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Diritto penale dellinformatica

Patto daula
orario lezioni - ricevimento;
uso di codice penale aggiornato;
Libri di testo
C. Pedrazzi, Introduzione al diritto penale, Cusl, 2003;
C. Pecorella, Diritto penale dellinformatica, ristampa
con aggiornamento, Cedam, 2006
Modalit desame
Frequenza
Organizzazione del corso

1
1

Funzioni e limiti del diritto penale

Definizione di reato
Quando un determinato comportamento
costituisce reato?

Il reato: definizione sostanziale

Comportamento umano ritenuto in un dato


momento storico incompatibile con una ordinata e
pacifica convivenza

Il reato: definizione formale art. 17 c.p.


Comportamento umano al quale la legge riconduce una
sanzione penale
Ergastolo
Reclusione
Multa

Arresto
Ammenda

Per i delitti

Per le contravvenzioni

Esempio (1)
Art. 630 c.p.
Sequestro di persona a scopo di estorsione

Chiunque sequestra una persona allo scopo di


conseguire per s o per altri un ingiusto profitto come
prezzo della liberazione punito con la reclusione da 25
a 30 anni.

Esempio (2)
Art. 697 c.p.
Detenzione abusiva di armi

Chiunque detiene armi o munizioni senza averne fatto


denuncia allAutorit, quando la denuncia richiesta,
punito con larresto fino a 12 mesi o con lammenda fino
a 371.

Reati
codice penale (tre libri);
codice civile;
leggi speciali (es. mercati finanziari, ambiente,
stupefacenti, urbanistica, armi)

Altre categorie di illeciti


Illecito amministrativo
Sanzione amministrativa pecuniaria (legge del 1981
estende alcune garanzie tipiche dellillecito penale allillecito
amministrativo perch lafflizione la medesima)

Illecito civile
Risarcimento del danno
(art. 2043 c.c. qualunque fatto doloso, o colposo, che
cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha
commesso il fatto a risarcirne il danno)

Scelta tra gli illeciti


Criteri e limiti al potere discrezionale del
legislatore nella selezione dei fatti penalmente
rilevanti (principi costituzionali)
Principio di offensivit
(punibili solo fatti che ledono o mettono in pericolo un bene
giuridico; es. vita e incolumit individuale, patrimonio,
libert personale)

Principio di sussidiariet
(diritto penale come ultima ratio)

Principio di proporzione
(tra fatto punibile e sanzione minacciata; art. 13 Cost.)

Coesistenza di diversi tipi di illecito


Lo stesso fatto pu integrare un illecito penale e un
illecito civile o amministrativo
Si veda ad es. il secondo comma dellart. 185 c.p.
Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o
non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le
persone che, a norma delle leggi civili, debbono
rispondere per il fatto di lui

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Coesistenza tra illecito amministrativo e


penale
In linea di massima poco giustificabile, essendo
questi tipi di illecito sanzionabili in misura analoga,
almeno sotto il profilo della sanzione pecuniaria.
Tuttavia, il lgs, in modo un po arbitrario, ha previsto
la coesistenza delle due sanzioni: duplicazione di
sanzioni con diverse etichette (una penale, laltra
amministrativa), ma sostanzialmente coincidenti,
per un medesimo comportamento.

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Unit dellordinamento giuridico


Uno stesso fatto non pu essere illecito per un
settore dellordinamento ed essere
contemporaneamente ritenuto lecito in un altro

Il sistema fornisce gli strumenti per evitare eventuali


contraddizioni ed assicurare cos coerenza
allordinamento
(cause di giustificazione)

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Caratteristica della legge penale:


lobbligatoriet
Art. 3 c.p. Obbligatoriet della legge penale
La legge penale italiana obbliga tutti coloro che, cittadini
o stranieri, si trovano nel territorio dello Stato, salve le
eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o dal diritto
internazionale (casi di immunit; art. 90 e 68 Cost.).
La legge penale italiana obbliga altres tutti coloro che,
cittadini o stranieri, si trovano allestero, ma limitatamente
ai casi stabiliti dalla legge medesima o dal diritto
internazionale

13

In sintesi
Abbiamo visto che:
costituisce reato solo il comportamento umano cui
ricollegata dalla legge una sanzione penale;
il legislatore non del tutto libero nella scelta di
rendere penalmente illecito un comportamento

Ricordate che:
lillecito penale non lunico tipo di illecito previsto nel
nostro ordinamento;
i diversi tipi di illecito si riconoscono sulla base della
sanzione per essi prevista

FINE
14

Funzioni e limiti del diritto penale


Reato
Presupposti per il ricorso allo strumento
penale
Ragioni che giustificano linflizione della
sanzione penale (problema di legittimazione
dellintervento penale)

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Teorie sugli scopi della pena


Teoria retributiva
(pena come retribuzione per il male arrecato con il reato)

Teoria generalpreventiva
(pena come mezzo per dissuadere la generalit dei consociati dal
commettere reati)

Teoria specialpreventiva

(pena come mezzo per prevenire futuri reati da parte dello stesso
autore di reato, es. recidiva)

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Quale teoria pu accogliersi


In uno Stato come quello delineato dalla nostra Costituzione
(laico, secolarizzato e pluralista, artt. 1 ss. Cost.) possono
accogliersi solo teorie relative, che legittimano la pena per gli
scopi che persegue

Va esclusa la teoria retributiva, che presuppone laffermazione di


unidea superiore di giustizia, da realizzarsi sempre e comunque

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Teoria della prevenzione generale


La pena, per il suo carattere afflittivo, ha una
duplice funzione:
una funzione di intimidazione per il suo carattere afflittivo
(dissuade dalla commissione del reato)
una funzione di orientamento culturale nel lungo periodo
(induce al rispetto della legge per una spontanea adesione
ai valori anzich per il timore della pena)

18

Teoria della prevenzione speciale


La pena inflitta allautore del reato mira a prevenire
la commissione di futuri reati in tre modi
Con la risocializzazione
(favorendo il reinserimento del reo nella societ rispettoso
della legge penale)
Con la intimidazione per il carattere afflittivo
(ove il soggetto non sia risocializzabile)
Con la neutralizzazione
(ove non siano realizzabili i precedenti obiettivi)

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Il diverso ruolo della pena: conciliabilit


delle due teorie preventive
La pena svolge un ruolo diverso nel momento della
minaccia e in quello della sua inflizione e esecuzione
Nella fase della minaccia, la pena mira a soddisfare esigenze di
prevenzione generale
Nella fase della inflizione e della esecuzione mira invece a
distogliere il reo dalla futura commissione di nuovi reati
Vanno quindi accolte entrambe

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Nessuno spazio per la teoria retributiva?


Pedrazzi: Teoria della prevenzione generale e della
prevenzione speciale non si escludono ma si
completano. Alla prevenzione generale deve
aggiungersi la prevenzione speciale poich la pena
non pu proporsi una definitiva emarginazione del
condannato: il suo contenuto e le sue modalit di
esecuzione devono mirare al recupero sociale di
questultimo. Ma la pena non pu adempiere a
queste funzioni se non intrinsecamente giusta e se
non avvertita come tale sia dalla collettivit che
dal singolo che la subisca.
Giusta la pena retributiva, conseguente a un fatto
illecito e commisurata alla sua gravit
21

La minaccia della pena


Limiti al potere discrezionale del legislatore di decidere la pena
per un determinato reato
Art. 27 comma 3 Cost.
(le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di
umanit e devono tendere alla rieducazione del condannato)

Art. 27 comma 1 Cost.


(La responsabilt penale personale)
Art. 3 Cost.
(Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono uguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali)

(proporzione tra fatto punibile e sanzione minacciata)


(proporzione tra fatto punibile e colpevolezza individuale)
22

Art. 27 Cost., comma 1


La responsabilit penale personale: la pena non
potr risultare sproporzionata rispetto alla
colpevolezza individuale.
La sanzione penale non pu ambire ad alcun effetto
rieducativo se applicata nei confronti di quei fatti che
non sono stati voluti, n erano evitabili usando la
dovuta diligenza. La pena non deve essere avvertita
dal reo come una punizione ingiusta o eccessiva.

23

Linflizione della pena


Limiti al potere discrezionale del giudice
nel decidere la pena per un determinato reato
divieto di infliggere una pena sproporzionata al fatto commesso, in forza
di esigenze di prevenzione speciale
Esigenze special-preventive potranno operare solo a favore del reo, nel
senso di diminuire la pena cos calcolata rispetto al singolo autore
divieto di infliggere pene esemplari, in forza di esigenze di prevenzione
generale: non possibile strumentalizzare il reo e infliggergli pene pi
severe per distogliere la generalit dei consociati dalla commissione dello
stesso reato (certezza della pena, principio di irretroattivit, uguaglianza)
Art. 133 c.p. (gravit del reato: valutazioni agli effetti della pena)
Gravit del reato (es. natura, specie, mezzi utilizzati, gravit danno);
Capacit a delinquere del colpevole (motivi a delinquere, precedenti
penali, condotta contemporanea o susseguente, condizioni di vita)
24

In sintesi
Abbiamo visto che:
la sanzione penale assolve una funzione di
prevenzione generale e speciale a seconda dei
momenti considerati (minaccia/inflizione ed
esecuzione);
nel nostro ordinamento secondo lorientamento
prevalente la pena non persegue una funzione
retributiva del male commesso con il reato

Ricordate che:
esigenze di prevenzione speciale non possono
giustificare una pena eccedente la colpevolezza per il
fatto commesso;
non sono ammesse pene esemplari
FINE
25

Principi di carattere Costituzionale (o di


altre fonti sovraordinate) a garanzia del
cittadino

Principi Costituzionali
il principio di legalit (art. 25);
il principio di irretroattivit (art. 25);
il principio di colpevolezza (art. 27);

Se una norma incriminatrice non rispetta tali valori


suscettibile di eccezione di illegittimit costituzionale
(lo stesso principio - in linea di massima - vale
anche per i principi non espressamente previsti, ma
ricavabili dalla Costituzione, es. p. proporzione,
extrema ratio, offensivit)
26

Fonti sovraordinate
Principi costituzionali ricavabili dal sistema
Principi costituzionali espressi
Norme ordinamento comunitario
Convenzioni internazionali alle quali lo Stato
italiano abbia aderito impegnandosi al loro
rispetto

27

Fonti sovraordinate extranazionali


Vincoli alla potest legislativa
Art. 117, comma 1, Cost.
La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle
Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei
vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.

