Sei sulla pagina 1di 15

Universit degli Studi di Bologna

HAMISML
Il Discorso di Hamdir

Francesca Zappatore
01/02/2015

HAMISML
IL DISCORSO DI H AMDH IR

SOMMARIO
Introduzione ...................................................................................................... 2
La materia nibelungico-volsungica .................................................................... 2
LEdda Poetica .................................................................................................. 4
Il Discorso di Hamdir ........................................................................................ 5
Testo.............................................................................................................. 5
Commento ..................................................................................................... 7
Conclusione ..................................................................................................... 10
Bibliografia ..................................................................................................... 14

INTRODUZIONE
In questa tesina andr ad analizzare il carme che conclude il Ciclo di Sigurr,
ultima sezione dellEdda Poetica, meglio conosciuto con il nome di Hamdisml (il
discorso di Hamdir). Nella prima parte di questo breve saggio andr a definire il
concetto di materia Nibelungico Volsungica, ossia quellambito epico-mitologico
entro cui la vicenda di Hamdir si sviluppa. Successivamente introdurr sinteticamente la
raccolta di carmi norreni in cui Hamdisml contenuto, LEdda Poetica; quindi, solo
dopo aver definito i tratti stilistici della poesia eddica, entrer nel vivo del mio lavoro,
traducendo e commentando filologicamente lHamdisml. Infine, concluder questo
lavoro tentando di rileggere il carme alla luce di tutte le ipotesi e osservazioni avanzate
durante lo svolgimento dello stesso.

LA MATERIA NIBELUNGICO-VOLSUNGICA
Come detto nellintroduzione, il Carme di Hamdir rientra nel filone epicomitologico della tradizione nibelungico-volsungica. Con il nome Nibelunghi e
Volsunghi si designa, in realt, la medesima stirpe germanica, con la sola differenza
che il primo appellativo fa riferimento alla tradizione antico alto-tedesca (Germania
centro-meridionale), mentre il secondo a quella norrena (Scandinavia e relative colonie
oltremare). Da questa famiglia reale sarebbe poi derivata quella della popolazione
germanica dei Burgundi, popolo romano-barbarico che nel V si stanzi sulla riva
sinistra del Reno. Non conosciamo lidentit dei vari autori che hanno composto
quellinsieme eterogeneo di fonti dalle quali emerge la materia, n tantomeno sappiamo
chi per primo le abbia messe per iscritto. Presumibilmente, da fonti storiche e
archeologiche, possibile rintracciare il nucleo originario della leggenda in vicende
storicamente attestate del V-VI secolo, in riferimento alla guerra tra le popolazioni
germaniche di Burgundi e Unni.
I testimoni che ci hanno trasmesso la leggenda nibelungico-volsungica
provengono da fonti letterarie scritte in volgare germanico, provenienti dallarea
anglosassone (in particolar modo il Beowulf), medio-tedesca (Nibelungenlied,
(Nibelungen-)Klage e Lied vom Hrnen Seyfrid) e, in particolare, da quella norrena. A
questultima tradizione fanno riferimento almeno quindici composizioni, tra cui LEdda

Poetica (di cui parler meglio nel capitolo successivo), la Snorra Edda, la Saga di
Teodorico da Verona e la Saga dei Volsunghi.
Il principale protagonista al centro di tutte le narrazioni leroe chiamato
Siegfried in Germania e Sigurr nel mondo nordico, un personaggio privo di
qualsiasi riscontro storico. Scrive Battaglia nel suo Medioevo Volgare Germanico:
Lincertezza che connota storicamente questo sovrano si ripercuote nella sua
corrispondente rappresentazione letteraria, che oscilla tra un virtuoso principe di sangue
di un regno minore [] e un giovane dalle oscure origini, abbandonato o perseguitato
[] che dal nulla cercher di riscattare un pedigree inadeguato attraverso una fulminea
scalata sociale, fonte della sua stessa fine. (Battaglia, p. 144)

