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Tipologia di utenza - CORSO O.S.S.

2015-2016

LANZIANO
Gli anziani hanno il bene pi prezioso che gli altri non hanno: il tempo (N. Bobbio)
Il termine senilit, anzianit o vecchiaia si riferisce alle et prossime al termine della vita media degli
esseri umani: la vecchiaia rappresenta l'ultima parte del ciclo vitale della famiglia, che si conclude con la
morte.
La vecchiaia non pu essere definita con precisione poich questo concetto non ha lo stesso significato in
tutte le societ: in molte parti del mondo, gli individui vengono considerati anziani in seguito a certi
cambiamenti nella loro attivit o nel loro ruolo sociale, come ad esempio quando diventano nonni, o quando
per l'avanzare dell'et si trovano costretti a svolgere mansioni diverse e/o a diminuire i ritmi di lavoro.
Tendenzialmente, si colloca la terza et con linizio del pensionamento e il ritiro dal mondo del lavoro,
anagraficamente a 65 anni.
La vecchiaia potrebbe essere il momento per coltivare nuovi interessi e passioni, cos come per ri-scoprire
quelli che, in passato, si erano accantonati. E' il momento in cui, nonostante le indiscutibili difficolt, si
possono costruire nuove relazioni amicali o affettive: ad esempio fare volontariato rappresenta una forma di
solidariet e di investimento, allinterno del quale le persone anziane attive mettono il proprio tempo a
favore di altri cittadini, sentendosi protagonisti e creando nuove relazioni.
fondamentale pertanto non trascurare il modo di invecchiare: invecchiare bene significa prevenire e o
limitare linsorgenza della malattia.
La non autosufficienza
Sono definite "non autosufficienti", le persone in
varie condizioni o et che soffrono di una perdita permanente, parziale o totale,
dellautonomia fisica, psichica o sensoriale
con la conseguente incapacit di compiere atti essenziali della vita
quotidiana senza laiuto rilevante di altre persone (L.R. 10/2010 art 4)

Una persona sta bene se ha una condizione di equilibrio emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale che
consente di raggiungere e mantenere attivo il proprio potenziale personale.
Linvecchiamento della popolazione rappresenta uno dei grandi progressi del nostro secolo: assistiamo ad
un allungamento della vita media e di conseguenza allaumento della frequenza delle patologie e della
prevalenza di anziani non autosufficienti, con ripercussioni sul sistema sanitario e sociale. Nel mondo, il
numero degli ultra-sessantacinquenni in forte aumento; per lo pi questa crescita concentrata nei paesi in
via di sviluppo ed un segno positivo di miglioramento della qualit della vita e delle strategie di
prevenzione.
Durante la vecchiaia l'intero organismo diventa pi debole e meno efficiente rispetto alla giovinezza:
- le ossa diminuiscono di dimensioni e densit,
- la pelle perde di elasticit, diventando pi rugosa, e si assottiglia; i capelli si diradano ed imbiancano;
- le capacit escretorie dei reni diventano inferiori;
- il gusto, l'udito, la vista possono peggiorare;
- l'indurimento delle arterie ed il deposito di grassi nei vasi sanguigni rendono pi difficile la
circolazione sanguigna;
- la fertilit decresce.
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Le persone anziane hanno limitate capacit rigenerative e sono pi vulnerabili a disturbi, malattie e sindromi
rispetto agli altri adulti. Gli aspetti patologici riguardano principalmente:
Malattie dell'apparato cardiovascolare
Malattie dell'apparato gastrointestinale
Altre patologie: diabete, neoplasie, demenza senile, arteriosclerosi
Inoltre si evidenziano con frequenza stati depressivi, legate allavanzamento dellet, alla malattia (fattori
metabolici o endogeni), o alle perdite affettive; la minore considerazione sociale influenza il benessere
psicologico dellanziano.
Il sostegno maggiore, nei problemi della terza e quarta et, ancora garantito soprattutto dalle reti informali:
figli, famigliari, vicini. Ma senza un sistema di interventi intergrati, fondato sulla conoscenza approfondita
delle esigenze delle persone anziane, le loro difficolt fisiologiche, diventano di fatto motivo di esclusione
sociale.
Unadeguata organizzazione di aiuto deve tener conto dei bisogni cosiddetti immateriali: gli anziani hanno
bisogno di protezione, accudimento, presenza affettiva e dimostrazioni di stima, apprezzamento.
Nell'invecchiamento ritornano i bisogni infantili e il senso di inadeguatezza: la sensibilit ai giudizi esterni
diventa estrema e pu accentuarsi sempre pi col trascorrere degli anni.
A livello psicologico la persona anziana vive un conflitto tra i propri desideri e la possibilit sempre pi
ridotta di soddisfarli a causa principalmente della condizione del corpo: la riduzione delle autonomie
rappresenta una fonte di insicurezza.
Il sostegno alla persona anziana deve pertanto evitare lallontanamento dal suo ambiente di vita, intervenire
sulle condizioni che limitano le relazioni sociali (da quelle economiche a quelle sanitarie), promuovere
occasioni di apprendimento continuo e di partecipazione alla vita sociale e politica.
La diffusione di malattie croniche, degenerative ed invalidanti grava sulle famiglie che si trovano ad
affrontare la non autosufficienza, e sono spesso impreparate.
La condizione di non autosufficienza accertata dalle apposite
Unit Di Valutazione Geriatriche
competenti per il territorio
attraverso strumenti di valutazione delle condizioni funzionali della persona.
(U.V.G.)

