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Sindrome di Stendhal

sita a Firenze colpiti da episodi acuti di soerenza psichica ad insorgenza improvvisa e di breve durata[2] . Tali pazienti, perlopi di sesso maschile, di et compresa fra 25 e
40 anni e con un buon livello di istruzione scolastica, viaggiavano da soli, erano provenienti dall'Europa Occidentale o dal Nord-America e si mostravano molto interessati
all'aspetto artistico del loro itinerario. L'esordio del disagio si present poco tempo dopo il loro arrivo a Firenze,
e si veric all'interno dei musei durante l'osservazione
delle opere d'arte.
I sintomi descritti all'esordio non furono ascrivibili ad
uno specico disturbo psichiatrico, bens abbracciavano pi aree della tradizionale psicopatologia, da quella
psicotica a quella nevrotica/dissociativa. Dei 106 turisti
descritti dalla Magherini, infatti, alcuni presentavano disturbi del contenuto e della forma del pensiero con intuizioni e percezioni deliranti associate a disturbi delle senso/percezioni con allucinazioni uditive, fenomeni
illusionali e cenestofrenie; altri presentavano disturbi affettivi, con umore orientato in senso depressivo con contenuti olotimici di colpa e di rovina o, viceversa, in senso maniacale con euforia e manifestazioni di estasi. Altri
ancora manifestavano sintomi riferibili agli attuali criteri diagnostici per il disturbo di panico, con crisi acute di
ansia libera o situazionale.

Lo scrittore francese Marie-Henri Beyle, meglio conosciuto come


Stendhal

In et contemporanea stato scoperto che anche la musica moderna, di forte impatto psicologico ed emotivo,
pu essere causa di stati molto simili a deliri comuni
e allucinazioni, la cui diagnosi tuttavia accostabile di
preferenza alla psicosi[3] .

La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di


Firenze (citt in cui si spesso manifestata), una
aezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza,
specialmente se esse sono compresse in spazi limitati.

3 Interpretazione psicoanalitica

Etimologia

Numerosi psicoanalisti a partire da Freud, si sono interessati all'interpretazione delle opere d'arte, alla creativit
degli artisti e alle risposte del fruitore e molti concordano
nell'aermare che gli artisti tramite le loro opere comunicano conitti infantili profondi, fantasie edipiche represse che si manifestano sotto forma di espressione artistica,
come accade con i sogni.

Il nome di questa sindrome attribuito allo scrittore francese Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle (1783
1842), che ne fu personalmente colpito durante il suo
Grand Tour eettuato nel 1817, e ne diede una prima descrizione che riport nel suo libro Roma, Napoli
e Firenze[1] :

L'interpretazione della sindrome di Stendhal da parte di


Graziella Magherini si basa su diverse teorie psicoanaliti2 Storia
che dalle quali ha estratto una formula che tenta di spiegare il rapporto tra fruitore ed opera d'arte: Fruizione artistiIl disturbo venne individuato ed analizzato per la prima ca = Esperienza estetica primaria madre-bambino + Pervolta nel 1977 dalla psichiatra orentina Graziella Ma- turbante + Fatto scelto + F, dove per esperienza estegherini, che descrisse alcuni casi di turisti stranieri in vi- tica primaria madre-bambino inteso il primo incontro
1

NOTE

del bambino con il volto, i seni e la voce della madre, rispecchiando cos anche il primo rapporto con l'estetica ed
il primo contatto con la bellezza; il perturbante, concetto
ripreso da Freud[4] , consiste in un'esperienza conittuale
passata rimossa, molto signicativa da un punto di vista
emotivo che ritorna prepotentemente attiva nel momento
in cui c' l'incontro con l'opera d'arte e in particolar modo con il Fatto Scelto, ossia un particolare dell'opera
sul quale la persona concentra tutta la sua attenzione, che
richiama alla mente particolari vissuti personali e, quindi, conferisce all'opera quel particolare e personale signicato emozionale responsabile secondo Magherini dello
scatenamento della sintomatologia psichica.

