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Il 500

Rinascimento
Storia

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Letteratura

Musica
Storia e Cultura
Nella storiografia “Rinascimento”, è un termine che designa il periodo
storico, artistico e culturale che si sviluppò in Italia e si diffuse nel
resto dell’ Europa nei secoli XV e XVI, caratterizzato dall’affermarsi
di un nuovo ideale di vita e dal rifiorire degli studi e delle arti. In
questo periodo la società frammentata di tipo feudale del Medioevo,
basata soprattutto sull’ economia agricola e su una vita intellettuale e
culturale ispirata al pensiero religioso, si trasformò in una società
fondata sulle istituzioni politiche centrali, che propugnavano un’
economia commerciale di tipo urbano e sul patrocinio laico dell’arte e
nella letteratura.
Il termine Rinascimento venne usato per la prima volta nel 1855 dallo
storico francese Jules Michelet in riferimento alla “scoperta del
mondo dell’uomo”. Il Rinascimento fu un periodo di fermento
intellettuale, che aprì nuove vie ai pensatori e agli scienziati del secolo
successivo e che ha lasciato in eredità numerosi capolavori nel campo
artistico.
Il Rinascimento, fu un prodotto delle città che fiorirono nell’ Italia
centrale e settentrionale, quali Firenze,Ferrara,Milano e Venezia. Fu
proprio la ricchezza di queste città ad alimentare le conquiste culturali
del Rinascimento. Le opere degli storici del tempo, Leonardo Bruni,
Niccolo Macchiavelli e Francesco Guicciardini abbandonavano la visione
degli storici medievali, legata a un concetto di tempo segnato dall’
avvento di Cristo, per sviluppare un’analisi degli avvenimenti che ha una
concezione laica del tempo e dall’ atteggiamento critico verso le fonti.
Un elemento di rottura culturale con la tradizione medievale fu
l’umanesimo. Tra gli elementi di maggior rottura in ambito politico ci
furono la questione orientale, segnata dall’espansione dell’ Impero
Ottomano, e un’ altra occidentale, caratterizzata dalla nascita degli
Stati moderni, tra cui le monarchie nazionali di Francia, Inghilterra e
Spagna.

Cartina dell’Europa di epoca rinascimentale


In ambito economico e sociale, con la scoperta del Nuovo Mondo, avvengono
espansioni coloniali che allargano a dismisura l’orizzonte del mondo europeo. Iniziano
enormi trasformazioni in Europa, accompagnate da squilibri e contraddizioni: da una parte si
fa spazio l’economia mercantile su scala mondiale, dall’altra le campagne restano legate a
realtà tipiche dell’ economia feudale. Il fulcro del commercio si sposta inoltre dal Mar
Mediterraneo verso il Nord Europa e l’ Oceano Atlantico.
In ambito religioso avvenne la Riforma protestante, ovvero lo scisma fra Chiesa cattolica e
protestante. La riforma intendeva rinnovare la Chiesa romana, stigmatizzandone le
rilassatezze e corruzioni come già in precedenza era accaduto in occasioni di vari tentativi di
rinnovamento sia all’interno che all’esterno della Chiesa stessa, ma finì per costituire una realtà
indipendente a causa dei risvolti politici con cui essa si intrecciò.
Arte Rinascimentale
Il Cinquecento è il periodo della massima diffusione in Europa
dell’arte italiana, anche se dal punto di vista politico la situazione
era molto sfavorevole. La Riforma protestante, la conseguente
reazione della Controriforma cattolica, la perdita dell’ equilibrio
politico, l’ Italia divenuta ormai campo di battaglia di eserciti
stranieri. Nonostante questo Roma fu un’ importante centro per la
diffusione delle arti e della cultura. Importanti famiglie
cominciarono a collezionare opere dell’arte classica, ma più
importanti furono le collezioni d’arte papali, per esempio Giulio II e
soprattutto Paolo III Farnese. A Roma lavorarono numerosi artisti
di un certo rilievo come Raffaello e Michelangelo e i loro allievi
che, portarono nelle varie corti italiane le loro conoscenze.
La posizione dell’ artista inoltre, in questo periodo, subì dei grossi
cambiamenti. Si cominciò a considerare la pittura, la scultura e
l’architettura al pari della letteratura e della poesia ponendole
quindi fra le arti liberali.
RAFFAELLO

