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Nicola Spinosi

Freud: il senso etico della dimensione mentale.


Appunti di lettura

Raccolgo qui alcuni degli appunti presi durante una


mia esperienza di lettura panoramica della
traduzione di numerose tra le opere di Sigmund
Freud (nell'edizione Boringhieri). Ho iniziato dalla
fine allo scopo di confrontarmi prima con le idee
consolidate di F, risalendo piano piano agli inizi. Se
non per risparmiarmi l'impatto con i vagiti del
"genio". In realt ho letto dal decimo volume al
terzo, ragione per cui ne ho saltati ben tre. Nelle
citazioni rispetto la forma "psicoanalisi"; quanto a
me, preferisco la forma "psicanalisi". Per altro in
questione qui il freudismo. Oramai la psicanalisi
divenuta altro.
Il testo che propongo, pieno di lacune ed altamente
non scolastico, diretto a coloro che hanno a
disposizione pazienza, tempo se non le opere di F
Una divertente pubblicazione illustrata
(R.Appignanesi e Oscar Zarate, Writers and Readers)
s'intitola Freud for beginners. Significa "per
principianti". Il presente testo potrebbe intitolarsi
"Freud for quitters". Per terminanti?
In corso d'opera si accenna al tema della
circoncisione in Freud: come nessun altro argomento
freudiano quello della evirazione e della sua
ritualizzazione, la circoncisione, serve a situare la
psicanalisi nel suo contesto ebraico.

"Un critico severo potrebbe obbiettare che tutte queste


sono solo fantasie proiettate nel passato anzich
determinate dal passato" (S.F. Lettere a W. Fliess,
Boringhieri, p.158)
"Il mio paziente pi importante ero io stesso" (S.F.
Lettere a Fliess, p.167)
"Noi affermiamo (...) che non si dimentica nulla senza
una nascosta ragione o un segreto motivo".(S.F. Opere
V, p.276)
"Non mi ritengo responsabile dell'accento monocorde
delle soluzioni offerte dalla psicoanalisi..." (S.F. Opere,
VI, p.380)
" 'Com' che il professore sapeva gi tutto? Forse parla
con il buon Dio?' " (S.F. Opere, VI, p.509)

Volume X
L'analisi dei non medici.
378) Il lupo delle fiabe, divoratore, "un
travestimento del padre"?
Il lupo stato un grande effettivo pericolo per
l'uomo, tra l'uomo ed il lupo c' grande paura ed
inimicizia. Il lupo delle fiabe un agente della paura.
Riportare il lupo nella famiglia fargli un dispetto, al
lupo!
F nemico del lupo.
(381). L'incesto nella storia e nella mitologia non
dimostra che nell'infanzia c' "un'aspirazione
incestuosa"; ma che essa presente tra Dei e Re.

Un bambino viene picchiato.


F ha costruito una macchina o se vogliamo un gioco
le cui regole egli scambia per leggi (di natura)
osservabili. L'oziosamente difficile testo illuminato
da idee ingegnose che per non sono dimostrate se
non in forza delle suddette regole del gioco, quello
della sessualit infantile, una protosessualit che
assomiglia un po' troppo a quella adulta che
conosciamo ("peccaminosa"). La protosessualit
infantile fantascienza. Sulla fantascientificit di F si
veda Grubrich-Simitis, curatrice della Sintesi delle
nevrosi di traslazione (Boringhieri). La sessualit
conta. La protosessualit freudiana no.

Il perturbante.
Perdere la vista non meno grave della perdita,
previa castrazione, del membro.
Non un'immagine, quella della perdita degli occhi,
che attenua la perdit della virilit. Perch dovrebbe
darsi spostamento dalla seconda alla prima?
Essere sepolti vivi ha un fondamento nel fatto che
molti morti apparenti hanno fatto, nei secoli pi
sprovvisti di sapere scientifico, quella fine. Altro che
vita intrauterina (105).
Il dispositivo difensivo della psicanalisi, per cui la
critica considerata resistenza all'analisi e quindi
squalificata, assomiglia al dispositivo difensivo
dell'ebraismo odierno, per cui la critica (magari alla
politica di Israele) considerata antisemitismo e
quindi squalificata.
Del resto resistere utile alla sopravvivenza. Certo,
si resiste anche per sopravvivere nella falsit.

Volume IX
Al di l del principio del piacere.
(p.200) Trovo che il cosiddetto punto di vista
economico prende in considerazione il piacere che
qualcosa (come il gioco infantile) procura. Ne traggo
la convinzione che l' "economico" freudiano abbia a
che vedere con la "partita doppia" delle uscite e
delle entrate in fatto di piacere.
L'infedelt (p.207) amorosa un argomento adulto
proiettato sull'infanzia. La nascita di un fratellino non
questione d'infedelt del genitore, semmai
questione di perdita della "prima pagina" e del
"monopolio" che il fratello maggiore pu patire.
Ai bambini si attribuiscono da parte di F stati
d'animo umani adulti impossibili presso i bambini.
Avr ragione chi accenna agli effetti, in analisi, di
situazioni transferali, effetti espressi per con
linguaggi autobiografici riferiti all'infanzia?
La voce "psicoanalisi" per una enciclopedia tratta in
un punto di pietre miliari della p.a. da accettare in
blocco per dirsi analisti. Non in questione un
assortimento cui attingere in modo parziale, un
sistema o non . Ma altrove questa radicalit appare
scemata.
Si ha l'impressione della insostenibilit di certe
convinzioni di F circa il desiderio infantile; e
l'impressione della follia metapsicologica di F.

In effetti in ambito "metapsicologico" F maneggia


delle ombre, delle metafore, che usa per come se
fossero pezzi del "Meccano". Il "come se"
dimenticato.

Compendio di psicoanalisi.
F si sofferma sui debiti della p.a. nei confronti
dell'ipnosi. Si riferisce alla riproduzione ipnotica di
certe paralisi da parte di Charcot - per suggestione.
Ci m'induce a pensare al fenomeno dell'imitazione
di certi stati emotivi da parte dell'attore. Questi stati
emotivi si producono come se fossero veramente
fondati neurologicamente, mentre non lo sono. A
meno che qui non entri in gioco il fattore "neuroni
specchio". Questo farebbe pensare che Charcot
attivasse le sue paralisi ipnotiche sollecitando
l'attorialit dei soggetti - e i loro "neuroni specchio".
Un vantaggio della "lapsuslogia" freudiana che in
essa si resta su un terreno di ragionevolezza - niente
metafisica, niente fantascienza dell'infanzia, ma
storie (certo opinabili) di soggetti adulti che cadono
prede dei loro motivi tenuti segreti. Sta qui la validit
dell'esperienza analitica e della critica culturale che
l'analisi consente.
La sensibilit di F alle deformazioni (spregiative)
operate dai lapsus potrebbe provenire dalla
esperienza dei cognomi (ebraici) in tedesco, non di
rado allusivi. Se vero che il cognome deforma
l'immagine della persona che lo porta, che la
inchioda ad una dimensione significante sgradevole.