Nondimeno Sigfrido (nome tradotto in italiano) non lunico protagonista della


vicenda; al contrario, in tutte le versioni ci saranno due figure femminili predominanti,
quella della valchiria Brunilde e della principessa Crimilde. Entrambe condividono il
medesimo amore per leroe Sigfrido e il loro conflitto porter alla morte delluomo
conteso. Tuttavia la storia non finisce qui: dopo la morte di Sigfrido e il suicidio di
Brunilde, Crimilde convoler a seconde nozze col re unno Attila, il quale, per esaudire il
desiderio di vendetta della moglie, provocher la fine della dinastia dei Nibelunghi
(famiglia di provenienza della stessa Crimilde). La sete di vendetta della nuova regina
unna non verr totalmente appagata e cos si rivolter anche contro la famiglia acquisita,
determinando la morte del marito Attila. Crimilde continua ad essere la protagonista
anche dellultima parte della vicenda, quella della morte di re Ermanarico; sovrano
avido e meschino, egli sar lassassino dellultimo rampollo nato dallamore di Cimilde
e Sigfrido, Svanhild, moglie dello stesso Ermanarico. Di conseguenza, Crimilde, a cui
rimasero solo Sorli e Hamther, due figli di un precedente matrimonio, ordir
nuovamente trame di vendetta incitando i due fratelli a vendicare lonore della
sorellastra. Ermanarico verr ucciso e con lui anche Sorli e Hamther saranno feriti a
morte, lasciando Crimilde in preda alla disperazione, sola e affranta.
Nella seconda parte della vicenda, la leggenda dei nibelunghi entra in contatto
con la storia, in cui le figure di Ermanarico (260 376), del re unno Attila (406 - 453) e
di Teodorico da Verona (454 526), si mescolano al mito. Nel reale corso degli eventi,
questi personaggi mai entrarono in contatto a causa del cospicuo numero di anni che
intercorre tra di loro; ciononostante, nella materia nibelungica i tre re si ritrovano a
3

muoversi negli stessi anni sulla medesima scacchiera: in questo modo che la storia si
fonde e si confonde nel mito.

LEDDA POETICA
LEdda Poetica (o Edda Antica) una raccolta di poesie nordiche conservate,
principalmente, nel manoscritto medievale ritrovato in Islanda e conosciuto come Codex
Regius, copiato intorno al 1270. Insieme allEdda in Prosa di Snorri Sturluson, la pi
importante fonte del sapere sulla mitologia norrena e sulle leggende eroiche nordiche, le
quali, a partire dal XIX secolo, eserciteranno una forte influenza sulla successiva
letteratura scandinava. Tuttavia, il Codex Regius, fu scoperto solo nel 1645 dal vescovo
di Skalholt, Brynjolfur Sveinsson. Il manoscritto conteneva ventinove carmi, alcuni
completi, altri frammentari, dei quali, alcuni erano gi stati utilizzati da Snorri nella sua
Edda in Prosa. Questo prezioso manoscritto, ora conservato nella Biblioteca Reale di
Copenaghen, non tuttavia lunico testimone della tradizione eddica. Un manoscritto
pi breve, appartenente alla collezione Arnamagnan a Copenaghen, contiene altre
versioni (talvolta pi lacunose o pi complete) di sei delle poesie del Codex Regius,
insieme ad un aggiuntivo carme non incluso nel manoscritto islandese, il Baldrs
Draumar (I Sogni di Baldr). Tre altre poesie provenienti da diversi manoscritti
(Rgsula, Hyndlulj, Svipdagsml) ma molto simili nello stile e nel contenuto ai
carmi del Codex Regius, sono state incluse dalla maggior parte degli editori nella
collezione. Infine, lEdda di Snorri contiene unulteriore poesia assente nel Codex
Regius, il Grttasngr, carme che molti editori hanno aggiunto al Canzoniere Eddico.
Studi filologici sui canti contenuti nel Codex Regius, hanno rilevato una
profonda eterogeneit di stili metrici e stilistici; in base a questa evidenza, possibile
affermare con notevole certezza che dietro lEdda Poetica ci siano diversi autori di
epoche e luoghi diversi. Da un punto di vista formale, i poemi eddici rispettano
prevalentemente due tipi di metri principali: il fornyrislag e il ljahttr. Il
fornyrislag, anche chiamato metro epico, consta, nella sua forma regolare, in una
quartina di quattro versi lunghi, ciascuno dei quali a sua volta composto da due
semiversi. 1 Forma alternativa al metro epico il mlahttr o metro dei discorsi, i
cui semiversi consistono di sei sillabe invece che di quattro. Infine, il ljahttr, o
1

