Sei sulla pagina 1di 5

Perch la divergenza dell'induzione magnetica nulla?

Sto studiando per l'esame di Campi Elettromagnetici, per me l'ultimo esame prima della laurea in Ingegneria
dell'Informazione, ma sono un informatico, per cui non me ne intendo molto.
Il libro che sto utilizzando "Lezioni di Campi Elettromagnetici" di Gerosa-Lampariello. C' un passaggio che non riesco
a capire nel paragrafo II.1 sulle equazioni di Maxwell.
A partire dalla I equazione di Maxwell eseguo la divergenza ambo i membri ed ottengo
div(rot E) = - div(derivata parziale nel tempo di B) dove E il campo elettrico e B l'induzione magnetica.
Ora poich la divergenza del rotore nulla e poich per il teorema di Schwarz posso invertire l'ordine di derivazione,
ottengo
derivata parziale nel tempo di (div B) = 0
cio, integrando
div B = costante.
a questo punto che sorge il mio grandissimo dubbio. Sul libro c' scritto (cito testualmente) "Se si assume che B
esista da un tempo non infinitamente remoto, la costante deve essere necessariamente assunta uguale a zero, e quindi
div B = 0".
Ma perch? Che significa che se B esiste da un tempo non infinitamente remoto, la costante deve essere 0?
Spero che qualcuno possa darmi una mano, se possibile dandomi una spiegazione corretta ma facilmente
comprensibile anche da un profano come me, ed utilizzando lo stesso formalismo del libro.
Grazie in anticipo!
Aggiorna: @Marica: probabilmente il mio un problema di mancanza di fiducia ma non ci ho capito molto :D o
probabilmente che il prof. Allia ha un'impostazione diametralmente opposta a quella del mio libro (che un libro di
elettrotecnica, non di fisica). Purtroppo per l'esame i prof vogliono che utilizzi pari pari le stesse dimostrazioni del libro.
Mi pare di capire che il prof. Allia parta da un caso particolare di campo (induzione) magnetico generato da un dipolo
magnetico ed evidenzi con un ragionamento sulle linee di flusso che si tratta di un campo solenoidale, mentre il mio
libro bypassa questo tipo di ragionamenti e fa affidamento solo sul formalismo matematico (che purtroppo non riesco a
capire) :D
Aggiorna 2: @Tupac Amaru Shakur: b, dire che "qualsiasi campo elettromagnetico di pratico interesse nullo in tutti
gli istanti antecedenti l'istante iniziale id analisi" come dire che "esiste da un tempo non infinitamente remoto"... ma
il punto ... perch, se cos, la divergenza nulla (e non una qualsiasi costante)?
RISPOSTA
/t (b) = 0 b = 0
dal momento che qualsiasi campo elettromagneticvo di pratico interesse nullo in tutti gli istanti antecedenti l'istante
iniziale id analisi"
["Campi Elettromagnetici", M.Midrio, SGEditoriali]
_______________________________________...
Perch se fosse una costante diversa da zero da un tempo infinitamente remoto, esso sarebbe un pozzo o una sorgente
di campo magnetico... cosa che implica la presenza di un monopolo magnetico.
TI ricordo che le equazioni di Maxwell (te le scrivo in regime armonico):
D =
B = 0
x E = - iH
x H = iE + J
possono essere anche espanse in questo modo:
D =
B = (m)
x E = - iH - M
x H = iE + J
dove con (m) indico la carica elementare magnetica e con M indico la densit di corrente magnetica. Esse sono
quantit sempre nulle, in quanto non esistenti nella realt, ma che vengono utilizzate per garantire una maggior
simmetria nelle equazioni
_________________________

Ti faccio notare un'altra cosa, tu scrivi:


"Ora poich la divergenza del rotore nulla e poich per il teorema di Schwarz posso invertire l'ordine di derivazione,
ottengo
derivata parziale nel tempo di (div B) = 0"
In realt per poter fare (b/t) = /t (b) devi ipotizzare anche che b sia una funzione sufficientemente regolare,
senn l'operatore derivata nel tempo e divergenza non possono commutare..
RISPOSTA 2
Secondo me il "rigore matematico" finisce col div B = costante.
La supposizione che fa dopo non ha nulla a che vedere con la matematica.
E' un risultato prettamente fisico che ti sta a dire che non esistono
monopoli magnetici ma solo sistemi dipolari e correnti tali da generare
campi magnetici le cui linee di campo sono sempre chiuse.
A questo punto, detto ci, la divergenza non pu che essere nulla per via
della definizione matematica rigorosa.

