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Campionamento e quantizzazione

Finora sono stati analizzati segnali nel dominio del tempo continuo, in cui non solo sono
gestibili alcune operazioni nel dominio del tempo (riflessioni, traslazioni nel tempo,
operazioni fra piu segnali come somme, prodotti, convoluzioni, eccetera) ma si anche in
grado di effettuare lanalisi in frequenza per segnali deterministici, ossia dei quali
possibile fornire lespressione analitica.
In realt i segnali d'interesse non sono deterministici e quindi non si in grado di fornire la
loro...espressione
analitica
, si consideri ad esempio un segnale elettroencefalografico (EEG) ( si tratta di un segnale
composto da piu tracce (segnale multicanale) acquisito mediante appositi elettrodi); il
segnale e molto rumoroso, in ampiezza generalmente compresa fra i 2 e i 100mV e banda
utile fra 0.5Hz e 100Hz, e rende conto della sommazione dellattivita di diverse aree del
cervello.
In generale quando si ha a che fare con un segnale complicato, come l' EEG per esempio,
dal momento che non si ha a disposizione una forma univoca del segnale ne tantomeno una
sua rappresentazione analitica, che comunque sarebbe evidentemente molto complessa e
specifica per un singolo spezzone di segnale di un singolo paziente per identificarne lo
spettro serve una tecnica che a partire dai valori che puntualmente assume il segnale
consenta di ricavare informazioni sul suo spettro. In sostanza si deve di campionare il
segnale con unopportuna frequenza di campionamento e cercare quindi di usare tale
rappresentazione campionata per le relative analisi.
Ipotizzando poi di campionare correttamente un segnale e che sia soddisfacente la
rappresentazione che ne consegue, come e possibile rappresentare questo segnale con un
numero finito di bit ossia renderlo un segnale digitale, dato che la mia macchina (computer,
sistema elettromedicale digitale) ha una rappresentazione necessariamente finita dei numeri?
Subentra quindi il problema della quantizzazione, che introduce un errore, detto appunto di
quantizzazione, che non e contemplato nella teoria del campionamento ma dal quale non e
possibile essere esenti bensi solo minimizzarlo. Vediamo quindi di addentrarci in questo
importantissimo ambito.
Se si campiona un segnale rispettando il teorema del campionamento qunado si andr a
ricostruire nel tempo il segnale campionato (es. ascolto di un audio digitale) il segnale
riscostruito sar fedele all'originale.

Il teorema di Shannon
Il teorema del campionamento (o di Shannon) parte dal principio del campionamento, ossia
come avviene il campionamento e cosa comporta in termini di rappresentazione in
frequenza.
In precedenza si mostrata la modulazione, e detto che se non realizzabile moltiplicare
per unesponenziale complesso (nel dominio del tempo) un segnale al fine di determinare in
frequenza uno shift, sempre possibile moltiplicare per un coseno (sempre nel dominio
deltempo), che mediante Eulero decomponibile in una somma di due esponenziali
complessi (stesso principio adottato per la definizione dello spettro bilatero dalla
rappresentazione fasoriale).
Si visto come leffetto sia quello di ottenere due repliche dello spettro, posizionate in ,
dove
la pulsazione angolare del coseno scelto e che la trasformata del coseno la
somma di due impulsi posizionati proprio in
e con ampiezza . Il prodotto di due
segnali nel tempo genera in frequenza uno spettro che la convoluzione degli spettri dei due
segnali. Ritornando all'argomento, dato: