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Fotocamera - Wikipedia

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Fotocamera
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La macchina fotografica uno strumento che insegna alle persone come vedere
senza macchina fotografica.
(Dorothea Lange[1])

Una macchina da presa fotografica (per ellissi spesso chiamata semplicemente


macchina fotografica,[2] per sineddoche anche chiamata fotocamera)[3] uno
strumento ottico utilizzato per la ripresa fotografica e per ottenere immagini di oggetti
reali stampabili su supporti materiali cartacei o archiviabili oggi su supporti elettronici
(ad esempio memorie removibili quali CF, SD, XD e MS e negli Hard disk o ssd) ed
ancora su pellicola, un supporto plastico per un'emulsione foto sensibile da sviluppare e
fissare affinch duri nel tempo.
Una fotocamera pu essere un dispositivo a s stante oppure essere integrata in un
dispositivo pi complesso. Ad esempio gli smartphone attualmente introdotti sul
mercato di norma integrano una fotocamera.

Vari tipi di fotocamera

Indice
1 Etimologia
2 Storia
2.1 Dal 1839 al 1900
2.2 Dal 1900 al 1960
2.2.1 Reflex
2.3 Dal 1960 al 2000
2.4 Dal 2000 in poi
3 Struttura e funzionamento
3.1 Esposizione
3.2 Messa a fuoco
4 Elementi di ogni fotocamera
4.1 Correzione automatica dell'immagine
5 Tipologie
5.1 Fotocamere a pellicola
5.2 Fotocamere digitali
5.3 Formati di fotocamere
5.4 Tabella sinottica
5.5 Fotocamere particolari
5.5.1 Fotocamere a distanza
5.5.2 Fotocamere subacquee
5.5.3 Fotocamere plenottiche
5.5.4 Fotocamere per oscilloscopi
5.5.5 Fotocamere per fotogrammetria
5.5.6 Fotocamere per usi medici
5.5.7 Fotocamere per termografia
5.5.8 Fotocamere Autovelox
5.5.9 Fotocamere ad alta velocit
5.5.10 Fotocamere Rapatronic
5.5.11 Fotocamere Femtografiche
6 Accessori
7 Note
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni

Etimologia

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Il termine "fotocamera" deriva dall'unione delle parole, in lingua greca, phs gen. phts forma attica di phos,
pheos "luce" e del tedesco Kamera, "macchina fotografica",[4] a sua volta dal latino camera obscura, "camera oscura".[5]

Storia
Dal 1839 al 1900
L'antenato della fotocamera, la pi antica messa in commercio, il Daguerreotype costruito
nel 1839 dalla Susse Frres di Parigi, che utilizzava un sistema di cassette scorrevoli l'una
entro l'altra per realizzare la corretta messa a fuoco sulla lastra fotografica posta nella parete
opposta all'obbiettivo. Questa tipologia di fotocamera viene chiamata dagli anglosassoni
Sliding Box Camera (fotocamera a cassette scorrevoli).[6][7]
Precedentemente veniva usata, specie dai pittori e sin dal 1600, la camera oscura che, grazie a
un sistema di specchio (antesignano delle reflex), permetteva di disegnare su un foglio posto
sopra un vetro smerigliato e coperto da una specie di cappuccio i contorni del soggetto
inquadrato.[6][7]
La portatilit, a partire dalle prime esperienze di Daguerre, era una esigenza molto sentita,
data la necessit di dover sviluppare le lastre fotografiche appena impressionate in tempi
brevi, vista la tecnica usata del colloido umido che sarebbe durata fino al 1870.[6][7]
Per migliorare la portatilit delle fotocamere, Lewis padre e figlio introdussero nel 1851 il
soffietto estensibile, prima in stoffa e poi in pelle ripiegato a fisarmonica, che permetteva il
basculaggio e decentramento dell'obbiettivo, movimenti impossibili con le pi datate
tecnologicamente cassette scorrevoli. Secondo alcuni, tuttavia, l'invenzione risalirebbe al
barone Armand Pierre de Sguier, mentre secondo altri l'invenzione del russo S. L. Levitsky
(1819-1898).[8]

Dagherotipo, sono visibili le due


cassette scorrevoli e il tappo che
fungeva da otturatore

Questa tipologia di fotocamere, chiamata in inglese folding, venne prodotta in vari formati, sia a pellicola che a lastre, per diverse
decine di anni. Le pi recenti tra le portatili risalgono agli anni sessanta e la tecnica ancora oggi utilizzata nei modelli professionali
da studio: le macchine da banco ottico.[9]
Parallelamente si svilupp la fotocamera stereoscopica, anche conosciuta come stereo camera,
un particolare tipo di fotocamera che permetteva la visione stereoscopica, utilizzando
l'impressione di due immagini con due obbiettivi uguali e paralleli su una pellicola: risale
infatti al 1852 l'invenzione della fotocamera binoculare, per opera di John Benjamin Dancer,
un ottico di Manchester.
Nel 1858 lo stereoscopio di Brewster venne presentato all'Esposizione Universale di Londra,
suscitando l'interesse della regina Vittoria che ne volle subito uno per s. Visto l'enorme
interesse riscosso dall'oggetto, dapprima la ditta parigina Duboscq & Soleil, poi svariate altre
ditte soprattutto inglesi, francesi e americane, produssero in serie lo stereoscopio Brewster,
che divenne in breve tempo di enorme successo presso la borghesia europea e americana;
negli Stati Uniti Oliver Wendell Holmes ne realizz una versione pi economica.[10]

Fotocamera stereo degli inizi del 900

Successivamente lo stereoscopio ottocentesco, che utilizzava stereogrammi su carta, scomparve quasi completamente dalla scena,
sopravvivendo sotto forma di giocattolo economico; al suo posto si svilupp lo stereoscopio che si serve di diapositive su pellicola
fotografica, che ebbe come pionieri il Tru-Vue e, soprattutto, il View-Master.[11]
Nel 1888 George Eastman intu il potenziale commerciale di una fotocamera a basso costo e
di facile gestione nello sviluppo delle foto e fond la Kodak (nome di fantasia), azienda che
poi divent Eastman Kodak Company. L'intuizione commerciale si concretizz nella
costruzione della Kodak mod. 1 a box. La fotocamera era priva di regolazioni di sorta e dotata
solamente del pulsante di scatto, del mirino per l'inquadratura e del sistema di avanzamento
della pellicola; inoltre, aveva dimensioni compatte (6 e 1/2 pollici per 3 e 3/4 pollici). Con il
motto pubblicitario:
(EN)