L'Unit Valutativa Geriatrica (UVG) una Commissione dell'ASL e dell'Ente gestore dei servizi socioassistenziali che ha la funzione di valutare le condizioni psico-fisiche e ambientali della persona anziana e il
suo grado di autonomia, tenendo conto delle esigenze di ciascuno, della famiglia, delle risorse dei servizi, al
fine di elaborare un progetto di assistenza.
Questa valutazione ha come obiettivo un miglioramento delle diagnosi dello stato dell'anziano, della scelta
del luogo di cura, dello stato affettivo e cognitivo, nonch una riduzione del consumo dei farmaci, dei costi
di gestione, degli accessi all'ospedale e una diminuzione della mortalit.
Il soggetto anziano di solito caratterizzato dalla presenza di pi patologie (polipatologia), da un rischio
molto elevato di danno iatrogeno (che deriva dalluso di farmaci), e soprattutto dalla possibilit di incorrere
in condizione di parziale o totale non autosufficienza. Alla base della non autosufficienza dellanziano
svolgono un ruolo rilevante almeno quattro ordini di fattori variamente interagenti tra di loro: la salute fisica,
la salute mentale, la condizione socio-economica e la situazione socioambientale.
E lUnit di Valutazione Geriatrica che valuta globalmente lo stato di salute e le potenzialit residue della
persona anziana, ed ha come obiettivo la programmazione di uno specifico piano di intervento
personalizzato, teso a mantenere il pi a lungo possibile l'autosufficienza dell'utente.