LEONARDO

MICHELANGELO
Raffaello
Lo sposalizio della Vergine
Madonna del granduca

La scuola di Atène
Cacciata di Eliodoro dal tempio

La messa di Bolsena
Ritratto di Baldassarre Castiglione
Ritratto di donna
Nato dall'attènta osservazione
di almeno un paio di opere del
suo primo maestro (Perugino)
rappresènta un esèmpio di
equilibrio formale e di
perfetta organizzazione delle
composizione:
Il tempietto sullo sfondo è, in
un certo sènso, il manifesto
programmatico
dell'architettura
cinquecentesca che cerca la
forma ideale e perfetta.
Così chiamata dal proprietario il
granduca Ferdinando III di
Toscana.
Il taglio piuttosto basso
accentua la monumentalità
dell'immagine che emerge dal
fondo scuro. Qualcuno vede in
questa pittura l'influènza della
tecnica leonardesca.
Nel maestoso scenario di architetture ispirate
alla classicità romana, si raggruppano filosofi,
matematici e pensatori. Nei panni di Platone,
Eraclito, Pitagora eccetera Raffaello rappresenta
coloro che considera grandi : Leonardo,
Michelangelo, Bramante. In un angolo a destra
inserisce, seminascosto, il proprio autoritratto.
Il soggetto delle pittura di questa stanza è il
miracoloso intervènto di Dio in favore della Chièsa.
Raffaello è intervenuto
ancora personalmente in
questa stanza curandone i
particolari e la qualità
dell'insième è ancora molto
alta.
Nel particolare possiamo
apprezzare una delle tante
soluzioni originali che il
pittore propone
all'osservatore.
Il taglio particolare,
all'altezza dei fianchi,
e la rotazione del
busto suggeriscono un
effetto di profondità.
Quasi su ispirazione
della pittura
fiamminga l'intera
composizione è giocata
con pochi colori.
Secondo la tradizione la
donna è identificata con
la Fornarina, amata da
Raffaello. Il
personaggio quasi
scompare dietro al
volume della manica di
seta resa con una
eccezionale parsimonia
di tonalità.
Leonardo
Ritratto di Monna Lisa del Giocondo

Ultima Cena
La dama con l’ ermellino

Studio anatomico della muscolatura di una gamba

La Vergine delle rocce


Ritratto di musicista
Forse la sua pittura più celebre e sicuramente il simbolo universale della
pittura (divènne celeberrima in seguito al furto avvenuto all'inizio di
questo secolo). Molto si è scritto e detto su questo quadro a cominciare
dall'enigmatico sorriso...
È comunque un valido esèmpio di quello che viène definito “sfumato
leonardesco ” .
La tecnica scélta per
sottrarsi alla tirannìa
dei tèmpi brevi
imposti dall'affresco
si è rivelata
deperibilissima e sin
dai primi anni del
secolo XVI cominciò a
scrostarsi. Se ne sta
tentando un disperato
restauro.
Forse è il ritratto di Cecilia
Gallerani, l'amante di Ludovico
Sforza.
L'ermellino era infatti uno degli
emblemi del signore di Milano,
mentre il nome greco
dell'animale, galé, è un'allusione
al cognome della donna.
Leonardo è fondamentalmente e
soprattutto uno scienziato e lo
testimoniano gli interessi
amplissimi per ogni campo del
sapere e le sue spesso
sorprendènti intuizioni. La
pittura, la scultura e
l'architettura rappresentavano
alcuni di questi interessi. Eseguì
migliaia di disegni accompagnati
da didascalie e commenti vergati
nella sua tipica grafìa speculare
che poteva essere letta, cioè,
riflessa in uno specchio.
La dissezione dei cadaveri, per
studiarne l'anatomìa, èra
assolutamente proibita dalla
chièsa ma molti pittori l'hanno
praticata a loro rischio.
È la seconda delle versioni eseguite di questo soggetto è
ciò appare singolare se si pènsa che la produzione
pittorica di Leonardo è abbastanza limitata.
È l'unico ritratto maschile
eseguito da Leonardo che sia
pervenuto sino a noi.
Alcuni dubitano
dell'attribuzione ma la
capigliatura boccolata, le dita
eleganti e l'intensità
psicologica del volto sono
tipicamente leonardesche.
Michelangelo

Sacra Famiglia con San Giovannino Tondo Doni

Jesse, David e Salomone

Sibilla Delfica

Creazione dell’ uomo


L'opera fu eseguita per le nozze tra
Agnolo Doni e Maddalèna Strozzi. La
figura di Maria, la cromìa (uso del
colore) smaltata ed antinaturalistica
corrispondono all'ideale che il pittore
porterà alla 'perfezione' nella
Cappella Sistina.