28

Principio di legalit
Art. 25, comma 2, Cost.
Nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che
sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
(terzo comma: Nessuno pu essere sottoposto a misure di sicurezza
se non nei casi previsti dalla legge)

Riserva di legge in materia penale


Principio di determinatezza;
Principio di precisione;
Principio di tassativit

29

Riserva di legge

La disciplina dei presupposti e del contenuto della


responsabilit penale riservata al Parlamento:
Legge in senso formale (art. 70 ss. Cost.)
Legge in senso materiale (atti aventi forza di
legge); liniziativa del governo
- Decreto-legge tempestivamente convertiti (art.
77 Cost.)
- Decreto legislativo (art. 76 Cost.); delega al
governo per una determinata materia

Non operano in materia penale le fonti di produzione


normativa di rango inferiore, come i regolamenti
(emanati dal potere esecutivo) e la consuetudine
30

Fonti secondarie
La fonte secondaria pu solo specificare, dal punto di
vista tecnico, elementi del fatto gi contemplati dalla
legge che configura il reato

Esempio:
Specificazione con decreto del Ministro della
Sanit degli additivi chimici dei quali vietato
luso nei prodotti alimentari, oppure delle
sostanze stupefacenti alle quali fa riferimento la
relativa disciplina penale

31

Principio di determinatezza
Dallart. 25 Cost., e in particolare dal principio di riserva di
legge, discendono una serie di principi (determinatezza e
precisione) che attengono al contenuto della norma penale, alle
modalit con cui le norme devono essere formulate per
svolgere funzioni di politica criminale ed evitare la supplenza
giurisprudenziale
Oggetto della norma penale pu essere solo un fatto
suscettibile di essere accertato e provato nel processo

32

Esempio
Art. 603 c.p.
Chiunque sottopone una persona al proprio potere,
in modo da ridurla in totale stato di soggezione,
punito con la reclusione da cinque a quindici anni

Corte Cost., 8 giugno 1981, n. 96:


illegittimit costituzionale per violazione
dellart. 25, comma 2, sotto il profilo della
determinatezza, in quanto non possibile
dimostrare con sufficienti margini di
certezza lo stato di totale soggezione
33

Principio di precisione
Attiene alla descrizione della fattispecie e impone che
la norma sia formulata in maniera precisa sia per il
cittadino sia per il giudice.
Nella formulazione della fattispecie il legislatore si
serve di:

Elementi descrittivi (fanno riferimento alla realt


sensibile, da chiunque percepibile)
Elementi normativi (richiedono la conoscenza di
norme estranee alla fattispecie incriminatrice)
- giuridici (es. propriet, cosa altrui)
- extra-giuridici (es. comune sentimento del
pudore) - rischio di discrezionalit al Giudice
34

Principio di tassativit
La norma penale applicabile solo ai fatti in essa
espressamente previsti come reato (nullum crimen
sine lege)
La legge penale deve inoltre stabilire la pena
corrispondente a ciascuna figura di reato (nulla
poena sine lege)
Il principio previsto dalla Costituzione, ma prima
ancora stato sancito dallart. 1 c.p. nessuno pu
essere punito per un fatto che non sia
espressamente preveduto come reato dalla legge,
n con pene che non siano da essa stabilite.
35

Conseguenze principio di tassativit


Ne deriva il divieto per il giudice di applicare la
norma penale per analogia (in malam partem a
sfavore del reo), ossia a casi simili a quelli
espressamente previsti, a casi cio che non sono
espressamente disciplinati ma che presentano
elementi di somiglianza con altri tipizzati dal
legislatore.

analogia vs interpretazione estensiva

Il lgs, nel descrivere la fattispecie (il fatto reato),


non pu utilizzare espressioni generiche come ad es.
in casi simili, in situazioni analoghe, etc.
36

Funzione garantistica
Essendo posti a garanzia del cittadino, i limiti posti
al legislatore e al giudice dal principio di legalit
possono essere derogati ove si tratti di
disposizioni che escludono o attenuano la
responsabilit (analogia in bonam partem)

ammissibile lanalogia a favore del reo;

ammissibile le cd. attenuanti generiche, la cui


individuazione lasciata alla discrezionalit del
giudice;
NB non deve per trattarsi di norme eccezionali

37

In sintesi
Abbiamo visto che:
-in materia penale vige una riserva tendenzialmente
assoluta di legge: il potere esecutivo pu apportare
solo integrazioni tecniche che non comportano scelte
politica criminale;

-Dallart. 25 Cost. deriva lobbligo per il legislatore di


formulare norme precise, riferite a fatti
empiricamente verificabili, e per il giudice il divieto
di applicarle a casi non espressamente previsti
(analogia a sfavore del reo)

FINE
38

Il principio di irretroattivit
Art.25, comma 2, Cost.
Nessuno pu essere punito se non in forza di una legge
che sia entrata in vigore prima del fatto commesso
La legge penale non pu applicarsi a fatti commessi
prima della sua entrata in vigore. Esigenza di certezza.
Il principio si applica a tutte le norme che comportano
una conseguenza sfavorevole per il reo:
Nuova incriminazione
Circostanze aggravanti
Nuove pene
Inasprimento delle pene
39

Successione di leggi penali


Art. 2 comma 1 c.p.
Nessuno pu essere punito per un fatto che, secondo la
legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato

40

Disciplina delle modifiche normative


Irretroattivit delle norme sfavorevoli
Retroattivit delle norme pi favorevoli (non ha
rango costituzionale, ma il principio corrisponde al
principio di uguaglianza)
- Abolizione del reato

- Modifiche della disciplina precedente a favore del


reo

41

Abolitio criminis
Art. 2 comma 2 c.p.
Nessuno pu essere punito per un fatto che, secondo la
legge posteriore, non costituisce reato; e se vi stata
condanna, ne cessano lesecuzione e gli effetti penali

Iperretroattivit dellabolitio criminis (travolge


anche leventuale sentenza di condanna
definitiva)
Esigenze di uguaglianza e di giustizia (art. 3
Cost.)
42

Esempio 1
Art. 670 c.p. - Mendicit
Chiunque mendica in luogo pubblico e aperto al
pubblico punito con larresto fino a 3 mesi.
La pena dellarresto da 1 a 6 mesi se il fatto
compiuto in modo ripugnante o vessatorio,
ovvero simulando deformit o malattie, o
adoperando altri mezzi fraudolenti per destare
laltrui piet
C. Cost. 28 dicembre 1995 n. 519: incostituzionale mendicit non
invasiva (primo comma) - principio offensivit (tranquillit pubblica e
ordine pubblico), ragionevolezza;
articolo abrogato con la L. 25 giugno 1999 n. 205 - ora illecito
amministrativo (depenalizzazione)
43

Esempio 2
Art. 587 comma 1 c.p. - Omicidio e lesione
personale a causa di onore
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della
sorella, nellatto in cui ne scopre la illegittima relazione
carnale e nello stato dira determinato dalloffesa recata
allonor suo o della famiglia punito con la reclusione da 3
a 7 anni

Articolo abrogato con la L. 5 agosto 1981, n. 442


v. art. 575 c.p. - Omicidio (causa donore ritenuta inaccettabile e
anacronistica);
NB Semplice abrogazione di una fattispecie di reato (norma speciale)
non comporta automaticamente la liceit del comportamento se lo stesso
rientra in una norma di carattere generale
44

Modifiche favorevoli
Art. 2 comma 4 c.p.
Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le
posteriori sono diverse, si applica quelle le cui disposizioni
sono pi favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata
sentenza irrevocabile

Confronto in concreto tra la legge in vigore al momento del fatto e la legge


successivamente intervenuta (o intervenute)
Anche legge intermedia cio di una legge entrata in vigore
successivamente al momento del fatto ma poi sostituita al momento
dellaccertamento
Limite del giudicato (non opera la iperretroattivit come per labolitio
criminis per esigenze pratiche) con limite tuttavia deroga introdotta nel 2006
45

segue
Art. 2 comma 3 c.p.
Se vi stata condanna a pena detentiva e la legge
posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la
pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella
corrispondente pena pecuniaria ai sensi dellart. 135
Art. 135 disciplina il criterio di ragguaglio: ci dice quanto
vale in termini monetari un giorno di pena detentiva
Comma aggiunto dalla L. 25 gennaio 2006 n. 85

46

Esempio
Art. 403 comma 1 c.p.
Chiunque pubblicamente offende una confessione
religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, punito
con la multa da euro 1.000 a euro 5.000

Articolo modificato dalla L. 25 gennaio 2006 n. 85


In precedenza la pena era della reclusione fino a 2 anni

47

Deroghe alla retroattivit della legge pi


favorevole
Art. 2 comma 5 c.p.
Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si
applicano le disposizioni dei capoversi precedenti
Ratio: necessit di salvaguardare lefficacia generalpreventiva
Sono leggi eccezionali quelle emanate in una
situazione oggettiva di carattere eccezionale (es.
leggi di guerra);
Sono leggi temporanee quelle che prevedono la
durata della loro vigenza e in particolare la data della
cessazione della loro efficacia.