Esempio di strumento per la valutazione: Short Portable mental Status Questionnaire (SPMSQ) un test
ideato per rilevare la presenza e lintensit delle perturbazioni cognitive di origine organica in pazienti
anziani. composto da una lista di 10 domande che indagano alcuni aspetti delle capacit cognitive: sette
items sono focalizzati sullorientamento (spazio-temporale, personale, e circostante), due items valutano la
memoria a lungo termine (numero di telefono, indirizzo e cognome della madre), un item valuta la capacit
di concentrazione (sottrazione seriale).
Test per la valutazione di deterioramento mentale
La valutazione che si ottiene con questa scala fornisce unidea del quadro di deterioramento mentale. Ogni
risposta esatta corrisponde a 0, ogni risposta sbagliata a 1. Questo semplice test influenzato dal grado di
scolarit e istruzione.
1- Qual la data di oggi?
2- Che giorno della settimana oggi?
3- In quale luogo ci troviamo?
4- Qual il suo numero di telefono di casa?
5- Quanti anni ha?
6- Quando nato?
7- Come si chiama il Presidente della Repubblica?
8- Chi cera prima di lui?
9- Quale era il cognome di sua madre da nubile?
10- Sottragga 3 da 20 e continui a sottrarre 3
Interpretazione:
da 0 a 2 errori: normale
da 3 a 4 errori: lieve deficit
da 5 a 7 errori: moderato deficit
da 8 a 10 errori: grave deficit
Fanno parte dell'UVG operatori di diverse discipline, tra cui un medico geriatra, un assistente sociale che
opera nellambito sanitario, l'assistente sociale che ha in carico la persona anziana, a cui si possono
affiancare il medico curante e/o altre figure professionali specialistiche.
La Commissione U.V.G. quindi unequipe multidisciplinare che si occupa di:
1. individuare i bisogni sanitari e assistenziali delle persone anziane, identificando le risposte pi
idonee al loro soddisfacimento e privilegiando, ove possibile, il loro mantenimento a domicilio;
2. predisporre il progetto di intervento individualizzato;
3. monitorare i progetti individualizzati;
4. fornire consulenze tecnico-scientifica per la programmazione dei servizi a favore degli anziani
5. valutare la non autosufficienza degli anziani ospiti di strutture.
AllU.V.G. si accede tramite una modulistica che si compone di una scheda anagrafica ed una medica, che
viene poi consegnata alla A.S.L.: la persona richiedente la valutazione verr poi sottoposta ad una visita
domiciliare e successivamente la commissione definir il progetto (domiciliare, residenziale, di sollievo, ...).
Qualora l'UVG si esprima per il ricovero in struttura, verr assegnato alla persona anziana un punteggio che
tenga conto, oltre del grado di salute ed autonomia, anche della situazione abitativa e socio-familiare. Il
punteggio attribuito regola l'accesso ai posti disponibili nelle strutture convenzionate e d diritto al
richiedente di fruire della partecipazione dell'azienda sanitaria al pagamento della retta
La perdita di autosufficienza richiede assistenza e risposte tempestive e mirate.
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Il Piemonte rappresenta una delle Regioni in cui pi rilevante il fenomeno dellinvecchiamento della
popolazione, infatti un cittadino piemontese su quattro appartiene alla terza et.
Dal punto di vista legislativo la Regione Piemonte, con la Legge regionale 10 del 2010 ha ritenuto
importante promuovere il benessere, la qualit della vita e lautonomia dei cittadini non autosufficienti,
prevenendo laggravamento delle loro patologie, per evitare ricoveri impropri e favorire la permanenza
presso il domicilio.

I servizi territoriali a favore delle persone anziane


La legge 328/00 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali
riprende alcuni principi costituzionali (articoli 2, 3 e 38 della Costituzione): la Repubblica assicura alle
persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire
la qualit della vita, pari opportunit, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce
le condizioni di disabilit, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di
reddito, difficolt sociali e condizioni di non autonomia....
La non autosufficienza uno degli ambiti privilegiati di intervento dei servizi socio assistenziali, in
collaborazione con i servizi sanitari (le A.S.L).
In Piemonte, gli enti che erogano servizi socio assistenziali sono denominati Enti gestori delle funzioni
socio assistenziali e sono Comuni, Consorzi, Comunit Montane. Essi hanno il compito principale di:
favorire il benessere delle persone aiutandole nelle situazioni di difficolt,
prevenire le situazioni di disagio,
contribuire al miglioramento della qualit di vita.
Ciascun ente gestore si occupa di un territorio ed eroga servizi socio assistenziali specifici: nella nostra
Regione sono i Consorzi che gestiscono lerogazione dellassistenza domiciliare attraverso gli operatori
socio sanitari (o.s.s.) mentre le A.S.L. gestiscono lerogazione delle prestazioni infermieristiche mediche e di
riabilitazione.
INTERVENTI DOMICILIARI: LE CURE DOMICILIARI
Cure
domiciliari
ASL

Medico di famiglia

i.p.,
fisioterapist
a

CONSORZIO

Assistente Sociale

O.S.S.

