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Politecnico di Milano

Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali


Propulsione Aerospaziale
Prof. Roberto Andriani

La presa dinamica
Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

21 agosto 2016

Indice
1 Introduzione
1
Considerazioni generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

4
4

2 Flusso allinterno della presa dinamica


1
Flusso monodimensionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2
Comprimibilit`a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.1
Velocit`a del suono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.2
Flusso isoentropico monodimensionale in un condotto

5
5
5
6
7

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3 Onde durto
1
Onde durto normali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.1
Equazioni degli urti normali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2
Urti normali per un gas perfetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2.1
Equazioni degli urti normali per un gas perfetto . . . . . . . . .
3
Onde durto oblique . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.1
Equazioni degli urti obliqui . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.2
Angolo di rampa e angolo donda . . . . . . . . . . . . . . . . .
3.3
Soluzioni deboli, forti e influenza di sulle grandezze a valle
dellonda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

9
10
10
10
10
12
13
15

4 La presa dinamica subsonica


1
Funzionamento generale . . . . .
1.1
Rallentamento del flusso .
1.2
Perdite di pressione totale
2
Problema del decollo . . . . . . .

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19
19
19
20
20

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22
23
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26
27

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5 La presa supersonica
1
Presa dinamica ad onda durto normale . . . . .
2
Presa dinamica ad onde durto oblique e coniche
2.1
Onde durto oblique multiple . . . . . . .
2.2
Prese a geometria variabile . . . . . . . .
3
Avviamento della presa supersonica . . . . . . .

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17

Elenco delle figure


2.1

Onda di pressione in un condotto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
3.6
3.7
3.8
3.9

Onda durto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Onda durto normale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Onda durto obliqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Zoom superficie di controllo . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . .h . . 2. . 2. . . .i . . . . . . . . . . . . . . . .
M sin 1
. . . . . . . . . . . . . . .
tan = 2 cot 2+M12 (+cos2)
1
Flusso supersonico incidente su una rampa . . . . . . .
Soluzione forte e debole per onde oblique . . . . . . . .
Rapporto di pressione totale in fuzione di (= ) ed M

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9
10
13
14
15
16
17
17
18

4.1
4.2
4.3

Dipendenza della sezione di cattura in basa alla portata daria richiesta


dal motore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dipdendenza separazione strato limite da angolo e lunghezza presa .
Sistemi per aperture supplementari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

19
21
21

5.1
5.2
5.3
5.4
5.5
5.6
5.7
5.8
5.9

Andamendo del rapporto di pressione p0y /pox e di My in funzione di Mx


Condizioni presa dinamica ad onda normale . . . . . . . . . . . . . . .
Rampa e cono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Differenza fra rampa e cono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Presa ad onde multiple . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Compressione isoentropica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Presa Concorde . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Spillamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Condizioni di progetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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25
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1 Introduzione
In questo elaborato andremo ad analizzare quelel che sono le carattereistiche generali
delle prese dinamiche presente sugli aeroplani

1 Considerazioni generali
Ogni motore montato su un aeroplano deve essere provviso di una presa dinamica e
di un sistema di condotti.
Questo perch`e i turbogetti, per un corretto funzionamento, necessitano di un flusso
daria a monte del compressore di velocit`a non elevata, generalmente con valori di
Mach compresi fra M = 0.4 ed M = 0.7.
Altre condizioni fondamentali che la presa dinamica deve soddisfare sono :
Aumentare la pressione statica (in modo tale da fornire gi`a energia al flusso);
Minimizzare le predite di pressione totale (rilevanti soprattuto nel caso di prese
supersoniche);
Ottenere un flusso quanto piu` uniforme in uscita dalla presa, e quindi, nei
motori convenzionali, allimbocco del compressore;
Minimizzare la resistenza aerodinamica ed il peso;
Le prese aerodinamiche possono essere installate in vari modi.
La modalit`a di installazione piu` comune, per quanto riguarda laviazione civile, e`
quella a pod sotto lala, mentre in ambito militare linstallazione e` quasi sempre in
fusoliera, la quale comporta linsorgere di diversi problemi, fra i quali il possibile
ingresso dello strato limite, o il disturbo dato al flusso dalla fusoliera stessa.
Nei motori turboelica invece, una fonte di disturbo e` rappresentata proprio dallelica stessa, e per questo motivo e` prefelibile collocare la presa dinamica al di sotto
dellelica, oppure porla in coda al motore.

2 Flusso allinterno della presa


dinamica
A seconda della velocit`a di volo e della portata daria richiesta dal motore, la presa
dinamica si trova a dover operare in diverse condizioni di flusso incidente.
Per esempio, durante il volo in crociera, il flusso a monte della presa dinamica tende
a decelerare, mentre durante le operazioni di decollo ed atterraggio (cio`e quando il
motore richiede una maggiore portata daria) il flusso tende ad accellerare allimbocco
della presa.
Per comprendere il funzionamento delle prese dinamiche risulta pertanto necessaria
lintroduzione di un modello matematico consistente per lo studio del flusso.

