi che rendono non commercializzabile il prodotto.
Temperatura di conservazione dei tuberi
Ricordare che a 3 C i tuberi gelano con disfacimento dei tessuti;
fra 3 e 0 C non subiscono alterazioni visibili ma si possono rilevare striature brune nella parte
corticale; tra 0 e + 2 C si ha lindolcimento dei tuberi per formazione di zuccheri riduttori; fra +2 e +7
C si ha la migliore temperatura di conservazione. Il livello pi adatto di umidit nei locali di
conservazione di 85-90% UR dellaria.

22

Avversit e difesa
Dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata): Sverna allo stadio di adulto nel terreno ad una
profondit di 20-30 cm. In primavera gli adulti escono quando le temperature raggiungono i 14 C ed
iniziano immediatamente la loro attivit sulla vegetazione. Le uova sono di colore giallo, ellitticocilindriche, depositate in gruppi sulla superficie fogliare. Le larve sono di colore arancio-rossastro, il
danno si manifesta sulle foglie ed determinato da tutte le forme mobili che sono defogliatrici. Compie
2-3 generazioni allanno e pu colpire pesantemente anche la Melanzana.
Per la difesa possibile utilizzare contro le larve di giovane et Bacillus thuringiensis var. tenebrionis
e Bacillus thuringiensis var. kurstaki ceppo EG2424; in fase di sperimentazione lintroduzione
dellimenottero: Edovum puttleri.
Afidi (Aphis gossypii, Macrosiphum euphorbiae): vedi note su pomodoro.
Peronospora (Phytophthora infestans): Oltre che le foglie pu colpire i tuberi procurando aree
brune con marcime secco che successivamente possono evolvere in marciumi molli. Effettuare 2
trattamenti con rameici nei periodi piovosi. Gli interventi fogliari post-trapianto con Propoli (10 ml/10 lt
di acqua con propoli a 20 Galangine) o con decotto di equiseto rinforzano le difese della pianta.
vedi note su pomodoro.
Elateridi o ferretti (Agriotes spp.): dannosi anche su mais, barbabietola, cipolla, melone, insalate. Gli
adulti sono piccoli coleotteri (8-10 mm di lunghezza) di aspetto affusolato. Le larve vivono nel terreno,
sono allungate (20 mm), tipicamente di colore giallo aranciato. Il danno provocato dagli stadi larvali
che rodono le radici ed i tuberi determinando danni diretti e avvizzimenti della parte aerea della pianta.
Sono insetti a ciclo pluriennale completano il loro sviluppo in 4-5 anni. Lintensit del danno in
relazione alla stagione, infatti in piena estate ed in pieno inverno le larve tendono ad interrarsi a
profondit maggiori (anche 90 cm) rispetto alla rizosfera per sfuggire alla siccit o al freddo.
Per la difesa curare la completa raccolta dei tuberi. Rompere i prati di erba medica o graminacee, in
precessione a patata, al massimo al terzo anno per evitare linsediamento di elateridi. Con tuberi
esca tagliati a met, appena interrati, possiamo catturare le larve, una soglia preoccupante di 15
larve/mq. Limpiego di tuberi-esca nei piccoli orti pu essere funzionale anche alla difesa dai ferretti.
In caso di attacco evitare le colture sensibili.

23

Marciumi dei tuberi. Sono dovuti ad avversit fungine o batteriche. Evitare i ristagni di umidit,
particolarmente in terreni tendenzialmente argillosi. In caso di diffusa presenza di tuberi con sintomi di
marciume evitare per alcuni anni la coltivazione della patata.

ZUCCHINO
E' una pianta considerata forte consumatrice di azoto, con ciclo tardo primaverile - estivo. Il frutto
ricco in Vit. A e C, pi le zucchine sono piccole alla raccolta, pi la pianta ne produce. Si pu seminare
in campo ponendo 3 semi in buchette alla distanza di 1m x 1m. In seguito le piantine vanno diradate
lasciando la migliore. Si pu anche trapiantare in primavera con piante a 4-5 foglie, alle stesse
distanze 1m x 1m, dopo il periodo a rischio di gelate. E attesa una produzione di 2,5 3 kg di
zucchine per mq.
Precessioni colturali
favorevoli:
Cavolo, spinacio, insalate, cereali, colture da sovescio a base di graminacee e crucifere, grano.
sfavorevoli:
Cucurbitacee, Solanacee (Pomodoro, Patata, Melanzana, Peperone),

Consociazioni
Si consocia bene con cavoli, insalate, spinaci, cipolle, rape rosse. Sono possibili altre combinazioni
con numerose ortive, non si segnalano consociazioni particolarmente negative.
Fertilizzazione
Sostanza organica: Somministrare non pi di 300 ql/ha di letame o max 20 ql/ha di ammendanti
commerciali a base letamica. Per le note su Fosforo, Potassio, Calcio consultare le schede
precedenti.
Note colturali

24

E' opportuna la rincalzatura ripetuta per favorire la formazione di radici avventizie;

E' preferibile l'irrigazione per infiltrazione laterale.

Durante la coltivazione, per favorire lo sviluppo delle piante, opportuno eliminare qualche foglia
bassa, danneggiata o senescente.
Avversit e difesa

Lo zucchino molto sensibile all'oidio (Erysiphe cichoracearum) e agli attacchi di afidi (Aphis
gossypii), responsabili questi ultimi della trasmissione di virosi distruttive.

Per la difesa dagli afidi vedi note su pomodoro. In coltura protetta consigliato limpiego di
preparati a base del fungo Beauveria bassiana, in grado di contenere anche attacchi di tripidi e
aleurodidi. In tal caso prevista laggiunta di un olio a base di pinolene (estratto dalla resina di
pino) per proteggere le spore dalla disidratazione. In caso di esteso attacco inoltre possibile
impiegare Azadirachtina estratta dal Neem. E ormai consolidata lesperienza di lotta biologica in
tunnel con Aphidius colemani e Lisyphlebus testaiceps, in grado di parassitizzare gli afidi. Tali
insetti ausiliari sono commercializzati in Italia anche attraverso internet con spedizione via corriere.
Il loro impiego presuppone un supporto tecnico o un'adeguata conoscenza, da parte
dell'agricoltore, delle modalit di lancio e di successivo controllo del riuscito insediamento.

Loidio compare in genere in giugno, la massima diffusione si ha in estate. Per la difesa dalloidio
impiegare Zolfo bagnabile micronizzato alle dosi di etichetta per evitare il rischio di bruciature
fogliari, la raccolta pu avvenire a distanza di 5 giorni dal trattamento. E ammesso il Bicarbonato
di sodio quale attivatore delle difese naturali della pianta. Impiegare alla dose di 350 gr/hl.

Peronospora (Pseudoperonospora cubensis): favorita da condizioni di elevata umidit e


persistente bagnatura fogliare con temperatura ottimale di 20 C. Si manifesta con tacche fogliari
giallo-brune che poi disseccano. Per la prevenzione arieggiare i tunnel e distanziare le piante.
Possibile limpiego dei rameici a distanza di almeno 20 gg dalla raccolta.

COCOMERO
Pianta dei climi caldi a ciclo estivo.
Si pu seminare direttamente in campo, in file distanti 2-2.5 m x 1,5 m di distanza sulla fila, nella
seconda decade di aprile. Il trapianto pu avvenire a fine aprile quando superato il pericolo di gelate.
25

Seme: 1,3-5 kg/ha; 0,8-1 kg/ha nella preparazione di piantine da trapianto.


