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Storia del jazz

La storia del jazz, come quella di molti altri generi musicali popolari, soprattutto quelli che affondano le
loro radici nella tradizione degli schiavi afroamericani e indonesiani (primo fra tutti il blues), assai
povera di documenti e riferimenti, in special modo per quanto riguarda le origini e i primi anni.
Le prime fonti orali sulla nascita del jazz a New Orleans risalgono ai primi anni del XX secolo mentre le
prime fonti scritte al decennio successivo. Il jazz fu creato dagli africani deportati negli Stati Uniti e
schiavizzati, che cantavano per alleggerire il lavoro. Il genere si svilupp in modo esponenziale tra
il 1915 e il 1940, diventando la musica da ballo dominante tra il 1930 e il 1940, anni in cui i brani
delle big band si trovavano regolarmente ai primi posti delle classifiche. A questo periodo seguirono
diversi decenni in cui il jazz si caratterizz in maniera crescente come una musica d'arte, tipicamente
afroamericana. Nel frattempo il pubblico statunitense del jazz si assottigli, mentre la musica destava
un crescente interesse in Europa e nel resto del mondo.
Questa tendenza, iniziata col movimento bebop nel 1945, raggiunse l'apice negli anni sessanta con il
movimento free jazz, che mirava all'emancipazione totale del musicista.
Segu un periodo di involuzione e di marginalizzazione che termin negli anni ottanta, durante i quali
una generazione di giovani musicisti infuse nuova vita perseguendo diverse tendenze anche in assenza
di uno stile dominante: nacquero cos diverse scuole di jazz europeo, uno stile main stream, che faceva
riferimento al periodo degli anni cinquanta, e diverse contaminazioni che proseguivano l'esperienza
fusion arrivando ad uno stile che viene detto acid jazz o che guardavano con interesse a tradizioni
musicali etniche in direzione della world music.
Anche l'industria discografica torn ad interessarsi delle sonorit del jazz - se non della sua estetica promuovendo vari artisti specialisti di smooth jazz, un tipo di jazz estremamente alleggerito.
La musica jazz rappresenta oggi circa il 3% della produzione musicale nordamericana, ma ha seguaci
in tutto il mondo.

Origine del termine

New Orleans, 1919

L'origine della parola jazz (che veniva originariamente scritta jass) incerta.[1]
Un'ipotesi fa derivare da jass dalla parola di etimologia francese jaser (gracchiare, fare rumore,
perfino copulare nel dialetto della Louisiana francofona dell'700).[2]
La linea etimologica francese jaser-jass sembra avvalorata dai giornali dalla fine dell'800 al 1918 e dalle
testimonianze di musicisti di New Orleans, secondo cui questa musica veniva considerata in ambienti
tradizionali come "fracasso", "rumore sgradevole", musica "cacofonica" e perfino "orgia sessuale".
In contrasto con questa teoria, recenti testimonianze raccolte tra alcuni musicisti in attivit a New
Orleans all'inizio del XX secolo indicano che la parola non stata usata a New Orleans per denotare
una musica fino al 1917, quando vi arriv in una lettera che Freddie Keppard sped da Chicago a Joe
"King" Oliver, che la mostr al suo protetto Louis Armstrong.
Un'ipotesi recente che la parola abbia una provenienza settentrionale, con le prime attestazioni di uso
localizzate nell'area di San Francisco.[3]

Il ricercatore Gerald Cohen ha appurato che la parola inizia ad apparire sul giornale San Francisco
Chronicle nel 1913, come sinonimo di vigore, energia, effervescenza.[4] Il cronista che la us l'avrebbe
mutuata da un altro cronista, che a sua volta l'avrebbe sentita usare da giocatori di dadi durante una
partita.
Altri associano la parola jazz al gergale to jizz (jism), parola sconcia che indica la virilit maschile o
l'atto di eiaculare. Cos per alcuni jazz musicsarebbe quindi stata "musica da eiaculazione" per la sua
presenza nei bordelli, per altri avrebbe inizialmente significato "musica da poco" ovvero - in positivo
- "musica effervescente". Se anche questo fosse vero, molto probabile che questa associazione si
fosse persa nel 1913 o difficilmente la parola sarebbe stata stampata su un quotidiano.
Ad ogni modo dopo che la parola "jazz" fu resa famosa, essa si arricch rapidamente di connotazioni
anche negative al punto da essere talvolta utilizzata come epiteto: un noto esempio un articolo molto
critico del "Times Picayune".
Altri ritengono che la parola jazz derivi da Jar che in inglese significa vaso. In effetti i primissimi
suonatori di colore usavano dei vasi rovesciati come delle percussioni da cui dall'inglese "to play jares"
suonare dei vasi, delle giare, oppure dei barattoli. Suonare con dei vasi la cui pronuncia la stessa di
"to play jazz". Pian piano sarebbe diventato appunto Jazz

Le origini

I Virginia minstrels (1843)

Molti sono gli antenati del jazz: reminiscenze della musica africana, canti e richiami di lavoro, canti
religiosispiritual delle chiese protestanti, canto blues degli afroamericani, ragtime pianistico di
derivazione euro-americana, musica europea per banda militare e perfino echi dell'opera lirica sono i
pi importanti elementi che hanno contribuito a questa fortunata e geniale sintesi artistica.
Le radici del jazz affondano nella cultura musicale africana della vita di tutti i giorni degli schiavi neri
(sebbene molto contaminata dalle culture europee, soprattutto inglesi e francesi, dominanti nel sud
degli Stati Uniti). Queste persone avevano con s una tradizione che esprimevano mentre lavoravano (i
cosiddetti "field hollers"e "work song"), mentre pregavano (gli "spiritual", che negli anni trenta del XX
secolo avrebbero dato origine al"gospel") e durante il loro tempo libero. Gi nel 1819 l'architetto
Benjamin LaTrobe lasci testimonianze scritte e disegni di feste di schiavi che si riunivano in Congo
Square,[5] una piazza della citt, per ballare e suonare usando strumenti e musiche improvvisate.
Nel corso del XIX secolo e soprattutto nella seconda met, le tradizioni musicali afroamericane
iniziarono a trovare eco in spettacoli d'intrattenimento, attraverso varie forme di rappresentazione, delle
quali forse le pi famose erano i "Minstrel show" che in una cornice carica di stereotipi razziali
rappresentavano personaggi tipo dell'afroamericano[6]. Le musiche di scena di questi spettacoli erano
rielaborazioni di musiche afroamericane (o presunte tali).

Molti sono gli antenati del jazz: reminiscenze della musica africana, canti e richiami di lavoro, canti
religiosi spiritual delle chiese protestanti, canto blues degli afroamericani, ragtime pianistico di
derivazione euro-americana, musica europea per banda militare e perfino echi dell'opera lirica sono i
pi importanti elementi che hanno contribuito a questa fortunata e geniale sintesi artistica.Da questo
substrato musicale emerse, alla fine dell'Ottocento, un canto individuale che venne chiamato blues e
che ebbe una vasta diffusione, anche attraverso i nascenti canali commerciali, tra la popolazione
afroamericana. La combinazione armonica e melodica che si trova nel blues non ha riscontro nella
musica occidentale (eccetto almeno una ballata irlandese risalente al 1600 che ha struttura in 12
battute e giro armonico tipico del blues pi arcaico e tradizionale) e si ritrova nel jazz fino dalle origini.

Chicago e il Midwest

Louis Armstrong negli anni cinquanta

La migrazione degli afroamericani dal Sud al Nord degli Stati Uniti, che ebbe luogo tra il 1910 e il 1920,
port con s anche molti musicisti di New Orleans, attratti dai maggiori guadagni che venivano offerti ai
musicisti al Nord e, secondo molte testimonianze, anche dalla decadenza dell'intrattenimento a New
Orleans, che viene fatta coincidere simbolicamente, con la chiusura di Storyville, il quartiere a luci rosse
di New Orleans, che avvenne nel 1917 ad opera del Ministero della Guerra: la tradizione vuole che il
jazz fosse nato e avesse prosperato nei bordelli del quartiere. Molto probabilmente l'importanza di
Storyville per il jazz stata esagerata, ma certo che molti protagonisti vi suonarono, e che, forse
anche a causa di questo, fin dagli inizi il jazz ebbe una pessima reputazione. Il jazz veniva spesso
portato al Nord sui battelli che risalivano ilMississippi, che assumevano orchestre come intrattenimento
di bordo. La meta di molti dei musicisti fuChicago, citt che attrasse anche King Oliver, e attorno alla
quale si cre una scuola da cui emersero molti protagonisti soprattutto bianchi, tra cui Bix
Beiderbecke, Frank Trumbauer (primo Saxofonista americano - ilSax era stato brevettato nel 1846 a
Parigi ed esportato al seguito delle bande militari), Pee Wee Russell.
Dal punto di vista musicale il suono contrappuntistico e d'insieme (normalmente con esposizione del
tema alla cornetta, supporto armonico affidato agli arpeggi del clarinetto il tutto legato dalle frasi e dagli
effetti di glissato del trombone e con improvvisazioni collettive finali) delle formazioni di New Orleans
cede il passo ad uno stile in cui domina la performance del solista (grazie anche ad una nuova
generazione di musicisti pi preparate tecnicamente), mentre iniziano ad emergere figurazioni ritmiche
pi sofisticate di quelle di derivazioni bandistica. La figura principale del periodo Louis Armstrong, che
fu chiamato a Chicago dal "Re" di New Orleans Joe "King" Oliver. Dopo alcuni mesi con il gruppo di
Oliver, Armstrong (con le storiche registrazioni dei suoi gruppi, gli Hot Five e gli Hot Seven), nel 1925 si
afferm come il trombettista simbolo del movimento (Armstrong considerato il pi prolifico e
talentuoso musicista jazz di tutti i tempi). Alla richiesta di scrivere una storia della musica Jazz, Miles
Davis rispose: "La storia del jazz si scrive in quattro parole... Louis Armstrong, Charlie Parker".

Sono gli anni che vedono anche la nascita dell'industria discografica: nel 1920, la cantante
blues Mamie Smith incide "Crazy Blues", che vende un milione di copie e fa esplodere il settore delle
incisioni dedicate ai neri, i cosiddetti "race records" (registrazioni razziali), che fanno decollare la
carriera di molti musicisti, tra cui molti cantanti di blues, dei quali forse la pi famosa Bessie Smith. Il
legame tra il blues e il jazz durante questi anni vive in maniera sotterranea, a causa della connotazione
fortemente razziale e la fama di scarsa raffinatezza del blues: si vedranno musicisti bianchi [7] che
assumono pseudonimi neri per incidere il blues, mentre i jazzisti, che si rivolgevano al pubblico bianco
dei locali notturni, per lungo tempo eviteranno di suonare il blues in pubblico. [8] Si deve notare come
molti dei brani che in questo periodo contengono la parola blues nel titolo non siano affatto blues ed
usino il termine solo per il suo effetto coloristico.

L'era delle big band e l'et dello swing (1930-1940)


Lo Swing

Duke Ellington

Dopo quindi la jazz age (i ruggenti anni venti), si svilupp lo swing, affermandosi come musica da ballo
e dilagando negli speakeasy, i locali in cui si vendeva clandestinamente il liquore vietato
dal proibizionismo. Molti protagonisti, tra cui il sassofonista Sidney Bechet fecero tourne in Europa.
Videro in questo periodo la luce anche le prime Big band - si ricorda quella di Fletcher Henderson, che
vide tra le sue file anche Armstrong - che trovavano ottime opportunit commerciali nelle grandi sale da
ballo, quali il Roseland e il Savoy di New York. A testimoniare la popolarit delle orchestre in questo
periodo, la stampa incoron "Re del jazz" Paul Whiteman, un direttore d'orchestra bianco che
canonizz la formazione delle orchestre da ballo dell'epoca, introducendo ad esempio la sezione di
sassofoni, e noto tra l'altro per aver commissionato a George Gershwinil brano "Rapsodia in Blu", che
fondeva elementi jazzistici in una cornice compositiva di derivazione classica.

Benny Goodman nel film Stage Door Canteen

Tutti si erano accorti del jazz, lo ascoltavano e ne parlavano. Anche Hollywood si era accorta del jazz e
inizi a produrre film in cui la musica jazz compariva direttamente come protagonista, o indirettamente
come commento all'azione, chiamando alcuni dei musicisti pi in vista del momento a prendervi parte
(spesso solo come comparse). La segregazione razziale, che era stato fino ad allora la regola nelle
orchestre di jazz cos come nei locali, inizi in quegli anni a perdere un po' della sua compattezza,
grazie anche al coraggioso esempio di direttori d'orchestra come Goodman e Shaw che portarono in
tourne gli artisti afroamericani Roy Eldridge[2] e Billie Holiday[9].
La depressione economica - iniziata col crollo di Wall Street nel 1929 e la fine del proibizionismo posero fine all'et del jazz come era stata fino ad allora conosciuta. La radio assunse il ruolo di
diffusione che era stato fino a poco prima giocato dai dischi e le orchestre jazz che le emittenti
trasmettevano dal vivo in programmi con nomi come "Let's Dance" (cio "Balliamo", il programma che
rese celebre l'orchestra di Benny Goodmannella parte occidentale degli Stati Uniti) assursero ai primi
posti delle classifiche musicali dell'epoca, rendendo popolari i nomi di Benny Goodman (cui la stampa
attribu il titolo di "Re dello Swing"), Artie Shaw (che, in concorrenza con Goodman, si attribu il titolo di
"Re del Clarinetto"), Duke Ellington - la cui orchestra anim per anni, con un repertorio innovativo ed
estremamente originale, le notti del famoso Cotton Club, Cab Calloway - un altro "re" del Cotton
Club, Woody Herman, Count Basie, Ella Fitzgerald, Glenn Miller. Il successo di questi programmi e
delle orchestre che vi suonavano fu accompagnato dal diffondersi di nuovi balli, quali il jitterbug(e il suo
discendente jive) e soprattutto lo swing che finirono per dare alla decade il nomignolo di "et dello
swing". Goodman, che assunse Fletcher Henderson come arrangiatore, fu il dominatore di gran parte
della decade, con un successo che culmin nel 1938 con un concerto nel tempio newyorkese della
musica colta, la Carnegie Hall, concerto al quale Goodman fece partecipare come ospiti solisti
provenienti da tutte le maggiori orchestre del momento. Musicalmente, la maggior parte delle orchestre
jazz fondeva lo stile di Chicago con l'organico delle orchestre da ballo, anche se le formazioni pi
innovative (Ellington, Basie) contribuirono in modo sostanziale alla definizione di uno stile e di un
repertorio originale.
New York, grazie all'ambiente favorevole creato dalla compresenza della fiorente industria discografica
e dello spettacolo,[10], un'attivissima vita notturna che (ancorch spesso dominata dalla malavita)
alimentava numerosissime sale da ballo e locali notturni, e - nel quartiere di Harlem - una folta comunit
di colore che stava sperimentando un periodo di relativa prosperit, [11] acquisisce in questi anni un ruolo
centrale che non abbandoner pi, attirando molti musicisti tanto dal Sud quanto dal Midwest: qui che
Henderson stabilisce la sua orchestra ed qui che si trasferisce, dalla nativaWashington, il
giovane Duke Ellington.

Artie Shaw nel 1940

Verso la met degli anni trenta, anche a seguito dei primi disordini razziali - si ricorda la rivolta ad
Harlem nel 1935 - New York vide la decadenza dei locali per bianchi nei quartieri neri (tra cui il
famoso Cotton Club) mentre le zone attorno a Broadway, alla Cinquantaduesima strada,[12] e al
quartiere universitario delGreenwich Village si popolarono di locali che avevano piccole formazioni jazz
come attrazione principale. Le stelle di questi locali erano Billie Holiday, Art Tatum, Fats
Waller, Coleman Hawkins, Lester Young. Lo stile che nacque in questi locali era rilassato e notturno,
esemplificato dall'interpretazione di Body and Soul data in quegli anni da Hawkins, che fu anche uno
degli strumentisti che resero il sax tenore la voce dominante del jazz.
Dal punto di vista musicale, mentre si afferma sempre di pi la figura del solista, il repertorio si orienta
in maniera predominante sulla forma della canzone in 32 battute, che pu essere un tema originale o pi spesso - essere derivato da canzoni in voga, da musical o da film (non si deve dimenticare che in
questi anni sono attivi nell'industria dello spettacolo alcuni formidabili autori, tra cui George Gershwin e
il fratello Ira, Irving Berlin, Cole Porter, e pi tardi Jerome Kern): inizia cos la compilazione di un
repertorio di brani noti a tutti i musicisti jazz, detti standard che diventer una delle caratteristiche del
jazz per piccola formazione. Di conseguenza la ritmica abbandona i due quarti tipici del periodo di New
Orleans ed sempre pi spesso in quattro quarti.
Anche lo stile dell'improvvisazione si trasforma. Alle variazioni melodiche e tematiche tipiche dello stile
di Chicago, si sostituisce gradualmente uno stile verticale, che fa un uso intensivo degli arpeggi sugli
accordi che sostengono l'armonia del brano.

Kansas City
Uno stile jazzistico pi rivolto al blues e con caratteristiche meno urbane di quello newyorkese veniva in
quegli anni praticato dalle orchestre di Kansas City, luogo di fondazione dell'orchestra di Count Basie.
In questa citt si formarono molti protagonisti degli anni che seguirono.

L'Europa
In Europa si guardava con grande interesse al jazz e gli artisti che venivano sul continente a dare
concerti ricevevano ottime accoglienze,[13] rese ancora migliori dalla relativa assenza della segregazione
razziale e dei pregiudizi che ancora imperavano in America. Questo fece s che molti jazzisti
intraprendessero lunghe tourne in Europa (Coleman Hawkins e Sidney Bechet tra gli altri) provocando
la nascita di molti gruppi di imitatori. Questa relazione del jazz con l'Europa avrebbe subito una battuta
d'arresto nel corso del secondo conflitto mondiale solo per riprendere con ancora maggior vigore negli
anni del dopo guerra.
Almeno un musicista europeo riusc in questo periodo a guadagnarsi una fama che avrebbe
attraversato l'oceano in senso opposto, ottenendo una grande fama tra i jazzisti americani. Si tratta

di Django Reinhardt, un chitarrista belga di origini zingare che fuse in maniera apparentemente
improbabile swing e musica tzigana, guadagnandosi il rispetto dei colleghi americani (che avrebbe
incontrato nel loro paese solo verso la fine della sua vita) attraverso le incisioni dei gruppi che form
assieme al violinista francese Stphane Grappelli.

Il bop: trasformazione di un genere (1940-1950)


L'avvento della seconda guerra mondiale, con le ristrettezze e le incertezze che ne conseguirono, pose
fine al periodo delle grandi orchestre, la maggior parte delle quali, nel corso del decennio, dovette
chiudere.

Bebop
Attorno al 1945, da un gruppo di giovani musicisti che si ritrovano a tarda ora alle jam session che si
tenevano in due locali di Harlem, il Minton's Playhouse e il Monroe's, nacque uno stile jazzistico nuovo.
Questo stile che, con una parola, ricordava il suono di una cadenza caratteristica di due note che
ricorreva nei brani in esso eseguito, venne prima detto rebop, poi bebop o semplicemente bop: "BeBop" fu anche il titolo di un brano inciso da Dizzy Gillespie nel 1945, che si pu dire che segni l'inizio
ufficiale del movimento. Il bebop riprendeva molte delle lezioni della musica recente, insegnate da
protagonisti come Coleman Hawkins, Art Tatum e Lester Young, aggiungendovi un nuovo approccio al
trattamento armonico dei brani, tempi velocissimi, propulsione ritmica non convenzionale e, per la prima
volta dalla nascita del jazz, scarsissimo riguardo per la ballabilit e commerciabilit della produzione
musicale[14]. I pionieri indiscussi del genere furono l'altosassofonista Charlie Parker e il
trombettista Dizzy Gillespie. Parker - che era detto Bird o Yardbird - fu, come gi Bix Beiderbecke prima
di lui, una figura esemplare di genio autodistruttivo (mor ad appena 35 anni); Gillespie era molto pi
disciplinato e portato a prendersi cura degli aspetti organizzativi ed economici della propria attivit. Nel
breve periodo in cui suonarono assieme i due formalizzarono e resero popolare lo stile che avevano
inventato, documentato in una serie di incisioni storiche che essi fecero per la "Dial Records". Altri
protagonisti del bop divennero allora nomi conosciuti: il pianista e compositore Thelonious Monk e il suo
amico (anch'egli pianista) Bud Powell, il batterista Kenny Clarke, i trombettisti Clifford Brown e Fats
Navarro, i sassofonisti Sonny Rollins e Sonny Stitt, il batterista Max Roach sono solo alcuni dei
protagonisti di questo movimento.
Gillespie e Parker finirono per separarsi, soprattutto a causa delle intemperanze di Bird, che, dopo una
permanenza in California, torn a New York alla testa di un gruppo di cui fece parte, per diverso tempo,
il giovane Miles Davis. Dizzy continu anch'egli la propria carriera da leader, spesso alla testa di
orchestre.
Il bebop si caratterizz come un movimento di musicisti, pi che di direttori d'orchestra e di compositori,
come testimonia il fatto che le innovazioni da esso apportate non riguardarono praticamente la forma
dei brani, che continu ad essere dominata dalla canzone in trentadue battute AABA e dal blues. Si
tratt inoltre di un movimento coscientemente afroamericano: Gillespie ed altri ricordano che una delle
motivazionni della loro ricerca era trovare un tipo di musica che i bianchi non potessero copiare. Oltre
all'esasperazione ritmica e all'accento che poneva sul virtuosismo strumentale, il bebop trasform
l'approccio armonico, infittendo il tessuto accordale dei pezzi dove trovavano largo impiego accordi di
quinta diminuita e toni di colore, e conferendo un andamento orizzontale[15] all'improvvisazione.
Gli atteggiamenti esteriori e lo stile di vita dei boppers, almeno quanto la loro musica, guadagnarono
loro l'avversione dei benpensanti e l'attenzione del movimento culturale Beat, per molti esponenti del

quale (Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti) i bopper divennero un punto di riferimento
musicale, che citavano nelle loro opere, indicando in Charlie Parker la musa del genere.

Cool Jazz

Paul Desmond e Dave Brubeck, 8 ottobre 1954.