Nel presente lavoro, presenter il testo del carme Hamisml separando i due semiversi,
formando cos una strofa costituita da otto semiversi.

metro dei canti, consiste tradizionalmente in una quartina dove due versi lunghi si
alternano a due versi effettivi (dunque, un semiverso di almeno cinque sillabe).
Gli studiosi affermano che il Codex Regius sia stato assemblato in tempi
successivi e seguendo vari principi editoriali. Tutto ci riscontrabile anche nei diversi
interventi sul testo da parte degli editori, i quali inserirono tra i carmi dei riassunti in
prosa e combinarono strofe di diversa origine intorno a specifici nuclei tematici.
Ciononostante, fu sicuramente un unico editore a sistemare compiutamente il codice, e
ci si evince dalla meticolosit con cui i poemi sono stati ordinati: una prima parte a
carattere mitologico, la seconda di argomento eroico. La seconda parte, inoltre, stata
organizzata seguendo un criterio cronologico preciso e collegando i carmi da passi in
prosa per fornire chiarimenti e colmare le lacune dei testi poetici.

IL DISCORSO DI HAMDIR
Il Discorso di Hamdir la poesia conclusiva del Codex Regius, nonch uno dei
carmi peggio conservati allinterno del manoscritto.
TESTO
Hamisml

Il discorso di Hamdir

3. "Systir var ykkur


Svanhildr of heitin,
s er Jrmunrekkr
jm of traddi,
hvtum ok svrtum
hervegi,
grm, gangtmum
Gotna hrossum.

3. Lei era vostra sorella,


il suo nome Svanhild,
colei che Jormunrek (Ermanarico)
coi cavalli ha calpestato
bianchi e neri,
sulla strada della guerra,
grigi, capaci nella corsa
destrieri dei Goti

4. Eftir er ykkr rungit


jkonunga;
lifi einir r
tta ttar minnar.

4. Sono pochi i re
di persone come voi;
vivete voi ultimi
eredi della mia stirpe.

5. Einst em ek orin,
sem sp holti,
fallin at frndum
sem fura at kvisti,
vain at vilja,
sem vir at laufi,
er in kvistska
kemr um dag varman."

5. Sola sono diventata,


come i pioppi sulla collina,
dei parenti privata
come labete dei suoi rami,
spoglia di gioia,
come le foglie dell'albero,
quando la distruttrice dei rami2
arriva nella calda giornata.

la distruttrice dei rami , kenningar per Tempesta

6. Hitt kva Hamir


inn hugumstri:
"Ltt myndir , Gurn,
leyfa d Hgna,
er eir Sigur vku
svefni r,
saztu be,
en banar hlgu.

6. Poi parl Hamdir


grande nellanima:
Poco hai lodato tu, Guthrun,
quello che ha fatto Hogni,
quando Sigurd hanno svegliato
dal sonno,
a letto te ne stavi,
e gli assassini risero.

7. Bkr vru
nar inar blhvtu
ofnar vlundum,
flutu vers dreyra;
svalt Sigurr,
saztu yfir dauum,
glja n gir,
Gunnarr r sv vildi

7. La tua biancheria da letto


quella bianco-turchese
tessuta da abili artigiani,
si intinse nel sangue;
Sigurd fu cos ucciso,
e china sul suo cadavere
non hai pi gioito n goduto,
Gunnar cos desider.