psicoanalitica della sindrome proposta dalla Magherini


riletta alla luce delle recenti scoperte sui neuroni specchio e dei meccanismi relativi alla simulazione incarnata pu non apparire un costrutto totalmente privo di
fondamento scientico. Se stato dimostrato che provare una emozione e osservare la stessa emozione provata da altri attivano la stessa struttura neurale, questi meccanismi potrebbero essere utilizzati per spiegare
l'empatia o fenomeni come l'identicazione proiettiva: il
Fatto Scelto nell'interpretazione psicoanalitica della sindrome di Stendhal potrebbe rappresentare quel particolare dell'opera d'arte che elicita una popolazione di neuroni
specchio responsabile della simulazione di un particolare stato d'animo nell'osservatore e del conseguente scatenamento della sintomatologia psichica. Quello che va
notato che secondo la teoria della simulazione incarna4 Interpretazione neurobiologica
ta da parte del soggetto non ci sarebbe alcuna intenzione
inconscia: l'empatia e l'identicazione proiettiva secondo
La sindrome di Stendhal, anche se dalla sua prima de- questa teoria sarebbero fenomeni automatici e ubiquitascrizione ad oggi non stata indagata approfonditamente ri ed in ogni relazione umana vi sarebbe una induzione
dal punto di vista scientico, per vari motivi appare fran- automatica di quello che l'altro prova[10] .
camente un fenomeno privo di una sua specicit psicopatologica. In primo luogo questo disturbo non sembra Se la sindrome di Stendhal non pu essere considerata un
vericarsi esclusivamente a Firenze ma esistono descri- disturbo con una propria specicit ed identit in termini
zioni di casi simili in molte altre parti del mondo, come psicopatologici, essa potrebbe rappresentare comunque
la cosiddetta sindrome di Gerusalemme, la sindrome In- un modello teorico di studio a ponte fra psicoanalisi
diana di Airaud[5] e la sindrome di Parigi. Questi quadri e neuroscienze per comprendere in termini neuroscienclinici hanno tutti un comune denominatore caratterizza- tici alcuni concetti psicoanalitici (empatia, proiezione,
to dall'insorgenza improvvisa di uno scompenso psichico internalizzazione, ecc.) che in passato sono stati accusati
acuto nel corso di un viaggio intrapreso di solito in solitu- di essere puramente metaforici o metapsicologici soil loro substrato neurale era totalmente
dine in luoghi ed ambienti fortemente suggestivi e capaci prattutto perch
[11]
sconosciuto
.
di indurre forti reazioni emozionali. Inoltre, i sintomi presentati dai soggetti colpiti non sono sempre i medesimi e
riferibili ad un quadro psicopatologico univoco, per cui
non possibile inquadrare la sindrome di Stendhal in una 5 Note
particolare categoria diagnostica psichiatrica.
Se appare improbabile che visitare Firenze o osservare
un'opera d'arte siano eventi specici e sucienti a provocare da soli uno scompenso psichico, molto pi verosimile che il viaggio di per s o la fruizione artistica
agiscano in maniera aspecica su soggetti gi predisposti o gi aetti da specici disturbi mentali, attraverso la
stimolazione di aree cerebrali coinvolte sia nei meccanismi neurologici che permettono la fruizione artistica (simulazione incarnata-neuroni specchio)[6][7][8][9] sia nella formazione degli stati emozionali normali e patologici
(amigdala, striato ventrale, corteccia orbito frontale laterale e mediale, corteccia anteriore del cingolo, sistema dei
Neuroni Specchio, ecc.).
Attraverso il meccanismo della simulazione incarnata
mediata dai neuroni specchio l'osservazione di un'opera
d'arte potrebbe teoricamente generare nell'osservatore in
maniera automatica, non consapevole e pre-riessiva i
medesimi stati emozionali consci od inconsci che il suo
autore ha voluto pi o meno consapevolmente esprimere,
in alcuni casi cos intensi da generare in soggetti predisposti quadri psicopatologici complessi come quelli osservati nella sindrome di Stendhal. Anche l'interpretazione

[1] Gaia Rau, Inseguendo Stendhal a Palazzo Medici Riccardi, la Repubblica. URL consultato il 20 agosto
2012.
[2] Graziella Magherini, Mi sono innamorato di una statua,
Firenze, NICOMP L.E., 2007.
[3] Arte e sindrome di Stendhal, benesseremagazine.it. URL
consultato il 20 agosto 2012.
[4] Freud Sigmund, Il Perturbante in: Freud S (ed.) Opere
1917- 1923, vol. IX, Torino, Bollati Boringhieri, 1989
[5] Rgis Airault, Fous de l'Indie, Parigi, Payot & Rivages,
2006.
[6] Paul Ekman, Emotions in the Human Face, New York,
Pergamon Press, 1972.
[7] Rizzolatti G., Craighero L. The mirror neuron system,
Annu. Rev. Neurosci. 2004, pp. 27:169192.
[8] Vittorio Gallese, Embodied simulation: from neurons
to phenomenal experience, Phenomenology Cogn. Sci.,
2005. pp. 4: 2348

[9] Antonio Damasio, Descartes Error: Emotion, Reason and


the Human Brain, New York, Grosset-Putnam, 1994.
[10] Gallese V., Migone P., Eagle MN., La simulazione incarnata: i neuroni specchio, le basi siologiche
dell'intersoggettivit ed alcune implicazioni per la psicoanalisi, Psicoterapia e Scienze Umane, 2006; pp. 3:
543-580
[11] Innocenti C., Fioravanti G., Spiti R., Faravelli C., The
Stendhal Syndrome between psychoanalysis and neuroscience, Riv Psichiatr., 2014 Mar-Apr; pp. 49(2):61-6

Bibliograa
Graziella Magherini, La sindrome di Stendhal. Il
malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza
dell'arte, Milano, Ponte alle Grazie, 2003, ISBN
88-7928-614-5.

Voci correlate
La sindrome di Stendhal

8 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

Fonti per testo e immagini; autori; licenze

8.1

Testo

Sindrome di Stendhal Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stendhal?oldid=81111273 Contributori: Gac, Marcok, Paginazero, Kanchelskis, Pino alpino, Joana, Square87, Bouncey2k, Fluctuat, CruccoBot, M.moriconi, Vermondo, Sailko, AttoRenato, Thijs!bot,
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8.2

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Artista originale: Olof Johan Sdermark (1790-1848)

8.3

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