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4 Il volto misericordioso del Padre

viene rivelato nella croce e nella resurrezione di Ges.


Preghiera: Signore, tu ci metti davanti la tua Parola, quella che tu hai ispirato ai tuoi profeti:
fa' che ci accostiamo a questa Parola con riverenza, con attenzione, con umilt;
fa' che questa Parola non sia da noi sprecata, ma sia accolta in tutto ci che essa ci dice.
Noi sappiamo che il nostro cuore spesso chiuso, incapace di comprendere la semplicit della tua
Parola.
Manda il tuo Spirito in noi perch possiamo accoglierla con verit, con semplicit; perch essa
trasformi la nostra vita.
In ascolto della Parola: Luca 23,33-43
33
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e
l'altro a sinistra. 34Ges diceva: Padre, perdona loro perch non sanno quello che fanno. Poi
dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Ges in croce, deriso e insultato35Il popolo stava a
vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: Ha salvato altri! Salvi se stesso, se lui il Cristo di
Dio, l'eletto. 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e
dicevano: Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso. 38Sopra di lui c'era anche una scritta: Costui
il re dei Giudei.39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: Non sei tu il Cristo? Salva
te stesso e noi!. 40L'altro invece lo rimproverava dicendo: Non hai alcun timore di Dio, tu che sei
condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perch riceviamo quello che abbiamo meritato
per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male. 42E disse: Ges, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno. 43Gli rispose: In verit io ti dico: oggi con me sarai nel
paradiso.

Per riflettere:
Il mistero pasquale sar il compimento e l'attuazione della rivelazione della misericordia, che capace di
giustificare l'uomo, di ristabilire la giustizia, cio, l'ordine salvifico che Dio dal principio aveva voluto per
l'uomo e, mediante l'uomo, nel mondo.
La croce di Cristo sul Calvario realizza il comunicarsi di Dio all'uomo: donando se stesso a Dio padre, Cristo
dona con s tutto il mondo visibile, perch partecipi alla vita divina.
. "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch chiunque crede in lui non
perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16)" Il mandato di Ges consta nel redimere e salvare tutti i
peccatori, cio tutti gli uomini. La croce non il luogo in cui Dio castiga il peccato, sottoponendo Ges alla
sofferenza e alla morte in espiazione dei peccati degli uomini, ma il luogo in cui lo perdona. Non il luogo
dellira di Dio, ma della sua bont e misericordia: e questa la sua GIUSTIZIA. Tale termine, che san
Paolo usa continuamente, per lui giustizia di Dio, non rendere a ciascuno quello che merita o che gli
dovuto, ma lattivit con cui Dio rende giusti gli uomini perdonando i loro peccati per pura
misericordia rendendoli suoi figli adottivi. In altre parole, Dio mostra la sua giustizia non punendo il
peccatore o vendicando il peccato (e quindi dando al peccatore quello che merita) ma giustificando vale a
dire rendendo giusti i peccatori, togliendo loro il peccato, e comunicando ad essi la vita eterna che avevano
perduto staccandosi da lui con il peccato.
Ges ci mostra la salvezza mediante la sua morte nellatto dellEucaristia, durante lUltima Cena. Il Vangelo
di Matteo lo mostra cos Mt 26, 27-28: Ora, mentre mangiavano, Ges prese il pane, recit la benedizione, lo
spezz e, mentre lo dava ai discepoli, disse: Prendete, mangiate: questo il mio corpo. 27Poi prese il
calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, 28perch questo il mio sangue dell'alleanza, che
versato per molti per il perdono dei peccati. 29Io vi dico che d'ora in poi non berr di questo frutto della
vite fino al giorno in cui lo berr nuovo con voi, nel regno del Padre mio. fate questo in memoria di me