48

Ulteriore deroga alla retroattivit - sesto


comma art. 2 c.p.
Le eventuali disposizioni pi favorevoli contenute in
un decreto-legge non convertito o convertito con
emendamenti non potranno pi essere applicate
retroattivamente ai fatti commessi prima della loro
emanazione atteso che ai sensi dellart. 77 Cost.,
comma 3, i decreti perdono efficacia sin dallinizio se
non sono convertiti in legge entro sessanta giorni
dalla loro pubblicazione

49

In sintesi
Abbiamo visto che:
la legge penale non si applica ai fatti commessi prima della sua
entrata in vigore;
- lirretroattivit della legge penale sancita a livello costituzionale,
nellart. 25 Cost. art, 2 c.p. comma 1;
- si applicano invece retroattivamente quelle leggi, successive al
fatto, che ne escludono o attenuano la sanzione (art. 2 c.p. comma 2
e 4);
- la retroattivit della legge successiva pi favorevole (nei limiti
indicati nellart. 2 c.p.) imposta dal principio di uguaglianza, sancito
dallart. 3 Cost. (con limite comma 5 e 6 per leggi eccezionali o
temporanee)

FINE
50

Il principio di colpevolezza
Art. 27, comma 1, Cost.
La responsabilit penale personale

Garantisce al cittadino che nessuna sanzione penale potr essergli inflitta se non
sar rimproverabile per il fatto commesso
Divieto di responsabilit per fatto altrui

Responsabilit per fatto proprio e colpevole (Corte Cost. 1988); non


avrebbe senso la finalit rieducativa nei confronti del soggetto al quale
non pu essere mosso alcun rimprovero quantomeno a titolo di colpa
(nulla poena sine culpa)

Divieto di responsabilit oggettiva


51

Gli interventi della Corte Cost.


Affinch lart. 27, primo comma, della Costituzione sia
penalmente rispettato indispensabile che tutti gli
elementi che concorrono a contrassegnare il disvalore della
fattispecie siano investiti dal dolo o dalla colpa e siano
quindi rimproverabili allagente
Corte Cost. 24 marzo 1988 n. 364
Corte Cost. 13 dicembre 1988 n. 1085

Non quindi ammissibile una responsabilit penale per


un fatto commesso rispetto al quale non sia stato
accertato il dolo o la colpa del soggetto che ha agito

52

La responsabilit oggettiva
Attribuzione della responsabilit penale prescindendo
dallaccertamento del dolo o della colpa

Art. 42 comma 3 c.p.


La legge determina i casi nei quali levento posto
altrimenti a carico dellagente, come conseguenza della
sua azione od omissione
NB. Lunico elemento che lega levento con lazione o
lomissione dellagente il nesso causale: la
responsabilit per fatto proprio, ma difetta la
colpevolezza

53

Ipotesi di responsabilit oggettiva


La responsabilit oggettiva pu riguardare:

- lintero fatto;
- levento;
- elementi del fatto diversi dallevento.

54

Esempio 1
Art. 116, comma 1, c.p.
Qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da
taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se
levento conseguenza della sua azione od omissione

Criterio mera causalit materiale: levento diverso sia


conseguenza della sua azione od omissione

Corte Cost. prima del 1988 ha escluso lillegittimit della


norma per contrasto con lart. 27, comma 1, Cost.
ritenendo tuttavia che il reato diverso possa essere
attribuito al concorrente che non lo ha voluto solo nel
caso in cui tale reato fosse prevedibile
55

Esempio 2
Art. 588 c.p.
Chiunque partecipa a una rissa punito con la multa fino a
euro 309. Se nella rissa taluno rimane ucciso o riporta lesione
personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla
rissa, della reclusione da 3 mesi a 5 anni.

Reati aggravati dallevento


Delitti preterintenzionali (criterio della responsabilit
oggettiva diverso da quello della preterintenzione)

56

Esempio 3
Art. 609-sexies c.p.
Quando i delitti previsti negli artt.[reati contro la libert
sessuale] sono commessi in danno di persona minore di anni
14, il colpevole non pu invocare, a propria scusa,
lignoranza dellet della persona offesa.

Elemento del fatto diversi dallevento: vittima


minore di anni 14

57

Che fare?
Come deve comportarsi il giudice quando si
trova a dover applicare una norma che
configura unipotesi di responsabilit
oggettiva?

pu sollevare questione di legittimit costituzionale


pu interpretare la norma in modo conforme al
dettato costituzionale, introducendo in via
interpretativa un coefficiente di colpevolezza (minore
certezza)

58

In sintesi
Abbiamo visto:
- in base al principio di colpevolezza, linflizione di una sanzione
penale presuppone la rimproverabilit del fatto allagente a titolo di
dolo o di colpa;
- il principio di colpevolezza sancito a livello costituzionale, nellart.
27 comma 1 Cost. secondo linterpretazione della Corte Costituzionale
a partire dal 1988;

Ricordate che:
- la responsabilit oggettiva in contrasto con lart. 27 comma 1
Cost.;
- le ipotesi di responsabilit oggettiva ancora presenti nel nostro
ordinamento, se non portate davanti alla Corte Cost., devono
quantomeno essere interpretate dal giudice in modo conforme al
principio di colpevolezza

FINE
59

Elementi essenziali del reato


Gli elementi costitutivi del reato

60

Teoria generale del reato


Mediante un processo di astrazione e
generalizzazione concettuale sono stati individuati
gli elementi comuni alle varie tipologie di reato, che
sono presupposto indispensabile per lapplicabilit
della pena nel caso concreto

61

Struttura del reato


Teoria bipartita
Elemento oggettivo
Elemento soggettivo

Teoria tripartita
Tipicit
Antigiuridicit
Colpevolezza

62

Teoria tripartita
Riflette i passaggi logici che il giudice deve compiere
nellaccertamento del reato:
verificare la tipicit del fatto
poi la sua antigiuridicit
quindi la colpevolezza dellagente rispetto a quel fatto

63

Tipicit (1)
Corrispondenza del fatto concreto a
quello descritto in una norma
incriminatrice, come specifica forma di
aggressione al bene tutelato
nellomicidio il fatto tipico consiste nellaver cagionato
la morte di un uomo (art. 575 c.p.)
nel furto, invece, nellimpossessamento mediante
sottrazione della cosa mobile altrui (art. 624 c.p.)

64

Tipicit (2)
Il fatto concreto tipico quando presenta tutti
gli elementi oggettivi che caratterizzano quel
singolo reato
Presupposti della condotta
Condotta
Oggetto materiale

Evento (se previsto)


Rapporto di causalit

Offesa al bene tutelato


Danno o pericolo
65

Antigiuridicit
Contrariet al diritto del fatto tipico, in
quanto sono assenti delle cause di
giustificazione
Rapporto di contraddizione tra il fatto e lintero ordinamento
Lo stesso fatto non pu essere considerato come lecito e illecito
nelle diverse parti dellordinamento

66

Cause di giustificazione
Insieme delle facolt o dei doveri derivanti da
norme, situate in ogni luogo dellordinamento, che
autorizzano o impongono la realizzazione di un fatto
conforme a quello descritto in una norma penale

Le norme che prevedono cause di giustificazione:


non sono norme penali
non sono soggette alla riserva di legge e al divieto di
analogia

67

Colpevolezza
Insieme dei criteri dai quali dipende la
possibilit di muovere allagente un
rimprovero per aver commesso il fatto
antigiuridico

Legame psicologico tra fatto e autore


Circostanze che incidono sulle capacit di
autodeterminazione del soggetto

68

In sintesi
Abbiamo visto che:
il reato composto invariabilmente da tre
elementi: tipicit, antigiuridicit e colpevolezza;
i tre elementi segnano anche lordine logico che il
giudice deve seguire nellaccertamento del reato

Ricordate che:
un fatto tipico pu anche essere lecito, se
commesso in presenza di una causa di
giustificazione;
un fatto tipico e antigiuridico pu non essere
punibile se manca la colpevolezza
FINE
69

Reato di mera condotta


Il fatto tipico consiste nel compimento di
unazione vietata o nella omissione di unazione
dovuta
Es.:reato di ingiuria (art. 594 c.p.)
Chiunque offende lonore o il decoro di una persona
presente punito con la reclusione fino a sei mesi o
con la multa fino a euro 516.

70

Reato di evento
Il fatto tipico consiste nella causazione di un
evento naturalistico
Es.: reato di inondazione, frana o valanga (art. 426 c.p.)
Chiunque cagiona uninondazione o una frana, ovvero
la caduta di una valanga, punito con la reclusione da
5 a 12 anni.

71

Nesso causale
Art. 40 comma 1 c.p.
Rapporto di causalit

Nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla


legge come reato, se levento dannoso o pericoloso, da
cui dipende lesistenza del reato, non conseguenza
della sua azione od omissione.