(IT)

"You press the button, we do the rest"

Voi premete il bottone, noi facciamo il


resto

Kodak box mod. 1

(George Eastman[12])

fu un successo enorme, che fece diventare la fotografia negli Stati Uniti un fenomeno di massa. La fotocamera veniva venduta

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sigillata, con una pellicola utile per cento pose. Una volta scattate le 100 pose, la fotocamera andava rispedita alla Kodak, che
provvedeva a sviluppare e stampare le foto, restituendo dopo una settimana la fotocamera ricaricata e le stampe ottenute; la camera
veniva venduta al prezzo di 25 dollari comprensivi dello sviluppo di 100 foto, mentre le successive ricariche costavano 10 dollari.[6][8]
[13][14]

Nel 1898 George Eastman compr il brevetto dell'azienda SN Turner, che consisteva in un
foglio di carta nera, con numerazione progressiva dei fotogrammi, la quale ricopriva la
pellicola fotografica rendendola insensibile alla luce del giorno e consentendo cos il
caricamento della fotocamera anche in pieno giorno. La tipologia delle fotocamera a cassetta
ebbe un gran successo commerciale, che continuato fino agli anni 60 del secolo scorso.[6]
Da questo iniziale successo ebbe inizio la fortuna commerciale della Kodak, che tanto ha
influenzato tutta la storia della fotografia e della tecnologia fotografica,[6] successo condiviso
insieme ad altri grandi nomi che hanno fatto la storia della tecnica fotografica, tra questi
spicca il marchio tedesco Leica.

Pubblicit della Kodak mod. 1

Dal 1900 al 1960


Oskar Barnack, geniale capo della ricerca e sviluppo della Leitz, pens di utilizzare la
pellicola da 35 mm di uso cinematografico in una fotocamera compatta con puntamento a
mirino che fosse in grado comunque di fare ingrandimenti di alta qualit. Egli costru il suo
prototipo di macchina fotografica mm 35 (Ur-Leica) intorno al 1913, anche se gli ulteriori
sviluppi furono ritardati per diversi anni a causa della prima guerra mondiale. Fu solamente
dopo la prima guerra mondiale che la Leica (da Leitz camera) commercializz la prima
35mm. Dopo i primi test, tra il 1923 e il 1924, che rivelarono il gradimento dell'originale
design, nel 1925 venne iniziata la produzione del modello Leica I.[15] Il successo port alla
nascita di modelli simili da parte di una serie di concorrenti come la Contax nel 1932. Questa
tipologia di macchine a 35 mm si impose velocemente come il formato di scelta per
fotocamere compatte di fascia alta.[15]

Leica I

Kodak nel 1934 immise in commercio la Retina I, introducendo nella sua produzione il
formato 135. Anche se la Retina era relativamente poco costosa, le fotocamere 35 mm rimanevano fuori dalla portata della maggior
parte delle persone e il rollfilm rimase il formato di scelta per le fotocamere mercato di massa.[16] Negli Stati Uniti questo stato di
cose cambi nel 1936 con l'introduzione da parte della Argus Cameras, Inc. della (relativamente cara) Argus A, ma soprattutto nel
1939 con l'arrivo della popolare Argus C3, prodotta fino al 1966. Anche se vi erano fotocamere pi economiche, che utilizzavano
ancora il rollfilm, il 35 mm era arrivato a dominare il mercato.[17]
La nascente industria fotografica giapponese incominci a svilupparsi nel 1936 con la Canon mm a telemetro da 35mm, una versione
migliorata del prototipo Kwanon del 1933. Le fotocamere giapponesi cominciarono a diventare popolari in Occidente dopo la guerra
di Corea, quando i veterani di guerra e i soldati di stanza in Giappone le portarono per la prima volta negli Stati Uniti, diffondendone
l'uso anche grazie alla qualit e al basso costo.[18]
In Italia alcune ditte poco pi che artigianali, tra cui spiccano la Gamma e la ISO entrambe di
Roma, iniziarono a produrre una serie di 35 mm di buona fattura e qualit, che ben potevano
competere con le pi illustri reflex tedesche e americane. Tuttavia, con l'arrivo delle
giapponesi agli inizi degli anni 60, il costo di queste fotocamere era diventato troppo alto per
reggere la concorrenza di multinazionali come Nikon e Canon e, in assenza di adeguati
supporti statali, questa produzione in Italia scomparve.
Va sottolineato come la prima reflex a pentaprisma messa in commercio al mondo fosse stata
la Rectaflex di Telemaco Corsi, geniale imprenditore romano che alla Fiera Campionaria di
Milano del 1946 aveva presentato la prima fotocamera reflex 35 mm a pentaprisma della
storia.[19][20]
Nel 1948, anno importante per la tecnologia fotografica, venne presentata da Edwin Land la
prima Polaroid, il mod. 95, capostipite di una lunghissima e fortunata serie; nonch la prima
Hasselblad svedese: il mod. 1600F, che rimase in produzione fino al 1966.[21]

ISO Report venduta dalla tedesca


Hensoldt del 1953

Nel 1929, Franke & Heidecke misero in commercio la prima Rollei, la Rolleiflex TLR, che per la prima volta al mondo utilizz il
sistema a biottica; questa fortunata tipologia di macchine fu usata soprattutto dai fotografi professionisti e rimase in voga fino agli
anni 80.[21]
Nel 1912, l'americana Graflex produsse i primi esemplari di fotocamere tipo Pressfotocamera formato 57 e 4x5 (il formato da 5
pollici) molto usate in seguito dai giornalisti della carta stampata fino agli anni 70: queste fotocamere professionali hanno la
possibilit di regolare con basculaggi le ottiche, ma sono molto pesanti.[21]

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Grande diffusione fino ad oltre la seconda guerra mondiale ebbero le macchine di tipo
economico costruite in bakelite, materiale che anticip nella tecnologia fotografica la plastica,
consentendo ai costruttori di superare le rigide geometrie del metallo o del legno, imponendo
il concetto del design nella macchina fotografica. Tra le pi interessanti macchine fotografiche
possono essere ricordate molte macchine economiche della FED-Indo francese, nonch molte
Kodak e tante altre. In genere queste semplici ed economiche macchine erano a fuoco fisso,
con poche regolazioni possibili e utilizzavano diversi formati di pellicola.[22]
Reflex

Fex-Indo mod. Ultra

La storia delle reflex ha inizio con la camera oscura che usa uno specchio posto a 45 che
riflette l'immagine su una lastra capovolgendola: nella sostanza, il principio usato delle
moderne reflex e ascrivibile a questo modello primordiale di fotocamera.
Gi nel 1860 Thomas Sutton aveva prodotto una gigantesca camera reflex, con specchio
mobile che faceva vedere cosa inquadrava l'obbiettivo; ma come ampiamente noto, il
vantaggio di una reflex sta nella possibilit di essere usata pi comodamente nella fotografia
d'azione o movimento, e questa fotocamera era decisamente troppo grande e pesante per
essere usata in azione.[23] Nel 1914 la ICA tedesca introdusse la sua prima reflex con un
obiettivo da 180 mm con apertura massima f 6.3, prodotto dalla Carl Zeiss Jena. Altri modelli
simili furono prodotte in quegli anni da varie aziende.
Solamente nel 1932 la Ihagee tedesca progett una fotocamera reflex compatta: il modello
Exakta-A: messa in commercio nel 1936, questa non utilizzava il pentaprisma ma un pozzetto
di visione, ed usava inizialmente una pellicola formato 127.[21]

Modello Exakta Standard (o VP)


1936

Nei fatti questa stata la macchina che ha aperto la strada delle moderne reflex, anche se
questo primato conteso con una macchina sovietica la Sport (Cnopm), macchina fotografica prodotta negli anni trenta dalla
"Gosudarstvennyi Optiko-Mekhanicheskii Zavod" (GOMZ) di Leningrado: infatti il suo prototipo, chiamato Gelveta, fu realizzato da
A. O. Gelgar fra il 1934 e il 1935 e l'origine del progetto risalirebbe addirittura al modello Mine, realizzato nel 1929 da A. A.
Mine.[24] Nel 1939 la tedesca Veb Pentacon produsse la Pentacon con prisma intercambiabile.[25]
Il pentaprisma, anche se era gi stato brevettato gi nell'Ottocento,[26] fu introdotto per la
prima volta dalla per l'epoca rivoluzionaria Rectaflex[27] italiana, subito seguita dalla Contax S
(Spiegel) tedesca nel 1949.[28]
La russa Zenit inizi la produzione di una lunga e fortunata serie di reflex nel 1952,
trasformando una Zorki a telemetro in una reflex semplicemente rimuovendo la parte
superiore e sostituendola con un pentaprisma e con un vetro smerigliato; venne aggiunto uno
specchio regolato da un sistema di pulegge, e venne impiegato l'attacco a vite dell'obiettivo
per fare spazio allo specchio.[25][29]
Contax S del 1946

Nel 1954 la Asahiflex introdusse la prima reflex a pozzetto con il ritorno automatico dello
specchio, nel 1957 introdusse il pentaprisma chiamando questo modello Asahi Pentax AP,
essa fu l'antesignana delle moderne reflex giapponesi.[23] Il pentaprisma nella macchine giapponesi, in realt, era stato introdotto
l'anno prima dalla Miranda con il modello T.[25]
Successivamente nel 1959 la Nikon giapponese introdusse il modello Nikon F, con cui per la prima volta veniva offerta un sistema
completo: pentaprisma e/o pozzetto visore intercambiabile, e successivamente venne messo in commercio anche il Photomic, che
aveva l'esposimetro incorporato nel pentaprisma; il tutto insieme a tutta una serie di obbiettivi intercambiabili di qualit e di accessori
vari che rendevano il sistema molto attrattivo per i professionisti. Vi era nel sistema anche un motore meccanico che permetteva una
raffica fotografica fino a 4 foto al secondo.[23]
Nel 1960 la Topcon RE super introdusse la prima lettura esposimetrica sul piano della pellicola attraverso una misurazione TTL.[30]
Sempre nel 1960 la Pentax present la prima reflex a pentaprisma con esposimetro al solfuro di cadmio (CdS) incorporato con lettura
TTL, modello che fu per messo in produzione nel 1964.
La Leica nel 1965 produsse la prima reflex a pentaprisma con esposimetro esterno e velocit di otturazione di 1/2000 s. Nel 1967 fu
presentata la prima reflex automatica a priorit di tempi, la Konica Autoreflex T: veniva scelto il tempo e la macchina impostava
automaticamente il diaframma.
Nel 1971 sempre l'Asahi Pentax present una moderna macchina con otturatore elettronico e priorit di diaframmi: la Pentax ES
(Electro Spotmatic). Sempre nel 1971, Canon e Nikon introdussero i loro nuovi sistemi fotografici basati su una reflex:
rispettivamente la Canon F1, con motore per sequenze velocissime, e la Nikon F2.[23]

Dal 1960 al 2000

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Lo sviluppo della fotocamere dal 1960 fino al 2000 ha subito uno sviluppo tumultuoso. Sviluppo che ha seguito
due linee strategiche riconducibili allo sviluppo tecnologico e allo sviluppo commerciale delle varie tecnologie
presenti nei modelli che le aziende hanno immesso sul mercato.
Aziende, che in molti casi, a seguito dello sviluppo di anni precedenti e di precedenti fenomeni di fusione e
accorpamento aziendale ha portato alla creazione di vere e proprie multinazionali. L'elemento che ha
tecnologicamente segnato lo sviluppo delle fotocamere a partire degli anni 60 stata l'introduzione
dell'elettronica in modo sempre pi pervasivo cosa che ha reso la fotografia sempre pi alla portata di tutti, anche
e soprattutto per la riduzione dei costi che questa ha comportato.[31] Ci fino ad arrivare alle moderne fotocamere
che di meccanico non hanno pi praticamente nulla. Parallelamente si sono affacciate sul mercato grandi
multinazionali delle'elettronica che hanno invaso il mercato delle macchine fotografiche tra esse: la Panasonic nel
2001, con il marchio Lumix la Sony gi nel 1996 e la coreana Samsung.[14]