Lamore per gli uomini ha spinto Ges a prendere su di s i loro peccati, a sostituirsi ad essi e quindi a subire
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nella sua persona le conseguenze che il peccato si trascina dietro. In realt, il peccato rovina e morte.
In questo amore del Crocefisso sta la nostra salvezza, interamente. E questo amore incarnato nellatto della
sua morte, che ci viene donato nellEucarestia. Ges ha celebrato una sola Messa quella dellUltima cena e
per suo comando questa viene riattualizzata ogni volta che farete questo, lo farete in memoria di me dai
suoi apostoli e continua sino ai giorni nostri
La morte di Ges un atto di amore
La ragione profonda della morte di Ges non una qualche necessit imposta da Dio agli uomini per
soddisfare loffesa fatta a Lui con peccato, ma lamore. La morte di Ges ci fa comprendere, da una parte,
la grandezza dellamore di Dio (dandoci suo Figlio, ci ha dato tutto e non poteva donarci di pi (Rom. 8,32)
e dallaltra, fa misurare la gravit del peccato. Sostituendosi ad esso e quindi a subire nella sua persona le
conseguenze che lo stesso peccato si trascina dietro. In realt il peccato rovina e morte: c in esso un
potere di autodistruzione, per cui si castiga da s dandosi e dando la morte. Ges ha subito la morte come
conseguenza del peccato, a questo ha contribuito lodio di Satana, nascosto dietro lodio degli uomini, colui
che omicida fin dal principio. Lo stesso Ges parla della sua passione come opera del potere delle
tenebre. Infatti stato necessario che Cristo morisse perch esso fosse abolito e vinto. In realt c nel
peccato una sorta dinfinit di male che solo linfinit dellamore di Cristo per il Padre ha potuto esaurire e
distruggere.
Oltre allamore del Padre nella morte di Ges c lamore di Ges per gli uomini. Poich il salario del
peccato la morte; ma il dono di Dio la vita eterna in Cristo Ges, nostro Signore (Rom. 6:23).
Quando il Signore Ges mor sulla croce, vers il suo Sangue per riparare i nostri peccati. Soltanto il Figlio
di Dio poteva compiere quest'opera. Egli morto come mio rappresentante, come mio sostituto (Gal 2,20).
Ha dato se stesso per meQuando diciamo per me non significa propriamente in mio favore, quanto al posto
mio. Se Ges morto al posto mio e Dio lo ha risuscitato il mio peccato stato perdonato.
Mediante la sua morte, Ges ha vinto la morte stessa e il diavolo che ha il potere della morte (Eb 2,14)
Eppure, la croce non ancora l'ultima parola del Dio dell'alleanza. L'ultima parola sar pronunciata in
quell'alba in cui, prima le donne e poi gli apostoli, venuti al sepolcro di Cristo crocifisso, vedranno la tomba
vuota e sentiranno, per la prima volta, l'annuncio: risorto (Lc 24,6).
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Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con s gli aromi
che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il
corpo del Signore Ges. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi
a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro:
Perch cercate tra i morti colui che vivo? 6Non qui, risorto. Ricordatevi come vi parl quando era
ancora in Galilea 7e diceva: Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia
crocifisso e risorga il terzo giorno. 8Ed esse si ricordarono delle sue parole 9e, tornate dal sepolcro,
annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre
di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 11Quelle parole
parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. 12Pietro tuttavia si alz, corse al sepolcro e,
chinatosi, vide soltanto i teli. E torn indietro, pieno di stupore per l'accaduto.
Gli apostoli lo ripeteranno ad altri e saranno testimoni del Cristo risorto al mondo intero. Da quel momento
credere nel Figlio crocifisso e risorto significher vedere il volto del Padre, credere che l'amore
presente nel mondo e che questo amore pi potente di ogni male in cui l'uomo, l'umanit, il mondo,
possono essere coinvolti; e significher anche credere nella misericordia. Il programma messianico di
misericordia diviene, cos, il programma del popolo, il programma della Chiesa. Al centro di questo vi
sempre la croce, poich in essa la rivelazione dell'amore misericordioso raggiunge il suo culmine. Ma vi
anche la risurrezione che manifesta l'amore del Padre, che pi potente della morte, e apre alla vita eterna
che l'ultima meta, il compimento definitivo, dell'opera della misericordia di Dio; l'eredit a cui ha accesso
ogni figlio che ritorna alla casa del Padre.