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Risposta di Chiedi all'esperto

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Per quale motivo per una linea in rame come un doppino telefonico, non pu essere impiegato un modello
teorico costituito da un circuito a costanti concentrate (resistitori, condensatori, induttanza)?
Il vincolo che deve essere soddisfatto nei circuiti elettrici per utilizzare l'approccio cosiddetto a costanti concentrate
cio la semplificazione di poter considerare privi di dimensione gli elementi del circuito, che queste dimensioni
siano molto pi piccole della minima lunghezza d'onda delle grandezze elettriche in gioco.
In queste condizioni, in cui un circuito diventa un'entit topologica invece che geometrica, al posto delle equazioni di
Maxwell, si possono utilizzare le leggi di Kirkhoff alle maglie, ai rami e ai nodi della rete.
In ogni ramo, ad un certo istante di tempo, definita una corrente ben precisa e in ogni nodo, sempre in un certo
istante, definita una tensione ben precisa.
Consideriamo invece un pezzo di filo lungo mezza lunghezza d'onda, se ad un capo si ha una certa corrente
entrante, all'altro capo si ha ancora la stessa corrente entrante, invece che uscente come avviene nei circuiti a
costanti concentrate.
Per poter trattare questo tipo di circuiti si utilizzano i metodi delle linee di trasmissione, modellizzate con parametri
distribuiti, cio resistenze, induttanze e capacit per unit di lunghezza. Le soluzioni di questi circuiti data da onde
di corrente e di tensione che si propagano nei due sensi della linea.
Un'altra caratteristica dei circuiti a costanti concentrate che il ritardo di propagazione di un segnale da un capo
all'altro del circuito zero, mentre in una linea di trasmissione il ritardo quello dovuto alla velocit dell'onda nella
linea, legata ai parametri elettrici della linea.
Un doppino telefonico in s non quindi a costanti concentrate o distribuite, ma il modello che usiamo potr essere
l'uno o l'altro a seconda:
della lunghezza del doppino
della banda del segnale
Un doppino che collega l'utente alla centrale di linea di solito lungo qualche km, e il segnale telefonico analogico
ha banda minore di 3.4 kHz, la lunghezza d'onda quindi circa 100 km. In questo caso non sar un errore
considerare il circuito a costanti concentrate. In altre parole il ritardo di propagazione del segnale telefonico
dall'utente alla prima centrale trascurabile. Anche nel caso di disadattamento le riflessioni (eco) si stabilizzano in
un tempo non apprezzabile dall'utente.
Diverso il caso di collegamento tra centrali distanti (anche se ormai il doppino soppiantato da fibre ottiche o cavi
coassiali), oppure nel caso di segnali dati (p. es. ADSL che hanno bande ben maggiori: decine di MHz).

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