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Saggio breve o articolo di giornale

Consegna
Sviluppa largomento proposto in forma di saggio breve o di articolo di giornale, utilizzando
i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed
esperienze di studio.
Del tuo testo indica sempre il titolo e la destinazione editoriale (rivista specialistica, ricerca
scolastica o altro per il saggio breve; quotidiano, settimanale, giornalino scolastico o altro
per larticolo di giornale).
Per il saggio breve non superare le cinque colonne di met foglio protocollo; per larticolo di
giornale non superare le tre colonne.

Argomento
Il locus amoenus in Boccaccio e Petrarca.

Documenti
1.
[Boccaccio riferisce che, a causa della peste, a Firenze morirono pi di centomila
persone.] O quanti gran palagi, quante belle case, quanti nobili abituri per adietro di famiglie
pieni, di signori e di donne, infino al menomo fante [pi piccolo bambino] rimaser voti! [...]
[La brigata dei novellatori del Decameron, incontratasi nella Chiesa di Santa Maria
Novella, delibera di recarsi nel contado.]
Era il detto luogo sopra una piccola montagnetta, da ogni parte lontano alquanto alle
nostre strade, di varii albuscelli e piante tutte di verdi fronde ripiene piacevoli a riguardare; in
sul colmo della quale era un palagio con bello e gran cortile nel mezzo, e con logge e con
sale e con camere, tutte ciascuna verso di s bellissima e di liete dipinture raguardevole e

ornata, con pratelli da torno e con giardini maravigliosi e con pozzi dacque freschissime e
con volte di preziosi vini: [...]
[Non appena arrivati] [...] disse Dioneo [...]: Io non so quello che de vostri pensieri voi
vintendete di fare: li miei lasciai in dentro dalla porta della citt allora che io con voi poco fa
me nuscii fuori: e perci o voi a sollazzare e a ridere e a cantare con meco insieme vi
disponete (tanto, dico, quanto alla vostra dignit sappartiene), o voi mi licenziate che io per li
miei pensier mi ritorni nella citt tribolata.
G. Boccaccio, Decameron, Introduzione alla prima giornata
2.
La cultura cavalleresca era nata [...] in un mondo che quasi ignorava le citt. La
ricchezza signorile si fondava sulla terra e sul lavoro del contadino. [...] E pertanto, quando
[nel XIV secolo] la torre disserr la sua cinta di mura e si organizz per accogliere le dolcezze
della vita, si apr immediatamente su un giardino; [ad esempio,] ad Avignone il papa ebbe il
suo dentro le mura del palazzo. [...] Per vivere come i nobili nella pace e nella serenit dei
campi, tutti i mercanti arricchiti vollero anchessi possedere un terreno fuori dalla mura della
propria citt. Per aver fatto del signore feudale la figura ideale del proprio ideale di felicit
terrena, la civilt dellOccidente, peraltro sempre pi trascinata e condizionata dagli usi, il
lavoro e i gusti urbani, non sarebbe mai pi sfuggita alla seduzione dei piaceri agresti [...]; il
nascente umanesimo prese dunque a cantare le gioie bucoliche e a celebrare la felicit dei
pastori, incitando i propri seguaci a fuggire il lusso sofisticato delle corti per i semplici piaceri
dei campi, e designando anchesso lontano dalle citt i luoghi privilegiati delle pigre
conversazioni. La lieta brigata del Decameron non si riuniva a Firenze, e il Petrarca fuggiva
Avignone per le fonti di Vaucluse.
G. Duby, Larte e la societ medievale, trad. it. di S. Brilli Cattarini, Laterza, Roma-Bari 1977
3.
Il locus amoenus [...] ha costituito, dai tempi dellImpero romano sino al Cinquecento, il
motivo principale di ogni descrizione della natura. Il luogo ameno [...] un angolo di natura,
bello e ombroso; in esso si trovano almeno un albero (o parecchi alberi), un prato e una fonte
o un ruscello; vi si possono aggiungere, talvolta, anche il canto degli uccelli e i fiori; la
descrizione pi ricca comprende anche la tenue brezza. [...] nel Medioevo lessicografi e
maestri di stile considerano il locus amoenus come un necessario requisito della poesia.
E. R. Curtius, Il paesaggio ideale, in Letteratura europea e Medioevo latino, a cura di R.
Antonelli, La Nuova Italia, Firenze 1992
4.
[Lepistola, composta a Valchiusa, indirizzata a Giovanni Colonna.] E dove lontano
dallItalia io potrei essere pi tranquillo? [...] Vedrai colui che cerchi in ottima salute, non
bisognoso di nulla [...]; lo vedrai da mane a sera vagar solo, tra i prati, i monti, le fonti, le
selve, i campi; fuggir le orme degli uomini, cercar luoghi appartati, amare le ombre, godere

degli antri muscosi e de prati verdeggianti, odiare le noie della Curia, evitare il frastuono delle
citt, star lontano dalle soglie dei potenti, sorridere delle voglie del volgo, tenersi ugualmente
distante dalla gioia e dalla tristezza; libero di giorno e di notte, lieto della compagnia delle
Muse, del canto degli uccelli, del mormorio delle ninfe, povero di servi, ricco di libri; e ora
stare in casa, ora passeggiare, ora fermarsi, ora posare il capo e le membra stanche sullerba
tenera; [...] e poi, ora immobile e con gli occhi fissi tacere, ora ragionare tra s, e se stesso e
tutte le cose mortali sprezzare.
F. Petrarca, Familiares, VI, 3, trad. it. di E. Bianchi, in F. Petrarca, Opere, I, Sansoni, Firenze
1975
5.
Ti scorre accanto il tuo Sorga, re delle sorgenti, [...] vicino a te il rifugio di Valchiusa,
assai vasto e ameno; cos infatti la chiama la gente del luogo, cos la natura ha voluto che si
chiamasse quando, circondata da colline, lha posta fuori da ogni strada e da ogni concorso
duomini.
F. Petrarca, De vita solitaria, II, XIV, a cura di M. Noce, Mondadori, Milano 1993
6.
Il petrarchesco vagheggiamento della vita solitaria [...] di fatto realizzato con la
residenza del poeta a Valchiusa, divenne soprattutto un programma di cultura. [...] A
Valchiusa [...] compose quasi tutte le sue opere [...]; a Valchiusa, soprattutto, scopr il piacere
della propria libert e, con essa, la sua stessa dignit di poeta e umanista. Per Petrarca,
insomma, Valchiusa si venne configurando non [...] come una localit di rifugio e devasione,
ma come il luogo ideale del vivere libero e indipendente, della libert di scrivere e di pensare.
U. Dotti, Storia degli intellettuali in Italia, I, Editori Riuniti, Roma 1997