Volume VIII
Introduzione alla psicoanalisi.
Anche per la psicoanalisi, scrive F in nota (p. 292)
dal sublime al ridicolo non c' che un passo.
(P.296) Pensieri onirici latenti o conseguenti alle
immagini/parole del sogno? Con ci rovescio il
discorso freudiano. Ci che lui trova nell'analisi dei
sogni non sta dietro e prima, ma oltre e dopo il
sogno.
Le immagini formate dalle nuvole non rispondono
alla formazione delle nuvole.
Non si tratterebbe d'interpretazione, dunque, ma di
trasformazione. Jung ne La psicologia dell'inconscio,
a proposito del "lavoro onirico" di cui F parla,
osserva che la natura non cos astuta e malignetta.
Nella lezione nona F scrive che ci che fa apprire
strano e incomprensibile il sogno la deformazione
onirica (p.309).
Il sogno appare spesso strano e incomprensibile,
certo in esso si manifestano al sognatore
deformazioni, ma nel senso di rappresentazioni
imprecise.
La deformazione onirica dipende secondo F dalla
censura, qui cade l'esempio del sogno della signora
che prodiga servizi amorosi alla truppa (p.310),
davvero notevole. La stranezza e incomprensibilit
eventuale dei sogni dipende magari non dal

nascondimento, ma dalla spensieratezza narrativa


che presiede alla loro apparizione. La censura, nel
sogno dei servizi amorosi, autoevidente, fa parte
del sogno, non agisce sul sogno, ma nel sogno.
Il sogno non incestuoso, certo non
"inequivocabilmente"; la signora usa il suo
patriottismo per progettare un suo impiego come
"ausiliaria sessuale", certo coinvolta perch il figlio
fa il soldato. Togliendosi qualche soddisfazione. E' il
risvolto del volontariato.
Nella lezione decima F inserisce il simbolismo
onirico, che una concessione alla tradizione e una
deroga quanto al metodo p.analitico associativo.
Propone oroscopi.
"Nel sogno la stragrande maggioranza dei simboli
costituita da simboli sessuali" (p.325). Cio quel che
F chiama relazione costante simbolica tra un
elemento onirico e la sua traduzione.
Se la donna sogna di volare (volare "uguale a
erezione") significa che vuol essere uomo (p.327).
Ridicolo!
(333) Il simbolismo onirico non solo onirico
(folklore, modi di dire) ed inconsapevole. Quindi
nel sogno v' qualcosa di non onirico. Continuit tra
sogno e veglia. E le associazioni personali (que che
viene in mente a proposito del sogno) che ci fanno,
allora?
Lezione dodicesima. Le interpretazioni sessuali dei
sogni ai tempi potevano parere scandalose, oggi

sono comiche. L'opera di F datata, in parte, in


parte infondata.
Lezione tredicesima. Perch si ricordano fatti banali
successi nell'infanzia? Sono i ricordi "di copertura".
Cio stanno al posto di altro. Non sono d'accordo, si
ricordano cose banali perch sono perfettamente
rappresentative della nostra vita, in ci quindi non
sono banali, per noi. Sono ricordi di scoperta, non di
copertura.
Del resto vero che si coprono le vergogne. O
almeno si coprivano.
(377) Si vede come F attribuisca significati adulti al
mondo infantile senza curarsi della barriera che c'
tra i due mondi in relazione anche alla sessualit,
non solo allo sviluppo fisico e cerebrale. Intellettivo.
Attribuisce la perversione adulta ai bambini, che non
ne hanno la strumentazione. E' un errore di
prospettiva.
(382) Se noi rifiutiamo la teoria freudiana
dell'appagamento dei desideri nel sogno, ci
dipende dalla censura che continua il suo lavoro. Se
non gli credi, a F, significa che censuri, o resisti.
Il lavoro sui sogni che F propone, cio una loro
interpretazione, non d adito, ripeto, alla conoscenza
dei materiali inconsci con cui i sogni sarebbero fatti,
alla conoscenza dell'origine nascosta dei sogni, ma
invece un andar oltre. In altri termini: i racconti
che chiamiamo sogni sono prodotti umano-naturali.
Che noi interpretiamo, come fossero nuvole nel cielo.
Jung ha scritto che il metodo freudiano di analisi dei

sogni previa associazione libera da parte del


sognatore darebbe risultati analoghi movendo da un
manifesto pubblicitario.
Lezione diciannovesima. La regola fondamentale,
dire tutto in analisi, impossibile da rispettare, anzi
fatta per provocare opposizione. L'analista chiede
qualcosa che in effetti riguarda un tipo di
prestazione mentale e verbale folle. L'opposizione
alla follia di "dire tutto" presa come resistenza. Ma
inevitabile che sia cos. L'impossibile non diviene
possibile se l'analista lo prescrive. E fuori della
portata del paziente, e non soltanto perch c' del
marcio in lui. Ma perch la mente selettiva.
(454) La resistenza (Widerstand significa anche
opposizione) dimostrerebbe la rimozione, ne sarebbe
la faccia visibile. La resistenza dimostra in genere i
limiti naturali della mente, invece.
La resistenza dipende dall'io, e anche la rimozione,
secondo F. C' un condensato di censura, resistenza
e rimozione (p.454-56). Ma la resistenza alle
associazioni libere dipende dalla sua costitutiva
impraticabilit, non solo dalla censurabilit di certi
pensieri in quanto incompatibili con la coscienza,
non ammissibili. La rimozione non dipende
misteriosamente dall'io, ma forse dal funzionamento
della mente. Quindi non di rimozione si tratta, ma di
selezione, come nel caso della resistenza alle
associazioni libere.
Freud sovrappone l'etico al mentale.

V' chi rivendicherebbe una simile mossa (per


esempio M.Bertani e M.Ranchetti, curatori
dell'antologia intitolata La psicoanalisi e
l'antisemitismo - Einaudi) nel contesto di una lettura
privilegiante il costruire e la produzione
interminabile di senso dell'analisi. Certo due tarde
opere di F portano nel titolo le parole "costruzione" e
"interminabile". E' una lettura libertaria,
decostruzionistica, quella di Bertani e Ranchetti:
tanto estesa l'opera di F che non si pu non
trovarci ci che piace (o dispiace).
Lezione ventesima. Come puoi aver memoria dei
tuoi primi anni? Si tratta di impossibilit mentale,
scambiata da F per qualcosa di tendenzioso. Da
notare: della sessualit la prima definizione :
"qualcosa di sconveniente", e sia pure espresso in
modo ironico.
Che la sessualit adulta pervertita assomigli alla
sessualit infantile non significa che la seconda sia
paragonabile alla prima. Di paragoni non si muore,
per serve equilibrio.
F proietta la sua, di tendenziosit.
Lezione ventunesima. ( 483) Non la "purezza"
sessuale del bambino da difendere (ipocritamente)
contro le "scoperte" freudiane, il fatto che il
bambino non all'altezza n di fare n d'immaginare
gli atti che F gli appioppa, "costituzionalmente
immaturo", e che sia "perverso" un'etichetta
adultocentrica. L'ipocrisia non manca, non mancava
ai tempi, ma la provocazione freudiana non fa
scienza.

(490) Influenzamento genitoriale in direzione


edipica.
Lezione ventitreesima. "Sembra plausibile
concludere che le esperienze libidiche non hanno
avuto a suo tempo alcuna importanza, ma l'hanno
acquisita solo regressivamente" (519). D'accordo. Si
tratta di riletture, di revisioni, di reinterpretazioni.
Nachtraeglicheit.
Lezione ventiquattresima. (541): una delle obbiezioni
alla psicanalisi: essa "tentava di costruire una teoria
puramente psicologica dei fenomeni nevrotici, e ci
era completamente privo di prospettive giacch mai
le teorie psicologiche potrebbero spiegare una
malattia".
A pag. 540 m'interessa l'accenno al superamento
dell'insincerit dei pazienti in fatto di vita sessuale.
Veramente l'insincerit si estende oltre. L'insincerit
forse un comune "sintomo" di natura morale. In tal
senso la psicanalisi freudiana si occuperebbe di
morale e di "malattie" morali. Del resto se
l'insincerit serve a nascondere le passioni naturali,
se sta al servizio della repressione sessuale,
qualcosa di "malato" potrebbe risultarne.
Lezione ventottesima. Tra i sogni dei nevrotici e
quelli dei non nevrotici non c' differenza, scrive F,
quindi le nevrosi dei sani si manifestano solo nei
sogni (605). Se ne potrebbe per trarre la
conclusione logica che i sogni dei nevrotici non sono
nevrotici, ma normali, normalmente incasinati come
sono i sogni, che per non servono alla cura delle
nevrosi.