Gli atteggiamenti - non solo musicali - e le dichiarazioni dei bopper crearono una frattura generazionale
con molti dei musicisti che li avevano preceduti (uno dei pi noti critici dei bopper fu Louis Armstrong).
La frattura si estese anche al grande pubblico che proprio in questo periodo abbandon il jazz per
rivolgersi ad altri generi: il jazz, dopo avere dominato le classifiche per decenni, divenne quasi di colpo
una musica d'arte, che cercava il suo pubblico tra gli artisti e gli intellettuali. Avvertendo gli umori del
pubblico, in gran parte sfavorevoli alle complessit e alle asprezze del nuovo genere, Gillespie tent di
smussarne gli spigoli in vari modi: uno dei pi proficui si rivel la contaminazione della sua musica con
elementi di musica afro-cubana. Per un anno, Dizzy collabor con musicisti cubani, specialmente col
suonatore di conga Chano Pozo, creando un genere misto, che fu per qualche tempo chiamato
"Cubop", da cui inizi il rapporto tra jazz e musica latino-americana che avrebbe dato altri buoni frutti in
futuro, a partire dall'esperienza, che ebbe grande successo, delle incisioni dijazz samba realizzate
da Stan Getz nella seconda met degli anni cinquanta.
La reazione agli aspetti pi estremi dello stile bebop inizi gi alla fine del decennio 1940, ad opera di
musicisti che avevano militato (e che a volte continuarono a farlo) nel movimento boppistico. Questo
movimento, che dalle sue caratteristiche melodiche e rilassate, prese il nome di cool jazz si svilupp tra
la fine degli anni quaranta e l'inizio degli anni cinquanta e fu uno dei primi casi in cui uno stile nato
a New York migr sulla Costa Occidentale degli Stati Uniti, trovando pi seguaci in California che nella
zona di origine. La data di nascita convenzionale del movimento viene di solito fissata nel 1949, con la
registrazione dell'album "Birth of the Cool" ad opera di un nonetto capeggiato dal trombettista Miles
Davis e condotto dall'arrangiatore Gil Evans, e che annoverava nei suoi ranghi molti dei protagonisti del
cool jazz: Gerry Mulligan, Lee Konitz, John Lewis, per citarne solo alcuni. Altri protagonisti del
movimento cool sarebbero stati il trombettista Chet Baker (che si rivel attraverso la sua partecipazione
ad un famoso quartetto capeggiato da Gerry Mulligan, quartetto caratterizzato dall'assenza del
pianoforte e che fu per questo detto "pianoless"), i pianisti Lennie Tristano eDave Brubeck, i
sassofonisti Stan Getz e Paul Desmond. Molti dei musicisti che presero parte al movimento cool non

erano di New York, o si erano trasferiti da New York alla California, che venne associato a questo stile
al punto che esso venne anche chiamato "West Coast Jazz". Un'importante eccezione fu costituita
dal Modern Jazz Quartet, un gruppo interamente afroamericano diretto da John Lewis che per decenni
propose una musica che fondeva l'estetica cool con elementi e sonorit derivanti dalla musica classica
(soprattutto barocca) europea.
Come il bop, anche il cool jazz piaceva soprattutto ad un pubblico di nicchia, il cui esemplare tipico
veniva spesso descritto come un giovane universitario bianco. Tranne per rari episodi (ad esempio il
brano "Take Five" che, scritto da Paul Desmond ed eseguito dal quartetto di Dave Brubeck, avrebbe
scalato le classifiche alla met del decennio successivo) il divorzio tra il jazz e il grande pubblico era
definitivamente sancito.

Hard Bop

Art Blakey, "Buhaina".

Nello stesso tempo (siamo ormai all'inizio degli anni cinquanta) i bopper sentivano il bisogno di una
maggiore accettazione da parte dell'industria dell'intrattenimento, e abbandonato il periodo dello
sperimentalismo iniziarono a creare formazioni il cui scopo era fare musica pi orecchiabile non tanto
per il grande pubblico, (fedele al genere pop e che presto avrebbe cominciato ad ingrossare il pubblico
di un nuovo genere chiamatorock) quanto per il pubblico colto di classe media che aveva trovato nel
jazz la colonna sonora ideale per le proprie serate. Mentre lo stile di vita autodistruttivo esemplificato da
Parker apriva vuoti tra le loro file (lo stesso Parker morir, non ancora trentacinquenne, nel 1955) i
giovani musicisti che erano stati i protagonisti del movimento bebop e che non sottoscrissero
all'estetica cool addomesticarono il bebop che in parte mut volto e nome divenendo hard-bop. Tra i
protagonisti dell'hard bop bisogna almeno ricordare Art Blakey, che, con il gruppo Jazz Messengers da
lui diretto avrebbe calcato per quasi un trentennio i palcoscenici di tutto il mondo, e Horace Silver, che
cre una musica dalle sonorit variegate, che rievocano le sue origini capoverdiane che nel corso
degli anni sessanta assunse colorazioni funk.
Tra coloro che proseguirono la propria carriera nel solco dell'hard bop, anche notevole l'esperienza
di Miles Davis che con una formazione nota come "primo quintetto" (comprendente John Coltrane, Red
Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones) incise una serie di album che costituiscono un significativo
compendio dello stile del jazz del periodo. Divenuta un sestetto dopo l'aggiunta di Cannonball
Adderley e (con il successivo inserimento diBill Evans al piano) questa formazione ricordata come
una delle pi grandi nell'ambito jazz, e la registrazione di "Kind of Blue" uno degli album fondamentali di
ogni discografia jazz.
Nonostante le difficolt, non tutte le orchestre avevano chiuso i battenti. Oltre alla persistenza dei
veterani Count Basie e Duke Ellington, si ricordano le orchestre di Woody Herman, che lanci molti
importanti solisti e furono in attivit fino agli anni ottanta e quella di Stan Kenton, che persegu un
approccio al jazz personale di tipo compositivo e quasi sinfonico. Originali e di grande successo furono
anche le collaborazioni di Miles Davis con le formazioni orchestrali dirette da Gil Evans, che

