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1 walter benjamin riproduzione tecnica

2 Mcluhan riproduzione globale dei mass media


3 Rivoluzione digitale, riproducibilit digitale e rivoluzione
dell'accesso

W.Benjamin = riproduzione = live art = videoinstallazione


Il quadro non riproducibile (se non con la copia)
In linea di principio, lopera darte sempre stata riproducibile. Una cosa
fatta dagli uomini ha sempre potuto essere rifatta da uomini. Simili
riproduzioni venivano realizzate dagli allievi per esercitarsi nellarte, dai
maestri per diffondere le opere, infine da terzi semplicemente avidi di
guadagni. La riproduzione tecnica dellopera darte invece qualcosa di
nuovo, che si afferma nella storia a intermittenza, a ondate spesso lontane
luna dallaltra, e tuttavia con una crescente intensit.

Il rapporto tra opera darte riproducibile e societ di massa fu analizzato per primo da
Walter Benjamin (1892 - 1940) nel suo trattato di estetica Lopera darte nellepoca
della sua riproducibilit tecnica pubblicato nel 1936.
Il filosofo tedesco individua nella fotografia prima e nel cinema dopo, il primo esempio
di riproducibilit dellarte esprimendo forte disappunto per entrambe le nuove
tecniche.
Il primo problema che si pone lautenticit; se nel caso della pittura la riproduzione
era considerata come un falso senza aura, nella fotografia la riproducibilit tecnica
non intacca il valore dellopera.
Il valore dell hic et nunc, del qui ed ora , che rendevano unica irripetibile lopera
ora viene a mancare; moltiplicando la riproduzione, si assiste ad una serie
quantitativa di eventi che prende il posto dellevento unico.
Lelemento della riproducibilit, diventa quindi un fattore estetico che Benjamin
chiama valore espositivo diversificandolo dal valore culturale dellopera.
Lopera darte riprodotta diventa in misura sempre maggiore la riproduzione di
unopera darte predisposta alla riproducibilit. Di una pellicola fotografica per
esempio possibile tutta una serie di stampe; la questione della stampa autentica
non ha senso. Ma nellistante in cui il criterio dellautenticit nella produzione dellarte
viene meno, si trasforma anche lintera funzione dellarte. Al posto della sua
fondazione nel rituale sinstaura la fondazione su unaltra prassi : vale a dire il suo
fondarsi sulla politica.

Il carattere dellespansibilit condiziona non solo la fruizione, ma lopera stessa:


lesponbilit di un ritratto a mezzo busto, che pu essere inviato in qualunque luogo,
maggiore di quella della statua di un dio che ha la sua sede permanente allinterno
di un tempio.
In un secolo dove larte soggetta ad un idea di mercato, il fattore esponibilit risulta
fondamentale a tal punto afferma il Benjamin che la discrepanza tra i due valori
ormai profondamente trasformata :
oggi, attraverso il peso assoluto assunto dal suo valore di esponibilit, lopera darte
diventa una formazione con funzioni completamente nuove, delle quali quella di cui
siamo consapevoli, cio quella artistica, si profila come quella che in futuro potr
venire riconosciuta marginale.
La riproducibilit tecnica dellopera darte modifica il rapporto delle masse con larte
afferma Benjamin. Se prima larte era qualcosa destinata ad un pubblico molto
ristretto che frequentava gallerie e salon, fatta la dovuta eccezione per larte sacra,
ora questa si rivolge ad un pubblico vastissimo e qui la sua crisi dovuta alla pretesa di
trovare un accesso alle masse.
Necessariamente il valore culturale dellopera deve adattarsi allesponibilit, ma il
tedesco avverte, che quanto pi il significato sociale di unarte diminuisce, tanto pi il
contegno critico e quella della mera fruizione da parte del pubblico divergono. Il
convenzionale viene goduto senza alcuna critica, ci che veramente nuovo criticato
con ripugnanza.
La quantit si ribaltata in qualit : le masse sempre pi vaste dei partecipanti hanno
determinato un modo diverso di partecipazione.
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Il tema del rapporto tra grande pubblico e mass media ripreso circa 30 anni pi
tardi dal sociologo americano Marshall McLuhan (1911 - 1980) nellopera
Understanding Media del 1964.
Conia il motto il media il messaggio con il quale vuole esprimere il concetto gi
affrontato da Benjamin in relazione allarte per cui il media, ovvero il canale a
decidere quale messaggio poter emettere.
Afferma McLuhan :
il medium il messaggio, perch il medium che controlla e plasma le proporzioni e

la forma dellassociazione e dellazione umana. I contenuti, invece, cio le


utilizzazioni, di questi media possono essere diversi, ma non hanno alcuna influenza
sulle forme dellassociazione umana.
E il media che da forma e controlla il messaggio in relazione a quanti esseri umani
possono riceverlo. Da qui la critica alla radio e la televisione colpevoli di essere
portatrici di un messaggio povero e ridotto.
Pi i media sono capaci di portare un messaggio ad un vasto pubblico, pi questo
deve essere semplice e breve; il messaggio deve perdere la qualit del suo
contenuto in favore della quantit.
Bisogna dunque concentrare gli studi secondo McLuhan non tanto sul messaggio,
quanto sul media stesso e fa quindi lesempio della corrente elettrica.
La corrente elettrica un media apparentemente senza messaggio in quanto non
comunica nulla, ma allo stesso tempo permette lilluminazione notturna, il
funzionamento delle macchine e cosi via altre operazioni che alterano lo stile di vita
degli uomini pur non comunicando nulla. Stesso modo il telefono, le parole
comunicate durante una singola telefonata hanno una ricaduta su pochissime
persone, mentre il mezzo in s riguarda tutti gli esseri umani.
I mass media detribalizzano i popoli, in quanto ne eliminano le differenze culturali
rimodellando i rapporti tra gli uomini.
La velocit elettrica mescola le culture della preistoria con i sedimenti delle civilt
industriali, lanalfabeta con il semi-analfabeta e con il post-alfabeta.
I media si dividono in caldi come la radio o il cinema e freddi come il telefono o la
tv. Definisce caldo il medium che estende un unico senso fino a un alta
definizione: fino allo stato, cio, in cui si abbondantemente colmi di dati.
I media freddi invece come il telefono, sono in grado di trasportare poche
informazioni.
Ancora aggiunge circa la differenza tra i due : 9
Viceversa i media caldi non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o
completare; comportano perci una limitata partecipazione, mentre i media freddi
implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico.

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