Nokia 7650 il
primo
videofonino

Il secondo elemento che nello stesso periodo ha caratterizzato la produzione delle fotocamere e quello di tipo
commerciale; infatti, stata maggiore la necessit di rendere pi miniaturizzate e portatili le fotocamere anche
per ambiti di tipo professionale. Osserviamo, infatti, come le reflex di alta gamma vengono oggi usate per scopi
di tipo professionale in sostituzione di fotocamere pi complesse ed ingombranti fino ad ieri preferite dai professionisti. Questi due
spinte (la commerciale e la tecnologica), in modo congiunto, a partire dal 2000 hanno portato a far s che la fotografia basata sulla
pellicola sia morta a tutto vantaggio della tecnologia digitale. Tecnologia digitale che ha fatto si, anche grazie al sempre pi diffuso
utilizzo di strumenti tipo lo smartphone, di andare verso una universalit della fotografia, che ha raggiunto numeri impressionanti
impensabili solo un decennio fa, basti ricordare che nel 2000, le fotocamere digitali vendute erano 10 milioni nel 2010 oltre 140
milioni. Fu la finlandese Nokia nel 2002 a commercializzare il primo cellulare dotato di fotocamera integrata: il 7650.[14]
Insieme alle aziende classiche produttrici di fotocamere e quelle di elettronica si sono affacciate in questo immenso mercato le
aziende tipo la Nokia o la Apple che con i videofonini hanno veramente divulgato la foto a tutti i livelli facendo nascere nuove mode
fotografiche: selfie.
Di contro aziende storiche sono scomparse o si sono drammaticamente riconvertite in altre produzioni basti ricordare per tutte la
Polaroid e la Kodak.

Dal 2000 in poi


Dal 2000 in poi ha avuto luogo una crisi irreversibile della fotocamera e della fotografia
basata sulla pellicola, a tutto vantaggio delle fotocamere basate sulla tecnologia dei sensori
elettronici. La crisi della fotografia stata una crisi tecnologica ma anche epistemologica,
infatti, se prima la foto era un manufatto testimone della realt affidabile e facilmente
distinguibile da altri tipi di immagini, oggi la fotografia ha raggiunto una dimensione dove
difficile distinguere l'immaginario dalla realt. Le due dimensioni si sono mescolate al punto
che non facile stabilire il limite dell'una e dell'altra.
Ci anche e soprattutto alla possibilit di una elaborazione elettronica delle immagini catturate
grazie agli strumenti di fotoritocco in post-produzione. La moderna fotografia grazie agli
strumenti tecnologici cessa di essere solo un'entit visiva ma inizia a contemplare anche altre
forme di comunicazione.[32]
una nuova democratizzazione della fotografia che, come gi successo nel passato,
dimostra di possedere la grande capacit (che non tutte le arti posseggono) di abbracciare
un vasto pubblico.
(Marco Rovere[14])

Immagine elaborata con Adobe


Photoshop CS

Va comunque ricordato come il funzionamento di una fotocamera digitale non tuttavia molto dissimile da quello di una fotocamera
tradizionale, infatti hanno entrambe un obiettivo, un diaframma parzializzatore la luce passante e un otturatore che controlla la durata
dell'esposizione alla luce.[32]

Struttura e funzionamento
Tutte le fotocamere hanno tre componenti fondamentali:
1. una lente, oppure un foro stenopeico che sono la parte diottrica che concentra la luce e la proiettata sul piano di immagine;
talvolta sono degli specchi che sostituiscono le lenti o i fori stenopeici e in questo caso si parla di parte catadiottrica (specchi).
Sia la parte diottrica che catadiottrica costituiscono l'obiettivo fotografico.
2. Un otturatore meccanico o elettronico che controlla la durata del tempo di esposizione del supporto di registrazione (pellicola,
lastra o sensore).

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3. Il diaframma che controlla parzializzando o meno l'ingresso della luce.[33]


La fotocamera pi nota e diffusa lavora con la porzione dello spettro elettromagnetico visibile
(la luce). Ma esistono fotocamere che lavorano con altre porzioni dello spettro
elettromagnetico o differenti forme di energia, riflesse, emesse, diffuse, trasmesse dall'oggetto
da rappresentare. A questi due elementi basilari, nella stragrande maggioranza dei casi si
aggiunge la parte diottrica (lenti)[34] o catadiottrica (specchi), che va a costituire l'obiettivo
fotografico.
La prima apertura, di dimensioni stabilite dal diaframma,[35] controllata da un meccanismo
Schema di una camera oscura
(l'otturatore),[36] mentre la parte relativa alla registrazione dell'immagine costituita da un
[37]
sensore fotosensibile, che pu essere una pellicola , o lastra fotografica (macchine
fotografiche tradizionali) o un sensore digitale[38] (CCDs dall'inglese Charge-coupled devices)[39] o (CMOS dall'inglese
Complementary metal-oxide semiconductor)[40] (fotocamere digitali).[41]

Esposizione
Mentre il diaframma controlla la quantit di luce che entra nella camera durante la ripresa,
l'otturatore controlla la durata del tempo durante il quale la luce colpisce la superficie di
registrazione.[33]
Apertura del diaframma e tempo d'otturazione determinano quindi la quantit di radiazione in
entrata e di conseguenza, un corretto rapporto tra essi fornisce la giusta esposizione.[42] Per
esempio, in situazioni di luce scarsa, si pu usare un diaframma molto aperto oppure un
maggior tempo di esposizione per catturare anche la poca luce presente; in caso di forte luce,
analogamente, si ridurranno i tempi e/o si chiuder il diaframma. Questo fenomeno non vale
linearmente che per un intervallo definito di tempi e di diaframmi (da pochi secondi a circa
Interno di una fotocamera SLR a film
1/1000, e da un diaframma f/1,1 a circa f/22 nel caso delle pellicole a media sensibilit); al di
fuori di questo ambito, la risposta tender a non essere pi proporzionale, nonch differente
per le diverse lunghezze d'onda. Interverranno altri fenomeni, di cui i pi noti sono l'effetto Schwarzschild, o il reciprocit o
(Reciprocity failure),[43] e i fenomeni di diffrazione[44] di cui si dovr tener conto in tutti quei casi (fotografia notturna, astrofotografia,
ad esempio) in cui si esce da questo intervallo di risposta lineare.
I valori d'esposizione devono essere scelti anche in base al valore ISO della pellicola fotografica o del sensore fotografico, infatti una
pellicola con un valore ISO elevato o un sensore digitale impostato su un valore maggiore, hanno un tempo di reazione maggiore alla
luce, il che permette l'uso della fotocamera in condizioni di luce minore o di usare tempi di risposta minori, ma come contro si ha un
aumento del rumore/grana dell'immagine.[45][46]