proseguivano il sodalizio iniziato ai tempi di "Birth of the Cool". Un'esperienza significativa di questo
periodo quella del contrabbassista Charles Mingus che, spesso dirigendo formazioni di grandi
dimensioni (ma in genere inferiori ad un organico orchestrale) e traendo ispirazione dalle tendenze pi
progressiste della musica di Ellington, per cui nutriva un'ammirazione immensa, si segnal come uno
dei compositori e dei direttori pi originali del periodo. Da segnalare anche il pianista Cedar Walton, che
risult essere spesso a fianco di molti musicisti dell'hard bop.

L'et delle avanguardie (1960-1970)


Thelonious Monk nel 1947 a New York

Gli anni sessanta segnarono per gli Stati Uniti la fine dell'"et dell'oro" di Eisenhower e inaugurarono un
periodo di profondi mutamenti, in cui la musica in generale e il jazz in particolare non furono estranei.
Molti musicisti acuirono la propria consapevolezza sociale nell'epoca delle lotte della popolazione
afroamericana per la conquista della parit dei diritti civili negli Stati del Sud: molti musicisti (tra i pi
notevoli Max Roach, Sonny Rollins, Charles Mingus) crearono composizioni dedicate al movimento con
titoli significativi quali "Freedom Suite" (suite della libert) e diedero vasta eco al proprio impegno
sociale. Perfino Louis Armstrong, che godeva di un'immensa popolarit anche al di fuori dei ranghi del
pubblico del jazz ed era solito separare strettamente la propria vita privata dalla propria immagine
pubblica, rifiut di partecipare ad una tourne all'estero organizzata dal dipartimento di stato in segno di
protesta per il trattamento dei neri negli Stati del Sud.[2]
Un'altra forza che cambi la forma del jazz fu l'emergere di un vasto mercato di massa rivolto ai giovani,
i cui gusti andavano alle sonorit pi nuove ed orecchiabili della musica rock, funky e soul, celebrate in
enormi concerti di massa che regalavano agli artisti che vi partecipavano e alle case discografiche che
li sostenevano vendite senza precedenti. Mentre molti dei musicisti dei decenni precedenti scomparvero
nell'oscurit, o emigrarono in Europa dove il clima era pi favorevole, ed altri semplicemente aderirono
ai nuovi movimenti, altri scelsero di cercare di fondere il jazz con le nuove sonorit e modi di
produzione.

Jazz Modale
Alla fine degli anni cinquanta, tanto il bebop quanto l'hard bop si erano irrigiditi in un ritualismo
abbastanza ripetitivo che era in parte indotto dalle semplici forme musicali (blues e canzone) che
dominavano il repertorio e che inducevano gli autori a cercare, con poco successo, di introdurre novit
complicando la struttura armonica dei brani.[16]
Furono il lavoro teorico di George Russell[17] e le conseguenti composizioni e incisioni seminali di Bill
Evans, Miles Davis e il suo sestetto (e soprattutto il gi citato Kind of Blue) ad introdurre uno stile
compositivo e improvvisativo basato essenzialmente sulle scale musicali (modi) anzich sugli accordi,
che nelle composizioni di questa scuola erano essenzialmente statici. La sfida per il solista veniva dalla
direzione dell'immaginazione armonica pi che dall'aderenza al concetto armonico del brano.
Il jazz modale, nato alla fine degli anni 1950, venne esplorato a pieno nella prima met del decennio
successivo. I caposcuola di questa esplorazione furono due fra i fondatori del genere: Miles Davis - alla
testa di un nuovo quintetto composto da Herbie Hancock, Wayne Shorter, Ron Carter e Tony Williams,
e John Coltrane, accompagnato da McCoy Tyner, Elvin Jones (un batterista che cre un vocabolario
nuovo e originale nell'ambito della ritmica jazz) e Jimmy Garrison.