NOTE
3. (e-h) i tre semiversi sono identici agli ultimi semiversi (i-n) della seconda strofa del carme
Gurnarhvt 3.
4. Questi quattro semiversi potrebbero essere gli unici rimasti di una tradizionale strofa pi
lunga e composta, quindi, da 8 semiversi. In alcune edizioni, e nello stesso Codex Regius,
le strofe 4 e 5 non sono separate. I re di persone come voi sono i fratelli di Guthrun,
Gunnar e Hogni, uccisi da Attila.
5.

(a) nel manoscritto, tale semiverso non indica linizio della strofa (cfr. nota sulla strofa 4).

6. (a-f) questi semiversi sono analoghi ai semiversi (a-f) della strofa 4 del Gurnarhvt4.
7. (a-d) anche in questo caso, tali i semiversi somigliano notevolmente a quelli conclusivi (gl) della strofa citata in nota 6.5

hvtum ok svrtum, hervegi, | grm, gangtmum Gotna hrossum? (bianchi e neri, su un


sentiero di guerra, | grigi, destrieri corridori dei goti?)
4
kva at Hamir inn hugumstri: | Ltt myndir leyfa d Hgna, | er Sigur vku
svefni r; (Disse allora Hamir il benevolo: Dovresti lodare poco le gesta di Hgni, quando egli dest
Sigurr dal sonno;)
5
bkr vru nar enar blhvtu ronar | vers dreyra, folgnar valbli. (le tue vesti da letto
azzurre si arrossarono | col sangue di tuo marito, col sangue mortale).
3

COMMENTO
Questo canto presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere, peculiarit che
vanno ricercate nelle origini della sua vicenda, nella relazione con il carme che lo
precede (Guthrunarhvot) e nel rapporto di entrambi questi canti con un ipotetico
Hamisml ancestrale.
Le

ultime

due

poesie

del

Codex

Regius,

relativamente

il Guthrunarhvot (Lincitamento di Guthrun) e lHamisml, appartengono al ciclo


narrativo nibelungico-volsungico ed entrambi riguardano le vicende della vendetta di
Guthrun per la morte della figlia Svanhild, sposa di re Ermanarico (Jrmunrekkr). Dei
tre grandi re storicamente esistiti allinterno della leggenda germanica, Ermanarico, re
dei Goti orientali dalla met del IV secolo, stato in realt il meno importante e
sicuramente, il meno celebrato. Infatti, come afferma Di San Giusto nel libro I
Nibelunghi, re Attila e Teodorico da Verona si rivelarono due eccezionali sovrani.
In questo poema [Il Nibelungenlied] Attila non figura punto come un barbaro,
ma piuttosto come un signore benigno. E Teoderico mite, generoso, tendente alla
conciliazione []. (Di San Giusto, 1947)

Al contrario, sopravvivono per oltre un secolo e mezzo i ricordi delle crudelt di


Ermanarico. In De origine actibusque Getarum, lo storico goto Giordane afferma che
Ermanarico, condann a morte una giovane donna di nome Sunilda a causa della sua
infedelt, facendola dilaniare dai cavalli. I suoi fratelli Sarus e Ammius, volendo
vendicare Sunilda, attaccarono e ferirono Ermanarico, senza per riuscire ad ucciderlo. 6
Questo evento storicamente attestato ha ispirato la composizione del Guthrunarhvot e
dellHamisml. Nei due poemi norreni, Sunilda diventa Svanhild, la moglie del re e la
figlia di Sigurth and Guthrun, e i fratelli Sarus e Ammius si trasformano in Sorli e
Hamther: questo fenomeno lemblema di quel processo di fusione tra storia e leggenda
a cui ho accennato nel capitolo La materia nibelungico-volsungica.

