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Gentilissima dirigente mi porti un caff

Si chiama office housework, e sono i lavori di casa che facciamo in ufficio. La


bassa manovalanza: compiti segreteria o amministrativi come fare il caff, le fotocopie,
prendere appunti .. riunioni, mandare fiori, comprare il regalo .. moglie del capo per
suo conto, organizzare la festa daddio per un collega. E indovinate chi li fa questi lavori?
Gi, le donne. Non stiamo parlando assistenti ... stagiste, per cui sarebbe
anche normale, ma di quando e molto spesso vengono chiesti . manager. Spesso
anche .. alte dirigenti. E certo, un po di lavoretti non fan male .. nessuno, aiutano
. tenere i piedi . terra: solo che . manager maschi, anche di grado inferiore, non
vengono mai chiesti.
Perch lui ambizioso, mentre lei protettiva; lui un leader nato, orientato
risultati; lei una team player, ama rendersi utile, lavorare in
armonia . lo stereotipo di genere, o uno degli stereotipi, che frena le carriere delle
donne. lo stereotipo . cui, quando . ufficio si presenta unemergenza e c .
rimanere oltre lorario, se un uomo offrirsi volontario ricoperto di lodi e di
ringraziamenti, se donna, invece, come accade nella maggior parte dei casi, . si
ringrazia a stento, . si d per scontata, come se dare una mano fosse quello
cui nata. nella sua natura, no?
Le piace aiutare gli altri. Diciamolo pure, il suo dovere. ci che ci si aspetta . una
donna. E se pensate che lessere sempre disponibile e affidabile, sia
ripagato seguito, velocizzando la carriera, vi sbagliate. Quando c .
ballo una promozione, la team player scartata. Perch non una leader, tra risultati e
armonia di gruppo sceglier la seconda. Perch, per il senso (lansia) di sacrificio ha dato
una mano.
Allo stesso modo, se una donna ha un altro impegno e dice che no, quella sera proprio
non riesce perch ha il corso di cinese, il pollo . infornare, la suocera andare
trovare in ospedale e i compiti dei ragazzini . guardare subito malvista, criticata, al
prossimo giro di valutazioni di sicuro punita. Perch un uomo che non d una
mano oltre lorario, che non si presta . compiti non propri,
impegnato, una donna e semplicemente unegoista. Perch come
osservava leconomista Sylvia Ann Hewlett, prima donna . guidare negli Ottanta
il think tank di politica economica delle NU, non contano soltanto lesperienza, i risultati
e le capacit, ma altrettanto importante trasmettere leadership. Lexecutive
presence, che un vero e proprio indice, abbreviato EP: amalgama di aspetto, modo di
portarsi, doti comunicative e gravitas. Tirarsela, insomma.
Secondo uno studio della New York University, se uomo e una donna si fermano
entrambi oltre lorario per aiutare un collega a preparare un intervento, parit
dimpegno e di lavoro luomo verr comunque valutato il 14% pi

favorevolmente della donna; mentre se entrambi rifiutano, la donna


sar valutata il 12% pi sfavorevolmente. Morale: una donna deve fare un
sacco di lavoro extra per ottenere la stessa valutazione di un uomo.
Osserva Rosabeth Moss Kanter, professore allHarvard Business School: Le donne
svolgono la stragrande maggioranza di quei compiti che sono .aiuto per lazienda, un
superiore o un collega, ma non sono funzionali ad un avanzamento di carriera o ad un
aumento di stipendio. Qualcuno dovr ordinare il pranzo, rispondere al
telefono della sala riunioni, aprire la porta cameriere; e proprio
come nei lavori a casa quel qualcuno sempre donna. Nella finanza, nei
grandi studi davvocati, nella scienza, dalle donne, pur se alte dirigenti e con Ph.D., ci si
aspetta che ordinino i panini. . un manager maschio, anche di primo livello, ci si
vergogna . chiederlo. Di pi: questi compiti extra non solo rubano tempo .. donne, ma
fanno perdere loro occasioni importanti. La manager occupata prendere appunti per
il Ceo durante una presentazione, difficilmente riuscir . fare losservazione pi
geniale. Il suo un contributo dietro le quinte, che sparisce. Se un uomo ad aiutare,
invece, sar in pubblico, sostituendo lamministratore delegato a una cena importante:
ovunque, insomma, c un tornaconto di visibilit e di relazioni.
Le cose non cambieranno facilmente. Non se donna solo il 5%
scarso dei Ceo della Fortune 500. Non cambieranno anche perch le
manager donne non assumono n promuovono donne. Non perch non
vogliano, denuncia uno studio dellUniversit del Colorado a Boulder, ma perch
quando lo fanno vengono penalizzate. Secondo la ricerca, infatti, che ha
monitorato 362 top manager dal settore alimentare al finanziario, quando una donna
promuove unaltra donna vista .. propri capi con sospetto: riceve valutazioni negative,
la sua carriera rallentata. Fa comunella di genere, si dice. Non capace .essere
obiettiva. Al contrario, se un uomo . promuovere una donna, viene lodato e
gratificato per la sua magnanimit, la sua attenzione .. diversit.
Doppi standard. Come quello per cui, oggi che i padri sono pi coinvolti .. cura dei figli,
se un uomo chiede un permesso .. lavoro per occuparsi dei bambini, questo viene
concesso con pi facilit, e luomo . questione ammirato ed elogiato; mentre se una
donna . chiederlo malvista, considerata inaffidabile, non seria. Ma devi proprio? , si
brontola, si sbuffa. Non si pu mai contare . .. te. Cos, per colmare questo
gap di dedizione immaginario, le donne si sbracciano in lavori extra,
inseguono colleghi aiutare, dicono s tutto, mentre i maschi fan
spallucce e pattinano via. E tutto si ripete a casa, dove secondo una ricerca inglese,
luomo, pi guadagna, meno contribuisce alle faccende, mentre la donna, anche se ha uno
stipendio molto pi alto del marito e lavora di pi, se ne sobbarca la stragrande
maggioranza.

Risultato? Le donne che lavorano sono molto pi rischio


sovraffaticamento dei colleghi maschi. In uno studio della Drake University
dellIowa condotto in 15 Paesi, ogni 1.000 dipendenti, 80 donne in pi degli uomini
hanno un esaurimento. Come diceva Clare Booth Luce, prima americana ambasciatrice di
un Paese importante (lItalia, dal 1953 al 1956), nessuna buona azione rimane impunita.

AndreaeGiuseppe
Andrea e Giuseppe, unamicizia nata per caso su internet. Stessi interessi,
stessa voglia di vivere una vita allinsegna della tranquillit (in the sign of),
stesso desiderio di semplicit e serenit e tutto questo in ununica parola: Las
Terrenas. Un luogo incantato dei Caraibi ubicato sulla costa nordorientale della
Penisola di Saman. Chilometri di spiagge di sabbia bianca, fiancheggiate
(flanked, lined) da alte palme, accarezzate (caressed) da venti portanti e dalla
temperatura calda dellOceano Atlantico subtropicale, in grado di regalare un
clima dolce per tutto larco (time frame, period, arch, bow) dellanno. Un vero
paradiso terrestre per tutti coloro che amano vivere a stretto contatto con la
natura, senza curarsi dellapparenza: il posto adatto per tutte quelle persone
che non vogliono pi continuare a vivere allitaliana.
Andrea, Giuseppe, da quanto tempo vivete a Las Terrenas?
Andrea: Ormai (by now) vivo qui a Las Terrenas da pi di 4 anni. Venni qui per
una vacanza di un mese allinizio del 2008 e in quel periodo vissi delle
bellissime

esperienze

che

mi

portarono

alla

decisione

di

trasferirmi

permanentemente qui.
Giuseppe: io invece ci vivo da due anni e sono molto soddisfatto della scelta
fatta, poich al momento, ho trovato un luogo dove poter vivere in maniera
tranquilla e felice, in grado di migliorare notevolmente (considerably) la
qualit della mia vita.
Quali sono le vostre citt di provenienza?
Andrea: Ho passato i miei primi 29 anni a Roma, dove conducevo una vita
caotica e negli ultimi tempi rincorrevo (chase) il sogno di poter vivere la mia
vita in maniera differente, rispetto a quella vissuta dalla maggior parte della
gente che invece contenta del proprio stile di vita.

Giuseppe: Prima vivevo a Messina e per indole sono stato sempre propenso
(inclined) a cambiare la mia vita allimprovviso, come accaduto in questo
caso per la Repubblica Dominicana, anche se questa volta diverso, perch il
posto mi affascina.
Perch avete deciso di lasciare lItalia e perch avete scelto come
meta la Repubblica Dominicana?
Andrea: Lo stile di vita che conducevo in Italia mi stava stretto, non mi
bastava svegliarmi la mattina, andare a lavorare vedendo sempre le stesse
facce tristi sul raccordo anulare (annular connection) di Roma, passando
almeno 3 ore al giorno bloccato nel traffico. Questa routine stava spegnendo
tutte le idee che frullavano (swirl, whirl, scurry) nella mia testa e che erano
irrealizzabili per mancanza di soldi o per altri motivi legati alla complessit
delle leggi italiane, che rendevano le mie idee imprenditoriali perdenti (failure)
prima ancora di attuarle. Oltre a questo cera una cosa che mi aveva molto
colpito in Repubblica Dominicana: i rapporti con le persone. Chi vive in Italia, a
causa della vita frenetica che conduce, non ha mai tempo da dedicare a se
stesso, quindi con il passare del tempo, avere una cerchia di buone amicizie
diventa quasi impossibile. Ognuno di noi ha la propria vita senza avere pi
tempo per stare con gli altri. Qui in Repubblica Dominicana invece, la vita
molto pi lenta ed i rapporti con le persone sono molto pi vivi, pi intensi.
Questo uno tra i motivi principali che mi hanno indotto a trasferirmi qui. Un
altro dei motivi, forse il pi importante, il clima e i paesaggi, le spiagge
ancora vergini, luoghi veramente spettacolari e chi come me ama il mare, non
pu non sentirsi bene in un luogo dove il tempo sembra si sia fermato.
Giuseppe: Ho deciso di partire perch sostanzialmente non mi piace lo stile di
vita, alcune abitudini e modi di fare dei miei connazionali. Non mi piace
trascorrere 2-3 ore al giorno in auto per andare e ritornare dal lavoro, non mi
piace fare le code nel traffico, non mi affascinano i centri commerciali.
Sostanzialmente io amo la semplicit, cosa che in Italia stata surclassata
(defeated, walloped) dallapparenza. Ho scelto la Repubblica Dominicana
perch ci viveva gi Andrea, perch odio il freddo, perch qui si
liberi..liberi di andare a passeggio vestiti in modo semplice, senza troppi
fronzoli (frills). Qui si vive perennemente (perpetually) in pantaloncini,
maglietta e ciabatte e non potete lontanamente (distantly) immaginare
quanto questo possa rappresentare per me.

Quindi in Italia lavoravate, nonostante tutto per avete deciso di


lasciare il sicuro per lincerto
Andrea: Sin da piccolo ho sempre lavorato, ho fatto di tutto. Negli ultimi 8 anni
lavoravo in Telecom Italia, la classica vita da impiegato (clerical worker)
bloccato nella routine giornaliera, fino a quando non ho capito che non era la
vita che sognavo e mi sono licenziato. Ovviamente sono stato preso per pazzo
dai miei colleghi. Stanco della vita che facevo, stavo lasciando un lavoro
sicuro per lanciarmi in una nuova avventura.
Giuseppe: In Italia lavoravo in un supermercato dove ricoprivo il ruolo di
vicedirettore (ma anche di repartista, cassiere (cashier), magazziniere
(warehouse man) e uomo delle pulizie), insomma di tutto un po. Ma il fuoco
che avevo dentro non si poteva spegnere (put off) facilmente. Non ero portato
(talented, gifted) per quel tipo di vita, cos mi licenziai. Mi sono bastati pochi
mesi per organizzare tutto e per trasferirmi in Repubblica Dominicana, dove
sono riuscito a migliorare diversi aspetti della mia vita, volete sapere quali?
Sono molto meno nervoso e frenetico (hectic, hysterical) nel fare le cose e
grazie alla papaya che mangio tutti i giorni, sono molto pi tranquillo, oltre a
guadagnarci in salute.
Ci vuole pi coraggio o pi incoscienza nel lasciare tutto e andare
via?
Noi crediamo sostanzialmente che la cosa sia molto soggettiva. Secondo noi,
chi non sta bene in Italia e si lamenta (moan), senza fare nulla per dare una
svolta (bring a sweeping change) alla propria vita, il vero coraggioso, perch
ha un gran coraggio a rimanere per condurre una vita che non gli piace.
Purtroppo il nostro Paese sta pagando la cattiva gestione (management)
politica di questi ultimi 40 anni. Molti politici hanno lavorato per i propri
interessi personali, trascurando (neglect) il bene del Paese. Non aggiungiamo
altro, perch il discorso sarebbe veramente ampio e complesso. Noi non ci
sentiamo dei coraggiosi n incoscienti perch abbiamo deciso di cambiare
vita, ci reputiamo invece delle persone che hanno deciso di tentare un
cambiamento nella propria vita, per renderla migliore.
Quali sono state le vostre difficolt iniziali, se mai ne avete avute?

Andrea: Non ho avuto grosse difficolt iniziali, anche perch provenendo da


una normalissima famiglia in cui non si mai navigato (sail) nelloro, sono
riuscito ad adattarmi alle varie situazioni che mi si sono presentate allarrivo.
Comunque, bisogna fare molta attenzione ai rapporti con le ragazze
dominicane, poich sono molto furbe. Un altro serio problema la presenza
dellameba (amoeba), uno staffilococco che si prende attraverso lacqua, nulla
di pericoloso o preoccupante, ma sicuramente molto fastidioso. Comunque
basta prendere un antibiotico per tre giorni ed il problema risolto.
Giuseppe: Io sono stato fortunato poich a Las Terrenas ci viveva gi Andrea,
quindi nessuna grande difficolt iniziale. Lunica cosa che mi ha fatto penare
(struggle, agonise) un po, pur (though) conoscendo lo spagnolo, stato
comprendere la lingua dominicana.
E ora di cosa vi occupate a Las Terrenas?
Ora a Las Terrenas viviamo la nostra vita in piena libert. Ci occupiamo della
creazione di siti internet e ultimamente abbiamo pensato di sviluppare un
portale dedicato proprio alla Repubblica Dominicana. Questo non significa che
non facciamo nulla, anzi qui se si vuole avere uno stile di vita decente, si deve
lavorare duro tutti i giorni, anche se la maggior parte delle volte, ci
incontriamo al mare per piccole riunioni o briefing sui lavori che stiamo
eseguendo, magari sorseggiando anche una buona birra fresca.
Sono curiosa di sapere come e quando nata la vostra amicizia
La nostra amicizia nata circa 3 anni fa, quando un giorno, controllando le email, mi sono soffermato su una inviatami da Giuseppe, il quale mi parlava del
suo desiderio di lavorare su internet per poter avere una propria rendita.
Parlando un po su Skype, (lui viveva ancora in Italia, mentre io ero gi qui a
Las Terrenas), abbiamo deciso di comune accordo di cominciare un progetto
insieme e di creare cos un sito. Dopo pochi mesi ci siamo accorti con piacere
che il sito andava veramente bene, a tal punto che anche Giuseppe decise di
trasferirsi qui. Da quel momento, sia per quanto riguarda la vita lavorativa che
per quanto riguarda la nostra amicizia, siamo diventati indivisibili.
Quanti anni avete?

Andrea: Io ho 33 anni, tra qualche mese 34. Nonostante cominci a spuntarmi


(to crop up) qualche capello bianco, non mi preoccupo minimamente (barely),
perch mi sento giovane dentro!!
Giuseppe: Io invece ho 39 anni e diverse esperienze alle spalle che mi hanno
insegnato una cosa importante della vita: non fare mai lo sbaglio di lasciare
agli altri la possibilit di prendere decisioni per te, devi essere tu il
protagonista della tua vita, nel bene e nel male.
Come nata lidea di creare il sito www.santodomingolive.org ?
Ultimamente io e Giuseppe, sempre davanti ad una bella birra fresca,
abbiamo cominciato a pensare al numero sempre pi consistente di italiani
desiderosi di cambiare vita e di trasferirsi allestero. Anni fa, avevo gi creato
un piccolo sito che parlava di Santo Domingo e leggendo le tante e-mail
ricevute, notavo che gli italiani stanchi di vivere in Italia, aumentavano
sempre di pi, quindi parlando con Giuseppe, abbiamo pensato di creare un
punto di riferimento (reference) per tutti coloro che desiderano trasferirsi in
Repubblica Dominicana, poich vivendo qui, siamo in grado di aiutare molte
persone con le nostre conoscenze e con le nostre esperienze vissute sul
posto. Cos nato Santodomingolive.org, un portale differente dai classici
portali che si trovano in rete, arricchito da tanti video in cui vengono
rappresentati alcuni momenti di vita vissuta qui in Repubblica Dominicana.
Quali sono gli argomenti trattati nel sito?
Abbiamo suddiviso il sito in tre sezioni principali, da noi considerate le pi
importanti. C una sezione dedicata agli Investimenti, dove possibile
trovare annunci di vendita di terreni, case o ville e molte delucidazioni
(clarifications) su come effettuare una compravendita (trade) in Repubblica
Dominicana. Poi c una sezione dedicata alle persone che desiderano
trasferirsi qui in Repubblica Dominicana e unaltra dedicata a coloro che
desiderano solo fare una vacanza differente da quella nel classico resort.
Queste sono le tre sezioni principali del sito. A breve sar possibile visionare
un bel video in cui, uno dei migliori avvocati del luogo, spiegher in cosa
consistono le leggi locali e come intraprendere una compravendita in tutta
sicurezza, visto che, purtroppo sono tante le persone truffate qui in
Repubblica Dominicana. Il sito sar tradotto anche in altre lingue, proprio per
avere un largo spettro di visualizzazione. Insomma ci stiamo lavorando molto,

proprio perch crediamo in questo progetto e speriamo che i nostri servizi


siano di aiuto a tutti i nostri visitatori.
Ci raccontate qualcosa di Las Terrenas?
Sicuramente il nostro giudizio di parte (biased), visto che viviamo qui
da molti anni e comunque la cosa sicuramente soggettiva, possiamo
dire solo che non un luogo adatto a chiunque. Lapproccio con i
dominicani sempre un po difficile al principio, a causa del loro modo
di fare con gli stranieri. Il loro primo proposito quello di spillarvi (get
smth out of) qualche soldo, ma una volta instaurato (established) un
rapporto di amicizia, le cose cambiano. Per il resto qui la vita molto
semplice, si vive in tranquillit e chi ha scarse possibilit economiche,
deve adattarsi a molte situazioni e allassenza di tante piccole cose.
Ovviamente, prima di decidere per un trasferimento, sempre
preferibile venirci in vacanza per un certo periodo, per rendersi conto
con i propri occhi di cosa stiamo parlando. Quello che possiamo dire in
tutta onest e tranquillit che Las Terrenas sicuramente uno dei
luoghi pi adatti per un europeo, qui ci sono tutti i servizi principali,
funzionanti 24 ore su 24, cosa che difficile da riscontrare nel resto
della Repubblica Dominicana. Qui non manca veramente nulla, anche
per quanto riguarda il cibo, c un negozio, che si chiama punto Italia,
in cui possibile trovare i nostri prodotti alimentari, anche se ad un
prezzo pi alto, essendo prodotti di importazione. Il costo della vita
nella sua totalit in Repubblica Dominicana, senza dubbio pi basso
rispetto allItalia, anche se ovviamente, dipende molto da persona a
persona. Se si consumano i prodotti locali, il risparmio elevato, ma se
si vuole continuare a mangiare allitaliana, i costi si rivelano pi alti che
in Italia, poich il costo del trasporto dallItalia ai Caraibi incide
(influences) parecchio sul costo finale del prodotto. Comunque qui
ormai si trova di tutto, dalla mozzarella alla mortadella, dalla pasta
allolio, dai formaggi ai vini e tanto altro ancora. Tuttavia, se il cibo pu
arrivare a costare parecchio, possibile trovare un grande risparmio in
tanti

altri

settori,

dal

meccanico,

allelettricista,

allebanista

(falegname, cabinet-maker), addirittura anche sullassicurazione auto,


che ormai in Italia diventata proibitiva! Tra gli aspetti negativi del
posto,

sicuramente

laspetto

sanitario,

che

ha

un

livello

decisamente inferiore rispetto a quello italiano ed europeo. Per essere

assistiti nel migliore dei modi, opportuno premunirsi (make provision


for)

di

unassicurazione

sanitaria

privata.

Ricordate

che

senza

questultima sarete costretti a pagare le spese mediche di tasca


(pocket) vostra e vi assicuriamo che le cure sono molto costose. Un
altro

aspetto

negativo

riguarda

listruzione.