divergenza di una funzione


studiando la legge di gauss per il campo magnetico, ad esempio, ho visto la forma locale di essa, che si esprime con
http://upload.wikimedia.org/math/5/7/6/ ... 502c90.png. mi sfugge il significato pratico della divergenza, dall'esempio
su wikipedia, ho visto che la divergenza di una funzione nulla (ad esempio) nello scarico di una vasca da bagno, ed
ha divergenza massima, in corrispondenza del rubinetto di immissione. cosa mi sapete dire della DIVERGENZA
applicata al campo magnetico? o ank a qll elettrico magari per fissare meglio le idee...

ciao, cerco di risponderti a questa domanda perch per molto tempo me la sono posta anch'io!
in sostanza, la divergenza di un campo rappresenta la 'densit di sorgenti' di quel campo in una certa regione di spazio.
Cerco di spiegarla meglio con l'esempio della vasca da bagno:
prendi come tuo volume V di spazio proprio la tua vasca da bagno. In questa regione scorrer del fluido, che puoi
vederlo come tante linee di flusso (le linee di campo). In questa regione sono presenti delle sorgenti di fluido (es. il
rubinetto, cio un punto da cui si 'origina' nuovo fluido) e dei 'pozzi', io li chiamo cosi, che sono i punti in cui le linee di
fluido 'scompaiono' (in questo caso lo scarico, infatti in corrispondenza di esso come se sparisse il fluido).
La divergenza di un campo vettoriale ti rappresenta proprio in qualche modo la densit di sorgenti o di pozzi di quel
campo, cio: se in una regione V di spazio la divergenza di quel campo positiva, allora significa che in quella regione
si hanno pi sorgenti (punti da cui escono le linee di campo) che pozzi (punti in cui entrano le linee di campo);
viceversa, divergenza negativa significa che in quella regione ci sono pi pozzi che sorgenti, quindi in quella regione ci
saranno pi linee di campo che 'scompaiono' rispetto a quelle generate. Divergenza nulla significa che c' un 'pareggio'
tra pozzi e sorgenti.
Nel caso della vasca quindi, la divergenza massima in corrispondenza del rubinetto perch appunto quella la zona
in cui vengono originate il maggior numero di linee di campo (fluido), mentre la divergenza sar minima (in particolare
negativa, ma non nulla!) in corrispondenza dello scarico, perch li il punto in cui 'scompaiono' pi linee di flusso.
Puoi rifare il ragionamento rispetto ai campi elettrico e magnetico:
-Campo elettrico: qui le sorgenti sono le cariche positive (da cui 'escono' le linee di campo), mentre i pozzi sono le
cariche negative (in cui 'entrano le linee di campo): quindi se in una regione di spazio hai div E>0, significa che hai un
eccesso di cariche positive, viceversa se div E<0, hai un eccesso di cariche negative.
-Campo magnetico: in questo caso la divergenza sempre zero. questo perch non esistono (almeno, a quanto ne
sappiamo noi finora) i cosiddetti 'monopoli magnetici', cio le cariche magnetiche singole: esistono soltanto i dipoli
magnetici, che sono formati da un polo nord e un polo sud attaccati. Dato che non puoi separare i 2 poli, quindi, in una
regione non potrai mai avere un eccesso di poli nord o di poli sud, e quindi in tale regione non avrai mai dei punti isolati
in cui si originano linee di campo o in cui scompaiono: ogni linea di campo infatti esce dal polo nord ed entra nel polo
sud. Per questo motivo per il campo magnetico vale sempre div B =0.

perfetto. non potevo chiederti di essere pi chiaro. avrei anche qualche dubbio sul rotore, ma non so se proseguire qua
la discussione o aprire un nuovo forum. il rotore so che misura la rotazione infinitesima di un campo vettoriale (quale
pu essere un campo magnetico o elettrico). se il rotore = 0 ovviamente si chiamer irrotazionale (come si chiama
soleinoidale il campo magnetico poich ha divergenza nulla anche se non giustissima questa scrittura). ma che cosa
si intende per "rotazione di un campo magnetico"?

mm il rotore invece leggermente pi complicato da capire dal punto di vista fisico...ma ci provo ugualmente!
l'esempio pi brillante per capirlo secondo me di nuovo un fluido che scorre stavolta in un condotto. Il campo
vettoriale in questo caso le velocit delle varie linee di fluido; se il fluido irrotazionale (rotore di v=0) significa che le
varie linee di fluido procedono parallele alla direzione del moto, senza cio 'ruotare' attorno a tale direzione; invece un
fluido in cui il rotore di v diverso da zero un fluido in cui le varie linee di fluido, oltre a procedere lungo la direzione
di propagazione del fluido tendono anche a ruotare attorno ad esso (immagina il rotore come un indicatore della
vorticosit del fluido). Questo era l'esempio con cui capii io il concetto di rotore... applicarlo al caso del campo elettrico
e magnetico ammetto che un p pi difficile (soprattutto da 'vedere'), per io me lo immagino pi o meno ancora
come una misura della 'vorticosit' del campo, cio se il campo irrotazionale sostanzialmente le linee di campo non
'ruotano' intorno ad altre...

PERCHE LA DIVERGENZA DEL ROTORE FA 0


Il rotore un operatore su funzioni di R^3 in R^3, mentre la divergenza un operatore su funzioni da R^n in R. Non si
pu fare il rotore di una divergenza, per il semplice motivo ce non vuol dire nulla. Quello che forse intendevi tu il
rotore di un gradiente.
Per un fatto puramente algebrico: segue dal teorema di Schwarz. Hai provato a esplicitare le componenti di un rotore
applicato a F? ti mostro la prima:
(rotG)_x = dGz/dy - dGy/dz
(rot F)_x = d(dF/dz)/dy - d(dF/dy)/dz = 0 per Schwarz.
EDIT: hai ragione Funkyman, ho letto male e sono partito in 4a :D
Comunque anche l segue dal teorema di Schwarz e da fatti algebrici:
(rotG)_x = dGz/dy - dGy/dz
(rotG)_y = dGx/dz - dGz/dx
(rotG)_z = dGy/dx - dGx/dy
div rot G = d(rotG)_x/dx + (rotG)_y/dy + (rotG)_z/dz =
dGz/dxdy - dGy/dxdz + dGx/dydz - dGz/dydx + dGy/dzdx - dGx/dzdy = (dGz/dxdy - dGz/dydx) + (...) + (...) = 0.
RISPOSTA 2
Applicando i due teoremi di Gauss e di Stokes e sfruttando il fatto che il bordo del bordo di un insieme l'insieme
vuoto, abbiamo che:
_D div rot(k) dV = _dD rot k dA = _ddD k dS = 0
poich ddD = 0.
La seguente ugualianza vale per tutti i volumi D, quindi segue l'asserto.
decadimentobeta: Divergenza del rotore, NON viceversa.
div rot(k) HA SENSO.
SPIEGAZIONE COME SE FOSSI UN BAMBINO
ROTORE
Il rotore di una funzione una freccia associata a ogni punto dello spazio in cui definita la funzione.
pi la freccia grossa e pi alto il valore della circuitazione della funzione [l'integrale di linea della funzione su un
percorso chiuso] sul piano ortogonale alla freccia e passante per quel punto
(per i bambini pi cresciutelli ;-) ) Il valore del rotore in un punto il LIMITE di questo valore diviso la lunghezza del
percorso, man mano che il percorso chiuso scelto si stringe intorno al punto
ESEMPI: in un campo conservativo non esiste un percorso che i dia una circuitazione non nulla, e questo si riflette nel
fatto che il suo rotore nullo ovunque
In un vortice d'acqua il rotore della velocit dell'acqua non nullo e quindi la circuitazione su un percorso pu non
essere nula...un modo per capire che "c' qualcosa che gia intorno a qualcos'altro"
DIVERGENZA
La divergenza un numero associato a ogni punto dello spazio in cui definita la funzione. pi il numero alto e pi
alto il valore dell'integrale di superficie della funzione calcolato su una superficie chiusa che contiene quel punto.
Precisamente, ma ormai l'avrai indovinato, la divergenza il limite di questo valore diviso la superficie man mano che
stringi la superficie intorno al punto
non so se riesco a scrivere pi semplice di cos...