1 Flusso monodimensionale
Il modello che verr`a utilizzato nel presente elaborato per il gas fluente nella presa
sar`a quell odi intendere il gas come un continuo avente direzione ortogonale alla
sezione di ingresso della presa dinamica, pertanto ove possibile verr`a fatta un analisi
quasi-monodimensionale del fluido, e verranno considerate costanti le sue propriet`a
a parit`a di sezione de ltubo di flusso. Tale approssimazione risulta ragionevolmente
valida per un fludo che scorre in un condotto, ad una opportuna distanza dalle pareti.
Verr`a inoltre considerata una condizione stazionaria nel tempo.
Cioo` detto, immaginando di avere un sistema di riferimento x,y nel piano, dove x e`
la direzione orizzontale ed y la direzione verticale, potremo considerare le propriet`a
del fluido dipendenti solo da x :
p = p(x), = (x)
Il fluido evolvente generalmente adottato nei velivoli e` laria, la quale per i fini di
questo tipo di analisi puo` essere considerata come un gas perfetto per il quale vale
lequazione di stato :
pV = nRT
(2.1)
 J 
con R = 8314.472 kmolk

2 Comprimibilit`
a
Con comprimibilit`a intendiamo la condizione in cui la densit`a del fluido puo` variare.
Questa condizione implica che il fluido puo` piu` essere sottoposto ad una sempli-

2. Comprimibilit`a

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

ce analisi meccanica, ma va anche considerata linfluenza della termodinamica sulle


propriet`a del fulido.
Di particolare interesse per lo studio che di seguito verr`a condotto sono soprattuto
le variazioni della densita in funzione della pressione del fluido, in quanto le prime
sono connesse alla velocit`a di propagazione delle onde di pressione allinterno del
fluido stesso.
Tale velocit`a di propagazione e` la velocit`a con cui si propagano anche le onde sonore.
Quindi una volta che verr`a correttamente identificata la velocit`a del suona si potr`a procedere a trattare la decelerazione del fludi che viaggia a velocit`a superiori a
questultima.

2.1 Velocit`
a del suono
Guardando la figura seguente, si considere linda procedere a velocit`a c :

Figura 2.1: Onda di pressione in un condotto


La parte di fluido appena dopo il passaggio dellonda di pressione (a sinistra) ha
pressione e densit`a rispettivamente pari a p + dp e + d, mentre la sua velocit`a si
porta a du. Il fluido a destra dellonda ha pressione e densit`a rispettivamente p e , e
puo` essere considerato fermo.
Considerando la superficie di controllo S che circonda il fronte donda, e trascurando le forze di attrito viscoso, possiamo scrivere lequazione di conservazione della
quantit`a di moto lungo la direzione di propagazione come :
X
dQ
= Q in Q out +
Fj
(2.2)
dt
j
applicando lipotesi di regime stazionario si ottiene
X :

Qout Qin =
Fj

(2.3)

Esplicitiamo legrandezze che compaiono nellequazione :

Q = Ac2

in
Q out = ( + d)A(c du)2 = Ac2 2Acdu + Ac2 d
P

Fj = pA (p + dp)A = Adp
j

Si ottiene dunque :

(2.4)

2. Comprimibilit`a

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi


dp = 2cdu c2 d

(2.5)

Dallequazione di continuit`a, scritta per il caso stazionario, e` possibile ricavare la


relazione :
du = cd
(2.6)
che sostituita nella 2.5 d`a :

s
c=


(2.7)
s

dove pedice S indica che la trasformazione e` considerata talmente veloce (e con variazini di temperatura talmente piccole) da essere adiabatica isoentropica.
Per un gas ideale, una trasformazione isoentropica ci porta a scrivere :
p
pv = = cost.

applicando il logaritmo, differenziando e ricordando che

= RT possiamo ricavare :

dp
d
ln p ln = ln cost.

=0
p

 
p
dp
= = RT
d s

Dunque la velocit`a del suono per un gas p


perfetto e` pari a :
c = RT

(2.8)

che puo` anche essere espressa in forma adimensionale introducendo il numero di


Mach,dato dal rapporto fra una velocit`a di un generico flusso e la relativa velocit`a del
suono nelle stesse condizioni di temperatura. :
u
(2.9)
M=
c

2.2 Flusso isoentropico monodimensionale in un condotto


Grandezze Totali
Con il termine totali si intendono tutte quelle grandezze associate ad una trasformazione che puo` idealmente essere immaginata come un rallentamento del fluido
ottenuto mediante trasformazione isoentropica.
Le espressioni delle grandezze totali sono :

h0 = h(1 + M 2 )