72

Accertamento
Art. 41 comma 1 c.p.
Concorso di cause
Il concorso di cause preesistenti o simultanee o
sopravvenute, anche se indipendenti dallazione od
omissione del colpevole, non esclude il rapporto di
causalit fra lazione od omissione e levento.

Una condotta causa in senso giuridico di un evento quando:


conditio sine qua non dellevento (antecedente necessario);
levento non addebitabile allintervento di fattori eccezionali
(vd. II comma art. 41);
73

Teoria condizionalistica o dellequivalenza (causa come


qualsiasi condizione senza la quale levento non si sarebbe
verificato)
implica lidea di una normale pluralit di cause
individua la causa necessaria, non quella sufficiente
(equivalenza)
procedimento di eliminazione mentale o giudizio
controfattuale
Limite: incapacit a spiegare il nesso di condizionamento

caso talidomide

74

Integrazione
Il sapere scientifico come base del
giudizio sulla causalit
Leggi universali (se A, allora B)
Leggi statistiche
La prova della sussistenza del nesso causale si ha solo in
una certa percentuale di casi
Si rende indispensabile la sicura esclusione di ipotesi
esplicative alternative

75

Le concause
Art. 41 comma 2 c.p.
Concorso di cause

Le cause sopravvenute escludono il rapporto di


causalit, quando sono state da sole sufficienti a
determinare levento. In tal caso, se lazione od
omissione precedentemente commessa costituisce per
s un reato, si applica la pena per questo stabilita.

76

In sintesi
Abbiamo visto che:
il reato pu consistere in una azione o in una
omissione, oppure nella causazione di un evento
naturalistico, pericoloso o dannoso per il bene
tutelato;
se il reato di evento, il giudice deve accertare la
sussistenza di un nesso causale tra la condotta
dellagente e levento che si verificato

FINE
77

Reato commissivo
Il fatto tipico consiste nel compimento di
unazione vietata o nella causazione di un
evento lesivo attraverso un comportamento
attivo
Es.: abusivo esercizio di una professione (art. 348 c.p.)
Chiunque abusivamente esercita una professione, per la
quale richiesta una speciale abilitazione dello Stato,
punito con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da
euro 103 a 516.

78

Esempio
Es.: truffa (art. 640 c.p.)
Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in
errore, procura a s o ad altri un ingiusto profitto con
altrui danno, punito con la reclusione da 6 mesi a 3
anni e con la multa da euro 51 a 1032.

79

Reato omissivo
Il fatto tipico consiste nel mancato
compimento di unazione richiesta o nel non
impedimento di un evento lesivo da parte di chi
aveva lobbligo giuridico di impedirlo
Reato omissivo proprio
Reato omissivo improprio

80

Reato omissivo proprio


Lazione prescritta sempre collegata ad una situazione
di fatto, al verificarsi della quale sorge lobbligo di
attivarsi
Es.: omissione di soccorso (art. 593 c.p.)
Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo
minore degli anni 10, o unaltra persona incapace di
provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo,
per vecchiaia o per altra causa, omette di darne
immediato avviso allAutorit punito con la reclusione
fino a 1 anno o con la multa fino a 2.500 euro.
Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano
che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o
altrimenti in pericolo, omette di prestare lassistenza
occorrente o di darne immediato avviso allAutorit.

81

Reato omissivo improprio


Art. 40 cpv. c.p.

Non impedire un evento, che si ha lobbligo giuridico di


impedire, equivale a cagionarlo.

Accertamento del nesso causale


Accertamento dellobbligo giuridico di impedire

82

Nesso causale
Lomissione antidoverosa deve essere stata
condizione necessaria dellevento verificatosi
Giurisprudenza in tema di responsabilit omissiva del
medico
Occorre una efficacia impeditiva sicura
Non sono sufficienti percentuali di successo lontane
dalla certezza

83

Obbligo di impedire - concezione formale


Il contenuto specifico dellobbligo di attivarsi deve
essere previsto (con sufficiente precisione):
dalla legge:
dal contratto (occorre per la concreta assunzione del ruolo
di garante);

precedente attivit pericolosa (ipotesi discussa);

84

Posizioni di garanzia - concezione


sostanziale
Lobbligo deriva dalla sostanziale posizione di garanzia
che un soggetto assume rispetto ad un determinato bene

Posizioni di protezione
Di soggetti incapaci per et o per infermit
Di soggetti che intraprendono attivit rischiose
Posizioni di controllo
Su cose pericolose

Nello svolgimento di attivit pericolose

85

In sintesi
Abbiamo visto che:
il reato pu consistere in una condotta attiva o
omissiva;
il fatto tipico di un reato omissivo pu consistere:
nel mancato compimento dellazione indicata
dalla norma (reato omissivo proprio),
oppure nel mancato impedimento di un evento
che si aveva lobbligo giuridico di impedire
(reato omissivo improprio)

FINE
86

Forme di manifestazione del reato


Reato consumato e reato tentato
Tipicit del fatto

87

Reato consumato
Il reato consumato quando stato
integralmente realizzato il fatto previsto dalla
norma incriminatrice
Si realizzata la condotta vietata
Non si tenuta la condotta doverosa
Si verificato levento dannoso o pericoloso

88

Delitto tentato
Art. 56 comma 1 c.p.
Delitto tentato

Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a


commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se
lazione non si compie o levento non si verifica.

Anticipazione della soglia di rilevanza penale del fatto al


momento della messa in pericolo del bene protetto

89

Requisiti
Rilevanza penale dellattivit volta alla
realizzazione di un delitto, che non sia
pervenuta alla consumazione
Univocit degli atti posti in essere
Loro idoneit a realizzare il delitto

90

Univocit (1)
La condotta dellagente deve essere
riconoscibile da un osservatore esterno
come realizzazione di una volont criminosa
esclusi gli atti preparatori
indispensabile linizio dellesecuzione

91

Univocit (2)
Art. 115 c.p.
Accordo e istigazione per commettere un reato
Salvo che la legge disponga altrimenti, qualora due o pi
persone si accordino allo scopo di commettere un reato, e
questo non sia commesso, nessuna di esse punibile per
il solo fatto dellaccordo.
Le stesse disposizioni si applicano nel caso di istigazione
a commettere un reato, se listigazione stata accolta,
ma il reato non stato commesso.

92

Idoneit
Adeguatezza causale della condotta rispetto
alla commissione del reato

Accertamento ex ante
Rilevanza di tutte le circostanze esistenti al momento
dellazione

93

Reato impossibile
Art. 49 comma 2 c.p.
Reato impossibile
La punibilit altres esclusa quando, per la inidoneit
dellazione o per linesistenza delloggetto di essa,
impossibile levento dannoso o pericoloso.
Es.: un borseggiatore infila la mano nella tasca della giacca
di un passeggero nella quale non si trova alcunch (reato
impossibile per inesistenza delloggetto)

94

Configurabilit del tentativo


Il tentativo non configurabile:
nelle contravvenzioni
art. 56 c.p. (delitto tentato)

nei reati di pericolo


si anticiperebbe troppo la tutela penale

nei delitti di attentato


il tentativo coincide con la consumazione

95

Causa di non punibilit


Art. 56 comma 3 c.p.
Desistenza volontaria
Se il colpevole volontariamente desiste dallazione,
soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora
questi costituiscano per s un reato diverso.

Es.: rapinatore a mano armata, la cui attivit sia gi


penalmente rilevante a titolo di tentativo, che volontariamente
rinuncia a portare a termine la rapina
(responsabilit solo per gli eventuali reati concernenti le armi)

96

Circostanza attenuante
Art. 56 comma 4 c.p.
Pentimento operoso

Se volontariamente impedisce levento, soggiace alla pena


stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo alla
met.
Es.: omicida che, dopo aver versato del veleno in dose
mortale nel bicchiere della sua vittima, riesce ad impedire
che questa muoia portandola di corsa allospedale per farla
disintossicare

97

In sintesi
Abbiamo visto che:
i delitti sono punibili anche nella forma tentata;
le contravvenzioni sono punibili solo nella forma
consumata

Ricordate che:
il tentativo non configurabile nei delitti di
pericolo e nei delitti di attentato;
si punisce il delitto tentato perch comporta una
esposizione a pericolo del bene protetto

FINE
98

Reati di danno e di pericolo


Diversit struttura - bene giuridico
Tipicit del fatto

99

Reato di danno
Lesione del bene tutelato attraverso
unazione o unomissione vietata
ovvero causando un evento naturalistico.
Sia i reati di mera condotta che i reati di evento
possono essere reati di danno
La consumazione del reato coincide con la lesione
del bene

100

Esempio
Art. 614 c.p.
Violazione di domicilio

Chiunque si introduce nellabitazione altrui, o in un altro


luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi,
contro la volont espressa o tacita di chi ha il diritto di
escluderlo, ovvero vi si introduce clandestinamente o con
inganno, punito con la reclusione da sei mesi a 3 anni.

101

Reati di pericolo
Il fatto tipico consiste in una condotta
pericolosa o nella causazione di un evento
pericoloso per il bene protetto.