(Giunta & Grillone, 1991)

Hamdisml, dunque, parla di re Jrmuntek 7 , il quale aveva fatto calpestare a


morte dai cavalli Svanhild, figlia di Guthrun e sua stessa moglie, accusata di aver
commesso adulterio col suo figliastro. Dopo un accenno a questo retroscena, il canto
narra la vendetta di Hamdir e Srli per uccidere Jrmunrek; a loro si unir il giovanetto
Erp, loro fratellastro: tuttavia, prima di giungere alla corte dei Goti, Erp viene ucciso dai
fratellastri, offesi da una sua sarcastica parola (strofe 17-18). L'impresa di uccidere re
Ermanarico fallisce, nonostante il valore dei prodi: Jrmunrek, infatti, intuita
l'inviolabilit delle loro corazze, ordina che siano lapidati; cos, privi dell'aiuto di Erp
che avrebbe dovuto troncare il capo al re goto, cadono fra i guerrieri trafitti.
Sullo stato di interdipendenza del Guthrunarhvot e dellHamthesmol, ci sono
ancora alcuni punti controversi. Appare scontato che entrambi i canti condividano un
forte legame: non a caso, la prima sezione dell'una e l'altra poesia sono estremamente
simili tra di loro, sia nel contenuto e, talvolta, anche nella forma.
Il copista, al fondo dellultima pagina del manoscritto, scrive etta eru kllu
Hamissml in fornu. (trad. Questa chiamata la Canzone di Hamdir antica.): in base a
questultimo

verso,

critici

hanno

avanzato

lipotesi

che

lautore

del

Guthrunarhvot abbia usato parte dellHamthesmol come fonte del suo materiale.
LHamthesmol cos come noi oggi lo leggiamo, tuttavia, quasi sicuramente una
combinazione di pi brani uniti insieme; scritto in parte in Fornyrislag, in particolare
quelle sezioni iniziali parallele al Guthrunarhvot, mentre il resto scritto in Malahattr,
la forma stilistica pi recente e colloquiale del Fornyrislag. Per rispondere a queste
incongruenze stilistiche, possibile avanzare lipotesi dellesistenza di unantica
versione della Ballata di Hamther (ad oggi andata perduta), interamente scritta in
Fornyrthislag. Da questo ipotetico carme ancestrale, il compositore della poesia
Guthrunarhvot prese in prestito alcune strofe per introdurre il suo carme; anche lautore
del nuovo Hamthesmol (quello conservato nel Codex Regius) si ispirato alla
versione pi antica, costruendo, tuttavia, un brano che soffre linflusso di uno stile pi
colloquiale, il Malahattr, appunto.
LHamthesmol attuale non corrisponde quindi la Canzone di Hamdir antica;
infatti, la mescolanza di stili rende il canto incoerente e sconnesso a livello formale.
Non solo alcune stanze sono scritte in Fornyrthislag e altre in Malahattr, ma la strofa
7

Con molta probabilit Jrmuntek il nome norreno per riferirsi allo storico Ermanarico, re dei

Goti

ventinovesima 8 addirittura in Ljothahattr: comunemente chiamato Song Metre, un


metro che presenta sei semi-versi, anzich i tradizionali otto. Alla luce di tutti questi
elementi, si potrebbe affermare che lHamthesmol sia stato scritto da un poeta vissuto
successivamente alla composizione dellOld Lay, il quale avrebbe composto una
poesia sulla morte di Hamther e Sorli, mettendo insieme vari frammenti e aggiungendo
personalmente una serie di strofe in Malahattr. Gli studiosi hanno datato lesistente
Hamthesmol intorno alla seconda met dellXI secolo, sebbene la versione originale
preceda di lungo questo periodo.
LHamthesmol uno dei testi peggio conservati allinterno del Codex Regius e, a
causa delle logore condizioni (vedi Foto a pag. 11,12,13), alcuni redattori hanno deciso
di riportare nelle loro edizioni le medesime lacune del manoscritto, tentando tuttavia
una plausibile ricostruzione nelle note. Il testo risulta talmente danneggiato che, sebbene
nelle note vengano avanzati alcuni importanti suggerimenti editoriali, riuscire a
riportare alla luce un testo unitario appare estremamente difficoltoso. A dispetto dello
stato caotico del testo, la narrazione di fondo abbastanza chiara, e la storia pu essere
seguita senza grandi difficolt.