T = T (1 + M 2 )
o

(2.10)
po = p(1 + M 2 ) 1

= (1 + M 2 ) 1
o

2. Comprimibilit`a

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Parametri Caratteristici
Lespressione della portata di massa fluente attraverso una sezione, in funzione delle
grandezze totali puo` essere scritta
come :
+1
0
(2.11)
m
=
M (1 + M 2 ) 2(1) A
RT0
Considerando adesso una situazione in un determinato punto del condotto, in condizioni di M = 1, che sar`a caratterizzata da un asterisco, ed una generica condizione,
e ricordando che la portata massica in condizioni stazionarie si conserva in entrambi
i punti del condotto possiamo
( scrivere :
+1
m
= M (1 + M 2 ) 2(1) A
(2.12)
+1
m
= (1 + M 2 ) 2(1) A
+1

 2(1)
A
1+
1
(2.13)
=
A
M 1 + M 2

3 Onde durto
Per alcune combinazioni di pressione a monte e a valle di un determinato volume di
controllo non e` possibile avere delle soluzioni che siano del tutto isoentropiche per il
problema del flusso mono-dimensionale lungo un condotto convergente-divergente.
Per essere in grado di trattare mediante modelli matematici anche queste situazioni
risulta opportuno introdurre tutta una serie di altri fenomeni non isoentropici, detti per lappunto onde durto, particolarmente significativi nello studio delle prese
dinamiche supersoniche.

Figura 3.1: Onda durto


Com`e noto, qunado un oggetto si muove in un fluido, si ha formazione di disturbi
di pressione causati dal corpo stesso, i quali si propagano nello spazione con una
velocito` pari a quella con cui si propaga il suono nel mezzo.
Quando logetto viaggia a velocit`a subsonica, i disturbi di pressione riescono a muoversi piu` velocemente, riuscendo ad avvisare il fluido dellarrivo delloggetto, in
modo ta che esso possa aprirsi per lasciar passare il corpo.
Tuttavia quando pero` logetto si muove a velocit`a sonica o supersonica, non si ha piu`
la possibilit`a di instaurare questo processo di segnalazione/apertura, anche se il
fluido dovr`a comunque aprirsi e loggetto dovr`a comunque passare.
Da cio` deriva la presenza di superfici di discontinuit`a, che, rendendo la corrente subsonica o deviando la corrente supersonica, consentono al corpo di passare attraverso
il fluido, le quali prendono il nome di onde durto, aventi spessori dellordine di
qualche cammino libero medio molecolare (e quindi trascurabile rispetto allestensione dellonda stessa) e allinterno delle quali repentini cambiamenti delle propriet`a
fluidotermodinamiche della corrente.

1. Onde durto normali

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Le onde durto possono essere classificate in stazionare o instazionare, a seconda se


sono fermo oppure se si muovono rispetto al sistema di riferimento (preso solidale al
corpo in movimento).

1 Onde durto normali


1.1 Equazioni degli urti normali
Consideriamo adesso un condotto nel quale e` presente una discontinuit`a di tipo
normale, come per esempio quello mostrato nella figura seguente :

Figura 3.2: Onda durto normale


Indichiamo le condizioni a monte della discontinuit`a con il pedice x, mentre quelle a
valle della discontinuit`a con il pedice y.
Dato che non vi e` trasferimento di calore attraverso la superficie di discontinuit`a
possiamo scrivere lequazione di bilancio dellenergia in condizioni stazionarie :
u2y
u2
= h0
(3.1)
hx + x = hy +
2
2
Essendo lo spessore dellonda durto infinitmassica in condizioni stazionarie si conserva in entrambi i punti esimo, la sezione a monte ed a valle dellonda sar`a la stessa;
questa assunzione ci permette di scrivere lequazione di continuit`a :
m

= x ux = y uy
(3.2)
A
e di conseguenza lequazione di bilancio della quantit`a di moto :
m(u
y ux ) = (px py )A
(3.3)
La combinazione delle due equazioni ci porta quindi a scrivere :
px + x u2x = py + y u2y

2 Urti normali per un gas perfetto


2.1 Equazioni degli urti normali per un gas perfetto
La conservazione dellenergia per un gas perfetto si puo` scrivere come :

10

(3.4)

2. Urti normali per un gas perfetto

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

u2y
u2x
cp Tx +
= cp Ty +
2
2
o, in funzione delle grandezze totali :
T0x = T0y

(3.5)
(3.6)

Ricordando adesso la relazione che intercorre fra grandezze statiche e totali possiamo
scrivere il rapporto :
Tx
(1 + Mx2 )
=
(3.7)
Ty
(1 + My2 )
che, rammentando lequazione fondamentale dei gas perfetti puo` essere riscritto come :
Tx
px y R
px y
=

=
(3.8)
Ty
x R py
py x
Sfruttando adesso lequazione di continuit`a 3.2 otteniamo lequazione :


px uxm
px y
px ux
A
=
=
m

py x
py uy A py uy

(3.9)

che mediante lespressione del numero di Mach 2.9 e quello della velocit`a del suono
nei gas perfetti 2.8 puo` essere riscritta come :
s

px Mx cx
px Mx RTx
px Mx
Tx
px u x
p
=
=
=

(3.10)
py u y
py My cy
py My
Ty
py My RTy
da cui ottenere in definitiva lespressione del rapporto fra le temperature:
 2 
2
px
Mx
Tx
=

Ty
py
My

(3.11)

Combinando adesso lequazione appena ricavata 3.11 con lespressione dello stesso
rapporto fra le temperature ottenuto mediante lequazione di bilancio 3.8 si ricava :
 2 
2
Mx
(1 + Mx2 )
px

=
(3.12)
py
My
(1 + My2 )
da cui dunque ottenere il valore del rapporto fra le pressioni in funzione del rapporto
fra i numeri di Mach a valle e a monte
s dellonda :
py
(1 + Mx2 ) Mx
=

(3.13)
px
(1 + My2 ) My
Possiamo esprimere il rapporto fra le pressioni a valle ed a monte dellonda anche
tramite la 3.4 espressa specificatamente per un gas perfetto; moltiplicando entrambi i
membri dellequazione di stato dei gas perfetti per u2 si ottiene :
u2 p = RT u2
(3.14)
2
Isolando e sviluppando il termine u
otteniamo :
2
2

pu
pM ( RT )2
pM 2 
RT
2
u =
=
=
= pM 2

RT
RT
RT

che e` adesso pronto per essere sostituito nella 3.4

11

(3.15)

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi


px + x u2x = py + y u2y
px +

px Mx2

= py +

(3.16)
py My2

per poter ricavare il rapporto fra le pressioni come :


px
1 + Mx2

=
py
1 + My2

(3.17)

Combinando la 3.13 e la 3.17 otteniamos


:
2
(1 + Mx2 ) Mx
1 + Mx

=
1 + My2
(1 + My2 ) My
che puo` essere scritto isolando ai due membri le relazioni relative alle due situazioni
(a monte x ed a valle y) :
q
p
My (1 + My2 )
Mx (1 + Mx2 )
=

1 + Mx2
1 + My2
My2

Mx2 +

2
1

2
Mx2 ( 1
)1

(3.18)

Si e` cos` ottenuta la relazione che lega il numero di Mach a valle in funzione di quello
a monte della discontinuit`a normale.
Data lequazione 3.18, possiamo adesso ottenere le espressioni che legano le pressioni
e le temperature a monte e a valle dellonda in funzione del solo numero di Mach a
monte :

  2 2
1
2
1
+

1
M
M
x
x
2
1
Ty
=
(3.19)
2
(+1)
Tx
Mx2
2(1)

py
1
2
Mx2
=
px
+1
+1

(3.20)

3 Onde durto oblique


Generalmente, quando si incontrano flussi supersonici in natura, le onde durto che
si generano non sono normali, bens` oblique.
Per affrontare lo studio di tali fenomieni e` oppurtuno discostarsi dal modello di flusso
mono-dimensionale utilizzato fino ad adesso nella trattazione.
Consideriamo pertanto un modello a bidimensionale, nel quale le due componenti
della velocit`a possono essere scritte come :
u = u
x+v
y
(3.21)
a cui saranno associati dei numeri di Mach tangenziale e normale donda :
u
Mn =
c

12

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi


Mt =

v
c

q
|u|
M = Mn2 + Mt2 =
c

3.1 Equazioni degli urti obliqui


Consideriamo le equazioni di bilancio della massa e della quantit`a di moto in condizioni stazionarie :
z
dS = 0
(3.22)
u n

)dS
u(u n

p
ndS = 0

(3.23)

dove S rappresenta la superficie di controllo indicata nella figura seguente, scomposta in S = Sn1 + St1 + Sn2 + St2

Figura 3.3: Onda durto obliqua


La superficie di controllo e` una linea chiusa rettangolare vista in piano, e dunque
le aree relative alle quattro sotto superfici di controllo in cui e` stata scomposta sono
uguali rispettivamente a due a due
( :
An1 = An2 = An
At1 = At2 = At
Avremo dunque dei contributi alle due equazioni soprascritte relativi alle quattro porzioni della superficie di controllo, che verranno di seguito esaminati separatamente.

13

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Figura 3.4: Zoom superficie di controllo


z

dS = 1 u1 n
1 An + 1 u1 n
2
u n

3 An + 2 u2 n
4
+2 u2 n
z

At
At
4
+ 1 u1 n
2
2

) = 1 u1 (u1 n
1 )An + 1 u1 (u1 n
2)
u(u n

3 )An + 2 u2 (u2 n
4)
+2 u2 (u2 n
z

At
At
2 +
+ 2 u2 n
2
2

1 + p1

ndS = p1 An n

Constatato che :

At
At
2) +
+ 2 u2 (u2 n
2
2

At
At
4)
+ 1 u1 (u1 n
2
2

At
At
At
At
2 + p2 n
2 + p2 An n
3 + p2 n
4 + p1 n
4
n
2
2
2
2

1
n

n
2

3
n

4
n

=
x
=
y

=x

=y

i prodotti scalari possono essere riscritti come

1 = u1
u1 n

2 = v1
u1 n

u n
2 2 = v2

3 = u2
u2 n

4 = v2
u2 n

4 = v1
u1 n
quindi svolgendo i prodotti ed effettuando le opportune semplificazione nelle equazioni di bilancio della massa e della quantit`a di moto (che non sono riportati per
scorrevolezza di lettura) e` possibile giungere al sistema :

14

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

1 u1 = 2 u2
(1 u1 )v1 = (2 u2 )v2

p1 + 1 u21 = p2 + 2 u22

(3.24)

Combinando la prima e la seconda equazione del sistema cos` ottenuto e` possibile


notare un risultato rilevante :
v2 = v2
che indica che componente tangenziale si conserva attraversando londa.
Per quanto riguarda la terza equazione, ricalca quella gi`a incontrata per gli urti normali 3.4, cio` ci consente di capire che la risoluzione del problema di voler calcolare la
velocit`a a valle di un oda obliqua, si riduce al mantere costante la componente tangenziale allonda, e ad applicare le equazioni ricavate per gli urti normali 3.18. Lo
stesso identico ragionamento puo` essere applicato per cio` che concerne pressioni e
temperature.

3.2 Angolo di rampa e angolo donda


Come ultimo passo resta da stabilire qual`e la relazione che lega langolo di rampa
con langolo donda , di seguito mostrati in figura :

Figura 3.5:
Fancendo qualche semplice considerazione trigonometrica fra le velocit`a a monte e a
valle dellonda e` possibile ricavare :
u1
= tan
v1
u2
= tan( )
v1
da cui ottenere la relazione che lega le componente normali (essendo quelle tangenziali uguali) :
u2
tan( )
=
(3.25)
u1
tan

15

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Dallequazione di conservazione della massa (la prima del sistema 3.24) e` possibile
ottenere un legame fra velocit`a normali e densit`a :
u2
1
p1 T2
=
=
(3.26)
u1
2
p2 T1
Andando a riprendere le equazioni dei rapporti fra le pressioni3.20 e le temperature3.19 relativi ad un onda normale, si puo` riscrivere il rapporto tra le velocit`a in funzione del numero di Mach normale allonda obliqua in funzione del numero di Mach
Mn1 :
2
p1 T2
2 + ( 1)Mn1
u2
=
=
(3.27)
2
u1
p2 T1
( + 1)Mn1
2
tan( )
2 + ( 1)Mn1
=
2
tan
( + 1)Mn1

(3.28)

tan tan
dal momento che tan( ) puo` essere riscritto come 1+tan
possiamo riscrivere
tan
lequazione in modo da isolare ai due membri i termini in e :
2
2 + ( 1)Mn1
tan tan
=

2
tan (1 + tan tan )
( + 1)Mn1
2
2 + ( 1)Mn1
tan tan =
tan (1 + tan tan )
2
( + 1)Mn1




2
2
2 + ( 1)Mn1
2 + ( 1)Mn1
2
tan 1 +
tan = tan 1
2
2
( + 1)Mn1
( + 1)Mn1



2+(1)M 2


1 (+1)M 2 n1
M12 sin2 1
n1



tan = tan
= 2 cot
2
2+(1)Mn1
2 + M12 ( + cos2)
1+
tan2
2
(+1)Mn1

Figura 3.6: tan = 2 cot

16

M12 sin2 1
2+M12 (+cos2)

(3.29)
(3.30)
(3.31)

(3.32)

3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

3.3 Soluzioni deboli, forti e influenza di sulle grandezze a valle


dellonda
Consideriamo la situazione mostrata nella figura seguente :

Figura 3.7: Flusso supersonico incidente su una rampa


Per un determinato valore del numero di Mach e dellangolo , si possono configurare
due soluzioni differenti di onda durto obliqua, aventi due diversi valori dellangolo
:
Soluzione forte : la quale e` caratterizzata dal valore di maggiore; a valle dellonda durto il numero di Mach diventa subsonico. Questa soluzione si presenta solo in determinate condizioni speciali (ad esempio vicino ad un punto di
ristagno per un onda distaccata);
Soluzione debole : la quale e` caratterizzata dal valore di minore; a valle dellonda il numero di Mach e` ancora superiore ad 1. Questa e` la soluzione che si
presenta piu` soventemente e maggiormente ricercata, in quanto caratterizzata
da una minore perdita di pressione totale rispetto alla soluzione forte.
Nella figura seguente langolo e` stato indicato con la lettera mentre e` stato indicato con la lettere , mentre in rosso sono riportate le soluzioni debole e forte a M = 2
e = 15. E possibilepsservare come debole (pari a circa 45)sia minore di f orte (pari
a circa 80).

Figura 3.8: Soluzione forte e debole per onde oblique

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3. Onde durto oblique

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Il grafico mostrato nella figura sottostante invece ci puo` aiutare a capire come effettivamente sia preferibile la soluzione debole rispetto a quella forte, e soprattuto come
bisogna cercare di mantenere basso langolo di rampa, affinch`e le perdite di pressione
totale siano contenute :

Figura 3.9: Rapporto di pressione totale in fuzione di (= ) ed M

18

4 La presa dinamica subsonica


1 Funzionamento generale
Introduciamo le equazioni del flusso quasi-monodimensionale stazionario in assenza
di scambio di calore, ricavate dalle equazioni di conservazione della massa, della
quantit`a di moto e dellenergia
 :



dM
1 + M dA
M 2 (1 + M 2 ) dFattr
=
+
M
1 M2 A
1 M2
Au2




M 2
dA
M 2 (1 + 2M 2 ) dFattr
dp
=
+
p
1 M2 A
1 M2
Au2
Possiamo dunque notare che, in regime subsonico, un amento di sezione A riduce il
numero di Mach del flusso ma ne aumenta la pressione. Per questo motivo tutte le
prese dinamiche subsoniche sono divergenti.

1.1 Rallentamento del flusso


Un modello semplificato del flusso allinterno di una presa dinamica ci puo` portare
a pensare che, al fine di ottenere un rallentamento del flusso allinterno del condotto,
sia necessaria una sezione divergente.
Se tuttavia si tiene conto anche delle condizioni del flusso allimbocco della presa, a
seconda della portata di flusso richiesta dal motore, e` possibile che il flusso in ingresso non abbia velocit`a pari alla velocit`a di volo, e che non entri nella presa in modo
rettilineo, come illustrato nella figura sottostante :

Figura 4.1: Dipendenza della sezione di cattura in basa alla portata daria richiesta
dal motore
In situazioni nella quali il motore richiede una portata daria elevata, come per esempio durante il decollo allesterno della presa si viene a creare un cono convergen-

19

2. Problema del decollo

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

te, perch`e laria presenta davanti alla presa non e` sufficienta, e quindi si rende
necessario spillarne dellaltra dallesterno.
Il fatto che sia presente un convergente accelera il flusso, situazione assolutamente da
evitare.
Il caso contrario invece si manifesta quando il motore richiede una portata daria
minore, tipicamente in condizione di crociera.
Larea di ingresso della presa dovr`a quindi essere dimensionata, utilizzando la legge
delle aree, in modo da evitare il piu` possibile la formazione di un cono convergente.

1.2 Perdite di pressione totale


Perdite per attrito
Una delle principali cause di perdita di pressione totale e` dovuta alla presenza di attrito viscoso nel fluido a contatto con le pareti della presa dinamica, ed aumentano
allaumentare della lunghezza della presa dinamica. Questo fenomeno puo` essere
approfondito studiato il flusso di Fanno, un modello matematico che studia il comportamento di un flusso adiabatico che scorre allinterno di un condotto di sezione
costante nel quale gli effetti dellattrito non vengono trascurati.
Perdite per separazione del flusso
In una presa dinamica ideale il flusso daria arriva in maniera ordinata e con velocit`a
uniforme fino allimbocco del compressore.
Tutto cio` pero` non e` verificato nelle condizioni di impiego, in quanto in base alla
portata daria richiesta dal motore varia langolo di ingresso del flusso, il che puo`
portare alla creazione di vortici allinterno del condotto a causa del fenomeno della
separazione dello strato limite.
Questo fenomeno puo` essere ovviato progettando delle prese dinamiche lunghe e
con bassi angoli di apertura, anche se tuttavia, piu` allunghiamo la presa dinamica,
piu` aumentano le perdite di pressione totale per attrito.

2 Problema del decollo


E necessario trovare un compromesso fra la lunghezza che deve avere la presa dinamica ed il suo angolo di apertura.
Il problema maggiore si ha nelle condizioni di decollo, ovvero quando il motore richiede maggiore portata daria, ed aspira anche il flusso presente allesterno della
presa dinamica, entrante nel condotto con un angolo maggiore del normale.
Sono stati svolti diversi studi sperimentali per cercare di determinare i valori del corretto angolo di apertura e di lunghezza della presa da adottare, i cui risultati sono
mostrati nella figura seguente :

20

2. Problema del decollo

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Figura 4.2: Dipdendenza separazione strato limite da angolo e lunghezza presa


Al fine di cercare di migliorare le presazioni anche in condizioni critiche come il decollo, e` possibile introdurre delle aperture supplementari dietro il bordo di attacco
della presa dinamica, le quali si aprono automaticamente quando il motore richiede
molta portata.

Figura 4.3: Sistemi per aperture supplementari


In questo modo si diminuisce la probabilit`a di distacco dello strato limite, e dunque
di stallo del motore, poich`e langolo di attacco diminuisce.
Un ulteriore possibilit`a che consente di diminuire le perdite di pressione totale e` quella di variare la geometria del bordo di attacco della presa dinamica. Difatti, se presente fin dallinizio un tratto divergente, il gradiente di pressione avverso favorisce il
distacco dello strato limite, mentre nel caso di convergente avviene il contrario.

21

5 La presa supersonica
1 Presa dinamica ad onda durto normale
La presa supersonica ad onda durto normale e` quella la cui realizzazione e` la piu`
semplice possibile.
E composta da un tratto subsonico (divergente) che, in caso di condizioni di volo
supersonico, provoca la formazione davanti adesso di un onda durto normale.
La presenza di un onda durto normale, per quanto gi`a detto, provoca una perdita di
pressione totale il cui andamento puo` essere espresso in funzione del Mach di volo :

Figura 5.1: Andamendo del rapporto di pressione p0y /pox e di My in funzione di Mx


Come e` possibile notare dal grafico soprastante, la presa dinamica ad onda durto
normale puo` essere considerata una soluzione accettabile nel compo di numeri di
Mach leggermente supersonici (M > 1.7 1.8). Le perdite di pressione totale fino a
M < 1.5 risultano essere inferiori al 10%, mentre diventano troppo elevate per Mach
superiori.

22

2. Presa dinamica ad onde durto obliqueFrancescodario


e coniche
Cuzzocrea, Viviana Baiardi
Il funzionamento della presa dinamica supersonica varia anche in base alla portata
daria richiesta dal motore, come gi`a visto nel caso della presa subsonica.
In particolare si possono riconoscere tre diverse configurazioni :
funzionamento critico : londa durto e` situata esattamente allimbocco della
presa daria del motore. Generalmente le prese vengono progettate ricercando
questa situazione come situazione limite;
funzionamento subcritco : in questo caso londa durto e` situata di fronte alla presa dinamica, ed e` la condizione che si presenta ogniqualvolta la portata
richiesta e` inferiore alla portata di progetto;
funzionamento supercritico : londa durto si sposta allinterno della presa dinamica, ed e` la condizione che si presenta quando la portata daria richiesta e`
maggiore rispetto alla portata di progetto.

Figura 5.2: Condizioni presa dinamica ad onda normale


La condizione supercritica e` quella che va assolutamente evitata, in quanto questa
condizione causa un ulteriore perdita di pressione totale (con conseguente portata
daria elaborata dal motore inferiore).

2 Presa dinamica ad onde durto oblique e coniche


Abbiamo visto che e` consigliabile limpiego di prese dinamiche ad onde durto normali solo per valori di Mach debolmente supersonici.
Per esempio infatti, se consideriamo un numero di Mach pari ad M = 2, le perdite di
pressione totale possono arrivare fino al 30%, e per aerei che necessitano di volare a
velocit`a anche superiori le perdite continuano a salire.

23

2. Presa dinamica ad onde durto obliqueFrancescodario


e coniche
Cuzzocrea, Viviana Baiardi
Per ovviare a questo problema e` possibile sfruttare onde durto oblique deboli, le
quali garantiscono una perdita di pressione totale minore, in virtu` del fatto che e` solamente il numero di Mach normale che contribuisce alla variazione delle grandezze
considerate, ed essendo questultimo minore del Mach di volo, la variazione di pressione totale effettiva e` pari a quella ottenuta con un onda normale ad un numero di
Mach inferiore.
A valle dellonda il flusso sar`a ancora in condizioni supersoniche, per portarlo in condizione subsoniche occherre quindi instaurare una seconda onda durto normale, che
in condizioni di progetto viene posta allimbocco della presa dinamica (condizione
critica).
Per creare un onda durto obliqua generalmente vengono sfruttate rampe o coni :

Figura 5.3: Rampa e cono


Nei due casi il flusso a valle dellonda e` differente :
Rampa : il numero di Mach (M2 ) rimane costante e le linee di flusso si mantengono parallele alla superficie della rampa;
Cono : il flusso a valle e` anchesso conico, e le linee di flusso tendono a schiacciarsi allontanandosi dallonda durto.
Il cono e` teoricamente la soluzione piu` efficiente : londa durto generata da un cono e` piu` debole rispetto a quella generata da una rampa, tuttavia, lo schiacciamento
delle linee di flusso consente linstaurarsi di una situazione di compressione isoentropica a valle dellonda, la cui conseguenza e` quella di di avere una minore perdite di
pressione totale a pari compressione, e quindi una maggiore efficienza della presa.

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2. Presa dinamica ad onde durto obliqueFrancescodario


e coniche
Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Figura 5.4: Differenza fra rampa e cono

2.1 Onde durto oblique multiple


Al fine di ridurre le perdite di pressione e` necessario mantenere langolo di rampa (o
del cono) basso (vedi par 3.3).
Sono tuttavia presenti dei limiti nella riduzione dellangolo di rampa, poich`e riducendo , a parito` di Mach iniziale, aumenta notevolmente il Mach a valle dellonda.
Per ovviare a questo tipo di problema allora e` stato introdotto luso di onde oblique
multiple per la decelerazione esterna :

Figura 5.5: Presa ad onde multiple


In questo modo e` possibile impiegare rampe (o coni) aventi valori di minori (solitamente nellintorno di circa 15) avendo quindi perdite di pressione totale minori ed il
rallentamento del flusso desiderato.
Se allimbocco della presa il flusso rimane sonico si instaura anche un onda normale.
Aumentando il numero di onde oblique inoltre si riesce a ridurre ulteriormente le
perdite di pressione totale, arrivando fino al caso ideale in cui vengono introdotte un
numero infinito di onde oblique nel quale non si hanno perdite di pressione totale :

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2. Presa dinamica ad onde durto obliqueFrancescodario


e coniche
Cuzzocrea, Viviana Baiardi

Figura 5.6: Compressione isoentropica


La compressione isoentropica ovviamente e` un fenomeno solamente ideale e non
realizzabile in pratica.

2.2 Prese a geometria variabile


Abbiamo visto che linclinazione delle onde durto oblique diepnde sia dallangolo
di rampa che dal Mach di volo, e di consequenze, se non vengono adottati ulteriori
accorgimenti, la configurazione che si potr`a avere in fase di progetto varr`a solo per
un determinato Mach.
Per ovviare a questo problema sono state introdotto le prese a geometria variabile,
che sono in grado di variare la loro forma per adattarsi a diversi Mach di volo.
Un esempio lampante e` dato dalla presa del Concorde, nella quale una superficie e` in
grado di modificare la sua inclinazione mediante lutilizzo di un martinetto :

Figura 5.7: Presa Concorde

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3. Avviamento della presa supersonica

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

3 Avviamento della presa supersonica


Per ottenere una compressione isoentropica si puo` pensare di usare una presa dinamica del tipo convergente-divergente, che dunque rallenta il flusso senza lutilizzo di
onde durto, sfruttando unicamente la variazione di sezione che si ha lungo lasse.
Una soluzione del genere tuttavia e` puramente teorica.
Analizziamo il flusso a partire da un certo Mach M0 = 0.
Nel caso in cui M0 > 0 ma comunque basso, il flusso tende ad accelerare nella sezione
convergente, per poi decelerare nel divergente, senza linstaurarsi di alcun fenomeno
particolare.
La legge delle aree ci dice che :
 +1


1
2
1 2 2(1)
Aa
=
1+
M
At
M +1
2
dove Aa e` la sezione di cattura della presa, mentre At e` larea di gola.
Aumentando sempre di piu` M0 arriveremo fino alla situazione in cui M = 1 in gola,
che rappresenta la situazione limite, in quanto per ragioni fisiche il condotto non puo`
smaltire una portata daria maggiore, e dunque il flusso risulta saturato.
Partendo dalla condizione subsonica dunque, un progressivo aumento del numero di
Mach comporta che laria smaltime dal condotto e` minore di quella che puo` entrare
nella sezione di ingresso, e dunque le condizioni a valle si modificano in modo che
entri solo laria che puo` essere smaltita, mentre la restante aria in eccesso viene spillata
allesterno.

Figura 5.8: Spillamento


Quando il flusso a monte diventa sonico la sezione di cattura risulta uguale alla
sezione di gola.
Aumentando ancora di piu` il Mach, non potrebbe esserci piu` spillamento, perch`e il
flusso non sentirebbe piu` la presenza della presa (in quanto le perturbazioni si trasmettono alla velocit`a del suono, e dunque non hanno il tempo di giungere a monte),

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3. Avviamento della presa supersonica

Francescodario Cuzzocrea, Viviana Baiardi

si instaura invece un urto normale a monte della presa, in modo da far tornare il
flusso subsonico e poter consentire quindi lo spillamento. Lintensit`a e la posizione
dellulto dipendono dal Mach della corrente : per la condizione di Mach sonico esso
ha intensit`a nulla e si trova infinitamente a monte della presa, al crescere del Mach
lintensit`a aumenta e lurto si avvicina sempre piu` verso la presa, fino a raggiungimento di un particolare valore, detto Mach di avviamento (Mavv ), tale per cui lurto
si posiziona proprio allimbocco della presa.
Aumentando il Mach oltre Mavv , lurto si sposta allinterno della presa, ma poich`e
la presa e` convergente lurto e` instabile, ed attraversa tutto il convergente fino a
posizionarsi in un punto del divergente.
In questa situazione si ha compressione isoentropica del flusso supersonico nel convergente, che poi si riespande in parte nel divergente fino a subire una compressione
attraverso lurto. Tale condizione di funzionamento comporta delle perdite di grande
entit`a, in quando la compressione avviene per la maggior parte attraverso lurto.
Riducente in parte il valore di M0 , e dunque riducendo un po` la velocit`a di volo, e`
possibile ridurre lintensit`a dellurto, e di conseguenza anche le perdite.
In particolare, rallentando fino ad un certo valore Mp < Mavv , lurto si porta nella
sezione di gola in cui la sua intensit`a e` nulla.
Questa condizione e` da considerarsi quella di progetto, tuttavia risulta instabile, in
quanto una minima diminuzione della velocit`a di volo far`a si che si ripristini immediatamente la condizione di urto davanti allingresso.
E preferibile dunque che lurto si instauri poco dopo la sezione di gola, relizzando
dunque un trade-off fra piccole perdite e stabilit`a di funzionamento.

Figura 5.9: Condizioni di progetto

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