In caso di semina, al fondo delle buche viene posto letame maturo coperto con terra, vi si pongono poi
4-5 semi alla profondit di 3-5 cm.
Il seme pu essere fatto pregerminare mantenendolo in panno umido per 2-3 gg.
Note colturali
Si adatta a diverse tipologie di terreno, preferisce i sabbioso-limosi purch dotati di sostanza organica.
Produce bene anche in suoli con pH 5 .
Si consocia bene con cavoli, insalate, spinaci, cipolle, rape rosse. Sono possibili altre combinazioni
con numerose ortive, non si segnalano consociazioni particolarmente negative.
Per il ruolo nelle rotazioni vale quanto indicato per lo zucchino.
Con piantine di 2-3 foglie si inizia il diradamento e poi la rincalzatura, nel caso non si disponesse di
pacciamatura. Con il diradamento vengono lasciate 1 o 2 piante per postarella. Il periodo intercorrente
tra semina e prima raccolta solitamente di 102 gg.
I germogli secondari vengono scacchiati, lasciando ad ogni pianta due o tre getti principali che a 40-50
cm si cimano. Si lasciano sviluppare 2-3 frutti per getto. Va modificata la posizione dei frutti durante la
maturazione per favorirne la colorazione omogenea.
Per ci che riguarda l'irrigazione preferibile la localizzata. Somministrare maggiori quantit di acqua
per adacquata in caso di colture derivate da semina. Si calcola che in zone siccitose occorrono circa
4000 mc di acqua per ettaro in tutta la stagione di coltivazione. Il periodo di maggiore criticit va
dallallegagione allingrossamento dei frutti.
Fertilizzazione
Il cocomero necessita di elevate quantit di Potassio, seguono in ordine di priorit lazoto ed il fosforo.
Molto importante limpiego di letame in ragione di 300 ql/ha, particolarmente in suoli tendenzialmente
sabbiosi. Non eccedere in suoli fertili per evitare una eccessiva vegetazione ed un ritardo nella
maturazione. Altre note sulla fertilizzazione sono riportate nella parte generale.

26

Avversit e difesa
Per la difesa confrontare con Zucchino. Lo zolfo non pu essere utilizzato contro loidio sulle piante
sotto tunnel, pena la grave bruciatura delle foglie. Prima di utilizzarlo in pieno campo verificare su
alcune piante che non vi sia sensibilit varietale.
Elateridi: Vedi patata.
MELONE
La pianta con frutti a polpa biancastra o gialla sembra originaria dell'India, pare provengano dal Sudan
invece le variet a polpa verde o verdastra. In Cina era gi coltivato nel 1000 a.c., gli Egizi lo
conoscevano raffigurandolo tra i doni offerti al faraone. La sua coltivazione si estese in Grecia e poi a
Roma. Pianta molto esigente in calore, vuole terreni fertili.
Esistono diverse variet:
Cantalupi ( a buccia liscia, profumati, vogliono climi molto caldi);
Retati ( a buccia reticolata, rustici, adatti a climi meno caldi);
Invernali ( grossi, ovali, indicati per la conservazione). La semina pu essere fatta in piena terra in
Aprile-Maggio, come gi visto per il Cocomero.
Si consocia bene con cavoli, insalate, spinaci, cipolle, rape rosse. Sono possibili altre combinazioni
con numerose ortive, non si segnalano consociazioni particolarmente negative.
Per il ruolo nelle rotazioni vale quanto indicato per lo zucchino.
Le piantine da trapianto sono poste a 1m x 1,5 m, i primi di Maggio, allo stadio di terza foglia vera e
formazione della quarta. Possono essere poste anche a 2,5 m x 1 m con 2 piante per postarella
(8000 p. ettaro). Con la cimatura a due foglie si formano due getti di 2 ordine, che arrivati a 12 foglie,
verranno cimati sopra l'ottava. Si svilupperanno dall'ascella dei getti cimati 2 getti di 3 ordine. Questi,
se portano frutti, verranno cimati lasciando 2-3 foglie dopo il frutto; se sono sterili si cimano a 3-4
foglie in modo da stimolare la fuoriuscita di getti con fiori fertili.