Il fatto punito una probabile o possibile causa di


un danno per linteresse tutelato

102

Tipologia
In base a come stata formulata la
fattispecie, distinguiamo:
i reati di pericolo concreto
accertamento del giudice sulla concreta pericolosit del
fatto

i reati di pericolo astratto


la pericolosit valutata dal legislatore

103

Reati di pericolo concreto (1)


Pericolo come requisito esplicito della
fattispecie
Es.: Art. 450 c.p. Delitti colposi di pericolo
Chiunque, con la propria azione od omissione colposa, fa
sorgere o persistere il pericolo di un disastro ferroviario, di
una inondazione, di un naufragio, o della sommersione di
una nave o di un altro edificio natante, punito con la
reclusione fino a 2 anni.

104

Reati di pericolo concreto (2)


Equivalente al pericolo la idoneit o potenzialit di
cose o situazioni a provocare determinati effetti
Esempio:
art. 56 c.p. sul delitto tentato
disposizioni che fanno riferimento a materie esplodenti,
sostanze stupefacenti, sostanza dopante, etc.

105

Reato di pericolo astratto


Il fatto sanzionato costituisce una tipica fonte
di pericolo per il bene protetto
Es.: art. 443 c.p. Commercio di medicinali guasti
Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o
somministra medicinali guasti o imperfetti, punito con la
reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa non inferiore a
euro 103.

106

Anticipazione della tutela


Reati di pericolo diretto
Compatibili con il principio di offensivit,
(offesa = lesione o messa in pericolo)
Reati di pericolo indiretto
La loro legittimit dipende dal rispetto del
principio di proporzione

107

In sintesi
Abbiamo visto che:
oggetto di incriminazione possono essere sia fatti
lesivi del bene protetto (reati di danno) sia fatti
pericolosi per tale bene (reati di pericolo);
nei reati di pericolo concreto il giudice deve
sempre accertare leffettiva pericolosit della
condotta nel caso concreto;

nei reati di pericolo astratto invece sufficiente la


corrispondenza formale del fatto concreto alla
fattispecie astratta

FINE
108

Reato commesso da pi persone


Il concorso di persone
Tipicit del fatto
Reato necessariamente plurisoggettivo (es. rissa 588
c.p.)

109

Reato commesso da pi persone Concorso di persone


Art. 110 c.p.
Quando pi persone concorrono nel medesimo reato,
ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita,
salve le disposizioni degli articoli seguenti.

Anche condotte atipiche rispetto alla fattispecie incriminatrice


diventano punibili in quanto accedono ad un fatto tipico di
reato

110

Requisiti
Pluralit di persone
Realizzazione di una fattispecie di reato
Anche nella forma del tentativo

Anche con unesecuzione frazionata


Volont di cooperare alla commissione dellillecito;
Contributo materiale (autore, coautore, complice) o morale
dei compartecipi

111

Condotte di partecipazione
Requisiti oggettivi minimi
Criterio causale
teoria condizionalistica
teoria della causalit agevolatrice

Contributo causale rispetto alla complessiva organizzazione


dellimpresa delittuosa
Pu consistere anche in una omissione, se il soggetto aveva una
posizione di garanzia (art. 40 c.p.)

112

Concorso morale
Far nascere in altri il proposito di commettere il
reato o rafforzare un proposito gi esistente
Deve avere ad oggetto un fatto sufficientemente
determinato
Vi rientra anche laccordo a commettere il reato

113

Reati associativi
Possibile il concorso esterno (atipico) nei reati
associativi ?
S in linea di principio per lart. 110 c.p.

Occorre un contributo causale effettivo alla conservazione


della struttura associativa

114

In sintesi
Abbiamo visto che:
i reati possono essere commessi da una persona
sola, oppure da una pluralit di persone (ipotesi
del concorso di persone nel reato);
in caso di concorso, sono punibili anche condotte
atipiche, che abbiano dato un contributo causale
alla realizzazione del reato;

il contributo causale pu essere materiale o


morale, e pu consistere anche in una omissione

FINE
115

Le diverse cause di giustificazione

Antigiuridicit

116

Antigiuridicit: richiamo
Rapporto di contraddizione tra il fatto tipico e
lintero ordinamento giuridico
Assenza di una norma ovunque collocata
nellordinamento che facoltizzi o addirittura renda
doveroso quel fatto;
Efficacia universale (nessuna sanzione).

117

Rilevanza oggettiva
Il giudizio di liceit oggettivo, in quanto non dipende
dalle valutazioni, dalle conoscenze o dalle finalit del
singolo agente

le cause di giustificazione sono valutate a favore dellagente


anche se da lui non conosciute o da lui per errore ritenute
inesistenti (art. 59 c.p.)

118

Cause di giustificazione
Cause di giustificazione previste nel codice
penale
consenso dellavente diritto
esercizio di un diritto
adempimento di un dovere
legittima difesa

uso legittimo delle armi


stato di necessit

119

Ragione della giustificazione


Collegamento con una norma dellordinamento che consente
quel fatto o addirittura lo impone

- esercizio di un diritto/adempimento di un dovere


Reazioni in situazioni di necessit

- legittima difesa/ stato di necessit/uso legittimo della


coazione da parte della forza pubblica
Consenso del titolare del diritto offeso
- consenso dellavente diritto

120

In sintesi
Abbiamo visto che:
un fatto tipico per essere punibile deve essere anche
antigiuridico, ossia non giustificato da una norma
giuridica che lo facoltizzi o lo imponga;
- cause di giustificazione possono rinvenirsi in ogni
settore dellordinamento;
- la rilevanza delle singole cause di giustificazione
oggettiva, in quanto prescinde dalle valutazioni e dalle
conoscenze del soggetto agente

FINE
121

Consenso dellavente diritto


Art. 50 c.p.
Non punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col
consenso della persona che pu validamente disporne.

Portata limitata:
solo rispetto a offese a diritti individuali,

protetti nellesclusivo interesse del titolare

122

Diritti disponibili
Diritti patrimoniali
Diritti personalissimi
Diritto allintegrit fisica
nei limiti stabiliti dallart. 5 c.c.
Gli atti di disposizione del proprio corpo sono
vietati quando cagionino una diminuzione
permanente della integrit fisica, o quando siano
altrimenti contrari alla legge, allordine pubblico o
al buon costume.

123

Diritti indisponibili
Interessi dello Stato e di ogni altro ente pubblico
Interessi della famiglia
Interessi che fanno capo alla collettivit
Diritto alla vita
cos lart. 579 c.p.
Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso
di lui, punito con la reclusione da 6 a 15 anni.

124

Eutanasia passiva consensuale


Omissione o interruzione del trattamento
terapeutico su richiesta del paziente
Il medico non ha lobbligo giuridico di prolungare la vita
del paziente in qualsiasi caso e indipendentemente dalla
volont dellinteressato

- cos lart. 32, comma 2, Cost.


Nessuno pu essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti
dal rispetto della persona umana.

125

Consenso
Consenso che rende lecito un fatto tipico
Consenso che impedisce che il fatto sia tipico
es. violazione di domicilio (art. 614 c.p.)
Chiunque sintroduce nella abitazione altrui, o in un altro
luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi,
contro la volont espressa o tacita di chi ha il diritto di
escluderlo, punito con la reclusione fino a 3 anni.
es. furto (art. 624 c.p.)

Chiunque simpossessa della cosa mobile altrui,


sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per
s o per altri, punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni
e con la multa da euro 154 a euro 516.
126

Requisiti del consenso


Titolare del diritto (o suo rappresentante)
Persona capace di intendere e di volere
Manifestato in qualsiasi forma
Possibili condizioni o termini
Immune da vizi (errore, violenza, dolo)

Presenza al momento del fatto


Sempre revocabile

127

In sintesi
Abbiamo visto che:
il consenso del titolare dellinteresse offeso dal
reato, ove non sia rilevante sul piano del fatto
tipico, costituisce una causa di giustificazione;
il consenso opera solo rispetto alla lesione o
messa in pericolo di diritti disponibili;
il consenso deve essere prestato da persona
capace di agire ed sempre revocabile

FINE
128

Esercizio di un diritto o adempimento


di un dovere
Art. 51 c.p.
Lesercizio di un diritto o ladempimento di un dovere
imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo
della pubblica Autorit, esclude la punibilit.
non sono ammissibili contraddizioni in seno allordinamento giuridico:
es. lomicidio commesso dal soldato nel corso di unazione bellica
Es. esercizio del diritto di cronaca/diffamazione a mezzo stampa ex
art. 595 c.p. (oggettivo interese, correttezza, corrispondenza)
agenti provocatori (coloro che provocano altri a commettere un reato
al solo scopo di farne scoprire e punire gli autori) art. 595 c.p.p.
Fosse Ardeatine (caso Priebke, necessit che lordine sia legittimo)
129

Uso legittimo delle armi


Art. 53 c.p.
Ferme le disposizioni contenute nei due articoli
precedenti, non punibile il pubblico ufficiale che, al fine
di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero
ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di
coazione fisica, quando vi costretto dalla necessit di
respingere una violenza o di vincere una resistenza
allAutorit e comunque di impedire la consumazione dei
delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro
aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina
a mano armata e sequestro di persona.

130

Legittima difesa e stato di necessit

131

Legittima difesa
Art. 52 c.p.
Non punibile chi ha commesso il fatto, per esservi
stato costretto dalla necessit di difendere un diritto
proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa
ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata
alloffesa.