Messa a fuoco
L'apparato fotografico necessita che sull'elemento sensibile, l'immagine reale che si andr a
formare venga focalizzata (Messa a fuoco) in maniera opportuna, concentrando la radiazione
sul piano focale. Ci sono vari sistemi per mettere a fuoco l'immagine in modo accurato, a
seconda del tipo di macchina fotografica. Le fotocamere pi semplici utilizzano,
combinandoli, pi accorgimenti per ottenere il fuoco fisso, come un'apertura del diaframma
molto ridotta ed obiettivi di tipo grandangolare[47] per ottenere la messa a fuoco sulla distanza
iperfocale ovvero per fare in modo che tutto ci che compreso in un certo intervallo
(tipicamente fra tre metri e l'infinito) sia ragionevolmente a fuoco.[48] il tipo di messa a
fuoco usato nelle macchine fotografiche monouso, nelle macchine fotografiche economiche,
nelle fotocamere dei telefoni cellulari.[49] L'intervallo tra la distanza minima e massima dalla
macchina fotografica entro la quale i soggetti della foto sono a fuoco definita profondit di
campo.[50]

Messa a fuoco soggettiva

La maggior parte delle fotocamere utilizza invece obiettivi a fuoco variabile, cambiando quindi la geometria del sistema, per esempio
muovendo avanti e indietro sull'asse l'ottica, o parte di essa. Per mettere a fuoco l'immagine. Questa operazione pu essere effettuata
manualmente o pu essere svolta automaticamente - in fotocamere a ci abilitate - grazie alla funzione di autofocus.[51]
Le fotocamere a telemetro permettono di controllare visivamente il fuoco per mezzo di una unit di parallasse accoppiata e posta
sopra il corpo macchina.[52] Le macchine fotografiche reflex ad obiettivo singolo (SLR) utilizzano le lenti dell'obiettivo ed uno
specchio per proiettare l'immagine su un vetro smerigliato che, visualizzato nel mirino, permette di definire la giusta inquadratura e
messa a fuoco, aiutandosi con alcuni dispositivi ottici integrati nel vetro smerigliato, tipicamente lo stigmometro a immagine spezzata
e la corona di microprismi.[53] Le fotocamere reflex a doppio obiettivo (TLR) o biottiche, utilizzano un obiettivo per proiettare
attraverso uno specchio l'immagine su un mirino di messa a fuoco e l'altro per proiettare l'immagine sulla pellicola; i due obiettivi
sono accoppiati in modo che se l'immagine a fuoco nel mirino, lo anche sulla pellicola.[54]

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Il banco ottico (fotocamera di grande formato) utilizza un vetro smerigliato che viene sostituito, al momento dell'esposizione, da una
lastra fotografica.[55]

Elementi di ogni fotocamera


Pulsante di scatto
Diaframma
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Otturatore
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.[56]
Supporto fotosensibile
La pellicola o il sensore delle moderne fotocamere elettroniche.
Tenuta alla luce
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Telaio
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Dorso
Sistema messa a fuoco
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Sistema di avanzamento immagini
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Mirino
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Pentaprisma
Elemento comune a molte fotocamere a pellicola e digitali. Il pentaprisma a tetto il pentaprisma impiegato spesso nel mirino
delle macchine fotografiche reflex (mirino a pentaprisma) perch permette di vedere l'immagine riflessa dallo specchio di tali
macchine senza che risulti capovolta o invertita destra-sinistra (l'inversione orizzontale introdotta dal pentaprisma a tetto
compensa quella gi presente nell'immagine riflessa dallo specchio mobile). un sistema adoperato nelle apparecchiature di
fascia media o medio-alta, nelle macchine di fascia bassa sostituito da un pi economico pentaspecchio che, pur avendo
identico principio di funzionamento, fornisce immagini meno luminose. Una caratteristica del pentaprisma che l'angolo dei
raggi di luce in uscita sempre 90 rispetto all'angolo di quelli in entrata, questo componente ottico quindi insensibile alle
variazioni di inclinazione nel montaggio.
Contapose
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne.
Esposimetro
Elemento delle fotocamere presente sia nelle fotocamere pi antiche che in quelle pi moderne, pur non in tutte. spesso esso
usato come strumento a s stante dalla fotocamera per misurazioni pi precise.[57]
Esposizione automatica
Caratteristica delle moderne fotocamere.[58]
Misurazione TTL
Caratteristica delle moderne fotocamere.[59]
Messa a fuoco pesata
Caratteristica delle moderne fotocamere.[60]
Autofocus
Caratteristica delle moderne fotocamere.[61]

Correzione automatica dell'immagine


Caratteristica delle moderne fotocamere.

Tipologie
Possiamo idealmente suddividere gli apparecchi fotografici secondo diversi criteri, il pi macroscopico dei quali si basa sulla
tipologia dell'elemento sensibile, chimico, basato su reazioni innescate dalla radiazione incidente, o elettronico basato su diversi tipi
di sensori.
Attualmente, sulla base di questo criterio, si hanno due categorie.

Fotocamere a pellicola
Le fotocamere tradizionali "catturano" la luce su una pellicola fotografica o su una lastra fotografica. Le fotocamere a pellicola (film),
cio tradizionali, sono basate sulla chimica del processo fotografico, nei vari formati, dalle diverse e diffuse pellicole alle lastre piane.

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Sono state le fotocamere pi diffuse fino agli anni 2000.