27

I migliori frutti si ottengono dai fiori pistilliferi portati dalle ramificazioni secondarie di terzo o quarto
ordine.
Disporre bene i getti sul suolo. Eliminare i germogli che nascono dalla base delle foglie degli ultimi
getti.
Preparazione delle piantine in semenzaio
Seminare in cassetta, in terriccio torboso non addizionato con Azoto di sintesi; aggiungere
eventualmente fibra di cocco e un po di stallatico in polvere.
In uno strato di 4-5 cm di terriccio, seminare da 100 a 200 semi coperti poi con 1-2 cm di torba.
Irrigare.
Avvolgendo i semi per 36 ore a 25 C in una tela umida si favorisce una pre-germinazione, seminare
in cassetta quando la radichetta lunga 1-1,5 mm. Per facilitare la germinazione si pu anche coprire
la cassetta con plastica.
Alla fase di cotiledoni aperti, ripicchettare le piantine in vaso.
Prima di trapiantare in campo aerare la serra-vivaio.
fertilizzazione
Il melone necessita di elevate quantit di Potassio e Calcio, seguono in ordine di priorit lazoto, il
fosforo ed il magnesio. Di seguito si riportano alcune asportazioni indicative riferite a 100 ql di frutti: 52
kg di potassio, 50 kg di calcio, 32 kg di azoto. Importanti per la qualit dei frutti anche il Boro, a volte
carente in suoli a pH acido < 5,5, ed il ferro assorbito in scarse quantit nei suoli ricchi di calcare
attivo.
Molto importante limpiego di letame in ragione di 300 ql/ha, particolarmente in suoli tendenzialmente
sabbiosi. Non eccedere in suoli fertili per evitare una eccessiva vegetazione ed un ritardo nella
maturazione. Altre note sulla fertilizzazione sono riportate nella parte generale.
Avversit e difesa
Per la difesa vale quanto detto per lo Zucchino. Lo zolfo non pu essere utilizzato contro loidio sulle
piante sotto tunnel, pena la grave bruciatura delle foglie. Prima di utilizzarlo in pieno campo verificare
su alcune piante che non vi sia sensibilit varietale.
28

Elateridi: Vedi patata.


CAVOLFIORE
E' una pianta che predilige terreni ben provvisti di potassio; durante la fioritura la temperatura non
deve scendere sotto lo zero.
Si consocia bene con diversi ortaggi, tra questi il pomodoro, le cucurbitacee, le fragole, le leguminose.
Non consociare con cipolle e agli.
Abbiamo variet a diverso periodo di maturazione:

Precoci : maturano tra Ottobre - Novembre;

Medie : maturano tra Dicembre e Marzo;

Tardive: maturano tra Aprile e Maggio;

per la nostra zona sono preferibili le variet precoci.


La semina delle var. precoci viene fatta verso fine Maggio, utilizzando circa 2 grammi di seme per mq,
pari a 250-300 piante in un mq di semenzaio (per la preparazione delle piantine destinate ad un ettaro
di coltura vengono utilizzati circa 100 gr di seme in 50 mq di semenzaio, pari a 12-14.000 piante).
Per il trapianto le piante vengono poste a 80-90 cm tra le file e 70-80 cm sulla fila.

Fertilizzazione
Valgono le indicazioni esposte in precedenza per altre colture e nella parte generale.

Avversit e difesa
Cavolaia (Pieris brassicae): le larve erodono gravemente il lembo fogliare. In aprile maggio
sfarfallano gli adulti e depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve compaiono dopo
circa 14 gg. In luglio sfarfallano gli adulti di II volo che depongono le uova della II generazione.
Seguono altre tre generazioni, sverna come crisalide. Temperature sopra i 26 C devitalizzano le
29