Riconoscimento di un diritto di autotutela quando non


sia possibile attendere lintervento della pubblica
autorit senza pregiudizio per il diritto aggredito

132

Presupposti
Pericolo attuale di unoffesa ingiusta
- Non pericolo passato o futuro

Necessit di difesa
- Mezzo minimo necessario

Proporzione tra offesa e difesa


- Con riguardo ai beni in conflitto
- Preferenza accordata allinteresse di chi si difende

133

Legge 59/2006
Per il diritto allautotutela in un privato domicilio
Nei casi previsti dallart. 614, primo e secondo comma, sussiste
il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente
articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi
indicati usa unarma legittimamente detenuta o altro mezzo
idoneo al fine di difendere:
a) la propria o laltrui incolumit;
b) i beni propri o altrui, quando non vi desistenza e vi
pericolo di aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel
caso in cui il fatto sia avvenuto allinterno di ogni altro luogo ove
venga esercitata unattivit commerciale, professionale o
imprenditoriale.

134

Stato di necessit
Art. 54 c.p.
Non punibile chi ha commesso il fatto per esservi
stato costretto dalla necessit di salvare s od altri dal
pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo
da lui non volontariamente causato, n altrimenti
evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al
pericolo.

Azione di salvataggio a scapito di un terzo innocente


Indennit al danneggiato, rimessa allequo
apprezzamento del giudice (art. 2045 c.c.)

135

Confronto
Stessi presupposti della legittima difesa
Lazione necessitata qui colpisce un terzo innocente
Pericolo di un danno grave alla persona

Pericolo non volontariamente causato


Pericolo non altrimenti evitabile

136

In sintesi
Abbiamo visto che:
il codice penale prevede due cause di
giustificazione simili: la legittima difesa e lo
stato di necessit;
nello stato di necessit lattivit difensiva ricade
non sullaggressore, come nella legittima difesa,
ma su un terzo innocente;
si impone quindi un ambito pi ristretto di
rilevanza dello stato di necessit e un maggior
rigore nellinterpretazione dei suoi presupposti

FINE
137

Colpevolezza: richiamo
Rimproverabilit del fatto tipico e antigiuridico

Fondamento della responsabilit penale


Criterio di misura della pena (graduabilit)

138

Segue: presupposti
Imputabilit
- capacit di intendere e di volere
Criteri di imputazione soggettiva
- dolo, colpa e preterintenzione

139

Imputabilit
Art. 85 c.p.
Nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla
legge come reato se, al momento in cui lo ha commesso,
non era imputabile.
E imputabile chi ha la capacit di intendere e di volere.

- capacit di intendere
- capacit di volere

140

Cause di esclusione
Vizio di mente
- totale o parziale
Minore et

Assunzione di sostanze alcooliche o


stupefacenti

141

Vizio di mente
Art. 88 c.p.
Non imputabile chi, nel momento in cui ha commesso
il fatto era, per infermit, in tale stato di mente da
escludere la capacit di intendere e di volere.

- anche disturbi della personalit


- anche disturbi transitori

- non stati emotivi e passionali (art. 90 c.p.)


- nesso eziologico tra infermit e reato

142

Conseguenze 1
Al soggetto prosciolto per vizio totale di mente
pu essere applicata solo una misura di
sicurezza
Il vizio di mente parziale se la capacit di intendere e di volere
grandemente scemata (art. 89 c.p.)
- pena diminuita, e possibile misura di sicurezza

143

Minore et
Art. 97 c.p.

Non imputabile chi, nel momento in cui ha commesso


il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni.

- presunzione assoluta di non imputabilit


- tra i 14 e i 18 anni, accertamento in concreto (art. 98 c.p.)

144

Conseguenze 2
Al minore di 14 anni pu essere applicata solo
una misura di sicurezza
Al minore di 18 anni, se riconosciuto capace, si
applica una pena diminuita, ed eventualmente una
misura di sicurezza

145

Ubriachezza
Limputabilit esclusa:

se ubriachezza dovuta a caso fortuito o forza


maggiore e tale da escludere totalmente la
capacit di intendere e di volere;
se intossicazione cronica da alcool, tale da
escludere totalmente la capacit di intendere
e di volere
(stessa disciplina del vizio di mente)

146

Segue
La pena aumentata:
se ubriachezza preordinata al fine di commettere il
reato o di prepararsi una scusa
se ubriachezza abituale

art. 94 c.p.
Agli effetti della legge penale, considerato ubriaco
abituale chi dedito alluso di bevande alcooliche e in
stato frequente di ubriachezza.

147

Misure di sicurezza
Commissione di un fatto previsto dalla legge
come reato
- due ipotesi di quasi reato
Pericolosit sociale (probabilit di commissione
di futuri reati)
- va sempre accertata in concreto

148

Misure detentive
Ospedale psichiatrico giudiziario
- soggetti prosciolti per totale incapacit di intendere e
di volere
Casa di cura e di custodia
- soggetti condannati a pena diminuita per parziale
incapacit di intendere e di volere
- ubriachi abituali
Riformatorio giudiziario
- minori imputabili e non imputabili

149

Misure non detentive


- libert vigilata
- divieto di frequentare pubblici spacci di bevande alcooliche

150

In sintesi
Abbiamo visto che:
per rimproverare il fatto allautore, necessario
innanzitutto accertare che avesse la capacit di
intendere e di volere al momento del fatto;
limputabilit , a seconda dei casi, esclusa o diminuita
quando si tratti di minore, di infermo di mente o di
persona la cui capacit stata compromessa dalla
assunzione di bevande alcooliche o di sostanze
stupefacenti;
ai soggetti non imputabili o semi-imputabili possono
essere applicate delle misure di sicurezza, se ritenuti
socialmente pericolosi

FINE
151

Premessa
Criteri di imputazione soggettiva nei
delitti e nelle contravvenzioni

Art. 42 c.p.
Nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla
legge come delitto, se non lha commesso con dolo, salvi i
casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente
preveduti dalla legge.
Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria
azione od omissione cosciente e volontaria sia essa dolosa
o colposa

152

Definizione
Art. 43 c.p.
Il delitto doloso, o secondo lintenzione, quando
levento dannoso o pericoloso, che il risultato
dellazione od omissione e da cui la legge fa dipendere
lesistenza del delitto, dallagente preveduto e voluto
come conseguenza della propria azione od omissione.

153

Elementi
Rappresentazione
- di tutti gli elementi della fattispecie

- manca nel caso di errore


Volont
- di realizzare il fatto costituente reato

154

Forme di dolo
Dolo intenzionale
- lagente ha di mira la realizzazione del fatto
- premeditazione (circostanza aggravante)

Dolo diretto
- lagente si rappresenta la realizzazione del fatto di reato in
termini di certezza
es.: incendio la casa che so essere abitata per riscuotere il
premio dellassicurazione

Dolo eventuale
- lagente si rappresenta la possibilit che si realizzi il reato
e sceglie di agire lo stesso, anche a costo di realizzarlo

155

Dolo generico e specifico


Dolo generico
- rappresentazione e volizione di tutti gli elementi del
fatto di reato

Dolo specifico
- finalit ulteriore dellagente alla quale viene dato
rilievo nella norma incriminatrice
es.: nel furto (art. 624 c.p.) si richiede che lagente si
impossessi della cosa altrui al fine di trarne profitto
per s o per altri

156

Precisazioni: a)
Reati omissivi propri
- conoscenza della situazione tipica
- consapevolezza e volont di non compiere unazione
rappresentata come possibile

Reati omissivi impropri


- conoscenza della situazione tipica e volont di non

impedire levento con unazione rappresentata come


possibile
- conoscenza degli elementi dai quali deriva la posizione
di garante

157

Precisazioni: b)
Dolo di partecipazione alla commissione del reato
- conoscenza e volizione del reato realizzato da altri
- consapevolezza e volont di contribuire alla
del reato

realizzazione

- non occorre il previo accordo

158

In sintesi
Abbiamo visto che:
il dolo la forma pi grave di colpevolezza e il criterio
normale di imputazione soggettiva dei delitti;
il dolo richiede una corretta rappresentazione di tutti
gli elementi del fatto di reato, accompagnata dalla
volont di realizzarlo con la propria condotta

Ricordate che:
il dolo escluso dalla presenza di un errore sul fatto di
reato;

lintensit del dolo diversa, a seconda che si tratti di


dolo intenzionale, diretto o eventuale

FINE
159

Definizione
Art. 43 c.p.
Il delitto colposo, o contro lintenzione, quando
levento, anche se preveduto, non voluto dallagente e
si verifica a causa di negligenza o imprudenza o
imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti,
ordini e discipline.
Inosservanza di regole di condotta con funzione cautelare

- colpa generica
- colpa specifica

160

Colpa generica
Inosservanza di regole cautelari
non formalizzate
Ricostruzione delle regole cautelari rilevanti
prevedibilit
evitabilit
Parametro dellagente ideale che svolga con la dovuta
capacit e competenza la stessa attivit nellesercizio
della quale stato commesso il reato

161

Colpa specifica
Inosservanza di regole cautelari
formalizzate in leggi, regolamenti, ordini o
discipline
- cambia la fonte della regola
- resta invariato il contenuto cautelare
- pu trattarsi di norme rigide o elastiche

162

Nesso tra colpa e evento


Legame causale con linosservanza della
regola cautelare
Coincidenza con il tipo di eventi che la
regola cautelare mirava a prevenire
Concretamente evitabile con la condotta
diligente

163

Grado della colpa


Colpa cosciente
lagente agisce nonostante la previsione
dellevento (art. 61 n. 3 c.p.)