Fusion

Negli anni settanta alcuni musicisti jazz sentono il bisogno di allargare i propri confini. Vogliono fare
nuove esperienze in quanto sentono che tutte le strade sono state gi percorse. l'epoca degli
strumenti elettrici, Chitarre e Tastiere. Molti cercano la direzione pi commerciale e il desiderio di
confrontarsi con gli idoli dei giovani, chitarristi e cantanti rock ma Miles Davis prima, Herbie
Hancock, Weather Report e molti poi, promuovono nuova musica ispirandosi al funk al rock al soul. In
quegli anni si mescolano stili diversi facendo nascere un vero e proprio genere definito Jazz-rock o
Fusion o Jazz elettrico. Secondo alcuni storici le strade del jazz e quelle del rock cominciarono a
mescolarsi fra il 1967 e il 1968 quando il vibrafonista Gary Burton, il flautista Herbie Mann, il
trombettista Don Ellis ed altri, adottarono nelle loro band alcuni strumenti elettrici donando al loro jazz
una velo pop inizialmente tenue ma poi sempre pi osservabile. Il primo gruppo di jazz rock fu i Fourth
Way fondato nel 1968 da Yusef Lateef e Mike Nock destinati ad influenzare uno dei musicisti pi
importanti di questo genere, Joe Zawinul. Il jazz, comunque, resiste all'elettrificazione fino a tutti gli anni
sessanta. L'incontro tra jazz e rock avviene, fisicamente, nelle strade, nelle manifestazioni per i diritti
civili e contro la guerra, nelle universit occupate e si espande nelle cantine dove si suona il jazz e il
rock e sui palchi dove il jazz ed il rock si danno il cambio. Il rock cerca nel jazz il fulcro della sua
liberazione, il jazz cerca nell'elettricit del rock una nuova accessibilit a comunicare. Ci vorr un genio,
una personalit carismatica e imprevedibile per consacrare il passaggio al di fuori d'ogni compromesso
commerciale. Questi Miles Davis. Davis dunque la chiave di questa rivoluzione nei suoi dischi
compaiono Ron Carter, Tony Williams, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Chick
Corea, Jack De Johnette, Airto Moreira, Keith Jarrett, John McLaughlin. Nei primi anni settanta sono i
figli di Davis a creare davvero il genere, infatti, perch si possa parlare di jazz-rock, c' bisogno dei
suoi discepoli. Primi fra tutti i Weather Report di Shorter e Zawinul il loro jazz rock elettrico
coinvolgente ed intellettuale. Il discorso cambia per Herbie Hancock e Chick Corea che, diventando
delle vere star del jazz rock, mescolano l'esigenza di comunicazione al calcolo economico, infatti,
l'esperienza con Davis ha aperto a Chick Corea la strada che lo ha consacrato una star della fusion:
Nel 1972 fonda con Joe Farrel, Stanley Clarke, Flora Purim, Airto Moreira, i Return to Forever. Nel
frattempo da Davis nascer una nuova generazione di allievi: John Scofield, Marcus Miller,Gary
Thomas, Mike Stern, Kenny Garret, Mino Cinelu, Bill Evans, Bob Berg, Al Foster, Darryl Jones. I
Weather Report sono la band di importanza Storica e anticipatrice del genere jazz rock prima che si
chiamasse fusion una band con nomi del calibro di Zawinul, Shorter, Miroslav Vitous, Jaco
Pastorius, Peter Erskine ed altri che si sono avvicendati in 17 anni di esistenza del gruppo. Resta
comunque la qualit sempre emozionante dei quindici album pubblicati tra il 1971 ed il 1986. Un altro
il cambiamento epocale che sta avvenendo; la chitarra elettrica nel jazz non ha mai avuto un ruolo di
guida, ma con gli anni settanta sbarca una costellazione di chitarristi: Larry Coryell, Allan
Holdsworth, Mike Stern, Bill Frisell, John Scofield,Vernon Reid e Pat Metheny. Nell'immaginario
collettivo del jazz rock due chitarristi si elevano per stile, personalit, carattere: Bill Frisell e John
McLaughlin. Nel 1974 Pat Metheny regala il suo contributo ad una session di grande rilievo nel jazz
rock suonando con Paul Bley, Bruce Ditmas, eJaco Pastorius. Con Pastorius, virtuoso del basso nel
universo jazz rock, affronta alcuni dei capitoli fondamentali della sua carriera. Infatti, Pastorius, con Bob
Moses nell'album d'esordio di Metheny Bright size life del 1975 e nel 1979 si rincontreranno in un
memorabile tour di Joni Mitchell. Nel 1973 un altro figlio di Davis, Herbie Hancock, spiccato nel contesto
del jazz elettrico come mago delle tastiere, d vita agli Headhunters dando uno dei migliori esempi di
fusion, forse il pi vicino alla consuetudine nera americana tra tutti i discepoli di Davis. Negli anni
ottanta la fusion diventa la forma prevalente del jazz in quanto riesce ad accostarsi a culture diverse
dalla cultura afroamericana, per il suo rapporto con gli strumenti elettrici ed elettronici e per l'assillante
tecnicismo. Ed proprio quest'ultimo a rendere sterile il genere trasformando molti musicisti in acrobati
del proprio strumento stimolando interesse del pubblico non per le buone idee ma per la velocit

d'esecuzione. La fusion ancora tra noi trovando forza dall'incontro con la world music e
familiarizzando con il rap, rimandando in realt tutto alle origini.