Le cure domiciliari consistono in trattamenti medici, infermieristici, riabilitativi, e assistenziali prestati da


personale qualificato finalizzati alla cura e allassistenza di persone non autosufficienti, o a rischio di non
autosufficienza, le cui condizioni siano trattabili a domicilio e con un valido supporto familiare.
Il servizio di cure domiciliari erogato sia operatori sanitari della A.S.L. (infermieri, medici, terapisti della
riabilitazione) che da operatori sociali (O.S.S. e assistente sociale.) in favore di persone con patologie in fase
terminale, con patologie cronico - degenerative, e/o dimessi da strutture sanitarie o residenziali
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Allinterno delle cure domiciliari, lo.s.s rappresenta la figura professionale che concretamente si occupa
della erogazioni di assistenza al domicilio, e rappresenta un nodo focale allinterno delle cure domiciliari.
Lassistenza domiciliare consiste nel soddisfacimento dei bisogni primari della persona non autosufficiente
(cura personale, supporto sociale, assistenza pratica, per esempio nella cura della casa, nel fare la spesa,
nellaiuto nella mobilitazione, cura dellalimentazione, ecc. )
Il progetto individualizzato viene predisposto dallAssistente sociale che si accerta dei bisogni dellutente,
redige gli obiettivi del progetto, i tempi di realizzazione, gli interventi, le risorse disponibili e i tempi di
verifica.
Per esigenze di carattere sanitario invece necessario richiedere, in ogni distretto sanitario, lattivazione del
servizio di Assistenza Infermieristica che prevede lintervento di personale sanitario (Infermiere, Medico...).
Altre prestazioni domiciliari sono: l affidamento diurno; il telesoccorso; la fornitura di pasti, i servizi di
lavanderia; i voucher o contributi economici.
LAFFIDAMENTO DI PERSONE ANZIANE: i Consorzi allinterno delle iniziative a favore dei cittadini,
utilizzano lo strumento dellaffidamento come una valida risposta ai bisogni di cura e assistenza.
In considerazione della necessit di fornire risposte ai problemi di isolamento, solitudine, scarsa cura,
affaticamento della famiglia curante, laffidamento mette in relazione due mondi, attraverso linstaurazione
di un rapporto di fiducia e lo sviluppo di forme di solidariet e sostegno fornito da un volontario che si
prende cura dellanziano.
Si tratta di individuare famiglie o persone singole disposte ad occuparsi dellanziano per alcune ore, al
massimo per lintera giornata, e condividere cos un percorso di supporto.
IL TELESOCCORSO uno strumento che viene installato al domicilio dell utente e consente, nel momento
del bisogno, di ricevere cure tempestive: la chiamata di aiuto viene inoltrata ad un familiare o alla croce
rossa. Questo ausilio, che viene gestito da associazioni come la croce rossa, consente anche di ricevere
telefonate durante la giornate da parte di volontari e/o personale del servizio di telesoccorso, con la finalit
di fare compagnia.
IL SERVIZIO PASTI A DOMICILIO, SERVIZI LAVANDERIA E MENSA, CENTRI DINCONTRO, sono
interventi di sostegno per lo pi gestiti a livello comunale.
I CONTRIBUTI ECONOMICI A SOSTEGNO DELLA DOMICILIARIT o voucher : si tratta di contributi
economici erogati dalla Regione a sostegno della domiciliarit di anziani non autosufficienti.
Per poter usufruire degli interventi a favore di persone non autosufficienti (contributi economici, inserimenti
in strutture sanitarie, cure domiciliari) necessario rivolgersi al distretto sanitario e richiedere una
valutazione della unit di valutazione geriatrica (U.V.G.).
I contributi economici a sostegno della domiciliarit in lungo assistenza, sono finalizzati alla promozione e
al sostegno del ruolo esercitato dalla famiglia, che attraverso essi pu individuare il tipo di assistenza pi
adeguato (assistente familiare, badante, o.s.s. ) tramite lassunzione.
I contributi economici a sostegno della domiciliarit sono, comunque, erogati nel limite delle risorse
economiche disponibili e quantificate annualmente dagli Enti coinvolti.
I SERVIZI RESIDENZIALI
Le persone che non sono pi in grado di vivere al domicilio possono ricorrere alla struttura, che offre
unalternativa globale alla casa e risponde agli effettivi bisogni del cittadino.
La struttura socio-sanitaria residenziali per anziani non autosufficienti si presenta oggi come un servizio di