Fotocamere digitali
Le fotocamere digitali, basate su elementi sensibili elettronici a tecnologia digitale ormai di
diversificate caratteristiche, dalle minuscole apparecchiature di pochi centimetri, a apparati da
studio ad alta risoluzione con sensori linear array. Poche, limitate a settori specifici e
generalmente superate le tecnologie elettroniche analogiche. Sono diventate negli anni 2000 le
fotocamere che hanno raggiunto la pi ampia diffusione commerciale. Le fotocamere digitali
utilizzano, al posto dei supporti tradizionali, un CCD o CMOS, per catturare le immagini che
possono poi essere trasferite o archiviate in un dispositivo removibile o nella memoria interna
della fotocamera per un utilizzo successivo o per effettuare operazioni di fotoritocco.[62]
Alcune fotocamere digitali possono riprendere, oltre a immagini ferme, anche filmati.[63]

Formati di fotocamere
Un altro criterio di categorizzazione, largamente estendibile quello relativo ai formati ed alle
caratteristiche generali, indipendentemente dall'elemento sensibile, che in alcuni casi pu
essere intercambiabile, quindi sia elettronico che tradizionale. Avremo una vasta gamma di
apparecchi:

Reflex SLR, medio formato (120)

Fotocamere da studio, di grosso formato, in genere a dorso intercambiabile, digitale, a


lastra piana e a pellicola di diversi formati[55]
Fotocamere, di grosso formato, in genere a dorso intercambiabile, trasportabili
Fotocamere di medio formato, digitali o a pellicola,[64] a volte con dorso
intercambiabile,[65] e come sotto-categorie:
a mirino
reflex biottica
Reflex SLR, piccolo formato (135)
reflex SLR[53]
Fotocamere di piccolo formato, dove solo poche reflex sono state prodotte come
adattabili pellicola/digitale, ugualmente frazionabili in:
a mirino[66]
reflex SLR[53]
Fotocamere compatte[67]
Microcamere
Fotocamere panoramiche, rotanti od a obiettivo rotante
Fotocamere stereoscopiche
Fotocamere di uso scientifico e specialistico
Fotocamera Leica M2 piccolo
Fotocamere tradizionali a sviluppo istantaneo (Polaroid).[68] Negli anni settanta anche la
formato (135), a film e telemetro
Kodak inizia la produzione di una fotocamera simile, la Kodak Instant.[69] Dopo aver
perso una battaglia di brevetti con la Polaroid Corporation, Kodak ha lasciato il business
Instant Camera il 9 gennaio 1986.[70] Uno dei pochissimi fotografi che ha realizzato con la fotocamera Kodak Instant alcune
ricerche fotografiche, l'italiano Augusto De Luca.[71]
Alcune fotocamere hanno dei dispositivi (dorso data) che possono imprimere la data e/o l'ora o altro sullo stesso negativo;[72] negli
anni 30 la Kodak brevett il sistema Kodak Autographic che permetteva con un pennino metallico in dotazione ed una finestra
sportello di incidere direttamente sulla pellicola.[73]

Tabella sinottica
Di seguito alcuni dei tipi standard di fotocamere:[74]

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Sensore

Tipo

SLR o reflex

Sistema di
Natura Dimensione visione

qualunque

TLR o biottiche
pellicola qualsiasi
a pozzetto

Fotocamera
punta e scatta

Fotocamera
giocattolo
o Toy camera

Fotocamera a
telemetro

Fotocamera a
mirino

Fotocamera a
cassetta

Fotocamera a
soffietto o
pieghevole

visione
reflex
attraverso
l'obiettivo

Lenti

visione
maggiore di
attraverso
1824mm
l'ottica

Sistema di
misurazione

Immagine

reflex messa a
solitamente fuoco
solitamente
qualunque
manuale o
rigida
intercambiabile
automatica

visione
reflex
solitamente messa a fuoco solitamente
attraverso
rigido
manuale
fissa
un secondo
obiettivo

visione
attraverso
maggiore di
qualsiasi
l'ottica o
1824mm
schermo
LCD

qualsiasi

Rigidit

Sistema di
messa a
fuoco

rigida o
girevole

rigida o
girevole

esposizione
manuale o con
tutti parametri

autofocus o
fuoco fisso

esposizione
automatica o
nessun
non
controllo
intercambiabili
dell'esposizione
(fisse o zoom)
con singola
velocit
dell'otturatore

fuoco fisso

esposizione
nessun
controllo
non
dell'esposizione
intercambiabili
con singola
velocit
dell'otturatore

qualsiasi

mirino
ottico con
rigida o
telemetro
manuale
pieghevole
sovrapposto
o separato

pellicola qualsiasi

visione
interna o
esterna o
rigido o
vetro
telescopico
smerigliato
indietro

con simboli di
distanza o
solitamente
nessun aiuto
fisse
nella
focalizzazione

qualsiasi

pellicola qualsiasi

interno che
riflette il
tipo di
visione o
cornice nel
mirino o
rigida
mirino
ottico
telescopico
o vetro
posteriore a
terra

vetro posto
sul posteriore
fatto a casetta
scorrevole,
vetro
smerigliato
fisse
con lente di
messa a
fuoco, o
nessun aiuto
nella
focalizzazione

nessuno

pellicola qualsiasi

a riflessione
con mirino
con telemetro
ottico
o con vetro
fisse o
interno o
smerigliato o
pieghevole
intercambiabili qualsiasi
vetro
senza nessun
(no zoom)
posteriore o
aiuto di messa
cornice del
a fuoco
mirino

fisse o
intercambiabili qualsiasi
(no zoom)

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Fotocamera
subminiatura

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qualsiasi

inferiore a
1824mm

qualunque

qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

a
riflessione
con mirino
ottico
vetro
vetro
interno o
smerigliato
smerigliato
vetro
posteriore
posteriore
smerigliato
posteriore
o cornice
del mirino

intercambiabili nessuno

qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

lenti
stenopeiche
(fori a
diametro
variabile)

Pressfotocamera qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

qualsiasi

fisse o
qualsiasi
intercambiabili

Fotocamere
panoramiche

qualsiasi

qualsiasi

solitamente
manuale
rigida

fisse

fisse

Fotocamere
stereo

pellicola

reflex o
mirino

solitamente
manuale
rigida

fisse x 2

qualsiasi

Banco ottico

Fotocamera
stenopeica

qualsiasi

nessuno

Fotocamere particolari
Fotocamere a distanza
In genere sono fotocamere comuni che si caratterizzano per la possibilit di essere comandate
da meccanismi posti a distanza, ci permette di riprendere soggetti non altrimenti
fotografabili. Gli usi di queste camere sono riservate alle situazioni in cui il fotografo deve
riprendere soggetti da diverse angolazioni oppure in modo da non essere presente sul luogo
dello scatto; questi sistemi sono molto popolari nella fotografia sportiva e nella fotografia
naturalistica. Queste fotocamere remote possono essere attivate via triger con comandi
manuali o con trasmettitori radio, o con l'autoscatto incorporato nella fotocamera.
Fanno parte di questa tipologia di macchina fotografica le Trail Camera tipiche fotocamera di
sorveglianza nei boschi usate per fotografare gli animali selvatici come i cinghiali per
studiarne le loro abitudini. La fotocamera attivata da sensori di movimento.[75]
Un altro tipo di fotocamere a distanza sono le Skycam stabilizzate su cavo sospeso, controllate
con un computer. Il sistema manovrato attraverso le tre dimensioni nello spazio aperto
grazie a cavi sospesi in aria ad opportuna altezza su una superficie di gioco di un stadio o di
un'arena.[76]
Fotocamere subacquee