(Srli kva): | Ekki hygg ek okkr vera lfa dmi, | at vit mynim sjlfir of sakask sem grey
norna, | er grug eru| aun of alin. (Disse Srli: | Non credo che noi dobbiamo agire come i lupi,
| ch combattiamo tra noi come i cani delle norne, | che crescono |feroci nel deserto.)
8

CONCLUSIONE
In questa mia breve analisi sullHamthesmol ho tentato di di ricostruire il testo e
il contesto del Discorso di Hamdir, tentando di avanzare delle ipotesi plausibili circa le
sue origini e la sua interpretazione. Tuttavia, numerosi sono i problemi che la poesia
eddica presenta ai filologi, a partire dallet e lorigine delle singole composizioni, dai
rapporti interni ai testi del Codex Regius e le relazioni tra questo manoscritto e altri
testimoni. Invero, ogni teoria volta a risolvere tali dilemmi si basa su ipotesi e
congetture che si fondano su principi non sempre perentori, giacch troppe sono le
lacune che le varie fonti presentano. Sovente, le mancanze di un testimone possono
essere colmate da notizie di altre composizioni provenienti dal resto dell'area
germanica. La Saga dei Volsunghi, in particolar modo, si rivelata essenziale per la
ricostruzione di alcune poesie eddiche.
Lautore sconosciuto della Saga dei Volsunghi compil la sua opera rifacendosi
ad un manoscritto molto simile al Codex Regius; tuttavia, anzich narrare le vicende dei
Volsunghi in versi, lautore della Saga ha deciso di servirsi di una prosa lineare,
parafrasando le poesie e colmando le lacune presenti nel codice con del materiale
proveniente da altre fonti, come ad esempio la Saga di Teodorico da Verona e lo stesso
Konungsbk Eddukva9. Linflusso di questultima opera particolarmente evidente
nel parallelismo fra i capitoli della Saga e i canti dellEdda ed proprio grazie a questa
reciproca influenza che oggi siamo in grado di ricostruire tutta la vicenda di Sigfrido, la
sua tragica storia damore con Brunilde e la serie di vendette perpetuate dalla moglie
Crimilde, lultima delle quali quella narrata rispettivamente nei capitoli XLIV della
Saga dei Volsunghi e XXIX dellEdda Poetica, nonch la stessa esaminata in questo
mio breve saggio.

Konungsbk Eddukva: nome con cui nella biblioteca dell'Istituto rne Magnsson, a
Reykjavk, ci si riferisce al Codex Regius dell'Edda poetica.

10

Hamdisml 1-4
11

Hamdisml 5-21
12

Hamdisml 21- 31.


13

BIBLIOGRAFIA
Acker, P., & Larrington, C. (A cura di). (2013). Revisiting the Poetic Edda:
Essays on Old Norse Heroic Legend. New York: Routledge.
Battaglia, M. (2014). Medioevo volgare germanico. Pisa: Pisa University press.
Codex Regius Manuscript of the Poetic Edda. (2015, Gennaio gioved 29).
Tratto da Germanic Mythology: Texts, Translations, Scholarship:
http://www.germanicmythology.com/works/CODEXREGIUS.html
Di San Giusto, L. (A cura di). (1947). I Nibelunghi. Torino: Unione tipograficoeditrice torinese.
Giunta, F., & Grillone, A. (A cura di). (1991). Iordanis, De origine actibusque
Getarum. Roma: Istituto storico italiano per il Medio Evo.
Mastrelli, A. (A cura di). (1951). L'Edda. Carmi norreni. Firenze: Classici della
religione. Sansoni.
Meli, M. (A cura di). (1993). La Saga dei Volsunghi. Piacenza: Edizioni
dell'Orso.
Nedoma, R. (2011). Kleine Grammatik des Altislndischen. Heidelberg :
Universitatsverlag Winter.
Piergiuseppe, S. (A cura di). (1982). Il canzoniere eddico. Milano: Garzanti.
Pulsiano, P., & Wolf, K. (A cura di). (1993). Medieval Scandinavia: an
encyclopedia. New York: Routledge.
The Poetic Edda. Translated from the Icelandic with an Introduction and Notes.
(1923). (H. A. Bellows, Trad.) New York: American-Scandinavian Foundation.

14