Colpa incosciente
lagente agisce non avendo previsto ci che
doveva e poteva prevedere

164

Dolo eventuale/colpa cosciente


In entrambi vi la previsione dellevento dannoso o
pericoloso
a) nel dolo eventuale, vi indifferenza rispetto alla
concreta verificazione dellevento
b) nella colpa cosciente, vi imprudenza o imperizia
es. sopravvaluto le mie capacit di evitare levento oppure
sottovaluto le probabilit del suo verificarsi

165

In sintesi
Abbiamo visto che:
la colpa consiste in una violazione di regole cautelari,
formalizzate (colpa specifica) oppure no (colpa
generica) da fonti normative;
levento dovuto a colpa se: stato causato dalla
condotta colposa; coincide con i tipi di evento che la
regola cautelare mirava a prevenire; era nel caso
concreto effettivamente evitabile

FINE
166

Preterintenzione: definizione
Art. 43 c.p.
Il delitto preterintenzionale, o oltre lintenzione,
quando dallazione od omissione deriva un evento
dannoso o pericoloso pi grave di quello voluto
dallagente.

- figura intermedia tra dolo e colpa


- a quale titolo viene imputato levento pi grave?

167

Esempio
Art. 584 c.p.
Omicidio preterintenzionale

Chiunque, con atti diretti a commettere uno dei delitti


preveduti dagli artt. 581 e 582, cagiona la morte di un
uomo, punito con la reclusione da 10 a 18 anni.
-

posizione intermedia tra lomicidio doloso (non meno di 21


anni) e lomicidio colposo (da 6 mesi a 5 anni)

sanzione pi grave di quella applicabile in base alle norme


sul concorso di reati (percosse o lesioni/omicidio colposo)

168

Caso

Mevio, durante una lite, d una


spinta a Martino
Martino perde lequilibrio e cade
La caduta provoca un trauma cranico
e la morte
Omicidio preterintenzionale?

169

Caso

Tizio, durante un alterco, colpisce Mevia


Mevia cade e batte il capo contro uno spigolo
Tizio, credendola morta, la getta in un lago
Si accerta poi che la causa della morte stata
lannegamento
Omicidio preterintenzionale?

170

Interpretazione
a) Preterintenzione = dolo+responsabilit oggettiva
- sufficiente il nesso causale per attribuire levento
- contrasto con lart. 27 comma 1 Cost.

b) Preterintenzione = dolo+colpa
- necessario laccertamento della colpa rispetto allevento (no
presunzione di colpa specifica)
- compatibilit con il principio di colpevolezza
- ma perch sanzione cos elevata?

171

Ricostruzione prevalente in giurisprudenza


Sarebbe paradossale pretendere cautela (quanto alle
conseguenze) da parte di chi, comunque, mette in atto
unaggressione fisica nei confronti di un terzo () lo stesso
legislatore che indica come prevedibile la morte della vittima
quando verso la stessa si sia indirizzata lattivit di aggressione
fisica da parte dellagente
Cass., 27 giugno 2012, n. 35582 (caso relativo a unaggressione
preordinata da parte di un gruppo di persone, con uso di armi
improprie)

172

Caso
Tizio, Caio e Sempronio si recano ad una festa folcloristica e
consumano diverse bevande alcoliche;

uno degli organizzatori - Martino - invita Tizio ad unirsi ad un


canto popolare
i tre amici deridono pesantemente Martino
Martino si avvicina a Tizio e gli da uno schiaffo
Tizio reagisce accoltellandolo alladdome
Martino cade e sbatte violentemente la testa
lesame autoptico stabilisce che la morte derivata da uno
"shock emorragico e tamponamento cardiaco conseguenza
diretta della lesione da punta e taglio che ha attinto la vittima
nella regione pettorale sn
Quale reato?
173

Cass., sez. I, 25 marzo 2015, n. 12548


"L'elemento soggettivo del delitto di omicidio
preterintenzionale non costituito da dolo e
responsabilit oggettiva n dal dolo misto a colpa,
ma unicamente dal dolo di percosse o lesioni, in
quanto la disposizione di cui all'art. 43 c.p. assorbe
la prevedibilit di evento pi grave nell'intenzione di
risultato. Pertanto, la valutazione relativa alla
prevedibilit dell'evento da cui dipende l'esistenza
del delitto "de quo" nella stessa legge, essendo
assolutamente probabile che da una azione violenta
contro una persona possa derivare la morte della
stessa

174

In sintesi
Abbiamo visto che:
la preterintenzione una forma di responsabilit per
eventi pi gravi di quelli voluti, cagionati con la
propria condotta;
il nostro codice penale conosce solo la figura
dellomicidio preterintenzionale;
lart. 584 c.p. appare ingiustificabile per il severo
trattamento sanzionatorio che prevede

FINE
175

Premessa
Tipi di errore rilevanti
Errore su uno degli elementi del fatto di reato
- errore di fatto (prendo la cosa altrui credendo che sia
la mia)

- errore di diritto (prendo la cosa altrui credendo che sia


diventata mia per legge)

Errore sul contenuto di una norma penale o


ignoranza della sua esistenza

176

Errore sul fatto


Art. 47 c.p.
Lerrore sul fatto che costituisce il reato esclude la
punibilit dellagente. Nondimeno, se si tratta di errore
determinato da colpa, la punibilit non esclusa,
quando il fatto preveduto dalla legge come delitto
colposo.

- esclude il dolo
- responsabilit per colpa se
a) dovuto a colpa
b) fatto punibile a titolo di colpa (per i delitti)

177

Segue: errore sugli elementi normativi


Art. 47 ultimo comma c.p.
Lerrore su una legge diversa dalla legge penale esclude
la punibilit quando ha cagionato un errore sul fatto che
costituisce reato.
ha ad oggetto un estremo del fatto tipico (in genere un
elemento normativo giuridico) e dipende da una erronea
interpretazione di una norma diversa da quella
incriminatrice, pur da questultima richiamata, es. altruit
della cosa nel delitto di furto (art. 624 c.p.)
(errore sulle norme che disciplinano la propriet)
anche tale errore incide sul momento intellettivo del dolo,
perch impedisce allagente di rappresentarsi il fatto.

178

Errore sulle scriminanti


Art. 59 c.p.
Se lagente ritiene per errore che esistano cause di
esclusione della pena, queste sono sempre valutate a
favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da
colpa, la punibilit non esclusa, quando il fatto
preveduto dalla legge come delitto colposo.
- stessa disciplina dellerrore sul fatto
- non vi rientra lerrore sullesistenza di un diritto o di un
dovere scriminante (errore sulla illiceit penale)
- stessa disciplina per leccesso colposo dei limiti della
scriminante (art. 55 c.p.)

179

Errore sulla persona offesa


Art. 60 c.p.
Nel caso di errore sulla persona offesa da un reato, non
sono poste a carico dellagente le circostanze aggravanti
che riguardano le condizioni o qualit della persona offesa o
i rapporti tra offeso e colpevole. Sono invece valutate a suo
favore le circostanze attenuanti, erroneamente supposte,
che concernono le condizioni, le qualit o i rapporti
predetti.

- non esclude il dolo


- rilevante solo ai fini delle circostanze

180

Errore sulla legge penale


Art. 5 c.p.
Nessuno pu invocare a propria scusa lignoranza della
legge penale, tranne che si tratti di ignoranza inevitabile.
Corte cost. 364/1988
- non esclude il dolo
- se inevitabile, esclude la colpevolezza e quindi la punibilit
- inevitabilit per ragioni soggettive o oggettive

181

In sintesi
Abbiamo visto che:
lerrore sul fatto esclude il dolo, lasciando sussistere
una eventuale responsabilit per colpa;
la stessa disciplina opera per lerronea supposizione di
una situazione scriminante o per leccesso colposo dei
limiti della giustificazione;
lerrore sulla illiceit penale del fatto, che ricade sulla
legge penale o su una causa di giustificazione (errata
convinzione di poter esercitare un diritto o di
adempiere un dovere), non esclude la punibilit,
tranne che fosse inevitabile.

FINE
182

La commisurazione delle pene


del tutto eccezionale la previsione di pene fisse;
di regola, le pene sono comminate tra un minimo e
un massimo (cd. cornice edittale di pena);
possibilit che pene di diversa specie siano
alternative tra loro (reclusione o multa, arresto o
ammenda);
commisurazione della pena ad opera del Giudice

183

Potere discrezionale
Art. 132 c.p.
Nei limiti fissati dalla legge, il giudice applica la pena
discrezionalmente; esso deve indicare i motivi che
giustificano luso di tale potere discrezionale.

discrezionalit giuridicamente vincolata (limiti esterni


derivanti dalla cornice edittale - punto di partenza:
medio o minimo edittale - e limiti interni art. 133)
importanza della motivazione

184

Criteri di commisurazione
Criteri fattuali

- art. 133 e 133-bis c.p.


Criteri finalistici

- art. 27 Cost.
- colpevolezza come limite massimo
- decisive le esigenze di prevenzione speciale

185

Gravit del reato


Art. 133 comma 1 c.p.
Nellesercizio del potere discrezionale indicato nellarticolo
precedente, il giudice deve tener conto della gravit del reato,
desunta:
1) dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dalloggetto, dal tempo,
dal luogo e da ogni altra modalit dellazione;
2) dalla gravit del danno o del pericolo cagionato alla persona
offesa dal reato;
3) dalla intensit del dolo o dal grado della colpa.