Una Skycam durante una partita di


football americano

La fotocamera subacquea un particolare tipo di fotocamera o custodia progettata per l'uso in ambienti acquatici in modo subacqueo;
la custodia chiamata in inglese housing (alloggio). Le custodie stagne hanno avuto un iniziale sviluppo artigianale per poi, in
qualche caso, diventare oggetto di produzione in serie, alcune fotocamere sono nate intrinsecamente impermeabili e non richiedono
custodie per renderle impermeabili.[77]
Fotocamere plenottiche

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La fotocamera plenottica una tipo di fotocamera che utilizza una matrice di microlenti per
catturare informazioni in 4D sul campo luminoso di una scena.[78] Queste informazioni
possono essere usate per migliorare la soluzione di problemi legati alla computer grafica e alla
visione artificiale.[79][80][81][82]
Fotocamere per oscilloscopi
La fotocamera per oscilloscopio o in inglese oscilloscope camera, una tipologia di
fotocamera scientifica destinata alla registrazione fotografica delle tracce video degli
oscilloscopi. Ci quando viene richiesto, per vari motivi scientifici e tecnologici, di registrare
immagini di forma d'onda prodotte da un oscilloscopio o per conservare tracce delle stesse.[83]
La fotocamera per oscilloscopio solitamente costituita dal gruppo di visione, dal gruppo
formato dall'otturatore-diaframma-lente e dal magazzino porta-pellicole. Questo tipo di
fotocamere viene applicata direttamente sul display dell'oscilloscopio.[84]

Bencini Koroll marine

Fotocamere per fotogrammetria


La fotogrammetria la tecnica che permette grazie ad immagini fotografiche di un oggetto di
poterne ricavarne le dimensioni; inoltre, correggendo le distorsioni dei fotogrammi permette
di trasformare le immagini ottenute dell'oggetto in una proiezione ortogonale.
La fotogrammetria utilizza la stereoscopia quale tecnica che consente di rilevare forma,
posizione e dimensioni di un oggetto mediante una coppia di fotogrammi stereometrici, cio
una coppia di fotografie ottenute con una particolare fotocamera stereoscopica chiamata
camera stereometrica, e che vengono osservate attraverso particolari tipi di stereoscopio, quali
lo stereoscopio a specchi e lo stereoscopio a ingrandimento variabile, e di misura, quali lo
stereomicrometro.

Fotocamera con dorso Polaroid


Tektronix C.5

Questa tecnica viene utilizzata in cartografia, topografia e in architettura. Esiste, infatti, la


fotogrammetria aerea che permette di ottenere immagini del territorio grazie a fotocamere
installate su aeromobili[85] e la fotogrammetria terrestre invece utilizza fotocamere che
fotografano oggetti da terra, i soggetti di solito sono sono parti di edifici.[86]
Fotocamere per usi medici
Confronto tra camere stereometriche

Tra le fotocamere per usi medici spiccano per diffusione le fotocamere per odontoiatria.
analogiche e digitale
Queste fotocamere di solito usano obbiettivi di tipo macro con sistemi di illuminazione di tipo
flash anulare o simili.[87] I sistemi digitalici hanno migliorato la capacit di conservazione e
archiviazione delle immagini prodotte.[88] Si prestano a questo tipo di utilizzo diversi tipi di fotocamere dalle semplici compatte alle
pi ingombranti reflex, che permettono di scegliere obbiettivi diversi. Le maggiori aziende fotografiche producono questo tipo di
fotocamere. Di solito, per una buona foto, si cerca di usare il diaframma pi chiuso possibile per ottenere la maggior profondit di
campo.[89]
Un'altra recente applicazione della fotografia in medicina l'uso della capsula endoscopica che permette di effettuare fotografe
direttamente dal lume intestinale, ponendosi come alternativa ad indagini di tipo radiologico. Essa particolarmente utile nella
diagnosi di malattie infiammatorie dell'intestino e non solo.
Altri usi della macchina fotografica sono tipici della medicina forense o medicina legale.[90]
Fotocamere per termografia
Una termocamera, o telecamera a infrarossi, un dispositivo che crea un'immagine usando la
radiazione infrarossa, in modo simile ad una comune macchina fotografica che crea, per,
l'immagine usando la luce visibile. Infatti, la termocamera, invece della gamma 450-750
nanometri della fotocamera a luce visibile, utilizza fotocamere ad infrarossi che operano con
lunghezze d'onda fino a 14.000 nm (14 micron). Il loro uso chiamato termografia.[91]
Originariamente questa tecnologia venne sviluppata per usi militari durante la guerra di Corea,
successivamente le telecamere termografiche sono state adottate in altri campi come la
medicina e l'archeologia.
Pi di recente, la riduzione dei prezzi ha contribuito ad alimentare una diffusione
dell'adozione di questa tecnologie di visione a infrarossi. Ottiche avanzate e interfacce
software sofisticate continuano a migliorare la versatilit delle moderne telecamere a

La telecamera termografica di un
elicottero Eurocopter EC 135
elicottero della polizia federale
tedesca

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infrarossi.[92]
Fotocamere Autovelox
Le fotocamere autovelox, sono particolari macchine fotografiche, che possono essere montate
ai lati o sopra un strada oppure essere installate su di un veicolo per rilevare le violazioni al
codice della strada, quali ed esempio gli eccessi di velocit, oppure i veicoli che passano non
rispettando un semaforo rosso, o per l'uso non autorizzato di una corsia preferenziale, o per la
registrazione di veicoli all'interno zona congestionata dal traffico. Possono anche essere
collegate ad un sistema di biglietteria automatizzata.
Fotocamere ad alta velocit
Una fotocamera ad alta velocit un dispositivo in grado di esposizioni di immagine superiori
a 1 / 1.000 o frame-rate superiori ai 250 fotogrammi al secondo. utilizzato per la
registrazione di oggetti in rapido movimento come immagine fotografica su di un supporto di
memorizzazione. Dopo la registrazione, le immagini memorizzate sul supporto possono essere
riprodotti in slow-motion.[93] Gli utilizzi di queste fotocamere sono in vari ambiti: sono spesso
utilizzate in produzioni televisive di molti grandi eventi sportivi per il rallentatore instant
replay; in ambito scientifico per catturare i movimenti degli animali ad alta velocit, oppure
studi di biomeccanica di analisi del movimento. In amito industriale sono usate al fine di
caratterizzare gli eventi che accadono troppo velocemente per vedere, ad esempio, cosa
accade durante la produzione. In ambito militare sono usate per studiare lo scoppio di ordigni
o per studiare il comportamento di vari sistemi di arma.