qualit, essenziale per offrire garanzia di risposte alle esigenze di una popolazione dove landamento
demografico continua a caratterizzarsi per un sostenuto tasso di invecchiamento e una collaterale crescita
delle malattie senili e degenerative.
Vengono individuate di due tipologie di presidi a carattere residenziale:
- R.S.A. Residenza Sanitaria Assistenziale: la struttura suddivisa in nuclei, che ospitano un numero
prestabilito di pazienti; il nucleo la sede operativa dellequipe, allinterno della quale lavorare per progetti
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ed obiettivi, con professionalit formate e preparate. Il rapporto ospiti - operatori, cos come i requisiti
strutturali, operativi e di dotazione organica delle diverse strutture sono definiti dalle Regioni e sono soggetti
al controllo delle commissioni di vigilanza: la vigilanza ha lo scopo appunto di controllare che le strutture
rispettino i requisiti e seguano le indicazioni fornite per migliorare i servizi offerti, nellottica di un
adeguamento ai parametri regionali.
Allinterno delle R.S.A. vengono erogati servizi di tipo alberghiero, sanitario ed assistenziale, riabilitativo e
di animazione, e di culto.
Al momento dellaccoglienza dellospite in struttura residenziale viene elaborato il Piano di Assistenza
Individualizzato.
- N.A.T. Nucleo Alzheimer Temporaneo: Il N.A.T. ha lo scopo di accogliere persone affette da Alzheimer,
che presentano disturbi comportamentali e/o problemi sanitari e assistenziali di elevata complessit,
provenienti dal proprio domicilio, da residenze socio-sanitarie, dallospedale o da altre strutture sanitarie.
Tali soggetti possono giovarsi, presso il suddetto nucleo, di uno specifico ambiente assistenziale con progetti
mirati al reinserimento nel precedente o allinserimento in un nuovo percorso di cura, dopo un periodo di
ospitalit temporanea.
Esistono inoltre quattro tipologie di presidi a carattere semiresidenziale
Centro Diurno Integrato inserito in un presidio socio-sanitario (C.D.I.)
Centro Diurno Integrato Autonomo (C.D.I.A.)
Centro Diurno Alzheimer Autonomo (C.D.A.A.)
Centro Diurno Alzheimer Inserito in Struttura (C.D.A.I.)
Essi hanno lo scopo di favorire il recupero o il mantenimento delle capacit psicofisiche residue, offrendo
supporti socio sanitari limitatamente alla giornata.
IL PAI
Nel caso in cui il progetto preveda lattivazione di un servizio di assistenza domiciliare o linserimento in
strutture diurne o residenziale, si elabora un PIANO DI ASSISTENZA INDIVIDUALE (PAI); il PAI
viene elaborato dallequipe del servizio o della struttura che prende in carico la persona, composta da figure
professionali sanitarie e socio assistenziali. Pu essere previsto che faccia parte dellequipe anche il medico
di medicina generale dellassistito. di centrale importanza anche il coinvolgimento della persona disabile o
non autosufficiente e di un famigliare o di un care giver, sia per una miglior conoscenza del soggetto sia per
decidere insieme, per quanto possibile, come organizzare lassistenza.
La stesura del PAI pu avvenire dopo un periodo di conoscenza e di osservazione pi approfondita della
persona.
Nel PAI vengono indicati:
- Il referente del PAI, che segue la persona dalla presa in carico per tutto il percorso assistenziale; un
operatore del settore sociale o sanitario, a seconda del bisogno prevalente, individuato allinterno
dellequipe del setting di cura, che si fa garante dellintero processo assistenziale, svolgendo parte
degli interventi e interfacciandosi con i diversi operatori e la famiglia
- Le azioni specifiche, il tipo di prestazioni e le figure professionali interessate
- La frequenza e la durata di ogni intervento necessario al raggiungimento degli obbiettivi
- Gli strumenti individuati per la definizione e la gestione del PAI
- La valutazione periodica dei risultati, con indicatori di risultato e tempi.
LA RELAZIONE DI AIUTO DELLO.S.S.
La "relazione d'aiuto"con il paziente anziano consiste nell'offrire al soggetto un "io" ausiliario, cio una
figura che possa soddisfare i bisogni: allinterno della relazione di aiuto lo.s.s. svolge il suo intervento
professionale, che prevede competenze tecniche e relazionali.
Il primo incontro tra loperatore e lanziano rappresenta il momento pi importante, pertanto lo.s.s. deve:

informare: bisogna che lo.s.s. spieghi chi , qual lintervento che sta per fare, quanto tempo dura,
perch viene svolto; questo rassicura e aiuta nella creazione di un rapporto di fiducia
comunicare usando parole chiare e semplici
parlare sempre di fronte alla persona, assicurandosi che senta e che il tono di voce sia comprensibile:
parlare guardando laltra persona significa coinvolgerla e renderla partecipe
avere rispetto dellanziano e usare toni formali, non dare del tu a meno che non sia lanziano a
richiederlo, non usare vezzeggiativi o nomignoli
avere rispetto delle abitudini della persona, chiedere se ha esigenze particolari o preferenze rispetto
allintervento da effettuare (ad esempio se usa un profumo o una colonia, che tipo di indumenti vuole
indossare, )
avere rispetto dei tempi della persona: non essere frettolosi ma stimolare le sue autonomie residue,
non far pesare le difficolt; se lintervento si svolge al domicilio ricordare sempre che la casa
dellanziano il suo mondo e lo.s.s. ospite
dare spazio allascolto: lanziano pu avere bisogno di raccontarsi, di parlare anche in modo
ripetitivo: lascolto va valorizzato perch ci aiuta a ricostruire la storia di vita della persona, la storia
delle sue relazioni; con lascolto bisogna anche rispettare la privacy
essere empatici, cio cogliere i problemi e le difficolt mettersi nei suoi panni, ma non farsi
eccessivamente coinvolgere: difficile per lo.s.s. mantenere la giusta distanza quando si affrontano
situazioni problematiche, ma non serve farsi sopraffare dalle emozioni.
Infine alcune informazioni utili rispetto alla non autosufficienza:
A.D.S
ACCOMPAGNAMENTO
INVALIDIT CIVILE
LEGGE 104/92
- la possibilit di ottenere tramite il Giudice tutelare o il Tribunale, la nomina di un amministratore di
sostegno A.D.S. (o tutore, o curatore, a seconda della gravit e dellesigenza di protezione);
- il riconoscimento dellassegno mensile di accompagnamento (pari a circa 500 ), in caso di grave
compromissione della quotidianit e di impossibilit a compiere gli atti quotidiani della vita, riconosciuto
indipendentemente dalla condizione economica del soggetto;
- permessi di lavoro per lassistenza di un familiare non autosufficiente, in base alla Legge 104/92 legge
quadro sullhandicap : il lavoratore che assiste un familiare non autosufficiente entro il 3 grado ha diritto
ad un permesso retribuito per 3 giorni al mese, frazionabili in permessi da due ore giornaliere, avrebbe
inoltre diritto allavvicinamento del luogo di lavoro. Tali agevolazioni sono ammesse in condizioni di grave
disabilit, riconosciute dalla ASL.
- Accesso contributi a fondo perduto per labbattimento di barriere architettoniche e modifiche strutturali
(montascale, pedane).