Mentre si organizzava per la realizzazione


della tomba di Giulio II che avrèbbe
dovuto essere collocata in San Piètro,
riceve l'incarico dell'affrescatura della
volta della Cappella Sistina (luogo nel quale
si èrano già cimentati in precdènza altri
pittori dal Perugino al Botticelli).
È un compito gravoso che lo impegna, con
alti e bassi, dal 1508 al 1512.
La serie degli Antenati di Cristo permise al pittore di
rappresentare un'infinita gamma di caratteri umani e di
attitudini sentimentali.
Scultorea figura
femminile assisa
su un trono.
Il recènte
restauro ha
rivelato - al di
sotto di uno
spesso stravo di
beveroni, polvere
e nerofumo - una
rutilante gamma
di colori dai toni
discordanti e dagli
accostamenti
stridènti.
Sicuramente una delle immagini più conosciute e una delle
soluzioni più innovative sul concetto della creazione prove.
Letteratura

Ludovico Ariosto

Torquato Tasso

Niccolò Machiavelli
Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia l'8 settembre del 1474, primo di
dieci fratelli. Suo padre Niccolò, di nobile famiglia, faceva parte della corte
del duca Ercole I d'Este ed era comandante del presidio militare degli Estensi
a Reggio Emilia.
Nel 1516 pubblicò la prima edizione dell'Orlando Furioso, poema diviso in 40
canti, la cui stesura era iniziata 11 anni prima della pubblicazione. Lo dedicò
al suo signore, il quale non lo apprezzò affatto. Quando nel 1517 Ippolito
d'Este divenne vescovo di Agria , Ludovico si rifiutò di seguirlo, adducendo
motivi di salute. In realtà le cause sono da ricercare nell'astio verso il
cardinale, nell'amore per la sua Ferrara e in quello per la sua donna. Passò
quindi al servizio di Alfonso. Egli era meno ignorante e gretto del fratello
Ippolito ma comunque, "sia l'una che l'altra soma", ci dice l'Ariosto, erano
gravi.
Nel 1522 Alfonso gli affidò l'arduo compito di governatore della Garfagnana,
appena annessa al Ducato, regione turbolenta, infestata da banditi, in cui
l'ordine doveva essere mantenuto con la forza; in quest' occasione Ariosto
dimostrò abilità politiche e pratiche. Pure queste attività gli erano invise
perché gli impedivano di dedicarsi agli studi ed alla poesia. Dal 1525 tornò a
Ferrara e passò i suoi ultimi anni tranquillamente, dedicandosi alla scrittura e
alla messa in scena di alcune commedie e all'ampliamento dell'Orlando Furioso.
Rifiutò l'incarico di ambasciatore papale, spiegando che desiderava occuparsi
delle sue opere e della famiglia.
Nel 1532 Ariosto accompagnò Alfonso all'incontro a Mantova con l'imperatore
Carlo V; al rientro a Ferrara, si ammalò di enterite e morì, dopo alcuni mesi
di malattia, il 6 luglio 1533.
Ludovico fu sepolto dapprima nella chiesa di S. Benedetto a Ferrara e
successivamente venne tumulato con grandi onori a Palazzo Paradiso.
Torquato Tasso nacque a Sorrento nel 1544. rimase orfano della madre a soli
12 anni, seguì il padre, uomo di corte e letterato a Urbino,Venezio e a Padova ,
dove perfezionò i suoi studi e la sua cultura. Nella prestigiosa Università di Padova
studiò prima diritto, poi letteratura e filosofia. Proprio a Padova Tasso gettò le
basi della propria cultura filosofica, grazie soprattutto alla conoscenza di Sperone
Speroni Nel 1565 giunse a Ferrara in occasione delle nozze del duca Alfonso
II[senza fonte], al servizio del cardinale Luigi d'Este, fratello del duca, e dal
1570 passò al servizio del duca stesso.[1] Questo fu il periodo più felice della vita
di Tasso, in cui il poeta visse apprezzato dalle dame e dai gentiluomini per le sue
doti poetiche e per l'eleganza mondana. La ricchezza culturale della corte estense
costituì per lui un importante stimolo; ebbe infatti modo di conoscere Battista
Guarini, Giovan Battista Pigna ed altri intellettuali dell'epoca. Per il divertimento
della corte fece rappresentare nell'estate del 1573 il dramma pastorale Aminta. Il
poeta decise di pubblicare a Ferrara nel 1581 la Gerusalemme liberata. La
Gerusalemme liberata è considerata il capolavoro del Tasso. Il poema tratta di un
avvenimento realmente accaduto, ossia la prima crociata. Tasso iniziò a scrivere
l'opera con il titolo di Gerusalemme nel 1559 durante il soggiorno a Venezia e la
concluse nel 1575. L'opera fu pubblicata integralmente nel 1581 con il titolo di
Gerusalemme liberata. In seguito alla pubblicazione del poema il poeta rimise mano
all'opera e la riscrisse eliminando tutte le scene amorose ed accentuando il tono
religioso ed epico della trama. Cambiò anche il titolo in Gerusalemme Conquistata.
Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469. Nel 1476 Niccolò cominciò a
studiare latino con un certo Matteo, l'anno dopo si dedicava allo studio della
grammatica con un Battista da Poppi, all'aritmetica nel 1480 e l'anno seguente
affrontava le prove scritte di componimento in latino. Il Principe è un trattato di
dottrina politica scritto da Niccolò Macchiavelli nel 1513, nel quale espone le
caratteristiche dei principati e dei metodi per mantenerli e conquistarli. Si tratta
senza dubbio della sua opera più rinomata, quella dalle cui massime (spesso
superficialmente interpretate) sono nati il sostantivo "machiavellismo" e l'aggettivo
"machiavellico".
L'opera non è ascrivibile ad alcun genere letterario particolare, in quanto non ha
le caratteristiche di un vero e proprio trattato; se ne è ipotizzata la natura di
libricino (o libricino) a carattere divulgativo.
Il Principe si compone di una dedica e ventisei capitoli di varia lunghezza; l'ultimo
capitolo consiste nell'appello ai De' Medici ad accettare le tesi espresse nel
testo.
Musica
Anche in campo musicale il Cinquecento fu un secolo di grandi novità
e di intenso sviluppo , in quanto risentì di tutto quel complesso di idee
che è conosciuto come Rinascimento. Esaminando le principali
caratteristiche musicali del secolo, ne vediamo 2 di novità nella loro
massima fioritura:la prima come Madrigale, tocca il genere profano
basato sui testi di autorevoli poeti,come Francesco Tetrarca, la
seconda come messa che è il genere sacro per eccellenza, anch’ essa
senza intervento di strumenti. Venne poi definita” a cappella” , con
riferimento alla sede in cui veniva eseguita. I più significativi centri
musicali italiano furono Roma e Venezia . Roma fu la culla della
Controriforma, con la quale la chiesa diede vita ad un’ intensa opera
di rinnovamento, soprattutto per arginare il protestantesimo luterano
nato in quella stessa epoca in Germania. Si sviluppò la Scuola Romana
che ebbe Giovanni Luigi da Palestina come il suo più significativo
rappresentante:la sua produzione rappresenta uno dei vertici di
bellezza a cui giunse la musica profana dell’ epoca. A Venezia si
sviluppò la Scuola Veneziana: essa fu animata presso la Basilica di
San Marco, da una schiera di musicisti come Adriano Willaert e
Cipriano de Rore. Essi portarono a grande risalto la tecnica dei “cori
battenti” :sfruttando la particolare struttura della Basilica di San
Marco, che permetteva di disporre le voci del coro in più punti lontani
tra loro, per cui si formavano suggestivi giochi d’ eco. Anche in altre
zone di Italia si affermarono musicisti di alto livelli, soprattutto per
la loro produzione di madrigali: ricordiamo Luca Marenzio attivo a
Modena,Firenze Roma e Venezia e Carlo Gesualdo che lavorò a Napoli
e a Ferrara.
Realizzato da:
Sara Cangiano
Michele Novelli
Geaola Adejemi
Giorgia Grieco