Un autovelox in dotazione alla polizia


brasiliana

Fotocamere Rapatronic
Una particolare fotocamera ad alta velocit la fotocamera rapatronic una contrazione di
Rapid action electronic, essa un modello molto particolare di fotocamera, creato negli anni
'40 da Harold Edgerton, Kenneth Germeshausen e Herbert Grier, in grado di produrre
immagini in un tempo di soli 10 nanosecondi. Il primo utilizzo di questa particolare
fotocamera stato per studiare gli effetti delle esplosioni nucleari.[94]
Queste fotocamere non possono usare i normali otturatori meccanici, ma utilizzano un sistema
di filtri polarizzatori montati con i loro angoli di polarizzazione a 90 fra loro, per bloccare
cos tutta la luce incidente, esse sono contenuti in una cella di Faraday (o in alcune varianti di
una cella di Kerr). La cella di Faraday si trova tra i due filtri e cambia il piano di
polarizzazione della luce che passa attraverso di essa a seconda del livello del campo
magnetico applicato, cos pu agire come un otturatore quando viene eccitato al momento
giusto per un brevissimo lasso di tempo, permettendo alla pellicola essere correttamente
esposta.
Negli esperimenti di registrazione delle esplosioni atomiche, degli anni 40, ogni telecamera
era in grado di registrare una sola esposizione su un singolo foglio di pellicola. Pertanto, al
fine di creare sequenze time-lapse, una serie di 4-10 telecamere di questo tipo sono state
programmate per scattare foto in rapida successione. Il tempo medio di esposizione stato
utilizzato tre microsecondi.[95]

Esplosione nucleare fotografata da


fotocamera rapatronic meno di 1
millisecondo dopo la detonazione. Le
punte nella parte inferiore della palla
di fuoco, che ha un diametro di 20 m,
sono noti come (rope trick effect)

Fotocamere Femtografiche
Le fotocamere femtografiche o femtofotografia un termine riferito alla cattura di immagini ad altissima velocit nell'ordine di pochi
picosecondi, o migliaia di femtosecondi).

Accessori
Le macchine fotografiche possono essere munite nativamente di:
Stabilizzatore d'immagine, un sistema atto a eliminare gli effetti del tremolio della mano.[96]
Sensore retroilluminato, sistemi in cui il sensore viene prodotto in modo da poter sfruttare la maggiore quantit di luce
possibile, nel caso dei sensori CMOS si ha l'inversione nella disposizione del circuito e del fotosensore, il che permette d'avere
immagini pi luminose in caso di scarsa illuminazione[97][98]
EDoF (extended deep of field) fotocamere con messa a fuoco fissa, ma con un'estensione della stessa molto ampia, si
distinguono dalle fotocamere con autofocus, per la velocit operativa (non bisogna aspettare la messa a fuoco automatica) e per
la messa a fuoco su pi piani di profondit, ma anche per la minore efficacia a distanze ridotte (foto in modalit macro a meno

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di 60 cm) rispetto alle autofocus.


Autofocus questo sistema permette la messa a fuoco in modo automatico, questa operazione permette la messa a fuoco ottimale
senza che l'operatore debba intervenire manualmente come nei sistemi tradizionali. Questa soluzione viene generalmente
utilizzata sui piccoli dispositivi, dove per problemi d'ingombri non sarebbe possibile utilizzare un sistema manuale o nei
dispositivi non professionali.[99]
I dispositivi con questa funzione possono essere muniti di altre funzioni o caratteristiche:
"Macro" che permette di migliorare ulteriormente la messa a fuoco dei soggetti a distanze estremamente ravvicinata.
"Messa a fuoco predeterminata" si trattano di sistemi che obbligano una messa a fuoco per un determinato tempo
minimo, questo sistema evita o riduce il furto tramite fotografie di dati sensibili nelle aziende da parte dei dipendenti, in
quanto non si possono eseguire foto furtive (in tempi celeri)[100].
Flash fotografico, permette di fotografare anche al buio o di migliorare l'illuminazione di un oggetto, questo sistema pu
generare l'effetto occhi rossi o illuminare eccessivamente l'oggetto fotografato, ma questi problemi possono essere risolti con
piccoli accorgimenti.
Inoltre esistono diversi tipi di obiettivi per le diverse condizioni ed esigenze.

Note
1. ^ Dorothea Lange La vita di un fotografo, 1978, p. VII
2. ^ Per brevit quasi sempre si preferisce usare "macchina fotografica". Ma tale termine anche pi generico: pu indicare una qualsiasi
macchina utilizzata in ambito fotografico. Ad esempio pu indicare un lampeggiatore fotografico quando una macchina a s stante (cio
quando non integrato nella macchina da presa fotografica).
3. ^ Usare "fotocamera" per indicare la macchina da presa fotografica una sineddoche perch "fotocamera" propriamente indica la camera
oscura contenuta nella macchina da presa fotografica.
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non comune, di cinepresa.
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26/08/2016 15.42

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Voci correlate
Banco ottico
Diaframma (ottica)
Fotocamera bridge
Fotocamera digitale
Fotocamera plenottica
Fotografia
Fotografia digitale
Messa a fuoco
Pellicola fotografica
Raw (fotografia)
Stereoscopia
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
I pilastri della tecnica fotografica (http://binario76.blogspot.it/2015/09/i-pilastri-della-tecnica-fotografica.html)
Storia della macchina fotografica - Cronologia, www.photogallery.it.
Fotocamera, in Tesauro del Nuovo soggettario, BNCF, marzo 2013.
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