Purtroppo una spiegazione facile dei due concetti di rotore e divergenza non possibile, ma cercher di non essere
troppo tecnico.
Innanzitutto abbiamo bisogno di due ingredienti:
1) Un campo si dice scalare se ad ogni punto dello spazio associamo una grandezza scalare (un numero). Ad esempio
se consideriamo una carta dell'Italia con le temperature scritte su ogni provincia abbiamo una rappresentazione di un
campo scalare. Infatti ad ogni citt associata la temperatura, che una grandezza scalare.
2) Un campo si dice vettoriale se ad ogni punto dello spazio associamo un vettore. Ad esempio se abbiamo una carta
dell'Italia e consideriamo i venti che spirano sull'Italia abbiamo una rappresentazione di un campo vettoriale, perch ad
ogni punto associamo un vettore (in che direzione e verso spira il vento e con che intensit).
Il rotore di un campo vettoriale vuol darci un'idea della vorticosit del campo vettoriale (ad esempio di un moto di
particelle in un fluido, ma va bene anche l'esempio dei venti). Se il rotore nullo, allora si dice che il campo
IRROTAZIONALE, cio non vorticoso.
La divergenza invece legata al flusso di un campo attraverso una superficie, cio vogliamo formulare un bilancio
(sempre nell'esempio del moto di un fluido) tra quante particelle entrano e quante escono dalla superficie considerata.
Il "bilancio" proprio rappresentato dalla divergenza; quando essa nulla, vuol dire che il nostro fluido attraversa la
superficie senza dilatarsi o comprimersi, e si dice che il campo SOLENOIDALE o che il flusso INCOMPRESSIVO.
La trattazione matematica dei due concetti piuttosto complessa e comunque molto difficile (piena di pedici) da
riportare in questa sede. Inoltre, presuppone la conoscenza di un altro concetto (quello di gradiente) e di varie nozioni e
risultati propri dell'analisi matematica.
Pertanto consiglio la consultazione di un buon libro di Analisi Matematica o di Analisi Complessa. Per una trattazione
che privilegi l'aspetto fisico e non quello matematico di questi concetti, rimando alla consultazione di un buon libro di
Fisica Generale che tratti l'Elettromagnetismo (ad esempio il bel libro di Halliday).
....ehm .... per fartela breve un operatore matematico (quello che non volevi sentire!!!!) .... in fisica alcuni fenomeni
sono descritti da questo operatore e tutti questi fenomeni riguardano una rotazione (potrei farti molti esempi .... ad
esempio 1/2 del rotore del vettore V velocit assunto come la velocit di rotazione media di una particella di
fluido!) ...
Allo stesso modo la divergenza di un vettore matematicamente costituita dalla somma delle derivate parziali delle
componenti del vettore rispetto alle coordinate spaziali ... in sostanza se hai un riferimento cartesiano ortogonale ti
dice come varia il vettore nelle 3 direzioni spaziali! ... in aerodinamica la divergenza del vettore velocit assunta
come la variazione di densit per unit di densit ossia caratterizza la dilatazione di una particella di fluido ...

sono operatori che sono scaturiti dagli studi di fluidodinamica, per quello si chiamano cos. sono operatori che si
applicano ai campi vettoriali e danno alcune informazioni sulle loro caratteristiche locali. il rotore legato al concetto di
rotazione e la divergenza al concetto di flusso
il modo migliore per capirli sono il teorema di stokes e il teorema della divergenza. il primo ti dice quanto vale
l'integrale di linea di un campo in un qualunque circuito chiuso, cio ti dice complessivamente quanto il campo ruota
attorno a un punto contenuto nel circuito, e ti da informazioni sulla conservativit del campo (un campo conservativo
(come il campo gravitazionale) ha rotore nullo). il secondo ti dice quanto il campo passa attraverso una superficie, e ti
da informazioni sulla sua solenoidalit (in un campo solenoidale (come il campo magnetico) nulla la divergenza).
purtroppo non sono concetti elementari, un po' di matematica e un po di fisica sono necessarie per capirci qualcosa. ti
consiglio un libro di analisi 2 e uno di fisica 2 per cercare di farti un'idea migliore

FLUSSO CAMPO MAGNETICO


Il campo magnetico pu essere rappresentato come delle linee di forza aventi una certa direzione. Se prendiamo una
superficie orientata (in cui ne stabilisci un verso convenzionale) il flusso l'integrale del campo magnetico nella
superficie, ovvero in parole povere "il numero" di linee di forza che passa attraverso una data superficie. Il flusso di
campo magnetico nullo, perch le linee di forza del campo magnetico, a differenza di quello elettrico, sono linee
chiuse (in quanto generate secondo il principio di equivalenza di Ampere da correnti circolari infinitesime): quindi tante
linee di campo entrano nella superficie, tante ne escono. La somma nulla, il flusso totale nullo. Diverso il discorso

per campo elettrico: qui esiste il monopolo (la carica elettrica) che genera campo elettrico radiale. Se scegliamo una
superficie sferica e mettiamo la carica dentro allora il flusso sar sicuramente non nullo, e pari per il teorema di Gauss
a q/epsilon