uova, la pioggia battente causa alta mortalit delle uova. Diversi sono i nemici naturali. In caso di
necessit utilizzare il bacillus thuringiensis var. Kurstaki .
Nottua (Mamestra brassicae): Le larve attaccano le foglie, penetrando poi nello strato carnoso fino al
colletto. Pu essere combattuta con B. thuringiensis o anche piretro alla dose di 120 ml/hl.
Altiche (Phyllotreta spp.): piccoli coleotteri (1,5-3 mm) che allo stadio adulto procurano erosioni
fogliari nelle crocifere, facendovi dei fori, o possono trasmettere virosi. Minore il danno degli stadi
larvali. Se molestati compiono dei brevi salti e risultano attivi nelle ore pi calde della giornata. Il
calore ed il secco favoriscono il loro sviluppo.
Per la difesa, consociare con insalate e spinacio; impolverare le piante con farina di litotamnio; 2-3
irrorazioni con infuso di assenzio o tanaceto; piretro alla dose di 120 ml/hl.
Ernia del cavolo (Plasmodiophora brassicae): In linea generale per la difesa dai parassiti fungini
eliminare i residui colturali e provvedere al compostaggio. Preparare bene il suolo ed evitare ristagni di
umidit, non irrigare le piante al colletto. Per la difesa dallErnia, agente di tumori radicali, in caso di
attacco effettuare lunghe rotazioni perch le spore sopravvivono per molti anni nel terreno; aggiungere
2-2,5 ql/ha di alghe calcaree in terreni poveri di calcio; effettuare sovesci in precessione al cavolo con
leguminose e graminacee, escludendo senape e rafano; far precedere al cavolo la coltivazione di
cipolla o porro; immergere le radici in decotto di equiseto prima del trapianto.
CAVOLO CAPPUCCIO
Molte pratiche colturali sono simili a quelle seguite per cavolfiore. Abbiamo Cavoli primaverili con
semina in semenzaio in Settembre, estivi con semina da Ottobre a Febbraio in serra calda, autunnali
con semina in Marzo-Aprile, invernali con semina da Maggio a Giugno. Occorrono 50 gr di seme per
ottenere un numero di piante idonee per 1000 mq di pieno campo. Le piante sono trapiantate alla
distanza di 60 x 60 cm o 60 x 70 cm.

BASILICO
Si consocia bene con tutte le ortive e pu essere coltivata in pieno campo e in coltura protetta. In
questultimo caso possibile anche la coltivazione autunno-invernale, utilizzando il riscaldamento, con
ciclo di 45-60 gg. Risente negativamente della monosuccessione causa di estese morie delle piantine
per accumulo di patogeni terricoli nel suolo.

30

La semina primaverile e richiede 2-3 gr di semi per mq di terreno, nel caso della
coltivazione a porche. Nella disposizione a file disporre le piante a 25 cm di distanza sulla
fila e 35-40cm tra le file.
Avversit e difesa
Il basilico pu ospitare diversi fitofagi. Tra i pi temuti nelle aree di intensa coltivazione appaiono gli
afidi, i tripidi, le larve di alcuni lepidotteri nottuidi. Gli afidi possono essere combattuti con i rimedi
presentati in precedenza per altre colture (vedi pomodoro e zucchino). I tripidi causano argentature
fogliari cui segue il disseccamento per effetto delle punture trofiche e di ovideposizione. Si
evidenziano inoltre sulle aree colpite dei puntini neri dati dagli escrementi del tripide. Gli attacchi
possono essere contenuti tramite linstallazione di trappole cromotropiche azzurre sulle piante a 20
cm di altezza, o controllati con interventi a base di Azadiractina 75-150 ml/hl o piretro 120 ml/hl. In
coltura protetta viene impiegato anche il rincote antocoride Orius laevigatus con 3 lanci ripetuti a
distanza di 10 -15 gg utilizzando 1 individuo al mq di serra per lancio.
Contro le larve di lepidotteri defogliatori possibile impiegare Bacillus thuringiensis 100 gr/hl.
Peronospora: dallestate 2003, nelle coltivazioni intensive di basilico sono stati rilevati attacchi di
peronospora sui giovani fusticini e sulle foglie. Ad una iniziale leggera clorosi, evidenziata
sulla pagina superiore, segue nel giro di pochi giorni la comparsa di una muffetta grigioolivastra, normalmente nella pagina inferiore, ed infine il disseccamento delle aree colpite. La
malattia si rivelata molto pericolosa e dannosa. Per la difesa evitare lirrigazione
soprachioma, peraltro diffusissima, per non favorire la prolungata bagnatura fogliare;
arieggiare inoltre le coltivazioni. E possibile intervenire con rameici ma si lamenta la
presenza di tracce colorate dei prodotti utilizzati. Senzaltro utili trattamenti rinforzanti a base
di macerato di equiseto e propoli. Acquistare sementi di sicura provenienza perch
probabile che si possa diffondere attraverso semi contaminati.
FRAGOLA
avvicendamento colturale
effettuare ampie rotazioni, 4 anni, non ripetere la coltura, non far succedere a solanacee per la
sensibilit a funghi patogeni dellapparato radicale. sono molto favorevoli sovesci con consociazioni di
favino ,orzo, veccia vellutata , avena, con quantit di semina diverse in rapporto alle caratteristiche del
31

suolo ed alla fertilit di partenza. Consigliato un sovescio con brassicacee (senape, rafano, colza) in
fase di conversione o rotazioni strette, al fine di contenere funghi patogeni del suolo e nematodi.
Le erbe infestanti sulla fila possono essere lottate con pacciamatura (carta, film organico
biodegradabile), nellinterfila con pacciamatura di paglia.
fertilizzazione
il sovescio con prevalenza di graminacee nella consociazione, interrato in maggio garantisce un buon
apporto di sostanza organica. la dotazione azotata pu essere integrata con fertilizzanti organici a
base letamica somministrati allatto dellinterramento del sovescio in previsione del trapianto della
fragola in luglio-agosto. La somministrazione letamica opportuna in autunno prima della semina
delle essenze da sovescio. Del fertilizzante organico compostato, in terreni poveri di azoto, pu
essere somministrato ad integrazione del sovescio prima dellimpianto del fragoleto. Nellanno
successivo al trapianto, in primavera, possono essere somministrati biostimolanti a base di acidi umici
o amminoacidi in prefioritura e post-fioritura. Le asportazioni nella fragola sono approssimativamente
di 350 gr di azoto, 250 gr di P2O5 e 650 gr di k2O per quintale di prodotto.
Avversit e difesa
Alla ripresa vegetativa ripulire accuratamente le piantine dalle foglie morte o attaccate da funghi.
Eventuali presenze di botrite sulla corona interna della pianta possono essere combattute con propoli
in soluzioni idro-alcolica 50-100 gr/hl; in linea generale la botrite in coltura protetta contenuta da un
ottimale arieggiamento delle serre. Gli afidi possono essere combattuti con macerato di ortica (1 kg di
parti verdi della pianta prima della fioritura in 10 litri di acqua) o con piretro 100-120 ml /hl, in
quest'ultimo caso soltanto se ritarda la parassitizzazione da parte di antagonisti naturali. Quando si
rilevano i primi attacchi di afidi anche possibile il lancio del neurottero Crisoperla carnea in ragione
di 18-20 larve di II et per mq di coltura. Gli attacchi di Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) non
sono da escludere, pi frequenti in fase di conversione, ma possibile contenerli intervenendo
tempestivamente sui focolai di comparsa con Phytoseiulus persimilis in ragione di 8-10 individui per
mq per 2-3 lanci ripetuti a distanza di 8-10 gg luno dallaltro. I tripidi (Frankliniella occidentalis, Thrips
tabaci) possono essere contenuti con trappole cromotropiche azzurre sospese a 20 cm di altezza
sopra le piante, o con 2-3 lanci ripetuti a 10-12 gg di distanza luno dallaltro dellantagonista Orius
laevigatus in ragione di 1 individuo mq per lancio. Gli attacchi di peronospora possono essere
prevenuti con rameici dopo il trapianto ed in pre-fioritura.

32

* Agronomo collaboratore dell'Associazione OrtoXOrto

33