186

Capacit a delinquere
Art. 133 comma 2 c.p.
Il giudice deve tener conto, altres, della capacit a delinquere del
colpevole, desunta:
1) dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;
2) dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla
condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;
3) dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;
4) dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo

capacit di commettere reati in futuro

187

Pena pecuniaria
Stessi criteri di commisurazione della pena detentiva
- art. 133 c.p.
Inoltre vanno considerate le condizioni economiche del reo
- art. 133-bis c.p.
- possibile rateizzazione (art. 133-ter c.p.)
- conversione della pena pecuniaria se il reo
non
in grado di pagarla

188

Sanzioni sostitutive
Ulteriore potere discrezionale del giudice per
pene detentive di breve durata
- pena fino a due anni: semidetenzione

- pena fino a 1 anno: anche libert controllata


- pena fino a 6 mesi: anche pena pecuniaria

l. 689/1981 e successive modifiche

189

Sospensione condizionale
Possibile sospendere lesecuzione della pena:
- per 5 anni se condanna per delitto
- per 2 anni se condanna per contravvenzione
Il reato estinto e la pena non si esegue pi se per
questo tempo il reo non commette un altro delitto o una
contravvenzione della stessa indole
(altrimenti, revoca della sospensione concessa)

190

Segue: presupposti
Condanna a pena detentiva non superiore a 2 anni
(e/o a pena pecuniaria equivalente)
- se minorenne, fino a 3 anni
- se tra i 18 e i 21 o oltre i 70 anni, fino a 2 anni e mezzo

Prognosi favorevole sul comportamento del reo


Assenza di precedente concessione del beneficio
(tranne che si rientri nel limite massimo di pena sospendibile

e subordinandola alle restituzioni o al risarcimento del danno)

191

Concorso di reati
Concorso materiale
- commissione di pi reati con pi azioni od omissioni
- cumulo delle pene (limiti massimi previsti dalla legge)

Concorso formale

commissione di pi reati con una sola azione od omissione

- concorso materiale di reati nellambito di un medesimo


disegno criminoso (cd. reato continuato)

- pena prevista per la violazione pi grave aumentata sino al


triplo (cumulo giuridico delle pene)

192

In sintesi
Abbiamo visto che:
il giudice stabilisce discrezionalmente quale sia la pena
adeguata al caso concreto, nei limiti stabiliti dalla
legge;
la pena inflitta non pu eccedere quella proporzionata
alla colpevolezza per il fatto; esigenze di prevenzione
speciale possono invece giustificarne una diminuzione;
nel commisurare la pena pecuniaria si deve tener
conto, oltre che della gravit del reato e della capacit
a delinquere, anche delle condizioni economiche del reo

FINE
193

Tipi di circostanze
a) circostanze attenuanti o aggravanti
- a seconda delleffetto che producono sulla pena
b) circostanze comuni o speciali
- a seconda che riguardino tutti i reati o solo alcuni

c) circostanze tipiche o generiche


- a seconda che siano espressamente previste oppure
lasciate alla discrezionalit del giudice
d) circostanze ad efficacia comune o ad effetto speciale
- a seconda dellentit della modifica che apportano alla
pena

194

Esempio 1
Circostanza aggravante comune ad efficacia comune
- colpa cosciente (art. 61, n. 3, c.p.)
Circostanza aggravante speciale ad efficacia comune
- bigamia (art. 556 c.p.)
Chiunque, essendo legato da un matrimonio avente effetti civili,
ne contrae un altro, pur avente effetti civili, punito con la
reclusione da 1 a 5 anni. () La pena aumentata se il colpevole
ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto
matrimonio, sulla libert dello stato proprio o di lei.

195

Esempio 2
Circostanza aggravante speciale ad effetto speciale
- sequestro di persona (art. 605 c.p.)
Chiunque priva taluno della libert personale punito con la
reclusione da 6 mesi a 8 anni. La pena della reclusione da 1
a 10 anni, se il fatto commesso:
1) in danno di un ascendente, di un discendente, o del
coniuge; ().

196

Esempio 3
Circostanza attenuante comune ad efficacia comune
- provocazione (art. 62 n. 2 c.p.)
laver agito in stato dira, determinato da un fatto ingiusto altrui

Circostanza attenuante speciale ad efficacia comune


- violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies c.p.)
Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo punito
con la reclusione da 6 a 12 anni. () La pena diminuita per il
partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella
preparazione o nella esecuzione del reato.

197

Esempio 4
Circostanza attenuante speciale ad effetto speciale
- ricettazione (art. 648 c.p.)
Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a
s o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o
cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si
intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, punito
con la reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da euro 516 a
euro 10.329. La pena della reclusione sino a 6 anni e della
multa sino a euro 516, se il fatto di particolare tenuit.

198

Attenuanti generiche
Art. 62-bis c.p.
Il giudice, indipendentemente dalle circostanze
prevedute nellart. 62, pu prendere in considerazione
altre circostanze diverse, qualora le ritenga tali da
giustificare una diminuzione della pena. Esse sono
considerate in ogni caso, ai fini dellapplicazione di
questo capo, come una sola circostanza, la quale pu
anche concorrere con una o pi delle circostanze
indicate nel predetto art. 62.

199

Concorso di circostanze
Concorso di circostanze omogenee
- limiti massimi previsti dalla legge (art. 66-67 c.p.)

Concorso di circostanze eterogenee


- giudizio di bilanciamento (discrezionale):
aggravanti prevalenti = solo aumenti di pena

attenuanti prevalenti = solo diminuzioni di pena


equivalenza = nessun rilievo alle circostanze

200

Criteri di imputazione
Circostanze aggravanti
- devono essere conosciute dallagente oppure ignorate, o ritenute
inesistenti, per colpa
- attuazione del principio di colpevolezza (l. 19/1990)

Circostanze attenuanti
- operano anche se ignorate o ritenute inesistenti dallagente

non operano eventuali attenuanti erroneamente

ritenute esistenti

201

Circostanze oggettive e soggettive


Circostanze oggettive
- modalit dellazione, entit del danno/pericolo, qualit
delloffeso
- si estendono ai compartecipi

Circostanze soggettive
- intensit del dolo o grado della colpa, qualit personali del
colpevole, imputabilit, recidiva

non si estendono ai compartecipi

202

Recidiva
Aumento della pena prevista per un delitto non
colposo collegato alla precedente commissione di uno
o pi delitti non colposi
(art. 99 c.p. come modificato dalla l. 251/2005)

- abitualit, professionalit e tendenza a delinquere


(applicazione della misura di sicurezza della colonia agricola
o casa di lavoro)

203

In sintesi
Abbiamo visto che:
il reato commesso pu essere accompagnato da una o
pi circostanze, omogenee o eterogenee; le (sole)
circostanze attenuanti possono essere anche
generiche;
se concorrono circostanze eterogenee, il giudice deve
fare un giudizio di bilanciamento;
le circostanze aggravanti devono essere conosciute o
ignorate per colpa; solo quelle attenuanti operano
oggettivamente

FINE
204

Esecuzione pena
diversi gradi di giudizio
esecutivit della sentenza

205

Esecutivit della sentenza


E esecutiva la sentenza che divenuta irrevocabile
E irrevocabile la sentenza contro la quale non
ammessa impugnazione diversa dalla revisione

- inutile decorso del tempo per limpugnazione


- inammissibilit del ricorso per Cassazione
- rigetto del ricorso per Cassazione

206

I diversi gradi del giudizio


Giudizio di primo grado
- Tribunale (in composizione monocratica o collegiale)
- Corte di assise

Giudizio di appello
- Corte di appello
- Corte di assise di appello

Ricorso per Cassazione


- solo per determinati motivi

207

Misure cautelari
Personali
- coercitive (custodia cautelare, arresti domiciliari)
- interdittive (sospensione dallesercizio di certe attivit
o funzioni)

Reali
- sequestro preventivo (cose pertinenti al reato)
- sequestro conservativo (funzione di garanzia)

208

Misure cautelari personali


Presupposti di applicazione
- gravi indizi di colpevolezza
- esigenze cautelari
pericolo di inquinamento delle prove
pericolo di fuga
pericolo di commissione di (gravi) reati

Custodia cautelare in carcere solo come extrema ratio

209

Riparazione per ingiusta detenzione


Equa riparazione per la custodia cautelare subita
Assoluzione
- perch il fatto non sussiste
- per non averlo commesso
- perch non costituisce reato
- perch non previsto dalla legge come reato
Archiviazione o sentenza di non luogo a procedere

Il reo non deve avervi dato causa con dolo o


colpa grave

210

Procedimenti speciali
Giudizio abbreviato
- rinuncia al dibattimento

- pena diminuita di un terzo

Patteggiamento
- applicazione della pena concordata tra le parti
- pena diminuita fino a un terzo

211

Giudice di pace
Magistrato onorario
Competenza penale (d.lgs. 274/2000)
- delitti di minore gravit (percosse, lesioni colpose,
danneggiamento, ingiuria, diffamazione. etc.)
- alcune categorie di contravvenzioni

Sanzioni speciali
- pena pecuniaria
- permanenza domiciliare (sabato e domenica)
- lavoro di pubblica utilit

Prospettiva conciliativa tra reo e persona offesa


212

In sintesi
Abbiamo visto che:
la sentenza di condanna diviene esecutiva quando
irrevocabile, ossia quando non pi soggetta ad alcun
mezzo di impugnazione diverso dalla revisione;
misure restrittive o limitative della libert personale
possono essere adottate durante il procedimento
penale, nei casi e per i tempi previsti dalla legge;
la custodia cautelare in carcere pu essere disposta
soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata

FINE
213