A pag.608 F parla di sua citt natale riferendosi a


Vienna, ma lui non nacque a Vienna. Anche questa
insincerit.

Volume VII
Falso riconoscimento nel lavoro psicoanalitico.
(290-91): tagliarsi o temere di essersi tagliato il
mignolo come paura dell'evirazione. I maschietti
ebrei sanno della circoncisione, per quanto non
possano certo ricordare la loro propria; nelle loro
comunit la circoncisione un momento importante,
v' uno o pi di un "circoncisore" istituzionale. Lo
stesso F, come vedremo, lega circoncisione e
castrazione, essendo secondo lui la prima una sorta
di pars pro toto della seconda. Inutile dire che il
paragone tra mignolo e pene tendenzioso.
In Totem e tab (pag.156 di questo volume) scrive:
"Quando i nostri bambini vengono a conoscenza
della circoncisione rituale, l'equiparano alla
evirazione."
I capisaldi della psicanalisi freudiana (castrazione,
Edipo, visione da parte dei bambini dei genitali
altrui, incesto, scena primaria) sembrano derivare da
esperienze, come quella di Sigmund bambino, fatte
in bilocali sovraffollati (v. M.Krull, Padre e figlio,
Boringhieri, nota a p.1). E da preoccupazioni
ebraiche.
A proposito. E' probabile che l'ebraicit della
psicanalisi abbia costituito un motivo di freno alla
sua diffusione, all'inizio. Ma c' da chiedersi se, dopo
Auschwitz, l'ebraicit non sia, invece, stata ci che
ha tenuto a galla per decenni la psicanalisi. Dottrina
piena di buchi e di toppe.

In nome della sua ebraicit la psicanalisi stata


prima osteggiata, poi favorita. F stesso del resto fu
costretto a lasciare Vienna ed a riparare a Londra,
dove mor nel 1939, per sfuggire al nazismo.
Meritava un risarcimento. Secondo M.Bertani e M.
Ranchetti (v. La psicoanalisi e l'antisemitismo) la
psicanalisi una "controscienza" che merita di
essere onorata per aver combattuto l'antisemitismo
e il razzismo positivistico. Essa sarebbe "l'unica e la
'vera' forma dell'ebraismo nel tempo in cui si
annuncia il progetto di distruzione dell'ebraismo
stesso".
Apro una parentesi sul tema della castrazionecirconcisione:
Volume VII
(560) F sostiene che la circoncisione costitu un
ridimensionamento della evirazione preistorica.
Volume V
(504) Il complesso di evirazione la pi profonda
radice inconscia dell'antisemitismo, giacch fin da
piccolo il bambino sente dire che l'ebreo subisce un
taglio al pene (una amputazione al pene, interpreta
il bambino), e ci gli d il diritto di disprezzarlo.
La fondamentalit dei temi riconducibili
all'evirazione nella psicanalisi freudiana
indiscutibile. L'evirazione come fantasia e timore
angoscia da F esplicitamente connessa con la
realt della circoncisione e la sua tradizione, estesa
a numerosi popoli, tra i quali gli ebrei.

Come noto (ma vi sono sedicenti analisti che lo


ignorano o lo considerano irrilevante) F era ebreo e
doveva aver avuto a che fare con il tema della
circoncisione, spesso (ho trovato almeno venticinque
riferimenti) ricordata nei suoi scritti. Da qui a
sostenere che il tema della evirazione in psicanalisi
stia a rimorchio di quello ebraico della circoncisione
c' differenza.
F, come se indovinasse questa ipotesi del
rimorchio, sostiene che la circoncisione un
ingrediente, in quanto disprezzata,
dell'antisemitismo. Ci costituisce un marchingegno
a difesa della teoria di F della centralit del tema
della evirazione nello sviluppo delle persone? F
avvisa chi potrebbe discutere la sua teoria della
castrazione: attento, potresti incorrere
nell'antisemitismo.
Oggi (2016) si tratta di un'accusa assai importante.
Chiusa la parentesi.

Per la storia del movimento psicoanalitico.


( 381) "La psicoanalisi (...) una mia creazione; per
dieci anni sono stato l'unica persona che se n'
occupata (...)"
( 386): la traslazione (transfert) "che s'instaura in
ogni trattamento" sarebbe "la prova inconfutabile"
che le forze motrici della nevrosi derivano dalla vita
sessuale, poich la traslazione include anche della
sessualit. K.Kraus (Detti e contraddetti, Adelphi) ha
scritto una volta per tutte che la psicanalisi la
malattia di cui vorrebbe essere la cura.
(393): quel che F denomina deformazione onirica di
materiali psichici (ci che darebbe luogo alla
stranezza dei sogni) sarebbe riconducibile ad un
conflitto interno del sognatore, "ad una sorta
d'insincerit interiore". Come detto, F sovrappone
l'etico al mentale.
(396-97): F trattava i critici della psicanalisi, cio i
suoi critici, come malati.
( 412): a Paul Janet, che aveva affermato esser la
psicanalisi una "cosa viennese", F ritorce che
"viennese" significava "un altro rimprovero che si
preferiva non proferire in pubblico", l'origine ebraica
di F .
Viennese significa viennese. E comunque F non era
viennese.
Per la Storia del movimento psicoanalitico un
testo dove F tratta Adler e Jung come due cretini,

buffoni, ladri, imbroglioni, e attira su di s montagne


di antipatia.
(427): l' "osservazione da parte del bambino dell'atto
sessuale tra gli adulti" data per scontata, ma
invece discutibile. Quando la si nega, ci
attribuito a rimozione, ma, ripeto: soltanto in
residenze anguste e sovraffollate, come quella dove
Sigmund (Shlomo) crebbe, tale osservazione
infantile dell'atto sessuale scontata.

L'uomo dei lupi.


(512-13): leggendario gioco di prestigio sul sogno dei
lupi. Svariati lupi che fissano immobili dai rami d'un
albero diventano pap e mamma intenti a copulare.
Chi fissato viene trasformato dal mago F in colui
che fissa. A pag. 532 F sospetta di aver vaneggiato.
(519): un bambino piccolissimo brama di essere
sodomizzato dal padre? Per fortuna a pag. 521, in
nota, si precisa che ad impressioni ed impulsi di un
quattrenne si prestano parole descrittive adulte.
(552) Ma capita, non solo qui, che i "se"
s'indeboliscano e il sogno dei lupi divenga senz'altro
il sogno dei genitori intenti ad accoppiarsi more
ferarum.
A pag. 575 in nota vi sono importantissime riserve
espresse sul "fantasticare retrospettivo".

Tecnica della psicoanalisi. Nuovi consigli.


Gli scritti tecnici sono pi che sopportabili, a
differenza di quelli teorici e clinici: la prassi inerente
la conquista di una maggiore autenticit del paziente
sembra qualcosa di interessante, mentre la teoria
un garbuglio atroce. Le mie letture negli anni hanno,
perci, prudentemente glissato su certe costruzioni
teoretiche freudiane.
(356). Al posto del ricordare, l'agire ripetitivo. Idea
che si presta all'abuso. Agire si pu,
somigliantemente a modelli infantili, ma senza
avrene fatto la pratica, ai tempi. Mi comporto come
un bambino, ma non come il bambino che fui.
(365). L'innamoramento del paziente per l'analista
esprimerebbe la resistenza all'analisi, ma l'analista
potrebbe aver messo in moto l'innamoramento.
Qualsiasi ostacolo all'analisi, sostiene F, resistenza.
E' come per la sessualit infantile, invece: il
desiderio eventuale non dei bambini, ma deriva
loro da quello adulto.
(367). Funzione educativa e valore etico della
psicanalisi: sincerit, verit.

Totem e tab.
La spiegazione di Wundt, ma anche di Frazer (v.
L'avvocato del diavolo , Donzelli), che la potenza dei
divieti deriva dal timore dell'ira divina, a F non basta.
Perch (33) gli dei sono "creazioni delle forze
psichiche dell'uomo". La superstizione religiosa non
spiega il rispetto dei divieti, non l' "atomo". Noi
non crediamo agli dei, ma i popoli detti primitivi s, ci
credono e ci credevano. Altra cosa cercare l'origine
della credenza negli dei, altra negarle importanza
basilare nell'imposizione dei divieti (tab). La falsa
coscienza una base che funziona come fosse vera.
(37). Le prescrizioni dei tab, stando anche al Frazer
non conosciuto da F, non sono prive di motivazioni,
in quanto servono a salvaguardare l'ordine sociale. Il
"tab della suocera" di cui F tratta nel primo saggio
di Totem e tab, forse motivato dal timore
dell'incesto. La suocera e il genero sono
reciprocamente tab perch se copulano la societ
va in pezzi. Quanto ai cerimoniali ossessivi, che F
brillantemente paragona a quelli dei primitivi,
anch'essi sembrano immotivati, ma non lo sono,
infatti violarli significa mandare all'aria l'equilibrio
dell'ossessivo stesso. Il suo ordine, malato come
quello di alcune societ. (v. E.Fachinelli, La freccia
ferma, Adelphi)
(56). La superstizione un motivo di per s.
(68) F non sospende l'incredulit circa la
superstizione, non rispetta il contesto, diciamo il
genere, come invece fa Canetti in Massa e potere

(Adelphi), quindi attira nel campo psicanalitico


personaggi e situazioni appartenenti al campo
etnologico.
Ingegnoso ermeneuta, cerca l'atomo psichico e
dimentica di distinguere i suoi nevrotici viennesi dai
popoli primitivi, ignari delle ambivalenze dei
progrediti borghesi.
Le supestizioni sono tali secondo noi, ma non sono
altro che concezioni del mondo, per i primitivi.
Secondo noi moderni sono concezioni erronee, ma
anche noi siamo in preda all'errore, siamo cio
convinti di sapere cose che entro poco tempo
saranno forse smentite, in ambito scientifico.
(91) "Sopravvalutazione del pensiero" tra i primitivi.
"Le cose retrocedono in secondo piano rispetto alle
loro rappresentazioni; ci che s'intraprende con
queste ultime deve verificarsi anche tra le prime. Le
relazioni che sussistono tra le rappresentazioni
vengono presupposte anche tra le cose." Non vale
ci anche nella metapsicologia freudiana?
In questa terza parte di Totem e tab c' molto da
studiare, l'idea della "concordanza" tra primitivi e
bambini e nevrotici moderni resta notevole. Nel
senso che v' del primitivo tra noi moderni, non nel
senso che ci sia del nevrotico nei primitivi. Infatti
l'animismo tra i primitivi era un normale approccio al
mondo (99), rispondeva ad una concezione del
mondo. Era legge, mentre la nevrosi eccede.
(102). A proposito della ricerca dell'atomico psichico:
la superstizione, come la paura, come il sogno, come
il demone, sono definizioni psicologiche provvisorie

"che si sono dissolte al cospetto della ricerca


psicoanalitica".

Volume VI
L'uomo dei topi.
(10). Le interpretazioni di F, nel 1909 gi note a
Vienna, attirano l'ossessivo "uomo dei topi" come se
costui avesse trovato un suo simile, quanto al lavorio
mentale.
"Se voglio vedere donne nude, pap muore" (p.14).
E' una superstizione che non sarebbe dispiaciuta al
Frazer dell'Avvocato del Diavolo.
(22): In merito alla "sproporzione tra contenuto
rappresentativo e affetto" ("enormit dell'auto
rimprovero"), F sostiene che l'auto rimprovero
inconsciamente fondato su qualcos'altro,
adeguatamente grave. Non contempla l'ipotesi che il
paziente sia uno stolto; al mentale, ripeto,
sovrappone l'etico. A pag. 32 troviamo la descrizione
del capolavoro di stoltezza o futilit dell'uomo dei
topi: sasso spostato e poi rimesso al posto che aveva
prima. Leggendario.
(33): il rapporto con l'amata a confondere l'uomo
dei topi, poich lei lo fa ammattire, da dieci anni
rifiutando di sposarsi con lui.
(50). Il racconto della tortura tramite i topi ingabbiati
in prossimit dell'ano del torturato non pu non
evocare in modo moltiplicatamente sgradevole il
coito anale (passivo, attivo, etero ed omosessuale).
La tortura "crudele e lasciva" (52), se vera,
rappresenta un genere macabro, mortale di coito

anale. Del resto minacciato. Il racconto della tortura


di per s un trauma.
Proprio com' per i sogni, le associazioni sono la
fantasia sprigionata dalle immagini, dalle parole,
sono un prodotto creativo: non rinviano all'origine
del sogno, o del sintomo nevrotico, o dell'atto
mancato, che per dir cos naturale.
Freud scambia gli effetti (della nevrosi) per le
sue cause.
L'uomo dei topi non nevrotico per via delle sue
pazzesche associazioni, ma fa associazioni
pazzesche perch nevrotico. E, forse, perch uno
stolto vizioso e viziato.

Cinque conferenze sulla psicanalisi.


(158). F finge di domandare: "Perch mai anche altri
eccitamenti psichici <oltre a quelli di natura
erotica> non dovrebbero dar luogo ai fenomeni della
rimozione e della formazione sostitutiva?" E' una
buona domanda.
La sessualit e il suo campo erano oggetti
vergognosi, quindi da nascondere. F non aveva torto
a porre su un piano speciale la rimozione degli affari
erotico sessuali rispetto alle altre rimozioni,
mistificazioni eccetera. A livello individuale il sesso
era ci che il denaro rappresentava a livello
collettivo.

Prospettive della terapia.


(202). L'impoverimento "dell'io a causa del grande
dispendio di energia per la rimozione che la civilt
esige da ogni individuo" ricorda lo sfruttamento
secondo Marx - estrazione di plus valore.
(203). Ai rivoluzionari si oppone resistenza, cos la
societ ed il singolo alla terapia psicanalitica.
(205). Durante una scampagnata: per far pip le
signore dicono "vado a coglier fiori". Aspetto
imperituro della psicanalisi lo smascheramento. Ma
per smascherare non serve tutto l'armamentario
freudiano. V' oggi chi traduce "dormire" con
"riposare", magari quando in questione il
sonnellino pomeridiano.

Leonardo.
(224) Una "pulsione particolarmente intensa"
1) probabilmente gi stata viva nell'infanzia;
2) la sua supremazia stata stabilita da impressioni
infantili;
3) per rafforzarsi ha attirato forze pulsionali
originariamente sessuali. E' cos che un uomo "si
dedica alla ricerca" con la passione da un altro
riservata "ai suoi amori".
4) ogni volta che si hanno pulsioni intense forse c'
stato un "rafforzamento sessuale".
(225) Le instancabili domande dei bambini cercano
di sostituire "un'unica domanda" da loro non fatta.
Da dove vengono i bambini?, domanda il bambino,
specie se vive in una conigliera dove ogni po' ecco
un nuovo nato. Ma se figlio unico e vive in un
appartamento dove lui ha una sua camera?
(232) La "ricordazione" di Leonardo da Vinci diventa
"fantasia infantile" in quanto sorprendente. E
rimanda alla fellatio. Dal succhiare un pene al
succhiare un capezzolo; per quando si in culla
non si succhiano capezzoli, per questo si presi in
braccio; Leonardo scrive che si trovava nella culla.
(233) "Fantasia omosessuale passiva".
Quella su Leonardo da Vinci un'operetta delirante.
Il testo si basa su una interpretazione di fondamento
modestissimo; si appoggia sulla fama omosessuale
di Leonardo e parte spedito con queste carte false,
non senza diventare interessante.

(270) Leonardo? Secondo F: Un fallito!

Schreber.
(352-53) Il magistrato Schreber delira nei termini di
una teologia di tipo gnostico, poco consona con il
suo tempo e con la sua professione; e finisce in
manicomio, dove scrive le sue "memorie". (Memorie
di un malato di nervi, Adelphi)
(370) La causa della malattia di Schreber "fu un
assalto di libido omosessuale" combattuto,
conflittuale, scrive F
(378) Il padre di Schreber, celebre educatore, ha,
secondo F, caratteristiche che si celano sotto
sembianze divine nella "teologia" del figlio. Scrive F:
"Non mi ritengo responsabile dell'accento
monocorde delle soluzioni offerte dalla psicoanalisi."
(386) Il comportamento normale di una persona
impedirebbe secondo F i tentativi di far luce nella
sua vita psichica. Il delirio (come quello di Schreber)
porta regolarmente alla luce la natura dei rapporti
affettivi con il prossimo, la quale ha a che vedere
con l'erotismo.
(392) La psicanalisi fa derivare la psicopatologia
dalla rimozione, secondo F, opera quindi lungo una
linea etica, cio d valore etico alla malattia
(nevrosi, paranoia).
(396) Rimozione come "distacco della libido dalle
persone e cose in precedenza amate." Essa avviene
"in silenzio".

Psicologia della vita amorosa.


(422) Ci s'innamorerebbe di estranei alla famiglia
perch in famiglia non si pu attuare una "vita
sessuale reale". Familismo estremo!
(446) Decapitare il sostituto simbolico di evirare,
sostiene F, anzi, lo d per scontato.
La decapitazione una pratica diffusa, perfino
celebrata (v. la ghigliottina), che pone fine alla vita
del decapitato, contrariamente alla evirazione.
Perch ci si dovrebbe servire d'una immagine di
morte per sostituire quella d'una menomazione?
F ha una concezione ferrea della censurabilit delle
cose inerenti il sesso. Il sesso, parlarne eccetera,
per F, affare pi serio della vita, e della morte.

Volume V
II motto di spirito.
(15) Niente nel motto di spirito conta, nella sua
riuscita, se non la forma.
Non passi inosservato in questo scritto l'uso del
termine "tecnica", tendenzioso non poco. I motti
scaturiscono come scintille improvvise, non sono
prodotti di una "tecnica", ma del caso (bisticcio di
parole) e del talento (gioco di parole). Meglio
sarebbe parlare di meccanismi del motto, e sia pure
tra virgolette.
(25) Contenuto manifesto e contenuto latente dei
sogni. Il motto equivarrebbe al sogno manifesto. Al
posto dell'arguzia del motto, nel sogno c' lo
spaesamento?
(30) Motto come risposta pronta.
(36-37) Condensazione come risparmio?
Condensazione come collage, piuttosto, come "fare
altro".
(39) "Dispendio intellettuale"? Ma no, vacanza!
Il dispendio psichico, intellettuale: il peso mentale
ed emotivo del mantenimento della correttezza in
ogni momento. E' fatica, che diventa piacevole
risparmiarsi. I motti di spirito sono momenti di libera
uscita dalla correttezza. In ogni campo.

(117) L'arguzia protegge i mezzi che procacciano il


piacere "dalle rimostranze della critica, che
distruggerebbero il piacere".
(124) Il motto combatte contro la ragione, il giudizio
critico, la repressione.
(140) "Mi sia consentito paragonare l'economia
psichica con l'esercizio di un commercio."
Paragonare lecito e spesso creativo, basta che non
si scivoli nella equiparazione.
F paragona il motto con il sogno.
(146) E' lo spostamento che genera l'estraneit e
l'inintelligibilit del sogno; lo spostamento sta al
servizio, secondo F, della censura, della
attenuazione.
(152) Nel motto il pensiero torna bambino, gioca con
le parole.
Il motto, scrive F, sociale, invece il sogno non lo .
E allora perch si raccontano i sogni? Perch i
racconti dei sogni non sono i sogni, i quali restano
inafferrabili.
F d per scontata l'inibizione - forse ai suoi tempi
(epoca vittoriana) ce n'era a bizzeffe; e nel suo
ambiente yiddish inurbato anche di pi? Si vedano i
frequenti accenni alle storielle degli "ebrei galiziani".
Il motto e il comico sono vacanza, ornamento.

(183) Il pensiero inconscio lasciato "emergere" pu


far ridere. Ma il pensiero inconscio un costrutto
freudiano, un'ipotesi, una costruzione teoretica.

Ruolo della sessualit nella etiologia delle nevrosi


(217) Tutti nascondono la verit nelle e delle cose
sessuali, scrive F .
(218) Il carico affettivo dei traumi psichici, escluso
da una elaborazione cosciente, si perci costruito
una via anormale di deflusso nella innervazione
corporea, scrive F . Quel "perci" mi pare assai
azzardato - abbiamo un giocatore d'azzardo, in F. E
un criminologo progressista mascherato da medico.
"Esclusione", "coscienza", "anormalit".
(222) Che sia la psicanalisi stessa a creare l'etiologia
sessuale delle nevrosi?

Diagnostica del fatto


Interessante, perch racconta degli esperimenti
associativi, spiega il "complesso" e paragona
"delinquenti" ed "isterici", nel contempo illustrando
la teoria della rimozione dei traumi, o meglio dei
contenuti sessuali incompatibili in rapporto ai
sintomi isterici.

Gradiva
(265) Se i sogni sono considerati formazioni
disordinate, "figurarsi che ne sar delle libere
imitazioni poetiche di tali sogni!"
Ragionamento sbagliato, infatti i sogni inventati
dagli scrittori sono tendenziosi racconti inseriti nelle
loro pagine. Intenzionali, se non tendenziosi: recano
per cos dire il cartellino del loro prezzo. Sono
asserviti al significato, diversamente dai sogni "veri",
che per in certo modo sono anch'essi racconti perch se non si raccontano o si scrivono, restano
quel che sono, ombre intime sfuggenti.
(276) "Noi affermiamo (...) che non si dimentica nulla
senza una nascosta ragione o un segreto motivo". E'
una superstizione consistente nel negare la
casualit. Si dimentica anche perch non tutto si pu
ricordare. Al mentale F attribuisce un'etica.
(285) Che un'amicizia infantile come quella tra Zoe e
Hanold non divenga poi amore non mi pare affatto
strano e non legittima l'uso del concetto di
rimozione.
Interpreta i sogni di Hanold, F, ma le associazioni
mancano, cio sono quelle di F . Inoltre dimentica
che i sogni di Hanold sono inventati, cio non sono
sogni, ma racconti in forma di sogno. Chiarisco il mio
pensiero: i sogni o sono racconti o non sono altro che
ombre fuggevoli; i sogni inventati sono racconti al
quadrato.

(333) Quanto facile "trovare ci che si cerca e di


cui si gi persuasi".
Smetto di leggere perch l'acume meticoloso e
prepotente, ma ozioso, di F , mi stanca, e l'idea di
interpretare un sogno finzionale come se fosse
"vero" mi pare inaccettabile. Le regole interpretative
di F non sono applicabili a un sogno inventato il cui
inventore non presente e collaborativo.

Azioni ossessive
(342) L'angoscia, data all'individuo afflitto da
ossessioni, da ogni "scostamento dal cerimoniale"
sarebbe "insopportabile". Se dobbiamo credergli,
all'afflitto da ossessioni! Credere alle testimonianze
un brutto vizio, almeno brutto come non ascoltarle.
Non si tratta di dati.
(345) Nelle azioni ossessive "tutto ha un senso e pu
essere interpretato". Per fortuna nella vita vera non
tutto ha un senso.
(346) "Coscienza di colpa inconscia". Una
mostruosit imperdonabile. traduco: uno si
sentirebbe in difetto, se ci pensasse su. Quindi:
coscienza di colpa non pensata.

Ossessioni e religione
(348) Il concetto di "spostamento" un costrutto che
a F consente di spostare l'accento interpretativo da
A a B, dove B la meta desiderata.

Istruzione sessuale
(357) "Il bambino , ben prima della pubert, un
essere amoroso completo fatta eccezione per la
capacit riproduttiva".
F sposta il significato di sessualit lungo una linea
che procede dal fatto materiale al fatto immateriale,
dal corpo allo spirito, a seconda di come gli conviene
o gli pare sul momento. Verso l'amore o verso il
sesso. Quando lo cogli in fallo nei paraggi
dell'amore, lui ti ricorda che si tratta di sessualit,
quando lo cogli in fallo nei paraggi del sesso, lui
precisa che si tratta di amore. Che il bambino piccolo
sia un essere amorosamente completo falso come
che chiunque a qualunque et lo sia.

Carattere ed erotismo anale


(405) Secondo F non si danno omosessuali avari
ostinati e meticolosi, dal momento che essi
praticano l'erotismo anale.

Morale sessuale civile e nervosismo moderno


(413) Secondo F le nevrosi vere e proprie (dette
"attuali") dipendono dalla repressione sessuale
attuata in nome della "morale sessuale civile". Egli
basa la sua visione sulla casistica a lui nota, estesa,
ma per forza limitata, almeno in rapporto al tema del
cosiddetto nervosismo moderno. Secondo J.Hessing,
studioso di F dal punto di vista biografico, egli
soffriva di infelicit erotica.
Tra parentesi: il libro di Hessing merita l'accusa di
biografismo spinto, per bisogna pur considerare che
F stesso ad aprire tale porta confusiva, proprio
nella Interpretazione dei sogni: Da qui a sostenere
che il Disagio della civilt e la Morale sessuale
civile siano motivati dalla vita matrimoniale di F ce
ne corre. Se F ad un certo punto copulava o non lo
faceva con sua moglie, non interessante. Interessa
capire se i suoi ragionamenti stanno in piedi. Non ci
stanno, spesso. Non in questione la scientificit
della psicanalisi, non scherziamo. Il ragionare di F
a tratti imbarazzante.
(415-16) Il danneggiamento della vita sessuale
operato dalla civilt patogeno, psicopatogeno. Il
nesso tra morale sessuale cosiddetta civile e
psicopatologia, in s debole perch tra dimensione
socio e dimensione bio c' di mezzo il mare, per
reso forte dai bisogni teoretici di F, che secondo
Hessing (La maledizione del profeta, Giuntina)
teorizzava pro domo sua. Se coloro che attribuivano
all'epoca il nervosismo alla modernizzazione, che
nuocerebbe alla salute (chi ha la mia et ripensa al

"logorio della vita moderna" di una vecchissima


pubblicit), sembrano dei sociologi in libera uscita
nell'ambito psichiatrico, F da parte sua dimentica
che la civilizzazione riguarda tutti, quindi i suoi
pazienti nevrotici devono ad altre cause le loro
nevrosi, a parte la fantomatica "costituzione
pulsionale" pi o meno "indomita". A proposito della
quale, domabile o indomita, serve precisare che si
tratta di un costrutto narrativo rivestito di panni
pseudobiologici.

Per l'epoca (cosiddetta vittoriana) questo articolo


sulla morale sessuale forse dirompente, infatti d
un quadro desolato della vita delle persone nella
civilt a causa delle restrizioni in ambito sessuale.
Desolato quadro del matrimonio. Da qui credo che
sia scaturita la lettura libertaria del freudismo.
In questi cento anni le cose sono cambiate molto, in
fatto di "restrizioni". Senza contare la parziale
liberazione omosessuale. Ma le nevrosi non sono
sparite! Sono mutate, magari. Ci fa pensare che F
avesse ragione a rivendicare delle "riforme", ma per
motivi di giustizia. Questo ci riporta al discorso
dell'etica.

Teorie sessuali infantili


(451-52) Contraffazioni operate dallo sguardo
retrospettivo. Quel che narrano i nevrotici vale, in
merito all'infanzia, anche per i non nevrotici? S,
risponde F, ma, se lo sguardo retrospettivo
contraffattore, come prendere per buoni i racconti
dei nevrotici?
(455) Il nascondimento dei fatti da parte degli adulti
di fronte ad eventuali domande dei bambini, credo,
crea un conflitto tra le spiegazioni degli adulti
(accettarle significa essere buoni) e le spiegazioni
infantili (che vengono di conseguenza represse).
(457) Quando il maschietto vede i genitali della
sorellina ... e se non ha sorelline? E se vive in un
ambiente dove gli adulti si spogliano in separata
sede?
(460) "pu capitare" che un bambino veda i genitori
mentre copulano. Non capisce la cosa, magari ne
nota aspetti "violenti". Si tratta di una delle varie
cantonate che un bambino escogita intanto che
cresce. Pu capitare anche che un bambino non
veda i genitori copulare. O perch essi non copulano,
o perch hanno agio sufficiente in termini di
"appartamento". Se invece in cinque o sei si ha la
sfortuna di vivere in due stanze... La visione di F si
basa sulla sua esperienza infantile.

Il romanzo famigliare dei nevrotici


(473) Forse un fanciullo molto sagace, in epoca non
DNA, conclude che il padre sempre incerto, mentre
sempre certa la madre; specie se il fanciullo fa
parte di una minoranza attenta a questo fatto
dell'incertezza (cio in fondo scarsa attendibilit) del
padre. Gli ebrei considerano ebreo chi nasce da
madre ebrea.

Il piccolo Hans
Figlio di due seguaci di F, Hans a tre anni paga gi
dazio psicanalitico.
(488) "relazioni amorose" ed "omosessualit"
attribuite a capocchia ad Hans.
(491) Hans "seduttore" della madre, come la
bambina che vuole che la madre lasci la mano tra le
sue gambe, l dove essa transita durante la prova
delle mutande. Non saranno le due madri, a dare il
la? Quella di Hans, diremmo una psicanalista
timorata, etichetta con il termine "sudicerie" il fatto
che Hans si tocchi il pipino mentre fa il bagno.
(494) Esposto alle attenzioni "psicanaliticamente
orientate" dei genitori, Hans inizia a dare i numeri.
Ha paura di essere morso in strada da un cavallo,
bestia facente parte normale del paesaggio urbano
del 1907, epoca del risibile saggio di F su Hans; e
che una bestia simile venga a morderlo in camera da
letto. Che c' di tanto strano? Un cavallo un
cavallo.
(497) Che un oggetto d'amore angosciante manchi
anche quando c', riguarda amori adulti e certo
riguarda anche la qualit della presenza di una
madre, di un padre, amori a parte. Hans per non
un "piccolo innamorato".
Il cavallo "sostituto della mamma": si chiami il 118!
(499) Hans racconta al padre perch e per come gli
venuta la paura del morso equino, ma il padre lo

rimanda al pipino, e F gioca una carta interessante:


"mi prude" in tedesco (es beisst mich) si dice "mi
morde". Un onesto piccolo zoofobico viene sospinto
nella posizione del masturbatore.
Si d un protagonismo assai moderno a questo
bambino, nel tentativo di appiccicare significati ai
suoi atti parole eccetera. Hans forse uno dei primi
bambini cui la psicanalisi ha tolto la libert di
bambineggiare. Dopo di lui, sono legioni.
Durante la notte Hans va in camera dei genitori, sai
che bomba!
Pensa ad una "giraffa sgualcita", quando il padre
analista gliene domanda ragione lui risponde che
non lo sa nemmeno lui.
F rifiuta il caso e l'insensatezza. E' dominato
dell'archetipo del significato, direbbe Jung. Non
sempre le cose significano altro che se stesse, ed a
volte nemmeno quello, proprio niente, come una
nube.
La giraffa sgualcita? Diamine, la passera materna!
Si ricordi che il problema diciamo cos di Hans la
paura dei cavalli, cio, secondo F ed i suoi due
seguaci, del padre. Un problema all'incirca irrisorio,
sufficiente accoglierlo con pazienza.
(555-56) F discute per fortuna sull'inattendibilit del
materiale presentato. Anche gli adulti sono
inattendibili per via dei loro pregiudizi psicanalitici; i
bambini per via dell'intromissione della fantasia nei
loro discorsi.

(568) "stato di esaltato eccitamento sessuale" per la


madre, "tentativi di sedurla", "soddisfacimento
masturbatorio": si parla di un bambino di tre anni. Il
famoso testo sul "piccolo Hans" imbarazzante.

Volume IV
Sogno
(12) Si perviene sempre ai segreti, basta insistere
con le associazioni. F crede che i contenuti
emergenti dalle associazionisiano costitutivi del
sogno manifesto, ma questo solo la stazione di
partenza per non si sa mai dove. Il sogno latente
non latente, ma trovato. Quanto al sogno, si
tratta di un racconto pi o meno ben narrato che si
narra per prima cosa a se stessi.
Il lavoro onirico non esiste in natura, invece un
lavoro che tenta, arrampicandosi lo studioso sugli
specchi, di connettere il materiale trovato durante il
viaggio dalla stazione di partenza di cui sopra.
Qualche volta il viaggio non manca di fascino, ma
sbagliato, ozioso, ridicolo, folle. Questo vale per i
lapsus mancanti di evidenza immediata, per i motti
di spirito e per i sintomi nevrotici. La psicanalisi
freudiana un inganno, nel senso dell'errore, se non
in quello dell'imbroglio.
Dar senso all'insensato in definitiva un insieme di
atti creativi e perci attraenti. L'avvenenza della
trovata non deve ingannare per sulla sua veridicit.
Il rifiuto freudiano del caso e dell'insensatezza pura
arroganza.
(27) Il contenuto onirico consiste per lo pi in
situazioni visive; i pensieri onirici debbono dunque
in un primo tempo subire un trattamento che li
renda idonei a questo modo (visivo) di
raffigurazione.F confonde la traduzione in
(auto)racconto delle immagini visive del sogno con i

pensieri onirici da raffigurare. E' il contrario che


avviene: l'interprete freudiano traduce le immagini
oniriche visive in suoi pensieri, che, quindi,
vengono dopo, non prima, delle immagini visive.
Trattasi di proiezioni.
Che cosa sta dietroun'opera? Anche il sogno in
quanto (auto)racconto un'opera. Il sogno ha luogo,
avviene, quindi viene (auto) raccontato dal suo
autore. Se inoltre viene analizzato ecco che dietro
l'opera si cela questo o quel dettaglio della vita
dell'autore (del racconto). Ma da qui a sostenere che
la vita che d luogo al sogno ce ne corre. Tra la
vita e l'opera interviene il talento, tra la vita e
l'opera onirica interviene il cervello. Il modo
freudiano di lavorare ai sogni psicobiografico e
causalistico. Preda del resto dell'archetipo del
significato, F ne cerca uno a modo suo, eticistico. Un
sogno, invece, non significa niente, ma racconta,
questo s. O meglio, si fa raccontare in modo talvolta
significativo. Che abbia a che vedere con la vita del
suo autore ovvio.
(37) Alla ovvia domanda: perch la fabbrica dei
sogni consisterebbe in tante acrobazie, F
risponde: per nascondere qualcosa che non
piace al soggetto. O meglio, per cercare di
nasconderlo. Fa la morale ai sogni, F. E li
smaschera. Cio, smaschera il sognatore.

Dora
(313) Insincerit inconscia una costruzione
concettuale difficile, forse significa credere alle
proprie bugie.
(318) F prende Dora come paziente contro la volont
di lei ed a favore della volont del padre di Dora. La
peggiore premessa. Inoltre conosce il padre per
averlo curato in precedenza.
(322-23) Secondo F Dora, a quattordici anni assalita
sessualmente dal signor K, avrebbe dovuto eccitarsi,
e non essere nauseata dalla cosa, come lei narra. F
chiama ci capovolgimento degli affetti. Io direi
che Dora avrebbe anche potuto eccitarsi.
(324) F ipotizza che il signor K avesse in quel caso
un'erezione, e che Dora la abbia sentita. Poi lo d
per certo.
(325) Pur negandola, F introduce la questione della
arbitrariet della sua ricostruzione.
(328) Dora data per cos dire da suo padre al
signor K affinch questi tolleri la relazione che sua
moglie ha con lui, il padre di Dora. Questa una
ipotesi di Dora.
(328) Il padre di Dora non pu rimproverare la corte
serrata che il signor K fa a Dora per non perdere
l'amante, moglie di K; K non pu rimproverare il
padre di Dora perch amante di sua moglie per
non perdere Dora.

F teorizza che Dora sia stata innamorata del signor


K. Ma anche di suo padre, ma anche della moglie del
signor K.
(338-39) L'irritazione alla gola di Dora dipende dai
rapporti orali tra la signora K ed il padre di Dora, il
quale, Dora sa, impotente. Dora secondo F si
identifica con la signora K che pratica la fellatio a
suo padre, e le si irrita la gola. Ma chi lo dice che la
signora K ha con il padre di Dora quel tipo di
rapporti? La costruzione di F priva di fondamento.
La storia degna di Schnitzler, ma qui presentata
come un caso clinico.
(353) Il sogno di Dora (d'un incendio) un racconto
che sta perfettamente in piedi da solo; suggerisce
che il padre di Dora un uomo serio e pratico, che
pensa a sopravvivere, in caso di incendio, a costo
di sacrificare qualcosa (lo scrigno dei gioielli).
(366) F suppone, congettura. Se a Dora il respiro non
va come dovrebbe (dispnea) le si appioppa un
motivo sessuale. F desidera Dora.
(367) Una supposizione dopo una pagina fa carriera,
diviene un ricordo di Dora.
(374) L'onesto incendio del sogno, come fuoco,
diviene il contrario dell'acqua, cio del bagnato;
bagnare il letto?
(377) Il bacio del signor K sapeva certo di fumo.

F delira.
(401) La nevralgia facciale destra perseguita Dora
da quindici giorni, da quando la stampa aveva dato
notizia della nomina a professore straordinario di F. F
mette le due cose in rapporto perch Dora conferma
di aver letto tale notizia.