Qui

in

Repubblica

Dominicana ci sono molti istituti privati di buon livello, per quanto


riguarda le scuole pubbliche invece, il livello si abbassa notevolmente.
A Las Terrenas ci sono delle scuole private per bambini fino ai 13/14
anni, per poter proseguire con gli studi poi, bisogna spostarsi a Santo
Domingo o a Santiago, dove ci sono scuole private di buon livello. Tutto
sommato per, anche se il livello di istruzione molto pi basso
rispetto al nostro, sicuramente abbiamo da imparare molto da loro, per
il loro modo di fare e per la loro arte di arrangiarsi (manage with what
youve got).
Per quanto riguarda i lati positivi potremmo scrivere un libro intero, ma
cercheremo di soffermarci solo sui principali. Sicuramente qui la qualit della
vita nettamente superiore! Per quanto potr essere stata dura la vostra
giornata, rilassarsi di fronte al mare, in mezzo alle palme, giover (benefit) al
vostro fisico e alla vostra mente.
Potete dirci qualcosa della situazione economica e lavorativa?
La principale entrata economica della Repubblica Dominicana proviene dal
turismo,

anche

se

comunque

ci

sono

molte

fabbriche:

dalla

commercializzazione del riso, che uno dei prodotti alimentari primari in


Repubblica Dominicana; alla birra, di cui qui ne fanno uso continuo; al rum,
un'altra bevanda di largo consumo; allesportazione della canna da zucchero.
Nonostante tutto, anche qui c aria di crisi, oltre al problema dei salari
decisamente bassi. Qui uno stipendio medio va da un minimo di 140 euro ad
un massimo di 300 euro. Ovviamente ci sono maggiori possibilit lavorative
nel campo del turismo. C da dire per, che qui ci sono poche persone
specializzate in un preciso mestiere. Il dominicano convive con il concetto
dellarrangiarsi, quindi vi capiter molto spesso di trovare un falegname
(carpenter) che oltre ad essere anche un idraulico (plumber), nei ritagli di
tempo fa limbianchino (painter). Con questo voglio dire che questo tipo di
figure professionali qui sono molto ricercate.

Quali sono le differenze sostanziali che avete notato tra lItalia e la


Repubblica Dominicana?
Direi che sono facce opposte della stessa medaglia, dal nostro punto di vista
non hanno nulla in comune. La differenza pi evidente proprio nel modo di
vivere e di vedere la vita. Il dominicano sempre allegro (anche se non ha un
soldo in tasca), il dominicano socievole, il dominicano pensa a vivere oggi, al
dominicano piace tanto divertirsi, la cosa pi importante per lui; di contro
non ama particolarmente il lavoro.
Quali sono le bellezze paesaggistiche?
Qui in Repubblica Dominicana possibile apprezzare nella sua piena totalit la
bellezza della natura, dal mare alla montagna. Per chi ama vivere a stretto
contatto con la natura, questo pu rivelarsi un vero paradiso terrestre. Io ad
esempio, amo le spiagge dominicane ancora selvatiche, sono uno spettacolo
davvero unico. La vegetazione delle campagne arriva a ridosso (over the)
delle spiagge, a loro volta accerchiate da fantastiche piante di cocco e, in
alcuni posti, anche dalle mangrovie.
In una delle risposte precedenti avete affermato che Las Terrenas
non un luogo adatto a chiunque..
S, proprio cos. Las Terrenas il posto adatto a tutte quelle persone che non
vogliono pi continuare a vivere allitaliana e soprattutto, che posseggono
un grande spirito di adattamento. Ecco perch noi consigliamo sempre di fare
una vacanza preventiva (estimative) ed esplorativa, prima di fare il grande
salto. Qui molti sono venuti in vacanza e non ci sono pi tornati, perch
spaventati dalla troppa povert del luogo. Tanti altri invece, si sono innamorati
del luogo e si sono trasferiti definitivamente. Quindi, tutto molto soggettivo.
Ci sono molti italiani?
La comunit italiana qui a Las Terrenas molto ristretta, siamo poco pi di
600 e ovviamente, anche di vista, ci si conosce quasi tutti. Come in tutte le
comunit c quello pronto a tenderti una mano nel momento del bisogno e
chi invece ti gira le spalle, ma penso sia cos ovunque, non solo qui.
Vivere ai Caraibi il sogno di molti, ma al risveglio cosa rimane del
sogno?

E vero andare a vivere ai Caraibi il sogno di tanti italiani, vivere davanti ad


una spiaggia bellissima, ad un mare cristallino, allombra di un albero di
cocco, ma ovviamente questo possibile solo se hai delle rendite (qui ci sono
tanti italiani che vivono cos, tra pensionati e danarosi), ma per i comuni
(mere) mortali non cos, perch bisogna lavorare, come facciamo noi.
Per vi posso assicurare che oltre il sogno, qui si vive veramente bene, anche
perch se vuoi rilassarti anche solo per unora, prendi lo scooter vai in
spiaggia e ti rilassi con il suono del mare e della vegetazione.