Sessualit infantile
(491) Quando gli conviene F aggiunge una pezza,
come che sessuale non significa genitale, correndo
poi nella vaghezza degli affetti pi innocenti. Ma
nella Introduzione alla psicoanalisi (seconda serie)
scrive di una esibizione fallica da parte del bambino
in onore della madre. F fluttua tra due estremi, da
una parte il pene, dall'altra gli affetti.
(492) Succhiano anche i bambini che non hanno
conosciuto il capezzolo in quanto l'allattamento al
seno non c' stato.
(503) Che cosa c'entra l'enigma della Sfinge con la
domanda da dove vengono i bambini? La Sfinge
domanda chi al mattino avanza a 4 zampe, a
mezzod a 2, a sera a 3. E' un indovinello su chi al
mondo, non su la sua origine. Altro che forma
distorta. Quando non gli torna il solitario, F inserisce
il trucco della deformazione, come nel mito di Edipo,
il quale ignora chi uccide (Laio) e che la sposa che gli
viene data sua madre (Giocasta). Non lo sa, e
basta. F suggerisce che un modo mitico per parlare
dell'inconscio.

Volume III
Interpretazione dei sogni
Solo attraverso il ricordo conosciamo un sogno (50).
Il nostro ricordo, che omette tanta parte del sogno,
non falsifica forse ci che conserva? (52) E' una
ottima domanda.
La credenza popolare, sui sogni, secondo F pi
vicina alla verit che non lo sia il giudizio della
scienza (102). Naturalmente si tratta della scienza
della fine del XIX secolo. Comunque i sogni, so di
ripetermi ma so anche che chi legge si distrae o
salta, sono sempre e soltanto, se non quando hanno
luogo, cio mentre dormiamo, ricordi; racconti di
ricordi, questo significa che si tratta di materiale
inconsistente. Discutibile semmai in sede criticonarrativa. Il cultore di parole se ne occupa secondo
la sua scienza che per non ha a che fare con la
scienza che intende F (biologia, fisica, neurologia).
(103) Trattare un sogno come un sintomo, va
bene, ma narrativamente caratterizzato, come molti
altri sintomi nevrotici.
Il metodo d'interpretazione che frammenta il sogno
in una serie pi o meno arbitraria di pezzi serve
forse a F a distruggere il carattere di racconto che il
sogno, ricordato e fissato in parole, ha nel suo
insieme. Perch F lo distrugge? Per passare da un
genere diciamo letterario aforistico del sogno ad un
genere autobiografico. Prendi Cappuccetto rosso e
comincia a rompere il quadro del racconto con

l'analisi del contenuto, che ne so, del cestino che la


bimba deve portare alla nonna. Il racconto un
insieme, F lo fa diventare altro, in un gioco
potenzialmente senza fine.
All'obbiezione eventuale che certi sogni sono penosi
e non si desidera la pena, F, sostenitore della teoria
che i sogni appagano desideri, replica che
l'obbiezione si ferma al contenuto manifesto dei
sogni (132).
I sogni per F sono un pretesto per parlare di s, idea
che i suoi pazienti nevrotici gli hanno suggerito
(135). I sogni parlano di noi, certo, come quel che
facciamo parla di noi. Ma parlano anche di altro,
mirano fuori.
La censura (138) sappiamo tutti che cos'. Il sogno
non lo sa, invece. La deformazione onirica una idea
di F (139) da cui deriva la idea della censura. Nel
sogno si deformerebbe a scopo di censura un
discorso cosiddetto latente. La teoria di F,
avvincente, cabalizza (direbbe Giovanni Arpino) i
sogni, che non ne hanno affatto bisogno.
E' noto che F con quest'opera ha fatto un lavoro di
autoanalisi, forse a lui utile, ma si dovrebbe
aggiungere che lui ha composto dei brani
autobiografici di natura psicologica a partire dai suoi
sogni che lui ha interpretato secondo un metodo da
lui frainteso. I sogni sono biglietti per viaggiare verso
mete autobiografiche, non punti d'arrivo da luoghi
autobiografici. I sogni sono prodotti del cervello e
della mente privi di guida. Della guida dell'individuo

sveglio e cosciente, il quale del resto pu pensare ed


agire insensatamente. A maggior ragione quando
egli dorme.
F ricorda il racconto Gli abiti nuovi dell'imperatore, di
Anderssen, sostenendo che gl'imbroglioni sono il
sogno, mentre il sognatore l'imperatore (227).
Sogno manifesto come rebus. Ingegnoso ma
erroneo., infatti i rebus sono un gioco costruito
secondo regole deliberate,prodotto culturale, invece
il sogno manifesto un prodotto naturale e ci che
ha di culturale non costruito, n deliberato.
L'imprevedibilit dei sogni credo che sia il nemico
maggiore della teoria di F. Nessuno, padrone delle
sue faccende diurne, pu prevedere che cosa
sogner.
La teoria della condensazione e dell0 spostamento,
effetti che Lacan ha paragonato a metafora ed a
metonimia, fornisce a F un dispositivo di sicurezza
per il suo assunto di fondo la distinzione tra
pensieri onirici e sogno manifesto; e vede in
quest'ultimo la traduzione dei primi. Ma la
traduzione, come il rebus, un atto deliberato ed
intellettuale.
(284) La non somiglianza tra i pensieri onirici
associati, dal sognatore in analisi, al sogno, ed il
sogno, fattore devastante per la teoria di F, viene
spiegata con la condensazione e lo spostamento.
Questi effetti sono spiegati con la censura, cio con
una difesa inconscia. La difesa spiegata con
l'impertinenza di certi pensieri.

Qui s'interrompe la mia lettura e rilettura,


volutamente lacunosa, delle opere di F - fatta tra il
2013 e il 2014. In un'intervista al periodico Il Ruolo
Terapeutico (n.124, 2013) sul mestiere di
psicoterapeuta, avevo consigliato agli interessati di
rileggersi Freud. Cos decisi di farlo io, intanto.
Consapevole dell'esistenza di letture di ogni tipo
dell'opera Freud, da Popper a Gruenbaum da Jung a
Lacan, sono arrivato a formulare le seguenti critiche,
evidenti a chi ha letto queste pagine. I fondamenti
della teoria freudiana non sono e non furono
generalizzabili, in quanto posti nell'ambito di una
esperienza particolare, quella di un ebreo cresciuto
in una famiglia povera all'interno di una piccola
residenza sovraffollata. Il cosiddetto complesso di
castrazione (o evirazione), fondamentale, altres
disperatamente legato, nel discorso freudiano, alla
pratica della circoncisione, ragione per cui non
riguarda i molti che sono in possesso del loro
prepuzio e crescono ignorando la pratica
circoncisoria. Ritengo che l'ebraicit dell'impresa
freudiana, che fu di fatto una zavorra durante i primi
decenni del ventesimo secolo, sia divenuta, dopo la
seconda guerra mondiale e i crimini commessi ai
danni di milioni di ebrei, piuttosto un volano, prova
ne sia che la psicanalisi stata addirittura popolare
per alcuni decenni dagli anni cinquanta negli Usa, in
Europa e nell'America latina, se basta.
Una critica ancora pi decisiva che credo di poter
avanzare, per, quella che riguarda il discorso
freudiano in merito a sogni, lapsus, motti di spirito e
sintomi nevrotici. L'analisi freudiana di questi
fenomeni, per altro tra loro ben diversi, produce
sempre materiali di grande interesse, che tuttavia

non sono le fonti dei fenomeni stessi. In altri termini


Freud, io credo, scambia gli effetti analitico-narrativi
dei fenomeni (ripeto: sogni, lapsus, motti di spirito,
sintomi nevrotici) per le loro cause.
Un'altra critica consiste in ci che d il titolo al mio
lavoro: Freud scambia fenomeni che dipendono dai
limiti della mente umana per prodotti di un'anima
conflittuale e colpevole. D un senso etico a ci che
solo mentale.

spinnic@libero.it